Capitolo 3. Teorie alternative dell equilibrio economico

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Capitolo 3. Teorie alternative dell equilibrio economico"

Transcript

1 Capitolo 3 Teorie alternative dell equilibrio economico Il sistema economico è in equilibrio quando l offerta trova sul mercato una domanda uguale e corrispondente: in questo caso le imprese riescono a vendere a prezzi remunerativi tutto ciò che è stato prodotto e mantengono i livelli di produzione e di occupazione. Al contrario se ciò che è prodotto non è interamente venduto sul mercato, se la domanda non è in grado di assorbire l offerta, le imprese cercheranno di diminuire l offerta riducendo la produzione ed accrescendo la disoccupazione. Si possono considerare due impostazioni teoriche che spiegano in misura contrapposta il funzionamento del sistema economico e la determinazione del reddito di equilibrio: l impostazione che definiamo liberista e quella keynesiana. Si tratta di impostazioni teoriche estremamente semplificate che vengono espressamente esposte in modo contrapposto. 3.1 L impostazione liberista La prima impostazione, quella liberista, si basa su tre presupposti fondamentali: a) l esistenza di mercati perfettamente concorrenziali e perfetta flessibilità dei prezzi.

2 82 Mario Oteri sulla base di questo presupposto esiste sempre un prezzo che è in grado di portare in equilibrio domanda ed offerta. Non è possibile che su un mercato si possa verificare un eccesso di produzione: il prezzo tenderebbe a ridursi sino a portare in equilibrio domanda e offerta. Analogamente un aumento dei prezzi porterebbe il mercato in equilibrio in caso di un eccesso di domanda sull offerta. b) la legge degli sbocchi o Legge di Say. per la Legge di Say tutto ciò che è prodotto trova sempre sul mercato una domanda corrispondente. Infatti poiché il valore della produzione è identico al valore dei redditi distribuiti, se l ammontare del reddito è speso interamente, tutto ciò che è prodotto troverà sempre sul mercato una domanda in grado di acquistarlo. Com è noto le famiglie spendono direttamente una parte del reddito per acquistare beni di consumo mentre una parte viene ad essere risparmiata. Secondo questa impostazione le famiglie sono disposte a risparmiare, cioè a rinunziare al consumo presente, soltanto se possono avere un consumo futuro maggiore. In altri termini sono disposti a non consumare oggi solo se possono ottenere sul reddito risparmiato un interesse positivo : essi considerano infatti il risparmio come una funzione crescente del tasso d interesse di mercato. D altra parte l Investimento, cioè la spesa fatta dalle imprese per acquistare beni che servono a produrre altri beni, dipende dallo stesso tasso d interesse: infatti le imprese prendono a prestito i mezzi necessari per effettuare la spesa per gli investimenti pagando il tasso d interesse previsto dal mercato. Esiste perciò sempre, sul mercato, un tasso d interesse in grado di portare in equilibrio Risparmi e

3 Teorie alternative dell equilibrio economico 83 Investimenti. In tal modo ciò che non è speso dalle famiglie viene ad essere speso dalle imprese. c) la teoria quantitativa della moneta. secondo questa teoria la moneta può influenzare soltanto il livello generale dei prezzi e le altre variabili monetarie ma non ha effetti sul livello del reddito e sulle altre variabili reali. La teoria quantitativa si basa su una semplice identità : M v = p Y la quantità di moneta in circolazione(m) per la sua velocità di circolazione (v) è sempre uguale al valore del reddito monetario dato dal reddito reale (Y) per il livello generale dei prezzi (p). Questa identità si trasforma nella Teoria quantitativa della moneta assumendo che la velocità di circolazione della moneta è costante e che il reddito è dato al livello di pieno impiego e non può variare. I liberisti ritengono che la moneta abbia solo la funzione di mezzo di pagamento e sia perciò domandata (= tenuta) solo per fare fronte alle spese che si devono effettuare, visto che non vi è coincidenza fra incassi ed esborsi. Poiché le abitudini di spesa sono abbastanza standardizzate ( Natale, fine settimana, vacanze estive, pagamento imposte etc.) la quantità di moneta domandata è stabile e, di conseguenza, anche la sua velocità di circolazione, cioè il numero di scambi che la moneta può sostenere nel sistema economico in un determinato periodo di tempo. Avremo perciò Mv = py Ne consegue che un aumento della quantità di moneta (M) potrà fare aumentare soltanto il livello generale dei prezzi (p)

4 84 Mario Oteri dato che la velocità di circolazione (v) è costante e il reddito reale (Y) è determinato al livello di pieno impiego e non può aumentare. In altri termini un aumento della quantità di moneta ha come unica conseguenza l aumento dei prezzi ma non ha alcun effetto sul reddito reale e sulla quantità di prodotto. Sulla base dei tre presupposti illustrati, l impostazione liberista afferma che il sistema economico è in grado di garantire un equilibrio di pieno impiego se lasciato libero di operare secondo le regole della concorrenza e se non vi sono rigidità che impediscono la perfetta flessibilità dei prezzi. La perfetta flessibilità dei salari è in grado di assicurare sul mercato del lavoro un equilibrio di piena occupazione. Infatti l esistenza di disoccupazione è determinata da un eccesso di offerta sulla domanda di lavoro: si verifica se al livello attuale di salario reale i lavoratori offrono più lavoro di quanto le imprese non siano disposte ad assumerne. Ma se i salari sono perfettamente flessibili l eccesso di offerta fa diminuire i salari monetari ( e quindi reali) portando ad una situazione di equilibrio dove domanda e offerta sono uguali.questo è un equilibrio di pieno impiego poiché tutti quelli che vogliono lavorare a quel salario possono trovare occupazione: non esiste disoccupazione involontaria. Può essere disoccupato soltanto chi sceglie di non lavorare al salario di equilibrio, si tratta di disoccupazione volontaria. Poiché siamo nel breve periodo la disponibilità di fattori produttivi ( impianti, macchinari, etc.) e il livello delle tecniche sono da considerarsi dati, cioè non modificabili, dato il numero di lavoratori occupati si determina, attraverso la funzione di produzione, la quantità di output prodotta nel

5 Teorie alternative dell equilibrio economico 85 sistema economico: si tratta del livello di produzione di pieno impiego che è determinato indipendentemente dal livello generale dei prezzi. Data l offerta di pieno impiego, la domanda aggregata, cioè la spesa per consumi e investimenti del settore privato e del settore pubblico e la spesa netta proveniente dal resto del mondo (export meno import), determina il livello generale dei prezzi. La flessibilità del tasso d interesse, eguagliando risparmio e investimento, fa sì che tutto quello che viene offerto sul mercato trovi una domanda in grado di assorbirlo, come sostenuto dalla Legge di Say. Un aumento di una componente della spesa, necessariamente finanziata dalla creazione di una maggiore quantità di moneta, ha come unico effetto quello di fare aumentare il livello dei prezzi lasciando invariata la quantità offerta al livello di pieno impiego. Infatti anche se l iniziale aumento dei prezzi dovesse ridurre il salario reale, accrescendo la domanda di lavoro, si determinerebbe sul mercato del lavoro un eccesso di domanda sull offerta che spingerebbe il salario nominale verso l alto riportando il salario reale al precedente livello di equilibrio. Quindi un aumento della domanda sostenuto da una crescita della quantità di moneta avrebbe come unico effetto quello di fare aumentare il livello generale dei prezzi e il salario nominale, lasciando invariati il livello di occupazione, il livello di produzione e il salario reale, confermando la dicotomia ( separazione) fra settore reale e settore monetario e la neutralità della politica monetaria previste dalla teoria quantitativa della moneta. Secondo l impostazione liberista il livello del reddito dipende dalla capacità del sistema economico di produrre beni e servizi, cioè dalla disponibilità di risorse, dalla loro

