Sostenibilità ambientale nei prodotti dalle parole ai fatti Milano, 15 Novembre 2012 Introduzione Alberto Musa

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1 ACCREDIA L Ente Italiano di Accreditamento Convegno Sostenibilità ambientale nei prodotti dalle parole ai fatti Milano, 15 Novembre 2012 Introduzione Alberto Musa

2 Accreditamento

3 Che cos è l accreditamento? UNI CEI EN ISO/IEC 17000:2005 Vocabolario della conformità Accreditamento Attestazione di terza parte relativa ad un organismo di valutazione della conformità che comporta la dimostrazione formale della sua competenza ad eseguire compiti specifici di valutazione della conformità.

4 L accreditamento Il valore L'accreditamento è un servizio svolto nell'interesse pubblico perché gli utenti business e i consumatori finali, ma anche la Pubblica Amministrazione quando ricorre a fornitori esterni, possano fidarsi, fino all'ultimo anello della catena produttiva e distributiva, della qualità e sicurezza dei beni e dei servizi che circolano su un mercato sempre più globalizzato.

5 L Ente unico nazionale di accreditamento Il percorso ACCREDIA Il nuovo Ente Unico Nazionale di accreditamento nasce dall integrazione delle attività di SINAL - Laboratori di prova, SINCERT - Organismi di certificazione e ispezione, SIT - Laboratori di taratura e ISS - Laboratori di prova per la sicurezza degli alimenti. Reg. CE 765/2008 per l accreditamento e la vigilanza del mercato (Articolo 4 Principi generali 1. Ciascuno Stato membro designa un unico organismo nazionale di accreditamento) [ ] Firmati i due decreti ministeriali che designano ACCREDIA quale unico organismo nazionale italiano autorizzato a svolgere attività di accreditamento e vigilanza del mercato in conformità al regolamento (CE) n. 765/2008, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99 Convenzioni e protocolli con i Ministeri competenti per le attività di autorizzazione e notifica degli operatori di valutazione della conformità.

6 L Ente unico nazionale di accreditamento Convenzioni e protocolli con i Ministeri ACCREDIA - Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) Valutazione delle emissioni di gas serra, nella produzione di biocarburanti, delle certificazioni EMAS, nel recupero di gas fluorurati e nell impatto acustico di macchine funzionanti all aperto. Rumore (2000/14/CE) Gas serra (2003/87/CE) Biocarburanti (2009/30/CE) Fonti rinnovabili (2009/28/CE) Gas fluorurati (Reg. 842/2006) Emas (Reg. 1221/2009)

7 Il sistema italiano di assicurazione della qualità ACCREDIA - Sistema di accreditamento Organismi di Certificazione Verifica e Ispezione Laboratori di prova Laboratori di taratura Tutela il mondo delle imprese e dei consumatori

8 L Ente unico nazionale di accreditamento L operatività ACCREDIA articola la propria attività in quattro Dipartimenti: - Certificazione - dei sistemi di gestione, dei prodotti, e del personale Verifica e Ispezione - Laboratori di prova - Laboratori di prova per la sicurezza degli alimenti - Laboratori di taratura A questa attività, di verifica, si collega quella di delibera, condotta dai Comitati settoriali di Accreditamento: Comitato Settoriale di Accreditamento Certificazione e Ispezione (CASDC) Comitato Settoriale di Accreditamento dei Dipartimenti Laboratori di prova e Laboratori di prova per la Sicurezza degli alimenti (CSADL/DS) Comitato Settoriale di Accreditamento Taratura (CSADT) Comitato Settoriale di Accreditamento degli Organismi Notificati (CSAOONN) Comitato Settoriale di Accreditamento Ambiente (CSAAMB)

9 Il contesto internazionale Il network degli Accordi di mutuo riconoscimento (MLA/MRA) IAF International Accreditation Forum ILAC International Accreditation Forum EA European Cooperation for Accreditation Accordo di Mutuo Riconoscimento (MLA) Contratti di cooperazione ACCREDIA EA MLA / IAF MLA / ILAC MRA Organismi di certificazione e ispezione Laboratori di prova Laboratori di taratura

10 L Ente unico nazionale di accreditamento Gli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento ACCREDIA è firmataria degli Accordi EA, IAF e ILAC per tutti gli schemi di accreditamento: SGQ, SGA, PRS, PRD, ISP, LAB, LAT

