BIOGRAFIE E ABSTRACT

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1 BIOGRAFIE E

2 Lunedì 18 novembre 2013 CONCETTI, TEMI, DILEMMI Grandi eventi tra criticità e potenzialità: la legacy socio economica La sostenibilità economica dei grandi eventi e i rischi di speculazione immobiliare Roberto Camagni (Politecnico di Milano) Turismo urbano: grandi eventi e altre forme di competizione tra città Ezio Marra (Università degli Studi di Milano Bicocca) Gli impatti sociali dei grandi eventi Giuliana Costa (Politecnico di Milano) disponibili in corso di elaborazione Grandi eventi tra criticità e potenzialità: le progettualità e la legacy spaziale Gli effetti dei grandi eventi sullo spazio urbano e sul paesaggio post metropolitano Stefano Boeri (Politecnico di Milano) L impatto ambientale dei grandi eventi e le potenzialità di sviluppo di territori resilienti Gioia Gibelli (Società Italiana di Ecologia del Paesaggio) Il potenziamento infrastrutturale indotto dai grandi eventi: il sistema dei trasporti e le ICT Andrea Rolando (Politecnico di Milano) Martedì 19 novembre 2013 CASI STUDIO I grandi eventi nella società post industriale: spettacolarizzazione delle città e trasformazioni territoriali / esperienze La Spagna dalle Olimpiadi di Barcellona 1992 all Expo di Saragozza 2008: due decenni di lezioni, dal boom economico alla crisi Francesc Muñoz (Universitat Autonoma de Barcelona) Strategie e progetti per le Olimpiadi di Londra 2012 e la fase post evento: la ricerca di soluzioni di sostenibilità Gavin Poynter (University of East London) I grandi eventi nella società post industriale: spettacolarizzazione delle città e trasformazioni territoriali / scenari Rio de Janeiro verso i Mondiali 2014 e le Olimpiadi 2016: una città di eccezione, tra sviluppo economico e conflitti sociali Carlos Vainer (Universidade Federal do Rio de Janeiro) Milano verso l Expo 2015: tentativi di rinnovamento durante la crisi Stefano Di Vita (Politecnico di Milano) Mercoledì 20 novembre 2013 RIFLESSIONI CRITICHE E PROSPETTIVE PER MILANO Mega eventi e strategie di competizione urbana nel mercato mondiale: territori a confronto Osservando il territorio europeo nella grande contrazione Egidio Dansero (Università degli Studi di Torino) Osservando i Paesi BRICS durante la crescita: le città asiatiche Alessandro Balducci (Politecnico di Milano) Osservando i Paesi BRICS durante la crescita: le città sudamericane Carlos Vainer (Universidade Federal do Rio de Janeiro)

3 La Spagna dalle Olimpiadi di Barcellona 1992 all Expo di Saragozza 2008: due decenni di lezioni, dal boom economico alla crisi Francesc Muñoz (Universitat Autonoma de Barcelona) Francesc Muñoz, geographer and professor at the Universitat Autònoma de Barcelona, UAB. Research covers topics on urbanism and environment including the recycling of different types of urban and metropolitan landscapes. Specific research work on urban mega events history and monitoring as part of the research staff at the Olympic Studies Centre in Barcelona. Director of collective researches awarded with national prizes in Spain, such as the IDEA Program for leading projects on Sustainability, Innovation and Creativity (2011;2012). Most known book published in 2008: Urbanalization: common landscapes, global places. Current director of the Observatory of Urbanization and the Master Degree on Urban Landscape Intervention and Management (UAB). I grandi eventi nella società post industriale: fra urbanalizzazione e creatività. Spagna: La presentazione esplora l ipotesi di un nuovo ruolo sviluppato dai grandi eventi urbani nell attualità, non specificamente collegato in maniera univoca con la trasformazione fisica dello spazio urbano, ma strategicamente relazionato alla produzione di un immagine urbana memorabile e precisa. Una rappresentazione specificamente significativa nell immaginario urbano globalmente apprezzato. Attualmente, questa immagine brandificata della città, costituisce un elemento comune del consumo visuale de la forma urbana, che caratterizza in maniera chiara la cultura postindustriale. Allo stesso tempo si configura come uno degli elementi che costruiscono quel processo che ho chiamato urbanalizzazione (Muñoz, 2008). In questo senso, si individuano quattro grandi cambiamenti nel ruolo dei grandi eventi urbani: In primo luogo, la banalizzazione del grande evento urbano, il quale perde la sua tradizionale condizione epica e inaugurale, che aveva caratterizzato il grande