Bilanci Banca del gruppo

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1 Bilanci 2014 Banca del gruppo

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3 Bilanci dicembre 2014 Banca IMI S.p.A. Largo Raffaele Mattioli Milano (Italy) Capitale Sociale Euro Codice ABI Società del gruppo bancario Intesa Sanpaolo Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Iscritta al Registro delle Imprese di Milano Numero di iscrizione e codice fiscale GIIN (Global Intermediary Identification Number) Casa madre (Italia) D9I1IN ME.380 Filiale Londra (UK) D9I1IN BR Tel

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5 Sommario Cariche Sociali 5 Banca IMI S.p.A. Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 7 Consolidato Banca IMI Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance 8 Executive summary 9 BILANCIO DI BANCA IMI Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla situazione della Società e sull andamento della gestione: Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari 14 Le Aree di business 17 L esercizio Gli aggregati patrimoniali e finanziari 37 Le controllate e gli investimenti partecipativi 48 La dotazione patrimoniale e la vigilanza prudenziale 50 Il governo operativo, l evoluzione organizzativa e di prodotto 54 Le risorse umane 59 La direzione e il coordinamento di Intesa Sanpaolo 61 Il sistema dei controlli 62 I rapporti con le imprese del Gruppo 64 La prevedibile evoluzione della gestione 66 Proposte all Assemblea 67 Prospetti di bilancio di Banca IMI Stato patrimoniale 70 Conto economico 72 Prospetto della redditività complessiva 73 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 74 Rendiconto finanziario 76 Nota integrativa Parte A Politiche contabili 80 - A.1 Parte generale 80 - A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio 82 - A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie 93 - A.4 Informativa sul Fair Value 93 - A.5 Informativa sul c.d. day one profit/loss 100 Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale 101 Parte C Informazioni sul conto economico 130 Parte D Redditività complessiva 145 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 146 Parte F Informazioni sul patrimonio 215 Parte H Operazioni con parti correlate 222 Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 226 Parte L Informativa di settore 229 3

6 Attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 231 Relazione della Società di Revisione al bilancio d impresa 235 Relazione del Collegio Sindacale 239 Allegati 245 Raccordo dei prospetti di bilancio d impresa con quelli riclassificati 247 Corrispettivi di Revisione 250 Dati economici e patrimoniali delle società controllate e collegate 251 Dettaglio delle emissioni obbligazionarie 259 Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 264 BILANCIO CONSOLIDATO DEL GRUPPO IMI Relazione consolidata sulla gestione 273 Prospetti del bilancio consolidato di Banca IMI Stato patrimoniale consolidato 284 Conto economico consolidato 285 Prospetto della redditività complessiva consolidata 286 Prospetti delle variazioni delle voci di patrimonio netto consolidato 287 Rendiconto finanziario consolidato 288 Nota integrativa Consolidata Parte A Politiche contabili 293 Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato 301 Parte C Informazioni sul conto economico consolidato 327 Parte D Redditività consolidata complessiva 341 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 342 Parte F Informazioni sul patrimonio consolidato 380 Parte H Operazioni con parti correlate 383 Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 385 Parte L Informativa di settore 386 Relazione della Società di Revisione al bilancio consolidato 387 Allegati 391 Raccordo dei prospetti di bilancio consolidato con quelli riclassificati 392 Corrispettivi di Revisione consolidati 395 Elenco dei principi contabili internazionali IAS/IFRS 396 Gruppo IMI e Governo Societario 398 4

7 Cariche sociali Consiglio di Amministrazione (in carica per il triennio ) Presidente Vicepresidente Amministratore Delegato Consiglieri Fabio ROVERSI MONACO Giangiacomo NARDOZZI TONIELLI Gaetano MICCICHÈ Aureliano BENEDETTI Luigi Arturo BIANCHI Fabio BUTTIGNON Vincenzo DE STASIO Stefano DEL PUNTA Paolo Maria Vittorio GRANDI Massimo MATTERA Francesco PAPADIA Collegio Sindacale e Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 (in carica per il triennio ) Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Gianluca PONZELLINI Stefania MANCINO Riccardo ROTA Alessandro COTTO Carlo Maria Augusto BERTOLA Direzione Generale Mauro Micillo Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari Angelo BONFATTI Società di Revisione (in carica per il novennio ) KPMG S.p.A. 5