6 86 Mario Oteri organizzazione, dalla produttività dei fattori, dal livello della tecnica. Sono perciò essenziali per la crescita fattori come l istruzione, la ricerca scientifica di base ed applicata, la realizzazione di forme concorrenziali sia sul mercato dei fattori che sul mercato delle merci. Può anche determinarsi una situazione di equilibrio con disoccupazione ma questa dipende dal fatto che il potere dei sindacati impedisce una diminuzione dei salari nominali, ovvero che l esistenza di normative sociali vincolano la flessibilità dell occupazione etc.( rigidità dei salari e dell occupazione). 3.2 L'impostazione keynesiana e l'equilibrio del reddito nazionale Secondo l'impostazione keynesiana il sistema economico può trovarsi in una situazione di equilibrio pur senza raggiungere il pieno impiego delle risorse: equilibrio dunque con disoccupazione. I keynesiani mettono in discussione i presupposti sui quali si basa l'impostazione liberista. Innanzitutto negano che in una moderna economia di mercato la concorrenza perfetta sia prevalente: l'oligopolio e la concorrenza monopolistica sono invece le forme di mercato più diffuse. I prezzi non sono perfettamente flessibili ma sono invece rigidi verso il basso: piuttosto che ridurre i prezzi le imprese preferiscono ridurre la quantità prodotta e l'occupazione. Negano anche che il mercato del lavoro possa essere un mercato di concorrenza perfetta con salari flessibili dove

7 Teorie alternative dell equilibrio economico 87 l incontro fra domanda e offerta determina sempre un salario di equilibrio e il pieno impiego delle risorse. Ritengono questo tipo di impostazione poco credibile: assumere che i salari siano sempre al livello di equilibrio e che il mercato del lavoro sia perfettamente concorrenziale, significa ignorare una serie di elementi, come ad esempio la forza dei sindacati e la qualificazione del lavoro, che hanno evidente influenza sul livello del salario. In effetti tanto maggiore la forza o l organizzazione dei sindacati tanto più elevato tende ad essere il livello dei salari, così come aumenta il potere contrattuale del lavoratore a seconda della sua qualificazione. D altra parte sono evidenti le differenze fra i paesi: il mercato del lavoro nei paesi anglosassoni, cioè negli Stati Uniti e nel Regno Unito è diverso dal mercato del lavoro nei paesi dell Europa continentale, dove ci sono maggiori garanzie, ed entrambi i mercati sono diversi da quello del Giappone dove l identificazione del lavoratore con l azienda è molto forte, l azienda diventa la famiglia del lavoratore. Al di là di queste differenze considerano, comunque, alcuni elementi comuni a tutti i mercati del lavoro: innanzitutto il fatto che i salari tendono a mantenersi al di sopra di quello che si chiama salario di riserva, cioè il salario minino che il lavoratore è disposto ad accettare per rimanere nell impiego. In effetti i contratti dei lavoratori hanno una durata temporale piuttosto ampia e non vengono messi in discussione continuamente: anche se le condizioni del mercato spingono i salari verso il basso nelle nuove contrattazioni, quelli già siglati continuano a mantenere un livello più elevato sino alla scadenza. Altro elemento comune è considerato il fatto che il livello dei salari è fortemente influenzato dalle condizioni esistenti sul mercato del lavoro. E noto che il livello del

8 88 Mario Oteri salario è diverso a seconda che sul mercato del lavoro esista un elevato livello di disoccupazione ovvero si sia vicini al pieno impiego: tanto maggiore il livello di disoccupazione tanto più elevato l eccesso dell offerta di lavoro sulla domanda e tanto minore tende ad essere il livello dei salari. Anche l esistenza di vincoli ed elementi normativi ed istituzionali possono influenzare il livello del salario: ad esempio alcuni economisti americani ritengono che un sussidio di disoccupazione troppo elevato permetta ai lavoratori di non accettare qualunque offerta di lavoro e, quindi, spinge verso l alto il livello dei salari. Si nega poi la validità della Legge di Say. Non è vero che ogni offerta sia in grado di creare la propria domanda sul mercato ma il contrario: è il livello della domanda aggregata che determina il livello dell'offerta. Si afferma, infatti, che non necessariamente il tasso d'interesse porta in equilibrio Risparmi e Investimenti. I risparmi sono decisi dalle famiglie sulla base del reddito corrente piuttosto che del livello del tasso d'interesse: anche se il tasso d'interesse dovesse essere particolarmente elevato, se le famiglie si trovano con un reddito basso, appena sufficiente a coprire le spese essenziali, difficilmente risparmiano. Solo quando il reddito è elevato le famiglie restano con una parte del loro reddito non speso (= Risparmio) dopo avere effettuato la spesa per consumi. Ma non è detto che questo reddito sia dato a prestito a chi deve fare investimenti: se le prospettive sono negative può essere più conveniente mantenere questo reddito in forma liquida, detenere cioè moneta, piuttosto che acquistare titoli. D'altra parte non è detto che le imprese siano disposte ad effettuare investimenti anche se il tasso d'interesse è basso. Infatti la spesa per Investimenti è fatta dalle imprese per accrescere il

9 Teorie alternative dell equilibrio economico 89 reddito futuro e ottenere maggiori profitti: se le prospettive sono negative, se i rendimenti attesi non coprono i costi da sostenere, nessuna impresa può essere disposta ad investire anche se il tasso d'interesse è basso. In una moderna economia di mercato la crisi non è legata alla scarsità di mezzi, che non permette di impiegare risorse in modo produttivo, ma si può verificare nell'abbondanza di mezzi quando,per l insufficienza della domanda di mercato, le imprese rinunziano ad utilizzare le risorse esistenti. Se le aspettative sono negative, le imprese hanno già fermato gli impianti e chiuso gli stabilimenti licenziando lavoratori, difficilmente fanno nuovi investimenti per accrescere la capacità produttiva. Anche la teoria quantitativa della moneta è messa in discussione. Si ritiene che la velocità di circolazione della moneta non sia stabile ma possa variare dato che gli operatori tengono moneta non solo come mezzo di pagamento, per fare fronte alle loro spese, ma anche come riserva di valore in alternativa ad altri strumenti finanziari, come titoli, obbligazioni etc. In relazione alle aspettative sull'andamento dei mercati finanziari, gli operatori possono ritenere più conveniente vendere titoli e detenere moneta facendo diminuire la sua velocità di circolazione. D'altra parte il livello del reddito non è necessariamente quello di equilibrio di pieno impiego ma può variare in relazione all'andamento della domanda aggregata. Se il livello del reddito di equilibrio e la velocità di circolazione della moneta possono variare viene meno la teoria quantitativa della moneta e, con essa, la separazione fra settore reale e monetario del sistema economico (dicotomia) e la neutralità della politica monetaria che può influenzare, invece, le variabili reali.

