Centro Europeo di Ricerche Preistoriche Collana Ricerche 3

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1 01-impaginato :23 Pagina I Centro Europeo di Ricerche Preistoriche Collana Ricerche 3 A05 13/3

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3 01-impaginato :23 Pagina III Preistoria in Molise Gli insediamenti del territorio di Isernia A cura di Carlo Peretto Antonella Minelli

4 01-impaginato :23 Pagina IV Copyright MMVI Centro Europeo di Ricerche Preistoriche Località Santo Spirito Isernia ARACNE editrice S.r.l. via Raffaele Garofalo, 133 A/B Roma (06) ISBN I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: settembre 2006

5 01-impaginato :23 Pagina V La pubblicazione di questo volume è stata possibile grazie alla Convenzione stipulata tra l Agenzia di Sviluppo Rurale MOLI.G.A.L. (Molise Gruppo di Azione Locale) e l Università degli Studi di Ferrara per rafforzare la conoscenza e la divulgazione delle risorse ambientali e culturali presenti in alcune aree LEADER+ della provincia di Isernia. L iniziativa rientra nel Programma Comunitario PIC LEADER + Molise_PSL Contado di Molisij Parco Rurale d Europa, Iniziativa Comunitaria in Materia di Sviluppo Rurale; Asse 1 Sostegno a strategie pilota e sviluppo rurale a carattere territoriale ed integrato; Misura 1.3 Rafforzamento della conoscenza della diffusione e della fruizione delle risorse dei territori rurali dal punto di vista ambientale e culturale; Azione Studi, ricerche. Dal 2004, data di inizio del progetto, determinanti sono state la collaborazione scientifica e la programmazione congiunta delle iniziative con la Soprintendenza Archeologica del Molise, l Università degli Studi del Molise e il Centro Europeo di Ricerche Preistoriche di Isernia. L iniziativa ha consentito di sviluppare in maniera proficua le conoscenze sulla Preistoria della provincia di Isernia. Oltre ad alcuni nuovi approfondimenti relativi al giacimento de La Pineta e alle significative raccolte di superficie di ampia distribuzione, si sottolinea l individuazione e lo scavo di nuovi importanti insediamenti paleolitici in deposizione primaria in grado di apportare un contributo decisivo alla definizione degli eventi principali che caratterizzano la storia più antica, dal punto di vista sia culturale che ambientale. R E G I O N E I S E M O L

