I presupposti per un cambiamento della Rete

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1 SCENARI SPECIALE NGN2 I presupposti per un cambiamento della Rete ROBERTO SARACCO La tecnologia costituisce un fattore abilitante all evoluzione di sistemi complessi, quali una rete di telecomunicazione, ma anche un elemento trainante, considerando non la tecnolgia nella rete, ma quella che va a collocarsi ai bordi, negli apparati che a questa si collegano. Questa seconda area può, in qualche modo, essere associata alla domanda potenziale, anche se in realtà ne è un semplice presupposto. In questo articolo si considerano entrambi questi aspetti, ovvero evoluzione complessiva della tecnologia e della relativa domanda, visti proprio in termini di abilitazione allo sviluppo della NGN2. 1. Introduzione Alcuni macro analisti ritengono che oggi si sia all inizio di una nuova fase dell evoluzione della conoscenza in termini di fattori abilitanti nella Società dell Informazione. La prima fase è in genere caratterizzata dai computer e dalla loro diffusione, prima in nicchie e poi nel mass market. La seconda fase è stata caratterizzata dalla connessione dei computer attraverso le reti di telecomunicazioni (ad aprile 2007 si stima che vi siano oltre 1 miliardo di computer connessi ad Internet). La terza fase, ancora iniziale, è caratterizzata dalla connessione tra persone. A fine aprile 2007 Internet World Stats stima siano connessi ad Internet persone (notare la precisione!) ed è da queste connessioni, e in particolare dal modo in cui operano le persone connesse, che deriva una caratterizzazione nuova del valore nella Società della Conoscenza. Se, infatti, nella prima fase il valore primario stava nell efficienza (i computer aggregano le informazioni e le rendono elaborabili e quindi fruibili in modo variegato) e nella seconda fase le informazioni sono rese effettivamente accessibili in ogni momento, grazie alla connettività che permette a ciascuno, potenzialmente in qualunque situazione, di richiedere un informazione e trovarsela disponibile sul terminale in poco tempo, in questa terza fase le informazioni derivano dalla connessione tra le persone che diventano al tempo stesso fruitori, produttori e certificatori delle informazioni stesse. Questo porta immediatamente all emergere di flussi informativi centripeti che mettono in crisi l attuale offerta asimmetrica della rete. I 380 kbps in upstream, cioè dalla periferia alla rete, diventano un collo di bottiglia, come molti hanno già toccato con mano, banalmente, quando provano a mandare i 100 MB delle foto scattate in un week end (equivalenti a una cinquantina di foto prese con una macchina digitale da 5 Mpixel) e scoprono che occorre ben più di un ora per effettuare il trasferimento. Se le foto fossero quelle di una vacanza, e scattate con le nuove macchine fotografiche da 10 Mpixel i tempi necessari diventerebbero di qualche giorno. Social Communities, Wiki, Blog, Podcast, Second Life: nomi che fanno parte di questa terza fase e che portano immediatamente alla necessità di ripensare la rete, che diventa sempre più un infrastruttura di connessione tra persone, non più tra terminali. NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio

2 Nei paragrafi seguenti vedremo alcune delle evoluzioni tecnologiche che stanno rendendo possibile questa nuova fase e come queste stesse evoluzioni permettano di disegnare una rete nuova, non solo in termini di connettività fisica, ma anche logica. 2. La crescita delle informazioni L università di Berkeley, nel 2000 e nel 2003, ha pubblicato due studi sulla quantità di informazioni create. La metodologia utilizzata misurava le informazioni in bit equivalenti, sulla base di una conversione virtuale in bit di tutte le informazioni considerate, da quelle pubblicate sui giornali, alle fotografie, dai film, alle radiografie. I dati indicavano una crescita vertiginosa delle informazioni nei periodi considerati, arrivando, nel 2003, a raggiungere i 5 EB (miliardi di GB) di informazioni create e 17 EB trasmesse. Lo studio concludeva con la previsione di un raddoppio nelle informazioni prodotte ogni anno. Questo significherebbe essere arrivati ad aver prodotto 40 EB nel La recente pubblicazione dello studio realizzato da IDC sulle informazioni create, memorizzate e trasmesse nel 2006 conferma in modo sorprendente quella previsione. Secondo IDC nel 2006 le informazioni prodotte hanno raggiunto l equivalente di 41 EB e quelle trasmesse un volume di 161 EB (il che significa un incremento leggermente superiore ad un raddoppio per ogni anno). Le previsioni per il 2010, come mostrato in figura 1, indicano una prosecuzione di questo trend per raggiungere i 700 EB di informazioni create e i 988 EB di informazioni trasmesse (questo dato presume un rallentamento nel ritmo di