Efficienza energetica: nuovi obiettivi con il rilancio dei certificati bianchi

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1 AMBIENTE E RISORSE ARTICOLO 100 N marzo 2013 IL SOLE 24 ORE Il GSE è diventato il soggetto responsabile della corretta implementazione del sistema Efficienza energetica: nuovi obiettivi con il rilancio dei certificati bianchi di Attilio Balestreri, B&P Avvocati Ridisegnare gli obiettivi al 2016; definire specifiche modalità di attuazione e controllo; trasferire al GSE la gestione delsistemadeititolidiefficienzaenergetica(cosiddetti certificatibianchi); determinarespecificheschedetecniche per gli interventi da realizzare; indicare i criteri per la determinazione del contributo tariffario per chi effettua gli interventi; ridurreletempisticheegliadempimentiperilrilasciodeititoli; potenziareepromuoverel interosistema dei certificati bianchi. Queste le finalità del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 28 dicembre 2012 recante «Determinazione degli obiettivi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell energia elettrica e il gas per gli anni e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi». MECCANISMO CERTIFICATI BIANCHI- POTENZIAMENTO- D.M. 28 DICEMBRE 2012 L emanazione della nuova direttiva 2012/27/ UE, sull efficienza energetica e l adozione del Piano Nazionale di Azione 2011 hanno promosso, nell ultimo periodo, una revisione del sistema degli interventi di efficienza energetica. Il D.M. 28 dicembre 2012 [1], costituisce attuazione degli obiettivi dell art. 29, D.Lgs. n. 28/2011, relativamente al sistema dei cosiddetti certificati bianchi, ridisegnandone sistema di gestione, target di sviluppo e modalità operative. In estrema sintesi, i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), noti anche come certificati bianchi, istituiti nel 2004, attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l applicazione di tecnologie e sistemi efficienti certificati. Per dimostrare di aver raggiunto gli obblighi di risparmio energetico e non incorrere in sanzioni delle Autorità, i soggetti obbligati devono garantire annualmente il possesso di un numero di titoli equivalente all obiettivo fissato. I titoli possono essere stati ottenuti sia mediante l implementazione di sistemi di risparmio ed efficienza energetica, siamediantecompravendita [2]. Il provvedimento in commento interviene nel sistema con le seguenti finalità, elencate dall art. 1: l determinare gli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione per il periodo , coerentemente con i più ampi obiettivi al 2020 tanto nazionali quanto europei; [1] Decreto del Ministero dello Sviluppo economico di concerto con Ministero dell Ambiente e della tutela del territorio e del mare 28dicembre2012(pubblicatoinS.O.n.1allaGazzettaUfficialedel2gennaio2013,n.1). [2] In una borsa gestita dal GME(Gestore Mercati Energetici), i cui caratteri sono indicati al link oppure mediante transazioni bilaterali.

2 ARTICOLO AMBIENTE E RISORSE IL SOLE 24 ORE N marzo Box1 Obiettivi per il periodo Annuo Obiettivo cumulato annuo (Mtep) Obiettivo annuo energia elettrica (Milioni di certificati bianchi) Obiettivo annuo gas (Milioni di certificati bianchi) ,6 3,03 2, ,2 3,71 3, ,6 4,26 3, ,6 5,23 4,28 l definire modalità di attuazione degli interventi e di controllo sugli stessi; l trasferire al GSE la gestione dei meccanismi di certificazione; lapprovare nuove schede tecniche per gli interventi (almeno 15) predisposte da ENEA; l stabilire criteri per determinare il contributo tariffario per i costi sostenuti dai soggetti obbligati nell implementazione degli interventi; l snellire le procedure per l ottenimento dei titoli di efficienza energetica (sia in termini di tempo che di numero di adempimenti); l promuovere e complessivamente potenziare l efficacia del sistema dei certificati bianchi. Vedremo di seguito come vengano disciplinati tali aspetti, unitamente all individuazione di un sistema di sanzioni specifico. Soggetti obbligati e nuovi obiettivi Il D.M. 28 dicembre 2012, non ha apportato particolari modifiche all individuazione dei soggetti obbligati, già in precedenza prevista per il sistema dei certificati bianchi. Come chiarito tra le premesse del provvedimento si è ritenuto, infatti, «opportuno demandare il tema dell eventuale revisione dei