evento nella città moderna nel corso dei secoli XIX e XX. Questo processo ha chiaramente contribuito alla normalizzazione dei grandi eventi come elementi in realtà non occasionali, ma costanti nel contesto dello sviluppo delle attuali politiche urbane. In secondo luogo, la moltiplicazione del tipo di città nel quale i grandi eventi urbani possono essere organizzati. In questo senso, si individua una chiara transizione da uno scenario di città capitalecosmopolita ad un prototipo di città intermedia. In terzo luogo, la necessità di produrre una immagine urbana brandificata adattata ad una città che concorre nel mercato globale dei grandi eventi urbani. Per ultimo, il nuovo ruolo del grande evento urbano, inteso non solo come catalizzatore di un processo di trasformazione urbana, ma come un vero e proprio moltiplicatore dell immagine brandificata di tale realtà. A dimostrazione di queste diverse ipotesi sul ruolo attuale dei grandi eventi urbani, si vuole presentare una panoramica generale dell esperienza spagnola con riferimento specifico all evoluzione dei grandi eventi organizzati dal 1980 in diverse città, quando i nuovi governi urbani democratici iniziano a gestire la pianificazione urbana. Un ulteriore e più dettagliata spiegazione sarà presentata considerando alcuni casi studio particolarmente rilevanti per capire la legacy dell esperienza spagnola, come il Campionato Mondiale di Calcio del 1982, l Esposizione Universale di Siviglia e i giochi Olimpici del 1992, il Forum Universale delle Culture, celebrato a Barcellona (2004), l Esposizione Internazionale di Zaragoza (2008) e altri eventi minori come le trentaduesima e trentatresima edizione della regata Copa America (2007, 2010) o le cinque edizione consecutive ( ) del Gran Premio della Formula 1, a Valencia. Una serie di eventi che, per la sua natura e il suo modello di gestione, confermeranno l ipotesi proposta nella parte iniziale su il ruolo attuale dei grandi eventi urbani.

4 Strategie e progetti per le Olimpiadi di Londra 2012 e la fase post evento: la ricerca di soluzioni di sostenibilità Gavin Poynter (University of East London) Professor Gavin Poynter is Chair London East Research Institute, University of East London (UEL). He has widely published on London 2012, the economics of the service industries and urban regeneration. He has completed several studies on the East London region, including for national government, the Greater London Assembly and local boroughs and he was a member of the UEL research team that conducted London's Olympic Games Impact Studies. His most recent books (with I. MacRury and A. Calcutt eds.) are 'London After Recession' (Ashgate 2012) and (with I. MacRury eds) Olympic Cities (Ashgate Press, September 2009). Strategies and Plans for London 2012 and the post event, searching for sustainable solutions London 2012 s Olympic Park is located in the east of the city. Direct and in direct public investment, associated with hosting the games, aimed to improve the connectivity of East London to the city, transform the lives of the socially disadvantaged communities living in the area and affirm London s status as a world city. London 2012 was the first Olympic host city to establish a legacy organisation before the Games took place and, post event, the London Legacy Development Corporation (LLDC) has assumed responsibility for the development of the Olympic Park and its borders. The LLDC is seeking to lay the foundations of a lasting and sustainable urban legacy by creating a new zone of the city that attracts inward investment, generates employment and provides a renewed social infrastructure, including, housing and public spaces. The presentation outlines the main features of the plan for the transformation of East London and assesses its achievements and the risks arising from this extensive programme of urban regeneration catalysed by holding a sports mega event. The presentation will, in particular, focus on the governance and financial frameworks established for London 2012 ; the challenges presented by the economic crisis; the methods used to evaluate the impact of the mega event and will critically assess the capacity of the British model to achieve the social promises made by government when London submitted its Olympic bid in The presentation will provide some concluding thoughts on the lessons of London 2012 that may be useful to cities that will be staging major events in the future.