crescita, un raddoppio ogni 17 mesi anziché ogni 12). Vi sono tre elmenti interessanti, dal nostro punto di vista, collegati a questi studi e tendenze. Il primo è che, mentre nello studio sull anno 2000 una buona parte delle informazioni era convertita in modo fittizio in bit, essendo in realtà codificata in carta, inchiostro, pellicola, nel 2003 si è vista una marcata diminuzione, proseguita fino al 2006, in cui in molte aree si è avuto uno spostamento da atomi a bit; ad esempio le foto digitali (stampate) hanno superato quelle su pellicola, la musica scaricata via rete (legalmente o meno) ha superato quella venduta attraverso atomi, i film prodotti in digitale si sono avvicinati a quelli prodotti su pellicola. Per il 2010 la previsione è di un capovolgimento tra bit e atomi rispetto al 2003 con una fortissima prevalenza dei bit. Il secondo elemento è, per così dire, l informazione amatoriale. Questa già nel 2003 equivaleva a quella prodotta dai professionisti dell informazione; (si escludono da questa analisi i bit legati alla telefonia voce); nel 2006 l informazione amatoriale superava di 10 volte quella prodotta dai professionisti e nel 2010 il rapporto si avvicinerà a 100:1. Il terzo elemento è la quantità di memoria. Questa, pur continuando a aumentare, sarà inferiore alla quantità di informazioni prodotte e trasmesse. Nel valutare la quantità di memoria, tuttavia, occorre distinguere tra quella presente on-line, cioè accessibile tramite la rete, quella presente onprocessing, cioè accessibile a computer per un elaborazione locale, e quella off -line. Lo stesso film può essere memorizzato in un video server del content provider, in centinaia di server nella rete, in milioni di computer e in milioni di DVD. Le architetture di rete sono fortemente influenzate dalla distribuzione delle informazioni e delle applicazioni. Questa distribuzione è influenzata da fattori tecnologici (costo delle memorie in continua discesa). La capacità di banda sulle grandi direttrici influenza le architetture di duplicazione dei dati. Ad oggi sembra che la crescita del traffico peer to peer (difficile da ottimizzare con funzionalità multicasting anche se approcci alla Vid-Torrent sembrano promettere ottimizzazioni per chi gestisce le reti) sia tale da rendere comunque convenienti le duplicazioni di memoria in rete. A questi fattori tecnologici si affiancano fattori regolatori, che possono influenzare la localizzazione dei dati, fattori di protezione dei diritti d autore (DRM, Digital Rights Management) che, spingendo al controllo dei dati, portano alla duplicazione in locale delle informazioni come modo per aggirare i problemi. Vid-Torrent nasce proprio in risposta ai tentativi di bloccare lo scambio di informazioni protette (figura 2). Con questo sistema non esiste un server da cui si scaricano le informazioni ma migliaia di computer che pur possedendo tutte le informazioni ne trasmettono solo una piccola parte. Il traffico, in un certo senso, da peer to peer diventa multipeer to peer. Rimane, infine, da non sottovalutare il fattore psicologico, che porta un numero di persone a voler possedere i bit in forma di supporto di memorizzazione. La quantità enorme di dati, creati e poi trasmessi, da sola sembrerebbe giustificare un progetto di incremento significativo della capacità della infrastruttura di comunicazione in una spirale virtuosa, in cui la domanda cresce di pari passo con la crescita dell offerta (in realtà anche questa sarebbe una approssimazione visto che l aumento dell of- EB 17 EB = Miliardi di GByte Trasmitted 700 Created 670 Storage Fonte: Berkley (2003); IDC ( ) FIGURA 1 Crescita delle informazioni. I dati sono stati omogeneizzati per rappresentare le tendenze. Le fonti, infatti, hanno utilizzato metriche diverse. 54 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio 2007

3 FIGURA 2 Grafico di distribuzione del traffico in una situazione VidTorrent, in cui il contenuto è scaricato in contemporanea da molti computer (in verde) su richiesta di un utilizzatore (in giallo). Situazione in tempo reale nel campus del MIT. ferta ha un andamento discreto mentre quello della domanda è in qualche modo continuo). Tuttavia, se introduciamo la dimensione economica, abbiamo un elemento certo, il costo per rinnovare l infrastruttura ed uno molto incerto, i ritorni economici generati dall incremento di traffico e dei servizi. Cruciale a questo riguardo è la comprensione di quale sia il fattore stimolante la crescita di sistema: le persone oggi fotografano molto più di ieri, in quanto hanno più voglia di fotografare e sono disposte a spendere di più per soddisfare questo loro bisogno, o fotografano di più perché costa molto meno fotografare? Se si guardano i numeri complessivi, la risposta è più nel senso di un minor costo che ha stimolato i click, piuttosto che il contrario. Diverso il caso del telefonino. Le persone complessivamente oggi spendono di più di quanto spendessero ieri. Il telefonino ha occupato uno spazio economico a svantaggio di altri settori. Ma cosa si può dire per le informazioni che vediamo crescere? La stragrande maggioranza di queste, siano di tipo multimediale/televisivo, siano testuale o voce (su IP) sembrano caratterizzarsi più per una diminuzione dei costi, che non per una disponibilità (o interesse) ad una maggiore spesa. Certo che se le cose stessero proprio così, diventa difficile proporre, per finalità di business, un rinnovamento della rete motivato dalla crescita della domanda di trasporto. 