Dall Amore di Cristo la Fraternità

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1 Anno XXV - N. 1 Gennaio Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2 NE/VE Dall Amore di Cristo la Fraternità

2 A ROVIGO la Famiglia Missionaria della Redenzione offre un servizio ai Sacerdoti, alle Comunità e a tutti coloro che desiderano: Oggetti religiosi, Arte sacra, Paramenti, Camicie clergy Libri di diverse Casa Editrici, Bomboniere con oggetti di altri Paesi. Particole, Vino S. Messa, Cera di tutte le qualità e dimensioni. COLLABORARE con la Famiglia Missionaria della Redenzione significa contribuire anche alla realizzazione di progetti di sviluppo e solidarietà in Brasile e in Burundi, ponendo attenzione alle necessità più urgenti dei fratelli che il Signore ci fa incontrare. Fondazione Famiglia Missionaria della Redenzione Via A. Speroni degli Alvarotti 16, (Vicino al Vescovado) Rovigo Telefono Premessa... 3 Un ricordo nel cuore della Famiglia Missionaria della Redenzione... 4 La preghiera - Invocazione e ringraziamento... 6 Via Crucis... 7 Tempo di Quaresima Il Triduo Pasquale Stare insieme seguendo il Maestro La nostra presenza a villa Concordia, Teolo Vivi e #passaparola! Nuova e bella esperienza di Missione La mia esperienza in Brasile Voti perpetui della sorella Helena a Maragojipe Impegnati per promuovere valori di vita L animazione missionaria in Burundi, arcidiocesi di Gitega L esperienza della nuova missione in Burundi dei fratelli missionari Campi missionari Progetti di solidarietà Il mensile viene inviato gratuitamente alle famiglie e agli amici che desiderano conoscere e condividere lo spirito ecumenico missionario D. Legge n. 196/2003 sulla tutela dei dati personali. Il suo indirizzo fa parte del nostro archivio: Famiglia Missionaria della Redenzione e lo comunichiamo alla tipografia per la spedizione gratuita del nostro opuscolo di informazione a carattere ecumenico missionario e di altre notizie sempre di carattere missionario, del C.E.M. Mondialità e del Centro Missionario Diocesano, organismi entro i quali prestiamo il nostro servizio. I suoi dati non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi. Inoltre lei può chiedere in ogni momento, modifiche, integrazioni o cancellazione scrivendo: Famiglia Missionaria della Redenzione Via A. Speroni, ROVIGO. Redazione: FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE - Via Arnaldo Speroni, 16 Rovigo. Direttore Responsabile: Settimio Rigolin - Autorizzazione del Tribunale di Rovigo n. 09 del 30 luglio Stampa presso: S.I.T. srl - Dosson di Casier (TV) Tel. 0422/634161

3 Dall Amore di Cristo la Fraternità Iniziare la quaresima con l imposizione delle ceneri il 6 marzo è disporsi ad un cammino di conversione connotato dall ascolto della Parola e da tre gesti concreti: preghiera, digiuno, carità. Il richiamo ad intensificare l ascolto della Parola ci invita a lasciarci penetrare dallo sguardo di Dio: contemplare il mistero di Dio che si incarna, vive una vita normale, quotidiana: Ha lavorato con mani d uomo, ha pensato con mente d uomo, ha agito con volontà d uomo, ha amato con cuore d uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato. (GS 22) Entrare nella contemplazione di questo grande mistero non è un processo automatico, ma un dono da chiedere umilmente nella preghiera. E lasciare che l Amore di Dio tocchi il nostro cuore fino a farlo diventare riflesso del Suo Cuore, così da renderci capaci di guardare il mondo con gli occhi di Cristo. E mettere al centro le relazioni umane avendo ben chiaro che la radice dell amore e quindi della nostra vita, è in Dio. Se a volte la carità sembra spegnersi in tanti cuori, essa non lo è nel cuore di Dio! Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare. Il Papa ci ricorda che la Chiesa, assieme alla medicina, a volte amara, della verità, per evitare che il nostro cuore si raffreddi, ci offre il dolce rimedio della preghiera, dell elemosina e del digiuno. Sempre uniti alla carità. Nel suo messaggio per la Quaresima del 2018, Papa Francesco ci ha chiesto di guardare se il nostro cuore è minacciato dalle menzogne che ci rendono schiavi del piacere, del denaro, della droga, delle relazioni usa e getta e della realtà virtuale dei social. Per guarire dal gelo dell amore soffocato, i rimedi della Chiesa sono preghiera, elemosina e digiuno. Anche quest anno il Papa ci propone: 24 Ore di adorazione il marzo Penso che ci rendiamo conto di quanto è necessaria la preghiera per rompere le catene della corruzione e del rifiuto dei fratelli che provengono da altri Paesi. Il diavolo abita nel gelo dell amore soffocato. Quali sono i segnali, si chiede ancora il Papa nel suo messaggio, che ci indicano che in noi l amore rischia di raffreddarsi e spegnersi? Innanzitutto l avidità per il denaro, che segue il rifiuto di Dio e di trovare consolazione in Lui, preferendo la nostra desolazione al conforto della sua Parola. Un rifiuto che si tramuta in violenza contro chi è ritenuto una minaccia alle nostre certezze : il bambino non ancora nato, l anziano malato, l ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese. Alla preghiera uniamo il digiuno, un digiuno non solo di cibo, ma di tutto ciò che inquina la nostra vita, la rende insensibile di fronte alle sofferenze umane. Il digiuno ci permette di sperimentare ciò che provano i nostri fratelli che non hanno cibo per sfamarsi. Inoltre il digiuno ci sveglia ci fa attenti ai messaggi di Dio e del fratello. Dalla preghiera e dal digiuno si arriva all elemosina, alla condivisione di ciò che abbiamo con coloro che sono nella necessità e ci chiedono una mano, ci chiedono la solidarietà. Così il fuoco della Pasqua tornerà a scaldare i cuori, scaccerà davvero il buio e, nutriti dalla Parola e dal Pane di vita si tornerà ad alimentare la fede, la speranza e la carità indispensabili per la FRATERNITA. Pierina MdR - Premessa - 3

4 Un ricordo nel cuore della Famiglia Missionaria della Redenzione Mercoledì 9 gennaio 2019, nella casa Regina delle Missioni, a Rovigo, la Famiglia Missionaria della Redenzione, gruppo famiglie, giovani per la missione e alcuni amici, hanno celebrato insieme la ricorrenza della nascita della patrona, Santa Maria Chiara Nanetti, e della nascita al cielo del fondatore padre Achille Corsato. E un giorno speciale perché riunisce in sé la figura della santa martire polesana - nostro modello, esempio di missionaria che ha donato la sua vita per Cristo - e il dono della vita del nostro padre Achille, che ha accolto la voce dello Spirito nell indicarci come stile di vita il carisma ecumenico missionario della Redenzione. Alle ore sua eccellenza mons. Pierantonio Pavanello ha presieduto alla Celebrazione Eucaristica nella quale hanno concelebrato alcuni sacerdoti appartenenti alla Famiglia o legati da particolare affetto per don Achille e le Missionarie della Redenzione. L omelia del vescovo si è incentrata sul commento delle letture del tempo di Natale, sottolineando il fatto che la missione è una questione d amore: La missione continua nel tempo della Chiesa il mistero dell Incarnazione. Dio si è fatto uomo per amore, quindi noi diventiamo missionari per amore. La missione nasce dal nostro personale incontro col Dio che si è fatto visibile in Gesù. L Incarnazione si sperimenta ancor oggi attraverso le persone che vivono l amore: se ci amiamo Dio rimane in noi. Dimorare significa stare, stare bene, a proprio agio, come a casa nostra. Quindi Dio si trova bene in noi se siamo disposti ad amare. Rendiamo così testimonianza a Dio con convinzione: prima della predicazione c è la vita intessuta di amore, che rende credibile il nostro annuncio. La missione non è questione di fare, ma di essere, vivere da figli di Dio, in modo che Dio abiti in noi, sperimentando il suo amore. La missione, infine, è annuncio: la Parola diventa contagiosa, viene accolta se prima la viviamo. La missione non è solo quella che è operata, per esempio da don Giuseppe in Mozambico, che è oggi qui fra di noi, ma è tutta una Chiesa che ama, che vive di Dio e si fa missionaria, fa esperienza di vicinanza con Dio e diventa credibile nei suoi membri, vicini o lontani, per dare testimonianza a Cristo. Credo che anche la storia della Famiglia Missionaria della Redenzione sia molto interessante perché, nei disegni del Signore, non è rimasta solo costituita da italiani, ma anzi, è composta per la maggior parte di africani. Questo ci dice come lo Spirito del Signore ci conduce per vie che non sono le nostre, vie che ci portano a mescolarsi (come afferma papa Francesco in Evangelii Gaudium) e andare dove non avevamo mai pensato, scambiarci i nostri doni, vivendo la fraternità, segno concreto dell amore. Considerando gli avvenimenti che si susseguono, specialmente in relazione alla questione immigrazione, è una testimonianza molto importante questa: parlare di missione, di uno scambio, sentirci fratelli fra di noi, impegnati ad 4 - Anniversari -

5 arricchirci reciprocamente dei nostri doni. Questa è la testimonianza di fronte al mondo: essa suscita reazioni. La missione della Chiesa non è più popolare oggi, perché urta la mentalità di chiusura che si sta diffondendo anche fra i cristiani. Dobbiamo tornare al Vangelo, perché diventi stile della nostra vita, la trasformi. Qui si misura la maturità della nostra fede, quando il Vangelo diventa criterio per discernere il nostro tempo, le scelte che facciamo. Ringraziamo il Signore perché nella nostra Chiesa soffia lo Spirito che invia in missione, attraverso don Achille Corsato, attraverso tanti sacerdoti e laici, religiosi e religiose. Cerchiamo di continuare a tenerlo vivo. La Famiglia Missionaria ha, in diocesi, anche questo compito: di tenere viva, accesa l attenzione alla missione universale della Chiesa, all annuncio del Vangelo a tutti i popoli. Preghiamo santa Chiara Nanetti e don Achille che aiuti noi qui presenti, aiuti le comunità in Polesine, ad essere sempre discepoli missionari. La Celebrazione Eucaristica, animata dal coro della parrocchia di san Pio X e anche da canti e danze delle sorelle burundesi, si è conclusa con l inno a Santa Maria Chiara, accompagnato dai nostri giovani con le chitarre. La bella serata insieme ha proseguito con la cena e, infine, la testimonianza di don Giuseppe Mazzocco, sacerdote fidei donum della nostra diocesi attualmente presente in missione a Beira, in Mozambico, con alcuni sacerdoti vicentini. Ha illustrato con immagini e documenti la situazione umana, sociale e pastorale della sua - Anniversari- nuova parrocchia, mostrando una realtà difficile, con grandi sfide, soprattutto la povertà e l abbandono, alle quali i missionari cercano di rispondere con l impegno e la creatività. Ringraziamo il Signore per questa gioiosa ricorrenza, un occasione per vivere maggiormente la fraternità, riscoprendo la bellezza del nostro carisma e la grazia di appartenere alla Famiglia Missionaria della Redenzione. Missionarie della Redenzione 5

