FONDI&SICAV. CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 2 - Numero 15 - Dicembre 2009

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 2 - Numero 15 - Dicembre 2009 I gestori raccontano come sarà il 2010 Forse andrà benino, ma nessun miracolo Obbligazionari paesi emergenti Gli unici a guadagnare costantemente Etf I prodotti growth e value

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3 EDITORIALE Una bussola per il 2010 In conclusione di 2009 ecco un numero speciale di Fondi&Sicav dedicato agli outlook delle diverse case per il Sulla base del successo del roadshow che stiamo in questi giorni portando in giro per l Italia, insieme a BlackRock, Fidelity, Invesco e Schroders, abbiamo pensato di costruire un numero che fornisse uno strumento che riassumesse e permettesse di confrontare le aspettative delle principali case di gestione a livello mondiale. Una bussola per cercare di orientarsi nel sempre più complesso mondo degli investimenti e, perché no, qualcosa da rileggere tra un anno per vedere quali aspettative si siano avverate e quali invece saranno rimaste un bel sogno. Le principali paure sono inflazione, tasso di disoccupazione e politiche di uscita dal sostegno ai mercati da parte dei governi. Tempi e modi con cui queste variabili potranno manifestarsi influenzeranno in modo diverso i mercati e quindi è meglio sapere prima quali rischi si potrebbero correre e decidere come e dove investire, coscienti del grado di rischio che si affronterà. Come sempre succede in questi casi, sono usciti pareri anche molto diversi, ma alcune linee guida sono emerse. Innanzitutto c è ottimismo sulle borse, in particolare sui mercati emergenti, seguiti dagli Stati GIUSEPPE RICCARDI Uniti. In molti pensano però che appena ci saranno i primi segnali di exit strategy, vi potrà essere una correzione Da valutare con attenzione la parte di investimento sulle obbligazioni che non dobbiamo dimenticare restano di gran lunga la componente più importante nel portafoglio degli investitori italiani. Anche se una linea di tendenza che è emersa in maniera chiara è di diffidare dei titoli di stato di tutto il mondo: l indebitamento degli stati sta crescendo troppo. Ci auguriamo di avere creato uno strumento utile ai vostri investimenti e vi aspettiamo nel Una doppia responsabilità Ho affermato nei precedenti numeri di Fondi&Sicav talismo moderno? O si limiteranno a correre dietro all ennesima bolla speculativa? La domanda non è certo oziosa: che oggi è molto più importante risparmiare che consumare. Dilemma che alle porte del Natale in correre dietro ai guadagni ovunque si determinino procura molte famiglie si pone in maniera drammatica: è meglio buttare la tredicesima in viaggi, giocattoli per i piccoli e cenoni, dando un contributo a tenere su l economia e l occupazione, oppure è meglio mettere quei soldi in risparmi che a medio-lungo termine potranno rientrare nel ciclo produttivo? Personalmente non ho dubbi: il risparmio privato, specie in Italia, è una delle poche armi a disposizione per farci uscire dalla crisi. Lo stato è indebitato e non ha certo la forza di varare piani di sostegno all economia, come hanno fatto diversi paesi, e la spinta alle imprese potrà venire solo dai risparmi, da banche e gestioni che siano capaci di convogliare il fiume di denaro che arriva dai lavoratori verso attività realmente produttive. Ma a questo punto si pone un problema: saranno i gestori e i banchieri all altezza del compito che li attende? Riusciranno a dare un contributo alle attività che hanno certamente migliori performance sull immediato, rispet- to a investimenti a lungo termine e dai ritorni non facili. E sappiamo che il pubblico dai money manager vuole performance alte e subito. Salvo poi arrabbiarsi quando le bolle scoppiano. Puntare invece su nuove tecnologie, su industrie sostenibili, su aziende che stanno lavorando a programmi di ricerca a lungo termine non darà di sicuro ritorni immediati; il passaggio da un sistema industriale a un altro non è mai indolore. Ma in questo caso è probabilmente l unica via che si deve percorrere. A questo punto sarà un esame di maturità decisivo per tutti, gestori e risparmiatori: badare soprattutto alla qualità degli investimenti e non più solo al guadagno immediato. Chi immette oggi denaro nel sistema ha una responsabilità doppia rispetto al passato: non deve solamente portare guadagni ai sottoscrittori, ma deve contribuire un futuro, che potranno disegnare un capi- ALESSANDRO SECCIANI a fare uscire tutti dalla crisi. FONDI&SICAV/Dicembre

