SUPSI DFA LOCARNO ANNO ACCADEMICO Non solo in aula I DOCENTI E IL LORO RAPPORTO CON LE ATTIVITÀ EXTRASCOLASTICHE ANTONELLA GUIDOTTI

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1 SUPSI DFA LOCARNO ANNO ACCADEMICO Non solo in aula I DOCENTI E IL LORO RAPPORTO CON LE ATTIVITÀ EXTRASCOLASTICHE ANTONELLA GUIDOTTI PROGETTO DI RICERCA OGGI STUDENTI, DOMANI DOCENTI DOCENTI DI RIFERIMENTO: MARIO DONATI, SILVIO CANEVASCINI E KATJA VANINI DE CARLO

2 GRAZIE a tutti coloro che mi hanno accompagnata durante questo percorso. a Mario, Silvio e Katja per i loro consigli e per avermi seguita nel corso di tutto il lavoro. a mio zio Cesiro per la grande disponibilità e per il suo indispensabile aiuto. alla mia famiglia, alle mie compagne e amiche per il loro prezioso sostegno. agli studenti ed ai docenti che hanno gentilmente risposto al questionario. a Mirko Guzzi, Direttore dell Ufficio Scuole Comunali, per l autorizzazione.

3 INDICE 1. INTRODUZIONE Motivazione della scelta Interrogativi, ipotesi e scopo della ricerca QUADRO TEORICO Attività extrascolastiche e parascolastiche La realtà sociale e culturale attuale Il ruolo della scuola e del docente nella società odierna Attività extrascolastiche: obiettivi e scopi Il docente e le attività extrascolastiche SCELTE METODOLOGICHE Ricerca quantitativa Strumenti della ricerca Il questionario Fasi d attuazione Campionamento MODALITÀ DI ANALISI DEI DATI DISCUSSIONE DEI DATI Soggetti coinvolti nella ricerca e attività extrascolastiche Rapporto tra professione docente e attività extrascolastiche Le motivazioni Competenze professionali Assunzione Inserimento sociale nell istituto CONCLUSIONI...32

4 7. BIBLIOGRAFIA ALLEGATI..35 Allegato 8.0 Abstract...36 Allegato 8.1 Questionario studenti. 37 Allegato 8.2 Questionario docenti..41 Allegato 8.3 Questionario con frequenze....45

5 1. INTRODUZIONE 1.1 Motivazione della scelta Tra i possibili argomenti da trattare nel Progetto di Ricerca mi ha subito interessata la proposta Oggi studenti, domani docenti, in quanto permette di focalizzare l attenzione su un momento di particolare interesse e rilievo, all incipit della carriera di un docente: il passaggio dalla formazione iniziale all attività professionale. Esso costituisce un importante cambiamento contestuale che segna l inizio di una vera e propria nuova tappa. Dato che tra pochi mesi potrei vivere questa transizione in prima persona, ho sentito la necessità di sapere qualcosa di più rispetto a tale passaggio, al fine di poter anticipare qualche gioia o difficoltà che potrò incontrare lungo il cammino. Per la mia ricerca ho deciso di incentrare l attenzione sulle attività extrascolastiche 1 e parascolastiche, dedicate ai giovani compresi nella fascia d età dai 0 ai 15 anni, che un docente o futuro docente può svolgere in qualità di animatore. Questo tema mi ha da sempre incuriosito: molti futuri docenti svolgono attività extrascolastiche nel loro tempo libero e spesso traggono la loro motivazione ad intraprendere la formazione di docente proprio da queste. Parallelamente, molti docenti, sia alle prime armi che con esperienza, sono impegnati in questo ambito. Con la mia ricerca voglio perciò sondare quale relazione esiste tra la categoria professionale dei docenti e le attività extrascolastiche, cercando di rilevare la portata del fenomeno e l evoluzione delle motivazioni che portano i docenti ad impegnare il loro tempo libero in attività a stretto contatto con i giovani, nonostante passino con loro già buona parte del loro tempo di lavoro. Questo tema mi ha assai intrigata e, man mano che proseguivo nella ricerca, ero sempre più incuriosita a scoprirne i risultati, in quanto mi identificavo nelle diverse categorie coinvolte, cercando di prevedere come si potrebbe modificare il mio interesse personale verso le attività extrascolastiche nel corso della mia carriera professionale. 1.2 Interrogativi, ipotesi e scopo della ricerca Gli interrogativi che sostengono la mia ricerca sono i seguenti: 1. Quali attività extrascolastiche rivolte a bambini può potenzialmente svolgere / svolge, in qualità di animatore, un futuro docente e un docente? 1 Per praticità nello sviluppo della ricerca parlerò di attività extrascolastiche comprendendo pure quelle parascolastiche, eccetto nel caso in cui vengano distinte esplicitamente; nonostante ciò nel capitolo 2. Quadro teorico saranno definite con precisione e differenziate. 1

