P A L A Z Z O B R A S C H I

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1 P A L A Z Z O B R A S C H I Università degli Studi di Genova Facoltà di Ingegneria Laboratorio di Restauro Architettonico Docente: S.F. Musso A.A Studenti: E. Cunietti, A. Parodi, I. Pestarino, O. Sofio

2 PRESENTAZIONE DEGLI ARGOMENTI INQUADRAMENTO URBANISTICO INQUADRAMENTO STORICO DEL MANUFATTO LIMITI E CONDIZIONI IN CUI SI E SVILUPPATO IL PROGETTO PROBLEMATICHE ED OBIETTIVI DEL PROGETTO ANALISI ED ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI SOLUZIONI PROPOSTE DAL PROGETTO ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI: CONSOLIDAMENTO COPERTURE FACCIATE ESTERNE CORTE INTERNA SCALONE MONUMENTALE Simulazione dell impianto illuminotecnico del cortile

3 INQUADRAMENTO URBANISTICO PIAZZA NAVONA 1 PIAZZA S.PANTALEO MUSEO DI ROMA Fin dalla seconda metà dell'800 molte capitali europee avvertirono l'esigenza di costituire grandi musei dedicati all'arte, alla storia e alla cultura delle città. A Roma, diventata capitale del Regno nel 1870, si cominciò ben presto ad auspicare la creazione di un museo che conservasse la memoria di quelle parti della città che andavano scomparendo a seguito delle demolizioni effettuate per l'attuazione dei Piani Regolatori di Roma Capitale del 1873 e del La mostra, istituita nel 1930 ricostruisce il profilo storico della capitale dal Medioevo ai giorni nostri, tracciando il percorso attraverso le trasformazioni topografiche, culturali e di costume documentate da dipinti, mappe, mobili, carrozze, abiti. Il museo si articola in 2 piani, con 12 sale per ogni piano site nel lato ovest e nord del Palazzo Braschi.

4 INQUADRAMENTO STORICO DEL MANUFATTO Costruito con le ricchezze che il pontefice aveva fatto affluire nelle casse del nipote, fu costruito sull'area dove sorgeva il quattrocentesco palazzo di Francesco Orsini. Demolito quest ultimo nel 1791, i lavori per il nuovo edifico iniziarono l'anno successivo. Interrotti con l'occupazione francese del 1798, che costò la morte in esilio a Pio VI, la costruzione riprese nel Nel 1804 era compiuto lo scalone monumentale e forse anche la cappella del primo piano. I problemi economici del duca Luigi Braschi Onesti non permisero il completamento del Palazzo che, alla sua morte nel 1816, era parzialmente incompiuto. Venduto dai suoi eredi nel 1871 allo Stato Italiano, l'edificio fu destinato a sede del Ministero dell'interno e, in seguito, di varie istituzioni fasciste. Dopo la guerra vi alloggiarono, fino al 1949, trecento famiglie di sfollati. Gravi danni furono provocati agli affreschi e ai pavimenti dai fuochi che vi venivano accesi. Palazzo Braschi Nel 1949 Lo Stato diede in concessione il palazzo al Comune che lo restaurò per farlo diventare sede del Museo di Roma. Gli interventi effettuati furono solo di maquillage e non risolsero gli originari problemi costruttivi. Così negli anni il palazzo continuò a subire un lento quanto inesorabile degrado strutturale. Dal 1952 vi ha sede il Museo di Roma,ma i motivi appena elencati nel 1987 hanno portato alla chiusura del museo al pubblico per inagibilità. I lavori di consolidamento, restauro conservativo e adeguamento tecnologico della sede museale sono iniziati nel 1998 e si è conclusa la prima fase che ha permesso la riapertura del Museo il 3 maggio 2002.

