1 EURO. Ritardi nei pagamenti, aziende in ginocchio: l anno scorso le aziende italiane hanno perso 35 miliardi di euro

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1 SETTIMANALE SABATO 7 FEBBRAIO 2015 ANNO IX NUMERO 6 QUESTO GIORNALE NON RICEVE ALCUN FINANZIAMENTO PUBBLICO 1 EURO Testata: Il Giornale dell Emilia Romagna - Iscritta al Tribunale di Reggio Emilia il 03/03/2006 al n IECONOMIAI IAIUTI ALLE FAMIGLIEI Ritardi nei pagamenti, aziende in ginocchio: l anno scorso le aziende italiane hanno perso 35 miliardi di euro Un bando per aiutare le famiglie in difficoltà: si chiama Home Care Premium, e consiste in un premio per la cura a casa di pensionati pubblici non più autosufficienti A PAGINA 8 A PAGINA 13

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3 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 I APPROFONDIMENTO DEL DIRETTORE Avete mai visto un cinese barbone che chiede l elemosina? I cittadini della Grande Muraglia che decidono di trasferirsi in un altro Paese sono quelli che hanno più possibilità economiche Li abbiamo sempre visti come esperti e validi commercianti che aprono vere e proprie attività commerciali: ristoranti, negozi di abbigliamento, bazar, e quant altro Il cinese non opera mai singolarmente, un progetto imprenditoriale viene sostenuto da un intera comunità MAURIZIO COSTANZO NELL AMBITO della dinamica sociale e demografica di un Paese, generalmente, si è sempre fatto riferimento alle nascite e all invecchiamento della popolazione per decretare lo sviluppo o la decrescita di quello stesso Paese. Da un decennio a questa parte però, un altro fattore ha preso il sopravvento nell analisi della crescita di un Paese: l immigrazione. Non che prima dell ultimo decennio non ci fosse l immigrazione, ma indubbiamente vi è stato un cambiamento di tendenza in quanto il numero degli immigrati ha superato di gran lunga quello dei migranti. Albanesi, Romeni, Marocchini, queste sono le popolazioni che mantengono il primato fra gli immigrati, ma vi è una comunità (quella cinese) che si è distinta dalle altre, fin da subito, per il suo modo di operare diverso da quello delle altre. Quando si parla di immigrati, generalmente, siamo portati a pensare che siano individui che abbandonano il loro Paese fuggendo da situazioni di estrema povertà o pericolo e anche se sono consapevoli che molte delle promesse loro fatte non si realizzeranno, comunque credono di andare a vivere una situazione migliore. I cinesi, invece, non solo non sempre partono da una condizione di disagio, ma coloro che decidono di trasferirsi in un altro paese sono quelli che hanno più possibilità economiche che li mette in grado di affrontare un simile viaggio e un totale cambiamento di stile di vita. Molti non cercano di sistemarsi per sempre, ma solo di migliorare per un periodo della loro vita, le condizioni economiche per poi ritornare nel paese di origine. Non capita mai di incontrare un immigrato cinese che chieda l elemosina o che sia un barbone, li abbiamo sempre visti come esperti e validi commercianti che aprono vere e proprie attività commerciali: ristoranti, negozi di abbigliamento, bazar, e quant altro. Sono progetti che riescono a realizzare, non senza dolore e sacrificio perché molte giovani coppie, che costituiscono la più alta percentuale di immigrati, sono costretti a lasciare i loro figli e a crescerli a distanza. I cinesi destano curiosità perché, pur essendo immigrati, rappresentano un gruppo chiuso, quasi come se non si volessero integrare ma appaiono attenti solo ad essere operosi in attesa del loro ritorno alla casa di origine. La cultura cinese è molto lontana dalla nostra e questo rende tutto più difficile in quanto aumenta i pregiudizi, ma la comunità cinese va avanti nonostante tutto perché ha compreso che l unico punto di forza per sopravvivere e bene ad un cambiamento così radicale di usi e di tradizioni, è il sostegno parentale. Il cinese non opera mai singolarmente, un progetto imprenditoriale viene sostenuto da un intera comunità. Idee progettuali che si tramandano di generazione in generazione, infatti molti cinesi nascono in Italia e frequentano le Maurizio Costanzo direttore del nostro Settimanale e di 4Minuti.it scuole italiane e i giovani scelgono gli indirizzi scolastici in funzione dell apporto che possono portare all attività di famiglia. Mi piace pensare, però, che in qualche caso questa catena si sia spezzata perché è solo allora che si potrebbe parlare di vera integrazione. In Italia, le città più popolate dai cinesi sono Milano, Prato e Roma che hanno delle zone diventate delle vere e proprie Cinatown italiane Ċi si lamenta: si lamenta il cittadino che si è visto derubare il quartiere di casa propria e si lamenta il commerciante che non può essere concorrenziale sui prezzi. Certamente sono auspicabili maggiori controlli, ma partendo dal presupposto che sarebbe condannabile l evasione fiscale o una concorrenza sleale non si può negare che, i cinesi, abbiamo indubbie capacità imprenditoriali. Sebbene i cinesi abbiano affrontato il fenomeno dell immigrazione in modo inusuale, non dobbiamo dimenticare che quando si parla di immigrazione, c è sempre in agguato la criminalità organizzata che sfrutta le comunità più vulnerabili per scopi illeciti. La comunità cinese non è stata dispensata da questo genere di interferenze, infatti spesso capita che operai cinesi vengano costretti a lavorare nelle fabbriche con turni massacranti e condizioni igieniche pessime. Direttore: Maurizio Costanzo La testata telematica che ti aggiorna direttamente nella tua informative inviate settimanalmente Più di 158 milioni di accessi al sito da Gennaio ad agosto 2014

4 LICEO SPORTIVO PRIVATO UNA NUOVA OPPOR TUNITÀ SEDI A MODENA E CARPI

5 SABATO 7 FEBBRAIO IL CASO Il Dragone fa shopping a Reggio... I cinesi conquistano i bar storici della provincia: dall esagono alla Bassa sino a Scandiano, la lunga marcia della comunità orientale... Nella nostra città hanno già rilevato attività. Il loro segreto? Pagano in contanti e... subito Proprio la crisi ha impresso un accelerazione senza precedenti alla campagna acquisti dei cinesi: mentre gli italiani escono dal mercato e dovunque si moltiplicano le saracinesce chiuse, loro spendono, comprano, gestiscono e guadagnano ALESSANDRO BETTELLI IL DRAGONE fa shopping a Reggio. L ultimo in ordine di tempo e di importanza è il Bar Duomo, in piazza Prampolini. Dietro il bancone di uno fra gli esercizi pubblici più amati dai reggiani, ora ti sorridono tre ragazze con gli occhi a mandorla: cinesi di seconda generazione che hanno studiato a Reggio e parlano perfettamente l italiano. Efficienti, professionali e con la gentilezza proverbiale della loro nazionalità, hanno conquistato subito il favore della clientela di sempre. Del resto, da qualche anno il centro cittadino è teatro di vorticosi passaggi di mano di bar che portano l impronta degli anni ruggenti di Reggio Emilia: ai cinesi hanno comprato da un giorno all altro il bar Grattacielo in piazza del Tricolore, il Caffè Cavour, il Bar Piccadilly, sotto i portici, di fronte a porta Castello. Per qualche tempo il gossip cittadino cinquettava anche intorno a un ipotetica cessione del mitico bar Prospero di Piasa ceca simbolo della movida reggiana, ma il titolare, reggianissimo, che ha sempre smentito i rumors, è ancora lì,a distanza di anni, dietro al bancone Non è certo una novità la crescita incessante della comunità cinese in termini economici, che reinveste nel commercio i profitti realizzati anno dopo anno nei laboratori tessili e con i tradizionali ristoranti low cost. Pagano in contanti e senza dilazioni, dimostrando una disponibilità di denaro liquido sconosciuta non soltanto alle altre comunità immigrate, ma anche e soprattutto ai piccoli imprenditori italiani. Il fatto nuovo è un brusco cambiamento di passo: non più l apertura di empori made in China o banchi del mercato, bensì l acquisizione di esercizi storici di cui viene mantenuta più o meno rigorosamente l identità reggiana. L ingresso, insomma, nel salotto buono del commercio. Sulla scena entra una nuova generazione di imprenditori (naturalmente con i soldi delle famiglie e dei connazionali che hanno fatto fortuna) e questo spiega le innovazioni che investono pure le attività tradizionali: ne sono un esempio i ristoranti cinesi trasformati in sushi-bar finto nipponici. Proprio la crisi ha impresso un accelerazione senza precedenti alla campagna acquisti dei cinesi: mentre gli italiani escono dal mercato e dovunque si moltiplicano le saracinesce chiuse, loro spendono, comprano, gestiscono e guadagnano. Nessuno è al riparo da questa avanzata. A Novellara ora è cinese anche il centralissimo Bar Roma. A Scandiano sono passati di mano il bar Cristofer di Pratissolo, il Boiardo di piazza Spallanzani e il Moderno di via Vallisneri, solo per citare i casi più eclatanti. Secondo i dati forniti dal servizio anagrafe del Comune i residenti a Reggio di nazionalità cinese erano 4 mila 218, ai quali va aggiunta un indefinita quanto robusta quota di irregolari, intercettati in genere con i blitz nei laboratori tessili. Questa comunità ha trovato in terra reggiana le condizioni ideali per mettere a frutto capitali e vocazioni imprenditoriali. Camera di Commercio: a Reggio gestiscono già attività Lo confermano le cifre elaborate dall Ufficio studi della Camera di commercio: nel secondo trimestre 2014 i cinesi registrati per attività autonome sono risultati ben 1.502, di cui 711 nella produzione di abbigliamento e 319 nei servizi di ristorazione. Difficile dire come e quanto la crisi globale incida sui laboratori tessili, per contro è certo che l espansione nel commercio reggiano continuerà. Perché chi getta la spugna o decide di ritirarsi in campagna dopo una vita di lavoro, trova sempre nei cinesi un interlocutore pronto a fare la proposta giusta al momento giusto. Sempre in contanti. Imprenditori stranieri in volo: a Reggio +20% in cinque anni Mentre la costante diminuzione del numero degli imprenditori italiani genera una flessione complessiva del numero delle persone con cariche amministrative iscritte al Registro imprese della Camera di Commercio, gli imprenditori stranieri continuano a crescere. A sostenere questo flusso non sono tanto quelli di nazionalità comunitaria, PERSONE CON CARICHE AMMINISTRATIVE IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PER LOCALITÀ DI NASCITA ma principalmente quelli nati in un Paese extraue. In poco più di cinque anni - secondo l analisi dell Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia - le persone con cariche amministrative di provenienza extracomunitaria hanno registrato un incremento del 19,8%, passando dai del 2009 ai di giugno 2014, mentre quelle dai provenienti da Paesi comunitari sono cresciuti del 7,7% (da a 1.476) e quelle italiane sono diminuite del 6,2%, passando da a Considerando il maggior peso di queste ultime, quindi, i primi sei mesi del 2014 hanno chiuso con una flessione complessiva degli iscritti che si è attestata al 4,4% (da a ). Un Registro Imprese multietnico che, se nel 2009 contava 93 nazionalità differenti, attualmente ha raggiunto le 113 etnie. Nelle prime dieci posizioni della graduatoria per numero di iscritti si concentra oltre l 80% del totale delle provenienze extracomunitarie, corrispondente a persone. Da sempre al primo posto, restano saldi in vetta i cinesi, che negli ultimi cinque anni sono passati da (nel 2009) a (giugno 2014), con un incremento del 23,9%. La lavorazione nell ambito del sistema moda resta la principale attività, nonostante si sia registrato un calo del 6,4% che, in cinque anni, ha portato a 730 le persone impegnate imprenditorialmente nel settore. Sono più che raddoppiati, invece, i cinesi che gestiscono un pubblico esercizio: dai 134 del 2009 sono passati agli attuali 319 (+138%). In crescita (PRIMI 10 PAESI) GIUGNO 2014 Paese N. Variazione % 2009/2014 Cina ,9 Albania ,7 Tunisia ,7 Egitto ,4 Marocco ,1 Pakistan ,4 Svizzera 296 5,0 India ,2 Moldavia ,6 Argentina 159-5,4 Altri Paesi ,0 TOTALE ,8 anche i titolari di attività di commercio al dettaglio (da 141 a 169 pari ad un +19,9%) e di servizi per la persona (parrucchieri, trattamenti estetici, centri benessere, ecc.) che sono passati da 7 a 69. I cittadini-imprenditori albanesi (1.047 iscritti alla Camera di Commercio di Reggio Emilia a giugno 2014), tunisini (875) ed egiziani (867), che si collocano ai successivi posti della graduatoria, sono anch essi progressivamente cresciuti di numero negli ultimi cinque anni ma, a differenza dei cinesi che con il tempo hanno diversificato l ambito di attività economica svolta, sono rimasti presenti prevalentemente - circa l 80% del totale iscritti per ogni nazionalità - nel comparto edile. Rimanendo in Africa, il Marocco - al quinto posto della graduatoria - è rappresentato da 860 imprenditori le cui attività principali si suddividono fra edilizia (35,2% del totale iscritti) e commercio (31,3%). L attività svolta prevalentemente da pakistani e indiani - che contano rispettivamente 397 e 177 imprenditori e che si collocano sempre fra le prime dieci nazionalità presenti nel Registro Imprese - è per più del 30% rappresentata dal commercio. Svizzera, Moldavia, Argentina, Serbia-Montenegro, Turchia, Kosovo, Nigeria e Ucraina sono tutti Paesi con più di cento imprenditori iscritti alla Camera di Commercio e che negli ultimi anni hanno registrato, per la maggior parte, aumenti che vanno dal +5% per gli svizzeri al raddoppio per i cittadini negeriani.

