Avvio delle politiche temporali a Sesto San Giovanni Piano dei Tempi e degli Orari (PTO)

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1 COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI Assessorato all Educazione, Formazione Professionale, Lavoro e Tempi della Città Avvio delle politiche temporali a Sesto San Giovanni Piano dei Tempi e degli Orari (PTO) Documenti tratti da: Seconda fase del progetto Dossier di presentazione dei risultati febbraio 2000 a cura di Gisella Bassanini

2 Azione 1: ricerca-azione il metodo e gli obiettivi una biografia del Rione Vittoria: i temi e le tante storie - alcuni dati sul Rione - sul rapporto tra il Rione e il resto della città - sul Rione Vittoria - abitanti - tempi, eventi, attività, calendari - strade e luoghi più vissuti - strade e luoghi meno vissuti - alcune domande, commenti e idee per il futuro - un motto per il Rione Vittoria Allegati scheda di presentazione del team tecnico elenco delle persone intervistate 2

3 Azione 1.: ricerca-azione il metodo e gli obiettivi Questa azione ha utilizzato il metodo della ricerca-azione. Si tratta di una serie di interviste qualitative a testimoni privilegiati condotte seguendo una traccia semi-strutturata. E stato scelto un panel composto da 22 persone, rappresentanti del mondo istituzionale, sociale ed economico del Rione Vittoria con l intento di: tracciare una prima biografia spazio-temporale del Rione (la sua storia, gli stili di vita che in essa hanno luogo) creare momenti di animazione e informazione sul progetto Piano Tempi e Orari in generale (cosa sono le politiche temporali, quali finalità hanno, ecc) e, in particolare, sull avvio della sperimentazione che vede coinvolta questa zona della città, i suoi tempi e orari. Ogni intervistato, ha inoltre suggerito i nomi delle persone da invitare il 28 novembre 1999 alla giornata di animazione/simulazione (SESP). Ciò che è emerso dalle interviste (temi, problematiche, suggerimenti, riflessioni) è stato utilizzato per tracciare una prima biografia del Rione Vittoria (vedi pagine successive) e per orientare l attività di animazione/simulazione (SESP). 3

4 una biografia del Rione Vittoria: i temi e le tante storie Ogni persona intervistata ha raccontato la propria storia del Rione Vittoria e del modo di abitarlo, contribuendo così a restituire di questo brano di città un immagine complessa, molteplice, a tratti contraddittoria. Le diverse testimonianze tracciano una biografia di questo Rione tutt altro che scontata. In queste pagine vengono riportati i titoli delle diverse sezioni che compongono questa narrazione e alcuni brani tratti dalle interviste effettuate. Alcuni dati sul Rione Sorge immediatamente dopo la 1 Guerra Mondiale fra la ferrovia e la linea delle fabbriche in margine all attuale V.le Marelli (OSVA, Elettromeccanica Lombarda, Ercole Marelli e Magneti Marelli stabilimento A ). I dati dell anagrafe comunale aggiornati al 31 dicembre 1998 danno queste informazioni sulla popolazione del Rione: - sono residenti 5254 persone (2748 femmine 2506 maschi) - le famiglie sono la presenza di persone con un età superiore ai 65 anni è del 20% - la fascia di età più numerosa è quella tra i 35 e 54 anni Sul rapporto tra il Rione e il resto della città C è una questione più generale che va al di là del Rione e riguarda tutta la città: l organizzazione dei tempi è cambiata. E un Rione chiuso, strozzato in un triangolo. Confina con il cavalcavia Buozzi, la ferrovia, Viale Marelli, via Fiume che segna il confine con Milano. Il Viale Marelli divide socialmente il Rione con quello che c è di là: nel Rione c è una mentalità diversa. Non c è nessun rapporto con la città. Il Rione va dalla ferrovia a Viale Marelli. Non confondiamolo con l intero quartiere dove ci sono realtà diverse, compreso il territorio legato al terziario con aziende come Wind, Alitalia, ABB, ENEL, ecc. Il ristorante in quella zona sforna all ora di pranzo 600 coperti e questi numeri aumenteranno sempre più in futuro. Quando ero giovane, i luoghi di riferimento della città erano il Municipio e la Parrocchia San Giuseppe. Per raggiungere il mercato e la Parrocchia si utilizzava un passaggio a livello che è stato poi sostituito con il sottopasso di via Venezia. Da giovani, uscivamo dal Rione per andare in luoghi interessanti. Bisognava uscire anche per andare a scuola: per le elementari si andava alle Martiri, per le medie alle Mario Galli, per le superiori, o si andava a Monza oppure a Milano, facilmente raggiungibili con il tram. 4