6 01-impaginato :23 Pagina VI Autori degli interventi scientifici Alessandro Antonucci, Marta Arzarello Ornella De Curtis, Annarosa Di Nucci Federica Fontana, Rosalia Gallotti Carlo Peretto, Ettore Rufo, Benedetto Sala Ursula Thun Hohenstein, Sara Ziggiotti Università degli Studi di Ferrara Dipartimento delle Risorse Naturali e Culturali Redazione Marta Arzarello, Annarosa Di Nucci Marilena Leis, Giuseppe Lembo, Antonella Minelli, Carlo Peretto, Ettore Rufo Progetto grafico e impaginazione Elena Marrocchino, Carmela Vaccaro Università degli Studi di Ferrara Dipartimento di Scienze della Terra Antonella Minelli Università degli Studi del Molise Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l Ambiente e il Territorio Lorenzo Costantini, Giuseppe Lembo Ricostruzioni pittoriche Marco Cutrona, Gabriele Nenzioni Mauro Coltorti, Pierluigi Pieruccini Silvia Ravani Università degli Studi di Siena Dipartimento di Scienze della Terra Cristiana Terzani Soprintendenza Archeologica del Molise Disegni dei reperti archeologici Giampietro De Marchis, Davide Mengoli Ettore Rufo, Benedetto Sala, Anne Marie Moigne Muséum National d Histoire Naturelle, Parigi Silvia Ricciardi Università degli Studi di Bologna sede decentrata di Ravenna Dipartimento di Archeologia Centro di Ricerche Archeobotaniche Archeoflorae Giuseppe Lembo, Bruno Paglione Maria Angela Rufo Centro Europeo di Ricerche Preistoriche, Isernia Si ringraziano per la collaborazione, la disponibilità e l amicizia: Mario Pagano, Soprintendente ai Beni Archeologici del Molise; Paolo Nuvoli, Presidente dell Agenzia di Sviluppo Rurale MOLI.G.A.L. (Molise Gruppo di Azione Locale); Raffaele Mauro, Presidente dell Amministrazione Provinciale di Isernia; Gabriele Melogli, Sindaco del Comune di Isernia; Antonio Izzi, Sindaco di Rocchetta a Volturno; Antonio Conti, Sindaco di Carovilli; Adriano Giannola, Presidente dell Istituto Banco di Napoli; Angelo Iapaolo, Presidente del Centro Europeo di Ricerche Preistoriche di Isernia; Aldo Pace, Direttore Generale dell Istituto Banco di Napoli. Un particolare ringraziamento va inoltre a Natalino Paone e a Domenico Pellegrino per la costante attenzione rivolta alla valorizzazione del giacimento preistorico di Isernia La Pineta, sia con interventi nel settore della ricerca scientifica che in quello della comunicazione e della fruizione. Non si possono assolutamente dimenticare gli interventi di Edilio Petrocelli, convinto assertore della necessità inconfutabile di favorire in ogni modo le attività di valorizzazione del giacimento; in quest ottica, allo stesso, quale membro del Parlamento, si deve la presentazione e l approvazione della legge 730 del 28 ottobre 1986 che consentì, con consistenti finanziamenti, di avviare la realizzazione del Museo paleolitico sull area degli scavi. Si ringrazia inoltre per la segnalazione dei ritrovamenti e per la disponibilità all accesso alla aree d interesse archeologico: Pierluigi Berardinelli, Ermando D Agostino, Massimiliano D Agostino, Vladimiro D Agostino, Concetta Leone, Bruno Paglione, Delia Pallotta, Angela Pizzi, Angelo Scioli.

7 01-impaginato :23 Pagina VII Indice Presentazione di Mario Pagano IX Presentazione di Angelo Iapaolo XI Presentazione di Paolo Nuvoli XIII Introduzione di Carlo Peretto XV 1. Storia delle ricerche Sintesi sulla storia delle ricerche a carattere preistorico nella Provincia di Isernia La scoperta, lo scavo e la valorizzazione dell insediamento di Isernia La Pineta Gli studi di Stefano Grimaldi Le ultime acquisizioni Gli interventi sistematici Isernia La Pineta, Aspetti topografici Sintesi dei dati già acquisiti e noti in letteratura Nuove osservazioni sulla caratterizzazione petrografica della serie stratigrafica di Isernia La Pineta Considerazioni sugli studi palinologici relativi alla sequenza stratigrafica di Isernia La Pineta a I vertebrati fossili: le nuove specie rinvenute a La Pineta b I vertebrati fossili: considerazioni archeozoologiche, determinazione dell età di morte e delle abitudini alimentari di Bison schoetensacki (Freudenberg, 1914) di Isernia La Pineta a L industria litica: l industria in calcare del sito paleolitico di Isernia La Pineta b L industria litica: i nuovi dati sull industria in selce Trend distributivi dei reperti litici e paleontologici delle archeosuperfici 3c e 3a del I settore di scavo Considerazioni conclusive L Acheuleano di Colle delle Api Aspetti topografici Geoarcheologia del sito Gli studi palinologici I vertebrati fossili L industria litica Considerazioni conclusive Il Musteriano di Grotta Reali Aspetti topografici Georcheologia dell insediamento musteriano di Grotta Reali ed evoluzione delle sorgenti del Volturno a I vertebrati fossili: indicazioni paleoecologiche e paleoclimatiche dai reperti a micromammiferi di Grotta Reali: risultati preliminari VII

