RISCHIO DA ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI

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1 RISCHIO DA ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI

2 RISCHIO BIOLOGICO Segnale di indicazione del RISCHIO BIOLOGICO

3 Il rischio biologico in ambiente di lavoro si identifica con la determinazione del rischio di esposizione ad agenti biologici e con la conseguente strategia di prevenzione che richiede specifiche misure di protezione previste dagli adempimenti del Titolo X del D.Lgs. 81/08.

4 Titolo X del D.Lgs. 81/08 ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI Art. 266 Campo di applicazione Tutte le attività lavorative in cui vi è rischio di esposizione ad agenti biologici

5 Le attività lavorative che espongono al rischio biologico vanno distinte in : attività che fanno uso deliberato di agenti biologici quali ad esempio istituti di ricerca industrie farmaceutiche attività che hanno una potenziale esposizione ad agenti biologici: servizi sanitari macellazione lavorazioni delle carni allevamento del bestiame

6 DEFINIZIONI (art. 267) Agente Biologico Microrganismo Coltura cellulare qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari

7 Agenti biologici Oltre a Anche: VIRUS BATTERI FUNGHI ENDOPARASSITI prodotti dei microrganismi prioni (agenti causali del morbo della mucca pazza ) prodotti cellulari di origine vegetale o animale (peli, forfore animali, fibre tessili) artropodi (insetti, zecche, acari della polvere, ecc.)

8 MICRORGANISMI Sono forme di vita che presentano dimensioni microscopiche costituiti di norma da una sola cellula. Fra i microrganismi rientrano i batteri, i virus, i funghi e i protozoi. Essi si suddividono in: Endoparassiti: parassiti presenti nelle cellule e nei tessuti di un organismo ospite. Ectoparassiti: parassiti vegetali o animali che vivono sulla superficie esterna dell ospite (pidocchi, zecche, ecc.)

9 BATTERI Organismi di piccole dimensione (0,2 2 micron). In condizioni favorevoli raddoppiano il loro numero in circa 20 minuti. Si dividono in: Saprofiti: vivono in qualsiasi ambiente e non comportano rischi per l uomo. Patogeni: possono essere causa di malattie per l uomo. Questi batteri una volta penetrati nel nostro organismo sono in grado di provocare una malattia. Le condizioni ottimali per la loro crescita vengono raggiunte quando penetrano nel loro ospite preferito. Pertanto vi sono batteri patogeni per alcuni animali e non per l uomo e viceversa, o per entrambi. Opportunisti: normalmente vivono sul nostro corpo senza provocare nessuna malattia. Si possono però verificare situazioni, come un cattivo stato di salute dell ospite, che rendono questi batteri patogeni. In pratica vi sono dei batteri che diventano pericolosi solo perché l ospite è diventato più debole. L art. 271 del D.Lgs. 81/2008 prevede che il datore di lavoro tenga conto delle condizioni di salute dei lavoratori. Tossine batteriche: alcuni batteri producono sostanze simili a dei veleni. Ad esempio il microbo del tetano produce una sostanza tossica che agisce sul sistema nervoso provocando gli spasmi muscolari tipici della malattia.

10 VIRUS Sono gli agenti biologici più piccoli (0,02 0,3 micron). I virus a differenza dei batteri non riescono a moltiplicarsi fuori dalle cellule. Restano comunque potenzialmente capaci di trasmettere malattie anche quando sono fuori dagli organismi viventi per un periodo più o meno lungo.

11 FUNGHI I funghi o miceti pericolosi sono costituiti soprattutto da muffe e lieviti. Alcuni di questi sono responsabili di malattie nell uomo chiamate micosi. Le micosi possono riguardare la pelle, i peli e le unghie e organi interni come bronchi e i polmoni. Alcuni miceti producono delle sostanze tossiche chiamate micotossine. Esse possono dare modesti effetti, come la diarrea, ma anche provocare cirrosi epatica e cancro al fegato. Tra le principali micotossine vi è l aflatossina ritenuta cancerogena. Durante lavori di ristrutturazione di ambienti umidi (cantine, vecchie abitazioni) si possono diffondere grandi quantità di spore di funghi del genere aspergillus che possono essere inalate e provocare l asma bronchiale.