5 LIMITI E CONDIZIONI IN CUI SI E SVILUPPATO IL PROGETTO La carenza di fondi destinati al recupero urbano comporta che le Amministrazioni capitoline li indirizzino su interventi urgenti di consolidamento o per manutenzioni straordinarie. Nel 1990 la proprietà dell edificio è passata dallo Stato al Comune di Roma, che ha dato inizio, alla vigilia del 2000, ai lavori di restauro. Sono stati realizzati con i fondi del Giubileo, finanziamento concesso dalla Presidenza del Consiglio, con l apporto dell Assessorato ai Lavori Pubblici e con il contributo della Sovraintendenza Comunale. Nel caso di Palazzo Braschi si è scelto di procedere per gradi, sfruttando i finanziamenti disponibili per intervenire prioritariamente su: consolidamento della struttura adeguamento alle norme di sicurezza abbattimento delle barriere architettoniche Si è proceduto alla realizzazione di un primo lotto di lavori incaricando tecnici interni all amministrazione (progettista Arch. Nicola Lombardo) con la consulenza del gruppo di progettazione coordinato dal Prof. Gianfranco Cimbolli Spagnesi. E stata espletata una gara europea a licitazione privata per l appalto.

6 PROBLEMATICHE ED OBIETTIVI DEL PROGETTO Si è voluto salvaguardare il monumento, non solo nella sua realtà fisica, ma soprattutto nelle sue valenze ideologiche di testimonianza del passato, cercando di restituire all edificio la sua doppia valenza: sia di prestigioso contenitore sia di museo. Infatti le decorazioni murali, gli arredi fissi e mobili, i solai a cassettoni decorati e i pavimenti decorati rappresentano già da soli un motivo di rappresentazione museale. Questo è lo spirito che anima il restauro del secondo lotto,attualmente in progettazione e finanziato con fondi comunali, che permetterà di restituire ai cittadini la fruibilità dell intero bene. La fine di questi ultimi lavori è prevista non prima del Pianta del primo piano Prospetto su Via San Pantaleo Sezione

7 ANALISI ED ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI ESEGUITI In due fasi successive, nel 1993 e nel 1996, è stato eseguito il monitoraggio delle lesioni che ha consentito l analisi del quadro fessurativo e la successiva redazione del progetto di consolidamento. Da altre analisi è emerso che la costruzione del Palazzo,avvenuuta verso la fine del Settecento, fu realizzata con errori costruttivi e materiali scadenti: Muri di notevole spessore poggiano in falso sulle volte sottostanti con vistosi segni di cedimento a causa degli archi di scarico inadeguati e risultano ancor più danneggiati da errati interventi di trasformazione successivi; Alcune volte, di grande luce, gettate in conglomerato, furono realizzate con spessori troppo esigui in relazione al materiale utilizzato e con malte deterioratesi in quanto troppo povere del necessario legante; I solai in acciaio ricostruiti negli anno trenta, sono risultati troppo deformabili a causa delle inadeguatezze dei profilati adottati; Colonne lapidee e pilastri murari sono risultati sottodimensionati per gli attuali carichi di esercizio e lesionati a schiacciamento, con inizio di espulsione del materiale costituente l elemento portante stesso.

8 SOLUZIONI PROPOSTE DAL PROGETTO Complessivamente i lavori hanno riguardato: rifacimento completo delle coperture; consolidamento statico delle strutture murarie verticali, dei solai e delle volte; Il restauro dei prospetti su strada e sul cortile; il consolidamento ed il recupero funzionale di tutto il quarto piano e di parte dei due piani nobili, del mezzanino e del piano terra; il restauro dello scalone d onore e della scala verso Piazza Navona; la costruzione di un ascensore; Il rifacimento a norma di legge di tutti gli impianti tecnologici; l abbattimento delle barriere architettoniche; Impegno finanziario complessivo di circa 9milioni di euro. Tutti i lavori sono stati eseguiti in tempi assai ristretti (15 mesi) per le scadenze imposte dagli eventi de Grande Giubileo del Grazie all organizzazione e alla programmazione degli interventi operata è stato possibile operare su tutta l estensione del cantiere, con sovrapposizione ed interconnessioni di più lavorazioni contemporaneamente.

