Lecco, 10 ottobre Convegno «DECRETO 231/2001 IN SANITA' - L'esperienza degli Enti del Sistema Sanitario della Lombardia»

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Lecco, 10 ottobre 2012. Convegno «DECRETO 231/2001 IN SANITA' - L'esperienza degli Enti del Sistema Sanitario della Lombardia»"

Transcript

1 La formazione per garantire l effettività dei modelli Il ruolo di Éupolis Lombardia nell accompagnamento all attuazione del decreto 231/2001 in ambito sanitario Lecco, 10 ottobre 2012 Convegno «DECRETO 231/2001 IN SANITA' - L'esperienza degli Enti del Sistema Sanitario della Lombardia» 1

2 Éupolis Lombardia nel percorso di accompagnamento all attuazione del d.lgs 231/2001 nelle aziende pubbliche del sistema sanitario regionale IL D.LGS 231/2001 NELLA SANITÀ PUBBLICA LOMBARDA 2

3 D.lgs 231/2011 La responsabilità dell enti Il decreto legislativo n. 231 del 8 giugno 2001 ( Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica ) ha introdotto per la prima volta nell ordinamento italiano la responsabilità amministrativa degli enti per reati posti in essere da amministratori, dirigenti e/o dipendenti nell interesse o a vantaggio dell ente stesso. La quale si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito. 3

4 D.lgs 231/2011 La responsabilità dell enti Il D.Lgs. 231/01 prevede esplicite scelte organizzative atte a dimostrare la concreta volontà aziendale di impedire/prevenire i reati. In particolare l Azienda è esentata dalla Responsabilità amministrativa se prova nel corso del procedimento che: A B C D L Organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi (per un maggiore dettaglio dei requisiti di un tale modello si veda la pagina seguente) Il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo Le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione Non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell organismo di supervisione.

5 D.lgs 231/2011 Il codice etico comportamentale Codice Etico Comportamentale Sistema di autodisciplina aziendale costituito da Codice Etico e Modello Organizzativo, la cui applicazione è sottoposta al controllo di un Organismo di Vigilanza 5

6 D.lgs 231/2011 Regione Lombardia e Sanità In questo contesto Regione Lombardia, seppur in assenza di un obbligo normativo per le aziende pubbliche (art.1 c.3), ha portato avanti un processo volto all adozione di modelli organizzativi e di controllo, uniformi su tutto il territorio regionale, per la prevenzione di eventuali illeciti, per un più efficace controllo di gestione delle aziende ma anche quale ulteriore garanzia della migliore organizzazione e trasparenza dell operato delle aziende finalizzato miglioramento della qualità dei servizi del SSR. Successivamente, nel corso del 2010 è stato predisposto un sistema informativo dedicato, accessibile via web, al fine di agevolare e supportare le Aziende e i relativi Organismi di Vigilanza nell applicazione delle Linee Guida Regionali in materia di monitoraggio e aggiornamento del CEC. Infine, Regione Lombardia ha inoltre deciso di dare un ulteriore peso istituzionale al Codice Etico Comportamentale, attraverso la promulgazione della legge regionale n. 6 del 07 marzo 2011 recante modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33. In particolare, inserendo l articolo 13-bis (Codice etico-comportamentale) all interno del T.U. delle leggi regionali in materia di sanità.

7 Sintesi del percorso I passi principali Normativa Obiettivo Soggetti Coinvolti 2004/2005 D.G.R. n.vii/17864 del 11 giugno 2004, D.D.G. Sanità n del 9 dicembre 2004; D.G.R. n. VIII/1375 del 14 dicembre 2005 Avvio della sperimentazione 2005: AO Lodi; AO Busto Arsizio; ASL Lecco D.G.R. VIII/3776 del dicembre 2006 Linee Guida Regionali ed ed estensione della sperimentazione 2006: AO Lodi; AO Busto Arsizio; ASL Lecco; AO Desenzano del Garda; AO Cremona; ASL Mantova Estensione a tutte le aziende del SSR e valutazione dell'applicazione 29 AO,15 ASL 2008 D.G.R. n. VIII/8501 del dicembre 2008 Statuizione delle Raccomandazioni Professionali per gli Comitati di Valutazione (Organismi di Vigilanza) 29 AO,15 ASL e 132 componenti di CdV (ora OdV). 2009/2010 D.D.G. Sanità n del Linee Guida Regionali per l aggiornamento e il monitoraggio dei Codici eticocomportamentali e definizione strumenti operativi di supporto 29 AO,15 ASL, AREU, 135 componenti di CdV (ora OdV) e i componenti del Comitato di Coordinamento Regionale (C.C.R.) L.R. n. 6 del 07 marzo 2011 Introduzione del Codice Etico Comportamentale all'interno della L.R. 33/2009 "Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità", art. 13 bis e sviluppo del Comitato di Coorinamento Regionale 29 AO,15 ASL, AREU, 135 componenti di CdV (ora OdV) e i componenti del Comitato di Coordinamento Regionale (C.C.R.). 7

8 L avvio Inizio della sperimentazione La Delibera della Giunta Regionale n.vii/17864 del 11 giugno 2004 Introduzione in via sperimentale nelle Aziende sanitarie pubbliche di un Codice etico comportamentale, primo degli interventi normativi regionali in materia, recepisce i principi ed i contenuti della disposizione legislativa del decreto ed avvia l applicazione in via sperimentale del c.d. Codice etico-comportamentale : prima fase (2005) : una Azienda Sanitaria Locale (ASL di Lecco) e due Aziende Ospedaliere (AO di Circolo di Busto Arsizio ed AO della Provincia di Lodi) seconda fase (2006): due Aziende Ospedaliere (AO di Desenzano del Garda, AO di Cremona) ed a una Azienda Sanitaria Locale (ASL di Mantova). Importante è sottolineare come in tale atto la regione rilevava che, pur non ritenendo applicabile il D.Lgs. n.231/2001 alle Aziende Sanitarie Pubbliche, si ritiene opportuno mutuarne il contenuto per introdurre, in tale contesto, la sperimentazione del suddetto regime a livello cautelativo;. 8

