COOPERATIVE OPERAIE DI TRIESTE, ISTRIA E FRIULI S.C.R.L.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "COOPERATIVE OPERAIE DI TRIESTE, ISTRIA E FRIULI S.C.R.L."

Transcript

1 CONCORDATO PREVENTIVO N. 4/2014 COOPERATIVE OPERAIE DI TRIESTE, ISTRIA E FRIULI S.C.R.L. PERIZIA DI STIMA DEI PUNTI VENDITA - PDV - PERITO STIMATORE DOTT. MATTEO MONTESANO VIA SAN NICOLO N TRIESTE TEL FAX

2 Sommario 1. L INCARICO IL PROCESSO VALUTATIVO BASE INFORMATIVA ED ANALISI FONDAMENTALE LA DOCUMENTAZIONE QUADRO MACROECONOMICO E DI SETTORE Il settore della GDO Evoluzione del settore I conti della distribuzione italiana Il costo del capitale del settore Le valutazioni relative del settore ANALISI PDV COOP OP Punti Vendita nella Provincia di Trieste Punti Vendita nella Provincia di Pordenone Punti Vendita nella Provincia di Gorizia Punti Vendita nella Provincia di Udine ANALISI OFFERTE PERVENUTE Offerta XXXXXXXX Offerta XXXXXXXXX Offerta XXXXXXXX Punti Vendita senza offerte ANALISI FONDAMENTALE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Metodo Reddituale Metodo dei multipli ANALISI DI SENSITIVITY CONCLUSIONI... 61

3 1. L INCARICO Il sottoscritto dott. Matteo Montesano, dottore commercialista iscritto all Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Trieste, al n. 292, con studio in Trieste, via San Nicolò n. 10, è stato incaricato dalle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli Società Cooperativa -, con sede in Trieste, via Caboto n. 19/10 (di seguito Coop Op ), società operante nel settore della grande distribuzione alimentare e non ( Gdo ), di procedere alla stima dei propri rami aziendali rappresentati dai punti vendita (di seguito Pdv ). La presente stima si inserisce nell ambito della procedura di concordato preventivo a cui le Coop Op sono state ammesse con decreto del Tribunale di Trieste di data 17/03/2015. La domanda di concordato preventivo origina dallo stato di grave crisi della società e della conseguente difficoltà ad adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni scadute, situazione che aveva già condotto il Tribunale a nominare l avv. Maurizio Consoli quale amministratore giudiziario ai sensi dell art. 15, VIII co. L.F.. Tale nomina si instaurava nel contesto del procedimento n. 65/2014 R.G. promosso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, ai sensi dell art. 7 L.F., per la dichiarazione di fallimento di Coop Op. Il piano concordatario tende alla salvaguardia, nelle limiti delle concrete possibilità, dei rami d azienda (Pdv) e dei connessi livelli occupazionali. Tale attività conservativa è avvenuta, e sta tuttora avvenendo, mediante il mantenimento in funzione dei singoli Pdv al fine di permettere una loro acquisizione da parte di altri operatori del settore che garantisca la prosecuzione dell attività, preservando altresì i livelli occupazionali. La continuazione dell attività commerciale, sino all omologazione del concordato, è pertanto concepita unicamente in funzione ed ai soli fini della successiva vendita a terzi dei rami d azienda (da qui la natura liquidatoria della procedura in essere). Per questo motivo, la valutazione viene effettuata nella prospettiva della continuità (going concern). Oggetto della presente valutazione sono i Pdv rientranti nel perimetro dell attivo concordatario, qualificabili giuridicamente come rami d azienda, comprensivi di impianti, macchinari, attrezzature, mobili, registratori di cassa ed arredi in genere, oltre che delle licenze/autorizzazioni/permessi commerciali e dei contratti strettamente connessi all attività svolta, dei rapporti di lavoro e dell avviamento. In questa definizione di rami aziendali non viene fatta rientrare né la componente immobiliare, in prevalenza locali di proprietà di Coop Op o di sue società controllate, che è già stata oggetto di separata valutazione, né le merci, che per loro caratteristica sono continuamente in movimento e quindi necessitano di una valorizzazione specifica, secondo determinate regole, in un dato istante temporale. Non è oggetto Pag. 1

4 della presente perizia nemmeno la valutazione delle passività aziendali (ad es. trattamento di fine rapporto ed oneri differiti del personale dipendente) il cui eventuale accollo nell ambito dell acquisizione d azienda costituirebbe una modalità di pagamento del prezzo e quindi un valore da detrarsi dall attivo acquisito. Il numero dei punti vendita esistenti è di 43, localizzati nella Regione Friuli Venezia Giulia (precisamente 25 nella provincia di Trieste, 3 in quella di Udine, 5 in quella di Gorizia e 10 in quella di Pordenone). Alla procedura sono pervenute da parte di primari operatori del settore tre offerte ferme di acquisto per n. 28 Pdv, comprensivi della parte mobiliare (con accordo separato riferito alle merci), immobiliare (tranne in un caso) e dell avviamento. Ambito della valutazione PDV OGGETTO VALUTAZIONE ATTREZZ. IMPIANTI AVVIAMENTO A CUI DETRARRE PASSIVITA ACCOLLATE NON OGGETTO VALUTAZIONE IMMOBILI MERCI L attività di liquidazione dei Pdv, in base al piano presentato, avverrà coerentemente con le previsioni di cui all art. 107 L.F., richiamato dall art. 182 L.F., ovvero tramite l esperimento di procedure competitive, da qui la necessità di addivenire ad una stima degli assets da cedere in un ottica di continuità (seppur continuità intesa quale prosecuzione da parte di un soggetto diverso dal debitore Coop Op). Pag. 2

5 L attività svolta dal presente perito rappresenta un giudizio del valore di mercato dei Pdv, stimato con criteri e compiendo scelte di metodo sulla base delle informazioni disponibili, valore che può differire dai prezzi di mercato, determinati in questo caso dalle caratteristiche e dagli interessi dello specifico acquirente. Si dichiara la sussistenza delle condizioni di indipendenza richieste dal tipo di mandato ricevuto. Pur essendo ancora nella versione di Bozza per la pubblica consultazione, il sottoscritto ha tratto ampio spunto dai Principi Italiani di Valutazione IL PROCESSO VALUTATIVO Il giudizio sul valore dei Pdv è da considerarsi una valutazione piena, fondata su uno svolgimento completo del processo valutativo avvenuto attraverso le seguenti fasi: 1. la costituzione e l apprezzamento della base informativa; 2. l applicazione dell analisi fondamentale; 3. la selezione della metodologia o delle metodologie di stima più idonee agli scopi della valutazione; 4. l identificazione dei principali fattori di rischio, delle modalità più idonee per il loro trattamento e l evidenza degli effetti sul risultato della valutazione attraverso analisi di sensitivity; 5. la costruzione di una razionale sintesi valutativa. La base informativa generalmente comprende l analisi strategica, cioè il quadro macroeconomico ed il quadro di settore, l analisi storica riguardante i risultati del passato, l informazione patrimoniale e sui tassi, l analisi di società e transazioni comparabili. L analisi fondamentale è il processo che organizza tutte le informazioni, le seleziona, le controlla, le elabora, le interpreta, ne compone le eventuali contraddizioni e le traduce in strumenti formali idonei alla proiezione dei flussi, alla stima del costo-opportunità del capitale o alle valutazioni relative. 3. BASE INFORMATIVA ED ANALISI FONDAMENTALE 3.1. LA DOCUMENTAZIONE 1 Principi Italiani di Valutazione (PIV), Bozza per la pubblica consultazione, emanati da Organismo Italiano di Valutazione (OIV), 1 dicembre Pag. 3

6 La base informativa è stata costruita avvalendosi sia di dati esterni alla società, sia di dati interni. La disponibilità di documenti esterni ha permesso di procedere all analisi del quadro macroeconomico e di settore, oltre che allo studio dei tassi. I dati acquisiti dall azienda sono stati i bilanci di esercizio, la reportistica direzionale aziendale, che include l analisi della redditività dei singoli punti vendita, l inventario dei cespiti riferiti ai diversi punti vendita, i contratti di locazione, le perizie di stima immobiliari e le licenze/autorizzazioni/permessi amministrativi. L esame di tale documentazione ha permesso l analisi degli aspetti contabili, finanziari, economici e patrimoniali della società ed in particolare dei Pdv oggetto di stima QUADRO MACROECONOMICO E DI SETTORE E ormai da anni che si assiste ad un rallentamento dell economia in generale, testimoniato nel nostro Paese da tassi negativi di crescita del PIL sia nel 2012 che nel 2013, con una lieve ripresa nel PIL - a prezzi correnti Fonte: Istat Nei primi mesi del 2015 si rafforzano i primi positivi segnali per l economia italiana, tuttavia, all interno di un quadro ancora eterogeneo 2. Il continuo miglioramento delle opinioni di consumatori e imprese non trova un pieno riscontro nelle informazioni sui 2 Tratto da Nota mensile sull andamento dell economia italiana Istat, marzo Pag. 4

