Tasse: superato Monti

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1 50412 Domenica 12 aprile ANNO L NUMERO 88 EURO 1,40* Trattati da Def... Tasse: superato Monti VIENI A TROVARCI ANCHE SUL SITO L Istat smentisce Renzi: la pressione fiscale è salita al 43,5% e nei prossimi due anni arriverà fino al 44,1% E per finanziare gli sgravi a chi assume c è l aumento dei contributi. Poletti promette di toglierlo, ma chi si fida? di MAURIZIO BELPIETRO Chi trova un amico trova un tesoro, chi trova Matteo Renzi invece trova un tesoretto, ma insieme al tesoretto trova anche la fregatura. Abbiamo già spiegato come il presidente del Consiglio abbia finanziato i famosi 80 euro. Gli 8,7 miliardi del bonus non vengono da un taglio dei costi dell amministrazione statale e nemmeno da una riduzione delle pretesedelfisco:arrivano daun aumento della spesa pubblica. In poche parole, il capo del governo per vincere le elezioni europee e alimentare la sua immagine positiva ci ha indebitato ancora di più. Un po come quei consulenti finanziari che promettono tassi mirabolanti, ma che liquidano gli interessi con il capitale dei clienti.certo, è bello avere 80 euro in tasca, ma se poi dobbiamo ripagare il regalo con un prelievo più salato sui nostri stipendi forse è meglio rinunciarvi. Già, perché mentre il premier parla di una somma di 1,6 miliardi (...) segue a pagina 3 Chi trova un tesoretto... La mancia elettorale stavolta è un trucco di FRANCO BECHIS C è un piccolo imprenditore a cui gli affarinon vanno un granchè bene.la previsione di bilancio 2015 è in perdita: rosso di 2,6 milioni di euro. Un guaio, perché quei soldi qualcuno dovrà metterli: le banche danno tempo massimo fino al 2017 per tornare in pari. La settimana scorsa il ragioniere dell azienda arriva con un sorriso: «Ci eravamo sbagliati: a fine anno si perderà meno, 2,5 milioni di euro...». Sospiro di sollievo dell imprenditore: ci saranno 100 mila euro in meno da trovare. Non è una svolta, (...) segue a pagina 2 CARLO PELANDA a pagina 2 La Coop indagata per legami con la camorra «In gita per comprare i vini di D Alema» Che la strage in tribunale non diventi una farsa Non crediamo alla balla del killer pazzo di GIAMPAOLO PANSA Attenti all Expo 2015 Sarà il bis del G L Expo 2015 di Milano sarà il bis del G8 di Genova del 2001? Molti lo temono e prevedono un assalto in grande dai No global italiani ed europei. Con esiti catastrofici, molto peggiori di quelli visti quattordici anni fa, nella città ligure. Ma che cosa avvenne a Genova pochi lo ricordano. Se ne riparla adesso perché l editto della Corte europea sulle torture inflitte dalla polizia nella scuola Diaz, e poi nella caserma di Bolzaneto, sui dimostranti fermati hanno prodotto rievocazioni spesso imprecise dei giorni di guerriglia ingaggiata da migliaia di giovani ribelli arrivati da mezza Europa. Il Bestiario (...) segue a pagina 9 di GIACOMO AMADORI a pagina 5 Perizia psichiatrica per Giardiello. Ma tutto dimostra che è lucido e vuole fregarci di ANDREA MORIGI Adesso Claudio Giardiello cerca di farsi passare per matto. Prima confessa di aver progettato di togliersi la vita, anche se sono stati altri a cadere sotto i colpi della sua pistola. Poi protesta contro gli avvocati, dei quali non si fida (infatti ne ha ucciso uno e ferito un altro), tanto da rifiutare perfino l assistenza del suo legale d ufficio, Nadia Savoca. Però una sua strategia difensiva ce l ha già in mente, eccome. E per ora sembra funzionare, tanto quanto il suo piano stragista, (...) segue a pagina 8 Fitto e la crisi in Puglia Ormai è evidente chi vuol distruggere Forza Italia Pontificato di rottura L Anno santo arriva tra misericordia e strappi alle regole di ANTONIO SOCCI Il Conclave del 2013 è stato davvero un disastro. Ogni giorno che passa saltano fuori nuove magagne, una più grave dell altra. E i profili di invalidità (...) segue a pagina 11 Conviene a tutti Hasta la vittoria Obama libera Cuba dal comunismo di CARLO PANELLA Una giornata storica: una volta tanto questa definizione inflazionata è l'unica che definisce la stretta di mano tra Barack Obama e Raul Castro a Panama city (...) segue a pagina 13 A Milano parte il Salone Così il mobile ci migliora la vita di GIULIANO ZULIN di FAUSTO CARIOTI Tempo per la resipiscenza ce n è ancora, ma non è il caso di illudersi, visto che manca l ingrediente principale: la volontà di vincere. Alle elezioni del 31 maggio (...) segue a pagina 7 Il diplomatico cinese Fu Yixiang: azionariato popolare rossonero «Compriamo il Milan e ce lo dividiamo in 500mila» di FRANCESCO PERUGINI C è un popolo rosso che si sogna... rossonero. Sarà l azionariato popolare la via con la quale la Cina conquisterà il Milan: a sostenerlo è Fu Yixiang, il vice presidente della Camera dicommercio italocinese. È stato lui a svelare il volto dei quattro (...) segue a pagina 29 Stiamo vivendo una rivoluzione paragonabile a quella che sostituì l età della pietra con quella dei metalli: la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche (vedi stampante 3d) ed energetiche (pannelli solari inseriti nelle finestre, ad esempio) cambiano (...) segue a pagina 24 * Con: "BIMBINCUCINA con Valeria Rossi e Carotino" 11,00; "I 100 CAPOLAVORI DELLA MUSICA CLASSICA" CD 5-6,00; CD 4-6,00. Prezzo all estero: CH - Fr 3.50 / MC & F

2 2 Domenica 12 aprile commenta su i nostri soldi PRIMO PIANO DANNO I NUMERI Nel 2014 l ex sindaco e Padoan fissarono per quest anno un deficit-pil all 1,8%, ora l hanno aggiornato al 2,5%. Previsioni sballate del 38% La mancia elettorale resterà una promessa Gli 1,6 miliardi di tesoretto non esistono: sono solo un risparmio (teorico) sul deficit-pil Il premier lo sbandiera in chiave elettorale: tanto poi incolperà la Ue per averlo stoppato ::: segue dalla prima FRANCO BECHIS (...) ma si fa un po meno dura. Una reazione ovvia, di buon senso. Se invece l imprenditore, appresa la notizia data dal suo ragioniere, avesse stappato subito champagne e iniziato a fantasticare: «Come possiamo spenderci meglio quei 100mila euro? Viaggi alle Maldive? Una limousine?», parenti e collaboratori l avrebbero ricoverato di corsa alla neurodeliri. Basterebbe questo esempio per capire come il bonus trovato da Matteo Renzi nel suo Def sia pura invenzione. Che lo si chiami tesoretto o bonus, semplicemente non esiste. Quando perdi soldi, significa che non li hai. E invece la neurodeliri sarebbe stata l approdo naturale del «Def show» trasmesso nelle ultime ore da palazzo Chigi. Un mese fa infatti l Italia ha comunicato all Unione europea una previsione di deficit a fine 2015 pari al 2,6% del Pil. Negli ultimi quattro o cinque giorni rifacendo beneicalcolisiè deciso di rivedere quella previsione, portandola al 2,5% del Pil. Si tratta di stime da uffici studi. Che non mettono in cassa un solo cent in più. Oltretutto le stime del Def da sempre non hanno azzeccato alcuna cifra ufficiale. Il documento dell aprile 2014 che portava le firme congiunte di Matteo Renzi e Padoan [LaPresse] Pier Carlo Padoan, aveva previsto un rapporto deficit- Pil del 2,6 per cento a fine 2014 e dell 1,8% a fine Ildato 2014 è ufficiale: il deficit è stato il 3% del Pil. Renzi e Padoan hanno sbagliato di ::: CARLO PELANDA Questo governo condanna l Italia ad una futura implosione economica per eccesso di conservatorismo. Il Def, infatti, svela la priorità di mantenere il modello di Stato assistenziale, limandolo solo un minimo, e non quella di dare impulso alla crescita o togliendo pesi fiscali al mercato oppure riallocando spesa pubblica dagli apparati improduttiviagli investimenti di modernizzazione. Il premier dice il contrario attribuendosiuna conduzione politica rivoluzionaria. Ma è smentito dai fatti. Più preoccupanteè ilfatto che unapersona competente come ilministro Padoan preveda che solo in un futuro remoto l'italia potrebbe raggiungere una crescita stabilizzata del 2% all anno: significa stagnazione, cioè declino lento. Come può un tecnico dire con tranquillità ad una nazione che siamo condannati all'impoverimento? Forse lo ritiene il miglior scenario nazionale possibile nell'ambito di quello globale pessimistico, enfatizzato da Larry Summers: non ci saranno più le condizioni strutturali che hanno permesso la crescita forte del dopoguerra. Questa profezia è corroborata da quella di disintermediazione del lavoro umano da parte di automi ed altre di tipo implosivo relative alla continuazione del progetto 0,4 punti decimali il risultato. Un errore previsionale del 15%. Con una performance così chiuderebbe i battenti qualsiasi istituto di sondaggi. Sul 2015 hanno proprio svirgolato: previsto un deficit dell 1,8% invece di quello appena rivisto al 2,5%. Hanno sbagliato le previsioni del 38,8%.La capacità del governo italiano di prevedere l andamento dell economia è del capitalismo di massa. Tale progetto è arrivato a creare società fatte di 2/3 di ricchi ed un 1/3 di meno abbienti. I dati recenti mostrano che in questi anni sia l America (meno) sia l Europa sono in regressione per l'aumento di impoveriti. È questa la visione che giustifica la prudenza nel ridurre la quantità di popolazione protetta dal denaro fiscale e che quindi giustifica la priorità del mantenimento degli apparati e la poca fiducia nel libero mercato? Se fosse così vorrei ricordare che nei primi anni '90 le tendenze apparivano simili. Luttwak, Tremonti ed io pubblicammo «Il fantasma della povertà» (Mondadori 1995) ciascuno proponendo una diversa soluzione, ma convergendo sulla necessità di maggiore guida dell economia da parte della politica. Non, almeno io e Luttwak, per statalismo, ma per il riconoscimento che ormai lo Stato era una stazione fondamentale del ciclo del capitale. Poi la tendenza dicrisi fu invertita dall emergere positivo della globalizazione e dell economia trainata dalla conoscenza, cioè da un azione del mercato e non della politica. Già a quei tempi la politica e gli Stati mostravano di non sapersi adeguare al nuovo mondo, perché negli anni grassi si erano caricati di troppa massa assistita, creando la mostruosità di società dove la popolazione dipendente da una protezione o salario pubblici era tale da far restare il modello assistenziale irriformabile via consenso, una distorsione della democrazia che pochi più o meno pari a quella di un giocatore di dadi: si tirano, e qualunque numero esca fuori si può scrive, che peggio di Renzi e Padoan è impossibile fare. In ogni caso l esperienza passata ha La polemica Il difetto di Matteo che rovinerà l Italia Troppo conservatorismo di sinistra: invece di tagliare le tasse si continuano a finanziare i «protetti» commentano, ma che è il principale fattore che blocca la modernizzazione evolutiva dei modelli di welfare nelle democrazie stesse. Con questo voglio dire che capisco la difficoltà di un governo a cambiare modello, in particolare se di sinistra e dipendente da un elettorato per lo più fatto da popolazione protetta. Anche i governi di centrodestra in Italia non sono riusciti a ridurre la spesa e le tasse in modo significativo. Ma non capisco l arrendersi e non giustifico la bugia di spacciare per scenario buono una stagnazione endemica futura che sarà la morte dei figli dei padri e delle madri che leggono ora queste righe. Dovremmo imputare tutta quella politica che si arrende alla conservazione e la maschera come innovazione. Per quale reato? Per tradimento e sabotaggio del progetto del capitalismo di massa che è il cuore di quello democratico. Non è vero, infatti, che non ci siano le condizioni per riprendere la strada del progresso: la tecnologia può creare nuovi lavori, l invecchiamento medio in economie tecnologiche ha meno impatto, la finanza privata può benissimo riprendere la sua capacità di creare capitale abbondante per la crescita in modi più ordinati. Meno tasse e il più di quelle che restano investite in qualificazione della società. Così potremmo sperare in future crescite ben oltre il 2%. Solo il conservatorismo della sinistra che finanzia il passato può sabotare tale possibilità, non la realtà delle cose. una certezza: quei numeri verranno rivisti più volte da quiafineanno,esono almomento del tutto virtuali. Quello 0,1% di deficit ridotto vale effettivamente 1,6 miliardi di euro. Avessero scritto 2,4 (per quel che ci azzeccano era lecito farlo), lo 0,2 sarebbe stato pari a 3,2 miliardi di euro. Ma quei soldi non esistono, e quindi non si possono spendere. Lo facessimo a debito, la Ue perderebbe la pazienza visto che ha evitato solo per un soffio di bocciare gli attuali conti italiani. Perchè allora Renzi ha prodotto quello show? Perchè il Def non appassiona nessuno: è un documento noioso, molto tecnico e poco vendibile in pubblico. Da comunicatore quale è il premier si è inventato il tesoretto, il bonus. È filtrato da palazzo Chigi, è finito sulle agenzie, ha ottenuto i titoli chevolevaepoiaun oradal consiglio dei ministri proprio il portavoce del governo cercava di minimizzarne (inutilmente, era troppo tardi) la portata. Ma funziona: perchè da 24 ore il Pd, tutti i partiti, i sindacati non fanno altro che dividersi su come spendere quei soldi che non esistono. Andranno avanti a lungo, tutta la campagna elettorale. Illudendo i possibili beneficiari: esodati, disoccupati, regioni del Sud, pensionati esclusi dagli 80 euro.ma isoldinon usciranno fuoridalcilindro di nessuno. Dopo le elezioni il premier allargherà le braccia: quei cattivoni della Ue a cui non si è riusciti a cambiare verso, impediscono di spendere il bonus. Non sarà colpa di Renzi: delitto perfetto.

3 PRIMO PIANO Domenica 12 aprile commenta su IL TRUCCO Le nuove imposte sono già contabilizzate nel bilancio dello Stato attraverso il meccanismo infernale delle clausole di i nostri soldi ERenzisuperaMontiintasse Il governo promette tagli ma tra le carte del Def spunta la mazzata: la pressione fiscale continuerà a salire e nel 2016 arriverà al 44,1 per cento del Pil. Finora nessuno era riuscito a fare peggio ::: segue dalla prima MAURIZIO BELPIETRO (...) spuntata all improvviso dalle pieghe del bilancio statale e dunque pronta all uso in vista del voto per le regionali, i documenti ufficiali del ministero dell Economia dicono altro. Per capire non servono studi approfonditi: è sufficiente dare uno sguardo alle tabelle che accompagnano il Documento di economia e finanza, ossia le previsioni del governo per quanto riguarda i conti pubblici. Prendiamolapressionefiscale, cioè le tasse che pesano sul prodotto interno lordo. Nel 2013, quando governava Letta, la percentuale delle imposte raggiunse il 43,4 per cento. Nel 2014, con Renzi a Palazzo Chigi, le tasse sono cresciute dello 0,1 per cento (lo dice l Istat, lo certifica Mario Draghi) e dunque non c è stata alcuna riduzione. Ma nel Def c è di peggio. Nel 2016 la pressione fiscale arriverà al 44,1 per cento, ossia lo 0,6 in più rispetto al 2014 e nel 2017 farà il bis. Solo nel 2018 si vedrà una leggera riduzione (dello 0,1%), mentre nel 2019 il prelievo del fisco dovrebbe assestarsi al 43,7. Peggio di Mario Monti (43,5% nel 2012). Tradotto, secondo ilministero dell Economia non cisarà nessuna riduzione delle tasse a medio termine, ma anzi ci sarà un forte aumento. Tanto per essere chiari, nel 2011, prima di Monti, prima di Letta e prima di Renzi, la pressione fiscale stava al 41,6 per cento, due punti e mezzo meno rispetto al picco previsto ora dal governo. In soldoni, icontribuenti pagheranno, da qui al 2017, 64,3 miliardi di tasse in più. Del resto, nonostante le ottimistiche dichiarazioni del premier («Non ci sono tagli, non c è aumento delle tasse»), non poteva che essere così. E per capirlo basta ripassare a memoria il numero di tasse introdotte da un governo che dice diaverle abbassate. In un anno a Palazzo Chigi,Renziha aumentato le tasse sui conticorrentie sulcapital gain e ha rincarato quelle sui fondi pensione. Cose che il graffio Priorità Per Francesco Rutelli la cosa più urgente in vista del Giubileo è «permettere di camminare a piedi a milioni di pellegrini». Già, visto il traffico che c è a Roma... riguardano chiha quattro soldi investiti o custoditi in banca penseranno in molti. Illusi: grazie alla fantasia algoverno, l Iva sui pellets è raddoppiata, le accise sulla benzina sono cresciute, le tasse sulla casa altrettanto. Le imposte non hanno risparmiato né i terreni agricoli né gli impianti di risalita. Per non dire poi della Iuc, l imposta unica comunale,che dietro all'acronimo nasconde altre tre tasse, ovvero l Imu, la Tari e la Tasi, un caos fiscale che è sintetizzabile in una cifra: 200 mila aliquote. Tante ne ha infatti calcolate il professore Luca Antonini a proposito della Iuc, cifra che fa impazzire commercialisti e contribuenti alle prese ogni giorno con la complicazione fiscale. Come se non bastasse il Fisco ha usato la mano pesante anche nei confronti dei turisti e già che c erano, per far quadrare i conti dei comuni falcidiati dai tagli dei trasferimenti, i sindaci hanno deciso di introdurre un prelievo sui viaggiatori, che sipaga imbarcandosi su un aereo o su un traghetto, con il risultato che sui biglietti alla fine graverà un salasso di almeno dieci euro a persona. Senza dire poi dell ultima novità, ovvero del rischio che per finanziare gli sgravi per chi assume venga introdotto un aumento dei contributi sui lavoratori già assunti. Ipotesi affacciata ieri dal Sole 24ore esmentitadalministro del Lavoro Poletti. Ma si sa come vanno queste cose: le stangate non si annunciano, si danno. Del resto, non era Renzi che consigliava Letta di stare sereno? L ex premier da quella stangata non si è ancora IL GABELLIERE Il tesoretto del premier Matteo Renzi sembra solo un bluff [LaPresse] Pronti 76 miliardi di rincari su accise e Iva Cinque punti di Pil a rischio senza ripresa o tagli di spesa Le clausole di salvaguardia, che impongono aumenti di accise e Iva per coprire eventuali ammanchi di spesa, sono state sterilizzate nel L unico rischio imminente è legato alla bocciatura del reverse charge, che vale 1,7 miliardi l anno a partire da quest anno IL BONUS Salviniavvisail premier «Soldi agli esodati o andiamo a prenderlo» «Noi siamo disposti ad andare a prendere Matteo Renzi a palazzo Chigi se per caso non usasse questi soldi trovati sotto il materasso per aiutare le vittime della legge Fornero». Matteo Salvini alza la voce. Il leader lumbard non vede spazi per trattative sul presunto tesoretto da 1,6 miliardi recentemente spuntato tra le pieghe del bilancio statale. «Se veramente ci sono soldi in più - ha ribadito il segretario del Carroccio - vanno usati per esodati, disoccupati, cassintegrati, le vittime della legge Fornero e nessun altro». Resta da dimostrare che il tesoretto esista davvero. ::: SANDRO IACOMETTI «Non ci sono tasse nuove, anzi è finito il tempo delle tasse da aumentare». Questa la solenne promessa di MatteoRenzidurantelaconferenzastampa di venerdi sul Documento di economia e finanza. In effetti, di nuove tasse neldefnon siparla.cisono,però,quelle vecchie.e ilconto è salatissimo. Euro piùeuromenositrattadi76,7miliardi di ulteriori balzelli che pioveranno sulla testa degli italiani da qui al Si tratta di imposte ancora da incassare, ma già contabilizzate nel bilancio dello Stato attraverso il meccanismo infernale delle clausole di salvaguardia. Neldocumento varato dal governo c è scritto nero su bianco che l obiettivo è quello di disinnescare tutte le tagliole previste per il E che si cercherà di fare lo stesso successivamente. Ma accanto alle buone intenzioni,cisono anche inumeri delle tabelle programmatiche a legislazione vigente. Gli unici a cui, in attesa della prossima legge di stabilità, le autorità contabili nazionali e internazionali possono fare riferimento. Il saldo delle entrate è cristallino. Nel 2016 la variazione netta prevede un incremento di 6,6 miliardi, che sale a 13,2 nel2017, a 17 nel2018 e a 19,2 nel Il totale, secondo quanto riportato nel Def, fa la bellezza di 56,1 miliardi come differenza tra maggiori e minori entrate. Ildato sembrerebbe in contraddizione con le percentuali sulla pressione fiscale inserite all ultimo momento da Renzi nel documento, secondo cui il peso delle tasse scenderebbe già quest anno al 42,9%, per poi ridursi al 42,6% nel 2016 e sotto il 42% nel Ma questi sono solo i risultati del ritocchino fatto, in barba ai principi contabili, dal premier, che oltre alle clausole ha tolto dal conteggio anche il bonus di 80 euro. In realtà, a legislazione vigente fino al 2019 la pressione fiscale rimane sempre superiore al 43,5% del pil (con picchidel 44,1%) registrato lo scorso anno.a far esplodere il prelievo sono proprio le clausole «sbianchettate» dal premier. Una stangata consistente è quella lasciata in eredità dal governo Letta per coprire in anticipo il fallimento della spending review. Una parte delle maggiori entrate da recuperare tra aumenti delle accise e tagli alle detrazioni (che stando al Def arriveranno comunque per 2,4 miliardi) è stato sterilizzato da Renzi (3 miliardi sul 2015 e altri 3,7 l anno a partire dal 2016). Ma il grosso è ancora sul tavolo: 3,2 miliardi per il prossimo anno e 6,3 sia per il 2017 sia per il In tutto 15,8 miliardi. IL FARDELLO DI RENZI Il fardello più robusto è quello piazzato dallo stesso premier per convincere l Europa della capacità dell Italia di raggiungere gli obiettivi previsti dal patto di stabilità: una serie di aumenti a raffica dell Iva e delle accise che scatteranno automaticamente nei prossimi anni per far quadrare i conti ad ogni costo. Si tratta di 12,8 miliardi per il 2016, 19,2 per il 2017 e 22 per il Il totale fa 54 miliardi. Ma non è tutto. Ben nascosta nell ultima legge di stabilità, infatti, l esecutivo ha inserito un altra clausola di salvaguardia a scoppio ravvicinato. La trappola scatterà ilprossimo 30 giugno. Praticamente domani. Per quella data il governo dovrà avere la certezza di poter incassare 1,716 miliardi di gettito aggiuntivo nel 2015, altrimenti ci sarà un aumento delle accise sui carburanti in per un valore corrispondente da quest anno in poi. A garantire l incremento fiscale dovrebbero essere le imprese attraverso il giochino dell anticipo dell Iva messo in campo dal governo con la scusa di combattere l evasione. Dall allargamento del reverse charge alla grande distribuzione dovrebbero arrivare 728 milioni l anno, dallo split payment 988 milioni. Il problema è che le modifiche al regime dell Iva devono passare al vaglio dall Europa. E la deroga potrebbe anche non essere concessa. Di qui la decisione del governo di fare a modo suo. Il prelievo aggiuntivo è stato introdotto da subito, provocando anche l irritazionedellauechedovrebbeautorizzare preventivamente, se poi la norma sarà bocciata, scatterà la clausola. Resta da capire cosa succederà se, come è prevedibile, il verdetto di Bruxelles non arriverà prima del 30 giugno. TAGLIOLE A SORPRESA Non contenti dei 76,7 miliardi di tasse già ipotecate, l ennesima salvaguardia è spuntata pure nel decreto legislativo del jobs act. La sorpresa, che secondo il Sole24Ore è degna di uno sketch di Crozza, è contenuta nel testo finalmente arrivato in Parlamento per i pareri dopo un lungo braccio di ferro con la Ragioneria legato proprio alla copertura. Alla fine la situazione si è sbloccata prevedendo che in caso di risorse insufficienti per la decontribuzione triennale dei nuovicontratti a tutele crescenti saranno gli imprenditori a pagare, con un bel contributo di solidarietà. Un enormita che il governo si è subito rimangiato.«neltesto definitivo», ha assicurato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, «la clausola non ci sarà».