8 01-impaginato :23 Pagina VIII VIII Indice 2.3.3b I vertebrati fossili: i macromammiferi e l analisi archeozoologica a L industria litica: studio tecno economico b L industria litica: analisi funzionale di un campione di manufatti Considerazioni conclusive Survey e sondaggi L insediamento di S. Lorenzo Aspetti topografici L industria litica Considerazioni conclusive Le raccolte di superficie Pescopennataro: Rio Verde e Laghi dell Anitra (RV, RV1, RV2, RV3) Aspetti topografici a L insieme litico di Rio Verde RV b L insieme litico di Rio Verde RV c L insieme litico di Rio Verde RV d L insieme litico di Rio Verde RV Considerazioni conclusive Carovilli: località San Mauro e località Fonte Curello (C3) Aspetti topografici a L insieme litico di località San Mauro: osservazioni preliminari b L insieme litico di località Fonte Curello Vastogirardi Aspetti topografici Le industrie litiche Considerazioni conclusive Sessano del Molise (S, S1) Aspetti topografici a L insieme litico di Sessano S b L insieme litico di Sessano S Considerazioni conclusive Capracotta Aspetti topografici L insieme litico: osservazioni preliminari Considerazioni conclusive I risultati delle attività di ricognizione nell Alto Molise I ritrovamenti ceramici Considerazioni conclusive Bibliografia

9 01-impaginato :23 Pagina IX Presentazione Mario Pagano* Già l architetto Carlo Bonucci, in epoca borbonica, segnalava l importanza dei reperti litici preistorici provenienti dal Molise ma, fino alla fortuita scoperta dell importante sito della Pineta di Isernia, la preistoria della Regione risultava quasi sconosciuta. Gli scavi e le più recenti ricerche permettono di avere un primo quadro di una realtà complessa e articolata, e si può dire che fin dal Paleolitico il popolamento del Molise fu talmente considerevole, che molto spesso ci si imbatte, nel corso delle ricognizioni, in manufatti preistorici di grandissimo interesse. Mentre mai si sono interrotti gli scavi e le pubblicazioni sul sito della Pineta di Isernia, e si procede, finalmente alacremente, con il contributo della Regione, della Provincia e del Comune di Isernia, e con la sempre attiva collaborazione del prof. Carlo Peretto dell Università di Ferrara e della sua ben sperimentata e altamente meritevole équipe, al completamento del Museo e del Parco del Paleolitico di Isernia, che costituirà, certo, un punto di riferimento per la preistoria italiana (ancora troppo trascurata rispetto all interesse che essa suscita in altri paesi europei, come la Francia), essenziale appare la ricognizione topografica del territorio molisano, accompagnata da una serie di saggi stratigrafici di controllo, e dalla pubblicazione degli importanti materiali raccolti nel corso degli anni da studiosi e appassionati. Il presente volume costituisce il primo risultato di una ricerca collettiva e interdisciplinare, e fornisce una sintesi completa dei dati a disposizione per l area di Isernia e per l Alto Molise. Esso affianca lo sforzo della Soprintendenza archeologica del Molise, con la pubblicazione della Nuova serie della Rivista Conoscenze, che da molti anni era interrotta, del Catalogo del Museo Provinciale Sannitico di Campobasso, di una collana di Studi e ricerche e il progetto della Carta archeologica del Molise, teso alla generale ricognizione del patrimonio archeologico della Regione. La concretezza dei risultati raggiunti è base necessaria per ulteriori sforzi, che sicuramente saranno decisivi perché il lavoro compiuto sia durevole nel tempo, e porti nuovi e maggiori frutti per il futuro. * Soprintendente per i Beni archeologici del Molise IX