7 volumi produttivi. A gennaio, nel manifatturiero la quota di settori in espansione si conferma su valori prossimi al 60%. Il mercato del lavoro presenta ancora segnali contrastanti, pur in presenza di un aumento delle ore lavorate nel quarto trimestre Il processo di deflazione si è stabilizzato. Il clima di fiducia dei consumatori ha avuto negli ultimi anni un andamento negativo, che solamente dal 2013 ha dimostrato una ripresa Fiducia consumatori Fiducia dei consumatori Nord est Fiducia dei consumatori Italia Fonte: Istat Il settore della GDO La società opera nell ambito della Distribuzione Moderna, la quale costituisce una risposta del mercato alle mutate condizioni della domanda, in termini di preferenze e abitudini di acquisto dei consumatori, ed ha in parte integrato, in parte sostituito, il tradizionale sistema di distribuzione al dettaglio. Con specifico riferimento al formato, gli esercizi commerciali facenti parte della Gdo vengono suddivisi e raggruppati in quattro tipologie, che si differenziano tra di loro per dimensione, ampiezza (numero prodotti) e profondità (numero referenze per ogni prodotto) degli assortimenti, caratteristiche espositive, posizionamento di prezzo, 3 L indice è calcolato dall Istat nell ambito dell indagine sulla fiducia dei consumatori rivolta a valutare l ottimismo/pessimismo dei consumatori italiani. Pag. 5

8 numerosità delle casse, presenza di banchi per i prodotti freschi, disponibilità di parcheggi e ulteriori servizi resi al consumatore. Le fonti regolamentari e la prassi del settore hanno, in particolare, identificato le quattro tipologie di formato distributivo descritte qui di seguito, tutte con superficie di vendita superiore ai 200 mq. Le prime tre categorie di punto vendita (supermercato, ipermercato, superette), in particolare, risultano identificate sulla base della classe dimensionale della superficie di vendita, mentre l ultima (discount) risulta definita in modo meno univoco, sulla base di un insieme di parametri di tipo qualitativo. Supermercato: Esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare, organizzato prevalentemente a libero servizio con pagamento all'uscita, che dispone di una superficie di vendita superiore ai 400 mq e di un vasto assortimento di prodotti di largo consumo ed in massima parte preconfezionati, nonché, eventualmente, di alcuni articoli non alimentari di uso domestico corrente. Il numero di referenze offerte da un supermercato è generalmente compreso tra e articoli. Tuttavia, l'ampiezza e la profondità della gamma di prodotti offerti, la dimensione del bacino d'utenza, così come la presenza di altri servizi, quali la disponibilità di parcheggio, l'orario di apertura, il numero di casse, ecc. variano considerevolmente in funzione della dimensione del punto vendita. I supermercati vengono infatti ulteriormente distinti in: - piccoli (dimensione compresa tra i 400 mq e gli 800 mq); - medi (dimensione compresa tra gli 800 mq e i mq); - grandi (il segmento dei c.d. superstore, di dimensione compresa tra i mq e i mq). I supermercati di piccola e media dimensione sono prevalentemente ubicati nelle zone più centrali dei singoli comuni, non dispongono sempre di parcheggi e svolgono soprattutto un servizio di prossimità o di quartiere, attraendo i consumatori dislocati in un raggio di distanza generalmente compreso entro i 15 minuti. I supermercati di grandi dimensioni sono invece prevalentemente localizzati in zone più periferiche e hanno un'area di gravitazione maggiore (generalmente compresa entro i 20 minuti di auto). Essi hanno inoltre un numero di referenze molto alto, paragonabile a quello degli ipermercati, e, come gli ipermercati, devono obbligatoriamente disporre di un adeguato parcheggio. Ipermercato: Esercizio al dettaglio con superficie di vendita superiore ai mq, suddiviso in reparti (alimentare e non alimentare), ciascuno dei quali aventi, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino. Pag. 6

9 L'ipermercato è organizzato prevalentemente a libero servizio, deve disporre obbligatoriamente di un adeguato parcheggio e offre un assortimento di prodotti molto vasto, composto da un numero di referenze generalmente compreso tra e (inclusi i prodotti non alimentari). Il bacino di attrazione dell'ipermercato può essere, per i punti vendita di maggiori dimensioni, anche pari o superiore ai 30 minuti di percorrenza in auto. All interno degli ipermercati viene ulteriormente distinto il segmento degli iperstore, compreso tra i e i metri quadrati. Superette: Punto vendita al dettaglio di prodotti alimentari o grocery organizzato come supermercato, con libero servizio e pagamento all'uscita. Si distingue dal supermercato per la superficie, che è compresa tra i 200 e i 400 mq. La superette offre una gamma relativamente ampia, ma generalmente poco profonda (numero di marche e di referenze per ciascun prodotto) di prodotti alimentari. Svolge un servizio di prossimità e attira consumatori in un raggio che generalmente non supera i 10 minuti di percorrenza. Le superette vengono anche denominate minimercati, secondo le definizioni utilizzate dall Osservatorio Nazionale sul Commercio del Ministero dello Sviluppo Economico. Tuttavia, nell uso corrente, il termine minimercato viene utilizzato in senso più ampio, ad indicare tutti i negozi alimentari non specializzati e a libero servizio di dimensione compresa tra i 100 e i 400 mq. Discount: Punto vendita al dettaglio organizzato integralmente a libero servizio, con una superficie generalmente compresa tra i 200 e i mq e con una gamma di prodotti alquanto limitata (è disponibile un numero di referenze solitamente inferiore a 1.000) che esclude, nella maggior parte dei casi, il reparto freschissimo e i prodotti di marca. Questa tipologia di punti vendita differisce dalle precedenti per l'utilizzo di attrezzature espositive molto semplici, per la rapida rotazione dello stock e per la fornitura ai clienti di un servizio ridotto. Tali fattori rientrano in una generale politica di riduzioni di costi che consente ai discount di posizionarsi ad un livello di prezzo inferiore rispetto alle altre categorie di punti vendita. I discount possono essere a loro volta distinti in: - hard discount, formula di derivazione tedesca, nella quale viene perseguita una politica molto spinta di riduzione dei costi attraverso l'utilizzo di un esiguo numero di dipendenti, un'esposizione "spartana" delle merci e un assortimento rigorosamente limitato ai prodotti confezionati e non di marca. Generalmente gli hard discount hanno anche dimensione più contenuta rispetto ai soft discount; Pag. 7

10 - soft discount, formula nella quale la politica di riduzione dei costi è meno marcata ed è quindi prevista la presenza di un certo numero di prodotti di marca e a peso variabile. Esiste infine una categoria di punti vendita, indicata come minimarket, costituita da punti vendita di dimensione compresa tra i 100 e i 200 mq, gestiti però a libero servizio e affiliati, in molti casi, a una catena distributiva più ampia. L inclusione di tale categoria di punti vendita nel settore della Gdo, piuttosto che nel settore della distribuzione tradizionale non viene effettuata con criteri uniformi dalle società di ricerche di mercato e dagli stessi operatori e soggetti attivi nel settore. Nella banca dati della società Nielsen, i punti vendita a libero servizio di dimensione compresa tra i 100 e 400 mq (superette + mimarket) vengono tutti considerati parte del settore della Gdo e inclusi in una tipologia distributiva denominata Libero Servizio. Classificazione punti vendita della GDO Fonte: Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) Si segnala, infine, che l impianto definitorio previsto dalla normativa che regola il rilascio delle autorizzazioni commerciali per il dettaglio tradizionale e per la distribuzione moderna utilizza una linea di demarcazione tra i due settori ulteriormente diverse da quella appena illustrata, definendo: - esercizi di vendita al dettaglio di vicinato (e quindi distribuzione tradizionale ) i negozi aventi superficie di vendita non superiore a 150 mq, nei comuni con popolazione residente inferiore a abitanti, e non superiore a 250 mq, nei comuni con popolazione residente superiore a abitanti; - esercizi di vendita al dettaglio di media struttura gli esercizi con superficie di vendita da 250 a mq; Pag. 8