12 AGENTI BIOLOGICI Patogenicità: È la capacità che un microbo di provocare una malattia. Virulenza: Ci dà la misura della gravità della malattia. Malattie come il mal di gola o il raffreddore sono mali non gravi e pertanto causati da microbi poco virulenti, mentre il colera, l epatite, la tubercolosi, ecc. sono molto più gravi e pertanto causate da microbi più virulenti. Il D.Lgs. 81/2008 prevede, previo parere del medico Vaccinazione: competente, la messa a Consiste nella somministrazione di un preparato con lo scopo di aumentare disposizione di vaccini le difese immunitarie di un individuo. efficaci per quei lavoratori I globuli bianchi presenti nel sangue possono che non bloccare sono già dei immuni microbi all agente biologico utilizzando anticorpi (Linfociti B) che si legano al microbo e lo presente nel ciclo lavorativo neutralizzano. O aggredire una cellula contenente virus (Linfociti T) uccidendo sia la cellula che i virus. La vaccinazione consente al sistema immunitario di agire con maggior rapidità e precisione impedendo ai microrganismi di far ammalare l individuo colpito.

13 La classificazione degli agenti biologici Si basa sugli effetti esercitati sul lavoratore sano Non tiene conto degli effetti particolari su lavoratori ipersuscettibili Non sono considerati gli agenti biologici non patogeni per l uomo

14 Art. 268: classificazione Gli agenti biologici sono suddivisi in quattro classi, designate con valori crescenti da uno a quattro, in base a pericolosità possibilità profilattiche e terapeutiche La classificazione degli agenti biologici è elencata nell allegato XLVI del D.lgs. 81/08

15 Patogenicità riferibile alla capacità di produrre malattia a seguito di infezione; Pericolosità degli agenti biologici l infettività intesa come capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell ospite; la trasmissibilità intesa come la capacità di un microrganismo di essere trasmessoda un soggetto infetto ad un soggetto suscettibile la neutralizzabilità intesa come la disponibilità di efficaci misure profilattiche per prevenire la malattia o terapeutiche per la sua cura

16 Classificazione degli agenti biologici Agente biologico del gruppo 1 è un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani Es.: Saccharomyces cerevisiae, Streptococcus thermophylus, Lactobacillus casei, Staphylococcus xylosus Es.: Klebsiella pneumonie (infezioni a carico dell apparato urinario e del tratto respiratorio), Legionella pneumophila (polmonite), Enterobacter aerogenes (infezione dell apparato urinario), Agente biologico del gruppo 2 è un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi alla comunità. Sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche

17 Classificazione degli agenti biologici Yersinia pestis (trasmessa da animali all uomo attraverso le pulci), Brucella abortis (infezione da latte e latticini), Bacillus anthracis (si contrae per contatto con carni di animali infetti) Agente biologico del gruppo 3 è un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituire un serio rischio per i lavoratori. L agente biologico può propagarsi alla comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche Virus ebola (colpisce i reni, il fegato, la milza, sedi di emorragie interne), Virus Lassa (contatto con il cibo o oggetto contaminati dagli escreti di alcuni roditori. Può essere trasmessa per inalazione). Agente biologico del gruppo 4 è un agente che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituire un serio rischio per i lavoratori. Può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità: non sono disponibili di norma efficaci misure profilattiche e terapeutiche

18 Rischi biologici Probabilità che gli agenti biologici, venuti a contatto con l uomo, provochino l evento dannoso (infezione/allergia/intossicazione) Tale PROBABILITA dipende: A) dall agente biologico B) dall organismo ospite (uomo) C) dalla loro interazione D) dall ambiente in cui avviene l incontro

19 Rischi biologici I. Contatto II. III. IV. diretto (con persona malata) indiretto (con oggetti o strumenti contaminati) Inalazione di goccioline di grandi dimensioni (droplet): Rosolia, Orecchioni, Influenza, SARS, infezioni da streptococco Inalazione di goccioline di piccole dimensioni (via aerea o tramite droplet nuclei) Morbillo, Varicella Ingestione accidentale V. Vettori esterni (zanzare, zecche, altri artropodi) VI. Modalità di trasmissione Via parenterale (puntura d'ago accidentale, taglio)