6 4 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 IL CASO A Reggio abbiamo una delle comunità più numerose... Presente dagli anni 80, si è sviluppata significativamente a partire dalla fine degli anni 90 I cinesi che abitano nel reggiano provengono per lo più dalla provincia del Zhejiang QUELLA reggiana è tra le maggiori comunità cinesi in Italia; presente dagli anni 80, si è sviluppata significativamente partire dalla fine degli anni 90 (nel 1992 i cinesi regolari registrati erano 88, oggi sono 4.218). Le sue caratteristiche sono state analizzate, dal punto di vista sociologico, dalla ricerca Lanterne Amiche, curata da Rossella Cecchini per conto dell amministrazione comunale. Invasione invisibile «La sorprendente rapidità ed invisibilità degli insediamenti cinesi sono aspetti tipici dell immigrazione cinese in Italia, dovuti ad un preciso modello migratorio che ha trovato nei sistemi produttivi italiani un terreno molto fertile. La scelta delle destinazioni dei Cinesi, oltre che dalle politiche migra- torie più aperte, è infatti spinta dalla ricerca di contesti in cui sia diffusa la presenza di lavoratori ad alta flessibilità ed in cui la possibilità di ascesa economica si basi sull auto-sfruttamento e sullo sfruttamento di familiari e connazionali», spiega la ricercatrice indagando le origini del fenomeno migratorio dei figli del Dragone, che in Emilia furono attratti soprattutto dall allora molto fiorente distretto tessile di Carpi- Correggio, dove «trovavano condizioni economiche e lavorative vantaggiose e possibilità di mobilità verso l alto molto rapide». Nel giro di pochi anni i cinesi arrivarono a «occupare quasi interamente fasce di produzione del settore tessile (confezione di capi d abbigliamento), ponendo così la provincia di Reggio al primo posto a livello regionale per il numero di imprese cinesi (oggi sono 1.502)». Era l epoca dei laboratori-dormitorio, con una decina di lavoratori compresa la famiglia del capo. Un altra caratteristica era «una mobilità molto elevata», perché il «cinese si sposta frequentemente da una città all altra per motivi di lavoro e di affari»: e questo riguardava sia gli imprenditori che la manodopera. Da dove vengono I cinesi che abitano nel reggiano provengono, come accade prevalentemente per il resto dell Italia, dalla provincia del Zhejiang. «Vi è tuttavia una piccola parte che proviene dal Fujian e, negli ultimi anni, anche dalle regioni del Nord- est, la così detta Manciuria che comprende le regioni di Shang- dong, Jilin e Heilongjiang. I Cinesi di Reggio Emilia appar- tengono sotto molti aspetti a quella che gli studiosi chiamano diaspora cinese, indicando con questo termine un tipo di immigrazione aterritoriale in cui i migranti cinesi non si muovono da un paese all altro, da una città all altra, ma da una comunità cinese ad un altra comunità cinese in una dimensione che è contemporaneamente sia parte del tutto, globale e transnazionale, che parte del microcosmo culturale e sociale specifico della micro area di provenienza». Non solo, la ricercatrice spiega che «tra i migranti cinesi presenti a Reggio esistono fitte reti di relazioni familiari e geo-dialettali che vanno ben oltre i confini nazionali... Tuttavia, la mobilità cinese sembra meno accentuata che in altre realtà italiane, facendo intravedere una certo grado di stabilità sul territorio, per lo meno per coloro i quali sono riusciti ad aprire un attività in proprio. Fino ad oggi, gli imprenditori ed i lavoratori cinesi hanno trovato a Reggio le opportunità lavorative che gli hanno permesso di avanzare nella scacchiera delle opportunità di innalzamento economico e sociale». Dove abitano Se sul territorio i cinesi non hanno preferenze di sorta, in città dove la comunità è molto significativa e visibile i cinesi abitano prevalentemente in alcune zone, in particolare in prossimità della stazione ferro- viaria. «... opinione pubblica, stampa locale e media evocano, nell affrontare il tema della concentrazione cinese in quest area, alcune famose Chinatown di altre città europee, evidenziando sentimenti di impermeabilità, separatezza e mistero nei confronti della comunità cinese reggiana», scrive la ricercatrice. Ma i negozi bar, ristoranti, gioiellerie, macellerie, agenzie di viaggio, supermarket; parrucchieri, erboristerie; negozi di vestiti, accessori e beni per la casa sono frequentati anche da persone italiane o straniere di altra provenienza: «A Reggio Emilia sono oggi piuttosto rare le attività esclusivamente riser- vate ai soli cinesi, che manten- gono, se presente, l insegna nella sola lingua cinese. L ac- cesso a questi locali non è generalmente marcato perché questi luoghi sono riservati ad una clientela abituale e selezionata come gli appartenenti ad un circolo o ad un associazione. Inoltre, gli stessi residenti cinesi frequentano negozi e attività commerciali non etniche e italiane». Sono giovani Rimanendo ai dati ufficiali, quella cinese è un immigrazione giovane, che si concentra nelle fasce di età comprese tra i 25-34anni e i35-44anni. Ricerca demolisce gli stereotipi: imprese giovani, flessibili, che fanno coesione sociale «LA VALORIZZAZIONE delle risorse materiali, conoscitive e finanziarie specifiche della comunità di origine conserva un ruolo di notevole rilevanza nella gestione delle imprese etniche esaminate. Allo stesso tempo, le informazioni raccolte segnalano alcuni elementi innovativi». Lo affermano Alessandro Arrighetti (Università di Parma), Daniela Bolzani (Università di Bologna) e Andrea Lasagni (Università di Parma), curatori della recentissima ricerca finanziata dalla Fondazione Cariparma dal titolo Imprese etniche: competenze, trategie e mercati, che ha analizzato le caratteristiche, i modelli e le condotte dell imprenditoria immigrata in Emilia. Un tipo d imprenditoria che negli ultimi anni ha assunto «in Italia un ruolo rilevante sul piano economico. Lo sguardo... oggi è molto diverso, più artico e più differenziato rispetto a quello del passato». Ibridismo culturale Una quota molto elevata (quasi 80%) delle imprese ibride ha dichiarato di aderire a qualche forma volontaria di associazionismo». Le conclusioni sono inaspettate e positive: si segnala la «rilevanza economica dell immi- grazione, nonchè sul fatto che l impresa etnica può essere considerata un fattore importante per la coesione sociale nel nostro Paese». Via gli stereotipi Una ricerca dunque che elimina molti stereotipi: ad esempio, si scopre che gli immigrati che avviano attività in proprio sanno che decidono di cedere il bar oppure la piccola impresa edile. Inoltre, gli stranieri sanno che l unione fa la forza: per questo oltre un azienda su tre (35,3%) viene fondata o acquistata da cordate di più soci. Appena l 1,5% delle imprese viene ereditata. Molto interessante anche notare il fatto che il 93% degli imprenditori decide di avviare la propria impresa mentre ha già un lavoro: è dunque non la necessità, a spingerli, ma il gusto della sfida e la voglia di crescere. Alla domanda che cosa l ha spinto a diventare imprenditore?, gli immigrati dicono che è stato il bisogno di autonomia e indipendenza, sostenuto dal desideri di autorealizzazione professionale e di valorizzazione delle proprie competenze e attitudini. Solo dopo arriva il sentirsi soddisfatti della propria attività e il migliorare il reddito. Solo al

7 SABATO 7 FEBBRAIO IL CASO Stanco della tua attività? Ecco come venderla ai cinesi... terz ultimo posto c è il continuare la tradizione di famiglia o di rispondere ad una domanda proveniente dai propri connazionali. E nemmeno le risorse della famiglia «sembrano una motivazione sufficiente per l avvio dell iniziativa». In pochissimi hanno segnalato come molla quella del riscatto da eventuali. Se si analizza la nazionalità dei clienti, emerge che per oltre il 72% sono italiani, solo il 12,83% della stessa nazionalità e il 15,39 di nazionalità diverse da quella dell imprenditore. L attività svolta, infine, «non tende a far leva su esclusività o risorse possedute dalla comunità d origine e non si orienta verso i mercati capitve controllati dalla popolazione immigrata». Le caratteristiche di queste imprese le rendono non solo molto flessibili nell affrontare la crisi, ma un elemento positivo e di coesione per il tessuto socioeconomico emiliano nel suo complesso. Resistenza allo choc A simili conclusioni giungeva anche L indicatore di lavoro in proprio: analisi territoriale dell impreditoria straniera, prodotta dal Centro studi e ricerche Idos (legato a Caritas e a Migrantes ): vi si legge che «... il forte sviluppo dell imprenditoria straniera degli ultimi anni evidenzia la diffusa capacità dei migranti di essere degli attori economici autonomi, in grado di contribuire fattivamente e in modo indipendente al sistema produttivo nazionale». A ribadirlo c è anche un progetto di ricerca presentato da Cnel e Università degli Studi di Milano ( Il profilo nazionale degli immigrati imprenditori in Italia ) che sottolinea come «la resistenza delle micro imprese allo choc del 2008» sia dovuta «alla progressiva sostituzione di imprenditori autoctoni con imprenditori immigrati». Il 93% degli imprenditori decide di avviare la propria impresa mentre ha già un lavoro: è dunque non la necessità, a spingerli, ma il gusto della sfida e la voglia di crescere. L indagine, realizzata con interviste, introduce il concetto di ibridismo culturale, che «tenta di dare conto di alcuni aspetti dell evoluzione di tali discriminazioni subite. Le imprese ibride nel campione analizzato risultano essere più del 30% del totale... hanno una età media (circa 10 anni) superiore al valore medio delle imprese intervistate (circa 7 anni). Inoltre sono maggiormente orientate verso una offerta di prodotti e servizi non-etnici per una popolazione di consumatori hanno livelli di istruzione superiore (il 36% è laureato), e appunto cercano di contaminarsi invece di rimanere chiusi nel proprio recinto culturale come accadeva negli scorsi decenni (non solo in Italia). Così, accanto al phone-center e al minimarket a conduzione famigliare, magari collocato in zona stazione o nei quartieri etnici, si scopre che sono sempre di più le aziende strutturate simili a quelle aborigene. Molto interessante notare che un 20% delle imprese viene poi acquistato, magari da imprenditoria taliana sana. E spesso promossa da chi (80% dei casi) è in Italia da più di 10 anni, e dunque ha avuto modo di guardarsi intorno prima di fare le proprie scelte. Coesione sociale La famiglia però diventa importante nella fase di consolidamento (sia pur in misura minore da quanto i ricercatori si sarebbero aspettati); al secondo posto si collocano le banche. Infine, «l apporto di amici e conoscenti italiani è risultato più importante del contributo fornito da connazionali». ALESSANDRO BETTELLI STANCHI di portare la crisi sulle spalle? Voglia di tirare un po il fiato, valorizzando l attività che avete fondato e cresciuto negli anni? Bene, le proposte non mancano. Anzi fioccano come neve, quando a farle sono imprenditori con gli occhi a mandorla, arrivati da lontano, apposta per fare affari. Già, ma cosa vendere, ci si potrebbe chiedere? Di tutto è la risposta. Bar, ristoranti, birrerie, negozi, e poi ancora hotel termali, capannoni industriali e bar, interi condomini e stabilimenti balneari, terreni e laghetti per la pesca sportiva ma anche laboratori artigianali di gastronomia con annessa vendita ed enormi sale giochi. Addirittura un castello del XIII secolo sui colli piacentini, con 72 stanze e piscina. Tutta la gamma delle attività commerciali e delle Pmi, nonché tutte le articolazioni del settore immobiliare sono ben rappresentate negli annunci di un portale web che sta spopolando in questi mesi di recessione. Si chiama Vendere ai cinesi ed è una sorta di enorme bacheca online contenente migliaia d inserzioni dettagliate, esplicitamente rivolte a questo target, che si suppone danaroso. Il sito è il primo in Italia specificatamente concepito per ospitare annunci d imprenditori e commercianti che desiderano passare il testimone ai cinesi o trovare un partner in affari con gli occhi a mandorla. Per questo le inserzioni sono riportate sia in italiano che in cinese mandarino, così come molti dei contatti riportano numeri di cellulare di persone che parlano cinese. Come si diceva, numerosi sono anche gli annunci relativi a Reggio Emilia e provincia, segno del sempre maggiore interesse (e fiducia) che gli immigrati dalla Cina riscuotono tra i nostri connazionali. Qualche esempio? Una casa di campagna a Cavazzoli, su tre piani, con 13 stanze, proposta a 225mila euro; un appartamento di 80 metri quadrati a Guastalla a 145mila euro, una casa indipendente con terreno a Castelnovo di Sotto (380mila euro), un capannone ex supermercato Despar a Brescello, una gelateria, un negozio di parrucchiere, una lavanderia e ovviamente numerosi capannoni. Si dice che i cinesi siano affaristi, che pagano bene e paghino in contanti, subito. Le leggende urbane di trattive chiuse in pochi minuti con la consegna di valigette colme di banconote alimentano questa idea; in tempo di crisi molti esercenti ed imprenditori presi dalla stretta creditizia pensano così di risolvere i propri problemi, facendo cassa rapidamente e liberandosi di una attività non più redditizia oppure di un immobile altrimenti difficile da piazzare. E c è forse chi sempre sulla base di pregiudizi pensa che l affare si possa concludere eludendo regole e cautele: se il denaro è in contanti, poco interessa se chi paga lo ha incassato onestamente o facendo lavorare dei clandestini, se lo ha guadagnato euro dopo euro in modo pulito o stia riciclando proventi della prostituzione. Ma al di là delle furberie e dei pregiudizi etnici, sono i dati del sistema camerale che mostrano come in Italia mentre le imprese calano, quelle con titolare cinese sono in controtendenza: allo scorso dicembre, erano oltre 41mila. I cinesi, peraltro, preferiscono lavorare in proprio (magari con i propri familiari) che essere dipendenti: una caratteristica che rende molto dinamico il loro inserimento nell economia italiana. Dietro a ci sono Alessandro Zhou, 25 anni, genitori cinesi ma nato in Italia, una laurea in Economia e Commercio alla Bocconi, e il giovane imprenditore Simone Toppino. La loro società (Mito srl) ha sede nel Cuneese e si occupa della completa gestione anche di un network europeo di altri portali, tra cui dove «MaiMai in cinese significa compra- vendi mentre Ouzhou significa Europa : descrizione perfetta per il nostro servizio di traduzio- ne e pubblicazione rivolto alla compra-vendita in Europa». I due spiegano che «L idea del sito è nata per il forte interesse di imprenditori cinesi o italiani all acquisizione di attività commerciali e immobili su tutto il territorio nazionale. Si è quindi cercato un modo più efficace per mettere direttamente in contatto italiani e cinesi. Abbiamo scoperto in seguito che i Cinesi sia residenti in Italia che in Cina adorano e apprezzano il Made in Italy e sono state inserite nuove categorie per promuoverlo e sponsorizzarlo». L idea base è quella di «abbat- tere la barriera linguistica che fino ad ora ha diviso le due cul- ture e ha reso difficili i rapporti economico-commerciali». Insomma Reggio è in vendita ed è un vero affare, anche per i reggiani. Negozi e aziende, appartamenti e attività artigianali: sono decine le inserzioni nostrane nel sito Vendere ai cinesi Sono buoni soci in affari e nonostante la crisi dispongono ancora di capitali da investire

8 Da ricordarea cura di Studio Cattani Monica Consulenza del lavoro GESTIONE SEPARATA INPS: LE NUOVE ALIQUOTE 2015 A decorrere dal 1 gennaio 2015, come previsto, è entrato in vigore l aumento delle aliquote contributive per i versamenti alla Gestione Separata INPS. Le nuove aliquote che saranno applicabili sino al conseguimento del massimale di reddito che, per il 2015, è fissato ad euro ,00, ammontano rispettivamente a: - 23,50% per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria; - 30,72% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie. SOGGETTI OBBLIGATI Sono tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata Inps i soggetti che percepiscono: - Redditi derivanti dall esercizio abituale e professionale di un attività di lavoro autonomo per cui non è stata prevista una specifica Cassa previdenziale (professionisti senza Albo, ovvero professionisti iscritti ad un Albo per cui però non è prevista la relativa Cassa previdenziale, ovvero professionisti iscritti ad un Albo per cui è prevista la relativa Cassa previdenziale ma risultano da essa esonerati); - Redditi derivanti da rapporti di collaborazione a progetto o di collaborazione coordinata e continuativa e redditi derivanti da rapporti di lavoro autonomo occasionale che superano i 5.000,00 euro annui; - Redditi derivanti dalla attività di vendita a domicilio ex art.3, L.426/71; - Redditi derivanti da altra attività riconducibili a tale categoria previdenziale (ad esempio soggetti che percepiscono borse per dottorato di ricerca ovvero assegni di ricerca, amministratori locali, prestatori di lavoro occasionale accessoria e associati in partecipazione. LE NUOVE ALIQUOTE In base a quanto previsto dalla Riforma Fornero (art.2, co.57 della legge n.92/2012) e dalla Legge di Stabilità 2014, le aliquote contributive della Gestione Separata Inps per l anno 2015 sono così composte: SOGGETTI CONTRIBUTO CONTRIBUTO TOTALE IVS AGGIUNTIVO Pensionati e iscritti ad altre forme 23,50% - 23,50% pensionistiche obbligatorie Non assicurati presso altre forme 30,00% 0,72% 30,72% pensionistiche Specifichiamo che il contributo aggiuntivo pari allo 0,72% a titolo di finanziamento delle prestazioni minori risulterà a carico solo di coloro che sono iscritti esclusivamente alla Gestione Separata INPS. INCREMENTI DI ALIQUOTE GESTIONE SEPARATA INPS AUMENTO DELLE ALIQUOTE La sopra citata Riforma Fornero ha quindi disposto un aumento delle aliquote contributive operante a decorrere dal 2012/2013 (27%) per raggiungere l aliquota massima pari al 33% nel / % 28% 30% 31% 32% 33%