11 - esercizi di vendita al dettaglio di grande struttura gli esercizi con superficie di vendita superiore a mq Evoluzione del settore In termini di incidenza sul totale del commercio alimentare, fresco e confezionato, la distribuzione moderna è passata dal 50,2% del 1996 al 72,4% del A fronte di tale andamento si sono registrati una netta contrazione del dettaglio tradizionale, passato dal 40,6% circa del 1996 all attuale 17,5%, e un leggero rafforzamento del peso degli altri canali (commercio ambulante, gli acquisti diretti presso le aziende agricole, ecc.), passati dal 9,2% al 10,1%. Anche il trend di crescita dell incidenza della Gdo sul totale delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari sembra in netto rallentamento. Evoluzione pesi dei canali - Alimentari (Fresco + Confezionato) Quote di Mercato % 100,0% 90,0% 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 9,2% 9,8% 10,2% 10,3% 10,3% 10,4% 10,2% 10,1% 10,0% 10,1% 10,1% 27,1% 22,1% 20,8% 19,5% 19,2% 18,5% 18,3% 18,2% 17,9% 17,5% 40,6% 63,1% 67,7% 68,9% 70,2% 70,4% 71,3% 71,6% 71,8% 72,0% 72,4% 50,2% GDO Tradizionale Ambulanti, Vari Fonte: dati Federdistribuzione Il supermercato si conferma il format distributivo della Grande Distribuzione più diffuso. 4 Nel Friuli Venezia Giulia la L.R. n. 29 del 5/12/2005 prevede che l apertura degli esercizi di vicinato e delle media strutture di vendita sino a 400 mq, sono soggette a comunicazione di inizio attività, le medie strutture di vendita superiori a mq 400 sono soggetto ad autorizzazione del Comune e le grandi strutture di vendita sono autorizzate dal Comune in base a quanto previsto dal Piano Comunale del Commercio. Pag. 9

12 100% 90% 9,80% 10,10% 10,00% 10,10% 10,10% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 27,10% 6,20% 12,00% 37,30% 18,30% 18,20% 17,90% 17,50% 9,50% 10,00% 10,50% 11,10% 10,40% 10,00% 9,40% 9,00% 39,60% 40,10% 40,60% 41,20% 10% 0% 7,60% 12,10% 11,70% 11,50% 11,10% Ipermercati > mq Supermercati e Superstore Libero servizio Hard Discount Negozi Tradizionali Ambulanti, Vari Fonte: dati Federdistribuzione La diffusione della distribuzione moderna e la sua incidenza come canale distributivo non sono uniformi sul territorio nazionale. Le differenze a livello regionale sono particolarmente marcate, sia considerando l incidenza numerica dei punti vendita della Gdo sul totale degli esercizi commerciali del settore alimentare, sia considerando la diffusione delle sue superfici di vendita, misurata in termini di metratura disponibile per migliaia di abitanti. A livello di macroripartizione geografica solo il canale supermercati evidenzia un dato omogeno tra i diversi territori. Nel Sud del Paese, ed in minor misura nel Centro, infatti, prevalgono maggiormente i formati di prossimità (libero servizio e discount). Nel Nord, invece, sono i canali di maggiori dimensioni (ipermercati e superstore) a caratterizzare i modelli distributivi territoriali 5. 5 Come si vede non vi è uniformità di definizioni nell ambiti dei diversi studi. Queste analisi considerano i superstore gli esercizi compresi tra i e mq, mentre nelle classificazioni precedenti i superstore erano considerati quelli con superficie tra i ed i mq. Pag. 10

13 Fonte: Nielsen Largo Consumo gen L effetto combinato del drammatico calo dei consumi delle famiglie, unito alla continua crescita degli spazi commerciali di vendita degli ultimi anni, ha contribuito a saturare il mercato della Gdo italiana, che oggi si caratterizza sempre più per essere un settore maturo e probabilmente in eccesso di capacità produttiva. La superficie di vendita della grande distribuzione alimentare italiana si è ridotta nel 2013 dello 0,2%. Il processo di restringimento si è concentrato sui formati di minori dimensioni (piccoli super ed esercizi a libero servizio) e nell area meridionale del Paese, dove gli effetti della recessione e il cambiamento di approccio del consumatore alla spesa, alimentare e non, sono stati più marcati. L evoluzione della superficie di vendita della Gdo italiana Fonte: Guida Nielsen Largo Consumo gen Accanto ai format di più piccola dimensione, anche gli ipermercati sono penalizzati dallo sfavorevole andamento del mercato e dalla competizione esercitata dalle grandi superfici specializzate e dall offerta online. Pag. 11

14 All opposto, risultano in netta crescita i punti vendita orientati a specifici segmenti merceologici (specialisti drug), di prezzo (discount), di servizio e assortimento sui prodotti alimentari (superstore). Alcuni dati illustrano efficacemente il fenomeno: rispetto al 2007 le superfici di vendita dei discount e dei superstore sono rispettivamente cresciute del 62% e del 35%, mentre in termini numerici solo nell ultimo anno essi hanno messo a segno una espansione numerica di circa il 2%. Fonte: Guida Nielsen al largo consumo Indicazioni di medesimo tenore possono essere ricavate dal confronto sul valore del venduto tra 2007 e 2013: la rete dei discount ha raggiunto un sesto delle vendite complessive della Gdo (solo nel 2007 era inferiore al 10%), mentre i superstore hanno visto crescere la propria quota di mercato dal 10,7% al 13,6%. In sofferenza gli ipermercati, soprattutto quelli di maggiori dimensioni (in flessione tra 2007 e 2013 dal 9,9% all 8,3% delle vendite) ed i supermercati di prossimità ( metri quadri di superficie commerciale), che cedono 2 punti percentuali. Fonte: Ufficio Studi Ancc-Coop su dati Nielsen Pag. 12

15 Fonte: Nielsen All origine dell affermazione dei canali più performanti si colloca soprattutto la capacità di tali formati di tenere le vendite a parità di perimetro della rete: le vendite per metro quadro di area di superficie commerciale premiano in particolare proprio il superstore, la cui resa a metro quadro arriva a sfiorare nel 2013 gli 8 mila euro. D altro canto, pur a fronte di un livello di produttività per metro quadro più contenuto, è il discount l unico segmento di mercato in grado di far segnare un incremento della produttività nell ultimo biennio, ad ulteriore conferma del fatto che tale canale costituisce oramai un elemento centrale dell offerta distributiva italiana. Fonte: Nielsen Il trend del fatturato alimentare e non alimentare al dettaglio è caratterizzato nel suo complesso da una dinamica decrescente dal 2008, toccando nel 2013 il valore più basso. Se il 2012 è passato alla storia come l anno peggiore per i consumi dal secondo dopoguerra, la situazione non sembra migliorare nel settore della vendita al dettaglio. A causa dei bisogni primari e fisiologi della popolazione, il settore alimentare ha risentito meno del decrescere a delle vendite rispetto al settore non alimentare. Procedendo con la segmentazione del mercato del retail secondo le sue tipologie distributive si osserva la continuità del fenomeno della cannibalizzazione dei negozi di Pag. 13

16 piccole superfici da parte delle aziende della Gdo al fine di mantenere i propri livelli di perdita o limitarne la contrazione. In un contesto economico in cui la complessiva spesa media mensile familiare ha toccato nel 2013 il suo peggior valore dal 2008, gli acquisti alimentari ritornano al minimo livello dal 2009 ( 461 al mese per famiglia): dal 2012 al 2013 una famiglia ha speso mediamente 7,6 euro in meno per acquistare alimenti e bevande 6. Spesa media mensile familiare ANNO FVG Totale Alimentari Non alimentari ,09 435, , ,38 424, , ,69 439, , ,26 437, , ,27 398, , ,73 428, , ,56 393, , ,45 401, ,43 ANNO ITALIA Totale Alimentari Non alimentari ,05 460, , ,27 468, , ,91 477, , ,26 466, , ,77 461, , ,64 475, , ,07 466, , ,80 466, , I conti della distribuzione italiana Le gravi difficoltà del mercato hanno determinato nel 2013 un ulteriore peggioramento dei bilanci della distribuzione italiana, schiacciata tra la crescita dei prezzi delle altre componenti della filiera e la perdurante asfitticità del mercato finale. Le performance della distribuzione commerciale non dipendono soltanto dalla dinamica della domanda e dalle scelte competitive degli operatori del mercato. Soprattutto in Italia, infatti, larga parte dei risultati sono funzione delle scelte e delle 6 I 7,6 di minore spesa dal 2012 al 2013 corrispondono ad un minore spesa effettiva di 18,67, parzialmente compensata da una crescita dei prezzi al consumo pari a 11,07. Pag. 14

