RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE 2012

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1 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE 2012 Signori Soci, La presente relazione vuole rappresentare, ai sensi dell art cc, un analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della Società e del risultato della gestione, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi, agli investimenti e agli altri elementi di maggior rilievo che hanno caratterizzato il suo mercato di riferimento. Ai sensi dell art cc e di quanto previsto all art. 2 L. 59 del 31/12/1992, nella Relazione si descrivono i criteri di gestione adottati per il conseguimento dello scopo mutualistico. La Società opera esclusivamente nella sede legale ed operativa di Via Massena n. 20 Torino. QUADRO ECONOMICO DI RIFERIMENTO La crisi finanziaria è finita, quella economica no : con questa emblematica dichiarazione l ufficio Studi della Confcommercio sintetizza l attuale situazione economica del nostro Paese che fa registrare un ulteriore calo dei consumi rispetto all anno precedente, portando il 2012 agli stessi livelli dei primi anni del dopoguerra. Si tratta di una crisi generalizzata, che colpisce indifferentemente i consumi di prima necessità così come i beni di lusso, le aree settentrionali così come il meridione d Italia. L Istat certifica il crollo del potere d acquisto delle famiglie che nei primi 9 mesi del 2012 si è ridotto del 4,1% rispetto allo stesso periodo del Il clima di fiducia delle famiglie, complice anche l instabilità politica e dei mercati, induce le stesse a continuare a percepire per il futuro un peggioramento della propria condizione economica e questo frena ulteriormente la loro capacità di spesa. Il peggioramento del sentiment è legato all accentuarsi delle difficoltà presenti sul mercato del lavoro. A novembre gli occupati hanno mostrato una riduzione di circa unità rispetto al mese precedente e, da giugno 2012, si sono persi complessivamente posti di lavoro, con un aumento di circa unità del numero delle persone in cerca di lavoro rispetto al valore registrato nel novembre dell anno precedente. Per quanto riguarda l industria il calo della produzione è certificato dalle stime di Confindustria che registrano, nell ultimo trimestre 2012 una diminuzione di circa lo 0,6% medio su base mensile, con un calo consistente degli ordinativi anche nei primi mesi del Il trend negativo dell economia reale si riflette pesantemente sul PIL 2012: le prime stime ISTAT certificano un ulteriore riduzione della crescita del 3,7% rispetto ai valori dell anno precedente, con una contestuale riduzione degli investimenti del 5,3% sempre su base annua. In flessione anche la domanda interna di beni e servizi ( 3%, dato III trim. 2012), e le importazioni, anch esse in forte decrescita ( 5,3%, dato III trim. 2012). In questo clima generale di difficoltà e di crisi, si è ulteriormente ampliato il livello di diseguaglianza tra i cittadini: secondo un indagine condotta dall Istat in collaborazione con il C.N.E.L., denominata Rapporto B.E.S. (Benessere Equo e Sostenibile), il 20% più ricco della popolazione ha incrementato del 5,6% il divario tra il proprio reddito e quello percepito dal 20% più povero della popolazione. A pagarne le conseguenze sono soprattutto, sempre secondo questo studio, i disoccupati, i soggetti con occupazione precaria, i lavoratori autonomi e le microimprese con titolare unico. Sotto il profilo bancario la situazione assume contorni preoccupanti: secondo l Osservatorio sul credito di Confcommercio, sono sempre meno le imprese che si recano in banca per chiedere un finanziamento. Il 70% delle aziende che si rivolgono alle banche lo fanno essenzialmente per risolvere loro carenze di liquidità, mentre solo il 30% richiede finanziamenti a fronte di un progetto di investimento. In discesa anche l indice di accesso al sistema bancario: nel quarto trimestre 2012 si è rivolto alle banche il 14% delle imprese contro il 15,7% del trimestre precedente. In