20 Cultura della Sicurezza Potenziali fonti di pericolo biologico Contatto con bambini (pannolini, feci, fluidi biologici, ecc.) Impianti aereazione e idrici in cattivo stato di manutenzione Arredi e tendaggi Polvere Ambienti sovraffollati 20

21 Cultura della Sicurezza Potenziali vie di esposizione Inalazione di aerosol Contatto con superfici od oggetti contaminati Contatto con soggetti potenzialmente infetti Ci ricordiamo bene che cosa significa aerosol? 21

22 Cultura della Sicurezza Che cosa e l aerosol Si tratta di una miscela con una fase disperdente aeriforme ed una fase dispersa liquida o solida, avente un certo carattere di stabilità. Rappresenta una rilevante fonte di dispersione nell atmosfera di materiale infetto e costituisce una delle più frequenti modalità di contaminazione ambientale, tanto più pericolosa in quanto non visibile. 22

23 Alcuni esempi di formazione di aerosol: Centrifugazione Miscelazione Agitazione Espulsione di liquidi Apertura di contenitori di materiale infetto con pressione interna diversa da quella dell ambiente circostante Materiali emessi per via intranasale Raccolta di tessuti infetti da uomini, animali e uova Manipolazione di forti concentrazioni o grandi volumi di materiali infetti Tosse Starnuti Cultura della Sicurezza Che cosa e l aerosol 23

24 Cultura della Sicurezza Che cosa e l aerosol Date le ridottissime dimensioni (siamo nell ordine dei micrometri) delle particelle che li compongono, queste si diffondono rapidamente nell ambiente Contaminano persone, superfici e strumenti Si possono insinuare nei canali di aerazione raggiungendo in breve altri locali, uffici e strutture anche lontane. 24

25 Cultura della Sicurezza Che cosa e l aerosol Si possono così contaminare non solo l operatore, ma i colleghi presenti nello stesso locale e altro personale presente nell edificio Una drastica riduzione degli aerosol si ottiene utilizzando apparecchiature moderne (ventilazione, aspirazione, condizionamento, ecc.) e conformi alle normative vigenti ed applicando rigorose misure di prevenzione e protezione. 25

26 Cultura della Sicurezza Una nota.. Che cosa e l aerosol Polveri: particelle solide di varie dimensioni disperse nell'aria Vapori: forma gassosa di una sostanza normalmente allo stato liquido (vapor acqueo, vapori di solventi, di acidi, ecc.). 26

27 Cultura della Sicurezza Una nota.. Che cosa e l aerosol Gas: sostanza che a temperatura e pressione ambiente esiste solo in questa forma (ossido di carbonio, ossigeno, protossido di azoto, ozono, ecc.) Fumi: particelle solide in un gas derivanti in genere da una combustione incompleta. Spesso formati da particelle di carbonio. 27

28 Vie di trasmissione Ingestione : le mani alimenti e bevande sigarette schizzi accidentali

29 per via aerea avviene per disseminazione sia di nuclei di goccioline, sia di particelle di polvere contenenti l agente infettivo Inalazione aerosol: apertura di provette centrifugazione non protetta

30 attraverso goccioline (droplet)

31

32 Inoculazione punture accidentali morsi o graffi di animali

33 per contatto il passaggio di microorganismi da un pz. Infetto verso un ospite recettivo può avvenire per contatto cute contro cute Contatto con cute o mucose: schizzi accidentali superfici strumenti animali da laboratorio

34 Catena delle infezioni

35 Rischi biologici In ambienti INDOOR Uomo e animali: Desquamazione epidermide, trasmissione microrganismi per contatto diretto o indiretto o per via aerea (influenza, polmoniti, tubercolosi, varicella, ecc.) Impianti condizionamento aria: Acqua di condensa, umidificatori, torri di raffreddamento (batteri termofili, endotossine batteriche, legionelle, batteri Gram negativi) Acqua Rete distribuzione acqua, serbatoi (Legionelle, batteri Gram negativi, protozoi) Arredi Tappezzeria, tappeti, poltrone, piante, ecc. Polvere Miscela contenente microrganismi, terriccio, acari, muffe, ecc.

