ANALISI E PIANIFICAZIONE FINANZIARIA

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1 L ANALISI FINANZIARIA Prof. Francesco Albergo Docente di PIANIFICAZIONE E CONTROLLO Corso di Laurea in Economia Aziendale Curriculum in Gestione Aziendale Organizzata UNIVERSITA degli Studi di Bari DOTTORE COMMERCIALISTA - REVISORE CONTABILE

2 LA GESTIONE DEL CREDITO COMMERCIALE L'investimento in crediti commerciali è determinato da: 1. entità delle vendite a credito; 2. dalla dilazione di pagamento che l'azienda concede alla clientela. LA GESTIONE DEL CREDITO COMMERCIALE È FINALIZZATA A VERIFICARE CHE: l investimento in crediti sia remunerativo; sia compatibile con i vincoli di equilibrio finanziario globale e con le esigenze di tutela della liquidità.

3 TERMINI DI PAGAMENTO L azienda deve suddividere la clientela in fasce omogenee e definire per ciascuna di esse le condizioni contrattuali di pagamento in termini di: 1. DILAZIONE NOMINALE; 2. ALTERNATIVA DILAZIONE SCONTO; 3. CONDIZIONI ACCESSORIE.

4 LA DILAZIONE NOMINALE La dilazione nel pagamento in fattura (30/60/90gg) rappresenta la determinante principale dell entità dell investimento in crediti. PER IL CLIENTE: le dilazioni di pagamento rappresentano una forma di finanziamento senza costo esplicito. La riduzione di prezzo è pari a: P (r T/365) dove: 1. P è il prezzo di vendita concordato; 2. T è la dilazione nominale di pagamento; 3. r è il costo del capitale per la classe di clientela considerata.

5 LA DILAZIONE NOMINALE A parità di dilazione (T) concessa, il vantaggio per il cliente di comprare a credito sarà tanto maggiore quanto più r è elevato. PER L IMPRESA VENDITRICE: l'opportunità di praticare dilazioni di pagamento richiede una valutazione di convenienza economica che pone in relazione il margine sulle vendite con il costo dell'investimento in crediti.

6 LA POLITICA DEGLI SCONTI L alternativa dilazione-sconto, è l'opportunità offerta al cliente di usufruire interamente della dilazione concessa o anticipare il pagamento godendo di uno sconto. PER L IMPRESA VENDITRICE Il ricorso a una politica di sconti può rivelarsi utile per fronteggiare situazioni di carenza di liquidità favorendo, attraverso un accorciamento dei tempi di incasso, una contrazione dell'investimento in crediti commerciali.

7 LA POLITICA DEGLI SCONTI La concessione di uno sconto per pagamento anticipato comporta un costo, connesso alla riduzione del prezzo di vendita, ma anche un beneficio, dovuto al minor capitale investito in crediti.

8 LA POLITICA DEGLI SCONTI ESEMPIO: Pagamento a 10 giorni con lo sconto del 2% oppure a 30 giorni a prezzo pieno. Occorre verificare se è più redditizio ottenere un pagamento anticipato a 10 giorni concedendo una riduzione del 2% sul prezzo di vendita (disporre di maggior liquidità) oppure incassare il prezzo pieno, concedendo al cliente un finanziamento aggiuntivo di 20 giorni (30-10).

9 LA POLITICA DEGLI SCONTI L'alternativa della dilazione piena (30 giorni) consente all'azienda di incassare il prezzo pieno di vendita (100) rispetto al prezzo scontato di 98, che incasserebbe se il cliente decidesse di usufruire dell'opportunità di anticipare il pagamento a 10 giorni. Il pagamento a 30 giorni comporta una maggiorazione di prezzo del 2,04% (2/98 x 100). Tale maggiorazione può essere interpretata come il rendimento per il finanziamento aggiuntivo di 20 giorni concesso al cliente che usufruisce della dilazione piena. 2,04% : 20 gg = x : 365 x = 37,23% Un rendimento del 2,04% riferito a un impiego di capitale per 20 giorni equivale, su base annua, al 37,23%.

10 LA POLITICA DEGLI SCONTI Invertendo la prospettiva di lettura, il valore in questione può essere interpretato come il costo dello sconto. Incassare anticipatamente significa rinunciare a un rendimento del 37,23%, quello che si avrebbe, nel caso di dilazione piena, grazie alla maggiorazione di prezzo del 2,04%. La rinuncia a un possibile rendimento rappresenta il costo dello sconto, bilanciato dal beneficio connesso al risparmio sul minor investimento in crediti reso possibile dall incasso anticipato. Il beneficio è misurato dal minor sostenimento di costi sul capitale investito in crediti.

11 LA POLITICA DEGLI SCONTI AZIENDA VENDITRICE Se il costo dello sconto (CS) risulta inferiore al costo del capitale (K v ) la concessione dello sconto si presenta economicamente conveniente: CS < K V CS=K V equivalenza tra sconto e dilazione ACQUIRENTE Il ricorso allo sconto risulterà conveniente quando il costo dello sconto (CS) sarà maggiore del costo del capitale dell acquirente: CS > K A K V >CS> K A Si verifica una concordanza di interessi fra chi vende e chi compra.

