Lotta alla zanzara tigre a Ferrara. Massimo Tassinari m.o. sorveglianza epidemiologica veterinaria Area di Sanità Pubblica Veterinaria

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1 Lotta alla zanzara tigre a Ferrara Massimo Tassinari m.o. sorveglianza epidemiologica veterinaria Area di Sanità Pubblica Veterinaria

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3 DPGRER n. 280 del 3 marzo Classificazione del territorio regionale Ai fini del presente Piano, il territorio regionale viene suddiviso nelle seguenti zone, nelle quali sono previste diverse modalità di intervento, secondo quanto specificato nei capitoli successivi: Zona A (bianca): assenza di zanzara tigre, Zona B (gialla): presenza di zanzara tigre, in assenza di casi attuali o pregressi, Zona C (rossa): area in cui si è verificata trasmissione locale con due o più casi autoctoni nel Tale area corrisponde al Comune o quartiere/frazione, Zona D (rossa): area con presenza di trasmissione locale nel 2008, corrispondente al territorio comunale.

4 2.5 Scenario Per quanto riguarda i diversi scenari che si possono presentare, si distinguono le seguenti fasi nelle quali verranno adottati diversi provvedimenti: Fase 0 assenza di casi o solo casi importati; Fase 1 presenza di uno o più casi autoctoni isolati o di un solo focolaio di casi autoctoni; Fase 2 presenza di focolai multipli di casi autoctoni; Fase 3 - presenza di più focolai di casi autoctoni, di grandi dimensioni e con tasso di attacco elevato (superiore al 5%).

5 PIANIFICAZIONE E COORDINAMENTO -competenza diretta del Servizio sanitario regionale (sorveglianza sanitaria, diagnosi e misure di controllo della diffusione della malattia) che si avvale a livello locale delle Aziende Unità sanitarie locali e Aziende Ospedaliere. -interventi attribuiti ai Comuni (attività di disinfestazione). La lotta agli insetti vettori costituisce il principale asse portante del Piano, è formalmente posta sotto una doppia responsabilità istituzionale: - quella del sistema degli Enti locali territoriali, Comuni in particolare, ai quali compete la gestione diretta degli interventi di disinfestazione (dalla sorveglianza entomologica alla valutazione dei risultati sull intensità dell infestazione) - quella del Servizio sanitario regionale, cui compete la valutazione dell impatto sanitario della lotta agli insetti vettori e il coordinamento degli interventi di controllo della diffusione della malattia in presenza di casi sospetti o accertati. Vi è la necessità di un forte coordinamento a livello territoriale, con la partecipazione dei Comuni e dell Azienda Usl, che si deve avvalere del ruolo delle Province e di uno specifico ruolo attribuito alle Conferenze territoriali sociali e sanitarie.

6 La Zanzara tigre in Emilia-Romagna I primi rinvenimenti di Zanzara Tigre in Regione Emilia-Romagna risalgono al 1994, associati a un grosso deposito di pneumatici usati, importati da un azienda in rapporti commerciali con Paesi extraeuropei, tra i quali gli Usa e il Giappone nel decennio successivo Aedes albopictus ha coinvolto progressivamente tutte le città capoluogo e la maggior parte dei Comuni di pianura. A partire dalla stagione estiva 2003, Zanzara Tigre è stata massicciamente rilevata in tutti i comuni, ad eccezione dell alta collina attualmente nella Regione Emilia-Romagna, la maggior parte dei Comuni che si trovano al di sotto dei 500 m s.l.m., risultano infestati nel periodo che va da aprile a Ottobre la massima densità numerica della popolazione adulta si osserva generalmente tra metà agosto e metà settembre e comunque è strettamente correlata alle condizioni meteoclimatiche (temperatura, precipitazioni, ventosità), alle caratteristiche dell area (urbana, rurale, marittima o collinare) e alle caratteristiche del microhabitat (dimensione e volume del focolaio, grado di insolazione, ecc).

