ITINERARI CAMILLIANI. Roma.

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1 ITINERARI CAMILLIANI Roma

2 Vedi, fratello mio, per Amore di questo mio Cristo crocifisso e dei suoi membri gl infermi, io camminerei notte e giorno; ma per qualunque altra ragione o motivo non darei un passo (San Camillo de Lellis) Legenda A Chiesa e Casa di S. Maria Maddalena B Ospedale San Giacomo degli Incurabili C Porto di Ripetta D La Madonnina dei Miracoli E Borgo Sant Angelo F Ospedale Santo Spirito in Saxia G Ponte Sant Angelo H Carcere di Tor Di Nona I Botteghe Oscure J Ospizio di San Sisto K Ospedale delle Carrozze L Terme di Diocleziano M Ospedale San Giovanni Un grazie particolare a Padre Felice Ruffini, M.I., per la preziosa collaborazione

3 Chiesa e Casa di S. Maria Maddalena Il cuore dell Ordine Camilliano e dei fedeli di San Camillo de Lellis, la Chiesa di S. Maria Maddalena e l attigua Casa da sempre sede della Curia Generalizia dei Ministri degli Infermi, i Camilliani. Qui riposano i resti mortali del Santo e alcune sue preziose reliquie e altri ricordi personali. La Chiesa, uno dei più begli esempi di rococò a Roma. Nel 1586 la chiesa, costruita su una cappella del Trecento già proprietà dell Arciconfraternita del Gonfalone, venne affidata a Camillo de Lellis che ne fece la sede centrale dell Ordine dei Camilliani. Come Arrivare: dalla stazione Termini linea 40 dalla stazione Tiburtina, metro B fino a Termini, poi autobus linea 40 linee F 190F F, scendere alla fermata ARGENTINA. Da largo di Torre Argentina proseguire per 450 metri a piedi su via di Torre Argentina, attraversare piazza della Rotonda (Pantheon) e proseguire dritti fino a Piazza della Maddalena 53. La presenza di San Camillo In un primo momento, Camillo e i suoi compagni trovano alloggio presso un edificio situato in via delle Botteghe Oscure. Tuttavia, essendo tale edificio privo di Chiesa e Oratorio per celebrare messa, decidono di cercare un luogo più consono e spazioso. Passando un giorno per la Maddalena, Camillo vi entra per chiedere l indulgenza alla Santa. Mentre è assorto nella preghiera, gli viene il pensiero che la Chiesa in cui si trova possa fare al caso della nuova Congregazione. L acquisto della Casa Generalizia e il trasferimento dei Camilliani in Piazza della Maddalena segnano una svolta nell intensificazione dell Opera camilliana di assistenza fisica e spirituale agli infermi. È qui che il 14 luglio 1614 Camillo trapassa con volto allegro, e gli occhi verso il Cielo, senza alcun horrore, o altra trasformatione di viso, che pareva più tosto risplendesse. È lunedì, all una e mezza di notte, nel giorno di San Bonaventura, essendo entrato Camillo nell anno sessagesimo quinto, d un mese, e venti giorni; quarant anni dopo la sua Conversione a Dio,

4 venti otto dopo l approbatione della Congregazione fatta da Sisto V, ventitré dopo la fondazione della Religione fatta da Papa Gregorio XV. Quello che è rimasto Fra le importantissime reliquie conservate qui, il Cuore del Santo e il Crocifisso che gli parlò due volte e altri ricordi personali. Ogni spazio, anche il più piccolo, narra la straordinaria esperienza di San Camillo nel consacrare la propria vita a servizio di ogni creatura malata e sofferente, anche a rischio della propria vita. Annessa alla chiesa è, infatti, anche la stanza dove il 14 luglio 1614 morì Camillo. Il corpo del Santo riposa nell urna dell altare a lui dedicato nella Cappella omonima all interno della Chiesa. Da vedere Piazza e Chiesa di S. Maria Maddalena: le ricchissime decorazioni, marmi pregiati, stucchi e dipinti, all interno della Chiesa furono completate verso la metà del XVIII sec. Per unità di stile e di ricchezza d ornamento, per il movimento mistilineo della pianta e il gioco elegante delle masse in elevazione, è ritenuta esempio classico dello stile barocco-rococò romano.

