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2 Nel settembre del 212 sono entrate in vigore alcune modifiche al concordato preventivo, la procedura attraverso la quale l'imprenditore cerca di superare la crisi attraverso un accordo con i creditori. La possibilità di avviare la procedura con una 'domanda incompleta' rappresenta la novità più importante tra queste modifiche. DOMANDA INCOMPLETA - Include solo un contenuto minimo essenziale - Inammissibile solo se priva di tale contenuto o se è già stata presentata una domanda incompleta senza successivo deposito del piano IMPRESA TERMINE - Il tribunale fissa un termine per la presentazione del piano (6-12 giorni), prorogabili - Dispone obblighi informativi periodici - Può autorizzare determinati atti EFFETTI DELLA DOMANDA (decorrono dal deposito) Blocco azioni esecutive, anche con effetto retroattivo Scioglimento o sospensione contratti di ostacolo a soluzione crisi 6-12 GIORNI prorogabili fino a 18 OBBLIGHI INFORMATIVI Per le istanze di concordato presentate fino al 31 marzo, per cui è già trascorso il massimo di 18 giorni per la presentazione del piano di risanamento, è stata condotta un'analisi sullo stato di attività delle imprese o sulle procedure aperte dopo il termine Esito dei concordati con riserva numero e % sul totale (istanze presentate entro il 31/3/) FALLIMENTO IMPRESA OPEN IMPRESA Sorry WE RE CLOSED IN CONCORDATO PREVENTIVO FALLITA O ALTRA PROCEDURA ATTIVA LIQUIDAZIONE VOLONTARIA INATTIVA O CESSATA ACCORDI RISTRUTTURAZIONE DEBITI 2,3% 1,% 2 24,2% 21,5% 15,% ,8% Con piano di risanamento omologato o non ancora revocato Fallite per non aver presentato il piano di risanamento o successivamente alla presentazione del piano Piano di risanamento non presentato o inammissibile ma nessuna istanza di fallimento Nella fase di liquidazione degli asset aziendali Impresa già liquidata, non più attiva o cessata Imprese che hanno raggiunto autonomamente l'accordo con i creditori, passato al vaglio dell'autorità 2

3 La corsa dei default non si ferma più... Sintesi dei risultati Non si arresta nemmeno nel terzo trimestre la corsa delle chiusure aziendali: con le 18 mila procedure di crisi o di liquidazione volontaria aperte tra luglio e settembre del, se ne contano più di 62 mila nei primi nove mesi dell anno, il 7,3% in più di quanto osservato negli stessi mesi del 212 e il record in tutto il periodo di analisi. I dati del terzo trimestre confermano la natura sistemica della crisi che sta colpendo le imprese italiane: le chiusure risultano in aumento in tutti i macro-settori analizzati e non risparmiano nessuna delle aree geografiche del Paese Imprese non più operative per modalità nei primi nove mesi dell anno Numero di procedure e tassi di variazione 2,3 % 12,1 % Fallimenti Liquidazioni Altre procedure 6,3 % 5,2 % 14,2 % 42,7 % Q1-Q Procedure e liquidazioni di imprese Dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q Tutte le procedure monitorate dall Osservatorio hanno raggiunto i massimi da oltre un decennio. I fallimenti sono continuati a crescere a ritmi elevati: nel terzo trimestre se ne contano più di 2.5 (+9,2%), che portano il totale dell anno a sfiorare quota 1 mila (+12,1%), un livello mai raggiunto alla fine di settembre nel corso del decennio. Non si è fermata la maggiore tendenza da parte degli imprenditori a chiudere volontariamente attività in bonis: tra luglio e settembre si contano oltre 14 mila liquidazioni volontarie (+5,3% rispetto al terzo trimestre ), per un totale di casi che nei primi nove mesi ha superato quota 5 mila, il 5,2% in più del precedente massimo, toccato lo scorso anno.... Sono ai massimi da oltre un decennio tutte le procedure di chiusura monitorate dall'osservatorio 3