6 LA PREGHIERA INVOCAZIONE E RINGRAZIAMENTO! Eccoci arrivati al nostro appuntamento mensile per ricordare il nostro caro don Achille Corsato, fondatore della nostra Famiglia. Egli fu uomo di profonda preghiera e ci ha lasciato alcuni suoi pensieri sull importanza della preghiera nella vita di un cristiano. Il suo stile era molto semplice perché desiderava farsi capire da tutti. In questo articolo ci dirà che cos è la preghiera, perché e per chi dobbiamo pregare, chi dobbiamo pregare, quando, dove e come dobbiamo o possiamo pregare. La preghiera è una pia elevazione della mente e del cuore a Dio. Pregare: vuol dire parlare con Dio. E perché dobbiamo pregare? Per adorare Dio, per ringraziarlo, per chiedergli perdono, aiuti e grazie. Quanti doni riceviamo ogni giorno da Dio! Basti pensare alle cose materiali che ha creato per tutti noi, alla vita, alla salute Dobbiamo pregare Dio per chiedergli anche perdono perché tante volte lo offendiamo, specialmente quando non obbediamo alle sue leggi. Dobbiamo pregare per domandare aiuti, grazie, favori per l anima e per il corpo. Gesù, nel Padre nostro, ci ha insegnato che sia santificato il suo nome, che si estenda il suo Regno, che sia fatta la Sua volontà, e ci ha insegnato a chiedere il pane quotidiano. Don Achille ci esorta a non stancarci mai di pregare e ci ricorda che chi non prega è come un bestia. Dobbiamo poi pregare non solo per noi, ma anche per i nostri nemici, anche per quelli che ci vogliono male. E questo uno dei comandamenti più difficili della nostra religione. E vero? Come discepoli di Gesù Cristo dobbiamo imitare il Maestro che ci ha dato l esempio dall alto della Croce. E chi dobbiamo pregare? Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, la Madonna, San Giuseppe, il nostro Angelo Custode e i Santi. E quante volte? Al mattino, durante il giorno e alla sera. E dove? Da per tutto, ma in modo particolare in chiesa ed in casa. Come dobbiamo pregare? Con attenzione alle parole che pronunciamo per non meritare il rimprovero di Gesù: Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Quante bugie! Come dobbiamo pregare? Con umiltà, cioè senza avere pretese ed esigenze. Deve essere poi fatta con costanza e perseveranza: pregare per un breve momento e pretendere di essere subito esauditi vuol dire dimenticare che Dio è padrone dei suoi doni ed ha il diritto di concederli quando vuole. Molte ragioni ha il Signore quando non esaudisce subito la preghiera! Tante volte lo fa per provare la nostra fede o per aumentare i nostri meriti. 6 - Anniversari - Quanto sono ancora attuali queste considerazioni del nostro don Achille! Ed ora un breve esame di coscienza: quanti sono i cristiani che pregano? Quanti non pregano mai, neppure fanno il segno della croce alla mattina ed alla sera! Neppure alla domenica! In quante famiglie si prega insieme? Una volta quante famiglie si raccoglievano insieme all Angelus, a mezzogiorno o alla sera per il Rosario! Adesso sono tutti raccolti davanti alla televisione! Quanti non pregano più perché non hanno ottenuto niente! E perché non hanno ottenuto niente? Perché mali o mala o male hanno chiesto, come dice S. Agostino. E voi pregate? E bene? Io ve lo raccomando tanto, ma vi raccomando soprattutto di non dimenticarvi di questa grazia in tutte le vostre preghiere: la grazia di conoscere e fare la volontà di Dio: Sia fatta, o Signore, la tua volontà. Infine don Achille ci ricorda queste parole di S. Alfonso, che ha scritto un libretto sulla preghiera: Chi prega si salva, chi non prega si danna. Luigino Bergo

7 VIA CRUCIS PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERÒ A cura di Maristella Tommaso e Sara Lioi, membri della Consulta Nazionale Missio Giovani Con la presente Via Crucis, in questo mese dedicato a tutti i martiri uccisi per la fede e in particolare a Oscar Romero, che ha lottato contro le ingiustizie sociali del Salvador promuovendo la crescita integrale delle donne e degli uomini che ha incontrato, vogliamo pregare per tutti coloro che sono vittime di ingiustizie, povertà, sfruttamento, oppressione, che sono il luogo teologico in cui Dio si rivela. Cammineremo insieme lungo questa Via della Croce, portando su di noi le croci nel mondo, fino ad arrivare a scoprire che ogni cristiano è chiamato alla santità e alla liberazione di qualsiasi popolo, donna, uomo, bambino, anziano della terra. Ad ogni stazione recitiamo: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo. I stazione: Gesù è condannato a morte ABUSO DI POTERE Assistiamo ogni giorno ad abusi di potere: pensiamo alle oppressioni politiche, alle dittature e a tutte quelle situazioni che creano instabilità e disequilibrio in ogni parte del mondo, colpendo i più deboli, i più poveri e costringendoli a tacere. Dal Vangelo secondo Luca (22, 67-69) «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d ora in poi il Figlio dell uomo siederà alla destra della potenza di Dio». silenziosa II stazione: Gesù è caricato della croce POVERTÀ Quante volte siamo passati davanti a un povero con indifferenza e non l abbiamo neanche guardato; quante volte, al posto di sconfiggere la povertà, la alimentiamo o la causiamo. Impariamo ad essere sempre dalla parte dei poveri, a metterci nei loro panni, a stare in mezzo a loro e a distruggere tutti i sistemi che causano povertà. Dal Vangelo secondo Marco (15, 20) Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Preghiamo Signore, insegnaci a non amare noi stessi o soltanto quelli che ci amano. Insegnaci a pensare agli altri, ad amare anzitutto quelli che nessuno ama. Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo. - Via Crucis - 7

8 III stazione: Gesù cade la prima volta MIGRAZIONI Tante persone, in questi anni, lasciano le proprie terre con la speranza di raggiungere l Italia o l Europa, ma spesso il Mediterraneo fa da culla ai loro corpi. In questa Quaresima impariamo a conoscere questi viaggi della croce, torniamo a scoprire il vero senso dell accoglienza. Dal Vangelo secondo Luca (9, 26-27) Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell uomo quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi. In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio». V stazione: Gesù è aiutato dal Cireneo SANITÀ In questa stazione ci soffermiamo sul tema della sanità, in Italia e nel mondo. Pensiamo a tutti coloro che non hanno accesso alle cure mediche. Non possiamo lasciare che il mondo muoia ancora per mancanza di cure e di assistenza. Dal vangelo secondo Luca (23, 26) Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. silenziosa Preghiamo Dio di misericordia, Ti preghiamo per tutti coloro che sono morti nella speranza di trovare una vita migliore. Che mai siano da noi dimenticati, ma che possiamo onorare il loro sacrificio con le opere più che con le parole. IV stazione: Gesù incontra sua madre VIOLENZA BULLISMO Ogni giorno sentiamo parlare di violenze domestiche, bullismo, cyberbullismo. Cosa stiamo facendo per i nostri ragazzi oggi? Come li stiamo educando? Dal Vangelo secondo Luca (11, 27-28) Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Preghiamo Signore, insegnaci ad usare i nuovi mezzi di comunicazione per condividere esperienze positive, per diffondere parole e pratiche buone per innescare un circolo virtuoso di amore e belle notizie. 8 - Via Crucis - VI stazione: La Veronica asciuga il volto di Gesù PROSTITUZIONE Il mondo oggi deve accorgersi di tutte le donne sfruttate, che vivono sui cigli della strada, senza una parola di conforto, considerate solo oggetti di piacere. Ridonare dignità, bellezza, tenerezza, vita è il compito di ogni cristiano. Dal Vangelo secondo Luca (10, 36-37) Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va e anche tu fa così». silenziosa VII stazione: Gesù cade la seconda volta SPRECO ALIMENTARE Tante volte sprechiamo il cibo non pensando a chi muore per la fame, per la sete. Tutti dovrebbero avere la possibilità di un pasto, di non restare affamati. Dal Vangelo secondo Luca (11, 42) Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle.

9 Preghiamo Signore provvedi, attraverso di noi, alle necessità di tutte le creature perché, liberate dal bisogno, possano servirti nella libertà e nella pace. VIII stazione: Gesù incontra le pie donne SFRUTTAMENTO MINORILE E TURISMO SESSUALE Gli italiani sono ai primi posti della classifica di coloro che più viaggiano per turismo sessuale. Nessuna bambina, nessun bambino, nessun uomo e nessuna donna dovrebbe essere violentata/o, sfruttata/o, maltrattata/o. Dal Vangelo secondo Luca (23, 27-31) Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». Preghiamo Santa Giuseppina Bakhita, da bambina è stata venduta come schiava e ha dovuto affrontare difficoltà e sofferenze indicibili. Una volta liberata dalla schiavitù fisica, ha trovato la vera redenzione nell incontro con Cristo e la sua Chiesa. Signore, per sua intercessione, aiuta tutti quelli che sono intrappolati nella schiavitù. IX stazione: Gesù cade la terza volta LIBERTÀ DI PENSIERO Quando si viene privati della libertà di esprimere il proprio pensiero si diventa poveri. La capacità di sviluppare la propria individualità viene meno e il vivere si trasforma in un sopravvivere. Dal Vangelo secondo Luca (17, 1-3) Disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa - Via Crucis - del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi! Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. silenziosa X stazione: Gesù è spogliato delle vesti RACHET USURA BANCHE Ogni giorno abbiamo a che fare con banche che gestiscono i nostri conti: come cristiani dovremmo scegliere banche più etiche, che non finanziano le armi e le guerre e che si mettano dalla parte dei poveri e degli indifesi, valorizzando stili di vita più sani. Dal Vangelo secondo Luca (12, ) Poi disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno date in aggiunta. silenziosa XI stazione: Gesù è crocifisso MAFIA La mafia affligge ancora il mondo odierno, creando disagi, continuando a opprimere, a sottomettere, ad essere causa di tante ingiustizie. In questa stazione preghiamo per tutte le vittime della mafia, per coloro che si impegnano quotidianamente contro questo grande male. Dal Vangelo secondo Luca (23, b) Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l altro a sinistra. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest uomo era giusto». 9

10 Preghiamo Signore ti preghiamo per quanti soffrono a causa della cultura mafiosa che crea servilismo, blocca l economia, riduce gli spazi del lavoro onesto. Fa di questa nostra terra, da dove i giovani fuggono e tutto ha il sapore amaro della sconfitta, una terra ospitale capace di riscatto sociale, di rispetto della persona umana e dei suoi diritti inalienabili. Preghiamo O Dio, nostro Creatore, tu hai cura paterna di tutti e hai voluto che gli uomini formassero una sola famiglia e si trattassero tra loro come fratelli e dividessero nella giustizia i beni della terra. Donaci la forza del tuo Spirito perché non ci chiudiamo in noi stessi ma sentiamo viva la responsabilità sociale e la esercitiamo attivamente. XII stazione: Gesù muore sulla croce MORTE In questa stazione ricordiamo tutti i defunti e coloro che stanno vivendo un momento di sofferenza, sconforto e smarrimento perché possano riscoprire la bellezza di poter aggrapparsi alla Roccia che è Cristo per poter risorgere. Dal Vangelo secondo Luca (23, 44-46) Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. silenziosa XIII stazione: Gesù è deposto dalla croce PRIVAZIONE DELLA DIGNITÀ UMANA In molte aree del mondo tanta gente è privata della propria dignità: i poveri, gli immigrati, gli sfruttati, i violentati, le prostitute. In questa stazione li ricordiamo tutti perché nessuno venga dimenticato. Ogni uomo e ogni donna della terra ha diritto ad un nome. Dal Vangelo secondo Luca (23, 50-52) Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. XIV stazione: Gesù è deposto dalla croce e vince la morte LIBERAZIONE E SANTITÀ In quest ultima stazione preghiamo per la liberazione da tutto ciò che ci fa male, da ciò che ci rende poveri. Abbiamo la necessità di riprendere la strada che è un cammino di Santità, che è per tutti, nessuno escluso. Dal Vangelo secondo Luca (23, 53-56) Giuseppe Darimatea lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto. di papa Francesco (...) O Croce di Cristo, insegnaci che l alba del sole è più forte dell oscurità della notte. O Croce di Cristo, insegnaci che l apparente vittoria del male si dissipa davanti alla tomba vuota e di fronte alla certezza della Risurrezione e dell amore di Dio che nulla può sconfiggere od oscurare o indebolire. Amen! Papa Francesco 10 - Via Crucis -

11 Tempo di Quaresima MERCOLEDÌ DELLE CENERI - 6 marzo Quando pregate, non siate ipocriti Dal Vangelo secondo Matteo (6, ) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. (...) Quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà., elemosina e digiuno sono tre iniziative richieste ad ogni cristiano in questa quaresima. Il Santo Padre ci ricorda l importanza di vivere bene questo tempo forte: Invito soprattutto i membri della Chiesa a intraprendere con zelo il cammino della Quaresima, sorretti dall elemosina, dal digiuno e dalla preghiera. Se a volte la carità sembra spegnersi in tanti cuori, essa non lo è nel cuore di Dio! Egli ci dona sempre nuove occasioni affinché possiamo ricominciare ad amare. GIOVEDÌ 7 marzo Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà Dal Vangelo secondo Luca (9, 22-25) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Il Figlio dell uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Poi, a tutti, diceva: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?. Il destino di Gesù è quello del rifiuto, dell incomprensione, della sofferenza. Siamo disposti a seguirlo? Dio non vuole la sofferenza di nessuno, ma seguirlo suscita contrasti e divisioni anche con le persone che ci stanno vicine. La sua Parola è scomoda e volerlo seguire implica affrontare anche l incomprensione di persone a noi care, persone magari buone, con una vita corretta, ma che non conoscono l amore di Dio, non lo hanno sperimentato nella loro vita. Chiediamo al Signore la grazia del discernimento e della perseveranza, per donare a Lui la nostra vita. Signore, donaci la fortezza e la perseveranza per seguirti ovunque Tu ci voglia condurre. Donaci, o Padre, la grazia di vivere bene questa quaresima che oggi cominciamo. Che le ceneri oggi ricevute siano un vero segno di conversione nella nostra vita. - Quaresima