4 DICEMBRE N 15 SOMMARIO S O M M 6 16 I portafogli di Mc Gestioni 2010, inferno o paradiso? TORNA IL SERENO, MA PER I DISOCCUPATI... In un novembre che ha visto il deterioramento del trend al rialzo iniziato nel marzo scorso, hanno avuto un buon risultato i titoli che seguono l eventuale ripresa economica. Non sembra che i dati sulla disoccupazione, i peggiori degli ultimi 26 anni, e il fallimento di una importante società finanziaria abbiano influito in maniera pesante sui listini. Brasile e gli altri emerging market le aree preferite dai gestori Le previsioni per l anno che sta arrivando sono tendenzialmente positive. Sia le istituzioni, sia gli operatori prevedono che si irrobustisca la ripresa. Cina, India e paesi emergenti dovrebbero trarne il maggior vantaggio, ma potrebbero migliorare in misura significativa anche gli Stati Uniti, mentre sull Europa ci sono più dubbi. La vera grande difficoltà irrisolta resterà quella dei senza lavoro, che continueranno a crescere e a dare ricadute molto negative sull intera economia globale. Per il Fondo monetario internazionale questo problema sarà la vera sfida per i paesi avanzati. E non è detto che si vinca PROMOTORI & CONSULENTI FONDI&SICAV Dicembre 2009 Peter Mayr di Südtirol Bank: «Crediamo nella consulenza» Scudo Meglio del previsto Anasf I risultati del tavolo con Bankitalia La rete altoatesina si sta sviluppando in tutta Italia e ha recentemente acquisito Laurin capital management, che dovrebbe portare numerose sinergie, oltre che una notevole massa di capitali da gestire. Ormai l ex Alpi sim è stabilmente fra le prime dieci del nostro Paese e sta continuando la crescita. Punta molto sul rapporto di consulenza. «Sin dalla fondazione abbiamo fatto del brokeraggio finanziario in totale assenza di conflitti di interesse la nostra bandiera», afferma il presidente e fondatore 48 Scudo fiscale MEGLIO DEL PREVISTO 44 Intervista A COLLOQUIO CON PETER MAYR DI SÜDTIROL BANK Le già ottimistiche previsioni della vigilia, che valutavano un buon successo per la normativa sul rientro dei capitali, si stanno dimostrando sbagliate per difetto. Dalla fase di una prima timida richiesta di informazioni, i risparmiatori sono passati alle decisioni e alcune reti hanno già raccolto centinaia di milioni provenienti da oltre confine. Nella maggior parte dei casi si tratta del risultato di un accurata preparazione e di una formazione che ha visto coinvolti migliaia di professionisti sul territorio Euromobiliare In crescita esponenziale Il gruppo di lavoro istituito da Banca d Italia e Consob per la dematerializzazione dei fondi ha terminato i suoi lavori. L associazione che rappresenta i pf ha partecipato agli incontri e fa il punto sullo stato dell arte e sulle prospettive future. «In termini di efficienza, la portabilità dei fondi è un risultato di grande valore», afferma il vicepresidente Oliviero Pulcini 52 Anasf L EFFICIENZA PROSSIMA VENTURA 4 FONDI&SICAV / Dicembre 2009

5 DICEMBRE N 15 SOMMARIO A R I O A seconda di come si prevede l andamento borsistico del 2010, conviene scegliere un fondo a gestione passiva caratterizzato da uno stile growth oppure un prodotto contraddistinto da un approccio value. O magari optare per uno strumento con un portafoglio di titoli ad alto dividendo, cercando, comunque vada, di ottenere una rendita dai propri investimenti. E sul mercato non mancano le opportunità per giocare a ogni tavolo Etf PER OTTIMISTI E PESSIMISTI 58 Questa categoria ha fornito negli ultimi anni i migliori rendimenti, con un ritorno medio annuo a partire dal 1999 di oltre il 10%. Sono stati battuti anche i più aggressivi comparti azionari. Anche sul breve e medio periodo le performance sono state ottime. Per il futuro la maggior parte dei gestori crede che le opportunità più interessanti si trovino nelle emissioni di quei paesi che, pur presentando chiari segnali di miglioramento, navigano ancora nel mare degli speculative grade bond Fondi obbligazionari I PRIMI DELLA CLASSE 64 Con i sei eventi organizzati dal sito internetß specializzato nel risparmio gestito, alcune migliaia di promotori e consulenti hanno avuto la possibilità di incontrare i leader delle più importanti società internazionali di risparmio, che hanno spiegato le loro aspettative per il E in certi casi il dibattito è stato molto vivo Il roadshow di FondiOnline.it LA FINANZA A CASA TUA 70 Chi guida le aziende commerciali spesso non ha un trattamento privilegiato nel momento in cui lascia il lavoro e nel caso di lavoratori giovani c è una forte penalizzazione dovuta al sistema di calcolo contributivo. Per proporre dei concreti piani che consentano di mantenere il medesimo reddito anche negli ultimi anni della vita, è necessario tenere conto di diverse variabili. Ecco le principali Previdenza LA VECCHIAIA DEL MANAGER 72 3 Editoriale 12 Notizie in breve 76 My Life, My style Rubriche FONDI&SICAV / Dicembre

6 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Migliorano i ciclici Un anno di DJ Eurostoxx Un anno di S&P500 Imercati finanziari azionari hanno continuato a novembre il trend al rialzo che dura dal marzo scorso, sebbene la forza di questo rialzo sia in progressivo deterioramento. In particolare resta interessante la tenuta tecnica dei mercati alle continue spinte ribassiste che provengono, in gran parte, dall economia reale. Appaiono in netto miglioramento i comparti ciclici, nonostante il pesante dato sul tasso di In un novembre che ha visto il deterioramento del trend al rialzo iniziato nel marzo scorso, hanno avuto un buon risultato i titoli che seguono l eventuale ripresa economica. Non sembra che i dati sulla disoccupazione, i peggiori degli ultimi 26 anni, e il fallimento di un importante società finanziaria abbiano influito in maniera pesante sui listini. Brasile e gli altri emerging market le aree preferite dai gestori disoccupazione americano, livello più alto degli ultimi 26 anni. Gli investitori sembrano ormai avere metabolizzato il progressivo peggioramento del mercato del lavoro, seguendo invece con maggiore fiducia