36 Rischi biologici AZIONE INFETTIVA: Virus (influenzali, parainfluenzali, adenovirus, ecc.,..) Batteri (S. aureus, Legionella spp.,.) Funghi (Aspergillus fumigatus, ) Parassiti (Acantamoeba, Naegleria fowleri, ) AZIONE ALLERGICA: Batteri (Actinomyces.,.) Funghi (Aspergillus spp., Penicillium spp., ) Artropodi (Dermatophagoides farinae, D. pteronyssinus, ) Effetti sulla salute AZIONE TOSSICA Prodotti e derivati dei microrganismi: endotossine, micotossine (Penicillium spp., Aspergillus versicolor, ecc.), 1-3 beta glucani (costituenti spore fungine)

37 Rischi biologici In ufficio Agenti biologici Fonti di pericolo Via di esposizione Effetti sulla salute Monitoraggio ambientale Prevenzione e protezione Virus, batteri (stafilococchi, legionelle), funghi (Aspergillus, Alternaria,ecc.), allergeni indoor (acari, peli animali, muffe, blatte) Impianti di climatizzazione e idrici in cattivo stato di manutenzione polvere di arredi, tendaggi, moquette. Contatto diretto e indiretto Inalazione Infezioni, allergie monitoraggio microbiologico dell aria per la carica microbica totale (carica psicrofila e mesofila) e carica fungina (muffe e lieviti) monitoraggio delle superfici di scrivanie, scaffali monitoraggio ambientale di legionella monitoraggio ambientale degli allergeni indoor nella polvere Adeguata pulizia degli ambienti Frequente ricambio dell aria Adeguata manutenzione degli impianti di climatizzazione e idrici Monitoraggi ambientali periodici per controllare la qualità dell aria

38 Rischi biologici Negli alberghi Agenti biologici Fonti di pericolo Via di esposizione Effetti sulla salute Monitoraggio ambientale Prevenzione e protezione Virus, batteri (coliformi, stafilococchi, legionelle), funghi (Aspergillus, Alternaria,ecc.), allergeni indoor (acari, peli animali, muffe, blatte) Impianti di climatizzazione e idrici in cattivo stato di manutenzione presenza di rifiuti potenzialmente infetti nelle camere e nei servizi igienici polvere di arredi, materassi, tendaggi, moquette. Contatto diretto e indiretto Inalazione Infezioni, allergie monitoraggio microbiologico dell aria per la carica microbica totale (carica psicrofila e mesofila) e carica fungina (muffe e lieviti) monitoraggio delle superfici di comodini, armadi, superfici monitoraggio ambientale di legionella monitoraggio ambientale degli allergeni indoor nella polvere Pulizia e disinfezione di camere, locali comuni e servizi igienici Adeguata rimozione della polvere Frequente ricambio dell aria Adeguata manutenzione degli impianti di climatizzazione con sostituzione periodica dei filtri adeguata manutenzione degli impianti idrici con periodici trattamenti di disinfezione monitoraggi ambientali periodici per controllare la qualità dell aria e dell acqua Uso di guanti e indumenti di lavoro nell effettuare i servizi ai piani o di lavanderia Uso di mascherina in caso di soggetti allergici alla polvere

39 Rischi biologici Centri sportivi Agenti biologici Fonti di pericolo Via di esposizione Effetti sulla salute Monitoraggio ambientale Prevenzione e protezione Virus (papillomavirus), batteri (coliformi, stafilococchi, legionelle), funghi (dermatofiti), endoparassiti, allergeni (muffe, acari) Superfici di attrezzi ginnici, panche, armadietti, pavimenti Impianti idrici e di climatizzazione Contatto diretto con utenti Contatto diretto e indiretto Inalazione Infezioni respiratorie, infezioni cutanee (verruche), micosi cutanee (piede d atleta), allergie monitoraggio microbiologico dell aria monitoraggio delle superfici (panche, armadietti, ecc.) monitoraggio di legionella monitoraggio degli allergeni indoor Evitare contatto diretto con: superfici degli attrezzi ginnici, panche degli spogliatoi, sanitari Utilizzare tappeti personali Indossare indumenti di cotone Usare salviettine con disinfettanti per detergere le superfici degli attrezzi ginnici dopo l uso degli operatori o dei frequentanti Ventilazione e ricambio d aria Pulizia e sostituzione dei filtri dell'impianto di condizionamento. Accurata pulizia e disinfezione delle superfici. Asciugarsi accuratamente dopo la doccia Astenersi dal frequentare centri sportivi quando si è ammalati e rispettare idonei tempi di convalescenza a guarigione avvenuta.