4 Prosegue il boom delle procedure di insolvenza diverse dai fallimenti, trascinate dai concordati preventivi: nel terzo trimestre il numero di queste procedure si è attestato a 685, superando del 62% il dato del 212. Complessivamente, nei primi nove mesi dell anno i casi sono 2.29, il 43% in più dello stesso periodo del 212. Alla base vi è il maggiore ricorso delle imprese al concordato preventivo, che è quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno e che risente dell introduzione del concordato con riserva. A poco più di un anno dall'introduzione delle nuove norme è stata condotta un'analisi sul nuovo istituto del concordato in bianco o con riserva (v. focus). Un'anomala e elevata frequenza di casi di cessione o di affitto di rami d'azienda nei dodici mesi precedenti all'istanza potrebbe indicare un tentativo estremo di salvare l'azienda con la cessione di cespiti aziendali oppure, come ha denunciato qualche operatore, un abuso da parte di imprenditori che costituiscono delle bad company prima di mettersi al riparo delle azioni esecutive dei creditori grazie all'ombrello delle nuove norme. Più incoraggianti i dati relativi all'esito dei primi concordati in bianco, presentati entro il 31 marzo: solo un'impresa su quattro di quelle che hanno fatto istanza ha dovuto dichiarare fallimento, mentre sono il 36% quelle che dopo aver presentato un piano di risanamento hanno avviato un vero e proprio concordato preventivo q3 212 Procedure non fallimentari per tipologia nei primi tre trimestri 18,3 % 91,7 % Concordati preventivi* I concordati in bianco Numero di istanze per trimestre % 9,7 % -13,4 Altre procedure** q4 212 q1 q2 Fonte: stime Cerved Group. Note: il concordato in bianco è stato introdotto a settembre del 212. Q1-Q3. * Concordati preventivi con piano di risanamento ** Non include le procedure di cancellazione, di scioglimento per atto dell'autorità e le procedure che originano da atto dell'autorità q3 4

5 - Osservatorio su fallimenti, N I fallimenti el terzo trimestre del sono entrate in procedura fallimentare più di 25 imprese, in aumento rispetto al valore del 212 del 9,2%. Questo dato porta a quasi 1 mila i fallimenti dichiarati nei primi nove mesi del, il 12,1% in più rispetto al dato già elevato dell anno precedente e il massimo osservato da più di un decennio nel periodo gennaio-settembre. La crescita dei default riguarda tutte le forme giuridiche, con tassi di crescita a due cifre: +12,6% per le società di capitale, +1,2% per le società di persone e +11,4% per le altre forme giuridiche. In tutti i settori dell economia i fallimenti sono in aumento, con un accelerazione in quelli in cui il fenomeno era in crescita anche nello stesso periodo del 212. A pagarne maggiormente le spese sono le imprese dei servizi, con un aumento dei fallimenti del 14%. Segue la manifattura, +11,7%, che inverte il trend positivo del 212. Continua l aumento del fenomeno anche nelle costruzioni, +9,7%, il settore che sta pagando il dazio più pesante alla crisi. L aumento dei fallimenti è un fenomeno diffuso anche dal punto di vista geografico, con tassi di variazione Fallimenti per macrosettore nel primi tre trimestri Altro 5,8 % 9,4 % Q1-Q3 3 2 Andamento dei fallimenti Dati trimestrali dati grezzi destagionalizzata e corretti per i gg lavorativi 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q Fallimenti per forma giuridica nel primi tre trimestri sullo stesso periodo dell'anno precedente ,1 % 11,4 % Altre forme Società di capitale Società di persone 12,6 % 5,7 % -6,7 % 1,2 % Q1-Q3 più alti di quelli dello scorso anno. In particolare va segnalata la situazione del Nord Est, che dopo aver registrato una diminuzione delle procedure fallimentari nei primi tre trimestri del 212, si trova a fronteggiare nel un aumento del 18%; situazione simile anche al Sud e nelle Isole, area in cui il lieve aumento del 212 è stato seguito da un incremento del 12% registrato nei primi nove mesi dell anno. Continua il peggioramento nel Nord Ovest e nel Centro, con aumenti dell 8,9% e del 12%. Costruzioni 5,4 % 9,7 % Fallimenti per area geografica nel primo semestre Nord Ovest Nord Est Industria -6,5 % 11,7 % 6,1% 8,9% 4,4% 12,% Centro Sud e isole -3,7% 18,%,6% 12,% Servizi 3,7 % , % Q1-Q3 5

