Indagine sull'impatto degli impegni del G20 sui lavoratori

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1 Il monitoraggio politico di L20 1 per il Indagine sull'impatto degli impegni del G20 sui lavoratori Introduzione A sei anni dalla crisi finanziaria globale, l'economia mondiale deve affrontare una crescita debole, un alto livello di disoccupazione, bassi livelli di investimento, un crescente divario occupazionale e un forte aumento delle disuguaglianze di reddito. I mercati finanziari sono volatili; il cambiamento climatico e le difficoltà per lo sviluppo rimangono irrisolte. E' in aumento il divario tra gli impegni politici del G20 ad intraprendere azioni a favore dell'occupazione, dei salari, della protezione sociale e la realtà per chi lavora. Il Labour 20, coordinato dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC) e il Comitato Consultivo Sindacale presso l'ocse (TUAC), è una parte sociale. L20, lavorando con i sindacati nei Paesi del G20 e in Spagna, ha rivisto gli impegni nazionali assunti dai Capi di stato e di governo del G20 nel vertice di San Pietroburgo del settembre 2013, sia nella Dichiarazione ufficiale che nel Piano d'azione di San Pietroburgo. La Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo di San Pietroburgo nel 2013 ha previsto una serie di impegni che, se tradotti in azioni, avrebbero un impatto significativo sul livello e sulla qualità dell'occupazione e della crescita. Il Piano d'azione di San Pietroburgo ha stabilito impegni specifici a livello nazionale. Tuttavia, la valutazione di L20 è giunta alla conclusione che queste non sono all'altezza delle dichiarazioni fatte dai Capi di stato e di governo. 1 Labour 20 L20 rappresenta i sindacati dei lavoratori dei Paesi del G20, le federazioni mondiali di categoria, Global Unions, la Confederazione Internazionale dei Sindacati, ITUC, e il Comitato Consultivo sindacale presso l'ocse, TUAC. 1

2 Per monitorare l'attuazione e l'efficacia di queste azioni politiche sul lavoro e sulla qualità della vita dei lavoratori, è stato inviato un questionario alle centrali sindacali dei Paesi del G20 nel periodo compreso tra giugno e settembre del Oltre la metà dei Paesi del G20 ha affermato che c'è un'attuazione significativa degli impegni ma un'azione molto debole rispetto alle questioni che avrebbero un impatto sulla vita dei lavoratori, come i posti di lavoro, il salario e la protezione sociale. I risultati dell'indagine mostrano che il 56% delle politiche sono state valutate per avere effetti marginali o negativi, o per essere inefficaci nell'affrontare la situazione economica e sociale nei Paesi del G20. Le politiche contenute nella Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo di San Pietroburgo individuate dai membri di L20 per avere un impatto sui lavoratori, tendono a non riflettersi nelle politiche nazionali, che includono la creazione di posti di lavoro regolari, più produttivi e remunerativi ( 26), investimenti delle competenze nell'istruzione di qualità e nell'apprendimento permanente ( 26), nelle politiche di transizione, incluse le reti di sicurezza sociale ( 96), le strategie per l'occupazione giovanile, inclusi gli approcci alla Garanzia per i giovani ( 29) e l'attivazione di strategie rivolte a gruppi vulnerabili ( 31). Quando i ministri del Lavoro e delle Finanze del G20 si sono incontrati a Mosca nel 2013 si sono impegnati a dare la priorità ad azioni volte a sostenere la domanda, stimolare la crescita e creare posti di lavoro. Finalmente hanno ammesso che la riduzione delle disuguaglianze potrebbe andare di pari passo con la creazione di occupazione. Diciotto mesi dopo, come illustrato nel presente rapporto, stiamo ancora aspettando azioni in queste aree critiche. Molte delle riforme strutturali che oggi sono in corso di attuazione andranno nella direzione sbagliata e aumenteranno le disuguaglianze di reddito. John Evans, Segretario generale del TUAC Oltre ad un'occupazione di qualità, a salari dignitosi e ad una protezione sociale, i Paesi del G20 hanno individuato altre aree politiche dove un'azione urgente avrebbe un impatto più positivo sulla crescita economica e sul benessere della società: il sostegno alla domanda aggregata, agli investimenti produttivi, al miglioramento sociale nelle catene globali del valore e alla lotta alla corruzione. La lotta alle disuguaglianze è diventata per il G20 la massima priorità da contrastare nel successivo ciclo della politica. Nel fare ciò, sarebbe essenziale un coordinamento politico più stretto e il coinvolgimento delle diverse parti interessate come confermano i risultati dell'indagine. Gli insegnamenti per il G20 in Australia del 2014 Il vertice del G20 di Brisbane (15 16 novembre 2014) deve portare avanti politiche che abbiano un impatto positivo sui lavoratori e sullo sviluppo economico. Raggiungere l'obiettivo di una maggiore crescita del 2%, come fissato dai ministri delle Finanze del G20 nel febbraio del 2014, in modo sostenibile ed inclusivo richiede una 2