9 Obiettivi Efficienza e prevenzione illeciti OBIETTIVI: 1. LIVELLO CAUTELATIVO PREVENZIONE ILLECITI 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO/GESTIONALE STIMOLO ALL EFFICIENZA NESSUNA DISPOSIZIONE SANZIONATORIA L esito delle progettualità pilota, che hanno evidenziato apprezzabili risultati di miglioramento di efficacia, di sicurezza e di controllo con benefici ipotizzabili sulla qualità del servizio reso agli utenti finali, sulla riduzione dei costi interni e sulla maggior soddisfazione del personale ha portato alla stesura di Linee Guida Regionali (LGR), emanate con D.G.R. VIII/3776 del dicembre

10 2006 Linee Guida Uno schema metodologico Dal punto di vista metodologico il processo proposto si riassume in otto fasi operative da affrontare in sequenza: la costituzione del gruppo di lavoro; l analisi dei rischi; la definizione del modello organizzativo; la stesura del Codice etico; la condivisione dei valori; il comitato di Valutazione; il controllo della diffusione del Codice etico comportamentale; la raccolta e la struttura delle informazioni. LGR strutturate in modo da costituire un sistema volutamente non impositivo (autodisciplina), basato sulle esperienze delle aziende coinvolte nelle sperimentazioni (best practice operative) che possa accompagnare ciascuna Azienda sanitaria pubblica nello sviluppo autonomo di un proprio sistema etico efficiente. È inoltre prevista la possibilità di valutare il corretto compimento di ciascuna Fase operativa attraverso la compilazione delle schede di autovalutazione. 10

11 2007 Estensione Adozione sistemica La sperimentazione è stata portata a sistema (15 ASL e 29 A.O), trasferendo le Linee Guida Regionali alla totalità delle aziende pubbliche del sistema sanitario regionale (DGR VIII/3776 del dicembre 2006), attraverso: iniziative di comunicazione e formazione sul campo di supporto all implementazione; l attivazione di un help desk. Il metodo sviluppato, grazie al confronto competitivo instaurato, ha portato: all analisi di un totale di processi (di cui il 46% sono stati analizzati dalle Aziende Ospedaliere e il 54% dalle Aziende Sanitarie Locali); il 75% delle 29 Aziende Ospedaliere ha analizzato almeno 11 (massimo 197) processi individuati quali particolarmente sensibili ai rischi di violazione del Codice etico-comportamentale; il 75% delle 15 ASL ha sottoposto ad analisi almeno 21 (massimo 291) processi sensibili. 11

12 2008 Ruolo OdV Le raccomandazioni professionali Parallelamente la statuizione delle Raccomandazioni Professionali (RP), definite di concerto con gli organismi di vigilanza (sono stati coinvolti circa 30 professionisti per la redazione e 132 componenti degli OdV per l approvazione), hanno voluto fornire uno strumento di indirizzo ai comitati di valutazione (oggi organismi di vigilanza). Le RP, primo caso in Italia in cui una comunità professionale ha definito delle regole di comportamento per gli OdV, sono state sintetizzate/formalizzate in sei elementi/documenti di seguito riassunti: RP 1 Esame del quadro generale del Codice etico comportamentale vigente; RP 2 Verifiche di coerenza; RP 3 Verifiche di efficacia; RP 4 Piano di valutazione; RP 5 Report semestrale e annuale; RP 6 Struttura dei verbali. 12

13 2008 Valutazione Monitoraggio dei rischi Nel corso del 2008 e negli anni successivi ( ) si è proceduto ad un analisi/valutazione del rischio di sistema azienda (assesment): nelle 29 Aziende Ospedaliere ha individuato particolari elementi di attenzione nelle classi di processi delle attività clinico-sanitaria/gestione paziente (37,53% dei rischi) e gestione del personale (12,42%); nelle 15 Aziende Sanitarie Locali la classe di processi in cui è stata rilevata una maggior rischiosità è l attività di vigilanza (31% del totale), mentre le classi di processi attività clinico-sanitaria/gestione paziente e acquisti, appalti ed economato raccolgono rispettivamente il 12% e il 13% del totale dei rischi. In sintesi, l analisi statica del rischio di sistema, ha permesso di mappare 18 classi di processi definite, identificando in tale maniera le aree in cui potrebbe essere necessario un intervento relativamente alle tematiche trattate dal codice etico-comportamentale. 13

14 Aggiornamento Nel 2009, l esito dei lavori sul tema ha portato a predisporre adeguate Linee Guida Regionali per l aggiornamento e il monitoraggio dei codici etico-comportamentali. La redazione di tali linee guida ha seguito un processo metodologicamente rigoroso e articolato secondo differenti fasi. In primis, si è proceduto ad un momento di assesment ed analisi del rischio; In secondo luogo, anche per l adozione delle Linee Guida Regionali per l aggiornamento e il monitoraggio dei codici etico-comportamentali, il processo ha previsto una fase sperimentale pilota ; In ultimo, sulla base degli strumenti operativi utilizzati in fase di sperimentazione e con riferimento ai diversi momenti di analisi necessari allo sviluppo di un sistema di monitoraggio e aggiornamento dei codici etico-comportamentali, si sono sviluppate delle linee guida specifiche dettagliandole come segue: aggiornamento del Codice etico-comportamentale; aggiornamento dell analisi dei rischi; adozione delle azioni correttive; monitoraggio delle attività dei Comitati di Valutazione; identificazione dei compiti e delle responsabilità. 14

15 Aggiornamento Nel 2010 si è proceduto alla definizione di strumenti informatici dedicati al monitoraggio delle attività di aggiornamento dei CEC (sistema cec-online.it) con sezioni specifiche per gli utenti Azienda, OdV e C.C.R. Al termine del processo l 88,7% delle aziende è risultato in grado di gestire in sostanziale autonomia gli strumenti operativi messi a loro disposizione per l applicazione delle Linee Guida Regionali. Il sistema operativo cec-online.it, ha portato le aziende ad una revisione delle proprie metodologie di analisi con un allineamento verso l alto della qualità delle analisi svolte e agevolando notevolmente la comparabilità dei risultati a livello di sistema. 15

16 2011 Lo stato oggi Un modello a sistema Nel 2011, concluso il processo di definizione di un sistema etico aziendale all interno del sistema sanitario regionale che sia condiviso ed efficace, si è deciso di introdurre nel «Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità» il tema relativo al Codice Etico Comportamentale (art. 13bis). La Legge Regionale 7 marzo 2011, n. 6 dove all art. 1 c. 1 lett. b) recita: Al fine di elevare la qualità del sistema sanitario regionale, ciascuna Azienda sanitaria adotta, secondo modalità definite con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, un Codice etico-comportamentale costituito dal Codice etico e dal modello organizzativo in cui sono riportate le procedure da seguire affinché le attività si svolgano in conformità ai principi enunciati nel Codice stesso. Con la stessa deliberazione sono definite le modalità di costituzione e la durata dell'organismo di vigilanza preposto, all'interno di ciascuna Azienda, a verificare l'efficacia e la corretta applicazione del Codice etico-comportamentale.'. 16