2 crescita, infine, le imprese che si sono viste rifiutare il credito o lo hanno ottenuto per un ammontare inferiore a quanto richiesto (fino al 40% del totale). Le imprese hanno difficoltà a fare fronte al loro fabbisogno finanziario ed, in parte, questo è dovuto alla difficoltà di liquidare i propri crediti. I dati relativi ai protesti ed ai ritardi nei pagamenti rappresentano un indicatore efficace: in Italia, nel corso del 2012, sono state complessivamente 69 mila (di cui 47 mila le società) le aziende che hanno accusato almeno una segnalazione di difficoltà nei pagamenti (dati Cerved). La crescita registrata è stata del 45% rispetto al dato del In particolare sono stati colpiti il settore delle costruzioni con il relativo indotto (circa 11 mila aziende), dei servizi (circa 25 mila micro imprese), della manifattura (circa 5 mila aziende). Questo dato è tanto più preoccupante se analizzato nella sua progressione: infatti la tendenza alla crescita dei protesti negli ultimi tre mesi dell anno ha evidenziato una crescita dei titoli iscritti a protesto del 9% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, per un ammontare complessivo di titoli di credito contestati. Si è aggravato il ritardo nei pagamenti ai fornitori: tra ottobre e dicembre le aziende italiane hanno regolarizzato i pagamenti delle proprie forniture con un ritardo medio di circa 85 giorni, con un trend in crescita che va dal 6,1% delle aziende nel terzo trimestre 2012, fino ad arrivare al 7,1% alla fine dell anno. Il dato più inquietante riguarda le grandi aziende, molte delle quali operano a diretto contatto con la Pubblica Amministrazione, che saldano i propri debiti a cascata una volta avvenuta la liquidazione dei propri crediti, oggi bloccati per via del Patto di stabilità. Il numero delle aziende di grandi dimensioni che presentano tale problematicità è cresciuto, in un solo trimestre, dal 6,9% all 8,2%. A questo proposito è intervenuto pochi giorni or sono il D.L. n.35 (cd. Decreto sblocca crediti della P.A.) che prevede misure idonee a facilitare lo sbocco dei pagamenti di una parte dei debiti di enti locali, regioni, debiti sanitari e debiti delle amministrazioni dello stato. E auspicabile che tale provvedimento sortisca effetti positivi nel quadro economico generale nel breve periodo. EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO Sotto il profilo dell evoluzione del quadro normativo, il 2012 si è caratterizzato come un anno di transizione, stante la mancata emanazione della normativa secondaria applicativa del D. Lgs 141/10. Tale decreto, che ha riformato la disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario di cui al Titolo V del D. Lgs 1 settembre 1993, n. 385 TUB, separerà nettamente le competenze e le funzioni dei confidi c.d. maggiori, (sottoposti alle regole di Vigilanza Bancaria), dai confidi non vigilati o c.d. minori per i quali, stante una vigilanza solo indiretta da parte della Banca d Italia, è previsto un ambito operativo più limitato. Al riguardo, la Banca d Italia, in numerosi recenti interventi, ha fatto cenno allo stato dei lavori relativi alla definitiva attuazione della Riforma del TUB dichiarando che, stante l attuale quadro di incertezza politica, il termine per l attuazione della riforma del titolo V, originariamente previsto per il 31 Marzo 2013, è destinato a slittare ulteriormente: sembra pertanto confermato il rinvio dell operatività del neo costituito Organismo per la tenuta dell elenco dei Confidi minori, elemento base della riforma, e quindi del nuovo sistema dei controlli previsti per questa tipologia di intermediari. Nel corso del 2013 si attende la pubblicazione del resoconto relativo alla consultazione del Provvedimento di Banca d Italia sulle Nuove disposizioni di Vigilanza, la cui emanazione avverrà in rapida successione rispetto all approvazione della Normativa secondaria del D. Lgs 141/10, relativa alle modifiche del Titolo V TUB. La riforma resta vincolata, altresì, all emanazione da parte del Ministero dell Economia e delle Finanze, del decreto che definisce la soglia delle attività finanziarie utile per richiedere l iscrizione degli intermediari al Nuovo Albo dei Soggetti Vigilati.