10 90 Mario Oteri Secondo l impostazione keynesiana il livello di equilibrio del reddito dipende dal livello della domanda aggregata. Dato il livello della domanda aggregata le imprese adeguano l offerta, determinando la quantità da produrre ed il livello di occupazione. In regime di concorrenza imperfetta ( oligopolio e concorrenza monopolistica) le imprese non hanno convenienza a ridurre i prezzi di fronte ad una domanda insufficiente ad assorbire la produzione di pieno impiego : piuttosto riducono la produzione e l occupazione e vendono quella quantità a prezzi remunerativi. Sul mercato delle merci la domanda aggregata determina il livello di produzione, e le imprese richiedono la quantità di lavoro necessaria a realizzare quel livello di output. Ovviamente nulla garantisce che la domanda di lavoro sia al livello di pieno impiego: l equilibrio può aversi anche con risorse non occupate e un salario superiore a quello di equilibrio. Secondo l impostazione liberista la flessibilità dei salari potrebbe spingere i lavoratori ad accettare una riduzione dei salari nominali accrescendo l occupazione sino al livello di pieno impiego. Ma l aumento dell occupazione comporta un aumento della produzione e dell offerta aggregata che non trova, sul mercato delle merci, una domanda corrispondente dato che questa non è cresciuta. Per eguagliare la domanda all offerta le imprese devono ridurre i prezzi dei prodotti ma in tal modo, accrescendo il costo per unità di prodotto, determinano un aumento del salario reale che le costringe a ridurre la domanda di lavoro e l occupazione. Alla fine si tornerebbe al livello iniziale di equilibrio con prezzi e salari nominali più bassi, ma con redditi reali e disoccupazione invariati. Secondo i keynesiani l unico modo per ridurre la

11 Teorie alternative dell equilibrio economico 91 disoccupazione e portare il reddito al livello di pieno impiego è quello di accrescere la domanda aggregata in modo da offrire alle imprese la possibilità di vendere maggiori quantità di prodotti a prezzi remunerativi. A questo scopo il governo può svolgere un ruolo importante per spingere il sistema economico verso il pieno impiego delle risorse. 3.3 Rappresentazione grafica L'analisi grafica dell'impostazione liberista prende le mosse dal mercato del lavoro dove i lavoratori offrono una quantità di lavoro (curva Ls) crescente rispetto al salario reale (W/P) mentre le imprese, che eguagliano produttività del lavoro e salario reale, domandano (curva Ld) una maggiore quantità di lavoro quando il salario diminuisce. Dall'incontro fra domanda e offerta si determina il salario reale di equilibrio e il livello di pieno impiego della forza lavoro (L*): a quel salario infatti trovano occupazione tutti quelli che sono disposti a lavorare. Nel grafico sottostante si rappresenta la funzione di produzione che, dato lo stato delle tecniche e il livello di capitale esistente, permette di determinare il livello di prodotto realizzabile con il pieno impiego della forza lavoro (Y*). Nel terzo grafico la bisettrice permette di spostare il valore del prodotto di pieno impiego dall'ordinata all'ascissa e di individuare così sul quarto grafico, che rappresenta il mercato delle merci, la produzione offerta nel sistema economico al livello di pieno impiego delle risorse (curva AS verticale).

12 92 Mario Oteri Dato il reddito reale di pieno impiego (Y*), rappresentato da una curva di offerta aggregata verticale ( curva AS), nel quarto grafico la curva di domanda aggregata (curva AD), che rappresenta la spesa delle famiglie per consumi, delle imprese per investimenti, la spesa pubblica e le esportazioni nette, determina il livello generale dei prezzi. Una eventuale disoccupazione, pari ad L 1 -L*, potrebbe essere determinata soltanto da un livello di salario reale (w'/p) troppo elevato: la

13 Teorie alternative dell equilibrio economico 93 riduzione del salario nominale da w' a w riporterebbe in equilibrio il mercato del lavoro al livello di pieno impiego. Nel modello keynesiano, invece, il punto di partenza è rappresentato dal mercato delle merci dove l'offerta si adegua la livello dei prezzi P ( curva AS orizzontale) e la domanda aggregata (curva AD) determina il livello di produzione (Y) richiesto sul mercato. Attraverso la bisettrice si riporta questo livello di output sulla funzione di produzione in modo da individuare il livello di occupazione necessario per realizzarlo.

14 94 Mario Oteri Questo livello rappresenta l'occupazione richiesta dalle imprese e permette di determinare il livello del salario reale che le imprese sono disposte a pagare: questo livello di occupazione L 1 può essere al di sotto del pieno impiego determinando un salario (w'/p) e una disoccupazione pari a L L. Se il salario dovesse diminuire al livello (w/p) e portare l'occupazione al livello di pieno impiego ( L*) la maggiore offerta (Y*) non troverebbe sul mercato delle merci una domanda in grado di assorbirla ai prezzi correnti. L'eventuale diminuzione del livello generale dei prezzi farebbe aumentare il salario reale sino a riportare l'occupazione al livello L 1. L'unico modo di portare l'occupazione e la produzione al livello di pieno impiego è quello di accrescere la domanda aggregata (spostamento da AD a AD') con l'intervento pubblico. 3.4 Curva di Phillips e offerta aggregata Nelle due visioni, liberista e keynesiana, il livello generale dei prezzi e il livello di produzione non sono collegati fra di loro: nella prima il livello di produzione, e di occupazione, tende ad essere stabile a livello di pieno impiego ed è sostanzialmente determinato dalla capacità produttiva del sistema economico, mentre il livello dei prezzi dipende dalla domanda aggregata e, specificamente, dalla quantità di moneta in circolazione. La curva di offerta aggregata si presenta verticale ad indicare che non vi è alcuna relazione fra la quantità di beni e servizi prodotti e il livello generale dei prezzi. Come abbiamo visto la flessibilità dei salari porta sempre in equilibrio il mercato del lavoro, quindi si produce e si vende tutto ciò che può essere prodotto a livello di pieno impiego, si ha perciò assenza di disoccupazione. La

15 Teorie alternative dell equilibrio economico 95 flessibilità dei prezzi porta in equilibrio anche il mercato delle merci rendendo la domanda aggregata uguale all'offerta di pieno impiego: un eccesso di domanda, infatti, determina un aumento dei prezzi, ma lascia invariato il livello del prodotto. Questa impostazione implica una separazione netta fra settore reale e settore monetario, la dicotomia classica, e rende del tutto superfluo, o addirittura dannoso, l'intervento del governo o dell'autorità monetaria. Nell impostazione keynesiana, invece, il livello di produzione dipende sostanzialmente dal livello della domanda aggregata, piuttosto che dalla capacità produttiva del sistema, mentre il livello generale dei prezzi è considerato sostanzialmente stabile. Come abbiamo visto si ritiene che i mercati non siano di tipo concorrenziale e che i prezzi siano relativamente rigidi verso il basso: di fronte ad una domanda aggregata insufficiente ad assorbire la produzione di pieno impiego, le imprese preferiscono ridurre la produzione e l'occupazione piuttosto che ridurre i prezzi e i salari; può determinarsi, quindi, una situazione di equilibrio con disoccupazione. Il settore privato è dunque fondamentalmente instabile e diventa necessario l'intervento del settore pubblico e dell'autorità monetaria per mantenere i livelli di reddito e di occupazione. Non vi è dicotomia, poiché il tasso d'interesse, che si determina sul mercato monetario, influenza la spesa per investimenti, mentre il livello del reddito, che si determina sul mercato delle merci, influenza la domanda di moneta. Nelle due impostazioni, dunque, il livello generale dei prezzi e il livello di produzione sono considerati separatamente: per i liberisti il livello di produzione è stabile mentre il livello dei prezzi dipende dalla domanda aggregata e dalla quantità di moneta; per i keynesiani

16 96 Mario Oteri invece i prezzi sono stabili mentre il livello di produzione dipende dal livello della domanda aggregata. Figura Curva di Phillips w/p 0 u u L opportunità di collegare il livello generale dei prezzi e il livello di produzione, e quindi la formalizzazione di una curva di offerta aggregata crescente, fu reso possibile dall analisi di un economista inglese A.W. Phillips che, esaminando i dati del Regno Unito fra il 1861 e il 1957, evidenziò una relazione negativa fra tasso d incremento dei salari e tasso di disoccupazione: tanto più elevato il livello di disoccupazione tanto minore il livello d incremento dei salari e viceversa, con un livello di disoccupazione che rendeva stabile il livello dei salari. L analisi di Phillips metteva in evidenza come, mano a mano che