3. Spostamento del valore legato alle informazioni Occorre tuttavia tenere presenti altri fattori della domanda che si accompagnano a un maggiore introito e che quindi possono far quadrare i conti. Un primo fattore è direttamente legato alla crescita delle informazioni prodotte, trasmesse e memorizzate. Il valore non risiede più nell informazione stessa, ma deriva dalla sua localizzazione (Storage), dalla possibiità di elaborarla (Processing) per trasformarla in qualcosa che si adatta al contesto specifico e dal significato (Semantica) dell informazione. Questo è un aspetto cruciale. Una stessa informazione può significare cose diverse a persone diverse ed anche assumere significati diversi per una stessa persona in momenti diversi. Questo spostamento del valore è di forte importanza per il business di un azienda di telecomunicazioni, che, conoscendo il proprio cliente ed essendo in grado di seguirlo ovunque si trovi, è in grado di mediare tra cliente e informazioni. Un secondo elemento è legato indirettamente alle informazioni e precisamente alla possibilità di collegare informazioni tra loro per fornire da un lato servizi a reale valore aggiunto e dall altro permettere il loro sviluppo nell ambito di un ecosistema. E questo è il momento opportuno per chiarire cosa intendo con servizi a valore aggiunto: quelli per cui si chiede al cliente di pagare di più e a cui il cliente acconsente, perché ne percepisce il valore. In questo senso non è valore aggiunto proporre un bundle di servizi, in cui la somma dei prezzi singoli è maggiore del prezzo che viene richiesto. Il triple play offerto, come si vedono le pubblicità in USA, in termini di prendi il servizio da me e paghi 110 dollari anziché i 160 che dovresti pagare se pagassi separatamente la connessione a Internet, telefono cavo e televisione non è un servizio a valore aggiunto, è in effetti un distruttore complessivo di valore (utile magari per acquisire market share o bloccare la concorrenza...). Il collegamento tra informazioni è un qualcosa che si sta sviluppando tumultosamente, in gran parte situandosi fuori della rete. Un esempio sono i mash ups, punti del web a cui un cliente accede per trovare informazioni aggregate in modo visivo, facile da percepire e capire, in cui diversi attori, indipendentemente l uno dall altro, offrono dati che si vanno ad aggregare in modo variabile a seguito delle interazioni con il navigatore. Lo strato di base per molti mash ups è costituito dalle mappe della terra rese disponibili da Google Earth. Su questo strato si vanno ad aggregare fotografie (Planet, Flickr), informazioni sui voli (British Aairways), sugli alberghi (Marriott), su informazioni collegate a quel luogo (CNN, Times). Questo collegamento può essere visto in modo prospettico come fonte di nuovi introiti per una società di telecomunicazioni. In un certo senso si viene a creare, per una varietà di catene del valore, la figura dell aggregatore, che non necessariamente deve concordare cosa si deve aggregare con i vari attori, (quanto succede con il sistema imode di DoCoMo in cui l aggregazione avviene controllando interfaccia e billing), ma che invece mette a disposizione piattaforme e servizi su cui altri costruiscono una offerta. Questo è quanto fa oggi ad esempio Google, che regala le sue mappe a chiunque, mantenendosi il diritto di veicolarvi sopra la pubblicità. Un operatore di telecomunicazioni può certamente entrare in questo modello di business, ma può svilupparne altri che sono in qualche modo più consoni alla sua tradizione. Ad esempio un Operatore conosce molto del suo cliente (in senso tecnico) e della sua posizione. SPECIALE NGN2 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio

4 Inoltre conosce la distribuzione dei clienti e questo può essere messo a valore per l offerta di servizi da parte di terzi. Il punto qui è di spostare a valle la percezione del valore e a monte il ritorno economico! Si pensi, ad esempio, all IPTV (Internet Protocol Television), vista non come fruizione di contenuti a pagamento (in cui l Operatore si fa pagare dal cliente finale, ma poi rigira una buona parte del ricavo al proprietario dei contenuti), ma piuttosto all IPTV vista come piattaforma. Il concetto di piattaforma è importante e necessita di alcuni approfondimenti. Qui il termine è utilizzato in senso economico, non informatico. Una piattaforma è un insieme di oggetti, caratteristiche, regole che possono dare origine allo sviluppo di un dato business. Un esempio è l ipod che è diventato, grazie al suo successo di massa, una piattaforma e che, essendo diventato una piattaforma, a sua volta ha moltiplicato il valore per Apple. Attorno all ipod si sono sviluppate una varietà di oggetti, che sfruttano la sua penetrazione e al contempo ne aumentano l appetibilità. Esistono oltre 3000 oggetti agganciati alla piattaforma ipod, che ne hanno aumentato l appetibilità, andando a stimolarne l adozione in nicchie che, magari, hanno acquistato un unico gadget, ma che comunque hanno fatto vendere un ipod in più alla Apple. Tutti questi gadget costituiscono l ecosistema ipod, al quale si può far anche corrispondere la comunità degli ipodiani. A questo ecosistema appartengono anche i nuovi modi di comunicare, i Podcast e VideoCast, le fotografie pensate per l ipod, le animazioni, i libri. Ma torniamo all IPTV. La differenza tra una distribuzione di contenuti video effettuata tramite broadcast e l IPTV si può sintetizzare nella possibilità di conoscere, in modo specifico, il cliente (si noti come questo non sia scontato in molte IPTV in cui viene forzato il paradigma della fruizione televisiva per cui si conosce il televisore ma non chi ci sta davanti) e la sua localizzazione. Questo permette di personalizzare il flusso dei contenuti a favore di terzi in un architettura mash ups. Possono, ad esempio, essere rese disponibili informazioni sovrapposte alle immagini che via via scorrono in un film, sovrapposizioni che provengono da diversi produttori, che, in qualche modo, ricevono l accesso tramite la mediazione del distributore dell IPTV. In pratica il valore sta nella possibilità del controllo flessibile delle informazioni che scorrono, piuttosto che nell informazione stessa. Al Media Lab stanno lavorando per creare un sistema che permetta di sostituire oggetti presenti in un filmato, ad esempio in funzione del cliente che sta guardando il film appare la lattina di Coca Cola piuttosto che una bottiglia di Gin Spostamento del valore legato alla fruizione delle informazioni I sistemi di visualizzazione continuano ad evolvere sia sotto il profilo tecnico, sia dal punto di vista produttivo (con le ovvie ricadute economiche). Quello che oggi sta avendo il maggiore impatto è proprio l evoluzione del processo produttivo, diventato molto complesso anche in termini di attori coinvolti. La Samsung acquista alcuni componenti base per i nuovi schermi piatti da alcune aziende statunitensi, assembla gli schermi nei suoi stabilimenti in Corea, mentre la costruzione del televisore viene completata altrove (in Messico per il mercato statunitense). Queste ottimizzazioni continuano a far scendere il costo/prezzo degli schermi, a tal punto da aver creato enormi problemi nel retail. Gli schermi, poi, diventano sempre più grandi e nella prossima decade aumenteranno ulteriormente la loro definizione e questo non perché il segnale televisivo richieda definizioni maggiori, ma perché su quegli schermi si andranno a veicolare informazioni a definizione molto più alta della televisione (figura 3). FIGURA 3 Micro schermi in grado di comunicare o di essere inseriti ovunque. Il loro costo è di qualche euro. Se avete appena acquistato una macchina fotografica digitale è praticamente certo che questa ha una definizione almeno doppia rispetto all HDTV. Nella prossima decade avremo una piattaforma costituita da macchine fotografiche digitali, in grado di fornire immagini 10 volte più definite rispetto al segnale televisivo (figura 4). Queste immagini saranno fruite internamente alla casa, ma anche condivise con amici e parenti e visualizzate su nuovi schermi, quasi come se fossero dei dipinti. Pensate a quanti quadri avete in casa. Certamente di più che televisori, ma in futuro molti quadri non saranno più su tela, ma su silicio. Iniziamo già oggi a vedere i primi esempi: le cornici digitali erano una rarità lo scorso anno, ora stanno diventando comuni sugli scaffali dei supermercati. Un ulteriore elemento di spostamento di valore è lo spostamento degli eye-balls, come viene definito dalle persone del marketing (figura 5). L attenzione (gli occhi) sta abbandonando sempre più il televisore tradizionale per portarsi su altre 56 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio 2007