3 In questo contesto il quadro normativo di riferimento resta, di fatto, quello antecedente la riforma. In attesa dell iscrizione all Albo degli intermediari finanziari vigilati, che consentirà alla nostra Società di poter rilasciare garanzie a prima richiesta eligibili secondo quanto previsto dalla Normativa bancaria internazionale Basilea II, l operatività si è dunque indirizzata in prevalenza su operazioni di garanzia con utilizzo di Fondi rischi monetari c.d. cappati e sul rilascio di garanzie sussidiarie controgarantite con Fondi di Controgaranzia del Mediocredito Centrale e di FIN.PROMO.TER (intermediario finanziario vigilato di II Livello, del sistema nazionale Federascomfidi). PRINCIPALI ATTIVITA DELLA COOPERATIVA NEL CORSO DEL 2012 Il volume dell attività finanziaria di Ascomfidi Piemonte, a fine 2012, è salito ad oltre 94,5 milioni di euro; quindi ben al di sopra della soglia di 75 milioni di euro che rappresenta il requisito di attività finanziarie necessario per ottenere l iscrizione della Cooperativa all Elenco Speciale degli Intermediari finanziari vigilati. Nel corso dell anno la cooperativa ha continuato la sua operatività nei confronti dei 4772 Soci il cui numero si è ridotto rispetto al 2011 del 33,3%. Tale riduzione consegue ad una attenta ricognizione della compagine societaria, realizzata attraverso la puntuale verifica del possesso dei requisiti statutari necessari per il mantenimento della qualifica di Socio. Queste verifiche hanno determinato l esclusione di circa 2700 imprese ma, allo stesso tempo, hanno consentito di attuare i necessari doversi controlli di natura anagrafica richiesti. Per quanto riguarda l operatività inerente il rilascio delle garanzie, maggiore dettaglio è fornito nel Paragrafo dedicato ai Principali dati operativi di Esercizio. Nel corso di tutto l anno, è proseguita l attività di riorganizzazione e di implementazione dei processi aziendali e dei sistemi di controllo previsti dalla Normativa di Banca d Italia, al fine di renderli idonei per la presentazione della domanda di iscrizione all Albo dei Confidi Vigilati. La Normativa di Banca d Italia prevede un periodo transitorio per i Confidi che alla chiusura dell esercizio abbiano superato la soglia di vigilanza. Infatti la Circolare 216/96 (9 aggiornamento Confidi) richiede che raggiunto il volume di attività finanziaria superiore a 75 milioni di euro, lo stesso sia mantenuto nei sei mesi successivi. Al termine del periodo transitorio il Confidi ha 60 giorni di tempo per presentare la domanda di iscrizione all Albo dei Confidi Vigilati. Al fine di adempiere agli obblighi di legge, si è proceduto alla stesura e all adozione di numerosi Regolamenti, tra i quali il modello Organizzativo, il Regolamento dell Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs 231/2001, il Codice etico, il Regolamento Parti correlate e di numerose procedure interne: tale attività è destinata a proseguire nel corso dell anno Nel corso del 2012 sono stati costituiti le funzioni di controllo di 2 e 3 livello: oltre al responsabile della Funzione Antiriciclaggio, sono stati infatti nominati, in outsourcing, i responsabili delle Funzioni di Compliance, Risk Management, Internal Auditing, nonché i responsabili interni di tali funzioni. Si segnala che nel corso del 2012 non è stato presentato alcun reclamo da parte dei Soci. Nel corso dell anno è stato elaborato un nuovo testo di Convenzione da sottoporre al sistema bancario, prevedendo la possibilità di rilasciare sia garanzie sussidiarie, sia garanzie Basilea compliant. E di tutta evidenza che quest ultima tipologia di garanzia, accompagnata dalla controgaranzia dello Stato (vedi Medio Credito Centrale) comporti dei benefici in termini di minore assorbimento patrimoniale, sia sul patrimonio di vigilanza delle banche che su quello del Confidi.