5 Rio de Janeiro verso i Mondiali 2014 e le Olimpiadi 2016: una città di eccezione, tra sviluppo economico e conflitti sociali Carlos Vainer (Universidade Federal do Rio de Janeiro) Economist and sociologist, Carlos Vainer is Doctor on Social and Economic Development Université de Paris I, Panthéon/Sorbonne. Full Professor at the Institute of Urban and Regional Planning and Research at the Federal University of Rio de Janeiro (IPPUR/UFRJ). Three times IPPUR s Director, he has been President of the Brazilian National Association of Graduate Schools and Research on Urban and Regional Planning (ANPUR). He is the director of the Forum of Science and Culture at the Federal University of Rio de Janeiro and he chairs the Program on Public Management for Social and Economic Development and is a member of the UFRJ 2020 Master Plan Commission. He leads the Research Laboratory State, Labor, Territory and Nature (ETTERN), where he develops and advise students researches on regional and urban policies, migrations, social and environmental impacts of large dams, large urban projects impacts, urban conflicts and social movements. He coordinates the Social and Environmental Observatory on Dams, and is a member of the Special Committee on Violations of Human Rights of the National Commission on Human Rights. He coordinates the Network of Observatories of Urban Conflicts and the Experimental Program on Contested Planning. He has published books and articles on these issues and currently focus his research on the impacts of large projects and sporting mega events and diffusion of planning models. The hosting of the FIFA World Cup in 2014 and the Olympic Games 2016 in Rio de Janeiro are the achievement of a process of construction and consolidation of a new concept of city and of urban planning. Drawing on recent Rio de Janeiro and Brazilian experience, this paper describes and discusses the conceptual and political institutional changes that have led us to a context in which both the local dominant coalitions and the forms of political power in cities have been restructured and redefined. The abandonment of urban planning patterns based on comprehensive master plans, which have been parallel and consequential to the crisis of the Keynesian consensus and the welfare state, has opened the space for the emergence of a new competitive and entrepreneurial planning model. The Barcelona pattern and the new conceptions of urban strategic planning, diffused by well known intellectuals such as Jordi Borja and Manuel Castells, as well as by multilateral agencies (the World Bank, Interamerican Development Bank, UN Habitat, etc) have became dominant in Brazilian and Latin American cities. The ideals of a rational, functional and normative planning essential to modern post war planning models and practices have been replaced by the new principles of urban competitiveness, and market friendly and marketoriented planning. The attack on the so called rigidity and interventionism of the modernist urban planning prepares the offensive of a new regime of flexibility master projects instead of master plan, public private partnerships instead of state activism and voluntarism. After a brief review of the Marxist debate (Marx, Gramsci and Poulantzas) and the recent writings by Giorgio Agamben on the state of exception, this paper argues that a new regime of urban governance is emerging: the city of exception. Now, the urbanisme ad hoc (François Ascher) turns exceptions into the rule. On the other side of the coin, the city of exception is the direct democracy of capital and the direct appropriation of cities by the valorization process and the control of land and territories by corporations. This paper ends with an overview of the impacts of this new urban regime city of exception and direct democracy of capital on the city of Rio de Janeiro and the emergence of resistance and alternative experiences of conflictive planning.