4 4 Domenica 12 aprile commenta su ITALIA ::: LE GRANE DELLA SINISTRA Grandi manovre a palazzo Vidoni L unica riforma della Madia: cambiare le tazze dei water Mentre Renzi medita di silurarla per il suo scarso spirito d iniziativa, il ministro si dedica al restyling delle toilette del ministero e fa sostituire dodici tavolette ::: FOSCA BINCHER Marianna Madia da qualche settimana sta combattendo strenuamente per tenersi tutte le deleghe sulla pubblica amministrazione che le aveva dato Matteo Renzi. Secondo il tam-tam di palazzo infatti una parte dovrebbero finire in mano alla collega Maria Elena Boschi, che ha un passo più deciso e vorrebbe sbloccare dallo stallo quella riforma dei travet che da troppo tempo langue in parlamento. Difficile vincere quel braccio di ferro: meglio fare buon viso a cattivo gioco e pensare ad altro. È quel che deve essersi detta proprio la Madia, che da qualche tempo si è chiusa a palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione pubblica, avviando un profondo restyling del palazzo. Grandi pulizie con la collaborazione dell azienda di Alfredo Romeo (la Romeo Gestioni) che ha in appalto attraverso la centrale acquisti della Consip il facility managementdi palazzo Chigie ministeri senza portafoglio. Il restyling è partito dalle toilette del ministero, che evidentemente erano in pessima condizione. Con lettera del 24 marzo scorso è stata chiesta alla Romeo Gestioni la sostituzione di n. 12 tavolette Wc che pare risalissero addirittura ai tempi di Franco Bassanini, ed erano passate indenni attraverso l utilizzo nell ordine di Franco Frattini, Luigi Mazzella, Mario Baccini, Luigi Nicolais, Renato Brunetta, Filippo Patroni Griffi e Gianpiero D Alia, oltre che dei rispettivi staff. Quelle tavolette erano ormai logore, e la Madia (che ci tiene tantissimo al decoro del ministero come fosse casa sua) aveva le sue buone ragioni per sostituirle.intanto che c era ilministro ha deciso dirafforzare grazie alla collaborazione della stessa Romeo Gestioni Il ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia [Lapresse] anche la sicurezza del palazzo, che potrebbe essere a rischio ancora di più portando a fondo la riforma del pubblico impiego che lascerà scontenti non pochi travet. Al ministero sono state così cambiate le serrature di cinque porte di altrettante stanze per cui si erano perdute pure le chiavi, mettendo a rischio privacy e sicurezza degli occupanti. Per togliersi il pensiero la Madia ha chiesto e ottenuto un dispositivo ben più efficace, richiamato nella lettera di fornitura: attivazione sistema di allarme collegato con la sala operativa di PS, in modo da avere garantito in caso di necessità il pronto intervento delle forze dell'ordine. Valore complessivo della fornitura (12 tavolette, 5 serrature e il dispositivo di allarme collegato con la polizia) decisamente a buon prezzo: 2.298,60 euro, autorizzati il 10 aprile scorso... il nuovo film di Veltroni Nonno Walter copia «Ballarò» e colleziona figurine di bambini È un addio alla politica attiva ma anche un modo per rilanciarsi ::: FRANCESCO BORGONOVO Il tempo libero si conferma essere uno dei grandi mali dell umanità. Se non ne avesse avuto, Walter Veltroni non ci avrebbe afflitto prima con una serie di terrificanti romanzi - le foreste disboscate gridano ancora vendetta - poi con i suoi film. Non c eravamo ancora ripresi da Quando c era Berlinguer, lungometraggio d esordio celebratissimo e appena premiato col Nastro d Argento (anche se in sala ha incassato circa seicentomila euro, un po pochino), ed ecco arrivare nei cinema, il 23 aprile distribuito da Bim, I bambini sanno. Trattasi di un documentario che, nelle intenzioni dell autore, dovrebbe fotografare l Italia di oggi attraverso la percezione della vita che hanno i bambini tra i 9 e i 13 anni. Visto che andrà in onda anche su Sky a settembre, abbiamo già pronto l hashtag: #daunideadigiovannifloris. Se qualcuno non se ne fosse accorto, infatti, a Dimartedi, su La7, ogni settimana il buon Floris inizia mandando in onda una serie di interviste ai bambini su temi di attualità. Speriamo che gli autori del programma abbiano nei crediti del film veltroniano il meritato rilievo. Nelfrattempo però, sempre a Dimartedi è andata in scena la prima di una serie di marchette che gli intellettuali di sinistra non mancheranno di fare al caro Walter,che già perisuoiabominevoli romanzi fu paragonato ai maestri della letteratura (chissà come fa a sedersi, povero, con così tante lingue incollate al dererano). Eugenio Scalfari, appunto nello studio di Floris, ha decretato che la nuova opera di Veltroni è un capolavoro. E se lo dice lui, siamo sicuri che sia una chiavica. La poetica veltroniana infatti galleggia sempre nello stesso stagno: quello delle figurine. Un tempo il nostro le spediva in Parlamento col Pd. Vi ricordate? C era l'operaio, c era l immigrato, c era la Madia... E basterebbe citare costeiper condannare Veltroni a passare la vecchiaia in una capanna nel Mali, visto che in Africa nonostante i proclami ancora non lo hanno visto. Ora le figurine sono i malcapitati bambini. Qualche centinaio, di tutte le etnie e classi sociali, ci viene spiegato. Ci sono ovviamente gli stranieri, che raccontano le loro vicende strappalacrime, e poi vari ragazzini italiani i quali, per lo più esprimono banalità sconcertanti, cazzate orecchiate dai genitori e altre cose che commuovono tanto gli adulti, sempre felici di vedere dei piccoletti che enunciano verità tipo tanto siamo tutti uguali, roba da mandarli a letto senza cena dopo adeguate sevizie alloro pupazzo preferito di Peppa Pig. Poiché non si tratta di un film horror - nel qual caso l'operazione potrebbe avere un senso - non sicapisce perché Veltroni non si accontenti dei filmini casalinghi, magari con qualche nipote o amico di famiglia protagonista, e debba rendere tutto di dominio pubblico invece di farlo sorbire ai malcapitati presenti nel suo salotto. O forse si capisce benissimo, visto che il film sarà presentato martedì all Auditorium al cospetto di Renzi, di Mattarella e di mezzo Pd (per costoro nessuna pietà: ti iscrivi al Partito democratico? Ti meriti di essere obbligato a vedere la pellicola diwalter). La proiezione sarà una specie di congresso dem e chissà che non sia anche l occasione per scroccare un po di ulteriore promozione che favorisca il conferimento di qualche incarico. Magari un posticino ai vertici Rai, giusto per consolare Veltroni della mancata elezione al Colle. O magari un altra poltrona. Faccia l amico Renzi, dopo essersi gustato le pappardelle degli infanti, che assomigliano tanto alle sue. Basta che a Veltroni trovino un posto: dei libri e e dei film cominciamo ad averne abbastanza. E, se per caso lo mandassero davvero all ospizio, rischieremmo ditrovarci per le mani un nuovo lungometraggio di Walter sugli anziani. O, peggio, una serie tv sul Pd, titolo: The walking dead. 39 INTERVISTE AI PIÙ PICCOLI Alcuni dei bimbi intervistati da Veltroni nel suo nuovo film I bambini sanno ::: ELISA CALESSI Forse la vera rivoluzione non la fa la politica, quella a cui Walter Veltroni ha dedicato la vita e che forseun po lo ha deluso.forse per capire il mondo, magari anche per cambiarlo, bisogna farselo spiegare da loro. Dai bambini. Depositari di un sapere che poi si perde per strada. È il suo secondo film, I bambini sanno, una produzione di Sky Cinema realizzata da Wildside, dal 23 aprile al cinema e in prima tv su Sky a settembre. «Dopo il film su Berlinguer, sentivo l esigenza di cambiare completamente, non potevo fare un'altra biografia», ci racconta al Cinema Quattro Fontane di Roma per un anteprima con una decina di giornalisti. «Ho visionato 350 bambini, da marzo a giugno». Poi ne ha scelti 39. Colti in un età, dai 9 ai 13 anni, miracolosa. Quando sei abbastanza grande per capire tutto - molto più di quanto gliadultiimmaginano -ma non troppo per aver perso la purezza e perciò la profondità del bambino. La scelta risente un po dei canoni del casting. C è il bambino figlio del militare e quello che ha il nonno missino ucciso dalle Br. C è la figlia di due donne lesbiche e il bambino arrivato in Italia sui barconi di Lampedusa. Il bambino malato e il genio. La chiave è nella citazione del Piccolo Principe che apre il film: I grandinon capiscono mai niente da soli e i bambinisi stancano di spiegarglitutto ogni volta. L idea è di farsi spiegare il Paese, le famiglie che cambiano, fino alle domande ultime sulla vita, da loro. Trentanove persone lanciate in quella corsa raccontata nella prima sequenza del film,con un collage di 15 pellicole, da I Quattrocento colpi di Truffaut a Baaria di Tornatore. Poi arrivano loro. Intervistati ciascuno nella loro cameretta. Colorata, come quella dei due figli di Wicky Hassan, fondatore di Miss Sixty, morto di tumore, o buia come quella di Kevin, filippino, che - il giorno prima delle riprese si è ridipinto la stanza. O come quella di Winner, nigeriana, che vive in un albergo occupato e ha visto i familiari massacrati. Tranne la sequenza iniziale della corsa e l ultima, con un bambino rom portato al mare, tutto si svolge nelle loro stanze.ma ilrisultato non è quello che ci si potrebbe aspettare. Tra i colori pastello delle pareti, ci sono bambiniche, spesso, soffrono. Come Matteo che,guarito da una leucemia, racconta che «quando non stai più male, non te vogliono proprio più bene». O Lorenzo che, tra i desideri più grandi, mette quello «che i miei amici si facessero un altra immagine di me». O Diego, figlio di una badante, che racconta di aspettare da un anno che il compagno della madre gli porti la bici che ha lasciato in una casa lontana.o quando Kevin dice di non credere a Babbo Natale perché gli aveva scritto che gli portasse la maglia di Totti, gli aveva anche preparato biscotti e latte, e non è arrivato.o quando Marius,due occhiincredibili, alla domanda di quale sia la cosa più bella che potrebbe succedere, dice: «Che Dio ci salvi». Ci sono scelte spiazzanti per un pubblico veltroniano. Come la storia didavide,figlio diun militare che serve la patria in Libano, o il legame fortissimo tra due gemelle, Luna e Gaia, dicui la prima è down. Una rivoluzione in un mondo dove la progressista Francia di Hollande censura lo spot che racconta quanto possano essere felici i bambini affetti dalla sindrome. O Vittorio, nipote di un esponente della destra missina ucciso dalle Br. Incombe la realtà dei grandi: la crisi,ilmutuo.ec'è ildibattito sulle nuove unioni, con Lisa,figlia di due lesbiche. La politica sembra lontana. Ma in fondo è ancora qui, solo più vera.

5 ITALIA Domenica 12 aprile commenta su ::: LE GRANE DELLA SINISTRA Intervista all unico consigliere comunale di centrodestra a Concordia sul Secchia «La gita coop per comprare i vini di D Alema» Flavio Viani: «L anno scorso la Cpl ha mandato alcuni dipendenti al Vinitaly. E li ha spinti a prendere le bottiglie dell ex ::: GIACOMO AMADORI L umbro Flavio Viani, 62 anni, giornalista pubblicista e centralinista nel locale ospedale, a Concordia sul Secchia, paesone della Bassa modenese di 9milaabitantiscarsi,èunamosca bianca. Non tanto per i natali (è originario di Città di Castello),quanto per le idee politiche: è infatti l unico consigliere di centro-destra del Comune dove nel 1899 è nata la Cooperativa di produzione lavoro (Cpl) sotto inchiesta a Napoli. Viani non sembra stupito per quello che sta accadendo. «Non immaginavo che girassero mazzette, ma i rapporti con la politica qui da noi sono sotto gli occhi di tutti». Conosce personalmente qualcuno degli indagati? «Beh, Maurizio Rinaldi, l amministratore delegato della Cpl distribuzione. Tra gli arrestati è lui è il concordiese doc. Alle ultime elezionil ho pure incrociato ai seggi. Io ero ilrappresentate di lista del Pdl e lui del Partito democratico. Quello del rappresentate di lista è un ruolo umile, da ultima ruota del carro, ma Rinaldi, anche se era diventato un top manager dentro al partito accettava di fare la manovalanza. Mi risulta anche che collaborasse alle feste dell Unità». Rinaldi è un renziano? «Qui i renziani non esistono o per lo meno non si dichiarano. Sono tutti dalemiani o bersaniani. Uno degli ultimi sindaci era stato in Urss e aveva studiato alle Frattocchie, la storica scuola quadri delpartito comunista italiano». La Cpl fa politica a Concordia? «Da quando sono consigliere comunale, dal 1999, molti candidati del Pd, già Ds, sono espressione della coop. Persino il vicepresidente è stato consigliere comunale della sinistra. E sono di Cpl l attuale assessore al commercio e alla promozione territoriale e due consiglieri comunali, tra cui il capogruppo del Pd. Prima delle elezioni la coop organizza un incontro pubblico di tutti i candidati con i soci-dipendenti. In quell occasione l amata azienda fa sapere che cosa si aspetti da loro. Però io non ho mai accettato l invito. Lunedì presenterò un interrogazione in consiglio per sapere se sia vero che anche il Pd locale abbia ricevuto finanziamenti dalla cooperativa». L ex presidente Roberto Casari si interessava della politica locale? «Sicuramente sì.in concomitanza con la stesura del piano regolatore è stato avvistato in auto insieme con sindaco e assessori mentre faceva il giro del paese. Probabilmente per dare qualche buon consiglio. Quel che è certo è che l albergo costruito da Cpl per i suoi ospiti in prossimità dello stabilimento sarà servito da un casello autostradale ad hoc inserito nell attuale progetto della Cispadana. È una variante che abbiamo votato in consiglio comunale». Quanto conta la Cpl a Concordia? «Tantissimo. È come una mamma.tuttelefamiglie hanno almeno un dipendente della coop. E quando Casari se ne è andato in pensione ha fatto due feste. L ultima due giorni prima di essere arrestato». Ai dipendenti i cesti con il vino di Massimo D Alema li hanno regalati davvero? «Un mio amico ha il figlio che lavora in Cpl: le bottiglie a Natale gliele hanno donate sul serio. Ma le dirò qualcosa di più. L anno scorso la coop ha mandato un gruppo di dipendenti in gita al Vinitaly con i biglietti gratuiti. Sa in quale stand li hanno spinti a comprare il vino?». Mi lasci indovinare: in quello di D Alema? «Esattamente. Hanno fatto anche una bella foto di gruppo con l ex premier e l hanno messa su Facebook. Vicino a D Alema e alla moglie Linda Giuva si distinguono sorridenti un assessore e un ex assessore del Pd, entrambi dipendenti Cpl». In Comune in questi giorni si è discusso dell inchiesta di Napoli? «Per niente. Ma, le posso dire, che il 2 aprile, subito dopo gli arresti, la giunta ha trovato il tempo difarapprovare una delibera riguardante l apertura di un apposita area per i defunti musulmani dentro al nostro piccolo cimitero. A Concordia ci mancava solo questo». Il don Camillo di Concordia che cosa ne pensa? «Si chiama don Franco e non mi risulta abbia protestato». Che rapporti ha con la coop? «Ottimi. La parrocchia ha scelto per l approvvigionamento del gas proprio la Cpl e don Franco viene invitato tutti gli anni per il rito della benedizione pasquale nello stabilimento, ricevendo legittimi contributidalla Cpl per le attività parrocchiali, tutti registrati nel bilancio pubblicato sul giornalino della chiesa. Don Camillo e Peppone a Concordia vanno a braccetto. Del resto Casari ai pm ha dichiarato che il libro di D Alema e quellidegli altri politici lui li mette sul comodino dell albergo come la Bibbia». Maurizio Rinaldi: fondi neri per la cooperativa L ex presidente del Modena parla e inguaia l azienda Nell inchiesta sulla metanizzazione dell isola di Ischia da parte della cooperativa rossa Cpl Concordia c è un altro «pentito». Ed è un nome di peso. Si tratta infatti di Maurizio Rinaldi, 64 anni, concordiese doc, personaggioassainotoinprovinciaanche per aver fatto il presidente della squadra dei canarini del Modena, ai tempi in cui era controllata dalla Cpl. L ex presidente di una delle tante controllate della cooperativa, la Cpldistribuzione, è ora detenuto a Poggioreale accusato di associazione per delinquere, corruzione (di pubblici ufficiali tunisini) ed emissione di fatture false. Lunedì davanti al tribunale del Riesame il suo legale, l avvocato Giovanni Bianco, chiederà la sua scarcerazione anche in considerazione della collaborazione che il suo assistito ha iniziato a dare agli inquirenti. Con lui, dopo l ex responsabile delle relazioni istituzionali Francesco Simone e l ex responsabile d area della coop Nicola Verrini,sale a tre ilnumero degli indagati che stanno suffragando l impianto accusatorio della procura di Napoli. Da Simone, in rotta con la Cpl per questioni legate ai vecchi contratti di collaborazione (per lui «fittizi», visto che si considerava un dirigente), i magistrati si aspettano i nomi dei politici a cui la coop avrebbe pagato le mazzette, mentre Verrini avrebbe indicato aimagistrati un nuovo filone investigativo legato a un appalto diverso rispetto a quelli già finiti sotto la lente d ingrandimento della procura. Ma è Rinaldiil jolly pescato a sorpresa dagli inquirenti. Infattil uomo è cresciuto a pane e Cpl ed è anche legatissimo al Pd, tanto da aver persino fatto il rappresentante di lista per il partito. Con i magistrati ha ammesso la costituzione di fondi neri da parte della Cpl attraverso la Tunita di Simone, società di diritto tunisino. «Io sono a conoscenza perché ne abbiamo parlato con Simone che è stato redatto un contratto di consulenza tra la Tunita e la Cpl, contratto che è stato esteso dall ufficio legale della Cpl, purtroppo in quel tipo di contratto Simone si è reso disponibile a creare della liquidità per la Cpl». A questo punto Rinaldi spiega il meccanismo: «In base al contratto ognitre mesi veniva emessa una fattura di Cpl a Tunita e poi lui retrocedeva una parte di questi denari». Soldi che Simone ha spiegato di aver consegnato brevi manu a Rinaldi (« euro in contanti a Monza, durante una gara»), Casari (25 mila negli uffici romani della Cpl) e Verrini (13.500). Rinaldi ha confermato che Casari era a conoscenza di questa liquidità e che quelle erano «somme per la cooperativa». Ha anche dichiarato di aver rifiutato l offerta di Simone di aprire un conto in Tunisia e di essere cosciente di aver commesso un reato: «Che fosse illecito è chiaro, facendo rientrare liquidità in Italia è chiaro che era un operazione illecita, ma non ho mai fatto in tutta la mia vita delle cose illecite purtroppo questa volta per esigenze così». I magistrati insistono per sapere se quei soldi servissero «per finanziare la politica, delle iniziative». «Non lo so, non lo so. Probabilmente servivano a qualche scopo sicuramente, però, non so dove andavano, a chi». Gip e pm provano a fargli fare dei nomi: «Non glielo ha mai detto Simone, neanche in una circostanza, a chi dovessero andare in particolare, se per acquistare, pagare?» chiedono. «No che mi ricordi no» replica Rinaldi. «Mi sono solo prestato a questa, diciamo così, operazione che era di interesse dell azienda». I pm domandano con insistenza se «la liquidità» servisse a Casari e Rinaldi ribatte: «Serviva all azienda certamente perché altrimenti che senso aveva farlo ritornare (il denaro ndr)». Un dato di fatto che Rinaldi giura di aver sentito con le sue orecchie. Dunque davanti alle toghe l ex dirigente ha ammesso che la sua I PROTAGONISTI In alto, i dipendenti della Cpl Concordia con D Alema e la moglie. Si riconoscono Gianni Levratti, secondo da sinistra, ex segretario del Pd locale, e Dario Caprara, sopra la Giuva, assessore al commercio. Sopra, il consigliere Flavio Viani. A sinistra, Maurizio Rinaldi (a dx) con Giancarlo Abete [Lapr] amata coop costituiva fondi neri e che quest operazione non era un capriccio di Casari, ma un esigenza di Cpl. Intanto Casari, difeso dall avvocato Luigi Chiappero, continua a respingere tutte le accuse. Anche perché per i suoi legali la corruzione dalle carte non emergerebbe. Nell interrogatorio di garanzia l indagato ha spiegato che la famosa frase sulla presunta capacità di Massimo D Alema di mettere «le mani nella merda» sarebbe «un modo di dire per chi fa le cose», nel senso che «c è chi pensa e chi fa». E per «fare» Casari intende la visita di D Alema alla sede della Cpl. L ultimo pensiero il dirigente lo dedica al premier: «Avrei scommesso che Renzi avrebbe recuperato come commissario europeo, e non tanto rottamato, D Alema». Ilmotivo? La«presentazione cordiale» del libro di D Alema «Non solo euro» che proprio Renzi aveva fatto a Roma e a cui aveva partecipato, speranzoso, lo stesso Casari. G.A.

