Piano Nazionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura / 2011-

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1 Piano Nazionale di Prevenzione in Agricoltura e Selvicoltura / IL CONTESTO 1.1) Le caratteristiche strutturali del comparto agro-forestale in Italia Per fornire una sintetica panoramica del contesto si sono presi in considerazione gli aspetti dell agricoltura, delle attività forestali e degli allevamenti, più significativi per il rischio di infortuni sul lavoro e di malattie da lavoro e per le relative misure di prevenzione. Le fonti dei dati utilizzati sono: - Annuario Statistico Italiano 2008, ISTAT - Italia in cifre 2008, ISTAT - Indagine sulla struttura e le produzioni delle aziende agricole (SPA) anno 2007, ISTAT. Di seguito si riportano alcune specifiche utili a comprendere i dati utilizzati tenendo conto delle diverse fonti e del significato specifico delle definizioni ivi utilizzate Nell Annuario Statistico Italiano 2008, le caratteristiche strutturali del settore produttivo sono stimate sulla base di un indagine campionaria 2005 in aziende dell Universo UE (1). Nell Italia in cifre 2008, i dati sulle giornate lavorate dalla manodopera aziendale sono stimati sulla base di una indagine biennale su un campione di aziende agricole dell universo UE. Nell Aziende agricole (2) sono comprese anche le aziende esclusivamente zootecniche, prive di terreno agrario Aziende agricole e lavoratori agricoli Le aziende agricole sono e occupano unita di lavoro (ULA) (3): in agricoltura, una unità di lavoro è posta pari a 280 giornate lavorate nell azienda. Le giornate lavorate sono da intendersi come giornate effettivamente lavorate di durata di almeno 8 ore. Di queste aziende solo sono relative a rapporto di lavoro dipendente (ULA dipendente) (1) Universo UE- Universo di riferimento stabilito dall Unione europea costituito dalle aziende agricole che soddisfano almeno una delle seguenti condizioni: - l azienda deve avere almeno un ettaro di SAU; - nel caso in cui l azienda abbia una SAU inferiore all ettaro, essa deve possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:nel caso di presenza di SAU, il valore della vendita dei prodotti aziendali deve essere superiore a euro; nel caso di SAU assente, l azienda deve condurre una qualunque attività zootecnica o effettuare la coltivazione di funghi ed il valore della vendita dei prodotti aziendali deve essere superiore a euro. (2)UTE-Unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui, ed eventualmente da impianti ed attrezzature, in cui si attua la produzione agraria, forestale e zootecnica ad opera di un conduttore, cioè persona fisica, società od ente che ne sopporta il rischio aziendale. (3 )ULA-Quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto da coloro che partecipano al processo di produzione; essa rappresenta la quantità di lavoro prestato nell anno da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro.

2 Distribuzione delle aziende agricole per classe di addetti 2005 Minore di 1 ULA Da 1 a 10 ULA Da 10 ULA e oltre Aziende agricole (%) 73,6 26,2 0,2 Aziende agricole con fatturato (%) 35,4 64,1 0,5 ULA (%) 34,4 60,8 4,8 ULA dipendenti (%) 11,1 61,3 27,6 Le piccole aziende rappresentano circa i tre quarti del totale e occupano il 35 % degli addetti e solo l 11% dei dipendenti. Le aziende medie, pur rappresentando un quarto del totale, occupano il 60 % degli addetti in generale e il 60 % dei dipendenti. Le grandi aziende, pur costituendo solamente lo 0,2% delle aziende, occupano circa il 5 % degli addetti e quasi il 30 % dei dipendenti. Aziende agricole per tipologia di attività 2005 Autoconsumo Attività agricole in senso stretto per il mercato Attività agricole in senso stretto per il mercato e per autoconsumo Multifunzionali Aziende agricole (%) 10, ,3 10,2 Aziende agricole con fatturato (%) 0 55, ,8 ULA (%) 3,1 47,3 32,6 17 ULA dipendenti (%) ,3 22,9 19,7 Le aziende che producono esclusivamente per l autoconsumo (Valore dei beni, primari e trasformati, prodotti dall azienda agricola e consumati dalla famiglia del conduttore), pur costituendo il 10 % del totale, occupano meno del 5 % degli addetti e lo 0,1 % dei dipendenti. Circa il 50 % degli addetti e il 60 % dei dipendenti lavora nelle aziende impegnate in attività agricole in senso stretto, dove per attività agricola in senso stretto si intende la coltivazione di terreni e gli allevamenti di bestiame. Secondo la classificazione comunitaria, tra le coltivazioni sono comprese anche la produzione del vino e dell olio con impiego prevalente di input propri, in quanto questi prodotti, sono considerati primari dell agricoltura per il mercato; tali coltivazioni rappresentano circa il 40 % delle aziende. Un altro 40 % delle aziende svolge attività agricole sia per il mercato sia per l autoconsumo, occupando meno addetti (33 %) e molti meno dipendenti (23 %). Le aziende agricole multifunzionali (4) pur rappresentando il restante 10 % delle aziende, occupano il 17 % degli addetti e il (20 %) dei dipendenti. (4 )- aziende agricole multifunzionali- Unità tecnico-economica che realizza oltre alla produzione agraria, forestale e zootecnica, altre attività connesse all agricoltura, quali l agriturismo, l acquacoltura, la manutenzione del paesaggio, ecc.. La multifunzionalità è qui intesa in senso restrittivo, limitatamente alle aziende multiattive). 2