11 L Ente unico nazionale di accreditamento Gli accreditamenti A settembre 2012 operano sotto accreditamento 1365 soggetti tra Laboratori e Organismi: Laboratori di Prova ISO/IEC ISO Proficiency Test Provider 2 Laboratori di Taratura 168 Organismi di Certificazione 125 Organismi di Ispezione 61

12 L Ente unico nazionale di accreditamento Gli accreditamenti degli Organismi I 186 Organismi di certificazione e ispezione detengono: 348 accreditamenti per i diversi schemi. ITX - Certificazioni di sistemi per i servizi informatici 2 DAP - Dichiarazione ambientale di prodotto 6 SGE - Certificazioni di sistemi di gestione dell'energia 7 SSI - Certificazioni di sistemi per la sicurezza delle informazioni 10 FSM - Certificazioni di sistemi per la sicurezza alimentare 11 PRS - Certificazioni di personale 22 SCR - Certificazioni di sistemi per la salute e sicurezza sul lavoro 23 SGA - Certificazioni di sistemi di gestione ambientale 39 ISP - Ispezioni 61 PRD - Certificazioni di prodotto 76 SGQ - Certificazioni di sistemi di gestione per la qualità 91

13 L accreditamento ACCREDIA L accreditamento di ACCREDIA è garanzia del valore e della credibilità di tali certificazioni, in termini di: valutazione ed accertamento della conformità dell Organizzazione a fronte dei requisiti definiti dai riferimenti normativi applicabili, e del mantenimento e miglioramento nel tempo dell affidabilità.

14 L accreditamento ACCREDIA L'accreditamento è concesso agli Organismi che operano la certificazione del Prodotto/Servizio a fronte della norma EN 45011:1999 [ISO/IEC 17065] e dei documenti di riferimento loro applicabili.

15 Certificazioni sostenibili

16 Sostenibilità Il tema della sostenibilità è oggi un tema di assoluta attualità. Negli ultimi anni, sempre più frequenti sono state le iniziative finalizzate, da un lato, a denunciare lo stile poco sostenibile con cui la collettività, sino a tempi relativamente recenti, ha approcciato il progresso economico-sociale e sfruttato le risorse naturali del Pianeta; dall altro, volte a sensibilizzare e promuovere comportamenti rispondenti ad un concetto di sviluppo sostenibile. In misura minore, per contro, sono stati avviati interventi per valorizzare la rispondenza di un prodotto/servizio al requisito di sostenibilità.

17 Stoccolma 1972, Conferenza dell ONU sull Ambiente Umano Inizia il percorso culturale e politico relativo allo sviluppo sostenibile Oltre agli obiettivi di pace e sviluppo socio-economico, anche la difesa dell ambiente per le generazioni presenti e future 1983, Commissione Mondiale su Sviluppo e Ambiente dell ONU Rapporto Brundtland del1987 nel quale vi è la prima definizione di sviluppo sostenibile Sviluppo sostenibile: soddisfare i bisogni della società vivendo entro i limiti ecologici del pianeta e senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Lo sviluppo sostenibile ha tre dimensioni, economica, sociale e ambientale Rio de Janeiro 1992, Conferenza dell ONU su Ambiente e Sviluppo Confermati i contenuti della Dichiarazione della Conferenza di Stoccolma del 1972 e ampliamento degli stessi 2 iniziative

18 PROGRAMMA D AZIONE 21 CONVENZIONE QUADRO SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI del 1992 (il cui strumento attuativo è il PROTOCOLLO DI KYOTO 1997) Documento che parte dal presupposto che le società umane non possono continuare nella strada fin ad allora percorsa, aumentando il divario economico tra le varie nazioni e tra gli strati di popolazione all interno delle nazioni stesse, incrementando così povertà, fame, malattia e analfabetismo e causando il continuo deterioramento degli ecosistemi dai quali dipende il mantenimento della vita sul pianeta avente come obiettivo la stabilizzazione delle concentrazioni in atmosfera dei gas serra derivanti dalle attività umane impegno di 169 nazioni del mondo a ridurre, per il periodo , il totale delle emissioni di gas serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990, attraverso: Sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con fonti energetiche rinnovabili; riduzione dell uso di combustibili fossili; Aumento dell efficienza energetica; riduzione dei consumi energetici; riduzione della deforestazione.