6 6 Domenica 12 aprile commenta su ::: I GUAI DEL CENTRODESTRA ITALIA Caos Puglia Il Cav incorona la Poli Bortone. Ma lei scappa Dopo la rottura con i fittiani, Berlusconi punta sull ex ministro che però lo gela: devo chiedere alla Meloni ::: MARCO GORRA Un giorno la storia siincaricherà di dimostrare che Murphy - nume tutelare dell eponima legge per cui «se qualcosa può andare male, lo farà» - in realtà era nato e cresciuto in Puglia e aveva sempre votato per il centrodestra. Il quadro delle ultime vicende interne al composito schieramento che nel Tavoliere si contrappone al centrosinistra ed al suo candidato governatore Michele Emiliano, infatti, è qualcosa che va un po oltre il desolante: non solo il tanto vagheggiato candidato comune continua a non vedersi, ma non sussistono certezze nemmeno sulla permanenza in campo dei contendenti già in pista o in procinto di scendervi. Riassunto delle puntate precedenti: dopo un estenuante braccio di ferro, si consuma la frattura tra Forza Italia e corrente di Raffaele Fitto: il candidato presidente Francesco Schittulli, pure originariamente espressione del partito azzurro, chiude la porta in faccia aiberlusconianiesi lancia alla ventura supportato dall area che fa riferimento all ex ministro degli Affari regionali e dai centristi di Area popolare. Forza Italia,spiazzata,sivedecostretta a tirare fuori dal cilindro un nuovo candidato su cui cercare di far convergere Noi con Salvini - ossia lo spin off meridionalista della Lega Nord - onde tentare dicontenere i danni. Nonostante i favori delpronostico siano per il commissario forzista in Regione Luigi Vitali, gli azzurri operano una scelta a sorpresa. A contendere la guida della Puglia ad Emiliano e Schittulli i berlusconiani chiamano infatti Adriana Poli Bortone, ex senatrice e sindaco di Lecce attualmente esponente di Fratelli d Italia. La risposta della Verso le regionali Silvio si ispira a Sarkozy e spera «Possiamo battere la sinistra 4-3» ::: TOMMASO MONTESANO signora, però, è oltre l interlocutorio: «Deciderò dopo un confronto col mio partito e con Giorgia Meloni», fa sapere a botta calda.che la strada sia in salita lo fa capire anche la leader di Fdi: ««La proposta di ForzaItalia di candidare Adriana Poli Bortone è per noi motivo di orgoglio», spiega la Meloni, «ma avrebbe significato solo se servisse a unificare tutta la coalizione, nessuno escluso». Tradotto: disco verde alla Poli Bortone solo se ci stanno anche Fitto e i suoi. Vasto programma, tanto che lo stesso Vitali deve ricordare che «una candidatura unitaria del centrodestra non c è». A sottolineare Quel sorriso ironico in compagnia di Angela Merkel non l ha dimenticato, eppure il personaggio che negli ultimi giorni Silvio Berlusconi cita di più ai tanti interlocutori preoccupati per la piega che stanno prendendo gli eventi del centrodestra, è Nicolas Sarkozy. «Tutti lo davano per finito, ma lui è risorto. Guardate cosa sta accadendo in Francia», è uno dei leitmotiv dell ultimo Cavaliere. Berlusconi, che pure è sempre più disgustato per quanto sta accadendo in Puglia («non ne voglio più sentir parlare. Anzi, lasciatela perdere», ha confidato allo stato maggiore del partito che gli chiedeva lumi sul da farsi dopo l ultimo affondo di Raffaele Fitto), non condivide il clima da de profundis che circonda Forza Italia in vista delle Regionali del 31 maggio. Ultimisondaggi alla mano,ed esempio francese sullo sfondo, l ex premier non si dà per vinto. «Altro che il 7-0 vagheggiato da Matteo Renzi, in almeno tre Regioni possiamo vincere». Accantonata la Puglia, le attenzioni di Berlusconi sono tutte per Veneto, Liguria e Campania. Il Cav è convinto che nelle prime due il centrodestra la possa spuntare grazie all accordo con la Lega; mentre in Campania la differenza la farà la desistenza con lo stesso Carroccio e l accordo, ormai in dirittura d arrivo, tra il governatore uscente, Stefano Caldoro, e Area popolare (Ncd più Udc). Ma è sulle Marche che nelle ultime ore si è concentrata l attenzione di Berlusconi. Il leader forzista è convinto che la candidatura del presidente uscente, Gian Mario Spacca, in campo per un terzo mandato con il sostegno del centrodestra e delle liste civiche, stia tentando, ogni giorno che passa, l elettorato marchigiano. Berlusconi sogna il colpaccio: «E allora sì che a quel punto Renzi, con un 7-0 che diventa 3-4 per noi, la smetterebbe di fare lo spaccone...». Il centrodestra alternativo, quello che stanno tentando di costruire Raffaele Fitto in Puglia e Flavio Tosi in Veneto, non gli fa paura:«fanno l ennesimo partitino dello zero virgola qualcosa. Faranno la fine di tutti gli altri». L ultimo affondo dell ex ministro e governatore pugliese non è naturalmente passato inosservato: «Dimostra di essere attaccato con le unghie a piccole posizioni di potere». La sua scelta, Berlusconil ha fatta: l asse portante del centrodestra sarà costituito da Forza Italia e Lega, con il cui leader, Matteo Salvini, avrà un nuovo contatto, forse anche faccia a faccia, entro stasera. Il leader di Forza Italia, che dopo una settimana trascorsa in Sardegna, a Villa Certosa, è in procinto di fare ritorno ad Arcore, è pronto a gettarsi a capofitto nella campagna elettorale. L intenzione è quella di sostenere il più possibile, con la presenza sul territorio, i candidati del centrodestra che hanno reali chances di vittoria. Tutto il resto può attendere. A partire dal redde rationem con Fitto e gli altri ribelli, nei confronti dei quali non accadrà nulla prima della chiusura delle urne delle Regionali, il prossimo 31 maggio. Questo non significa che Berlusconi non stia pensando alla Forza Italia che verrà. O, meglio, al «nuovo partito» che ha in mente di lanciare nelle prossime competizioni elettorali. Il filo conduttore sarà il rinnovamento. Un cambiamento di facce che l ex premier vuole seguire personalmente in vista delle prossime Politiche. Poi c è da sciogliere il nodo della futura sede di Forza Italia. Berlusconi ha dato il via libera per rescindere il contratto di affitto dell attuale quartier generale azzurro di piazza San Lorenzo in Lucina. L obiettivo è dotarsi di una nuova sistemazione: funzionale, ma più piccola. Anche in una zona non centrale. Un cambio di location dovuto, oltre che all esigenza di dar vita ad un movimento più leggero, a ragioni economiche visti i conti del partito. l antifona provvede anche Fitto in persona: «Dico chiaramente a Silvio Berlusconi», attacca l ex ministro mandando un segnale non esattamente di pace, «che sta scegliendo una linea da cupio Adriana Poli Bortone, ex ministro e sindaco di Lecce, con Giorgia Meloni [Fotog] E qui l ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha delle responsabilità inenarrabili che la storia non mancherà di attribuirgli. Se Napolitano ha di fatto avallato la sostituzione di Enrico Letta con il segretario del partito che è diventato segretario del partito grazie a delle primarie che nessuno ha controllato, la cui legittimità nessuno ha verificato, allora io comincio a preoccuparmi seriamente. Perché se le primarie di Renzi hanno avuto lo stesso tasso di inquinamento delle primarie in Liguria, denunciate da Cofferati, o delle primarie in Campania, a Roma, in Sicilia, in Emilia-Romagna, c è qualcosa che non va nella nostra democrazia. Arriviamo ad oggi. Questo signore governa da un anno e due mesi. All inizio aveva sottoscritto con noi un patto. Cosa straordinaria il patto del Nazareno delle origini, era un patto per dire «le regole le scriviamo insieme». Un patto che diceva: non più demonizzazione di Berluil graffio dissolvi». A completare il quadro, la fredda reazione deipotenziali alleati leghisti: «Non penso», afferma il senatore nonché massimo intendente salviniano per la pratica meridionale Raffaele Volpi, I silenzi di Re Giorgio «Sulle foibe è calato ben presto, dagli anni 50 in poi, un silenzio ufficiale perché c erano delle ragioni geopolitiche che spingevano l Italia ad avere un rapporto di particolare considerazione con la Jugoslavia di Tito che aveva rotto con Stalin. Si pensò probabilmente che puntare i fari accesi su quelle vicende orribili, che naturalmente erano state anche motivo di vergogna per chi le avesse effettuate, non era conveniente». Così ha parlato l ex presidente Napolitano, intervistato su Rai3 in qualità di massimo esperto di silenzi. Pubblichiamo stralci del discorso che Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ha tenuto ieri agli stati generali dell associazione Cuore Nazionale. ::: RENATO BRUNETTA La «confessione» di Brunetta «Monti, il Nazareno, le liti. Dal 2011 a oggi abbiamo sbagliato tutto» Penso che sette, otto annidi crisi economica richiedano di parlare chiaro, non illusioni, non battute. Nel 2011 c è stato un vero e proprio colpo di stato che ha fatto fuori il nostro governo. Si sono messi in mezzo la magistratura, la finanza, i poteri forti, e hanno fatto cadere un governo legittimo, che aveva vinto le elezioni nel 2008 con una grande quantità di voti sugli avversari. Un governo che aveva ben governato. Da allora siamo in una china spaventosa dal punto di vista economico e in una china spaventosa dal punto di vista della legittimità democratica. Non siamo più in democrazia. Abbiamo avuto il governo dei tecnici, quello di Monti. Abbiamo avuto il governo Letta a cui nella prima fase abbiamo dato una mano noi,dopo che le elezioni del 2013 si erano rivelate di fatto senza un vincitore. Poi abbiamo avuto il colpo di palazzo di Renzi che ha fatto fuori Letta, un colpo di palazzo dopo avere vinto le primarie, una faccenda interna di un partito, e grazie alla connivenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Renzi è diventato presidente del Consiglio. Nessuno aveva votato Renzi, nessuno aveva votato ilsuo programma. Quello che lui adessopiùomenoconfusamentecercadifarenonè il programma voluto dalla maggioranza degli italiani, assolutamente no. È forse il programma voluto dalla maggioranza di un partito. Di fronte a tutto questo, noi che facciamo? Noi, purtroppo, da quel novembre del 2011 siamo divisi. Da quel novembre 2011, al di là della forza sovraumana del nostro Silvio Berlusconi, e tranne la straordinaria campagna elettorale del 2013, bisogna dirci la verità: abbiamo sbagliato tutto. Abbiamo sbagliato ad appoggiare Monti. Tutto parte da lí, da quell appoggio a quel governo tecnico che ha cominciato a produrre divisioni all interno del centrodestra, perché la Lega da quel momento si è posta all opposizione in maniera dura, forte, anche opportunistica, se vogliamo, del «tanto peggio tanto meglio». Però, quando la Lega su questa posizione ha avuto un leader nuovo e dinamico, il dividendo lo ha incassato e lo sta tuttora incassando. Noi abbiamo appoggiato Enrico Letta, con le larghe intese: era una scelta giusta, che doveva portare però alla pacificazione, doveva portare alle riforme costituzionali condivise, al rilancio dell economia. Letta è caduto sotto la sua stessa inconsistenza, non ha avuto ilcoraggio della pacificazione, pacificazione avrebbe voluto dire riforma della magistratura, fine della persecuzione giudiziaria nei confronti diberlusconi. E questa è stata la sua condanna.

7 ITALIA Domenica 12 aprile commenta su ::: I GUAI DEL Il leader di Forza Italia ed ex premier, Silvio Berlusconi [Olycom] «cheilnome della PoliBortonepossa essere ilpiù adeguato in questo momento in cui si parla di rinnovamento». Come finirà? Presto per dirlo. La Poli Bortone ha intenzione di prendersi il week end per riflettere onde sciogliere la riserva ad inizio settimana. Ufficialmente la linea è sempre quella della candidatura unitaria, in nome della quale l ex senatrice dichiara ad Affaritaliani.it di essere addirittura pronta a fare un passo indietro qualora anche Schittulli facesse lo stesso: contro uno forte come Emiliano, o si corre tutti insieme o vale quasi la pena di risparmiarsi la fatica. Senza contare un altro dettaglio fondamentale: rimanendo nella coalizione che sostiene Schittulli, Fratelli d Italia ha la certezza di andare a seggi. Certezza che cesserebbe di essere tale in cosa di corsa en solitaire. Eppure, l ipotesi che la Poli Bortone possa accettare l offerta forzista non è da scartare senza appello. A spingere l ex parlamentare a fare il grande passo potrebbe infatticontribuireunelementodi rivalsa personale più forte di ogni freddo ragionamento politico: la sete di vendetta nei confronti di Fitto. La ferita del quando Berlusconi si era dovuto rimangiare la candidatura proprio della Poli Bortone difronte al veto di Fitto che voleva schierare il proprio fedelissimo Rocco Palese - non ha mai smesso di sanguinare. Dovesse prevalere il richiamo della foresta, la Poli Bortone potrebbe fare strame della ragion politica e scendere in campo col solo obiettivo di rendere pan per focaccia all arcinemico. Caccia grossa al Cavaliere Ormai è evidente chi vuol distruggere Fi Fitto, Alfano e compagnia scommettono sulla fine del partito Ma nessuno di loro riuscirà a strappare i moderati a Renzi ::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI (...) nel fronte di centrodestra lapriorità non è creare una coalizione in grado di conquistare la maggioranza nelle Regioniin palio, ma regolare definitivamente i conti con Silvio Berlusconi. Ncd e Udc, Fratelli d Italia, il neonato partitino fittiano, la creatura di Flavio Tosie -con mezzidiversi -pure la Lega vogliono approfittare di questa occasione per liquidare Forza Italia. Ognuno diquesti partiti è sicuro di avere le carte in regola per essere il polo che attrae tutti gli altri, e ognuno di questi leader si sente già il leader del centrodestra che verrà. La loro vittima designata è l unico che si muove ancora in un ottica federativa. Berlusconi e il suo partito semmai hanno altre colpe, commesse sia negli anni passati (la confessione di Renato Brunetta pubblicata qui sotto è istruttiva) sia in questa occasione (la gestione del dossier pugliese grida vendetta). Proprio la Puglia è diventata la stanza di compensazione dello scontro in atto, il brodo di coltura di un antiberlusconismo di centrodestra impensabile sino a pochi mesi fa. Nel novembre del 2013 il «lealista» Fitto e il futuro transfugaangelinoalfanoseledavano di santa ragione. Il primo accusava il secondo di volere scegliere «una rotta alternativa a Berlusconi, agli elettori del Pdl e alla sua stessa storia». Il rischio, diceva Fitto, «non è che si voglia guastare la festa al presidente Berlusconi, ma che si voglia fargli la festa». I due continuano ad avere idee inconciliabili su ogni altro argomento, a partire dal governo Renzi, ma su una cosa hanno trovato l accordo: la festa al Cavaliere vogliono farla insieme, e per riuscirci Alfano non ha problemiad appoggiare Francesco Schittulli, un fittiano candidato da Berlusconi con l intenzione di costringere Fitto a riappacificarsi, ma che ha finito (a questo ormaisiamo) per rifiutare l appoggio delcavaliere e scacciare Forza Italia dall alleanza che lo sostiene (provate a decrittare un simile arabesco a un osservatore straniero). Con Adriana Poli Bortone si rischia la replica: l esponente di Fratelli d Italia era stata candidata ieri mattina da Berlusconi, ma in serata ancora non aveva accettato l offerta. Giorgia Meloni, leader di Fdi, ha avvisato che l operazione sipuò fare solo se sarà condivisa da tutto il centrodestra. E siccome i fittiani non sembrano intenzionati ad accettare e la Lega (che ha approfittato della crisi di Forza Italia per sbarcare al Sud) ha già fatto il graffio L invidia di Nichi Scrive su twitter il leaderdi SelNichi Vendola:«Salvinièuncagnolino da salotto tv, soggetto ad un attenzione mediatica morbosetta e fin troppo compiacente. Insopportabile». Come dire: perché a me non mi invitate più? sapere di essere contraria, rischia di finire con la Poli Bortone e il suo partito che continuano ad appoggiare Schittulli, e Forza Italia priva di un candidato credibile. O con due candidati di centrodestra, ambedue proposti da Berlusconi sebbene nessuno dei due sia riconducibile a Forza Italia, che trascorreranno la campagna elettorale a randellarsi a vicenda per la gioia del candidato del Pd, Michele Emiliano. Per il resto: in Veneto Forza Italia appoggia un leghista e insieme devono vedersela con l alleanza Tosi-Alfano, in Liguria Giovanni Toti corre in salita, con forti dubbi sull appoggio reale che potrà ricevere dalla Lega e con il rischio che Ncd e Udc sostengano il candidato delpd Raffaella Paita, nelle Marche la Lega non appoggerà il candidato del centrodestra (nonché governatore uscente del Pd) Gian Mario Spacca, in Toscana e in Umbria le chance sono quelle disempre.solosesipresenta unito in Regioni tradizionalmente non ostili, come in Campania attorno a Stefano Caldoro, il centrodestra corre con alte probabilità di vittoria. Ma proprio perché il modello della federazione benedetta da Berlusconi è potenzialmente vincente nessuno vuole replicarla su larga scala: è la definitiva umiliazione del Cavaliereilverorisultatoche il resto del centrodestra si attende da queste elezioni. Senza capire che, una volta distrutto l architrave su cui poggia il fronte dei moderati, l appalto per la ricostruzione potrebbe prenderselo il partito della Nazione di Matteo Renzi, il quale non aspetta altro. sconi, non più uso politico della giustizia contro il proprio avversario politico. È finita che ci ha usato contro la propria minoranza interna, visto che non ha i voti al Parlamento, al Senato come alla Camera. Ci ha usato e poi ci ha buttato via. Bisognadirlo:cihaingannato,cihaimbrogliato. Ha fatto bene Berlusconi a provarci, ha fatto bene a tentare fino alla fine l accordo, pur diavere un presidente della Repubblica condiviso ricordando i fasti, ma soprattutto i nefasti del presidente Napolitano. Abbiamo dato tutto, abbiamo accettato 17, 20, 21 cambiamenti del patto del Nazareno - e ciascun cambiamento andava sempre di volta in volta comunque a favore di Renzi, dell uomo solo al comando - in cambio di una sola cosa: un presidente della Repubblica condiviso. Che attenzione, non era un uomo di Forza Italia, era il numero uno dei fondatori del Partito democratico, Giuliano Amato. Persona di grande competenza, ma un uomo di sinistra. No, neanche questo. A questo punto era inevitabile la rottura, la rottura totale. Era inevitabile prendere atto della sconfitta. In politica bisogna anche essere capaci di questo, perché solo dalla coscienza piena, dura, amara della sconfitta si può ripartire. Io continuo ad essere un inguaribile ottimista, per una semplice ragione: dall altra parte stanno peggio di noi. Guardate la Puglia. In Puglia la sinistra è spaccata, in due o tre tronconi. Se noi non fossimo masochisti, folli masochisti, ci sarebbe una grandissima possibilità di vincere. Uno dice «è il caso della Puglia». No. Perché in Liguria la sinistra è spaccata, causa primarie, causa Cofferati, che fa una propria lista, e nella rossa, rossissima Liguria la sinistra si presenta con almeno due candidati. Il nostro Toti, che generosamente ha accettato di guidare il centrodestra in Liguria, è a tre punti dalla candidata Paita. Perché c è un altro candidato a sinistra Renato Brunetta è nato a Venezia il 15 maggio del Già ministro della Pubblica Amministrazione, è capogruppo alla Camera per Forza Italia [Splash] che prenderà punti percentuali. Quindi si può vincere. La stessa cosa sta succedendo nelle rossissime Marche. Il presidente uscente, Spacca, sta spaccando la sinistra e sta diventando il candidato del centrodestra e il centrodestra può vincere nelle Marche. Per non parlare dell Umbria, dove con un candidato straordinario, l ex sindaco di Assisi, molto trasversale e molto orizzontale, si può vincere. In Campania Caldoro ha tutte le chance per vincere, come Zaia, nonostante Tosi, ha tutte le possibilità di vincere, anche per l inconsistenza dell avversaria, nel Veneto. Si parlava, fino a poche settimane fa, del rischio del 7 a 0, adesso siamo con grande certezzaal5a2,chenonèmale.maperleragioniche vi ho detto Liguria, Marche, Umbria, e nella speranza di un recupero anche in Puglia, ci potrebbeessereun4a3pernoioun5a2pernoi. Noi adesso dobbiamo ricostruire il centrodestra. E dobbiamo ricostruire il centrodestra europeo, non lepenista, non fondamentalista, non un centrodestra che protesta e non può vincere mai, ma il centrodestra che abbiamo conosciuto. La domanda che ti fanno tutti i giornalisti è: «Ma non riuscite a trovare un leader». Ma il leader ce lo abbiamo già e io adesso a Berlusconi chiedo l ultima cosa: che ci liberi da Renzi, che salvi la democrazia italiana e che salvi la democrazia in Europa. Poi, cinque, dieci, quindici, vent anni, non so quanto ci metta per fare tutto questo, potrà andare a fare tanti begli ospedali in Africa. Ma per davvero, non come Veltroni! Noi abbiamo bisogno di un centrodestra unito con un progetto di salvezza per il paese. Per questa ragione continuo ad essere ottimista, continuo a lavorare dalla mattina alla sera tutti i giorni, ieri sera facevo gli ultimi tweet sul finto Def di Renzi, fino a mezzanotte. Qualcuno potrebbe dire: «Sì, ma tanto lui ha i giornali ha tutto il potere». Ma la democrazia è questo. Diceva Gandhi: prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci.