6 2. Quanto tempo viene dedicato alle attività extrascolastiche rivolte a bambini da parte dei futuri docenti? Dei neodocenti? Dei docenti con esperienza? L impegno di queste ultime due categorie (neodocenti e docenti con esperienza), verso le attività extrascolastiche, si modifica nel tempo? 3. Quali scopi, interessi, atteggiamenti (remunerazione, esperienza personale, conoscenza degli enti locali, ecc.) vengono espressi nei confronti delle attività extrascolastiche? 4. Per un neodocente, il fatto di svolgere della attività extrascolastiche con i bambini in qualità di animatore, ha delle implicazioni: - nelle procedure di assunzione? - nell inserimento sociale a livello di istituto? - nello sviluppo delle competenze professionali? Le rispettive ipotesi di ricerca sono formulate in questo modo: 1. I futuri docenti e i neodocenti partecipano maggiormente rispetto ai docenti con esperienza alle attività extrascolastiche in quanto, da questi impegni, possono trarne vantaggi (remunerazione, esperienza, conoscenza degli enti locali, vantaggi nell assunzione, ecc.); 2. I docenti con esperienza che praticano attualmente attività extrascolastiche con bambini lo fanno con motivazioni e interessi diversi dai neodocenti; 3. Nelle procedure di assunzione gioca un ruolo l impegno del neodocente in attività extrascolastiche: ha maggiori chance di venir assunto chi si presenta con un curriculum che dimostra il suo coinvolgimento in qualità di animatore in tale ambito; 4. Il fatto di svolgere delle attività extrascolastiche, in particolare organizzate dall Istituto Scolastico, facilita l inserimento sociale del neodocente a livello di istituto; 5. Praticare delle attività extrascolastiche in qualità di animatore, contribuisce allo sviluppo delle proprie competenze professionali, in particolare per i neodocenti, accrescendo l esperienza personale e fornendo capacità che possono venir attivate anche nella pratica professionale in classe. Allo scopo di valutare il rapporto tra docente o futuro docente e attività extrascolastiche, ho sottoposto un questionario a tre categorie di intervistati 2 : studenti SUPSI- DFA, neodocenti e docenti con esperienza. 2 Nell intero documento, con il termine intervistati indico coloro che hanno compilato il questionario. 2

7 2. QUADRO TEORICO In questo capitolo presenterò una panoramica riguardante i principali aspetti che caratterizzano le attività extrascolastiche, dapprima fornendone una definizione e, in seguito, mettendole in relazione al ruolo che riveste la scuola, e il docente stesso, nella società odierna. Queste informazioni, sostenute da riferimenti teorici reperiti nella letteratura, saranno poi utilizzate come chiavi di lettura e di interpretazione per dare senso ai dati raccolti tramite i questionari. 2.1 Attività extrascolastiche e parascolastiche Prima di presentare le varie implicazioni legate alle attività extrascolastiche e parascolastiche, mi sembra utile spiegare i due termini. Fornisco dapprima una definizione 3 delle parti da cui sono composti. Scolastico: che si riferisce alla scuola, che riguarda la scuola. Para-: in numerose parole composte indica vicinanza, somiglianza, affinità Extra-: fuori di, non incluso in; in parole composte significa fuori. In tal modo è possibile definire i termini parascolastico e extrascolastico. Parascolastico: che ha funzione integrativa complementare rispetto alla scuola (corso parascolastico). Extrascolastico: che è, si svolge fuori dalla scuola (attività extrascolastica). Nel seguito di questa ricerca definirò dunque le attività parascolastiche come quelle attività di svago, incontro, socializzazione, recupero, ecc. svolte all esterno dell orario scolastico, ma organizzate dall istituto stesso. In particolare mi riferisco ai doposcuola ed alle colonie organizzate dall istituto scolastico per gli allievi. Mentre con il termine attività extrascolastiche si intendono le rispettive attività organizzate però da enti esterni alla scuola, che possono essere di vario genere, pubblici o privati. 2.2 La realtà sociale e culturale attuale Sempre più si assiste ad un mutamento della realtà sociale e culturale: accanto alla crescente eterogeneità culturale, linguistica, economica, ecc. delle comunità e al sovvertimento di norme e valori che caratterizzavano la società di alcuni decenni fa, vi è anche la crisi della struttura tradizionale della famiglia, in atto ormai da decenni e in 3 Dogliotti, M., & Rosiello, L. (a cura di) (1996). Lo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, Dodicesima edizione, ZANICHELLI. 3

