8 settembre e patatrach

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "8 settembre 1943. e patatrach"

Transcript

1 8 settembre 1943 e patatrach in quei giorni, prima settimana di settembre, viene l a... l armistizio, una pagina vergognosa. L Italia che alla chetichella e alle spalle dell alleato firma l Armistizio di Cassibile. (Anonimo ) Alle 19,45 dell 8 settembre, la radio trasmise la voce di Pietro Badoglio che annunciava l accoglimento dell armistizio richiesto dal governo italiano alle forze alleate anglo-americane nell intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione. Qualche ora dopo il maresciallo era già pronto alla fuga. Tutto era già stato predisposto fin dai primi di agosto e due cacciatorpediniere si tenevano pronte, nel porto di Civitavecchia, per trasportare la corte ed il governo in Sardegna. Quella notte però tutto andò storto e i tedeschi invece di ritirarsi pacificamente verso il nord Italia, come ingenuamente si era sperato, cominciarono ad attaccare. I tedeschi erano già a conoscenza dell armistizio sin dal primo pomeriggio dell 8 settembre. La notizia era stata captata attraverso un intercettazione telefonica e venne confermata ufficialmente all ambasciatore tedesco Rudolph Rhan dal ministro degli esteri Raffaele Guariglia, attorno alle 17. Alle 16 e 30, comunque, era già stata resa pubblica da Radio New York e più o meno alla stessa ora, i due marescialli che si dividevano il comando delle armate tedesche in Italia, Albert Kesserling ed Erwin Rommel, avevano ricevuto l ordine di dare attuazione al piano d invasione della penisola italiana. Il piano Alarico, già pronto da mesi in previsione di un eventuale tradimento. Il piano si articolava in quattro operazioni distinte: Schwarz per il controllo delle posizioni militari italiane e la smilitarizzazione dell esercito; Achse per impadronirsi della flotta italiana, Student per l occupazione di Roma, l arresto del re e la restaurazione del governo fascista; Eiche per la liberazione di Mussolini. Kesserling, che comandava le forze tedesche dislocate nell Italia centrale e meridionale, sapeva fin dal giorno 6 che gli anglo-americani stavano preparando uno sbarco fra Napoli e Salerno e ne temeva altri in altre località. Aveva paura di essere preso in trappola e prima di incominciare un ripiegamento verso il nord, per attestarsi sulla linea degli Appennini che precedono la pianura padana (come era nei piani di Rommel e dello stesso Hitler), decise di compiere alcune operazioni per saggiare il terreno. Ordinò di occupare Civitavecchia e tutta la costa tirrenica sino a Formia e bloccare così la fuga al sovrano, di cui era già da tempo al corrente. Contemporaneamente manovrò le proprie divisioni per liberarsi le spalle e per accerchiare la capitale. L iniziativa di Kesserling sconvolse i piani di Badoglio e della corte che si videro perduti. Questa era la situazione che si presentava attorno all una di notte del 9 settembre Non si sa nulla di certo su quanto avvenne nelle ore che

2 seguirono, sino alle 4 e 30 circa, ora della partenza del sovrano. Un ipotesi, che seppure avvalorata da una gran numero di indizi, resta pur sempre tale, è quella dell accordo segreto con il maresciallo Kesserling. Accordo che avrebbe garantito al sovrano, a Badoglio e ai maggiori capi militari italiani la fuga verso il sud, in cambio della piena libertà di manovra per consolidare le posizioni delle divisioni tedesche nell Italia centro-meridionale. La fuga veniva permessa, anzi agevolata, purché non fossero impartiti ordini di attacco contro le forze germaniche. Cosa che puntualmente avvenne e che in seguito si cercò di imputare ad una dimenticanza dovuta alla confusione del momento. Probabilmente nell accordo si trattò anche della persona di Mussolini, che invece di essere consegnato agli anglo-americani, come era nelle clausole dell armistizio, doveva essere lasciato dov era. Badoglio, il sovrano, la corte, il comando supremo e gli stati maggiori dell esercito partirono, come si è detto, alle 4 e 30 del 9 settembre diretti verso Pescara, dove una corvetta era ad attenderli, già pronta a salpare per un porto sicuro dell Italia meridionale, in mano agli alleati. Le truppe tedesche, che incontrarono più volte lungo tutto il percorso, non fecero difficoltà a lasciarli passare. Kesserling aveva giocato le poche carte che aveva a disposizione con astuzia e quando la mattina del 9 settembre furono attaccate le prime caserme dei reparti italiani, senza trovare alcuna resistenza, capì di aver vinto la prima mano della partita. L esercito italiano, senza ordini, era nel caos più completo. I pochi ed esemplari tentativi di resistenza furono inutili nella loro sporadicità. In seguito, anche Hitler riconobbe a Kesserling il merito della vittoria e rimosso Rommel dal comando delle armate che occupavano l Italia settentrionale, il 21 novembre 1943, gli affidò a il comando di tutto lo scacchiere italiano. io ero in piazza Oberdan, proprio nel centro di Trieste. In piazza Oberdan, sulla destra del marciapiede c era una casa dove c erano le finestre blindate mezze aperte e si vedeva, passando, che di fronte a questa finestra c era una mitragliatrice e così la porta, che era mezza aperta con una catenina e anche lì si vedevano due mitragliatrici. Lì c era un comando tedesco. Io camminavo per piazza Oberdan per andare verso il centro e tutto in un momento si spalancano le finestre La guerra è finita! La guerra è finita! Badoglio ha annunciato così! Questi tedeschi brum, brum Sentii chiudere porte e finestre e sprangare tutto... Io mi ritirai subito in caserma e da quel momento il comando del Corpo d armata non diede più notizie di sé. Riuscimmo a parlare con il Capo di stato maggiore e dice: Da ora in avanti il comando del Corpo d armata è in movimento vi sapremo dire dove andiamo. Lo debbo ancora sapere. (Werter Soldati ) E siamo quindi all 8 di settembre. All 8 di settembre io mi trovo a Lavezzola, ecco e sto acquistando il grano perché sia inviato all armata che si trova sul Don, in Russia. E sono investito così improvvisamente della responsabilità di disporre di quintali di grano che erano pronti a partire ma che non potevano più andare in Russia. (...) il colonnello Alvernia che è comandante [della direzione di commissariato] del gruppo di Bologna (...) abbandona la sede. Io telefono per avere ordini da Bologna non trovo nessuno (...) E quindi, ecco, ho presentato al Podestà di Lavezzola ho presentato i quintali di grano, ecco e questo è il documento. 10 novembre Io a nome della Commissione consegno questo grano al popolo. E qui c è la ricevuta. (Michele Massarelli )