5 Un tempo la vicinanza con Milano era motivo di prestigio, adesso è diventato un un problema. Il Rione sa di essere in una situazione ambigua per la vicinanza con Milano. E una zona che non si capisce bene di chi sia, e alla fine nessuno è mai responsabile... Ci si sente un po figli di nessuno. Se si chiede a chi sta in Viale Marelli dov è via del Riccio? non sanno rispondere. Mi è capitato di sentir dire: vado a Sesto ad abitare. Il Rione Vittoria è lo specchio di Sesto San Giovanni. La gente non è invogliata ad entrare del Rione. La parte nuova realizzata di fronte al Rione ha creato squilibrio. Non ci sono notizie sulle trasformazioni che riguarderanno le aree tutto intorno a noi. Vedremo se è solo fumo oppure c è anche l arrosto Gli impiegati che lavorano in Viale Marelli frequentano solo l altro lato del Viale. Alla pausa pranzo vedi un fiume di persone che scorre lungo il lato opposto al Rione. Vengono da questa parte solo per prendere le sigarette al tabacchi. Mi auguro che con le nuove trasformazioni della città ci saranno nuovi posti di lavoro. La paura è che con la realizzazione di Mediapolis e di altri progetti ci sia un aumento del traffico. Per quello che riguarda i futuri progetti si tratta di cose che capiteranno dall altra parte del viale. Riguardo alle trasformazioni: non conosco i progetti. E tutto molto vago. Le trasformazioni in atto e i progetti futuri (Mediapolis, l area ex Ercole Marelli, ecc) rappresentano grosse opportunità per il Rione ma la maggior parte della gente conosce molto poco o per nulla questi progetti, e così ne ha paura. Sesto è un luogo di transito, un dormitorio. Sul Rione Vittoria Il nome Vittoria viene attribuito in periodo fascista per celebrare la vittoria della prima guerra mondiale. Tutta la toponomastica del Rione è ispirata alla prima guerra mondiale. La storia del Rione Vittoria segue di pari passo la storia industriale di questa città e in particolare della Breda: dalla costruzione del primo insediamento abitativo operaio Via Camagni alla dismissione industriale. 5

6 Si potrebbero indicare così i periodi che caratterizzano la storia di questo Rione che nasce in funzione della grande fabbrica: dalla campagna al 1903, anno di insediamento della Società Ernesto Breda a Sesto; dalla costruzione delle case operaie della Breda/IACP in Via Camagni ( ), alla seconda guerra mondiale; questo periodo corrisponde al momento di maggiore sviluppo della Breda dovuta alla produzione di armamenti; dagli anni 50 in poi con il frazionamento della proprietà e la diversificazione della produzione; gli anni 70: alta rivendicazione e organizzazione dei lavoratori da una parte, smantellamento progressivo della produzione e avvio del processo di chiusura, dall altra. Alle piccole case con i giardino si affiancano i palazzi pluripiano. Ogni ingresso al Rione Vittoria costituisce un nodo di possibile sviluppo e rappresenta un elemento di problematicità: il nodo sud-est, con la metropolitana; il nodo sud-ovest, con il ponte che collega Via Fiume con l altra parte della ferrovia (con la Bicocca e la stazione di Greco); il nodo nord-est, con il sottopasso di collegamento della Via del Riccio con l area di Viale Marelli, la Posta, la zona commerciale, ecc.; il nodo nord-ovest, con il sottopasso di collegamento Via del Riccio, Via Venezia, il vecchio ingresso della Breda Energia, interessato dal piano di recupero della Cimimontubi. La sensazione è quella di un quartiere dove convivono alcune proprietà storiche che appartengono ad alcune famiglie che da molto tempo sono presenti in questo Rione, il resto è fatto da una popolazione di passaggio. Forse questa è la storia di Sesto. una città la cui popolazione ha vissuto in età lavorativa e poi è tornata al paese; basta pensare a quante persone se ne sono andate via negli scorsi anni Il Rione Vittoria si è sviluppato in funzione della fabbrica ma a differenza del Villaggio Falck non si è identificato totalmente con essa. E in corso una rapida trasformazione demografica del rione più che urbanistica. E un Rione vecchio, molto denso dal punto di vista abitativo, caratterizzato da residenza popolare e da pochi giardini. Molto diverso dal panorama e dalla tipologia delle case che sono al di là di Viale Marelli. Un tempo era un posto tranquillo, adesso è un posto isolato rispetto alla città. In precedenza questo Rione ha avuto grossi problemi di traffico, un traffico di attraversamento. Su questo problema è sorto un Comitato di cittadini, che in seguito si è sciolto. Il problema è stato risolto per gradi. La prima soluzione trovata (le macchine venivano da via Breda prendevano Via Sabotino, Via Gorizia e andavano in Viale Marelli) non garantiva però una sicurezza adeguata (si verificavano incidenti a causa del sistema di sensi unici). Via Gorizia ha allora cambiato senso di marcia e lo sbarramento è stato creato all incrocio da Via Sabotino e via Monfalcone. Risolto il problema di sicurezza questa seconda soluzione è andata ad aggravare 6