5 Sacrestia: l elegantissima sacrestia pienamente rococò, una delle più belle di Roma e la meglio conservata, con una profusione di dipinti, volute, dorature, policromie. Ragguardevole nella parete di destra la sequenza di armadi in legno dipinto a finto marmo alternati a finestre trompe-l oeil. Cantoria e Organo in legno dorato e figure di stucco bianco, del Museo: all interno della Casa che ospita l Ordine dei Ministri degli Infermi, adiacente e collegata alla Chiesa di S. Maria Maddalena è visitabile il museo che ospita le preziosissime reliquie e ricordi personali del Santo. Nelle vicinanze Pantheon: costruito come tempio dedicato a tutte le divinità dell Olimpo e convertito in basilica cristiana nel VII secolo col nome di Santa Maria della Rotonda, dalla maniera amichevole di chiamarla da parte dei cittadini romani. Largo di Torre Argentina: piazza di Roma situata nell antica zona di Campo Marzio che ospita quattro templi romani risalenti all età della Repubblica. Piazza Navona: una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma Pausa per lo spirito è quella di un antico (Vms 80 cap. XLI, p. 80 e ss.) stadio, e venne costruita in stile monumentale (Vms 80, cap. 57, p. 106 e ss.) per volere di papa (Vms 80, p. 459) Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphili). Dalla Chiesa di S. Maria Maddalena si prosegue verso l Ospedale S. Giacomo degli Incurabili: si può raggiungere agevolmente a piedi (distanza 1 km), passeggiano per le vie del centro storico di Roma. Da via della Maddalena si giunge a Piazza Cardelli, si percorre via di Ripetta fino all incrocio con via Antonio Canova. Al n. 29 è l Ospedale S. Giacomo.

6 Ospedale S. Giacomo degli Incurabili Nel cuore dell antica Roma, nei pressi del Mausoleo Augusteo e dell Ara Pacis. Proprio qui nacque l Ordine dei Minsitri degli Infermi. Tra i più antichi ospedali sorti a Roma nel medioevo, è chiamato anche S. Giacomo in Augusta (così era nominata quella regione per la presenza del mausoleo di Augusto Imperatore). Sorse per cura degli esecutori delle ultime volontà del Card. Pietro Colonna defunto nel Dalla stazione Termini, prendere la metro A, direzione Battistini, scendere alla fermata Flaminio (Piazza del Come Arrivare: Popolo) e proseguire a piedi. Dalla stazione Tiburtina, prendere la metro B in direzione Laurentina, scendere alla fermata Termini e prendere la linea A, scendere alla fermata Flaminio (Piazza del Popolo) e proseguire a piedi. Metro A Flaminio (Piazza del Popolo) e proseguire a piedi (250 m ca.): proseguire in via del Corso fino all incrocio con via Anotnio Canova. Al n. 29 si trova l ospedale. Dalle stazioni metro S. Giovanni e Spagna (metro A) e Colosseo (metro B) proseguire con le linee autobus 117 Da piazza Venezia e Torre Argentina linea 119 La Presenza di San Camillo San Camillo soggiorna per ben tre volte al San Giacomo. La prima volta dal 7 marzo al 31 dicembre 1571: ancora soldato di ventura, giunge qui per curare la nota piaga al piede che non lo abbandonerà per tutta la vita. Prima ricoverato, poi inserviente, verrà cacciato per la condotta sconsiderata. Dal 23 ottobre 1575 al 20 giugno 1579: dopo la conversione, avvenuta il 2 febbraio 1575 sulla strada che da S. Giovanni Rotondo scende a Manfredonia, rientra al San Giacomo perché la piaga si è di nuovo aperta sotto lo sfregare del ruvido saio dei Cappuccini, tra i quali è riuscito a entrare. Una volta guarito torna tra i figli di San Francesco, nonostante San Filippo Neri, suo confessore, gli dica che il suo posto è là e che presto vi tornerà. Dalla metà di ottobre del 1579 al 1 settembre 1584: in questo periodo ricopre l ufficio di Maestro di Casa, dà inizio alla Congregazione e diventa Sacerdote (celebra la sua prima messa nella Chiesa di San Giacomo il 10 giugno 1584). Il suo obiettivo è quello di liberare gli infermi dalle mani dei mercenari e istituire una Compagnia di uomini pii, che non per denaro, ma per amore di Dio li servano e curino con la carità e l amore delle madri che assistono i propri figlioli malati. È ancora in questo periodo che Camillo pensa alla grande croce rossa per la veste dei membri della Compagnia.

7 Quello che è rimasto Era situato qui il Crocifisso, presentato nella prima scheda (Chiesa di Santa Maria Maddalena), che ben due volte incoraggia Camillo a proseguire la sua missione di assistenza agli infermi. Da vedere Edificio dell Ospedale: della primitiva costruzione trecentesca dell Ospedale S. Giacomo ben poco sopravvive. Il tutto si riduce ad un portale di bella fattura, molto simile a quello che c è all Ospedale Non ci sono altre tracce della presenza di San Camillo all interno dell ospedale, nonostante vi abbia soggiornato più volte nel corso della sua vita. Secondo Padre Vanti, nella sua biografia del Santo, Camillo qui ha dimorato nove anni e quatto mesi, così ripartiti: 131 infermo, 564 giorni servo, 118 giorni infermiere, due anni e tre mesi guardaroba, quattro anni e dieci mesi e mezzo Maestro di Casa. Il primi due soggiorni di San Camillo a l Ospedale San Giacomo degli incurabili sono dovuti alla nota piaga al piede che non lo abbandonerà tutta la vita. Durante il primo è ancora soldato di ventura, mentre già nel secondo, dal 23 ottobre 1575 al 20 giugno 1579 si è già convertito lungo la strada che va da San Giovanni Rotondo a Manfredonia, nella Valle dell Inferno. S. Giovanni, ambedue i portali eseguiti verso il 1350 e come pare per opera dei Cardinali Colonna. Il portale di S. Giacomo è più semplice di quello Lateranense, severo, con lo scudo gentilizio dei Colonna (la colonna), una corona che sembra marchionale, a fianco una mitra da cui pendono le sacre bende. Non c è il cappello cardinalizio, forse perché l arco fu costruito dal nipote Giacomo, vescovo di Lombez, figlio di Stefano Colonna, che ospitava nel suo palazzo il Petrarca. Dal 1955 i Camilliani sono tornati in questo Ospedale assumendo il Servizio Pastorale. Nel quattrocentesimo anniversario della Conversione di San Camillo ( ) hanno ottenuto di poter murare una lapide a ricordo della presenza del Santo Fondatore fra queste mura.