soggetti obbligati al recepimento della direttiva europea sull efficienza energetica n. 2012/72/UE». Queste le categorie dei soggetti obbligati(art. 3,comma1,D.M.28dicembre2012): l distributori di energia elettrica con, alla data del 31 dicembre dei due anni antecedenti a ciascun anno d obbligo, più di clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione; l distributori di gas naturale con, alla data del 31 dicembre dei due anni antecedenti a ciascun anno d obbligo, più di clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione. Gli obiettivi di risparmio energetico sono di due tipi, l uno funzionale all altro. Da un lato, l obiettivo cumulato annuo di risparmio energetico (art. 4, comma 1), espresso in Mtep (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) [3] ;dall altrogliobiettiviinterminidinumero di certificati bianchi riconosciuti, divisi per le due categorie di soggetti obbligati(art. 4, commi 3 e 4). Questi ultimi sono il vero target per le imprese (una schematica ricostruzione è fornita nel box 1). Considerando che un certificato bianco è equivalente a 1 Tep, è chiaro come il cumulo tra i certificati bianchi di cui alla seconda categoria di obiettivi sia funzionale al rispetto dell obiettivo complessivo in termini di Mtep. La quota che la singola impresa dovrà, annualmente, conseguire è data dal rapporto tra la quantità di energia elettrica distribuita ai [3] Ai sensi dell art. 4, comma 1, parte II, D.M. 28 dicembre 2012, gli obiettivi indicano «i risparmi cumulati generati da: interventi associati al rilascio di certificati bianchi nel periodo di riferimento, energia da cogenerazione ad alto rendimento (CAR) associata al rilascio di certficati bianchi nel periodo di riferimento, interventi già realizzati che abbiano una vita tecnica superiore alla vita utile (che sono in grado di generare risparmi, in considerazione della durata della vita tecnica, oltre la vita utile e quindi senza produzione di certificati)».

3 AMBIENTE E RISORSE ARTICOLO 102 N marzo 2013 IL SOLE 24 ORE clienti finali connessi alla sua rete e la quantità di energia elettrica complessivamente distribuita sul territorio nazionale dalla categoria di soggetti cui l impresa appartiene, sulla base di dati annualmente pubblicati dall AEEG. In sostanza, se l impresa copre per esempio il 5% dell energia distribuita nel complesso e appartiene alla categoria dei distributori di energia elettrica, il risparmio energetico che dovrà conseguire per l anno 2013 sarà corrispondente al 5% dei 3,03 milioni di certificati bianchi obiettivo. Importante sottolineare due aspetti: l in caso di ritardo nel raggiungimento degli obiettivi superiore al 5% dell obiettivo complessivo, l obbligo quantitativo nazionale per l anno successivo viene incrementato della quantitàeccedente(art.4,commi8e9); l i risparmi di energia realizzati attraverso interventi per rendere più efficienti le reti elettriche e del gas naturale concorrono al raggiungimento degli obblighi in capo alle imprese. Modalità di attuazione degli interventi Quanto alle modalità di attuazione, sono quattro i principali aspetti d innovazione inseriti dal provvedimento in oggetto. Un aggiornamento delle linee guida vigenti (risalenti al 2011) [4]. Le attuali linee guida per la preparazione, l esecuzione e la valutazione dei progetti e per la definizione dei criteri di rilascio dei certificati bianchi dovranno, infatti, essere aggiornate entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento (previa consultazione pubblica), ma potranno divenire effettivamente operative non prima del 2014 (art. 6, comma 2). A partire da questa data, avranno accesso al sistema dei certificati bianchi soltanto progetti da realizzarsi o in corso di realizzazione. Il secondo aspetto riguarda i progetti da considerarsi, ai fini del rispetto degli obblighi complessivi previsti dal provvedimento (art. 7). Potranno, infatti, essere presentati progetti da eseguirsi: l mediante azioni dirette dei soggetti obbligatidicuiall art.3,odisocietàdaessicontrollate; l mediante azioni delle imprese di distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale non soggette all obbligo; l tramite società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e loro forme consortili; ltramite soggetti di cui all art. 19, comma 1, legge 9 gennaio 1991, n. 