17 2012 Lo stato oggi Valutazione Inoltre, in sede di valutazione finale, si è effettuata un analisi qualitativa degli scostamenti relativamente alla metodologia utilizzata, articolata in: individuazione dei Punti di Forza (attività/aspetti del lavoro svolto che rispettano pienamente gli standard previsti) ; individuazione dei Punti di Debolezza (attività/aspetti del lavoro svolto che non rispettano o rispettano solo parzialmente gli standard previsti, nei casi più gravi vengono segnalate tra i punti di debolezza le anomalie operative rilevate dal Gruppo di Ricerca); Ipotesi di Miglioramento (suggerimenti mirati organizzativi, operativi e/o metodologici, sulla base delle valutazioni svolte). Il focus dell analisi ha riguardato i seguenti elementi: coerenza delle descrizioni; attualità dell Analisi dei Rischi (ossia se sono presenti analisi di rischi potenziali legati alle novità normative in tema di responsabilità amministrativa degli enti); metodologia operativa di aggiornamento dell Analisi (ossia se durante l aggiornamento sono state seguite anche le relative Istruzioni per l utilizzo del sistema); estensione dell Analisi dei Rischi (a completamento dell analisi quantitativa, è stata verificata l assegnazione delle Famiglie di Processo ai Processi/Aree inseriti); rilevazione e valutazione di situazioni specifiche e anomalie operative.

18 2012 Lo stato oggi Valutazione (2) Nel , infine, si è sviluppata un ultima progettualità (2011B009) con lo scopo finale di supportare il Comitato di Coordinamento Regionale nello svolgimento della sua azione di monitoraggio e di analisi del sistema etico, di fornirgli adeguati strumenti informativi e di supportarlo, anche operativamente, nello svolgimento dei propri compiti istituzionali. Parallelamente si è proseguito nello monitoraggio del sistema di valutazione del rischio nel corso del 2011 e fino a marzo 2012 teso valutare: grado di copertura delle analisi dei rischi svolte da ciascuna Azienda (ovvero la percentuale di sotto-processi per cui risulta effettivamente svolta l analisi dei rischi, secondo quanto previsto dalle Linee Guida Regionali); indice di correzione dei rischi rilevanti/critici individuati da ciascuna Azienda (ovvero la percentuale di rischi per cui risulta esser stata elaborata almeno un azione correttiva); presenza e coerenza con quanto stabilito dalle Linee Guida Regionali in tema di formalizzazione dei rischi, dei gap e delle relative azioni correttive (cd. Piano d Azione). 18

19 2012 Lo stato oggi Alcuni numeri Nel corso delle rilevazioni (ultima 19 marzo 2012) a livello aggregato per il sistema sanitario pubblico lombardo sono stati raccolti i dati relativi a: Processi/Aree suddivisi in Sottoprocessi/Attività; che hanno evidenziato rischi, dei quali Accettabili (78,38%) e valutati Rilevanti o Critici (21,62%); a fronte dei quali sono state inserite a sistema azioni correttive (cd Piani d Azione); stati coinvolti 29 AO,15 ASL, AREU, 135 componenti di OdV e i componenti del Comitato di Coordinamento Regionale. In particolare dalla rilevazione è risultato che: 15 aziende (23%) il cui CEC è risultato da integrare; 30 aziende (67%) il cui CEC è risultato adeguatamente monitorato ed aggiornato;

20 2012 Lo stato oggi Alcuni numeri (2) Altri dati: tutte le Aziende presentano un grado di copertura del rischio superiore al 75%; l indice di correzione dei rischi rilevanti/critici raggiunge o supera il 50% in 32 aziende su 45 (71%); l indicatore di Estensione dell Analisi dei Rischi risulta uguale o superiore al 50% in 30 Aziende su 45 (67%) le descrizioni dei rischi risultano coerenti in 44 Aziende su 45 (98%); le descrizioni dei Gap risultano coerenti in 35 Aziende su 45 (78%); le descrizioni dei Piani di Azione risultano coerenti in 40 Aziende su 45 (89%).

21 Prospettive I prossimi passi A seguito di questa analisi è stato sviluppato un report di sintesi, personalizzato per ciascuna delle aziende pubbliche del SSR, riportante gli scostamenti rilevati ed eventuali proposte di integrazione/modifica. Tali lavori hanno in ultima istanza fatto emergere la necessità di ulteriori raccomandazioni professionali relativi ai temi specifici di interesse generale. In particolare si è ribadita particolare attenzione riguardo i seguenti elementi: rilevanza giuridica e conseguente obbligatorietà dell attuazione del Codice Etico Comportamentale a seguito dell introduzione dell art. 13-bis nella l.r. 33/2009, seppure in attesa della deliberazione attuativa (in fase di predisposizione); importanza di focalizzare le attività degli OdV sulla verifica della concreta applicazione dei Codici Etico Comportamentali (non solo alla verifica dell adeguatezza teorica); richiesta di porre particolare attenzione alle tematiche collegate ai processi relativi all acquisizione di beni, servizi e lavori e agli incarichi e consulenze esterne (su cui il C.C.R. ha prospettato la redazione di specifiche Raccomandazioni Professionali).

22 Prospettive I prossimi passi (2) Il corretto ed efficiente monitoraggio e aggiornamento dei Codici Etico-Comportamentali, svolto in autonomia dalle Aziende del SSR e garantito dall attività dei rispettivi Organismi di Vigilanza (autonomi ed indipendenti), introduce un sistema di autodisciplina (ad oggi ancora unico nel panorama della Sanità Pubblica italiana) a tutela della legalità e della trasparenza/verificabilità dei processi decisionali assunti da ciascuna Azienda nello svolgimento delle proprie attività. Con particolare riferimento alle tematiche individuate dal C.C.R. (acquisizione di beni, servizi e lavori e incarichi e consulenze esterne) il sistema Codice Etico- Comportamentale assume ancora maggiore importanza nell ottica di garantire una gestione delle risorse pubbliche più trasparente, verificabile e orientata ad evitare inutili sprechi, oltre che la commissione di reati. Fondamentale al fine del raggiungimento di questi obiettivi è l azione combinata di Organismi di Vigilanza e Comitato di Coordinamento Regionale. All aumentare, infatti, dell operatività di questi organismi si ha un sensibile aumento dell attenzione da parte delle Aziende alla manutenzione del Codice Etico-Comportamentale.