17 Teorie alternative dell equilibrio economico 97 si riducevano i livelli di disoccupazione, aumentava la forza dei lavoratori e, quindi, la possibilità di ottenere salari più elevati, ovvero come al crescere della disoccupazione si poteva ridurre il potere dei lavoratori e, quindi, la possibilità di ottenere salari crescenti. Studi condotti negli Stati Uniti da P. Samuelson e R. Solow, per un periodo relativamente più breve ( ), confermarono sostanzialmente questa relazione inversa tra andamento dei salari e disoccupazione. W = f(u) La relazione inversa fra tasso d incremento dei salari e livelli di disoccupazione venne formalizzata nella cosiddetta Curva di Phillips che, con riferimento al Regno Unito nel periodo considerato, individuava in un tasso del 5% il livello di disoccupazione minimo in grado di garantire la stabilità dei salari, mentre tassi di disoccupazione più bassi si associavano con tassi d incremento dei salari sempre più elevati. Indicando in ascissa il tasso di disoccupazione (u) e in ordinata il salario reale (w/p) la curva di Phillips si presenta decrescente da sinistra verso destra, ad indicare che il livello di salario reale diminuisce mano a mano che aumenta il tasso di disoccupazione, sino ad incontrare l asse delle ascisse ad indicare il tasso di disoccupazione che rende stabile il livello dei salari. Il passaggio dalla curva di Phillips alla curva di offerta aggregata crescente è abbastanza semplice. Innanzitutto si basa sul fatto che i prezzi dei prodotti sono correlati in maniera diretta ai costi di produzione e specificamente al livello del salario: un aumento del costo del lavoro superiore agli incrementi di produttività rappresenta per le imprese un aumento di costo per unità di prodotto, aumento che può assorbire accrescendo i prezzi

18 98 Mario Oteri o, a parità di prezzo, riducendo i profitti; poiché le imprese non vedono positivamente una riduzione dei profitti è probabile che, quando la situazione del mercato lo permette, le imprese rispondano ad un aumento dei salari con un aumento dei prezzi. Salari e prezzi si muovono dunque, in genere, nella stessa direzione. W P D altra parte i livelli di disoccupazione possono essere considerati contrapposti ai livelli di occupazione: un aumento del tasso di disoccupazione (u) rappresenta, infatti, una riduzione del tasso di occupazione (n) e viceversa. u n La relazione inversa fra tasso d incremento dei salari e tasso di disoccupazione individuata dalla curva di Phillips, può essere sostituita da una relazione diretta fra tasso d incremento dei salari, e dei prezzi, e tasso di occupazione: per aumentare l occupazione le imprese devono aumentare i salari e, quindi, i prezzi. P n L ultimo passaggio consiste nell evidenziare il legame fra livelli di produzione e livelli di occupazione: in genere ogni aumento di occupazione è collegato ad un aumento di produzione, anche se non è sempre vero che aumenti di produzione siano determinati da aumenti di occupazione. In conclusione si può porre una relazione diretta fra il livello di produzione e il livello generale dei prezzi: si può, in definitiva, prendere in considerazione una curva di offerta aggregata (AS) crescente. P AS

19 Teorie alternative dell equilibrio economico Il trade-off fra inflazione e disoccupazione Basandosi sulla curva di Phillips sono state elaborate politiche d'intervento a sostegno del sistema economico attuando uno scambio virtuale, un trade-off, fra aumento dei salari, aumento dei prezzi, inflazione, da un lato, e riduzione della disoccupazione, aumento della occupazione e della produzione, dall'altro, cioè si è ritenuto di poter ridurre il livello di disoccupazione e accrescere il livello di produzione accettando un aumento del tasso d'inflazione. La possibilità di scambio si basava sull esistenza di asimmetrie informative fra imprese e lavoratori: poiché i lavoratori non erano in grado di valutare esattamente la riduzione del loro potere d acquisto e di mantenere invariato il salario reale, le imprese realizzavano una riduzione del costo per unità di prodotto e potevano accrescere la domanda di lavoro e la produzione. La possibilità di "scambio" mutava da paese a paese e gli stessi governi potevano avere atteggiamenti diversi sulla base delle proprie preferenze in termini di inflazione e di livelli del reddito, ad esempio il governo tedesco aveva come obbiettivo quello di mantenere basso il tasso d'inflazione mentre quello italiano "preferiva" ridurre i livelli di disoccupazione. In ogni caso era possibile attuare questo scambio con l intervento pubblico: le politiche di sostegno della domanda aggregata, mediante una spesa pubblica in deficit o politiche monetarie espansive, facevano aumentare il livello di produzione e di occupazione riducendo la disoccupazione, anche se si doveva pagare un certo costo in termini di aumento dei prezzi.

20 100 Mario Oteri Figura Modello AD-AS P AD 1 AS P 1 P E E 1 AD Y Y 1 Y Nel modello AD/AS con la curva di offerta aggregata crescente, il livello generale dei prezzi e il livello di reddito di equilibrio sono determinati dall incontro simultaneo fra domanda e offerta. Nella figura l offerta AS e la domanda AD si incontrano nel punto E determinando il livello dei prezzi P e il livello del reddito Y. Non è detto che il reddito di equilibrio corrisponda alla piena occupazione delle risorse: in questo caso il governo può intervenire accrescendo la domanda aggregata, che si sposta da AD a AD 1, determinando un nuovo equilibrio nel punto E 1, con un livello dei prezzi P 1 più elevato e un livello di produzione maggiore Y 1. Questa politica è andata bene nel periodo fra gli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta, quando si è verificato una grande

21 Teorie alternative dell equilibrio economico 101 crescita della produzione e una consistente riduzione della disoccupazione con un tasso d'inflazione sostanzialmente stabile, una crescita continua con bassa inflazione. E stata messa in crisi, tuttavia, negli anni settanta, quando lo scambio fra inflazione e livelli di crescita della produzione non si è più verificato, e si è determinata una situazione di aumento sempre più elevato dei tassi d'inflazione in concomitanza con tassi di crescita del reddito e della produzione a livelli minimi e in alcuni anni addirittura negativi. Una situazione che è stata definita "stagflazione" ad evidenziare la compresenza di stagnazione ed inflazione. Partendo da una situazione iniziale di equilibrio nel punto E, determinato dall incontro fra curva di domanda AD e curva di offerta AS, con un reddito pari a Y* e un livello dei prezzi pari a P, si può ipotizzare un aumento dei costi delle imprese, legato ad esempio all aumento improvviso del prezzo del petrolio, che spinge le imprese ad aumentare il livello dei prezzi a parità di produzione. La curva AS si sposta verso sinistra e verso l alto in AS 1 determinando un nuovo equilibrio in E 1, con un livello del reddito Y 1 inferiore e un livello dei prezzi P 1 più elevato. Il governo, per mantenere il precedente livello di produzione e di occupazione, può tentare di accrescere la domanda aggregata nella speranza di attivare il trade-off fra inflazione e disoccupazione. La curva AD si sposta verso l alto e verso destra in AD 1 determinando un nuovo equilibrio in E 2 con un ulteriore aumento dei prezzi P 2 e riportando il reddito al livello Y*. A questo punto, tuttavia, gli operatori si rendono conto del continuo aumento dei prezzi e cercano di ottenere gli incrementi dei salari necessari a ripristinare il loro potere d acquisto reale: si determina un nuovo aumento dei costi per le imprese che reagiscono aumentando i prezzi. Sul grafico la funzione di

Capitolo 6. Il modello IS - LM

Capitolo 6. Il modello IS - LM Capitolo 6 187 Il modello IS - LM Fino ad ora abbiamo considerato separatamente il mercato delle merci e il mercato della moneta, a questo punto dobbiamo prendere in considerazione i collegamenti esistenti

Dettagli

PIL e tasso di crescita.