3 quantità maggiore di impegni. Quello che dovrebbe contare è l'efficacia e l'efficienza delle politiche. La fiducia dell'opinione pubblica può essere riconquistata solo se il G20 è in grado di forgiare una svolta politica globale verso una crescita inclusiva e resiliente con salari dignitosi, posti di lavoro di qualità e uno sviluppo sostenibile. Se il G20 vuole raggiungere l'obiettivo di crescita del 2% del PIL al di sopra delle aspettative, una crescita centrata sul lavoro, deve cambiare politica. L'indagine L20 dimostra che oltre la metà delle politiche del G20 sono state inefficaci per quanto riguarda la vita dei lavoratori, e non sono riuscite ad avere un impatto in termini di posti di lavoro, salari e protezione sociale. Non abbiamo ancora visto il coraggio dei governi di cambiare le politiche di austerità necessario per realizzare crescita e occupazione. SHARAN BURROW, Segretario generale ITUC I risultati dell'indagine saranno presentati in due parti. La prima discute i risultati raggiunti dal questionario in merito alle singole politiche nazionali del Piano d'azione di San Pietroburgo, la seconda parte riguarda la Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo, come pure le priorità politica in futuro e i modi per realizzare i progressi e la coerenza politica. 3

4 Metodologia dell'indagine Nel giugno del 2014 è stato inviato alle centrali sindacali nazionali dei Paesi del G20 2 e in Spagna il questionario di monitoraggio di L20. Gli impegni dell'unione europea assunti nel Piano d'azione di San Pietroburgo non sono stati analizzati. Lo scopo dell'indagine era di a) monitorare l'attuazione degli impegni nazionali del G20; b) valutare il loro impatto sulla situazione socioeconomica a livello nazionale; c) valutare gli effetti degli impegni generali del G20 sulle famiglie dei lavoratori; d) individuare le aree prioritarie per le azioni politiche future; e e) selezionare le opzioni migliori per la collaborazione istituzionale al fine di conseguire una coerenza e un rispetto delle politiche a livello del G20. Le organizzazioni affiliate a L20 sono state invitate a valutare 76 impegni politici nazionali dal Piano d'azione di San Pietroburgo in base alle scale dei progressi compiuti per l'attuazione 3 e l'efficacia delle politiche sulla situazione sociale ed economica in un Paese 4. E' stato, inoltre, chiesto agli intervistati di elencare i problemi che non sono stati o non sono stati sufficientemente affrontati dal G20 nel 2013 o non sono stati acquisiti dai loro governi ma che dovrebbero essere acquisiti nei futuri pacchetti di politiche. Nel valutare gli impegni dei governi assunti nella dichiarazione dei Capi di stato e di governo del 2013, gli intervistati hanno valutato le politiche su una scala da 1 (altamente rilevante) a 5 (non rilevante) in base al loro impatto sulle famiglie dei lavoratori del loro Paese. A tale scopo, sono stati selezionati 18 impegni del G20 basati su criteri vasti che rispecchiano le aree prioritarie per L20. Per quanto riguarda gli orientamenti politici futuri, gli intervistati hanno valutato le questioni politiche in base alle azioni urgenti necessarie nei processi del G20 nel 2014 e oltre su una scala da 1 (molto urgente) a 5 (non urgente). Ai risultati è stato attribuito un punteggio elaborato su una media per ampie categorie politiche. Infine, le opzioni che potevano condurre a processi politici a livello del G20 sono state valutate a partire dal maggiore al minore impegno 5. 2 Nei Paesi in cui hanno risposto più centrali sindacali è stato calcolato un risultato medio. 3 Scala 1-5: Forti progressi, alcuni progressi, progressi insufficienti, nessun progresso, non ancora compiuto 4 Scala 1-5: effetto altamente efficace, abbastanza efficace, effetto marginale, inefficace, effetto negativo 5 Scala 1-5: molto più, più, stesso, meno., molto meno 4