10, che hanno effettivamente provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l uso razionaledell energia [5] ; l tramite le imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli Enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia ovvero si dotino di un sistema di gestione dell energia certificato a norma ISO Non è chiaro come i risparmi conseguiti dalle imprese artigiane o i settori agricoli e industriali possano concretamente fruire dei benefici, in particolare dettati per soggetti obbligati diversi (imprese operanti nei settori dell energia elettrica e del gas). Questi aspetti dovranno essere approfonditi in sede di redazione delle linee guida e regolamentati anche nei rapporti tra questi soggetti, non prevedendo, il provvedimento, una specifica disciplina al riguardo. Il terzo aspetto riguarda lo snellimento delle procedure attraverso le quali potranno essere approvati i progetti di risparmio energetico elaborati. Di seguito il sistema previsto dal D.M.28dicembre2012 (art.6,comma3),da specificarsi con le eventuali indicazioni delle linee guida future: lil proponente trasmette il progetto e la do- [4]LineeGuidaapprovatecondeliberaEEN09/11che,aisensidelcomma2,art.6,D.M.28dicembre2012,restanoapplicabili sino all entrata in vigore del decreto di approvazione dell adeguamento, salvo incompatibilità con il decreto in commento. [5] L art. 19, comma 1, legge 9 gennaio 1991, n. 10, prevede «Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell anno precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente superiore a tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero a tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al Ministero dell Industria, del commercio e dell artigianato il nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l uso razionale dell energia».

4 ARTICOLO AMBIENTE E RISORSE cumentazione relativa al GSE; lil GSE emette il parere sulla proposta di progettoediprogrammadimisuraentro60 giorni dalla data di ricezione della proposta (in caso di richiesta di integrazioni documentali, il termine è di 45 giorni dalla ricezione di quanto richiesto da parte del GSE); l decorso il termine, in mancanza di diversa valutazione espressa da parte del GSE, la proposta si intende approvata; l i titolari del progetto dovranno trasmettere tutta la documentazione certificante i risultati ottenuti per fruire dei certificati bianchi relativi, rilasciati dal GME. Per i cosiddetti grandi progetti, ovvero interventi infrastrutturali che comportino un risparmio di energia elettrica o di gas stimato annuo superiore a Tep e che abbiano vita tecnica superiore a 20 anni, la procedura è ricalcata sulla precedente pur facendo capo al Ministero dell Ambiente e della tutela del territorio e del mare (che si avvale della consulenza del GSE) e prevedendo un termine di 120 giorni per la valutazione del progetto(art. 8). Per questi interventi, in sede di istruttoria potranno essere previsti meccanismi premianti in termini di coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili. L ultimo aspetto riguarda la fase esecutiva degli interventi. Sono stati approvati e allegati al decreto 18 nuove«schede tecniche standardizzate» che disciplinano specifiche tipologie di interventi con criteri di esecuzione, verifica e misurazione dei risparmi energetici ottenuti (art. 12). Inoltre è stato chiarito che le tipologie di interventi per i quali sono state pubblicate schede tecniche non sono tassative, potendo infatti tanto il GSE quanto i soggetti privati interessati proporre nuove schede tecniche. Ove non vi siano schede tecniche per l intervento previsto, il soggetto interessato che dovrà darvi esecuzione potrà richiedere al GSE una verifica preliminare di conformità del progetto alle disposizioni del provvedimento in oggetto e delle linee guida. Questa verifica, eseguita dal Ministero dell Ambiente, sulla base dell istruttoria sul progetto già svolta dal GSE, potrà coadiuvare il soggetto nella corretta implementazione dell intervento. IlnuovoruolodelGSE Responsabile del complessivo controllo sulla corretta implementazione del sistema risulta il GSE, al quale l AEEG dovrà trasferire le funzionisinoaoggisvolte(art.5,comma1). A oggi il passaggio di consegne è in parte già avvenuto, e il GSE riceve le proposte di progetto con le modalità