40 Rischi biologici Nelle piscine Agenti biologici Fonti di pericolo Via di esposizione Effetti sulla salute Monitoraggio ambientale Prevenzione e protezione Virus (papillomavirus), batteri (coliformi, stafilococchi, legionelle), funghi (dermatofiti, ), endoparassiti (Giardia, Cryptosporidium) Acqua delle vasche e dei ristagni Superfici di panche, armadietti, pavimenti, docce Impianti idrici e di climatizzazione Contatto diretto e indiretto Ingestione accidentale Inalazione Infezioni intestinali, infezioni cutanee (verruche), infezioni localizzate (otiti), micosi cutanee (piede d atleta) monitoraggio microbiologico dell aria monitoraggio delle superfici (panche, armadietti, ecc.) monitoraggio di legionella monitoraggio microbiologico dell acqua clorazione dell acqua indossare sempre ciabattine di gomma personali; non camminare a piedi scalzi sui bordi delle piscine, nelle docce e negli spogliatoi. gli asciugamani e gli accappatoi non vanno mai scambiati dopo la doccia, asciugarsi sempre con cura poichè funghi e verruche si sviluppano più facilmente in ambienti umidi ventilazione e ricambio d aria pulizia e sostituzione dei filtri dell'impianto di condizionamento. accurata pulizia e disinfezione delle superfici. astenersi dal frequentare centri sportivi quando si è ammalati e rispettare idonei tempi di convalescenza a guarigione avvenuta uso di guanti da parte degli addetti alla pulizia ordinaria uso di guanti e mascherina da parte degli addetti alla manutenzione

41 Cultura della Sicurezza Possibili effetti sulla salute (rischi biologici) Infezioni batteriche (scarlattina, otiti, faringiti, ecc.) Infezioni virali (varicella, morbillo, influenza, raffreddore, ecc.) Allergie Dermatosi Pediculosi (pidocchi). 41

42 Cultura della Sicurezza POLVERI: particelle solide di varie dimensioni disperse nell'aria - minore di 0,5 micron = penetrano in profondità, ma in parte sono espirate - tra 0,5 e 10 micron = si fissano negli alveoli polmonari - maggiore di 10 micron = sono trattenute dalle vie aeree N.B: le dimensioni sono indicative superiori. 42

43 Cultura della Sicurezza Le polveri sottili Pm 10 Materiale particolato 10 43

44 Cultura della Sicurezza Prevenzione e protezione Informazione e formazione sulle corrette prassi igieniche Igiene delle mani, in particolare dopo avere contattato/cambiato i bambini o toccato oggetti potenzialmente infetti Adeguate procedure di pulizia degli ambienti Microclima corretto (ventilazione, adeguato numero di ricambi dell aria, ecc.). 44

45 Esempi di rischio biologico

46 Legionella: Nel caso sia identificabile anche solo una potenziale esposizione all agente Legionella, essendo questo classificato nell Allegato XI del DLgs 626 / 94 al gruppo 2 tra i patogeni,(sia come Legionella spp che come Legionella pneumophila,) si devono attuare tutte le misure di sicurezza necessarie. La legionellosi è una infezione causata da un batterio del genere legionella. La malattia si presenta in due forme: 1) malattia dei legionari (forma più grave di polmonite). 2) febbre di Pontiac (forma leggera di infezione)

47 Contagio Penetra nell ospite attraverso le prime vie respiratorie sottoforma di aerosol generati da rubinetti, docce ed impianti di condizionamento ecc. Le persone possono essere esposte in casa, nel luogo di lavoro,o in posti pubblici.. sintomi Febbre,raffreddore, tosse, mal di testa dolori muscolari, perdita dell appetito. diagnosi Test specifico di laboratorio unitamente ai segni clinici