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9 I Servizi Sanità Pubblica e Veterinario e Igiene degli Alimenti della Regione Emilia- Romagna hanno già attivato nel 2007 (Deliberazione di Giunta regionale n. 1326/2007), prima dell evento Chikungunya, un progetto di entomologia sanitaria, per creare un sistema di sorveglianza con l obiettivo, da un lato, di fornire informazioni sulle popolazioni (presenza e dinamica di popolazione) dei vettori, potenziali e riconosciuti, di agenti patogeni, e dall altro di controllare, attraverso opportune indagini di laboratorio, la presenza di agenti patogeni nella popolazione dei vettori, degli animali domestici e in quella umana. Tra le attività previste vi è la sorveglianza entomologica di alcuni vettori, attuata tramite: studio della biologia e dinamica di popolazione nell ambiente, con monitoraggi già in essere e altri promossi in siti selezionati quali: porto di Ravenna, aeroporto di Bologna, siti a rischio di introduzione vettori (ad es. attività di commercio di pneumatici usati, ecc.), cattura di esemplari adulti per mezzo di idonei sistemi, mappatura e georeferenziazione dei siti controllati.

10 Giunta Regionale Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti Il Dirigente Responsabile del Servizio Gabriele Squintani TIPO ANNO NUMERO Reg. PG del 18/04/2007 SORVEGLIANZA DELLE MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI IN EMILIA-ROMAGNA Gli alphavirus sono arbovirus che generalmente hanno i loro serbatoi naturali negli uccelli e nei piccoli mammiferi, mentre gli uomini e gli animali domestici sono ospiti a fondo cieco. Agli alphavirus appartiene il Chikungunya che interessa da tempo vaste aree dell Africa e del Sud Est Asiatico e rappresenta un rischio attuale per la popolazione in Indonesia ed in Congo. I vettori sono varie specie di zanzare, compresa Aedes albopictus. Alcuni casi importati si sono registrati in Francia e, recentemente, piuttosto numerosi in Gran Bretagna. Il Ross River virus è endemico in Australia e Papua Nuova Guinea. Il virus O nyong nyong è trasmesso da Anopheles spp. in Africa. Un altro alphavirus abbastanza noto, segnalato anche in Italia una tantum, è il Sindbis (SINV). Di origine Africana, provoca saltuariamente poliartriti e dermatiti in Scandinavia dove viene trasportato da uccelli migratori, ma è presente anche in Asia e Australia. Simile al SINV è il virus Ockelbo. Delibera di Giunta RER n del 3 sett 2007 Progetto sperimentale per la realizzazione di un Sistema di sorveglianza sanitaria delle malattie da vettori in Emilia Romagna Obiettivi specifici Costituzione strutturata della rete permanente di operatori addestrati alla gestione, manutenzione e adeguamento del Sistema di sorveglianza. Individuazione delle priorità così da consentire la selezione dei vettori e degli agenti patogeni da inserire nel Sistema di sorveglianza; sulla base di queste priorità il progetto verrà modulato tenuto conto delle risorse assegnate. Sorveglianza entomologica di alcuni vettori Sviluppo di metodiche diagnostiche per la rilevazione di un set di arbovirus agenti di zoonosi negli insetti vettori (zanzare) Progettazione e realizzazione di un sistema di sorveglianza regionale sulla Leishmaniosi (vettore, serbatoio e uomo) Miglioramento della raccolta di dati clinici ed epidemiologici sulle patologie umane da arbovirus