3 Da Campoformido poi sono stato trasferito a Treviso. A fare un corso (...) i tedeschi i radar li avevano... perché io andai a Treviso a fare un corso per i radar. Io li ho visti (...) Il corso non lo abbiamo fatto perché il tempo non c era... perchè io son stato trasferito alla fine d agosto a Treviso al Secondo Capta, si chiamava [così] questo corso che si doveva fare (...) Io ho visto questi radar. Li ho visti che eran lì pronti. Li ho visti ma non sono andato nemmeno a provarli. Invece cera chi a andava a provarli (...) e arrivò l 8 settembre (...) Gli istruttori erano tedeschi lì. All 8 settembre i tedeschi sparirono completamente. Andarono via. Rimanemmo solo noi italiani. Sparirono, sparirono completamente. Il giorno dopo il comandante, che era un colonnello di aviazione, ci riunì sul piazzale e ci fece tutta una paternale... Ci disse che avremmo dovuto depositare tutto il nostro... che avevamo un fucile... il nostro fucile. Quindi siamo stati disarmati completamente. E che sarebbero venuti i tedeschi e che noi avremmo dovuto fargli buon viso... erano i nostri amici... era... uno di quelli che non aveva obbedito al... coso... di Badoglio. Voleva consegnarci ai tedeschi. Non c era proprio possibilità di dubbio (...) Uno... era un sergente, gli disse Lei c ha quel nastrino (...) che era uno (...) della marcia su Roma noi invece siamo dei ragazzi che.... Insomma, lì ci fu il primo... Questo sergente si ribellò al discorso che fece il comandante. Poi come sia andato a finire io non lo so perchè poi le cose precipitarono. Il giorno dopo, consegnati tutti i fucili... ai carabinieri eh! (...) quando è alla sera arrivano i tedeschi. Arrivarono camion di tedeschi. E io che ero lì che feci? Scappai. In pochi siamo scappati. Siamo scappati perchè nelle baracche... era contornate da (...) una muratura di cemento (...) però sotto era stato fatto (...) un buco (...) dove si poteva passare (...) quando si entrava dalla libera uscita e si rientrava tardi. E siamo usciti lì, in cinque o sei da questo buco. C era anche un carabiniere che faceva la guardia lì a questo buco. Il carabiniere ci voleva prima impedire, poi, dopo, parlando (...) ci lasciò andare e noi (...) ci siamo dispersi nella campagna. Quando siamo stati un po lontani abbiamo sentito sparare al campo... ma io non ho saputo più niente. (Giorgio Dragoni ) Kesserling, comandante del gruppo armate sud, stanziato nell Italia meridionale, sia perché direttamente impegnato con il nemico, sia per paura di scatenare una possibile reazione degli italiani che avrebbero ancora potuto tagliargli la ritirata, decise di favorire, in tutti i modi, l esodo dalle caserme. Si giunse finalmente a Caselle, a un chilometro da Sibari, furono schierati i cannoni puntati verso il mare a lato di una risaia (...) Cominciò la malaria (...) su 110 soldati e ufficiali, solo 17 non prendemmo la malaria. Si diceva che fumare era un antidoto, e così cominciai anch io (...) Si diceva ancora che facevano bene i peperoni in umido, così, qualche sera, li preparava il cuoco Carrer. (...) Ai soldati non dispiaceva trascorrere qualche settimana fuori, e non davano importanza alle infezioni. Non c era il chinino da prendere, sostituito con pastigliette del tutto inutili. Cominciarono le incursioni notturne dei caccia con i mitragliamenti: un proiettile e un razzo luminoso alternati per scoprire gli insediamenti militari da bombardare. Quando capitava, subito i compagni si addossavano ai muri, e si rifugiavano dentro, mentre io me ne stavo all aperto in attesa di essere colpito, stanco come ero della vita delusa. (...) Pervenne l ordine della ritirata (...) il trasferimento, con tanto materiale; durò più giorni, schierammo i cannoni poi sotto Doria presso un bosco, ora non più scoperto come prima. (...) in mezzo al bosco trovai la grande capanna trasformata in polveriera con sei settemila proiettili. Solo che, lasciate alcune cassette, con la targa Skoda, sulla strada presso la fureria, un ufficialetto tedesco le notò. - Nostre, nostre. - esclamò. Presente anche il capitano Datola se ne preoccupò. Non ci voleva niente che i tedeschi requisissero i cannoni. Io non avevo più la radio, in quanto il soldato in licenza non era tornato, e così il Comando di gruppo mi portò via l apparecchio. Tuttavia, verso sera dell 8 settembre 1943, seppi che era avvenuto l armistizio tra l Italia e gli Alleati; noi eravamo traditori verso i tedeschi. Infatti i nostri soldati si nascondevano quando vedevano i tedeschi. Il mattino dopo, vidi un curioso fenomeno. Lungo la ferrovia transitavano centinaia di soldati italiani, alcuni vestiti già in borghese, in fuga verso il nord. Per la strada passarono alcuni semoventi tedeschi con lunghi cannoni, con a cavallo e sopra tanti nostri

4 disertori. Anche a Doria c era il presidio militare comandato da un colonnello, tutti i soldati in fuga, rimasero solo alcuni. Verso sera ne arrivò uno in fureria dicendo che il suo comandante voleva il capitano Datola a rapporto. C era il collegamento con la linea pezzi, ma non funzionava. Visto un nostro conducente, lo chiamai dicendogli di recarsi alla linea pezzi per avvertire il nostro capitano. Quello corse via a nascondersi. Anche Zanin, l attendente del capitano fece lo stesso. Che potevo fare? Dovevo andarci io. (...) Lungo la strada c erano circa venti carri armati tedeschi fermi; erano stati accesi dei focherelli al margine per riscaldare qualcosa. Se fossi stato aggredito ero pronto a sparare, non importava se ci avessi rimesso la vita, tanto... Guten nacht. Guten nacht, kamarad dissi loro. Nessuno mi disse niente (...) Quando fui vicino, all imbrunire, scorsi schierate davanti una decina di autoblinde tedesche coi cannoncini puntati. Mi arrampicai su per la scarpata, ma subito il cric crac di un fucile e un alt di intimidazione! - Sono il furiere - gridai - Non sparate. - La parola d ordine - pretese il soldato di guardia. - Non è arrivata - precisai. (...) trovai Datola tutto nervoso. Gli dissi che doveva recarsi a rapporto, ma lui... - E che comanda più quello là, con tutti i soldati in fuga? Se vuole, venga lui da me, la mia Batteria è ancora intera. - (...) Stetti lì tutta la notte, non successe niente. Il capitano mi disse che non avrebbe mai ceduto le armi ai tedeschi, caso mai avrebbe fatto saltare i cannoni e incendiare la polveriera. (...) Nel pomeriggio Datola mi mandò a dire di bruciare la documentazione, ma non il rolino di marcia, e di fare saltare i cannoni. Ero lì di fuori a bruciare le carte quando comparvero gli amici. Perché non darcela a gambe anche noi come gli altri soldati? (...) Dissi di sì (...) Essendo ormai buio, entrai in fureria, fracassai il centralino telefonico, misi nello zaino solo il necessario, il resto lo posi sotto le tavole, mentre si udivano i colpi dei cannoni saltati. Allora ci pensai sopra. Ero un maestro, e una volta disertore, avrei poi ottenuta una scuola? Non volevo restare contadino. Decisi di raggiungere il capitano e quindi di tradire i compagni. (...) trovammo i cannoni saltati, ma uno no, ancora tappato, subito fu tolto il proiettile. Si apprese che, dalla buca, il caporal maggiore Schiffini non aveva tirato la cordicella nel modo giusto. (...) Dov era la polveriera, di certo scoppiata durante la notte, per mezzo chilometro il bosco era raso al suolo, si era formato una specie di macero. (...) Il mattino dopo, finalmente giunsero a Doria i liberatori con le macchine e l altoparlante a tutta voce senza che capissimo una parola. Dovevano essere di sicuro dei canadesi. Fecero conto che noi, soldati, non esistessimo. Poi se ne andarono. Nel pomeriggio, al di là della ferrovia, scorsi a cavallo il nostro maggiore e il suo aiutante che stavano osservando. Poi scesero giù con le rivoltelle in mano. Ma i tedeschi non c erano più. Legati i cavalli, si arrampicarono su per una scarpata, giunti sulla strada: - Adunata! - gridò il tenete. Avvenne nella piccola spianata dietro al filare dei cavalli, il capitano Datola davanti a noi. Giussani forse era andato a vedere i cannoni con le bocche da fuoco a pezzi. Quel maggiore si fece avanti rabbioso e se la prese con Datola che aveva rovinato i cannoni e le munizioni dicendo che lo avrebbe denunciato per tradimento. Ora il Gruppo non era più in grado di continuare la guerra contro i tedeschi. Sarebbe stato degradato. Cosa emerse? I soldati si resero conto che con il suo gesto valoroso il capitano ci aveva salvati, altrimenti si sarebbe dovuto andare al fronte a combattere e a rischiare la vita. Come poi appresi, i soldati schierati ebbero la tentazione di assalire il maggiore che, invece di elogiare il capitano, riuscito a non cedere le armi ai tedeschi, lo trattava come un cane. Datola non fiatò, poi quei due andarono via. (Da: Le mie memorie di Lazzaro Rossi. - Cesena : Wafra, stampa 1993) Eravamo militari in Jugoslavia, poi siamo arrivati a Roma e quando abbiamo visto che la situazione si stava sfasciando siamo andati via. Anche altri. Si cominciavano a buttare le armi nel Tevere, c era lo sfasciamento dell esercito, così ci siamo allontanati. (...) a Roma prima dell 8 settembre non abbiamo trovato nessuna organizzazione al di fuori di qualche pallottino di carta che arrivava nei tram, era propaganda, parlo di una settimana prima dell 8 settembre. Ci fu un combattimento fra tedeschi ed esercito italiano, ci fu un reparto italiano che resistette. In quell occasione si sono visti ufficiali vestiti da marinaio, vestiti alla buona, che scappavano e noi siamo venuti a casa. Io sono arrivato da solo, da Roma mi sono trovato a Sarsina. Ho marciato in treno, in corriera, in camion, a piedi. Da Sarsina siamo venuti giù in corriera, abbiamo sentito una professoressa che delirava, che