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11 01-impaginato :23 Pagina XI Presentazione Angelo Iapaolo* Conoscere il territorio attraverso la lettura delle testimonianze che si sono conservate nel tempo e che attendono solo di esser raccolte, studiate, interpretate e valorizzate, è diventata un esigenza che accomuna tutti coloro che vogliono scoprire le ricchezze della propria terra perché è attraverso di esse che rinasce e si ricostruisce la storia. Il presente lavoro, frutto di un encomiabile attività di ricerca sul campo e di una sinergia di gruppo che coinvolge istituzioni pubbliche e private, amatori locali e valide figure di ricercatori molisani e non, si caratterizza per un esaustiva e completa analisi di una ben precisa area della Regione, la Provincia di Isernia, che è una miniera di ricchezze naturalistiche, archeologiche, architettoniche, storiche, nonché di informazioni e di tracce legate al nostro passato più antico. Un passo importante è stato sicuramente fatto con la predisposizione di questo lavoro in quanto parte di queste tracce sono state individuate, disvelate e ricostruite per essere trasposte alla conoscenza di un pubblico più vasto sia di specialisti che di soli curiosi ed interessati. Il motore che ha alimentato questa ricerca ha trovato senza dubbio forza nella ormai ventennale collaborazione che unisce le istituzioni universitarie, in particolare l Università di Ferrara, e le Amministrazioni locali, tra cui la Provincia di Isernia, ciascuna per la parte di propria competenza, al fine di operare concretamente e fattivamente alla salvaguardia e tutela del patrimonio archeologico. Tale connubio è quanto mai importante considerando che notevoli sforzi sono stati prodotti fin dalla scoperta del sito paleolitico di Isernia La Pineta nel comune intento di incentivare e sostenere la ricerca scientifica nonché di renderla fruibile ad ampio raggio; tali sforzi trovano oggi completa realizzazione nel Centro Europeo di Ricerche Preistoriche che testimonia il risultato di questo impegno e l importanza di aver creato in loco un associazione che opera per potenziare la conoscenza della preistoria non solo in ambito locale ma anche nazionale ed internazionale, favorendo lo sviluppo di quell interdisciplinarità, che è necessaria ed indispensabile per tali obiettivi. In questo senso è altresì importante sottolineare come giovani ricercatori oggi sono un punto di riferimento all interno di tale operazione di potenziamento della ricerca a riprova della volontà di creare una situazione stabile che diventi il fulcro di un circuito a valenza internazionale. * Presidente del Centro Europeo di Ricerche Preistoriche XI

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13 01-impaginato :23 Pagina XIII Presentazione Paolo Nuvoli* È una grande soddisfazione aver contribuito, in veste di Presidente del Consorzio MOLI.G.A.L., allo studio dei materiali preistorici della Provincia di Isernia e alla pubblicazione dettagliata dei risultati raggiunti. Infatti, nell ambito del programma comunitario LEADER +, attenzione è stata posta allo sviluppo delle conoscenze, della diffusione e della fruizione delle risorse dal punto di vista ambientale e culturale, attraverso il finanziamento di iniziative mirate alla ricerca e alla divulgazione dei risultati raggiunti. Le nuove informazioni, che si aggiungono al già noto insediamento de La Pineta, consentono di tracciare un quadro ampio e articolato della successione degli eventi naturali e culturali della preistoria del territorio in esame in modo da poter contribuire, con un offerta culturale di ampio respiro, alla valorizzazione di una specifica area LEADER + del Molise. Per questo motivo, alla prestigiosa presenza di testimonianze riconducibili alla fase sannitica, romana e medioevale, ora possiamo associare anche importanti testimonianze paleolitiche, distribuite in un arco di tempo dell ordine di centinaia di migliaia d anni. Questa fase della nostra storia antica si coniuga con una più attenta politica di valorizzazione e di fruizione che i vari Comuni interessati e la Provincia di Isernia perseguono con sempre maggiore determinazione, anche con proposte museali, come ad esempio quelle di Rocchetta a Volturno e Carovilli. Un ulteriore fattore di soddisfazione è rappresentata dal fatto che, con il progetto promosso dal MOLI.G.A.L., un certo numero di giovani ricercatori ha avuto l opportunità di penetrare a fondo le tematiche della preistoria, sviluppando una maggiore capacità di intervento oltre che di conoscenza scientifica. Si è rafforzata così, in sede locale, la presenza di specifiche professionalità con una compagine ad alto livello conoscitivo dei contenuti naturalistici e culturali riconducibili alla nostra storia evolutiva. Questo gruppo di lavoro è quanto mai fondamentale per facilitare la crescita di nuove iniziative rivolte ad un sistema integrato di gestione e fruizione del patrimonio culturale e rappresenta un elemento insostituibile verso uno sviluppo che si possa definire sostenibile, favorendo un turismo di visitazione non soltanto di massa, quanto piuttosto di qualità, motivato da un desiderio di conoscenza più approfondita. Da sottolineare, inoltre, che il progetto, promosso dal MOLI.G.A.L., rafforza inoltre la consapevolezza del valore della propria storia, anche di quella più antica, che per molti aspetti è decisamente affascinante. Essa si configura come un fattore insostituibile per la comprensione delle nostre vere radici, nella prospettiva fondamentale di conoscere, nel modo più corretto possibile, da dove veniamo, chi siamo e soprattutto quali future aspettative possiamo prevedere per l Umanità, certi che la conoscenza rappresenti il fattore fondante per un futuro migliore. * Presidente dell Agenzia di Sviluppo Rurale MOLI.G.A.L. (Molise Gruppo di Azione Locale) XIII