12 VENERDÌ 8 marzo Quando lo sposo sarà loro tolto, digiuneranno Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15) In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Gesù è sempre con noi. Non dobbiamo pensare che oggi sia più distante da noi rispetto al tempo in cui ha vissuto su questa terra. Anzi, ci accompagna e ci aiuta a vivere meglio. I discepoli avevano Gesù con loro prima della sua passione e per questo vivevano nella gioia di stare con Lui. Quando, poi, capiranno il senso della sua venuta e del suo sacrificio, allora faranno anche loro digiuni, questa volta non rituali come i giudei, ma di vera conversione. O Signore, invia a noi il tuo Santo Spirito perchè ci sostenga in questo tempo di conversione. SABATO 9 marzo Sono venuto a chiamare i peccatori, perché si convertano Dal Vangelo secondo Luca (5, 27-32) In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C era una folla numerosa di pubblicani e d altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Papa Francesco ha commentato, riguardo la chiamata di Levi: Tutti noi siamo invitati alla mensa del Signore. Facciamo nostro l invito a sederci accanto a Lui insieme ai suoi discepoli. Impariamo a guardare con misericordia e a riconoscere in ognuno di loro un nostro commensale. Siamo tutti discepoli che hanno bisogno di sperimentare e vivere la parola consolatrice di Gesù. Abbiamo tutti bisogno di nutrirci della misericordia di Dio, perché è da questa fonte che scaturisce la nostra salvezza. (udienza generale, 13 aprile 2016) Signore Gesù, illuminaci col tuo Spirito perché possiamo rispondere con prontezza alla tua chiamata di amore e realizzare la tua volontà Quaresima

13 PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA - 10 marzo Solo al Signore Dio ti prostrerai, Lui solo adorerai Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, di a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l uomo. Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo. Gesù gli rispose: Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto. Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano ; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. Nel Vangelo di questa prima domenica del nostro cammino quaresimale, Gesù ci insegna che la vita implica scelte, in una lotta continua contro il male. Ci aiuta a comprendere che Dio è sempre vicino a noi, abita nel nostro cuore, è con noi nel nostro cammino quotidiano ed anche nel deserto del nostro cuore, nella solitudine dell esistenza quotidiana. Infatti il deserto può essere uno stato d animo, che fa paura, ma che con la grazia di Dio, offerta dallo Spirito Santo, è possibile vincere e comprendere meglio così la volontà del Signore su di noi. Per noi cristiani ciò che conta per la nostra crescita spirituale e umana è la fedeltà al Signore. - Quaresima Allora è necessario ritornare sui nostri passi, rifiutare la via del male, i compromessi con la tentazione. Per questo siamo chiamati a fare un percorso come Gesù e con Gesù per progredire verso la santità e vivere con fiducia, orientando la nostra vita verso Gesù, sorgente della nostra gioia. Senza di Lui non possiamo far nulla. La parola di papa Francesco «L annuncio del Vangelo, se è vero, subisce la tentazione» ha rimarcato papa Francesco. «Se un cristiano che dice di annunciare il Vangelo, con la parola o con la testimonianza, mai è tentato», può star «tranquillo» che il diavolo non se ne preoccupa «e quando il diavolo non si preoccupa è perché non gli facciamo problema, perché stiamo predicando una cosa che non serve». Ecco perché «nella vera predicazione c è sempre qualcosa di tentazione e anche di persecuzione». (sito del Vaticano, 25 aprile 2017) O Padre, aiutaci con la forza del tuo Santo Spirito, ad affrontare le inevitabili tentazioni della vita, sapendoci guidati dal tuo Figlio. 13

14 LUNEDÌ 11 marzo Davanti a Lui verranno radunati tutti i popoli Dal Vangelo secondo Matteo (25, 31-46) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Quando il Figlio dell uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. Il discorso di Matteo sugli ultimi tempi dell umanità (discorso escatologico), si conclude con la grande descrizione del giudizio universale, quando tutti riceveranno la vita eterna secondo le scelte compiute in questa esistenza sulla terra. Alla base del giudizio c è la carità, criterio di discernimento per stabilire la nostra appartenenza al Regno del Padre. O Signore, facci scoprire la tua presenza in ogni fratello e sorella, perché possiamo serviti in essi. MARTEDÌ 12 MARZO Sia fatta la tua volontà Dal Vangelo secondo Matteo (6, 7-15) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Gesù, nel suo grande amore per noi, ci guida con pazienza lungo cammini di una spiritualità autentica e senza ipocrisia, di una preghiera semplice ed essenziale. Non dimentichiamo mai che Dio è Padre, ci ama, gioisce per la nostra fiducia filiale che ci fa chiedere la santificazione del suo Nome e la venuta del suo Regno. Aiutaci, Signore, a perdonare sempre, di cuore, riconoscendo prima di tutto le nostre manzanze verso di Te e verso i fratelli Quaresima

15 MERCOLEDÌ 13 marzo A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona Dal Vangelo secondo Luca (11, 29-32) In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona». Giona è stato un segno, un richiamo forte alla conversione per cambiare vita, prima che la grande città di Ninive fosse distrutta. Così Gesù proclama di essere anche Lui un segno, supremo e definitivo, della misericordia di Dio Padre, che vuole salvarci dal pecato prima che rovini la nostra vita. Per questo, non cerchiamo segni straordinari, ma solo Gesù e la sua Parola. GIOVEDÌ 14 MARZO A chi bussa sarà aperto Dal Vangelo secondo Matteo (7, 7-12) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Gesù ci invita a pregare con fiducia e perseveranza, come un bambino che chiede ai suoi genitori ciò di cui ha bisogno. L atteggiamento semplice ed umile che caratterizza il figlio che necessita di alimento e protezione è ciò che il cuore del Padre celeste cerca in ognuno di noi, per farci del bene e soprattutto condurci alla vita eterna. Con insistenza ti preghiamo, o Padre: realizza in noi il tuo progetto di amore. Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà. Libera il tuo popolo e guidalo alla salvezza. - Quaresima

16 VENERDÌ 15 marzo Và prima a ricolciliarti col tuo fratello Dal Vangelo secondo Matteo (5, 20-26) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: Stupido, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: Pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna. (...) Mettiti presto d accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all ultimo spicciolo!». La legge farisaica non è sufficiente per Gesù. Lui guarda il cuore, oltre che le nostre azioni. Per questo motivo non basta più solamente non uccidere, ma il comandamento è confermato ed interiorizzato con la condanna dell ira e delle sue conseguenze. Il cristianesimo avvicina la legge di Dio al cuore dell uomo, al suo essere più profondo e vero. Liberaci, Signore, dall ira e dai mali che essa provoca nella nostra vita e in quella degli altri. SABATO 16 marzo Pregate per quelli che vi perseguitano Dal Vangelo secondo Matteo (5, 43-48) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». La pratica della carità evangelica non è facile. Essere gentili ed educati con i vicini è una pratica che dovrebbe essere comune a tutti gli esseri umani. Ma amare i nemici, pregare per coloro che ci fanno del male, richiede umiltà, un legame molto stretto e profondo con Dio. Tutto questo è più gradito al Signore che il digiuno e le pratiche di pietà, che devono essere compiute al fine di aiutarci poi a vivere veramente nell amore Quaresima O Dio, permetti che si convertano a Te i nostri cuori, per vivere pienamente nella carità.

17 SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA - 17 MARZO Questi è il Figlio mio, l eletto. Ascoltatelo Dal Vangelo secondo Luca (9, 28b-36) In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. (...) Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l eletto; ascoltatelo!». (...) Nel Vangelo di oggi meditiamo la trasfigurazione di Gesù ed il suo significato. Questo episodio della vita del Salvatore ci ricorda la meta del nostro cammino terreno. Come Gesù siamo chiamati a combattere la via del male per affrontare coraggiosamente tutte le prove e le tentazioni, per poter passare ad una vita nuova, una vita di bellezza nella gloria di Dio. Nella trasfigurazione, Gesù ci mostra la sua divinità, gloria che ha da sempre avuto nel seno del Padre. Questo succede mentre prega: è nella preghiera che la vita cristiana ha senso e giunge a buon fine. Camminiamo dunque verso un avita più bella, più gioiosa. La relazione con Gesù nella preghiera ci aiuta a capire veramente questo grande progetto di Dio su di noi e ci fa scoprire anche che nella sofferenza, nel deserto, cioè nella tentazione, troviamo occasioni per crescere nella fede, nell amore e nella verità. Dobbiamo infatti ascoltare Gesù, la sua Parola, perché il Padre stesso ci dice. Questi è il Figlio mio, l eletto, ascoltatelo. La parola di papa Francesco L evento della Trasfigurazione del Signore ci offre un messaggio di speranza così saremo noi, con Lui : ci invita ad incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli. L ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l alto e contemplare Gesù. Si tratta di disporci all ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l accoglienza docile e gioiosa - Quaresima della Parola di Dio. In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. E quando noi ci mettiamo così, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noi. La riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a scendere dal monte, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana. Trasformati dalla presenza di Cristo e dall ardore della sua Parola, saremo segno concreto dell amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nell abbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza. (sito del Vaticano, 6 agosto 2017) Che il tuo Spirito ci inondi della sua forza, o Signore, per vivere in questo mondo coscienti del fine eterno della nostra vita. 17

18 18 LUNEDÌ 18 marzo Nessun profeta è ben accetto in patria Dal Vangelo secondo Luca (6, 36-38) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Dio dispensa i suoi doni a chi dimostra di avere un cuore aperto e disponibile. Non riteniamoci quindi migliori degli altri solo per essere cristiani: abbiamo anzi una responsabilità maggiore. Abbiamo il compito di vincere la tentazione dell odio e della vendetta perché il perdono e la misericordia possano prevalere sulla mentalità individualista. Abbiamo l opportunità di vivere nella gioia, perché dare con generosità rallegra il cuore. Ringraziamo dunque il Signore che ci dona l opportunità di questo cammino quaresimale di conversione e intraprendiamolo con decisione e fedeltà. Signore, fa che sappiamo sempre scegliere di essere misericordiosi e pazienti con tutti. MARTEDÌ 19 marzo SAN GIUSEPPE, SPOSO DI MARIA, SOLENNITÀ Giuseppe, lo sposo di Maria Dal Vangelo secondo Matteo (1, ) (...) Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l angelo del Signore. L annunciazione a Giuseppe, nel sogno, ha il suo vertice nella consegna della missione: Tu lo chiamerai Gesù. Dare il nome al figlio è proprio del padre, che così imprime il destino e la funzione della persona: Dio salva. Questo, infatti, è il significato del nome Gesù. Giuseppe, obbedendo a Dio, annuncia al mondo il destino e la realtà profonda di questo figlio, che non è suo, ma è Figlio di Dio, frutto dell azione dello Spirito Santo in Maria. Come padre avrà la funzione di custodire questo grande mistero fino al momento della sua rivelazione. O Dio, rendici docili alla tua Parola, ad imitazione di san Giuseppe. - Quaresima

19 MERCOLEDÌ 20 marzo Tra di voi non sarà così Dal Vangelo secondo Matteo ( 20, 17-28) In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». (...) «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». I discepoli dimostrano di aver capito poco di quanto Gesù gli aveva spiegato. Non ascoltano quando dice che soffrirà e morirà, pensando di poterlo seguire invece nella gloria. Non si rendono conto di cosa comporti la vera sequela di Cristo. Gesù, con pazienza, spiega la differenza che c è fra il suo Regno e le potenze di questo mondo. E noi, siamo disposti a seguirlo? O Dio, Padre di misericordia, conduci i nostri pensieri e le nostre azioni sulla via del servizio e della donazione. GIOVEDÌ 21 marzo Tra noi e voi è fissato un grande abisso Dal Vangelo secondo Luca (16, 19-31) In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. (...) Abramo (gli disse): Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi. Ecco l occasione per meditare sulla vita e sulla morte. Questo Vangelo propone una verità poco considerata nell attivismo in cui viviamo: le scelte fondamentali che compiamo hanno conseguenze e condizionano anche piccole azioni quotidiane. Cerchiamo dunque di essere attenti ai fratelli e non chiusi nell orgoglio, sicuri di ciò che abbiamo accumulato, perché la vera vita è quella di cui faremo esperienza dopo la morte e nella quale raccoglieremo ciò che avremo seminato qui sulla terra. - Quaresima Conduci la nostra vita a buon fine, o Signore, perché possiamo portare già qui sulla terra buoni frutti di pace ed amore. 19

20 20 VENERDÌ 22 marzo Il Regno sarà dato ad un popolo che ne produce i frutti Dal Vangelo secondo Matteo (21, ) In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un altra parabola: c era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. (...) La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. (...) Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: Costui è l erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». (...) (Gesù allora disse): A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. (...) Mentre i capi dei sacerdoti concludono la morale della parabola dei vignaioli assassini con la vendetta, Gesù sottolinea il fatto che chi no accoglie la novità del Vangelo, rimanendo chiuso nella gelosia delle sue convinzioni ed interessi, perderà la grazia che Dio dona a tutti. Lui non vuole il male nella nostra vita, ma siamo noi a cercarlo, con le nostre scelte. O Gesù, donaci occhi, per riconoscere la tua venuta oggi fra noi, nella nostra vita, ed accoglierti come vero e unico Signore. - Quaresima SABATO 23 marzo Padre, ho peccato verso il cielo e verso di Te Dal Vangelo secondo Luca (15, ) (...) Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. (...) Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. La possibilità di vivere in pienezza dipende dalla nostra capacità di riconoscerci bisognosi di perdono e di ricolciliazione. Gesù accoglieva i peccatori perché erano perduti, secondo la società di allora. L umiltà nel presentare a Dio le nostre mancanze ci avvicina rapidamente a Dio. In questo modo smettiamo di idolatrare noi stessi, credendoci infallibili, per cercare il vero Dio, Padre di bontà e misericordia. Donaci la grazia della conversione, o Signore, perché possiamo tornare da Te in umiltà, desiderosi di conversione.