7 il traffico perché si è creato un percorso più lungo di permanenze delle macchine nel Rione. Infine, è arrivata la soluzione definitiva: la chiusura del traffico da Milano per via Breda, l ingresso soltanto da via Fiume, e la risistemazione dei sensi unici. Il problema è ora l Assessorato ai Trasporti di Milano che ha preso a quel tempo l impegno di intervenire sul territorio milanese a ridosso di Sesto (cambiando alcuni sensi di marcia) e non lo ha ancora fatto. Oggi il Rione è diverso, il traffico è stato notevolmente ridotto. La gente è tornata a passeggiare. Senza interventi specifici di riqualificazione e di manutenzione ordinaria dei sottopassi, dei marciapiedi, c è il rischio che da un problema di traffico si passi a una situazione di stagnazione dell intero Rione. La logica diffusa di voler posteggiare sotto casa fa sì che c è gente che preferisce girare a vuoto piuttosto che posteggiare a Spazio Arte che è poco distante. C è il problema di Monte Sabotino dove esiste un divieto di sosta su un lato della strada (nella seconda metà) che di notte non viene rispettato e così le macchine posteggiate su due file bloccano il passaggio degli automezzi (autoambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, ecc). Tempo fa, quando sono arrivata, c era un ambiente omogeneo tutti erano proprietari delle loro case, con giardino. Si giocava per strada, c era controllo sociale. Nel tempo sono diventata testimone del degrado che ha interessato il Rione. Negli anni 60 c è stato uno sviluppo pazzesco: tutti i giardini sono stati venduti per poter costruire altre case. In via Villoresi passava il canale Villoresi e, sempre nel Rione, il Gualdina, dove si pescavano i gamberi. Via Sabotino era tutto un negozio c erano: panettieri, calzolai, negozi di stoffa, lavanderie, fruttivendoli, cartolerie, latterie e salumerie. All epoca delle fabbriche aperte era un posto vivo con osterie, circoli, fruttivendoli, salumieri. Nella sola via Del Riccio c erano 6 o 7 osterie. Era un punto di passaggio obbligato. In giro vedevi sempre operai che entravano o uscivano dalle fabbriche. E diventato un Rione vecchio che si chiude in sé stesso e sta morendo. Rispetto ad altre zone della città, rispetto a Cascina Gatti per esempio, è tranquillo. Nell immaginario della gente che abita il Rione si usa ancora oggi indicare con i nomi dei negozianti storici (come il Marino per la cartoleria, oppure il Pleboni per la panetteria) anche se sono quei gestori non ci sono più. Prima di venire qui abitavo a Baggio. Quella del Rione Vittoria è una dimensione che si può vivere. Mancano gli esercizi commerciali. Non ci sono solarium, palestre, agenzie di viaggi. Molti tendono a vendere i negozi esistenti. Quando passeggi noti che 7

8 mancano belle insegne e le luci colorate delle vetrine. I negozi sono la vita di una strada. La presenza della Coop ha assorbito molti negozi. Nella zona molti piani terreni, una volta occupati da attività commerciali, sono stati riconvertiti in residenza. L unico negozio che è rimasto di riferimento all interno del Rione è il piccolo supermercato che c è in via Gorizia. Dopo l avvento della Coop c è stata la scomparsa dei negozi: la vita commerciale è in fase di scomparsa. Chi resiste tra i commercianti, vivacchia. Gli spazi per attività produttive o commerciali sono difficili da affidare o vendere. Ci si mette anche due anni per affittarli o venderli. Il ferramenta, il colorificio e la cartoleria hanno aperto e chiuso subito. Oramai è diventato un Rione dormitorio. E un Rione calmo, non c è molto casino.e non ci sono problemi di sicurezza C è un problema di attraversamento di viale Marelli per raggiungere la Coop a causa dei tempi semaforici che sono troppo brevi. Gli anziani, quando devono attraversarlo, per esempio per andare a ritirare la pensione ala Posta, si ritrovano in mezzo al viale perché non riescono ad attraversare con un unico semaforo. Rimangono nel mezzo del viale dove non c è neanche una piazzuola. Ancora più difficile è il ritorno, con magari i pacchi della spesa I pali della luce sono così attaccati alle case che con le carrozzine e gli ombrelli non si passa. Un segno dei tempi è il parcheggio lungo via Sabotino. Un tempo, quando ero ragazzo andavo lì con gli amici perché c era ombra. Adesso quegli stessi alberi saranno usati per far ombra alle macchine. Il problema delle strade è quello della manutenzione e della pulizia. Poi c è il problema del parcheggio selvaggio... Qui non c è possibilità di costruire un box. Il Rione è usato come parcheggio diurno da chi usa la metropolitana e come parcheggio notturno dai residenti. Bisogna che si faccia uno studio approfondito per trovare una soluzione: zone disco o schede parcheggio. Il Rione è uno spazio stretto. Tutto concepito con vie che non sono quelle di adesso, per automobili che non sono quelle di adesso, e per una popolazione che non è più quella di adesso. Poi c è il problema dell inquinamento acustico e atmosferico di via Fiume. Dalla parte di via Breda c è un divieto di accesso che permetterebbe l ingresso solo ai mezzi pubblici. Ma non ci sono i controlli. Se ne dovrebbero occupare i vigili di Milano. Ciò che colpisce è anche la numerosa presenza dei cani e il problema degli escrementi lungo i marciapiedi. Non c è qui un attività commerciale normale, non ci sono panchine, non c è verde, manca una adeguata illuminazione. 8