8 8 Domenica 12 aprile commenta su ITALIA ::: FAR WEST ITALIA Decisi funerali di Stato e lutto cittadino a Milano Il killer dà di matto. Non crediamogli Coisuoimalori «strategici» Giardielloha ottenutola perizia psichiatrica. Comegià provò a fare in un altracausa per debitidi gioco SICUREZZA TARDIVA Dopo i Carabinieri arriva l Esercito davanti al tribunale Una camionetta e due militari dell esercito armatidimitra.è comparso anche il presidio dell operazione Strade sicure davanti al tribunale di Milano, dopo una riunione del Cimitato per l ordine e la sicurezza. Il giorno dopo la strage per vendetta compiuta da Claudio Giardiello, erano comparsi i Carabinieri ad affiancare gli uomini delle due società cui è appaltata la sicurezza dell'edificio (la All System e la Securpolice); ieri è arrivato un mezzo blindato delle forze armate che si è posizionato davanti all ingresso principale di corso di Porta Vittoria, subito prima della lunga scalinata che conduce all accesso controllato dal metal detector. Un ritorno all ordine aiutato anche dal fine settimana di sole che agevola l esodo dei milanesi al mare e svuota le aule e i corridoi del palazzo. Superato il controllo del varco laterale di via Freguglia, sotto gli occhi della vigilante bionda e del militare dell Arma, si spalanca il grande ventra vuoto della balena. L aula numero due della seconda sezione penale, al tezo piano, dove Giardiello ha esploso i primi colpi che hanno ucciso il suo ex avvocato e l ex socio coimputato con lui, è ancora sigillata col nastro dei Carabinieri. Da lì l immobiliarista fallito si è precipitato nella stanza del giudice Ciampi: per arrivarci basta scendere la scala Y e svoltare a destra, l ufficio è appena dopo il pianerottolo. Spiccano i mazzi di fiori e i biglietti lasciati sulla porta anch essa sigillata. Uno di essi, firmato da un avvocato recita l ultimo elogio : «Caro presidente, l ho sempre apprezzata per il suo spirito libero e la sua giurisprudenza fuori dagli schemi».«per scappare aveva a disposizione due uscite a poca distanza (via Manara, da dove è entrato, e via san Barnaba)», spiega uno dei pochi dipendenti in servizio. I filmati sveleranno quale. E. CAV. ::: segue dalla prima ANDREA MORIGI (...) studiato nei minimi dettagli, con sopralluoghi e preparativi accurati. Anche nella fase successiva, il killer sembra avere la situazione sotto controllo. Mentre è in corso il primo interrogatorio, immediatamente successivo alla cattura, avvenuta nella tarda mattinata di giovedì, dalla caserma dei carabinieri di Vimercate lo trasportano in ospedale a bordo di un ambulanza perché è svenuto. Tutti i parametri vitali in realtà sono nella norma. Come se avesse soltanto finto un malore. Quando lo portano nel carcere San Quirico di Monza, comunque, si mostra abbastanza lucido da far sapere di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Così i verbali delle sue prime dichiarazioni diventano poco più che carta straccia. Se n è andato appena prima di firmarli. Coerentemente, poco prima dell udienza di convalida dell arresto, ieri mattina, si mette a farfugliare, con lo sguardo perso nel vuoto. Al medico del carcere, il quale peraltro non rileva nessuna patologia in atto, appare comunque in stato confusionale tanto da non risultare in grado né di incontrare i magistrati presenti, il gip Patrizia Gallucci e il pm Franca Macchia, né di riconoscere il suo difensore. Così si rimanda l interrogatorio di garanzia alle dieci di domattina, in attesa di verificare se l accusato del triplice omicidio riuscirà a riprendersi. Successivamente, il gip si dichiarerà incompetente e trasferirà il fascicolo alla Procura di Brescia, competente perché una delle vittime, Ferdinando Ciampi, era giudice amilano. Intanto ilprimo round se lo aggiudica ilpluriomicida, riuscendo a ottenere, oltre alla scontata convalida dell arresto, di essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Per drammatizzare ulteriormente, rifiuta il cibo. Tutto come previsto, insomma. L esperienza non gli manca di certo, come testimonia la cronaca giudiziaria che lo riguarda. Ci aveva già provato nel 2011, come riferiva ieri La Provincia di Como, chiedendo di certificare i sintomi di una forma di ludopatia per ottenere uno sconto di pena in un altro processo, nel quale era imputato di soppressione di atti. Giardiello, nel 2006, si era fatto anticipare dal casinò di Campione d Italia una somma di 30mila euro in fiches, lasciando come garanzia un assegno in bianco e due ricevute. Quando gli era stato chiesto di restituire il denaro, aveva strappato i documenti e aveva tentato la fuga. Anche in quell occasione, lo avevano fermato i carabinieri. Perciò era stato condannato a otto mesi di detenzione e a risarcire 35mila euro di danni alla casa da gioco. I giudici non gli avevano creduto e non avevano nemmeno ritenuto di poter accogliere l istanza, avanzata dalla difesa,di procedere a valutazioni cliniche. Se stavolta invece riuscisse a ingannare il tribunale, potrebbe farla franca e cavarsela con la non imputabilità e un soggiorno in una struttura per pazzi pericolosi. Tanto gli ospedali psichiatrici giudiziari sono ormai aboliti. Dal primo aprile, grazie a una legge recentemente entrata in vigore, anche per i pluriomicidi dichiarati incapaci di intendere e volere, si aprono le porte di nuovi appartamentini dotati di ogni comfort, le Rems, Residenze per l esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. Non sarà facile, comunque, darla a bere ai magistrati ancora sconvolti dal brutale assassinio di un loro collega. L eco della tragedia che siè consumata nelpalazzo di giustizia del capoluogo lombardo, risuonerà anche mercoledì pomeriggio nel Duomo di Milano, dove si svolgeranno i funerali di Stato delle tre vittime della sparatoria. Le esequie saranno probabilmente celebrate dall arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Nell occasione sarà proclamato anche il lutto cittadino. Non solo i guai della Magenta sri È inseguito pure da Equitalia L immobiliarista ha tre contenziosi aperti col fisco per oltre 200mila euro. Casa pignorata nel 2009 ::: CHRIS BONFACE La casa gliela aveva pignorata Intesa SanPaolo già il 15 maggio 2009, a circa un anno dal fallimento della sua immobiliare Magenta srl. Ma Claudio Giardiello, l assassino che neltribunale dimilano ha compiuto una strage, era inseguito anche dalle cartelle di Equitalia e dai decreti ingiuntivi di un altra banca, Banca di Roma-Unicredit, che aveva anche iscritto ipoteca legale su altri immobili. Le cartelle di Equitalia-Esatri non ancora saldate risultano tre, per un totale di ,16 euro di importo capitale e di ,32 euro di importo iscritto a garanzia della stessa ipoteca. L ultima in termini di tempo che era arrivata all assassino valeva ,68 euro (il doppio per l iscrizione dell ipoteca), ma già un mese dopo il fallimento ne era arrivata una ben più pesante: ,41 euro (sempre il doppio ai fini dell ipoteca) che non risulta essere mai stata saldata in tempi successivi. Per altro ne esiste anche una terza, sempre di Equitalia Esatri (che sovrintende alla riscossione nelle sei province lombarde di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Pavia e Varese) e di importo assai più ridotto (2.421,07 euro in capitale, il doppio per l iscrizione a ipoteca legale) che risale addirittura all 11 ottobre del 2005, quando ancora non erano iniziati i guai della Magenta. I due decreti ingiuntivi con iscrizione di ipoteca giudiziale della Banca di Roma- Unicredit risalgono entrambi al luglio 2007, prima della dichiarazione difallimento della principale immobiliare di Giardiello. Per altro controllando il "curriculum" imprenditoriale dell assassino è spuntata una altra immobiliare fallita in tempi più recenti, la Leonardo srl, che ha chiuso i battenti il 24 maggio Sipuòcapirequalcosadipiùdella strage proprio guardando gli ultimi verbali di quelle due immobiliari fallite, che evidenziano liti continue fra i socie icontrasti anche familiariche hanno portato a quella giornata di sangue a palazzo di Giustizia. Poco prima del fallimento (verbale assembleare del primo giugno 2007) i soci dell immobiliare Magenta avevano tentato di trascinarsi in giudizio l uno contro l altro. Per primo siera mosso proprio Giardiello, che aveva tentato azione di responsabilità nei confronti del nipote Davide Limongelli (che ha ferito in modo molto grave il giorno della strage). Ma il tribunale aveva respinto la richiesta, che non avrebbe dovuto partire dall immobiliare, ma dai singoli soci. Così si è scatenata una seconda lite, innescata questa volta dalla mamma di Limongello, Luigia Giardiello, sorella dell assassino. È stata lei, tramite un professionista di fiducia che la rappresentava in assemblea, a cercare di fare passare un azione di responsabilità nei confronti del fratello, che accusava di avere distratto fondi dalle casse della Magenta: «È risultato che il socio amministratore Claudio Giardiello ha effettuato a più riprese, nel corso degli esercizi 2006 e 2007», è stato così verbalizzato in quella riunione, «e per importi significativi prelievipersonali privi digiustificativo. Prelievi eseguiti non su disponibilità liquide della società ma su linee di affidamento bancario comportando da una parte maggiori oneri finanziari a carico della società e dall altro esponendo la stessa al concreto rischio di insolvenza ( ) Il debito complessivo ammonterebbe a circa un milione di euro». Nell ultimo verbale della immobiliare Leonardo, quello del 14 luglio 2011, il litigio è stato simile, ma questa volta il clima quasi da rissa vedeva invertite le parti: Giardiello passava da accusato ad accusatore, e gli oggetti dei suoi strali erano gli altri soci (Michele Raucci, Francesco e Gildo Ciccopiedi), che accusava di avere «distratto una somma di circa 4 milioni e mezzo di euro di cui 3 milioni sulle vendite e circa un milione e mezzo per lavori inesistenti».

9 ITALIA Domenica 12 aprile commenta su ::: FAR WEST ITALIA Il Bestiario Con l Isis al posto di Agnoletto l Expo può esser peggio del G8 Alfieri dei No global che devastarono Genova furono tre figure tragicomiche: il medico rosso, la tuta bianca Casarini e il rifondarolo chic Bertinotti. Dei «dilettanti» rispetto ai No Tav e i terroristi RITORNO ALL ORDINE Uno degli uomini dell Esercito di pattuglia ieri di fronte all ingresso principale del tribunale di Milano, dove la sicurezza è stata aumentata dopo la strage di giovedì. A lato, Giardiello arrestato [Ftg, Ansa] IL QUIRINALE «Mattarella ha ricordato tutte le vittime della strage» Gentile direttore, nell intervento al Csm di giovedì scorso - peraltro subito pubblicato sul sito del Quirinale, in video e in testo scritto - il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto testualmente: «Esprimo la solidarietà alla magistratura, in particolare a quella milanese, esprimo nel contempo solidarietà ai feriti, ai familiari dell avv. Lorenzo Claris Appiani - che stava svolgendo l importante funzione di testimone - e a quelli dell altra vittima, Giorgio Erba, prendendo parte al loro terribile dolore. Dolore tanto più lacerante in quanto gli assassinii si sono consumati in un luogo dedicato al rispetto della legge e all'affermazione della giustizia». Nel chiudere il breve discorso il capo dello Stato ha aggiunto di «piangere i nostri concittadini rimasti vittime di una violenza insensata» e ha chiesto «che venga garantita la sicurezza di tutte le persone». Il Presidente della Repubblica ha dunque ricordato tutte le vittime di quel gesto di insensata violenza, avvenuto al Tribunale di Milano. Come ognuno può rendersi facilmente conto, non risponde pertanto al vero l affermazione, pubblicata su Libero di ieri a firma Matteo Mion, che Mattarella «non abbia sprecato mezza parola» per le «altre vittime della strage». Cordiali saluti, Giovanni Grasso Consigliere per la stampa e la comunicazione del presidente della Repubblica ::: segue dalla prima GIAMPAOLO PANSA (...) pensa che quell evento possa essere compreso meglio ricordando le figure, fra il tragico e il comico, ditre protagonisti. Si deve partire da Vittorio Emanuele Agnoletto, 43 anni allora, milanese, medico del lavoro, molto legato a Fausto Bertinotti, il segretario di Rifondazione comunista. In queste sere è ricomparso in qualche telegiornale per dire la sua a proposito delle torture alla Diaz. Da signore avviato alla sessantina, non ha per niente sofferto il passare degli anni. E sempre un omino asciutto, il volto scarno, lo sguardo febbrile e la vocetta stridula. Nel 2004, dopo Genova, Bertinotti lo fece eleggere al Parlamento europeo. Era il giusto riconoscimento per le sue doti di portavoce del Genova social forum, l armata pronta a dare l assalto alla Spectre delle potenze mondiali, raccolte nel G8. Chi lo aveva eletto portavoce? Confesso di non saperlo. Tuttavia le sue dotistavano sotto gli occhi di tutti. Un fondamentalismo rosso senza argini.un assoluto cinismo tattico. La formidabile abilità mediatica di spacciare il falso come se fosse il vero. A Genova mister Agnoletto le mise in luce tutte. Spiegò ai ragazzi del Social Forum che l assalto alg8 avrebbe spazzato via la piovra del liberismo. Quando l irruzione della polizia nella scuola Diaz non c era ancora stata, fu il primo a gridare che l Italia assomigliava al Cile del generale Pinochet. Rifiutò di sospendere il corteo di sabato 21 luglio, mandando al disastro migliaia di giovani. Addirittura «trecentomila» secondo Liberazione, ilquotidianodirifondazione comunista. Dopo la sconfitta, Agnoletto gridò: «Abbiamo vinto!». Il lunedì 23 luglio diffuse una menzogna irresponsabile: «A Genova ci sono quattrocento ragazzi dispersi, di cui non si sa più nulla». Il martedì 24 scrisse sul Manifesto un proclama esultante:«siamo la vera opposizione sociale al governo delle destre». Poi elencò gli sconfitti. L Ulivo, «fragile e ambiguo». I Ds, «in una situazione di assoluta impasse». E il capitalismo internazionale. Ilsecondo protagonista della battaglia contro il G8 fu un giovanotto più comico che tragico: Luca Casarini, padovano, il capo delle Tute bianche. Oggi vive in Sicilia e compare alla tivù sulla Rete Due a «Virus»,iltalkshowdiNicolaPorro. Nel 2001 era un Capitan Fracassa, incurante del ridicolo. È indimenticabile la cronaca della sua vestizione prima dello scontro, scritta sulla Stampa da Aldo Cazzullo con perfidia distruttiva. Attorno al Casarini, c erano ben quattro scudieri: Meco, Pino, Piero e Marco. Il loro compito era di aiutare il capo a scegliere la corazza adatta al combattimento. Il Casarini optò per l armatura che aveva indossato nella battaglia contro l Ocse a Bologna e contro il neonazista austriaco Haider a Jesolo. Così bardato, andò incontro a una catastrofe. Prima dei cortei, giurò con solennità: «Non toccheremo la città. Non ci sarà un vetro rotto, né un cassonetto rovesciato». Respinto dalla zona protetta che tentava di varcare, ripiegò sul bluff. Mostrò in tivù i bossoli dei colpi sparati dalla polizia. Insieme alle foto dei carabinieri travestiti da tute nere. Purtroppo per lui, Casarini venne smentito dalla portavoce delle tute bianche. Era una bella ragazza, Chiara Cassurino. Concionando al Tg5, confermò che le tute nere, i Black Bloc, esistevano. Erano il prodotto dell esclusione sociale causata dal mostro della globalizzazione. Genova fu anche l occasioneperun diluvio diparole,urlate per strada, offerte alle tivù e alle radio, stampate sui giornali. Ma nessuno ci spiegò perché un ragazzo di Genova, Carlo Giuliani, insieme a una marea di giovani stesse andando all assalto di un gippone della Benemerita in piazza Alimonda. Con il volto celato da un passamontagna e un estintore in pugno. Sul Land Rover c erano tre carabinieri che rischiavano di morire linciati. Uno di loro, Mario Placanica, anche lui giovanissimo, sparò con la rivoltella e uccise Giuliani. Carlo divenne un icona intoccabile. E dopo la morte il suo nome fu usato un infinità di volte per confermare il carattere rivoluzionario del movimento di Genova. Milimitoacitarequelche disse subito il capo dei giovani di Rifondazione comunista, Peppe De Cristofaro: «Il movimento è un pugno nello stomaco dell organizzazione capitalistica. Ha una rete diffusa in molte città. Grazie aicentri sociali e a tanti gruppi affini». Il terzo protagonista della battaglia di Genova, accomodato dietro il sipario, fu il leader rifondarolo Bertinotti. Guidava un partito che stava GRASSO IN DIFESA: LA ABBRACCIO Bordata di Salvini sulla Boldrini: «È l ipocrisia e il nulla fatti donna» Nuovo attacco di Matteo Salvini alla presidente della Camera Laura Boldrini, «la peggiore della storia», ha dichiarato senza mezzi termini il segretario della Lega Nord, rispondendo alla domanda di un ascoltatore di Radio Padania. «E l ipocrisia, il nulla fatto donna», ha aggiunto Salvini. Attirandosi una valanga di critiche, a partire dal presidente del Senato, Pietro Grasso, che twitta: «Un abbraccio a Laura Boldrini: il dibattito politico è un confronto tra idee e posizioni diverse, non offese personali e gratuite». [Ansa] invecchiando e perdeva voti elezione dopo elezione. Sperava di ormonizzarsi e ringiovanire con il movimento rappresentato da Agnoletto: «le piazze antiglobali» e «le moltitudini disubbidienti». Il compagno Fausto spiegò: «Le uniche che possono interloquire con questo nuovo fatto gigantesco sono le forze della sinistra alternativa: Rifondazione comunista». Oggi sappiamo come è andata a finire. IlParolaio rosso non conta più nulla. Ci ricordiamo di luisoltanto quando viene fotografato a qualche party romano, insieme alla signora. Adesso siamo di fronte a una nuova prova. I gruppi pronti a scassare tutto si sono moltiplicati. Abbiamo i No Tav, gli anarchici, gli antagonisti violenti, gli insurrezionalisti, quelli che occupano le università, i clandestini nostrani, senza nome e pronti a sparare. A contrastarli c è un governo che, al di là delle parole, sembra indeciso a tutto. Matteo Renzi non ama le prove di forza, se non quelle clientelari ed elettorali. Ma sul suo cammino c è una grande rogna: l Expo di Milano. A Palazzo Chigi spiegano che l allerta è massima. E la situazione eccezionale. Le crisi si stanno sommando: quella economica e sociale, il terrorismo internazionale, le minacce del Califfato nero. Il Centro analisi strategiche antiterrorismo è riunito in permanenza. Saranno installati centosessantadue tornelli e più di cento metal detector di nuova generazione. E verranno schierati duemila uomini, tra forze dell ordine e militari. Giuseppe Sala,ilcommissario unico dell Expo, si affanna a spiegare:«venire qui non sarà pericoloso. Questo è un evento che non è maistato oggetto di azioni terroristiche. Non diffondiamo una psicosi. È vero che una delle società che controllano gli accessi al tribunale di Milano è tra quelle che hanno vinto la nostra gara. Però l omicida è entrato da un ingresso non controllato da loro. Agli ingressi di Expo tutti passeranno sotto i metal detector». Tuttavia l imponderabile può accadere quando meno te lo aspetti. Il mondo diventa semprepiùpiccolo.epiùcrudele.l unico augurio che possiamo farci è che la Genova del G8, al confronto con l Expo,non ciappaia un raduno di dilettanti della violenza. Dove c è scappato un solo morto. Un ragazzo che tutti dobbiamo piangere.