PIL e tasso di crescita. PIL e tasso di crescita. 1.1 Il lungo periodo PIL è una sigla molto usata per indicare il livello di attività di un sistema economico. Il Prodotto Interno Lordo, misura l insieme dei beni e servizi finali,

Dettagli

Equilibrio macroeconomico neoclassico

Equilibrio macroeconomico neoclassico Equilibrio macroeconomico neoclassico La teoria neoclassica (TN) Rappresentò il paradigma teorico di riferimento fino alla crisi del 1929 e prima di Keynes Ancora oggi alcune scuole di pensiero più recenti

Dettagli

CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione

CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione CAPITOLO 13 L offerta aggregata e il trade-off di breve periodo tra inflazione e disoccupazione Domande di ripasso 1. In questo capitolo abbiamo esaminato tre modelli della curva di offerta aggregata di

Dettagli

Capitolo 5. Il mercato della moneta

Capitolo 5. Il mercato della moneta Capitolo 5 Il mercato della moneta 5.1 Che cosa è moneta In un economia di mercato i beni non si scambiano fra loro, ma si scambiano con moneta: a fronte di un flusso reale di prodotti e di servizi sta

Dettagli

Macroeconomia. Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15

Macroeconomia. Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15 Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15 CAPITOLO 4 Benchmark classico di breve e medio periodo: equilibrio in assenza di imperfezioni informative e di mercato Mauro Visaggio CAPITOLO 4 1 / 74 Copyright

Dettagli

Capitolo 3. La domanda e l'offerta

Capitolo 3. La domanda e l'offerta Capitolo 3 La domanda e l'offerta Domanda e offerta sono parte di un modello che punta a spiegare in che modo vengono determinati i prezzi in un sistema di mercato I mercati Un mercato è un gruppo di acquirenti

Dettagli

Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta

Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta La politica monetaria induce effetti asimmetrici se le aree economiche coinvolte non sono omogenee. Ciò è particolarmente vero in

Dettagli

Macroeconomia: scuole di pensiero

Macroeconomia: scuole di pensiero Macroeconomia: scuole di pensiero Le diverse scuole di pensiero possono essere raggruppate in due filoni principali: LIBERISTI (e monetaristi): sui mercati l aggiustamento all equilibrio è basato sulla

Dettagli

APPUNTI di ECONOMIA MONETARIA Giancarlo Bertocco* Corso di Laurea Triennale Anno Accademico 2010-11

APPUNTI di ECONOMIA MONETARIA Giancarlo Bertocco* Corso di Laurea Triennale Anno Accademico 2010-11 APPUNTI di ECONOMIA MONETARIA Giancarlo Bertocco* Corso di Laurea Triennale Anno Accademico 2010-11 *Questo testo è stato realizzato sulla base degli appunti presi durante le lezioni tenute nell anno accademico

Dettagli

7. Il mercato della moneta

7. Il mercato della moneta 7. Il mercato della moneta 7.1 Che cosa è moneta In un economia di mercato i beni non si scambiano fra loro, ma si scambiano con moneta: a fronte di un flusso reale di prodotti e di servizi sta un flusso

Dettagli

Capitolo 1. Problemi di macroeconomia

Capitolo 1. Problemi di macroeconomia Capitolo 1 Problemi di macroeconomia Nella macroeconomia si studiano i problemi di un sistema economico a livello aggregato; nell ambito del corso si evidenziano, in particolare, le cause che possono influenzare

Dettagli

Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda

Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda Politica monetaria e politica fiscale: effetti sulla domanda Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 34 Domanda Aggregata e politica economica Quando

Dettagli

Introdurre la materia macroeconomica 1 CAPITOLO 1 - Variabili macroeconomiche. Contabilità nazionale ed equilibrio tra risparmio e investimento

Introdurre la materia macroeconomica 1 CAPITOLO 1 - Variabili macroeconomiche. Contabilità nazionale ed equilibrio tra risparmio e investimento INDICE XVII 1 2 4 5 Introdurre la materia macroeconomica 1 CAPITOLO 1 - Variabili macroeconomiche. Contabilità nazionale ed equilibrio tra risparmio e investimento 1.1 1.2 1.3 1.4 L'oggetto della macroeconomia

Dettagli

La bilancia dei pagamenti e l economia aperta

La bilancia dei pagamenti e l economia aperta Capitolo 7 La bilancia dei pagamenti e l economia aperta Sulla base del rapporto export - PIL gli USA sono un economia quasi chiusa: Stato Export/Pil % USA 10 GERMANIA 32 G.B. 25 BELGIO 73 LUSSEMBURGO

Dettagli

Inflazione e Produzione. In questa lezione cercheremo di rispondere a domande come queste:

Inflazione e Produzione. In questa lezione cercheremo di rispondere a domande come queste: Inflazione e Produzione In questa lezione cercheremo di rispondere a domande come queste: Da cosa è determinata l Inflazione? Perché le autorità monetarie tendono a combatterla? Attraverso quali canali

Dettagli

Domanda e offerta aggregata

Domanda e offerta aggregata Domanda e offerta aggregata Breve e lungo periodo L andamento del Pil nel lungo periodo dipende dai fattori che spiegano la crescita: la forza lavoro, la disponibilità di capitale fisico e umano, le risorse

Dettagli

Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta

Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta 7.1 I rapporti con il resto del mondo Il commercio internazionale rappresenta il complesso degli scambi di beni e servizi tra diversi paesi. Un sistema economico

Dettagli

Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta

Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta Lezione 17. La trasmissione della politica monetaria in economia aperta La politica monetaria induce effetti asimmetrici se le aree economiche coinvolte non sono omogenee. Ciò è particolarmente vero in

Dettagli

Lezione 14. Risparmio e investimento. Leonardo Bargigli

Lezione 14. Risparmio e investimento. Leonardo Bargigli Lezione 14. Risparmio e investimento Leonardo Bargigli Risparmio e investimento nella contabilità nazionale Ripartiamo dalla definizione di PIL in termini di spesa finale Y = C + I + G + NX Consideriamo

Dettagli

Prezzi vischiosi e domanda aggregata

Prezzi vischiosi e domanda aggregata Prezzi vischiosi e domanda aggregata Ciò che rende differente il lungo periodo dal breve è il comportamento dei prezzi. Nel lungo periodo i prezzi sono flessibili, nel breve sono vischiosi. Il fatto che

Dettagli

Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta

Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta Capitolo 7 Equilibrio in economia aperta 7.1 I rapporti con il resto del mondo Il commercio internazionale rappresenta il complesso degli scambi di beni e servizi tra diversi paesi. Un sistema economico

Dettagli

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE Abbiamo detto che le risorse che costituiscono il reddito nazionale possono essere

Dettagli

Università di Bari Facoltà di Economia ESAME DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA II del 9-06.2010 (VERSIONE A) COGNOME NOME MATRICOLA

Università di Bari Facoltà di Economia ESAME DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA II del 9-06.2010 (VERSIONE A) COGNOME NOME MATRICOLA Università di Bari Facoltà di Economia ESAME DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA II del 9-06.2010 (VERSIONE A) COGNOME NOME MATRICOLA 1) A Ω B Ω C Ω D Ω 2) A Ω B Ω C Ω D Ω 3) A Ω B Ω C Ω D Ω 4) A Ω B Ω C Ω

Dettagli

Questionario: Esercitazione 6.2

Questionario: Esercitazione 6.2 Questionario: Esercitazione 6.2 N.B.: Il Riepilogo delle risposte esatte a ciascuna domanda è riportato al termine del presente documento. Domanda numero 1 Secondo i classici la curva di offerta aggregata

Dettagli

Capitolo 26: Il mercato del lavoro

Capitolo 26: Il mercato del lavoro Capitolo 26: Il mercato del lavoro 26.1: Introduzione In questo capitolo applichiamo l analisi della domanda e dell offerta ad un mercato che riveste particolare importanza: il mercato del lavoro. Utilizziamo

Dettagli

ESERCITAZIONI di MACROECONOMIA: il MODELLO AD AS

ESERCITAZIONI di MACROECONOMIA: il MODELLO AD AS ESERCITAZIONI di MACROECONOMIA: il MODELLO AD AS Per dubbi, domande e/o chiarimenti contattare: gaetano.lisi@unicas.it Il modello AD-AS è un modello di equilibrio economico generale (a differenza del modello

Dettagli

Domanda e offerta di lavoro

Domanda e offerta di lavoro Domanda e offerta di lavoro 1. Assumere (e licenziare) lavoratori Anche la decisione di assumere o licenziare lavoratori dipende dai costi che si devono sostenere e dai ricavi che si possono ottenere.