9 Ha una grande storia: è stato il Rione che ha accettato tutti gli immigrati che negli anni 50 arrivavano da ogni parte d Italia. E un Rione che ha sempre avuto un grande cuore, e lo dimostra anche oggi con gli extracomunitari. Il legame stretto tra questo Rione e la Breda, a parte il grosso numero di persone che vi lavoravano e che abitavano nel Rione, è dato anche dai due punti di accesso alla Breda: il sottopasso di Via del Riccio e il ponte della Breda verso Milano. L afflusso di migliaia di operai che transitavano dalla mattina alle sei in poi era anche un importante fattore economico per il Rione. Il legame con la Breda era duplice, sia perché vi si lavorava e sia perché vi si guadagnava. Voglio bene a questo Rione che ha ancora una grande umanità. E un luogo dove ancora ci si saluta da un marciapiede all altro, certo che se ci si potesse anche fermare E sempre stato percepito come luogo isolato, che si estende tra un grande viale di attraversamento (viale Marelli), la ferrovia e il cavalcavia Buozzi. Questi confini appaiono invalicabili. L origine dei problemi del Rione Vittoria sta nella sua morfologia: la separazione è inscritta nella sua conformazione. Abitanti Secondo le statistiche questo Rione è uno dei più popolosi della città: se così fosse io non me ne sono mai accorto. In prevalenza, l abitante del Rione è il pensionato. Nel passato c è stato un cambiamento forte determinato dall immigrazione. Prima della guerra erano gli immigrati veneti, dopo la guerra immigrati provenienti dal Sud. E cambiata la struttura sociale che abita il quartiere. Oggi sono moltissimi gli extracomunitari. Nel Rione si è insediata una comunità di cinesi abbastanza forte. I cinesi comprano l intero edificio e si insediano nel territorio. Per loro lavorano moltissime persone nelle cantine e negli edifici fatiscenti. Lavorano sempre come formiche. Oggi ci abitano molti immigrati extracomunitari. Il fenomeno è visibile alla scuola Oriani dove la presenza di bambini provenienti da diversi Paesi è sempre più numerosa. Il Rione è abitato da numerosi stranieri: sudamericani, africani, magrebini, e cinesi. Quest ultimi abitano la parte vicina a viale Marelli. C è conflittualità tra i vecchi abitanti e quelli nuovi. Alcuni abitanti del Rione vivono ancora all antica, cioè con grande spirito di collaborazione tra vicini. Gli anziani si muovono poco, ma se si muovono si incontrano e si salutano con il bacetto. 9

10 Da quest anno al secondo piano della scuola Oriani al pomeriggio è ospitata l Università della Terza Età. Ci sono più di 500 iscritti quest anno. Si vedono i vecchi perché gli adulti e i giovani lavorano e si divertono altrove. Nel Rione è per il 50% abitato da persone anziane, lo si vede alla mattina quando vanno a fare la spesa. In certe ore della giornata su dieci persone che incontri per strada, cinque sono straniere. Tempi, eventi, attività, calendari D estate è meno abitato rispetto all inverno. E questo lo capisci dal fatto che si trova con facilità da parcheggiare. Questo non dipende tanto dai tempi scolastici ma dal fatto che gli anziani cominciano ad andare in villeggiatura. C è chi arriva da fuori Sesto o da altre parti della città alle 8.00 di mattina, posteggia la sua automobile e prende la metropolitana. Alle 17.00/18.00 viene a riprendersi l auto e se ne va. Tutta questa gente non frequenta il Rione, lo usa solo come parcheggio. C è movimento quando all inizio e alla fine della scuola i genitori e i nonni portano o vanno a riprendere i bambini a scuola. Dopo le tutti i negozi e i bar sono chiusi. Rimangono aperti solo i due esercizi frequentati dagli extracomunitari. C è la Sala della Comunità, ma per il momento non c è un grande coinvolgimento di tutto il Rione..Ha una capienza di 240 posti. I costi di gestione sono molti alti. Il teatro (la Sala della Comunità) funziona non solo per le cose della Parrocchia ma anche per riunioni e conferenze. Non ci sono attività per gli anziani. Nel Rione non c è il campo di bocce. Un altro riferimento sociale importante nel Rione è l Asilo Mariuccia. Da poco è stata fondata l associazione Popoli Senza Frontiere che coinvolge tutti gli stranieri residenti nei quattro comuni di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Bresso e Cologno Monzese. Si sta organizzando con la Circoscrizione 3 una festa multietnica per la prossima primavera. C è la festa della Comunità (la prima settimana di settembre). Vorremmo che la feste della Comunità diventasse una delle tante occasioni. Di sera c è pochissima vita. In passato, la vita qui iniziava prima delle sei della mattina quando aprivano la panetteria, il salumiere, la fiaschetteria che vendeva vino e grappa ai lavoratori della Breda. Tra gli anni 50 e 60, c erano almeno una decina di trattorie dove andavano a mangiare di giorno e di sera gli operai. C erano poi centinaia di 10