4 Vagliate numerose offerte, si è inoltre provveduto ad affidare l incarico per la revisione legale dei conti alla primaria società di consulenza DELOITTE & TOUCHE SPA. In data 24 Agosto 2012 è stata inviata alla Banca d Italia la domanda di iscrizione all elenco degli Intermediari ex 107 con la documentazione relativa: in data 12 Novembre 2012, l organo di Vigilanza ha richiesto informazioni ed adeguamenti con conseguente sospensione dei termini entro i quali pronunciarsi. INFORMAZIONI SUL PERSONALE FUNZIONE N. (DI CUI PART TIME) DIREZIONE GENERALE 1 RESPONSABILI DI AREA 2 REFERENTE AREA MERCATO 1 (outsourcing) AREA ISTRUTTORIA FIDI 3 (1) AREA AMMINISTRAZIONE CONTROLLO E CONTROGARANZIE RESPONSABILE ANTIRICICLAGGIO E COMPLIANCE (controllo II livello) RESPONSABILE RISK MANAGER (controllo II livello) RESPONSABILE INTERNAL AUDITING (controllo III livello) 7 (2) 1 (outsourcing) 1 (outsourcing) 1 (outsourcing) FORMAZIONE Nel 2012 è proseguito il programma di formazione continua sui temi dell antiriciclaggio, della trasparenza e della valutazione del merito creditizio. La vigilanza bancaria richiede anche una specifica formazione del personale in tema di segnalazioni di vigilanza e centrale rischi bancaria. Al riguardo, con la collaborazione della software house DEDAGROUP di Trento, è stato approntato un piano di formazione che proseguirà nel corso del 2013, in stretta connessione con il timing previsto dalla Banca d Italia per la definitiva entrata a regime degli obblighi di vigilanza. Nel corso del 2012 si è inoltre avviata la riclassificazione del Bilancio della cooperativa secondo le regole IAS/IFRS, al fine di adempiere alle richieste formulate dalla Banca d Italia. Ciò ha comportato un intensa attività di formazione e di informazione per gli addetti all Area Amministrazione e Controllo. A seguito di un accordo stipulato a livello nazionale tra Federascomfidi e la Società di Consulenza KPMG, è proseguito il ciclo degli incontri di formazione sui temi della gestione del rischio di liquidità e dei modelli di valutazione e gestione degli accantonamenti. In materia di valutazione del merito creditizio, il personale ha partecipato a diversi momenti formativi che, nel corso del 2013, riguarderanno anche l operatività con l estero e il settore agricolo.