indicate al proprio portale informatico ( e per la valutazione dei progetti si avvale dell ausilio dieneaerse. I compiti del GSE risultano, dunque: l la gestione delle procedure di approvazione dei progetti e misurazione dei certificati bianchi da riconoscersi; l la raccolta e quantificazione dei certificati bianchi annualmente posseduti dai soggetti obbligati per la verifica del rispetto dei relativi obblighi; l il coordinamento dei rapporti con Ministero dell Ambiente, RSE, ENEA e AEEG ove necessario; l l esecuzione dei controlli per le eventuali procedure sanzionatorie. In relazione a l ultimo aspetto, il D.M. 28 dicembre 2012, prevede un sistema sanzionatorio bipartito. La prima tipologia di sanzioni riguarda il mancato rispetto degli obblighi previsti. L art. 13, provvedimento in oggetto, ha previsto che, per gli anni 2013 e 2014, qualora il soggetto obbligato consegua una quota dell obbligo di propria competenza inferiore al 100%, ma comunque pari o superiore al valore minimo del 50%, possa compensare la quota residua nel biennio successivo senza incorrere in sanzioni. Per gli anni 2015 e 2016 questo valore minimo è stato fissato al 60% dell obbligo di competenza, ferma restando la possibilità di compensare la quota residua nel biennio successivo. Ai soggetti obbligati che conseguano percentuali di realizzazione inferiori a quelle indicate, l AEEG provvederà a irrogare sanzioni per ciascun titolo mancante, ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, comunicando al Ministero dello Sviluppo economico, al Ministero dell Ambiente e della tutela del territorioedelmare,algse,all ENEAeallaRegione o Provincia autonoma competente le inottemperanze riscontrate e le sanzioni applicate (le cui modalità di calcolo dovranno essere individuate dall AEEG). La seconda tipologia di sanzioni riguarda, invece, la non corretta esecuzione tecnica dei progetti in relazione alla documentazione prodotta(art. 14). IL SOLE 24 ORE N marzo

5 AMBIENTE E RISORSE ARTICOLO 104 N marzo 2013 IL SOLE 24 ORE Il GSE, in questo caso, è responsabile dell implementazione di un sistema di controlli annuale che garantisca almeno controlli in situ per progetti che generino risparmi di energia superiori a Tep/anno. Ove siano rilevate modalità di esecuzione non regolari o non conformi al progetto, che incidano sulla quantificazione o l erogazione degli incentivi, il GSE dovrà: l disporre l annullamento dei certificati imputabili all irregolarità riscontrata; l applicare al soggetto responsabile le misure di cui all art. 23, comma 3, D.Lgs. n. 28/2011 [6] ; l segnalare l irregolarità alle Autorità competenti (indicazione poco chiara), inclusa l Autorità per l energia elettrica e il gas ai fini dell irrogazione delle eventuali sanzioni. I proventi delle sanzioni irrogate contribuiranno alla copertura degli oneri per la realizzazione dei progetti approvati. Copertura degli oneri, cumulabilità, misure di promozione Ulteriori disposizioni di interesse, contenute nel D.M. 28 dicembre 2012, riguardano la copertura degli oneri per la realizzazione dei progetti approvati (ovvero, in concreto, il meccanismo premiale previsto per i soggetti obbligati adempienti), le possibilità di cumulare i certificati bianchi con altri incentivi e le misure promozionali per lo sviluppo del sistema. Per quanto riguarda gli incentivi riconosciuti, l osservanza dei limiti di risparmio energetico (oltre a costituire di per sé un vantaggio per l impresa) viene premiata con un contributo economico in relazione agli oneri degli interventi sostenuti dall impresa. A ciò si accosta la possibilità di vendere gli eventuali certificati bianchi posseduti in esubero. In particolare, gli incentivi si concretizzano in un contributo sui costi sostenuti per la realizzazione degli interventi. Per la parte non coperta da altre risorse, gli interventi trovano copertura «sulle componenti delle tariffe per il trasporto e la distribuzione dell energia elettrica e del gas naturale» in misura tale «da riflettere l andamento del prezzo dei certificati bianchi riscontrato sul mercato e con la definizione di un valore massimo di riconoscimento». La disposizione, non certo brillante per chiarezza, dovrà essere necessariamente integrata da uno specifico intervento dell AEEG sul punto. Quanto alla possibilità di cumulo, la