GIURISPRUDENZA I SINGOLI CONTRATTI. Intermediazione finanziaria I CONTRATTI N. 1/2008 5

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1 Intermediazione finanziaria Acquisto di obbligazioni e risoluzione del contratto TRIBUNALE DI TORRE ANNUNZIATA, Sez. II, 27 giugno Pres. A. Greco - Rel. S. Storace - Tizia c. Intesa Sanpaolo s.p.a. Disciplina degli intermediari - Servizi d investimento - Svolgimento dei servizi - Criteri generali - Inosservanza di obblighi informativi - Risarcimento del danno. (D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58; reg. n del 1998) La violazione di doveri informativi da parte della banca - nello svolgimento di servizi d investimento - non comporta la risoluzione del contratto quando la violazione di tali doveri non è grave, bensì l obbligo di risarcire il danno subito dal cliente. Svolgimento del processo Con citazione ritualmente notificata, esponeva che: essa attrice in data 12 gennaio 2001 aveva acquistato, su consiglio del funzionario di Banca Intesa s.p.a. presso l agenzia sita al Corso Umberto I n. 153 in Torre Annunziata, obbligazioni Cirio Holding Lux 6,25%/2004, cod. titolo XS , per un controvalore di euro, senza sapere che i titoli non erano quotati nel mercato italiano; a seguito del default di un prestito obbligazionario del 3 novembre 2002 e della conseguente dichiarazione d insolvenza delle società del gruppo Cirio che erano state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria, le era stata bloccata ogni possibilità di vendita del titolo nonché di rimborso del capitale investito e, pur aderendo alla procedura di conciliazione predisposta da Banca Intesa, la sua domanda era stata però rigettata. Ciò posto, lamentava che: l ordine di acquisto in oggetto non corrispondeva al titolo acquistato poiché faceva ritenere che si trattasse di bond Cirio s.p.a., società quotata in Italia, mentre invece il titolo acquistato era fuori del mercato regolamentato e che anche il fissato bollato inviato alla risparmiatrice induceva a ritenere che si trattasse di bond Cirio s.p.a.; le obbligazioni Cirio erano nel portafoglio della banca e non in sottoscrizione; il titolo era stato collocato presso l attrice senza attestazione scritta della consapevolezza d investire in un operazione ad alto rischio; che l operazione non era adeguata in considerazione delle sue dimensioni (comportando l impiego di oltre metà del patrimonio mobiliare dei clienti), della natura altamente rischiosa dei titoli prescelti, delle condizioni di mercato di quei titoli senza rating, della circostanza che la cliente era investitore non professionale (pensionata), dell età e dello stato di salute della risparmiatrice; che non erano state fornite informazioni circa la pericolosità di quello specifico investimento, obbligo rispetto al quale sarebbe stata inidonea la consegna, ove mai fosse avvenuta, del documento sui rischi generali; che il titolo in esame era carente del rating. Richiamava il dibattito dottrinale e giurisprudenziale in materia di responsabilità da prospetto a carico dell intermediario bancario incaricato del collocamento di valori mobiliari presso il pubblico dei risparmiatori e affermava la sussistenza di un nesso causale fra la decisione all investimento e l affidamento nella propria banca. Evidenziava, quindi, gli obblighi delle banche in materia di collocamento degli strumenti finanziari e, in particolare, l obbligo di rispettare il principio di sana e prudente gestione, il principio della best execution rule, il dovere, in relazione al contratto di deposito titoli in custodia e amministrazione, d informazione prima, durante e dopo le operazioni in merito agli investimenti eseguiti, aggiungendo che allorquando i servizi accessori di custodia e amministrazione titoli erano prestati da soggetti abilitati, questi ultimi dovevano osservare le medesime regole di comportamento prescritte per l esercizio dei servizi d investimento tra cui l art. 21 d.lgs. n. 58 del 1998, l art. 23 comma 6 d.lgs. n. 58 del 1998 e diverse disposizioni del regolamento Consob n del L attrice lamentava