5 RAPPORTI VERSO IMPRESE CONTROLLANTI O CONTROLLATE E SOCI Non sussistono rapporti verso imprese controllanti o controllate. L attività svolta si è rivolta esclusivamente verso le imprese Socie, con l obiettivo di agevolarne l accesso al credito. Sono state deliberate operazioni con parti correlate di importo limitato, seguendo le modalità previste dai regolamenti interni e dalla normativa di riferimento. AZIONI QUOTE PROPRIE O DI IMPRESE CONTROLLANTI DETENUTE IN PORTAFOGLIO A seguito della riclassificazione IAS, si è evidenziato che la Società possiede azioni proprie per euro , pari allo 0,87% del capitale sociale. La Società non ha rapporti di controllo o di collegamento con altre imprese. Convenzione Regione Piemonte CONTRIBUTI PUBBLICI Con delibera regionale n del 21/02/2012 la Regione Piemonte ha autorizzato i Confidi che ne facciano richiesta ad un diverso utilizzo delle risorse conferite a titolo di prestito subordinato nel E stato dunque possibile iscrivere, direttamente al Fondo rischi per la copertura delle perdite su crediti, risorse per oltre euro. Bando CCIAA Torino 2012 In data 27 Marzo 2012 è stato pubblicato il Bando 2012 della Camera di Commercio di Torino che prevede una dotazione di risorse per il sistema dei confidi piemontesi per un importo complessivo di 4 milioni di euro. Secondo i volumi di operatività relativi al 2011, i contributi 2012 a favore di Ascomfidi Piemonte si sono attestati a euro, iscrivibili al Fondo rischi. Al momento non si ha notizia di pubblicazione di analogo bando CCIAA per il FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL ESERCIZIO Conversione Fondo Grandi Cantieri Comune di Torino. A seguito delle determinazioni conseguenti all art. 36 del decreto legge n. 179 del 18/10/2012, convertito in legge n. 221 del 17 Dicembre 2012 (in G.U. n. 294 del 18 Dicembre 2012), che ha consentito lo svincolo dei fondi originariamente destinati ad operazioni di garanzia a favore di imprese localizzate in aree grandi cantieri del Comune di Torino, l assemblea dei Soci, ha destinato tali fondi al proprio fondo rischi per un importo pari a euro. Istanza di iscrizione all Albo degli Intermediari Finanziari Vigilati A seguito richiesta da parte di Banca d Italia di informazioni ed adeguamenti, tutta la struttura di AscomFidi Piemonte è stata fortemente impegnata nei primi mesi dell anno per la predisposizione di quanto necessario.

6 In data 27 Marzo 2013 il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa ha approvato le controdeduzioni alle osservazioni avanzate dalla Banca d Italia che verranno quanto prima inoltrate alla stessa. Operazione tranched cover Unicredit/Federascomfidi Nel corso del mese di Marzo, AscomFidi Piemonte ha aderito all iniziativa Unicredit/Federascomfidi, finalizzata all abbattimento del rischio di credito su uno stock di garanzie rilasciate a suo tempo mediante l utilizzo dello strumento della cartolarizzazione sintetica. L operazione è stata realizzata con l utilizzo di fondi FEI a copertura del rischio c.d. mezzanino. Il perfezionamento dell operazione è avvenuto mediante la costituzione di una riserva monetaria (fondo rischi cappato) a presidio delle eventuali perdite derivanti dall escussione delle garanzie incluse nella cartolarizzazione. Per quanto riguarda la nostra Società, l iniziativa ha permesso di cartolarizzare circa 12 milioni di garanzie contro il versamento di un contributo di euro alla tranche junior. PRINCIPALI DATI OPERATIVI DELL ESERCIZIO L attività svolta nel corso dell anno ha comportato una crescita dello stock di garanzie in essere. Sono state accolte n.745 nuove richieste per un ammontare di euro ,00 con una riduzione del 15% rispetto al flusso registrato nell esercizio precedente. Nel 2012 si sono registrate n. 413 ammissioni di nuovi Soci, 127 recessi e 2661 esclusioni. ANDAMENTO FLUSSI TOTALI GARANZIE EMESSE FLUSSI GARANZIE PER BANCA Banca importo garanzie % sul totale n. operazioni C.R.Asti % n. 230 Unicredit % n. 234 IntesaSanPaolo % n. 117 B.R.E % n. 36 Altre Banche % n.128 Totale % n.745