11 stanze affittate presso le famiglie e lavoratori che vivevano nelle cantine e nei sottotetti in condizioni che possiamo immaginare Attorno alla metà degli anni 60 c è stata una stabilizzazione dei flussi. Il declino del Rione ha inizio con la dismissione delle grandi industrie a Sesto, negli anni 80. Al declino industriale ha fatto seguito quello commerciale. I tempi del Rione non sono più quelli industriali: sono diversificati, frammentati. I tempi dei semafori sono assurdi, e non solo per una vecchietta ma anche per un giovane. I giovani vivono la strada con delle forme di aggregazione diverse. Strade e luoghi più vissuti L unico spazio pubblico è quello dei bagni pubblici (la piazza di via Gorizia angolo via Monte San Michele), così chiamato per il rivestimento in piastrelle dei palazzi. E l unico sfogo, vicino a viale Marelli. E per lo più usato dai ragazzi e dai cani. Per i ragazzi è il loro covo, la loro base. Altri spazi non ce ne sono. Non ci sono spazi pubblici, l unico è quello con le colonne, in via Gorizia. Ci sono alcuni punti di ritrovo naturali, come per esempio Montecitorio, che è frequentato dagli anziani, e la piazza di via Gorizia, dove si incontrano gli sbarbati. L unica Piazza del Rione è quella in fondo a via Monte San Michele. L hanno appena messa a posto, ma così com è è uno spazio che serve solo per i cani. Non c è un albero. In via Villoresi c è un marciapiede bello ampio. Nelle altre vie invece non è così, ogni volta che passeggi con l ombrello non passi a causa dei pali dell Enel. D estate andiamo al di là del Viale Marelli, allo Spazio Arte e Piazza Mapelli. Il Viale Marelli è una barriera per gli anziani. Il mio papà lo accompagno in macchina in Piazza Mapelli. La Coop oramai è un luogo di aggregazione. Lì si ritrovano i vecchietti quando vano a fare la spesa. Quando ho tempo mi piace percorrere Via Villoresi, Via Tolmino e Via San Marco e la zona delle villette di via Camagni, dove ci sono le residenze degli ex dirigenti Breda. Il verde che c è intorno era privato ma adesso è del Comune. Le vie più frequentate a piedi sono Via M. San Michele, Viale Marelli, via Monfalcone e un po via Oslavia, per la presenza della metropolitana. Gli abitanti del Rione non vivono lo spazio pubblico. Non ci sono strade o luoghi più vissuti o amati, si usa la strada come mezzo, come luogo di transito non per passeggiare. Una volta si trovava di più la gente che si fermava per strada, 11