5 insultava questa gente che scappava, che eravamo noi, ma lei non lo sapeva... La volontà c era di prenderla per il collo, ma era vecchia e poi c era da rischiare e non l abbiamo fatto. (Edoardo Gazza dattiloscritto 1984) Mi trovavo a Roma allo Stato Maggiore (...) Io facevo il servizio informazioni militare, il marconista, l intercettazione militare a Roma. (...) [Dopo l annuncio dell armistizio] Prima di tutto scomparvero gli ufficiali. Nel mio reparto non vedemmo più nessun ufficiale. Poi, siccome io mi trovavo in quel momento all ospedale militare Buon Pastore... Il fatto è che i tedeschi dopo il breve combattimento di Roma, a Porta San Paolo (...) arrivarono all ospedale e lo vuotarono perché ne avevano bisogno loro, per i loro feriti, i loro soldati. Per cui, a casa... Fummo spediti... In questo caso fui proprio spedito regolarmente a casa con armi e bagagli (...) Quando arrivai in piazza Saffi [a Forlì] (...) due persone, io sotto il campanile di San Mercuriale (...) e una seconda al Rialto piazza, che era un mio amico. Mi prese sulla canna della bicicletta e mi portò a casa a Caiossi... Due persone alle cinque, le quattro, del pomeriggio del 12 settembre 1944 [1943]. (Luciano Marzocchi ) Prema a s era militer pó cun la sfata ad Roma a sò vnù ca (...) [dalla Jugoslavia] i s à rimpatriè tot e regiment. Ch ema d andè zó int e sberch, quand i sbarcheva a Napoli, là zó Che invece pó a ngn i sam rivat. A sam rivat a Roma e pó j ot ad setembar l è avnù e patatrach. Pó a s sam sbandè e a sam avnù ca da Roma. (...) un po pè, un po in treno. Dop a ot dé ch a sò stè ca i m à mandè la cartulina ch aveva d andè in Germania e me, invece d andè in Germania a sò andè a la Calabrina, no? A sò stè qué. Ma degh No! A vagh a la Calabrina da Campena [Alvaro Campana]. E ò fat e partigien. (Pio Tamburini 1983) Rommel, invece, applicò alla lettera gli ordini di Hitler. Per questo, nell Italia del nord e in quella parte dell Italia centrale che ricadeva sotto la sua giurisdizione, si aprì la caccia all uomo. I militari italiani furono braccati e una volta catturati, messi di fronte all alternativa di arruolarsi nell esercito tedesco o di essere deportati in Germania. [Subito dopo l 8 settembre] la gente scappava chiedevano vestiti andavano dai contadini Mi dia un paio di pantaloni per fare Perché l esercito tedesco si era già mosso ma erano pattuglie, pattuglie che se trovavano dei soldati ( ) li convogliavano Adesso lei vada là ma dopo non lo controllavano più... questi scappavano via e era un caos.. un caos che durò sette, otto giorni ma anche più. Ma quando poi l esercito tedesco cominciò a organizzarsi e piantare [dei posti di blocco] alla porta delle città [e la] gente che scappava la convogliava la portava in campo di concentramento... e allora la cosa si fece seria e quindi chi scappava scappava con delle difficoltà non indifferenti e si nascondeva bene ( ) c era il pericolo di essere presi e mandati mandati anche fuori. (Ferruccio (Rino) Biguzzi 1999) [A Santa Colomba vicino a Siena] avevamo un campo armato di tedeschi ch l era a 5-6 chilometri. (...) e avema l aeroporto di sotto (...) a tre chilometri, a gema avei, tre chilometri e mez, con duemila reclute u j era (...) J i era andè da poch. E lè cun di mutur, cun i cavel, cun di sumer, j è ciapè via tot. (...) Io suggerii col nostro capitano, al pruvet in che mument che lè, Adesso cosa facciamo?, u i ciapet la tremarela. L aveva fifa, parché i tedesch u l saveva che j era cativ. Cosa facciamo? (...) avete i carri armati. A j andem [a] ocupè, quii che lè i n sa zà ancora gnent lor. Andiamo a occupare? (...) Nun a avama parec cararmè. Eravamo armati. (...) Lou [gli ufficiali] j è andè via tot. E noi, a i sam andè nenca nun. E a la porta u j era j antifascesta ch i tuleva agli ermi. Prelevavano le armi e i fucili e nun inveci andesm a tó delle vivande par magné. Andesm a tó dal vivandi e pó quand a j em mandè vi tot a avdesum una sera che venne su... ch l avniva só al

6 camiuneti di tedesch. Parché là j eva ocupè prema che da noi. E alora noi eravamo su un cocuzzolo a sandesum zó. Andesum nel monte di là, a fasesum temp.(...) A sama du e du quatar. A stasesum me, un ent rumagnol e magazinir, un ad Ronta, ma Ronta lè sora da Modigliena e un tuschen (...) e faseva l autista, era più anziano di me (...) [prima di partire] noi dormimmo, a s cambiesum tot la roba (...) [Per la strada] vendevamo le coperte per far quattrini (...) a pè fino a Certaldo.(...) Avam durmì nei fienili noi. (...) Eravamo sempre in quattro fino a Prato. Mantenevamo sempre quei cento, duecento metri [fra noi] (...) Col magazziniere avem fat un po ad pruvesti. Poi avevamo le nostre bombe a mano s u j era bisogn. Perchè i carabinieri non da tutte le parti j era antifascesta (...) Comunque a Certaldo (...) c era il treno, ma là l era un brulichio ad zenta ch j andeva e... I ciapeva via tot sti suldè. Te pensa un po duemila! Cun tot i servizi! (...) A sam muntè só in treno. E dopo c erano gli ufficiali, j aveva ancora la divisa e nun a i ragnema parché gli ufficiali era[no] un pericolo [per] rientrare alle nostre case. Ah! dico Fate come noi, andate alle famiglie e vuit a v fasì dè i quel... da boghese e acsé avete la possibilità di arrivare a casa anche voi. Quii ch i n scalet zó me a i get acsé, ch j andes in clet vagon, che nun a vlema stè tranquel. Perché noi siamo armati e se capita degh qualcadun nun a fasem saltè pr aria gnaquel! Quindi a i trasferesum (...) Fuori stazione (...) [i tedeschi] j eva fat un campo di concentramento (...) di raduno. Du ch j eva cunvugliè tot i militari. Amo, u i n è che j i à freghè. Alora, io ero esperto di ferrovie (...) e a s farmesum la stazione prima e andesum a esplorè. U j era i tedesch, j era ad sarvizi. Alora a s mitesum a distanza, a staseum a spitè la nostra coincidenza perché c era il bando che dovevamo consegnare tutte le armi (...) a ciacaret e nench cun di tedesch, ch i faseva sarvizi (...) e loro tutti tranquilli. (...) A s trasferem a Prato e dop da Prato a muntesum só e a lé la fu piò dura, perché dovevi prendere quei treni che erano affollatissimi e me, ch u ngn era e post da muntè só, a m faset tiré só da i finistrin. E qualcheduno a stasesum, a s dasemi e cambi, nei respingenti e int e quel... Avem fat tot (...) la Porrettana (...) dop a scalet zó (...) ad ciora da Bologna (...) la stazione prima (...) [a] la faset a pè, ch a scavidet nench Bologna, ch u j era un gros quel ad concentrament ch j eva ciapè una masa ad militer (...) Arivet a ca (...) una smena dop, gnenca. Me u m pè i treg ad setembar (...) quand a sandesum a Bologna (...) [la situazione] era normale. A là [in Toscana] l era tot tedesch cun tot i canun (...) j eva ocupè tutti i punti strategici nelle strade. Li vedevi tutti. Nun quand andema zó a Siena a e regimént j era tot a lé. J era indipartot, negli ultimi momenti. Inveci a que, liberi!. (...) me a faset djit ot dis chilometri a pè e poi a ciapet [e treno] (...) a Mirandola. (Otello Sbrighi- 1998) Dopo l 8 settembre scappammo [da Fossano], eravamo in cinque, ci portammo vicino alla Maddalena nei pressi di Cuneo dove ci ospitò un contadino e ci invitò a raggiungere il grosso di un corpo di armata della zona di Cuneo, che si era rifugiato sulla Maddalena e invece di aderire decidemmo di ritornare alle nostre case. Dopo una serie di peripezie per riuscire a sfuggire alla cattura dei tedeschi e dei fascisti, attraversammo tutta la campagna arrivando fino ad Asti, dove trovammo la casa di un industriale della Simmenthal. Il padrone della Simmenthal. Che ci ospitò perché anche lui aveva un figlio che era rimasto prigioniero in Russia. Dormimmo lì nel cascinale, ci diede da mangiare e poi ci diede anche i vestiti, permettendoci così di toglierci la divisa e di vestire abiti civili. Mi diede un vestito bellissimo, da signore, con la cravatta. Ognuno di noi scelse poi la strada che riteneva più opportuna. (...) io, così vestito, non davo nell occhio e potevo attraversare i posti di blocco e passai sul ponte di Voghera. Nessuno mi fermò. Presi la mia corriera ed arrivai fino a Piacenza. Di qui presi il treno ed ebbi la fortuna di incontrare una ragazza di Ancona. Mi sedetti vicino a lei e le dissi di dire che era la mia fidanzata per sfuggire eventualmente ad un controllo da parte dei tedeschi. Infatti, quando arrivammo a Modena, dove c era un forte concentramento di tedeschi, tutti i passeggeri che avevano scarpe da militare o che erano vestiti da militare furono portati al campo di concentramento di Fossoli. A me invece andò liscia, perché ero vestito con abiti civili. Mi fermai addirittura a Bologna, dove c era ancora un forte concentramento di tedeschi. Scesi dal treno, perché c era da aspettare la coincidenza, mangiammo, poi ripartii ed