48 Interventi di prevenzione e protezione di tipo collettivo Nell ambito della tutela della salute da legionellosi in un ambiente di lavoro importanti interventi di prevenzione e protezione di tipo collettivo sono : le procedure di pulizia,decontaminazione e disinfezione degli impianti di ventilazione e condizionamento o di singole apparecchiature,degli apparati di umidificazione dell aria il trattamento di decontaminazione delle reti di distribuzione di acqua sanitaria è considerato di rilevante importanza per la frequenza di casi di. Legionellosi imputabili ad inquinamento di tali impianti. Attualmente,la soluzione maggiormente affidabile per lunghi periodi di tempo ed applicabile in tutti gli impianti è l adozione di appositi sistemi filtranti tecnologicamente avanzati, disponibili sul mercato.

49 Zecche le zone ove le zecche possono risiedere più facilmente (luoghi di campagna, zone di passaggio di greggi, erbe alte, vicinanze di animali come pecore, capre e cani);

50 Malattie trasmesse dalle zecche Infezione batterica Spirochetosi: Borrelia burgdorferi s.l. 1992: tre nuove genospecie : B.burgdorferi s.s. B.garinii B.afzelii 1993: B.japonica 1995: B.andersoni,...

51 Prevenzione Usare un appropriato abbigliamento di colore chiaro (in tal modo si evidenziano meglio) che copra il più possibile il corpo (scarpe alte, calzini lunghi, camicia con manica lunga); Applicare sugli abiti prodotti repellenti acquistabili in farmacia; Evitare di sedersi e di appoggiare indumenti o zaini sull'erba (usare teli di plastica). Bonificare eventualmente il terreno con prodotti a base di Permetrina, un piretroide sintetico, poco tossico per l'uomo e gli animali; funge da repellente da applicare agli abiti ma è anche in grado di uccidere le zecche bloccando il loro sistema nervoso;

52 Tetano Clostridium tetani aisensi del D.Lgs 626/94 è un agente biologico del gruppo 2 può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori.(direttiva 2000/54/CE) I clostridi: batteri sporigeni Clostridium tetani Clostridium botulinum Clostridium perfrigens Clostridium difficile anaerobi Attecchimento e la moltiplicazione favorita da: 1. necrosi del tessuto e quindi diminuito afflusso di sangue e quindi di O 2 2. presenza contemporanea di batteri aerobi 3. Acatalasemia (diminuita concentrazione ematica di catalasi 1 ) 1 scissione dei perossidi

53 I clostridi: batteri sporigeni Sono bacilli Gram positivi di 3-8 mm di lunghezza In gran parte sono mobili per la presenza di flagelli peritrichi Raramente capsulati Producono spore a localizzazione somatica terminale Vivono come saprofiti nel suolo o nell intestino di alcuni animali Le infezioni nell uomo sono dovute a introduzione accidentale nei tessuti profondi dei clostridi o delle spore o dell assunzione con alimenti di tossine

54 Clostridium tetani Il tetano (tetanos = rigidità) è caratterizzato da spasmi muscolari (paralisi spastica) con concomitante paralisi flaccida (muscoli oculari). Compromissione della funzionalità muscolare a livello respiratorio (soffocamento dovuto al rigurgito del contenuto dello stomaco).

55 Vaccini IN Italia esistono : vaccini obbligatori per legge es. antipolio,antitetanico.. Vaccini consigliati es. antiinfluenzale Entrambi seguono un calendario vaccinale Per quanto riguarda la vaccinazione antitetanica: anatossina ottenuta trattando la tossina con formolo. Schedula vaccinale : richiamo intramuscolo ogni 10 anni dopo il ciclo di base. Operatori sanitari interessati: operai e manovali addetti alla manipolazione di immondizia

56 Le punture da insetto Le punture da imenotteri (vespe, calabroni, api) sono abbastanza frequenti e procurano disturbi di diversa gravità Sintomatologia locale: pomfo eritematoso, pruriginoso e dolente, malessere generalizzato orticaria generalizzata+dolore, nausea, vomito Sintomatologia sistemica: grave reazione allergica fino allo shock anafilattico con perdita di coscienza Attenzione se il soggetto è allergico