3 Aziende agricole per orientamento tecnico-economico 2005 Coltivazioni Allevamenti Miste Aziende agricole (%) 86,8 9,3 3,9 Aziende agricole con fatturato (%) 80,7 15,1 4,2 ULA (%) 80 15,7 4,3 ULA dipendenti (%) 81,5 15,4 3,2 Le aziende impegnate nelle coltivazioni occupano proporzionalmente meno addetti e dipendenti delle aziende di allevamento. Le giornate lavorate in agricoltura nel 2005 sono state stimate in numero di La distribuzione percentuale per categoria di manodopera permette di rilevare che più di tre quarti di tale attività lavorativa è stata resa dal conduttore dell azienda agricola e dai suoi familiari. Giornate di lavoro % per categoria di manodopera aziendale nel 2005 Conduttore 50,07 Coniuge 14,47 Altri familiari del conduttore 10,55 Parenti del conduttore 3,39 Conduttore e familiari 78,48 Operai a tempo indeterminato 7,59 Operai a tempo determinato 13,93 Operai 21,52 3

4 Aziende per classe di giornate di lavoro aziendale (2007) n. aziende Fino a 300 giornate di Oltre 300 giornate di Totale lavoro lavoro Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Il raggruppamento delle aziende agricole in queste due classi di giornate lavorative permette di tenere distinte le aziende costituite da un unico addetto dalle altre. Tale distinzione è importante ai fini dell applicazione della normativa di prevenzione, che stabilisce per i lavoratori autonomi (e per le imprese familiari) obblighi differenti rispetto alle altre aziende. Il numero delle aziende nelle Regioni e Province autonome varia molto di più per la classe sino a 300 giornate di lavoro. 4

5 1.1.2 Le attività agricole forestali - zootecniche Le tabelle seguenti, costruite con i dati ISTAT più recenti disponibili, confermano il frazionamento dell attività agricola e forestali in numerosissime aziende di ridotta superficie. Come rilevato nella presentazione dei risultati dell indagine ISTAT sulla struttura e le produzioni delle aziende agricole (SPA) anno 2007: - i dati relativi ai seminativi, con ciclo colturale per lo più annuale, sono influenzati dal mercato e dalle politiche comunitarie; - i seminativi sono soprattutto concentrati nelle regioni padane, in particolare in Emilia-Romagna (11,7%) e Lombardia (10%), mentre nel Mezzogiorno sono maggiormente presenti le aree investite a coltivazioni permanenti (fruttiferi, agrumi, vite ed olivo), in particolare in Puglia (21,1%) e Sicilia (17,5%); i prati permanenti e pascoli risultano concentrati soprattutto in Sardegna (17,8%) Coltivazioni agricole 2007 Seminativi Coltivazioni legnose Prati permanenti e pascoli agrarie n. aziende Ettari n. aziende ettari n. aziende ettari Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia

6 Coltivazioni agricole 2007 Arboricoltura Boschi n. aziende ettari n. aziende ettari Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia

7 I dati relativi agli allevamenti dimostrano una notevole disomogeneità tra Regioni e Province autonome sia per numero di aziende impegnate in questa attività, sia, soprattutto, per numero di capi allevati. Come rilevato nella presentazione dei risultati dell indagine ISTAT sulla struttura e le produzioni delle aziende agricole (SPA) anno 2007: - il Nord si conferma maggiormente dedito all allevamento dei suini (85% del totale nazionale), con i tre quarti della consistenza nazionale di questa specie sono allevati in tre sole regioni: la Lombardia (48,2%), l Emilia Romagna (15,6%) e il Piemonte (11,0%); - gli ovini ed i caprini sono, invece, tradizionalmente diffusi nelle regioni meridionali (rispettivamente 72,4% e 75,4% sul totale nazionale) e, in particolare, in Sardegna; - infine, l 81,3% dei capi avicoli è allevato nel Nord con punte particolarmente significative del 28,6% in Veneto, del 23,8% in Lombardia e del 19,3% in Emilia-Romagna. Aziende con allevamenti (2007) -n. aziendebovini bufalini Ovini caprini equini suini avicoli Conigli struzzi Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia

8 Aziende con allevamenti (2007) -n. capi Bovini bufalini Ovini caprini equini suini avicoli Conigli struzzi Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Il confronto tra numero di aziende con allevamenti e numero di capi allevati permette di rilevare una notevole disomogeneità del numero di capi allevati per azienda tra regioni e province autonome. Come rilevato nella presentazione dei risultati dell indagine ISTAT sulla struttura e le produzioni delle aziende agricole (SPA) anno 2007: - per i bovini, le aziende allevano mediamente 43 capi con punte più elevate in Lombardia (103 capi), Emilia-Romagna (70), Friuli-Venezia Giulia (62), Puglia (60) e Veneto (55); - il comparto suinicolo, caratterizzato da un accentuata variabilità a livello regionale, registra una media nazionale di 90 capi per azienda; la concentrazione di allevamenti di tipo industriale in alcune aree del Paese spiega, inoltre, le elevate consistenze medie registrate in Lombardia (1.003 capi) e in Emilia-Romagna (916); - per gli allevamenti ovini si osserva che il numero medio di 90 capi, calcolato a livello nazionale, è superato soltanto da cinque regioni: Sardegna con 226 capi, Toscana con 124, Sicilia con 111, Marche con 103 e Puglia con 102; - le aziende che allevano caprini hanno una dimensione media di 28 capi, con punte più elevate in Sicilia (86) e Sardegna (80); - anche per le specie avicole la forte concentrazione di allevamenti industriali in alcune aree geografiche porta a dimensioni medie molto elevate in alcune Regioni e, in particolare, in Emilia Romagna ( capi) e nel Molise ( capi). 8

9 1.1.3 Gli agenti chimici - dati sui consumi- L esposizione dei lavoratori agricoli ad agenti chimici è legato soprattutto all impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Distribuzione per uso agricolo dei fertilizzanti (2006) in quintali Concimi ammendanti correttivi Totale fertilizzanti Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Come rilevato nell annuario statistico italiano 2008 dell ISTAT: - il 57,7 per cento della distribuzione dei fertilizzanti si concentra nel Nord del Paese, il 15,5 per cento nel Centro e il restante 26,8 per cento nel Mezzogiorno; - in particolare, nelle regioni settentrionali risulta immesso al consumo il 53,8 per cento dei concimi, il 69,8 per cento degli ammendanti e l 88,8 per cento dei correttivi; - le Regioni più interessate al consumo dei fertilizzanti sono Veneto e Lombardia che assorbono, rispettivamente, il 16,5 % e il 15,9 % della distribuzione nazionale; - nel Centro e nel Mezzogiorno si segnalano le Regioni Lazio e Puglia dove sono immessi al consumo, rispettivamente, il 5,3 % e l 8,6 % del quantitativo complessivo distribuito. 9

10 Distribuzione dei prodotti fitosanitari (2006) in chilogrammi fungicidi insetticidi erbicidi vari biologici Totale acaricidi Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia I dati contenuti nella tabella soprastante permettono di rilevare che il 51% dei prodotti fitosanitari è costituito da fungicidi, il 18% da insetticidi e acaricidi, il 18% da erbicidi, il 13% da altre categorie funzionali, lo 0,2% da prodotti biologici. Nell annuario statistico italiano 2008 dell ISTAT viene riportata la seguente distribuzione per classe di tossicità: il 5,7% risulta molto tossico o tossico, il 15,5% nocivo, mentre il 78,8 % viene definito non classificabile. Il Nord e il Mezzogiorno impiegano, ciascuno, oltre il 40% del totale dei prodotti fitosanitari. 10

11 1.2) I danni alla salute da lavoro in agricoltura e selvicoltura Vengono presentati i dati riassuntivi più recenti disponibili relativi a infortuni sul lavoro, malattie professionali, intossicazioni da prodotti fitosanitari. Le fonti dei dati sono: - rapporto annuale INAIL relazione ISPESL 17/2/2009 a Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche" - rapporto ISTISAN 07/51 Sistema nazionale di sorveglianza delle intossicazioni acute da antiparassitari: osservazioni effettuate nel Infortuni sul lavoro e malattie da lavoro Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo e denunciati ad INAIL Gestione agricoltura Totale infortuni Infortuni mortali Anno Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Nella tabella precedente sono riportati i numeri assoluti degli infortuni sul lavoro (IL) totali e mortali. Il rapporto tra IL mortali e totali è nettamente superiore nella gestione agricoltura rispetto alla gestione industria e servizi. Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo e denunciati all INAIL Totale infortuni (T) Infortuni mortali (M) Rapporto M/T anno Gestione agricoltura ,21 0,20 0,17 Gestione industria e ,13 0,14,0,13 servizi 11