5 Mega Mpx 100 Mbps Digital Cameras Screens 2 Mpx 15 Mbps Home Bandwidth TV - HDTV - TrueLifeTV WQXGA HDTV = High Definition TV NED = Nano Emissive Display WQXGA = Wide Quad Extended Graphics Array av. Bandwidth per home NED FIGURA 4 Previsione di crescita della definizione delle Digital camera rispetto a quella dell HDTV. cose, non necessariamente il PC. Pensiamo al crescente ruolo delle game station (che oggi si sono diffuse a tal punto da far venire voglia a Microsoft e a Sony di utilizzarle come hub per il controllo della casa), ai giocattoli (sempre più sono connessi a una rete ), alle comunità sociali legate dalla presenza di un interattività sincrona e asincrona. Ma proviamo anche ad immaginare che qualunque oggetto può diventare un punto di attrazione dell attenzione, su cui (ed è qui la novità) diventa possibile veicolare informazioni e servizi. L evoluzione della visualizzazione si muove su due direttrici di primario interesse per il business delle telecomunicazioni. L aumento della definizione e la pervasività della visualizzazione. Non è lontano il momento in cui le etichette del barattolo di conserva diventeranno schermi in grado di interagire tramite immagini diverse a seconda di chi prende in mano il barattolo! Alcuni studi stanno immaginando di creare dei grandi schermi con barattoli di pomodori, in modo che, quando si passa di fianco allo scaffale, si vede l immagine del FIGURA 5 Sistema automatico di misura dell attenzione e dello stato emotivo realizzato al Media Lab per monitorare la reazione a spettacoli televisivi. campo da cui sono stati raccolti, mentre quando lo si prende in mano, quel barattolo inizia a mostrare informazioni specifiche, come la data di scadenza. L attenzione è un elemento di valore fondamentale e questa può essere reinterpretata tramite la connettività. Una rete, in cui non vi siano limiti di banda, in cui sia possibile l accesso mediato ad informazioni legate ad una comunità, (nel senso in cui ogni singolo appartiene a molte comunità ed in un particolare istante a quella che ha la prevalenza) diventa un elemento fondamentale per il business complessivo, una piattaforma a cui il Business, con la B maiuscola, si aggrega in modo spontaneo. L aumento della definizione ha un impatto percettivo importante. Sappiamo, infatti, che al superamento di una certa soglia i nostri occhi non sono più in grado di distinguere l immagine elettronica dalla realtà. Si noti che l immagine elettronica può avere una profondità che non è raggiungibile dalla carta (stanno in effetti apparendo i primi schermi con superfici lenticolari o a separazione di immagine che danno un senso di profondità anche notevole all immagine). Queste immagini raddoppiano la richiesta di banda, ma questo aumento è trascurabile rispetto alla numerosità di oggetti che richiederanno banda e che la richiederanno nella misura in cui questa sarà percepita come gratis (anche se non lo è: pensiamo all uso che facciamo dell energia elettrica; ogni nuovo elettrodomestico che acquistiamo consuma ma questo consumo non è affatto percepito e, in genere, non condiziona l acquisto). La gratuità della banda, credo, sia un elemento di cui occorra tenere conto, perlomeno in prospettiva. La banda costa, ma se è gratis per il cliente finale, chi paga? Nuovi modelli di business sono essenziali per uscire fuori da questo paradosso. Torniamo all impatto percettivo dell altissima definizione. Studi recenti hanno dimostrato che aumenta l interesse ad interagire con le immagini, e dove c è interattività c è un elemento a vantaggio delle infrastrutture di telecomunicazioni. Vi sono interessanti lavori in corso alla Carnegie Mellon University e al Media Lab (figura 6). Ad esempio il gruppo del Media Lab, che si occupa delle frontiere del cinema, oggi lavora esclusivamente sui telefonini come strumenti su cui sperimentare le frontiere del cinema e certamente non per il loro schermo! L interesse deriva dal fatto che il telefonino ha interiorizzato le tre caratteristiche su cui si sta lavorando per il cinema del futuro: identificazione di chi guarda per adattare la modalità rappresentativa, localizzazione per contestualizzare il racconto e interazione. Attenzione, nessuno imma- SPECIALE NGN2 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio

6 FIGURA 6 Banco di sperimentazione per il cinema olografico. Siamo ancora molto distanti da un prodotto fruibile in questo campo ma la ricerca continua ad esplorare nuove direzioni per la visualizzazione, assumendo che la banda richiesta non sia un problema. gina che il cinema del futuro sia una sostituzione del cinema di oggi. Tutt altro. Si tratta di una nuova modalità espressiva, che fa leva su nuove disponibilità tecnologiche e porta a nuovi modelli di fruizione e, anche, di business. Il cinema, nato per essere visto in sale, insieme a tante altre persone (che permettessero la ripartizione dei costi degli apparati di proiezione) e da far girare in circuiti molto ampi (per ripartire i costi di produzione) con una durata intorno alle due