Sulle prospettive del servizio idrico in Italia. Intervista del Gruppo 183 all Onorevole Mariani

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1 Sulle prospettive del servizio idrico in Italia. Intervista del Gruppo 183 all Onorevole Mariani 11 novembre 2011

2 Gruppo 183: onorevole Mariani, come giudica la fase che attraversa l organizzazione dei servizi idrici nel nostro paese dopo le vicende referendarie e le varie manovre e/o decreti sviluppo che si stanno succedendo negli ultimi mesi? Più in particolare, normalmente entro agosto veniva presentato alle Camere l annuale Rapporto al Parlamento del Conviri ( già Coviri), ovvero la Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche che il Governo, con il D.L. 70 del 13 maggio di quest anno, ha soppresso. Ad oggi, non vi è traccia del Rapporto; ma neanche dell Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua alla quale sono state attribuite, dal detto Decreto, le funzioni già esercitate dalla soppressa CONVIRI. Qual è il Suo giudizio su questo stato di cose? L inazione del governo può significare che sta scaricando sulle Regioni e gli Enti Locali un tema politicamente sensibile? On. Mariani: la fase che stiamo attraversando è molto difficile anche dal punto di vista della organizzazione dei servizi idrici. La volontà dei cittadini italiani, espressa molto chiaramente dall esito del referendum di giugno, non sembra rilevante per un governo che in tutti modi sta cercando di procrastinare la ridefinizione dell impianto normativo ed insiste con indicazioni molto esplicite sulla necessità di privatizzare i servizi pubblici. La manovra di agosto ha richiamato espressamente la volontà di andare in quella direzione, pur facendo salvo almeno nominalmente all art. 4 il tema del servizio idrico, ma stabilendo all art. 5 forme premiali per le amministrazioni che decideranno di cedere quote delle partecipate ai privati. Insomma, quello che è uscito dalla porta lo si fa rientrare dalla finestra. La sostanza è che oggi non vi sono certezze se non i riferimenti Comunitari e che in questa fase di transizione ogni pianificazione, ogni verifica dello stato dell arte e, soprattutto, il coordinamento istituzionale pubblico è lasciato alla provvisorietà ed alla incertezza. La pervicacia e la decisione con le quali il Governo e la Maggioranza hanno voluto ad ogni costo istituire l Agenzia nazionale, contro il parere delle opposizioni, faceva supporre vi fossero idee molto chiare sul ruolo che il nuovo organismo avrebbe dovuto svolgere. Oggi, a mesi di distanza, rileviamo che gli scontri interni alla maggioranza anche per l individuazione dei membri di quella Agenzia relegano in secondo piano il fine di quell organismo. L ottima fotografia che il Conviri restituiva al Parlamento era senz altro un aiuto molto efficace per analisi e programmazione, oltre che l unico organismo statale deputato alla definizione della tariffa; di tutto ciò non vi è più traccia e noi riteniamo il Ministro Prestigiacomo responsabile di una grande superficialità: la decisione di non esercitare la delega affidata dal Parlamento al governo per la modifica del Codice ambientale in riferimento al tema acque ha infatti prodotto danni a catena favorendo altre priorità e interessi che niente hanno a che vedere con la pubblica utilità, accelerando procedure di infrazione da parte della UE in campi che vanno dalla depurazione alla mancata definizione dei distretti idrografici. Nella assenza di visione del Ministero dell Ambiente si sono inseriti in modo scorretto altri ministeri: l esempio del Decreto Ronchi è il più eclatante ma non sono mancate le incursioni del Ministero della Semplificazione con l abolizione degli Ato, del Ministero delle Infrastrutture e di quello delle Finanze con passaggi di risorse e tagli lineari che hanno impedito ogni azione. La conseguenza è che Regioni ed Enti locali si stanno districando tra le difficoltà della riorganizzazione degli Ato ed il rapporto non semplice con i gestori dei servizi idrici, che a loro volta hanno subito un arresto nella programmazione degli interventi e un abbandono preoccupante da parte del sistema creditizio. L incertezza normativa ha prodotto un effetto domino molto negativo le cui conseguenze arrivano a comprendere incertezza sui posti di lavoro, disservizi di ogni tipo e scarsa trasparenza. Gruppo 183: mercoledì 28 settembre 2011, l VIII Commissione permanente della Camera, avendo acquisita l intesa con il Presidente della Camera, ha deciso lo svolgimento di un indagine conoscitiva