8 Chiesa di San Giacomo: ha la facciata su via del Corso, ma anche una piccola entrata sul primo cortile dell Ospedale, accanto all abside. Ricostruita e ampliata nel 1592, è stata progettata dall architetto Francesco Capriani di Volterra, discepolo di Michelangelo. I lavori furono portati a termine nel 1602 da Carlo Maderno, nipote e allievo di Domenico Fontana. Luogo sacro camilliano di notevole importanza, poiché qui si rivive un grande evento della vita e del Santo: celebrò qui, infatti la sua prima messa, il 10 giugno 1584, proprio nell altare della Madonna. S. Maria Portae Paradisi: chiesina incorporata nell isolato dell Ospedale S. Giacomo, da cui è accessibile. Conosciuta già nel XI sec. con il nome di Santa Maria in Augusta, ebbe l appellativo in Porta Paradisi o semplicemente Portae Paradisi perché nei suoi pressi si apriva una delle porte dei muri che circondavano il vicino Mausoleo di Augusto, detti paradiseiois, oppure perché adiacente v era il cimitero dell Ospedale di San Giacomo. Alcune fonti, poi rivelatesi errate, affermano che San Camillo abbia celebrato qui la sua prima messa. Di sicuro il Santo si recò nella chiesa a pregare, data la sua devozione all Immacolata Madre di Dio. Nei dintorni Via del Corso: chiamata comunemente il Corso, è una nota strada del centro di Roma che collega piazza Venezia a piazza del Popolo e misura all incirca 1,6 chilometri. Piazza del Popolo: è una delle più celebri piazze di Roma, ai piedi del Pincio. La forma della piazza assume la conformazione attuale solo alla fine del XIX sec. Precedentemente era una modesta piazza di forma trapezoidale, che si allargava verso il Tridente. Al tempo dell occupazione napoleonica, infatti, l aspetto architettonico ed urbanistico della piazza venne rivisto dall architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Si trovano qui la chiesa di Santa Maria del Popolo e le due chiese gemelle Santa Maria in Montesanto (1675) e Santa Maria dei Miracoli (1678). Da ammirare, inoltre, la Porta del Popolo e le fontane, fra cui quella centrale sormontata da un enorme obelisco. Dall Ospedale San Giacomo si prosegue verso Piazza del Porto di Ripetta: si raggiunge facilmente a piedi, tornando indietro su via di Ripetta all altezza di Ponte Cavour (450 m).

9 Porto di Ripetta Porto fluviale di una certa importanza ancora al tempo di San Camillo poiché vi approdavano numerose imbarcazioni mercantili provenienti lungo il Tevere dall Umbria, dall alto Lazio e dalla Sabina con prodotti indispensabili per l approvvigionamento dell urbe. Uno dei luoghi storici di Roma sparita il cui ricordo è affidato a una piazza o a una via, create nelle adiacenze dei reali siti non più esistenti, nelle vicinanze dell Ara Pacis, all imbocco di Ponte Cavour. Come Arrivare: Dalla Stazione Termini prendere la linea metro A, scendere alla fermata Spagna e proseguire a piedi per 950 m. Dalla Stazione Tiburtina prendere la linea metro B, scendere a Termini e prendere la linea metro A, scendere alla fermata Spagna e proseguire a piedi per 950 m. Linee autobus C3, scendere alla fermata Ripetta atac.roma.it La presenza di San Camillo Sul finire del 1571, ancora giovane scapestrato, Camillo è convalescente all Ospedale San Giacomo e lavora come inserviente per ripagare l ospitalità. Tuttavia, per i suoi continui litigi con gli altri inservienti, ma soprattutto perché, incline al gioco delle carte, lascia spesso il servizio agli infermi per andare a giocare coi barcaroli fermi al Porto di Ripetta, viene licenziato. Il Maestro di Casa dell ospedale lo caccia, infatti, in seguito al ritrovamento di un mazzo di carte sotto il capezzale del suo letto. A distanza di qualche anno la presenza di Camillo nel piccolo porto fluviale è di tutt altra natura: imbarcandosi da lì i poveri appestati, espulsi dalla città, Camillo cerca con le sue preghiere di convincerli a non salire sulle barche, scatenando l ira dell uomo che amministra le partenze di quei reietti. Volendo placare la sua rabbia con l umiltà e la preghiera, Camillo gli si inginocchia davanti chiedendogli di lasciare lì almeno i più distrutti e macilenti, che quasi non si reggono in piedi. Cosa che alla fine ottiene, pur continuando a dolersi della perdita degli altri, che cerca di consolare ad alta voce mentre li vede tristemente partire.