ore, domani può sfruttare anche altre tecnologie e rispondere a modalità di utilizzo diverse, ad esempio creando mini filmati da fruire nell arco di qualche minuto. Inoltre, l abbattimento dei costi di produzione permette a molti di cimentarsi nel ruolo del regista, i costi distributivi praticamente azzzerati (YouTube) permettono di raggiungere nicchie geograficamente distribuite (la long tail) che di per sé non generano un business significativo. Tuttavia chi si pone nella funzione di aggregatore può sfruttare il fattore moltiplicativo di un mercato, che comuque conta miliardi di fruitori potenziali e quindi ricavare notevoli rendite. Il cinema ha subito una trasformazione dal punto di vista di modelli di business nel corso degli ultimi 15 anni: da un contenuto che trovava in se stesso il valore remunerativo, ad un contenuto alla ricerca di sponsorizzazione, al film che diventa trailer pubblicitario per la vendita di gadget (vedi Walt Disney) con un cambiamento della catena del valore, in cui il ricavato dai pop corn diventa l elemento fondamentale per i gestori delle sale cinematografiche. La catena del valore, orientata a proteggere la distribuzione cinematografica, è nel tempo cambiata per massimizzare il valore delle catene distributive, con film che si vedono in prima visione e di cui si acquista il DVD due settimane dopo perché contiene alcuni spezzoni tagliati nell edizione cinematografica o perché è da tenere in casa. Questo ha portato a vincolare i diritti sulla specifica catena distributiva; i diritti non stanno più sul contenuto, ma su come lo si distribuisce. Questo mondo del packaging va potenzialmente a favore degli Operatori, anche se viene richiesto una revisitazione di tutta la complicatissima matassa dei diritti d autore. (che poi siano in effetti dell autore è tutto da discutere). Qui conviene fare una riflessione sul DRM. Questo è nato in un contesto in cui una volta che il contenuto era rilasciato diventava impossibile controllarne l uso successivo. Da qui lo sviluppo di tecnologia mirata a bloccarne l uso. Tu compri questo film su questo DVD e io faccio in modo di renderti impossibile la copia. Lasciando perdere l ovvia constatazione che per ogni persona dedicata a inventare sistemi per bloccare la copia ve ne sono migliaia ingegnose che si dedicano con passione a aggirare il blocco con le conseguenze visibili a tutti, conviene prendere un punto di vista di tipo economico. Ha senso cercare di bloccare la diffusione non autorizzata del contenuto o non sarebbe meglio, se si potesse, regolarla favorendola. Se scarichi una canzone da itunes non puoi usarla per sonorizzare la tua proiezione casalinga di slide via computer. Non sarebbe meglio avere un bottone su itunes che ti stimola a usare la canzone che hai acquistato anche per dare emozione alle foto e che per soli 10 cent in più ti adatta la codifica in modo da ottimizzarla per quello scopo? Io pagherei volentieri i 10 cent aggiuntivi invece di subire l umiliazione di andare a chiedere al figlio di craccare la canzone (che ho pagato) in modo da poterla usare (e sentendomi dire: vedi, l avessi scaricata gratis con emule non avresti questi problemi!). Ma si può? Certo. Ora con telecomunicazioni pervasive è possibile accompagnare il contenuto nei suoi spostamenti, adattarlo, utilizzarlo per fare pubblicità trasformare una vendita in una continua opportunità di interazione con il cliente. 5. Da prodotti a servizi Il tracciamento continuo permette di trasformare potenzialmente ogni prodotto in un servizio. Mentre il primo esaurisce l interazione tra fornitore e cliente nel momento della vendita, nel secondo l interazione continua ed è potenzialmente presente ogni volta che viene utilizzato il servizio. L ubiquità delle telecomunicazioni diventa un fattore abilitante, così come la percepita gratuità della connessione. Un tema, questo della gratuità della connessione, che ritorna e che deve spingere a considerare altri modelli di business. Nella misura, infatti, in cui la gratuità (anche solo percepita) stimola ad un utilizzo di servizi, che, indirettamente, creano maggior valore alla connettività e a chi la fornisce, i conti quadrano. Il passaggio da prodotto a servizio, inoltre, può essere gestito, tramite piattaforme (informatiche e di relazioni), in modo tale che ad un prodotto si possano associare più servizi erogabili da attori diversi, formando un ecosistema che aumenta il valore percepito e stimola l innovazione. 58 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio 2007