21 TERZA DOMENICA DI QUARESIMA - 24 marzo Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo Dal Vangelo secondo Luca (13, 1-9) In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». (...) Con queste parole Gesù ci richiama alla penitenza e alla conversione. Le calmità naturali non sono punizioni, ma un richiamo a cambiare vita prima che sia tardi. Gesù vuole sostituire l immagine di un Dio che castiga per quella del Dio Padre di misericordia, paziente, sempre accanto a noi per darci grazia e forza. Importante è aprire gli occhi, fare memoria della nostra storia di vita e riscoprire quanto il Signore ci ha amati fin dall inizio. Così anche noi dobbiamo amare e servire il prossimo. La comunione con Dio nella preghiera e nell agire cristiano ci apre alla piena comunione con Dio. Oggi celebriamo anche la 27 a Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, a 38 anni dall assassinio di Mons. Oscar Romero, proclamato santo nell ottobre dello scorso anno. Il tema scelto quest anno, Per amore del mio popolo non tacerò (cfr. Is 62,1), è ispirato alla testimonianza di Oscar Romero, el santo de America, e vuole esprimere la piena consapevolezza che amare Dio significa amare i propri fratelli, significa difenderne i diritti, assumerne le paure e le difficoltà. Per amore del mio popolo non tacerò significa agire coerentemente alla propria fede. In quanto cristiani, discepoli missionari, portatori della Buona Notizia di - Quaresima Gesù non possiamo tacere difronte al male. Farlo significherebbe tradire il mandato che ci è stato affidato. (fonte: Missio Italia) La parola di papa Francesco Gesù è radicale. Dà tutto e richiede tutto : dà amore totale e richiede un cuore indiviso. Anche oggi, ci diamo da vivere come pane. Possiamo invece dargli delle briciole? A lui, che è diventato nostro servo, per ricevere la croce per noi, non possiamo rispondere solo obbedendo a un comandamento. A Colui che ci dona la vita eterna non possiamo dare solo pochi momenti liberi. Gesù non è soddisfatto solo delle percentuali di amore : non possiamo amarlo nel venti, cinquanta o sessanta per cento. Tutto o niente. (dall omelia per la canonizzazione anche di mons. Oscar Romero, 14 ottobre 2018) Signore Gesù, aiutaci a non aver paura delle difficoltà della vita, ma ad accolgierle con fede, offrendo per i cristiani perseguitati in ogni parte del mondo. 21

22 22 ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE, SOLENNITÀ LUNEDÌ 25 marzo Si domandava che senso avesse un tale saluto Dal Vangelo secondo Luca (1, 26-38) In quel tempo, l angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. (...) Allora Maria disse all angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. (...)». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l angelo si allontanò da lei. Ecco, concepirai un Figlio e lo chiamerai salvezza per tutti i popoli. E questo il senso del saluto rivolto dall angelo a Maria. Gesù, il Salvatore dell umanità, si fa uomo nel seno di una donna che è piena di grazia e già vive nel Signore, perché è stata creata e pensata da Dio per realizzare un grande progetto d amore: la redenzione dell uomo. Oggi, in questa tappa lungo il cammino quaresimale, solennità della Chiesa, ringraziamo Dio perché possiamo ricordare l esempio di Maria. Lei ha detto sì alla volontà del Signore, ha collaborato al piano di salvezza, ha concepito e allevato il Figlio dell Altissimo. Chiediamo la sua intercessione perché siamo capaci anche noi, nella nostra vita, di portare Gesù a coloro che incontriamo. Signore, per intercessione della Madre tua, aiutaci a credere che nulla Ti è impossibile. - Quaresima MARTEDÌ 26 marzo Perdonate di cuore al vostro fratello Dal Vangelo secondo Matteo (18, 21-35) In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. (...) Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. (...) Andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. (...) Allora il padrone fece chiamare quell uomo e gli disse: (...) Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?. (...)». Come il re che vuole condonare un enorme debito ai suoi servi, così Dio è disposto a fare lo stesso con noi. Certo è che non possiamo essere individualisti e pensare solo alla nostra salvezza, senza amore per il prossimo e quindi senza perdonarlo. Il perdono è un espressione molto forte dell amore che Dio vuole seminare nell umanità. Donaci, Signore, la grazia di perdonare sempre, soprattutto quando le relazioni umane sono difficili.

23 MERCOLEDÌ 27 marzo Chi insegnerà e osserverà i precetti sarà considerato grande nel Regno Dal Vangelo secondo Matteo (5, 17-19) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». Gesù presenta una legge superiore a quella mosaica; il suo Vangelo non può essere accolto in parte. O si fa propria tutta la sua Parola, oppure la si respinge. L osservanza esteriore di alcune regole per essere a posto con la coscienza non serve per vivere nella verità e nell amore. Dio ci vuole interi, vuole tutta la nostra vita, come Lui ha dato la sua per noi. Comprendendo questo, sapremo allora vivere le celebrazioni dell Eucaristia con una coscienza rinnovata, e non come l esercizio di un dovere, l obbligo di andare a messa. GIOVEDÌ 28 marzo Chi non raccoglie con me, disperde Dal Vangelo secondo Luca (11, 14-23) In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». (...) Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? (...) Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. (...) Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde». I miracoli di Gesù fanno gioire il cuore degli umili, ma suscitano l invidia e l ira dei superbi. Gesù smaschera questo grave peccato, spiegando, con molta pazienza, che non è logico attribuire al diavolo le opere di bene di Dio, è anzi pericoloso ed invita così a fare una scelta. Invece di giudicare male, è bene decidersi a seguire il Vangelo con coerenza, per raccolgiere frutti di vita eterna. Liberaci, o Signore, dalla tentazione della superbia e apri il nostro cuore all umiltà e alla fiducia piena in Te. Aiutaci, Signore, a donarci interamente a Te. - Quaresima

24 VENERDÌ 29 marzo Non sei lontano dal Regno di Dio Dal Vangelo secondo Marco (12, 28b-34) In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Lo scriba - che ben conosce la legge di Mosè - e Gesù, si trovano completamente d accordo su ciò che è fondamentale nella vita di un credente: amare Dio e il prossimo. Questo è più importante dei sacrifici esteriori, che non modificano il cuore. La nostra conversione, in questa quaresima, porterà frutti di gioia e pace se la nostra vita si approfondirà sempre più nella capacità di amare. Donaci, o Padre, di essere sempre più prossimi al tuo Regno, amandoti sopra tutto e amando i fratelli. SABATO 30 marzo Due uomini salirono al tempio a pregare Dal Vangelo secondo (18,9-14) In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi, a differenza dell altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». La parabola di oggi contrappone due atteggiamenti tipici della preghiera a Dio: quella dell umile e quella di chi si chiude nell autocompiacimento e arriva a giudicare gli altri. Ebbene: la prima è preghiera, e porta i suoi frutti benefici, la seconda non lo è ed è anzi causa di perdizione. L atteggiamento che ci fa riconoscere i nostri errori è la strada maestra verso Dio. O Signore, suscita in noi un vero spirito di preghiera, perché spesso non sappiamo come pregare Quaresima

25 QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA - 31 marzo Questo tuo fratello è tornato in vita Dal Vangelo secondo Luca (15, ) In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». Questa parabola ci rivela la misericordia di Dio per ogni peccatore pentito. Il nostro Dio si preoccupa per ciascuno di noi quando sbagliamo e non vuole che si perda nessuno dei suoi figli. Il cuore di Dio è paziente, aspetta. Noi siamo chiamati a fare una - Quaresima buona accoglienza della sua generosità e non voltargli le spalle. E bello, in questo tempo di quaresima, riflettere sull amore di Dio, su quanto Lui ci ami, ci ascolta sempre. Il suo amore è fedele e senza fine. Da questo conosciamo il vero volto del Padre, volto di misericordia e amore fedele che non viene mai meno. Infatti, l eredità dei doni di Dio è distribuita fra tutti gli esseri umani, sia giudei che pagani, sia cristiani che non cristiani. E per tutti la sua grande misericordia. Tuttavia possiamo rifiutare liberamente questa gratuità e rimanere schiavi del peccato. La nostra vita diventa allora disordinata: abbiamo da percorrere un cammino, come il figlio più giovane della parabola: ritornare alla casa del Padre. E una gioia da condividere poi con i nostri fratelli e sorelle. In questa maniera, Dio è Padre di tutti noi e noi siamo fratelli in Cristo. Diremo allora non più: Questo tuo figlio, ma: Questo mio fratello, quando uno di noi sbaglia e ritorna sui suoi passi, fiducioso nella misericordia divina. Come cristiani, dobbiamo cercare di liberare i nostri cuori dalle ferite del passato, lasciando che l amore di Dio riempia la nostra vita e così fare festa nella casa del Padre. La parola di papa Francesco L amore misericordioso è l unica via da percorrere. Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po più misericordiosi, di non sparlare degli altri, di non giudicare, di non spiumare gli altri con le critiche, con le invidie, con le gelosie. Dobbiamo perdonare, essere misericordiosi, vivere la nostra vita nell amore. Questo amore permette ai discepoli di Gesù di non perdere l identità ricevuta da Lui, e di riconoscersi come figli dello stesso Padre. Nell amore che essi praticano nella vita si riverbera così quella Misericordia che non avrà mai fine (cfr 1 Cor 13,1-12). Ma non dimenticatevi di questo: misericordia e dono; perdono e dono. Così il cuore si allarga, si allarga nell amore. Invece l egoismo, la rabbia, fanno il cuore piccolo, che si indurisce come una pietra. Cosa preferite voi? Un cuore di pietra o un cuore pieno di amore? Se preferite un cuore pieno di amore, siate misericordiosi!. (dal sito del Vaticano, 21 settembre 2016) 25

26 LUNEDÌ 1 aprile Credette lui con tutta la sua famiglia. Dal Vangelo secondo Giovanni (4, 43-54) In quel tempo, Gesù (...) andò a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va, tuo figlio vive». Quell uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia. Gesù non è ben accetto in patria, dai suoi conterranei, e la fede di coloro che lo seguono ha bisogno di segni concreti. Nella debolezza della condizione umana, il Signore risponde sempre con pazienza e amore, ascoltando la preghiera di un padre afflitto e curando suo figlio. Gesù non può che farci del bene e attende la nostra risposta, come quella del funzionario che decide di credere, e con lui, i suoi cari che hanno visto il segno compiuto dal Signore. MARTEDÌ 2 aprile All istante l uomo guarì. Dal Vangelo secondo Giovanni (5, 1-16) Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». (...) Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all istante quell uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. (...) Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato. La guarigione compiuta da Gesù è un miracolo, ma allo stesso tempo, un giudizio. La relazione fra l infermo, i giudei che pensavano di sapere tutto e la bontà discreta di Gesù, ci conducono ad una comprensione progressiva della realtà del peccato: l uomo guarito percorre un cammino di consapevolezza di sè e del suo vero male. L invito di Gesù vale anche per noi: Non peccare più. Aiutaci, Signore, a riconoscere le nostre infermità e a chiedere il tuo aiuto per essere liberi dal male. Aumenta, Signore, la nostra fede, per trasmetterala con la testimonianza della vita, nel quotidiano, nelle piccole e grandi scelte della vita Quaresima

27 MERCOLEDÌ 3 aprile Il Padre ama il Figlio Dal Vangelo secondo Giovanni (5, 17-30) In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «(...) In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell uomo. (...) Da me, io non posso far nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato». L accusa dei giudei contro Gesù, perché si fa Figlio di Dio, è occasione per testimoniare e approfondire il legame di amore e comunione che esiste fra il Cristo e il Padre. La volontà dell uno è la volontà dell altro e il loro giudizio misericordioso è basato sull ascolto. Gesù e il Padre desiderano la salvezza di tutti, ma rispettano, alla fine, la decisione personale. Signore, conduci tutti noi alla vita eterna, insieme a Te, per godere senza fine della tua presenza. GIOVEDÌ 4 aprile Non avete in voi l amore di Dio Dal Vangelo secondo Giovanni (5, 31-47) In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. (...) Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall unico Dio? (...)». Giovanni ha dato testimonianza a Gesù, così come i prodigi che il Signore ha operato hanno parlato della sua misericordia. Ma tutto questo può trovare cuori induriti e poca o nessuna corrispondenza d amore. L orgoglio, l apparenza, la bella figura possono prevalere sulla carità. La verità allora, non è accolta e viene deturpata per piegarsi ai nostri desideri. Gesù denuncia la chiusura di coloro che non lo ascoltano. O Dio, apri i nostri cuori alla comprensione della tua Parola per poterla poi mettere in pratica. - Quaresima