19 Sostenibilità Consapevole che per perseguire tali obiettivi fosse imprescindibile un coinvolgimento attivo delle società civili e dei governi di tutto il pianeta, l Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in occasione del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg nel 2002, ha proclamato il DESS Decennio dell'educazione allo Sviluppo Sostenibile per il periodo , coordinato e promosso dall'unesco. La finalità è stata proprio quella di sensibilizzare verso «la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta, valorizzando il ruolo che in tale percorso è rivestito dall educazione» da intendersi «in senso ampio, come istruzione, formazione, informazione e sensibilizzazione». A dimostrazione della crescente sensibilità dei governi e delle comunità civili, in materia di sviluppo sostenibile, a ridosso della Conferenza di Rio de Janeiro si sono susseguite diverse iniziative, sia di carattere cogente che volontario, in ambito mondiale, europeo e nazionale.

20 Normativa cogente In particolare in ambito cogente, le iniziative più rilevanti del legislatore europeo sono le seguenti: La normativa in materia di regime di produzione biologica, regolata dapprima con il Regolamento CEE 2091/92, ora abrogato dal Reg. CE 834/07 e smi che consiste in un sistema globale di gestione sostenibile per l agricoltura basato sull interazione tra l adozione delle migliori pratiche colturali in termini di impatto ambientale; l impiego responsabile dell energia e delle risorse naturali come l acqua, il suolo, la materia organica e l aria; il mantenimento di un alto livello di biodiversità; l applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali. La Direttiva CE 2003/87, modifica della direttiva 96/61/CE del Consiglio, cosiddetta Direttiva EU-ETS (Emission Trading), che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità.

21 Normativa cogente La Direttiva CE 2009/28 sulla «promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili» e la Direttiva CE 2009/30, che modifica la Direttiva 98/70/CE, per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio, nonché per l'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra; che modifica la Direttiva 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la Direttiva 93/12/CEE. Tali Direttive sanciscono gli impegni della CE di assicurare un risparmio di emissione di GHG (Greenhouse Gases) progressivamente crescente, tutelare il suolo, le risorse idriche e l aria. In particolare, viene ripreso l impegno già assunto dalla Comunità Europea nella comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2006 dal titolo «Piano d azione per l efficienza energetica: concretizzare le potenzialità», di sviluppare l energia da fonti rinnovabili in tutta la Comunità oltre il 2010, fissando i seguenti obiettivi obbligatori da raggiungere entro il 2020: 20 % di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità e 10 % (minimo per tutti gli Stati membri) di biocarburanti sul consumo di benzine e diesel per autotrazione, da introdurre in maniera efficiente sotto il profilo dei costi.

22 Normativa volontaria Non meno significative le iniziative della normazione di carattere volontario. Fra le altre, si richiamano i seguenti documenti normativi: La norma UNI EN ISO Sistemi di gestione ambientale che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale utilizzato dall organizzazione per sviluppare ed attuare la propria politica ambientale e per identificare i propri aspetti ambientali, intesi come elementi delle attività o dei prodotti o dei servizi di un'organizzazione che possono interagire con l'ambiente, e le azioni per tenerli sotto controllo. La norma ISO Sistemi di gestione dell energia che specifica i requisiti per creare, avviare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell energia. Il sistema consente all organizzazione di avere un approccio sistematico al continuo miglioramento della propria efficienza energetica, fermo restando gli obblighi legislativi ed eventuali altri requisiti cui adempiere. La norma descrive i requisiti per un continuo miglioramento sotto forma di un più efficiente e più sostenibile uso dell energia.

23 Normativa volontaria La norma ISO Etichetta Ecologica di Tipo III. Pubblicata nel 2006, la norma fornisce i requisiti per la predisposizione di una Dichiarazione Ambientale di Prodotto, meglio nota nel contesto internazionale con l acronimo EPD (Environmental Product Declaration). L EPD costituisce uno strumento importante per le organizzazioni che intendono comunicare informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale dei propri prodotti e servizi. Una EPD viene messa a punto analizzando e descrivendo gli impatti ambientali di un prodotto o servizio durante il suo intero ciclo di vita, e permette ai consumatori di avere dettagliate informazioni riguardo alle caratteristiche ambientali del prodotto stesso. La redazione della Dichiarazione Ambientale di Prodotto presuppone che sia stato condotto a monte uno studio LCA - Life Cycle Assessment (requisiti di riferimento in merito si hanno all interno delle norme della serie ISO 14040). Un LCA consiste in uno strumento per analizzare le implicazioni ambientali di un prodotto lungo tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla culla alla tomba (es. estrazione delle materie prime, lavorazione dei materiali, assemblaggio del prodotto, uso e scenario di fine vita) e permette di comprendere in dettaglio quali siano le fasi di maggiore criticità, consentendo così l adozione di scelte progettuali o di interventi specifici in grado di ridurre tali impatti nel tempo.