11 4.1 Sorveglianza entomologica 4.1.a Obiettivi della sorveglianza entomologica la Regione Emilia-Romagna ha attivato un sistema di sorveglianza dell infestazione da zanzara tigre basato sull utilizzo di ovitrappole e sulla ricerca attiva nel territorio di adulti e larve. Il piano si pone l obiettivo di potenziare il sistema di sorveglianza dell infestazione da Aedes albopictus aumentando il numero di ovitrappole nel territorio per ottenere una stima quantitativa della presenza dell insetto. Oltre a ciò verranno condotte attività di sorveglianza entomologica finalizzate al rinvenimento precoce di vettori di eventuale nuova introduzione, quale ad es. Aedes aegypti, nonché di vettori infetti provenienti da paesi in cui Dengue e Chikungunya sono endemiche. 4.1.b Rischio di importazione di vettori la vigilanza sul rischio di importazione di zanzare infette da arbovirus è sotto il controllo del Ministero della Salute. La Commissione europea ha allertato gli Stati Membri (RIF EU/2006/007 del 12 aprile 2006 diffusa alle Agenzie delle Dogane) sul pericolo di diffusione del virus Chikungunya, attraverso l importazione ed il trasporto di fiori recisi e di pneumatici (nuovi e usati) provenienti dai paesi in cui la malattia è diffusa.

12 Dizionario storico della toscana di E.Repetti 1847

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22 A T estive: sfarfallamento del adulto copula (prime ore) pasto di sangue 3 gg deposizione uova fraz. in 4 5 siti 2 gg schiusa 5 6 gg 4 stadi larvali e pupa sfarfallamento

23 4.1.c Monitoraggio con ovitrappole Il monitoraggio mediante ovitrappole, basato sul numero di uova deposte in contenitori attrattivi nei confronti delle femmine gravide, rappresenta un metodo indiretto di sorveglianza in grado di ottenere informazioni sullo sviluppo della popolazione di adulti. I dati raccolti attraverso una dislocazione pianificata delle ovitrappole su maglie regolari e letti in correlazione con i dati meteoclimatici, sono indicatori in grado di approssimare il grado di infestazione. L obiettivo della rete di monitoraggio predisposta nel 2008 nel territorio della Regione Emilia-Romagna è quello di stimare il livello di infestazione da zanzara tigre per ogni ambito provinciale e per i centri urbani a maggiore estensione, attraverso la definizione quantitativa del numero di uova raccolte. 4.1.d Modalità di esecuzione del monitoraggio Il posizionamento delle ovitrappole sul territorio verrà fatto da operatori del Dipartimento di Sanità pubblica in collaborazione con i tecnici comunali tenendo conto della necessità di distribuirle omogeneamente sul territorio e valutando le condizioni microclimatiche del sito prescelto. La raccolta campioni, garantita da personale individuato e formato dai Comuni, avverrà settimanalmente e la lettura sarà svolta dalla rete laboratoristica di ARPA che attiverà anche un interconfronto per garantire l omogeneità della prestazione.

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27 Precipitazione Giornaliera (Millimetri) media provinciale n uova Temperatura Media (Gradi Centigradi) giu-09 8-giu giu giu giu-09 6-lug lug lug lug-09 3-ago ago ago ago ago-09 7-set set set set-09 5-ott ott-09 media uova precipitazione giornaliera mm T , ,00 50, , , ,00 10,00 0 0,00 18-mag mag-10 1-giu-10 8-giu giu giu giu-10 6-lug lug lug lug-10 3-ago ago ago ago ago-10 7-set set set set-10 5-ott ott-10 T media giornaliera precipitazione giornaliera mm media provinciale n medio di uova 18-mag mag mag-08 2-giu-08 9-giu giu giu giu-08 7-lug lug lug lug-08 4-ago ago ago ago-08 1-set-08 8-set set set set-08 6-ott ott ott ott-08

28 Con nota dell Assessore alle Politiche per la salute del 2 gennaio 2008 (prot. P.G./2008/101) è stato trasmesso ai Comuni, alle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, alle Province e alle Aziende Usl uno schema tipo di ordinanza finalizzata a rendere più coercitivo il coinvolgimento dei cittadini nella lotta alla zanzara tigre

29 4.2.a Interventi ordinari di controllo della proliferazione di Zanzara Tigre su tutto il territorio La modalità ordinaria con cui va organizzato e condotto un programma di lotta alla Zanzara Tigre prevede lo svolgimento delle seguenti attività: - trattamenti larvicidi delle caditoie stradali e attività di educazione e coinvolgimento dei cittadini nella gestione delle aree private; - trattamenti adulticidi in caso di infestazioni particolarmente intense e/o in siti sensibili quali scuole, ospedali, strutture residenziali protette, ecc. (con assenso del Dipartimento di Sanità pubblica dell Azienda Usl competente per territorio).