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15 01-impaginato :23 Pagina XV Introduzione Carlo Peretto L emergere, negli ultimi anni, di nuove evidenze preistoriche nell area della Provincia di Isernia, ha dato stimolo ad un intensificarsi delle ricerche mirate d ambito territoriale, traducendosi nella strutturata volontà di raccogliere in una sintesi generale le recenti acquisizioni sul più antico popolamento del Molise, che giungono a colmare le note lacune gravanti su questo settore. Trasvolando le sporadiche raccolte della fine dell 800 e i pionieristici resoconti del Pigorini e del Nicolucci, datati ad un tempo in cui il Molise non vantava ancora l autonomia regionale, e comunque meritevoli d aver svelato al neonato mondo dell archeologia preistorica le potenzialità documentarie di questo territorio, la prima reale svolta si ha nel 1978, con la scoperta del giacimento di Isernia La Pineta, nuova importante pedina nello studio del più antico popolamento europeo. Le ininterrotte ricerche interdisciplinari, condotte da più di un ventennio su questo sito, mai mancano di contribuire alla crescita, sia documentaria che metodologica, della ricerca preistorica; ancor oggi nuovi dati continuano ad emergere dagli studi di campo e di laboratorio, dando impulso ad un continuo aggiornamento della letteratura scientifica d ambito antropologico e preistorico in senso lato. D altro canto, si manifestava da tempo la necessità di allargare la prospettiva, inserendo il complesso de La Pineta in un contesto più ampio, che rendesse conto delle modalità di impegno dell ambiente da parte dei gruppi umani nel corso del tempo, svelando un mondo latente dietro una ipotetica verginità. Unica eccezione nel panorama degli studi preistorici molisani, altrimenti dominato dall esclusività del sito di Isernia La Pineta, era rappresentata dallo studio condotto su alcune collezioni litiche di diversa provenienza e attribuzione da Stefano Grimaldi, negli anni , pubblicato solo di recente. Il primo nuovo impulso è giunto nel 2000, seguendo di un solo anno la ripresa dei lavori sul sito di Isernia La Pineta e la predisposizione delle nuove strutture di ricerca: l individuazione di un area di frequentazione acheuleana in Contrada Colle delle Api a Monteroduni, indotta dal recupero di due bifacciali, di alcune schegge litiche e di resti ossei emergenti da una sezione artificiale. Nel 2001, poi, una nuova evidenza avrebbe rafforzato la volontà di allargare il raggio di ricerca preistorica in Molise: la scoperta del sito musteriano di Grotta Reali a Rocchetta a Volturno. Nel frattempo nuove evidenze emergevano dalle ricognizioni nell hinterland di Isernia, condotte con particolare intensità nell Alto Molise, il cui interesse era da tempo noto grazie all attività di Bruno Paglione, alle raccolte di appassionati locali, alle decennali ricerche del Radmilli nei territori di confine tra Abruzzo e Molise e al censimento di Stefano Grimaldi. La possibilità di dar corpo alle nuove acquisizioni è giunta nel 2004, con la stipula di una Convenzione tra l Agenzia di Sviluppo Rurale MOLI.G.A.L. (Molise Gruppo Azione Locale) e l Università degli Studi di Ferrara per l attuazione del progetto nell ambito del Programma Comunitario LEADER + per lo sviluppo delle conoscenze, in ambito culturale, della provincia di Isernia. Le fasi di attuazione del Progetto ed il rela- XV