gli sviluppi del comparto immobiliare e industriale. In tal senso sono da prendere positivamente sia il miglioramento del clima di fiducia tra i costruttori edili rilevato dal Nahb, sia l innalzamento dell Ism manifatturiero che esce dal livello recessivo. Sul piano fondamentale la stagione dei report si è conclusa in maniera soddisfacente: le aziende hanno riportato utili mediamente più elevati delle attese degli analisti. La volatilità sui mercati americani, per la prima volta dal maggio scorso, ha superato un livello tecnico sensibile, ma il segnale potrebbe avere una natura meramente temporanea: non è da escludere un nuovo riposizionamento dei grossi player di mercato sulla componente azionaria, dopo gli acquisti di novembre Operativamente il posizionamento sulle linee flessibili rimane a benchmark sull esposizione azionaria, puntando su asset che potrebbero rivelarsi premianti nelle prossime settimane, come le obbligazioni emesse da paesi emergenti e le aree emergenti stesse, Brasile in primis. Manteniamo la view di breve periodo a favore delle large cap, sia americane sia europee: il comparto da oltre un mese ha invertito il trend di forza relativa ribassista. Sul settore finanziario non ha impattato il fallimento di Cit, una delle maggiori società finanziarie Usa che opera nel comparto dei crediti alle piccole imprese: le banche e l intero settore finanziario sono rimasti deboli nel periodo oggetto dell analisi, ma senza destare particolari preoccupazioni. Ancora buona in termini relativi la performance dei titoli legati ai consumi di base, oil & gas e chimici. 6 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

7 Dodici prodotti per attaccare Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Janus Us All Cap Growth A Usd Acc Usd Azionario America Nord America Growth 9 Mc Fdf America Acc Eur Azionario America Nord America Blend 15 Henderson Asian Dividend Income Fund Usd Azionario Asia Pacifico Blend 5 Parvest Australia Aud Aud Azionario Asia Australia Stile generico 6 Templeton Bric Fund A Acc Usd Azionario Emergenti Globale Stile generico 6 Henderson Pan European Equity Eur Azionario Europa Globale Blend 15 Mc Fdf Megatrend Wide Eur Azionario Mondiale Globale Blend 8 Etf St Msci Europe Con Staples Eur Azionario Settoriale Consumer staples Stile generico 7 Invesco Energy Fund A Acc Azionario Settoriale Energy Stile generico 4 Generali Am Euro Liquidity Acc Eur Monetario Euro Area generica Stile generico 5 Parvest Euro Medium Term Bond Eur Obbligazionario Diversificati Europa Stile generico 15 Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 5 La visione dinamica Il momento delle large cap Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto; l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio periodo. L esposizione è pari al 75% sul comparto azionario puro e al 25% tra titoli obbligazionari e monetari. La struttura di portafoglio continua a mantenere un elevata diversificazione sia geografica sia settoriale; non mutano tuttavia i temi d investimento rispetto al mese precedente, anche se sono necessari alcuni piccoli accorgimenti. Tra le aree geografiche, Usa ed euro rimangono da privilegiare, così come continua a essere valida l esposizione sulle aree emergenti. Sarà proprio l esposizione netta sui comparti emergenti a determinare l extra performance nel corso del 2010 dei portafogli azionari. Nel 2009 infatti tutti i mercati sviluppati, tra cui Dj stoxx 600, S&p 500 e Nasdaq, hanno mostrato un andamento molto simile e un elevato livello di correlazione. Questa situazione rappresenta un rischio a livello operativo: diventa infatti sempre più complesso trovare dell extra valore tra le aree geografiche citate. In Usa privilegiamo a livello tattico le imprese a larga capitalizzazione: i precedenti segnali di inversione su small e mid cap sono stati confermati e, sebbene rimanga neutrale la view sulle mid cap, usciamo definitivamente dal comparto delle small. Indifferente l apporto di valore in termini di stile tra growth e value. Rimane ancora favorevole la view su Brasile e Argentina. Sull area pacifica registriamo un secondo semestre pessimo per il listino giapponese, sia sulle small, sia sulle large cap. E questa una delle indicazioni Come suddividere i pesi Parvest Euro Medium Term Bond Eur Generali Am Euro Liquidity Acc Eur Invesco Energy Fund A Acc Etf St Msci Europe Con Staples Eur Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur 5% 4% 7% Mc Fdf Megatrend Wide Eur 15% 8% più nitide che provengono dai mercati, ovvero il sottopeso del listino giapponese. Si conferma invece molto buono in termini di performance il contributo del listino australiano, impattato dalle dinamiche di speculazione valutaria. I mercati area euro, dopo avere erogato un extrarendimento nelle settimane precedenti, sono tornati in una fase laterale, rispetto all indice mondiale Msci world Lc. E stato premiante l inserimento del listino inglese. 5% 15% 9% Janus Us All Cap Growth A Usd Acc Usd 6% 15% 6% Mc Fdf America Acc Eur 5% Henderson Pan European Equity Eur Henderson Asian Dividend Income Fund Usd Parvest Australia Aud Aud Templeton Bric Fund A Acc Usd FONDI&SICAV/Dicembre