10 Quello che è rimasto Non ci sono prove fisiche del passaggio del nostro Santo, se non testimonianze scritte che ce lo descrivono mentre gioca a carte coi barcaioli del porto quando, ancora giovane scapestrato, è convalescente all Ospedale S. Giacomo e fa da inserviente per ripagare l ospitalità (1571). In altre, invece, ben più edificanti, lo vediamo compiere atti di carità e assistenza verso gli appestati dell Ospedale San Giacomo degli Incurabili che venivano trasportati via su chiatte dal porticciolo. Da vedere Chiesa di S. Rocco: sulla stessa Piazza del Porto di Ripetta, venne fabbricata per iniziativa della Confratenita di S. Rocco, formata dai barcaroli e dagli scaricatori del porto, su una precedente chiesa abbandonata dedicata a S. Martino, fino a poco tempo prima affidata a eremiti dalmati. Consacrata nel 1502, vi sorse annesso pochi anni dopo l ospedale in cui venivano ricoverati i malati delle varie Università di artieri congregate alla Compagnia di S. Rocco. La chiesa non è quella del tempo di San Camillo, ma una nuova la cui fabbricazione iniziò nel La cappella vicino all altare maggiore, dove si trova l immagine scolpita di Maria Vergine (forse quella venerata da San Camillo), scolpita nel 1665 fu ornata di pietre e marmi col disegno di Niccolò Menghino; le pitture nella cupola sono del figlio di Antonio Carosi Genovese. Sull altare maggiore, fatto fare dal cardinal Francesco Barberini decano, un quadro rappresenta nostro Signore e S. Rocco con gli appestati, opera di Giacinto Brandi. Nei dintorni Ara Pacis: L Ara Pacis Augustae è un altare dedicato da Augusto nel 9 a.c. alla Pace nell età augustea, intesa come dea romana, e posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie. Rappresenta una delle più significative testimonianze dell arte augustea ed intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. Dal Porto di Ripetta si prosegue verso la Madonnina dei Miracoli, nei pressi del Ponte Regina Margherita, raggiungibile a piedi continuando su via di Ripetta in direzione Piazza del Popolo (700 m).

11 La Madonnina dei Miracoli Chiesina eretta dall Arciconfraternita di San Giacomo degli Incurabili nel Non esiste più, scomparsa durante la sistemazione di Roma prima ancora che divenisse Capitale d Italia. Se ne può vedere una prospettiva topografica nella pianta di Carlo Losi che si rifà a precedenti incisioni del L immagine della Vergine in essa contenuta fu trasferita nella chiesa gemella eretta su Piazza del Popolo, fra via del Corso e via di Ripetta, nel Dalla Stazione Termini prendere la metro A, scendere alla fermata Flaminio (Piazza del Popolo) e proseguire a piedi Come Arrivare: Dalla Stazione Tiburtina prendere la metro B, scendere a Termini e prendere la linea A, scendere alla fermata Flaminio e proseguire a piedi. Linee autobus 120F C3-M-150F- 160F atac.roma.it Linea metro A, scendere alla fermata Flaminio (Piazza del Popolo) e proseguire a piedi verso il ponte Regina Margherita passando per via Ferdinando di Savoia (350 m). La presenza di San Camillo Subito dopo l Ordinazione Sacerdotale, nel 1584, Camillo viene fatto cappellano d una piccola chiesa, chiamata Madonnina de Miracoli, posta vicino la Porta del Popolo, dai Signori Guardiani dell Ospedale San Giacomo, dove il Nostro Santo svolge in quel periodo la funzione di Maestro di Casa. Camillo e i suoi primi compagni si trasferiscono qui, portando con sé il Crocifisso che per due volte si era animato per incoraggiare il Gigante della Carità. La forte umidità risalente dal Tevere che lambisce la Casa fa ammalare Camillo e il suo compagno Curzio Lodi, facendoli ricorrere alle cure mediche, Camillo al San Giacomo, Curzio al San Giovanni. Una volta guariti, tornano alla Madonnina, dove era rimasto Bernardino Norcino, unico in buona salute. Camillo e i due compagni restano qui ancora per poco, fino al dicembre 1584, quando passano a un abitazione più idonea nelle adiacenze delle Botteghe Oscure. Quello che è rimasto Luogo importante per la nascita e l inizio dell opera della Congregazione appena ideata da San Camillo. Non è purtroppo rimasta alcuna traccia visibile della piccola chiesa posta vicino la Porta del Popolo, che come risulta dal grafico del Losi, era sulle rive del Tevere.