16 01-impaginato :23 Pagina XVI XVI Introduzione tivo cronogramma di sviluppo prevedevano, in particolare, una serie di interventi mirati ad intessere o rafforzare collaborazioni con gli Enti preposti alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e ottenere eventuali autorizzazioni per il corretto espletamento delle attività. Ulteriori attivazioni erano finalizzate ad approfondire il quadro delle conoscenze relative al territorio molisano, con particolare riferimento alla provincia di Isernia, attraverso attente ricognizioni territoriali e una serie di sopralluoghi e interventi puntuali. I risultati ottenuti sono pienamente rispondenti alle iniziali aspettative: diversi interventi specifici nelle aree di accertato interesse archeologico (Grotta Reali, Colle delle Api, Carovilli, San Lorenzo di Civitanova del Sannio), attuati, a seconda dei casi, in forma di scavi stratigrafici, sondaggi o survey, hanno accompagnato le ininterrotte ricognizioni e raccolte di materiale. Per una adeguata presentazione dei risultati raggiunti, a coronamento del Progetto MOLI.G.A.L., è stata programmata e poi realizzata la pubblicazione del presente volume monografico che raduna, in una sintesi esaustiva, tutte le nuove evidenze della preistoria molisana 1. La struttura del volume è così concepita: una rassegna che raccolga, divise per grandi orizzonti cronologico culturali, le testimonianze preistoriche del territorio di Isernia, con una canonica distinzione tra contesti di scavo e insiemi di superficie. Per ciascun insediamento vengono, nell ordine, indicati la storia delle ricerche, le modalità d intervento o raccolta e lo studio delle industrie litiche; in caso di contesti di scavo, le sezioni sono arricchite da contributi interdisciplinari. Una parte introduttiva è dedicata alla storia delle ricerche, con una breve sintesi di quanto già noto in letteratura, dai più antichi rinvenimenti alle acquisizioni degli ultimi anni, passando immancabilmente per la scoperta del giacimento di Isernia La Pineta. Il volume si configura, in ultima analisi, come un compendio esaustivo di tutti i siti preistorici presenti nel territorio della provincia di Isernia, dunque come supporto scientifico e didattico di estrema utilità per la comprensione e la ricostruzione delle modalità di insediamento dell area nel corso del tempo. 1. Il progetto promosso dal Consorzio MOLI.G.A.L. è stato possibile grazie alla partecipazione di numerosi collaboratori che col loro impegno hanno consentito di portare a compimento l iniziativa. Un particolare ringraziamento va a Bruno Paglione per l assidua presenza in questo periodo, fattore fondamentale per la segnalazione di numerosi siti e per la costante raccolta dei materiali provenienti dalle sistematiche prospezioni di superficie. Si ringraziano inoltre, per la proficua collaborazione Marta Arzarello, Pierluigi Berardinelli, Marilena Cozzolino, Federica Fontana, Rosalia Gallotti, Marilena Leis, Giuseppe Lembo, Annarosa Di Nucci, Marco Pavia, Ettore Rufo, Maria Angela Rufo, Ursula Thun Hohenstein, Ciro Tartarini. Si ringraziano, in particolare, la sig. Delia Pallotta per la disponibilità concessa per lo svolgimento di verifiche stratigrafiche nel riparo e nelle grotta di Cegni Ciffuni a Carovilli, il sig. Angelo Scioli per l accesso all area di Colle delle Api e il sig. Ermando D Agostino proprietario della cava di Rocchetta a Volturno dove è ubicata la Grotta Reali. Si ringrazia altresì il gruppo di speleologi di Campobasso, Massimo Mancini, Giampiero Insogna, Alexandra Fatica che hanno dato un valido supporto alla realizzazione delle attività di prospezione nel comune di Carovilli. Un ringraziamento particolare va anche agli studenti dei Corsi di Laurea, italiani e stranieri, che hanno partecipato alle attività di esplorazione, scavo e documentazione: Nelson Veiga, Vera Cabedal, Edgar Simões, Marina Cecilia Flores, Maria Alegre, Isabel Sanchez Miguel, Marco Antonio Alvarez Novoa, Daniela Barbieri, Arianna Sellitto, Amelia Pistillo, Paola Rocco, Barbara Valiante, Decio Volpe, Cecilia Buonsanto, Ilaria Gobbo, Federica Marchitelli, Laura Pontarelli, Pasquale Marino, Simone Di Mauro, Federica Fasano, Annamaria Zaccaria, Nikolas Path, Francesca Del Giudice, Orietta Mura, Roberto Tallu.