8 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI La visione moderata Incertezze sulla ripresa Come suddividere i pesi Etf Lyxor Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur Parvest Global Inflation-linked Bond Eur Mc Fdf Global Bond Eur 6% 12% 8% Parvest Euro Long Term Bond Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto e l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio periodo; l esposizione è pari al 47% sul comparto azionario, al 48% sul comparto obbligazionario e al 5% sul comparto flessibile. I mercati finanziari stanno tornando lentamente alla normalità con il ripristino della fiducia tra gli intermediari e un ritorno di appetito verso le attività rischiose che, specialmente sul 5% Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Acc Eur 12% 5% 12% comparto obbligazionario, hanno portato ottimi rendimenti da inizio anno con un basso livello di volatilità. A livello macro permane tra gli investitori il timore sulla sostenibilità della crescita del Pil per il 2010, che attualmente è ancora supportato dagli ingenti stimoli delle politiche economiche e monetarie dei diversi paesi. Le stime parlano di crescita positiva per il nuovo anno, ma gli effetti dei tagli operati sul mercato del lavoro potrebbero ancora farsi sentire. L incertezza deri- Morgan Stanley Sicav American Franchise Fund A $ Acc Usd 12% 10% 8% Threadneedle Us Equities Blackrock Continental European Flexible Fund Acc Eur Mc Fdf Europa Eur 5% 5% Templeton Bric Fund A Acc Usd Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur va quindi da valutazioni in merito alla robustezza dell economia e dall esito e dall ampiezza delle politiche di exit strategy che le banche centrali metteranno in atto. Non ci aspettiamo quindi grandissime sorprese per la fine dell anno. Monitoreremo nell immediato futuro con maggiore attenzione inflazione e volatilità. Sulla componente azionaria del portafoglio la preferenza sarà per i titoli americani: capacità di recupero, liquidità e diversità sono alla base di questa scelta. Sulla componente residuale fiducia sul listino australiano. Sui mercati obbligazionari governativi area euro si registra invece un leggero irripidimento della curva con l indice di riferimento Jpm Emu che registra performance positive anche a novembre. Non ci aspettiamo grandi cambiamenti nel breve periodo: i mercati obbligazionari a più alto rendimento continuano infatti il processo di riduzione degli spread e il posizionamento sui portafogli rimane a benchmark in termini di duration, sfruttando tatticamente le emissioni più rischiose societarie, dei paesi emergenti e delle aziende a bassa qualità. Dodici prodotti per ogni scenario Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Morgan Stanley Sicav American Franchise Fund A $ Acc Usd Azionario America Nord America Blend 12 Threadneedle Us Equities Azionario America Nord America Blend 10 Blackrock Continental European Flexible Fund Acc Eur Azionario Europa Europa Ex Uk Blend 8 Mc Fdf Europa Eur Azionario Europa Globale Blend 12 Templeton Bric Fund A Acc Usd Azionario Emergenti Globale Stile generico 5 Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Flessibile Mondiale Area generica Stile generico 5 Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Acc Eur Obbligazionario Diversificati Globale Stile generico 5 Parvest Euro Long Term Bond Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 5 Mc Fdf Global Bond Eur Obbligazionario Governativo Globale Stile generico 12 Parvest Global Inflation-Linked Bond Eur Obbligazionario Inflation linked Area generica Stile generico 6 Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 8 Etf Lyxor Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 12 8 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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10 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Undici prodotti per difendersi Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Morgan Stanley Sicav American Franchise Fund A $ Acc Usd Azionario America Nord America Blend 7 Invesco Pan European Structured Equity Fund A Acc Eur Azionario Europa Globale Blend 6 Mc Fdf Megatrend Wide Eur Azionario Mondiale Globale Blend 12 Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Flessibile Mondiale Area generica Stile generico 10 Generali Am Euro Bond Acc Eur Obbligazionario Diversificati Europa Stile generico 7 Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Acc Eur Obbligazionario Diversificati Globale Stile generico 8 Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L Euro 10 Etf Jpmorgan Gbi Emu 1-3y Eur Obbligazionario Governativo Europa Short term euro 6 Parvest Global Inflation-Linked Bond Eur Obbligazionario Inflation linked Area generica Stile generico 10 Mc Fdf Global Bond Eur Obbligazionario Governativo Globale Stile generico 10 Etf Lyxor Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 14 La visione prudente Diminuisce lo spread Btp-Bund Come suddividere i pesi Etf Lyxor Euromts 3-5 Y Master Unit Eur Mc Fdf Global Bond Eur Parvest Global Inflation-linked Bond Eur Etf Jpmorgan Gbi Emu 1-3y Eur 10% 10% 6% 14% 10% 8% 7% Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio mediobasso; l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale almeno superiore all anno. L esposizione è pari al 75% sul comparto obbligazionario con il rimanente 25% sul comparto azionario. Nonostante il clima di