12 Da vedere Santa Maria dei Miracoli: una delle due chiese gemelle di Piazza del Popolo. All origine della costruzione della chiesa vi è un miracolo, avvenuto, secondo la tradizione, il 20 giugno 1325, quando una donna, in riva al Tevere, invocò un immagine della Madonna dipinta sulle mura lungo il fiume, per salvare il suo bambino caduto nelle acque. Il salvataggio del bambino impose la costruzione di una cappella dedicata a Maria. Poiché il sito lungo il Tevere risultava sempre di più insalubre e sottoposto a continue esondazioni del fiume, nel 1661 papa Alessandro VII ordinò che si costruisse in una nuova chiesa ove custodire la copia dell immagine della Madonna dei Miracoli, e che questo nuovo edificio sostituisse uno preesistente dedicato a Sant Orsola. La nuova chiesa fu iniziata però solo 14 anni dopo l ordine del papa, nel 1675, e 13 anni dopo la fondazione della cosiddetta chiesa gemella di Santa Maria in Montesanto. che apparteneva ai frati Carmelitani della provincia di Monte Santo in Sicilia. Essa fu edificata per iniziativa di papa Alessandro VII nel 1662, ma i lavori furono interrotti alla morte del pontefice nel 1667; ripresi nel 1673 sotto la supervisione di Bernini e la collaborazione di Carlo Fontana, furono terminati nel Dalla Madonnina dei Miracoli (presso il ponte Regina Margherita) si prosegue per via delle Botteghe Oscure (2400 m): recarsi alla fermata in via Maria Adelaide, prendere la linea 628 (Baronio) per 6 fermate o 81 (Malatesta), scendere alla fermata Piazza Venezia e proseguire a piedi per 300 metri fino all arrivo in via delle Botteghe Oscure. Nei Dintorni Piazza del Popolo: è una delle più celebri piazze di Roma, ai piedi del Pincio. La forma della piazza assume la conformazione attuale solo alla fine del XIX sec. Precedentemente era una modesta piazza di forma trapezoidale, che si allargava verso il Tridente. Al tempo dell occupazione napoleonica, infatti, l aspetto architettonico ed urbanistico della piazza venne rivisto dall architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Da ammirare, inoltre, la Porta del Popolo e le fontane, fra cui quella centrale sormontata da un enorme obelisco. Santa Maria di Montesanto: tra via del Corso e via del Babuino. Essa è popolarmente conosciuta come chiesa gemella di Santa Maria dei Miracoli, pur presentando sensibili differenze soprattutto nell impostazione planimetrica. Il nome della chiesa deriva dal fatto che essa sostituì una piccola chiesa

13 Botteghe Oscure A causa dell aria malsana che avvolgeva la Madonnina dei Miracoli in riva al Tevere e il sempre crescente numero di coloro che chiedevano di aggregarsi, alla nascente Compagnia di Padre Camillo si sposta ben presto da S. Giacomo nella zona retrostante la Chiesa di S. Stanislao dei Polacchi alle Botteghe Oscure. Non restano che ipotesi sulla collocazione del nuovo spazio occupato dai Camilliani, essendo la zona stata ricostruita più volte nel corso dei secoli. Come Arrivare: Dalla Stazione Termini linea autobus 40, scendere alla fermata Argentina e proseguire a piedi (300 m) Dalla Stazione Tiburtina prendere la linea metro B, scendere a Termini e prendere la linea autobus 40, scendere alla fermata Argentina e proseguire a piedi (300 m) Linee autobus F C3 scendere alla fermata Botteghe Oscure atac.roma.it La presenza di San Camillo Camillo e i suoi compagni abitano qui dal febbraio 1585 alla fine di dicembre Un giorno, riunitisi tutti insieme nella nuova sistemazione, discutono sul nome da dare alla Congregazione appena nata. Pensano a Servi degli Infermi, ma, esistendo già una religione chiamata de Servi, per non causare confusione, desistono dall idea. Ricordando poi Camillo ai membri della sua Compagnia che nel Santo Vangelo si fa menzione del nome di Ministro per imitare Gesù Cristo nella sua santa umiltà, decidono all unanimità di farsi chiamare Ministri degli Infermi. In questo periodo Camillo ottiene l appoggio del Cardinale Tiberio Muti, Vescovo di Viterbo, per il riconoscimento ufficiale del suo Ordine da parte di Sisto V. Dal Papa, che incontra di persona dopo l approvazione dell Ordine, Camillo ottiene anche il permesso di poter utilizzare la grande croce rossa all altezza del petto sulla veste, divenuta un tipico segno di riconoscimento dell Ordine dei Clerici Regolari Ministri degli infermi. Quello che è rimasto Non è facile individuare l esatto sito di questo luogo sacro camilliano, dati i radicali cambiamenti che sono avvenuti nella zona. L attuale complesso edilizio annesso alla Chiesa dei Polacchi fu eretto nel 1712 su territorio di casette acquistate e demolite. Nella casa presa in affitto a via delle Botteghe Oscure Camillo e i suoi compagni abitano dal febbraio 1585 alla fine di dicembre del Qui si sono avuti importantissimi eventi per l ormai avviata Congregazione di Padre Camillo. È in questo luogo, infatti, che la Compagnia