6 Le procedure non fallimentari N 1 el terzo trimestre del si stima che siano state presentate circa 7 istanze di concordato in bianco: si tratta di un netto rallenta mento del fenomeno rispetto ai trimestri precedenti, attribuibile principalmente a fenomeni di stagionalità. Con questo dato il numero totale di istanze presentate nei primi nove mesi del ammonta a circa 3.5 unità. In molti casi, l istanza che blocca le azioni esecutive dei creditori è stata seguita dalla presentazione di un piano di risanamento (v. focus): nei primi nove mesi 2 del si contano circa 1.6 concordati comprensivi di piano, il 91% in più dello stesso periodo del 212. Considerando anche le altre procedure non fallimentari, che risultano in calo del 13% sull anno precedente, il numero totale di insolvenze diverse dai fallimenti si attesta a 2.29 unità, cui corrisponde un aumento del 43% rispetto allo stesso periodo del 212. Circa la metà delle procedure non fallimentari riguarda imprese che operano nel terziario, per cui tra gennaio e settembre del si osserva un aumento del 37% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. Gli incrementi sono anche più consistenti tra le imprese manifatturiere (+68%) e quelle edilizie (+51%). 8 6 Andamento delle procedure non fallimentari Dati trimestrali dati grezzi destagionalizzata e corretti per i gg lavorativi q3 212 Procedure non fallimentari per macrosettore nei primi tre trimestri Altro I concordati in bianco Numero di istanze per trimestre q4 212 q1 q2 Fonte: stime Cerved Group. Note: il concordato in bianco è stato introdotto a settembre del 212. Procedure non fallimentari per tipologia nei primi tre trimestri 18,3 % 91,7 % Concordati preventivi* q3 Q1-Q3. * Concordati preventivi con piano di risanamento ** Non include le procedure di cancellazione, di scioglimento per atto dell'autorità e le procedure che originano da atto dell'autorità 13,2 % -3,6 % % 9,7 % -13,4 Altre procedure** Q1-Q3 2 Costruzioni 39,5 % 5,9 % 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q Non include i concordati in bianco, le procedure di cancellazione, di scioglimento per atto dell autorità e delle procedure che originano da atto dell autorità Industria 6,4 % 68, % 1 Le nuove stime correggono quelle presentate nei precedenti numeri degli Osservatori. 2 Il numero di concordati in bianco si riferisce al numero di istanze con le quali le imprese possono bloccare le azioni esecutive dei creditori e preparare un piano di risanamento da presentare entro la scadenza fissata dal giudice. Alla scadenza, se l impresa presenta un piano di risanamento accettato dai creditori e omologato dal tribunale, si dà esecuzione al concordato preventivo tradizionale (in caso contrario può essere dichiarato fallimento). Nell Osservatorio, il totale delle procedure non fallimentari non include i concordati in bianco mentre include i concordati tradizionali. Servizi 2. Non include i concordati in bianco, le procedure di cancellazione, di scioglimento per atto dell'autorità e le procedure che originano da atto dell'autorità ,8 % 37,2 % 12 6

7 Il fenomeno risulta in forte crescita in tutta la Penisola, con un picco nel Nord Est (+6%), seguito dal Nord Ovest (+44%). Nel Mezzogiorno le procedure non fallimentari aumentano con tassi del 37%, un tasso di poco superiore rispetto a quello osservato tra le regioni del Centro Italia (32%). Procedure non fallimentari per area geografica nei primi tre trimestri Nord Ovest Nord Est 44,2% 21,9% 3,9% 6,5% Centro Sud e isole 21,7% 31,6% 6,8% 37,1% Non include le procedure di cancellazione, di scioglimento per atto dell autorità e le procedure che originano da atto dell autorità. Q1-Q3 7