5 PARTE I: attuazione e qualità degli impegni politici nei Paesi del G20 Risultati principali Oltre la metà delle politiche del G20 sono state attuate, eppure, il 56% è stato valutato come inefficace o avente un effetto marginale e negativo sulla situazione sociale ed economica a livello Paese; I risultati dell'indagine mostrano che le politiche a favore delle imprese sono state attuate ad un ritmo più veloce rispetto alle politiche che migliorano la vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Nel valutare gli impegni nazionali assunti a San Pietroburgo, l'indagine ha guardato in primo luogo al ritmo con cui sono stati attuati gli impegni in ciascun paese del G20. La maggior parte delle politiche indicano che sono compiuti progressi forti o alcuni progressi per la loro attuazione, che rappresenta un segnale incoraggiante (cfr. grafico 1). L'indagine ha, inoltre, considerato il fatto che alcuni impegni sono, per loro natura, a medio o lungo termine come pure i diversi processi istituzionali e normativi a livello nazionale. GRAFICO 1 PROGRESSI COMPIUTI PER L'ATTUAZIONE DEGLI IMPEGNI DEI PAESI DEL G20, PIANO D'AZIONE DI SAN PIETROBURGO DEL

6 Tuttavia, rispetto alla qualità, osserviamo che i risultati misti, come la maggioranza delle politiche (56%), sono stati valutati come inefficaci o aventi un effetto marginale o negativo sulla situazione sociale ed economica nei Paesi del G20 (cfr. grafico 2). Nonostante i progressi compiuti per l'attuazione degli impegni, quello che conta è se le politiche a livello di G20 si traducono in crescita inclusiva e verde e in ripresa dell'occupazione. L'indagine, perciò, ha chiesto alle organizzazioni affiliate di valutare il loro impatto sui posti di lavoro e sulla vita dei lavoratori. Le risposte danno una chiara indicazione su quello che i lavoratori si aspettano dai futuri piani d'azione nazionali promossi dal G20. GRAFICO 2 QAUALITA' DEGLI IMPEGNI DEI PAESI DEL G20, PIANO D'AZIONE DI SAN PIETROBURGO DEL 2013 politiche elencate nel Piano d'azione di San Pietroburgo si differenziano per dimensione e sono difficili da confrontare, poiché spaziano da riforme su larga scala a iniziative minori, dalle politiche esistenti (che spiegano anche in parte i buoni livelli di attuazione) alle nuove strategie per il lungo termine. Oltre a ciò, alcune questioni pertinenti correlate alla crisi non sono state recepite (o soltanto marginalmente) nel Piano d'azione, mentre molte politiche erano unidimensionali e orientate all'offerta, favorendo, così, gli interessi delle imprese rispetto alle preoccupazioni della società. Ciò dimostra che i governi del G20 devono tener presente l'aumento dell'impatto sociale delle loro decisioni, il cambiamento delle strategie verso un mix politico che combini misure dal lato della domanda e dell'offerta e aumenti il coordinamento per accelerare l'attuazione (dove è stata lenta), o proporre impegni più rilevanti (nel caso in cui gli impegni del Paese abbiano comportato solo azioni su scala ridotta). Le azioni che avrebbero un impatto sulle vite dei lavoratori comprendono le strategie volte a creare posti di lavoro, salario minimo dignitoso e protezione sociale non sono state prese sufficientemente in considerazione nel Piano d'azione di San Pietroburgo. I Capi di Stato e di Governo a Brisbane hanno la possibilità di ristabilire un equilibrio. 6