28 VENERDÌ 5 aprile Non sono venuto da me stesso Dal Vangelo secondo Giovanni (7, ) In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». (...) Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Gesù, nonostante venga dal Padre, si è umiliato nella condizione umana, soffrendone ora le penose conseguenze. Non è creduto, tutti pensano di conoscerlo e sapere chi è. La gente del suo tempo ragiona seguendo i propri schemi: il Messia dev essere un trionfatore. E così non si accorgono di condannare il Verbo della vita. Signore Gesù, perdona la nostra poca fede e donaci la forza di comprendere la logica del Vangelo per attuarla nella nostra vita. SABATO 6 aprile Il Cristo viene forse dalla Galilea? Dal Vangelo secondo Giovanni (7, 40-53) (...) Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua. Gesù crea dissensi, alcuni rimangono meravigliati, altri scandalizzati, ma sono proprio gli uomini di religione che lo osteggiano con maggior forza. L unico che vorrebbe difenderlo si prende i rimproveri da coloro che hanno studiato la Bibbia. Tutto questo ci ricorda che conoscere la Parola di Dio e tutti i documenti della Chiesa è importante, ma senza fedeltà alla Parola stessa che è Gesù e senza l amore, tutta la nostra conoscenza non serve a molto. Rendici veri ascoltatori della tua Parola, o Signore Quaresima

29 QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA - 7 aprile Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch io ti condanno; va e d ora in poi non peccare più». Gesù, davanti ai farisei difende la verità di Dio e la sua misericordia. Anche se abbiamo peccato, siamo sempre suoi e c è sempre um posto per noi nel suo cuore. Ma, alla fine, chi può dire di essere senza peccato? Gesù si appella alla legge secondo la quale il testimone dell adulterio dev essere il primo a lapidare il colpevole (Dt 13, 9-10), ma afferma anche che tale testimone dev essere lui per primo senza peccato. Ma tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio (Rm 3, 23). Infatti, udite le parole del Maestro, tutti si ritirarono, cominciando dai più anziani. Infatti, più avanziamo con l età, più aumentano i nostri peccati, che si accumulano nella coscienza. Questa situazione dovrebbe attenuare la nostra inflessibilità verso gli altri, peccatori come noi. Questo brano del vangelo ci fa leggere dentro noi stessi in profondità. La saggezza di Gesù non condanna, ma ci dà la possibilità di cambiare, perché Lui è venuto non per giudicare, ma per salvare il mondo (Gv 3, 17). Gesù, dunque, non permette che qualcuno usi la legge di Dio per condannare il fratello o la sorella che sbagliano. Siamo dunque chiamati ad essere umili alla presenza di Dio, evitando la superbia che ci allontana da Lui. La parola di papa Francesco Ricordo quelle parole di Gesù: Chi è senza peccato, scagli la prima pietra (cfr Gv 8,7). E io me ne dovrei andare. Nel dirvi queste cose, non lo faccio come dalla cattedra, con il dito alzato, lo faccio sulla base dell esperienza delle mie stesse ferite, di errori e peccati che il Signore ha voluto perdonare e rieducare. Lo faccio sulla base della coscienza che, senza la sua grazia e la mia vigilanza, potrei tornare a ripeterli. Fratelli, mi chiedo sempre, entrando in un carcere: Perché loro e non io?. Ed è un mistero della misericordia divina. Ma questa misericordia divina oggi la stiamo celebrando tutti quanti, guardando avanti con speranza. (dal sito del Vaticano, 17 febbraio 2016) Signore Gesù, insegnaci l umiltà, dacci la grazia di riconoscere le nostre debolezze e di non puntare il dito contro gli altri. - Quaresima

30 30 LUNEDÌ 8 aprile Chi segue me avrà la luce della vita Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 12-20) In quel tempo Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. (...) Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Gesù pronunciò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora. In occasione della festa delle Capanne, quando si accendevano grandi lampade nel cortile del tempio, Gesù esclama: Io sono la Luce del mondo. Lo splendore del Vangelo ora illumina non solo la vita spirituale di ogni credente, ma anche la dimensione sociale in tutti i suoi aspetti. Nella Luce della vita risiede la nostra speranza di pace e salvezza per tutto il genere umano. Donaci la grazia, o Padre, di corrispondere alla tua volontà, per vivere nella luce del tuo Figlio. - Quaresima MARTEDÌ 9 aprile Se non credete che Io sono, morirete Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 21-30) In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «(...) Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. Nel brano odierno rieccheggiano parole del libro dell Esodo: la visione del roveto ardente, in cui Dio si definisce Colui che è, e l episodio del serpente di bronzo, innalzato su un asta per la salvezza del popolo dai orsi di serpi velenose. Un linguaggio simbolico per indicare che la salvezza può venire solo da Cristo e credere in Lui è fondamentale per non morire, ma vivere eternamente. Donaci la grazia, Signore, di mantenere viva la nostra fede in Te fino alla fine dei nostri giorni.

31 MERCOLEDÌ 10 aprile La verità vi farà liberi Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 31-42) In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». (...) La verità è Gesù e solo Lui può renderci aperti alla grazia, purificandoci dai nostri peccati. Dal brano di oggi emerge chiaramente che sono proprio questi ultimi a renderci schiavi. Siamo dunque affrancati dal male grazie alla redenzione operata da Gesù: solo in Lui c è salvezza. Per essere veri figli del Padre, Gesù oggi ci chiama ad ascoltarlo, ad amarlo e a seguirlo, compiendo le sue opere. Che lo Spirito Santo trasformi il nostro cuore per aprirlo all amore a Dio e al prossimo. GIOVEDÌ 11 APRILE Se uno osserva le mie parole non vedrà la morte Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 51-59) In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «(...) Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: È nostro Dio!, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. La polemica fra Gesù e i giudei arriva ad un livello critico: ormai lo vogliono uccidere. La loro ottusità non gli permette di aprire gli occhi sulla vita di Gesù, conoscendo chi è veramente. Non credono a ciò che dice, nonostante il suo linguaggio autorevole, perché bastano a loro stessi. Il pericolo di apparire buoni cristiani ma in realtà non riconoscere Gesù, è reale anche per noi oggi. Donaci, o Padre, la grazia di ascoltare veramente il tuo Figlio e percorrere cammini di vera conversione. - Quaresima

32 VENERDÌ 12 aprile Vi ho fatto vedere molte opere buone Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 31-42) In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre; per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «(...) Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui. Per quale di esse volete lapidarmi? I giudei dimenticano la dignità alla quale siamo chiamati, quella di essere figli di Dio per adozione. In Gesù si compie questa Parola: siamo figli nel Figlio. In ogni occasione Lui ci fa del bene: perdona, insegna con amore e pazienza. Ma la sua presenza interpella e scomoda. Noi siamo disposti ad ascoltarlo, oppure lo ignoriamo? Non abbandonarci, o Signore, in questo tempo di conversione, ma aiutaci perché sia veramente fruttuoso. SABATO 13 aprile Se lo lasciamo continuare, tutti crederanno in Lui Dal Vangelo secondo Giovanni (11, 45-56) (...) I capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. (...) L evangelista Giovanni svela in questo brano l invidia nascosta sotto le apparenze della giustizia che i farisei difendevano. Uno solo dev essere sacrificato perché tutti abbiano la vita. E infatti Gesù doveva morire per salvare e riunire a sè tutta l umanità. In questo grande mistero d amore ci immergiamo con maggior intensità nei prossimi giorni in cui rivivremo la sua passione. Signore, distruggi le nostre colpe e ravviva la nostra speranza Quaresima

33 Dal Vangelo secondo Luca (22,14-23,56) (...) Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. (...) Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori. Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. (...) Oggi la Chiesa celebra il trionfo profetico del Cristo. Contempliamo l amore di Dio per la nostra salvezza. Ecco, Gesù entra in Gerusalemme, accolto come un re da una grande folla; ma è un re diverso dai re di questo mondo, perché Lui non vince con gli eserciti, ma con l amore manifesta la Verità del Padre, dice ciò che fa e fa ciò che dice, è coerente. Ecco che la stessa folla che prima osannava: Benedetto il Signore re d Israele, osanna nell alto dei cieli (Mt 21, 9), subito dopo grida: Sia crocifisso!. Pilato non è riuscito a DOMENICA DELLE PALME - 14 aprile La passione del Signore resistere e decide di ascoltare le loro richieste. Gesù è torturato e coronato di spine, condotto fuori dalla città, al Golgota, per essere inchidato su una croce e morire. Ecco la morte di un uomo giusto, morto sulla croce per aver parlato della Verità, del Vangelo, e per aver afermato di essere il Figlio di Dio. Tutto questo perché si è preoccupato della nostra salvezza, compiendo la volontà del Padre. San Paolo ai Romani (1, 12) afferma che: Il giusto vivrà per la fede. Significa che il giusto vive della fedeltà del Signore, evita la falsità. Il nostro Re ci ricorda di pregare per non entrare in tentazione, perchè, come Satana lo tentò, così anche fa con noi. La tentazione peggiore è quella di perdere la fiducia in Dio come Padre e Salvatore. La preghiera, dunque, è la comunicazione col Padre nel Figlio. E lì che riceviamo la forza per vivere da figli e camminare sempre verso la vita eterna. La parola di papa Francesco Nel Vangelo della Domenica delle Palme si incrociano storie di gioia e di sofferenza, di errori e di successi che fanno parte del nostro vivere quotidiano come discepoli, perché riesce a mettere a nudo sentimenti e contraddizioni che oggi appartengono spesso anche a noi, uomini e donne di questo tempo: capaci di amare molto e anche di odiare e molto ; capaci di sacrifici valorosi e anche di saper lavarcene le mani al momento opportuno; capaci di fedeltà ma anche di grandi abbandoni e tradimenti. Signore Gesù, che nella tua passione hai dato la vita per donarci l eternità beata, sostienici nelle fatiche e nel dolore, aumenta la nostra fede e porta a compimento in noi il tuo progetto di amore. - Quaresima

34 34 LUNEDÌ SANTO 15 aprile Tutta la casa si riempì di profumo Dal Vangelo secondo Giovanni (12, 1-11) Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». (...) Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». (...) Maria cosparge di prezioso profumo i piedi del Signore, già prefigurando l unzione per la sua sepoltura. Ormai siamo alle ultime battute della vita, l opposizione dei sacerdoti arriva al culmine, ma il Signore dimostra calma e serenità, la certezza di compiere la missione che il Padre gli ha affidato: portare con sè in paradiso tutti coloro che lo amano. O Signore, concedici serenità e pace anche nelle prove della vita. Donaci la grazia di metterti sempre al primo posto. - Quaresima MARTEDÌ SANTO 16 aprile Figlioli, ancora per poco sono con voi Dal Vangelo secondo Giovanni (13, ) In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l un l altro, non sapendo bene di chi parlasse. (...) Gesù disse: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora Satana entrò in lui. (...) Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «(...) Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m abbia rinnegato tre volte». Il tradimento di Giuda non è ancora ben compreso dagli altri apostoli, Quello che succede nel cuore di una persona, solo Dio lo può conoscere. Anche Pietro è anticipato da Gesù, che gli annuncia il rinnegamento. In tutto questo il Signore rimane deciso nel seguire la volontà del Padre. Anche nell oscurità della notte, la sua luce brilla e possiamo continuare a seguirlo. O Padre, sostienici nei momenti della debolezza e della prova, rafforza la nostra fede e liberaci dalla tentazione di rinnegarti.