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Indice. 22 2.6. Produzione totale e felicità totale. ix Prefazione

Indice. 22 2.6. Produzione totale e felicità totale. ix Prefazione Indice ix Prefazione Capitolo 1 1 Che cos è la macroeconomia? 1 1.1. Di cosa si occupa la macroeconomia? 3 1.2. E quella definizione? 4 1.3. La differenza tra macroeconomia e microeconomia 5 1.4. Perché

Dettagli

Lezione 8 (Capitolo 12 De Long)

Lezione 8 (Capitolo 12 De Long) Lezione 8 (Capitolo 12 De Long) Curva di Phillips e aspettative R. Capolupo- Macro 2 1 Legame tra modello a prezzi vischiosi e quello a prezzi flessibili Il passaggio dal modello a prezzi vischiosi al

Dettagli

Capitolo Quinto: L interesse

Capitolo Quinto: L interesse Capitolo Quinto: L interesse 95 Capitolo Quinto L interesse L interesse può essere definito come il prezzo che si paga per l uso del risparmio altrui: esso viene corrisposto a chi dispone di capitale finanziario

Dettagli

ECONOMIA POLITICA I (prof. G.Garofalo) Prova del 30/09/2011

ECONOMIA POLITICA I (prof. G.Garofalo) Prova del 30/09/2011 ECONOMIA POLITICA I (prof. G.Garofalo) Prova del 30/09/2011 1. Le funzioni dell investimento e del consumo sono, rispettivamente: I = 70 310 r C = 60 + 0,8 Y Rappresentarle entrambe. Mostrare nello stesso

Dettagli

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Dipartimento di Scienze Politiche - Università di Bari Corso di Politiche Economiche Europee Prof. Gianfranco Viesti Modulo 13 Il Patto di Stabilità Per poter usare la moneta unica, occorreva la convergenza

Dettagli

Lezione 29: Modello Domanda-Offerta Aggregata (AD-AS)

Lezione 29: Modello Domanda-Offerta Aggregata (AD-AS) Corso di Economia Politica prof. S. Papa Lezione 29: Modello Domanda-Offerta Aggregata (AD-AS) Facoltà di Economia Sapienza Roma Introduciamo i prezzi Finora abbiamo ipotizzato che i prezzi fossero dati

Dettagli

La Rivoluzione Keynesiana

La Rivoluzione Keynesiana La Rivoluzione Keynesiana 1 Obiettivi, strumenti e ruolo del governo Nel dibattito economico tra le diverse scuole di pensiero «Vi è ampio accordo circa i più importanti obiettivi della politica economica:

Dettagli

Il sistema monetario internazionale, 1870 1973

Il sistema monetario internazionale, 1870 1973 Il sistema monetario internazionale, 1870 1973 Obiettivi delle politiche macroeconomiche Gold standard Gli anni tra le due guerre Il sistema di Bretton Woods Il crollo del sistema di Bretton Woods Effetti

Dettagli

Aspettative, consumo e investimento

Aspettative, consumo e investimento Aspettative, consumo e investimento In questa lezione: Studiamo come le aspettative di reddito e ricchezza futuro determinano le decisioni di consumo e investimento degli individui. Studiamo cosa determina

Dettagli

Capitolo V. I mercati dei beni e i mercati finanziari: il modello IS-LM

Capitolo V. I mercati dei beni e i mercati finanziari: il modello IS-LM Capitolo V. I mercati dei beni e i mercati finanziari: il modello IS-LM 2 OBIETTIVO: Il modello IS-LM Fornire uno schema concettuale per analizzare la determinazione congiunta della produzione e del tasso

Dettagli

CAPITOLO 5 L economia aperta

CAPITOLO 5 L economia aperta CPITOLO 5 L economia aperta Domande di ripasso 1. Nel testo abbiamo mostrato che è possibile riscrivere l identità contabile del reddito nazionale come: S I In questa forma l identità contabile del reddito

Dettagli

Lezione 15. La (non) neutralità della moneta e i meccanismi di trasmissione della politica monetaria

Lezione 15. La (non) neutralità della moneta e i meccanismi di trasmissione della politica monetaria Lezione 15. La (non) neutralità della moneta e i meccanismi di trasmissione della politica monetaria La moneta influenza la produzione reale e gli equilibri macroeconomici? Teoria quantitativa della moneta:

Dettagli

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato dei cambi Molti paesi cercano di fissare o ancorare il proprio tasso di cambio ad una valuta o ad un gruppo di valute intervenendo sul mercato dei cambi.

Dettagli

Produzione e tasso di cambio nel breve periodo

Produzione e tasso di cambio nel breve periodo Produzione e tasso di cambio nel breve periodo Determinanti della domanda aggregata nel breve periodo Un modello di breve periodo dell equilibrio del mercato dei beni Un modello di breve periodo dell equilibrio

Dettagli

Capitolo 4. Domanda aggregata e reddito di equilibrio

Capitolo 4. Domanda aggregata e reddito di equilibrio Capitolo 4 Domanda aggregata e reddito di equilibrio 4.1 La funzione keynesiana del consumo Abbiamo visto che, almeno nel breve periodo, il livello del reddito dipende dalla domanda aggregata che è composta

Dettagli

Amministrazione, finanza e marketing - Turismo Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Amministrazione, finanza e marketing - Turismo Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca CLASSE 3 INDIRIZZO AFM UdA n. 1 Titolo: SISTEMA ECONOMICO E STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO Interpretare il modello di funzionamento del sistema economico attraverso le relazioni tra le categorie di soggetti

Dettagli

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute Interventi della banca centrale e offerta di moneta Come la banca centrale tiene fisso il tasso di cambio Politiche di stabilizzazione con tassi

Dettagli

Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Corso di Macroeconomia 2014

Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Corso di Macroeconomia 2014 Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici Università degli Studi di Bari Aldo Moro Corso di Macroeconomia 2014 1. Assumete che = 10% e = 1. Usando la definizione di inflazione attesa

Dettagli

Corso di Politica Economica

Corso di Politica Economica Anno accademico 2014/2015 Corso di Politica Economica Docente: Claudio Di Berardino Informazioni sito docente: http://claudiodiberardino.jimdo.com mail: c.diberardino@unich.it 1 lezione - Le teorie degli

Dettagli

Capitolo 8 Moneta, prezzi e inflazione

Capitolo 8 Moneta, prezzi e inflazione Capitolo 8 Moneta, prezzi e inflazione Francesco Prota Piano della lezione Le funzioni della moneta La teoria quantitativa della moneta Inflazione La domanda di moneta Moneta, prezzi e inflazione I costi

Dettagli

Capitolo 5. L economia aperta. Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore 2004 Capitolo 5: L economia aperta 1

Capitolo 5. L economia aperta. Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore 2004 Capitolo 5: L economia aperta 1 Capitolo 5 L economia aperta 1 Il percorso L economia aperta Identità in una economia aperta I tassi di cambio nominali e reali 2 I flussi internazionali di beni Il ruolo delle esportazioni nette Spesa

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI MACROECONOMIA - Anno accademico 2015-2016, I semestre

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI MACROECONOMIA - Anno accademico 2015-2016, I semestre UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECONOMICHE E AZIENDALI MACROECONOMIA - Anno accademico 2015-2016, I semestre Soluzioni esercitazione (seconda parte del programma), 04.12.2015.