6 Milano verso l Expo 2015: tentativi di rinnovamento durante la crisi Stefano Di Vita (Politecnico di Milano) Stefano Di Vita architetto e dottore di ricerca in Pianificazione Urbana Territoriale e Ambientale al Politecnico di Milano, si occupa di attività didattica, professionale e di ricerca nell ambito della pianificazione urbanistica e territoriale e della geografia urbana, indagando in particolare il tema della sostenibilità delle trasformazioni dei territori metropolitani e regionali. Attualmente assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) e professore a contratto presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano, ha realizzato numerosi studi e pubblicazioni sull Expo 2015 e sulle ricadute territoriali dei grandi eventi. La crisi finanziaria ed economica globale, che sta particolarmente indugiando nei paesi occidentali ad economia capitalista avanzata, sembra agire negativamente sulle capacità delle città europee di ospitare grandi eventi, come in Italia è stato recentemente dimostrato dalle difficoltà di organizzazione dell Esposizione Universale del 2015 a Milano o dalla rinuncia alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del Al contrario, la tendenza dei Paesi BRICS e di altri paesi in via di sviluppo ad ospitare mega eventi appare in rapida espansione, anche se spesso vengono trascurati gli elevati rischi di insuccesso e di insostenibilità. Continuando a riconoscere nelle grandi manifestazioni numerose opportunità di sviluppo urbano e regionale, i loro frequenti problemi di gestione e i loro ingenti impatti territoriali negativi, di breve e mediolungo periodo, sembrano oggi richiedere un ormai improcrastinabile cambiamento dei processi e dei progetti che accompagnano l organizzazione e la celebrazione di grandi eventi in funzione delle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, economica e sociale espresse dalla società post industriale. Una necessità particolarmente rilevante nel caso delle Expo, le cui origini e i cui significati risalgono alla rivoluzione industriale del XIX secolo e si legano allo sviluppo della metropoli fordista e la cui organizzazione si rivela oggi insostenibile, a partire dalle frequenti difficoltà di riconversione dei recinti espositivi nella fase post evento. Assumendo il fenomeno di regionalizzazione dell urbano, in corso negli ultimi decenni, e allargando quindi lo sguardo all ormai riconosciuta city region del Nord Italia, di cui Milano rimane la polarità urbana principale, il presente contributo mira a evidenziare sia i principali elementi di innovazione, sia quelli di criticità, nell ambito dei programmi per l Expo 2015 attualmente in corso di realizzazione; nonché, a individuare le potenzialità che ancora permangono affinché l evento possa sviluppare ricadute positive di scala vasta e di lungo periodo, valorizzando le relazioni tra le reti corte del territorio locale e le reti lunghe dei flussi globali con riferimento a obiettivi di reale sostenibilità territoriale. Un attenzione particolare viene dedicata alle opportunità offerte dalla rivoluzione digitale attualmente in atto, che induce a domandarsi quale ruolo stiano assumendo e potrebbero ulteriormente acquisire le Information and Communication Technology (ICT) per ridurre gli impatti negativi frequentemente prodotti dai mega eventi, per affrontare le loro difficoltà di organizzazione accentuate dalla crisi globale e, in termini più ampi, per rinnovare la loro tradizionale inclinazione alla sperimentazione e all innovazione rispetto ai mutati paradigmi della società contemporanea.