12 ESEMPIO L'impresa X sta valutando l'opportunità di ampliare da 30 a 60 giorni la dilazione di pagamento mediamente concessa alla clientela. 1. si prevede un incremento delle vendite del 10% circa (da a ); l incremento può essere sostenuto senza ampliamenti della capacità produttiva; 2. il Margine di Contribuzione è pari al 30% del fatturato (l'incidenza dei Costi Variabili è del 70%); 3. i costi per il servizio del credito dovrebbero subire un incremento di circa; non si prevedono variazioni nelle perdite su crediti; il costo del capitale è del 20%. Per valutare se la nuova politica del credito è economicamente accettabile si deve determinare la redditività incrementale e porla a confronto con il costo del capitale.

13 REDDITO INCREMENTALE Il REDDITO INCREMENTALE, ipotizzata una capacità produttiva sufficiente a fronteggiare i maggiori volumi di produzione, sarà rappresentato dal Margine di Contribuzione sulle vendite incrementali al netto dei maggiori costi per il servizio amministrativo del credito. REDDITO INCREMENTALE Margine di contribuzione differenziale: x 30% = Maggiori costi per il servizio del credito = (30.000) = Reddito incrementale della nuova politica del credito =

14 INVESTIMENTO INCREMENTALE Due sono le componenti che concorrono a determinarne l'ammontare dell investimento incrementale in crediti: 1. la variazione dell'investimento in crediti dovuto all'allungamento dei termini di pagamento sulle "vecchie" vendite di ; 2. l'investimento in crediti sulle vendite incrementali di La prima componente viene calcolata come differenza tra l'investimento in crediti generato da un fatturato di nell'ipotesi di una dilazione media, rispettivamente, di 30 e di 60 giorni, parametrando tutto ad un semestre.

15 INVESTIMENTO INCREMENTALE Investimento in crediti sulle "vecchie" vendite a 60 giorni: = (nuova politica) 6 Investimento in crediti sulle "vecchie" vendite a 30 giorni: = (vecchia politica), si dimezza 6 Investimento incrementale in crediti sulle "vecchie" vendite =

16 INVESTIMENTO INCREMENTALE La seconda componente, l'investimento in crediti riconducibile all'incremento atteso nelle vendite, viene calcolata: x 0,7 = A numeratore dell'indice di rotazione viene posto il costo variabile delle vendite incrementali. Dato che l'azienda opera in condizioni di sottoutilizzo della capacità produttiva, sommando le due componenti, si ottiene l'investimento incrementale in crediti determinato dal mutamento di politica: =

17 REDDITIVITÀ INCREMENTALE Si ottiene come rapporto fra i valori calcolati: Redditività incrementale della nuova politica del credito = 23,70% Il valore ottenuto messo a confronto con il costo del capitale, segnala la bontà della politica proposta. Nel nostro esempio, a una redditività del 23,70% si contrappone un costo del capitale del 20%, segnalando la convenienza economica a intraprendere il mutamento nella politica del credito, sia pure con margini abbastanza contenuti.

18 IL CONTROLLO DELL ESPOSIZIONE IN CREDITI METODI UTILIZZATI a. L'INDICE DI GIACENZA MEDIA DEL CREDITO; b. L'ANALISI DI ANZIANITÀ DEL CREDITO; c. L'ANALISI DEL PROFILO DEL CREDITO.

19 ESEMPIO Un'impresa fattura 180 milioni di in ciascuno dei primi tre trimestri dell'anno, ma con andamenti difformi all'interno di ciascun trimestre, come indicato nella Tab Fonte: Brusa L., Guelfi S., Zamprogna L., Finanza d impresa, Etas, pag. 212;

20 INDICE DI GIACENZA MEDIA DEL CREDITO L'indice di giacenza media del credito, calcolato con riferimento alle vendite di ciascun trimestre, varia dai 51 giorni del primo trimestre, ai 62 giorni del secondo, ai 41 del terzo. La causa di tale andamento è unicamente imputabile alla dinamica delle vendite nei tre sotto-periodi che, a parità di fatturato totale, si riflette sull'ammontare dei crediti in essere alla fine di ciascuno di essi e, quindi, sull'indice di giacenza media che riporta tale grandezza a numeratore (Tab. 10.2).

21 INDICE DI GIACENZA MEDIA DEL CREDITO Fonte: Brusa L., Guelfi S., Zamprogna L., Finanza d impresa, Etas, pag. 213;

22 ANALISI DI ANZIANITÀ DEL CREDITO (AGE ANALYSIS) Analizzare l'anzianità del credito significa suddividerne percentualmente l'ammontare per "fasce di età", assunte di solito di ampiezza pari a 30 giorni. Il confronto fra profili di anzianità del credito riferiti a periodi diversi rappresenta un indicatore di tendenza del comportamento della clientela. Anche in questo caso c'è il rischio di ottenere dei segnali distorti in presenza di vendite fluttuanti (Tab.10.3).