7 arrivai a Cesena senza avere avuto nessuna noia da parte dei tedeschi e dei fascisti. (Luciano Rasi - dattiloscritto Ero all ospedale di Modena perché avevo la malaria. Davano le licenze di convalescenza ma io ero lì da pochi giorni, quindi scappai via con un contadino che era ricoverato con me, era di Modena, mi ospitò tre giorni a casa sua. Poi mi misi in viaggio. A piedi fino a Bologna e lì presi il treno per Cesena. Dopo ci hanno richiamato... mi sono presentato a Varese e da lì sono scappato e ho aderito alla resistenza. A Varese sono stato due giorni... non ricordo il mese, erano gli inizi del 44. (Armando Gardini - dattiloscritto )... sono andato via, avevo 18 anni [nel 1940] e all 8 settembre... a San Pietro del Carso (Trieste)... e son rimasto prigioniero a San Pietro del Carso e lì io vidi che mi portavano via in Germania. Io e altri cinque militari italiani... e siamo scappati via e dopo sono riuscito a venire a casa. Quando sono stato a casa ho collaborato insieme con il gruppo di Mazzini e gli altri. (Romeo Motta ) E [prima del]l 8 settembre tornai a Forlì dove era stata costituita la compagnia per la difesa antiaerea; naturalmente non avevamo né un cannone antiaereo, né batterie, ma solo un telemetro e con quello andavamo lungo il fiume... praticamente non facevamo niente. Quando venne data la comunicazione [dell armistizio] rientrai in caserma. Due giorni dopo la caserma era stata abbandonata completamente dagli ufficiali e noi ci trovammo in balia... C erano già le notizie che arrivavano i tedeschi che avrebbero occupato la caserma. Insieme al caporale Lucchi presi la decisione di uscire dalla caserma. Allora ero nell ufficio della nostra compagnia, con due permessi falsi uscimmo dalla caserma e andammo a casa di mio cugino che abitava a Forlì e ci vestimmo in borghese. Tornammo a casa in due su una bicicletta. (Scevola Franciosi - dattiloscritto ) Sono partito militare nel 41 (...) l 8 settembre ero a Milano (...) io, in un primo tempo fui preso dai... dai tedeschi. Che Milano doveva essere una zona libera e invece a un dato momento la occuparono i tedeschi e fui preso in un bivio, in una via, però riuscii a scappare e mi rifugiai presso una casa di Milanesi. Rimasi lì tre o quattro giorni poi presi il treno e... arrivai a casa. (Antonio Ballani ) Io son andato militare a diciannov anni del 42. L 8 settembre mi trovavo a Faenza, ero nei bersaglieri (...) La gente... ce l han detto la gente, perché noi eravamo tutti chiusi. Quando siam scappati, la gente Eh! E finita la guerra! (...) Però non ci han lasciato liberi,ci hanno mandato a Brisighella un paesino in mezzo a Faenza e Forlì. Ci han mandato là in un castello, che stavano arrivando i tedeschi. Per la paura che ci prendessero i tedeschi ci han mandato là e poi di là siam scappati tutti. Ci han mandato i nostri comandanti lì. Ma loro dicevano, chi lo sa i nostri comandanti com erano, dicevano Aspettate qui, dopo vi diamo il congedo. Col fucile [e] bombe a mano siam scappati in tre o quattro di qui e siamo venuti a casa a piedi. Uno era di Ronta, uno di Diegaro, uno di coso... lassù vicino a Borello. Noi siamo tornati a piedi. Abbiamo scavidato il coso... il campo di aviazione di Forlì perché era circondato dai tedeschi. E alora siam passati un po più lontano, un po più sui monti e siam venuti a piedi. (Sergio (Savolino) Mazzotti ) Lo stesso avveniva fuori d Italia nei paesi occupati dalle forze dell Asse: Grecia, Albania, Jugoslavia. Mi ero reso conto da tempo che noi di fronte ai tedeschi non eravamo [incomprensibile]. Non c era anche la mentalità, anche i mezzi non c erano. Loro erano motorizzati, noi tutti a piedi. Su qualche camion... Ma c era proprio un altro modo di concepire la guerra, di sentirla (...) Loro si muovevano sempre (...) noi si rimaneva in un posto dei mesi, poi si creava con la popolazione qualche rapporto (...) Quando ci fu l armistizio io mi feci subito il bagno perché Chissà quando potrò farlo ancora?

8 [pensai] (...) Ero a Gianina, a un certo punto tutti a brindare Eh! Ma be. Ma desso viene il bello! [pensai]. Ad un certo punto improvvisamente è arrivato... è arrivato una squadra... non lo so... un manipolo tedesco per portare via i nostri apparecchi di comunicazione. Subito, subito, la sera. C è stato un intervento del colonnello Conti. Comandante capo (...) E riuscito a intervenire. Ha fatto tempo a intervenire e a impedirlo. E dopo lui ha mandato lì una compagnia di alpini (...) Poi ho dormito [incomprensibile] con le giberne, proprio vestito, pronto. E al mattino (...) dalle finestre del mio ufficio ho visto (...) i cannoni tedeschi puntati su di noi, a zero. E allora, proprio per sfida, per reazione, me ne andai subito a Gianina (...) Ci sarà ancora l alzabandiera? [pensai] (...) Tutto deserto (...) arrivo in piazza (...) io solo in piazza, per sfida. Dico La guerra è persa ma l Italia continua. Poi ho gironzolato un poco (...) I comandi non han fatto niente (...) c è stata proprio un abulia, un accidia (...) c è stato l immobilismo (...) una stanchezza (...) Questo è successo la mattina del 9. (...) I tedeschi (...) disarmavano i titubanti, gli incerti. Questo al mattino. Poi, mi pare il pomeriggio, o il giorno 10 o il giorno 9, al pomeriggio verso sera, sono andato in piazza (...) Ho visto [che] avevan creato una specie di impalcatura, non so, un ufficio. I tedeschi. Un ufficio per l iscrizione dei volontari italiani (...) Un ufficio provvisorio creato sul momento. E ho visto qualche soldato arrivare. (...) Quando imparai che alla sera dell 11 c era un incontro con il generale [di corpo d armata] Dellabona [Guido], il nostro comandante [andai ad attendere notizie, aspettando fuori dalla porta] (...) imparai subito che il giorno dopo alle due c era la resa. (...) Al mattino ho lasciato il fucile in una casa (...) ho potato tutta la roba (...) lì (...) e dopo mi sono affidato a loro (...) Dissi Voglio andare in montagna (Pietro Vaenti ) Al otto settembre noi ci trovavamo dislocati nel isola del Egeo Idra, eravamo uomini rimasti smarriti dalle voci che giungevano, e ancor di più da quello che non veniva detto dai comandi superiori. Siamo rimasti qualche giorno in attesa, una mattina presto suona l'allarme si stavano avvicinando delle imbarcazioni, dato che diversi ufficiali non volevano continuare la guerra per i tedeschi schierarono gl'alpini di cui facevo parte attendendo lo sbarco degli sconosciuti. Apena sulla spiaggia inalzarono lo stemma delle camicie nere, erano i fascisti che venivano a prendere [l ]isoletta nelle loro mani, gli uomini schierati al ordine degl'ufficiali aprirono il fuoco con fucili mitragliatori e armi leggere, presi alla sprovista i fascisti i più caddero sulla spiaggia, gl altri si diedero alla fuga ritornando sulle loro Barche. Il tempo stringeva e ci sarebbe stato un altro tentativo e sarebbe stata la fine per tutti noi, fu fatta l'adunata e un ufficiale disse che ci rimaneva solo una selta quella di allearci ai partigiani greci presenti nel isola la stragrande maggioranza segui la scelta degl[i] ufficiali passando coi partigiani dopo brevi coloqui, la notte stessa raggiungemmo la terraferma, appena in tempo, gl'stucas tedeschi bombardavano e mitragliavano mettevano tutto ferro e fuoco, poco tempo dopo i soldati e ufficiali rimasti furono massacrati. Noi seguimmo la sorte di tutti gl'italiani che si affiancarono ai partigiani fatte di azioni contro i tedeschi e poi la ritirata fra i monti in zone sicure, la popolazione ci a aiutato come aiutava i suoi figli, gli scontri si ripetevano sempre con maggior violenza, i nazifascisti erano in ritirata imboscate, far saltare i ponti, Raccogliere le armi che gli alleati lanciavano col paracadute, medicinali e viveri. La Resistenza diventava sempre più forte, ma le perdite fra di noi della Brigata Garibaldi fu altissimo, Viene descritto in diversi libri, si calcola che solo il 30/35 [per cento] arrivo a Belgrado, voi sapete liberata la Grecia le forze si unirono per sconfiggere e cacciare i nazifascisti dai Balcani, Ritornammo in Italia alla fine del 1945 e dai mie[i] seppi che la nostra casa era una Casa sicura per i GAP, e tutta la resistenza della Bassa Cesenate. (Ottavio Sbrighi - testo manoscritto da Vittorio (Quarto) Fusconi, 2001) Nel 41 andai militare in Jugoslavia e stetti due anni. Mi trovavo lì l 8 settembre. Quando sapemmo che il governo era caduto fummo titubanti. C era il compagno Migliozzi, sergente della mia