9 SABATO 7 FEBBRAIO Mr. Neuro parla reggiano... NOI CITTADINI Sogno Vigili Urbani cinesi che danno multe low cost... PILLOLE DI AUTODIFESA Ma il discorso si fa più complesso quando la loro mania di copiare tutto scade nel ridicolo: in molti ristoranti cinesi ti servono lo gnocco fritto, i tortelli o i cappelletti in brodo... CHARLIE GNOCCHI CARI amici oggi commentiamo la notizia che parla dei cinesi a Reggio, come coloro che ormai detengono una grande fetta dei negozi e non sappiamo se cio sia un bene o un flagello. Chi vi scrive, nel suo monologo Crisishow del 2010, già dedicava una buona parte del suo spettacolo ai cinesi con una canzoncina semplice semplice che recita così...: I cinesi contro la crisi, la soluzione sono i cinesi, i cinesi contro la crisi, ho comprato dai cinesi, da quando ci sono i cinesi mangio tutto quello che voglio... da quando ci sono i cinesi ho sostituto tutti i miei parenti italiani.... Nel monologo insisto con l idea di dotarsi di vigili cinesi che diano multe low cost cioe multe cinesi da 2 euro, cosicche noi stessi le paghiamo più volentieri... Anche il dentista cinese me lo tengo in casa con tutta la sua famiglia. Il pacemaker di mio nonno l ho comprato in una bancarella e mi hanno anche regalato una canna da pesca e la lampada coi pesciolini, che dentro e un pacemaker che va a pile... ma vuoi mettere? L ho pagato solo 20 euro!!! Scherzi a parte io sono sempre stato incuriosito dai cinesi in Italia: vado nei loro ristoranti, compro ai loro negozi, sicuramente molti oggetti comuni come il telefono e il computer sono di produzione cinese. Apprezzo inoltre la gentilezza con cui mi sevono e mi accolgono, anche un certo loro umorismo e anche la loro Charlie Gnocchi alias Mr Neuro di Striscia la Notizia, conduttore radiofonico per Rtl 102,5 e artista capacita di capire subito l italiano senza trascurare l indubbia economicita di certe merci. Ma il discorso si fa più complesso quando la loro mania di copiare tutto scade nel ridicolo: in molti ristoranti cinesi ti servono lo gnocco fritto, i tortelli o i cappelletti in brodo... Sì i tortelli d erbetta cinesi sono buoni, ma e strano mangiarli con le bacchette. I cinesi lavorano 20 ore al giorno e spesso quando ho bisogno di pile, di una presa o di una lampadina alle 9 di sera, vado da loro: sono ancora aperti. E, una volta entrato, magari compro anche l acquaragia, le casse del computer e il detersivo lavapiatti. Cari amici, a malincuore dopo tanti proclami nazionalistici, dico che il sapone per i piatti comprato alle 21 e la sconfitta del nostro stato sociale. Sì, in tanti anni di lotte sindacali e corporative per garantire il lavoro in Italia dei nostri padri e dei nostri figli noi inciampiamo nella mollezza globalizzata che ci vuole ricchi tronfi e sgonfi. Sotto questo aspetto i nostri amici cinesi sono implacabli e, a volte detestabili: non si preoccupano di dare dignita a chi fa i lavori più umili. Quello che e successo a Prato nel polo del tessile un anno fa e stato dimenticato come sono stati dimenticati gli innumerevoli servizi di report sul cottimo dei nostri amici con i popolari brand di moda. Ha senso comprarsi una Gucci cinese quando e in tutto e per tutto simile alla Gucci originale che, peroò, è marcata made in Italy? Sono le contraddizioni del nostro consumismo e del nostro egoismo. Che ci importa dell integrazione, del rispetto delle regole, anche a favore della collettività. Ormai ci importa solo avere tutto e subito, avere tutto al prezzo più basso, e in questo i cinesi sono lo specchio al tornasole della nostra debolezza. Non vi voglio tediare con discorsi di macroeconomia, della prima economia in espansione e di tutti quegli imprenditori che in Cina hanno visto un mercato emergente e soldi, la mia domanda è un altra: qui a Reggio i cinesi si sono integrati? Non mi pare, fanno come al solito i loro affari, nel loro modo, con le solite merci, con la solita supponenza che ci considera un po tonti. Secondo me stiamo passivamente subendo una sorta di colonizzazione subdola, e spero che fra tre o quattro generazioni i ragazzi cinesi vadano a mangiare lo gnocco e il cotechino ad una sana sagra paesana sul Po, apprezzando la nostra tradizione e capendola. Oggi la vedo molto dura e non mi meraviglierei che il dato reggiano salisse alche in maniera esponenziale. Ma vi immaginate invece un esercito di reggiani a Pechino? Quelli lì spaccano tutto! Alla prossima dal vostro Mr neuro! P.s. La canzone I cinesi la trovate su youtube, cercando Charlie Gnocchi I cinesi... CYBERBULLISMO, pediatri: vittima un adolescente su tre Insulti, minacce, persecuzioni sui social network, in chat o attraverso sms: sono le modalità più diffuse con cui si compiono atti di bullismo online. Il cyberbullismo è sempre più diffuso fra i giovanissimi un terzo dei tredicenni dichiara di aver subito atti di bullismo online, più della metà di avere amici vittime di cyberbullismo ma questo fenomeno raramente arriva a conoscenza di genitori o insegnanti. Il dato emerge da un indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria, che insieme a Polizia Postale e Facebook ha realizzato un vademecum di informazioni per la famiglia. Il cyberbullismo è un fenomeno diffuso ma sommerso, rivela lo studio Abitudini e stili di vita degli adolescenti condotto dalla Società Italiana di Pediatria su un campione nazionale di studenti delle scuole secondarie di primo grado. I risultati fanno pensare: il 31% dei tredicenni (e il 35% delle femmine) dichiara di aver subito (una o più volte) atti di cyberbullismo e ben il 56% di avere amici che lo hanno subito. Gli adolescenti più a rischio sono gli assidui frequentatori dei social network: infatti tra quelli che ne frequentano più di tre la percentuale di chi ha subìto atti di bullismo online sale dal 31 al 45% (quasi uno su due). Insulti, persecuzioni e minacce su social network (39,4%), in chat (38,9%) o tramite sms (29,8%) sono le modalità prevalenti con cui si compiono atti di bullismo online, seguite dall invio o pubblicazione di foto o filmati (15%) e dalla creazione di profili falsi su Facebook (12,1%). Eppure la maggioranza delle vittime non ne parla con gli adulti e l 85% dei casi di cyberbullismo non arriva a conoscenza di genitori e insegnanti perché i ragazzi cercano di difendersi da soli, oppure subiscono la violenza senza reagire, oppure ne parlano solo con amici. L indagine evidenzia che il fenomeno del cyberbullismo emerge con molta difficoltà perché il comportamento più diffuso fra le vittime è quello di difendersi da soli (60% dei maschi e 49% delle femmine) seguito a molta distanza dall informare un adulto, che sia genitore o insegnante, via seguita solo dal 16,8% delle vittime. Il 14,2% ne parla con un amico, l 11,7% subisce senza fare nulla, mentre la denuncia alla polizia postale viene segnalata solo nel 3,2% dei casi. Dai dati emerge dunque che sommando il difendersi da solo con il subire senza far niente si arriva ad un 70% di non emersione del fenomeno; se si considera anche chi si limita a confessare la cosa ad un amico, la percentuale di casi che non arriva a conoscenza di un adulto di riferimento sfiora l 85%. Il problema è legato anche al fatto che per denunciare di essere perseguitati sul web gli adolescenti devono rivelare la loro vita sui social network: comportamento difficile da seguire. Dice la Società italiana di pediatria (che ha presentato i dati nel corso degli Stati generali della pediatria organizzati con la Polizia di Stato, in collaborazione con Facebook): Fare emergere invece una persecuzione attraverso Internet costringe la vittima ad aprire ai genitori (o ad un altro adulto) tutta la propria vita sui social, mettendo inevitabilmente in luce uno storico di atteggiamenti e comportamenti complessivi che raramente un adolescente ha facilità a rendere noti ai propri genitori, nella maggior parte dei casi estranei al funzionamento e al linguaggio della rete. Di fronte al quadro di solitudine in cui si trovano le vittime di cyberbullismo ha detto il presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello occorre rafforzare gli strumenti a loro sostegno, favorire il dialogo, l apertura e la fiducia verso gli adulti, anche con interventi di prevenzione nelle scuole che coinvolgano non solo vittime e carnefici, ma gli spettatori passivi. Non dobbiamo trascurare che, come risulta anche da una recentissima revisione della letteratura scientifica, il cyberbullismo ha conseguenze negative sulla salute delle vittime, tra le quali sindromi depressive, ansia, sintomi somatici, ed una maggiore propensione all uso di droghe e comportamenti devianti. Non ci sorprende che i ricercatori siano arrivati a definire il cyber bullismo come un problema di salute pubblica internazionale. I pediatri, che rappresentano una figura di riferimento per il bambino e l adolescente, dovrebbero anche intercettare e riconoscere i segnali di disagio dell adolescente che potrebbe essere vittima di cyberbullismo, ma è necessario rafforzare la formazione in questo ambito.

10 8 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 ECONOMIA E FINANZA Ritardi nei pagamenti, aziende in ginocchio FOCUS... La raccolta toccherà i 2,4 miliardi di euro Pubblicità online: quest anno crescerà di un altro 18% Nel 2014 le imprese hanno perso 35 miliardi di euro TEMPI MEDI DI PAGAMENTO: CONFRONTO TRA PRINCIPALI PAESI EUROPEI (IN GIORNI) PRINCIPALI PAESI Transazioni commerciali tra Pubblica amministrazione e imprese private ITALIA FRANCIA GERMANIA SPAGNA REGNO UNITO MEDIA EUROPEA PRINCIPALI PAESI Transazioni commerciali tra imprese private ITALIA FRANCIA GERMANIA SPAGNA REGNO UNITO MEDIA EUROPEA Var. giorni Var. giorni (2014- ( ) 2013) Var. giorni Var. giorni (2014- ( ) 2013) Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Intrum Justitia DOPO la crescita registrata nell anno appena passato, continua anche nel 2015 il boom della pubblicità on line con un incremento stimato del 18% toccando i 2,4 miliardi di euro, pari ad una quota di mercato del 30% sulla spesa pubblicitaria complessiva. Il trend, rilevato dal global network Euro- NetMedia.org, conferma così la crescita del web marketing che già nel 2014 aveva segnato un incremento del 13%. Le aziende, dunque, stanno già aumentando i budget del marketing digitale e sono sia le grandi e medie imprese che quelle più piccole, e perfino i professionisti, perché le soluzioni di visibilità online sono accessibili con investimenti alla portata di tutti puntualizzano gli analisti del global network specializzato in campagne di comunicazione e web marketing. Se nel 2015 da una parte le imprese continueranno a guardare al risparmio, dall altra punteranno proprio sul web per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e per arrivare a nuovi mercati. La rete diventa così il nuovo terreno di gioco per il marketing perchè costa meno ed è più facile raggiungere target molto precisi, concludono gli analisti. Il futuro della pubblicità è interattivo su smartphone Dopo la televisione, che si manterrà sopra il 30%, Internet su computer fisso o portatile, e i quotidiani, in forte calo, nel 2016 il quarto media per il mercato pubblicitario mondiale sarà quello dei telefoni smartphone. È emerso nel corso del Workshop dell Osservatorio TuttiMedia organizzato nella sede dell Upa a Milano: secondo le ultime proiezioni i sistemi `mobile batteranno così cartellonistica e periodici, questi ultimi sempre più in crisi. Dalle relazioni, tra gli altri, di Matteo Cardani (direttore marketing di Publitalia), Emilia Costa (Research development manager di Rai pubblicità) e Gian Paolo Balboni (direttore del Telecom future centre), appare chiaro che lo smartphone sta abbattendo le frontiere tra pubblicità e marketing, con i consumatori che sempre più spesso lo usano all interno dei negozi per verificare su Internet se vi sono offerte migliori oppure per farsi accreditare speciali sconti da utilizzare immediatamente solo in quel punto vendita. Ma nel mondo si sta preparando di meglio. Shazam, «l app che permette di riconoscere attraverso il proprio telefonino la musica, ha messo a punto uno suo sviluppo dalle potenzialità eccezionali per tutti gli inserzionisti pubblicitari: Shazam advertising, che in ogni momento riconosce quale programma televisivo si sta seguendo e quindi quale pubblicità è in arrivo. Automaticamente questa seconda app predispone sul telefonino la pubblicità che sta andando in onda, con maggiori possibilità di interazione e richiesta informazioni, in modo che si sarà raggiunti dal messaggio anche se durante lo spot si decide di non guardare la televisione e usare lo smartphone per qualsiasi ragione. Nel mondo sono 325 milioni gli utenti di Shazam, 95 dei quali negli Stati Uniti. IN ITALIA ben imprese, pari al 76% del totale nazionale, soffrono di problemi di liquidità riconducibili al ritardo nei pagamenti. A seguito dei mancati incassi, le perdite hanno toccato i 35 miliardi di euro: imprese (il 39% del totale) hanno segnalato che a causa di questa criticità non hanno potuto effettuare assunzioni, mentre aziende (pari al 20%) hanno valutato la possibilità di licenziare in ragione di problemi conseguenti al ritardo dei pagamenti. Infine, imprese (pari al 15% del totale nazionale) si trovano sull orlo del fallimento. Questi risultati si riferiscono al sentiment degli imprenditori rilevato nel 2014 e sono il frutto di un elaborazione realizzata dall Ufficio studi della Cgia sulla periodica indagine conoscitiva condotta a livello europeo da Intrum Justitia. «Le cause di queste criticità segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi vanno ricercate nei tempi medi di pagamento effettivi presenti in Italia che intercorrono nelle transazioni commerciali sia tra imprese e Pubblica amministrazione (Pa), sia tra imprese private. Nel primo caso, i giorni medi necessari per il saldo fattura sono 165; nel secondo caso, invece, si arriva a 94 Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre giorni. In entrambe le situazioni siamo maglia nera quando ci confrontiamo con i nostri principali partner dell Ue». Sebbene il decreto legislativo n 192/2012, che recepisce la Direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti, sia entrato in vigore da due anni, la situazione non è cambiata molto. Per legge il committente deve pagare il fornitore entro 30 giorni dal ricevimento della merce o dall emissione della fattura. Salvo accordi tra le parti, il pagamento può slittare sino a 60 giorni e, in casi eccezionali, superare anche quest ultima soglia. Si auspicava che, finalmente, si fosse stabilito un principio fondamentale: chi lavora deve essere pagato in tempi certi e ragionevoli. Purtroppo, nonostante una leggera riduzione dei tempi medi, rimaniamo i peggiori pagatori d Europa sia nel pubblico sia nel privato. Tenendo conto della contrazione nell erogazione del credito avvenuta in questi ultimi anni, del livello di tassazione che rimane ancora elevato e della dilatazione dei tempi con i quali le imprese (soprattutto quelle di piccola dimensione) vengono pagate dai propri committenti, non sorprende il fatto che molte attività si trovino in seria difficoltà. «Settecento mila imprese hanno denunciato che, a seguito dei mancati pagamenti, sono a rischio chiusura: pertanto prosegue Bortolussi è necessario rivedere la legge attualmente in vigore, rendendo più stringenti le sanzioni contro coloro che deliberatamente non rispettano i tempi di pagamento. Fortunatamente conclude Bortolussi grazie all introduzione dell Iva per cassa, che dal mese di dicembre del 2012 consente alle aziende con un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro di versare l Iva allo Stato solo dopo il pagamento avvenuto, le piccole imprese hanno uno strumento in più per difendersi in questa fase economica così difficile. Ovviamente, tutto ciò non basta». Infine, la Cgia ritorna sullo stato di attuazione del pagamento dei debiti della nostra Pa. Gli ultimi dati disponibili sul sito del Ministero dell Economia e delle Finanze sono riferiti al 30 ottobre 2014 e ci segnalano che i debiti pagati dallo Stato e dalle Autonomie locali ammontano a 32,5 miliardi di euro. Se consideriamo che nell ultimo biennio sono stati messi a disposizione circa 56,3 miliardi di euro, l incidenza dei pagamenti effettuati sul totale delle risorse stanziate è pari al 57,7%. Peccato che lo stato di aggiornamento del sito sia però in forte ritardo: era prevista una nuova diffusione di dati per lo scorso 30 novembre, ma a distanza di un mese e mezzo non è stata ancora effettuata. Alla Cgia si chiedono: Per quale ragione?