10 10 Domenica 12 aprile 2015

11 ITALIA Domenica 12 aprile commenta su La linea di Francesco L Anno santo fra misericordia e strappi alle regole Bergoglio ricorda a tutti l importanza delle leggi, ma sulla sua elezione c è l ombra di due nuove irregolarità su data e schede ::: segue dalla prima ANTONIO SOCCI (...) si fanno sempre più consistenti. Lo sanno bene gli addetti ai lavori che però oggi stanno copertissimi a causa di una certa atmosfera repressiva che domina oltretevere in questi mesi. Atmosfera in totale contraddizione pratica con la continua ripetizione della parola «misericordia» da parte del papa argentino. Ne parla molto, ovviamente, nella bolla «Misericordiae vultus» di indizione del Giubileo firmata ieri. Vi sono passi molto belli che ricordano la compassione di Gesù verso tutti e il viscerale amore materno di Dio verso ciascuno. Masinotaanchelasolitaomologazione all agenda politically correct. C è infatti una certa enfasi sui «peccati sociali». Pare che mafiosi, corrotti e razzisti siano i soli che si possono giudicare e condannare. L ovvio dei popoli che permette a tutti noi di sentirci buoni. È tutto molto comodo. Domenico Cacopardo ha notato che nel discorso di Pasqua,all indomani del massacro di 147 studenti cristiani in Kenya, Bergoglio ha tuonato contro i «trafficanti di armi», categoria che però è «un nemico oscuro e sfuggente» grazie al quale il papa non nomina «il nemico evidente e visibile» che compie quelle stragi. Più in generale Bergoglio prende di petto i reati da codice penale, ma quasi per nulla i normali peccati da confessionale che vengono alquanto derubricati: anzi, il papa se la prende con chi evoca la giustizia della legge morale (sfuocata nel magistero del papa argentino è anche la nozione di «peccato originale»). Contenuti ancor più «sinistresi» (contro il profitto, le disuguaglianze, la finanza) saranno esposti nell ormai prossima enciclica sociale, già anticipata nel discorso che Bergoglio fece ai centri sociali (fra cui il Leoncavallo). CLIMA IDEOLOGICO Il papa argentino ci riporta cosìal clima ideologico che in Italia vivevamo negli anni Settanta, il sinistrismo della Chiesa latinoamericana, imbevuta delle diverse teologie della liberazione. Non è un caso se quella Chiesa da decenni sta andando a picco sia per le defezioni massicce dei fedeli, sia per la voragine delle vocazioni. Al contrario dove l insegnamento digiovannipaolo IIediBenedetto XVI è stato recepito e si è formato un episcopato -percosìdire -saldamente cattolico, i frutti sono straordinari. NegliStatiUniti,sono datidiquesti giorni, nel 2015 ci saranno circa 600 ordinazioni sacerdotali. L anno precedente erano state 477: più 25 per cento in un solo anno. «È uno dei più robusti segnali di ripresa vocazionale dopo una crisi pluridecennale iniziata poco dopo la chiusura del Concilio» scrive la rivista Il Timone, la quale aggiunge che si tratta di vocazioni fiorite negli anni di Benedetto XVI che hanno la tipica spiritualità di Wojtyla e Ratzinger («il 70 per cento, prima di entrare in Seminario era solito pregare ilrosario o partecipare all adorazione eucaristica»). IL MONITO IN VISTA DEL GIUBILEO «La corruzione è una piaga putrefatta» La Chiesa statunitense, che porta il segno di Wojtyla e Ratzinger, è molto impegnata nello slancio missionario e nelle battaglie di frontiera sui «principi non negoziabili». È quella che i media laici definirebbero una «Chiesa conservatrice», come la Chiesa africana, vivacissima e in espansione, i cui vescovi, nello scorso Sinodo, sono stati decisivi per bloccare la «rivoluzione» di Kasper. PONTIFICATO DI ROTTURA È chiaro che Bergoglio è su un altra strada. Con lui si profila un pontificato di rottura. Anche nei gesti e nelle consuetudini. A dire il vero già il Conclave che lo ha eletto andava in quella direzione. E prima se ne discuterà pubblicamente, meglio sarà per tutti. Anche per papa Bergoglio che avrebbe tutto l interesse a far chiarezza. Ho ritenuto di ravvisare tre violazioni delle norme, nel mio libro «Non è Francesco», che già di per sé possono rientrare in quelle che comportano la nullità dell elezione. Ora se ne aggiungono altre due, così evidenti che mi sono state segnalate da alcuni lettori. CONCLAVE E SEDE VACANTE La prima. Fra l annuncio della rinuncia, l 11 febbraio 2013, e l inizio della sede vacante, il 28 febbraio, Benedetto XVI firmò il Motu proprio «Normas nonnullas» per integrare e mutare piccole parti della costituzione che regola l elezione del papa, la Universi Dominici gregis. L articolo 37 veniva così formulato da Ratzinger: «Ordino che, dal momento in cui la Sede Apostolica Tredici pagine per indire il Giubileo della Misericordia: è la «Bolla» scritta da papa Francesco e presentata ieri, intitolata «Misericordiae vultus», in realtà una mini-enciclica. Al centro la misericordia e l invito alla conversione. Ma contiene anche un avvertimento chiaro a mafiosi o delinquenti («uomini e donne che appartengono a un gruppo criminale») e corrotti. L ombra di Mafia Capitale è pronta ad allungarsi anche sul Giubileo. Infatti le parole del Papa sembrano suonare come un allarme per quello che da evento religioso rischia di diventare ghiotta occasione per il malaffare e per la corruzione. Francesco avverte: «Non portiamo il denaro con noi nell al di là. La violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti né immortali. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire». La corruzione, in particolare, è «una piaga putrefatta della società, un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale». Un male insidioso perché «si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici». [Ansa] sia legittimamente vacante, si attendano per quindici giorni interi gli assenti prima di iniziare il Conclave; lascio peraltro al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l inizio del Conclave se consta della presenza di tutti i Cardinali elettori». Stando a questo articolo dunque il Conclave doveva iniziare dopo il15 marzo perché la sede vacante era iniziata il 28 febbraio. IlCollegio cardinalizio poteva anticipare il Conclave solo con la «presenza di tutti i cardinali elettori» (norma dovuta a incidenti gravi del passato). I CARDINALI ELETTORI In effetti il Conclave del 2013 è stato anticipato, per decisione dell ottava Congregazione generale del Collegio dei cardinali tenutasi nel pomeriggio dell 8 marzo «Il direttore della Sala Stampa avevaricordato che da ierii115 elettori sono tutti presenti» si legge nell articolo di Avvenire del 9 marzo, firmato Mimmo Muolo. Ma se i cardinali presenti erano 115 e gli elettorierano 117, ne mancavano due: Julius Riyadi Darmaatmadja e, per motivi diversi, Keith Michael Patrick O Brien che, pur avendo inviato le loro motivazioni, recepite dai cardinali, tuttavia restavano a tutti gli effetti «cardinali elettori», tanto che in ogni momento potevano venire a Roma ed entrare in Conclave anche dopo il suo inizio (art. 39). Lo stesso Avvenire rilevava la loro assenza. Con tale assenza però il Collegio cardinalizio non era al completo come richiesto dal Motu proprio e non poteva decidere l anticipo del Conclave che ha eletto il cardinal Bergoglio il 13 marzo, un giorno nelquale ilconclave non doveva nemmeno essere iniziato. Come è stato possibile allora assumere quella decisione? Ma c è un altra violazione. È noto che nella quarta votazione del 13 marzo si è trovata una scheda che ne conteneva un altra, in eccesso, rimasta attaccata. Applicando l articolo 68 dell Universi Dominici gregis, si è deciso di annullare quella votazione e farne subito un altra. Nelmio libro ho ravvisato in questa decisione due violazioni delle norme, perché si doveva applicare l articolo 69 (non annullando quella votazione, ma solo quel voto) e non si poteva votare un altra volta in quanto le norme pontificie impongono di non fare più di quattro votazioni al giorno (art. 63). Tuttavia se proprio si voleva applicare l articolo 68, lo si doveva applicare integralmente. SCHEDE DA BRUCIARE Esso infatti impone,una volta annullato il voto, di bruciare quelle schede prima di procedere a una nuova votazione («omnes comburendae sunt, et iterum, id est altera vice, ad suffragia ferenda procedatur»). C è un motivo importante per cui Giovanni Paolo II, nell Universi Dominici gregis, prescrive questo: per eliminare dalla Cappella Sistina qualsiasi scheda votata, cosicché la successiva votazione non possa essere nemmeno ipoteticamente inquinata da schede già votate o da sospetti. Quindi si dovevano bruciare subito. Ma il pomeriggio del 13 marzo non vifu quella seconda fumata nera per la quarta votazione annullata. Vi fu solo, alle 19.06, la fumata bianca della quinta votazione. Perché? È necessario appurare se si sono verificate (anche) queste due violazioni, perché - se così fosse - è assaiprobabile che possano rappresentare causa di nullità dell elezione. L articolo 76 dell Universi Dominici gregis infatti afferma: «Se l elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l elezione è per ciò stesso nulla e invalida». In questo campo la misericordia non c entra.almeno quila legge deve regnare sovrana.

12 12 Domenica 12 aprile commenta su Humour islamico In Iran si ride dell Olocausto coi disegni del vignettista Rai Mentre l Occidente ci sta trattando per il nucleare, Teheran rispolvera l ignobile mostra Tra gli espositori diversi italiani, tra cui un responsabile grafico di viale Mazzini ::: FRANCESCO SPECCHIA Non c è nulla di più mesto d una vignetta satitica vergata dall odio grezzo e che non faccia ridere, lo diceva già, nel 700, Johnatan Swift distillatore inimitabile di cattiveria creativa. Giorni fa, riverdendo una spiazzante tradizione del loco, il giornale The Teheran Times ha indetto un concorso internazionale di disegni a tema la negazione della Shoah. Negazionismo disegnato, in pratica. Sono previsti dei premi in denaro: dollari al vincitore, al secondo, al terzo. Diciamo che non è un buon passo, specie per un governo che, in questo giorni, in nome della libertà e del ripristino dei buoni rapporti con l Occidente, s incaponisce sulla bomba atomica ad usi civili occhieggiando ad Israele come vicina dicasa.qualchesospettodi-diciamocosì-epurazione etnica un po ti viene. Bene. Sul solco dell originalissima idea di Ahmadinejad del 2006 la seconda edizione del concorso anti-olocausto non si basa sulla negazione assoluta dei lager e dei milioni di morti affossati dietro le camere a gas;, ma - ammorbidita nei toni, lievemente più democratica - sul WASHINGTON principio di «evidenziare il doppio standard mondiale nella difesa delle caricature di Maometto». Peccato che una sezione del concorso stesso viaggerà sull ardito parallelismo tra «Benjamin Hitler e Adolf Netanyahu». Sai le risate. Il famoso, ineffabile, sense ofhumour di Teheran. Sense of humour noto, supponiamo, perlomeno a quei 312 artisti che hanno già spedito le proprie opere che saranno esposte il9 maggio prossimo al Museo Palestinese d Arte Contemporanea di Teheran. Molti degli artisti sono, naturalmente, bozzettisti locali mai visitati dall angelo dell ironia; e questo lo possiamo anche capire. Altri, invece, sono europei. Tanti europei. E tra gli europei noi italiani ci facciamo sempre conoscere. Pare che tra di essi vi emerga il nome del ferrarese Achille Superbi, dipendente e responsabile grafico delcentrodiproduzionerai.storico collaboratore di Aldo Biscardi, Superbi, - la cui linea caricaturale molto ricercata dallo sport ricorda Sebastian Krüger e Walter Molino - è considerato uno bravo. Come tecnicamente assai competente sono ritenuti Agim Sulaj italo-albanese segnalato per la sua ligne e per i temi trattati all attenzione addirittura Campidoglio chiuso e isolato dopo spari Allarme rientrato, era un suicidio Giallo ieri al Campidoglio Usa, la sede dei due rami del Congresso americano. L edificio è stato chiuso e l intera area di Washington, nel quale si trova, è stata isolata dopo che sono stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco. In un primo tempo si era parlato di un uomo neutralizzato, ovvero ucciso dalle forze dell ordine, e di un pacco sospetto ritrovato accanto al cadavere. Poi le informazioni sono state corrette e a quanto pare l uomo si sarebbe suicidato e il pacco sospetto non sarebbe altro che la sua borsa. Questa almeno la versione riferita da alcuni ufficiale alla Nbc, che hanno aggiunto che non ci sono evidente di attacco terroristico. In ogni caso in questo periodo i lavori parlamentari sono sospesi a causa della pausa primaverile e la loro ripresa è prevista per lunedì. Una delle vignette alla prima esposizione [web] delle Nazioni Unite; e i vignettisti del Fano Funny il festival marchigiano dell umorismo e della satira, di cui onestamente mi sfuggono le opere ma non è poi così importante. Eppoi ci sarebbe anche Alessandro Gatto, che dalla provincia di Treviso produce raffinate illustrazioni che poco c azzeccano con la satira, anche se dubito che i giudici diteheran capiscano a fondo la differenza. Gatto è un sincero entusiasta del concorsone, dell Holocaust Cartoon Contest. Partecipando alla prima edizione, nel 2006, fu addirittura ritenuto degno di premio per un disegno che mostrava la giacca EGITTO Il primo concorso internazionale per le vignette che irridono l Olocausto fu organizzato nel 2006 su imput dell allora presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad [web] di un deportato ebreo le cui strisce si trasformano nelle sbarre della gabbia di un deportato palestinese. Non faceva molto ridere. Ma, per una bizzarra voluta del destino venne premiato dalquel George Wolinski, eccelso satiro d Oltralpe che, nove anni dopo, verrà ammazzato nella redazione di Charlie Hebdo. Disegnare con la matita intinta nell odio razziale dev essere difficilissimo. Molti dei nostri talenti satirici, come Scalarini e Galantara ad esempio, negli anni delle leggi razziali fasciste erano talmente disgustati, erano così attutiti dall orrore, da farsi perfino chiudere i giornali. Nel 2006 a Teheran all Holocaust Contest, vinse una vignetta, terribilmente perfetta nella sua sintesi politica. Era disegnata dal marocchino Derkaoui Abdellah e rappresentava Israele mentre realizzava una barriera di separazione intorno alla Cupola della moschea della Roccia a Gerusalemme. Quella barriera era costruita da Gerusalemme per proteggere i suoi cittadini dal terrorismo suicida, ma sulla carta diventava il recinto che ghettizzava i palestinesie iluoghi santiislamici. Ed era un guizzo espressionista in bianco e nero: riportava le immagini di un campo di concentramento nazista, dove Auschwitz era presentata come una menzogna virale, un artifizio scenografico calato davanti agli occhi del mondo dai «sionisti» per giustificare la loro condotta verso i palestinesi. D altro canto, la barriera difensiva costruita da Israele per proteggere i suoi cittadini dal terrorismo suicida diventava, sempre nella vignetta, il recinto che chiude i palestinesi e i luoghi santi islamici in una nuova Auschwitz. Non faceva ridere neanche quella. Per paradosso, al Festival del Fumetto di Angoulême appena conclusosi era presente una folta delegazione di disegnatori israeliani Asaf Hanuka «Tel Aviv K.O» e il suo gemello Tomer, Boaz Lavie-. Lì, con i palestinesi si sono solo scontrati a botte di sorrisi... Condannati a morte 14 fratelli musulmani Tra loro la guida suprema Badie Un tribunale egiziano ha confermato la pena di morte per Mohamed Badie, il leader del Fratelli Musulmani, e per altri 13 alti dirigenti del movimento, tutti accusati di aver cercato di destabilizzare il Paese con i disordini seguiti alla deposizione del presidente Mohammed Morsi. Due altri islamisti, fuggiti dall Egitto, sono stati condannati a morte in contumacia. Sono state invece condannate all ergastolo altre 23 persone. Tra costoro, anche Mohamed Soltan, un giovane cittadino egitto-americano, figlio di Salah Soltan, uno dei predicatori della Fratellanza, tra i condannati a morte. Il giovane è attualmente in sciopero della fame. In tutto a essere deferiti dalla Procura militare egiziana sono 64 esponenti dei Fratelli appartenenti ai «Comitati d azione» accusati di essere il «braccio armato» del movimento islamista, oggi fuori legge in Egitto. ::: Analisi Il Pakistan gela Riad Non vuole far la guerra per i figli di papà sauditi ::: GIANANDREA GAIANI ESTERI L Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e le altre petromonarchie del Golfo impegnate nella guerra ai miliziani sciiti nello Yemen non nascondono ira e delusione per la decisione del Pakistan di non partecipare al conflitto yemenita. Nonostante le forti pressioni arabe il Parlamento di Islamabad ha suggerito al governo guidato dal premier Nawaz Sharif di mantenere la neutralità in una guerra che vede contrapposti sauditi e alleati del Golfo all Iran, Paesi con cui il Pakistan mantiene ottime relazioni. La risoluzione votata all'unanimità dai parlamentari pakistani chiede alle «parti in conflitto di risolvere le divergenze in modo pacifico con il dialogo». Nel testo, votato all'indomani del colloquio a Islamabad tra Sharif e il capo della diplomazia iraniana Mohammad Javad Zarif, si sottolinea come il «Pakistan debba restare neutrale rispetto al confitto in Yemen in modo da poter giocare un ruolo positivo a livello diplomatico per porre fine alla crisi». Una decisione che soddisfa Teheran ma fa infuriare le monarchie sunnite del Golfo che contano su Pakistan ed Egitto per fornire le truppe necessarie alla fase terrestre dell offensiva scatenata a fine marzo contro gli Houthi, quell operazione Tempesta Decisiva rivelatasi in realtà tutt altro che decisiva in un conflitto che vede le milizie sostenute dall Iran avanzare in tutto l ovest del Paese occupando la costa del Mar Rosso e del Mare Arabico fino ad Aden, in buona parte in mano agli sciiti. Nell est invece sono le milizie di Al Qaeda ad approfittare del caos dello Yemen per assumere il controllo di intere ragioni e dei valichi di frontiera con l Arabia Saudita. Il disastroso bilancio di due settimane di intervento delle forze arabe sancisce il fallimento dell ennesima illusione bellica di poter vincere solo con aerei e navi ma senza mettere soldati sul terreno, sembra aver reso le monarchie sunnite molto nervose. Venerdì il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha definito «inattesa, contraddittoria e pericolosa» la posizione di Islamabad. L'area del Golfo si trova di fronte a «una seria minaccia alla propria sicurezza», ha ricordato Gargash, ed è «in questimomenti che si distingue un vero alleato da uno che si mostra tale solo nelle dichiarazioni alla stampa». Dichiarazioni che mettono a rischio i rapporti tra Pakistan e Arabia Saudita, finora solidissimi anche sul piano militare. Consiglieri militari pakistani addestrano da sempre le truppe di Riad, reparti militari di Islamabad sono presenti anche in questi giorni in territorio saudita per esercitazioni mentre i petrodollari di Riad hanno finanziato l intero programma nucleare che ha portato il Pakistan a disporre di un arsenale atomico e di missili balistici in grado di bilanciare le armi atomiche indiane. Secondo molte indiscrezioni il deterrente pakistano risulterebbe a disposizione dei sauditi in caso di minaccia iraniana. Il Parlamento pakistano, pur dichiarando la neutralità del Paese rispetto al conflitto nello Yemen, ha ribadito «il sostegno inequivocabile al regno e afferma che in caso di violazione della sua integrità territoriale o di minacce, il Pakistan sarà al fianco dell'arabia Saudita e del suo popolo», oltre a esortare il governo Sharif a collaborare con le monarchie del Golfo nella lotta al terrorismo. Islamabad non sembra però disposto a mandare i suoi soldati a morire sui monti yemeniti nel Vietnam dei sauditi mentre a Riad e negli emirati cresce la consapevolezza che i propri eserciti, pur se modernamente equipaggiati sono privi di esperienza bellica e i cittadini in uniforme soldati sono troppo ricchi (dalla nascita, grazie alle rendite petrolifere distribuite a tutti i cittadini) per andare a farsi ammazzare dai pastori Houthi sulle montagne yemenite.