incertezza, che si traduce in un andamento laterale del mercato azionario, lo spread tra il Btp e il Bund decennale continua il trend discendente e di rasserenamento. La fase di confusione e panic selling che ha caratterizzato gli ultimi due anni è stata ormai messa alle spalle, ma la prudenza deve rimanere elevata su tutti gli asset finanziari. Si discute molto tra gli addetti ai lavori sulle dinamiche inflative per il prossimo anno. Al momento nell area euro questi pericoli non sussistono: nel breve periodo non ci sono infatti elementi a supporto dell aumento dei prezzi. Disoccupazione in aumento, consumi in calo e debolezza della domanda sono Morgan Stanley Sicav American Franchise Fund A $ Acc Usd 7% Invesco Pan European Structured Equity Fund A Acc Eur 6% 12% 10% Mc Fdf Megatrend Wide Eur Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Generali Am Euro Bond Acc Eur da considerare le principali cause. Nel medio periodo tuttavia la liquidità riversata sul sistema economico dalle politiche monetarie espansive e dalle facilitazioni fiscali potrebbe portare a un repentino aumento di inflazione generato da eccesso di offerta di moneta. L inflazione è da considerare la variabile chiave del 2010, la view è pertanto neutrale nel breve e al rialzo nel Proponiamo per la fine dell anno e per l inizio del 2010 un portafoglio che punta sui titoli governativi area euro con scadenze brevi, che dovrebbero beneficiare delle politiche di exit strategy proposte della Bce e da titoli che investono sulla parte lunga della curva. Nel breve periodo, infatti, appare difficile ipotizzare un repentino aumento dei tassi sulle scadenze superiori ai 10 anni, proprio per i motivi già citati in precedenza. Una componente residuale inferiore al 10% può rimanere investita sulle asset class obbligazionarie più rischiose. Gli spread tra corporate e governativi sono ancora in diminuzione. Etf Lyxor Euromts 7-10y Eur Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Acc Eur 10 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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12 NOTIZIE IN BREVE Grecia Sull orlo del precipizio E letto poco più di un mese fa, Yorgos Papandreu ha dovuto ammettere la verità sui conti pubblici greci e ha riconosciuto che il deficit raggiungerà a fine anno il 12,7% del Pil, un livello più che doppio rispetto a quello annunciato dal precedente governo guidato dai conservatori. Il debito pubblico si attesterà quest anno al 113,4% del Pil, supererà il 120% nel 2010 e arriverà al 135% nel Stando ai dati resi pubblici dall esecutivo in carica, la spesa per interessi dovrebbe ammontare a 13 miliardi di euro (pari al 5% del Pil). Lo scorso 11 novembre, la Commissione europea ha pubblicato i suoi report sulla situazione finanziaria della regione e il suo verdetto è stato molto duro: «La Grecia rappresenta una minaccia per tutta l area euro», ha avvertito il commissario economico Joaquin Almunia. Bruxelles esige riforme istituzionali cruciali, l indipendenza dell istituto nazionale di statistica e un profondo piano di riequili- Bolle speculative Non tutte vengono per nuocere Frederic Mishkin, membro del consiglio di governo della Federal reserve fino all anno scorso, ha pubblicato sulle pagine del Financial Times un articolo in cui sviluppa un opinione sulle voci che mettono in guardia dall arrivo di una bolla nel settore finanziario. La prospettiva delineata da Mishkin si basa su una convinzione alquanto strana: non tutte le bolle finanziarie sarebbero negative o pericolose. Secondo la tesi dell esperto, ci sarebbero due tipi di bolle: quelle creditizie e quelle irrazionalmente esuberanti. Le prime generano un boom dei prezzi degli asset e del credito sottoscritto ascrivibile, direttamente o indirettamente, a tali asset. L esempio più significativo è offerto dalla bolla scoppiata l anno brio dei conti pubblici. Obiettivi per nulla facili da raggiungere in un contesto in cui l 89% delle risorse a disposizione è compromesso già prima di iniziare a disegnare la mappa dei conti pubblici. Fonti comunitarie sostengono che se la Grecia dovesse cadere, l effetto contagio sui paesi con i peggiori deficit sarà quasi inevitabile. Si tratta di un rischio che minaccia (secondo la stessa fonte) i cosiddetti Pigs (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna). Negli ultimi tempi, a questo gruppo si è unita anche l Irlanda. Il pericolo di una caduta della Grecia passa, in buona misura, attraverso il suo sistema finanziario. Le banche greche sono state tra le più attive ad attingere ai fondi offerti dalla Bce per fare fronte alla crisi (42 miliardi di euro su un totale di 570 offerti). Il progressivo deterioramento delle finanze pubbliche greche ha convinto le agenzie di rating ad apportare un primo taglio al livello di affidabilità creditizia del paese. Le ultime a muoversi sono state Fitch e Moodys, che in ottobre hanno abbassato il rating della Grecia. scorso. L altro tipo di bolla comporterebbe soltanto una crescita del prezzo degli asset. In questo secondo caso, gli effetti sul credito sarebbero molto limitati e le conseguenze per l intera economia più soavi. Allo stesso tempo, il sistema finanziario non soffrirebbe più di tanto. L esempio più vicino di una bolla di questo secondo tipo sarebbe quella del , abbattutasi sui titoli del comparto tecnologico. Siccome attualmente la crescita dei prezzi degli asset non trova corrispondenza nel boom dell economia, non dovremmo preoccuparci più del dovuto. Con un occhio rivolto al passato e l altro al contesto attuale, è probabile che sia molto più realistica l analisi sviluppata del sociologo polacco Zigmunt Bauman nel suo ultimo testo dal titolo Capitalismo parassitario. Secondo Bauman, «la crisi e lo scoppio delle bolle non sono un fatto occasionale, né tanto meno il segnale della fine del capitalismo, ma solo l esaurimento di un pascolo nell attesa di individuare il prossimo». 