TRA IL DIRE ED IL FARE

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1 PROGETTO TRA IL DIRE ED IL FARE SOSTEGNO ALLE COMPETENZE GENITORIALI ADOTTIVE L intervento psico-sociale nel post adozione SOGGETTI ISTITUZIONALI Comune di Messina - Dipartimento sociale ASP5 Messina - UOC Servizio di psicologia RESPONSABILI DEL PROGETTO D.ssa Sara Tornesi (Assistente Sociale Dip.to Sociale Comune Messina) D.ssa Marina Sidoti (psicologa - ASP 5 - UOC Servizio di Psicologia) Il presente progetto vuole incrementare i servizi alle famiglie adottive offrendo loro l opportunità di essere affiancati da operatori esperti, conosciuti nei precedenti moduli del percorso adottivo, e sostenuti durante il periodo del post adozione, in cui il nuovo nucleo deve fare ricorso a tutte le risorse ed energie disponibili, per la ricerca di nuovi equilibri. PREMESSA Ai moduli di intervento riguardanti il pre-adozione (progetto Modello Sicilia ) ed i tempi dell attesa (progetto Le Naiadi ) si aggiunge il presente progetto allo scopo di strutturare il servizio post adozione e completare il percorso di accompagnamento di coppie e famiglie adottive La motivazione che giustifica la presente progettazione è data dall aumento del numero di minori adottati, presi in carico dai servizi specialistici per disagi e sintomatologie collegabili alla fase di transizione e alla difficile funzione trasformativa del sistema familiare. Prima di essere adottati i bambini hanno vissuto nelle più diverse situazioni di disagio e, di conseguenza, sono molto

2 frequenti i ritardi nella crescita e nello sviluppo psicologico. In tutti i bambini adottati, dopo l inserimento nella nuova famiglia, si osserva un recupero rapido e completo dello sviluppo fisico, diversamente da quanto avviene per lo sviluppo psicologico, il cui recupero è legato sia all entità del danno che all età del bambino al momento dell adozione. E indubbio che le esperienze svantaggiose e/o traumatiche vissute da un bambino rappresentano fattore di rischio per la sua crescita psico-sociale, ma gli studi sulla resilienza dimostrano anche quanto la maggioranza di coloro che sono reduci da tali esperienze riescono a raggiungere un equilibrio ed un funzionamento adeguati. Per questo motivo, unitamente a una visione complessa e giustamente problematica dell adozione, è importante sostenere il concetto che la crescita di un figlio adottato è un esperienza possibile e con una buona probabilità di avere successo. Dobbiamo credere che questi individui ce la potranno fare e che il loro destino non è irrimediabilmente segnato. L innesto tra il passato ed il futuro, tra il prima ed il dopo della coppia e del bambino ha certamente un impatto molto forte se si considera la profondità e lo spessore delle emozioni connesse al percorso, lungo e doloroso, realizzato da genitori e figlio. L impianto delle relazioni nel nuovo sistema familiare e sociale richiede processi molto impegnativi sul fronte della costruzione dei legami di attaccamento/appartenenza e di adattamento. L esperienza sul campo dimostra che i fattori di rischio presenti nel post-adozione sono legati: - alle caratteristiche dei bambini - alle caratteristiche dei genitori - alla qualità della relazione genitori-bambino - all intervento degli operatori Appare, dunque, di fondamentale importanza il ruolo delle istituzioni nel sostenere la famiglia sin dal periodo immediatamente successivo all arrivo del bambino e, per un tempo sufficiente, monitorare l andamento dell inserimento adottivo, utilizzando un approccio interistituzionale e multidisciplinare nei diversi sistemi in cui il minore si trova inserito. La messa in campo di competenze complementari nel processo adottivo avrà l effetto di incrementare la fiducia tra famiglia e servizi.