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9 Banca IMI S.p.A. Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance (milioni di euro) Variazioni assolute % Dati economici Risultato della gestione caratteristica 1.283, ,2 34,2 2,7% Risultato non ricorrente 22,8 25,4 (2,6) Margine di intermediazione 1.306, ,6 31,6 2,5% Costi operativi (391,2) (343,3) (47,9) 14,0% di cui: spese per il personale (131,5) (106,6) (24,9) 23,4% Risultato della gestione operativa 915,0 931,3 (16,3) -1,8% Accantonamenti e rettifiche (147,0) (276,8) 129,8-46,9% Imposte sul reddito (264,4) (314,3) 49,9-15,9% Utile dell'esercizio 504,1 144,7 359,4 Dati patrimoniali Titoli di proprietà (HFT, AFS e L&R) , ,7 (2.720,5) -10,6% Pronti contro termine e prestito titoli di impiego , ,6 (870,6) -5,2% Impieghi per cassa finanza strutturata 6.174, ,3 (699,1) -10,2% Totale dell'attivo , , ,2 6,9% Posizione interbancaria netta 4.309, ,1 (8.061,0) -65,2% Emissioni obbligazionarie , ,2 (7.462,6) -25,8% Garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi 4.411, ,8 (24,3) -0,5% Nozionale contratti derivati finanziari , ,1 (56.634,8) -2,1% Nozionale contratti derivati creditizi , ,9 (26.347,1) -18,0% Patrimonio netto (1) 3.541, ,9 398,7 12,7% Indici di redditività e rischiosità Cost / Income ratio (2) 29,9% 26,9% VaR medio di periodo (HFT & AFS) 39,3 46,9-7,6-16,2% Crediti deteriorati/esposizioni creditizie totali 17,7% 16,9% Rettifiche collettive / Esposizioni creditizie in bonis 1,5% 1,2% Utile dell'esercizio/patrimonio netto medio (ROE) (3) 15,2% 4,5% Utile dell'esercizio/totale attivo (ROA) 0,3% 0,1% Utile di periodo/capitale assorbito (4) 27,2% 6,7% Utile base per azione (EPS basic) - euro (5) 0,524 0,150 EVA (5) 154,9 45,0 109,9 244,2% Coefficienti patrimoniali (6) Tier Total Capital 12,40% 11,00% Struttura operativa Numero delle risorse addette (7) Ratings Moody's Fitch Standard & Poors Baa2 BBB+ BBB- 1) Comprensivo del risultato dell esercizio 2) Costi operativi rapportati al margine di intermediazione 3) Utile dell esercizio rapportato alla media ponderata del capitale, delle riserve di rivalutazione e delle altre riserve 4) Utile dell esercizio rapportato alla media ponderata dei requisiti patrimoniali trimestrali 5) Con l esclusione degli effetti che concorrono alla redditività complessiva dell esercizio 6) Il coefficiente pro-forma al 31 dicembre 2013 non contempla il modello interno per rischio di controparte 7) Include in quota proporzionale le risorse distaccate 7