3 nell ambito dell esame di varie proposte di legge tra cui quella di iniziativa popolare «Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico», e quella d iniziativa del deputato Bersani ed altri, recante «Disposizioni per il governo delle risorse idriche e la gestione del servizio idrico integrato», indagine che si concluderà entro il 30 novembre Esistono punti di convergenza possibile tra la proposta di legge di iniziativa popolare e quella presentata dal PD? On. Mariani: Il gruppo del partito democratico ha richiesto l avvio di un indagine conoscitiva che si svolgesse parallelamente alla ripresa della discussione sulle due proposte di legge depositate ben prima del Referendum. L esigenza è nata dalla volontà di coniugare la realtà manifestata dopo l esito referendario con l impostazione precedente. A mio avviso ci sono diversi punti di convergenza tra le proposte in campo e mi auguro che i contributi che verranno dall indagine conoscitiva possano individuare soluzioni unitarie. Non siamo pregiudizialmente appesi alla proposta del Pd: siamo molto aperti, ad esempio, a trovare soluzioni che possano interpretare anche nuovi modelli e strumenti finanziari da adottare nell ambito della sfera pubblica così come gli italiani hanno detto inequivocabilmente. Molto importante sarà definire con chiarezza il quadro istituzionale di riferimento e i meccanismi di controllo e verifica che come l esperienza insegna, non possono essere assoggettati a maggioranze politiche. Occorrono maggiori garanzie per i cittadini e gli enti locali oltre che la certezza delle risorse da impiegare per l adeguamento del servizio idrico integrato. Gruppo 183: la vicenda referendaria ha dimostrato che il consenso sociale è fondamentale per gestire un servizio a tariffa in condizioni di monopolio naturale. Il consenso dei cittadini/utenti deve essere conquistato, anno dopo anno, a livello locale perche le opere da realizzare depuratori, fogne, acquedotti insistono sui territori che dovranno finanziarne la realizzazione o la gestione con tariffe locali prevedibilmente crescenti. Le opere, però, bisogna effettivamente realizzarle ed i benefici devono essere percepiti dalla collettività perché fruttino una tariffa congrua. È evidente che la struttura tariffaria prevista dalla Galli è stata disarticolata e che occorrerà un intervento organico per assicurare la finanziabilità dei piani d ambito che dipende dalla credibilità del piano economico a base dell affidamento. La strada intrapresa dall attuale governo, tra istituzione dell Agenzia ed abolizione degli ATO il 31 dicembre 2011 esprime una visione centralistica da anni 50 facendo prevedere ulteriori scenari di conflittualità sociale crescente. L eccezionalità della vicenda referendaria ha messo in luce l esigenza di dotarsi di nuovi strumenti di democrazia partecipata, di forme di confronto e negoziazione permanenti con la cittadinanza attiva, mettendo fine alle pratiche di marketing aziendale che sino ad oggi hanno costituito il surrogato (fallimentare) alla trasparenza ed alla partecipazione. Qual è la sua proposta in merito? On. Mariani: effettivamente il nodo delle risorse per gli investimenti e la sua diretta relazione con la tariffa sono i punti di maggior delicatezza; oggi dobbiamo affrontarli con la spada di Damocle dell emergenza dovuta anche al disimpegno di molti istituti finanziari che nel caos normativo hanno fatto un passo indietro. Non credo che la soluzione della fiscalità generale sia il meccanismo più efficace per far ripartire un sistema così complesso, data anche la pressione imposta ai cittadini italiani in materia di tassazione. Penso piuttosto che lo sforzo che dobbiamo fare in questo momento sia quello di rivedere il meccanismo tariffario in tutte le sue componenti, articolandolo in funzione