17 politiche competitive adottate dagli attori degli altri stadi della filiera ed in particolare dall industria dei beni di largo consumo. Negli ultimi dieci anni i prezzi alimentari al consumo sono aumentati nella media europea in maniera sostanzialmente sincrona con quella dei prezzi industriali. In Italia invece, i prezzi al consumo sono cresciuti molto meno, mentre l industria ha fatto segnare un incremento anche superiore alla media europea. Il differenziale tra prezzi all industria e prezzi al dettaglio è stato in Italia pari a circa 6 punti percentuali. Fonte: Ufficio Studi Ancc-Coop su dati Eurostat Tale circostanza trova conferma nei conti economici delle imprese distributive e commerciali: il livello dell EBITDA (margine operativo al lordo degli ammortamenti e della parte finanziaria) dell industria alimentare e della distribuzione commerciale nel periodo evidenzia una più marcata redditività dell industria nei confronti della distribuzione commerciale già a livello europeo. In Italia, invece, se le imprese industriali approssimano il dato medio europeo, le performance delle imprese distributive sono in media inferiori rispetto agli altri grandi mercati europei. Malgrado la caduta degli ultimi due anni, i consumi complessivi degli italiani sono previsti in leggero rialzo. Fonte: Ufficio Studi Ancc-Coop su dati Eurostat Pag. 15

18 Anche il rendimento del capitale proprio (misurato dall indicatore ROE) negli ultimi anni si è attestato su valori prossimi allo zero (nel 2013 addirittura negativi) mentre nel periodo era del 9,5%. Fonte: Mediobanca Nel 2013 i maggiori operatori della Gdo alimentare per quota di mercato sono stati: Coop Italia 7 (15%), Conad (11,4%), Selex (8,4%), Esselunga (8,2%), Auchan (7,3%), Carrefour (5,9%), Eurospin (4,7%), Despar (4,7%), Sigma (3,6%) e Gecos (3,2%). Il fatturato dei cinque gruppi Italiani della Gdo alimentare, qui esaminati insieme a Metro, e le relative variazioni percentuali sul 2009 e sul 2012 sono indicati nella tabella che segue: Fatturato (milioni di euro) Fonte: Mediobanca Esselunga ha confermato nel 2013 i ricavi per mq di superficie di gran lunga superiori (dati calcolati sui soli punti vendita di proprietà) con oltre euro/mq, contro i 7 L aggregato Coop comprende Unicoop Firenze, Coop Liguria, Unicoop Tirreno, Coop Adriatica, Coop Centro Italia, Nuova Coop, Coop Estense, Coop Nordest e Ipercoop Sicilia. Pag. 16

19 circa euro medi dei Gruppi censiti. Gli altri gruppi si collocano tra i euro/mq delle Coop (-2.5% sul 2009, -0.6% sul 2012) ed i euro/mq di Gecos (- 7,6% sul 2009, -4,9% sul 2012). Flessioni significative hanno interessato Carrefour (- 15.8%) e Auchan (-13.9%). Fatturato per mq ( ) Fonte: R&S Mediobanca All interno dell aggregato Coop, solo Unicoop Firenze ha riportato vendite per mq paragonabili a quelle di Esselunga con circa euro per mq (seguita da Coop Liguria a euro circa). Fonte: R&S Mediobanca La struttura del conto economico unitamente ad alcuni indicatori di efficienza e redditività, ed il cumulo dei risultati netti nel quinquennio sono riportati nelle tabelle che seguono. Pag. 17

20 Conti economici in % del fatturato 2013 Fonte: R&S - Mediobanca Nel 2013 Esselunga ha segnato i margini sul fatturato migliori, già a partire dal valore aggiunto (19,6%), precedendo la Coop (18,8%), oltre ad avare l incidenza del costo del lavoro più bassa sulle vendite. Ne discende un margine operativo netto (MON) per Esselunga che si attesta al 5,3 % seguito da Gecos all 1,2% e dalla Coop allo 0,4%. Negativi i due gruppi francesi. La Coop recupera a livello di risultato corrente grazie all apporto della gestione finanziaria. Ratio economico patrimoniali nel 2013 Fonte: R&S - Mediobanca Il ROE è pari al 15% per Esselunga, contro il 4,6% Gecos e il 13% della Coop, mentre i due gruppi francesi hanno chiuso nel 2013 in perdita netta. Il livello di difficoltà di Carrefour e Auchan-SMA è segnato dal rapporto tra costo del lavoro e valore aggiunto, per entrambe superiore al 100: ciò significa che la ricchezza prodotta non è sufficiente a ripagare la forza lavoro impiegata. Pag. 18

Annuario R&S 2014. Principali Gruppi italiani della Gdo 2009 2013

Annuario R&S 2014. Principali Gruppi italiani della Gdo 2009 2013 Annuario R&S 2014 Principali Gruppi italiani della Gdo 2009 2013 Confronto fra le monografie pubblicate da R&S sui maggiori Gruppi italiani della Grande distribuzione organizzata nel quinquennio 2009 2013

Dettagli

Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI

Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI Divisione Ricerche Claudio Dematté Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI 10 luglio 2014 Premessa L Osservatorio OPMI, promosso dal Knowledge Center di SDA

Dettagli

www.dgmco.it www.dgmco.it Consulting GDO Report 2014 Evidenze e future tendenze nella Grande Distribuzione Organizzata RetaiLabİt

www.dgmco.it www.dgmco.it Consulting GDO Report 2014 Evidenze e future tendenze nella Grande Distribuzione Organizzata RetaiLabİt www.dgmco.it Consulting GDO Report 2014 Evidenze e future tendenze nella Grande Distribuzione Organizzata RetaiLabİt Novembre-Dicembre 2014 RetaiLabİt in sintesi... I COS È RetaiLabİt nasce nel 2010 per

Dettagli

FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI. Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006

FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI. Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006 FOTO DI GRUPPO CON BILANCIO: LE PERFORMANCE DELLE IMPRESE VERONESI Prof. Bettina Campedelli Università degli Studi di Verona Triennio 2004-2006 IL COMPARTO INDUSTRIALE E COMMERCIALE: Pagina 1. LA COMPOSIZIONE

Dettagli

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI. Dott. Roberto Matterazzo

LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI. Dott. Roberto Matterazzo LA REDAZIONE DEL BUSINESS PLAN II: PROSPETTI ECONOMICO/FINANZIARI Dott. Roberto Matterazzo L incontro si propone di: Esaminare i prospetti economico/finanziari che compongono un Business Plan. Per rendere

Dettagli

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA

RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA aggiornato al 24/10/2011 L.P. 13 dicembre 1999, n. 6, articolo 5 RICERCA APPLICATA PROCEDURA VALUTATIVA RELAZIONE ECONOMICO - FINANZIARIA per domande di agevolazione di importo fino a 1,5 milioni di euro

Dettagli

Retail & Consumer Summit 2011

Retail & Consumer Summit 2011 www.pwc.com/it Retail & Consumer Summit 2011 La gestione della discontinuità e del cambiamento: sfide e opportunità 11 ottobre 2011 1 1 Discontinuità nei consumi: come sta cambiando il comportamento d

Dettagli

INDAGINE CONOSCITIVA SUL SETTORE DELLA GDO IC43

INDAGINE CONOSCITIVA SUL SETTORE DELLA GDO IC43 INDAGINE CONOSCITIVA SUL SETTORE DELLA GDO IC43 PREMESSA GENERALE... 4 PRIMA PARTE I SOGGETTI E LE FORME DELLA COMPETIZIONE ORIZZONTALE NELLA GDO... 8 CAPITOLO I LA GDO: CARATTERISTICHE, FORMATI DISTRIBUTIVI

Dettagli

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE COMUNICATO STAMPA Il Consiglio di Amministrazione approva la relazione al 30 giugno 2009 SOGEFI: RISULTATI SEMESTRALI IN CALO PER LA MINORE PRODUZIONE DI AUTO, RICAVI E MARGINI IN RIPRESA NEL SECONDO TRIMESTRE