17 01-impaginato :23 Pagina 1 1 Storia delle ricerche 1

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19 01-impaginato :23 Pagina Sintesi sulla storia delle ricerche a carattere preistorico nella provincia di Isernia A. Minelli, C. Peretto, E. Rufo, C. Terzani Le conoscenze sulla preistoria in Molise sono gravate, ad oggi, da una certa lacunosità (Giannitrapani, 2003; Grimaldi, 2005), nonostante l antico esordio delle indagini sull Età della pietra della Regione, risalente agli ultimi decenni dell Ottocento e legato al nome di Luigi Pigorini (1876). Nello stesso periodo si collocano gli studi dell antropologo Giustiniano Nicolucci (1878). L attenzione di appassionati e studiosi di fine secolo, in linea con la tradizione umanistica, era ispirata ad un gusto estetico di tipo antiquario, volto al collezionismo, dunque reo di una selezione dei manufatti su base stilistica, o improntato all Idealismo dominante, attento all istituzione di culture e di rado sensibile agli aspetti bio culturali, economici e comportamentali (Schnapp, 1993). Ciò non esclude i meriti delle vecchie raccolte, le quali, oltre ad aver preservato testimonianze materiali ora custodite nei musei, hanno consentito di orientare le ricerche verso i luoghi di provenienza degli artefatti, ove esattamente indicati, o quanto meno di tracciare le linee di diffusione dei gruppi umani preistorici in Molise. Le collezioni principali sono quelle del Museo Preistorico ed Etnografico L. Pigorini di Roma, del Museo Etnopreistorico del CAI in Castel dell Ovo a Napoli, del Museo Sannitico di Campobasso, del Museo di Baranello e della Biblioteca comunale di Agnone. L incertezza o genericità dei toponimi di provenienza e gli arbitrari criteri di raccolta e selezione dei reperti (non è un caso che in tutte le collezioni museali dominino elementi stilisticamente meritevoli, quali le cuspidi di freccia) in breve, l amalgama compositivo delle collezioni, conferiscono loro un grado di significatività non particolarmente elevato. Il vuoto esistente tra la fine dell Ottocento e la metà del Novecento si colma a partire dagli anni Cinquanta, con gli esordi delle ricerche in Abruzzo da parte di Antonio Radmilli; al 1957 risale una prima consistente raccolta di superficie nel territorio di Pescopennataro, in località Prato Martello, che restituisce manufatti litici attribuiti al Paleolitico inferiore medio e superiore (Leonardi et al., 1957; Radmilli, 1965); ne deriverà lo stimolo ad ulteriori indagini che faranno dell area di Pescopennataro una ricca miniera per le indagini preistoriche in Molise (Cfr. Cap. 4.1). Nel 1963 il Molise si costituisce in regione autonoma, separandosi dall Abruzzo; ciò determina una deriva nelle ricerche mirate, che interesseranno d ora in poi per un decennio circa il territorio abruzzese, privilegiato dal gruppo di Radmilli; proseguono, nel frattempo, le indagini personali degli appassionati, che fruttano preziose e attente raccolte. È solo con gli inizi degli anni Settanta che le ricerche in Molise conoscono una rinascita, grazie alle iniziative promosse dalla Soprintendenza Archeologica del Molise. In questo ambito si inserisce il progetto d ampio respiro dell Università di Sheffield (UK), promosso dal gruppo di lavoro di Graeme Barker (1975, 1995). Nel 1974 si collocano le prime tappe della campagna di ricognizione nella Valle del Biferno, che proseguirà sistematicamente per circa un decennio, con ulteriori riprese negli anni Novanta. Il progetto Biferno Valley Landscape Archeology regalerà un accurata carta archeologica del Molise 3