57 Principali imenotteri responsabili di allergia

58 Ratti e topi Fra le malattie diffuse dai ratti e dai topi estremamente importanti sono il tifo murino, diffuso dalle zecche e dagli acari parassitoidi dei ratti, la leptospirosi, diffusa da un batterio presente nel sangue e nelle urine dei ratti infetti, e la famigerata peste che nel medioevo provocò la morte di 25 milioni di esseri umani nella sola Europa. I ratti sono infine portatori di microrganismi tifodi, della dissenteria e della rabbia

59 Tifo Murino La pulce responsabile della trasmissione della malattia dal ratto all'uomo, Xenopsylla cheopis, una volta punto il ratto infetto, deposita le feci sulla pelle dell'individuo sano il quale a sua volta si infetta inoculandosi il germe attraverso le lesioni da grattamento. Più raramente l'infezione si verifica per ingestione o inalazione di prodotti inquinati da feci di ratti o di pulci infetti. La prevenzione si basa su: Lotta alle pulci e ai ratti con disinfestazioni e derattizzazioni. Vaccinazione: esistono vaccini a base di rickettsie inattivate. Esiste anche una terapia medica che si avvale di tetracicline e cloramfenicolo.

60 La peste E' una malattia infettiva causata da un bacillo denominato Yersinia pestis che viene trasmesso all'uomo dalla puntura delle pulci dei ratti o di altri roditori. peste polmonare trasmissione diretta da uomo a uomo Dal punto di vista clinico si distinguono due forme principali di peste La profilassi si basa su: la peste bubbonica trasmissione indiretta, mediata dalle pulci dei ratti Lotta ai ratti e alle pulci mediante disinfestazioni e derattizzazioni. La lotta ai ratti si fa anche con: corretto smaltimento dei rifiuti, strutture edilizie e dispositivi antiratto, conservazione adeguata degli alimenti. Molto importante è la lotta ai ratti negli ambiti portuali e sulle navi per il rischio di trasporto dei roditori da aree infette. Isolamento dei malati Sorveglianza dei contatti per almeno 6 giorni. Chemioprofilassi con tetraciclina o sulfamidici per le persone esposte al rischio. Vaccinazione: i vaccini antipestosi, a causa della breve immunità che conferiscono, sono poco utilizzati. Qualche indicazione essi hanno per coloro che, per ragioni professionali, hanno frequenti contatti con roditori ( Ricercatori, Biologi ecc..). Terapia antibiotica precoce mediante streptomicina.

61 Leptospirosi La leptospirosi è un'infezione dovuta a microrganismi chiamati leptospire. Tipica degli animali, questa malattia può trasmettersi occasionalmente all'uomo se viene in contatto con acqua o altri materiali contaminati dagli escrementi di animali infetti. Gli animali più colpiti sono i ratti, Intervento Non è ancora largamente disponibile un vaccino efficace e privo di effetti collaterali. In caso di sospetta contrazione della leptospirosi bisogna immediatamente consultare il medico. In alcuni casi particolari (forte rischio di esposizione) può essere suggerita una chemioprofilassi mediante doxiciclina

62 Rischio rabbia dopo morso di cane randagio

63 La rabbia è causata da un virus neurotropo spesso presente nella saliva degli animali rabidi Gli animali rabidi trasmettono l'infezione tramite morsicature inferte ad altri animali o all'uomo I cani rabidi rappresentano ancora il rischio più alto per l'uomo su scala mondiale di contrarre la rabbia. I cani rabidi possono avere o la rabbia furiosa, caratterizzata da agitazione e malvagità, seguite da paralisi e morte; oppure la rabbia muta, in cui predominano i sintomi paralitici. Patologia Il virus viaggia dalla sede di ingresso lungo i nervi periferici fino al midollo spinale e al cervello, in cui si moltiplica; esso prosegue attraverso i nervi efferenti verso le ghiandole salivari e compare nella saliva.