8 parallelo alla ridefinizione del ruolo della donna, con il corrispondente aumento di forme di convivenza particolari [...] che stanno ridisegnando il microcosmo del tessuto sociale (Ghisla & Arrigo, 2004, p. 7). In parallelo anche De Renzo (2006, p. 34) espone la sua visione a riguardo delle famiglie odierne, sempre più confrontate con difficoltà da affrontare, spesso da sole, a causa della disgregazione della famiglia tradizionale e dell assenza di spazi di socializzazione e di confronto. L autrice mette inoltre in rilievo una delle ripercussioni più rilevanti di questo fenomeno: la nuclearizzazione delle famiglie, inoltre, l incompatibilità tra gli orari di lavoro e l adempimento delle funzioni di genitori producono spesso solitudine infantile (De Renzo, 2006, p.34). Spesso, infatti, molti bambini e ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo libero soli, in quanto i genitori sono occupati con il lavoro. Collegando questo aspetto alle attività extrascolastiche che vengono proposte ai giovani, non è possibile concludere che quest ultime siano sorte a seguito dei cambiamenti socio-culturali odierni, in quanto esse esistevano già in precedenza. Per contro si può ipotizzare che i fenomeni che caratterizzano la realtà attuale (disgregazione della famiglia tradizionale, ridefinizione del ruolo della donna, ecc.) incrementino la richiesta di attività extrascolastiche rivolte a bambini e ragazzi Il ruolo della scuola e del docente nella società odierna Con il mutarsi della realtà sociale e culturale, la scuola è chiamata a prendersi a carico nuovi compiti: oltre ad essere l istanza fondamentale di formazione è pure un importante istanza di educazione, che si assume compiti d integrazione individuale e sociale (Bucher & Nicolet, 2003, p. 13). Dunque, alla scuola non è più solamente affidato l onere di istruire le nuove generazioni, ma deve pure occuparsi dell educazione. Il ruolo educativo dell insegnante prende sempre più importanza, ma Tamagni e Tozzini (1999) ricordano che non è facile capire i limiti ed i confini tra le diverse istanze educative, aspetto fondamentale per evitare conflitti. Sempre le stesse autrici, nella loro ricerca, mettono in luce come per i docenti non sia facile operare in questo contesto fortemente caratterizzato dalle aspettative esterne (in particolare le famiglie degli allievi) e dalla convivenza con l immagine degli insegnanti veicolata dall opinione pubblica (Tamagni & Tozzini, 1999, p. 26). Per quanto concerne quest ultimo aspetto è facile notare come l immagine della professione e il suo prestigio siano diminuiti rispetto al passato e pertanto il maestro viene considerato in modo diverso, non più come l unico detentore del sapere e una delle figure più importanti della società. Sempre nella ricerca di Tamagni e Tozzini, emerge che questa modifica nella 4

9 considerazione pubblica dell immagine del docente influisce sugli insegnanti, diminuendone il grado di autostima. Per quanto concerne il principale compito dell educazione oggigiorno, esso passa sempre più attraverso l integrazione delle diverse realtà e identità presenti nel contesto in cui si opera e la presa a carico delle situazioni degli allievi. Per questo motivo gli istituti scolastici tendono sempre più ad allargare la propria offerta e a trasformarsi in centri di vita sociale (Bucher & Nicolet, 2003, p. 13). Molte scuole, al di fuori del normale orario scolastico, offrono delle attività parascolastiche che possono comprendere dei momenti e degli spazi di socializzazione, di svago, di divertimento, di ripasso delle lezioni o il servizio di orario continuato (mensa e orario serale). Nel documento intitolato Profilo della professione docente (2003, p.15), si puntualizza sulle responsabilità del singolo docente in questo ambito. Viene detto che, nonostante questi compiti supplementari nel settore sociale possano essere assunti dai docenti, non vi è alcun obbligo. La scuola ha la libertà di decidere se ampliare o meno la sua offerta, affiancando al suo ruolo centrale di formazione, delle attività d integrazione sociale e di animazione socioculturale (Bucher & Nicolet, 2003, p.14). A livello normativo, ogni docente può quindi impiegare il proprio tempo libero, al di fuori delle ore lezione e dei momenti dedicati alla preparazione delle attività e alla correzione, come preferisce; non vi sono prescrizioni particolari. Nel Profilo professionale di riferimento per i docenti delle scuole comunali (CISCo Ufficio delle scuole comunali, 2007, p. 7) non vi sono riferimenti a obblighi di svolgere attività extrascolastiche, ma si chiede al docente di sfruttare il tempo fuori lezione per uno sviluppo professionale continuo che inglobi il mostrarsi interessato al costante sviluppo delle sue competenze e l aggiornarsi in merito all evoluzione dell ambiente scolastico e agli sviluppi della professione. Nel rapporto vengono descritte le competenze e i comportamenti attesi dai docenti in varie situazioni, tra le quali si cita anche il riferimento alla comunità locale. Leggendo però le varie declinazioni comportamentali non si ritrovano relazioni evidenti con questa, se non i rapporti con i genitori, mentre le attività extrascolastiche non sono prese in considerazione quali punti indispensabili o a favore di un docente, neppure in ottica di aggiornamento continuo e costante attenzione a una delle realtà strettamente connesse con il mondo degli allievi. 5