8 Le liquidazioni 3 i stima che nel terzo trimestre del abbiano avviato procedure di liquidazione volontaria circa 14mila aziende in bonis, aziende sen- Sza precedenti procedure concorsuali, a cui corrisponde Andamento delle liquidazioni Dati trimestrali, destagionalizzati e corretti per le giornate lavorative un aumento del 5,3% rispetto al terzo trimestre del 212. Con questo dato, nei primi nove mesi dell anno le liquidazioni superano quota 5mila, aumentando del 5,2% rispetto al 212 e toccando, anche in questo caso, un record assoluto in oltre un decennio. Ad aumentare sono state soprattutto le liquidazioni delle cosiddette scatole vuote (+75%), società che non hanno depositato alcun bilancio nell ultimo triennio, mentre sono diminuite dello,9% le liquidazioni tra le società di persone. Continuano ad aumentare, ma a ritmi inferiori rispetto all anno precedente (2,2% contro 18,5%), le liquidazioni tra le vere società di capitale (quelle con almeno un bilancio valido nelle ultime tre annualità): anche in questo caso, il numero di liquidazioni dei primi nove mesi dell anno (quasi 25 mila) ha toccato un massimo nell intero periodo considerato. 15 totale imprese società di capitale * (scala dx) 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q 1q 3q (*) esclude le società di capitale che non hanno mai depositato un bilancio nei tre anni precedenti alla chiusura 2 L aumento osservato nei primi nove mesi del tra le vere società di capitale riguarda tutti i macrosettori: con tassi del 3,2% nel terziario, del 2,4% nelle costruzioni e dello,4% nell industria. Situazione simile a livello geografico: le liquidazioni crescono in tutte le aree del paese, ma a ritmi inferiori rispetto ai primi tre trimestri del 212. L aumento più marcato si osserva nel Nord Ovest (+3,7%), seguito da Nord Est (+2,6%), dal Centro (+1,4%) e dal Mezzogiorno (+,9%) Liquidazione di impresa per forma giuridica nei primi tre trimestri Numero di casi e tassi di variazione 18,5 % 2,2 % 74,6-26,2 % % % %, -,9 7 5 Società di capitale* Senza bilancio Società di persone Liquidazioni di società di capitale * per macrosettore nel primo semestre Altro (*) esclude le società di capitale che non hanno mai depositato un bilancio nei tre anni precedenti alla chiusura 51,9 % Q1-Q3 Q1-Q3 Liquidazioni di società di capitale* per area geografica nei primi tre trimestri -5,6 % Nord Ovest Nord Est Costruzioni 19,1 % 18,3% 3,7% 27,% 2,6% 2,4 % 14,% 1,4% Centro Sud e isole 17,7%,9% Industria 14, %,4 % (*) esclude le società di capitale che non hanno mai depositato un bilancio nei tre anni precedenti alla chiusura 21 Q1-Q3 Servizi ,7 % 3,2 % 3 Per via di ritardi nell aggiornamento degli archivi camerali, il numero di liquidazioni dell ultimo trimestre è stimato e poi corretto e aggiornato nel successivo numero dell Osservatorio. Il numero effettivo di procedure del secondo trimestre (16 mila) è inferiore di 1.3 unità rispetto alla stima fornita nel precedente Osservatorio. (*) esclude le società di capitale che non hanno mai depositato un bilancio nei tre anni precedenti alla chiusura 8