12 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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14 NOTIZIE IN BREVE Un investimento alternativo Il legname è il futuro Secondo un report del Crédit suisse, il legname appartiene alla categoria degli «investimenti alternativi emergenti». L investimento in questa classe di attivo a oggi si può ancora considerare un investimento di nicchia. Il legno è per certi versi simile ai beni agricoli. È una risorsa naturale che può essere seminata e raccolta. Come asset reale, i prezzi del legno storicamente sono saliti più velocemente rispetto ai prezzi al consumo e quindi hanno offerto una protezione contro l inflazione nel lungo termine. Comunque, a differenza dei beni agricoli, che si possono trasportare facilmente intorno al mondo, i mercati del legname hanno un focus fortemente regionale. A causa degli elevati costi di trasporto, a livello globale viene commercializzato soltanto il legname più pregiato, come ad esempio il mogano. L aumento della popolazione, l urbanizzazione e la crescita economica sono i driver principali della domanda di legname. Corporate bond Ancora un opportunità Nel 2005, le foreste mondiali costituivano il 30% dell area della terra a livello globale. Considerando il restringersi della superficie delle foreste in molti paesi emergenti e il desiderio comprensibile di proteggere le foreste per chiari motivi, come ad esempio la protezione della biodiversità, le risorse di legname potrebbero iniziare a scarseggiare nel lungo termine. Dal 1998 al secondo trimestre del 2009, l indice Ncreif Timberland, che traccia la performance degli investimenti istituzionali di silvicoltura in Nord America, ha ottenuto un rendimento annualizzato, al lordo delle commissioni, del 14,1%, con una volatilità annualizzata dell 8,4%, sovraperformando l indice S&P 500 total return nel periodo considerato. «Consideriamo l investimento in legname una diversificazione interessante del portafoglio per gli investitori che hanno un obiettivo di lungo termine (da otto a dieci anni). Per quanto riguarda gli strumenti di investimento, sono interessanti alcuni fondi di private equity concentrati in questo comparto», conclude Crédit suisse. Secondo Mark Wauton, responsabile obbligazionairo di Aviva investors, vi sono ancora interessanti opportunità nei corporate bond, sia nell area euro sia in Gran Bretagna: «Negli ultimi sei mesi, i titoli obbligazionari di bassa qualità hanno continuato ad andare molto bene. Le obbligazioni investment grade in sterline ed euro hanno avuto un ottimo inizio d anno, con un ritorno, rispettivamente, del 24% e del 15,2% nella prima parte dell anno, mentre i loro rendimenti a ottobre possono essere descritti come più tipici per questa asset class: gli indici iboxx sterling ed euro corporate investment grade sono tornati rispettivamente allo 0,8% e 0,9%». A offrire ancora buone prospettive, nonostante la forte crescita dei corsi, sono due elementi. Il primo è un economia globale vista in progressivo miglioramento: «Guardando avanti, il verificarsi di una recessione double-dip avrebbe sicuramente effetti negativi per il comparto obbligazionario. Tuttavia, sembra più probabile che si verifichi una ripresa lunga e prolungata che avrà effetti positivi per i corporate bond e dovrebbe vedere una riduzione dello spread, anche se a un ritmo più lento, rispetto a quello degli ultimi sei mesi», spiega Wauton. Il secondo elemento è dato dai rendimenti offerti, o quanto meno dagli spread pagati, che sembrano ancora alquanto elevati: «L obbligazionario offre tuttora un valore intrinseco e lo spread delle obbligazioni investment grade sull indice America Merrill Lynch all stock corporate è ora allo stesso livello che l indice BBBrated (riferito ai titoli non investment grade) ha raggiunto nel suo picco durante la crisi dei mercati del credito del 2001». Secondo Wauton infine, appare improbabile che le maggiori banche centrali del mondo comincino a rialzare i tassi di interesse prima della fine del FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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16 2010, INFERNO O PARADISO? LE PREVISIONI Torna il sereno, ma per i disoccupati... di Luca Brambilla Le previsioni per l anno che sta arrivando sono tendenzialmente positive. Sia le istituzioni, sia gli operatori prevedono che si irrobustisca la ripresa. Cina, India e paesi emergenti dovrebbero trarne il maggior vantaggio, ma potrebbero migliorare in misura significativa anche gli Stati Uniti, mentre sull Europa ci sono più dubbi. La vera grande difficoltà irrisolta resterà quella dei senza lavoro, che continueranno a crescere e a dare ricadute