12 Gli infortuni sul lavoro in agricoltura, pur rappresentando in valore assoluto una quota modesta degli infortuni sul lavoro rispetto alle altre le attività, presentano elevati indici di incidenza e di frequenza. Gli indici di incidenza sono elaborati rapportando i numeri degli infortuni a quelli dei lavoratori occupati segnalati dall ISTAT (n. infortuni / occupati ISTAT); hanno soltanto un valore indicativo della tendenza temporale del fenomeno: tali indici esprimono, in pratica, quanto incide un determinato fenomeno su una certa collettività (popolazione generale, occupati, lavoratori assicurati, ) rappresentata in termini di persone. Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo e denunciati all INAIL totali Anno Totali Valori assoluti Mortali Agricoltura Industria Servizi Totali Indici di incidenza Mortali Agricoltura 70,2 64,2 61,9 0,149 0,126 0,114 Industria 60,8 59,7 57,5 0,089 0,098 0,085 Servizi 30, ,6 0,036 0,036 0,033 Gli indici di frequenza (n. infortuni indennizzati, esclusi i casi in itinere / addetti INAIL), che vengono elaborati istituzionalmente per la misurazione del rischio infortunistico, derivano invece dal rapporto fra infortuni indennizzati ed addetti/anno di fonte INAIL (unità di lavoro annuo ottenute a calcolo sulla base delle retribuzioni dichiarate dalle aziende); tali indici esprimono più correttamente una misura della frequenza infortunistica rispetto all effettiva esposizione al rischio. Indici di frequenza (anni ) Settore di attività economica Infortuni totali Infortuni mortali Industria e servizi 30,79 0,06 - lavorazione metalli 58,88 0,10 - lavorazioni minerali non metalliferi 55,90 0,14 - lavorazioni legno 53,73 0,08 - costruzioni 51,83 0,20 - estrazione di minerali 46,79 0,31 - industria gomma e plastica 44,98 0,03 - industria mezzi di trasporto 43,02 0,02 - trasporti e comunicazioni 40,17 0,19 Agricoltura 52,48 0,12 12

13 Nella tabella successiva sono comparati il numero degli infortuni denunciati e indennizzati per Regione. L INAIL ha riconosciuto altri infortuni senza indennizzo e in franchigia (periodo di assenza dal lavoro non superiore ai tre giorni a seguito di infortunio, per il quale l INAIL non corrisponde alcuna prestazione al lavoratore). Il numero degli infortuni non riconosciuti oscilla intorno ai 7500 casi. Infortuni sul lavoro avvenuti nell anno 2006 e indennizzati al 30/4/2008 Infortuni totali Infortuni mortali Anno denunciati indennizzati denunciati indennizzati Piemonte Valle d Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Nella tabella successiva viene presentata la distribuzione degli infortuni, avvenuti nell anno 2006 e indennizzati al 30/4/2008, per luogo di lavoro agricolo e per attività agricola Infortuni sul lavoro avvenuti nell anno 2006 e indennizzati al 30/4/2008 Tipo di luogo agricolo Infortuni totali Infortuni mortali Allevamento Coltura del suolo Coltura su albero, arbusto Zona forestale altro Tipo di attività agricola Trattamento del terreno Coltura dei vegetali Allevamento Attività forestale altro

14 Il numero di infortuni che riconosce quale agente materiale dispositivi, motori, utensili, macchine, attrezzature e veicoli, è percentualmente molto elevato (48%). Infortuni sul lavoro avvenuti nell anno 2006 e indennizzati al 30/4/2008 Agente materiale n. infortuni Agente materiale n. infortuni Strutture edili e superfici Altri veicoli 61 Dispositivi di distribuzione 538 Materiali Motori 227 Sostanze 163 Utensili Attrezzature particolari Macchine e attrezzature Organismi viventi Dispositivi di convogliamento Rifiuti 167 Veicoli terrestri Fenomeni fisici 45 Nella relazione ISPESL si rileva che le macchine nel corso del 2006 hanno determinato infortuni di cui 30 mortali. Nell ambito del grande gruppo macchine i trattori e le macchine semoventi sono quelle maggiormente rappresentate con infortuni, di cui 25 mortali. Il peso delle macchine, quale agente materiale di infortuni, è confermato anche dalle analisi di correlazione, che mostrano come il numero di infortuni che determinano morte o inabilità permanente è strettamente correlato con il livello di potenza totale installata in azienda, parametro diretto del grado di meccanizzazione raggiunto. L influenza negativa della meccanizzazione risulta particolarmente rilevante nelle piccole e medie imprese del settore. Dalla lettura dei dati relativi agli infortuni determinati da macchine, suddivisi per infortuni avvenuti a lavoratori autonomi e dipendenti, si riscontra una differenza significativa dell incidenza. Per i lavoratori autonomi gli eventi lesivi dovuti a macchine sono di cui 20 mortali. Per i lavoratori dipendenti, i due valori si attestano rispettivamente a e 10. Ancora più basse sono le percentuali relative ai contoterzisti. I dati statistici INAIL [riportano per il] 2006 solo poche decine di infortuni mortali determinati dal trattore. da indagini condotte sul territorio e da informazioni emerse da ricerche svolte sui principali mezzi di informazione (quotidiani ed agenzie di stampa) emerge che il numero di infortuni con il trattore quale agente materiale è significativamente superiore. Solo nel corso del 2008 l ISPESL, sulla base di ricerche effettuate sui principali mezzi di informazione, ha rilevato 161 eventi infortunistici connessi con l uso del trattore che hanno determinato 168 infortunati e tra questi 126 decessi. Gli infortunati a causa di capovolgimento del trattore ammontano a 153 e tra questi 114 decessi (vedi allegato I). La differenza fra i dati rilevati a mezzo stampa dall ISPESL e quelli registrati dall INAIL probabilmente è da attribuire al fatto che l INAIL a partire dal 1993 ha escluso dall assicurazione obbligatoria i lavoratori [autonomi per i quali l'attività agricola non sia prevalente (in base alla legge n. 243 del 19 luglio 1993)]. 14