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

LA SECONDA GUERRA MONDIALE LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1 SETTEMBRE 1939 - GERMANIA INVADE POLONIA Il 1 settembre 1939 l esercito tedesco invade la Polonia. La Gran Bretagna e la Francia dichiarano guerra alla Germania. I generali

Dettagli

Roberto Denti. La mia resistenza. con la postfazione di Antonio Faeti

Roberto Denti. La mia resistenza. con la postfazione di Antonio Faeti Roberto Denti La mia resistenza con la postfazione di Antonio Faeti 2010 RCS Libri S.p.A., Milano Prima edizione Rizzoli Narrativa novembre 2010 Prima edizione BestBUR marzo 2014 ISBN 978-88-17-07369-1

Dettagli

LA GIORNATA DELLA MEMORIA: 27 GENNAIO

LA GIORNATA DELLA MEMORIA: 27 GENNAIO LA GIORNATA DELLA MEMORIA: 27 GENNAIO Oggi, dieci febbraio 2010, nella classe quinta B, sono venuti due adulti che ci hanno portato e parlato della giornata della memoria. All'inizio si sono presentati:

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale La seconda guerra mondiale Il 1 settembre 1939 Hitler attacca la Polonia con il pretesto di occupare il corridoio di Danzica video A questo punto Francia e Inghilterra, decise a non permettere ulteriori

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

La ritirata di Russia. Dal fiume Don a Varsavia (1942-43)

La ritirata di Russia. Dal fiume Don a Varsavia (1942-43) La ritirata di Russia. Dal fiume Don a Varsavia (1942-43) Riccardo Di Raimondo LA RITIRATA DI RUSSIA. DAL FIUME DON A VARSAVIA (1942-43) Memorie di un soldato italiano www.booksprintedizioni.it Copyright

Dettagli

L inizio del conflitto: l invasione della Polonia

L inizio del conflitto: l invasione della Polonia L inizio del conflitto: l invasione della Polonia La seconda Guerra Mondiale scoppiò nel 1939 dopo l invasione della Polonia da parte dei Tedeschi. La Repubblica Polacca non accettò le imposizioni tedesche

Dettagli

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ

L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ CAPITOLO XV L OSTE SI ACCOSTÒ A RENZO PER CONVINCERLO AD ANDARE A DORMIRE. IL GIOVANE PROVÒ AD ALZARSI E DOPO IL TERZO TENTATIVO SI SOLLEVÒ, SORRETTO DALL UOMO CHE LO PORTÒ NELLA CAMERA. VEDENDO IL LETTO,

Dettagli

IL MIO CARO AMICO ROBERTO

IL MIO CARO AMICO ROBERTO IL MIO CARO AMICO ROBERTO Roberto è un mio caro amico, lo conosco da circa 16 anni, è un ragazzo sempre allegro, vive la vita alla giornata e anche ora che ha 25 anni il suo carattere non tende a cambiare,

Dettagli

La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale La seconda guerra mondiale La seconda guerra mondiale dura dal 1939 al 1945 ed è una guerra totale, cioè coinvolge tutto il mondo. da un lato i regimi nazifascisti, gli STATI DELL ASSE, cioè Germania,

Dettagli

La vita dei numeri ultimi

La vita dei numeri ultimi La vita dei numeri ultimi Orazio La Boccetta LA VITA DEI NUMERI ULTIMI racconto Dedicato a tutta la mia famiglia e i miei migliori amici a Pietro soprattutto ed in particolare a mio padre Andrea e mia

Dettagli

ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE

ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE ERAVAMO SOLO BAMBINI UN RACCONTO PER NON DIMENTICARE CATERINA ROMANO 27/01/2012 Nonna, posso sedermi vicino a te? Ho paura. In televisione ci sono dei brutti film. Fanno vedere tante persone malate e dicono

Dettagli

MORENDO. Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C.

MORENDO. Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C. Scuola primaria E. Fermi di Bogliasco anno scolastico 2014/2015 1 MORENDO Camminando con triste fatica su terra bruna, dormendo svegli su letti di legno, è come quando morendo si sta. (Giacomo C.) 2 IL

Dettagli

dal sito Lager e deportazione Le testimonianze: Anna Appia

dal sito Lager e deportazione Le testimonianze: Anna Appia Anna Appia Nata il 18.01.1921 a San Giovanni al Natisone (UD) Intervista del: 25.06.2000 A San Giovanni al Natisone (UD) TDL: n. 87 durata: 33 circa Arresto: 31.07.1944 a casa Carcerazione: a Gorizia Deportazione:

Dettagli

Le avventure di Crave

Le avventure di Crave Le avventure di Crave Damiano Alesci LE AVVENTURE DI CRAVE www.booksprintedizioni.it Copyright 2012 Damiano Alesci Tutti i diritti riservati CRAVE E GLI ANTIFURTI A. A. L. (AGENZIA ANTI LADRI) L agenzia

Dettagli

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

LA SECONDA GUERRA MONDIALE CONCORSO A.N.P.I. IC S.P. DAMIANO Scuola secondaria di 1 grado Classe: 3^C Insegnante: Anita Vitali Discipline: Italiano e Storia Abbiamo colto l occasione offerta da questo concorso per affrontare lo

Dettagli

MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «NEI PERICOLI È MEGLIO ESSERE IN «E SE CI TROVIAMO IN UNA BATTAGLIA?

MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «NEI PERICOLI È MEGLIO ESSERE IN «E SE CI TROVIAMO IN UNA BATTAGLIA? CAPITOLO XXX MENTRE I TRE SI AVVICINAVANO ALLA VALLE, TROVARONO COMPAGNI CHE ANDAVANO NELLA STESSA DIREZIONE: «TANTA GENTE ATTIRA I SOLDATI. POVERO ME!» BORBOTTAVA DON ABBONDIO. «NEI PERICOLI È MEGLIO

Dettagli

LE BATTAGLIE DELL ITALIA 1940-1941

LE BATTAGLIE DELL ITALIA 1940-1941 LE BATTAGLIE DELL ITALIA 1940-1941 Alla fine del 1940 l Italia invade la Grecia. L impresa è più difficile del previsto e deve chiedere aiuto ai tedeschi L esercito italiano e quello tedesco combattono

Dettagli

COME SI VIVEVA... ...DURANTE IL FASCISMO ...DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE. Intervista alla signora Agnese

COME SI VIVEVA... ...DURANTE IL FASCISMO ...DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE. Intervista alla signora Agnese COME SI VIVEVA......DURANTE IL FASCISMO...DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE Intervista alla signora Agnese " Cosa ricorda dell'inizio della guerra? Che cambiamento c'è stato nella vita di tutti i giorni?"