12 adesso succede di più nei negozi, negli ambiti privati o nei giardini che stanno intorno al Rione. non c è niente che invogli ad uscire di casa. La Parrocchia e il Circolo Cattolico davanti alla Chiesa sono gli unici centri di aggregazione. Via Monte San Michele è piacevole da percorrere, ci sono negozi e bar, è una via utile La spina dorsale viaria e commerciale del Rione è via Monte San Michele I luoghi di aggregazione sono: -l Oratorio e la zona tutt attorno (giovani) -La piazzetta su viale Marelli vicino all edicola che si chiama Montecitorio perché le persone lì si incontrano e discutono (soprattutto anziani). - La nuova piazzetta di Via Gorizia, quella senza nome (giovani) - fuori dal Circolo Vittoria (anziani) Strade e luoghi meno vissuti I triangolo di Via Villoresi, Via Sabotino, Via Oslavia è un deserto perché non c è nessun esercizio commerciale. In via Oslavia c è un po di commercio, ma è deprimente. Non c è uno spazio che vale la pena di essere vissuto nel Rione Vittoria. Il sottopasso di via Venezia è da evitare, perché è sporco e tetro. Molti per raggiungere gli uffici lo attraversano ma è una vergogna. Bisognerebbe riqualificarlo, garantire con una manutenzione quotidiana la pulizia. Magari chiudendolo di notte potrebbe essere una soluzione per evitare che lo sporchino. Io, piuttosto che usarlo, attraverso via La Cerra raggiungo le scale che portano al cavalcavia Buozzi. Il sottopasso in quelle condizioni è un handicap per la città. Le meno frequentate a piedi sono: Via Tolmino, Via San Marco, Via S. Lucia. Le vie meno frequentate sono: via Sabotino, perché è una via pericolosa per la viabilità e alla sera, quando c è un passaggio un po particolare e via Fiume che non è percorribile a piedi ma è una strada di confine. Non c è gente che passeggia in giro: i marciapiedi sono piccoli. Alcune domande, commenti e idee per il futuro La pedonalizzazione è legata alla presenza di esercizi. Prima di tutto bisogna studiare un piano commerciale che rilanci la zona. Per quello che riguarda la piazza davanti alla chiesa: quanti la vivono se metti la zona pedonale? E solo per l Oratorio. Un idea interessante potrebbe essere quella di mettere in collegamento pedonale il giardino di via Gorizia, la piazza di via Monfalcone e la Sala delle Comunità. 12

13 Bisognerebbe aprire dei bar, dei self-service e altre attrazioni così i pendolari entrano nel Rione. Si vorrebbe rompere la chiusura del Rione creando la piazza davanti alla chiesa, ma non so che funzione possa avere. Forse potrebbe servire all uscita delle funzioni religiose ma non so come potrebbe trattenere le persone a stare lì. Bisognerebbe far aprire di fonte alla chiesa una pasticceria o una gelateria. Pedonalizzare alcune vie del Rione? Secondo me non serve, ma renderebbe il Rione più carino visivamente. Alla Rondinella hanno creato un bel ambiente, è diventato più accogliente come posto. Se ci fossero più negozi avrebbe senso, ma qui non è come in centro a Sesto. I negozi portano gente, e di conseguenza c è gente che passeggia volentieri nelle strade pedonali. A mio avviso non servono a niente in questo Rione le strade pedonali se non ci sono attrattive. Devi fare qualcosa per far venire le persone qui. Le isole pedonali le ipotizzerei lungo via Monte San Michele e in via Monfalcone, ma in alcuni periodi. Una pedonalizzazione fissa procurerebbe problemi viabilistici. Vanno benissimo le isole ambientali, però bisogna anche avere la possibilità di parcheggiare. La gente è contenta perché si pedonalizza, ma poi non è contenta perché non c è parcheggio. Insomma c è da stare attenti. La pedonalizzazione o i percorsi protetti mi sembrano una cosa ottima idealmente, ma per il Rione Vittoria mi sembra una forzatura. Ha senso la chiusura delle strade al traffico in centro a Sesto, perché ci sono negozi e cinema. No credo che i dissuasori siano una soluzione: causano rumore, come quelli che hanno messo in via Cavallotti. Rispetto a via Monte San Michele si potrebbe pensare di chiudere la strada in funzione agli orari d ingresso e di uscita dalla scuola. Il cambiamento dei sensi unici ha favorito i residenti ma non i commercianti. Con tutto quel traffico c era molto movimento e passaggio. Gli abitanti hanno guadagnato in vivibilità. Via Monfalcone potrebbe essere tutta pedonalizzata, magari nei giorni festivi. Attualmente sembra di essere in oscuramento: bisogna aumentare l illuminazione. Da una certa ora in poi sembra che ci sia il coprifuoco, non c è nessuno in giro. E necessario riqualificare la residenza magari con delle facilitazioni per le giovani coppie e per l apertura di ristorantini e bar. Bisognerebbe prendere ad esempio l operazione di rivisitazione fatta a Copenaghen e a Lubiana, così da ridare un immagine al Rione. Bisognerebbe far uscire dal passato una storia, un identità e per fare questo ci vuole un grosso finanziamento. 13