14 prende il nome di Ministri degli Infermi, da qui chiede l approvazione ufficiale della Chiesa e adotta la distintiva Croce Rossa sul petto. È qui, infine, che Fratel Bernardino Norcino, grande amico e sostegno di Camillo nella creazione della sua Congregazione, muore fra le braccia del Santo il 16 agosto 1585 e viene sepolto nella Cappella degli Angeli presso la Chiesa del Gesù. Non restano tracce, però, di tale sepoltura e della cappella. Da vedere Chiesa del Gesù: fabbricata dal card. Alessandro Farnese, nipote di Paolo III. Progettata dall architetto Vignola a cui succedette Giacomo della Porta. La costruzione della chiesa, che si affaccia su piazza del Gesù, è considerata come una svolta importante nella storia dell arte, perché fu costruita secondo lo spirito dei decreti del Concilio di Trento: è stata progettata a navata unica, perché l attenzione dei fedeli fosse concentrata sull altare e sul celebrante. Diverse sono le figure di Angeli dipinte nelle cappelle della Chiesa, in special modo quella dei Vittori: sarà questa la Cappella degli Angeli in cui fu sepolto Bernardino Norcino? che in realtà ne è solo una parte). Sul lato ovest è la facciata del Palazzo Venezia. Largo di Torre Argentina: piazza di Roma situata nell antica zona di Campo Marzio che ospita quattro templi romani risalenti all età della Repubblica. Santa Maria in Aracoeli: basilica che sorge sul colle del Campidoglio, faceva parte del complesso di edifici del monastero che si era insediato sul colle capitolino mentre il resto delle costruzioni romane antiche andava in rovina. Dalle Botteghe Oscure si prosegue per l Ospedale Santo Spirito in Saxia, raggiungibile a piedi percorrendo l intero corso Vittorio Emanuele II, imboccando poi sulla sinistra via Acciaioli e attraversando, infine, Ponte Principe Amedeo. In autobus: raggiungere a piedi largo di Torre Argentina e prendere la linea bus 64, 46 o 571 e scendere alla fermata LGT Sassia/Santo Spirito. Santo Stanislao dei Polacchi: chiesa ricostruita nel 1580 dal card. Stanislao Osio Polacco. Sull altare maggiore è collocato un quadro con Gesù Cristo in aria, San Stanisalo e, da basso, San Giacinto, opera dell Antiveduto. Il dipinto del Crocifisso con S. Eduige è di Simone Cekovitz Polacco. Nei Dintorni Piazza Venezia: situata ai piedi del Campidoglio, dove si incrociano alcune fra le più importanti strade del centro della capitale: via dei Fori Imperiali, via del Corso, via del Plebiscito. Va ricordato in particolare il Vittoriano, costruito appunto a cavallo dei due secoli, colossale monumento a Vittorio Emanuele II (spesso erroneamente identificato con l Altare della Patria,

15 Ospedale Santo Spirito in Saxia Antico ospedale (ora centro congressi) nei pressi di Città del Vaticano, a Roma, adiacente al moderno Ospedale di Santo Spirito, che ne prosegue la tradizione. Fu istituito nel 1198 da papa Innocenzo III nel sito dove in antichità risiedeva la Schola dei Sassoni. Trasferitisi dalle Botteghe Oscure, Padre Camillo e Compagni cominciarono a frequentare quotidianamente l ospedale, che diventerà la palestra della Nova Caritatis Schola, come definì papa Benedetto XIV l Ordine Camilliano nel Come Arrivare: Dalla Stazione Termini prendere la linea metro A, scendere alla fermata Ottaviano e proseguire a piedi. Dalla Stazione Tiburtina prendere la linea metro B, scendere alla fermata Termini e prendere la linea metro A, scendere alla fermata Ottaviano e proseguire a piedi. Metro A, scendere alla fermata Ottaviano e proseguire a piedi (1100 m): proseguire su via Ottaviano in direzione San Pietro, poi a sinistra su via della Conciliazione e infine a destra su via Scossacavalli atac.roma.it La presenza di San Camillo Camillo frequenta assiduamente l Ospedale Santo Spirito in Saxia per ben 29 anni. Fra gli episodi più significativi di tale frequentazione vi è quello della notte di Natale del 1598: un alluvione fra le più memorabili e disastrose colpisce Roma, in particolare la zona dell Ospedale Santo Spirito. Su una delle colonne in mattone del porticato esterno, all inizio di via Borgo S. Spirito, esiste ancora la lapide che segna il livello raggiunto all epoca dalle acque limacciose del fiume. Durante tutta quella tragica notte, Camillo non fa altro che portare in salvo i poveri infermi caricandoli sulle proprie spalle, non curandosi del fatto che l acqua gli arrivi alle ginocchia. È significativo come a distanza di oltre cento anni Pierre Subleyras ( ) abbia ritratto questo drammatico evento in una grande tela, oggi conservata al Museo di Roma di Palazzo Braschi.