20 01-impaginato :23 Pagina 4 4 Capitolo 1 orientale, dalle più antiche fasi della preistoria sino al basso Medioevo, con una nota di privilegio per la protostoria e il processo di strutturazione politica dell Età del Ferro, ma tutt altro che ignara delle evidenze paleolitiche (Fig. 1). Una svolta nel panorama della preistoria molisana si ha nel 1978, con la scoperta del giacimento di Isernia La Pineta. Le indagini effettuate dall Università degli Studi di Ferrara hanno portato alla luce un importante insediamento del Paleolitico inferiore, datato a mila anni BP, di rilevanza cardine per gli studi sul più antico popolamento europeo. L emergere di evidenze nel corso degli scavi d Isernia stimola la curiosità archeologica di studiosi e amatori locali nei primi anni Ottanta, mentre proseguono, fruttando risultati sorprendenti, le ricognizioni di Barker nella Valle del Biferno. Ripetute prospezioni nei depositi quaternari fluvio lacustri dell area tra Isernia e Venafro restituiscono industrie paleolitiche, anche se sporadiche e fuori contesto (da ricordare, tra le altre, le raccolte di Fabio Vianello e Mauro Cremaschi). Le zone più interessate dalle ricerche sono però l Alto Molise e l alta Valle del Volturno: nel 1985 si colloca un altra importante raccolta di manufatti del Paleolitico inferiore medio e superiore nel territorio di Pescopennataro (Ucelli Gnesutta, 1985), mentre nell estate del 1993 l equipe dell Università di Sheffield (UK), impegnata negli scavi del monastero di S.Vincenzo, conduce una campagna di ricognizione presso il Monte Santa Croce, nel comune di Cerro al Volturno, che ha restituito alcuni manufatti litici musteriani (Francis, 1994). Ancora, tra la fine degli anni Ottanta e l inizio dei Novanta, le indagini sistematiche dell Università di Perugia nella città romana di Altilia Sepino sono intercalate a prospezioni nell intera area del Sannio, nell area meridionale di Campobasso; dalle ricerche derivano raccolte eterogenee, che comprendono anche elementi paleolitici. Contemporaneamente, ad opera dell Università di Perugia viene indagata anche la fascia costiera: tra i rinvenimenti vengono individuati prodotti litici di età preistorica (Grimaldi, 2005). Ricordiamo infine recenti pubblicazioni che illustrano vari ritrovamenti (Ciavolino & Patriarca, 1996) e altri, più consistenti, valorizzati grazie all istituzione di una borsa di studio dell Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise V. Cuoco, vinta dal dott. Stefano Grimaldi. Le ricerche, in collaborazione con il sig. Bruno Paglione, hanno fruttato un ragguaglio sistematico delle evidenze paleolitiche della regione, in veste di censimento (Grimaldi, 1996b, 1998b, 2005). Fig. 1 Distribuzione delle evidenze paleolitiche nella Valle del Biferno (da Barker, 1995, Fig. 36)

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