che le obbligazioni erano state emesse dalla società del gruppo Cirio e collocate sul mercato italiano in violazione della disciplina vincolistica in materia di sollecitazione: in particolare, erano state collocate sul mercato lussemburghese, gli investitori istituzionali, operanti come lead managers, avevano acquistato le obbligazioni emesse e le avevano cedute alle banche e queste ultime le avevano, a loro volta, rivendute a piccoli risparmiatori. Il bond Cirio era un titolo mancante come d obbligo del prospetto informativo. Invocava: l art. 28 reg. n del 1998 in ordine all obbligo della banca di consegnare all investitore il documento informativo sui rischi generali, l art. 21 d.lgs. n. 58 del 1998 in ordine all importanza della forma scritta I CONTRATTI N. 1/2008 5

2 del contratto d investimento e alla possibilità di rendere partecipe il cliente in ordine agli eventuali conflitti d interesse tra la banca alienante i bond e la società emittente il titolo, forma che nel caso di specie era stata omessa, gli artt. 94 e ss. d.lgs. n. 58 del 1998 in materia di prospetto informativo in quanto i bond Cirio erano stati emessi in Lussemburgo privi del prospetto informativo o quando vi era un divieto di vendita al pubblico espresso dalle offering circular; nel caso di specie, dunque, era stata violata la normativa italiana e, in particolare, l art c.c.; in ogni caso, le banche avrebbero dovuto rendere pubblici i dati delle offering circular. Inoltre, la signora Tizia lamentava che la banca non aveva provveduto a fornire un informativa particolareggiata in ordine allo specifico investimento e, in particolare, avrebbe omesso di segnalare la natura rischiosa dello stesso. La banca aveva violato le disposizioni in materia di conflitto d interesse (art. 21 comma 1 lett. c d.lgs. n. 58 del 1998) per il fatto che partecipava al collocamento ma al tempo stesso vendeva i bond allo sportello; inoltre, collocando i bond la banca rientrava in parte nell esposizione finanziaria nei confronti dell emittente. L attrice, inoltre, affermava che l attività di emissione delle obbligazioni aveva consentito al gruppo Cirio e alle banche maggiormente esposte con lo stesso gruppo di riposizionare l ingentissimo debito traslando in questa operazione il rischio creditizio sulle famiglie dei risparmiatori e che tale percorso illegale avrebbe dovuto essere noto alle banche attraverso i dati Bloomberg e della Centrale Rischi. Riferiva, poi, di notizie riportate sui quotidiani circa l esistenza di un procedura sanzionatoria presso la Consob a carico, tra le altre, della convenuta per la vicenda dei bond in relazione alla mancata segnalazione del conflitto d interesse, a un inchiesta penale della procura di Monza, a una causa revocatoria proposta dai commissari straordinari contro alcune banche tra cui Banca Intesa. Tutto ciò premesso, l attrice chiedeva al Tribunale: previo accertamento della violazione dei principi generali in materia finanziaria nonché delle norme del d.lgs. n. 385 del 1993, del d.lgs. n. 58 del 1998 e del reg. n del 1998; previo accertamento e declaratoria della invalidità o comunque della risolubilità del contratto di acquisto per violazione degli artt. 21 d.lgs. n. 58 del 1998, 28 e 29 reg. n del 1998; previo accertamento e declaratoria della violazione della normativa del primo mercato e illecito collocamento dei bond nel secondo mercato; previo accertamento e declaratoria della violazione degli obblighi della Banca in materia di custodia e di amministrazione dei titoli; previo accertamento e declaratoria della violazione dei doveri di verifica dei dati della Centrale Rischi della Banca d Italia, nonché dei dati Bloomberg; previo accertamento e declaratoria della violazione dell obbligo di sana e prudente gestione finanziaria; previo accertamento e declaratoria del comportamento scorretto, negligente e in frode per omessa informazione in violazione dei principi generali in tema di correttezza, diligenza e trasparenza nei comportamenti negoziali; previo accertamento e declaratoria di carente trasparenza ed equità; previo