9 Cosa succede dopo il concordato in bianco? A più di un anno dall'entrata in vigore delle norme che hanno introdotto il concordato con riserva la domanda con un contenuto minimo essenziale che consente di bloccare le azioni esecutive dei creditori prima di presentare un piano di risanamento e avviare un concordato preventivo, è possibile utilizzare il patrimonio di informazioni di Cerved Group per un primo bilancio sull'impiego che le imprese italiane hanno fatto delle nuove norme. Come è stato evidente fin dalle prime elaborazioni, le aziende hanno fatto un uso molto ampio del nuovo istituto per far fronte alle difficoltà congiunturali: dall'11 settembre del 212, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove norme, si contano infatti quasi 5 mila domande. I dati indicano un'elevata diffusione di operazioni di cessione, di compravendita o di affitto di rami d'azienda proprio da parte delle società che hanno presentato una domanda in bianco: una su quattro è stata coinvolta in una di queste operazioni nei dodici mesi che hanno preceduto l'istanza. Si tratta di una percentuale molto più elevata rispetto a quella osservata nello stesso arco temporale tra le imprese che non hanno avviato procedure concorsuali (5,9%), qualunque sia la dimensione aziendale considerata. Le differenze rimangono, anche se più conenute, anche se i dati sono confrontati con le aziende che, in base agli archivi di Cerved Group, sono caratterizzate da un più alto rischio di insolvenza ma che non sono entrate in default. Il maggior ricorso a questo tipo di procedure può essere associato a un tentativo estremo di salvare l'azienda attraverso la cessione di alcuni cespiti oppure, come ha denunciato qualche operatore, a un abuso da parte di imprenditori che costituiscono delle bad company in cui far affluire i debiti aziendali e i cespiti meno redditizi prima di mettersi al riparo delle azioni esecutive dei creditori grazie all'ombrello delle nuove norme. Imprese con operazioni di affitto o cessione di rami d azienda % sul totale 36,9% 3,8% 3,4% 2,2% 24,6% -2 mil 2-1 mil 1-5 mil >5 mil totale Imprese che hanno fatto istanza di concordato in bianco Imprese senza procedure concorsuali Imprese senza procedure concorsuali a elevato rischio di default* (*) Rischiose secondo il Cerved Group Rating o il Cerved Group Score 9

10 Per le 2.8 istanze presentate fino al 31 marzo del, per cui al momento dell analisi sonotrascorsi almeno 18 giorni (il massimo intervallo temporale tra l istanza e il termine per la presentazione del piano di risanamento), è anche possibile una prima valutazione sull esito di tali procedure. In più di mille casi (il 36% del totale) le aziende hanno presentato un piano di risanamento, che al momento dell analisi non risulta essere stato revocato, e quindi hanno intrapreso fino in fondo la strada del concordato preventivo. In un caso su quattro (682 imprese), dopo la domanda in bianco è stato aperto un fallimento (o, in pochi casi, una diversa procedure di insolvenza). Un numero non trascurabile di procedure, più di 6 (21%), riguarda invece imprese che risultano ancora attive dopo la domanda in bianco: si tratta di casi in cui, nonostante la scadenza dei termini, il tribunale non si è ancora pronunciato o in cui dopo la mancata presentazione del piano di risanamento (o la sua inammissibilità), non è stata richiesta l apertura del fallimento. Sono oltre le società che invece risultano in liquidazione, il 15% del totale, 66, le società inattive o cessate (2,3%), mentre sono solo 29 le aziende (l 1%) che dopo aver fatto istanza di concordato inbianco hanno avviato un accordo di ristrutturazione dei debiti. I dati per tribunale indicano ancheuna certa eterogeneità negli esiti dei concordati in bianco, che può suggerire differenze di interpretazione delle nuove norme: se si considerano i sei tribunali in cui nel periodo indicato sono state presentate almeno 5 istanze, la percentuale di imprese fallite varia dal 1% al 4%, mentrequella di aziende che hanno avviato un concordato preventivo dal 25% al 49%. Esito dei concordati con riserva Numero e % sul totale (istanze presentate entro il 31/3/) 35,8% 24,2% 21,5% ,% 2,3% 1,% 2 in concordato preventivo fallita o altra procedura attiva liquidazione volontaria inattiva o cessata accordi ristrutturazione debiti 1

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