3 I DATI I minori adottati da coppie residenti nella provincia di Messina nel periodo 2000/2012 sono: bambini adottati di cui nel Comune di Messina RIFERIMENTI NORMATIVI E FONTI - Legge 184/83 - Convenzione ONU/91 sui diritti del fanciullo - Convenzione de L Aja /93 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozioni internazionali - Legge 476/98 ratifica della Convenzione d e L Aja/93 per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale modifiche alla legge 184/83, in tema di adozione di minori stranieri. - Legge 149/2001 modifiche alla legge 184/83 disciplina dell adozione e dell affidamento di minori. - Direttiva Regionale interassessoriale (ass.to Enti Locali e Sanità) del 16/06/2000 e segg. sull applicazione della legge 476/98. - Protocollo operativo regionale del 26/01/2001 tra Ass.to reg.le degli Enti Locali, tribunale per i minorenni, gli Enti Autorizzati e l ass.to reg.le della sanità. - Protocollo di intesa tra i comuni del distretto Messina 26 e l az. Usl di Messina. - Linee guida sui servizi post adozione (Child on Europe) - Requisiti di qualità per gli interventi a favore dei minori adottati (CISMAI ) DESTINATARI AMBITO TERRITORIALE TITOLARITA SOGGETTI COINVOLTI FIGURE PROFESSIONALI Famiglie adottive di minori italiani e/o stranieri residenti nella provincia di Messina Distretto 26 - Messina COMUNE DI MESSINA DIP.to Sociale ASP5 MESSNA UOC Servizio di Psicologia Tribunale per i minorenni di Messina Enti Autorizzati Scuole UOC Neuropsichiatria infantile e dell età evolutiva ASP5 - Me Medicina di base ASP5 - Messina Az. Ospedaliera Universitaria di Messina Associazioni famiglie adottive Assistente Sociale (Comune di Messina) Psicologo (ASP5 Messina - UOC Servizio di Psicologia) Pedagogista (ASP5-Messina) Insegnanti Pediatri di base Mediatore culturale/responsabile adozioni (Enti Autorizzati)

4 FUNZIONE FINALITA OBIETTIVI SPECIFICI METODOLOGIA DI INTERVENTO Accompagnamento, sostegno, tutela, prevenzione Accompagnare la famiglia nel delicato processo di transizione interno ed esterno alla famiglia: - nella costruzione delle relazioni di attaccamento e di appartenenza nella nuova famiglia - nell implementazione della rete sociale; - garantire alle famiglie un servizio efficace nel sostegno alle adozioni difficili e nell intervento sulle crisi adottive. Accompagnare la famiglia all inserimento del bambino/adolescente nel nuovo contesto socio-familiare; Sostenere la neo-famiglia nella ricerca di nuovi equilibri; Presidiare i nodi critici dell esperienza adottiva; Monitorare eventuali segnali disfunzionali; Monitorare lo stato di salute del bambino/adolescente in relazione all area geografica di provenienza; Costruire un progetto educativo e di inserimento socioscolastico personalizzato; Favorire le opportunità di confronto e di sostegno reciproco tra genitori adottivi. Prevenire i fallimenti adottivi Il passaggio dalle enunciazioni di principio all operatività deve poter contare su una mappa di interventi che aiuti a leggere e dare significato alla realtà adottiva. In considerazione del fatto che la tipologia di bambini adottati si è complessizzata, che l adozione è un processo che dura nel tempo e che le criticità possono emergere nelle diverse fasi del ciclo vitale della famiglia adottiva, la durata degli interventi di sostegno deve effettuarsi fino al secondo anno dall arrivo del minore in famiglia. L attività di sostegno si articola su due diversi livelli: 1. sostegno di base, rivolto alla totalità delle famiglie adottive, rappresenta una finestra aperta sull adozione e consente, all interno di una relazione di reciproca fiducia e stima tra operatori e famiglie, di individuare le situazioni più a rischio e di intervenire precocemente. Il modello metodologico, nel sostegno di base post-adottivo, si compone di due fasi: a) presa in carico del nucleo adottivo da parte dell equipe competente che definisce il progetto individualizzato di aiuto e di sostegno, entro i primi 15/30 gg. dall arrivo in Italia ovvero dal collocamento dal bambino nella famiglia adottiva fino al completamento del percorso di crescita e comunque per un periodo non inferiore ad 1 anno. b) attivazione di gruppi di sostegno paralleli, composti da genitori adottivi (da 5 a 10 coppie) e da minori adottati, selezionati in fasce di età o per affinità di

5 caratteristiche, per la durata di due anni, con incontri mensili. 2. clinico specialistico, è rivolto al singolo nucleo e deve essere attivato in presenza di indicatori di rischio o in situazioni di disagio conclamato, in integrazione con i servizi specialistici dell ASP 5 Messina. In queste situazioni, l accesso ai servizi specialistici potrà essere attuato sia in forma spontanea che su indicazione della Magistratura. SEDE COSTI L attività di post adozione si realizza: - nella sede dei Servizi in cui operano le equipe adozioni per la presa in carico della singola coppia adottiva. - in locali con spazi adeguati per le attività di gruppo (ASP 5 Messina e Comune di Messina) - Nella sede del servizio specialistico (U.O.C di NPIA) territorialmente competenti. Il progetto non comporta oneri economici, poiché si avvale delle professionalità dei servizi pubblici incaricati per mandato istituzionale. L Assistente Sociale Psicologa Dott.ssa Rosaria Tornesi Dott.ssa Marina Sidoti

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