16 Quello che è rimasto Purtroppo non esiste targa o lapide che ricordi la lunga presenza e grande opera di Camillo de Lellis in questi luoghi, nonostante nel grazioso, piccolo e antico porticato interno si inseguano tutt intorno lapidi dedicate alle persone importanti che lo hanno frequentato. Scomparso il bassorilievo dedicato a San Camillo che dall Ospedale della Consolazione fu qui trasportato quando venne chiuso nel 1930 e collocato all ingresso del reparto di chirurgia, in compagnia di quello dedicato a S. Luigi Gonzaga, ora sistemato all entrata del Day Hospital, che morì servendo gli ammalati nell epidemia mortale del 1591, durante la quale anche cinque Religiosi Camilliani sacrificarono la propria vita. I due Monumenti della Carità, quello dedicato a San Camillo in pietra piperina, l altro in marmo di Carrara, sono stati spostati durante le ristrutturazioni in vista del Grande Giubileo del L elogio scritto nella lapide in latino recitava: A San Camillo de Lellis, patrono dei morenti, che la vita santamente immolò servendo i malati, spettacolo agli angeli e luminare agli uomini, questo ricordo l Ospedale, nel primo anniversario della sua restaurazione, 1822, pone e consacra. Da vedere Complesso Monumentale Santo Spirito in Saxia: l antico edificio dell ex Ospedale Santo Spirito ospita oggi un centro congressi, sede di eventi, concerti, esposizioni, etc. Attualmente è chiuso per restauri a tempo indeterminato. Corsia Sistina: voluta fortemente da Sisto IV dopo le devastazioni, i saccheggi e gli incendi, è l edificio principale dell ospedale. Sormontata da una torre ottagonale, la corsia è un immensa aula lunga 120m e larga 12m, divisa in due sezioni distinte da un tiburio, che mette in contatto le due sale, ed è diviso in due ordini: all esterno si possono ammirare delle finestre bifore e trifore attribuite all architetto parmense Giovanni Pietro Ghirlanducci, mentre all interno sono presenti nicchie a conchiglia contenenti statue degli Apostoli e sottarchi a botte, a cassettoni che ne suggeriscono l attribuzione all artista Giovannino de Dolci. Al centro del tiburio si erge un altare, che dovrebbe essere l unica opera romana realizzata dal Palladio.

17 Nei Dintorni Piazza San Pietro: la celeberrima piazza, notevole esempio di architettura ed urbanistica barocca, è dedicata all omonimo Santo ed è quotidiano punto d incontro per migliaia di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Lo spazio della piazza è formata da due parti: la prima a forma di trapezio rovescio il cui lato maggiore corrisponde alla facciata con specifiche motivazioni prospettiche; la seconda, più grande, di forma ovale con l obelisco Vaticano al centro. I due grandi spazi sono unificati da un imponente colonnato architravato. Davanti alla piazza vera e propria troviamo un altro spazio che funge da vestibolo (Piazza Rusticucci, oggi piazza Pio XII) e su cui sbocca la novecentesca Via della Conciliazione. Castel Sant Angelo: detto anche Mausoleo di Adriano, è collegato allo Stato del Vaticano attraverso il corridoio fortificato del passetto. Il castello è stato radicalmente modificato più volte in epoca medioevale e rinascimentale, è situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo. Dall Ospedale Santo Spirito in Saxia si prosegue per le Carceri di Tor di Nona: continuare a piedi su Borgo Santo Spirito, attraversare Ponte Pio e proseguire lungo il fiume fino a Lungotevere Tor di Nona all altezza di Castel Sant angelo (700 m).

18 Carceri di Tor Di Nona Lungo il fiume Tevere, sulla riva opposta a Castel S. Angelo e nelle vicinanze del ponte omonimo, esisteva una torre medievale che, a partire dal 400 e ancora al tempo di San Camillo de Lellis, era utilizzata come Carceri. I suoi malfamati locali avevano celle tremende, una delle quali soprannominata il pozzo, e una camera di tortura. Quanto intorno al 1650 in via Giulia vennero realizzate le Prigioni Nuove Tor di Nona fu convertita in teatro. Nella sistemazione degli argini per difendere la città dalle disastrose alluvioni e creare una viabilità più scorrevole richiesta dal traffico sempre più in crescendo la torre fu inevitabilmente fra gli edifici abbattuti. Come Arrivare: Dalla Stazione Termini linea autobus 40 fermata Ponte Vittorio Emanuele, linea 70 fermata Zanardelli. Dalla Stazione Tiburtina prendere la linea metro B, scendere alla fermata Termini e prendere le linee autobus 40 o 70 Metro A, scendere alle fermate Flaminio, Lepanto o Ottaviano e proseguire a piedi in direzione Castel Sant Angelo (1,5 km). Linea autobus 280 fermata Tor di Nona, linee F C3 fermata Zanardelli, linea 40 fermata Ponte Vittorio Emanuele. La presenza di San Camillo Fin dall anno 1588 viene affidata ai Camilliani l infermeria delle carceri di Tor di Nona. Un giorno uno dei prigionieri assistiti da uno dei Compagni di Camillo tenta di evadere calandosi dalla finestra con una fune. Questa però si spezza e il prigioniero muore. La colpa dell accaduto ricade sul povero infermiere camilliano, accusato ingiustamente di scarsa vigilanza. Da quel momento in poi i Ministri degli Infermi si recheranno solo una volta ogni tanto nel carcere di Tor di Nona, ma continueranno l opera di assistenza di tutti gli altri carcerati di Roma, compreso sopra le Galere. Quello che è rimasto Resta soltanto una stele commemorativa, costruita nel 1925, con un epigrafe di Fausto Salvatori, poeta e librettista italiano, dove sorgeva una volta la torre/ teatro. Da vedere Via dei Coronari: venne aperta nel 1475 col nome di via Recta, cioè diritta, per consentire ai pellegrini una via di accesso a S. Pietro più semplice che non quella attraverso l intreccio dei vicoli. Il suo nome attuale le derivò dai molti venditori di corone e rosari (i cosiddetti coronari) che si affollavano lungo la strada fino al