13 ESTERI Domenica 12 aprile commenta su La storica stretta di mano con Castro Obama ne fa una giusta: Cuba libre dal comunismo Il presidente spezza il fronte dei Paesi latini contro gli Usa. Anche Maduro costretto a chiedere la pace a Washington ::: segue dalla prima CARLO PANELLA (...) e soprattutto la riammissione di Cuba al vertice delle Americhe, da cui era stata espulsa nel Castro e Obama si erano già stretti la mano nel 2013, nella triste occasione dei funerali di Nelson Mandela, ma nel frattempo è successo quello che avrebbe dovuto accadere da tempo: dopo un lungo negoziato il14 dicembre 2014 Obama ha annunciato che cessava l'embargo totale nei confronti di Cuba stabilito nel lontano Contestualmente, gli Usa hanno tolto Cuba dalla lista degli Stati canaglia promotori del terrorismo. Per questa svolta, Obama sarà meritatamente ricordato nei libri di storia, anche se probabilmente questo non basterà a riequilibrare i troppi e disastrosi fallimenti della sua presidenza in Medio Oriente, nei confronti della Russia, dell'ucraina,della CoreadelNord epersino di una Cina che pure è indispensabile quanto mai agli Usa (tra l'altro detiene buona parte del debito statale degli Stati Uniti). Certo è che le conseguenze delle nuove relazioni tra Cuba e gli Usa saranno enormi per tutto il continente sudamericano. E saranno clamorose soprattutto per Cuba. Si pensi solo che le autorità dell' Avana sono preoccupate perché prevedono l'arrivo di centinaia di migliaia di turisti americani(non solo degliesuli cubanie dei loro discendenti), ma non esistono alberghi e strutture turistiche in grado di ospitarli. Non è ancora pubblico il contenuto del documento firmato da Obama e da Castro che ha messo fine all'embargo e Cuba ha ancora un'economia - per così dire - socialista(ad esempio - ilfatto èindicativo - uno straniero non può e non potrà comprarvi una casa), ma è evidente che nei prossimi anni una massa immensa di investimenti si riverseranno a Cuba, e non solo nel settore turistico che ha potenzialità immense. Ma la pacificazione con Cuba all'insegna del «Todos somos americanos» pronunciatoa dicembre da Obama,normalizza anche le relazioni di Washington con tutto un continente sudamericano in cui i successi elettorali della sinistra (democratica o populista) praticamente in tutti i Paesi, hanno avuto una ragione non secondaria proprio nell' insofferenza dei popoli latino americani nei confronti degli yankee e del loro ormai arrogante e soprattutto inutile embargo punitivo nei confronti dell'avana. E da questa pacificazione tra Washington e tutta l'america Latina verranno frutti positivi per tutti. Il presidente venezuelano Maduro ha già annunciato che intende normalizzare le focose relazioni con gli Stati Uniti e questo avrà un risvolto non secondario sul fronte energetico e delle forniture petrolifere, così come dei commerci intercontinentali. Chiaro e inequivocabile il messaggio di Obama: «Sono felice che Cuba sia rappresentata assieme a noi in questo vertice per la prima volta; voi lavorate per il cambiamento e glistati Unitivisaranno vicini in ogni passo di questo cammino. Sappiamo che le nostre società hanno maggiori probabilità di successo quando tutte le persone sono libere di vivere e pregare e amare come vogliono. I giorni delle interferenze e delle ingerenze degli Stati Uniti negli affari della regione sudamericana appartengono al passato». Questo è il punto cruciale: fine delle interferenze Usa. Obama chiude definitivamente una secolare strategia che ha determinato i rapporti ::: GLAUCO MAGGI NEW YORK Il Summit 2015 delle Americhe, in svolgimento in questo fine settimana a Panama, passerà alla storia come quello della stretta di mano tra ilpresidente Obama e il dittatore comunista Raul Castro, a suggello del disgelo nelle relazioni tra due Paesi che non si parlavano dal I due leader si sono accordati sulla cancellazione di Cuba dalla lista nera degli sponsor del terrorismo, e hanno avviato il processo perlo scambio degliambasciatori.i tempi e le modalità dell altra questione che sta a cuore ai Castro, ma anche agli operatori economici americani, ossia l eliminazione totale dell embargo economico, sono tecnicamente ancora da definire nel dettaglio,ma la decisione appare irreversibile. Politicamente, la rivoluzione obamiana della fine dell isolamento c era stata già Maduro consegna la petizione per la revoca dell embargo [An.] con l'america Latina nel segno della egemonia assoluta degli Usa. Una volontà spesso neo imperialista di egemonia, teorizzata dal presidente americano Monroe nel 1823 con la consegna «l'america agli americani», sempre interpretata nel senso dell'america sotto ilcontrollo e agliordini degli Stati Uniti. Una realtà che ha avuto i suoi momenti più drammatici nelle due crisi di Cuba: il tentativo di invasione americana nel 1961 alla Baia dei Porci e poi la crisi dei missilisovietici installati nell isola nel Il mondo, non va dimenticato, stava per cadere nei vortici apocalittici di una terza guerra mondiale tra Usa e Urss proprio a causa di quei missili sovietici incautamente accettati da Fidel Castro. Reso omaggio a Obama, va detto che resta il mistero sulle ragioni che hanno impedito, crollato nel 1991 l'impero sovietico di cui Cuba era satellite, la normalizzazione delle relazioni con Washington (non perseguita stranamente neanche da Bill Clinton). L'unica cosa evidente - e interessante - è che questo obbiettivo è stato finalmente raggiunto soprattutto grazie a una sotterranea e intelligente mediazione del papato, che iniziò colviaggio a Cuba di papa Wojtyla del 25 gennaio del 1998 e che è continuata con l'apporto cruciale di papa Francesco alle complesse trattative tra Obama e Raul Castro. Lo storico momento della stretta di mano tra il presidente cubano Raul Castro e quello americano Barack Obama [Ansa] Scricchiola il fronte dei duri e puri Barack convince pure gli americani Due su tre favorevoli alla riappacificazione. Un consenso così non lo vedeva da anni ::: LA SCHEDA RIVOLUZIONE Nel 1959 i rivoluzionari cubani cacciano il dittatore Fulgencio Batista. Nel 1962 inizia l embargo americano al governo di Fidel Castro CRISI MISSILISTICA Nell ottobre del 1962 Usa e Urss sono sull orlo della guerra dopo che Castro ha permesso a Mosca di piazzare missili nuclearisull isola. Nel 63 vengono vietati agli americani viaggi e operazioni finanziarie sull isola LEGGE DEMOCRATICA Nel 77 il presidente Jimmy Carter fa decadere il divieto di viaggi, ma con Ronald Reagan il divieto viene ripristinato e l embargo diventa più duro. Nel 1992 George H.W. Bush firma la legge democratica cubana, vietando alle società Usa di acquistare cibo cubano e medicine GIOVANNI PAOLO II Con Bill Clinton subentrano anche le sanzioni per le società straniere che fanno affari con Cuba, ma con Bush figlio viene ripristinata la possibilità di vendita e acquisto di cibo e medicine. Nel mezzo, nel 1998, la visita di GiovanniPaolo II GUANTANAMO Nel 2002 nella base cubana di Guantanamorimasta agli Usa viene istituito il carcere per i terroristi islamici. Cuba viene inserita da Bush nella lista dei Paesi terroristi RAUL E BARACK Nel 2008 si dimette Fidel per problemi di salute. Gli subentra il fratello Raul. L anno successivo entra in carica Barack Obama che dice che vuole aprire un dialogo con l isola comunista BENEDETTO XVI E RIFORME Nel 2012 la visita di Benedetto XVI all Avana. Raul dà il via a una serie di riforme per allentare la stretta della dittatura DISGELO Nel 2014 inizia il disgelo. Raul accetta l invito Ue per una serie di colloqui per ristabilire i legami. A dicembre Obama ordina l apertura dell ambasciata all Avana. Cuba esce dalla lista dei Paesi canaglia con l annuncio di dicembre e lo scambio di prigionieri. Il fatto che gli Usa abbiano avuto daigiornidifideledelche11presidenti democraticamente eletti alla Casa Bianca (Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter, Reagan, H.W.Bush,Clinton,G.W.Bush e Obama), mentre all Havana regni ancora oggi il fratello di Fidel con il suo partito unico, dice tutto sul diverso tasso di democrazia delle due nazioni. Ma la Storia è ricca di paradossi, e quello sudamericano consiste oggi in una riconciliazione diplomatica tra vecchi nemici che appare come un atto ineluttabile e giustificato. Barack lo ha fortemente perseguito per motivi ideologici, ma l ha fatto anche con il sostegno dimolti americaniche non la pensano come lui. Una ricerca dell Atlantic Council di febbraio aveva già segnalato che il 56% degli interpellati a livello nazionale è a favore della normalizzazione, e il numero sale al 63% tra gli adulti che vivono in Florida, e al 62% degli ispanici. Una settimana fa, addirittura, un altro sondaggio (Bendixen & Amandi International), limitato ai cubani-americani che sono tradizionalmente i più ostili al regime castrista, ha mostrato per la prima volta che la maggioranza è per voltare pagina: il 51% è d accordo con Obama, il 40% contrario. Soltanto nel dicembre scorso, nei giorni dell annuncio di Barack, i favorevoli erano il 44% e gli ostili il 48%. La mossa di Obama è anche una presa d atto della realtà politica dell intero continente centro-sud americano, dove la quasi totalità dei governi sono di sinistra, spesso di estrema sinistra, e tutti sostanzialmente pro Cuba. Non era il regime castrista ad essere isolato, insomma, ma la Casa Bianca. Arturo Maduro, il presidente venezuelano intimo dei Castro, appena arrivato apanama è andato a rendere omaggio aicaduti locali, vittime dell invasione dei marines Usa nel 1989,e ha condannato «la lunga storia di interferenza imperialistica» americana. Ha anche portato con sé una petizione con oltre un milione di firme per chiedere a Washington di eliminare le sanzioni economiche contro sette dirigenti politici venezuelani accusati di violazioni dei diritti umani. Obama, grazie ai punti conquistati con Raul, spera di smussare la polemica con ilvenezuela,e anche diriaggiustare pienamente i rapporti con la presidente brasiliana Dilma Rousseff, offesa per le intercettazioni telefoniche della NSA. Ad un convegno di Organizzazioni Non Governative ha fatto anche un autocritica. Il suo governo ha imparato le lezioni del passato, ha detto, promettendo di rispettare le differenze politiche nazionali. Ma ha promesso che continuerà a sostenere la causa di chi si batte per le libertà civili nel mondo. Citando Martin Luther King ha ricordato che l esperienza dei movimenti dei diritti civili negli Usa, ha mostrato l importanza delle azioni dei cittadini nell orientare l arco della morale verso la giustizia.

14 14 Domenica 12 aprile commenta su ATTUALITÀ Sprechi e burocrazia Crolla un altra autostrada La Sicilia è spaccata a metà In quattro mesi sono tre i viadotti danneggiati che hanno fatto chiudere intere tratte E tra Messina e Reggio Calabria un palo della luce tiene bloccato un elettrodotto ::: CLAUDIA OSMETTI Una strada squarciata. Una crepa larga qualche metro. Un enorme ferita nell asfalto. Si presenta così, da ieri, il km 61 dell autostrada A19, che collega Palermo a Catania. Già, perché proprio lì, tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, sono ceduti quattro piloni del viadotto Imera. Così nelle scorse ore il copione è stato di quelli oramai fin troppo noti: traffico bloccato per un giorno interno, e in entrambe le carreggiate, personale dell Anas sul posto, sopralluoghi per scongiurare il peggio. La causa di questo (ennesimo) incidente che ha coinvolto le opere pubbliche made in Sud? Una frana. Del 2005, però. Secondo i tecnici dell ente nazionale per le strade, infatti, quei piloni hanno ceduto perché investiti da un dissesto del terreno di dieci anni fa: eppure, grazie alle piogge che si sono abbattute in questi giorni su Caltavuturo e dintorni, una massa di materiale è scivolata verso il letto del fiume Imera (che sitrova lìvicino) e ha investito quel preciso sostegno autostradale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: uno squarcio di qualche metro sul manto autostradale e il traffico bloccato per ore. Fortunatamente nessuno si è fatto male. E dire che quello smottamento originario era anche stato oggetto di una specifica indagine geologica. Poi però «la Provincia non ha compiuto alcun intervento», racconta Domenico Giannpolo, assessore ai Lavori pubblicidicaltavuturo, uno dei paesi interessati. E ieri è successo l irreparabile. Ma non è la prima volta che la Sicilia si trova a fronteggiare simili situazioni. Anzi. A gennaio era toccato alviadotto Scorciavacche 2, sulla Palermo-Agrigento. Il taglio del nastro era avvenuto il 23 dicembre, a Capodanno era già tutto crollato: quando si dice (letteralmente) durare da Natale a Santo Stefano. ::: LA SCHEDA PALERMO-CATANIA Venerdì pomeriggio una frana ha incrinato quattro piloni del viadotto Imera lungo l autostrada Palermo-Catania provocando un forte spostamento della carreggiata in direzione di Palermo. Per questo motivo parte dell autostrada è stata chiusa. La Protezione civile al lavoro con i tecnici dell Anas parlano di una «situazione abbastanza delicata» ed è impossibile al momento stabilire i tempi per la riapertura dell asse viario coinvolto dal cedimento del terreno PALERMO-AGRIGENTO Il 1 gennaio 2015 il viadotto Scorciavacche 2, sulla Palermo- Agrigento, inaugurato soltanto una settimana prima (precisamente il 23 dicembre) è crollato. Metà carreggiata sprofondata e la statale è stata interrotta per circa un km. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma è stata aperta un inchiesta per crollo colposo. Il viadotto Scorciavacche 2 era costato ben 13 milioni di euro ELETTRODOTTO FERMO L elettrodotto Sorgente-Rizzìconi che collega Calabria e Sicilia è bloccato per un palo di alta tensione. Uno stop deciso dalla magistratura di Messina dopo la denuncia di un associazione ecologista secondo cui il pilone non sarebbe a norma secondo il Piano Paesistico adottato. E così, in attesa che tutta la pratica si sblocchi in un senso o nell altro, da un lato i messinesi vivranno a fianco delle vecchie linee elettriche che sfiorano le case, dall altro tutti gli italiani pagheranno una bolletta di 600 milioni di euro in più l anno a causa dell inefficienza della rete In quell occasione si era indignato anche il premier Matteo Renzi che aveva cinguettato via Twitter un lapidario: «Ho chiesto all Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto. #Finitalafesta». Di quell hashtag,perlaverità,nonsi èpiùsaputo molto,mapertutta risposta un paio di mesi dopo il disastro si è replicato. «Siè sviluppato un nuovo fenomeno progressivo di deformazione del rilevato di accesso al viadotto Scorciavacche 2, sulla variante alla Ss 121 Catanese, nell area sottoposta a sequestro probatorio della Prcoura di Termini Imerese», aveva fatto sapere l Anas. Della serie: bis. Come a dire che non c è il due senza il tre. Anche se questa volta senza cedimenti strutturali. Ma tant è: altra strada, altro palo. Succede infatti che a Saponara (Messina) a dare scandalo è un pilone della linea dell alta tensione, l elettrodotto Sorgente-Rizziconi, che collega (pardon, dovrebbe collegare) l isola siciliana con la Calabria. Il palo in questione è il numero 40, e alla magistratura messinese proprio non piace. Il palazzo di giustizia di via Cannizzaro ha infatti dato ragione a un associazione ecologista che lamentava incoerenze tra la pacifica esistenza di quel pilone e il Piano del paesaggio adottato dopo (sì, dopo) le autorizzazioni necessarie alla costruzione dell opera. ARTERIE INTERROTTE Sotto, il viadotto Imera lungo la Palermo-Catania, chiusa da ieri per il cedimento di 4 piloni investiti da una frana; il viadotto sulla Palermo-Agrigento, inaugurato il 23 dicembre e crollato dopo 7 giorni [Ansa] La conseguenza diquella decisione è un palo sotto sequestro da parte delle autorità e i lavori dell elettrodotto bloccati. Con buona pace dei messinesi costretti a sorbirsi decine divecchi tralicci e qualcosa come 87 km di altre linee elettriche. Poco importa, però, alle toghe di Messina: nel loro mirino per quella storia ci sono finiti proprio tutti. La società che sta costruendo l alta tensione, ma anche la Soprintendenza ai Beni culturali. LUCCA Scherzo tra colleghi Operaio uccide il suo caporeparto C è un risvolto tragico e beffardo nella spietata esecuzione di un caporeparto alla cartiera Lucart di Porcari, nel Lucchese. L assassino, operaio nello stesso stabilimento della vittima, sarebbe stato vittima di uno scherzo da parte dei colleghi. Massimo Donatini, il 43enne che ha sparato e poi ha confessato l omicidio, era ossessionato dal licenziamento. Aveva il terrore di perdere il lavoro e questa paura avrebbe raggiunto il culmine anche a causa dei discorsi di alcuni colleghi che lo avevano convinto di essere nel mirino del superiore, il 52enne Francesco Sodini. «Il capo ha fatto installare delle telecamere per tenerti d occhio», gli avrebbero detto, «così controlla ogni volta che usi il telefono cellulare in orario di lavoro. Ti può cacciare quando vuole». «Solo battute», si difendono ora gli autori della pessima trovata, eppure avrebbero contribuito a scatenare la follia omicida nella mente già fragile di Donatini. Secondo il Corriere fiorentino,laburla sarebbe stata reiterata perfino durante una cena di lavoro, dove l assassino si sarebbe convinto una volta di più che l altro gli voleva rovinare la vita e così meglio ammazzarlo e risolvere ogni problema. Donatini, dopo avere rubato la pistola del padre, ha percorso otto chilometri a piedi, all alba, dalla sua abitazione di Capannori fino a Lucca. Ha atteso che il capo uscisse da casa e poi gli ha scaricato addosso 13 colpi, tra la gente in strada che stava andando al lavoro e la moglie di Sodini affacciata alla finestra. Poi, sempre a piedi, è andato a costituirsi. «Non volevo essere licenziato», ha detto. Ma la Lucart non aveva avviato alcuna procedura di mobilità. Ieri a Lucca i funerali del caporeparto alla presenza di mille dipendenti dell azienda cartaria in cui lavorava da oltre 30 anni. B.B. Emergenza immigrazione In mille sbarcano dalla Libia: un morto A Verona espulsi due tunisini «pro Isis» Lo chiamano già, ironicamente, lo «sbarco dei mille». Ed è l ennesimo. Sono infatti 978 i migranti tratti in salvo venerdì dalla Guardia costiera e dalla Marina militare, in tre differenti operazioni di soccorso nel canale di Sicilia. Su uno dei barconi c'era anche un cadavere che è stato recuperato. Gli immigrati si trovavano in un tratto di mare a circa 30 miglia dalle coste libiche. Le richieste di soccorso sono giunte tramite telefono satellitare e in zona sono stati dirottatianche vari mercantili. Anche la Marina Militare ha partecipato alle operazioni di soccorso, raggiungendo uno dei barconi con il pattugliatore Orione, impegnato in vigilanza pesca, e prendendo a bordo 222 migranti, tra cui un cadavere, poi trasbordati sulle due unità della Guardia Costiera. E tutto questo mentre anche sulla costa pugliese, in particolare nella provincia di Lecce continuano a sbarcare migranti. Due le operazioni condotte, nella notte tra venerdì e sabato, da militari e unità aeronavali della Guardia di Finanza, che hanno anche arrestato due scafisti. «Le navi militari italiane stanno portando in Sicilia altri clandestini, raccolti a 30 miglia dalle coste della Libia. Renzi e Alfano continuano il«servizio taxi» per aiutare gli scafisti». Così ha commentato il fatto su Facebook Matteo Salvini. «Io le navi le userei per difendere i confini. Voi?», ha aggiunto il leader del Carroccio, rivolgendosi ai cittadini. Ed è sempre allarme terrorismo fondamentalista. Esaltavano le decapitazioni dell Isis ed erano in Italia, a Verona, in modo irregolare. Due fratelli tunisini, Jouini e Mohamed Ghazi, di 29 e 30 anni, sono statiespulsia seguito di un intenso lavoro di intelligence compiuto dalla Digos diverona e dalla procura antimafia di Venezia, che potrebbe avere ulteriori sviluppi nei prossimi giorni. «L impegno e il lavoro delle forze di polizia, integrato dal prezioso contributo delle agenzie di sicurezza, sono incessanti e si basano anche su rapporti di collaborazione internazionale, perché nessun Paese, oggi, può dirsi a rischio zero», ha dichiarato Angelino Alfano, ministro dell Interno, nell annunciare l espulsione. Ennesimo motivo di allarme: garantire la sicurezza per l Expo indebolirà i confini del Friuli Venezia Giulia, via possibile per gruppi terroristici. La denuncia arriva dal Suap, ilsindacato Autonomo di Polizia, che annuncia una riduzione di 16 unità nell organico della Polizia di frontiera di Tarvisio dirottate a Milano. C.MA.