10 2.2.2 Attività extrascolastiche: obiettivi e scopi Come si può notare facilmente ricercando delle attività dedicate ai giovani nella fascia di età 0-15 anni, vi sono innumerevoli proposte 4 di attività da svolgere nel tempo libero. Una motivazione che si può fornire a questa offerta tanto variegata e numerosa, la si può ritrovare analizzando la realtà socio-culturale odierna, presentata in precedenza. Le attività extrascolastiche destinate a bambini e ragazzi offrono infatti momenti di incontro, svago, divertimento, studio, sport, ecc. Le proposte sono assai diversificate e, ogni ente promuove obiettivi diversi a dipendenza della sua natura. Nella descrizione e spiegazione degli scopi promossi nelle attività dell organizzazione Tandem Spicchi di vacanza 5, progetto che coinvolge tutti gli enti che operano in favore dell'infanzia e della gioventù della Svizzera italiana, si ritrovano i seguenti obiettivi: offrire delle attività, delle occasioni che possano permettere ai ragazzi di: scoprire, conoscere e conoscersi; incrementare le occasioni di svago e di incontro; creare dei nuovi legami tra il bambino / adolescente e l ambiente circostante (Tandem-Spicchi di vacanza). Dagli obiettivi posti da quest organizzazione si nota come le attività intendono promuovere la socializzazione tra i partecipanti e la conoscenza di ciò che li circonda. Perciò, nonostante l affermazione di Ghisla e Arrigo (2004, p. 12), la socializzazione dei giovani, intesa come lo sviluppo dell identità personale e sociale, è invero da sempre un compito educativo essenziale della scuola, non viene promossa unicamente dall istituzione scolastica, ma anche da altri enti e organizzazioni che intendono creare occasioni di incontro per bambini e ragazzi. Come esposto nel capitolo precedente, alla scuola sono affidati nuovi ed importanti compiti, tra cui l integrazione e la socializzazione dei giovani, ma accanto a questa istituzione vi sono anche altre proposte che mirano agli stessi obiettivi, tramite attività organizzate all esterno dell orario scolastico. 2.3 Il docente e le attività extrascolastiche Buzzanella e Buzzi (2009) presentano un indagine svolta tra i docenti del Trentino e, un capitolo del documento, è dedicato a illustrare l impegno degli insegnanti trentini dentro e fuori la scuola. Con questa ricerca gli autori hanno rilevato la portata di quanto svolto dai docenti all interno e all esterno dell istituto e la relazione tra i due eventuali impegni. Essi infatti affermano che dentro la scuola, in quanto gli insegnanti spesso non si limitano al proprio lavoro didattico, ma ricoprono incarichi che possono essere continuativi per la durata 4 Ad esempio, l opuscolo Infovacanze raccoglie numerose proposte di attività destinate a bambini e ragazzi per il tempo libero estivo: informa su soggiorni, colonie e corsi in Ticino e su alcune iniziative proposte oltre cantone. 5 Informazioni tratte del sito web: 6