I Codici etico-comportamentali: le esperienze delle Aziende Sanitarie Pubbliche BOLOGNA, 31.10. 2008

I Codici etico-comportamentali: le esperienze delle Aziende Sanitarie Pubbliche BOLOGNA, 31.10. 2008 Audit and advisory services I Codici etico-comportamentali: BOLOGNA, 31.10. 2008 1 29 febbraio 2008 La sperimentazione (DGR 11 giugno 2004 n. VII/17864) Nel 2004 la Regione Lombardia, prima regione in

Dettagli

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001

Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Nufarm Italia S.r.l MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001 Il presente documento ha lo scopo di illustrare il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA

LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA LINEE GUIDA PER GLI ORGANISMI DI VIGILANZA Sommario PREMESSA... 2 1. COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA... 2 1.1 PIANO DI ATTIVITA... 3 1.2 RELAZIONE FINALE... 4 2. PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL ORGANISMO

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO NELLE AZIENDE SANITARIE Le presenti linee di indirizzo regionali per la gestione del rischio clinico nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Unità

Dettagli

La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro

La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro La responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/01 e il Modello di organizzazione, gestione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso Firenze

Dettagli

Il Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro OHSAS 18000:2007 e il Modello di Organizzazione e Controllo secondo il D.Lgs.

Il Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro OHSAS 18000:2007 e il Modello di Organizzazione e Controllo secondo il D.Lgs. Convegno ASACERT Il Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro OHSAS 18000:2007 e il Modello di Organizzazione e Controllo secondo il D.Lgs. 231/01 Centro Congressi Relaisfranciacorta 20 marzo

Dettagli

ORGANISMO DI VIGILANZA

ORGANISMO DI VIGILANZA ALLEGATO 3 ORGANISMO DI VIGILANZA 12 1. Il decreto 231/01 e l istituzione dell OdV Come noto il Decreto 231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità delle persone giuridiche per alcuni tipi di

Dettagli

LA COMPLIANCE FISCALE NELLE BANCHE: IMPATTO SUI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

LA COMPLIANCE FISCALE NELLE BANCHE: IMPATTO SUI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Focus on LA COMPLIANCE FISCALE NELLE BANCHE: IMPATTO SUI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Aprile 2016 www.lascalaw.com www.iusletter.com Milano Roma Torino Bologna Firenze Ancona Vicenza

Dettagli

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007

REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 REGIONE UMBRIA LINEE DI INDIRIZZO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO DELLE AZIENDE SANITARIE DGR 1345 DEL 27/07/2007 GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO Il rischio clinico rappresenta l eventualità di subire

Dettagli

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.

Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal

Dettagli

FORMAZIONE E DIFFUSIONE. Codice Documento: MOG 231 PFD

FORMAZIONE E DIFFUSIONE. Codice Documento: MOG 231 PFD FORMAZIONE E DIFFUSIONE Codice Documento: MOG 231 PFD 1 COPIA CONTROLLATA N 1 REV. BREVE DESCRIZIONE E COMMENTO DATA 0 EMISSIONE 22/02/2012 1 REVISIONE 03/12/2013 2 3 4 5 Tutti i cambiamenti sono sottoposti

Dettagli

PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE SETA SPA PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Aggiornamento n. 1 del 5 febbraio 2016. 1 PREMESSA Il presente documento costituisce l aggiornamento n. 1 del Piano di Prevenzione della Corruzione (d ora

Dettagli

Temi. Marco Frey Scuola Superiore Sant Anna e IEFE Università Bocconi

Temi. Marco Frey Scuola Superiore Sant Anna e IEFE Università Bocconi I sistemi di gestione ambientale EMAS e ISO 14001, la presunzione di conformità del modello organizzativo ex D. Lgs. 231/2001 e le indicazioni emergenti dall esperienza dell art. 30 del D. Lgs. 81/2008.

Dettagli

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza:

La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: La responsabilità amministrativa nelle banche, nelle assicurazioni e nella finanza: ruolo delle associazioni, linee guida 231 e possibili sviluppi 26 Settembre 2013 ABI - Piazza del Gesù 49, Roma Alessandro

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015-2017

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015-2017 Indice: PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ Premessa 2015-2017......2 1. Responsabilità, elaborazione, adozione e aggiornamento del Programma...4 2. I dati da pubblicare sul sito istituzionale

Dettagli

LINEE GUIDA REGIONALI PER L ADOZIONE DEL CODICE ETICO E DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E CONTROLLO DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI E AZIENDE

LINEE GUIDA REGIONALI PER L ADOZIONE DEL CODICE ETICO E DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E CONTROLLO DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI E AZIENDE LINEE GUIDA REGIONALI PER L ADOZIONE DEL CODICE ETICO E DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E CONTROLLO DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI E AZIENDE OSPEDALIERE Indice Introduzione 4 Definizioni 11 I. Etica aziendale

Dettagli

DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI

DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI SOLCO MANTOVA CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI - SOCIETA' COOP A.R.L. DOCUMENTO DI SINTESI ANALISI DEI RISCHI RELATIVO AL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.LGS 231/01 Documento

Dettagli

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ORGANISMO INDIPENDENTE DI VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE

Dettagli

Direzione Centrale Audit e Sicurezza IL SISTEMA DELL INTERNAL AUDIT NELL AGENZIA DELLE ENTRATE

Direzione Centrale Audit e Sicurezza IL SISTEMA DELL INTERNAL AUDIT NELL AGENZIA DELLE ENTRATE IL SISTEMA DELL INTERNAL AUDIT NELL AGENZIA DELLE ENTRATE Maggio 2006 1 La costituzione dell Audit Interno La rivisitazione del modello per i controlli di regolarità amministrativa e contabile è stata

Dettagli

Convegno Ecoreati e gestione del rischio aziendale.

