In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI

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1 Sent.640/2013 REPUBBLICA ITALIANA In nome del Popolo Italiano LA CORTE DEI CONTI Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio in sede monocratica Il Giudice Unico delle pensioni dott. Marcovalerio POZZATO ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A sul ricorso iscritto al n del registro di Segreteria, proposto da CENTURIONI Elio DEL GROSSO Giovanni rappresentati e difesi dall'avv. Francesco Castiello avverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) l'inps (Gestione ex INPDAP) Assiste questo Giudicante il dott. Marco Oliveri Sangiacomo. Alla pubblica udienza del è comparso l'avv. Dario Marinuzzi, per l'amministrazione INPS resistente. Esaminati tutti gli atti e i documenti di causa. FATTO Parte ricorrente (con gravame depositato il ) afferma il proprio diritto all'adeguamento del trattamento pensionistico in godimento, ai sensi dell'art. 7 della L. 206/2004, secondo cui Ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti è assicurato l'adeguamento costante della misura delle relative

2 pensioni al trattamento in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità. Riferisce l'atto introduttivo del presente giudizio che: i ricorrenti sono stati dipendenti dell'ex Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e di Sicurezza (CESIS), ora Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), cessati rispettivamente dal servizio in data e ; gli interessati sono rimasti feriti, in data , durante lo svolgimento di operazioni di prevenzione e repressione di atti di terrorismo e di eversione, venendo dichiarati (decreti del Capo della Polizia in data ) vittime del dovere per atti di terrorismo ai sensi e per gli effetti della L. 302/1990 (novellata dalla L. 206/2004); in base a tale normativa la misura della pensione percepita dai soggetti dichiarati vittime del terrorismo deve essere costantemente adeguata al trattamento economico dei lavoratori in attività con pari anzianità e posizione economica; il personale dei Servizi di Informazione e Sicurezza, in seguito all'entrata in vigore della L. 124/2007 e del relativo regolamento di attuazione percepisce un trattamento economico comprensivo anche dell'indennità di funzione. L Amministrazione resistente della Presidenza del Consiglio (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza D.I.S.) si è costituita in giudizio ( ), chiedendo la reiezione del gravame. In tale quadro, viene evidenziato che: nel computo della pensione rispettivamente attribuita agli interessati è stata legittimamente non considerata l indennità di funzione/operativa, prevista dall allora vigente art. 18, c. 3 e 4, del D.P.C.M. n. 87/1980, in quanto tale disposizione normativa ne prevedeva espressamente la non pensionabilità;

3 il fatto che l art. 21, c. 6, della L. 124/207 abbia previsto per il personale del settore un trattamento onnicomprensivo comprendente l indennità di funzione non implica che tale emolumento sia stato qualificato come ulteriore voce stipendiale pensionabile; All odierna udienza l'avv. Marinuzzi, per parte ricorrente: eccepisce, preliminarmente, il difetto di legittimazione passiva dell'inps; in via subordinata, nel merito, chiede la reiezione del gravame, rilevando che la pensione dei ricorrenti è stata calcolata tenendo conto, ai sensi della normativa applicabile al momento del collocamento a riposo degli interessati (D.P.C.M. del 1999 e 2001) dei soli elementi espressamente dichiarati dalla Legge utili ai fini pensionistici. DIRITTO Preliminarmente, l'eccezione di difetto di legittimazione passiva dell'amministrazione INPS è priva di giuridico pregio, in quanto la pensione degli interessati è erogata con fondi provenienti dal predetto Istituto. Nel merito, il ricorso è infondato. I ricorrenti, già dipendenti dell ex Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e di Sicurezza (CESIS), ora Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), cessati dal servizio in data e , sostengono che la misura della pensione percepita dai soggetti dichiarati vittime del terrorismo deve essere costantemente adeguata con riferimento al trattamento retributivo dei dipendenti con medesima anzianità e posizione economica. In tale contesto, si evidenzia che gli appartenenti ai Servizi di Informazione e Sicurezza, facendo applicazione della L. 124/2007 e del relativo regolamento di attuazione, è in godimento di un trattamento di attività comprensivo anche dell'indennità di funzione. In buona sostanza, secondo parte ricorrente, il trattamento economico omnicomprensivo di fatto percepito dal personale in servizio nella stessa qualifica e con pari anzianità, agli