10 Consolidato BANCA IMI Dati di sintesi e indicatori alternativi di performance Variazioni (milioni di euro) assolute % Dati economici Risultato della gestione caratteristica 1.314, ,9 40,1 3,1% Risultato non ricorrente 15,7 21,7 (6,0) Margine di intermediazione 1.329, ,6 34,1 2,6% Costi operativi (405,3) (356,7) (48,6) 13,6% di cui: spese per il personale (139,5) (113,4) (26,1) 23,0% Risultato della gestione operativa 924,4 938,9 (14,5) -1,5% Accantonamenti e rettifiche (147,0) (276,8) 129,8-46,9% Imposte sul reddito (272,0) (319,6) 47,6-14,9% Utile dell'esercizio 505,9 146,9 359,0 Dati patrimoniali Titoli di proprietà (HFT, AFS e L&R) , ,5 (2.720,6) -10,6% Pronti contro termine e prestito titoli di impiego , ,8 (1.032,9) -6,0% Impieghi per cassa finanza strutturata 6.174, ,3 (699,1) -10,2% Totale dell'attivo , , ,5 6,8% Emissioni obbligazionarie , ,2 (7.462,6) -25,8% Garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi 4.370, ,5 (29,2) -0,7% Nozionale contratti derivati finanziari , ,1 (56.634,8) -2,1% Nozionale contratti derivati creditizi , ,9 (26.347,1) -18,0% Patrimonio netto (1) 3.649, ,2 413,2 12,8% Indici di redditività e rischiosità Cost / Income ratio (2) 30,5% 27,5% Utile dell'esercizio/patrimonio netto medio (ROE) (3) 14,8% 4,5% Utile dell'esercizio/totale attivo (ROA) 0,3% 0,1% Utile base per azione (EPS basic) - euro (4) 0,526 0,153 Struttura operativa Numero delle risorse addette (5) ) Comprensivo dell utile netto dell esercizio 2) Costi operativi rapportati al margine di intermediazione 3) Utile dell esercizio rapportato alla media ponderata del capitale, delle riserve di rivalutazione e delle altre riserve 4) Con l esclusione degli effetti che concorrono alla redditività complessiva dell esercizio 5) Include in quota proporzionale le risorse distaccate 8

11 Executive summary Banca IMI chiude il primo anno del Piano d Impresa con un utile netto consolidato di 506 milioni (a 504 milioni il risultato su base individuale), più che triplicato rispetto ai 147 milioni registrati dal consuntivo al 31 dicembre Una crescita importante, sostenuta dai robusti risultati operativi che trovano conferma nell aumento del margine di intermediazione. La crescita della redditività netta trova però la sua più ampia origine nella minore incidenza su questo consuntivo delle rettifiche di valore dell attivo e delle imposte sul reddito. Nel precedente esercizio le rettifiche di valore, che avevano interessato essenzialmente il segmento Finanza Strutturata, si erano collocate a 267 milioni ad esito di una rigorosa disamina del portafoglio creditizio, con particolare attenzione alla classificazione ed alla conseguente valutazione degli impieghi verso la clientela. Il livello delle rettifiche di valore dei crediti nel conto economico 2014 a 144 milioni non presenta elementi di straordinarietà, e si pone a valle del processo di Asset Quality Review che ha interessato anche il portafoglio crediti di