35 TRIDUO PASQUALE MERCOLEDÌ SANTO 17 aprile Rabbi, sono forse io? Dal Vangelo secondo Matteo (26, 14-25) In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d argento. (...) Il primo giorno degli Ázzimi, (...) venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell uomo dal quale il Figlio dell uomo viene tradito! Meglio per quell uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l hai detto». Il racconto del tradimento proposto oggi da Matteo è arricchito da alcuni particolari, come il prezzo della vittima, 30 denari, e l ammonimento di Gesù verso colui che tradisce: Sarebbe meglio che non fosse mai nato. Anche noi, oggi, dobbiamo fare attenzione ai momenti in cui ci rifiutiamo di testimoniare la nostra appartenenza a Dio e alla Chiesa, per non cadere nella stessa tentazione del tradimento. Aiutaci nella tentazione, o Padre, perché siamo deboli e possiamo cadere. I grandi misteri della nostra redenzione sono celebrati nella Santa Messa della sera del giovedì santo, nella cena del Signore, fino ai vespri della domenica di Resurrezione. Durante questi tre giorni, chiamati appunto di Triduo Pasquale, si partecipa al passaggio del Signore da questo mondo al Padre, in un unica grande celebrazione in tre momenti. Siamo chiamati a partecipare con intensità e fervore ad ogni celebrazione liturgica, soprattutto alla Veglia Pasquale, nella quale facciamo memoria della sorgente e del fine ultimo della nostra fede cristiana: Gesù è risorto, Gesù ha vinto la morte! GIOVEDÌ SANTO La liturgia pasquale comincia la sera del giovedì, con la messa che ci fa rivivere gli ultimi momenti di Gesù con i suoi apostoli. Siamo invitati a vivere con attenzione la celebrazione eucaristica: questa ci aiuterà ad approfondire il senso del sacrificio di Gesù sulla croce, in vista della sua resurrezione. Eucaristia significa ringraziamento: siamo grati al Signore per l offerta della sua vita, resa visibile anche per noi oggi, attraverso questo sacramento. E Gesù che si dona col suo corpo e il suo sangue, pane spezzato e vino versato per la salvezza dell umanità. Non finiremo mai di meditare su questo grande mistero e chiedere a Dio il coraggio di diventare ogni giorno un pò più simili al pane che comunichiamo nella messa. - Quaresima 2019/Triduo Pasquale - 35

36 36 Gesù non fa nascere dal nulla questo momento culminante della sua vita: Lui è ebreo, e come tale ha seguito le tradizioni e le festività del popolo al quale apparteneva. L ultima cena di Gesù è la Pasqua ebraica arricchita dal segno sacramenrale del suo sacrificio. Nella prima ed antica Pasqua che vuol dire passaggio -, il popolo di Israele faceva memoria del passaggio del mar Rosso e festeggiava la liberazione dalla schiavitù con la consumazione dell agnello. Nella Pasqua cristiana Gesù inaugura la nuova alleanza nel suo sangue, non in quello di un capretto. E Lui il vero Agnello che toglie i peccati del mondo. E Lui che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la vita. Ne è segno la lavanda dei piedi: un atto di autentica umiltà, esempio e forza anche per noi oggi, nella nostra società, dove l individualismo e il materialismo ci fanno dimenticare la carità verso il prossimo. Al termine della celebrazione siamo invitati a sostare alquanto in adorazione nel luogo dove vengono conservate le specie eucaristiche fino alla celebrazione del venerdì. Ricordiamo che questa sarà l ultima messa fino alla veglia pasquale, nella notte di sabato. Tutta la chiesa viene spogliata e oscurata, in preparazione alla sofferenza della passione. VENERDÌ SANTO Giornata di digiuno, penitenza e riflessione. Anche se molti devono lavorare perché è necessario per la vita, un cristiano è invitato comunque a rispettare per quanto possibile, un certo silenzio, a rinunciare ad un pasto e a dedicare tempo alla preghiera e alla meditazione del sacrificio di Gesù sulla croce. La celebrazione alle tre del pomeriggio o alla sera, rievoca l ora della crocifissione e morte, gli ultimi momenti di Gesù su questa terra. Il Verbo incarnato, fatto uomo come noi, conosce la sofferenza ingiusta e la morte. Oltre a questo, dalle sue ultime parole percepiamo che ha sentito anche l abbandono del Padre, col quale ha sempre conservato una comunione totale. Quindi Gesù ha sentito nella sua carne tutte le angosce e i dolori dell umanità. Nella carne dell Agnello immolato tutto è compiuto, si realizza la salvezza voluta dal Padre. Attraverso questo sacrificio abbiamo ora, tutti, l opportunità di entrare in comunione don Dio. La croce diventa così cuore del mondo, simbolo di unità fra cielo e terra (asta verticale) e fra tutte le realtà terrestri (asta orrizzontale): in essa Gesù abbraccia tutta l umanità e tutta la creazione. Tutta la realtà è coinvolta, per cui, durante la celebrazione litugica, si elevano a Dio Padre suppliche per tutte le relatà, tutti i popoli, nelle loro - Triduo Pasquale - situazioni, con la loro religione e anche non credenti. Ricordiamo oggi il sacrificio di Cristo e con Lui i tanti sofferenti di questo nostro mondo, la situazione di guerra diffusa, la distruzione della natura e il disagio estremo di coloro che devono fuggire dalle loro terre. Ma non solo: ricordiamo il dramma degli schiavi di oggi, persone come noi che soffrono vari tipi di sfruttamento incontrollato, soprattutto bambini indifesi e abbandonati. Presentiamo a Dio le nostre piccole e grandi sofferenze e chiediamo la grazia che ci aiuti a portare la nostra croce, sapendolo sempre al nostro fianco. SABATO SANTO E il giorno del gran silenzio. Oggi tutto tace, ammutolisce davanti al mistero di un Dio morto. I contemporanei di Gesù sono rimasti sconcertati. I suoi seguaci, poco a poco, hanno affievolito le loro speranze, la fede si è indebolita, si sono rifugiati nella paura e nel timore che i giudei potessero fare lo stesso con loro. Ma in questo giorno, in cui sembra che il male abbia prevalso persino su Dio, è preparata per noi la grande gioia della vita che si rinnova, la Pasqua è realizzata col passaggio, non più di un mare - simbolo comunque del caos e del maligno -, ma da morte a vita, per una speranza che non avrà mai fine. Se è possibile, viviamo nel silenzio e nella meditazione questo giorno, preparandoci alla notte della grande Veglia Pasquale, la liturgia più importante per i cattolici. PASQUA DI RESURREZIONE La Veglia Pasquale riassume in sè tutto il mistero del progetto di amore voluto dal Padre sull umanità. Perché ha creato il mondo, la vita, l umanità. Nella Pasqua la storia dell umanità, e soprattutto la storia della salvezza, raccontata dall Antico Testamento, ha una conclusione gioiosa nell annuncio della grande novità: Gesù è risorto! E Lui la luce che accende la vita vera, quella eterna, per tutti gli uomini: ne è simbolo il fuoco nuovo che accende il cero. E Lui l acqua rigeneratrice che lava i nostri peccati, è Lui la Parola viva, il pane nuovo spezzato per noi. Non ci resta che gioire e ringraziare di questi abbondanti doni della grazia che il Signore ci offre. In cambio Lui ci chiede la disponibilità a seguirlo. Comincia ora, infatti, il tempo pasquale, i cinquanta giorni che ci porteranno alla Pentecoste. Tempo in cui mediteremo i vangeli della resurrezione e gli Atti degli Apostoli, per trovare l esempio e la forza di essere discepoli missionari, sulle orme del Risorto.

37 Stare insieme seguendo il Maestro Nei giorni 3 e 4 gennaio 2019, nella nostra casa di spiritualità di Teolo, villa Concordia, si è riunito il gruppo dei giovani in cammino di formazione nella Famiglia Missionaria della Redenzione. Sono stati in tutto 11 i ragazzi che hanno partecipato alla due giorni, assieme alle sorelle missionarie e a don Zaccaria, sacerdote del Burundi, fidei donum in Italia e appartenente alla Famiglia Missionaria. Nella mattinata di giovedì è stato realizzato il primo incontro di formazione, toccando il tema della vita spirituale per vedere come la preghiera è vissuta da un giovane. Questa è molto importante per seguire Gesù, il Maestro della nostra vita. Le parole di papa Francesco ci hanno guidato per aiutare ogni ragazzo a scoprire il progetto che Dio ha su ciascuno, fermandoci un momento per una riflessione personale. Cosa vorrei per la mia vita? Come posso impiegarla in modo da sfrut- - Stare insieme seguendo il Maestro - tare appieno i talenti che il Signore mi ha donato? Dopo il pranzo il gruppo ha cominciato a lavorare preparando il libretto dei campi. Siamo partiti leggendo il giornale L Animatore Missionario, che propone quest anno, il tema sulla Parola di Dio da vivere e trasmettere con la nostra testimonianza. Il tema scelto per i campi è stato: #vivilaparola, seguendo, nello svolgimento, le tappe dell anno liturgico. Alla sera tutti noi ci siamo divertiti con alcuni giochi da tavolo, specialmente quello burundese delle buchette e il gioco del Vangelo. Venerdì, dopo le lodi e la colazione, il gruppo ha riflettuto sul secondo tema della formazione: Cos hai tu da dare algi altri?. Il papa, con parole energiche, spinge i giovani a cercare il senso della vita in ciò che non passa e non tradisce: la fiducia in Gesù. E Lui che ci invita a seguirlo e a donare a Dio e ai fratelli tutto l amore di cui siamo capaci. Ringraziamo il Signore per questi due giorni vissuti con i nostri giovani, per la loro vita e la loro disponibilità. Preghiamo perché si mantengano fedeli al Vangelo e siano ascoltatori sinceri e aperti della Parola di Dio. Giulia e Giovanna, MdR 37

38 La nostra presenza a villa Concordia, Teolo Siamo Jeanine, Clodine e Consolatte. La nostra piccola comunità si trova nella parrocchia di Santa Giustina di Teolo (Padova), dove ci sentiamo accolte e amate dai nostri parrocchiani. Viviamo in buoni rapporti col nostro parroco, don Luigi Gordin, e sentiamo il grande dovere di dargli una mano in tutto ciò che riusciamo a fare, quando gli impegni della nostra piccola comunità ce lo consentono. Ad esempio, aiutiamo i cristiani a pregare nel recitare il rosario, animare la santa messa intonando i canti, leggendo le letture quando serve. Facciamo parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale e del coro. La nostra casa è di spiritualità e di accoglienza, dove vengono vari gruppi di parrocchie da Padova, Rovigo, Venezia, Ravenna, ecc.. Ad esempio: prima comunione, cresima, i gruppi dei neocatecumenali, animatori che fanno incontri di formazione, gruppi di famiglie, scaut, ecc. Nel mese di giugno e di luglio accogliamo anche i nostri ragazzi dei campi missionari, organizzati dalla nostra Famiglia Missionaria della Redenzione. Fra tutti questi gruppi, alcuni fanno autogestione e per gli altri facciamo noi da mangiare e, alcune volte, quando ce lo chiedono aiutimano nell animazione con la nostra testimonianza. Vengono anche le sorelle di Rovigo a darci una mano. Prima dell arrivo di ogni gruppo, ci prepariamo in modo che possano trovare l ambiente ben accogliente e ordinato, sia in casa che nel parco, che abitualmente sistemiamo e puliamo. Anche se le mie consorelle sono da poco in Italia, fanno tutto quello che riescono per rendere la comunità gioiosa ed accogliente. L ambiente è grande, ma ci aiutiamo e ci organizziamo in modo che tutto vada bene. Quando arrivano le persone facciamo in modo che si sentano accolte e amate, cerchiamo di manifestare la gioia che abbiamo dentro nel nostro cuore, secondo il nostro carisma della Famiglia Missionaria della Redenzione. E un impegno che facciamo ben volentieri, che ci piace, lo realizziamo con disponibilità e gioia. Vediamo che la gente è contenta, ci ringrazia e molti ritornano. A noi sembra poco, ma i nostri ospiti rimangono sempre contenti. Siamo arrivate in Italia nella nostra comunità di Teolo, il 2 giugno 2018, ci troviamo molto bene, cerchiamo di aiutarci e andare d accordo in tutte le cose che facciamo. Ci troviamo come figlie della casa e abbiamo tutto ciò che serve per noi. Da quando siamo arrivate, abbiamo trovato le sorelle che ci hanno accolte bene, con tanta gioia, ci hanno mostrato tanto amore. Ci hanno aiutato ad inserirci piano piano, donandoci il materiale che ci aiuta per lavorare, facendo tutto il possibile per avere i documenti che ci permettono di vivere in Italia, essendo anche una cosa che richiede tanto tempo e soldi. Hanno cercato chi ci insegna Italiano, per riuscire ad esprimerci, Abbiamo trovato la disponibilità della signora Maria, che ci vuole tanto bene. Ci troviamo bene quando siamo con le persone ospiti, anche se non riusciamo a capire tutto quello che dicono. Vediamo che nessuno passa senza salutarci. Siamo molto felici per le buone relazioni che la nostra comunità ha al suo interno e con le persone esterne. Questo ci conforta e ci incoraggia ad andare sempre avanti. Jeanine MdR 38 - La nostra presenza a villa Concordia - Consolatte e Claudine MdR