30 1. Trattamenti larvicidi Tutta l area urbanizzata viene sottoposta a trattamento larvicida. I trattamenti larvicidi nei tombini pubblici vengono eseguiti nel periodo aprile ottobre di ciascun anno solare, salvo diverse indicazioni che possono richiedere un integrazione. Sono previsti un minimo di 4 cicli di trattamenti larvicidi per ogni anno che possono essere diversamente calendarizzati a seconda del tipo di prodotto impiegato. Viene effettuata la disinfestazione delle caditoie (tombini e bocche di lupo, grigliati di piazzali e parcheggi), anche quelle apparentemente asciutte, comprese quelle presenti lungo gli spartitraffico di delimitazione delle diverse corsie stradali, nei perimetri delle rotatorie, sulle piste ciclabili e pedonali, presso tutte le strade, piazze, aree verdi, nonché le strutture di pertinenza comunale. Prodotti: i prodotti impiegati per i trattamenti larvicidi dovranno essere a base di Diflubenzuron o Pyriproxyfen in formulazione granulare, in compressa o liquida. Non sono ammessi prodotti che richiedano turni di intervento inferiori alle 4 settimane. I formulati larvicidi dovranno essere completi di Etichetta, Scheda Tecnica e Scheda di Sicurezza di ciascuno dei prodotti proposti. Attrezzature: sono utilizzate idonee attrezzature quali pompe a pressione di tipo portatile con serbatoio della capacità minima di 10 litri per la distribuzione di formulati larvicidi liquidi o attrezzature idonee alla distribuzione di formulati granulari. Si precisa che, in riferimento all attrezzatura idonea, nel trattamento di bocche di lupo l operatore deve assicurare il raggiungimento dell acqua da parte del formulato alle dosi prestabilite.

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36 2. Trattamenti adulticidi Gli eventuali trattamenti adulticidi, diurni o notturni, nei siti sensibili sono effettuati su richiesta del Comune in accordo con il Dipartimento di sanità pubblica, che indicherà quali siti devono essere trattati e l ora di effettuazione dell intervento. Prodotti: i formulati ad azione adulticida contro le zanzare devono essere a base di piretrine naturali e/o di piretroidi anche sinergizzati con piperonil butossido da utilizzare alle dosi indicate in etichetta per lo specifico impiego contro le zanzare. Nel rispetto della normativa vigente in materia, i formulati proposti devono essere registrati come Presidi Medico-chirurgici per la lotta all esterno contro le zanzare in ambito civile. Non sono ammessi formulati che presentino nella composizione (desunta dalle sez. 2 e 16 della Scheda Dati di Sicurezza ) coformulanti classificati con la frase di rischio: R40 ( Possibilità di effetti irreversibili ); R45 ( Può provocare il cancro ); R49 ( Può provocare il cancro per inalazione accompagnata dal simbolo T+(teschio); R61 ( Può danneggiare i bambini non ancora nati ); R63 ( Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati ). Attrezzature: per il servizio adulticida si richiede la disponibilità di almeno n. 1 unità operativa costituita da un operatore specializzato dotato di idoneo automezzo portante nebulizzatore a Basso Volume (LV) da impiegarsi nel trattamento di ampi spazi (es. vie cittadine, parchi pubblici) e/o di nebulizzatori dorsali a motore per il trattamento a piedi in spazi di limitata estensione e/o impossibili da raggiungere col nebulizzatore sull automezzo.i nebulizzatori portati dall automezzo o spalleggiati devono essere in grado di produrre aerosol freddo con diametro di particelle minori di 50 micron.