Banca IMI. Nel 4Q2013 la complessiva valutazione della redditività prospettica in rapporto al capitale allocato per la CGU Finanza Strutturata aveva condotto a ritenere impaired l avviamento iscritto in sede di conferimento di ramo d azienda. All integrale rettifica di valore milioni - non era associata alcuna mitigazione dell onere fiscale, in forza del regime speciale di affrancamento dalle imposte sul reddito al quale l avviamento medesimo risultava assoggettato. Onere fiscale che per l esercizio 2013 era anche inciso da maggiori imposte di circa 60 milioni per effetto dell introduzione di una addizionale IRES dell 8,5%. Il commento alla redditività netta espressa nel 2014 da Banca IMI tende a distogliere l attenzione dalla progressione dei risultati operativi, con il margine di intermediazione consolidato cresciuto fino a milioni pur nel difficile contesto che ha caratterizzato i mercati nei mesi estivi e sul finire d anno, e che hanno condizionato sia le scelte di investimento della clientela che le opportunità offerte dal mercato primario. Le prospettive di contenuti livelli dei tassi d interesse, scesi sin in area negativa sulla parte più a breve della curva, hanno influenzato la percezione dei rischi della clientela, con effetti sui flussi di copertura richiesti, e la distribuzione di strumenti finanziari sulle reti, a discapito della raccolta cartolare di tipo tradizionale. L evoluzione nei ricavi complessivi risulta di ancor maggior rilievo al confronto con i risultati di recente riportati dalle banche d investimento internazionali, tutti in generale flessione nelle attività di capital markets a fronte di una crescita per Banca IMI del 5% negli stessi segmenti di attività. Alla formazione del margine di intermediazione consolidato hanno contribuito le aree markets (948 milioni), structured finance (253 milioni) ed investment banking (129 milioni). Il risultato della gestione operativa si colloca a 924 milioni, di poco inferiore ai 939 milioni registrati al 31 dicembre 2013 per la crescita dei costi operativi a 405 milioni contro i precedenti 357 milioni. La previsione di maggiori accantonamenti al sistema incentivante per il personale e il riconoscimento pro-quota degli oneri per il piano di azionariato del Gruppo hanno in prevalenza motivato l incremento assoluto nella voce Spese per il personale (+26 milioni complessivi), mentre le restanti linee di costo aventi natura non discrezionale segnano, in linea con l evoluzione nelle risorse addette, un +5% sul consuntivo precedente. Tra le Altre spese amministrative l incremento del 9% origina dagli investimenti IT strategici effettuati nel corso del precedente piano e da un più ampio ventaglio di servizi in outsourcing ricevuti, oltre che dalle spese più direttamente legate alla produzione dei ricavi (accesso a mercati e banche dati e per servizi legali e professionali) e per la promozione di strumenti finanziari emessi da Banca IMI. 9