15 Malattie professionali manifestatesi nel periodo riconosciute al 30/4/2008 Agricoltura Anno Piemonte Valle d Aosta 2 Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli - Venezia Giulia Liguria Emilia - Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia La disomogenea distribuzione dei casi di malattia professionale, sia dal punto di vista temporale sia dal punto di vista geografico, verosimilmente non dipende esclusivamente dalla diversa esposizione a rischio o dalla diversa suscettibilità degli operatori: un ruolo importante riveste l attenzione dei lavoratori alla loro salute e dei sanitari ai fattorini rischio lavorativi. 15

16 Malattie professionali manifestatesi nel periodo riconosciute al 30/4/2008 Agricoltura Anno Malattie tabellate Malattie da agenti chimici specifici Malattie cutanee Asma bronchiale Alveoliti allergiche Ipoacusia e sordità Malattie osteoarticolari totale Malattie non tabellate Tendiniti Affezioni dei dischi intervertebrali Ipoacusia Sindrome del tunnel carpale Altre neuropatie periferiche Artrosi Malattie dell apparato respiratorio Tumori Dermatite da contatto totale Negli anni considerati le malattie non tabellate risultano più numerose delle malattie tabellate : la diagnosi di malattia da lavoro in casi di malattia a genesi multifattoriale dipende dall attenzione dei sanitari ai fattori di rischio lavorativo, per quanto in modo disomogeneo geograficamente. Le intossicazioni acute da fitofarmaci, rilevate dal sistema di sorveglianza nazionale gestito dall Istituto Superiore di Sanità nell anno 2005, sono risultati in numero di 625. Escludendo le intossicazioni volontarie, le 520 intossicazioni accidentali sono così distribuite: n. 218 in ambito lavorativo, quasi esclusivamente in agricoltura per i casi ove l informazione sull attività lavorativa è disponibile, n. 153 in ambito domestico, n. 40 da inquinamento ambientale. Le sostanze attive causa di intossicazione sono state in n. 308 casi insetticidi e acaricidi (organofosforici, carbammati, piretrine, piretrinoidi, neopiretrati, ), in n. 165 casi fungicidi (composti di rame e zolfo soprattutto), in n. 132 casi erbicidi (organofosforici, ). 16

17 2-OBIETTIVI E STRATEGIE Il Patto per la tutela della salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro (DPCM ) richiede la programmazione di azioni su tutto il territorio nazionale con particolare urgenza, in base ai dati ad oggi disponibili, nel comparto dell agricoltura-selvicoltura. Il D.Lgs. 81/2008 prevede nuovi strumenti per il coordinamento e l integrazione delle attività della pubblica amministrazione per la prevenzione nei luoghi di lavoro ( sistema istituzionale ) e nuove opportunità di intervento nei diversi ambiti della prevenzione, in particolare per le attrezzature di lavoro. L attività sinora svolta dai servizi ASL/USL di prevenzione nei luoghi di lavoro risulta molto disomogenea. Occorre quindi definire un piano di lavoro nazionale modulare, che possa divenire via via più sistematico con il maturare delle esperienze, ma che al contempo garantisca un livello di intervento basilare omogeneo per tutte le regioni. Criteri generali: Generalizzazione dell intervento dei servizi ASL/AUSL di prevenzione nei luoghi di lavoro in tutte le Regioni e Province Autonome Coordinamento e integrazione dei diversi progetti regionali Realizzazione di alcuni specifici obiettivi nazionali, che coinvolgano tutte le Regioni e le Province Autonome Obiettivi individuati garantire in tutte le ASL/AUSL un anagrafe aggiornata delle aziende agricole, sulla base del sistema informativo dell agricoltura e dell anagrafe zootecnica attivare campagne di eliminazione dei rischi più gravi (trattori - ROPS, cardani, prese di potenza -, altre specifiche macchine agricole/forestali, percorsi protetti nelle stalle, ) attivare una campagna per l applicazione della normativa in materia di commercio di macchine, nuove e usate, di noleggio e concessione in uso di attrezzature di lavoro; garantire una formazione permanente degli operatori pubblici di prevenzione nei luoghi di lavoro, per superare disomogeneità, in tutti gli ambiti professionali specifici promuovere la formazione dei lavoratori agricoli, anche con l impegno diretto degli operatori dei servizi pubblici di prevenzione nei luoghi di lavoro produrre e diffondere a livello nazionale materiali divulgativi e manuali, a partire dall utilizzo dei numerosi materiali già prodotti dagli istituti centrali, Regioni e Province Autonome, provvedendo al loro aggiornamento e al loro adattamento al contesto nazionale. Linee strategiche definizione di piani mirati di prevenzione per le principali criticità, con il coinvolgimento di tutte le Regioni e Province Autonome (non necessariamente con l impegno di tutte le ASL/AUSL), e delle relative campagne attuative annuali definizione e applicazione sistematica di strumenti di monitoraggio dei risultati delle campagne, coinvolgimento diretto e continuativo di ISPESL e INAIL nei piani mirati di prevenzione; definizione, a livello delle singole regioni, di sinergie con le Direzioni Regionali del Lavoro per contenere con interventi coordinati il lavoro nero e irregolare; identificazione di alleati (altri servizi dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL/AUSL che svolgono attività nel comparto agroforestale, altri enti della Pubblica Amministrazione al servizio delle attività produttive nel comparto, articolazioni delle Università degli Studi e degli istituti di ricerca impegnati nel settore agrozootecnico) e interlocutori (stakeholders ) e loro coinvolgimento nei piani mirati di prevenzione 17