7 Distribuzione flussi 2012 per forma tecnica forma tecnica importo garanzie % sul totale BREVE TERMINE ,14% MEDIO LUNGO TERMINE ,86% totale ,00% STATO PATRIMONIALE Il progetto di bilancio è riclassificato sulla base degli artt del D.Lgs 87/1992. Sotto il profilo patrimoniale, l elemento di principale novità è caratterizzato da una differente gestione delle immobilizzazioni finanziarie, disponibili ed indisponibili. Le immobilizzazioni finanziarie, in passato investite in prodotti altamente liquidabili, a partire dal 2012 sono state in gran parte dirottate verso investimenti mobiliari più durevoli e più remunerativi: essenzialmente titoli di stato italiani. Questa politica di investimento, pur richiedendo una maggiore attenzione nella gestione dell attività di tesoreria, ha prodotto immediati benefici sul risultato della gestione finanziaria senza incrementare il rischio e a parità di assorbimento patrimoniale ai fini di Vigilanza. Sempre nell attivo patrimoniale, si rileva la riduzione della voce relativa ai crediti verso soci per escussioni delle garanzie (era pari a euro nel 2011, contro i euro del 2012). Questo ha determinato un maggiore ricorso alle rettifiche su crediti, con un aggravio di costo, al fine di consentire alla nostra struttura di potersi adeguare ai criteri IAS che sui crediti di cassa prevedono il fair value. Si evidenzia anche la svalutazione della nostra partecipazione societaria in Artigiancredit, per un importo pari a ,74 euro, a seguito della messa in liquidazione del Consorzio. Il valore dei risconti attivi è in crescita per via della maggiore operatività di Ascomfidi che risconta per competenza futura le proprie commissioni passive, riconosciute alla rete commerciale, con le identiche modalità utilizzate per le commissioni attive. Nel passivo Patrimoniale le voci che presentano le variazioni di maggiore rilievo riguardano il Capitale sociale e i Fondi rischi per garanzie prestate. Il Capitale Sociale presenta una differenza in diminuzione di euro, quale variazione tra le quote in entrata sottoscritte dai nuovi soci e le quote in uscita rimborsate ai soci a seguito delle richieste di recesso, oppure incorporate tra le riserve patrimoniali a seguito delle esclusioni di soci per le motivazioni previste dallo Statuto. I Fondi Rischi propri si sono incrementati per oltre euro, per l iscrizione dei contributi regionali che lo scorso anno erano registrati a titolo di debito. La consistenza di questi fondi è stata ulteriormente incrementata per 1 milione di euro con la destinazione dell intero avanzo di gestione a maggiore copertura dei rischi, in modo da poter

8 adeguare prudenzialmente questi fondi a quanto previsto dai criteri contabili internazionali IAS in tema di impairment sui crediti di firma. I risconti passivi, che trasferiscono per competenza ad esercizi successivi le commissioni attive derivanti dal rilascio delle garanzie, ammontano a 1,875 milioni e sono sostanzialmente invariati rispetto all anno precedente. La voce altre passività registra un considerevole decremento derivante principalmente dalla avvenuta possibilità di poter rettificare poste di debito verso la Regione Piemonte (per circa euro) e dall utilizzo di Fondi di copertura non patrimoniale (come il Fondo L.108 antiusura) per la copertura di richieste di escussione a seguito di garanzie rilasciate a valere su questi fondi. Tra i conti d ordine, il dato complessivo relativo alle garanzie rilasciate si attesta dunque ad euro con una crescita dello stock di circa il 21,3% rispetto al dato aggregato 2011, che era di 63 milioni di euro. Una considerevole parte di questa crescita è avvenuta attraverso il rilascio