12 Per effetto delle dinamiche qui esposte il cost/income ratio consolidato si attesta al 30,5%, rispetto al 27,5% al 31 dicembre L utile netto consolidato si attesta a 506 milioni, di poco superiore a quello della sola Banca IMI. Dopo rettifiche di valore del portafoglio crediti ed accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri di complessivi 147 milioni (277 milioni nel consuntivo 2013) l incidenza delle imposte sul reddito fa segnare un tax rate del 35% contro il precedente 68%. Percentuale, quest ultima, che includeva la menzionata addizionale IRES dell 8,5%, ma che ancor di più risentiva della predetta irrilevanza - per l anno fiscale della rettifica dell avviamento. La capacità di generare valore per l azionista colloca l EVA di Banca IMI a 155 milioni e il ritorno sul capitale proprio al 15,2%. Rendimento che sale al 27% quando misurato sulle media delle attività di rischio dell esercizio 2014 in alternativa all utilizzo del patrimonio netto contabile. La solidità patrimoniale di Banca IMI vede il Total Capital Ratio composto esclusivamente da Common Equity Tier 1 al 12,4%. Il coefficiente tiene già conto della proposta di distribuzione di un dividendo di 500 milioni, e si pone ad un livello significativamente superiore a quello minimo dell 8,625% richiesto per il triennio e al full phase-in ratio attualmente previsto a regime. Le attività di rischio ponderate a 22 miliardi, in moderato aumento rispetto al dato al 3Q2014 per la crescita di VaR e stressed VaR derivano per circa il 50% dai requisiti per rischio di credito e di controparte. Sul versante dei nuovi indicatori introdotti da Basilea 3, il coefficiente di leva finanziaria inteso come apporto al Bilancio Consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo approssima il 5%, livello superiore alle indicazioni contenute nel Risk Appetite Framework. Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio rispettano i limiti prefissati, grazie al costante monitoraggio degli attivi prontamente liquidabili ed alla continua rimodulazione nel corso dell esercizio delle scadenze del passivo; scelte gestionali che hanno anche inciso sulla redditività della gestione di tesoreria. Il totale attivo di bilancio si porta a 147 miliardi dai precedenti 138 miliardi. Per tutto l esercizio è stata registrata la crescita in valore assoluto nei fair value positivi dei derivati OTC (+10 miliardi su base annua); il fenomeno ha natura essenzialmente tecnica, per la progressiva riduzione dei tassi di mercato usati nei modelli di valutazione rispetto a quelli contrattuali, e non trova corrispondenza nella espansione dei volumi e dei rischi assunti. I nozionali dei derivati OTC, nel complesso stabili, hanno visto una netta espansione dei contratti trasferiti alla central counterparty Swapclear (da miliardi a miliardi nozionali); al contempo sono aumentati in egual misura, e per le stesse motivazioni di carattere tecnico, i fair value negativi dei derivati in essere, per la quasi totalità attratti ad accordi di netting e accompagnati dal versamento di garanzie accessorie. I requisiti richiesti per rischio di controparte e CVA charge, misurati sulla base dei modelli interni, risultano infatti sostanzialmente stabili per tutti i trimestri dell esercizio. Le scelte gestionali di investimento in titoli di debito hanno registrato una fase riflessiva sul finire d anno, collocandosi ai livelli minimi. Sul versante della provvista si assiste alla sostituzione della raccolta cartolare in riduzione netta di 7 miliardi - con raccolta a termine e operazioni di tesoreria in contropartita della Capogruppo. 10