Convegno Ecoreati e gestione del rischio aziendale. In collaborazione con : Convegno Ecoreati e gestione del rischio aziendale. Presentazione di : Ing. Gianpaolo Sara Presidente - Euranet Ing. Guido Galazzetti CEO Euranet 29 ottobre 2015 Palazzo dei Congressi

Dettagli

STRESS LAVORO CORRELATO

STRESS LAVORO CORRELATO ENTE PARCO ANTOLA SERVIZIO PERSONALE DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28, comma 1-bis, e art. 29, D.Lgs.vo 81/2008 e s.m.i. Circolare Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 23692 del

Dettagli

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01

BDO S.p.A. REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA. ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 REGOLAMENTO OPERATIVO ORGANISMO DI VIGILANZA ai sensi del Decreto Legislativo 231/01 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 settembre 2013 Art 1. Oggetto Il presente regolamento disciplina

Dettagli

Piano Formativo Anticorruzione 2014-2016

Piano Formativo Anticorruzione 2014-2016 Piano Formativo Anticorruzione 2014-2016 Sommario 1 Gli Obiettivi del Piano della Formazione sull'anticorruzione... 3 1.1 Ambito di Applicazione.... 3 2 Quadro normativo Piano Formazione Anticorruzione...

Dettagli

Il Ruolo del Dottore Commercialista nell implementazione del modello

Il Ruolo del Dottore Commercialista nell implementazione del modello S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO SISTEMI DI COMPLIANCE E DECRETO LEGISLATIVO 231 DEL 2001 Il Ruolo del Dottore Commercialista nell implementazione del modello Dott. Michele Milano 1 29 novembre

Dettagli

CERTIQUALITY STEFANO ALDINI

CERTIQUALITY STEFANO ALDINI CERTIQUALITY Procedure semplificate, D.Lgs. 231 ed efficacia dei Modelli Organizzativi per la prevenzione delle responsabilità: il ruolo delle verifiche indipendenti dei sistemi di gestione della salute

Dettagli

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.

FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS.

Dettagli

Piano Anticorruzione It.City S.p.A.

Piano Anticorruzione It.City S.p.A. Piano Anticorruzione It.City S.p.A. 2014 2016 Indice Premessa... 2 Organizzazione... 4 Referenti... 5 Compiti operativi dei Referenti... 7 Aree di rischio... 8 I Controlli... 9 La Trasparenza... 10 Codice

Dettagli

Studio legale Avv. Paolo Savoldi Bergamo, Via Verdi, 14. SEMINARIO C.S.E. s.r.l IL TRASFERIMENTO DEL RISCHIO

Studio legale Avv. Paolo Savoldi Bergamo, Via Verdi, 14. SEMINARIO C.S.E. s.r.l IL TRASFERIMENTO DEL RISCHIO SEMINARIO C.S.E. s.r.l IL TRASFERIMENTO DEL RISCHIO PERCHE NON SMETTERE DI FARE L IMPRENDITORE EDILE? Mozzo(BG) 27 Marzo 2009 Hotel Holiday Inn Express MANABILE PER LE IMPRESE EDILI SUGLI ADEMPIMENTI PREVISTI

Dettagli

Concorso Premiamo i risultati

Concorso Premiamo i risultati Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione Concorso Premiamo i risultati DOCUMENTO DI PARTECIPAZIONE dell Azienda Sanitaria Locale della provincia di Cremona - 1 - PREMESSA Il documento

Dettagli

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI GESTIONE (EX D. LGS. 231/2001) MISURE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI ANTICORRUZIONE (EX L. 190/2012)

MODELLO ORGANIZZATIVO E DI GESTIONE (EX D. LGS. 231/2001) MISURE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI ANTICORRUZIONE (EX L. 190/2012) MODELLO ORGANIZZATIVO E DI GESTIONE (EX D. LGS. 231/2001) MISURE ORGANIZZATIVE E GESTIONALI ANTICORRUZIONE (EX L. 190/2012) PARTE SPECIALE 24 Settembre 2014 LIGURCAPITAL Spa Società soggetta alla direzione

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

Insight. Gli scettici della qualità.

Insight. Gli scettici della qualità. Insight N. 30 Febbraio 2010 Gli scettici della qualità. Una fotografia della Quality Assurance Review in Italia: una pratica ancora poco diffusa, spesso a causa di preconcetti su costi e tempi di realizzazione,

Dettagli

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale

Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale Le Raccomandazioni ministeriali per la prevenzione dei rischi in chirurgia: linee di indirizzo regionali di implementazione a livello aziendale PREMESSA Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche

Dettagli

GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI

GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI D.LGS. 231/2001: ADEMPIMENTI NELL AMBITO DELLA COMPLIANCE AZIENDALE Torino, 1 dicembre 2011 GLI ADEGUATI ASSETTI ORGANIZZATIVI Convegno «D.lgs 231/2001» - Torino, 01 dicembre 2011 Centro Congressi Villa

Dettagli

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi. REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione

Dettagli

TAURUS INFORMATICA S.R.L. Area Consulenza

TAURUS INFORMATICA S.R.L. Area Consulenza TAURUS INFORMATICA S.R.L. Area Consulenza LA CONSULENZA Consulenza per Taurus è conciliare le esigenze di adeguamento normativo con l organizzazione dei processi aziendali, per aiutare i propri clienti

Dettagli

Corporate Law Alert INTRODUZIONE

Corporate Law Alert INTRODUZIONE Corporate Law Alert LUGLIO 2015 AGGIORNAMENTO NORMATIVO I SISTEMI INTERNI DI SEGNALAZIONE DELLE VIOLAZIONI NELLE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA PER LE BANCHE (CD. WHISTLEBLOWING) INTRODUZIONE Il 21 luglio 2015

Dettagli

RISK MANAGEMENT: Gestione integrata dei sistemi nell esperienza di Aler Brescia

RISK MANAGEMENT: Gestione integrata dei sistemi nell esperienza di Aler Brescia RISK MANAGEMENT: Gestione integrata dei sistemi nell esperienza di Aler Brescia Si definisce Risk Management - o gestione del rischio - il complesso di attività mediante le quali si misura o si stima il

Dettagli

Aloja&Partners. Consulenza Penale alle Aziende - D. LGS. 231

Aloja&Partners. Consulenza Penale alle Aziende - D. LGS. 231 Aloja&Partners Consulenza Penale alle Aziende - D. LGS. 231 Aloja&Partners Consulenza Penale alle Aziende - D. LGS. 231 Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01 1.1 Attività di consulenza e gestione

Dettagli

Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management

Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management Relazione integrata sull attività dell Internal Audit, dell Organismo di Vigilanza e Quality Management Voce Controllo del Documento Informazioni Documento Informazione Identificativo documento DIR-IA

Dettagli

AREA ISTITUZIONALE GIURIDICA E DEL PERSONALE VADEMECUM RIASSUNTIVO DOCUMENTI, CODICI, PIANI E PROGRAMMI AZIENDALI.