Dettagli

Il mercato del lavoro

Il mercato del lavoro Il mercato del lavoro Dati mercato del lavoro: Un confronto (2012) Italia Francia Germania OECD Tasso disoccupazione 10.7 10.3 5.5 8.0 Tasso occupazione (*) 57.6 63.9 72.8 65.1 Femminile 47.8 60 68 57.2

Dettagli

DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA. 2bis) Definire e confrontare i seguenti concetti: PIL, PIL pro-capite, PIL reale, PIL nominale.

DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA. 2bis) Definire e confrontare i seguenti concetti: PIL, PIL pro-capite, PIL reale, PIL nominale. DOMANDE DI ESERCITAZIONE DI MACROECONOMIA PARTE I: I FONDAMENTI DELLA MACRO 1) Dopo aver spiegato la distinzione tra micro e macro economia, lo studente definisca e spieghi il concetto di Prodotto Interno

Dettagli

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili

3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili 1 3.A Appendice: La teoria dei fondi mutuabili Abbiamo fin qui analizzato in dettaglio in quale modo i tassi di interesse determinano il valore degli strumenti finanziari. Vista la forte incidenza che

Dettagli

Macroeconomia 12 gennaio 2015 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO

Macroeconomia 12 gennaio 2015 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO Macroeconomia 12 gennaio 2015 1. (*) Spiega in che consiste la procedura di calcolo del deflatore implicito del PIL e se questo è più/meno attendibile di un qualunque deflatore a paniere fisso. 2. (*)

Dettagli

Capitolo 11. Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici. Francesco Prota

Capitolo 11. Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici. Francesco Prota Capitolo 11 Estensione del modello a prezzi vischiosi: altri strumenti analitici Francesco Prota Piano della lezione Lo stock di moneta e l equilibrio nel mercato monetario: la curva LM Il modello IS-LM

Dettagli

Modello keynesiano: il settore reale

Modello keynesiano: il settore reale Macro 4 Modello keynesiano: il settore reale La macroeconomia keynesiana La macroeconomia si occupa di studiare i meccanismi di determinazione delle grandezze economiche aggregate, così come definite dalla

Dettagli

LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE.

LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE. LE VARIABILI REALI: LA PRODUZIONE, IL TASSO DI INTERESSE REALE. 0 COSA IMPAREREMO: Cosa determina la produzione totale di un economia. (Ripasso sulla remunerazione dei fattori di produzione e la distribuzione

Dettagli

Lezione 13. Moneta e inflazione. Leonardo Bargigli

Lezione 13. Moneta e inflazione. Leonardo Bargigli Lezione 13. Moneta e inflazione Leonardo Bargigli La Moneta La moneta è tutto ciò che viene accettato come mezzo di acquisto di beni e servizi. E il medium dello scambio che consente di superare il baratto

Dettagli

Quesiti a risposta breve

Quesiti a risposta breve Quesiti a risposta breve Le domande proposte in questo elenco sono una raccolta dei quesiti a risposta breve contenuti nella domanda 1 degli esami di Istituzioni di Economia Politica II degli ultimi anni.

Dettagli

La politica monetaria

La politica monetaria Lezione 27 1 consiste nelle decisioni delle autorità monetarie che influenzano il tasso di interesse. Come abbiamo visto, le banche centrali mediante le operazioni di mercato aperto possono influenzare

Dettagli

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica

Dimensioni ed effetti della spesa pubblica MODULO 2 - La spesa pubblica LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA L insieme dei mezzi monetari che lo Stato e gli altri enti pubblici erogano per il raggiungimento dei fini di pubblico interesse costituisce

Dettagli

Introduzione alla Macroeconomia (CLEMI: M-Z)

Introduzione alla Macroeconomia (CLEMI: M-Z) 1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA` DI ECONOMIA MARCO BIAGI INTRODUZIONE ALLA MACROECONOMIA (CLEMI: M-Z) a.a. 2008/2009, Dott. Ennio Bilancini, 13 Luglio 2009 ore 14.00 NOME COGNOME

Dettagli

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO Macroeconomia 9 gennaio 2014 Il punteggio di ogni domanda è fissato in uno o due asterischi. Il punteggio intero viene dato solo Non consegnare se non sei convinto di aver realizzato almeno 7 punti. 1.

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Caso 1 La politica monetaria negli USA

Istituzioni di Economia Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale. Caso 1 La politica monetaria negli USA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Laurea Triennale in Ingegneria Gestionale Caso 1 La politica monetaria negli USA Prof. Gianmaria Martini La congiuntura degli USA Il Sole-24 Ore utilizza frequentemente

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Lezione 26 (BAG cap. 24)

Lezione 26 (BAG cap. 24) Lezione 26 (BAG cap. 24) Politica Monetaria e Fiscale: regole e vincoli Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Cosa sappiamo Nel breve periodo la politica monetaria influisce sia

Dettagli

Esportazioni 110 Vendite a B 200. Vendite al pubblico 600. Calcolate il valore del PIL di questa economia usando le tre definizioni possibili.

Esportazioni 110 Vendite a B 200. Vendite al pubblico 600. Calcolate il valore del PIL di questa economia usando le tre definizioni possibili. Esercizi 2014-2015 IL BREVE PERIODO Esercizio 1 Si consideri il seguente sistema economico in cui operano solamente due (categorie di) imprese, e la cui attività può essere sintetizzata come segue: Impresa

Dettagli

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria

Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Lezione 13. L equilibrio del mercato della liquidità bancaria Determinare la liquidità bancaria se (come avviene con la BCE) la domanda di base monetaria delle famiglie è sempre soddisfatta dalla BC (H

Dettagli

LEZIONE 6. Il modello keynesiano

LEZIONE 6. Il modello keynesiano LEZIONE 6 IL MODELLO REDDITO SPESA Il modello keynesiano La GD segna l origine della teoria macroeconomica moderna Il modello classico e i relativi precetti di politica economica si dimostrano incapaci

Dettagli

Corso di Macroeconomia. Il modello IS-LM. Appunti

Corso di Macroeconomia. Il modello IS-LM. Appunti Corso di Macroeconomia Il modello IS-LM Appunti 1 Le ipotesi 1. Il livello dei prezzi è fisso. 2. L analisi è limitata al breve periodo. La funzione degli investimenti A differenza del modello reddito-spesa,

Dettagli

Il modello IS-LM in regime di cambi fissi e di cambi flessibili. Economia Applicata all'ingegneria

Il modello IS-LM in regime di cambi fissi e di cambi flessibili. Economia Applicata all'ingegneria Il modello IS-LM in regime di cambi fissi e di cambi flessibili Economia Applicata all'ingegneria 1 Il modello Mundell - Fleming E un'estensione del modello IS-LM per un sistema aperto, quando le transazioni

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

Economia politica. Compendio di. www.moduli.maggioli.it. Microeconomia e Macroeconomia per esami e concorsi pubblici

Economia politica. Compendio di. www.moduli.maggioli.it. Microeconomia e Macroeconomia per esami e concorsi pubblici Vincenzo Di Vita Compendio di Economia politica Microeconomia e Macroeconomia per esami e concorsi pubblici Tutti gli argomenti oggetto delle prove d esame Copyright 2011 by Maggioli S.p.A. Maggioli Editore

Dettagli

DOMANDE a risposta multipla (ogni risposta esatta riceve una valutazione di due; non sono previste penalizzazioni in caso di risposte non corrette)

DOMANDE a risposta multipla (ogni risposta esatta riceve una valutazione di due; non sono previste penalizzazioni in caso di risposte non corrette) In una ora rispondere alle dieci domande a risposta multipla e a una delle due domande a risposta aperta, e risolvere l esercizio. DOMANDE a risposta multipla (ogni risposta esatta riceve una valutazione

Dettagli

Debito pubblico, perché no?