13 Bilancio di Banca IMI

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15 Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla situazione della Società e sull andamento della gestione

16 Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari Il 2014 si è caratterizzato per una crescita moderata dell attività economica e del commercio internazionale. Negli Stati Uniti la ripresa si è rafforzata nel corso dell anno, la creazione di posti di lavoro è accelerata e il tasso di disoccupazione è diminuito fino al 5,6%. In Giappone l attività economica è stata soggetta a brusche oscillazioni, determinate dalla restrizione fiscale del secondo trimestre. La dinamica dell inflazione, che ad inizio anno era molto differenziata tra le varie aree geografiche in relazione alle diverse fasi del ciclo economico, è rapidamente rallentata ovunque a causa della caduta delle quotazioni petrolifere nel quarto trimestre. I prezzi del petrolio e del gas hanno registrato forti flessioni - nonostante i molteplici focolai di crisi geopolitica - per effetto dell accumularsi di un eccesso di offerta in ragione di un trend della domanda inferiore alle aspettative di crescita da un lato, dall altro ad una più rapida crescita della capacità estrattiva. L Eurozona è uscita dalla recessione del biennio , sostenuta anche dalla domanda finale interna. La ripresa, che stava diventando più diffusa tra i diversi stati membri, ha però iniziato a indebolirsi fra il secondo e il terzo trimestre. Alla svolta ha contribuito lo scoppio della crisi russo-ucraina, che si è tradotta in un crollo dell export dell Unione Europea verso la Russia e in un sensibile deterioramento del clima di fiducia delle imprese. Il peggioramento dei dati si è esteso a tutto il successivo terzo trimestre, interessando anche le economie più solide, come quella tedesca. L ultimo scorcio dell anno ha poi visto una stabilizzazione della crescita su livelli modesti, senza chiari segnali di rimbalzo. Ne sono scaturite significative revisioni al ribasso delle proiezioni di crescita e il rinvio delle correzioni di bilancio - originariamente previste per il 2014 e il In tutta l area l andamento dell inflazione è stato ampiamente al di sotto delle previsioni, avvicinandosi allo zero; oltre alla debolezza dei consumi, la modesta dinamica inflazionistica riflette anche il passato elevato livello del tasso di cambio, l andamento dei prezzi energetici e alimentari ed il calo delle tariffe nel comparto delle comunicazioni. L Italia è il paese europeo dove la ripresa economica stenta maggiormente ad affermarsi. La produzione industriale ha registrato un progressivo deterioramento nel corso del 2014 e a partire dalla fine del secondo trimestre si sono spenti molti dei segnali di ripresa apparsi nei mesi precedenti; il clima di fiducia di imprese e famiglie è tornato a peggiorare, mentre l export ha rallentato e la dinamica degli investimenti è stata ancora negativa. Il sostegno della domanda estera è stato indebolito dal rallentamento della Germania e di alcuni paesi emergenti. L unica sorpresa positiva è giunta dai consumi, che hanno beneficiato di una crescita del reddito disponibile reale delle famiglie. Il calo della media annua del PIL nel 2014 è stimato in -0,4%. L andamento negativo dell attività economica ha causato un nuovo aumento della disoccupazione, salita al 13,4% in novembre, e ha ulteriormente peggiorato la situazione occupazionale fra i giovani. Nonostante il quadro macroeconomico deludente, il deficit pubblico è stato mantenuto entro il limite del 3%; tuttavia, si sono interrotti i progressi che avrebbero dovuto portare alla stabilizzazione del debito. La realizzazione dell ambizioso programma di riforme annunciato a inizio anno è stata più complessa di quanto auspicato: soltanto a fine 2014 è stata approvata la riforma del mercato del lavoro proposta in primavera. Le politiche monetarie hanno iniziato a muoversi in direzioni divergenti. La Federal Reserve ha completato la prevista riduzione degli acquisti di titoli e avviato la discussione interna sul percorso che porterà nel 2015 al rialzo dei tassi ufficiali. I rendimenti dei titoli di stato sono calati sensibilmente rispetto ai livelli di inizio anno, sia a causa dell andamento deludente dei dati macroeconomici del primo trimestre, sia per la cautela mostrata dalla Federal Reserve nel gestire la svolta del ciclo di politica monetaria. Muovendosi in direzione opposta, la Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi ufficiali in settembre, portando il tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento allo 0,05% e il tasso sui depositi in area negativa, al -0,20%. Contestualmente ha avviato il programma condizionato di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs), nonché un nuovo programma di acquisti di covered bonds e cartolarizzazioni. 14