di nuove garanzie con limitazione del rischio di credito in quanto a valere su fondi cappati o in quanto assistite da controgaranzie prestate da enti diversi. Il ricorso al Fondo anti usura è stato in linea con il 2011, con 15 nuove operazioni per complessivo importo deliberato pari a euro. CONTO ECONOMICO L esercizio registra entrate per commissioni e proventi di gestione per complessivi euro, in crescita del 62,77% rispetto al Dal punto di vista della gestione finanziaria, si registra un saldo positivo di circa euro, in considerevole miglioramento rispetto all avanzo di gestione 2011 che era di euro. Il risultato è frutto di una gestione più attenta, che ha interessato anche l attività di tesoreria, ed orientata a cogliere le occasioni proposte dal mercato finanziario. Si è comunque trattato di una politica di investimento a basso profilo di rischio, concentrata esclusivamente in titoli di stato o titoli di debito a capitale garantito. La gestione operativa segnala un importante miglioramento rispetto all anno precedente e chiude con un avanzo di circa euro. Il saldo è dato dal rapporto tra i corrispettivi delle prestazioni di garanzia, pari a 1,6 milioni di euro e le spese amministrative per il personale e per il funzionamento della struttura, le commissioni passive e gli altri oneri di gestione che ammontano complessivamente a oltre 1,5 milioni di euro. In dettaglio, tra i costi di esercizio risulta un aumento per circa euro delle spese amministrative, a fronte di un importo complessivo pari a 1,2 mln di euro circa. La crescita è da imputarsi prevalentemente alle iniziative intraprese a seguito del processo di adeguamento della struttura alle normative di Vigilanza bancaria, già illustrate in precedenza. In ulteriore crescita, rispetto al 2011, le Commissioni passive per euro (+ 76,5%), tra cui euro per commissioni rete commerciale e euro corrispettivi di controgaranzia, a testimonianza della crescita dell operatività della rete commerciale e dell attenzione di AscomFidi al risk trasfer verso Fondi di controgaranzia. Il dato relativo alle rettifiche di valore su crediti per complessivi euro ,00 si riferisce alla svalutazione dei crediti vs. soci per interventi a garanzia e trova contropartita nel conto economico con un l utilizzo dei Fondi rischi per pari importo.

9 POLITICHE IN MATERIA DI GESTIONE DEL RISCHIO DI CREDITO Nel 2012, a causa della perdurante crisi economica, si è registrata una crescita considerevole del credito anomalo, comunque in linea con il generale deterioramento del credito registrato dal sistema. La cooperativa è riuscita ad affrontare in modo adeguato tale contingenza grazie alla sua capacità di produrre un consistente avanzo di gestione e all adeguatezza delle sue riserve che hanno consentito di rafforzare il fondo rischi proprio destinandovi risorse per oltre 1,6 milioni di euro. A. CREDITI DI FIRMA GARANZIE IN ESSERE EURO PRESIDIO DI EURO LIVELLO COPERTURA RISCHIO GARANZIE IN BONIS SU ,33 RISCONTI PASSIVI ,00 4,96% PATRIMONIO GARANZIE SU PATRIMONIO IN OSSERVAZIONE E PROBLEMATICHE GARANZIE CON COPERTURA TOTALE ,06 FONDO RISCHI PROPRI ,42 45,03% ,32 (FONDI BOND TERRITORI, FINPIEMONTE, ANTIUSURA,FONDO CAPPATO CR ASTI) TOTALE , ,68 Il Fondo Rischi Propri considera già i maggiori accantonamenti da deliberarsi in Assemblea dei Soci ,26 100,00% RISK TRANSFER FONDI DI RIASSICURAZIONE RIASSICURAZIONI IN ESSERE AL 31/12/2012 MEDIOCREDITO CENTRALE ,93 FIN.PROMO.TER ,78 LR. 34 FONDO DI RIASSICURAZIONE PMI ,73 FONDO DI RIASSICURAZIONE ARTIGIANI ,98 L.1068 ARTIGIANATO ,73 ARTIGIANCREDIT FEI ,10 TOTALE ,25