15 ATTUALITÀ Domenica 12 aprile commenta su GARA DI SOLIDARIETÀ A MONTEROSSO Un drone per il convento Il convento dei frati cappuccini di Monterosso, luogo di bellezza rara ma purtroppo minacciato dalla fragilità del territorio costiero, è al centro di una gara di solidarietà volta a garantirgli un futuro. Dopo essere arrivato primo nella classifica dei «Luoghi del cuore», il convento è protagonista di un film girato col volo di un drone. Riprese mozzafiato mostrano bellezza e imponenza del posto da una prospettiva inedita, con l obiettivo di sensibilizzare i cittadini. ::: CLAUDIA CASIRAGHI Abbandonano le città, lasciano la macchina, stracciano gli abbonamenti a tram e metrò e smettono i vestiti formali. Si spogliano delle etichette professionali ed, entusiasti, corrono nei campi. A fare i braccianti. Niente ventiquattro ore, tra le mani stringono solo vanga e rastrello. Non sono matti, sono i wwoofer, gruppi di persone che, stanche del tran tran quotidiano, si riversano nelle campagne convinte che il ritorno all agricoltura sia la nuova frontiera del viver felici. Più o meno giovani, più o meno esperti, in cambio di un pasto caldo e un tetto sopra la testa accettano di spendere le proprie vacanze in fattorie altrui, pagando il «soggiorno» con la propria manodopera. Non girano soldi, non ci sono ambizione né competizione. Solo la voglia di «purificarsi» dagli orrori di cemento che col loro incedere mastodontico accompagnano le giornate cittadine. Partire è facile, decidere di tornare un po meno. Basta un iscrizione via Internet alsito di una quota annuale (25 Fuga dalle metropoli SCHIAVI E FELICI Fare i bracciantiin fattoria per giorni, ma senza paga È il «wwoofing»: ritrovare se stessi nel verde (e al verde) ::: LA SCHEDA IL FENOMENO Il Wwoof (World wide opportunities on organic farms) è un sistema che mette in contatto i progetti rurali naturali con i volontari disponibili a dare una mano nei campi, chiamati appunto wwoofer. In cambio le fattorie offrono cibo, un posto dove dormire e la possibilità di imparare uno stile vita «bio» LA NASCITA La comunità è nata in Inghilterra nel 1971 e si è diffusa in tutto il mondo GLI ITALIANI I wwoofer italiani sono soprattutto giovanissimi, in gran parte studenti universitari o neolaureati, anche se non manca qualche pensionato LE REGOLE Per diventare un wwoofer basta registrarsi a Wwoof Italia e versare una quota associativa che dura un anno (25 euro circa). Ad ogni socio viene inviata la lista delle fattorie disponibili euro che servono per coprire il costo dell assicurazione) e la voglia di abbracciare la pienezza della vita bucolica. Una vita che, chiarisce Claudio Pozzi, a capo dell associazione Wwoof Italia («World Wide Opportunities on Organic Farms»), non ha nulla di semplice:«si sentono raccontare storie di ragazze che arrivano con trolley e tacchi alti, legate ad una visione un po' troppo romantica della vita in campagna, come se stare a contatto con la natura voglia dire starsene su un'amaca - ha spiegato, intervistato dal blogger Gianni Carpini - La vita agricola invece è cruda: bisogna essere disponibili a sporcarsi le mani». Gli schizzinosi dunque non sono ammessi nella comunità dei Wwoof (nata in Inghilterra nel 1971), come non sono ammessi quanti pensano che il wwoofing sia un modo come un altro per strappare all ingenuità dei contadini una vacanza low cost. Magari pure internazionale. A fronte dell'iscrizione al Wwoof, è infatti possibile scegliere una meta, sia questa nazionale, europea o extraeuropea (Malesia, Nuova Zelanda). Le aziende agricole che hanno spalancato le porte a questi strani agroviaggiatori sono migliaia, 200 solo in Toscana,dove iwwoofer italiani concentrano la loro presenza giocandosi il tutto per tutto pur di riabilitare l'usurato detto del «Vattene a zappare». Perché a zappare loro ci vanno davvero. E pure felici. In barba a manicure e capelli in piega, sfidano il clima e la durezza del lavoro agricolo, improvvisandosi apicoltori, viticoltori, semplici braccianti. Poi tornano nelle loro case, portandosi dietro un ingente bagaglio di conoscenze che affondano le radici in uno stile di vita sano. Bio, se possibile. Il perché trovino tutto questo rilassante è un mistero: i covoni pesano, raccogliere mele non è come stare sdraiati in riva del mare, mungere una mucca ha i suoi rischi. La vita contadina, insomma, spossa e il rischio è che, al termine del soggiorno (la cui durata può variare dalle due settimane all anno), uno torni in città più stressato di prima, più insofferente diquando è partito.eppure i wwoofer sono migliaia: partono soli oppure in coppia, coi figli o dopo la laurea. Per imparare a seguire le linee guida della vita rurale o per incontrare nuove genti, assaporare nuovi universi e nuove culture.sono lavoratori, studenti, pensionatima anche adolescenti costretti dai propri genitori a imparare il valore dei soldi con il sudore della fronte. La propria, non quella altrui - almeno per una volta. GIOIELLI PERDUTI Sparito il tesoro milionario di Vacca Agusta È sparito il tesoro della della contessa Francesca Vacca Agusta, morta l 8 gennaio 2001 precipitando in mare davanti casa, Villa Altachiara, a Portofino. Perle, brillanti, zaffiri, smeraldi potrebbero essere stati rubati durante un furto avvenuto a Rapallo lo scorso dicembre, nella casa di un amico di Maurizio Raggio, ex compagno della nobildonna: Raggio avrebbe affidato i gioielli all amico, poi derubato, per evitare un pignoramento da parte dell Agenzia delle Entrate. Comportamento che poi lo ha messo nei guai: Raggio è stato infatti indagato dalla procura di Genova per «avere eluso il recupero di tributi da parte del fisco». La vicenda fiscale risale al 2008 e in questi giorni il magistrato ne ha chiesto l archiviazione. «Raggio», ha detto il suo legale, Pasquale Tonani «ha sempre detto che quei gioielli erano suoi e non appartenevano alla contessa. E, visto che doveva partire per il Messico,non si fidava di lasciarli in una cassetta di sicurezza». Non si sa, alla fine, se quei gioielli fossero di Raggio, come ha sempre sostenuto lui, o della contessa Francesca Vacca Agusta, certo è che sono spariti e nessuno pare sapere dove siano finiti. Intanto la storia del tesoro della contessa continua ad alimentare un mistero che va avanti da anni. Nel 2011 la procura di Chiavari aveva avviato un inchiesta proprio per cercare il tesoro della donna. L indagine era partita dopo un intervista rilasciata da Rocio Zaldivar, la moglie messicana di Maurizio Raggio, che aveva raccontato di aver nascosto i gioielli nei pressi della piscina della villa, su suggerimento del marito. Dal 30 aprile in tutta Italia Cento giorni di goduria per il palato con «Gelato festival» Il 4 ottobre, al termine della manifestazione, verrà decretato il miglior gelatiere d Europa 2015 [Fotogramma] Godereccio, itinerante. Persino internazionale. Tra coni e coppette, maître e aspiranti professionisti, torna in Italia il Gelato Festival, quel palcoscenico dal sapore artigianale che, nel mondo, ha fama di essere il miglior appuntamento mai dedicato al gelato made in Italy. Un eccellenza che dal prossimo 30 aprile, per cento giorni o poco meno, tornerà a farla da padrona, da Milano a Palermo,daTorino adamsterdam.giunto ormai alla sua sesta edizione, il festival che unisce abilità tecniche e lussuria prenderà il via, come di consueto, da Firenze, città che nel 2010 ha visto la nascita della manifestazione, e nel 1531 quella di Bernardo Buontalenti - universalmente riconosciuto come l inventore della pallina dolce al gusto di frutta. Per quanto infatti il Buontalenti non fosse che uno scultore, egli aveva la passione della cucina. Passione che, secoli più tardi, gli è valsa un omaggio tecnologico, un laboratorio mobile da gelateria che, oggi, costituisce uno dei principali supporti del Gelato Festival. Nonché una delle sue più curiose attrazioni. Sul Buontalenti - così è stato battezzato il truck - si muovono i maestri gelatieri, maghi capaci di creare creme dal sapore perfetto. Qui, sulla piattaforma mobile, i maestri creano, i maestri si sfidano, dando vita a scenaritanto inconsueti quanto affascinanti. Specie per il pubblico che, a fronte di un ingresso gratuito, può stuzzicare qua e là, pagando di volta in volta o acquistando preventivamente la «Gelato Card»: tesserino delvalore di5 euro che non solo permette di riempirsi la bocca con cinque diverse coppette, ma che, dopo gli assaggi, regala al possessore il diritto di votare per il maître più bravo, catapultandolo così nel bel mezzo della sfida per accaparrarsi il titolo di «Miglior gelatiere d'europa 2015». E ce ne sarà da assaggiare prima del4 ottobre, giorno in cui, di ritorno a Firenze, il Festival decreterà il vincitore. Colui che meglio avrà saputo seguire i dettami della kermesse, spiegati dall ideatore Gabriele Poli: «Quest'anno, protagonista assoluto del Gelato Festival sarà il territorio - spiega - In ogni tappa si esprimeranno i migliori maestri gelatieri della città in gara per creare gusti originali partendo dalla tradizione gastronomica di ciascuna zona». Qualità allora,tracciabilità e km 0 le parole chiavi di un'edizione che, tra sapori stravaganti(pomodoro pachino, parmigiano ecc.) e gusti intramontabili, toccherà Milano dal 28 maggio al 7 giugno, accostandosi alle iniziative promosse da Expo Senza, però, volontà di competere. L esposizione internazionale sarà pretesto per spingersi oltre i limiti del noto, dando modo agli chef che dirigono Gelato Festival, Antonio Mezzalira e Giorgio Zanatta, di creare qualcosa di unico. Un gusto «Expo», fatto di fruttaeacquaecoloratodeicolori del marchio. C. CAS.

16 16 Domenica 12 aprile 2015

17 ::: Commento Con il divieto di importare Ogm l Italia si prepara al suicidio ::: DAVIDE GIACALONE Dopo il suicidio Ogm, agricolo e scientifico, si prepara quello degli allevamenti. L Italia del pregiudizio s appresta a pregiudicare una vitale catena produttiva. L alternativa al suicidio consiste nella più ridicola delle incoerenze. Alla fine di questa storia ci ritroveremo ad avere geneticamente modificato, e cancellato, la ragionevolezza. Il trionfo della paura irrazionale e della regressione antiscientifica si ebbe durante la presidenza italiana dell Unione europea, quando i nostri ministri dell agricoltura, della sanità e dell ambiente tornarono felici e annunciarono di avere affondato, in un sol colpo, sia l idea stessa di Ue che la nostra ricerca scientifica e produzione agricola. Risultato che avevano colto suggerendo e ottenendo che ciascuno Stato potesse continuare a proibire (sebbene in via temporanea) la coltivazione degli Ogm (organismi geneticamente modificati) nei propri campi. A quel punto andava a farsi benedire il pilastro giuridico del mercato comune, ovvero che ciascun cittadino europeo può competere con gli altri, a parità di diritti. Da noi è proibito quel che altrove è consento. La proibizione in sé è totalmente illegittima, quindi passibile di condanna davanti alla Corte di giustizia. La sua temporaneità è il trucco per renderla possibile. LE CONSEGUENZE Ricordo che: a. buona parte della ricerca scientificaogm è madein Italy,sicché l ordalia superstiziosa costringe i migliori cervelli a emigrare; b. i nostri allevamenti consumano, al 90%, soia e mais Ogm, ma d importazione. Risultato: mangiamo Ogm ogni giorno, ma non possiamo produrli e non è conveniente neanche tenere in Italia i laboratori di ricerca, visto che non c è mercato. OralaCommissioneeuropea s appresta a un passo avanti, verso il baratro: così come ciascun Paese può proibire la coltivazione potrà anche proibirne l importazione. E qui si apre un bivio, che sarebbe ridicolo se non fosse tragico: o, coerentemente, proibiamo anche l importazione, nel qual caso non ci si saranno più mangimi nei nostri allevamenti, o dovremo importarne di così costosi da mettere le nostre produzioni fuori mercato; oppure, incoerentemente, stabiliremo che si può importare quel che non si può produrre, continuando a prendere in giro noi stessi e a far finta che, così, non si mettano gli Ogm nel piatto degli italiani. L INCOERENZA Delresto, perché mai abbiamo proibito la coltivazione? Perché pericolosa? In questo caso non dovremmo certo agevolare chi quel pericolo lo pratica in73milionidiettaristatunitensi, 42 brasiliani, 24 argentini e 12 indiani (solo percitare le più diffuse coltivazioni). Né possiamo consentire che, mangiando quella roba, le carni che poi commerciamo riconsegnino il pericolo ai consumatori. Siccome, però, non sapremmo come altro fare, ecco che siamo prossimi alla fine della filiera degli allevamenti. Se, invece, proibiamo la cosa solo perché non abbiamo l onestà e il coraggio di dire l ovvio, ovvero che gli Ogm non solo sono diffusi ovunque, non solo li consumiamo massicciamente, ma non presentano alcun pericolo, se proibiamo solo per seguire la gnagnera insulsa del falso biologico e del falso naturale (non c è nulla,fra le cose che mangiamo, che sia tale e quale la natura creò, nulla), allora dovremo sopravvivere grazie all incoerenza. Alternativa piuttosto triste,cui sigiunge dopo ilfestival dell ignoranza e della superstizione. Gran risultato per chi, come noi, nell innovazione e nella qualità alimentare dovrebbe avere fonti di orgoglio e ricchezza. Non di risibile miseria culturale ed economica. Verso la trasformazione in spa Alla PopVicenza finisce a insulti CariVerona sale sul Banco (e Bpm) Dopo il taglio del prezzo delle azioni la banca vicentina chiede un altro aumento ai soci: fischi e spintoni. Zonin verso l uscita. E nasce l asse veronese attorno a Saviotti: obiettivo PopMilano ::: NINO SUNSERI Le banche popolari celebranoleloroultimeassemblee con la vecchia governance: Milano, Vicenza, Credito Valtellinese e il Banco a Novara hanno riunito ieri i soci per l approvazione deibilanci.poca attenzione al passato, però, e grande concentrazione alfuturo. Già nelle prossime settimane comincerà il balletto delle aggregazioni che sta incendiando la Borsa. Ma le novità sono già arrivate ieri. L abolizione del voto capitario (una testa un voto) ha già fatto la prima vittima illustre. Dopo quasi vent anni Gianni Zonin annuncia che lascerà la guida della Banca Popolare di Vicenza. La comunicazione altermine diun assemblea infuocata nel corso della quale molti dei azionisti intervenuti (3.855 con le deleghe) non hanno mancato di far sentire il loro dissenso per le ultime scelte del consiglio d amministrazione: il taglio del 23% del prezzo delle azioni (da 62,5 a 48 euro) e la comunicazione, arrivata dall amministratore delegato Samuele Sorato che, dopo il cambio di governance sarà necessario un altro aumento di capitale. Servirà a rafforzare il patrimonio in vista delle inevitabili nozze (lo sguardo è sempre rivolto a Veneto Banca). Furibondi i soci che da mesi cercavano di vendere le loro azioni senza riuscirci. La perdita potenziale si avvicina a 1,2 miliardi e questo spiega la furia di molti interventi. L abbattimento di valore è stato comunque approvato dai soci. In mancanza - come ha spiegato Zonin in risposta a un piccolo azionista - «il sovrapprezzo sarebbe rimasto non determinato, con il risultato che il valore dell azione sarebbe stato fissato al nominale,vale a dire 3,75 euro,fino alla prossima assemblea del 2016». Va detto a questo proposito che Bpvi sta accelerando i tempi per una soluzione. «Presto daremo ai nostri soci la possibilità di scambiare i titoli su nuova piattaforma gestita da una banca specializzata», ha dichiarato Sorato. «Ci sarà un asta almese, con un oscillazione massima consentita del5% alrialzo e alribasso e Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza [Fotogramma] un floor del 20%». Se questo meccanismo non darà i frutti sperati, ha aggiunto Zonin, «l ultima opzione rimane la Borsa». Molto più tranquilla l atmosfera nelle altre assemblee. Pierfrancesco Saviotti, amministratore delegato del Banco ha ribadito il suo desiderio di sposarsi con Bpm ma al momento, senza riscontro. Ad oggi,piazza Meda non ha nominato advisor per le operazioni strategiche e ritiene «difficile» un aggregazione con una banca straniera ma «ci piacerebbe - spiega l amministratore delegato Giuseppe Castagna - essere parte diun progetto che crei una banca importante, con base a Milano». In ogni Saviotti è «fiducioso sull inizio diun periodo divacche grasse». Incassa l appoggio di Cariverona. Il vice presidente della Fondazione, GiovanniSala è intervenuto all assemblea per annunciare che l ente è pronto a investire nel Banco Popolare per garantire la «stabilità» dell azionariato durante il processo di trasformazione in spa. Quando era in Unicredit Nessuna truffa su Brontos Profumo assolto a Roma Mentre si avvicina l assemblea chiave di Mps, fissata per la prossima settimana, dove verrà proposto il nuovo aumento di capitale da tre miliardi, il numero uno della banca senese Alessandro Profumo si alleggerisce di un peso giudiziario nato quando era alla guida di Unicredit. Nelle scorse settimane infatti il Gup di Roma ha prosciolto dalle accuse, con la formula perché «il fatto non sussiste», l ex ad di Unicredit, Profumo, e altri 19 per una presunta frode fiscale da 245 milioni. Secondo l accusa, la frode sarebbe avvenuta tra con Alessandro Profumo [LP] un operazione finanziaria chiamata Brontos. Tra i prosciolti 16 manager Unicredit e 3 Barclays. Per la Procura le due banche avrebbero effettuato operazioni con società inglesie lussemburghesi, mascherando gli utili e facendoli figurare come dividendi. Nel 2011, ai tempi dell avvio delle indagini, Libero ha titolato «Profumo di frode» l articolo dedicato alla vicenda. Oggi, alla luce della decisione del Gup, prendiamo atto che la vicenda non ha alcuna rilevanza giudiziaria.

18 18 Domenica 12 aprile commenta su A tu per tu di MATTIAS MAINIERO ::: lelettere Le lettere via vanno inviate sottolineando nell oggetto: lettere. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno Milano, via fax al n AMatera solo stranieri e sassi Egregio Mainiero, sono a Matera. La città è stupenda. È stata nominata città della cultura per il Però pochissimi italiani sono al corrente delle sue bellezze. Ho incontrato moltissimi turisti europei e soprattutto americani, ma pochi connazionali. Colpevole è la mancanza di comunicazione di cui soffriamo tutti in Italia. Siamo, forse in assoluto, il Paese più ricco di storia, di monumenti e di bellezze al mondo, ma non riusciamo a sfruttarne i vantaggi rispetto ad altripaesiche hanno investito e scommesso tutto nell arte di comunicare. Emiliano Pozza Matera *** Se la colpa fosse di una comunicazione sbagliata o insufficiente o assente, caro Pozza, lei sarebbe a Matera e vedrebbe solo i sassi. Nessun nostro connazionale, nessun europeo e nessun americano: Matera senza turisti. Invece gli stranieri ci sono. E da chi hanno saputo di Matera? Immagino non da una campagna pubblicitaria partita da New York e rivolta ai cittadini americani. Lo hanno saputo perché Matera è nota in tutto il mondo, perché i giornali, italiani e stranieri, ne parlano e perché alcune agenzie di viaggi propongono ai loro clienti, oltre al classico tour veneziano, anche visite a Matera. Ma gli italiani preferiscono andare altrove. Perché se un italiano va a Matera, torna a casa e dice al vicino o al collega di ufficio o all amico che è stato a Matera, l altro lo guarda, fa una faccia strana e forse addirittura gli chiede come mai ha scelto proprio Matera. Noi siamo quelli delle Maldive o di Ibiza. Visitiamo il Metropolitan Museum e forse non siamo mai entrati nei Musei Vaticani. Siamo esterofili, perché Londra ci rende più chic e New York timbra il nostro successo. E a Matera solo in pochi pensano di andare.poi,vistiicollegamenti tra Matera e il resto d Italia, anche quei pochi finiscono per cambiare idea. Siamo anche pigri, caro mio. Solo Parigi e Madrid riescono a smuoverci. Non le dico poi Città del Capo: per fare bella figura è praticamente dietro l angolo. Il provincialismo si vede anche da questo. [Fotogramma] www. segui la rubrica anche su SPARI IN TRIBUNALE/1 Quel sentimento di vendetta Condanno in modo assoluto la saloon western giustizia dell imprenditore fallito. Più in generale però la crisi ha causato molte vittime, dall imprenditore o disoccupato che si è suicidato a manifestazioni di protestapiù o meno eclatanti.igiudici e gli avvocati (categorie molto privilegiate), i giudici sopra tutti a volte (è capitato anche a me) assumono una posizione dominante e provocatoria nei confronti degli imputati. Ciò irrita non poco e ognuno dentro matura una sofferenza tale che puòsfociareinalterazionidel comportamento. A volte solo offese o imprecazioni varie, altre, anche peggiori. Chi si sente perseguitato diventa debole e, incapace di far valere la propria ragione, macina dentro un sentimento vendicativo, siamo fattidicarne ed ossa.non perquesto si deve uccidere, sia chiaro, ma nemmeno porsi come giudicanti impettiti ed estremamente severi. Adolfo Somarolini Treviso SPARI IN TRIBUNALE/2 C è bisogno di sveltire la giustizia Dopo il grave fatto accaduto nel tribunale di Milano i giudici e gli avvocati sbagliano a fare i «piangina», è assurdo barricarsi dietro un evento straordinario in cui un «pazzo» ha sfogato la sua lugubre vendetta dicendo di essere sotto attacco. I giudici e gli avvocati dovrebbero invece mobilitarsi per snellire il carrozzone della giustizia italiana dove processi e sentenze si allungano più per scopo di lucro che per la complessità degli stessi reati. Rimo Dal Toso Padova DIRETTORE RESPONSABILE Maurizio Belpietro VICE DIRETTORI Massimo de Manzoni (vicario) - Franco Bechis Fausto Carioti - Pietro Senaldi DIRETTORE GENERALE Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO e AMMINISTRAZIONE Viale L. Majno, Telefono: Fax: REDAZIONE ROMA Via Trinità dei Pellegrini, Telefono: Fax: SPARI IN TRIBUNALE/3 Macchina foto fuori pistola dentro Qualche tempo fa sono andato al Palazzo di Giustizia di Milano entrando da corso di Porta Vittoria. Passo il metal detector che consente di accedere al grande salone, dove devo ritirare un certificato. La guardia giurata presente mi chiede se quella nello zainetto è una macchina fotografica. Rispondo affermativamente e la guardia giurata mi dice che non posso introdurre la macchina fotografica nelpalazzo di Giustizia. Rimango un po sorpreso e chiedo se me la può conservare, mentre vado a pochi passi di distanza per ritirare il certificato. La risposta è stata negativa e lascio perdere su come ho risolto il problema (nulla di illegale, eh!). Ma mi sono chiesto perché una piccola macchina fotografica non potesse essere introdotta nel Palazzo di Giustizia, mentre smartphone e tablet, che possono fare fotografie e filmati, entravano a piacimento. Ho pensato all applicazione di qualche arcaico regolamento, un po ad una farsa. Poi, c è stata la tragedia di giovedì con tre morti ad evidenziare un sistema di sicurezza, che non fa entrare la macchine fotografiche da una porta, mentre le pistole entrano dall altra. Walter Cherubini e.mail SPARI IN TRIBUNALE/4 Misure di sicurezza: è consentito ometterle? Circa un anno fa, per citare un caso, venivano condannati i manager della Thyssen per «omesse misure di sicurezza» nello stabilimento di Terni. Ora apprendiamo che al tribunale di Milano i controlli sulla sicurezza sono carentie che un metal detector posto ad uno degli ingressi è fuori servizio da molti mesi. A questo punto si pongono alcune domande :tuttiimagistrati del tribunale di Milano «possono non sapere»o non sono tenuti ad alcuna azione, obbligatoria o meno,penale o meno? Ossia in questo tribunale è consentito omettere le misure di sicurezza? Lorenzo Minini e.mail POLITICA La soluzione è il presidenzialismo Questa politica italiana va buttata via. I politici che abbiamo non risolvono nulla all interno delloro mondo perché non vogliono rinunciare ai loro vantaggi, ai loro privilegi, ai loro collaboratori. Per cambiare il tutto è necessario che entri uno dall esterno. La soluzione quindi è il presidenzialismo, cioè uno solo, votato per quattro o cinque anni, deve decidere e comandare su tutto, poise è stato positivo lo rivotiamo, se al contrario, si voterà un altro. Inoltre, valutando chi sia il Paese migliorealmondo(permelasvizzera), una grande soluzione può essere la copiatura totale di quelpaese. E la Chiesa non faccia politica, resti nelmondo spirituale. Lino Peres Udine QUOTE SUPERENALOTTO Nessun 6 (jackpot ,26) Nessun 5+1 Ai 6 5 vanno ,13 Ai vanno 358,46 Ai vanno 17,69. QUOTE SUPERSTAR Nessun 5 stella Ai 5 4 stella vanno ,00 Ai stella vanno 1.769,00 Ai stella vanno 100,00 Ai stella vanno 10,00 Ai stella vanno 5,00. Montepremi: ,08 DISTRIBUTORE PER L ITALIA E L ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA LITOSUD SRL - Via Aldo Moro 2- Pessano con Bornago (MI) LITOSUD SRL - Via Carlo Pesenti Roma L UNIONE SARDA S.p.A. Centro stampa - Via Omodeo, Elmas (CA) S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 nº 88 anno L Registrazione nº 8/64 del 22/12/ Tribunale di Bolzano LOTTO Estrazione dell 11/04/2015 BARI CAGLIARI FIRENZE GENOVA MILANO NAPOLI PALERMO ROMA TORINO VENEZIA NAZIONALE eLOTTO N. oro SUPERENALOTTO La combinazione vincente Numero jolly: 3 Numero SuperStar: 19 RENZI/1 Chi fermerà magic Matteo Magic Renzi sempre più stupefacente.risana i conti dello Stato senza aumentare le tasse ma anche senza tagliare le spese. Aumenta l occupazione senza che aumenti la produzione, la ricchezza e il Pil. Ha tirato fuori dal cilindro un tesoretto di quasi due milioni di euro da distribuire per vincere anche le elezioni regionali. Bersani, Fassina e pure Pippo Civati gli fanno un baffo e aumentano le personepronteasaliresulsuocarro vincente. Chi potrà mai fermarlo? L unica speranza è trovare da qualche parte del globo terracqueo un pezzetto di kriptonite. Rudi Vido e.mail RENZI/2 Il benefattore a tempo elettorale Il presidente Renzi, può essere definito il «benefattore» a tempo... elettorale! È accaduto con ilbonusdiottanta euro in occasione delle elezioni europee dello scorso anno, ci riprova con il«tesoretto» di oggiin occasione di quelle regionali del prossimo mese! Pasquale Mirante Sessa Aurunca (Ce) RENZI/3 Un suggerimento al premier Per l utilizzazione di quel miliardo e mezzo, ottenuto anche falcidiando la miserrima pensione di mia moglie e quella mia già insufficiente di per sé, suggerirei a Renzi di diminuire il debito pubblico che invece continua ad aumentare. Edoardo Simondi Torre Pellice (To) PARTITE IVA Il segno meno colpa delle tasse? Nel mese di febbraio % partite Iva... forse la tassazione al 70% è la ragione?? Sergio Vestri e.mail CAMPI NOMADI/1 Su Salvini la Chiesa dovrebbe tacere Che la Boldrini abbia voluto distorcere disonestamente l esternazione di Salvini a proposito della bonifica dei campi degli zingari non mi stupisce, ma che anche la Chiesa, che in un passato non tanto remoto, ne ha mandati al rogo non pochi si unisca al coro, mi pare più scorretto. I preti farebbero meglio a pensare aicristiani massacrati in varie parti del mondo. Il termine «zingaro» non racchiude una valenza spregiativa, EDITORIALE LIBERO S.r.l. SEDE LEGALE: Viale Luigi Majno, Milano CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Carlo Lancella - Stefano Cecchetti CERTIFICATO N DEL09/02/2015 ISSN La tiratura di domenica 12 aprile 2015 è di copie