17 Relazione del Consiglio di Amministrazione - Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari L orientamento accomodante adottato dalla BCE ha favorito il calo delle aspettative sui tassi monetari e, di riflesso, dei tassi di interesse su tutte le scadenze della curva. L Eonia è sceso a livelli marginalmente negativi dopo l annuncio delle misure. Il tasso Euribor trimestrale è ulteriormente calato dallo 0,284% di gennaio allo 0,08%. Sensibili flessioni hanno interessato anche i tassi IRS a medio termine: sulla scadenza quinquennale si è passati dall 1,26% di gennaio allo 0,36% di fine anno. La pressione al ribasso sui tassi si è accentuata a causa dei crescenti segnali della introduzione di programmi di acquisti di titoli di stato, aspettativa concretizzatasi a fine gennaio Nel secondo semestre, il più evidente orientamento divergente delle politiche monetarie e dei cicli economici ha incrementato la volatilità dei mercati valutari, favorendo un consistente apprezzamento del dollaro. Il cambio con l euro, che a fine giugno era ancora vicino a 1,37, a fine anno era sceso a 1,21. Il giudizio degli investitori sui Paesi colpiti fra il 2010 e il 2011 dalla crisi del Debito Sovrano ha visto un graduale ma cospicuo miglioramento nel corso dell anno. Il differenziale decennale di rendimento fra Italia e Germania che aveva iniziato l anno a 214pb ha toccato un minimo di 119pb a inizio dicembre, beneficiando delle crescenti aspettative di nuove misure straordinarie da parte della Banca Centrale Europea. I rendimenti sono calati anche in valore assoluto, grazie alla riduzione che si è contestualmente verificata sui tassi tedeschi. Il rendimento del BTP decennale, che era ancora superiore al 4% a fine 2013, si collocava all 1,89% a fine L assorbimento dell offerta sul mercato primario è proseguito agevolmente. Nel corso del 2014, i mercati azionari internazionali hanno registrato, pur con intensità diverse, dinamiche e performance positive, di riflesso alla graduale normalizzazione delle economie e dei mercati dopo le fasi più acute della crisi finanziaria. Il primo semestre è stato guidato in particolare dalle aspettative sulla ripresa economica in area euro e da politiche monetarie espansive da parte delle banche centrali. A seguito dei risultati delle elezioni europee e, soprattutto, delle misure annunciate ad inizio giugno dalla BCE, i mercati azionari hanno chiuso il primo semestre su una intonazione complessivamente positiva. Nel secondo semestre, il rischio geopolitico è tornato al centro della scena: la ripresa delle tensioni tra Russia e Ucraina, e le conseguenti sanzioni economiche nei confronti della prima, hanno influenzato negativamente i flussi di interscambio verso quelle regioni. In aggiunta a questo, i dati deludenti su produzione industriale e crescita economica nell area euro, combinati con i timori crescenti di una spirale deflazionistica, hanno innescato un ritorno dell avversione al rischio degli investitori, erodendo le performance positive dei mesi precedenti. Le crescenti aspettative per un allentamento quantitativo da parte della BCE ad inizio 2015, congiuntamente ad una stagione di annunci trimestrali per il 3 trimestre leggermente superiore alle attese hanno offerto un parziale supporto ai mercati azionari nell ultimo trimestre dell anno, pur in una fase di ulteriore debolezza congiunturale. La forte flessione dei prezzi del petrolio nelle ultime settimane dell anno, assieme alle marcate correzioni sul mercato dei cambi (apprezzamento del dollaro USA nei confronti dell Euro; svalutazione del rublo) hanno accentuato la volatilità dei mercati nella fase conclusiva del L indice S&P500 ha registrato un rialzo dell 11,4% a fine dicembre. I principali mercati azionari asiatici hanno evidenziato performance positive a fine periodo, con l indice benchmark cinese SSE A-Share in forte rialzo nei 12 mesi (+53,1%) ed in netta ripresa rispetto al semestre (-3,2%), mentre l indice Nikkei225 ha chiuso in rialzo del 7,1% (anch esso in recupero rispetto a -6,7% di fine giugno). Nell area euro le performance dei principali indici benchmark sono risultate nel complesso omogenee e lievemente positive, dopo che nei primi nove mesi i mercati periferici avevano generalmente sovraperformato i mercati core. L indice EuroStoxx ha chiuso il periodo in marginale rialzo (+1,7%); il DAX 30 si è lievemente apprezzato (+2,7%); il mercato azionario spagnolo ha chiuso l anno in rialzo del 3,7%; sostanzialmente invariato il benchmark francese CAC 40 (-0,5%). Al di fuori dell area euro, l indice del mercato svizzero SMI si è rivalutato del 9,5% a fine 2014, mentre l indice FTSE 100 chiude il periodo in lieve calo (-2,7%). Il mercato azionario italiano ha chiuso sostanzialmente invariato l anno 2014, dopo aver toccato un massimo di +18,6% al 10 giugno ed aver sovraperformato i maggiori mercati europei ed internazionali fino al mese di settembre. Se il rialzo del primo semestre era stato guidato dai primi deboli segnali di ripresa economica domestica, da una maggiore stabilità sul fronte politico, e dal calo dei rendimenti e dalla discesa dello spread BTP-Bund, a seguire l evidenza dai dati macroeconomici di una nuova frenata del ciclo economico ha innescato un processo di revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2014 e per il La ripresa del rischio geopolitico e dell avversione al rischio degli investitori hanno ulteriormente eroso i rialzi di inizio anno. L indice FTSE MIB ha chiuso il periodo in rialzo frazionale (+0,23%); la performance registrata dall indice FTSE Italia 15