Dettagli

Il Partigiano Pacifico

Il Partigiano Pacifico Il Partigiano Pacifico Zontone Pacifico (nome di battaglia Pacifico ), nato a Buia (Udine) il 31/10/1918, residente a Settimo Torinese, di professione tubista saldatore. Appartenente alla Guardia di Frontiera

Dettagli

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI

Lia Levi. La portinaia Apollonia. orecchio acerbo DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI DI EMANUELA ORCIARI orecchio acerbo Premio Andersen 2005 Miglior libro 6/9 anni Super Premio Andersen Libro dell Anno 2005 Lia Levi La portinaia Apollonia DISEGNI

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

Concorso letterario per gli studenti delle scuole di Monza 4. edizione 2010

Concorso letterario per gli studenti delle scuole di Monza 4. edizione 2010 Assessorato al Sistema Bibliotecario Concorso letterario per gli studenti delle scuole di Monza 4. edizione 2010 Monza insorge Marzo 1848 A cura di Cooperativa CAeB, Milano Ricerca dei documenti: Biblioteca

Dettagli

Evangelici.net Kids Corner. Abramo

Evangelici.net Kids Corner. Abramo Evangelici.net Kids Corner Abramo Abramo lascia la sua casa! Questa storia biblica è stata preparata per te con tanto amore da un gruppo di sei volontari di Internet. Paolo mise le sue costruzioni nella

Dettagli

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO UN INCONTRO CON LA STORIA UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO 5 FEBBRAIO 2015 Villafranca Padovana Classe terza A del plesso Dante Alighieri Insegnante: professoressa Barbara Bettini Il valore della

Dettagli

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano

Australia. Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Australia Il sogno infranto di un giovane emigrante italiano Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Antonino Santamaria

Dettagli

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone

biglietto e rimase senza parole: le era toccato l unico amico segreto che non avrebbe mai voluto: Gedeone A Neretta piace molto andare a scuola. Anche i suoi amici della Compagnia del Cuore d Oro che frequentano la sua classe vanno volentieri. Ma le cose, all inizio di quest anno, non andavano troppo bene.

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

LA DISTRUZIONE DEL BALLO

LA DISTRUZIONE DEL BALLO LA DISTRUZIONE DEL BALLO Un bel giorno una ballerina era a casa a guardare la TV quando, all improvviso,suonò il campanello. Andò ad aprire era un uomo che non aveva mai visto il quale disse: Smetti di

Dettagli

Era un treno di carne umana. matricola 80581 diario di un soldato italiano durante la seconda guerra mondiale

Era un treno di carne umana. matricola 80581 diario di un soldato italiano durante la seconda guerra mondiale Era un treno di carne umana matricola 80581 diario di un soldato italiano durante la seconda guerra mondiale Diego Fortunati ERA UN TRENO DI CARNE UMANA matricola 80581 diario di un soldato italiano durante

Dettagli

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia

Nonno Toni sentì un urlo di rabbia Operazione Oh no! Nonno Toni sentì un urlo di rabbia provenire dalla cameretta di Tino. Salì le scale di corsa, spalancò la porta e si imbatté in un bambino con gli occhi pieni di lacrime. Tino aveva in

Dettagli

GIORNATA DELLA MEMORIA 25 GENNAIO 2013

GIORNATA DELLA MEMORIA 25 GENNAIO 2013 GIORNATA DELLA MEMORIA 25 GENNAIO 2013 RACCONTIAMO DI LUOGHI E DI FATTI CHE NON DEVONO ESSERE DIMENTICATI RICORDIAMO COLORO CHE HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI SCEGLIERE IL BENE Classe v Scuola Primaria di

Dettagli

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE

IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE IL COLORE ROSSO DELLE GINESTRE Rappresentazione teatrale degli Alunni dell'ic di San Cipirello Esplorazione della Memoria Alle radici del Primo Maggio A.S. 2014 / 15 Narratore È il primo maggio. Un'anziana

Dettagli

Mafia, amore & polizia

Mafia, amore & polizia 20 Mafia, amore & polizia -Ah sì, ora ricordo... Lei è la signorina... -Francesca Affatato. -Sì... Sì... Francesca Affatato... Certo... Mi ricordo... Lei è italiana, non è vero? -No, mio padre è italiano.

Dettagli

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015

Io..., papà di... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Io..., papà di...... ricordo, mi emoziono, racconto! giugno 2015 Lettura albo, strumento utilizzato in un Percorso di Sostegno alla Genitorialità biologica EMAMeF - Loredana Plotegher, educatore professionale

Dettagli

Nel 1940, la guerra è ormai in corso ovunque e gli scontri sono durissimi: attacchi,

Nel 1940, la guerra è ormai in corso ovunque e gli scontri sono durissimi: attacchi, le bombe su londra Nel 1940, la guerra è ormai in corso ovunque e gli scontri sono durissimi: attacchi, distruzioni, convogli affondati in mare, grandi e piccole nazioni già occupate. Insomma, il massacro

Dettagli

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo#

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo# LA#SCOPERTA##!!!!!!Giardino#dei#Gius5# #####Associazione#Gariwo# CHI#SONO#I#GIUSTI#,#PROF?## LA#NOSTRA#SCELTA## Un#nome#fra#tuC#con5nuava#a# tornare#con#insistenza## !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Educare#al#coraggio#civile#!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Svetlana#Broz#

Dettagli

DALL INFERNO AL LIMBO

DALL INFERNO AL LIMBO DALL INFERNO AL LIMBO (A protezione dell identità delle persone, non è stato utilizzato il loro vero nome) TESTIMONIANZE DA MINEO, ITALIA Abdoul, 42, Niger, In Libia lavoravo come autista. Il mio datore

Dettagli

Bù! di e con Claudio Milani

Bù! di e con Claudio Milani Bù! di e con Claudio Milani Testo n Francesca Marchegiano e Claudio Milani Scenografie n Elisabetta Viganò, Paolo Luppino, Armando e Piera Milani Musiche n Debora Chiantella e Andrea Bernasconi Produzione

Dettagli

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di RACCONTO TRATTO DAL LIBRO DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di Roberta Griffini, Francesca Matichecchia, Debora Roversi, Marzia Tanzini Disegno di Pat Carra Filcams Cgil Milano Margherita impiegata

Dettagli

Si ricorda cosa le hanno detto, come l ha saputo?

Si ricorda cosa le hanno detto, come l ha saputo? Intervista rilasciata su videocassetta dalla Sig.ra Miranda Cavaglion il 17 giugno 2003 presso la propria abitazione in Cascine Vica, Rivoli. Intervistatrice: Prof.ssa Marina Bellò. Addetto alla registrazione:

Dettagli

I garibaldini fecero irruzione nella via verso la Fiera Vecchia, oggi via Garibaldi. Qualche finestra si aperse, qualche testa si sporse, ma gente

I garibaldini fecero irruzione nella via verso la Fiera Vecchia, oggi via Garibaldi. Qualche finestra si aperse, qualche testa si sporse, ma gente GARIBALDI A PALERMO Giuseppe Cesare Abba nella sua Storia dei Mille fornisce un racconto dettagliato degli incredibili giorni che segnarono la fine del dominio borbonico a Palermo. Dopo lo sbarco a Marsala

Dettagli

I NONNI FANNO LA STORIA. La seconda guerra mondiale

I NONNI FANNO LA STORIA. La seconda guerra mondiale I NONNI FANNO LA STORIA La seconda guerra mondiale In occasione del 25 aprile, giorno della liberazione dal regime nazifascista, abbiamo intervistato i nostri nonni per conoscere la guerra che loro hanno

Dettagli

Mario Teglio LA MIA VITA CON LE LEGGI RAZZIALI DEL1938 CONSEGUENZE DELLA LEGGE SULLA MIA FAMIGLIA

Mario Teglio LA MIA VITA CON LE LEGGI RAZZIALI DEL1938 CONSEGUENZE DELLA LEGGE SULLA MIA FAMIGLIA Mario Teglio LA MIA VITA CON LE LEGGI RAZZIALI DEL1938 CONSEGUENZE DELLA LEGGE SULLA MIA FAMIGLIA Siamo nel 1938 e la mia famiglia, composta da 5 persone (i miei genitori e noi tre figli), viveva come