19 @ 19 Domenica 12 aprile 2015 commenta su Filo diretto con Maurizio Belpietro vai su e clicca Su Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Caro Giordano, come pensa che finirà l Expo? Ne abbiamo già viste troppe per avere un minimo di fiducia. È da pessimista dire che tutte queste splendide costruzioni che sono costate un patrimonio andranno in malora? È da pessimista dire che verranno occupate dagli zingari? E, infine, è da pessimista dire che diventerà una mastodontica centrale per lo spaccio della droga? Giordano Citterio e.mail Non lo so, amico mio. Ho fatto voto di non Posta prioritaria DI MARIO GIORDANO I grandi eventi servono a rubare parlare più dell Expo, in questo periodo, perché come ho avuto modo di scrivere, a pochi giorni dal via dobbiamo solo incrociare le dita e augurarci che riesca ad aprire, magari con il Padiglione Italia in piedi. Altrimenti la figuraccia internazionale, già ben avviata a suon di tangenti e ritardi, sarebbe epocale. Per quanto riguarda il dopo, non c è molto da sperare, visti i precedenti da Italia 90 alle Olimpiadi di Torino (ricordo che il villaggio olimpico sotto la Mole, occupato da stranieri, è diventato uno dei principali centri di spaccio della città). Non sto a rifare l elenco delle strutture legate alle grandi opere, che sono state dismesse e abbandonate, diventate covo di tossici e di rom, perché l abbiamo fatto più volte. Se vuole, caro Giordano, è a disposizione: l unica consolazione, forse, è che le strutture dell Expo di Milano, essendo all incirca di cartapesta e tirate su alla carlona, forse crolleranno prima che gli zingari possano occuparle. Nel frattempo non smetto di domandarmi per quale motivo questo Paese, che pure ha le più grandi bellezze del mondo, deve sempre ricorrere agli eventi speciali per sperare di attirare turisti Leggevo in questi giorni l interessante pamphlet del collega Lorenzo Salvia (Resort Italia), che le consiglio, e fra tutti i dati e i fatti che mette in fila, mi ha colpito il confronto tra Pippi Calzelunghe e Pinocchio. Pinocchio è più conosciuto di Pippi Calzelunghe, la sua storia è più bella, Walt Disney ci ha fatto un film, il clima italiano inoltre è meglio di quello svedese, del cibo non parliamo, il parco di Pippi CalzelunghestaaVimmerbyinapertacampagna nordica, quello di Pinocchio a Collodi a 60 chilometri da Firenze e da Pisa. Eppure il parco di Pippi Calzelunghe, aperto solo da aprile a ottobre, fa 450mila visitatori. Quello di Collodi, aperto tutto l anno, ne fa appena 120mila. In effetti è di una tristezza unica. E allora perché non far funzionare le cose che ci sono anziché correre dietro ai grandi eventi? La risposta la conosce già, caro amico: i grandi eventi servono. Al turismo? Ad avere strutture efficienti? Al Paese? Macché: servono a rubare. NORD: Tempo buono con cieli poco o parzialmente nuvolosi; solo qualche isolato disturbo diurno su Appennino ed Alpi. Temperature in nuovo rialzo. CENTRO: Tempo ancora discreto con al più il transito di velature e stratificazioni nonché qualche fenomeno diurno in Appennino. Temperature stabili. SUD: Alta pressione e condizioni di bel tempo prevalente su tutti i settori, seppur con velature o stratificazioni in transito. Temperature stazionarie. comprende vari gruppi (rom, sinti, gitanos, mammush, boemi, atzigan ecc.) di un popolo nomade che nel XII secolo dall India del Nord emigrò verso l Europa. Maura Romano e.mail CAMPI NOMADI/2 Gli ultimi siamo noi Sua eccellenza la presidenta del Parlamento, sempre in prima fila a difesa dei cosìdetti ultimi, ha definito inaccettabile il termine di radere al suolo i campi rom recentemente espresso da Matteo Salvini. Sembra evidente, per la signora in questione, la preoccupazione che la eventualità di tale realizzazione possa in qualche modo danneggiare i fruitori di tali campi. È evidente, infatti, che il tentativo di legalizzare ed equiparare i nomadi agli altri cittadini possa in qualche modo correre il rischio di portarli a vivere come moltissimi italiani indigenti che, privi delle tutele che vengono concesse ai rom, oggi possiamo considerare veramente gli ultimi. Daniele Rossato Cornaredo ZINGARI/1 Certe vie dovrebbero cambiare nome... Come la mettiamo dato che a Roma nel rione 1 Monti esistono via deglizingari e piazza degli Zingari? Cambiamo nome? Che buffonate! Salvini pensaci tu. Giulio Alterini e.mail ZINGARI/2 Il termine non è un insulto A Matteo Salvini è stata bloccata la pagina di Facebook per averci scritto la parola zingari. Ma leggendo ildizionario on-line della Treccani si scopre che dicesi zingaro un individuo appartenente al gruppo etnico deglizingari, che, dalla propria sede originaria nell India nordoccidentale, si diffuse tra il 10 e il 16 sec. in Europa e nell Africa settentrionale conservando le tradizioni di vita nomade in carri e accampamenti, e di attività non fisse come il commercio di cavalli, la lavorazione e riparazione di oggetti di rame, la musica ambulante, la chiromanzia e l accattonaggio. Zingaro non è quindi un insulto! Roberto Nuara Monza RAGAZZINE ROM Il razzismo verso gli italiani Ma davvero siamo convinti d essere razzisti? Ascoltando le due zingarelle, rom o come volete chiamarle, non ci siamo accorti che il loro pensiero e il loro comportamento sono completamente razzisti? Considerano le vecchiette qualcosa da depredare fino a provocarne la morte, atteggiamento questo tipicamente razzista dei ladri, bulli e truffatori più abbietti, che predano in generale gli esseri più deboli: anziani, donne ed handicappati. Adesso sono diventati gli italiani la razza inferiore da colonizzare con la prevaricazione, la facile preda da spogliare degliaveri e della sicurezza di una tranquilla esistenza nel proprio Paese. Piera Murgia Milano COOPERATIVE SOCIALI Un fenomeno da indagare Il fenomeno delle cooperative sociali, contrariamente a tutto il resto, è in perenne fioritura. Forse sarebbe ilcaso che le modalità di funzionamento delle stesse venissero rese più trasparenti. Interessante sarebbe conoscere, ad esempio, i criteri di selezione del personale dipendente che spesso non è socio, il regime fiscale, l ammontare deglieventuali finanziamenti pubblici, italici ed europei, erogati per il loro sostentamento, gli altrettanto eventuali legami con enti di natura politica o religiosa e altre curiosità del genere. Così, giusto per sapere qualcosa in più distrutture che,in un Italia sempre più incline al giochetto sporco, potrebbero diventare (ipotesi tra le più cattive) fucine di scambi di favori tra politica e mondo del lavoro. Maria Cerbelli e.mail NORD: Ben soleggiato su tutte le regioni ma con instabilità in aumento a partire dal Triveneto nelle ore serali. Temperature in deciso rialzo. CENTRO: Continua la condizione di alta pressione e bel tempo ovunque salvo locali lievi annuvolamenti lungo la dorsale. Temperature stabili o in lieve aumento. SUD: Ancora una giornata con cieli sereni o poco nuvolosi su tutti i settori. Qualche lieve foschia su bassa Puglia. Temperature stazionarie o in ascesa. Mari calmi o poco mossi. NORD: Poco o parzialmente nuvoloso in riviera ligure e sulle Alpi centrali, nubi sparse con ampie schiarite sulle pianure lombardo-piemontesi. Maggiore instabilità ad Est. CENTRO: Cieli sereni o poco nuvolosi sui settori tirrenici. Più instabile su dorsale e Umbria con piogge sparse. Cieli coperti con piogge e rovesci sui settori adriatici. SUD: L alta pressione continua ad interessare tutte le regioni. Cieli più sereni sui settori tirrenici. Maggiore nuvolosità con locali rovesci su medio-alta Puglia. Mari calmi. PUBBLICITÀ NAZIONALE Direzione Generale: Via Monte Rosa, Milano Tel /3837/ Fax Per le filiali di competenza territoriale: www. system24. ilsole24ore.com PUBBLICITÀ LOCALE Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B Assago (Milano) Tel /640 - PUBBLICITÀ ONLINE Via Monte Rosa, Milano Tel Fax www. websystem. ilsole24ore. com Abbonamenti nazionali 12 mesi: 6 giorni mesi: 6 giorni mesi: 6 giorni mesi: 5 giorni mesi: 5 giorni mesi: 5 giorni mesi: 4 giorni mesi: 4 giorni mesi: 4 giorni Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. Viale L. Majno, Milano Modalità di pagamento: versamento su C/C Postale n Bonifico banc. Unicredit s.p.a. Largo Angelo Fochetti 16, Roma IBAN: IT43B Per l attivazione si prega di inviare i dati precisi dell intestatario dell abbonamento, unitamente alla ricevuta del versamento effettuato, al Fax Ufficio Abbonamenti e arretrati del quotidiano: Tel Orario: (dal lunedì al venerdì) Arretrati del solo quotidiano: disponibili, salvo esaurimento scorte, le copie dell ultimo anno. 3,00 cad. con richiesta scritta, accompagnata dall importo in valori bollati, indirizzata a Libero - Uff. Arretrati - Viale L. Majno, Milano Temperature previste oggi MIN MAX ANCONA AOSTA BARI BOLOGNA CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA FIUMICINO TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA MIN MAX

20 20 Domenica 12aprile2015 SPECIALI QUOTIDIANO A causa delle mestruazioni dolorose le donne perdono un giorno al mese di lavoro Dolore femminile, problema mensile che costa anche in giornate di lavoro MARTINA BOSSI Non è solo un fastidio fisico, è anche un danno economico: il dolore pelvico nella settimana delle mestruazioni comporta una perdita di produttività lavorativa di circa 10 ore. Lo conferma uno studio - The effect of premenstrual symptoms on activities of daily life - condotto su circa 1500 donne in 10 Paesi, Italia compresa, presentato a Milano nel corso della tavola rotonda Donne che soffrono troppo: la gestione del dolore nella vita femminile organizzata dalla Sipgo, Società Italiana per la Psicosomatica in Ginecologia e Ostetricia in collaborazione con Effik. La compromissione della performance lavorativa riguarda soprattutto le donne affette da endometriosi, patologia che mette a rischio sia la fertilità futura che la qualità di vita. In 3 casi su 10 il dolore mestruale, che si manifesta in circa la metà delle donne in età fertile, soprattutto se giovani e soggette a flussi mestruali abbondanti, ha effetti deleteri sui risultati scolastici e lavorativi. Inoltre, se il dolore mestruale si associa alla sindrome premestruale - quadro sintomatologico complesso che si presenta ciclicamente nei giorni precedenti la mestruazione - sale al 35% la percentuale di donne le cui attività lavorative, sociali e di relazione risultano compromesse, come dimostrato da uno studio condotto su più di 4000 donne in otto Paesi del mondo, tra cui l Italia. Durante il workshop è emerso chiaramente il carattere poliedrico del dolore femminile. Il dolore cronico è vissuto da 2 a 6 volte più frequentemente dalla donna rispetto all uomo e culturalmente sembra essere un esperienza connaturata alla condizione femminile: dal menarca fino al parto. «UNO STRUMENTO IMPORTANTE PER IL CONTROLLO DEL DOLORE» Rossella Nappi «La contraccezione ormonale estro-progestinica in generale, ed in particolare quando si usano progestinici a forte azione antiproliferativa sull utero come il dienogest - afferma Rossella Nappi, professore associato della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica dell Università di Pavia IRSS Policlinico S. Matteo e Presidente Sipgo - rappresenta uno strumento importante di controllo del dolore, aiutando la donna a gestire la propria vita, ad esempio permettendole di raggiungere importanti obiettivi di carriera e di bilanciare al meglio l età del matrimonio e il progetto di maternità. L uso della contraccezione ormonale riduce di circa la metà il dolore mestruale con un significativo miglioramento delle performance lavorative e del senso di benessere delle donne. Gli anticoncezionali a base di dienogest sono particolarmente efficaci per il controllo del ciclo ed sono spesso risolutivi per le donne che hanno problematiche come il ciclo doloroso e/o abbondante». Da oggi in farmacia, grazie ad Effiprev, è presente la multi confezione comoda da 6 mesi, che offre la garanzia di continuità di trattamento ad un prezzo sicuramente conveniente. (M. BOS.) Combinazione di calcipotriolo e betametasone in gel Psoriasi, i dermatologi e le terapie innovative a Roma per PsoFuture STEFANO SERMONTI Psoriasi protagonista a Roma con PsoFuture - New directions from the Eternal City, evento internazionale dedicato a questa patologia cutanea che nel mondo colpisce quasi 150 milioni di persone. Da oggi e fino all 11 aprile importanti opinion leader a livello mondiale della dermatologia e di altre discipline mediche spesso coinvolte nell approccio terapeutico della psoriasi - cardiologia, reumatologia, gastroenterologia, oncologia e psicologia - si confronteranno condividendo le rispettive esperienze cliniche e le informazioni sugli avanzamenti e sulle novità di rilievo in materia di psoriasi. Capofila e promotore dell evento la Dermatologia italiana, eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale. «L idea di promuovere e organizzare a Roma il congresso PsoFuture - afferma Sergio Chimenti, chairman del Comitato Scientifico e Direttore della Clinica Dermatologica all Università di Roma Tor Vergata - nasce dall esigenza di fare il punto sullo stato dell arte della psoriasi sia nel campo della ricerca, che si sta aprendo a sempre maggiori conoscenze su questa patologia cutanea, sia nel campo delle terapie, per le quali abbiamo assistito a enormi progressi negli ultimi anni, e anche per soddisfare l esigenza di focalizzare la nostra attenzione sui nuovi farmaci che in tempi brevi, ci auguriamo, saranno disponibili». La grande novità di questi anni tra le terapie topiche per la cura della psoriasi lieve-moderata è rappresentata dalla combinazione in gel di un derivato della vitamina D, il calcipotriolo, associato al betametasone, un antiinfiammatorio corticosteroideo di elevata efficacia. Alla luce della revisione sistematica dei dati esistenti in letteratura sui benefici e sui rischi dei diversi trattamenti, questa combinazione, somministrata una sola volta al giorno, si è rivelata più efficace, rapida e meglio tollerata rispetto alle altre terapie convenzionali. Sergio Chimenti Presentato il primo documento di orientamento sui ruoli e l organizzazione Per una gestione condivisa del reflusso gastroesofageo Quasi la metà degli italiani soffre di pirosi e altri sintomi da reflusso gastroesofageo, con una certa variabilità di comportamenti terapeutici non sempre ottimali, anche se i sintomi da reflusso gastroesofageo si prestano a essere ben gestiti in un contesto di automedicazione responsabile. È generalmente facile riconoscere i sintomi da reflusso gastroesofageo ed individuare i segni più evidenti di eventuali condizioni sottostanti di interesse medico e suggerire un primo approccio di trattamento. Una maggiore integrazione e comunicazione tra le figure sanitarie - farmacista, medico di medicina generale, specialista - è tuttavia necessaria per impiegare al meglio questa possibilità. Proprio su questo argomento è stato presentato nei giorni scorsi il primo documento di orientamento su MSD Italia (la controllata di Merck & Co. Inc. nel nostro Paese) e Istituto Biochimico Nazionale (IBN) Savio hanno annunciato nei giorni scorsi, di fronte alle organizzazioni sindacali, la sottoscrizione di un vincolo di esclusiva volto alla definizione di un accordo per l acquisto del sito produttivo MSD di Pavia da parte di IBN Savio. Quest ultima ha già formulato una proposta vincolante ed irrevocabile e il periodo di esclusiva sarà necessario per consentire alle parti di definire tutti gli aspetti tecnici necessari al completamento dell operazione. L accordo di cessione tra le ruolo e organizzazione di tutte le diverse figure sanitarie coinvolte nella gestione del reflusso gastroesofageo, dal farmacista di comunità al gastroenterologo. Il lavoro vuole suggerire alcune linee di indirizzo e contenuti condivisi utili per future iniziative orientate alla gestione ottimale del paziente con sintomi da reflusso gastroesofageo con un maggiore coinvolgimento della farmacia di comunità. In particolare, il documento è il risultato consensuale e conclusivo di un gruppo di lavoro multidisciplinare composto dai principali attori coinvolti nella gestione dei sintomi da reflusso gastroesofageo: il farmacista, il medico di medicina generale, lo specialista gastroenterologo, con la partecipazione anche del farmacoeconomista per aggiungere la determinante visione economica nell ambito di una corretta valutazione del problema. (F. MAR.) Siglato un vincolo di esclusiva per la cessione del sito produttivo MSD di Pavia MSD si accorda per cedere il sito di Pavia a IBN SAVIO due Aziende farmaceutiche è stato concepito in modo tale da fornire solide garanzie a tutela della produzione e dell occupazione, prevedendo, infatti, la valorizzazione attiva di tutte le aree dello stabilimento - da sempre emblema di qualità ed eccellenza nel settore - e la salvaguardia di elevati livelli occupazionali. Oltre al trasferimento dell asset industriale, i termini dell accordo contemplano anche il mantenimento della produzione e la fornitura, per i prossimi cinque anni, dei prodotti MSD attualmente fabbricati nel sito di Pavia. (P. MON.) Il Movimento ENOUGH per il diritto a nutrirsi bene e a prezzi accessibili Mangiamo sempre peggio per colpa della crisi economica Dall indagine di SWG sul tema dell accesso al cibo nei Paesi Europei, commissionata dal Movimento Enough di Elanco e, svolta su un campione di 2000 individui rappresentativo della popolazione nazionale di Italia, Germania, Francia e UK, emerge che - a livello di percezione generale sulle proprie abitudini alimentari e su quelle dei propri concittadini - circa il 50% degli intervistati ammette di non avere una dieta equilibrata. In particolare, tra gli alimenti più spesso assenti dalle diete, o consumati meno di una volta a settimana, spiccano le carni (di vitello e di manzo, soprattutto, seguite da quella di maiale) e il pesce. «Si tratta di una carenza non legata solo a scelte e preferenze individuali, ma dettata soprattutto da ragioni economiche - commenta Maurizio Pessato, Presidente SWG - Le criticità maggiori si osservano in Italia e Francia: in Italia, dove la crisi economica è stata più forte, la percezione è che si siano ridotti tutti i consumi di carne, con un picco sulle carni di vitello (79%, in Francia 62%) e di manzo (78%, in Francia 68%)». All interno dell attuale dibattito sul tema, il Movimento ENOUGH chiama a raccolta icittadini e i principali attori coinvolti nella filiera produttiva. Per un mondo migliore, meglio nutrito e dove la produzione alimentare sia più efficiente e sostenibile, è arrivato il momento di passare all azione: (I. SER.) Per seguire il Movimento ENOUGH sui principali canali #FeedThe9; Elanco Facebook; Canale Youtube; o unirsi al Movimento: https://www.sensibletable.com/join-the-movement.aspx Sostenere l AISM? Al Rome Cavalieri un evento sulla sclerosi multipla Sabato 18 aprile si terrà al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts un evento dedicato ad una delle malattie più gravi del sistema nervoso centrale, che colpisce in modo particolare i giovani. Organizzato interamente dall'associazione Culturale DOUBLE CALL TO LOVE FOR AISM 2015 vedrà coinvolti quasi cento ragazzi tra cui alcuni con SM. L'idea nasce dalla giovane Pinda Kida, stilista di 26 anni con sclerosi multipla, il cui sogno nel cassetto è quello di veder sfilare ragazze con SM che indossano i suoi capi. Aprirà la serata Salvatore Angius che ci emozionerà con una delle poesie tratte dal suo libro Dialoghi col Vento. Venti ragazze colpite dalla malattia sfileranno indossando un abito esclusivo disegnato da Pinda che racconterà attraverso l'arte la sua personale storia di vita. Inoltre sfilerà un accurata selezione di capi gentilmente offerti da chi ha creduto in questo progetto e che andranno in vendita alla fine della sfilata a prezzi speciali. Divertimento, gioia, speranza, capacità di dire anche con SM posso vivere felice. Questi i valori dell'inedita sfilata. Biglietto di ingresso 20 euro. (P. MIC.) Redazione:

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