11 SABATO 7 FEBBRAIO ECONOMIA E FINANZA Ma guarda, 1 dipendente su 3 si ammala di lunedì Dalla rilevazione condotta dalla Cgia di Mestre emerge che le assenze aumentano in misura corrispondente all avanzare dell età Sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione nel proprio giardino o nell abitazione in cui vivono: iniziative che contribuiscono ad aumentare gli acciacchi FOCUS... Nella nostra provincia il numero totale di imprese è di Crisi? A Reggio nel 2014 sono nate 15 nuove aziende al mese IL 2014 SI È CHIUSO, per le imprese reggiane, con un saldo positivo pari a 175 unità. A fronte di nuove imprese iscritte alla Camera di Commercio di Reggio Emilia, infatti, sono state quelle cancellate non d ufficio, ovvero imprese che hanno espresso la volontà di non proseguire l attività. Alla fine del 2014, quindi, in provincia di Reggio Emilia si contano imprese Ṡi è raggiunto, nell anno, un saldo positivo nonostante nell ultimo trimestre del 2014 abbia chiuso i battenti un maggior numero di imprese rispetto alle nuove aperture; un segnale, questo, che mostra come non sia ancora da considerare superato il pesante periodo congiunturale. I settori che sono risultati in crescita, secondo l analisi dell Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, appartengono tutti al terziario: in particolare, i servizi alle imprese e alle persone che rappresentano ora il 23% del totale imprese reggiane, e in quest ambito le aziende, in un anno, sono passate da del 2013 a (+0,8%). Più in dettaglio, hanno raggiunto le unità le aziende che svolgono attività di supporto per le funzioni d ufficio, ricerca e selezione del personale, vigilanza, pulizia, cura e manutenzione del paesaggio e noleggio, mentre sono cresciute del 3,9% (raggiungendo le unità) le aziende che svolgono servizi di informazione e comunicazione, che comprendono la produzione di software, la consulenza informatica, l elaborazione dati, l hosting e la gestione di data base. Non mancano andamenti positivi anche per i servizi sanitari e di assistenza sociale e per le attività che comprendono la logistica e il magazzinaggio, ad esclusione dei trasporti che registrano un calo del 5,1%. In crescita del 2,5%, nono- Stefano Landi, presidente Camera di Commercio di Reggio stante le difficoltà, le attività ricettive e di ristorazione che passano dalle unità del 2013 a 3.201, mentre si contrae il commercio, in particolare quello al dettaglio: sono stati 387, infatti, i negozi che hanno abbassato le serrande nel corso del 2014 contro 251 nuove aperture. Oltre al commercio, i settori che in un anno hanno visto ridursi maggiormente la propria consistenza sono stati insieme all agricoltura che, con 133 aziende in meno (-2,1%), prosegue nella contrazione strutturale della sua base imprenditoriale le costruzioni, che sono passate da a imprese (-1,6%) e le attività manifatturiere (da a pari a -2,8%). Fra queste ultime, le attività che nel corso del 2014 hanno maggiormente risentito della mancata ripresa economica sono prevalentemente quelle che caratterizzano il territorio reggiano: tessile-abbigliamento (-7,3%), ceramica (-4,3%), alimentare (-4,2%), metalmeccanica (-2%). In crescita del 5,9% le attività che riguardano la riparazione, la manutenzione e l installazione di macchine ed apparecchiature, indice, forse, di una maggior attenzione nei confronti di attrezzature già in possesso delle imprese per poter proseguire nella propria attività. SECONDO i risultati emersi da una ricerca effettuata dall Ufficio studi della Cgia, nel 2012 (ultimo anno in cui i dati sono a disposizione) sono stati 6 milioni i lavoratori dipendenti italiani che hanno registrato almeno un evento di malattia. Mediamente, ciascun lavoratore dipendente italiano si è ammalato 2,23 volte ed è rimasto a casa 17,71 giorni: complessivamente sono stati quasi 106 milioni i giorni di malattia persi durante tutto l anno. Oltre il 30% dei certificati medici che attestano l impossibilità da parte di un operaio o di un impiegato di recarsi nel proprio posto di lavoro è stato presentato di lunedì. Nel pubblico ci si ammala più spesso, ma mediamente si perdono meno giorni di lavoro che nel settore privato. Sempre nel 2012, i giorni di malattia medi registrati tra i lavoratori del pubblico impiego sono stati 16,72 (con 2,62 eventi per lavoratore), nel settore privato, invece, le assenze per malattia hanno toccato i 18,11 giorni (con un numero medio di eventi per lavoratore uguale a 2,08). Dalla Cgia sottolineano che la malattia di un lavoratore viene considerata come unico evento anche nel caso di più certificati tra i quali intercorra un intervallo di tempo non Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia superiore a 2 giorni di calendario. Inoltre, viene segnalato che questi dati sono stati estratti dall Osservatorio sulla certificazione di malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici dell Inps, avviato nel Il motivo della mancanza di una serie storica più lunga deriva dal fatto che la trasmissione telematica dei certificati di malattia da parte dei medici di famiglia è andato a regime nel Come dicevamo sopra, il giorno più a rischio è il lunedì. Su oltre 13 milioni e 365 mila eventi di malattia registrati due anni fa, oltre 4 milioni (pari al 30,7% del totale) sono stati denunciati a inizio della settimana. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, sottolinea: «I dati vanno letti con grande attenzione. Sarebbe ingiusto e sbagliato strumentalizzare alcuni risultati che emergono da questa ricerca. Al netto dei casi limite, le nostre imprese possono contare sull affidabilità di impiegati e operai che sono considerati tra i migliori lavoratori al mondo». Perché, allora, i lavoratori dipendenti si ammalano soprattutto di lunedì? «Nel fine settimana si concentrano le attività conviviali e quelle legate al tempo libero. Con l avvento della crisi, inoltre, sono sempre di più coloro che per risparmiare eseguono piccoli lavori di manutenzione nel proprio giardino o nell abitazione in cui vivono. Iniziative che, in qualche modo, contribuiscono ad aumentare gli acciacchi degli italiani. Tenendo conto che molti medici di base il sabato e la domenica non svolgono la normale attività ambulatoriale, l elevato numero di certificati che si riscontra al lunedì è in gran parte riconducibile a queste situazioni». A livello territoriale spiccano i risultati della Calabria. A causa delle precarie condizioni di salute, nel 2012 ogni lavoratore dipendente calabro è rimasto a casa mediamente 34,6 giorni. La media sale addirittura a 41,8 nel settore privato. Tra i lavoratori dipendenti più cagionevoli troviamo anche i siciliani (con 19,9 giorni medi di malattia all anno), i campani (con 19,4) e i pugliesi (con 18,8). Gli operai e gli impiegati più robusti, invece, li troviamo a Nordest. Se i lavoratori dipendenti dell Emilia Romagna rimangono a casa mediamente 16,3 giorni all anno, in Veneto le assenze per malattia scendono a 15,5 per toccare il punto più basso nel Trentino Alto Adige, con 15,3 giorni. Ovviamente, i lavoratori anziani sono più a rischio dei giovani. Dalla rilevazione emerge che le assenze aumentano in misura corrispondente al crescere dell età. Se fino a 29 anni il numero medio di giorni di malattia per lavoratore è pari a 13,2, nella classe di età tra i 30 e i 39 anni sale a 14,9, per toccare il valore massimo sopra i 60 anni, con 27,4 giorni medi di assenza all anno. La durata media degli eventi di malattia è, comunque, relativamente breve. A livello nazionale, nel 71,7% dei casi la guarigione avviene entro i primi 5 giorni dalla presentazione del certificato medico.

12 10 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 IL PERSONAGGIO Il professor Pirondini, lo Sgarbi reggiano Intervista allo storico di casa nostra che contribuì ad accrescere la fama di Lelio Orsi: Con il Correggio e con Nicolò dell Abate fu fra i maggiori protagonisti di quella splendida stagione artistica che nel Cinquecento interessò anche le piccole corti intorno a Reggio A Reggio se non si è ben coperti e allineati si può magari incappare in qualche ostacolo. Ai giovani critici d arte consiglio di allargare il più possibile le loro vedute cercando di internazionalizzarsi Su scala locale ha prodotto due volumi storici di due istituti bancari locali come il Credito Emiliano e la Fondazione Manodori LORENZO CHIERICI IL professor Massimo Pirondini è fra gli studiosi più importanti della figura di Lelio Orsi (Novellara, 1508/ ) pittore, architetto e disegnatore italiano, noto per la sua singolarissima versione visionaria del Manierismo. Lo storico dell arte reggiano curò, fra l altro, la straordinaria mostra antologica nelle sale del teatro municipale di Reggio Emilia, nel 1987, in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte dell Orsi: un occasione unica per vedere insieme quasi tutte le sue maggiori opere, sparse nei vari musei del mondo. Perchè Lelio Orsi è ancora oggi relativamente poco conosciuto? Lelio Orsi è certamente, con il Correggio e con Nicolò dell Abate, fra i maggiori protagonisti di quella splendida stagione artistica che nel Cinquecento interessò anche le piccole corti intorno a Reggio. E un artista straordinario, ben noto agli studiosi e agli addetti ai lavori ma ancora oggi relativamente poco conosciuto, essenzialmente per tre ragioni. Trascorse gran parte della sua vita in provincia, fra Novellara e Reggio, in una zona, l Emilia occidentale, trascurata dalla grande storiografia del tempo ( Vasari dedicò poche pagine al Correggio e ignorò del tutto Lelio Orsi). Inoltre molti dei suoi dipinti sono andati perduti, così come gli affreschi. I suoi disegni, oggi in gran parte al Louvre e nei più importanti musei inglesi e statunitensi, erano già allora per pochi raffinati collezionisti ed intenditori, non certo destinati al grande pubblico. Infine la sua era una cultura di corte, la cultura della Maniera, dai temi spesso ermetici, sottovalutata fino alla metà del secolo scorso. Pare però che il grande collezionismo internazionale apprezzi moltissimo il gusto Manierista ed in particolare Lelio Orsi. In effetti la nuova considerazione in cui oggi si tiene questo nostro artista è testimoniata dai prezzi altissimi raggiunti dalle sue opere: un disegno di Lelio Orsi, nel gennaio 2008, è stato pagato a Sotheby s di New York, la bella cifra di euro e, nella medesima sessione d asta, un piccolo rame di Lelio Orsi con Leda e il cigno, ha raggiunto la quotazione di un milione e 27 mila euro; entrambi (dipinto e disegno) provenienti dalla antica collezione dei conti Gonzaga di Novellara che, prima della dispersione (XVIII secolo) contava oltre un migliaio di opere d arte. Una raccolta veramente notevole. Ma, per venire ai tempi attuali, qual è lo stato del collezionismo privato di arte antica a Reggio? Le raccolte più ragguardevoli sono naturalmente quelle di due istituti bancari, il Credito Emiliano e la Fondazione Manodori; fra i privati, la signora Giovanna Landi ha acquisito nel tempo alcuni pregevoli dipinti di Luca Ferrari ( ) il grande frescante attivo in Veneto e a Reggio, nella Basilica della Ghiara; il mio compianto amico Elio Monducci aveva una bella collezione di artisti dell Ottocento e qualche notevole pezzo di scuola emilana del Settecento, mentre il notaio Giuseppe Beccari possiede oltre una cinquantina di opere di Giovanni Costetti ( ma siamo già nel Novecento). Altro non mi risulta: sono, infatti, ben lontani i tempi in cui oltre centocinquanta tele di grandi maestri emiliani del Seicento e Settecento ornavano le sale del Palazzo dei conti Parisetti. Leggendo i suoi scritti ho notato che i suoi studi, dal Cinquecento si sono progressivamente spostati sul Seicento e la sua attenzione da Reggio (ricordo la sua accuratissima Guida di Reggio, ormai da tempo introvabile, o il suo volume sulla nostra Pittura del Il prof. Pirondini (a destra) col presidente Paolo Nucci Pagliaro del Rotary Club del Valle del Samoggia di Bologna e, al centro, il Governatore del Distretto 2072, l avvocato Ferdinando Del Sante. Qui sotto il professor Pirondini fra l architetto Francesco Petrucci, curatore delle collezioni di Palazzo Chigi di Ariccia (a sinistra) e il prof. Pietro di Loreto, direttore di Art News (a destra) LA SCHEDA MASSIMO PIRONDINI, classe 1944, laureato in Lettere moderne presso l Università di Bologna; biennio di perfezionamento in Storia dell arte medievale e moderna presso l Università di Bologna; professore di Lettere e di Storia dell arte. Ha svolto, fino al 1994, attività didattica negli Istituti Superiori (Storia dell Arte). Negli anni , comandato presso la competente Soprintendenza, ha compiuto attività di formazione e aggiornamento dei docenti dei vari ordini di scuole su una didattica della Storia dell Arte legata ai beni artistici e storici del territorio. Svolge, dal 1969, opera di ricerca nel campo della Storia dell arte: è autore di numerosissime pubblicazioni (monografie, nonché interventi in volumi collettivi, cataloghi di mostre e riviste specialistiche del settore). Dal 1970 al 1975 ha effettuato e diretto, per incarico della competente Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici, la catalogazione (circa schede) dei beni artistici di chiese e conventi della provincia reggiana. Per tale opera è stato nominato Ispettore Onorario. Ha organizzato e curato l ordinamento scientifico delle sei mostre sul Seicento programmate dal Comune, Provincia ed Ente del Turismo di Reggio Emilia negli anni dal 1975 al E stato responsabile della sezione Pittura nel Ducato Estense nella mostra sull Arte del Settecento Emiliano (Bologna, 1979). Ha diretto l organizzazione della mostra L Arte degli Estensi (Modena, 1986). Ha curato, per la Regione Emilia Romagna, Istituto dei Beni Culturali, Provincia, Soprintendenza ecc., l organizzazione e direzione scientifica della mostra sul pittore manierista Lelio Orsi (Reggio E., 1987), nonché il relativo catalogo. Con Emilio Negro e Nicosetta Roio ha progettato e coordinato per l Editore Artioli la collana dei quattro volumi sulle grandi Scuole Emiliane del XVII secolo (Guido Reni, Annibale Carracci, Ludovico Carracci e Guercino ). Per conto dell editore Merigo Art Books, ha curato una collana di monografie (di cui è stato anche autore o coautore) sui Maestri del Seicento italiano operanti fra Emilia, Veneto e Roma: Luca Ferrari (1999), Alessandro Tiarini (2000), Lionello Spada (2002), Sisto Badalocchio (2004), Antonio Carracci (2007). Attualmente sta lavorando anche ad un progetto sulla valorizzazione dei Beni Artistici e Storici in chiave di promozione turistica del territorio italiano. (l.c.) XVI secolo) si è rivolta verso Bologna e Roma. A Bologna lei figura, fra l altro, fra i fondatori della Libera Accademia di Studi Caravaggeschi. Anche lo studioso ha una sua dignità di lavoratore, e come tale è naturale che prediliga ambienti dove la sua opera possa spaziare in ambiti più vasti e liberi da limiti o barriere provinciali, nonché godere di una più ampia considerazione professionale: è il senso dei nostri quattro volumi sulle grandi scuole emiliane del XVII secolo (Reni, Ludovico Carracci, Annibale Carracci, Guercino) o delle monografie sui maestri del Seicento italiano operanti fra Emilia, Veneto e Roma, libri che si trovano nelle biblioteche specialistiche, oltre che italiane, di Londra, Parigi, New York. Professore, lei è un reggiano doc, stimatissimo anche in città; peccato che la sua carriera si sia sviluppata soprattutto fuori dai confini della nostra provincia. Perché? Per vari motivi e opportunità, non escludo magari anche per motivi politici. A Reggio, infatti, se non si è ben coperti e allineati si può magari incappare in qualche ostacolo; poi perché in questa città, se si lavora troppo, spesse volte si desta la nevatività di qualcuno. E lei, coi suoi volumi e le sue opere apprezzate su tutto il territorio nazionale e non solo, di invidie ne ha suscitate? Non lo so, non le ho contate, ma certamente qualche effetto si è sentito. Ho comunque trovato grandi soddisfazioni professionali e personali lavorando in altre città italiane. Professore, com è possibile quindi sopravvivere a Reggio per uno storico d arte del suo calibro? Non lo so e francamente ho rinunciato a capirlo già da molti anni. Vuole dare un consiglio ai giovani storici dell arte che si stanno avvicinando al mondo del lavoro e che magari sognano una carriera in patria? Prima di tutto consiglio loro di uscire dalla provincia e di internazionalizzarsi, di ampliare i loro interessi e di avere tanto, tantissimo coraggio e perseveranza, soprattutto in questi momenti in cui la storia dell arte viene insegnata poco nelle scuole con la conseguente perdita dei valori, del senso della storia e del passato. Poi, se sarà in patria o altrove poco cambia. Come spiega allora la sua predilezione per una piccola realtà come la Novellara di Lelio Orsi, che pur sempre è in territorio reggiano Novellara è un altra cosa. Non la considero affatto provinciale. Piccole città come Correggio e la stessa Novellara, che in particolare sta nel mio cuore (e di cui mi vanto di essere cittadino onorario), conservano un background culturale che alcuni attuali capoluoghi non hanno: sono state, infatti, sedi delle splendide e vivacissime corti dell estremo feudalesimo rinascimentale, e ritengo che qualcosa, nel loro Dna, sia rimasto. E Reggio? A Reggio ho molti amici e pochissimi contatti di lavoro: le ricerche le faccio nel fornitissimo Istituto Germanico di Firenze; attualmente collaboro con Valori Tattili (rivista legata all Università di Siena), nonché alle pubblicazioni della Fondazione Sorgente Group di Roma o del Museo del Barocco (oltre trecento dipinti) dello splendido Palazzo Chigi di Ariccia; a Bologna poi, presenteremo con altri colleghi, in primavera, un ponderoso volume di scritti in onore di Andrea Emiliani. A Reggio, comunque, ho lo studio ed abito: è una città tranquilla, l ideale per concentrarsi, per scrivere e per dormirci.