18 monitoraggio dei risultati delle campagne attuative regionali a cura di una cabina di regia (Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province Autonome, ISPESL, INAIL, CCM), che si avvarrà del gruppo di lavoro specifico del coordinamento tecnico delle regioni per la raccolta sistematica dei dati e periodicamente presenterà i risultati alle forze sociali per coinvolgerle nella valutazione e, di conseguenza, nella conferma, modifica, ridefinizione dei piani mirati, fatte salve le competenze generali e complessive dei livelli di coordinamento del sistema istituzionale. 3-ATTIVITA DI CONTROLLO E VIGILANZA Per garantire un livello di intervento efficace su tutto il territorio nazionale si ritiene indispensabile garantire un livello minimo annuale dell azione di controllo e vigilanza non inferiore a aziende controllate, da raggiungersi entro il triennio di piano. Per definire la quota spettante ad ogni Regione e Provincia Autonoma si propone di fare ricorso al numero delle aziende, suddiviso per il numero di giornate lavorate nell anno, pesando diversamente le aziende con meno di 300 giornate di lavoro (0,20) rispetto a quelle di maggiori dimensioni (0,80), ed escludendo da un controllo programmato le aziende con meno di 50 giornate lavorate/anno. Regione Fino a 50 giornate di lavoro giornate di lavoro Oltre 300 giornate TOTALE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Le quote regionali saranno definitivamente stabilite dal Coordinamento delle Regioni e delle Province autonome, tenendo conto dei dati di attività 2007 e 2008 dei servizi di Prevenzione nei Luoghi di Lavoro e dei singoli piani regionali di prevenzione nei vari settori produttivi. Le Regioni e le Province autonome sono impegnate a modulare localmente l intervento e a definire tempi e modi per il raggiungimento della fase a regime in rapporto con la cabina di regia di questo piano. 18

19 4 - PIANI MIRATI OBIETTIVO GENERALE 1 GARANTIRE LA DISPONIBILITÀ DI UN ANAGRAFE AGGIORNATA DELLE AZIENDE AGRICOLE, CONTRIBUIRE AL MONITORAGGIO DEI FATTORI DI RISCHIO E DELLE DINAMICHE DI INFORTUNIO OBIETTIVO SPECIFICO 1.1 Costruire un anagrafe omogenea in tutte le regioni, in base alla quale programmare interventi di promozione e di vigilanza Azione/i Acquisire le informazioni contenute nei sistemi informativi istituiti dall agricoltura regionale e nelle anagrafi zootecniche. Risultato atteso 1.1 Garantire omogeneità di fonti informative, a regime entro il primo anno di progetto OBIETTIVO SPECIFICO 1.2 Partecipare al sistema di registrazione nazionale degli infortuni da macchine agricole, nel quadro del progetto nazionale infortuni mortali e gravi; Azione/i Alimentare il Registro Nazionale con le inchieste di infortunio, quantomeno per i casi legati ad utilizzo di macchine agricole Risultato atteso 1.2 Integrazione con il Registro Nazionale, compatibilmente con l avanzamento del processo nazionale. OBIETTIVO SPECIFICO 1.3 Sviluppare flussi di dati e indicatori adeguati a monitorare i risultati del progetto Azione/i Alimentare il data base con i dati derivanti dalle schede di sopralluogo di verifica emergenze Risultato atteso 1.3 Elaborazione annuale dei dati per valutazione risultati e definizione indicatori 19