molto negative sull intera economia globale. Per il Fondo monetario internazionale questo problema sarà la vera sfida per i paesi avanzati. E non è detto che si vinca La ripresa è iniziata, ma il compito futuro sarà mantenerla. Dopo la crisi economica che si è abbattuta sul mondo intero, provocando tracolli finanziari e portando a elevati tassi di disoccupazione soprattutto nei paesi più sviluppati, pare che una ripresa, seppure lenta, sia alle porte. L economia globale appare in procinto di dare il via a una nuova espansione, grazie alle buone performance provenienti dalla regione asiatica, tuttavia la ripresa che ci attende sarà senza nuovi posti di lavoro e soprattutto senza un eccesso di credito. Se, infatti, per quest anno la recessione mondiale viene stimata all 1,1% in termini di Pil, per il 2010 si attende una ripresa globale del 3,1%, circa 0,6 punti più 16 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

17 INVESTIRE IN CINA Tab. 1 Pil (anno su anno) 2008 Prev. fine 2009 Prev. fine 2010 Stati Uniti 0,4-2,6 2,6 Eurolandia 0,8-3,9 1,1 Giappone -0,7-5,7 1,5 Regno Unito 0,7-4,3 1,3 Cina 9,0 8,4 9,6 India 6,6 6,1 7,5 Brasile 5,1-0,4 3,8 Russia 5,6-7,7 3,0 alta rispetto alle stime di luglio (World economic outlook). È sul lavoro che ora si concentrano i timori di ricadute negative dalla crisi, con tassi di disoccupazione attesi oltre il 10% per il prossimo anno nei paesi avanzati. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) afferma che «l economia globale è tornata a crescere e che le condizioni finanziarie sono chiaramente migliorate. Ma ci vorrà un certo lasso di tempo perché le prospettive sull occupazione migliorino significativamente». E avverte: «La crescente disoccupazione rappresenterà una sfida di primo piano per molte economie avanzate». Le previsioni parlano per gli Usa di un 9,3% sulla media di quest an- no e 10,1% nel 2010; per l area di Eurolandia, l Fmi stima una disoccupazione al 9,9% quest anno e all 11,7% nel In Italia, inoltre, nel 2010 si stima che la disoccupazione toccherà quota 10,5%. Nelle nazioni più ricche le condizioni imposte dalle banche centrali, cioè un allentamento sui tassi di interesse mai visto, potrebbero continuare ancora per parte del prossimo anno, proprio perché al momento non vi sono all orizzonte segnali inflativi. Secondo il consensus di mercato (Bloomberg), le previsioni per il Pil nei paesi più industrializzati si attestano per il 2010 su cifre positive, con gli Stati Uniti intorno a +2,6% da -2,6% previsto per fine di quest anno, mentre in Eurolandia, in Giappone e nel Regno Unito i tassi di crescita saranno di poco superiori all 1%. Nell area Bric (Brasile, Russia, India e Cina) le previsioni per il 2010 saranno più rosee con quasi +10% in Cina e +7,5% in India, mentre Brasile e Russia navigheranno a un ritmo più sostenuto rispetto ai paesi più sviluppati, intorno a +3%. (Tab. 1) INFLAZIONE Per ciò che riguarda l inflazione, che apparirà forse nel secondo semestre del 2010, le previsioni parlano di cifre comunque sotto il 2% per Stati Uniti, Eurolandia e Regno Unito, mentre in Giappone si vivrà nel consueto contesto deflazionistico, anche se in misura minore rispetto alla fine di quest anno. Nei mercati emergenti India e Russia avranno i tassi d inflazione più alti, anche se in un trend discendente rispetto agli anni passati. Parlando di tassi ufficiali di riferimento da parte delle banche centrali, le stime prevedono un rialzo di un punto percentuale per gli Usa, che dovrebbe verificarsi nel secondo semestre. Per Eurolandia, invece, il rialzo potrà essere di mezzo punto percentuale, che riflette una più lenta ripresa rispetto al ciclo economico statunitense. L aumento maggiore (+1,5%) avverrà probabilmente nel Regno Unito, tornando alla situazione di fine (Tab. 2) TASSI UFFICIALI I tassi sui titoli decennali nelle quattro aree industrializzate saliranno, in conseguenza delle decisioni sui tassi di riferimento, ma con moderazione, poiché le aspettative di ripresa e quelle Tab. 2 Inflazione 2008 Prev. fine 2009 Prev. fine 2010 Stati Uniti 0,1 1,0 1,8 Eurolandia 1,6 0,4 1,3 Giappone 0,4-1,6-0,7 Regno Unito 3,1 1,5 1,9 Cina 5,9-0,6 2,4 India 8,1 8,4 6,6 Brasile 5,7 4,3 4,4 Russia 14,1 11,5 9,2 FONDI&SICAV/Dicembre

18 2010, INFERNO O PARADISO? LE PREVISIONI Il panel dei gestori e degli analisti Team di gestione di Aletti Gestielle sgr; Sarah Arkle, chief investment Tab. 3 Tassi ufficiali inflative, come già accennato, non porteranno a significativi aumenti della pendenza delle curve. (Tab. 3) L EURO Per quanto concerne i rapporti di cambio dell euro con le principali divise, occorre notare una sostanziale stabilità nelle previsioni con un leggero rafforzamento del dollaro statunitense e un indebolimento della valuta giapponese. La speculazione sulle valute giocherà comunque un ruolo fondamentale nell andamento dei mercati, poiché è succedanea all andamento della ormai inesistente politica monetaria. (Tab. 4) SE IL DOLLARO RISALE... Nouriel Roubini, l economista famoso per avere previsto la crisi finanziaria generata dai mutui subprime, ha spiegato che «quando la discesa del dollaro si fermerà, l inversione di marcia contagerà i mercati finanziari, dando origine a un altro pesante crac». Se, infatti, il dollaro tornerà a crescere, di