7 Il detto che i profitti di oggi saranno gli investimenti di domani e i salari più alti il giorno dopo, non è più valido oggi. Il Piano d'azione di San Pietroburgo ha manifestato un forte orientamento a favore di maggiori misure d'austerità unilaterali che favoriscono gli interessi delle imprese solo con effetti negativi sui lavoratori. Nel sesto anno di crisi e di domanda insufficiente, chiediamo al G20 di promuovere una crescita globale attraverso gli investimenti pubblici e la domanda interna, salari dignitosi, misure decisive contro il lavoro precario e una maggiore disponibilità di formazione professionale. REINER HOFFMANN, Presidente della Confederazione dei Sindacati Tedeschi (DGB) Il modello economico 6 presentato da L20 suggerisce che Una equilibrata combinazione delle politiche nei Paesi del G20 mirata ad aumentare la quota dei salari del PIL del 1% - 5% nei prossimi 5 anni e l'investimento pubblico nell'infrastruttura sociale e fisica del 1% del PIL in ogni Paese, possono creare una maggiore crescita fino al 5.84% nei Paesi del G20, dimostrando gli effetti di una ripresa trainata dai salari su una forte domanda interna che compensa eventuali effetti negativi sul netto delle esportazioni o sugli investimenti privati. Questa strategia potrebbe superare l'obiettivo del 2% e dimezzare effettivamente il divario di posti di lavoro nel G20, preannunciato in 64 milioni nel 2018 se le politiche rimarranno invariate. Nel rivisitare le aree politiche centrali del Piano d'azione di San Pietroburgo da cui le famiglie dei lavoratori nei Paesi del G20 potrebbero trarre vantaggio, quando sono state disposte per un tale mix delle politiche, l'indagine ha rivelato risultati misti. I casi dei singoli Paesi sono stati analizzati per il loro impatto sulla (1) ripresa economica; (2) investimenti e creazione di occupazione di qualità; (3) crescita inclusiva; e (4) distribuzione del reddito. (1) Ripresa economica Nel 2014, l'austerità fiscale e i redditi stagnanti delle famiglie dei lavoratori frenano ulteriormente la crescita in molte economie del G20. Più la disoccupazione rimane alta o continua ad aumentare, più aumenta il rischio che diventi strutturale a causa dell'effetto cicatrice. I risultati dell'indagine confermano che è necessario un approccio nuovo per ridurre questo divario occupazionale e portare la crescita ai livelli pre-crisi. Ciò comporta piani di investimento che creino posti di lavoro ed evitino il dumping salariale, riforme in senso progressivo del sistema fiscale che forniscano reddito sufficiente al governo, servizi pubblici da rinforzare dopo il loro deterioramento durante la crisi, ed un insieme diverso di politiche del lavoro che promuovano contrattazione collettiva e assicurino il miglioramento del potere d'acquisto dei lavoratori. Gli impegni di San Pietroburgo non mostrano la dura realtà delle incaute riforme del lavoro in alcuni Paesi del G20 e che cosa l'austerità ha significato per i lavoratori. La Spagna si è esplicitamente impegnata a ridurre la quota di debito rispetto al PIL attraverso 6 7

8 gli obiettivi specifici del Paese per il rapporto debito pubblico/pil oltre il Questo non solo non è stato attuato, ma avrebbe anche un effetto marginale sulla ripresa come mostrano i nostri risultati. Gli impegni di San Pietroburgo non sono stati attuati in Spagna e ciò ha prodotto l'effetto opposto a quello desiderato di riduzione del debito. Il debito non è stato ridotto ma è aumentato durante lo scorso anno e continua ad aumentare. Crediamo che la tabella di marcia per la riduzione del debito, come conseguenza della limitata crescita economica, non permetta di ridurre la percentuale e il volume del debito in termini di PIL. Sarà impossibile raggiungere i due obiettivi (crescita del PIL e riduzione del debito) senza un chiaro processo di crescita economica, con le ovvie conseguenze per l'attività economica e il modello sociale. IGNACIO FERNANDEZ TOXO, Segretario generale della Confederazione Sindacale delle Comissiones Obreras (CC.OO) e presidente della Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC) Gli altri Paesi del G20 hanno continuato con l'austerità autoindotta che porta a disuguaglianze crescenti e a una mancanza di investimenti. Tali politiche mostrano che vi sono stati forti progressi in materia di attuazione che sono stati valutati come aventi un effetto negativo sulla situazione sociale ed economica dei rispettivi paesi, come il Canada: 7 Purtroppo, il Canada appartiene al gruppo di Paesi che sono saltati sul treno delle politiche di austerità autoindotte e conservano questo approccio nonostante gli avvertimenti del movimento globale dei lavoratori. Ora, osserviamo crescenti disuguaglianze, mancanza di investimenti e di aiuto ai lavoratori disoccupati, e, a coronare il tutto, la legislazione antisindacale. Gli impegni politici assunti lo scorso anno a livello di G20 non vanno in un'altra direzione. HASSAN YUSSUFF, Presidente del Congresso del Lavoro del Canada (CLC) (2) Investimenti e creazione di occupazione di qualità Gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche possono creare posti di lavoro di qualità e migliorare il potenziale produttivo nel lungo termine nei Paesi del G20 sostenendo la transizione verso un'economia a bassa emissione di carbonio che può generare posti di lavoro verdi e dignitosi. Alcuni paesi hanno introdotto tali politiche nel Piano d'azione, altri dovrebbero seguirli fissando obiettivi di investimento nella crescita nazionale, nei piani 7 Il Canada si è esplicitamente impegnato a ridurre la quota di debito rispetto al PIL attraverso gli obiettivi specifici del Paese per il rapporto debito pubblico/pil oltre il