20 OBIETTIVO GENERALE 2 RIDUZIONE DEGLI INFORTUNI GRAVI E MORTALI OBIETTIVO SPECIFICO 2.1 Diffusione delle misure di prevenzione per le emergenze per la sicurezza degli operatori agricoli (messa a norma dei trattori ROPS e cinture, cardani, prese di forza-, campagna carri desilatori, motocoltivatori, scale portatili, ) nelle aziende agricole nazionali Azione/i Campagna informativa in collaborazione con Associazioni di produttori, settori della Pubblica Amministrazione a servizio della produzione agroforestale, ISPESL, INAIL, possibilmente con messaggi e tempistica omogenei a livello nazionale, sia sulle misure da adottare, sia su eventuali facilitazioni economiche e finanziarie. Attivazione di controlli in misura sufficiente a far percepire una presenza capillare sul territorio, laddove possibile attivando anche controlli per i trattori su strada (Campagna di messa a norma dei trattori in collaborazione con Polizia Locale in applicazione art. 106 Codice della Strada) Esecuzione di controlli, utilizzando idonee schede di rilevazione in circa aziende agricole all anno nelle fasi a regime del progetto, da ripartire proporzionalmente tra le regioni. Risultato atteso 2.1 Raggiungimento di buona omogeneità di modalità di controllo e dell obiettivo numerico complessivo del controllo Messa a norma del parco trattori a prescindere dal rapporto di lavoro dell utilizzatore Riduzione della frequenza delle irregolarità riscontrate nel corso di svolgimento della campagna Strumento di monitoraggio schede da utilizzare in sede sopralluogo per registrare la situazione di primo impatto Indicatori di processo N controlli effettuati/n controlli programmati, N schede compilate e registrate / N controlli effettuati OBIETTIVO SPECIFICO 2.2 Macchine agricole usate e nuove immesse in commercio: adeguamento alla norma giuridica e tecnica. Azione/i Campagna di informazione e controllo rivolta ai venditori di macchine agricole e agli agricoltori, sulla base di criteri e strumenti standardizzati, con il duplice obiettivo di disciplinare il mercato delle macchine usate in direzione della loro messa a norma, e di sperimentare in accordo con ISPESL un attività mirata di controllo delle macchine nuove immesse in commercio. Promozione, se ne ricorrono le condizioni, di campagne di rottamazione dell usato non adeguabile, anche attraverso incentivazione economica e/o finanziaria. Indicatori di processo N eventi informativi e di promozione Definizione di un numero minimo di controlli da effettuare nel triennio (da ricomprendere nei controlli) Eventualmente, N macchine agricole rottamate Risultato atteso 2.2 Riduzione della frequenza di macchine nuove e usate immesse in commercio non in regola con la normativa attuale, nel corso di svolgimento della campagna. 20

21 OBIETTIVO GENERALE 3 INDIVIDUAZIONE E APPLICAZIONE DI SOLUZIONI TECNICHE COMUNICAZIONE E FORMAZIONE PER LA PROMOZIONE DI COMPORTAMENTI CORRETTI OBIETTIVO SPECIFICO 3.1 Realizzare programmi di formazione degli operatori delle AUSL funzionali alla realizzazione del progetto Azione/i Realizzazione, in collaborazione con ISPESL, di corsi per garantire la presenza di operatori formati in tutti i servizi ASL/AUSL, prevedendo una prima fase nel 2009 funzionale alla realizzazione della campagna di informazione e controllo per le emergenze per la sicurezza degli operatori agricoli di cui all obiettivo specifico 2.1, e una seconda fase di formazione permanente e approfondimento, anche mediante l utilizzo di strumenti informatici. Risultato atteso Miglioramento del livello di formazione tecnica di personale numericamente adeguato dedicato al progetto OBIETTIVO SPECIFICO 3.2 Creare e rendere fruibile un sito web per la sicurezza e salute in agricoltura, concordandone con altri Enti e ai diversi livelli le modalità per la realizzazione, lo sviluppo e la manutenzione Intervenire sulle pubblicazioni tecniche e divulgative di settore Azione/i Disegnare e realizzare il sito nel corso del triennio, in collaborazione con ISPESL INAIL, Associazioni, OO.SS. Dare sistematicità a presenza su pubblicazioni tecniche e divulgative di settore Risultato atteso Diffusione della documentazione di buona tecnica e di buone pratiche, nonché di scambio di informazione ed esperienze Diffondere elementi di cultura della prevenzione OBIETTIVO SPECIFICO 3.3 Promuovere il coordinamento delle politiche di sviluppo delle attività agricole-zootecnicheforestali, con attenzione anche alla concessione di agevolazioni finanziarie. Azione/i Contribuire laddove possibile alla definizione, applicazione e verifica di idonei criteri per garantire l inserimento di requisiti di sicurezza e salute sul lavoro nelle misure dei Piani di Sviluppo Rurale, in altre misure di finanziamento agevolato, nei bandi INAIL Monitorarne l applicazione e i risultati di prevenzione. Risultato atteso Inserimento e applicazione di criteri ed elementi di prevenzione nei bandi attuativi delle misure del PSR e negli altri piani di sostegno alle imprese. Monitoraggio dei bandi e delle assegnazioni; contributo alla verifica di legge in collaborazione con le province. OBIETTIVO SPECIFICO 3.4 Definire, concordandole anche con ISPESL e INAIL, buone pratiche relative a tematiche complesse (criteri igienici nella costruzione/ristrutturazione di edifici rurali e nella gestione degli allevamenti, gestione del parco macchine, gestione della sorveglianza sanitaria) Azione/i Promuovere la formalizzazione di Linee Guida Nazionali e successivamente il loro recepimento negli strumenti urbanistici, nei regolamenti d igiene e nei regolamenti edilizi. Risultato atteso Produzione delle Linee Guida e delle buone prassi 21