11 dell anno scolastico oppure di natura estemporanea e fuori dalla scuola, in quanto esperti nella propria disciplina e quindi possibili consulenti o liberi professionisti nel settore di riferimento (Buzzanella & Buzzi, 2009, p. 119). Gli autori partono dal presupposto che le competenze che gli insegnanti possiedono li rendono esperti nella propria disciplina (Buzzanella & Buzzi, 2009, p. 126) e che questa expertise permette loro di svolgere delle attività remunerate esterne all impiego scolastico. Nella ricerca vengono considerate in particolare le lezioni private, il lavoro per case editrici e le consulenze specializzate svolte da docenti della Scuola primaria e secondaria. Dall indagine emerge che le attività lavorative extrascolastiche coinvolgono una minoranza degli insegnanti (un quinto di essi) ed emergono grandi differenze legate al grado scolastico nel quale insegnano (solo il 7,6% dei docenti della Scuola primaria svolge queste attività, a confronto del 34% di coloro che insegnano nella Scuola secondaria di secondo grado). Dalla ricerca emerge inoltre che il 52% degli intervistati risponde affermativamente alla domanda le attività lavorative aggiuntive al lavoro di insegnante le permettono di sviluppare competenze o contatti utili anche per il suo lavoro di insegnante? (Buzzanella & Buzzi, 2009, p. 128), mentre il 33% afferma che ciò è vero, ma in modo parziale e il 15% risponde negativamente. Un interrogativo della ricerca intendeva valutare se l impegno scolastico, gli incarichi svolti all interno della scuola e quelli extralavorativi coesistono tra loro o si escludono a vicenda. Dai dati emerge che vi è piuttosto una convergenza, ovvero i docenti maggiormente impegnati all interno del mondo scolastico, svolgono anche attività lavorative extra in modo più frequente. Si conclude perciò che il fatto di svolgere funzioni extra-didattiche sia un buon indicatore della disponibilità ad assumersi compiti e responsabilità (Buzzanella & Buzzi, 2009, p. 129), anche a livello organizzativo. Durante il modulo, tenuto alla SUPSI DFA, MoA Modulo di Approfondimento (anno acc ), un docente attivo nelle Scuole Comunali del Cantone e vicedirettore nell Istituto in cui insegna, ci ha fornito la sua opinione riguardo al rapporto tra docenti e attività extrascolastiche. Egli ritiene che il fatto di svolgere delle attività extrascolastiche costituisce un importante occasione di confronto e conoscenza del mondo dei bambini e dei ragazzi e diventa viepiù determinante quando il docente si allontana dall età degli allievi, così che possa rimanere aggiornato ed in contatto con gli interessi ed il modo di agire dei giovani con cui lavora. Inoltre, afferma che il fatto di svolgere delle attività extrascolastiche con i bambini rappresenta anche una valida modalità per stabilire dei contatti con gli adulti e, in particolare, con i genitori degli allievi. Il docente e vicedirettore, che è pure coinvolto nelle procedure di assunzione per quanto concerne la realtà in cui insegna, sostiene che il fatto di praticare attività extrascolastiche con bambini, costituisce un punto a favore del candidato, in 7

12 quanto si auspica che potrà essere attivo anche nel promuovere altre attività con i giovani, per l Istituto scolastico o il Comune. Inoltre, con questo suo impegno esprime voglia di lavorare e stare a contatto con bambini e ragazzi. Nella ricerca presentata da Tamagni e Tozzini (1999) le autrici hanno sottoposto un questionario a un campione di docenti, chiedendo loro di valutare 25 aspetti che possono causare difficoltà all insegnante, scegliendo tra difficile e non difficile. Tra questi diversi aspetti che caratterizzano la professione insegnante (Tamagni & Tozzini, 1999, p. 21) compare anche essere coinvolto in attività extra e parascolastiche. Con il 33% degli intervistati che rispondono difficile, questo fattore è il sesto aspetto che causa maggiori difficoltà ai docenti a pari merito con il convivere con l immagine degli insegnanti veicolata dalla opinione pubblica (Tamagni & Tozzini, 1999, p. 21). Si nota quindi come gli aspetti della professione che coinvolgono elementi esterni alla pratica didattica, risultino anch essi fonti di difficoltà. Nella successiva intervista svolta dalle autrici, i docenti non sono più stati interrogati a riguardo degli impegni extrascolastici ma, da quanto emerge dai risultati della ricerca, si fa riferimento a un progressivo invecchiamento del corpo docente. Dalle interviste emergono due tematiche importanti: la prima afferma che i docenti che dedicano tutta la propria vita all insegnamento, sacrificando anche parte dei loro interessi, rischiano di non avere a disposizione valvole di sfogo e batterie di ricarica, mentre la seconda mette in evidenza l importanza di mantenersi sempre aggiornato, facendo riferimento ai corsi di aggiornamento. Il 13 % degli intervistati sottolinea inoltre come l aumento della differenza d età tra docenti e allievi possa comportare una certa difficoltà nel capire i problemi e le tendenze di una generazione che si muove secondo logiche diverse e nell assumersi quindi una responsabilità educativa nei loro confronti. Sullo stesso tema sono state interrogate pure le autorità: secondo il loro parere la riflessione va riportata alle scelte di vita del docente e il problema risulta piuttosto legato alla vita ripetitiva e senza quell inserimento sociale che obbliga una persona a confrontarsi, discutere, collaborare fuori dalla scuola (Tamagni & Tozzini, 1999, p. 34) svolta da alcuni docenti. Una possibile soluzione al problema dell invecchiamento dei docenti - con conseguente rischio di allontanarsi eccessivamente dalla realtà dei giovani - e per rispondere al bisogno di costante aggiornamento, non potrebbe essere risolto svolgendo delle attività extrascolastiche a contatto con bambini e ragazzi lungo tutto il corso della propria carriera professionale? La risposta a questo interrogativo non vi è, ma forse si potranno trarre alcune conclusioni al termine della ricerca. Per ora l unico aspetto in questa direzione viene dalla formazione dei docenti alla SUPSI DFA: la scuola obbliga infatti gli studenti del terzo anno 8