13 SABATO 7 FEBBRAIO LA PAGINA ROSA Sabina Amione, la Barbara Berlusconi del calcio reggiano L imprenditrice immobiliare è anche il primo presidente donna di una squadra di calcio Lavoro, famiglia e Sant Ilario: mi sento una donna realizzata a tutto tondo Stiamo cambiando il modo di vivere lo sport e le famiglie ce lo riconoscono: da noi i valori e il rispetto degli altri sono una regola ferrea; chi non li rispetta... LORENZO CHIERICI E l unica donna presidente del calcio dilettantistico Reggiano ed è un imprenditrice di successo, innmorata del pallone e della sua splendida famiglia, impegnata, dal primo all ultimo componente della stessa, nel Sant Ilario calcio. Stiamo parlando di Sabina Amione, 39 anni, una persona decisa, che ha introdotto in società un principio che dovrebbe essere alla base di ogni realtà sportiva di paese, dove spesso, invece, per scimmiottare il mondo dei professionisti, si preferiscono classifica e risultati rispetto alla crescita di atleti locali e a diventare un punto di riferimento in positivo per il territorio. Sabina, da dove nasce questa sua passione per il calcio? Dal fatto che mi piacciano i giovani, lo sport e il mio paese e visto che il calcio a Sant Iario stava soffrendo, mi è stato chiesto di prendere le redini della squadra e io ho accettato con entusiasmo. Lei è un imprenditrice che lavora nel campo dell amministrazione condominiale e dei servizi per la casa. Prima di avventurarsi in quest attività le hanno spiegato che nel calcio, almeno in quello dilettantistico e non solo, quasi sempre non ci si guadagna? Il calcio deve investire le proprie risorse sugli atleti locali, anche perché stanno calando gli investeimenti delle aziende e per sopravvivere serve una valorizzazione sostanziale dei settori giovanili, inserendo nel tempo i ragazzi che crescono in prima squadra, senza inutili sprechi. L investimento va fatto quindi sul ragazzino, non sul giocatore esperto: noi lavoriamo con i ragazzini dal 2009 ai 98, oltre ai quelli della Juniores. E fondamentale educare i nostri giovani, farli diventare uomini perché siano protagonisti della società del domani. Quand ero giovane io avevamo un luogo d incontro, dove c erano soltanto una bottiglia d acqua e un pallone. Il calcio dev essere un mezzo per far crescere i ragazzi, un mezzo per esprimere valori veri, senza volgarità e atti di violenza, per chi vince e per chi perde: questo nella mia squadra lo esigo. Lo esige? Non mi sembra sia un impresa facile al girono d oggi. Lei ci riesce? Sì, perché chi si comporta male viene punito: in primo luogo si parla con l educatore-allenatore, per capire l accaduto e gli si concede una seconda possibilità, salvo non si tratti di un fatto imperdonabile, ovviamente. In secondo luogo, si analizza il contresto e tocca all educatore capire quali siano le problematiche del ragazzo: magari dietro ci sono problemi problema familiare o scolastici; in caso invece di atleta recidivo nei comportamenti negativi lo si esonera dall attività per una o due settimane e se si tratta di un caso irrecuperabile in senso assoluto, lo si esclude definitivamente. Con tale modus operandi, però, dovreste essere riusciti anche ad aiutare moltissime persone. Me lo conferma o è solo una mia impressione? I miei figli hanno una madre e un padre che stanno loro vicini, altri ragazzi non hanno né l uno n é l altra; alcuni ragazzi in queste situazioni, infatti, essendoci interessati a loro, si sono affezionati alla nostra società. Purtroppo non sono tutti così: su dieci che cerchiamo di recuperare e che alla fine perdiamo magari per ragione di età, uno o due restano legati al Sant Ilario, ma è già un grande risultato. Presidente, è stato difficile imporre questa sua visione del calcio, talvolta così differente dalla realtà? Sabrina Amione, imprenditrice di successo e presidente dello Sporting Club Sant Ilario Non è stato un problema, anche perché i dirigenti mi stanno aiutando tutti; alcuni di loro, magari i più abituati a un metodo diverso, subito hanno storto il naso, poi si sono dichiarati contenti ed ora mettono in questa attività tutto il loro impegno con grande entusiasmo. Tra l altro, proprio grazie a questa nostra filosofia, ci sono vari genitori che ci stanno dando una mano, tanto da crare un gruppo di volontari finalizzato alla crescita e al bene dei ragazzi. Crediamo molto infatti nella fidelizzazione sia del ragazzo che delle famiglie. I genitori, però, spesso rappresentano un problema nei settori giovanili visto che ognuno di essi crede che suo figlio sia Cristiano Ronaldo... Anche noi ne abbiano diversi e quelle persone fanno più male che bene ai loro figli e a tutto l ambiente: alcuni li hanno portati in altre squadre perché avevano giocato meno di altri compagni o perché erano stati sostituiti. Per fortuna la maggioranza dei LA SCHEDA SABINA Amione, 39 anni, diplomata perito agro-industriale, 17 anni fa ha iniziato il mestiere di amministratore condominiale, tanto da fondare una sua azienda, l Anemone Ecletique Home Service, ossia un centro servizi che gestisce qualunque tipo di necessità legate alla casa, mettendo a disposizione degli inquilini professionisti di vario genere, dagli avvocati, ai geometri, dalle agenzie immobiliari, agli antennisti, dagli idraulici ai muratori e via dicendo. Il raggio d azione dell Anemone di Sabina Amione va da Sassuolo a Parma, dalla Bassa reggiana a Castelnovo Monti. Sabina si è spostata una prima volta nel 97, convolando nuovamente a nozze nel 2009 con Costantino De Luca. E madre di Melissa e Samuele che hanno 16 e 13 anni. nostri genitori sono bravi e collaborativi. Crede che il suo modello sia adattabile anche al professionismo, ovviamente per quanto riguarda i vivai? Anche noi, come i professionisti, vogliamo portare a casa il risultato: perdere non fa piacere a nessuno, è inutile prendersi in giro dicendo il contrario, ma per noi prima di tutto vengono i valori, anche in prima squadra. Quest anno, ad esempio, in Prima categoria, ho una squadra che non vince, ma che ha uno spogliatoio davvero bello e questo mi soddisfa; si tratta di un gruppo giovane, appena costituito, ragazzi che magari si stanno affezionando al Sant Ilario. E però impensabile che un giocatore che viene da Parma o da Reggio senta sulla propria pelle la nostra maglia; occorre infatti che questo gruppo resti unito e cresca. L obiettivo, quindi, è quello di valorizzare i ragazzi del posto? Certo, la prima squadra, nel tempo, dovrà essere fatta da atleti locali con qualche rinforzo da fuori: i giocatori del paese sentiranno sempre la maglia come loro e porteranno pubblico allo stadio, gli altri no. Inoltre, un ragazzo del posto ne ha abbastanza di 50 euro di rimborso per la benzina, mentre uno da fuori va gestito certamente con costi diversi. Oggi, una squadra di calcio è come un impresa e bisogna rispettare certi equilibri, anche economici. Chiudiamo parlando di lei: come si rilassa Sabina Amione? Difficlmente mi rilasso, anche se il calcio per me e per la mia famiglia è motivo di svago, malgrado ci siano sempre problemi da risolvere. Ho due figli, Melissa e Samuele, che hanno 16 e 13 anni, e vivo con mio marito, Costantino De Luca, gestico la mia attività professionale e il Sant Ilario, dove siamo un po tutti coinvolti: mio marito allena la Juniores, mio figlio gioca nei 2000 e dà una mano ad allenare i 2005, mentre mi figlia mi aiuta a livello di segreteria. Insomma, il Sant Ilario è diventato il nostro hobby comune di sabato e domenica. Chiudiamo con un suo sogno nel cassetto? Essere un presidente apprezzato dai ragazzi e dai genitori. Attualmente, infatti, non credo di essere amata quanto io amo loro; sarebbe magnifico essere apprezzata da tutti per quel che si fa per la comunità, senza secondi fini. Come donna, invece, si sente realizzata a 360? Assolutamente sì. Ho 39 anni, sto benissimo e mi sento realizzata e felice.