AREA ISTITUZIONALE GIURIDICA E DEL PERSONALE VADEMECUM RIASSUNTIVO DOCUMENTI, CODICI, PIANI E PROGRAMMI AZIENDALI. AREA ISTITUZIONALE GIURIDICA E DEL PERSONALE VADEMECUM RIASSUNTIVO DOCUMENTI, CODICI, PIANI E PROGRAMMI AZIENDALI. 1 Coordinamento Documento di programmazione, Piano della prevenzione della corruzione,

Dettagli

Comune di Nogarole Vicentino

Comune di Nogarole Vicentino Comune di Nogarole Vicentino (Provincia di Vicenza) SETTORE 1 Amministrativo Economico-finanziario Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2014-2016 Introduzione: organizzazione e funzioni

Dettagli

EDIZIONE 1 23 Agosto 2013 REV. 1 PAG. 1 DI 11 Risorsa Sociale Gera d Adda Via Dalmazia, 2 24047 Treviglio (BG) Tel. 0363 3112101

EDIZIONE 1 23 Agosto 2013 REV. 1 PAG. 1 DI 11 Risorsa Sociale Gera d Adda Via Dalmazia, 2 24047 Treviglio (BG) Tel. 0363 3112101 SISTEMA DISCIPLINARE EDIZIONE 1 23 Agosto 2013 REV. 1 PAG. 1 DI 11 SOMMARIO PREMESSA... 3 1. IL MODELLO DI ADOTTATO DA RISORSA SOCIALE GERA D ADDA... 4 2. IL SISTEMA DISCIPLINARE DI RISORSA SOCIALE GERA

Dettagli

E. Struttura e organizzazione del sistema

E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E. Struttura e organizzazione del sistema E.1 Sistema di gestione L azienda dovrebbe strutturare il SGSL seguendo i contenuti espressi nel presente documento,

Dettagli

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Commissione Consultiva Permanente Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente Prima di procedere

Dettagli

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica

CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica CAP04 Gestione del Processo di Consulenza Tecnica 1 di 7 INDICE 1 Pianificazione della realizzazione del prodotto... 2 2 Processi relativi al cliente... 2 2.1 Analisi dei bisogni, determinazione dei requisiti

Dettagli

Modello dei controlli di secondo e terzo livello

Modello dei controlli di secondo e terzo livello Modello dei controlli di secondo e terzo livello Vers def 24/4/2012_CLEN INDICE PREMESSA... 2 STRUTTURA DEL DOCUMENTO... 3 DEFINIZIONE DEI LIVELLI DI CONTROLLO... 3 RUOLI E RESPONSABILITA DELLE FUNZIONI

Dettagli

INTERNAL AUDIT. Rapporto di Audit Conclusivo anni 2012-2013. Roma, Novembre 2013

INTERNAL AUDIT. Rapporto di Audit Conclusivo anni 2012-2013. Roma, Novembre 2013 INTERNAL AUDIT Rapporto di Audit Conclusivo anni 2012-2013 Roma, Novembre 2013 2 Premesse Il presente documento risponde all esigenza di dare adeguata informazione al vertice aziendale sulle attività svolte

Dettagli

MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE

MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE Presentazione MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE ex D.Lgs. 231/01 Pag 1 di 6 PREMESSA Con l introduzione nell ordinamento giuridico italiano del D.Lgs. 8 giugno 2001, n.231 qualsiasi soggetto giuridico

Dettagli

Commissione Consultiva Permanente ex Art. 6 DLgs 81/08. Il documento del Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG)

Commissione Consultiva Permanente ex Art. 6 DLgs 81/08. Il documento del Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Commissione Consultiva Permanente ex Art. 6 DLgs 81/08 Il documento del Comitato n. 4 Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) Ivo Dagazzini Rappresentante delle Regioni per la Regione Veneto Direttore

Dettagli

Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento

Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento Sistema dei Controlli interni Gestione coordinata delle aree di miglioramento Stefano Moni Resp. Servizio Validazione e Monitoraggio Convegno ABI - Basilea 3 Roma, 16-17 Giugno 2014 INDICE 1. INTRODUZIONE

Dettagli

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI

PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI INDICE D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO... 3 D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO... 5 D.3. COMPITI

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE CONSORZIO DI POLIZIA LOCALE DELLA VALLE SABBIA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Art 7 Decreto Legislativo 150/2009 Revisione del 2 novembre 2011 INDICE INDICE... 2 PREMESSA... 3 I

Dettagli

Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole

Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole Progetto sperimentale VSQ - Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle Scuole Premessa Nel quadro delle azioni del Ministero da attuare in coerenza con i principi generali contenuti nel Decreto legislativo

Dettagli

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI

Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Legge 3 agosto 2007, n. 123. Prime indicazioni applicative. Ai Signori Direttori degli SPISAL delle Aziende ULSS del Veneto LORO SEDI Facendo seguito alla informativa trasmessa dalla scrivente Direzione

Dettagli

Vista la deliberazione del Consiglio Direttivo dell Autorità d Informazione Finanziaria del 27 ottobre 2011 EMANA. Premessa

Vista la deliberazione del Consiglio Direttivo dell Autorità d Informazione Finanziaria del 27 ottobre 2011 EMANA. Premessa ISTRUZIONE N.1 IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, PROCEDURE E CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DEGLI ENTI VIGILATI A FINI DI RICICLAGGIO E DI FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Il Presidente dell Autorità

Dettagli

Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM. Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance

Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM. Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance Giornata di studio in materia di trasparenza ed anticorruzione ASSOFARM Massimo Maraziti esperto organizzazione e compliance Bologna, 13 Novembre 2015 Di cosa parleremo oggi. o Aggiornamento del Piano

Dettagli

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito

Dettagli

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi Approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 17 aprile 2014 Linee di Indirizzo del SCIGR 1. Premessa Il Sistema di

Dettagli

Mappa dei rischi elaborata sulla base dell analisi del contesto e della valutazione dell ambiente di controllo

Mappa dei rischi elaborata sulla base dell analisi del contesto e della valutazione dell ambiente di controllo sulla base dell analisi del contesto e della valutazione dell ambiente di Pag. di NUMERO EDIZIONE DATA MOTIVAZIONE 6/09/204 Adozione ALLEGATO Mappa dei rischi ALLEGATO Mappa dei rischi elaborata sulla

Dettagli

RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE E TRASPARENZA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI

RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE E TRASPARENZA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RIDUZIONE E TRASPARENZA DEGLI ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI A CARICO DI CITTADINI E IMPRESE Anno 2014 (Art. 7, comma 3, legge 11 novembre

Dettagli

Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01

Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 1 1. PREMESSA Il presente documento costituisce il Modello di Organizzazione e di Gestione ex D.Lgs. n. 231/2001, che sarà adottato dal CORISA- CONSORZIO DI RICERCA

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013 art.10 1 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ D.Lgs. 33/2013, art. 10 Il D.Lgs. n. 33/2013, nel modificare, in parte,

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1

INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1 INFORMATIVA AL PUBBLICO AI SENSI DEL PROVVEDIMENTO BANCA D ITALIA 24 OTTOBRE 2007 TITOLO III CAPITOLO 1 Premessa Il Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM (Titolo

Dettagli

Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Parte Speciale Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ELENCO DELLE

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. DI TRENITALIA S.p.A. Sintesi

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. DI TRENITALIA S.p.A. Sintesi MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI TRENITALIA S.p.A. Sintesi Luglio 2014 Il Consiglio di Amministrazione di Trenitalia S.p.A. ha approvato con delibera del 23 febbraio 2005 il Modello di

Dettagli

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2016 2017 2018 EMISSIONE Dicembre 2015 DECORRENZA Gennaio 2016 Redazione a cura di: Responsabile Prevenzione della corruzione Approvato da: Consiglio di

Dettagli

bozza per discussione Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l.

bozza per discussione Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l. Parte Generale Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/01 Esart Fonderie S.r.l. Data approvazione rev00: 7 settembre 2012 1 INDICE TERMINI E DEFINIZIONI... 3 INTRODUZIONE... 4 IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO...

Dettagli

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi

Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2. Relazione di sintesi Cassa del Trentino S.p.A. Analisi delle attività sensibili ex D.Lgs. 231/01 art. 6 comma 2 Relazione di sintesi Marzo 2013 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI... 3 1.2. METODOLOGIA...

Dettagli

FONDAZIONE PONTIROLO ONLUS INTERCOMUNALE Via Alessandro Volta n. 4-20090 Assago (MI) Tel 02/45.700.758. - Fax 02/89.77.06.74.

FONDAZIONE PONTIROLO ONLUS INTERCOMUNALE Via Alessandro Volta n. 4-20090 Assago (MI) Tel 02/45.700.758. - Fax 02/89.77.06.74. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE EX D.Lgs. n. 231/01 DELLA FONDAZIONE PONTIROLO ONLUS INTERCOMUNALE Approvato dal Consiglio d Amministrazione con deliberazione n. 16 del 06.10.2015 1 Cronologia delle

Dettagli

REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO: CASTELLO DI CARTE O CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER UNA GESTIONE EFFICACE?

REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO: CASTELLO DI CARTE O CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER UNA GESTIONE EFFICACE? 13 Salone della qualità e sicurezza sul lavoro REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO: CASTELLO DI CARTE O CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER UNA GESTIONE EFFICACE? Dott. Ing. Massimo

Dettagli

Punto 12 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza

Punto 12 all ordine del giorno dell VIII Comitato di Sorveglianza UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 INFORMATIVA DELL AUTORITA DI GESTIONE SULLE ATTIVITA DI CONTROLLO DI PRIMO LIVELLO Punto 12 all ordine del giorno dell VIII

Dettagli

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE

ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE ORGANISMO DI VIGILANZA PER L ATTUAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DE ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE GALILEO GALILEI CREMA (CR) Nomina componenti OdV edizione dicembre

Dettagli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli

L attività dell Internal Audit. G.M. Mirabelli L attività dell Internal Audit G.M. Mirabelli Milano 13 ottobre 2006 Obiettivi della presentazione Evidenziare i compiti che nel nuovo Codice di autodisciplina sono assegnati all Internal Auditing, se

Dettagli

Modelli ex d.lgs. 231/01 e Modelli di prevenzione della corruzione ex L. 190/2012. Massimo Malena & Associati 20 maggio 2015

Modelli ex d.lgs. 231/01 e Modelli di prevenzione della corruzione ex L. 190/2012. Massimo Malena & Associati 20 maggio 2015 Modelli ex d.lgs. 21/01 e Modelli di prevenzione della corruzione ex L. 190/2012 Massimo Malena & Associati 20 maggio 2015 L impatto immediato e diretto della L. 190/2012 sul d.lgs. 21/01 La Legge 190

Dettagli

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010 Oggetto: Sintetica descrizione del contenuto del Codice di Autodisciplina, promosso da Borsa Italiana S.p.A., approvato dal Comitato per la corporate governance nel marzo 2006 e successivamente modificato

Dettagli

Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015

Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015 Città di Termini Imerese Provincia di Palermo Piano Strategico Territoriale Termini Imerese 2015 Documento Definitivo Piano di Comunicazione e struttura di monitoraggio - art. 9, lett. f) e g) - Termini

Dettagli

REGIONE PUGLIA. Proposta di Deliberazione della Giunta Regionale. Codice CIFRA:PER / DEL / 2013 /00

REGIONE PUGLIA. Proposta di Deliberazione della Giunta Regionale. Codice CIFRA:PER / DEL / 2013 /00 REGIONE PUGLIA Proposta di Deliberazione della Giunta Regionale Codice CIFRA:PER / DEL / 2013 /00 OGGETTO: Presa d atto del programma triennale della trasparenza e integrità e del Codice di comportamento

Dettagli

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA ing. Davide Musiani Modena- Mercoledì 8 Ottobre 2008 L art. 30 del D.Lgs 81/08 suggerisce due modelli organizzativi e di controllo considerati idonei ad avere efficacia

Dettagli

Compliance aziendale Ex D.lgs. 231/01

Compliance aziendale Ex D.lgs. 231/01 Compliance aziendale Ex D.lgs. 231/01 Consultec Srl Cos è il D.Lgs. n. 231/01 Il D.Lgs. n. 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento il principio della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche

Dettagli

Facoltà di Scienze della Formazione

Facoltà di Scienze della Formazione Facoltà di Scienze della Formazione Corso di laurea magistrale in Management delle Politiche e dei Servizi Sociali LINEE GUIDA PER LO SVOLGIMENTO DELLO STAGE Il percorso formativo del CdLM in Management

Dettagli

Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01

Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01 Consulenza Civile e Penale alle aziende Consulenza penale alle aziende ex D.lgs. 231/01 1) L attivita legale esterna- Outsorcing D impresa Un azienda all avanguardia per migliorare la propria produttività

Dettagli

FLASH REPORT. Il nuovo Intermediario Finanziario Unico. Giugno 2015

FLASH REPORT. Il nuovo Intermediario Finanziario Unico. Giugno 2015 FLASH REPORT Il nuovo Intermediario Finanziario Unico Giugno 2015 Il 4 settembre 2010 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 141 del 13 agosto 2010, attuativo della Direttiva comunitaria n.