Dettagli

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni:

PRIMA PARTE Dalla Relazione sulla gestione al bilancio di Alfa spa al 31/12/2014 si desumono le seguenti informazioni: Svolgimento a cura di Lucia Barale Pag. 1 a 13 Esame di Stato 2015 Istituto Tecnico - Settore economico Indirizzi: Amministrazione, Finanza e Marketing e Articolazione Sistemi informativi aziendali Svolgimento

Dettagli

ANALISI DELLO SCENARIO DISTRIBUTUIVO. GUIDO CRISTINI Ordinario di Marketing- Università degli Studi di Parma

ANALISI DELLO SCENARIO DISTRIBUTUIVO. GUIDO CRISTINI Ordinario di Marketing- Università degli Studi di Parma ANALISI DELLO SCENARIO DISTRIBUTUIVO GUIDO CRISTINI Ordinario di Marketing- Università degli Studi di Parma TEMI DELLA LEZIONE I. L EVOLUZIONE DELLA DISTRIBUZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE II.IL QUADRO

Dettagli

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia III 1 La rilevanza del settore industriale nell economia Il peso del settore industriale nell economia risulta eterogeneo nei principali paesi europei. In particolare, nell ultimo decennio la Germania

Dettagli

- 2 trimestre 2014 -

- 2 trimestre 2014 - INDAGINE TRIMESTRALE SULLA CONGIUNTURA IN PROVINCIA DI TRENTO - 2 trimestre 2014 - Sommario Riepilogo dei principali risultati... 2 Giudizio sintetico sul trimestre... 3 1. Il quadro generale... 4 1.1

Dettagli

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica: VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore

Dettagli

Logistica e grande distribuzione: come valutare l efficacia di un ritiro e di un richiamo. Gianni Di Falco Università Cattolica di Cremona

Logistica e grande distribuzione: come valutare l efficacia di un ritiro e di un richiamo. Gianni Di Falco Università Cattolica di Cremona Logistica e grande distribuzione: come valutare l efficacia di un ritiro e di un richiamo Gianni Di Falco Università Cattolica di Cremona Quali particolarità per il Distributore? Il ciclo economico Produzione

Dettagli

Comunicato Stampa 28 agosto 2014

Comunicato Stampa 28 agosto 2014 Landi Renzo: marginalità e flussi finanziari di cassa in miglioramento al 30 giugno 2014; secondo trimestre 2014 caratterizzato da significativa crescita di fatturato e ritorno all utile Fatturato al 30

Dettagli

Rapporto immobiliare 2009 Immobili a destinazione Terziaria, Commerciale e Produttiva

Rapporto immobiliare 2009 Immobili a destinazione Terziaria, Commerciale e Produttiva Rapporto immobiliare 2009 Immobili a destinazione Terziaria, Commerciale e Produttiva con la collaborazione di Indice Presentazione 1 Introduzione 3 Le Fonti ed i Criteri Metodologici adottati 4 1. QUADRO

Dettagli

EVOLUZIONE NUMERO PUNTI VENDITA

EVOLUZIONE NUMERO PUNTI VENDITA EVOLUZIONE NUMERO PUNTI VENDITA 2 0 0 0 2 0 10 2 0 11 2 0 12 TOTALE ESERCIZI COMMERCIALI Non Alimentari 848.128 589.936 947.210 691.291 952.068 696.357 946.460 691.440 Alimentari 258.192 255.919 255.711

Dettagli

C11968 - COOP CENTRO ITALIA/GRANDI MAGAZZINI SUPERCONTI-SUPERCONTI SUPERMERCATI TERNI- SUPERCONTI SERVICE Provvedimento n. 25294

C11968 - COOP CENTRO ITALIA/GRANDI MAGAZZINI SUPERCONTI-SUPERCONTI SUPERMERCATI TERNI- SUPERCONTI SERVICE Provvedimento n. 25294 C11968 - COOP CENTRO ITALIA/GRANDI MAGAZZINI SUPERCONTI-SUPERCONTI SUPERMERCATI TERNI- SUPERCONTI SERVICE Provvedimento n. 25294 L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del

Dettagli

CERMES Università Bocconi. Milano, 5 marzo 2010

CERMES Università Bocconi. Milano, 5 marzo 2010 CERMES Università Bocconi Il fenomeno delle Differenze Inventariali nella GDO Milano, 5 marzo 2010 Il campione di ricerca Auchan Carrefour Esselunga GS Il Gigante Iper Pam Panorama SMA Unes INSEGNE INDAGATE

Dettagli

Gruppo Benetton TRANSIZIONE AGLI IFRS. 8 settembre 2005

Gruppo Benetton TRANSIZIONE AGLI IFRS. 8 settembre 2005 1 Gruppo Benetton TRANSIZIONE AGLI IFRS 8 settembre 2005 Indice 2 N Slide Introduzione 3 Totale impatti 4 IFRS con influenza sul Gruppo 5 CE: riconciliazione Anno 2004-1 6 Descrizione dei principali IFRS

Dettagli

IGD SIIQ SPA: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015.

IGD SIIQ SPA: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015. COMUNICATO STAMPA IGD SIIQ SPA: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA IL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 30 SETTEMBRE 2015. Principali risultati dei primi novi mesi del 2015: Utile Netto del Gruppo:

Dettagli

Salvatore Ferragamo S.p.A.

Salvatore Ferragamo S.p.A. COMUNICATO STAMPA Salvatore Ferragamo S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione approva la Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2015 Continua la crescita dei Ricavi e dei Profitti del

Dettagli

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Advisory Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Ricerca di efficienza, gestione del capitale e dei crediti non performing Esercizio kpmg.com/it Indice Executive Summary 4 Approccio metodologico

Dettagli

ANDAMENTO VENDITE E PREZZI 2013 E PREVISIONI 2014

ANDAMENTO VENDITE E PREZZI 2013 E PREVISIONI 2014 ANDAMENTO VENDITE E PREZZI 2013 E PREVISIONI 2014 Marco Pedroni Presidente Coop Italia Milano,5 Settembre 2013 I numeri di Coop 2012 Cooperative 109 Punti vendita 1.467 di cui Iper 103 MQ Area Vendita

Dettagli

1 Relazione sulla gestione

1 Relazione sulla gestione Settore Bancario Andamento della gestione del Gruppo Unipol Banca Il 2013 è stato un anno caratterizzato da profondi cambiamenti che hanno riguardato sia la struttura direzionale della banca che la composizione

Dettagli

Informazioni e Tendenze Immobiliari

Informazioni e Tendenze Immobiliari LUGLIO/AGOSTO 2015 NUMERO 41 Informazioni e Tendenze Immobiliari In questo numero 1 Introduzione 2 L Indagine 5: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città la sicurezza in casa

Dettagli

Coop e la GDO Gli strumenti finanziari in Coop

Coop e la GDO Gli strumenti finanziari in Coop 1844: i Tre moschettieri di Dumas ma anche i Probi Pionieri di Rochdale: Coop e la GDO Gli strumenti finanziari in Coop Gabriele Franceschi, Bellacoopia Impresa University,, 3 marzo 2014 1 Indice 1. Che

Dettagli

terziario friuli venezia giulia ottobre 2013

terziario friuli venezia giulia ottobre 2013 ! terziario friuli venezia giulia ottobre 2013 osservatorio trimestrale sull andamento delle imprese del terziario del friuli venezia giulia rapporto di ricerca terzo trimestre 2013 trieste, 17 ottobre

Dettagli

Indice Introduzione XIII Capitolo 1 Il bilancio di esercizio: normativa e principi contabili nazionali

Indice Introduzione XIII Capitolo 1 Il bilancio di esercizio: normativa e principi contabili nazionali Introduzione XIII Capitolo 1 Il bilancio di esercizio: normativa e principi contabili nazionali 1 1.1 Le funzioni del bilancio di esercizio 3 1.2 Il quadro normativo nazionale 4 1.2.1 I postulati del bilancio

Dettagli

IL MERCATO AL CONSUMO DEI PRODOTTI BIOLOGICI DISTRIBUZIONE MODERNA AL 40% DI QUOTA IN ITALIA

IL MERCATO AL CONSUMO DEI PRODOTTI BIOLOGICI DISTRIBUZIONE MODERNA AL 40% DI QUOTA IN ITALIA 2 BIO-RETAIL: INDAGINE ISMEA SUL MERCATO AL CONSUMO DEI PRODOTTI BIOLOGICI IN ITALIA - 2014 IL MERCATO AL CONSUMO DEI PRODOTTI BIOLOGICI DISTRIBUZIONE MODERNA AL 40% DI QUOTA IN ITALIA I n base alle stime