9 industriali e del lavoro e aiutare a mobilitare gli investitori istituzionali, tra cui i fondi pensione dei lavoratori, attuando i Principi di Alto Livello del G20/OCSE sugli Investimenti a Lungo Termine per gli Investitori Istituzionali, e integrando una condotta responsabile per le imprese e gli investitori lungo tutta la catena dell'investimento e garantendo responsabilità e trasparenza degli intermediari finanziari. Il Brasile si è impegnato a un Programma di investimenti in logistica, in un orizzonte temporale di 5 anni, per affrontare le strozzature, aumentare la competitività, creare posti di lavoro e promuovere la crescita, che è stato valutato come una misura altamente efficace nell'indagine: I sindacati guardano al Programma quinquennale di investimenti in logistica come un'opportunità per il Brasile per aumentare la competitività, ma anche per creare buoni posti di lavoro e una crescita inclusiva. Anche il settore privato lo deve garantire. Se il risultato si traduce in maggiori e migliori posti di lavoro, potrà servire come buon esempio altrove. JOAO ANTONIO FELICIO, Presidente dell'ituc ed ex presidente della Cut del Brasile Se l'attuazione di tali misure è bloccata, la variazione delle scadenze e la mancanza di risorse non si traducono nell'effetto di lavoro auspicato. Come è stato visto con l'impegno degli Stati Uniti a migliorare l'infrastruttura, sia attraverso il rafforzamento dell'investimento pubblico e sia attraverso un maggiore incoraggiamento dell'investimento privato nelle risorse infrastrutturali, riducendo l'autorizzazione alle scadenze per le infrastrutture e il recente ampliamento del prestito TIFIA e il programma di garanzia del prestito, i progressi insufficienti realizzati per l'attuazione di risultati inefficaci. L'aumento degli investimenti nelle infrastrutture è una buona strategia per guidare l'occupazione e la crescita. Tuttavia, se l'attuazione del decreto è bloccata e le risorse attuali del programma di garanzia del prestito rimangono modeste, non ci saranno effetti positivi per l'occupazione e l'economia che derivano da ciò. RICHARD TRUMKA, presidente dell'afl-cio e del TUAC (3) Crescita inclusiva I risultati dell'indagine sottolineano che è essenziale raggiungere una crescita inclusiva, rafforzando i diritti dei lavoratori e i sistemi di protezione sociale in modo da regolarizzare i posti di lavoro e prevenire che l'occupazione regolare scivoli nell'irregolarità, riducendo l'occupazione irregolare e precaria e sostenendo i livelli di attività dei gruppi vulnerabili, 9