13 con curricolo Scuola dell infanzia, ad uno stage estivo (da svolgere tra il IV ed il V semestre, della durata di due settimane) in un contesto non scolastico. Alcuni obiettivi di questa esperienza, riportati sul descrittivo del modulo 6, sono la conoscenza di contesti educativi formalizzati a carattere extrascolastico e la capacità di avvicinare il sistema educativo extrascolastico in termini di adattamento professionale. Riprendendo l interrogativo esposto in precedenza, potrebbe forse questo stage, volto alla conoscenza di enti extrascolastici, allargarsi alla pratica dei docenti in attività al fine di promuovere un aggiornamento continuo? 6 Descrittivo modulo formazione di base, Pratica educativa in contesti non scolastici, stage SI (III anno, V semestre), scienze dell educazione, SUPSI DFA Locarno. 9

14 3. SCELTE METODOLOGICHE 3.1 Ricerca quantitativa Nella ricerca si possono distinguere due piste principali: una qualitativa focalizzata allo studio di materiale verbale e iconico e una quantitativa incentrata invece all analisi dei dati numerici. La scelta della metodologia più adatta va fatta tenendo conto della realtà che si vuole indagare e ciò comporta delle diverse strategie messe in atto per il rilevamento e la successiva analisi dei dati. Nella ricerca qualitativa lo scopo è di approfondire la specificità; essa mira allo studio del singolo, del particolare e l obiettivo è perciò idiografico. Per contro, la ricerca quantitativa cerca di risalire a ciò che accomuna più casi, studiando le relazioni tra i diversi fattori di un contesto. L obiettivo è quindi quello di spiegare o descrivere o prevedere eventi osservabili [...] e consiste, infatti, nell individuare e misurare le variabili e i loro legami nello studio della realtà empirica, sulla base di attese (ipotesi) che il ricercatore formula alla luce di teorie e di ricerche precedenti (Coggi & Ricchiardi, 2005, p. 25). Per la mia ricerca ho scelto di seguire una pista prevalentemente quantitativa dato che intendevo sondare la portata del fenomeno e, al fine di repertoriare le possibili attività extrascolastiche svolte dai docenti (o futuri docenti), questa modalità risulta maggiormente appropriata in quanto permette di raccogliere un insieme considerevole di dati. Nonostante abbia deciso di intraprendere la via quantitativa nel rilevare i dati, al momento dell analisi accanto alle tecniche di analisi di tipo logico e statistico tipiche di questa modalità di ricerca accosto anche uno studio dei dati più qualitativo, in particolare nel caso delle domande aperte, che mi permette così di prendere in considerazione anche delle informazioni meno rilevanti in quanto a frequenza ma, nonostante ciò, molto significative. 3.2 Strumenti della ricerca Gli strumenti adottati per svolgere una ricerca vengono scelti in base allo scopo della stessa, ai fattori che devono venir rilevati ed ai soggetti presi in considerazione. Nella ricerca quantitativa vengono svolte in modo sistematico delle misurazioni che permettono di ottenere dei dati numerici. Gli strumenti di rilevazione sono perciò prevalentemente molto strutturati cosicché consentano la classificazione dei dati e la misurazione della frequenza delle diverse variabili. Infatti, una volta raccolti i dati vengono trasformati in numeri e, tramite un analisi statistica, è possibile sintetizzarli e metterli in relazione tra loro. 10