24 Normativa volontaria Le implicazioni ambientali coprono tutti i tipi di impatto sull ambiente, come il consumo di risorse e l emissione di sostanze pericolose. Obiettivo principale delle Dichiarazioni Ambientali è quello di favorire, attraverso la comparabilità tra prodotti analoghi, la capacità di scelta dell'acquirente. Per essere affidabile e permettere il confronto tra dichiarazioni di prodotti analoghi, le EPD devono essere preparate rispettando requisiti metodologici molto specifici e rigorosi, ovvero regole per il calcolo degli impatti e per la redazione dell EPD (anche note con l acronimo PCR), riconosciute a livello internazionale e applicabili da tutti coloro i quali siano impegnati nella preparazione di una EPD relativamente ad uno stesso prodotto. La loro preparazione è supportata da una consultazione aperta che permette di armonizzare le regole così da essere applicabili dalle organizzazioni dei vari Paesi interessati. L elenco delle PCR riconosciute e dei relativi prodotti è disponibile sul sito

25 Normativa volontaria La norma ISO Greenhouse gases Requirements for greenhouse gas validation and verification bodies for use in accreditation or other forms of recognition. La norma, pubblicata nel 2007, fissa i requisiti per valutare la competenza degli organismi che svolgono attività di validazione e verifica delle GHG assertions (attività di validazione e verifica da svolgere in accordo ai requisiti della norma ISO/IEC 14064: part 3). Le GHG assertions consistono in inventari (messi a punto in accordo ai requisiti degli standard ISO/IEC 14064: parts 1 e 2), delle: i) emissioni da parte delle aziende di gas climalteranti (ulteriori alla sola anidride carbonica), sia quelle dirette, legate ai propri processi produttivi, sia quelle indirette, quali emissioni di anidride carbonica legate alla fornitura di energia elettrica, calore o vapore, prodotti esternamente ma da essa utilizzati, o derivanti da trasporto di materiali, dei prodotti, di persone, dei rifiuti di un organizzazione da parte di un altra organizzazione, viaggi per raggiungere il posto di lavoro e viaggi di lavoro; emissioni di GHG derivanti dalla produzione e dalla distribuzione di prodotti correlati all energia ma diversi da elettricità; emissioni di GHG derivanti dalle fasi di utilizzo e fine vita di prodotti e servizi dell organizzazione, nonché delle ii) eventuali rimozioni o iii) riduzioni progressive. L obiettivo della predisposizione di una GHG assertion, è comprendere il reale impatto climatico di un prodotto/servizio

26 Normativa volontaria Lo standard PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification scheme): certificazione della gestione forestale, che attesta che le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di "sostenibilità". Il marchio PEFC si può trovare su carta, cartone e legno e certifica che tutti gli alberi usati provengono da foreste gestite in modo sostenibile, rispettando determinati standard ambientali e sociali. PEFC è una certificazione volontaria del settore privato e senza fini di lucro, nato nella Ue dopo diversi incontri tra i rappresentanti di proprietari forestali di alcuni Paesi promotori (Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia), cui sono seguite altre adesioni. Lo standard standard GlobalGAP (Global Good Agricoltural Practices) relativo alla certificazione dei processi di produzione dei prodotti agricoli (compresa l'acquacoltura) a valenza mondiale. Lo standard è stato concepito essenzialmente per rassicurare i consumatori sull adozione di tecniche produttive agricole che mirano a ridurre al minimo gli impatti ambientali negativi, riducendo l'uso di input chimici e garantendo un approccio responsabile alla salute e sicurezza dei lavoratori così come al benessere degli animali

27 Certificazioni Sul tema sostenibilità, fra i principali schemi di certificazione sui quali ACCREDIA è già operativa, avendo rilasciato accreditamenti, si ricordano: Sistemi di Gestione Ambientale - UNI EN ISO 14001; Sistema di Gestione dell Energia ISO 50001; DAP «Dichiarazione Ambientale di prodotto»; Produzioni biologiche Reg. CE 834/07 e smi; UNI Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari ; GlobalGAP; PEFC.