9 ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI // CONSOLIDAMENTO Sono state progettate e realizzate opere di consolidamento statico: Consolidamento dell orditura principale dei tetti mediante l inserimento di puntoni che ne riducono la luce libera; Consolidamento delle capriate con il ripristino dei collegamenti fra puntoni e monaco, nonché fra monaco e catena, con ferri piatti sagomati; Consolidamento di solai in acciaio mediante posa in opera di profilati metallici connessi alle putrelle esistenti con bulloni e relativi dadi, nonché pretensionamente mediante trefoli in acciaio ad alta resistenza e getto di una caldana di completamento in calcestruzzo, armata con rete elettrosaldata; Inserimento di catene metalliche post-tese all estradosso delle volte e all interno delle murature trasversali a completamento delle catene esistenti, poste in opere negli anni Trenta; Consolidamento di una colonna marmorea dell androne su Via San Pantaleo, gravemente lesionata, mediante inserimento di barre in acciaio e iniezioni di resini epossidiche per l ancoraggio al retrostante pilastro murario

10 ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI // COPERTURA I tetti sono stati completamente ristrutturati. Smontato il piano di tegole esistente si è proceduto alla revisione delle strutture portanti primarie e secondarie e del pianellato per arrivare a realizzare un massetto armato ed impermeabilizzato piano di posa per la ricollocazione in opere delle vecchie tegole. L'opera è stata completata con il restauro: dei comignoli esistenti il rifacimento dei lucernari dei canali di gronda dei discendenti in rame. Anche le coperture piane sono state completamente rifatte sia a livello di pavimentazione che di impermeabilizzazione.

11 ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI // FACCIATE ESTERNE Compiute le indagini storiche e di laboratorio atte ad individuare l'originaria facies dei prospetti si è proceduto alle fasi di restauro vero e proprio che hanno visto, oltre le opere di pulizia con acqua nebulizzata e spazzole degli elementi lapidei e dei mattoni di facciata, le opere di consolidamento e ricoesione dei travertini e la scialbatura finale. I prospetti sono stati riportati al loro antico splendore anche per il restauro degli infissi esterni che ha previsto tra l'altro la rimozione delle persiane in quanto non esistenti nei prospetti originari.

12 ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI // CORTE INTERNA I lavori di ristrutturazione degli spazi interni hanno portato ad una nuova e più funzionale distribuzione dei vari settori operativi a servizio del museo. piano terra è stata realizzata la nuova biglietteria e la centrale di monitoraggio piano primo ammezzato gli uffici della direzione, il laboratorio fotografico ed il magazzino delle stampe al quarto piano gli uffici operativi ed i laboratori di restauro piano seminterrato è stato destinato a magazzini di opere lapidee e alla centrali tecnologiche. Tutti gli interventi sono stati realizzati in conformità alla legge sull'abbattimento delle barriere architettoniche e fra questi una parola a parte va spesa per i lavori del quarto piano. Il pavimento in cotto, le pareti color pastello ma soprattutto il restauro dei vecchi cassettonati in legno, riportati al loro vecchio splendore, conferiscono a questo intervento un carattere di assoluto pregio e singolarità. Non di secondaria importanza è stata la ristrutturazione degli ambienti espositivi al piano primo e secondo che hanno visto tra l'altro l'esecuzione di una pavimentazione in listoni di parquet montati a disegno e opere di tinteggiatura decorativa sulle pareti realizzate nel rispetto delle cromie originali.

13 ANALISI DEL DEGRADO E RELATIVE SOLUZIONI // SCALONE MONUMENTALE Le opere di restauro hanno interessato: gli elementi lapidei ( marmi decorativi e travertini) gli intonaci e gli stucchi Gli elementi lapidei oltre ad essere trattati per la pulizia con acqua nebulizzata e spazzole sono stati prima integrati sulle parti mancanti con tasselli di materiale similare e consolidati con l'applicazione di perni in acciaio ancorati alle murature sottostanti Le stuccature delle lesioni con resine epossidiche, hanno completato l'intervento. Gli intonaci sono stati consolidati e tinteggiati a calce. Di particolare interesse il restauro degli stucchi e la loro integrazione mediante elementi ottenuti da calchi.

14 BIBLIOGRAFIA E FONTI: Libri: Immagini di un restauro a cura di L.Funari; Edizioni Kappa; 2002; Roma Palazzo Braschi, storia di un edificio settecentesco di E. Ricci; 1989; Roma Siti internet: Università degli Studi di Genova Facoltà di Ingegneria Laboratorio di Restauro Architettonico Docente: S.F. Musso A.A Studenti: E. Cunietti, A. Parodi, I. Pestarino, O. Sofio

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