regola è che i certificati bianchi rilasciati dopo l entrata in vigore del provvedimento in oggetto non siano cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali. Ciò, fatta salva l eventuale possibilità di accedere a: lfondidigaranziaefondidirotazione; l contributi in conto interesse; ldetassazione del reddito d impresa riguardante l acquisto di macchinari e attrezzature. Infine, tra gli obiettivi del provvedimento l introduzione di «misure per potenziare l efficacia complessiva del meccanismo dei certificati bianchi». Nelle premesse al provvedimento i certificati bianchi vengono considerati come in grado dicontribuirepercirca«unterzodeltargetdi riduzione dei consumi energetici complessivi» nazionali. Oltre alle misure già descritte, dettate con l indubbio intento di promuovere e razionalizzare il sistema dei certificati bianchi (effetti che si otterranno, tuttavia, solo con l approvazione delle nuove linee guida e gli interventi chiarificatoridigseedaeeg),l art.15haprevisto: [6]L art.23,comma3,d.lgs.n.28/2011,reca«nonhannotitoloapercepiregliincentiviperlaproduzionedienergiadafonti rinnovabili, da qualsiasi fonte normativa previsti, i soggetti per i quali le autorità e gli enti competenti abbiano accertato che, in relazione alla richiesta di qualifica degli impianti o di erogazione degli incentivi, hanno fornito dati o documenti non veritieri, ovvero hanno reso dichiarazioni false o mendaci. Fermo restando il recupero delle somme indebitamente percepite, la condizione ostativa alla percezione degli incentivi ha durata di dieci anni dalla data dell accertamento e si applica alla persona fisica o giuridica che ha presentato la richiesta, nonché ai seguenti soggetti: a) il legale rappresentante che ha sottoscritto la richiesta; b) il soggetto responsabile dell impianto; c) il direttore tecnico; d)isoci,sesitrattadisocietàinnomecollettivo; e) i soci accomandatari, se si tratta di società in accomandita semplice; f) gli amministratori con potere di rappresentanza, se si tratta di altro tipo di società o consorzio».

6 ARTICOLO AMBIENTE E RISORSE IL SOLE 24 ORE N marzo l la sottoposizione, a partire dal 30 giugno 2013, da parte dell ENEA al Ministero dello Sviluppo economico di un programma per la promozione, sensibilizzazione, informazione e formazione sul tema dei certificati bianchi, da realizzare in ambito nazionale e interregionale, di concerto con Regioni e associazioni di categoria; l la biennale predisposizione, a partire dal 30 dicembre 2013, di guide operative per la definizione delle modalità di realizzazione dei progetti per specifici settori, corredate dalla descrizione delle migliori tecniche disponibili e delle potenzialità di risparmio energetico settoriali; llapredisposizionediunabancadatisuiprogetti approvati e gli interventi eseguiti; lla possibilità che RSE ed ENEA coadiuvino i soggetti nella predisposizione dei progetti (in questo caso, i progetti assistiti da ENEA non potranno essere dalla stessa valutati in ausilio al GSE, ma svolgerà questo compito RSE, e viceversa). Conclusioni Il D.M. 28 dicembre 2012, rappresenta la prima tappa di un processo di rinnovo del sistema dei certificati bianchi, ampliato nelle possibilità di fruizione, esteso nei potenziali destinatari(mantenendo i medesimi i soggetti obbligati), rilanciato quanto a obiettivi. Vari aspetti sono, tuttavia, ancora da chiarire. Attraverso le prime indicazioni del GSE, le linee guida che saranno adottate e l importante ruolo di ENEA, RSE e RME nel coadiuvare il GSE, il sistema dei certificati bianchi può concretamente concorrere agli obiettivi nazionali e comunitari di risparmio energetico in misura significativa. Inoltre, il ruolo propositivo riconosciuto agli operatori e la possibilità che gli stessi siano coadiuvati dagli Enti di controllo. Infine, è opportuno ricordare, in ottica di sviluppo del sistema, che l Italia è stata la prima nazione al Mondo ad applicare questo vero e proprio strumento di mercato (fondato su solide basi tecniche) alla promozione dell efficienza energetica negli usi finali, e che i risultati riscontrati nei primi anni di applicazionesonopositivi [7]. n [7] Nel primo periodo di sperimentazione dei certificati bianchi ( ) sono stati assegnati in totale oltre 15 milioni di titoli.

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