Dettagli

FINPESCA S.R.L. Relazione sulla Gestione al Bilancio chiuso il 31/12/2008

FINPESCA S.R.L. Relazione sulla Gestione al Bilancio chiuso il 31/12/2008 Sede in Via delle Industrie, 7-45014 Porto Viro (RO) Capitale sociale di euro 1.000.000 i.v. Registro delle imprese di Rovigo e codice fiscale: 01025200294 REA di Rovigo: 110161 Relazione sulla Gestione

Dettagli

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 18 CARICHE SOCIALI Consiglio di Amministrazione: (per l esercizio 2010) Presidente Consiglieri Giovanni TOSO Nicola NATALI Sergio VITELLI * *

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Focalizzazione su efficienza operativa del Gruppo» Costi amministrativi in calo dell 1,1% a termini omogenei

COMUNICATO STAMPA. Focalizzazione su efficienza operativa del Gruppo» Costi amministrativi in calo dell 1,1% a termini omogenei COMUNICATO STAMPA PRESS OFFICE Tel. +39.040.671180 - Tel. +39.040.671085 press@generali.com INVESTOR RELATIONS Tel. +39.040.671202 - Tel. +39.040.671347 - generali_ir@generali.com www.generali.com RISULTATI

Dettagli

LE FILIERE AGROALIMENTARI TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE:

LE FILIERE AGROALIMENTARI TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE DIPARTIMENTO DI SCIENZE POLITICHE E SOCIALI LE FILIERE AGROALIMENTARI TRA : L ANALISI QUANTITATIVA DEL SISTEMA

Dettagli

SCENARI IMMOBILIARI ISTITUTO INDIPENDENTE DI STUDI E RICERCHE

SCENARI IMMOBILIARI ISTITUTO INDIPENDENTE DI STUDI E RICERCHE SCENARI IMMOBILIARI ISTITUTO INDIPENDENTE DI STUDI E RICERCHE SINTESI PER LA STAMPA EUROPEAN OUTLOOK 2014 Motori accesi, manca lo "start" SETTEMBRE 2013 Si tratta di un rapporto riservato. Nessuna parte

Dettagli

Poste Italiane: fatturato e risultato operativo in crescita

Poste Italiane: fatturato e risultato operativo in crescita Poste Italiane: fatturato e risultato operativo in crescita Il Consiglio di Amministrazione approva i risultati semestrali 2015 Deliberata la domanda di ammissione in quotazione e l adozione del nuovo

Dettagli

Base di Preparazione. Analisi dei Ricavi Semestrali

Base di Preparazione. Analisi dei Ricavi Semestrali COMUNICATO STAMPA CERVED INFORMATION SOLUTIONS: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA I RISULTATI AL 30 GIUGNO FIRMATO CONTRATTO DI FINANZIAMENTO FORWARD START DI EURO 660 MILIONI PER RIFINANZIARE A

Dettagli

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio

7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7. Dalla Crisi di Wallstreet al Bilancio 7.1 Introduzione Una delle conseguenze più rilevanti sotto il profilo economico, del primo conflitto mondiale, è stata la crisi di Wallstreet; la quale trova fondamento

Dettagli

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni)

2.1 DATI NAZIONALI E TERRITORIALI (AREE E Regioni) ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Gli immobili in Italia - 2015 ANALISI TERRITORIALE DEL VALORE DEL PATRIMONIO ABITATIVO Nel presente capitolo è analizzata la distribuzione territoriale

Dettagli

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2005

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2005 Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2005 Crescita dei ricavi: 185,7 milioni di Euro nel trimestre (+16% su base annua) portano i ricavi nei nove mesi a 539,3

Dettagli

Cembre SpA. Relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2002. Prospetti contabili

Cembre SpA. Relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2002. Prospetti contabili Cembre SpA Sede in Brescia - via Serenissima, 9 Capitale sociale euro 8.840.000 interamente versato Iscritta al Registro delle Imprese di Brescia al n.00541390175 Relazione trimestrale consolidata al 30

Dettagli

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Alessandro Nova Università L. Bocconi Roma, 18 febbraio 2014 Filiera della carta 2014 - Alessandro Nova 1 La Filiera della

Dettagli

(Valori in milioni di Euro) 1 SEM. 2015 1 SEM. 2014 BILANCIO 31/12/2014

(Valori in milioni di Euro) 1 SEM. 2015 1 SEM. 2014 BILANCIO 31/12/2014 Semestrale Gruppo Pininfarina Fatti di rilievo intervenuti dopo la chiusura del semestre Valutazione sulla continuità aziendale, evoluzione prevedibile della gestione Cambiano, 30 luglio 2015 Il Consiglio

Dettagli

Seminario Distribuzione Moderna. Urbino 15 dicembre 2014

Seminario Distribuzione Moderna. Urbino 15 dicembre 2014 Seminario Distribuzione Moderna Urbino 15 dicembre 2014 agenda La Distribuzione Moderna Il sistema Conad Lo scenario generale e le evoluzioni in corso Le ultime tendenze La Distribuzione Moderna La Distribuzione

Dettagli

Rapporto Assofranchising Italia 2013 Sintesi per la stampa

Rapporto Assofranchising Italia 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Assofranchising Italia 2013 Sintesi per la stampa In un mercato con i principali parametri della crescita bloccati, o addirittura con segno negativo, il franchising ha saputo sostanzialmente tenere

Dettagli

GRUPPO DIGITAL BROS:

GRUPPO DIGITAL BROS: COMUNICATO STAMPA GRUPPO DIGITAL BROS: L ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI APPROVA IL BILANCIO D ESERCIZIO 2013-2014 IN AUMENTO I RICAVI LORDI A 141,6 MILIONI DI EURO (+11,4%) MARGINE OPERATIVO LORDO A 8,2 MILIONI

Dettagli

FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006

FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006 FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006 Andamento del valore della quota di partecipazione Il Fondo - Grande Distribuzione, primo fondo italiano

Dettagli

Il Consiglio di Amministrazione di Mittel S.p.A. ha approvato il Resoconto intermedio sulla gestione 1 ottobre 30 giugno 2015

Il Consiglio di Amministrazione di Mittel S.p.A. ha approvato il Resoconto intermedio sulla gestione 1 ottobre 30 giugno 2015 MITTEL S.p.A. Sede in Milano - Piazza A. Diaz n. 7 Capitale Sociale 87.907.017 i.v. Iscritta al Registro Imprese di Milano al n. 00742640154 www.mittel.it *** *** *** *** *** *** *** *** *** COMUNICATO

Dettagli

ACQUISTO D'IMPULSO ACQUISTO SUGGERITO. Glossario essenziale della GDO

ACQUISTO D'IMPULSO ACQUISTO SUGGERITO. Glossario essenziale della GDO A ACQUISTO D'IMPULSO Acquisto da parte del consumatore non programmato; effettuato in seguito alla percezione di uno stimolo, senza che abbia tenuto conto di fattori di effettivo bisogno. ACQUISTO SUGGERITO

Dettagli

SALUGGIA, 8 NOVEMBRE 2013 IL CDA DI DIASORIN S.P.A

SALUGGIA, 8 NOVEMBRE 2013 IL CDA DI DIASORIN S.P.A Comunicato Stampa SALUGGIA, 8 NOVEMBRE 2013 IL CDA DI DIASORIN S.P.A. APPROVA I RISULTATI DEL 3 TRIMESTRE 2013: ACCELERAZIONE DELLE VENDITE A CAMBI COSTANTI E CONTINUA ESPANSIONE DELLA BASE INSTALLATA

Dettagli

Evoluzione della distribuzione nel sistema agroalimentare

Evoluzione della distribuzione nel sistema agroalimentare Evoluzione della distribuzione nel sistema agroalimentare dia n.1 dia n.2 Funzione e ruolo della distribuzione La distribuzione produce un servizio commerciale, inteso come il risultato delle attività

Dettagli

/(',0(16,21,'(,&$1$/,',',675,%8=,21(

/(',0(16,21,'(,&$1$/,',',675,%8=,21( /(',0(16,21,'(,&$1$/,',',675,%8=,21( Abbiamo visto, nel paragrafo precedente, quali sono le figure e le strutture che possono costituire i canali di vendita per l impresa produttrice di olio di oliva,

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario Gli indici di bilancio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie

Dettagli

3.960.000 (+11,0%) i passeggeri transitati nel sistema aeroportuale di Venezia e Treviso.