37 4.2.b Interventi di controllo della proliferazione di Zanzara Tigre nelle aree dove si sono verificati casi autoctoni nel 2007 La strategia specifica e mirata nei territori in cui si sono verificati in passato focolai autoctoni di trasmissione di Chikungunya, cioè i comuni di Ravenna, Rimini, Cesena, Cervia e Bologna, prevede: - la conduzione di un programma di lotta alla Zanzara Tigre organizzato secondo le modalità ordinarie (vedi precedente punto 4.2.a); - un intervento straordinario di disinfestazione porta a porta nelle aree di proprietà privata con trattamento larvicida dei focolai ineliminabili e rimozione di tutti i potenziali focolai larvali eliminabili, da eseguirsi con un duplice passaggio. La data di esecuzione dei trattamenti sarà stabilita in base all andamento meteorologico stagionale, prevedibilmente il primo passaggio nei primi 15 giorni di aprile con la ripetizione a tre settimane. Le aree da trattare secondo questa modalità sono le seguenti: o tutto il territorio urbanizzato di Castiglione di Ravenna e in un raggio di 300 metri dai casi confermati e localizzati a Ravenna città; o tutto il territorio urbanizzato di Castiglione di Cervia, l area di Cervia località Malva, l area di Cervia a sud del porto canale fino a Pinarella e in un raggio di 300 metri dai casi confermati e localizzati nelle restanti zone del litorale e del forese; o il quartiere Cervese Sud (località Villa Chiaviche, Sant Egidio, Vigne) e il quartiere Ravennate (centro abitato della località San Martino in Fiume) nel comune di Cesena; o territorio in un raggio di 300 metri dai casi confermati e localizzati nel comune di Rimini e di Bologna. Ognuno dei due turni di intervento dovrà essere concluso nell arco di 7 giorni dalla data di inizio. Il gruppo regionale Sorveglianza e lotta alla zanzara tigre darà indicazioni sulla data d inizio dell intervento straordinario porta a porta e provvederà ad eseguire la verifica della qualità degli interventi condotti.

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39 4.2.c Interventi di controllo in presenza di casi accertati o sospetti Nel caso in cui si verifichino casi di febbre virale da Chikungunya o altro patogeno veicolato da insetti, è necessaria una immediata disinfestazione capillare, con inizio delle attività entro 24 ore dalla segnalazione dell Azienda Usl (Vedi punto 1 del paragrafo 5.3.a). 1. Definizione dell area da trattare In caso di singola segnalazione l area da disinfestare, secondo le modalità più avanti indicate, corrisponde a un cerchio di raggio pari a 100 metri dall abitazione del soggetto ammalato. Il Dipartimento di Sanità Pubblica, sulla base dell inchiesta epidemiologica, potrà dare indicazioni su eventuali altre aree da disinfestare valutate soprattutto in rapporto all attività lavorativa del soggetto, tenuto conto che la viremia può essere presente anche 48 ore prima della comparsa dei sintomi. Il Dipartimento ha altresì il compito di fornire al soggetto norme comportamentali per contrastare la puntura di zanzara. In caso di focolaio epidemico, individuato e definito dal locale Dipartimento di Sanità pubblica, l area da disinfestare, secondo le modalità più avanti indicate, sarà estesa fino a 300 metri dai casi più periferici del focolaio stesso, oltre che interessare tutta l area del focolaio.