10 specialmente delle donne, dei giovani e delle comunità delle minoranze tecniche. Il Piano d'azione conteneva politiche che vanno in questa direzione. Allo stesso tempo, c'era una mancanza di impegni verso la creazione di sistemi di protezione sociale universale di base, il miglioramento sociale e la sicurezza dei lavoratori nelle catene globali del valore. Le politiche della Cina in materia di rafforzamento delle reti di sicurezza sociale e sostegno alla domanda interna, ad esempio, sono state valutate come altamente efficaci per aver compiuto forti progressi per l'attuazione. In base alle risposte del questionario, oltre 800 milioni di persone in Cina ricevono attualmente la copertura di un sistema di sicurezza sociale che comprende l'assicurazione per la pensione, sanitaria, contro la disoccupazione e gli infortuni e l'assicurazione per maternità. Il livello di pensione sarà gradualmente migliorato e fuso con i regimi pensionistici frammentati al fine di promuovere pari accesso al welfare sociale, che è importante per conseguire pari diritti per i lavoratori migranti interni. Allo stesso tempo, questo impegno politico richiede un maggiore approfondimento attraverso la formazione degli operatori sanitari, il sostegno ai medici nelle zone rurali e il rafforzamento della supervisione tripartita del fondo di sicurezza sociale. In altre economie dei Paesi del G20, come l'india, problemi come l'aumento dell'occupazione informale e dei lavoratori precari in tutti i settori industriali, la migrazione e una politica del lavoro complessivamente inattiva preoccupano i sindacati. I diritti dei lavoratori non sono sufficientemente rispettati. I lavoratori precari non possono formare sindacati e lavorano sotto la pressione dei datori di lavoro. Il salario minimo non è pagato alla maggior parte dei lavoratori nel settore informale. I luoghi di lavoro non sono sicuri. I problemi di salute e della sicurezza sono trascurati. L'attuazione e l'applicazione delle disposizioni legali e dei meccanismi regolamentari è molto debole. La protezione sociale non è garantita per milioni di lavoratori. Le intelligenti riforme regolamentari in Giappone sono state valutate per avere realizzato progressi insufficienti e soltanto un effetto marginale, mentre sostengono il rischio di aumentare ulteriormente le disuguaglianze. Dal lato positivo, le misure volte ad aumentare le capacità dei servizi per l'infanzia, aumentare il tasso di occupazione delle donne (età fra anni) al 73% entro il 2020 sono state valutate come abbastanza efficaci: In Giappone la partecipazione delle donne nella forza lavoro sta aumentando. Tuttavia, la maggior parte delle lavoratrici deve accettare contratti non regolari. La creazione di occupazione di qualità e di solide reti di sicurezza sociale sono urgentemente necessarie. Contrastare il lavoro precario e attuare politiche del lavoro richiede la partecipazione dei sindacati e questo non è stato fatto abbastanza nel nostro Paese. NOBUAKI KOGA, presidente di JTUC-RENGO e vicepresidente del TUAC 10

11 (4) Distribuzione del reddito Aumentare i redditi medio bassi per ridurre le disuguaglianze e per iniettare potere d'acquisto nelle economie e passare a sistemi di tassazione progressiva equi, è una priorità alta per L20 e gli intervistati nel questionario. Mentre alcune politiche nazionali vanno nella giusta direzione, le disuguaglianze di reddito o restano irrisolte nel Piano d'azione o rischiano di essere rafforzate attraverso alcuni impegni. A tale riguardo, l'indonesia, estendendo il programma di riduzione della povertà e adottando misure per ridurre l'economia informale mediante l'introduzione di nuove misure fiscali a favore delle piccole e medie imprese, si trova sulla strada giusta secondo i risultati dell'indagine, poiché l'attuazione è in corso e le misure sono giudicate come abbastanza efficaci. Tuttavia, molto può essere fatto: L'aumento del salario minimo in Indonesia è una misura essenziale e molto necessaria per iniziare a ridurre la povertà e combattere un'alta disuguaglianza. Tuttavia, se il governo intende veramente ridurre la povertà e il lavoro informale, deve andare oltre e attuare pienamente la protezione sociale di base. La crescita economica dell'indonesia si attesta attorno al 6% dal 2010, il tenore di vita e le condizioni di lavoro devono tener il passo. Non c'è tempo per compiacersi. SAID IQBAL, Presidente della Confederazione dei Sindacati dei Lavoratori dell'indonesia (KSPI) Come indicato precedentemente, alcune politiche sono sbilanciate a favore degli interessi delle imprese, mettendo in pericolo i redditi della gente che lavora. E' il caso dell'impegno assunto dal Regno Unito per le riduzioni fiscali delle imprese: La politica del governo di dare riduzioni fiscali alle imprese è costata 7 miliardi di sterline l'anno e non è stata in grado di portare gli investimenti attesi di cui abbiamo bisogno per garantire una crescita sostenibile e posti di lavoro dignitosi. Mentre alle imprese e ai ricchi sono stati consegnati tagli alle tasse, la gente comune ha visto la caduta dei salari in termini reali, e l'insicurezza del posto di lavoro è in aumento. E' necessario che gli impegni del G20 a livello Paese invertano le crescenti disuguaglianze, specialmente attraverso la contrattazione collettiva, e mettano le persone al primo posto promuovendo investimenti e buoni posti di lavoro. FRANCES O'GRADY, Segretario generale del Congresso dei Sindacati Britannici (TUC) Questa politica, come molte altre politiche, mostra alcuni progressi realizzati in materia di attuazione ma viene valutata inefficace poiché non è in grado di garantire quello di cui 11