Dettagli

AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE

AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE FEBBRAIO 2014 ANNO III N. 7 SCUOLA PRIMARIA STATALE DI GRANTORTO AUTORI: ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE Questo numero parla di un argomento un po scottante : IL BULLISMO! I PROTAGONISTI LA VITTIMA Nel mese

Dettagli

Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE

Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE L amore nell amore Vincenzo Rimola L AMORE NELL AMORE poesie www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Vincenzo Rimola Tutti i diritti riservati L amore è: passione, possessione, ossessione, liberazione

Dettagli

La seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale La seconda guerra mondiale 1939: l inizio del conflitto Il 1 settembre la Germania invade la Polonia che crolla dopo un mese. In base agli accordi, l URSS occupa la Polonia orientale, le repubbliche baltiche

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

Anna Rinaldin Università Ca Foscari, Venezia. Aspetti dell «italiano scolastico» nei temi della scuola media

Anna Rinaldin Università Ca Foscari, Venezia. Aspetti dell «italiano scolastico» nei temi della scuola media Anna Rinaldin Università Ca Foscari, Venezia Aspetti dell «italiano scolastico» nei temi della scuola media Lettere in classe. Percorsi didattici del TFA di area letteraria della Sapienza, a cura di Paola

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Non sapevo veramente cosa aspettarmi Pensavo sarebbe stato qualcosa di simile a quello che avevo fatto a casa mia a Briarwood. Pensavo di trovare famiglie senza casa, gente povera, e senso di isolamento.

Dettagli

FIABE CINESI E TIBETANE

FIABE CINESI E TIBETANE http://web.tiscali.it FIABE CINESI E L'uccello a nove teste La pantera I geni dei fiori TIBETANE Le montagne innevate e l'uccello della felicità. L'UCCELLO A NOVE TESTE C'erano una volta un re e una regina

Dettagli

LA RAGAZZA DELLA FOTO

LA RAGAZZA DELLA FOTO dai 9 anni LA RAGAZZA DELLA FOTO LIA LEVI Illustrazioni di Desideria Guicciardini Serie Arancio n 78 Pagine: 240 Codice: 978-88-566-3995-7 Anno di pubblicazione: 2014 L AUTRICE Lia Levi, di famiglia ebrea,

Dettagli

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3

NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 Zeta 1 1 2 NATALINA INSERRA FABIO, UNA VITA SPEZZATA quando l errore medico cambia l esistenza Bonfirraro Editore 3 2010 by Bonfirraro Editore Viale Ritrovato, 5-94012 Barrafranca - Enna Tel. 0934.464646-0934.519716

Dettagli

B- Si, infatti lui non avrebbe mai pensato che avrei potuto mettere un attività di questo tipo

B- Si, infatti lui non avrebbe mai pensato che avrei potuto mettere un attività di questo tipo INTERVISTA 9 I- Prima di svolgere questa attività, svolgeva un altro lavoro B- Io ho sempre lavorato in proprio, finito il liceo ho deciso di non andare all università, prima ho avuto un giornale di annunci

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA

SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE LUCIA NON LO SA SETTIMA LEZIONE 72 Lucia non lo sa Claudia Claudia Come? Avete fatto conoscenza in ascensore? Non ti credo. Eppure devi credermi, perché è la verità. E quando? Un ora fa.

Dettagli

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi)

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi) Elena Ana Boata Il viaggio di Anna Proprietà letteraria riservata. 2007 Elena Ana Boata 2007 Phasar Edizioni, Firenze. www.phasar.net I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte

Dettagli

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te Domenica, 19 aprile 2009 Il Signore è con te Marco 16:15-20- E disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi

Dettagli

MA COSA SARA QUELLO STRANO BIDONE? VIAGGIO AVVENTUROSO NEL MONDO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CISTERNA D ASTI 1 19 NOVEMBRE 2010

MA COSA SARA QUELLO STRANO BIDONE? VIAGGIO AVVENTUROSO NEL MONDO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CISTERNA D ASTI 1 19 NOVEMBRE 2010 MA COSA SARA QUELLO STRANO BIDONE? VIAGGIO AVVENTUROSO NEL MONDO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A CISTERNA D ASTI 1 19 NOVEMBRE 2010 Il cantoniere di Cisterna, Roberto Massocco, ci ha portato un bel bidone

Dettagli

UN FIORE APPENA SBOCCIATO

UN FIORE APPENA SBOCCIATO UN FIORE APPENA SBOCCIATO "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). uesto verso racchiude tutto

Dettagli

Dimmi che è solo un sogno!

Dimmi che è solo un sogno! Mariuccia FADDA Istituto Tecnico Commerciale G. Dessì, classe 4 a E Dimmi che è solo un sogno! Tutto è iniziato con uno stupido intervento alla gamba, in quello stupido ospedale, con quello stupido errore

Dettagli

Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi

Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi In mare aperto: intervista a CasAcmos Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi Nel mese di aprile la Newsletter ha potuto incontrare presso Casa Acmos un gruppo di ragazzi

Dettagli

LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA

LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA LE TAPPE DELLE UNIFICAZIONI ITALIANA E TEDESCA 1848-1849 La Prima Guerra d Indipendenza Nel 1848 un ondata rivoluzionaria investì quasi tutta l Europa. La ribellione scoppiò anche nel Veneto e nella Lombardia,

Dettagli

Palomba Chiara 2D. Alice si è ora svegliata

Palomba Chiara 2D. Alice si è ora svegliata ISIS F.S. NITTI Palomba Chiara 2D Alice si è ora svegliata La mia storia ha inizio sei anni fa,quando ho conosciuto quello che pensavo fosse l amore della mia vita. All inizio era tutto perfetto: c era

Dettagli

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.)

(Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) 23 febbraio 2014 penultima dopo l Epifania h. 18.00-11.30 (Messa vigiliare del sabato: la voce guida prima che l organo introduca con solennità l ingresso della processione.) Celebriamo la Messa vigiliare

Dettagli

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci

L idea dunque di ritrovarsi dei tutori, per di più sconosciuti, anche in vacanza, non era il massimo. Carlo però ci aveva subito tranquillizzati, ci CAPITOLO 1 La donna della mia vita Oggi a un matrimonio ho conosciuto una donna fantastica, speciale. Vive a Palermo, ma appena se ne sente la cadenza, adora gli animali, cani e cavalli soprattutto, ma

Dettagli

Test di progresso in italiano

Test di progresso in italiano Test di progresso in italiano 1. Noi le ragazze ungheresi. A) siete B) sono C) siamo D) sei 2. Giuseppe, sono senza soldi,..? A) ha 10 euro B) hai 10 euro C) ho 10 euro D) abbiamo 10 euro 3. -Cosa oggi

Dettagli

La spiaggia di fiori

La spiaggia di fiori 37 La spiaggia di fiori U na nuova alba stava nascendo e qualcosa di nuovo anche in me. Remai per un po in direzione di quella luce all orizzonte, fino a che l oceano di acqua iniziò pian piano a ritirarsi

Dettagli

FIABE GIAPPONESI. La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. Le Creature delle fiabe giapponesi.