40 2. Modalità di esecuzione della disinfestazione La successione ottimale con cui questi trattamenti devonoessere condotti è la seguente: adulticidi in orario notturno in aree pubbliche, adulticidi, larvicidi e rimozione dei focolai in aree private (porta-porta); contestuale trattamento larvicida nelle tombinature pubbliche. La modalità di esecuzione dei trattamenti larvicidi è la stessa di quella indicata per i trattamenti ordinari. 3. Interventi adulticidi Gli interventi adulticidi sono da condurre con l obiettivo di abbassare prontamente la densità dell insetto vettore e le ottimali modalità di esecuzione sono le seguenti. Prodotti: per tali tipi di interventi risultano particolarmente adatti i piretroidi, dotati di potere abbattente. Vanno impiegati i formulati dotati di minore tossicità e senza solventi (ad es. Xilene e Toluene). Attrezzatura: a seconda dell agibilità delle aree da trattare possono essere usati nebulizzatori portatili o installati su veicoli. Tali attrezzature devono erogare particelle di aerosol con diametro inferiore a 50 micron. Luoghi da trattare: i trattamenti dovranno essere rivolti alla vegetazione (siepi, cespugli, arbusti) su aree pubbliche e private, fino ad una fascia di sicurezza di circa tre-quattro metri in altezza. Nel caso di trattamenti eseguiti su strade, deve essere assicurato l intervento sia sul lato destro sia sinistro, eventualmente con il doppio passaggio. In caso di sensi unici sarà opportuna la presenza della Polizia Municipale. Ripetizioni: i trattamenti adulticidi sulle strade pubbliche dovranno essere ripetuti per tre notti consecutive. In caso di pioggia intensa il programma delle tre ripetizioni va completato al termine della perturbazione. Norme precauzionali: i trattamenti devono essere eseguiti in assenza di persone e di animali. In caso di temporale o di brezza con raffiche superiori ai 3 metri al secondo l intervento dovrà essere sospeso fino al ripristino delle idonee condizioni atmosferiche.

41 4.2.d Interventi da attuare in caso di presenza di focolai di grandi dimensioni o epidemia con tasso di attacco elevato (Fase 3, eventualmente Fase 2) In questa situazione, configurabile come grave emergenza sanitaria, occorre attuare su tutto il territorio regionale, anche nelle zone non direttamente coinvolte da casi di Chikungunya o Dengue, interventi straordinari di disinfestazione con l obiettivo di ridurre ovunque in modo significativo la popolazione del vettore. Le specifiche indicazioni sulle misure da adottare verranno definite caso per caso, in relazione alla specifica situazione epidemiologica e alla necessità di utilizzare razionalmente le risorse disponibili, dall Unità di crisi regionale per le emergenze di Sanità pubblica, su parere degli organismi tecnici di supporto definiti nel Capitolo 3; in questa situazione sarà possibile estendere il protocollo di cui al precedente punto 4.2.c in aree più ampie di quelle direttamente interessate dal focolaio, e considerare l eventualità di operare nell ambito di deroghe alla Direttiva biocidi, con le procedure del caso. Analoghe misure potranno essere adottate già in fase 2, limitatamente alla zona D (zona direttamente coinvolta dal focolaio epidemico).

42 5.4.a Protezione da punture di zanzara Per ridurre il rischio di trasmissione di febbre da virus Chikungunya, come altre malattie trasmesse da artropodi, la misura preventiva più idonea è di evitare che il malato venga punto da zanzare. Le misure comportamentali da adottare sono: indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri ed accesi attirano gli insetti), con maniche lunghe e pantaloni lunghi, che coprano la maggior parte del corpo; evitare l uso di profumi (attirano gli insetti); applicate sulla cute esposta, repellenti per gli insetti a base di N,N-dietil-toluamide (DEET) o di KBR (noto anche come Bayrepel o Icaridina), ripetendo l applicazione, in caso di sudorazione intensa, ogni 2-3 ore;

43 alloggiare in stanze dotate di impianto di condizionamento d aria o in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano tenute in ordine e siano chiuse. Tali precauzioni devono essere adottate anche in caso di ricovero ospedaliero (In generale i pazienti affetti da febbre da Chikungunya o Dengue non richiedono Ospedalizzazione); spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno o utilizzare diffusori di insetticida operanti a corrente elettrica.

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48 Zanzara tigre 2008 Dirofilariosi canina 1981 Malaria 1900

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