3.960.000 (+11,0%) i passeggeri transitati nel sistema aeroportuale di Venezia e Treviso. COMUNICATO STAMPA SAVE AEROPORTO DI VENEZIA: approvata dal C.d.A. la Relazione Semestrale al 30 giugno 2007, ricavi e utile in crescita soprattutto per effetto delle acquisizioni di Airest e Ristop e della

Dettagli

NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2005 DEL FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE

NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2005 DEL FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE NOTA ILLUSTRATIVA DELLA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2005 DEL FONDO ESTENSE GRANDE DISTRIBUZIONE Andamento del valore della quota di partecipazione Il Fondo -Grande Distribuzione, primo fondo italiano

Dettagli

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO Ufficio Comunicazione&Studi Confartigianato del Veneto ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO INDAGINE CONGIUNTURALE ANDAMENTO 2 SEMESTRE 2010 PREVISIONE 1 SEMESTRE 2011 In collaborazione con INDAGINE

Dettagli

Relazione sulla gestione Bilancio ordinario al 31/12/2014

Relazione sulla gestione Bilancio ordinario al 31/12/2014 COLFERT S.P.A. Sede legale: VIA DEI MILLE N. 32 - FRESCADA PREGANZIOL (TV) Iscritta al Registro Imprese di TREVISO C.F. e numero iscrizione: 00401460266 Iscritta al R.E.A. di TREVISO n. 120644 Capitale

Dettagli

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO S.P.A.

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO S.P.A. ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO S.P.A. Sede ad Annone Veneto (VE), Viale Trieste, n. 11 Capitale sociale: 7.993.843, i.v. Codice fiscale, partita IVA e n. di iscrizione al Registro delle Imprese di

Dettagli

Finalità operative della stima FINALITÀ OPERATIVE DELLA STIMA

Finalità operative della stima FINALITÀ OPERATIVE DELLA STIMA Premessa Elementi essenziali relativi alla relazione sulla valutazione del canone equo di locazione dei rami d azienda conferiti in ASR Media and Sponorship predisposta dal Prof. Riccardo Tiscini Il presente

Dettagli

Comunicato Stampa 13 novembre 2014

Comunicato Stampa 13 novembre 2014 Landi Renzo: ricavi, marginalità e flussi finanziari di cassa in miglioramento al 30 settembre 2014; il terzo trimestre conferma il trend di crescita di fatturato e utile Fatturato pari a Euro 173,9 mln,

Dettagli

Milano, 30 marzo 2004

Milano, 30 marzo 2004 Milano, 30 marzo 2004 Gruppo TOD S: crescita del fatturato (+8.1% a cambi costanti). Continua la politica di forte sviluppo degli investimenti. 24 nuovi punti vendita nel 2003. TOD S Il Consiglio di Amministrazione

Dettagli

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2012 1

NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2012 1 Osservatorio sul Mercato Immobiliare, 1-12 BERGAMO NOTA CONGIUNTURALE SUL MERCATO IMMOBILIARE A FEBBRAIO 2012 1 Tavola 1 Numero di compravendite di immobili residenziali e non residenziali nel periodo

Dettagli

Riclassificazione di bilancio

Riclassificazione di bilancio Riclassificazione di bilancio Riclassificazione di bilancio a. Cos è b. Finalità c. Criteri 2 1 a. Cos è Operazione di predisposizione dei dati di bilancio per l analisi economico-finanziaria e patrimoniale

Dettagli

L analisi del bilancio di esercizio

L analisi del bilancio di esercizio L analisi del bilancio di esercizio 1 Le Fasi A. Raccolta dei dati di bilancio B. Riclassificazione del bilancio C. Determinazione ed utilizzo di uno schema di analisi D. Interpretazione dei risultati

Dettagli

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA. Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2014

ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA. Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2014 ACQUE DEL BASSO LIVENZA PATRIMONIO SPA Sede in VIALE TRIESTE 11-30020 ANNONE VENETO (VE) Capitale sociale Euro 7.993.843,00 i.v. Codice fiscale: 04046770279 Iscritta al Registro delle Imprese di Venezia

Dettagli

SOLUZIONE ESAME DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE

SOLUZIONE ESAME DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE SOLUZIONE ESAME DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE Indirizzo Giuridico Economico Aziendale (Testo valevole per i corsi di ordinamento e per i corsi sperimentali del progetto Sirio ) Tema di economia aziendale

Dettagli

La matrice dei consumi - la spesa per consumi nelle principali merceologie per canali di vendita e grandi ripartizioni geografiche

La matrice dei consumi - la spesa per consumi nelle principali merceologie per canali di vendita e grandi ripartizioni geografiche La matrice dei consumi - la spesa per consumi nelle principali merceologie per canali di vendita e grandi ripartizioni geografiche Da un confronto con la situazione fotografata quattro anni fa si evidenzia

Dettagli

COMUNICATO STAMPA MID INDUSTRY CAPITAL APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO 2013 CON UN UTILE DI 4,2 MILIONI (PERDITA DI 11,8 MILIONI NEL 2012)

COMUNICATO STAMPA MID INDUSTRY CAPITAL APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO 2013 CON UN UTILE DI 4,2 MILIONI (PERDITA DI 11,8 MILIONI NEL 2012) COMUNICATO STAMPA MID INDUSTRY CAPITAL APPROVA IL BILANCIO CONSOLIDATO 2013 CON UN UTILE DI 4,2 MILIONI (PERDITA DI 11,8 MILIONI NEL 2012) La Holding chiude il 2013 con un utile di 0,5 milioni (perdita

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali

Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Settore economico Indirizzo: Amministrazione, Finanza e Marketing Articolazione: Sistemi informativi aziendali Esame di Stato anno scolastico 2014/2015 Svolgimento seconda prova di Economia aziendale La

Dettagli

Glossario 14. Commercio interno

Glossario 14. Commercio interno Glossario 14. Commercio interno La rete distributiva (tabelle da 14.1 a 14.6) L Osservatorio regionale del commercio realizza ogni anno una rilevazione informatizzata sulla rete distributiva presso i 1206

Dettagli

FARMACIE GENOVESI Srl RELAZIONE SULLE GESTIONE BILANCIO AL 31-12-2014

FARMACIE GENOVESI Srl RELAZIONE SULLE GESTIONE BILANCIO AL 31-12-2014 FARMACIE GENOVESI Srl RELAZIONE SULLE GESTIONE BILANCIO AL 31-12-2014 1 RELAZIONE SULLA GESTIONE Risultato della gestione L esercizio 2014 si chiude con un risultato di 740 così composto: Valore della

Dettagli

Comunicato Stampa 13 marzo 2015

Comunicato Stampa 13 marzo 2015 Landi Renzo: ricavi, marginalità e flussi finanziari di cassa in miglioramento nel 2014 Fatturato pari a Euro 233,2 mln, +5% rispetto a Euro 222,8 mln nel 2013 EBITDA pari a Euro 18,3 mln, +66% rispetto

Dettagli

- Principali dati economico-finanziari contabili consolidati espressi in migliaia di Euro:

- Principali dati economico-finanziari contabili consolidati espressi in migliaia di Euro: MITTEL S.P.A. Sede in Milano - Piazza A. Diaz 7 Capitale sociale 66.000.000 i.v. Codice Fiscale - Registro Imprese di Milano - P. IVA 00742640154 R.E.A. di Milano n. 52219 Iscritta all U.I.C. al n. 10576

Dettagli

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA

ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE PROGETTO BROCCA Anno 2000 Tema di: ECONOMIA AZIENDALE Il candidato sta esaminando, con alcuni amici neo-diplomati, la possibilità di iniziare un attività imprenditoriale in

Dettagli

WHITE PAPER. Un canale in evoluzione. Le nuove strategie del Discount

WHITE PAPER. Un canale in evoluzione. Le nuove strategie del Discount Un canale in evoluzione Luglio 2015 L ingresso in Italia e l evoluzione negli anni In Italia, i discount sono apparsi negli anni 80 ma il primo ingresso significativo nel paese fu quello di Lidl che il

Dettagli

IL QUADRO MACROECONOMICO

IL QUADRO MACROECONOMICO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO LA CONGIUNTURA ECONOMICA - PUNTI DI VISTA E SUGGERIMENTI DI ASSET ALLOCATION IL QUADRO MACROECONOMICO DOTT. ALBERTO BALESTRERI Milano, 21 marzo 2013 S.A.F.

