Roberto Farnè Università di Bologna

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1 Roberto Farnè Università di Bologna Ora l apertura della parte scientifica a questi lavori, per capire innanzitutto il senso di questo appuntamento. Non abbiamo bisogno, nessuno di noi credo abbia bisogno di giustificare la Media Education, l importanza di questo settore di lavoro e studio. Questa iniziativa nasce dal basso, questo mi pare importante. Vorrei sottolineare i 3 aspetti che stanno alla base di una iniziativa come questa e speriamo di quelle che seguiranno, se riusciremo a far nascere una pianta che cresce. La prima dimensione è ti tipo culturale: i media sono da molto tempo una presenza diffusiva e spesse volte innovativa della nostra realtà; sappiamo tutti che costituiscono uno strumento di educazione spontanea da una parte, e intenzionale dall altra. C è quindi innanzitutto una presa di coscienza delle potenzialità che i media hanno. C è chi lavora nelle scuole, nell extra-scuola, negli enti, nelle associazioni, per fare dei media degli strumenti di rielaborazione culturale con una vera e propria intenzionalità educativa. Negli anni Settanta si parlava di contro-informazione. Informazione e contro-informazione. C era un lavoro di educazione culturale sui media che nasceva con l intenzione di marciare contro corrente: i media venivano visti come una sorta di apparato culturale anche oppressivo. Ed è stata una stagione lunga, devo dire, una stagione di lavoro molto vivace su cui sono passate anche molte competenze oggi. Certo non è questo il clima, anche se la dimensione polemica non è certamente caduta, anzi, ma non c è dubbio che il lavoro si fa dal basso, mosso da una consapevolezza che sui media si fa cultura, si costruisce competenza, si acquisiscono capacità logico-linguistiche con i bambini sin da quando

2 sono piccoli, già nella scuola dell infanzia, possono iniziare a familiarizzare. Educare è la consapevolezza dei media come materiali di cui noi abbiamo una responsabilità come educatori, cioè quella appunto di rielaborarli, di farli diventare oggetti di laboratorio culturale. La parola laboratorio ha un suo significato molto particolare, richiama appunto il lavoro, richiama la manualità, richiama un processo che va dall ideazione alla produzione, richiama il creare e il ricreare in sostanza. Avere a disposizione oggetti, materiali, ma anche idee e su queste appunto costruire un processo ed eventualmente un prodotto. Noi qui, nella giornata di domani, vedremo molti di questi prodotti. Non c è dubbio che oggi questa presenza, questa pervasività dei media e soprattutto la diffusione delle nuove tecnologie rende tutto molto più complesso. Quindi anche i problemi del lavorare sui media con un approccio di tipo educativo e culturale per certi versi si complica e per altri, si potrebbe dire, si amplifica perché l accesso è reso molto più agevole, molto più facile, e di questo credo che parleremo. Poi c è il secondo punto, in questa brevissima scaletta introduttiva, che è quella della dimensione di tipo didattico: l istanza didattica, educativa in senso lato. Questa dimensione mi sta particolarmente a cuore perché non è una novità che i media vengono utilizzati nel campo dell educazione, dell istruzione. Molte scuole sono attrezzate da questo punto di vista; gli insegnanti hanno spesso supporti di tipo anche multimediale; tecnologie tradizionali si affiancano a tecnologie nuove, e le tecnologie nuove non eliminano mai quelle tradizionali, ma consentono un lavoro di riposizionamento delle tecnologie nel campo dell insegnamento e dell apprendimento. E dunque questa dimensione dell insegnare e