14 Per posizionare le panchine bisogna tenere conto dell ombra. Ultimamente hanno abbattuto alcuni alberi in via Monte Sabotino e in via La Cerra. Gli anziani sono preoccupati per la notizia che circola a riguardo dello spostamento della Coop. E un problema grosso, perché se non hanno il mercato così vicino dove trovano tutte le cose di cui hanno bisogno? Non è più possibile pensare di sostituire con piccoli negozi la Coop. Un idea per stare in compagnia senza stare al freddo potrebbe essere quella di creare un giardino d inverno qui nella piazza di via Gorizia dove ci incontriamo noi giovani, così possiamo vederci senza prendere tutto questo freddo. Non saprei dire come organizzarlo ma non dovrebbe essere un posto né come il Leoncavallo e neppure come l Oratorio. E meglio realizzare una Piazza che dei percorsi protetti. Non ci sono spazi dove organizzare eventi e attività. La comunità dei Sudafricani è molto attiva ma non trova spazi nell area e quindi si sposta e organizza a Milano. Non ho visto fino ad ora delle azioni dell Amministrazione Pubblica in questa zona. Una diversa politica temporale è necessaria. Dobbiamo ripensare ai tempi non solo per chi risiede qui ma anche per tutte quelle persone che sempre più numerose lavorano nelle aziende del terziario avanzato presente nel quartiere. IL Rione di chi è? E solo del residente, che magari ci passa anche poco del suo tempo perché lavora fuori Sesto, oppure è anche di chi trascorre nel Rione, o appena fuori di esso, 10 ore ogni giorno della propria vita? Quali tempi e spazi diversi e di migliore qualità possiamo offrire a tutti, anche ai pendolari? Uscire la sera è un problema. Con che orari andrebbe programmato un incontro, una commedia teatrale, un concerto? Chi bisogna coinvolgere? A chi ci si deve rivolgere? Ai vecchi residenti o a quelli giovani? Oppure ai nuovi arrivati? E di questi, a chi? Ai cinesi, ai marocchini, ai senegalesi? Non è facile rispondere a queste domande. La proposta di alcuni di creare nel Rione luoghi di aggregazione per giovani è insensata. I giovani vanno altrove, così facendo attireremmo soltanto i giovani di altre zone. Occorre che la gente di questo Rione si fidi di più delle sue strade. Perché Via Monte Sabotino è vista come un luogo dove è impossibile parcheggiare? Cosa ha che non va? E sempre libera, si trova sempre parcheggio. Questo atteggiamento è frutto dell immaginario comune che ha deciso di considerare questa via insicura, anche se nei fatti non accade mai nulla di pericoloso. Fino a quando questo Rione rimarrà il Rione dei marciapiedi inesistenti o sfondati, delle cacche dei cani e delle macchine posteggiate sarà difficile trovare 14

15 la voglia di uscire. Perché devo uscire, per fare cosa? Chi trovo? Dove vado? Cosa faccio? Se per esempio si organizzasse un torneo multietnico di calcio allora potrebbe essere l occasione per presentare i diversi Paesi che vi partecipano. Se per esempio giocano i marocchini nel campetto a sei, allo Spazio Arte puoi far conoscere le danze, la cucina, la musica del Marocco, e così via. Ci vuole più verde e qualità degli spazi pubblici e non pensare solo a quanto e dove costruire. Cosa succede al resto della città non coinvolto direttamente dalle trasformazioni? Come ricucire le relazioni sociali un tempo vive e salde in questa città? Bisogna pensare a quale futuro per la città di Sesto ma anche pensare quale bellezza dovrà avere questa città. Bisogna rilanciare il Rione dal punto di vista economico e produttivo inserendo anche la possibilità di aprire botteghe artigiane che recuperino vecchi mestieri. Prioritaria è la riqualificazione urbana che è già prevista a partire dalla chiesa. In seguito va migliorato l arredo urbano e l illuminazione; vanno risolti i problemi di parcheggio (si pensa di recuperare posti da Viale Sabotino per esempio); c è poi il problema della tariffa urbana ma questo non dipende dall Ammistrazione Comunale ma dall ATM; infine c è il problema dei parcheggi per i non residenti. Le priorità sono: Andare a recuperare là dose è possibile spazio fruibile e se questo non è possibile bisogna almeno recuperarlo visivamente. Lavorare al fine di creare occasioni di convivenza perché sembra che in questo quartiere non ci sia una popolazione ma una sommatoria di categorie di persone spesso in conflitto tra loro: gli anziani, i giovani, quelli che risiedono e quelli che lavorano nelle adiacenze o che posteggiano qui per prendere poi la metropolitana, i commercianti, i padroni dei cani, i professionisti che non abitano qui. Valorizzare gli spazi esistenti. Prestare la massima attenzione ai nodi fondamentali di relazione, ai collegamenti che esistono tra il Rione e l intorno: il sottopasso Venezia e il collegamento con il Parco Nord; Via del Riccio e il collegamento con Spazio Arte, la Posta, i giardini; il collegamento con Milano, con la Bicocca. Pensiamo alla collocazione della Scuola Oriani, quando è nata erano altri tempi e c erano altre necessita e un altro tipo di traffico. Ti viene da pensare: Ha ancora senso tenere una scuola in un posto del genere? Perché non spostarla in un altro posto? In tutti i processi di trasformazione è necessario il coinvolgimento dei cittadini. I processi devono essere condivisi. Altrimenti c è il rischio che aumenti la distanza tra questo Rione e i suoi abitanti e il resto della città. Userei questa metodologia di informazione, comunicazione, partecipazione che stiamo sperimentando al Rione Vittoria anche per altre aree della città. Bisogna lavorare affinché vi sia una diffusa conoscenza su ciò che sta accadendo a Sesto. 15