FIABE GIAPPONESI. La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. Le Creature delle fiabe giapponesi. http://web.tiscali.it La principessa del bambù. La fanciulla del melone. Le due Fortune. Luna e Stella. FIABE GIAPPONESI Le Creature delle fiabe giapponesi. LA PRINCIPESSA DEL BAMBÙ. C'erano una volta

Dettagli

INTRODUZIONE. La ragazza

INTRODUZIONE. La ragazza 5 INTRODUZIONE La ragazza Il braccio era vicino al telefono. Forse la ragazza aveva cercato di chiamare qualcuno, ma poi non aveva avuto il tempo di farlo. I lunghi capelli neri scendevano sul viso e coprivano

Dettagli

APPARIZIONI DI NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA (BRASILE), 1987-

APPARIZIONI DI NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA (BRASILE), 1987- APPARIZIONI DI NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA (BRASILE), 1987- Anguera, 05 giugno 2010 Ciò che vi ho rivelato qui non l ho mai rivelato prima in nessuna delle mie apparizioni nel mondo. Solo in questa terra

Dettagli

Reference 1-0,73% Coverage

Reference 1-0,73% Coverage - 1 reference coded [0,73% Coverage] Reference 1-0,73% Coverage Dove ti piacerebbe andare ma anche vivere sì, sì. All interno dell Europa, sicuramente. Però mi piacerebbe vedere anche

Dettagli

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

------------------------------------------------------------------------------------------------------- pelle su pelle Testo tratto dalle interviste realizzate in occasione della festa del volontariato - Casalecchio di Reno 22 aprile 2013 a cura dell associazione di promozione sociale Gruppo Elettrogeno

Dettagli

PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III II QUADRIMESTRE DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI

PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III II QUADRIMESTRE DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI DIREZIONE DIDATTICA STATALE A. D ANDRADE PAVONE CANAVESE SCUOLA PRIMARIA STATALE DI PROVE DI VERIFICA DI ITALIANO CLASSE III ANNO SCOLASTICO II QUADRIMESTRE ALUNNO/A PROVE DI VERIFICA PERIODO: SECONDO

Dettagli

Il Gatto con gli stivali. Un mugnaio venuto a morte Lasciò ai figliuoli una triste sorte

Il Gatto con gli stivali. Un mugnaio venuto a morte Lasciò ai figliuoli una triste sorte Il Gatto con gli stivali Un mugnaio venuto a morte Lasciò ai figliuoli una triste sorte Ogni suo bene aveva disfatto Tranne un mulino, un asino e un gatto Le divisioni furon presto fatte Senza bisticci

Dettagli

Dio ricompensa quelli che lo cercano

Dio ricompensa quelli che lo cercano Domenica, 22 agosto 2010 Dio ricompensa quelli che lo cercano Ebrei 11:6- Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo

Dettagli

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. IL 23 FEBBRAIO SIAMO ANDATI ALLA SCUOLA CARMINATI PER PARLARE CON I RAGAZZI DI 2B DELL ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. COME AL SOLITO CI SIAMO MESSI IN CERCHIO ABBIAMO ASCOLTATO LA FIABA DEI Mille

Dettagli

dal sito Lager e deportazione Le testimonianze: Giorgio Cassani

dal sito Lager e deportazione Le testimonianze: Giorgio Cassani Giorgio Cassani Nato a Imola il 19.08.1923 Intervista del: 14.10.2004 a Imola TDL: n. 203 durata: 37 circa Arresto: 6 aprile 1944 a Lambrois (Francia) Carcerazione: Digne (caserma), Marsiglia (prigioni),

Dettagli

Scuola elementare G. Pascoli - Biella Vaglio Classe IV - Insegnante: Delzoppo Silvia

Scuola elementare G. Pascoli - Biella Vaglio Classe IV - Insegnante: Delzoppo Silvia Scuola elementare G. Pascoli - Biella Vaglio Classe IV - Insegnante: Delzoppo Silvia PAROLE VERBI amore armi assenza libertà crudeltà disperazione dolore egoismo fame fascisti guerra incoscienza innocenti

Dettagli

IL MIRACOLO DELLA TREGUA DI NATALE

IL MIRACOLO DELLA TREGUA DI NATALE IL MIRACOLO DELLA TREGUA DI NATALE CENTENARIO DELLE TREGUE DI NATALE Venerdì 25 dicembre 1914, Belgio, settore settentrionale del fronte occidentale, trincee delle Fiandre, sud di Ypres: è il primo Natale

Dettagli

La liberazione a Firenze e Scandicci

La liberazione a Firenze e Scandicci La liberazione a Firenze e Scandicci Firenze I Partigiani attraversano piazza Beccaria per ricongiungersi alle forze alleate e continuare la Liberazione verso il Mugnone e oltre Firenze. Firenze liberata

Dettagli

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei.

Ha più o meno cinquant anni, presumo? domandò l uomo senza scostarsi da lei. Mathilde tirò fuori l agenda e scrisse: «Il tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli». Bevve un sorso di birra e lanciò un altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti

Dettagli

- 1 reference coded [3,14% Coverage]

<Documents\bo_min_11_M_16_ita_stu> - 1 reference coded [3,14% Coverage] - 1 reference coded [3,14% Coverage] Reference 1-3,14% Coverage quindi ti informi sulle cose che ti interessano? sì, sui blog dei miei amici ah, i tuoi amici hanno dei

Dettagli

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione.

una mutevole verità 5 U tuzz ebbe un lieve sussulto. Poi si voltò e si strinse nelle spalle in un impercettibile gesto di rassegnazione. Prologo Cardinale Lorenzo detto u tuzz cioè «la testata» era un rapinatore, specializzato in banche e uffici postali. Lui e i suoi complici avevano una tecnica semplice e molto efficace: rubavano un auto

Dettagli

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno

Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Accoglienza: storie La storia del piccolo Arco Baleno Il piccolo Arco Baleno viveva tutto solo sopra una nuvola. La sua nuvoletta aveva tutte le comodità: un letto con una grande coperta colorata, tantissimi

Dettagli

La rivelazione della Parola di Dio

La rivelazione della Parola di Dio Domenica, 26 settembre 2010 La rivelazione della Parola di Dio Salmo 119:130- La rivelazione delle tue parole illumina; rende intelligenti i semplici. Apro la bocca e sospiro, per il desiderio dei tuoi

Dettagli

STAFFETTA DEL TESORO un nuovo 25 aprile

STAFFETTA DEL TESORO un nuovo 25 aprile STAFFETTA DEL TESORO un nuovo 25 aprile Premessa A quasi 70 anni dalla Liberazione proporre alle scolaresche incontri con ex partigiani è sempre più difficile, per ragioni soprattutto anagrafiche. Viene

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

(da La miniera, Fazi, 1997)

(da La miniera, Fazi, 1997) Che bello che questo tempo è come tutti gli altri tempi, che io scrivo poesie come sempre sono state scritte, che questa gatta davanti a me si sta lavando e scorre il suo tempo, nonostante sia sola, quasi

Dettagli

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è

Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è I fogli bianchi Ogni fatto e personaggio è puramente casuale, nomi e cognomi sono puramente di fantasia e quindi non riconducibili alla realtà, anche il racconto è frutto di immaginazione e non ha nessuna

Dettagli

SERGIO COLMES INDAGA Tre settembre duemilanove. Nell hotel Augustus tutto procedeva normalmente: il portiere stava alla reception, il tuttofare

SERGIO COLMES INDAGA Tre settembre duemilanove. Nell hotel Augustus tutto procedeva normalmente: il portiere stava alla reception, il tuttofare SERGIO COLMES INDAGA Tre settembre duemilanove. Nell hotel Augustus tutto procedeva normalmente: il portiere stava alla reception, il tuttofare puliva le scale e alcuni clienti erano al bar. L hotel si

Dettagli

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro ***

IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** IPNOTICA DOMENICA un racconto horror-splatter-sentimentale di marco montanaro *** Dormi. Lo ricordavo bene il tuo sonno: fragile e immobile di notte, inquieto e sfuggente al mattino. Ho messo su il disco

Dettagli

La Seconda Guerra Mondiale 1939-1945

La Seconda Guerra Mondiale 1939-1945 La Seconda Guerra Mondiale 1939-1945 A partire dal 1935 la Germania nazista di Hitler iniziò ad attuare la sua politica espansionistica, approfittando della debolezza e delle problematiche economiche di

Dettagli

Bombardamenti a Brindisi

Bombardamenti a Brindisi BRINDISINI LA MIA GENTE Bombardamenti a Brindisi Giovanni Membola Via Cittadella, e al fondo Via Santa Aloy, all alba del 8 novembre 1941 Cosimo Guercia Le abitazioni bombardate Roberto Guadalupi Bombardamenti

Dettagli

I Classici facili raccontati da Carlo Scataglini. Pinocchio

I Classici facili raccontati da Carlo Scataglini. Pinocchio I Classici facili raccontati da Carlo Scataglini Pinocchio Indice illustrato CAPITOLO 1 Tutto comincia con un pezzo di legno............. 7 CAPITOLO 2 Quando un burattino ha fame.... 17 CAPITOLO 3 Il Gran

Dettagli

La strada che non andava in nessun posto

La strada che non andava in nessun posto La strada che non andava in nessun posto All uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto. Martino lo sapeva perché

Dettagli

La maestra Stefania G.

La maestra Stefania G. A 90 anni dalla fine della 1 guerra mondiale, mi è sembrato particolarmente importante ricordare con i miei alunni di classe 3 della Scuola Primaria di Liedolo i fatti senza retorica, ma in modo chiaro

Dettagli