7 La sostenibilità economica dei grandi eventi e i rischi di speculazione immobiliare Roberto Camagni (Politecnico di Milano) Roberto Camagni è professore ordinario di Economia Urbana e docente di Valutazione economica delle trasformazioni e delle politiche urbane al Politecnico di Milano. E stato Presidente della European Regional Science Association ( ); Capo del Dipartimento Aree Urbane alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel primo Governo Prodi ( ); Vice Presidente del Group of Urban Affairs dell OECD ( ). E autore di un manuale di Principi di Economia Urbana e Territoriale (Carocci, nuova edizione 2011), tradotto in francese e spagnolo I cosiddetti Grandi Eventi sono divenuti uno strumento molto spesso utilizzato all interno delle strategie di rilancio dell immagine e dell economia delle città. Inizialmente proposti dalla letteratura sul marketing urbano e territoriale, si sono imposti successivamente all interno di quasi tutti i Piani Strategici urbani. L analisi dell impatto economico di un Grande Evento è per sua natura multidimensionale: negli elementi motori presi in considerazione nella tipologia degli impatti nelle condizioni di successo. In questa relazione si intendono evidenziare elementi di analisi e metodologie quantitative assumendo come studio di caso l impatto economico sull economia della città e della regione del Forum Universale delle Culture che Napoli intendeva ospitare proprio nel 2013, progetto successivamente fallito. Il lavoro è stato effettuato tre anni or sono, allorché invece tutte le condizioni e gli accordi finanziari parevano consolidati. Quanto alla metodologia, viene fatto uso dell analisi Input output per la previsione degli impatti diretti, indiretti e indotti dalla spesa per investimento e gestione, nonché dalla spesa prevedibile dei visitatori.

8 Turismo urbano: grandi eventi e altre forme di competizione tra città Ezio Marra (Università degli Studi di Milano Bicocca) Ezio Marra (1947) si è laureato cum laude all Università di Torino con Norberto Bobbio (1971). Attualmente è titolare della cattedra di Sociologia urbana (precedentemente tenuta da Guido Martinotti) presso l Università di Milano Bicocca. Nella stessa Università presiede il corso di laurea in Scienze del Turismo e Comunità Locale. Ha fatto parte del consiglio direttivo della SISTUR (Società Italiana di Scienze Turistiche ). Fa parte del collegio docenti del dottorato internazionale di Studi Urbani ed Europei (URBERUR). I suoi principali campi di ricerca riguardano la sociologia urbana e la sociologia del turismo. Turismo urbano e green tourism Alla fine degli anni settanta il turismo di massa entra in crisi, ma come accade in quasi tutti i processi sociali complessi il declino è lento e molti tendono a non accorgersene. E come spesso accade nel caso di mutamenti sociali complessi il vecchio tende a coesistere con il nuovo e il turismo di massa (quello delle quattro S) costituisce ancora oggi una quota importante di mercato che, almeno in Italia, è stabile o in decrescita mentre altri due tipi di turismo apparentemente in contraddizione tra loro (il cosiddetto green tourism da una parte e il turismo culturale urbano dall altra) sono in forte crescita.a quasi trent anni di distanza dall inizio del lento declino del turismo di massa, Cohen (2008) si interroga sui mutamenti in atto nel turismo contemporaneo e delinea la figura del turista postmoderno o più semplicemente il postturista.nel recente passato (nei trenta gloriosi) i turisti o cercavano la vacanza o l autenticità (vera o presunta) di spiagge o culture esotiche e si muovevano dai Paesi occidentali verso remoti angoli del mondo.oggi i turisti si muovono anche dai più remoti angoli del pianeta e dalle economie emergenti cercando esperienze culturali coinvolgenti anche e soprattutto nella vecchia Europa.Il fully fledged tourist ricordato da Cohen è sempre più un turista culturale urbano e sempre meno un marginal tourist che cerca soltanto la vacanza e il relax. Nel corso dell intervento verranno presentati alcuni dati di una recente ricerca sul turismo culturale a Milano e in Lombardia (De Carlo e Marra 2013). Grandi eventi e Mega eventi Expo 2015 Nutrire il pianeta, energia per la vita si inserisce a pieno titolo nel segmento emergente del green tourism e del turismo enogastronomico legati alle tematiche dello Slow