14 12 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 DALLA PARTE DEL CITTADINO UNA VITA IN DIVISA Ndrangheta & affari Reggio sotto choc: 117 arrestati Le accuse: associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro E LA più grande operazione mai realizzata contro le mafie al Nord, quella che la settimana scorsa, e solo in Emilia, ha condotto in carcere centodieci persone sulle 117 verso le quali la Dda di Bologna ha emesso altrettanti provvedimenti di custodia cautelare. Altri 46 provvedimenti sono stati disposti dalle procure antimafia di Brescia e Catanzaro. Dieci fermati nel Mantovano. Agli arrestati, per associazione di stampo mafioso e altre numerose ipotesi di reato, si aggiungono numerosi indagati, per la maggior parte in Emilia: tra questi anche il sindaco di Mantova Nicola Sodano. In totale oltre duecento persone coinvolte nelle inchiesta in Emilia e in particolare a Reggio. Chiesti sequestri di beni per una cifra colossale: cento milioni di euro. L operazione Aemilia, condotta in piena notte da uno schieramento imponente di Carabinieri, oltre mille uomini mobilitati con l ausilio degli elicotteri, è stata illustrata in una conferenza stampa alla Dda di Bologna, presente il procuratore nazionale antimafia Franco Ruberti. «È un intervento chenon esito a definire storico, senza precedenti ha detto Ruberti Non ricordo a memoria un intervento di questo tipo per il contrasto a un organizzazione criminale forte e monolitica e profondamente infiltrata». Il procuratore Alfonso ha definito Reggio Emilia come l epicentro della ndrangheta nella regione. Il comandante dei carabinieri di Reggio Emilia Paolo Zito ha sottolineto il lavoro immane che ha permesso di disarticolare la cosca Grande Aracri, con l arresto di tutti i capizona (a cominciare da Nicolino Sarcone, figura chiave della cosca) e con indagini a tutto campo, che non sono ancora terminate. L inchiesta ha al centro le cosche di Cutro con le sue ramificazioni nel reggiano, nel modenese e a Parma: colpo durissimo al Grande Aracri, che domina a Brescello. In manette Domenico e Ernesto Grande Aracri, fratelli del boss Nicolino. Sopra un momento del blitz dell Arma. Sotto il procuratore nazionale antimafia Franco Ruberti Decine gli arresti in provincia di Reggio Emilia: tra questi imprenditori cutresi e reggiani, ma anche sei talpe che informavano i Grande Aracri: tre carabinieri e tre poliziotti. Sconcerto per l arresto del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, l avvocato Giuseppe Pagliani, prelevato questa notte dalla sua casa di Arceto. Sarebbe accusato di concorso esterno in associazione mafiose, e a quanto pare non potrà parlare con un difensore sino all interrogatorio di garanzia. Fra gli arrestati anche il giornalista sportivo Marco Gibertini, già finito in carcere in giugno per l inchiesta su un colossale giro di finanza illegale e fatture false. Fra gli imprenditori edili finiti in carcere anche Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore campione del mondo Vincenzo Iaquinta, Augusto Bianchini, residente nel modenese, per gli appalti della ricostruzione post terremoto ottenuti a Finale Emilia, e Antonio Muto fermato a Mantova, dove sono stati compiuti una decina di arresti. Altro nome di spicco il costruttore Nicolino Sarcone, ritenuto il reggente della cosca Grande Aracri nel reggiano, al quale di recente sono stati bloccato beni per cinque milioni di euro. Fra gli indagati il sindaco di Mantova Nicola Sodano e il parmigiano Paolo Bernini, già presidente del consiglio comunale di Parma e assessore della giunta Vignali (all epoca era di Forza Italia). Secondo la Dda avrebbe cercato e ottenuto voti dalle cosche nelle elezioni del Ma il Gip ha respinto la richiesta formulata nei suoi confronti dalla procura di Bologna. In realtà, si profila un inquinamento diffuso del mondo politico emiliano. Sarebbero coinvolti esponenti di vari partiti. Gli inquirenti hanno dimostrato che le cosche hanno tentato di condizionare di continuo l andamento delle elezioni amministrative in diversi comuni: in proposito il procuratore Roberto Alfonso ha citato i casi di Parma del 2002,Salsomaggiore del 2005, Sala Baganza del 2011 e Brescello del Le persone arrestate sono ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti reati commessi con l aggravante di aver favorito l attività dell associazione mafiosa. NELLO SPECIFICO ITUTTI GLI ARRESTATI: I NOMII SONO in totale 203 gli arrestati e indagati nell ambito dell operazione Aemilia coordinata dalla Dda di Bologna, che ha inferto un colpo senza precedenti alla rete emiliana della ndrangheta e suoi rapporti col mondo degli affari, la politica, le professioni e le istituzioni. Ecco l elenco dei nomi delle persone sottoposte a indagini. Per 117 la Dda ha ottenuto la custodia cautelare in carcere:giuseppe Aiello; Lauro Alleluia;Giuseppe Aloi; Alfredo Amato; Domenico Amato; Francesco Amato; Davide Arabia; Rosario Arcuri; Carmine Arena; B aachaoui Karima ; Moncef Baachaoui; Pasquale Battaglia; Carmine Belfiore; Salvatore Brugnano; Francesco Belfiore; Giuseppe Belfiore; Giovanni Paolo Bernini; Erika Bertocco;Alessandro Bianchini; Augusto Bianchini; Corrado Bidin; Andrea Bighignoli; Antonio Blasco;Gaetano Blaso; Domenico Bolognino; Michele Bolognino;Sergio Bolognino; Andrea Bonazzi; Maurizio Bosi; Bruna Braga; Tiziano Braulli; Pasquale Brescia; Luigi Brugnano; Marco Busia; Salvatore Buttiglieri; C accia Salvatore; Mario Calesse; Mario Cannizzo; Salvatore Cappa; Gaetano Caputo; Maurizio Cavedo;Donato Agostino Clausi; Michele Colacino; Salvatore Colacino; Omar Costi; Antonio Crivaro;Deborah Croci; Gianluca Grugliano; Domenico Curcio;Giuseppe Curcio; Maria Curcio; Gaetano Cavallo;Antonio Cianflone; Giuseppe Codamo; Debora Costa; D attoli Elvezio ; Giuliano Debbi; Raffaele Della Bella; Francesco Di Via; Alfonso Diletto; Salvatore D Angelo E F lezaj Billbill; Luigi Esposito; albo Francesco; Rosario Falzetti; Aldo Pietro Ferrari; Vincenzo Ferrari; Gabriele Ferri Bernardini; Francesco Florio; Antonio Floro; Gianni Floro; Giuliano Floro; Giuseppina Floro; Selvino Floro;Francesco Formentini; Antonio Frizzale; Alfonso Frontera; Francesco Frontera; G angi Giovanni ; Domenico Gentile;Gennaro Gerace; Salvatore Gerace; Gino Gibertini; Marco Gibertini; Antonio Giglio; Giulio Giglio; Giuseppe Giglio; Nicolino Grande Aracri; Domenico Grande Aracri; Salvatore Grossetti; Rita Gruzza; Antonio Gualtieri; Francesco Gullà; Elia Gaglione; Giulio Gerrini; I aquinta Giuseppe; L amanna Francesco; Francesco Lepera;Francesco Lerose; Salvatore Lerose; Francesco Lomonaco;Sergio Lonetti; Giuseppe Loprete; Stefano Laera; Gennaro Lonetti; Alessandro Lupezza; M acrì Francesco ; Giuseppe Macrì; Vincenzo Mancuso; Francesco Manfreda; Giuseppe Manica; Giuseppe Manzoni; Alfonso Martino; Domenico Mattace; Alfonso Mendicino; Luigi Mercadante; Domenico Mesiano; Vincenzo Migale; Antonio Molinari; Vittorio Mormile; Antonio Muto di Crotone cl. 71; Antonio Muto di Crotone cl. 78; Antonio Muto di Cutro cl. 55; Cesare Muto; Giulio Muto; Luigi Muto; Salvatore Muto; Francesco Matacera; Kostantinos Minelli; Massimo Muratori; N O igro Barbara; Antonio Nicastro; livo Salvatore; Giuseppe Domenico Oppedisano; Gaetano Oppido; Raffaele Oppido; P agliani Giuseppe; Alessandro Palermo; Giuseppe Pallone; Alfonso Paolini; Francesco Pio Passiatore; Francesco Pelaggi; Paolo Pelaggi; Francesco Pellegri di Tizzano; Sergio Pezzati; Giuseppe Pichierri; Anna Pieron; Francesco Procopio; Giovanni Procopio; Salvatore Procopio; R ezepova Iana; Giuseppe Richichi; Francesco Riillo; Pasquale Riillo; Antonio Rocca; Luca Rossi;Giuseppe Ruggero; S alsi Mirco; Michael Stanley Salwach; Gianluigi Sarcone; Nicolino Sarcone; Graziano Schirone; Domenico Scida; Francesco Scida; Giuseppe Scordo; Antonio Scozzafava; Eugenio Sergio; Luigi Serio; Salvatore Sestito; Giovanni Sicilia; Antonio Silipo; Francesco Silipo; Luigi Silipo; Salvatore Silipo; Fulvio Stefanelli; Giovanni Summo; Domenico Salpietro; Alberto Maria Ranieri; Quintino Sanarica; Filippo Sirianni; T ang Jianyao; Roberta Tattini; Rocco Tedesco; Giovanni Tirotta; Michele Tostoni; Roberto Turrà; Tatjana Tihamirova; U V rsini Mario; accari Olmes; Antonio Valerio; Gabriele Valerioti;Daniela Vecchi; Giuseppe Vertinelli; Palmo Vertinelli; Pasquale Vetere; Pierino Vetere; Rosario Vetere; Giuseppe Villirillo; Romolo Villirillo; Francesco Viti; Mario Vulcano; Valter Zangari; Zhang; Jianyong

15 SABATO 7 FEBBRAIO IL NOSTRO COMUNE Un bando per aiutare le famiglie in difficoltà FOCUS La città che si trasforma. Dal primo febbraio nuove regole di circolazione Ecco com è cambiata la viabilità di Corso Garibaldi Si chiama Home Care Premium, e consiste in un premio per la cura a casa : un iniziativa del Comune per dare contributi economici e assistenziali per sostenere le famiglie di dipendenti e pensionati pubblici in condizioni di non autosufficienza Sopra, uno scorcio del palazzo dell Inps. Sotto la facciata del Comune in piazza Prampolini Uno scorcio del tratto finale di Corso Garibaldi verso la Guglia IL TRATTO di corso Garibaldi compreso fra via Guido da Castello e piazza Gioberti (direzione da sud a nord) è stato ormai completamente dedicato al transito degli autobus. Solamente autobus, taxi, veicoli dedicati al trasporto disabili e biciclette possono percorrere questo tratto di corso Garibaldi. Non possono più circolare in questa corsia di marcia i titolari di permesso di accesso alla zona a traffico limitato; sono inoltre invertiti i sensi di marcia di via San Zenone: sono stati ampliati gli spazi dedicati al carico/scarico merci, per favorire le operazioni ed evitare soste illecite lungo le corsie di marcia. Sono stati anche realizzati nuovi parcheggi dedicati alle persone disabili in corso Garibaldi ai lati della Basilica della Ghiara, nei pressi della Bonifica e dei portici in direzione piazza Gioberti e in piazza Roversi. Per risolvere problemi di congestionamento del traffico e soste illecite sono stati spostati uno spazio di sosta per i disabili e uno spazio per le operazioni di carico scarico in piazza Gioberti, nei pressi dell obelisco. Il Comune ha considerato anche le esigenze dei pedoni, realizzando nuovi attraversamenti pedonali in corso Garibaldi e alle intersezioni con le vie laterali, per rendere più sicure le strade per i pedoni, oltre ad aver realizzato un nuovo attraversamento pedonale in via Ariosto, all altezza di via Antignoli. La viabilità di corso Garibaldi da piazza Gioberti a piazza Roversi (direzione da nord a sud) non ha invece subito modifiche, così come l accesso a via Guido da Castello, per i titolari di permesso di accesso alla zona a traffico limitato. Questi interventi sono finalizzati al miglioramento della sicurezza della viabilità di corso Garibaldi e dell rispetto della zona a traffico limitato. LORENZO CHIERICI HOME Care Premium, ossia il Premio per la cura a casa è un bando del Comune di Reggio Emilia promosso e finanziato dall Inps, nello specifico dalla Gestione dipendenti pubblici (ex Inpdap), che mette a disposizione contributi economici e assistenziali allo scopo di sostenere situazioni di non autosufficienza ed è rivolto a tutti i dipendenti e pensionati del pubblico impiego e ai loro familiari di primo grado, quindi genitori, figli e coniugi conviventi, residenti in alcuni comuni reggiani. Il bando è finanziato con il Fondo credito e attività sociali dell INPS, che si alimenta con il prelievo obbligatorio dello 0,35% sulle retribuzioni del personale delle Pubbliche amministrazioni. Il Comune di Reggio Emilia ha aderito al bando come ente capofila del distretto sociale di Reggio Emilia che comprende i comuni di: Reggio Emilia, Albinea, Bagnolo in Piano, Cadelbosco di Sopra, Castelnovo di Sotto, Quattro Castella e Vezzano sul Crostolo. Nello specifico, possono beneficiare dei contributi economici e assistenziali previsti dal bando coloro che sono in condizioni di non autosufficienza e residenti in uno dei comuni citati, dipendenti o pensionati che siano, iscritti alla Gestione dipententi pubblici dell INPS i loro coniugi conviventi e i loro familiari di primo grado, solo se il dipendente o pensionato è in vita; i giovani minorenni orfani di dipendenti o pensionati pubblici; i giovani minori regolarmente affidati a dipendente o pensionato pubblico; i nipoti minori con comprovata vivenza a carico di ascendente diretto. I contributi messi a disposizione da Home Care Premium possono essere economici, ovvero l erogazione di una somma mensile di denaro (al massimo 1.200, in base al valore Isee e al punteggio conseguito dal beneficiario), e/o socio-assistenziali. Nello specifico, i contributi socio-assistenziali possono essere un assistenza domiciliare per soggetti non autosufficienti con disabilità psichiatriche, fisiche e motorie; finalizzati a progetti per giovani studenti con disagi cognitivi e psichiatrici per l assistenza e l integrazione scolastica; un sostegno economico per soggetti non autosufficienti residenti presso strutture residenziali. La tipologia di contributo verrà definita assieme all assistente sociale che prenderà in carico la domanda del richiedente. Le prestazioni erogate a favore del beneficiario si concluderanno il 30 novembre Per partecipare al bando e fruire dei contributi messi a disposizione è necessario presentare una domanda on-line tramite il sito entro e non oltre le ore 12 di venerdì 27 febbraio Il richiedente all atto della presentazione della domanda dovrà aver presentato una dichiarazione unica sostitutiva finalizzata all acquisizione della certificazione Isee Sociosanitario riferita al nucleo familiare in cui è presente il beneficiario, oltre ad essere iscritto alla banca dati Inps ed essere in possesso del codice Pin rilasciato dalla stessa Inps. Per tutti coloro che avessero perso il loro codice Pin è possibile recuperarlo agli sportelli dell istituto, attraverso il sito o chiamando il Contact Center Inps pronto a fornire chiarimenti e supporti. E inoltre possibile essere aiutati e supportati nella compilazione e nell invio della domanda dagli operatori degli sportelli sociali del proprio comune di residenza, previo appuntamento telefonico. Le domande vengono valutate e prese in carico in base all ordine di arrivo. Ricevuta la stessa l Inps ne verificherà l ammissibilità e se positiva la inoltrerà all assistente sociale che prenderà in carico il caso e definirà, di concerto con la famiglia le prestazioni da erogare, sulla base di parametri indicati dall INPS nell Accordo di progetto. Il soggetto che avrà fatto richiesta di contributo sarà informato sullo stato della sua domanda (accettata o rifiutata) tramite comunicazione mail dell Inps al richiedente. Il comune promuove un corso di tedesco per anziani Anche gli anziani possono imparare il tedesco e il Comune concede loro una splendida opportunità. A tal proposito l amministrazione ha organizzato un corso per iscriversi al quale basta un documento d identità presso l Urp Comune Informa, dove sarà possibile ritirare il tagliando di prenotazione. Eins, zwei, drei tedesco per tutti è il titolo del corso. L apprendimento intergenerazionale identifica quella conoscenza che si verifica attraverso lo scambio di informazioni, pensieri, sentimenti ed esperienze fra persone appartenenti a due generazioni e che è in grado di arricchire entrambe. Gran parte di questo apprendimento avviene in modo informale come, ad esempio, quando i nipoti parlano coi loro nonni o con altri anziani della famiglia; altre volte, tuttavia l apprendimento può essere generato attraverso forme più organizzate e strutturate. Per questo motivo dopo l esperienza positiva nei mesi scorsi dei corsi di informatica e di inglese il Comune di Reggio Emilia (Servizio Officina Educativa/Leva Giovani), l Istituto superiore Bus Pascal e la Cooperativa Solidarietà 90 propongono la terza edizione di: Eins, Zwei, Drei tedesco per tutti. Il corso inizierà giovedì 12 febbraio. Le sei lezioni si terranno presso le aule dell istituto Bus Pascal, il giovedì pomeriggio, con una lezione di due ore dalle 14,00 alle I posti a disposizione per partecipare sono 20. Per poter iscriversi al corso occorre aver compiuto 60 anni o compierli entro l anno solare ed essere residenti a Reggio Emilia.