19 XIX sec., mentre ora è rinomata per i suoi numerosi antiquari. Su entrambi i lati si trovano ancora numerosi edifici dei secoli XVI e XVII. All estremità orientale della via (in via Arco dei Banchi), sotto un archetto, è la più antica targa di Roma a ricordo di una piena del Tevere, datata San Camillo percorreva questa via ogni giorno e più volte per recarsi dalla Casa presso S. Maria Maddalena al Santo Spirito in Saxia. In quelle botteghe di venditori di rosari e medaglie faceva i suoi ingenti acquisti che distribuiva a piene mani ovunque si recasse. Una passeggiata lungo questa via è una bella e sana meditazione sul nostro Santo. medioevale e rinascimentale situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo. Nei Dintorni Piazza Navona: una delle più celebri piazze di Roma. La sua forma è quella di un antico stadio, e venne costruita in stile monumentale per volere di papa Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphili). Castel Sant Angelo: detto anche Mausoleo di Adriano, è collegato allo Stato del Vaticano attraverso un corridoio fortificato del passetto. Il castello è stato radicalmente modificato più volte in epoca Dalle Carceri di Tor di Nona si prosegue verso l Ospizio di San Sisto: a piedi, seguire il corso del fiume (Lungotevere dei Sangallo, Lungotevere dei Tebaldi) fino a via dei Pettinari sulla sinistra. L ospizio è individuabile nell isolato Lungotevere dei Vallati/via dei Pettinari/via delle Zoccolette/ via del Conservatorio.

20 Ospizio di San Sisto Uno dei tanti piccoli Ospedali che esistevano ai tempi di San Camillo per fronteggiare emergenze come la massa incalcolabile di mendicanti che in tempi di carestia e di freddo invadevano Roma. Il problema dei questuanti si presentò in tutta la sua gravità dopo l avvento al soglio pontificio di Sisto V, il quale, fra le altre cose, acquistate alcune case nei pressi di ponte Sisto, sulla riva sinistra del Tevere, commise al suo architetto Domenico Fontana di restaurarle di sana pianta, adattandole a Ospizio capace di ricoverare 400 fra anziani e invalidi. Come Arrivare: Dalla Stazione Termini prendere la linea autobus 64, scendere alla fermata C.so Vittorio Emanuele/S. A. Della Valle e proseguire a piedi per via del Biscio e vicolo delle Grotte fino a via dei Pettinari (500 m). Dalla Stazione Tiburtina prendere la linea metro B, scendere alla fermata Piramide, prendere la linea autobus 280, scendere alla fermata LGT Vallati/Pettinari. Linee autobus fermata LGT Farnesina/Trilussa e proseguire a piedi attraversando ponte Sisto (200 m). La presenza di San Camillo L inverno fra il 1590 e il 1591 riserva a Roma una carestia e un clima spietati: migliaia sono i morti di fame e di freddo e i poveri costretti a mangiare perfino i cani e i gatti catturati per le strade. Camillo non cessa mai di aiutare gli infermi e i dispersi, ovunque gli fosse possibile raggiungerli. Manda otto religiosi della sua Congregazione in aiuto all Ospizio di San Sisto, dove ogni giorno muore un gran numero di infermi, ed egli stesso partecipa ai soccorsi. In otto giorni muoiono cinque dei Camilliani che operano nell Ospizio, morsi e trafitti da infinite punture di pidocchi. Quello che è rimasto Pur essendo individuabile l ospizio nell isolato delimitato dal Lungotevere dei Vallati, via dei Pettinari, via delle Zoccolette e via del Conservatorio, di esso non è rimasta alcuna traccia tangibile. Da vedere Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini: la chiesa, che data dai primi del XVII sec., ha avuto una rilevante importanza nella storia di Roma. Fu costruita dall Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini, fondata per ispirazione di S. Filippo Neri e da lui diretta, con la missione specifica di accogliere ed assistere i

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