food e della Terra madre e di Eataly riscoperte e ravvivate grazie al lavoro di Oscar Farinetti e di Carlin Petrini (che del tema di Expo 2015 è stato uno degli ideatori). Ma Expo 2015 si tiene in una grande città italiana e internazionale e si colloca quindi a pieno titolo anche nel campo del Turismo urbano cercando di riposizionare e riorientare l immagine della città (di Milano in questo caso) come città cardine della green economy accanto alle immagini più consolidate del business (due terzi delle presenze turistiche a Milano sono dovute al cosiddetto turismo business) e dello shopping. Ovviamente Expo 2015 è un Mega evento. Sino agli anni novanta del secolo appena trascorso si parlava di Grandi eventi e di hallmark events sino alla proposta di Roche (2000) che comincia a parlare di Mega events in riferimento alle Olimpiadi (estive e invernali), ai mondiali di calcio e alle esposizioni universali. Recentemente Guala (2007) ha proposto una classificazione degli eventi che dimostra come tra i Grandi e i piccoli eventi (quelli a scala locale) si posizionino, senza una vera soluzione di continuità, eventi intermedi che possono contribuire in modo decisivo a definire, a migliorare o a riposizionare l immagine delle città. Le Olimpiadi e i mondiali di calcio non attirano di per se un gran numero di visitatori ma hanno una visibilità mediatica di livello mondiale (relativamente concentrata nel tempo mentre le Esposizioni universali essendo più diluite nel tempo (in genere nell arco di sei mesi) hanno una minore (ma pur sempre importante) visibilità mediatica ma attraggono o dovrebbero attrarre un gran numero di visitatori interessati al tema specifico. Ovviamente la riuscita dell evento, andrà valutata sia sul buon funzionamento

9 della logistica e degli altri eventi collegati, sia al numero di turisti stranieri che giustificheranno, se in numero sufficiente, il titolo di universalità. I Mega Eventi richiedono grandi investimenti e attirano grandi aspettative di possibile business. Nel periodo che precede l evento si verifica un vero e proprio assalto alla diligenza che va ovviamente contenuto. I Mega eventi sollecitano grandi investimenti in infrastrutture (non sempre giustificate dall evento) ma ancor di più richiedono e stimolano capacità organizzativa e risorse immateriali.le risorse materiali e immateriali costituiscono un grande investimento per i territori ospitanti per cui esiste in modo forte il problema dell eredità o della legacy: come verranno utilizzate le risorse messe in campo una volta che l evento sarà terminato? E soprattutto è stato definito attentamente un piano adeguato di riutilizzo delle risorse?in letteratura vengono considerati dei casi di cattivo (ad esempio le Olimpiadi di Sidney) e di buon (ad esempio Barcellona 1992) utilizzo della legacy dell evento. In tempo di crisi le risorse che si possono investire sono molto più limitate e alcuni attribuiscono (almeno in parte) il default della Grecia all eccessivo impegno (spreco?) di denaro impiegato nella realizzazione delle Olimpiadi In Italia le Olimpiadi invernali 2006, pur avendo contribuito in modo rilevante al rilancio della città di Torino e avendo lasciato in eredità importanti infrastrutture (ad es. la metropolitana) lasciano anche, nelle casse comunali, un deficit di circa tre miliardi di euro in buna parte riconducibili all evento. Rigenerazione urbana: il triangolo postindustriale dal fordismo al turismo(marra, Gilli 2012) Ovviamente i mega eventi posso essere e sono occasione di rigenerazione urbana e possono assieme ad altre iniziative contribuire, in modo decisivo, a migliorare la capacità competitiva delle città. Accanto ai Mega eventi molti sono gli strumenti utilizzati dalle città per rigenerarsi e diventare punti di attrazione competitiva rispetto ad altre città.tra le altre strategie di rigenerazione urbana vanno ricordati i dieci punti proposti da Marra (2006) che qui sinteticamente elenchiamo:1) Le film commission 2)La presenza delle archistar 3)La fruizione turistica del verde urbano 4)La riscoperta del waterfront 5)I megaeventi (già ricordati) 6)I musei che rafforzano il brand urbano 7)Gli eventi culturali ripetuti 8) Le luci della città 9)La presenza di collegamenti wi fi accessibili a tutti 10) La riscoperta dello heritage e della memoria storica.

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