23 ANALISI DI ANZIANITÀ DEL CREDITO (AGE ANALYSIS) Fonte: Brusa L., Guelfi S., Zamprogna L., Finanza d impresa, Etas, pag. 214.

24 ANALISI DI ANZIANITÀ DEL CREDITO (AGE ANALYSIS) Passando DAL PRIMO AL SECONDO TRIMESTRE, il comportamento tendenziale dei clienti sembra migliorare perché si riducono percentualmente i crediti di più vecchia data, a parità di condizioni nominali di pagamento. Si coglie un peggioramento passando DAL SECONDO AL TERZO TRIMESTRE, dato l'incremento dei crediti con anzianità più elevata. Si tratta di un andamento imputabile unicamente alla dinamica infrannuale delle vendite: quando queste calano, si riduce l'ammontare dei crediti "più giovani, segnalando un apparente deterioramento; quando le vendite sono in crescita, aumentano anche i crediti con minore anzianità, segnalando un miglioramento che non ha riscontro nei fatti.

25 ANALISI DEL PROFILO DEL CREDITO (COLLECTION EXPERIENCE) Consiste nel riferire percentualmente i crediti in essere al termine di ciascun periodo alle vendite che li hanno generati. Ad esempio, i crediti totali pari a 102 esistenti alla fine del primo trimestre (Tab colonna 3) sono costituiti dal 20% delle vendite di gennaio, dal 60% delle vendite di febbraio e dal 90% di quelle di marzo; 20% - 60% - 90% rappresenta dunque il "profilo del credito" in percentuale delle vendite del mese di origine. Si osservi come il profilo in questione resti costante nei tre trimestri considerati nonostante la fluttuazione delle vendite in ciascuno di essi. Tale costanza rispecchia l'uniformità di comportamento della clientela nei singoli periodi, dando un segnale corretto dell'efficacia nella riscossione del credito.

26 LA GESTIONE DELLA LIQUIDITÀ La posizione di liquidità dell'azienda e le problematiche di gestione derivano dalle scelte operate in merito alla copertura del fabbisogno complessivo. ECCESSO DI LIQUIDITÀ I mezzi di finanziamento consolidati sono tali da coprire le punte massime del fabbisogno totale in immobilizzazioni e in circolante. DEFICIT STRUTTURALE DI LIQUIDITÀ I finanziamenti a medio-lungo termine si posizionano sul livello minimo del fabbisogno complessivo. SITUAZIONE INTERMEDIA Alternanza di avanzi o deficit di cassa in relazione alla dinamica stagionale del fabbisogno di capitale circolante.

27 BILANCIAMENTO DEI FLUSSI MONETARI IN ENTRATA E IN USCITA COMPITI PRINCIPALI: 1. fronteggiare tempestivamente ed economicamente i fabbisogni finanziari di breve periodo legati al ciclo della gestione corrente; 2. individuare le forme di impiego più convenienti per le eccedenze temporanee di liquidità, evitando il formarsi di disponibilità liquide inutilizzate (giacenze pigre); 3. ottimizzare la gestione dei conti correnti bancari evitando la contemporanea presenza di saldi attivi e di saldi passivi; 4. contribuire alla gestione del rischio globale d'impresa per le parti attinenti al rischio di tasso d'interesse e al rischio di cambio.

28 CRITICITÀ 1. il momento in cui il cliente decide di pagare, che può coincidere o meno con la scadenza contrattuale del credito; 2. il luogo in cui il pagamento viene effettuato, cioè presso quale punto terminale dell'azienda o presso quale banca; 3. il tempo necessario affinché l'incasso sia disponibile sui conti bancari dell'impresa; 4. il tempo necessario affinché l'informazione dell'avvenuto pagamento da parte del cliente pervenga a chi è preposto al governo della liquidità.

29 PUNTI DI RACCOLTA L'organizzazione dei punti di raccolta degli incassi, sia interni all'azienda, sia presso il circuito bancario e il sistema postale, si propone di creare le condizioni per canalizzare i flussi di cassa provenienti dai clienti in punti predefiniti in modo da ridurre i tempi di "flottante", cioè il numero di giorni che intercorre tra il momento in cui il debitore inizia il pagamento e quello in cui l'azienda ne ha la disponibilità sul conto corrente bancario.

30 COPERTURA DEI FABBISOGNI NETTI PREVISTI La necessità di identificare e attuare le operazioni di finanziamento necessario alla copertura del deficit di liquidità. La scelta andrà fatta in funzione della durata prevista del fabbisogno sulla base delle seguenti tipologie: 1. finanziamenti per la copertura di fabbisogni di liquidità immediati e non programmati; 2. finanziamenti per la copertura di fabbisogni di liquidità previsti a breve termine.

31 FINANZIAMENTI PER LA COPERTURA DI FABBISOGNI DI LIQUIDITÀ PREVISTI A BREVE TERMINE: 1. anticipo di crediti commerciali nella forma dell'accredito salvo buon fine, dello sconto di effetti e ricevute bancarie, di anticipi su fatture e stati avanzamento lavori; 2. operazioni di denaro caldo; 3. emissione di carta commerciale; 4. ricorso al factoring;

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