39 VIVI E #PASSAPAROLA! La Giornata Missionaria dei Ragazzi, celebrata nelle comunità cristiane durante il periodo di Avvento e Natale specialmente nella solennità dell Epifania conferma i nostri bambini e adolescenti nella partecipazione all impegno missionario della Chiesa. Lo slogan i bambini aiutano i bambini assume concretezza in questa Giornata in cui i nostri ragazzi diventano protagonisti dell azione evangelizzatrice, sostenendola spiritualmente e materialmente. Infatti, in questo modo aiutano i loro coetanei, che vivono in terre lontane, perché abbiamo l opportunità di conoscere Gesù e di essere aiutati nelle loro necessità. Lo slogan di quest anno è: Vivie e passa Parola : vivi in pienezza, ascoltando la vita che ci parla attraverso le gioie e le sofferenze dei bambini del mondo. A questi vivi concreti siamo chiamati a passare la Parola, cioè Gesù, perché vivere da cristiani è comunicare agli altri la nostra esperienza col Signore, Parola di vita che ci educa a fare del bene e a farlo bene. Il passa-parola ci fa diventare veri missionari di Gesù! Nella nostra Diocesi la Giornata è stata celebrata sabato primo dicembre 2018, dalle alle 17.00, nella palestra del Convento dei Frati Cappuccini, a Rovigo. Dopo il saluto del nostro vescovo Pierantonio Pavanello sono seguite le presentazioni preparate da gruppi di ragazzi provenienti da varie parrocchie su cinque temi che ci aiutano a passare la Parola: cambiare è possibile e dà gioia l incontro di Gesù con Zaccheo -, non basta sapere il Vangelo, occorre viverlo l incontro con il giovane ricco -, tutti abbiamo bisogno di luce nel cuore il cieco Bartimeo -, la fede è un dono, non un merito la donna cananea -, dare ciò che si è l offerta della vedova -. La festa si concluderà con la consegna missionaria ai ragazzi e con l invito a passare la Parola e passare il Dono, che è Gesù nella nostra vita. Giovanna MdR - Vivi e # passaparola! - 39

40 NUOVA E BELLA ESPERIENZA DI MISSIONE È una esperienza di Missione iniziata il 1 Settembre 2018, nelle Parrocchie di San Martino Vescovo in Voltabrusegana e Natività della B.V. Maria di Mandria PADOVA. È una realtà di due comunità Parrocchiali ben animate e vivaci con un solo Parroco Don Lorenzo Voltolin, giovane e vivacissimo, un sacerdote di preghiera e innamorato delle sue comunità. Per noi, Imelde, Angela e Dafrosa, Missionarie della Redenzione, stiamo vivendo questa esperienza in prima linea e desideriamo ringraziare con voi il Signore che ci ama e si fida degli umili e fragili strumenti per portare avanti la sua missione. Un grazie particolare a Sua Eccellenza Mons. Claudio Cipolla, Vescovo della Diocesi di Padova, ai suoi collaboratori e al nostro Vescovo di Adria-Rovigo, Mons. Pierantonio Pavanello per l appoggio e la condivisione. Un grazie sincero al nostro Parroco Don Lorenzo Voltolin, che ha voluto la presenza della Famiglia Missionaria della Redenzione nelle comunità a lui affidate. Siamo state accolte con un caloroso benvenuto da tutte e due Parrocchie. Ci siamo sentite aiutate ad inserirci nella nuova realtà e piano, piano ci stiamo abituando a camminare con la gente, collaborando nei vari servizi delle due comunità parrocchiali. Appena abbiamo avuto notizia di questa Nuova Missione, l abbiamo accolta con gioia nei nostri cuori e nella preghiera. Siamo partite con un cuore pronto a donarci, a fare del bene e a ricevere la ricchezza della loro vita di fede. Siamo arrivate il 1 settembre 2018 cariche di entusiasmo e di gioia, curiose di conoscere e desiderose di farci conoscere, consapevoli di essere state chiamate a rendere un servizio con senso di responsabilità, disponibili a collaborare alle iniziative e indicazioni di Don Lorenzo. Possiamo dire che siamo contente della nuova esperienza di missione e siamo liete di raccontarla anche a voi perché ciascun battezzato, nel quale opera la forza santificatrice dello Spirito che spinge ad evangelizzare (EG 119), diventi discepolo missionario in virtù del suo Battesimo. Papa Francesco ha scritto, «Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione e sarebbe inadeguato pensare ad uno schema di evangelizzazione portato avanti da attori qualificati in cui il resto del popolo fedele fosse solamente recettivo delle loro azioni» (EG 120). Abbiamo trovato due comunità bellissime con tante iniziative ed una adeguata collaborazione tra i laici e il parroco. Don Lorenzo si fida tanto dei suoi cristiani, sia adulti che giovani e li valorizza chiedendo loro la collaborazione nella programmazione e nell attualizzazione delle varie iniziative. Ci tiene che noi facciamo servizio in tutte e due comunità (Mandria e Voltabrusegana). Ora stiamo seguendo 4 gruppi di catechismo: 2 che si preparano ai sacramenti della Comunione e Cresima (quinta el.); e 2 della terza elementare. Il catechismo lo chiamano COMUNITA DEI RAGAZZI e si incontrano ogni 15 giorni Nuova e bella esperienza di missione -

41 I gruppi del catechismo hanno nomi particolari, secondo il cammino che fanno: Cafarnao (2 elementare); in questa tappa ai ragazzi viene consegnata la Betsaida (3 elementare) ricevono il Simbolo apostolico (Credo) Tiberiade (4 elementare) fanno la prima confessione e ricevono il Perdono; Gerusalemme (5 elementare) si prepara ai sacramenti della Comunione-Cresima. Questi fanno il rito di Elezione, Unzione ed Esorcismo per prepararsi meglio. Oltre a questi 4 gruppi della scuola elementare, seguiamo il cammino dei ragazzi delle medie che si differenzia tra le due parrocchie. A Voltabrusegana, c è il gruppo Sichem (1 e 2 Media) del dopo Cresima, che fa il catechismo ogni 15 giorni come gli altri. Ai ragazzi vengono consegnati il servizio e la fraternità e, durante il Grest, si rendono disponibili ai più piccoli con tanta semplicità. A Mandria, i ragazzi delle Medie fanno un cammino a parte come Gruppi di Fraternità (Fra1, Fra2 e Fra3). È un cammino che non è quello del catechismo, né quello dei giovanissimi che comincia con le superiori. Oltre al catechismo, seguiamo i gruppi giovanili in tutte le due comunità. Ogni parrocchia, ha i suoi gruppi con propri cammini e organizzazione e, qualche volta, il parroco chiede loro di fare alcune iniziative insieme, come la formazione degli animatori, i momenti di veglia e di preghiera preparati da loro. La cosa più bella è che tutte le due comunità hanno tanti giovani e ragazzi che si incontrano ogni 15 giorni in un modo o nell altro frequentano la parrocchia. La sfida è sempre quella che hanno tutte le parrocchie, la partecipazione alla messa domenicale. Il Parroco, in modo particolare ha dedicato quest anno pastorale proprio ai giovani. Anche tutti i gruppi degli adulti, particolarmente i consigli pastorali, sono preparati a dare un aiuto per la pastorale giovanile. Un altra bellissima realtà, sono le due Scuole dell Infanzia delle due parrocchie. Tutte e due sono gestite da laici, con la direzione del parroco, il quale ogni settimana dedica un ora per l insegnamento di religione e questo è un momento prezioso e divertente La sorella Imelde, è presente ogni lunedì e si meraviglia nel vedere come sanno recitare la preghiera del Padre Nostro e l Ave Maria e distinguere i colori del tempo liturgico. Non possiamo dire tutto, la vita pastorale è fatta da tante realtà e noi, in stretta collaborazione con il parroco e con un altra comunità di suore comboniane, insieme con i laici, partecipiamo volentieri. Siamo contente, ci sentiamo accolte e sostenute dalle loro preghiere e amicizie. In questo cammino ci accompagna sempre la nostra Famiglia Missionaria, con la preghiera, le visite, le telefonate dall Italia, dal Brasile, dal Burundi Il 16 dicembre scorso abbiamo avuto la gioia di accogliere un gruppetto delle nostre Famiglie di Rovigo per il loro incontro mensile. E stato un momento veramente fraterno. Hanno partecipato alla Celebrazione delle ore 11,00 a Voltabrusegana e poi hanno fatto il loro incontro con il prof. Riccardo Tuggia sul tema: Come mantenere viva la relazione interpersonale in un mondo di comunicazione virtuale. E seguito il pranzo con la collaborazione dei nostri amici del Centro. Tutto si è svolto in clima di festa e di gioia come sempre quando ci si ritrova. Lode al Signore e tutto per la sua Gloria e per la salvezza di tutti gli uomini. Imelde, Angela e Dafrosa- MdR - Nuova e bella - Gennaio esperienza 2016 di - missione - 41

42 La mia esperienza in Brasile Tre anni della mia esperienza in Brasile: incontrare la gioia perfetta... Carissmi fratelli e sorelle, nella mia esperienza missionaria in Brasile, non finisco di ringraziare il Signore, i superiori e tutti voi che mi avete dato l opportunità di vivere la gioia della Chiesa in uscita, per tre anni, in Brasile. Nella comunità della nostra Famiglia Missionaria della Redenzione, a Salvador, Bahia, ho fatto esperienza con gli adolescenti, i ragazzi del progetto Speranza e Vita. Li aiutavamo a sviluppare le loro capacità intellettuali e umane, attraverso il doposcuola. L esperienza con loro è stata una scoperta delle tappe della vita che necessitano molta attenzione nel cammino dell evangelizzazione. E stata anche meravigliosa l esperienza della catechesi nella parrocchia di Itinga: veramente i bambini sono i migliori maestri di vita sotto vari punti di vista. Con loro ho capito perché Gesù ha detto: Se non ritornerete come i bambini non entrerete nel Regno dei cieli. Per me, contemplare la semplicità negli occhi dei bambini mi riempiva e soddisfava la mia ricerca del senso 42 - Brasile - della vita. Nel poco che davo a loro nella catechesi, ho ricevuto tanto in cambio. Ho anche fatto l esperienza di evangelizzare le famiglie nelle missioni popolari in varie diocesi, dormendo nelle loro case, ascoltando la loro storia e la loro realtà e condividendo la vita di ogni giorno. Questa missione con le famiglie mi ha aiutato a comprendere che nessuno può essere escluso dall amore misericordioso del Padre. Il nostro Padre che sta nei cieli non vuole che si perda nessuno di questi figli piccoli. Come Famiglia Missionaria, dall aprile 2018 abbiamo aperto una nuova comunità, a Maragujipe, nella diocesi di Cruz das Almas con quattro sorelle burundesi. Oltre alla conoscenza della nuova realtà, è stato importante per me partecipare alla consacrazione perpetua della sorella Helena nelle mani del vescovo Antonio e vedere come i parrocchiani hanno preso a cuore l organizzazione della festa. Nel mese di luglio abbiamo avuto la gioia di avere tra noi un sacerdote della nostra Famiglia Missionaria, Don Zaccharia. E venuto per la Consacrazione dei fratelli Marius e Arcade. Dopo l esperienza in Brasile di due anni, sono ri-

43 tornati in Burundi per iniziare la vita comunitaria dei Missionari della Redenzione. E stata una grande gioia, e un ringraziamento al Signore che accompagna la Famiglia Missionaria in una crescita costante e fruttuosa. Il seme gettato da P. Achille sta crescendo, sta diventando un albero con diversi rami e frutti. Grazie, Signore! Nonostante le difficoltà della lingua e della cultura, i tre anni della missione in Brasile sono un grande dono che mi hanno aiutato ad integrare la mia vocazione missionaria ad gentes nella Chiesa comunità pellegrinante. Così ho potuto rispondere all invito di Gesù rivolto ad ognuno di noi, il giorno dell Ascensione, prima di tornare al suo Padre: Andate nel mondo intero ed annunciate il Vangelo ad ogni creatura (Mc 16, 15). Ecco, io sono con voi, tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt 28, 20). Anche il nostro Padre celeste ha inviato Gesù redentore perché voleva la salvezza di tutti i popoli, di tutti i luoghi e di tutti i tempi. La salvezza non è per un gruppo chiuso. Per me questa è la perfetta allegria per la Chiesa in uscita nella grande famiglia del creato. Quindi questi tre anni in mezzo al popolo bahiano, con la sua diversità di colori, la sua allegria e la sua capacità di accolgienza, mi hanno aiutato ad amare ed approfondire di più il carisma del nostro fondatore padre Achille Corsato. Per me ci vorrà tutta l eternità per ringraziare di tutte le ricchezze e bellezze nel contemplare il dono gratuito dlela vocazione missionaria ad gentes. Per questo concludo il mio ringraziamento per la mia vocazione missionaria, facendo mie le parole di Santa Teresa di Gesù bambino e del santo Volto, patrona delle missioni, con l amore ed il sacrificio: Il mio desiderio è quello di annunciare il Vangelo in tutte le parti del mondo, andare fino alle isole più lontane. Desidero essere una missionaria del mio sposo amato Gesù, non solo durante alcuni anni, ma dall inizio della creazione del mondo, fino alla consumazione dei secoli. Avanti sempre, sempre avanti per la missione, come Santa Maria Chiara Nanetti. Il mio essere presente in mezzo ai bambini piccoli, di cinque o sei anni, agli adolescenti, ai giovani, alle famiglie gioveni e agli anziani, mi hanno aiutato ad incontrare la gioia perfetta che nasce solo dalla misericordia di Dio Padre e Madre. Lorenza MdR Voti perpetui della sorella Helena a Maragojipe - Brasile - Domenica 9 dicembre 2018, il vescovo diocesano di Cruz das Almas, mons. Antonio Tourinho Neto, ha presieduto alla Santa Messa nella quale la sorella Helena Niyoyitungira ha consacrato la sua vita a Cristo Redentore del mondo. Apparterrà, d ora in avanti, alla Famiglia Missionaria della Redenzione, per seguire le orme del nostro fondatore, padre Achille, e vivere il carisma ecumenico-missionario, nel cammino tracciato dalla Chiesa. Originaria della parrocchia di Kayogoro, Diocesi di Rutana, Burundi, ha sentito la chiamata per la missione in terre brasiliane e fin dall inizio di quest anno è a servizio nella parrocchia di Maragojipe con altre tre sorelle. Durante il rito di consacrazione, Helena ha ricevuto una Croce dalle mani di Dom Tourinho, che l ha benedetta e consegnata pronunciando le seguenti parole: Ricevi questa croce, segno di Cristo Redentore, che ha dato se stesso per essere il modello della nostra donazione. L Eucaristia è stata concelebrata dai sacerdoti: padre Reginaldo Almeida e Mateus de Lima Leal, ed è stata assistita dal diacono Luciano Barbosa. Era presente la responsabile della Famiglia Missionaria della Redenzione in Brasile, Maria Letizia Masiero, tutte le sorelle e la comunità maragojipana. 43