12 tutte le economie del G20 hanno bisogno: risultati forti sul piano dell'occupazione e una crescita inclusiva. L'indagine di L20, nel mostrare tali dicotomie, ma individuando anche politiche di successo, dimostra l'importanza di mantenere gli impegni del G20 in futuro, ma anche di fornire Piani d'azione che siano più completi e uniformi per consentire sinergie e coordinamento politico. In generale, la valutazione degli impegni nazionali del 2013 prova che i bisogni dei lavoratori devono essere rappresentanti di più nei futuri pacchetti delle politiche. PARTE II: L'IMPATTO DELLE AZIONI DEL G20 SUL BENESSERE SOCIALE E SUL PROGRESSO ECONOMICO La Dichiarazione dei Capi di Stato e di Governo del G20 del 2013, in contrasto con il Piano d'azione di San Pietroburgo, conteneva più impegni che avrebbero dovuto beneficiare le famiglie dei lavoratori. E' stato chiesto ai Paesi del G20 di valutare 18 politiche che vanno da un giudizio altamente pertinente a non pertinente. Come risultato, le azioni che seguono sono state valutate prioritarie e dovrebbero essere perseguite nei futuri pacchetti delle politiche del G20, sia a livello nazionale che a livello globale: 1. Stimolare la creazione di posti di lavoro regolari, più produttivi e remunerativi ( 26) 2. Investire nelle competenze delle persone, nell'istruzione di qualità e nei programmi di apprendimento permanente per dare loro la trasferibilità delle competenze e prospettive migliori ( 26) 3. Considerare le opzioni politiche nell'elaborazione delle politiche transitorie, tra cui il rafforzamento delle reti di sicurezza sociale al fine di garantire l'accesso ai più vulnerabili ( 96) 4. Strategie mirate [per l'occupazione giovanile] che includono approcci alla Garanzia per i giovani, agli apprendistati di qualità e ai programmi di formazione professionale ( 29) 5. Sviluppare e rafforzare l'attivazione di adeguate strategie rivolte a gruppi vulnerabili che includono il sostegno al reddito (31) Alla domanda quali aree politiche 8 dovrebbero essere affrontate con urgenza nel G20 (cfr. 8 Alcune aree politiche comprendevano diverse tematiche: Occupazione di qualità e crescita inclusiva (Politiche attive del mercato del lavoro, Rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, Sostegno all'economia di cura, Creazione di occupazione nel settore formale); Creazione di occupazione giovanile (Patto per l'occupazione giovanile/garanzia giovani, Investimenti nelle competenze e nell'istruzione, Apprendistati di qualità e 12