accertamento e declaratoria della violazione della best execution; previo accertamento e declaratoria della violazione dell obbligatorietà del prospetto informativo; previo accertamento e declaratoria della violazione dell art c.c.; previo accertamento e declaratoria di carenze procedurali nella vendita dei bond allo sportello e inadempimento al private placement in violazione dell offering circular; previo accertamento e declaratoria della mancanza di rating; previo accertamento e declaratoria del raggiro del risparmiatore e condotta incostituzionale. Per l effetto: condannare Banca Intesa per inadempimento contrattuale pari al doppio del valore investito che allo stato si ritiene equo quantificare in euro ritenuta gravissima la condotta a danno della risparmiatrice; in via subordinata, condannare Banca Intesa al risarcimento pari alla somma investita; in via ulteriormente subordinata, condannare Banca Intesa, per illiceità della causa del negozio e conseguente nullità dello stesso, alla ripetizione delle somme versate oltre interessi sulla base di quelli dei buoni ordinari del tesoro o quantomeno oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria; in via ulteriormente subordinata, ritenendo il negozio accessorio contratto con la banca annullabile ex art c.c. essendo la deducente caduta in errore essenziale sull oggetto del contratto o quantomeno su una qualità essenziale dello stesso, condannare Banca Intesa alla ripetizione della somma oltre interessi sulla base di quelli dei buoni ordinari del tesoro o quantomeno oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria; in ulteriore subordine, ritenuto il contratto annullabile per dolo ex art c.c., condannare la banca alla ripetizione della somma, oltre interessi sulla base di quelli dei buoni ordinari del tesoro o quantomeno oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria. Si costituiva in giudizio la Banca convenuta eccependo che l operazione finanziaria de qua era stata conclusa per volontà dell attrice, un investitrice dotata di una notevole esperienza nonché di una rilevante propensione a investire su titoli speculativi, come comprovato dai titoli precedentemente acquistati e presenti nel suo portafoglio. Aggiungeva, altresì, di essersi perfettamente conformata alla normativa primaria e secondaria applicabile, avendo i sui funzionari prospettato integralmente la situazione dei bond. Concludeva chiedendo il rigetto delle avverse domande e, per l ipotesi di accoglimento delle stesse, chiedeva conteggiarsi in detrazione il valore dei titoli di cui è causa nonché i benefici ottenuti dall attrice dall operazione in esame. La convenuta formulava contestualmente istanza di fissazione di udienza. Il Presidente rigettava l istanza con cui Tizia eccepiva l inammissibilità dell istanza di fissazione di udienza e restituiva gli atti al giudice designato, il quale provvedeva sulle istanze istruttorie delle parti con provvedimento 6 I CONTRATTI N. 1/2008

3 confermato dal Collegio, nonché all assunzione delle prove medesime. Alla nuova udienza collegiale del 30 maggio 2007 la causa veniva assunta in decisione, con riserva di provvedere al deposito della sentenza nel termine di giorni trenta ai sensi dell art. 16 d.lgs. n. 5 del Motivi della decisione (Omissis) Ciò posto, nel merito risulta documentalmente provato che Tizia, intestataria del conto deposito titoli «custodia ed amministrazione» n. presso Banca Intesa s.p.a., filiale di Torre Annunziata, concludeva con quest ultima il contratto per la negoziazione, ricezione e trasmissione di ordini su strumenti finanziari (doc. 17 prodotto in originale sub doc. 34 di parte convenuta). Risulta, altresì, che in data 12 febbraio 2001 l attrice sottoscriveva l ordine di acquisto dei bond Cirio Holding Luxembourg s.a. 6,25% per l importo di euro (doc. 23 di parte convenuta). Il contratto che ha avuto a oggetto l acquisto di valori mobiliari per cui è causa è stato, dunque, concluso nell ambito dello svolgimento del servizio d investimento denominato «negoziazione» (cfr. art. 1 d.lgs. n. 58 del 1998). Nella