4 effetti dell'art. 21, c. 6, della L. 124/2007, comprensivo, quindi, della novella indennità di funzione, a decorrere dall'entrata in vigore del D.P.C.M. In data spetta, quanto ai soggetti beneficiari, ai pensionati cessati prima o dopo la rispettiva entrata in vigore della legge citata. A sostegno della pretesa attorea l'avv. Castiello riferisce che l'art. 7 della L. 206/2004 prevede che ai pensionati vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice e ai loro superstiti è assicurato l'adeguamento costante della misura delle relative pensioni al trattamento in godimento dei lavoratori in attività nelle corrispondenti posizioni economiche e con pari anzianità ; in tale contesto, sarebbe evidente che deve essere preso come base di riferimento per l'adeguamento della pensione l'intero trattamento economico percepito dai lavoratori in attività, non escludendo, a tal fine, nessuno dei singoli emolumenti di cui questo è composto e a prescindere, quindi, dalla natura dichiaratamente pensionabile o meno degli stessi. Ne conseguirebbe che tutti i singoli emolumenti, che complessivamente costituiscono il trattamento economico percepito mensilmente dai lavoratori in attività di servizio, devono essere considerati e valutati ai fini dell'adeguamento della misura del trattamento di quiescenza dei soggetti dichiarati vittime del terrorismo. Deve quindi trovare valorizzazione nel trattamento pensionistico fruito dai ricorrenti anche l'indennità di funzione di cui all'art. 21, c. 6, della L. 124/2007, ricompresa nel trattamento economico omnicomprensivo del personale appartenente al DIS, all'aise e all'aisi. Questo Giudice rileva, in primo luogo, che le modifiche alla composizione e alla quantificazione del trattamento economico dei pensionati già appartenenti ai Servizi di Informazione e Sicurezza hanno in effetti comportato (normali) effetti futuri, senza intaccare le situazioni pensionistiche già consolidate.

5 In secondo luogo, la pensionabilità delle voci costituenti il trattamento economico è subordinata all'espressa qualificazione normativa: tipico elemento pensionabile in senso stretto è lo stipendio, che parte ricorrente mostra di confondere e di identificare con il trattamento economico (omnicomprensivo o meno, ai sensi della L. 124/2007). Il computo dei trattamenti di quiescenza in questione è riconnessa alla normativa in vigore al momento del collocamento in quiescenza degli interessati: è quindi anzitutto regolato secondo il principio generale espresso dall'art. 18, c. 3, del D.P.C.M. 8/1980, in base a cui è espressamente esclusa la pensionabilità dell'indennità di funzione. Secondo il principio da ultimo riferito, la base pensionabile è costituita dall ultimo stipendio e dagli assegni o indennità pensionabili ivi indicati, con la precisazione che nessun altro assegno (o indennità) può essere considerato se la relativa disposizione non ne prevede espressamente la valutazione nella base pensionabile. Ne consegue che gli elementi che determinano la base di calcolo del trattamento di quiescenza sono esclusivamente quelli per i quali la Legge (o, nel caso di specie, il D.P.C.M.) prevede espressamente la valutazione ai fini pensionistici (cfr., per tutte, Sez. II app., sent. 172/2001). Nel contesto temporale del collocamento in quiescenza dei ricorrenti (anteriore sia all'entrata in vigore della L. 206/2004 che della L. 124/2007), l attestata giurisprudenza di questa Corte assimila l'indennità di funzione dei dipendenti dei Servizi di Informazione e Sicurezza ai trattamenti economici accessori, sicché ne resta esclusa la computabilità pensionistica. Pur potendo correlare detto emolumento alla generica dimensione di retribuzione, il beneficio riconnesso all'indennità di funzione non ha natura stipendiale, né è espressamente definito tale dalla normativa applicabile nella fattispecie.

6 Rileva inoltre questo Giudicante che, secondo l art. 11 delle disposizioni sulle leggi in generale (c.d. preleggi al codice civile) la Legge (e, di conseguenza, anche i D.P.C.M. che disciplinano il trattamento economico del personale dei Servizi di Informazione) non dispone che per l avvenire, sicché i benefici correlati alle innovazioni normative non possono estendersi al passato, fatta salva espressa e puntuale statuizione in proposito. La novella introdotta dalla L. 206/2004 non introduce alcun sistema perequativo che muti (fra l'altro con effetti anteriori all'entrata in vigore della normativa di riferimento) in pensionabile una voce accessoria del trattamento economico espressamente definita della disciplina regolamentare non pensionabile. Pur rientrando nella libera scelta del Legislatore la previsione (espressa) di un meccanismo di collegamento delle pensioni all andamento dei miglioramenti retributivi e la predisposizione di mezzi per assicurare proporzionalità e adeguatezza al lavoro prestato, possono essere tenuti presenti, in questo contesto, solo gli elementi pensionabili al momento del collocamento in quiescenza dei soggetti interessati. In altre parole, solo l'adeguamento del medesimo elemento economico (pensionabile) in favore dei dipendenti in servizio con pari anzianità e grado ha effetto nei confronti dei pensionati interessati: tale meccanismo non vale in alcun modo, ad esempio, ad introdurre miglioramenti nei trattamenti di quiescenza in atto, nel caso di istituzione di nuovi elementi retributivi pensionabili per il personale in servizio. P.Q. M. La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Lazio, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando RESPINGE Il ricorso in epigrafe. Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese.

7 Così deciso in Roma in data IL GIUDICE UNICO f.to(cons. dott. Marcovalerio Pozzato) Pubblicata mediante deposito in Segreteria il 20/09/2013 P. Il Direttore IL RESPONSABILE DEL SETTORE PENSIONISTICO f.to Marco OLIVIERI SANGIACOMO

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