22 5. CRONOGRAMMA 2009 Avvio del piano e del progetto CCM collegato, garantendo i seguenti risultati in riferimento agli obiettivi specifici sopra enunciati. OBIETTIVO SPECIFICO 1.1: Costruzione di un anagrafe omogenea in tutte le regioni, in base alla quale programmare interventi di promozione e di vigilanza OBIETTIVO SPECIFICO 1.2: Organizzazione e attivazione del sistema di registrazione nazionale degli infortuni da macchine agricole, nel quadro del progetto nazionale infortuni mortali e gravi; OBIETTIVO SPECIFICO 1.3: Predisposizione della check list (scheda) di sopralluogo e di raccolta dati; definizione, in accordo con ISPESL e INAIL, delle modalità di implementazione e trasmissione informatizzata dei dati, dei flussi informativi in coerenza con lo sviluppo del Sistema Informativo Prevenzione; definizione di indicatori adeguati a monitorare i risultati del progetto e dei criteri di elaborazione. OBIETTIVO SPECIFICO 2.1: Definizione di dettaglio del piano controlli sulla base dei piani regionali, puntando a un incremento rispetto allo storico già nel 2009, Preparazione di materiali standard e avvio di campagne di comunicazione OBIETTIVO SPECIFICO 2.2: Preparazione materiali e schede di rilevazione per la campagna di informazione e controllo per la regolarizzazione del mercato delle macchine usate e nuove. OBIETTIVO SPECIFICO 3.1: Definizione e realizzazione del piano di formazione urgente degli operatori delle ASL/AUSL finalizzata al raggiungimento di una buona omogeneità nell utilizzo della scheda e nelle modalità di controllo nelle campagne di informazione e controllo sulle emergenze per la sicurezza degli operatori agricoli (messa a norma dei trattori ROPS e cinture, cardani, prese di forza-, campagna carri desilatori, ecc.) OBIETTIVO SPECIFICO 3.2: Avvio contatti per creare un sito web OBIETTIVO SPECIFICO 3.3: Ricognizione, in accordo con Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, della situazione nelle diverse regioni, definizione di proposte generalizzabili, sia rispetto all applicazione delle diverse misure dei PSR e della condizionalità, sia rispetto alla gestione di eventuali campagne di rottamazione OBIETTIVO SPECIFICO 3.4: Definizione con ISPESL e INAIL, e successiva sperimentazione, delle procedure per la definizione e formalizzazione di buone pratiche e linee guida Rendicontazione del primo anno di attività del progetto CCM OBIETTIVI SPECIFICI 1.1, 1.2, 1.3: Alimentazione a regime dei data-base OBIETTIVO SPECIFICO 2.1: Continuazione delle campagne di informazione e avvio delle campagne di controllo organizzate nei piani regionali, prevedendo almeno 7000 controlli OBIETTIVO SPECIFICO 2.2: Avvio di campagne per la regolarizzazione del mercato delle macchine usate e nuove OBIETTIVO SPECIFICO 3.1: Avvio della seconda fase di formazione permanente e approfondimento, anche mediante l utilizzo di strumenti informatici. OBIETTIVO SPECIFICO 3.2: Pianificazione della struttura e dei contenuti del sito web OBIETTIVO SPECIFICO 3.3: Verifica applicazione delle indicazioni e monitoraggio dei risultati OBIETTIVO SPECIFICO 3.4: Definizione e approvazione di almeno tre buone pratiche 2011 OBIETTIVI SPECIFICI 2.1 e 2.2: Campagne a regime e realizzazione di almeno controlli OBIETTIVI SPECIFICI 3.1 e 3.2: Realizzazione del sito web e di un sistema per la formazione permanente degli operatori, aperto anche alle altre figure del sistema della prevenzione OBIETTIVO SPECIFICO 3.3: Messa a regime di nuove regole e controlli per PSR e condizionalità OBIETTIVO SPECIFICO 3.4: Definizione e approvazione di almeno altre buone pratiche. 22

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