Debito pubblico, perché no? Debito pubblico, perché no? Debito pubblico, perché no? Paolo Palazzi Come un aumento generalizzato della spesa pubblica finanziata da un aumento del debito pubblico può farci uscire dall'intreccio letale

Dettagli

Capitolo 4 Moneta e inflazione. Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore 2004 Capitolo 4: Moneta e inflazione 1

Capitolo 4 Moneta e inflazione. Mankiw, MACROECONOMIA, Zanichelli editore 2004 Capitolo 4: Moneta e inflazione 1 Capitolo 4 Moneta e inflazione 1 la moneta Moneta come mezzo di pagamento strumento che agevola gli scambi A seconda dei diversi gradi di minimizzazione dei costi di detenzione e di trasferimento si hanno:

Dettagli

KEYNES E IL MODELLO IS-LM

KEYNES E IL MODELLO IS-LM Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali ECONOMIA POLITICA MODULO TEORIA A.A. 2013/2014 KEYNES E IL MODELLO IS-LM Fabio

Dettagli

Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME

Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME Esame del corso di MACROECONOMIA Del 22.07.2015 VERSIONE A) COGNOME NOME MATRICOLA 1) A B C D 2) A B C D 3) A B C D 4) A B C D 5) A B C D 6) A B C D 7) A B C D 8) A B C D 9) A B C D 10) A B C D 11) A B

Dettagli

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 14 23 Maggio 2011

Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011. Macroeconomia. Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 14 23 Maggio 2011 Università di Siena Sede di Grosseto Secondo Semestre 2010-2011 Macroeconomia Paolo Pin ( pin3@unisi.it ) Lezione 14 23 Maggio 2011 Calendario residuo Oggi finiamo il capitolo 7: Curva AD-AD e sue implicazioni

Dettagli

Corso di Economia Internazionale Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Economia Internazionale Prof. Gianfranco Viesti 11-1 Facoltà di Scienze Politiche Università di Bari Corso di Economia Internazionale Prof. Gianfranco Viesti Modulo 17 I regimi di cambio Hill, cap.11 (prima parte) C.W.L. Hill, International Business

Dettagli

Il Modello AS-AD. Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta

Il Modello AS-AD. Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta Il Modello AS-AD In questa lezione: Deriviamo la curva di offerta aggregata Determiniamo l equilibrio determinato dall incontro tra domanda e offerta Studiamo il meccanismo di aggiustamento verso l equilibrio

Dettagli

Globalizzazione economica

Globalizzazione economica Globalizzazione economica Docente: Antonio Forte Lezione 08 La crisi argentina (cap. 2) La crisi giapponese (cap. 2) La crisi argentina - 1 L Argentina negli ultimi decenni ha attraversato diversi periodi

Dettagli

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2

ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 ESERCITAZIONI MACROECONOMIA 2 CAPITOLO 10 Crescita: i fatti principali 1) Spiegate cosa si intende per convergenza nella teoria della crescita e mostrate il grafico con cui si rappresenta. 2) Spiegate

Dettagli

La macroeconomia dei sistemi economici aperti

La macroeconomia dei sistemi economici aperti La macroeconomia dei sistemi economici aperti Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 31 Lo studio delle economie aperte Cosa si intende per economia

Dettagli

Indice. 1 La teoria del prezzo di mercato (domanda e offerta di un bene) -------------------------------- 3

Indice. 1 La teoria del prezzo di mercato (domanda e offerta di un bene) -------------------------------- 3 INSEGNAMENTO DI ECONOMIA POLITICA LEZIONE II IL MERCATO PROF. ALDO VASTOLA Indice 1 La teoria del prezzo di mercato (domanda e offerta di un bene) -------------------------------- 3 1.1. Applicazioni della

Dettagli

Crescita della moneta e inflazione

Crescita della moneta e inflazione Crescita della moneta e inflazione Alcune osservazioni e definizioni L aumento del livello generale dei prezzi è detto inflazione. Ultimi 60 anni: variazione media del 5% annuale. Effetto: i prezzi sono

Dettagli

Y=300+0,5(Y-0,2Y)+200+1000=1500+0,4Y. Risolvendo per la produzione di equilibrio si ottiene Y=1500/0,6=2.500.

Y=300+0,5(Y-0,2Y)+200+1000=1500+0,4Y. Risolvendo per la produzione di equilibrio si ottiene Y=1500/0,6=2.500. Dipartimento di Studi Aziendali e Giusprivatistici Università degli Studi di Bari Aldo Moro, sede di Brindisi Corso di Laurea in Economia aziendale Macroeconomia 2014 Esercizi 1.Suppponete che un economia

Dettagli

Aspettative, Produzione e Politica Economica

Aspettative, Produzione e Politica Economica Aspettative, Produzione e Politica Economica In questa lezione: Studiamo gli effetti delle aspettative sui livelli di spesa e produzione. Riformuliamo il modello IS-LM in un contesto con aspettative. Determiniamo

Dettagli

Politica Economica Europea. a.a. 2013-14

Politica Economica Europea. a.a. 2013-14 Politica Economica Europea 2 Costi di aderire ad un UM Aderendo ad una UM si perde: la propria moneta; la possibilità di gestire la politica monetaria in modo indipendente; la gestione del tasso di cambio

Dettagli

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo La legge del prezzo unico La parità del potere d acquisto (PPP) Un modello sui tassi di cambio di lungo periodo basato sulla PPP Problemi relativi

Dettagli

Il mercato della moneta

Il mercato della moneta Il mercato della moneta Alessandro Scopelliti Università di Reggio Calabria e University of Warwick alessandro.scopelliti@unirc.it 1 Funzioni della moneta Consideriamo i mercati della moneta e delle attività

Dettagli

Lezione 8. (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO

Lezione 8. (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro. Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO Lezione 8 (BAG cap. 7) IL MEDIO PERIODO Il mercato del lavoro Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia IL MEDIO PERIODO 2 1 Nel breve periodo la domanda determina la produzione =>

Dettagli

Il sistema monetario internazionale pre 1973

Il sistema monetario internazionale pre 1973 Corso idi Laurea Magistrale in Management e comunicazione di impresa Economia e politica economica nei mercati globali Il sistema monetario internazionale pre 1973 Giovanni Di Bartolomeo gdibartolomeo@unite.it

Dettagli

Politica Economica Europea. a.a. 2014-15

Politica Economica Europea. a.a. 2014-15 Politica Economica Europea 3 Altre fonti di asimmetria Diversità strutturali Le istituzioni che governano i mercati possono essere diverse tra stati (diversità strutturali). Shock simmetrici in origine

Dettagli

La politica fiscale nelle teorie macroeconomiche

La politica fiscale nelle teorie macroeconomiche La politica fiscale nelle teorie macroeconomiche I classici e la tradizione keynesiana La nascita della moderna macroeconomia può essere ricondotta agli anni 30 e in particolare alla pubblicazione della

Dettagli

CAPITOLO 18 L investimento

CAPITOLO 18 L investimento CAPITOLO 18 L investimento Domande di ripasso 1. Nel modello neoclassico dell investimento, le imprese traggono vantaggio dall aumentare la propria dotazione di capitale se la rendita reale del capitale

Dettagli