15 3.2.1 Il questionario Il questionario è un strumento di ricerca che permette di raccogliere dei dati su un ampio gruppo di persone simultaneamente. La raccolta delle informazioni avviene tramite una lista organizzata di domande, somministrate al campione scelto per iscritto. Grazie a questo strumento è possibile raccogliere dati a riguardo delle opinioni, degli atteggiamenti, delle intenzioni e di quanto svolgono i soggetti ai quali viene somministrato. Nell elaborazione del questionario si devono seguire delle tappe che permettono di renderlo uno strumento affidabile. Le domande posso essere formulate secondo due criteri principali: aperte o chiuse. Le prime permettono al soggetto di rispondere in modo libero e discorsivo, vengono utilizzate soprattutto nella fase di ricerca esplorativa (successivamente trasformate in domande chiuse) e richiedono la codifica delle risposte. Nei quesiti a risposta chiusa, invece, il rispondente deve scegliere tra alternative obbligate, proposte dal ricercatore. Si distinguono diversi tipi di domande chiuse: dicotomiche, a scelta multipla, ad imbuto, con graduatorie di risposta, con scale di giudizio. Il questionario che ho proposto ai miei intervistati prevede sia domande chiuse (dei primi tre tipi sopra presentati), sia domande aperte. Alcune di quest ultime sono state trasformate anch esse in domande chiuse dopo la prima somministrazione al campione composto dagli studenti. 3.3 Fasi d attuazione La ricerca è stata strutturata in diverse fasi che hanno permesso l elaborazione del questionario, la somministrazione ai diversi campioni, la rilevazione dei dati e l analisi di quanto raccolto. Le teorie e le ricerche precedenti, mi hanno permesso di formulare le ipotesi di ricerca. Da esse e dalla definizione dei temi da toccare nello studio, è stato possibile individuare le variabili da indagare e specificare gli indicatori, ovvero gli aspetti osservabili che ne permettono la misura. Il questionario 7 proposto agli intervistati è composto da tre parti principali: dati personali, indagine sulle attività extrascolastiche e implicazioni con il ruolo di docente (assunzione, inserimento nell istituto e competenze professionali). La somministrazione è avvenuta in due momenti distinti: dopo la prima fase 8 che può venir considerata quale somministrazione pilota - nella quale il questionario è stato sottoposto agli studenti DFA, a seguito di alcune revisioni e trasformazione in domande 7 In allegato 8.1 è presente il questionario rivolto agli studenti, mentre in allegato 8.2 quello sottoposto al campione di docenti. 8 Svolta in novembre

16 chiuse di alcuni quesiti aperti, ho elaborato la versione somministrata 9 al secondo campione, composto da neodocenti e docenti con esperienza. Una volta ritornati i questionari, i dati sono stati registrati, le risposte delle domande aperte sono state codificate in categorie funzionali e ho proseguito con l analisi dei dati 10 per poi rendere noti gli esiti del mio studio. 3.4 Campionamento La mia indagine prevede tre categorie di soggetti: studenti DFA (in qualità di futuri docenti), neodocenti (fino al quinto anno di insegnamento, considerando l anno scolastico in corso) e docenti con esperienza. Per quanto riguarda le prime due categorie, il questionario è stato sottoposto all intero gruppo di studenti e di neodocenti, mentre per la restante categoria si è proceduto ad un campionamento selettivo dei soggetti, selezionando il 25 % dei docenti con esperienza impegnati nella scuola dell infanzia e il 14,3 % di quelli inseriti nella scuola elementare. 9 Svolta in dicembre 2009 gennaio Seguendo la modalità esposta nel capitolo 4. Modalità di analisi dei dati. 12

17 4. MODALITÀ DI ANALISI DEI DATI I dati raccolti tramite questionario, sono stati dapprima registrati su un supporto informatico Excel e poi analizzati con l utilizzo dei programmi statistici SPSS (Statistical Package for the Social Sciences). In tal modo ho ottenuto dei dati numerici ed è stato possibile analizzarli utilizzando le tecniche di tipo logico e statistico tipiche della ricerca quantitativa. La statistica è la scienza che descrive, attraverso modalità matematiche, diversi fenomeni della realtà. Le tecniche di statistica che ho utilizzato per l analisi dei dati sono di due tipi: il calcolo delle frequenze e le tabelle di contingenza. La frequenza corrisponde al numero di volte in cui un determinato evento si presenta, ossia il numero di unità statistiche in cui una modalità è stata rilevata. Questo numero è detto frequenza assoluta. Da essa, dividendola per il numero totale di unità statistiche, è possibile ottenere la frequenza relativa, mentre moltiplicandola per 100 si ottiene la frequenza percentuale. Nell analisi dei dati ho utilizzato sopratutto questa tecnica, calcolando le frequenze percentuali, ad esempio per determinare il numero di attività extrascolastiche svolte dagli studenti. Le tabelle di contingenza sono un tipo particolare di tabelle a doppia entrata, composte da righe e colonne, che servono a rappresentare e analizzare le relazioni tra una o più variabili, riportandone le frequenze congiunte. Ho utilizzato questa modalità di analisi per incrociare tra loro due variabili, ad esempio le tre categorie prese in considerazione dalla mia indagine (studenti, neodocenti e docenti con esperienza) con le motivazioni che portano gli intervistati a svolgere delle attività extrascolastiche. 13