44 Impegnati per promuovere valori di vita Le attivitá che anche quest anno abbiamo cominciato con il Progetto Speranza e Vita c impegnano a lavorare guardando con speranza al mondo che circonda i bambini e adolescenti che accogliamo, grazie alla generosità e collaborazione di solidarietá di ciascuno dei nostri fratelli. I bambini e adolescenti che partecipano al progetto ci fanno sentire la vibrazione e la gioia di vivere, hanno l aspettativa di una speranza nuova, di vita nuova, ma le situazioni tante volte non lasciano spazio alla serenità e alla tranquillità. Tutto questo c interpella e c impegna nello sforzo di accogliere, capire e rispondere sempre meglio alle loro inquietudini e speranze. Cerchiamo di far sentire che é possibile costruire un mondo migliore, di trasformare l odio con l amore, l insoddisfazione con la gioia di dare senza pretendere il contraccambio, l egoismo con la generositá, la violenza con la pace e il perdono. Per vivere tutto questo ogni giorno chiediamo al Signore che ci accompagni e ci aiuti ad essere strumenti di pace e amore, come suggerisce San Francesco con la sua Semplice. Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa ch io porti amore, dove è offesa, ch io porti il perdono, dove è discordia, ch io porti la fede, dove è l errore, ch io porti la Verità, dove è la disperazione, ch io porti la speranza. Dove è tristezza, ch io porti la gioia, dove sono le tenebre, ch io porti la luce. Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto: ad essere compreso, quanto a comprendere, ad essere amato, quanto ad amare. Poichè: è: dando, che si riceve, perdonando, che si è perdonati, morendo, che si vive per la Vita Eterna. Amen. In questo tempo di Quaresina, tempo propizio per vivere da veri testimoni di Gesú che ci ha dato esempio del vero Amore, chiediamo di ricordarci al Signore perché ci doni la grazia della conversione e santitá di vita. Maria Letizia Masiero e Comunitá 44 - Progetto - Gennaio Speranza 2016 e -Vita -

45 L animazione missionaria in Burundi, arcidiocesi di Gitega L animazione missionaria è un attività essenziale nella vita della Chiesa perché tocca tante categorie di persone: bambini, giovani, religiose e religiosi, sacerdoti, famiglie e mette la Chiesa in stato permanente di missione perché forma la coscienza missionaria nelle persone che sono animate, sia giovani che adulti. Quest anno 2019 è un tempo straordinario per loro, per il 175 anniversario dell Infanzia Missionaria. Le celebrazioni sono cominciate nel dicembre scorso con l incontro dei ragazzi missionari a Mugera, al Santuario Mariano, dove i bambini hanno partecipato ad un convegno dal tema: I ragazzi missionari sui passi dei primi missionari. C erano tanti bambini, perché tutto il Paese era rappresentato. Ogni diocesi del Burundi ha inviato venti persone: quindici bambini e cinque animatori. E stato un arricchimento reciproco e tutti hanno seguito con interesse. Durante il mese di gennaio, questo stesso anniversario è stato vissuto attraverso celebrazioni nelle parrocchie, in occasione della solennità dell Epifania e nelle diocesi, seguendo l organizzazione di ciascuna. Ma in cosa consiste l animazione missionaria dei bambini? Tutto l anno i ragazzi sono animati da un gruppo di giovani animatori o animatrici che trasmettono loro lo spirito missionario. I gruppi si incontrano una volta al mese in ogni parrocchia. In dicembre e gennaio le attività si moltiplicano perché il tempo di Natale è più significativo per i bambini. Il mese di gennaio è dedicato all Infanzia Missionaria e per questo motivo è in questo periodo che si organizzano i Cantori della Stella (chiara stella): gruppi di ragazzi missionari passano di casa in casa con le stelle per donare la pace di Gesù Bambino alle famiglie. Lungo la strada cantano con entusiasmo canzoni di Natale e dell Infanzia Missionaria. Madeleine, MdR - Brasile - 45

46 L esperienza della nuova missione in Burundi dei fratelli missionari Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli (Lc 10,21). Siamo Marius e Arcade, fratelli nella Famiglia Missionaria della Redenzione. La nostra vita missionaria si fonda sulla triplice esperienza di contemplare, vivere ed annunciare il mistero di Cristo Redentore del mondo, secondo il carisma proprio della Famiglia. Non ringrazieremo mai abbastanza per l accoglienza che le sorelle e i sacerdoti ci hanno offerto sin dall inizio della nostra esperienza vocazionale, per le loro preghiere, la formazione, la pazienza nell aiutarci ad orientare la vita nella nuova comunità fraterna. Abbiamo compreso che essere consacrati è un dono di Dio e la preghiera sostiene il nostro impegno, perché possiamo servire i fratelli e le sorelle che incontriamo. La nostra vita, come fratelli Missionari della Redenzione in Burundi, è cominciata col nostro arrivo dal Brasile, il 6 ottobre 2018, dove abbiamo ricevuto una formazione integrale per due anni e mezzo. Ringraziamo il nostro cappellano, don Innocente Ntacobishimiye, per il suo accompagnamento e disponibilità. E lui che ha benedetto la nostra nuova casa, situata nella parrocchia Santa Maria Chiara Nanetti di Yoba, diocesi di Gitega. Siamo stati accolti molto bene anche dall arcivescovo di Gitega, Mons. Simon, al quale siamo riconoscenti soprattutto perché ha concesso a don Innocente di celebrare la Santa Messa, il 9 novembre 2019, alle ore 11.00, dopo la quale è stato riposto il Santissimo Sacramento nel tabernacolo. Erano presenti le sorelle della Famiglia Missionaria e le giovani in formazione. Il nostro programma di vita comunitaria è sempre organizzato secondo le necessità della parrocchia e della Famiglia. Ogni giovedì ci incontriamo per la valutazione della settimana. Nell apostolato ci impegnamo nel Centro di Accoglienza dei bambini orfani e seguiamo tutti i ragazzi aiutati attraverso le adozioni a distanza dall Italia, per contribuire alla loro istruzione e alimentazione. Assieme alle sorelle missionarie, abbiamo partecipato ad alcuni momenti di spiritualità organizzati dalla Famiglia: il ritiro spirituale nel noviziato di Songa, diretto da don Privat col tema: Alcune caratteristiche della santità nel mondo attuale e il ritiro mensile diretto da don Innocente, col tema: L attesa e il desiderio di Gesù Cristo. Abbiamo realizzato visite missionarie ai giovani e alle famiglie per la missione. Abbiamo visitato anche i ragazzi dell Infanzia Missionaria durante la chiara stella e abbiamo partecipato al giubileo dei dieci anni di presenza delle sorelle missionarie a Yoba col nuovo comitato parrocchiale. Organizziamo un giorno di preghiera alla settimana nella cappella della nostra casa per l evangelizzazione della Chiesa, in particolare per la nostra Famiglia Missionaria della Redenzione. Alcuni giovani sono venuti a farci visita per conoscere la nostra comunità. Preghiamo perché Dio possa concedere numerose vocazioni a tutta la Chiesa e anche alla nostra Famiglia Burundi - Marius e Arcade MdR

47 Villa Concordia ESTATEOLO 2019 Ragazzi si parte!!! # V I V I L A PA R O L A da lunedì 17 a domenica 23 giugno anni (4a- 5a della Scuola Primaria) da lunedì 01 a domenica 7 luglio anni (1a -2a Secondaria di 1 grado ) da lunedì 15 a domenica 21 luglio anni (3a Secondaria di 1 grado 1a e 2a di 2 grado) MISSIO GIOVANI dai 16 anni in su Da mercoledì 24 a domenica 28 luglio Siamo già in cammino per preparare le giornate con giochi, passeggiate, canti e altro! Affrettati a dare la tua adesione! Corri!!! Chiama subito: tel Cell FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE Elargizione. 100,00+10,00 per materiale. 40,00 alla prenotazione e. 70,00 all inizio del Campo Domenica 23 giugno per il 1 campo Domenica 7 luglio per il 2 campo Domenica 21 luglio per il 3 campo Attendiamo i genitori, fratelli, nonni, amici per la Festa di conclusione del campo missionario. Ore Incontro con i GENITORI S.Messa alle ore Saranno con noi degli animatori e un esperto di tematiche familiari. Pranzo previsto alle ore Una Storia tante storie alle ore Comunicare la propria partecipazione per problemi organizzativi! Per sostenere le relative spese vi chiediamo un contributo per il pranzo e. i dolci sono sempre graditi! Vi aspettiamo!

48 PROGETTI DI SOLIDARIETÀ BRASILE La necessità di AIUTARE I BAMBINI più poveri, delle Zone rurali e i giovani e della Scuola agricola ADOZIONI 155, 00 BURUNDI Migliaia di bambini a causa delle malattie e della povertà hanno bisogno di essere aiutati per continuare a CRESCERE E FREQUENTARE LA SCUOLA. Sosteniamo anche i progetti scolarizzazione infantile; di cooperazione agricola) ADOZIONI 310, 00 oppure 155, 00 PER FARCI PROSSIMO La MISSIONE ci vede impegnati in varie parti del mondo. Sosteniamo la formazione dei seminaristi in terra di missione e progetti di sviluppo locali anche con micro realizzazioni. ADOZIONI ASIA 310, 00 SOSTEGNO DI UNA FAMIGLIA 310, 00 ADOZIONE DI UN SEMINARISTA 520, 00 CONTRIBUTO AD. SEMINARISTA 250, 00 KG 100 DI RIS 50, 00 KG 100 DI FAGIOLI 40, 00 KG 100 DI MAIS 30, 00 KG 100 DI MANIOCA 30, 00 1 MUCCA DA CARNE 300, 00 1 MUCCA DA LATTE 800, 00 1 CAPRA 50, GALLINE 50, 00 Le adozioni non obbligano i benefattori in alcun modo. I versamenti annui indicati possono essere frazionati come meglio si ritiene. Siamo destinatari del 5X1000 se vuoi dare la tua adesione il Codice Fiscale è: FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE ONLUS Via A. Speroni, 14/C Rovigo - Tel Ccp RIFERIMENTI BANCARI: IT57J FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE Casa Santa Maria Chiara Nanetti Via A. Speroni, Rovigo - Tel. 0425/24004 C.C.P RIFERIMENTI BANCARI IT57J Codice Fiscale Casa Regina delle Missioni Via A. Mario, Rovigo - Tel. 0425/23806 Villa Concordia Via Villa Contea, Teolo (Pd) - Tel. 049/ Missionàrias da Redenção Loteamento Jardim Santa Júlia - Quadra B - Lote, Lauro de Freitas - Tel Missionaires de la Rédemption Maison Sainte Marie Claire Nanetti Quartier YOBA - Tel / GITEGA (B.P D.S. 16, Bujumbura) - BURUNDI - Missionaires de la Rédemption Maison Saint François Xavier Quartier YOBA - Tel / GITEGA (B.P D.S. 16, Bujumbura) - BURUNDI - Missionaires de la Rédemption Maison Saint Joseph - Rutana - Burundi - Tel

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