13 grafico 3), i Paesi del G20 hanno scelto contrasto alle disuguaglianze come massima priorità, seguita dal sostegno alla domanda aggregata, dal contrasto alla corruzione, dalla garanzia del miglioramento sociale e dai diritti dei lavoratori, dalla sicurezza nelle catene globali del valore e dagli investimenti produttivi nelle infrastrutture, nella crescita e nei posti di lavoro verdi. GRAFICO 3 LE PRIORITA' POLITICHE FUTURE PER IL G20 L'ampia raccolta di dati ha evidenziato che alcune aree come la tassazione, la regolamentazione degli investimenti nel lungo termine e il cambiamento climatico si collocano al primo posto come aree prioritarie, ma sono viste come aree che traggono beneficio più dalle strategie di lungo termine, nonché dall'attuazione del Piano d'azione sull'erosione della Base imponibile e sul Trasferimento dei Profitti (BEPS), e dal risultato di successo delle trattative sul clima di Parigi, non dalle azioni molto urgenti. Alla domanda come meglio realizzare l'avanzamento e la coerenza politica, i Paesi del G20 sono stati in grado di scegliere tra vari attori e misure (cfr. grafico 4). apprendimento permanente); Riduzione delle disuguaglianze (Sostegno alla contrattazione collettiva, Soglie retributive forti e stabilire salari minimi, Sistemi di protezione sociale di base); Investimenti di lungo termine, (Attuazione dei Principi sugli investimenti di lungo termine, Promuovere le pratiche per l'investimento responsabile, una migliore trasparenza e standard di responsabilità); Gli impatti sociali sulle catene globali del valore (Strategie per il miglioramento sociale, Luoghi di lavoro più sicuri, Rafforzare i diritti dei lavoratori); Tassazione (Attuare il Piano dì Azione BEPS, Adottare un'imposizione unitaria sui prezzi di trasferimento delle imprese multinazionali, portare avanti con le imprese multinazionali le informazioni in materia fiscale Paese per Paese, Introdurre una Tassa sulle Transazioni Finanziarie); Regolamentazione finanziaria e protezione del consumatore (Contrasto alle banche too-big-to-fail, mercato al dettaglio distinto dall'investment banking) 13

14 GRAFICO 4 LA COERENZA POLITICA ALL'INTERNO DEL G20 I dati raccolti rivelano in media che, i Paesi del G20 percepivano che l'impegno del settore privato e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale nel G20 dovrebbe essere ridotto poiché la loro influenza sta superando quella di altre parti interessate, che rispecchia in parte anche il modo in cui sono state elaborate alcune politiche. Pertanto, dovrebbe essere perseguito un maggiore impegno attraverso: Le consultazioni con le Parti sociali e con L20 Questa pratica è stata estesa negli anni, e le consultazioni delle Parti sociali con i Capi di Stato e di Governo, come pure con i Ministri del Lavoro e delle Finanze sono state organizzate durante la presidenza russa. L20 ha partecipato, inoltre, alle sessioni aperte della Task force per l'occupazione, agli incontri degli Sherpa e ad iniziative specifiche del G20. Tuttavia, quest'anno, L20 ha visto che questo è stato ridotto dalla presidenza attuale del G20 e che dovrebbe essere rafforzato nel L'organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) Secondo l'indagine, il ruolo dell'oil dovrebbe essere realizzato specialmente nello sviluppo dei Piani d'azione del G20 per i luoghi di lavoro più sicuri e per la disoccupazione giovanile. L'OIL può, inoltre, svolgere un ruolo decisivo nel monitoraggio delle tendenze delle norme del lavoro e della coesione sociale, specialmente nelle catene globali del valore some confermano i risultati del grafico 3, e fornire raccomandazioni in merito alla riduzione del divario occupazionale globale. 14

15 Il Piano d'azione del G20 per l'occupazione e la crescita L20 vorrebbe vedere un Piano d'azione globale che risponda all'obiettivo del 2% di crescita e che includa azioni congiunte e politiche nazionali adeguate comparabili per dimensione e portata. Coordinamento tra i membri del G20 Al fine di conseguire la coerenza politica, tutti i canali disponibili (gruppi di lavoro, iniziative speciali del G20, etc.) devono essere pienamente attivati per promuovere le ricadute positive delle politiche nazionali che stimolerebbero gli investimenti, la domanda e ridurrebbero il divario occupazionale globale. Incontro congiunto dei Ministri del Lavoro e delle Finanze Collegato al punto precedente, l'incontro congiunto di Mosca dei Ministri del Lavoro e delle Finanze ha confermato i vantaggi del coordinamento interdipartimentale. Se non sarà perseguito su base annuale, non potrà essere sviluppata nessuna memoria istituzionale e meccanismi istituzionali. L20 ha optato a favore di una seconda edizione dell'incontro nel (traduzione di Maria Teresa Polico) 15

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