64 Prevenzione Per la prevenzione e il controllo i cani devono essere isolati e i cani randagi devono essere catturati e tenuti nei canili Profilassi Post-esposizione: se immediatamente dopo l'esposizione viene messa in atto un'accurata profilassi locale e sistemica, nell'uomo la rabbia si verifica raramente. La terapia locale delle ferite può essere la misura preventiva più importante. L'area contaminata deve essere immediatamente e accuratamente pulita con acqua e sapone o benzalcon cloruro. Le punture profonde vanno irrorate con acqua saponata utilizzando un catetere La migliore profilassi post-esposizione è data dalla somministrazione di immunoglobuline antirabbia (RIG) per l'immunizzazione passiva seguite dal vaccino antirabico umano da cellule diploidi (HDCV) o dal vaccino antirabico assorbito (RVA) per l'immunizzazione attiva.

65 Morsi di vipera Le vipere con il loro morso inoculano numerose tossine. Il morso è riconoscibile dalla presenza di due forellini distanziati di 1 cm. Effetti locali (comparsa entro pochi minuti): dolore edema esteso a tutto l arto necrosi in sede di morso chiazze emorragiche Effetti sistemici: vomito, nausea dolori muscolari e articolari aumento della temperatura collasso cardiocircolatorio

66 I Piccioni preoccupazioni come veicolo potenziale di diverse trasmissione di malattie infettive Il piccione è portatore di circa 60 malattie, contagiose per l'uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi. Citiamo solo alcune tra le più comuni : Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi, ecc. Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli utensili da cucina, la biancheria, ed innescando i processi infettivi. prevenzione interventi di ripristino ambientale. rimozione dello strato di guano disinfezione e disinfestazione. Pianificazione della strategia di allontanamento

67 Cultura della Sicurezza Prevenzione e protezione Corretta manutenzione impianti aereazione e idraulici Monitoraggi e controlli ambientali periodici per verificare la qualità dell aria, la pulizia delle superfici, la presenza di polvere, ecc. Periodiche ispezioni in merito alle possibili infestazioni ectoparassitarie (pediculosi ad es.) Profilassi vaccinale (se possibile). 67

68 Regole generali - Spazi di lavoro sufficientemente ampi - Superfici lisce, di facile pulizia, impermeabili e resistenti - Efficace aerazione nei luoghi di lavoro chiusi - Sistemi di condizionamento sottoposti a regolare manutenzione e pulizia - Microclima confortevole (T, UR, ricambi d aria adeguati) - Armadi separati per il vestiario civile e da lavoro - Docce, se il tipo di attività lo richiede - Servizi igienici adeguati - Evitare di mangiare, bere e fumare nei luoghi di lavoro

69 Rischi biologici Pulizia Polvere e sporco rappresentano un ottimo terreno di coltura. N.B.: I disinfettanti NON sono agenti detergenti e ostacolano la rimozione dello sporco. Vanno usati solo dopo la pulizia. Sanificazione: uso di detergenti per ridurre il numero di contaminanti batterici su oggetti e superfici. Una prima accurata detersione con acqua e detergente seguito da risciacquo è il sistema più semplice e valido Disinfezione impedisce la proliferazione dei germi patogeni; non deve sostituire la sanificazione in quanto la presenza dello sporco sulle superfici protegge i microrganismi dal contatto diretto con il disinfettante, inattivandolo e rendendo inutile la procedura.

70 Rischi biologici Sistemi di controllo dei microrganismi sterilizzazione disinfezione disinfestazione (contro artropodi) derattizzazione Sterilizzazione Uccide tutte le forme di microrganismi e le spore batteriche (120 C per almeno 20 minuti in autoclave) Disinfezione Controllo dei microrganismi patogeni su una superficie o in un dato ambiente (con disinfettanti chimici: alcoli, perossido di idrogeno, tensioattivi, fenoli, aldeidi)

71 Cultura della Sicurezza Disinfezione Ci ricordiamo bene che cosa significa disinfettare? 71

72 Cultura della Sicurezza Disinfezione Disinfezione non è sinonimo di sterilizzazione Sterilizzazione: eliminazione totale di ogni forma di vita Disinfezione: processo mediante il quale si eliminano quasi del tutto i microrganismi patogeni. La disinfezione si realizza con mezzi fisici e mezzi chimici 72

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