28 Certificazioni Biocarburanti sostenibili. In tal ambito, ACCREDIA ha collaborato con i Ministeri dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari e dello Sviluppo Economico ed il Comitato Termotecnico Italiano per sviluppare il Sistema Nazionale di Certificazione della sostenibilità dei biocarburanti. I criteri di sostenibilità di riferimento sono quelli definiti nelle succitate Direttive CE 2009/28 e 2009/30, recepiti in Italia dal D. Lgs. 31 marzo 2011, n. 55, attuativo della Direttiva 2009/30/CE. Inventari GHG (schema volontario) Verifica delle asserzioni relative alla quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione (inventari GHG) di un organizzazione, in accordo alla UNI EN ISO

29 Certificazioni ACCREDIA si sta adoperando per sviluppare nuovi schemi di accreditamento, rilevanti in materia di sostenibilità, nei seguenti ambiti Direttiva EU-ETS (schema cogente) In proposito, ACCREDIA sta lavorando per avviare un nuovo schema di accreditamento degli enti terzi indipendenti che effettuano la verifica annuale delle comunicazioni delle emissioni di gas ad effetto serra delle organizzazioni (Emission Trading Scheme). EMAS A seguito dei diversi contatti ed incontri con il MATTM ed ISPRA, sono state concordate le modalità di passaggio dell accreditamento EMAS ad ACCREDIA. Le attività di verifica per il passaggio verranno svolte congiuntamente da rappresentanti ACCREDIA e ISPRA nel corso del Dal 1 gennaio 2014 tutta l attività di accreditamento (ad eccezione dei verificatori singoli) ricadrà sotto la responsabilità di ACCREDIA

30 Certificazioni Certificazione energetica degli edifici. E stato sottoscritto il «Protocollo Itaca ( Istituto per la trasparenza, l aggiornamento e la certificazione degli appalti ) per la valutazione della sostenibilità energetica e ambientale degli edifici, residenziali e pubblici. Contestualmente è stato approvato uno schema di Protocollo d intesa tra Itaca e ACCREDIA, che vede altresì il coinvolgimento della Conferenza delle Regioni, in materia di edilizia sostenibile per realizzare un sistema nazionale di accreditamento e certificazione per la piena applicazione del Protocollo Itaca, quale sostegno di politiche regionali per la sostenibilità ambientale e la qualificazione degli appalti.

31 Certificazioni Grande interesse del mercato - In futuro verrà sviluppato un nuovo schema di accreditamento Carbon footprint È in discussione un nuovo sistema per contrassegnare prodotti il cui impatto sul clima sia stato calcolato, in termini di emissioni di CO2. Starà a indicare il rispetto dello standard ISO e sarà riconosciuto a livello mondiale. Il logo potrebbe comunicare immediatamente che il prodotto è attento all'ambiente, e nello stesso tempo riportare i dati esatti del suo impatto energetico-climatico.

32 I fallimenti del mercato e della regolazione alla base della scarsa diffusione dei prodotti green Il mercato funziona essenzialmente sulla base di segnali di prezzo, ed il prezzo NON RIFLETTE le esternalità ambientali: un prodotto può risultare più conveniente in quanto non si fa carico degli impatti ambientali che genera e dei relativi costi sulla società. Le informazioni che provengono in misura sempre crescente dai produttori di beni e servizi non sono regolate (nel duplice senso di obbligatorie, ma neppure standardizzate ) e, quindi, non sono in grado di riequilibrare e compensare i segnali del prezzo. I consumatori e i clienti intermedi più consapevoli (anch essi in numero crescente) soffrono di asimmetrie informative, che spesso non permettono loro di discriminare tra prodotti diversi, orientandosi vero la scelta realmente più sostenibile.

33 CONCLUSIONI Il consumatore privilegia l acquisto di prodotti green quando è sicuro che il contributo che può dare al miglioramento ambientale tramite questa scelta è chiaro, misurabile, tangibile. Il consumatore preferisce comparare le prestazioni presenti in etichetta sul prodotto, ma devono essere visibili e comprensibili. La certificazione di parte terza indipendente, puoi aiutare l attendibilità delle informazioni e dei claim in modo da influenzare la scelta dei consumatori consapevoli?

34 ACCREDIA L ente italiano di accreditamento Grazie per l attenzione ACCREDIA Dipartimento Certificazione e Ispezione NUOVA SEDE Via Tonale Milano

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