16 Come si integrerà il Rione con le aree in trasformazione che lo circondano? Un motto per il Rione Vittoria: Viviamo il quartiere Viviamo tranquilli Che fu e non è più I sogni finiscono all alba 16

17 scheda di presentazione del team tecnico Consulenti tecnici: Agenzia Sviluppo Nord Milano (ASNM) - Dott. Renato Galliano, Direttore ASNM. Responsabile del progetto. - Arch. Gisella Bassanini, ASNM. Si è formata alla Scuola Europea Eurexcter (Eccellenza Territoriale e Tempi della città) per dirigenti in politiche pubbliche, sede italiana, Politecnico di Milano. E responsabile della Segreteria Tecnica e di Coordinamento Piano Tempi e Orari (PTO). - Arch. Monica Moschini, ASNM. Esperta di progettazione partecipata. E parte della Segreteria Tecnica e di Coordinamento PTO. - Arch. Laura Brioschi, Politecnico di Milano, LAB Sat, Dipartimento di Scienze del Territorio (DST). Collabora con Sandra Bonfiglioli alla progettazione e attuazione di Piani/Politiche degli orari urbani. E consulente ASNM per le attività di progettazione e per la lettura temporale della città. - Dott.ssa Marisa Cengarle, psicologa sociale. Esperta nella conduzione di tavoli negoziale e progettuali. - Arch. Piera Digonzelli. Progettista e conduttrice di laboratori didattici per bambini e adulti sui temi legati all abitare la casa e la città. Il Comune: Livello Politico Livello Dirigenziale Livello Operativo Sara Valmaggi Assessore responsabile Dott. Massimo Piamonte, Dirigente responsabile, Direttore del Settore Affari Istituzionali attualmente non essendoci l Ufficio Tempi il livello operativo è garantito dai 3 soggetti ognuno per il proprio ruolo all interno del progetto e le proprie attività di competenza: Comune di Sesto San Giovanni, ASNM, Progetto Eurexcter 2. Per il Progetto Eurexcter 2 alla quale il Comune di Sesto San Giovanni ha aderito le figure di riferimento sono : - Prof.ssa Sandra Bonfiglioli, Docente di Pianificazione Territoriale al Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienze del Territorio. Direttrice del LAB Sat che ha competenza per la progettazione di Piani/Politiche degli orari urbani e Direttrice della Scuola Europea Eurexcter, sede italiana, Politecnico di Milano. - Arch. Roberto Zedda, Direttore del Centro Risorse per le politiche temporali, Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienze del Territorio. Segreteria Tecnica e di Coordinamento Piano Tempi e Orari/ASNM tel. 02/ fax 02/ resp. Arch Gisella Bassanini 17

18 l elenco delle persone intervistate 1. Vincenzo Amato consigliere comunale/residente 2. Uber Avanzi coordinatore Comm. Scuola e Cultura Circoscrizione 3/residente 3. Luigi Avvellino studio Immobiliare Avellino 4. Dario Battistoni titolare del negozio Il Salice, residente 5. Francesco Bestetti consigliere di Circoscrizione 3, residente 6. Maurizio Bettini membro Commissione Qualità Urbana, Circoscrizione 3/commerciante/residente 7. Luciana Buonarretti titolare Osteria del Riccio, residente 8. Luca Ceccattini progettista/residente/politico 9. Franco Cremasco coordinatore Comm. Servizi alla Persona, Circoscrizione 3/residente 10. Don Luca parrocchia S.S. Redentore 11. Don Raffaele parrocchia S.S. Redentore 12. Anna Falco direttrice didattica IV circolo 13. Lorenzo Gorgonzola presidente Circoscrizione Kandè Abdulaye residente/rappresentante della comunità senegalese e dell Associazione Popoli Senza Frontiere 15. Claudio Mantovani coordinatore Comm. Sport e Tempo libero, Circoscrizione 3 18

19 16. Roberto Micheletto titolare della boutique Roberto, residente 17. Elide Micheletto titolare della boutique Roberto, residente 18. Massimo Parviero rappresentante dei genitori presso la Scuola Oriani/residente/ membro Comm. Qualità Urbana, Circoscrizione Matteo Quercia coordinatore Comm. Qualità Urbana, Circoscrizione Gabriella Ranza professionista, residente/ membro ex Comitato Vittoria 21. Arselio Sbardella vice presidente Circoscrizione 3, residente 22. Simone portavoce del gruppo di giovani che frequenta lo spazio pubblico di via Gorizia angolo viale Marelli intervistatrici: arch. Gisella Bassanini e arch. Monica Moschini 19

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