conseguenza l euro inizierà a perdere il suo valore e a risentirne saranno di 2008 Prev. fine 2009 Prev. fine 2010 Stati Uniti 0,25 0,25 1,25 Eurolandia 2,50 1,00 1,50 Giappone 0,10 0,10 0,10 Regno Unito 2,00 0,50 2,00 Tab. 4 Bond decennale 2008 Prev. fine 2009 Prev. fine 2010 Stati Uniti 2,20 4,00 4,30 Eurolandia 2,95 3,75 3,90 Giappone 1,17 1,70 1,75 Regno Unito 3,02 4,00 4,30 Tab. 5 Cambi contro euro 2008 Prev. fine 2009 Prev. fine 2010 Dollaro Usa 1,40 1,45 1,42 Giappone Regno Unito 0,89 0,90 0,87 officer di Threadneedle; Team di gestione di Batterymarch financial management; Gabriele Bruera, direttore generale di Compass am e consigliere di amministrazione di Compam fund sicav; Frédéric Buzaré, global head of fundamental equity management di Dexia asset management; Roberto Cappelletto, ordinario di finanza aziendale presso l università di Udine; Lorenzo Carlino senior advisor di Free&Partners; Gregorio De Felice, presidente Aiaf (Associazione italiana analisti finanziari); Francesco Fonzi, senior portfolio manager di Crédit suisse; Alessandro Fugnoli, strategist di Abaxbank; Matteo Germano, head of investment solutions di Pioneer investments; Alessandro Guaschetti, responsabile operativo di Banca Profilo; David Hillier, economista di Aviva investors; Team di gestione di Legg Mason capital management; Raimondo Marcialis, direttore generale e responsabile degli investimenti di Mc gestioni; Patrick Moonen, senior strategist di Ing investment management; Niccolò Pini, gestore di Banca Ifigest; Roberto Repici, senior advisor di Free&Partners; Clelia Rezzonico, senior portfolio manager di Ubs global asset management (Italia) sgr; Stewart Robertson, economista di Aviva investors; Saverio Scelzo, amministratore delegato di Copernico sim; Massimo Scolari, amministratore responsabile della gestione dei fondi di Pragma alternative sgr; Team di Selector advisors; Massimo Siano, head of italian sales di Etf securities; Luca Simoncelli, membro del team Maps (Multi asset portfolio strategies) di BlackRock; Alessandro Solina, responsabile delle gestioni di Zenit sgr; Valentijn van Nieuwenhuijzen, head of fixed income strategy & economics di Ing asset management; Giovanni Vietti di Allianz global investors Italia sgr; Léonard Vinville, gestore del fondo M&G global convertibles fund; Mauro Vittorangeli di Allianz global investors Italia sgr; Ingo Werner, senior portfolio manager di Farad investment advisor; Team di gestione di Western asset management; Ralf Wiedenmann, head of economic research di Bank Vontobel; Richard Woolnough, strategist di M&G; Christian Zima, fixed income di Raiffeisen capital management. nuovo i mercati. Molti, per esempio, hanno chiesto dollari in prestito a tassi zero negli Usa, per poi reinvestirli altrove e hanno sfruttato il rally dei mercati emergenti (come quello cinese) o delle commodity (come l oro e il petrolio). Questo meccanismo che oggi funziona può, però, subire un inversione di tendenza se il trend al ribasso del dollaro interrompe la sua corsa. Quindi prudenza perché la ripresa a W potrebbe essere dietro l angolo(tab. 5). In ogni caso, proprio per cercare di dare una visione più ampia possibile della situazione attuale, Fondi&Sicav ha interpellato oltre 40 fra gestori e analisti, che hanno risposto a sette domande e hanno avuto modo di esprimere un parere articolato su ciò che succederà nel corso dell anno che sta per arrivare. 18 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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20 2010, INFERNO O PARADISO? DOVE SARÀ LA RIPRESA Occidente al passo, scalpitano gli emerging di Gloria Valdonio Il decollo dell economia reale appare più fragile di quello finanziario, perché la recessione ha messo in luce le debolezze di alcuni sistemi-paese dell area più ricca, specie in Europa. Divergono comunque i pareri sulla velocità e la forma del recupero: chi lo vede a U e chi lo immagina a W. Quanto alle borse, il ritorno in positivo sarà sostenuto nei mercati che hanno sofferto di più Massimo Scolari, responsabile della gestione dei fondi di Pragma Alternative Sgr. «La recessione del è stata profonda e caratterizzata da un tasso di diffusione che non ha precedenti storici. Il gap accumulato, a oggi, dal Pil, rispetto alla linea di trend storico, è del 5,7% negli Usa e del 6% in Europa (superiore all 8% in Gran Bretagna e Giappone), mentre nelle precedenti recessioni il livello medio di questo gap è stato in Usa del 3,8%. Le previsioni per il 2010 indicano una ripresa alquanto lenta: in Europa il tasso di crescita si dovrebbe attestare sull 1,2%; in Usa e Giappone sarà, ri- spettivamente, del 2,5% e dell 1,6%. La crescita economica dei paesi emergenti dovrebbe invece essere più robusta, tra il 4% e il 5% in Brasile, Russia e Corea e dell 8,3% in Cina». Roberto Cappelletto, professore ordinario di finanza aziendale presso l università di Udine: «Nei mercati finanziari la ripresa, anche se ancora incerta, è già cominciata ed è caratterizzata da un andamento a U. Quanto alla crisi reale, l andamento è a piattino con fondo asimmetrico, ossia dopo un repentino e profondo crollo siamo in presenza di un lento e debole periodo di ripresa. Questo andamento è riferibile 20 FONDI&SICAV/Dicembre 2009

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