16 14 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 INTERVISTA IN CORSIA Rumatismi-invalidità, il passo è breve. Ecco come evitarlo PILLOLE DI SALUTE Ivan Righi, paziente guarito, dona un fibroscopio alla Radioterapia Le malattie reumatiche rappresentano la prima causa di invalidità temporanea e la seconda di invalidità permanente. Ecco una mappa dei bisogni dei pazienti reumatici finalizzata al miglioramento dei percorsi e delle prestazione, ottimizzando le risorse Un ginocchio con un erosione della cartilagine articolare, causa di reumatismi IL SANTA Maria Nuova di Reggio si è dotato di un ulteriore strumento per offire sempre il top di gamma ai cittadini reggiani: si tratta di un fibroscopio donato al reparto di Radioterapia oncologica, un generoso gesto da parte di Ivan Righi, paziente del reparto. Lo strumento verrà utilizzato in collaborazione con gli specialisti otorinolaringoiatri nelle diverse fasi di diagnosi e trattamento dei tumori che interessano gli organi della testa e del collo. Si tratta di uno strumento che, sfruttando le proprietà di trasmissione delle immagini attraverso le fibre ottiche, si rivela indispensabile nelle fasi di diagnosi, stadiazione e follow up delle patologie oncologiche che interessano gli organi della testa e del collo. Desidero donare al reparto di Radioterapia questo strumento perché, come expaziente guarito da una patologia che mi ha colpito 10 anni fa, sento il bisogno di fare qualche cosa di utile, di contribuire in modo positivo al percorso di altre persone che, come è stato per me, Donazione: da sinistra Maria Paola Ruggieri, Giorgio Mazzi, Ivan Righi, Verter Barbieri e Cinzia Iotti stanno attraversando la fase dolorosa e difficile della malattia. Sono le parole di Ivan Righi, imprenditore reggiano, ex paziente della Radioterapia, ha motivato il gesto di attenzione e solidarietà nei confronti di coloro che si trovano ad affrontare la stessa esperienza e verso l équipe della Radioterapia che offre assistenza e cura ai pazienti. Lo strumento, del valore di 7mila euro, verrà impiegato in particolare nell ambulatorio dedicato alle visite che radioterapisti e otorini svolgono collegialmente. Ai ringraziamenti del direttore della struttura di Radioterapia, la dottoressa Cinzia Iotti e del direttore della struttura di Otorinolaringoiatria, il dottor Verter Barbieri, presenti al momento della donazione, si sono uniti quelli della direzione generale, rappresentata dal direttore sanitario dottor Giorgio Mazzi, che, rivolgendosi con gratitudine a Ivan Righi, ha sottolineato il valore di donazioni come queste, importanti per tutta la comunità ed esempio di una solidarietà positiva. CRESCE l impatto delle malattie reumatiche, famiglia di patologie infiammatorie croniche autoimmuni, e crescono di pari passo i costi sociali ed economici ad esse collegati, stimati in circa lo 0,2% del PIL. Adesso, per la prima volta in Italia, grazie a una rilevazione promossa da AMRER (Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna) è stato verificato in modo univoco il peso numerico di queste malattie, misurato in base ai codici esenzione di 7 patologie reumatiche tra le più gravi e invalidanti: sono esattamente i pazienti esentati in 150 ASL distribuite nelle singole regioni, pari allo 0,6% della popolazione italiana; il 68% è donna e oltre la metà del campione censito è in età lavorativa, tra i 45 e i 65 anni. A ognuna delle sette patologie considerate è attribuito uno specifico codice delle esenzioni ticket per le prestazioni indicate dai Livelli Essenziali di Assistenza (per prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e altre prestazioni specialistiche): Artrite reumatoide (codice 006), Psoriasi (codice 045), Lupus eritematoso sistemico (codice 028), Malattia di Sjogren (codice 030), Morbo di Paget (codice 037), Sclerosi sistemica progressiva (codice 047), Spondilite anchilosante (codice 054). Il dato complessivo, che sottostima la prevalenza reale di tutte le malattie reumatiche (in quanto non considera quelle non censite o i pazienti esenti per altri motivi come l età o il reddito), indica in ogni caso un livello minimo certo dell impatto di queste patologie. «Rappresentare il dato numerico delle malattie reumatiche è stata la prima esigenza che AMRER si è posta quando ci siamo trovati a confrontarci con l Amministrazione pubblica dice Guerrina Filippi, presidente AMRER per fare proposte e richieste era necessario avere a disposizione uno scenario chiaro della situazione che palesasse il bisogno, i confini e il peso di cui AMRER si faceva portavoce». Le malattie reumatiche rappresentano la prima causa di invalidità temporanea e la seconda di invalidità permanente: il 27% delle pensioni di invalidità è attribuibile a queste patologie. Ogni paziente non adeguatamente trattato perde in media 12 ore di lavoro settimanale, 216 euro per la ridotta efficienza; 4 pazienti su 10 sono costretti a cambiare o a rinunciare al lavoro. «Le malattie reumatiche sono in assoluto le più diffuse, ne soffre circa il 10% della popolazione generale, basti dire che su dieci pazienti presenti in un ambulatorio medico, almeno quattro lamentano un problema reumatologico afferma il dottor Ignazio Olivieri, presidente della Società italiana di reumatologia (SIR) sono patologie croniche, caratterizzate da dolore, rigidità, disabilità di vario grado fino all invalidità». La rilevazione condotta da AMRER disegna la mappa dei pazienti con malattie reumatiche nel nostro Paese in base all età, al genere e al territorio di residenza. La maglia rosa per organizzazione dei servizi, presenza di centri specialistici e competenza dello specialista reumatologo spetta a Friuli Venezia Giulia (0,79% di esenti ticket), Veneto (0,78%), Lombardia (0,72%), seguite da Toscana (0,70%), Emilia Romagna, Puglia; meno virtuose, Lazio, Umbria, Marche, Basilicata, Val d Aosta, Campania che vede bocciata Napoli (0,31%). Un analisi dei dati complessivi fa emergere che il 41,6% ( esenzioni ticket) delle esenzioni rilasciate è per Artrite reumatoide (AR), seconda significativa patologia è la Psoriasi nelle sue varie forme con il 31,8% ( esenzioni ticket), patologie di minore prevalenza numerica ma altrettanto severe come la Sclerosi sistemica progressiva e il Lupus Eritematoso Sistemico (LES), rappresentano globalmente il 12,8%. L indagine di AMRER sottolinea il peso quantitativo di sette patologie reumatiche, numeri che aiutano a capire i bisogni dei pazienti, i loro diritti, il ruolo centrale dello specialista reumatologo. «La presa in carico del paziente reumatico dal momento della diagnosi alla scelta terapeutica e, dopo, con il follow-up, spetta al reumatologo: serve una conoscenza specifica per curare le malattie reumatiche poiché queste patologie oltre a colpire le articolazioni, possono dare un interessamento sistemico, colpendo altri organi come i polmoni, i reni, il cuore e la pelle sottolinea Carlo Salvarani, direttore di Reumatologia dell Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia al reumatologo dunque, insieme al medico di medicina generale, spetta il ruolo di guida e di coordinatore di tutto il percorso diagnostico-terapeutico». «Abbiamo iniziato a lavorare a un tavolo aperto a tutti i reumatologi e alle associazioni del territorio per costruire insieme un sistema-cittadino, predisponendo quello che poteva essere il percorso ideale di un paziente con sintomi sospetti, vale a dire chi fa cosa dove, abbiamo messo in rete i reumatologi e i medici generici - sottolinea Massimo Annicchiarico, direttore sanitario AUSL di Bologna - Il fenomeno malattie reumatiche da un lato è un indicatore delle singole realtà territoriali, dall altro suggerisce ad amministratori pubblici e decisori politici un approccio organizzato che tenga conto dell intera filiera di presa in carico del paziente reumatico attraverso la costituzione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA). Un percorso virtuoso che mette in sinergia reumatologi territoriali e dei Centri specialistici con i medici generici offrendo più prestazioni ai pazienti. «Nella nostra Regione non ci siamo posti il problema di risparmiare quanto piuttosto abbiamo deliberatamente lavorato sull efficientamento del percorso assistenziale e sulla sua appropriatezza fa notare Antonio Brambilla, responsabile assistenza distrettuale, pianificazione e sviluppo servizi sanitari della regione Emilia Romagna, assessorato alle politiche per la salute lo scopo era rendere le risposte del Servizio Sanitario più appropriate ai bisogni dei pazienti, nel rispetto delle nuove chance terapeutiche oggi a disposizione e anche sanare, tra le altre cose, le carenze che potevano emergere a seguito della chiusura dei posti letto di Day Hospital». Le malattie reumatiche pur impattando gravemente sulla qualità di vita dei pazienti, sono ancora oggi patologie per le quali non è facile l accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici e misconosciute all opinione pubblica. «Le Associazioni dei pazienti dovrebbero attivare una serie di azioni di sensibilizzazione e, in particola- re, aprire un dialogo con gli amministratori locali e i decisori politici per semplificare i percorsi diagnosticoterapeutici assistenziali contribuendo alla loro pianificazione commenta Antonella Celano, presidente A.P.MA.R. Onlus nessuno più delle associazioni dei pazienti conosce i bisogni dei malati e le criticità; in realtà il nostro Paese in questo tipo di lavoro presenta una notevole disomogeneità, le Associazioni dovrebbero avere obiettivi comuni e la capacità di portarli avanti insieme». Altro dato interessante emerso dal report nazionale di AMRER è il numero di bambini e ragazzi sotto i 18 anni di età con esenzioni-ticket, l 1% del campione (5.670). Un numero enorme considerato che oltre bambini censiti sono affetti da Artrite Reumatoide, esenzione che nonostante le esigenze dei piccoli siano molto diverse, mutua dagli adulti le stesse modalità di gestione di malattia e di approccio farmacologico. «Nella popolazione pediatrica mancano esenzioni per visite correlate a manifestazioni specifiche come, ad esempio, l iridociclite, che sono frequenti nella forma tipica del bambino e che non si osservano nell adulto sottolinea Alberto Martini, professore ordinario di pediatria, Università di Genova, direttore dipartimento di pediatria, Istituto Pediatrico Gaslini di Genova, presidente della Società europea di reumatologia pediatrica (PRES) ampliare le prestazioni a seconda dei bisogni specifici inciderà sulla qualità dell offerta migliorando i percorsi diagnostico-terapeutici e, prevedibilmente, potrà incidere positivamente sulla spesa».

17 SABATO 7 FEBBRAIO LA PAGINA BIANCA Disabili emarginati? No, oggi la scuola li accetta FOCUS BIANCO Ha fatto molto per il mondo dell istruzione: è autore di importanti testi sull infanzia Intervista al dirigente tecnico regionale del Provveditorato, Luciano Rondanini: Prima del 1977 la stragrande maggioranza dei bambini con deficit viveva in una sorta di invisibilità: erano sepolti negli istituti o nascosti nelle case Il professor Luciano Rondanini Un ingresso per i disabili in un istituto scolastico reggiano LUCIANO Rondanini, di Carpineti (RE), dirigente tecnico con incarichi in ambito regionale e nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Ferrara è laureato in Pedagogia nel 1973 all Università degli studi di Parma e ha conseguito nel 1976 l abilitazione ad insegnare lettere nelle scuole medie. La bibliografia di Luciano Rondanini è particolarmente ricca: il dirigente scolastico di Carpineti è infatti coautore di vari testi tra cui Scuola materna domani (CETIM); Il manuale della scuola dell infanzia (Fabbri); Il manuale della scuola elementare (Fabbri); Il manuale della scuola secondaria (Fabbri); Autonomia e scuola (TEMI); La scuola primaria (La Scuola); Concorso insegnanti Religione Cattolica (Tecnodid). Per le Edizioni Erickson ha pubblicato, insieme a Nunziante Capaldo: Gestire e organizzare la scuola dell autonomia (2002); La scuola italiana al bivio (2002); La scuola dell infanzia nella Riforma (2004); La scuola primaria nella Riforma (2004); Norme e documenti della Riforma (2004), Dirigere scuole (2005), Ripartire dalla scuola (2005) e Governare l istituzione scolastica (2007). È coautore di Indicazioni per il curricolo (2007). È inoltre coautore, insieme a Marinella Longhi, di Quello sguardo sottile (2003). Recentemente ha pubblicato La cura curante e Storie di riscontri tra ragazzi/ragazze disabili (2008) a Reggio Emilia. L ultima opera l ha dedicata al settore della disabilità, scrivendo Ragazzi disabili a scuola, Percorsi e nuovi compiti, editi dalla Maggioli Editore nel (v.t.) VINCENZO TOTA LUCIANO Rondanini è ispettore scolastico e da tre anni ricopre anche la carica di provveditore agli studi di Piacenza. Ha visto nascere, in qualità di maestro elementare, nei primi anni settanta l attuale modello di integrazione scolastica degli studenti con disabilità. Poi, nella sua carriera professionale ha rivolto molte delle sue preoccupazioni e attenzioni ai problemi che questa scelta rivoluzionaria ha determinato, dedicando anche alcune pubblicazioni a questo specifico tema. Rondanini, sta cambiando qualcosa nell attuale momento storico sulla percezione della disabilità da parte delle persone? «Se guardiamo al nostro passato, fermandoci a una trentina d anni fa, penso che la percezione della persona disabile sia cambiata tantissimo. Prima dell integrazione scolastica, quindi dal 1977 in poi, la stragrande maggioranza dei bambini con deficit viveva in una sorta di invisibilità. Erano sepolti negli istituti o nascosti nelle case. La possibilità di andare a scuola con tutti gli altri coetanei ha cambiato tutto a 360 gradi per i ragazzi e per gli stessi genitori». Ovviamente in meglio... «Non c è ombra di dubbio, in meglio! Pensi che cosa voleva dire per una madre mettere al mondo un figlio con handicap soltanto anni fa. Sospetto, colpa, castigo erano le parole che accompagnavano spesso queste famiglie per tutta la loro esistenza. Oggi è cresciuta una cultura completamente nuova, che ha modificato non solo la famiglia, ma anche la scuola, i servizi sociali, specialistici Pensi solo alla forza dell associazionismo, del volontariato, dei gruppi di mutuo- Un ragazzo disabile a scuola con la maestra d appoggio aiuto». Sì, ma in questo momento non le sembra che questo modo di pensare sia un po a rischio? «In termini generali direi di no. Sicuramente le ristrettezze economiche che stanno caratterizzando i bilanci pubblici hanno sicuramente ripercussioni negative. Per quanto concerne la scuola, devo dire che, a fronte di circa alunni disabili frequentanti la scuola statale (dall infanzia alle superiori), sono impegnati più di insegnanti di sostegno, con una rapporto medio di un docente ogni due studenti disabili». Però lei mi insegna che non è solo un problema di numeri. Non è vero? «Certo, d accordissimo. L integrazione scolastica, ma non solo quella, degli alunni con disabilità oggi ha bisogno di un grande cambiamento. Il modello dell insegnante specializzato che risale ancora alla mitica legge 517 del 1977 va radicalmente rivisto». In che senso, scusi? «Per far fronte a una scuola (e anche ad una società) realmente inclusiva, occorre agire su due piani: quello delle persone e quello dei contesti. Chiunque dev essere un docente e tutti devono essere coinvolti nel progetto inclusivo di alunni disabili nelle classi in cui sono iscritti e quindi ognuno degli attori protagonisti dovrà avere le competenze essenziali per rispondere ai bisogni di un ragazzo e di una ragazza più vulnerabile degli altri compagni di scuola». E il contesto? «E la logica conseguenza. Sicuramente gli insegnanti sono una componente fondamentale del contesto, soprattutto della classe, ma poi occorre agire anche attraverso un cambiamento didattico. Penso a forme cooperative di apprendimento, all uso delle tecnologie informatiche e via dicendo Come sostiene Andrea Canevaro, è tutto il contesto che deve diventare competente». E secondo lei questo cambio è possibile? «Perché lo sia bisogna mettere in campo un insieme di energie simili a quelle dello storico passaggio degli anni Settanta. Formazione obbligatoria per i docenti (e altro personale) e i capi d istituto, sia iniziale, ma soprattutto in servizio; obbligo degli insegnanti di prestare servizio nella stessa sede per non meno di cinque anni continuativi e un organico funzionale di una scuola autonoma. Occorre creare una condizione di stabilità dei docenti che oggi dipende dal caso. Insomma, una vera rivoluzione! «Si tratta di fare quello che avviene in qualsiasi altro paese europeo. Questo comporta per gli insegnanti il grande vantaggio di saper gestire un istruzione di qualità, valorizzando tutte le diversità che a scuola si incontrano, non solo quindi i problemi degli alunni disabili». Mi piacerebbe continuare, ma Le chiedo solo un ultima curiosità. E vero che i ragazzi disabili costano 25 volte di più dei normodotati? «Non ho mai sentito una cifra di questo genere. Se confrontiamo la spesa di un Paese come la Francia, che ha ancora le scuole speciali, con quanto avviene in Italia, credo che i costi da noi siano inferiori. Pensiamo al costo di una scuola speciale, per quanto riguarda la struttura, i servizi, il personale docente e non In Italia il costo aggiuntivo è quello delle ore di sostegno e degli educatori per i Comuni. Poi dobbiamo aggiungere che ci sono anche costi indiretti, ad esempio quello dell aumento delle classi che sono meno numerose laddove sono frequentate da studenti con disabilità. Però bisogna aggiungere che i vantaggi in questo caso sono di tutti, soprattutto degli alunni cosiddetti normodotati».