7 La diffusione dei sistemi di identificazione, come le tag RFID (Radio Frequency IDentification) o quelle ottiche, apre enormi spazi di business ai servizi. Un esempio per tutti. L export di vini piemontesi in Giappone ha subito un forte declino nel La ragione? I viticoltori australiani hanno iniziato a mettere su ogni bottiglia di vino esportata in Giappone un etichetta RFID che può essere letta dal telefonino (in Giappone i telefonini in grado di leggere le tag hanno superato, ad inizio 2007, i 7,5 milioni). Come mostra la figura 7, quando l acquirente ha in mano la bottiglia può appoggiarvi sopra il telefonino, che legge la tag, e fa apparire sullo schermo un menù, tramite cui il cliente può scegliere di vedere un video clip del vigneto che ha prodotto i grappoli con cui è stato fatto il vino in quella bottiglia, seguire il processo di vinificazione e imbottigliamento, ricevere suggerimenti sulla decantazione, sugli abbinamenti con cibi giapponesi. Si noti come queste informazioni non siano presenti nella tag della bottiglia. Questa è un semplice indirizzo internet a cui il telefonino viene mandato per reperire il menù e le successive informazioni. Si noti, inoltre, come queste informazioni possano essere personalizzate al richiedente in quanto al sito arriva sia la richiesta identificante la bottiglia sia le informazioni del richiedente (nella misura in cui questo è disponibile a rilasciarle) per cui diventa possibile, ad esempio, paragonare il vino della bottiglia a quello di un altra bottiglia che quel cliente aveva comprato (e si suppone bevuto) precedentemente. Ma ancora. Queste informazioni non necessariamente devono essere tutte prodotte e gestite dalla casa che vende il vino. In parte potranno essere fornite dal punto di vendita, che ha interesse a fidelizzare il cliente proponendogli altre cose, ad esempio ingaggiandolo in una valutazione organolettica on line sul vino che ha comprato per capire i suoi gusti, e meglio indirizzarlo infuturo, in parte potranno essere fornite da ristoranti, da aziende, che vendono bicchieri e che avranno interesse a far versare il vino, nei filmati proposti, o anche da aziende turistiche che potrebbero proporre di andare a bere il vino sul posto. Come si vede una varietà di attori, che si trovano casualmente agganciati in un ecosistema generato dalla bottiglia e reso possibile dalle telecomunicazioni. 6. Mass Market o Business? Fino a questo punto sembra che la NGN2 sia di primario interesse per il mercato mass market. In fondo tutte le innovazioni citate e il loro utilizzo sono riferite a quel mercato. Tuttavia se si osservano i modelli economici sottesi, si nota come in gran parte dei casi questi poggino solo in parte sul mass market. Il grosso del flusso di revenue non è arrivato dal cliente finale, che fruisce della connettività, ma deriva da chi spinge informazioni (o le eroga su richiesta o le complementa) e quindi in generale dal mondo business. FIGURA 7 Tappo con RFID utilizzato in bottiglie di vino pregiato italiano. A destra bottiglie con etichette RFID che possono essere lette da cellulari con tecnologia NFC (Near Field Communications). La NGN2, proprio per questo motivo, è un motore di innovazione per il sistema produttivo in quanto mette a disposizione dell impresa, grande e piccola, un enorme capacità di efficienza nel contatto con il cliente finale, per l erogazione di servizi e per la costruzione di servizi in un modello di business a rete lasca (che non richiede quindi una serie di contratti tra i diversi attori). Dal punto di vista dell evoluzione complessiva e della domanda la figura 8 si spezza sostanzialmente in due parti, che sono anche concettualmente due livelli. Da un lato, la parte (a sinistra della figura) delle terminazioni di rete, pervasive, che portano alla fruizione di una banda che viene assunta/erogata in quantità tale da poter essere considerata illimitata e dall altra, un costo, che rispetto ai singoli servizi, è sotto la soglia di percezione in quanto costo di connettività. In questo senso la NGN2 è veramente un infrastruttura di base a favore di tutto il Sistema Paese, un po come l infrastruttura stradale. Questa parte, ovviamente, non ha capacità illimitata. La banda effettivamente fruibile per i clienti sarà compresa tra i 2 e i 50 Mbps. La soluzione GPON (Gigabit Passive Optical Network) prevede una banda in partenza di 2,5 Gbps (downlink), che viene suddivisa tramite splitter su clienti. Da un lato, però, nei prossimi anni si avrà un passaggio dai 2,5 a 10Gbps, moltiplicando quindi la banda al cliente finale per 4 e, dall altro, in presenza di richieste ulteriori di banda,si potrà diminuire il rapporto di splitting, moltiplicando quindi la banda fruibile singolarmente. In questo senso si può sostenere che la banda fornita è illimitata, rispetto alla domanda. Inoltre la struttura stessa della rete si presta ad integrare soluzioni tecnologiche per l ultima parte della connessione di tipo diverso, aggiungendo ulteriore flessibilità e rendendo possibile lo sfruttamento delle evoluzioni tecnologiche in sintonia con le richieste del mercato. Dall altro lato della figura, i sistemi e piattaforme informatiche, che si possono anche considerare come appartenenti ad uno strato diverso. SPECIALE NGN2 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio

8 CPE Aree a Larga Banda FTTB ADSL2+ (10 Mbit/s) IP-DSLAM (4.000) IT-PLATFORM DATA CRM WAREHOUSE SERVICE DELIVERY CUSTOMER DATA BASE SERVICE ASSURANCE WORF FORCE TRAFFIC & USAGE NETWORK MANAGEMENT NEUTRAL EM BBAM-CN BILLING ERP NETWORK MANAGEMENT NETWORK DATA BASE OPTICAL PACKET BACKBONE P2P VOIP PERSONAL COMMUNICATION PLATFORM C2P WEB VIDEO OVER IP MULTIMEDIA PLATFORM IPTV CRM CONTENT ENGINE/DRM MSG HSS DIRECTORY MSG DVB-H CPE FTTC VDSL2 (50 Mbit/s) Aree a Larghissima Banda FTTB/B (100 Mbit/s) B2B = Business to Business C2P = Circuit to Packet CPE = Customer Premises Equipment CRM = Customer Reletionship Management IP-MSN (ONU) DSLAM ERP FTTB FTTC GPON = = = = OPTICAL PACKET METRO RAM-CN storage MULTISERVICE EDGE NODE (PoP) Digital Subscriber Line Access Multiplexer Enterprise Resource Planning Fiber To The Building Fiber To The Cabinet MUSIC VIDEO ICT SERVICES PLATFORM B2B+C MANAGED Messaging SERVICES collaboration Applications Storage on demand SQR UTILITY COMPUTING Message Store GAMES Disaster recovery CENTRI DI SERVIZI (DATA & APPLICATION CENTER) GPON = Gigabit Passive Optical Network HSS = High Speed Switch P2P = Peer to Peer PoP = Point of Presence FIGURA 8 NGN2: il modello di business. È qui che abbiamo il cambiamento radicale di prospettiva, anche se i grandi investimenti sono necessariamente legati alla parte precedente. Infatti, i sistemi infomativi non sono una novità, ma nella rete di oggi sono stati pensati come sistemi per ottimizzare le diverse procedure di Operation and Maintenance (incluso ovviamente Provisioning e Customer Care): sistemi, quindi, importantissimi per efficacia e efficienza, ma costruiti per l interno. Questa architettura, invece, è pensata per piattaforme aperte all esterno, per consentire l aggregazione di business, per permettere, cioè, a terzi di creare e proporre servizi, sfruttando la rete, non solo in termini di connettività. ACRONIMI CRM Customer Relationship Management DRM Digital Rights Management DSLAM Digital Subscriber Line Access Multiplexer ERP Enterprise Resource Planning FTTB Fiber To The Building FTTC Fiber To The Cabinet GPON Gigabit Passive Optical Network IPTV Internet Protocol Television NFC Near Field Communications NGN Next Generation Network RFID Radio Frequency IDentification 7. Conclusioni La NGN2 comporta un passaggio importante, che indirizza un riposizionamento dell Azienda: da puro fornitore di TLC a intermediatore di business, spostando, quindi, il suo mercato dai 40 miliardi di euro (valore del settore TLC in Italia) corrispondente a circa il 2,8% del PIL, ad un area stimabile in circa il 40% del PIL, in cui le TLC possono giocare un ruolo importante. Se anche si riesce a convogliare nel settore TLC solo una piccola percentuale di quest area, questo significherebbe aumentare le revenues in modo molto significativo! Lo spazio di crescita delle telecomunicazioni viene stimato da alcuni, con questo ingresso nei settori verticali, anche al 100% di quello attuale. Uno spazio, quindi, enorme, che non può che renderci ottimisti e impegnarci al massimo per il futuro. Roberto Saracco si è diplomato in Informatica e ha una laurea in matematica con un perfezionamento in fisica delle particelle elementari. Negli oltre trent anni in Telecom Italia ha partecipato a molti progetti di ricerca, in commutazione, reti dati, gestione della rete, occupando varie posizioni di responsabilità. Negli ultimi dieci anni i suoi interessi si sono spostati verso gli aspetti economici dell innovazione. Attualmente è responsabile per Trend e Scientific Communications in TILab. Dal 2001 al 2003 ha formato e condotto un gruppo di ricerca sulle implicazioni economiche dell evoluzione tecnologica al Future Centre a Venezia; ha guidato un progetto della World Bank/Infodev in America Latina che ha portato ad identificare oltre 100 proposte di innovazione applicata. È Senior Member dell IEEE ed ha collaborato e diretto vari comitati tecnici. Nel è stato eletto VP per i Membership Services della Communications Society e dal 2005 è responsabile per i rapporti verso le Società Associate a questa (oltre venti in tutto il mondo). Ha partecipato a molti settori di standardizzazione nelle telecomunicazioni e attualmente conduce un team di ricerca composto da ricercatori di una dozzina di centri di Foresight europei, giapponesi e americani nell ambito del progetto FISTERA per identificare traiettorie tecnologiche nei prossimi quindici anni. È autore di molte pubblicazioni e libri. 60 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA Anno 16 n. 2 - Luglio 2007

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