Dettagli

PARTE GENERALE 3. CODICE ETICO 3.1. PREMESSA

PARTE GENERALE 3. CODICE ETICO 3.1. PREMESSA 3. CODICE ETICO 3.1. PREMESSA Il CODICE ETICO costituisce parte integrante del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO adottato ed implementato da I valori e i principi ivi dichiarati rispecchiano

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Adottato ai sensi del Decreto Legislativo 231 del 2001 SINTESI DEL MODELLO INDICE SOMMARIO I. IL DECRETO LEGISLATIVO 231 DEL 2001: PRESUPPOSTI NORMATIVI

Dettagli

generalità 2 importanza del miglioramento continuo 2 Impegno professionale 2 Rispetto delle persone 2 Integrità 2 Lealtà 3 Partecipazione 3

generalità 2 importanza del miglioramento continuo 2 Impegno professionale 2 Rispetto delle persone 2 Integrità 2 Lealtà 3 Partecipazione 3 Codice etico Allegato del Modello di Organizzazione e di Gestione articolo 25-septies e articolo 25 undecies del D.Lgs. 231/01 20/01/2012 Approvato dal Consiglio di Amministrazione SOMMARIO generalità

Dettagli

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ E CERTIFICAZIONE ISO 9001 ed. 2000 PER L'UNIVERSITÀ DI CAMERINO PROGETTO DI MASSIMA

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ E CERTIFICAZIONE ISO 9001 ed. 2000 PER L'UNIVERSITÀ DI CAMERINO PROGETTO DI MASSIMA Allegato 1 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ E CERTIFICAZIONE ISO 9001 ed. 2000 PER L'UNIVERSITÀ DI CAMERINO PROGETTO DI MASSIMA Torino, 29 maggio 2001 Progetto Università Camerino 25_05_01.ppt 1 ESIGENZE

Dettagli

MOGS per le piccole e medie imprese: le novità introdotte dal D.M. 13 febbraio 2014. Dott.ssa Fabiana Maria Pepe

MOGS per le piccole e medie imprese: le novità introdotte dal D.M. 13 febbraio 2014. Dott.ssa Fabiana Maria Pepe MOGS per le piccole e medie imprese: le novità introdotte dal D.M. 13 febbraio 2014. Dott.ssa Fabiana Maria Pepe Con il decreto ministeriale 13 febbraio 2014 trovano attuazione le procedure semplificate

Dettagli

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione Afol Est Milano

Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione Afol Est Milano Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione Afol Est Milano PIANO DELLE AZIONI 2015 Gennaio 2015 Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione 2014-2016 ( di seguito anche PTPC o Piano) dell'agenzia

Dettagli

Codice di Comportamento dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano

Codice di Comportamento dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano Codice di Comportamento dei dipendenti dell Università degli Studi di Milano Relazione illustrativa Premessa Il presente documento intende brevemente illustrare i riferimenti normativi, il procedimento

Dettagli

SERVIZIO PREVENZIONE PROTEZIONE RSPP MC PREPOSTO RLS DL AGG.TO N DATA REDATTO DA: VISTO DA: VERIFICATO DA: VISTO DA: VALIDATO DA: FILE: ELABORAZIONE

SERVIZIO PREVENZIONE PROTEZIONE RSPP MC PREPOSTO RLS DL AGG.TO N DATA REDATTO DA: VISTO DA: VERIFICATO DA: VISTO DA: VALIDATO DA: FILE: ELABORAZIONE CITTÀ DI ALESSANDRIA SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE PIAZZA DELLA LIBERTÀ N. 1 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28 comma 1, 1bis e art. 29, D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. Circolare Ministero del

Dettagli

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE PIANO PROVINCIALE DISABILI 2014-2016 OLTRE LA CRISI ANNO 2014 SISTEMA DOTALE - AVVISO 3) TIROCINI E ADOZIONI LAVORATIVE 1) RIFERIMENTI NORMATIVI Legge 8 novembre 1991 n. 381: Disciplina delle cooperative

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 dicembre 2013, disciplina la composizione e la nomina, le modalità di

Dettagli

Legge 231: le ricadute organizzative e il risk management

Legge 231: le ricadute organizzative e il risk management Legge 231: le ricadute organizzative e il risk management a cura di: Francesco M. Renne docente CUOA Finance, coordinatore Osservatorio Legislazione & Mercati Bruno Borgia docente CUOA Finance, membro

Dettagli

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com

Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio. www.iusletter.com LaScala studio legale e tributario in association with Field Fisher Waterhouse Focus on Il nuovo provvedimento di Banca d Italia in tema di antiriciclaggio Giugno 2011 www.iusletter.com Milano Roma Torino

Dettagli

INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE

INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE INFORMATIVA SULL ADOZIONE DEL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Gennaio 2014 Il 28 novembre 2012, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrata in vigore la L. 6 novembre 2012 n.

Dettagli

20.03.2015. REV. 2015/00 Pag. 1 di 5

20.03.2015. REV. 2015/00 Pag. 1 di 5 REV. 2015/00 Pag. 1 di 5 PROCEDURA 9 GESTIONE DELLE INDICE: 1. OBIETTIVI 2. DESTINATARI 3. PROCESSI AZIENDALI COINVOLTI 4. PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4.1. DOCUMENTAZIONE INTEGRATIVA 4.2. PROCEDURE DA APPLICARE

Dettagli

METODOLOGIA PER L INDAGINE E LA VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO

METODOLOGIA PER L INDAGINE E LA VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L articolo 28 del Decreto Legislativo n 81/2008 introduce l obbligo per il Datore di Lavoro di valutare, insieme agli altri rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori,

Dettagli

Osservazioni generali

Osservazioni generali Documento di consultazione n. 1/2014 Schema di Regolamento 20/2008 recante nuove disposizioni in materia di controlli interni, gestione dei rischi ed esternalizzazione Legenda Nella riga Commentatore i

Dettagli