4 delle fasce sociali, dell esigenza di investimenti, del risparmio e della tutela della risorsa. Occorre verificare l attuabilità di strumenti finanziari alternativi a quelli utilizzati fino ad oggi costruendo modelli di partecipazione diffusa e utilizzando fondi pubblici simili a quelli già utilizzati nel caso di infrastrutture o di salvataggi industriali. Il nostro obiettivo è quello di individuare risorse per gli investimenti allargando la platea dei soggetti coinvolti. Se alcuni grandi gestori hanno potuto sostenere con l aiuto del sistema finanziario società miste o private che si sono occupate in questi anni del sistema idrico integrato, il sistema pubblico deve ritrovare un ruolo anche da investitore, con forme che non siano soltanto il ripiano a piè di lista dei costi e o delle perdite. È una sfida molto interessante, che richiede un grande salto di qualità nella governance e rigore nell analisi delle esperienze che in molti sistemi pubblici hanno riguardato la gestione delle società partecipate, spesso proiettate più alla ricerca di ruoli per nominati dalle istituzioni che alla organizzazione efficiente del sistema idrico integrato. Lo Stato centrale e tutte le istituzioni territoriali, devono fare la loro parte; la devono fare anche a partire dal riconoscimento di moltissimi errori nella gestione e nella pianificazione. Ma da questi errori è necessario ripartire con la consapevolezza che i cittadini italiani saranno molto più attenti ed informati e che quindi trasparenza e responsabilità saranno le parole d ordine. Gruppo 183: secondo l ordinamento comunitario, i servizi di interesse economico generale si distinguono dai servizi ordinari per il fatto che le autorità pubbliche ritengono che debbano essere garantiti con carattere di continuità, mediante l imposizione di obblighi di servizio pubblico, anche quando essi non siano economicamente remunerativi e, pertanto, il mercato non sia sufficientemente incentivato a provvedervi da solo. Per uscire dall attuale impasse sarebbe opportuno partire dallo scopo iniziale della riforma dei servizi idrici, ovvero la generalizzazione, sul territorio nazionale, di standard di servizio elevati, misurabili e controllabili. Il fabbisogno di investimenti generalmente stimato necessario per il settore è di circa 45 miliardi di euro entro i prossimi 20 anni, 60 miliardi entro 30 anni; di questi, circa il 58% per nuove infrastrutture e il 37% per interventi di manutenzione straordinaria. Il 56% è relativo a interventi sugli impianti fognari e di depurazione, mentre il restante 44% riguarda gli acquedotti. Si tratta di circa 2 miliardi euro all anno, praticamente lo 0,15% del Pil nazionale. Una quota piuttosto bassa, se si considera che negli altri paesi ad alto reddito la quota di Pil investito per il finanziamento del servizio idrico va da un minimo di 0,35% a un massimo di 1,20%. Non pensa che un impegno di tali dimensioni sarà sicuramente più facile da assolvere a condizione che le scelte di investimento siano le più partecipate possibili e che i comportamenti dei soggetti gestori siano trasparenti e controllati? Per gestioni con queste caratteristiche non dovrebbe essere impossibile raccogliere sul mercato obbligazionario i 2 miliardi di euro/anno stimati necessari nel settore con il vantaggio che gli investimenti, per essere messi a frutto in tariffa, dovrebbero essere in grado di produrre opere funzionanti e non cantieri infiniti mobilitando, a tal fine, la Cassa Depositi e Prestiti che oggi tende a comportarsi come un normale intermediario finanziario e non come uno strumento di politiche pubbliche. Le sembra una strada praticabile come futuro impegno di governo? On. Mariani: sono convinta che questa strada vada perseguita. Nelle audizioni appena iniziate approfondiremo questa possibilità anche alla luce di altre esperienze avviate dalla Cassa Depositi e Prestiti. Con alcune Regioni stiamo anche verificando se, attraverso un azionariato diffuso, sia possibile avviare l impostazione di fondi di investimento. Credo sia utile informare che la ricerca di

5 strumenti che possano garantire certezza degli investimenti e dei tempi va avanti. È per questo motivo che voglio sottolineare anche lo sforzo non trascurabile che il nostro gruppo sta facendo per uscire da una impostazione che ha visto una contrapposizione, a mio avviso superata, tra la gestione ordinaria del tema servizio idrico integrato e quella che molti defiscono velleitaria e impossibile da attuare. Non vi sono ingenuità, né pregiudizi di sorta, che impediscano un approccio articolato per tenere insieme molte esigenze differenti, anche nel rispetto della normativa Comunitaria. Liquidare un problema tanto grande con questa superficialità sarebbe un errore, consumato ai danni dei cittadini italiani e del Paese, e noi non possiamo permettercelo. Simbolicamente questo tema offre spunti per costruire anche la speranza di un Paese nuovo, insieme a molte soluzioni concrete ed irrimandabili.

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