18 5. DISCUSSIONE DEI DATI Nel condurre la presentazione dei risultati ottenuti, mi muoverò sempre su due livelli: principalmente quello quantitativo seguendo le modalità presentate nel capitolo 4. Modalità di analisi dei dati e ricorrendo ad un analisi di tipo più qualitativo (domande aperte del questionario), al fine di valorizzare anche gli elementi apparsi con basse frequenze, ma significativi. Tramite questionario ho raccolto una quantità considerevole di dati, ma vista l entità del lavoro, non ho potuto prenderli in considerazione tutti. Nell Allegato 8.3. Questionario con frequenze sono comunque riportate le frequenze riscontrate per ogni variabile e i tassi di risposta al questionario. 5.1 Soggetti coinvolti nella ricerca e attività extrascolastiche In questo capitolo intendo mettere in luce analogie e differenze tra l impegno dedicato dai futuri docenti, dai neodocenti e dai docenti con esperienza verso le attività extrascolastiche. Un primo aspetto che emerge dai risultati, mostra che la maggioranza di studenti, di neodocenti e di docenti con esperienza hanno già svolto almeno un attività extrascolastica in qualità di animatori. Non vi sono grandi differenze fra le tre categorie anche se è possibile notare che i neodocenti ottengono una percentuale maggiore rispetto agli altri intervistati. Fig Svolge attualmente o ha svolto in passato attività extrascolastiche? valori percentuali Studenti Neodocenti Docenti con esperienza Sì No 14

19 L impegno dei neodocenti è in parte attestato quando viene chiesto loro di confermare se anche attualmente 11 praticano attività extrascolastiche. Fig Attualmente svolge attività extrascolastiche? valori percentuali Sì No 10 0 Studenti Neodocenti Docenti con esperienza Alcune possibili spiegazioni del maggior impegno profuso dai futuri docenti e dai neodocenti rispetto all altra categoria presa in esame, si ritrovano nelle risposte fornite alla domanda che intendeva indagare i motivi per cui la carriera professionale ha portato a modificare il proprio coinvolgimento in questo tipo di attività. A questo interrogativo vengono date risposte assai variegate (cfr. Fig. 5.3) con alcune differenze tra neodocenti e docenti con esperienza. 11 Anno scolastico , compresa l estate

20 Fig Elementi che influenzano la modifica degli impegni nelle attività extrascolastiche, nel corso della carriera professionale valori percentuali Altre attività Impegni familiari Tempo dedicato alla scuola Tempo a disposizione Diploma ha dato coraggio Variabili da anno in anno Esperienza Richieste da vari Altro Neodocenti Docenti con esperienza Gli impegni familiari sono una motivazione molto frequente tra i docenti con esperienza: mi sono sposata e ho formato famiglia (d_52) 12. Per contro, il 10,3 % dei neodocenti rispetto al 4,3 % di docenti con esperienza, afferma invece che, con l entrata nel mondo del lavoro, ha del tempo a disposizione da offrire a questo tipo di attività: mercoledì pomeriggio libero dal lavoro e quindi disponibile per la società (nd_193). Circa il 10 % degli intervistati afferma che, aver ottenuto il diploma e la patente per l insegnamento, ha dato loro il coraggio di impegnarsi maggiormente in attività extrascolastiche e inoltre ha fornito loro più possibilità, possedere il diploma di docente mi ha aperto nuove strade (d_79). Un intervistato inoltre afferma che maggiore è il grado di formazione e maggiore il numero di attività nelle quali si è coinvolti (d_28) oppure ho più competenze e conoscenze (d_203). Anche dagli studenti emerge una motivazione di questo tipo, ma legata agli studi: frequentare l'asp mi ha dato più sicurezza per affrontare attività extrascolastiche (s_93). 12 Studenti: s_nr. del caso, neodocenti: nd_nr. del caso, docenti con esperienza: d_nr. del caso. 16

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