3 dell imparare attraverso i media a rappresentare uno dei settori di maggiore interesse, proprio perché il campo dei media è un campo che si diversifica, si amplia, assume fisionomie molto diverse. Non è più soltanto il cinema e la televisione, ci sono molte altre tecnologie ed è appunto l insieme delle tecnologie e sinergie che si creano fra tecnologie e linguaggi diversi che diventano interessanti. Ma c è un altro aspetto a fianco a quello sul piano didattico, cioè fare dei media un territorio di lavoro dal punto di vista linguistico e critico. E sottolineo un aspetto molto interessante e credo uno dei fulcri proprio del nostro progetto: l'atteggiamento critico, l educazione alla dimensione critica, che non ha nulla a che fare con un processo educativo nel quale si debbano dare giudizi pratici (è bello, è brutto, va male, va bene, ecc..). Vorrei che l atteggiamento critico venisse assunto nel suo significato più autentico, cioè nella capacità di costruire percorsi comparativi. La possibilità cioè di mettere a confronto esperienze diverse, prodotti diversi che nascono da differenti percorsi sulla base di motivazioni che spesso sono analoghe, dove cambiano di volta in volta gli interlocutori, i soggetti, le pratiche di lavoro, ma dove l obiettivo è lo stesso, lo riconosciamo come un obiettivo comune, cioè quello di costruire una consapevolezza, una competenza sulle abilità comunicative, sui linguaggi, sulle possibilità di consegnare, ancora una volta dal basso, una abilità di comunicazione, di linguaggio, di competenza, a partire dall esercizio sui media. E mi piace utilizzare la dimensione didattica, tipica del laboratorio, come luogo di costruzione di queste competenze. Se nella scuola la didattica spesso non fa progressi è perché gli insegnanti hanno fatto sempre molta fatica a mettere in comune, a socializzare le loro esperienze. Noi sappiamo che nel nostro territorio ci

4 sono moltissime esperienze interessanti, in tutti i campi non solo quelli della Media Education. Sappiamo anche molto bene come queste esperienze non diventino patrimonio comune e rimangano chiuse nelle aule, nei cassetti, negli armadi, nei registri di molti insegnanti che non hanno occasione e molte volte hanno anche titubanza di farlo diventare oggetto di una socializzazione, di una criticità, di una discussione, che consenta di far crescere la consapevolezza sulla competenza didattica. Abbiamo notato questa difficoltà anche rispetto alla Media Education: ci siamo accorti delle tante esperienze che ci sono e che è il momento di fare emergere. È ora di costruire luoghi in cui si cominci a ragionare insieme su che cosa si fa, come lo si è fatto, perché, che risultati si sono ottenuti, che problemi si sono dovuti affrontare. E la condizione attraverso cui si può far crescere il lavoro, la qualità del lavoro. La terza parola chiave, che motiva, che dà senso a questo lavoro: la dimensione scientifica. A sostenere questo convegno ci sono due Università: la Cattolica di Milano e la Statale di Bologna (il Dipartimento di Scienze dell Educazione). C è una associazione, il MED per la Media Education che è stato in questi anni il punto di riferimento di chi ha cominciato a fare quello che noi oggi faremo qui. C è la consapevolezza, molto chiara, che si può fare ricerca su questo campo. Noi stiamo ragionando su un campo di lavoro e produzione che è produzione di idee oltre che di oggetti e che se costituiscono campo di studi e di ricerca possono far crescere e migliorare la qualità complessiva della formazione degli educatori e degli operatori nei vari settori dei media, e far crescere quindi la qualità di un servizio. A noi piacerebbe molto che da questo convegno uscissero poi delle idee, delle riflessioni e anche dei punti di

5 domanda su cui costruire dei possibili percorsi di ricerca, di studio. Il punto vero è che le esperienze che vedremo e di cui parleremo insieme non devono rimanere solo esperienze - che come tali hanno un enorme valore - ma devono diventare anche pensiero, espressione, criticità. Questa è la scommessa che possiamo fare per verificare insieme se tutti coloro che sono qui e che lavorano sulla Media Education, vivono, vedono, concepiscono questo campo di esperienza come un campo ricco di riflessioni. E appunto l intenzione di coniugare, ancora una volta, la pratica con la teoria, con una teoria che non rimane per aria, ovviamente, ma una teoria che torna a farsi pratica, alimentando quindi una creatività, una riflessione che può innescare quel circolo virtuoso su cui si alimenta la qualità dell educazione.

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