18 16 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 SPETTACOLI E APPUNTAMENTI LA RECENSIONE: VERDENA Al via Sanremo 2015 La copertina del nuovo album dei Verdena Venti campioni si sfideranno con nuove canzoni per la vittoria finale e, cosa non trascurabile, per puntare a vendere i loro nuovi cd La splendida e brava Irene Grandi FRANCESCO TOMASSINI ENDKADENZ è il tuffo nel timpano da orchestra, sfondato dal suo stesso musicista, con cui si concludevano gli spettacoli di Mauricio Kagel: un effetto scenico che Luca, le cui mani armate di piattini appaiono nella copertina al contrario, ha scelto per intitolare il ritorno dell alternative rock dei Verdena. Recentemente il trio di Bergamo, servendosi di un annuncio anonimo vecchio stile, ha arricchito il proprio organico di un altro elemento in vista del tour in partenza a fine febbraio e, se i preparativi lo consentiranno, darà occasione di ascoltare dal vivo ulteriori inediti: quest ultimo disco non costituisce infatti un opera singola e un gemello dovrebbe arrivare per l estate. L abbondanza di carne al fuoco già in passato aveva caratterizzato la band: la scommessa di Wow, apparsa temeraria alla casa discografica, si è rivelata poi vincente con il trionfo del doppio album. Questa volta non era nei piani ma l assenza per manutenzione del registratore dallo studio Henhouse, pollaio ristrutturato divenuto studio d incisione del gruppo, ha fatto sì che, impossibilitati a riprodurre i pezzi, si siano concentrati sulla composizione di nuovi, arrivando a circa quattrocento; le successive selezioni hanno comunque rivelato una durata tale che la Universal si è rifiutata di pubblicare un uscita unica e ha diviso in due parti. I Nirvana italiani hanno previsto per entrambi un equa ripartizione tra momenti elettrici e acustici; ciononostante il secondo capitolo avrebbe finito per sviluppare un atmosfera differente. Prima canzone di Endkadenz Vol. 1 - e prima ad essere stata scritta - è la notturna e stoner Ho Una Fissa, una delle più heavy del disco insieme a Rilievo e Derek, la cui batteria esplosiva si ispira a Gimmie Gimmie Gimmie dei Black Flag; il riff solare e anni 70 di Un Po Esageri mette in luce la vena pop che affiora anche in Contro La Ragione. Gli echi tra ritmi digitali di Sci Desertico si accostano a ballate - Nevischio, Diluvio, Inno Del Perdersi - e psichedelia - Vivere Di Conseguenza, Funeralus - nel ruvido caleidoscopio sonoro generato dalla band; le parole creano immagini quasi oniriche senza seguire un filo preciso perché il loro suono sarebbe principalmente finalizzato a quello del brano per quanto, secondo il fratello minore, i testi di Alberto parlino soprattutto della crudeltà tra le persone. L imponente quantità di idee messa in campo dai Ferrari e Roberta Sammarelli conferma la maturità artistica della formazione che, alla tentazione dei virtuosismi, preferisce la vitalità di una ricerca istintiva: Endkadenz, a differenza dei due lavori precedenti, non è stato composto in studio e recupera una dimensione da sala prove, nascendo dalla fucina ardente di continue jam session. FRANCO GIGANTE MARTEDI inizia il festival di Sanremo, che durerà fino a sabato prossimo, con venti campioni che si sfideranno con nuove canzoni per la vittoria finale e, non trascurabile, per puntare a vendere i loro nuovi cd. Annalisa è in gara con il brano Una finestra tra le stelle scritto da Kekko Silvestre dei Modà; nella serata di giovedì 12 febbraio, dedicata alla tradizione della canzone italiana, si esibirà in Ti sento (1985) dei Matia Bazar. Splende è invece il titolo del nuovo album di inediti in uscita il 13 febbraio. Anche Bianca Atzei interpreta un brano di Kekko Silvestre dei Modà dal titolo Il solo al mondo e nella serata di giovedì 12 febbraio eseguirà Ciao amore, ciao (1967) di Luigi Tenco; entrambe le canzoni faranno parte dell album Bianco e nero in uscita il 12 febbraio, con venti brani. Malika Ayane ritorna sul palco dell Ariston con il brano Adesso e qui (Nostalgico presente) con il testo scritto da lei stessa insieme a Pacifico; nella serata di giovedì porta Vivere (1993) di Vasco Rossi e il 12 febbraio esce il nuovo album Naif. Malika Ayane nel 2010 ha ricevuto il Premio della Critica Mia Martini proprio sul palco del teatro Ariston. Biggio e Mandelli portano la loro esplosiva ironia al festival con il brano Vita d inferno, di cui sono anche autori, e nella serata di giovedì interpreteranno E la vita, la vita (1974) di Cochi e Renato, sempre con la pungente e irresistibile ironia che li ha fatti conoscere con I soliti idioti. Alex Britti torna dopo nove anni e per la quinta volta al festival: suoi sono testo e musica di Un attimo importante, una elaborazione jazzistica con chitarra blues in chiave pop; per la serata del giovedì l artista ha scelto Io mi fermo qui (1970) dei Dik Dik. Per il nuovo album bisognerà aspettare dopo l estate. A distanza di due anni dalla sua prima partecipazione al festival dopo la vittoria a X Factor, Chiara torna sul palco dell Ariston con Straordinario, ballad intensa che sarà contenuta in Un giorno di sole straordinario, riedizione dell album Un giorno di sole con l aggiunta de Il volto della vita (1968) di Caterina Caselli scelta per la serata del giovedì, l inedito L uomo senza cuore e la cover di Titanium di David Guetta feat. Sia. Esordio sanremese per i Dear Jack con il brano Il mondo esplode dopo il successo del primo album Domani è un altro film - prima parte che ha venduto quasi copie (certificato doppio disco di platino) ed è stato l album più venduto in Italia nel primo semestre del 2014; alla serata del giovedì portano Io che amo solo re (1962) di Sergio Endrigo; nuovo album in uscita. Grazia Di Michele partecipa con il brano Io sono una finestra in duetto con Platinette, scritto da lei stessa insieme a Raffaele Petrangeli; la canzone fa parte del nuovo album di inediti Il mio blu, in uscita il 13 febbraio; alla serata del giovedì porta Alghero (1986) di Giuni Russo. Per Grazia Di Michele questa sarà la quarta partecipazione al festival: l ultima volta, nel 1993, arrivò terza con Rossana Casale. Lara Fabian è l artista straniera in gara di questo festival con il brano Voce che farà parte di un best internazionale arricchito da altri brani in italiano, in uscita a maggio; Sto male (1973) di Ornella Vanoni è la proposta per il giovedì. Si intitola Siamo uguali il brano di Lorenzo Fragola, scritto insieme a Fedez, dopo aver vinto l ultima edizione di X Factor dove ha trionfato, conquistando il doppio disco di platino con l inedito The reason why ; nella serata del giovedì il cantante interpreterà Una città per cantare (1980) di Ron e in uscita a marzo il suo primo album di inediti. Irene Grandi torna dopo cinque anni a Sanremo con il brano Un vento senza nome di cui è anche autrice, cui seguirà il nuovo album dallo stesso titolo il 12 febbraio; per la serata del giovedì canterà Se perdo te (1967) portata al successo da Patty Pravo. A venti anni esatti dall esordio di Destinazione Paradiso, Gianluca Grignani torna al festival con Sogni infranti ; il 12 febbraio esce A volte esagero new edition 2015, arricchito dall altro inedito Preghiera moderna, dal duetto con Emis Killa in Fuori dai guai, dalla toccante Vedrai vedrai (1967) di Luigi Tenco scelta per la sera- ta del giovedì, e dalla nuova versione di Come un tramonto. Il Volo (Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble) partecipa al festival con Grande amore dal respiro internazionale, che sarà contenuta nell album Sanremo grande amore, in uscita il 24 febbraio, con noti brani della storia del festival, reinterpretati in chiave più contemporanea e internazionale, come Ancora (1981) di Eduardo De Crescenzo, scelta per la serata delle cover. Marco Masini è in gara con il brano Che giorno è per la settima volta sul palco dell Ariston, 25 anni dopo il suo esordio nel 1990 con Disperato che gli valse la vittoria fra i giovani, e dopo aver trionfato nel 2004 con il 1 posto de L uomo volante. Il 12 febbraio esce il triplo album antologico Cronologia con cinque inediti; durante la serata delle cover interpreterà Sarà per te (1988) di Francesco Nuti. Moreno porta al festival Oggi ti parlo così che farà parte dell album Incredibile Sanremo edition in uscita il 17 febbraio con gli inediti Oggi ti parlo così, Ricordi, Next level e Supereroi in San Fransokyo dalla colonna sonora del film Disney Big hero 6, Sempre sarai in versione remix, Una carezza in un pugno (1968) di Adriano Celentano che interpreterà nella serata di giovedì. Fatti avanti amore è la nuova canzone di Nek che porta nella serata di giovedì Se telefonando (1966) di Mina; atteso il nuovo album. Nesli è interprete del brano Buona fortuna amore, di cui è autore, che farà parte dell album Andrà tutto bene e nella serata delle cover presenta Mare, mare (1992) di Luca Carboni. Raf partecipa con il brano Come una favola che sarà contenuto nel nuovo album in uscita ad aprile; al giovedì porta Rose rosse (1968) di Massimo Ranieri. Anna Tatangelo presenta Libera che sarà contenuta nell album omonimo; nella serata del giovedì canta Dio, come ti amo (1966) di Domenico Modugno. Si intitola Sola la canzone di Nina Zilli che farà parte dell album Fraasi&Fumo in uscita il 12 febbraio e il giovedì presenta Se bruciasse la città (1969) di Massimo Ranieri. Otto sono i giovani in gara, da Amara Credo, a Serena Brancale Galleggiare, Giovanni Caccamo Ritornerò da te, Chanty Ritornerai, Kaligola Oltre il giardino, Kutso Elisa, Enrico Nigiotti Qualcosa da decidere a Rakele Io non lo so cos è l amore. Ospiti di questa edizione del festival sono, fra gli altri, Tiziano Ferro, Albano & Romina Power, Gianna Nannini, Giovanni Allevi, Imagine Dragons, Ed Sheenan, Will Smith, The Avener, Saint Motel, nonché Antonio Conte, Vincenzo Nibali e un collegamento con l astronauta Samantha Cristoforetti. Il festival condotto da Carlo Conti vedrà insieme Emma, Arisa e Rocio Munoz Morales nelle vesti di presentatrici.

19 SABATO 7 FEBBRAIO IECCELLENZA - LENTIGIONEI A PAG. 32 La squadra di mister Salmi si gode la vetta della classifica. Dopo la vittoria (4-3) con la Bagnolese. Domani arriva la Meletolese ILEGA PROI I9ª FOSSIL CUP - ALLIEVII IJUNIORES - TALENTI EMERGENTII La Regia è pronta per il rush finale: dal mercato i bomber Giannone e Petkovic, oltre al talentuoso Vacca a centrocampo Colpaccio della San Michelese che supera il Vignola (1-0) e chiude in vetta. Decide la rete di Galanti Ecco la lista completa di tutti i giocatori, allenatori e dirigenti premiati nella serata del 26 gennaio A PAGINA 21 DA PAGINA 23 A PAGINA 29

20 18 SABATO 7 FEBBRAIO 2015 CALCIO ECCELLENZA Rolo, una dirigenza coi fiocchi Il club del presidente Vilson Poppi basa tutto su una squadra dirigenziale affiatata e composta da elementi insostituibili. Parla il segretario Diego Barbieri, dal 2009 nello scacchiere del direttore Giancarlo Bruini: Siamo una famiglia più che una società COSÌ IN CAMPO (4-4-2) Accialini Vignocchi Martini Negri Rovesi Rizvani Borghi Guastalli Pedrazzoli Carlini Bellesia All. Battilani ROLO - LENTIGIONE ORE 14:30 ROLO "COMUNALE B" (PRINCIPALE) - ROLO (RE) I GRANDI numeri prima o poi crollano. Dopo una prima parte di campionato a dir poco straordinario il Rolo rallenta la corsa. Lentigione e San Michelese vanno più veloce, ma la squadra del presidente Vilson Poppi non si preoccupa. A modo loro hanno già vinto il campionato. Dal sodalizio con Carpi e Sassuolo (la primavera dei biancorossi infatti gioca tutte le gare interne a Rolo) alla valorizzazione di giocatori importanti come Sabotic. A Rolo tutto funziona, isola felice, dove anche in tribuna non mancano centinaia di tifosi locali, sostenitori che amano questa maglia tanto da seguire la squadra fino a Cattolica, fino in Romagna. Alla base di questa solidità troviamo una dirigenza affiatata composta da sportivi del posto che dedicato energie e tempo libero ad una passione che non ha confini. Tra i dirigenti più giovani troviamo Diego Barbieri, brillante 39enne che dal 2009 opera per il Rolo. Salve Barbieri, come inizia l avventura sportiva al Rolo? Sono sempre stato molto vicino alla squadra, il calcio è la mia passione. Collaboro col club da diversi anni. Ringrazio Ivan Calzolari e Renato Gatti che mi hanno coinvolto Lei si occupa del sito, collabora con lo staff della squadra e coi giornali locali, giusto? Alcuni dei miei compiti sono questi, cerco sempre di fare il possibile. Lavorare per il Rolo è davvero gratificante, tutti ci sentiamo parte di una squadra Come giudica l annata sportiva del Rolo? Francamente non mi aspettavo una stagione da vertice, i ragazzi sono stati strepitosi anche se Lentigione e San Michelese hanno qualcosa in più Secondo lei in cosa consiste l arma segreta di questo Rolo? Noi non smantelliamo mai la squadra, rispettiamo gli uomini, siamo molto uniti e prima di essere dei dirigenti di una squadra di calcio siamo degli amici Tanti i giocatori che vestono questa maglia da tempo, con chi sente di avere una partioclare amicizia? Non hoproblemi a fare amicizia coi giocatori, anche con i nuovi arrivati. Chiaramente con Accialini, Bosi e Diego Barbieri, 39 anni. Impiegato presso la Spal di Correggio. Dal 2009 collabora col Rolo del direttore sportivo Bruini. Guastallai c è un amicizia diversa visto che giocano qui da sei o sette anni... Cosa vede nel suo futuro da dirigente? Vorrei rimanere a Rolo a lungo per continuare a contribuire a questo progetto sportivo. Mi auguro di vedere altri diriegnti giovani avvicinarsi alla squadra. Per andare avanti abbiamo bisogno di coinvolgere sempre più per- sone Torniamo al calcio giocato. Il Rolo affronterà il Fiorano del bomber Toni nella 23ª giornata del campionato d Eccellenza.

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