Dettagli

Le medie imprese italiane crescono e sono ottimiste per il futuro

Le medie imprese italiane crescono e sono ottimiste per il futuro Le medie imprese italiane crescono e sono ottimiste per il futuro Mediobanca e Unioncamere pubblicano la quattordicesima edizione dell indagine annuale sulle medie imprese italiane nel periodo 2004-2013

Dettagli

Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia

Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia Dati statistici sull energia elettrica 2009 in Italia Introduzione 1. Premessa Terna Rete Elettrica Nazionale (Terna) cura la raccolta dei dati statistici del settore elettrico nazionale, essendo il suo

Dettagli

Fondo Invest Real Security. Assemblea dei Partecipanti 11 dicembre 2014

Fondo Invest Real Security. Assemblea dei Partecipanti 11 dicembre 2014 Fondo Invest Real Security Assemblea dei Partecipanti 11 dicembre 2014 Considerazioni generali del mercato Il mercato immobiliare italiano nel corso degli ultimi mesi ha assistito ad una attenuazione della

Dettagli

Presentazione del Rapporto L economia del Molise

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Presentazione del Rapporto L economia del Molise Francesco Zollino Servizio di Congiuntura e politica monetaria Banca d Italia Università degli Sudi del Molise, Campobasso 18 giugno 215 Il contesto internazionale

Dettagli

**** Tel.: +39.02.29046441 Tel.: +39.02.7606741 Fax: +39.02.29046454 Fax: +39.02.76017251

**** Tel.: +39.02.29046441 Tel.: +39.02.7606741 Fax: +39.02.29046454 Fax: +39.02.76017251 Comunicato Stampa Il CDA de I GRANDI VIAGGI approva il progetto di bilancio 2013 Ricavi a 61,3 milioni (67,5 milioni nel 2012) EBITDA 1 a -2,1 milioni (-2,6 milioni nel 2012) EBIT 2 a -7,2 milioni (-8,0

Dettagli

Alpha Immobiliare Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31/03/2009

Alpha Immobiliare Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31/03/2009 Alpha Immobiliare Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31/03/2009 Resoconto intermedio di gestione 31 marzo 2009 1. PREMESSA 2 2. ANDAMENTO DEL MERCATO

Dettagli

TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA

TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA Ricavi pari a Euro 36,3 milioni: +76% rispetto al I semestre 2009 EBITDA pari a Euro 5,9 milioni: +109% rispetto

Dettagli

AUTOMOTIVE DEALER REPORT

AUTOMOTIVE DEALER REPORT AUTOMOTIVE DEALER REPORT Classifica bilanci dei concessionari auto AUTOMOTIVE DEALER REPORT è un magazine a numero unico con l'analisi dei bilanci dei concessionari, classificati per dimensioni e per performance.

Dettagli

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS)

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI (IFRS) (DOCUMENTO SOGGETTO A VERIFICA, IN CORSO, DA PARTE DELLA SOCIETA DI REVISIONE) Nel 2002 l Unione europea ha adottato il regolamento n. 1606 in base

Dettagli

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO

OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO OSSERVATORIO SUL CREDITO AL DETTAGLIO NUMERO G I U G N O 2003 QUATTORDICI INDICE PREMESSA pag.5 TEMI DEL RAPPORTO 7 CAPITOLO 1 LO SCENARIO MACROECONOMICO 11 CAPITOLO 2 L ANALISI DEL MERCATO DEL CREDITO

Dettagli

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010 COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010 Combined Ratio a 103,5%, in miglioramento rispetto al 108% di fine 2009 ed al 105% del primo trimestre 2010 Raccolta Danni

Dettagli

Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia. Roma, 21 maggio 2013. Giovanni Sabatini

Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia. Roma, 21 maggio 2013. Giovanni Sabatini Rapporto ABI 2013 sul settore bancario in Italia Roma, 21 maggio 2013 Giovanni Sabatini Lo scenario di riferimento macro La dinamica del mercato del credito Risultati 2012 Primo trimestre 2013 Prospettive

Dettagli

TOD S S.p.A.: Ricavi del Gruppo pari a 965,5 milioni nell esercizio 2014; margine EBITDA del 20%. Dividendo a 2 Euro (con pay-out del 63%).

TOD S S.p.A.: Ricavi del Gruppo pari a 965,5 milioni nell esercizio 2014; margine EBITDA del 20%. Dividendo a 2 Euro (con pay-out del 63%). Milano, 12 marzo 2015 TOD S S.p.A.: Ricavi del Gruppo pari a 965,5 milioni nell esercizio 2014; margine EBITDA del 20%. Dividendo a 2 Euro (con pay-out del 63%). Approvato dal Consiglio di Amministrazione

Dettagli

AZIENDA LA LOGICA GENERALE DI DI COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI DI ESERCIZIO IL IL SISTEMA AZIENDA CONDIZIONI PRODUTTIVE ACQUISITE

AZIENDA LA LOGICA GENERALE DI DI COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI DI ESERCIZIO IL IL SISTEMA AZIENDA CONDIZIONI PRODUTTIVE ACQUISITE LA LOGICA GENERALE DI DI COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI DI ESERCIZIO IL IL SISTEMA AZIENDA FATTORI CONDIZIONI PRODUTTIVE BENI E SERVIZI PRODOTTI USCITE MONETARIE O AUMENTO DI DEBITI AZIENDA ENTRATE MONETARIE

Dettagli

(290,8 milioni il dato depurato dalle componenti non ricorrenti) Utile netto di periodo: 103,2 milioni (36,1 milioni al 30.6.2007)

(290,8 milioni il dato depurato dalle componenti non ricorrenti) Utile netto di periodo: 103,2 milioni (36,1 milioni al 30.6.2007) CREDITO BERGAMASCO: il Consiglio di Amministrazione approva la relazione finanziaria semestrale. Crescono i ricavi. Continua espansione dei prestiti a piccole e medie imprese e della raccolta diretta complessiva.

Dettagli

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande

Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Settore delle Industrie Alimentari e Bevande Tendenze e prospettive strategiche Gennaio 2015 La rilevanza del settore agroalimentare In Italia il processo di produzione e distribuzione di prodotti agroalimentari

Dettagli

CONTI ECONOMICI REGIONALI

CONTI ECONOMICI REGIONALI 23 novembre 2012 Anni 1995-2011 CONTI ECONOMICI REGIONALI In occasione della diffusione delle stime provvisorie per l anno 2011, l Istat pubblica le serie dei Conti economici regionali nella nuova classificazione

Dettagli

i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento

i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento roma 23 giugno 2009 i consumi e le nuove scelte e forme di indebitamento Chiara Fornasari riservatezza Questo documento è la base per una presentazione orale, senza la quale ha quindi limitata significatività

Dettagli

Comunicato Stampa I GRANDI VIAGGI:

Comunicato Stampa I GRANDI VIAGGI: Comunicato Stampa I GRANDI VIAGGI: L assemblea approva il bilancio 2005 che si chiude positivamente e con un forte miglioramento della posizione finanziaria netta Approvata la distribuzione di un dividendo

Dettagli

Parte seconda EFFETTI CONTABILI DELLA RISTRUTTURAZIONE

Parte seconda EFFETTI CONTABILI DELLA RISTRUTTURAZIONE S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Convegno OIC 6: Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio Parte seconda EFFETTI CONTABILI DELLA RISTRUTTURAZIONE Dott. Luca Magnano San Lio Senior

Dettagli

COMUNICATO STAMPA ESAMINATA ED APPROVATA DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE LA RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE AL 31 DICEMBRE 2014

COMUNICATO STAMPA ESAMINATA ED APPROVATA DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE LA RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE AL 31 DICEMBRE 2014 COMUNICATO STAMPA ESAMINATA ED APPROVATA DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE LA RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE AL 31 DICEMBRE 2014 TELECOM ITALIA TORNA ALL UTILE DOPO 3 ANNI UTILE NETTO CONSOLIDATO: PARI A

Dettagli

Esempio n. 1 di valutazione d azienda (metodo reddituale)

Esempio n. 1 di valutazione d azienda (metodo reddituale) Esempio n. 1 di valutazione d azienda (metodo reddituale) I redditi attesi stimati sono: - reali; - normali; - netti e sono riportati nella tabella seguente. Importo 2013 Importo 2014 Importo 2015 VF 2015

Dettagli