10 B. CREDITI PER CASSA CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA ,00 STATO PATRIMONIALE INCREMENTI ,01 STATO PATRIMONIALE TOTALE CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA 2012 ANTE ,01 STATO PATRIMONIALE RECUPERI DIRETTI RECUPERI DIRETTI 2012 (1.000,00) STATO PATRIMONIALE RECUPERI DA CONTROGARANTI 2012 (7.568,28) STATO PATRIMONIALE TOTALE CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA 2012 ANTE ,73 STATO PATRIMONIALE RETTIFICHE RETTIFICHE IN CONTO ECONOMICO ( ,01) DARE/conto economico UTILIZZO FONDI ENTI PUBBLICI ,86 AVERE/conto economico UTILIZZO FONDI L ,30 AVERE/conto economico UTILIZZO FONDI PROPRI ,20 AVERE/conto economico UTILIZZO FONDO ACCORDO TRANSATTIVO ,05 AVERE/conto economico CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA ,72 STATO PATRIMONIALE CREDITI PER INTERVENTI A GARANZIA 2012 POST RETTIFICHE Euro ,72. Si tratta di posizioni in sofferenza per le quali è già stata escussa la garanzia e sono in corso azioni di recupero e richieste di intervento nei confronti degli enti riassicuratori. I crediti iscritti a bilancio sono contabilizzati al presunto valore di realizzo. RETTIFICHE SU CREDITI Su altre posizioni in sofferenza per le quali non si stimano recuperi, sono state operate rettifiche in conto economico contro il contestuale utilizzo dei Fondi rischi per Euro ,41. POLITICA DEGLI ACCANTONAMENTI Nel corso del 2012 si è avviata un attività di monitoraggio costante delle segnalazioni di anomalia sui crediti di firma, eseguendo rilievi secondo le modalità previste per le banche e gli altri intermediari finanziari, in coerenza con i principi contabili IAS/IFRS in tema di adeguamento al Fair Value delle garanzie rilasciate. Di seguito si illustra la situazione del credito di firma su cui esiste almeno una segnalazione da parte degli istituti bancari, suddividendo la segnalazione per classi (in mora, incaglio/revoca, sofferenza) e per tipologia di garanzia rilasciata. Per ogni tipologia di garanzia, viene posto in evidenza il rischio confidi ed il rischio al netto dell intervento del riassicuratore.

11 Per ogni tipologia di garanzia, viene poi applicata sul rischio netto una percentuale di svalutazione specifica che varia a seconda del livello di deterioramento della garanzia stessa. Totale Garanzie in osservazione Dati in mora IncR Soff Totale complessiv Rischio confidi , , , ,1 rischio netto , , , ,7 Copertura prudenziale del rischio , , , ,7 % svalutazione su rischio netto 1% 10% 70% Il prospetto evidenzia un ampia copertura dei rischi, ottenuta anche mediante la destinazione a tale scopo dell avanzo di gestione di euro e la richiesta all Assemblea dei Soci di deliberare un ulteriore rafforzamento dei Fondi rischi destinando a tale scopo riserve patrimoniali per euro. ESPOSIZIONE DELLA SOCIETA AL RISCHIO DI PREZZO, DI LIQUIDITA, DI VARIAZIONE DEI FLUSSI FINANZIARI Stante la natura di Confidi operante in territorio nazionale, su settore economico ampiamente conosciuto e su un mercato tradizionale, non sono presenti particolari rischi di prezzo e di variazione dei flussi finanziari. Il rischio di liquidità è praticamente assente per via dell elevato grado di liquidabilità del patrimonio netto aziendale. VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CAPITALE SOCIALE RISERVE AVANZO DI GESTIONE PATRIMONIO NETTO Signori Soci, PROGETTO DI DESTINAZIONE DELL AVANZO/DISAVANZO DI GESTIONE L esercizio Sociale si chiude con un avanzo di gestione pari a Euro Per espressa disposizione di legge e di Statuto parte dell utile di esercizio e più precisamente il 30% dello stesso, deve esser accantonato a riserva legale, per un importo pari a 3.487,05. Vi proponiamo di approvare la destinazione dell utile residuo, dopo l accantonamento alla Riserva Legale, alla Riserva Ordinaria per 8.136,44. Al fine di adeguare i Fondi rischi a quanto previsto dalla normativa IAS/IFRS in tema di accantonamenti sui crediti di firma in osservazione, Vi proponiamo di destinare al Fondo Rischi per garanzie prestate, la somma di Euro , utilizzando la riserva statutaria per pari importo.

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