18 Relazione del Consiglio di Amministrazione - Il quadro macroeconomico ed i mercati finanziari All Share (-0,3%) è rimasta di poco inferiore a quella del benchmark. Largamente positiva, invece, la performance dei titoli a media capitalizzazione, con l indice FTSE Italia STAR in rialzo del 9,6% a fine dicembre. I mercati obbligazionari e del credito europei chiudono il 2014 con performance differenziate: positivo il bilancio nel segmento Investment Grade mentre i titoli più speculativi registrano un allargamento degli spread. Le accomodanti politiche monetarie delle banche centrali, e in special modo l atteggiamento espansivo della BCE, con l aspettativa che il programma di acquisti possa essere ampliato ai corporate bonds si sono confermate ancora una volta i principali drivers dei mercati. Dopo una prima parte di anno positiva, malgrado l avvio del tapering da parte della Federal Reserve e di una breve battuta di arresto in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, nei restanti sei mesi del 2014 i rinnovati dubbi riguardo alla solidità della ripresa nell Eurozona, l acuirsi delle tensioni geopolitiche ed il riemergere a fine anno dei timori sulla Grecia hanno contribuito ad aumentare la volatilità degli spread. Le maggiori ripercussioni si sono avute sul segmento non Investment Grade, penalizzato dal ritorno di una maggiore prudenza degli investitori e dai timori che l avvio del processo di normalizzazione della politica monetaria da parte della Federal Reserve potesse portare ad un aumento dei tassi di mercato, penalizzando le società più indebitate. Il segmento Investment Grade chiude l anno positivamente, con una performance superiore per i bond finanziari rispetto agli emittenti industriali. Performance differenziate anche nel comparto derivato degli indici itraxx (indici di credit default swap), dove la migliore performance dell indice sintetico Sovereign Western Europe, che misura lo spread di credito su paesi sovrani, rispetto all indice Main (nomi Investment Grade) sembra testimoniare come il processo di normalizzazione sia quasi completato; anche nel comparto derivato è negativo l andamento del segmento più speculativo, con gli indici Crossover e Finanziari Subordinati che registrano l aumento dei costi di copertura da rischio di insolvenza. Sul fronte delle nuove emissioni, il 2014 ha fatto registrare volumi sostenuti, ed in crescita rispetto al 2013, sia nei titoli Investment Grade che in quelli High Yield. La volontà degli emittenti di approfittare di tassi di mercato ancora su livelli storicamente molto bassi e la ricerca di rendimento da parte degli investitori si sono confermati, ancora una volta, tra i principali elementi di sostegno del mercato primario. Il sistema bancario italiano ha registrato per tutto il 2014 la discesa del costo della raccolta, grazie all effetto congiunto della riduzione dei tassi sui singoli strumenti e della ricomposizione verso le forme meno onerose; è continuata la discesa del tasso medio sullo stock di obbligazioni, mentre il costo marginale delle emissioni obbligazionarie a tasso fisso è sceso notevolmente, toccando nell ultimo trimestre un livello prossimo all 1%, mai segnato in precedenza da marzo Il calo dei tassi di mercato e di quelli di riferimento della politica monetaria si è gradualmente trasmesso ai tassi sui prestiti che fino alla prima parte dell anno avevano mostrato una sostanziale resistenza connessa alle azioni di repricing. Il trend distensivo dei tassi italiani è significativo anche nel confronto europeo. Nel corso del 2014, infatti, si è registrata una progressiva riduzione dei differenziali tra i tassi italiani sui nuovi prestiti alle imprese e quelli medi dell area euro, particolarmente evidente nell ultima parte dell anno. Per il terzo anno consecutivo i prestiti bancari al settore privato sono risultati in contrazione. Il protrarsi della recessione ha avuto un impatto significativo sull andamento dei prestiti alle imprese, soprattutto su quelli a medio-lungo termine, colpiti dalla caduta degli investimenti; diversamente, nella seconda parte dell anno i prestiti a breve termine alle imprese hanno mostrato segni di miglioramento. La crescita delle sofferenze lorde è rallentata ulteriormente, confermando tuttavia un ritmo elevato, attorno al 19% sul finire dell anno. In rapporto al totale dei prestiti, lo stock di sofferenze lorde è salito al 9,5% dall 8,1% di fine Pertanto, il mercato dei prestiti bancari è rimasto caratterizzato da un intonazione prudente, pur registrando un chiaro miglioramento dei giudizi delle imprese sulle condizioni di accesso al credito. Anche per la raccolta gli andamenti osservati nel 2014 hanno confermato i trend dei due anni precedenti, in particolare la crescita dei depositi e l ampio calo dello stock di obbligazioni bancarie, il cui andamento risente dei processi di ricomposizione di portafoglio dei risparmiatori. Nel complesso la raccolta da clientela è risultata quindi leggermente in flessione. 16

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