specie, la vendita dei titoli obbligazionari Cirio Holding è intervenuta tra l investitrice e Banca Intesa s.p.a., con la conseguenza che il contratto in oggetto va qualificato come contratto di negoziazione «in conto proprio» (art. 32 n. 5 reg. n del 1998). Non risulta, inoltre, che Banca Intesa partecipasse al consorzio di collocamento dei titoli. (Omissis) Nell ipotesi di acquisto dei titoli dagli investitori istituzionali destinatari dei private placement, i risparmiatori non restano privi di forme di tutela, ma quest ultima si rinviene nelle norme riguardanti gli obblighi di comportamento gravanti sugli intermediari nella prestazione dei servizi d investimento, costituite dall art. 21 e ss. d.lgs. n. 58 del 1998 e dalla disciplina contenuta nel reg. n del La fonte comunitaria di tali disposizioni è la Direttiva n. 93/22/CEE (in particolare, l art. 11). Si tratta pertanto di verificare se, nel caso di specie, siano state rispettate le regole di comportamento degli intermediari. Invero, come per il collocamento, anche per la negoziazione di titoli occorre che: 1) i clienti siano adeguatamente informati sulle operazioni poste in essere; 2) venga assicurata al cliente la necessaria trasparenza, riducendo al minimo le situazioni di conflitto d interessi; 3) vengano sconsigliate operazioni non adeguate all investitore; gli strumenti finanziari negoziati siano coerenti con le esigenze finanziarie, la disponibilità economica, la propensione al rischio dei singoli investitori. La banca è tenuta a comportarsi secondo diligenza, correttezza e trasparenza, a ridurre al minimo il rischio di conflitto d interessi e, in situazioni di conflitto, ad agire in modo da assicurare trasparenza ed equo trattamento (art. 21, d.lgs. n. 58 del 1998), nonché è tenuta ad acquisire dal cliente ogni informazione attinente alla sua esperienza in materia d investimenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi d investimento e la sua propensione al rischio (art. 28, comma 1 lett. a reg. n del 1998); è tenuta a consegnare all investitore un documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari (art. 28, comma 1 lett. b reg. n del 1998), informandolo, prima di ogni operazione, sulla esistenza di propri interessi che possono confliggere, anche indirettamente, con quelli del cliente (art. 27 reg. n del 1998). L intermediario deve, pertanto, fornire informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dell operazione stessa, onde permettere al cliente di effettuare una scelta consapevole (art. 28 comma 2 reg. n del 1998); deve astenersi dall eseguire l operazione se non la ritiene adeguata alle caratteristiche del cliente, a meno che l investitore, dopo essere stato correttamente informato, manifesti espressamente e per iscritto l intenzione di procedere ugualmente. Allo stesso modo, ottenuto l assenso scritto del cliente, la banca può procedere per le operazioni in conflitto d interessi (art. 27, comma 2 e 29, commi 1 e 3, reg. n del 1998). Orbene, stando alle risultanze probatorie, risulta che fu consegnato all attrice: il documento sui rischi generali dell investimento; la scheda relativa alle informazioni in materia di obiettivi d investimento, situazione patrimoniale, conoscenza degli strumenti finanziari e propensione al rischio in cui Tizia dichiarava di avere un patrimonio di oltre 500 milioni di lire, di avere un ottima esperienza in materia d investimenti in strumenti finanziari e di possedere una propensione al rischio alta (cfr. doc. n. 17, ultima pagina); una copia dell ordine di negoziazione degli strumenti finanziari con la seguente dicitura: «vi informiamo che l operazione del presente ordine è un operazione non adeguata (... )» seguita dalla sottoscrizione dell operatore e con la successiva dicitura: «con riferimento a quanto da voi precisatomi circa l ordine di cui sopra chiedo che l operazione venga comunque effettuata» seguita dalla sottoscrizione di Tizia. Va, a tal riguardo, evidenziato che non assume rilievo la doglianza di parte attrice, contenuta nelle note di precisazione delle conclusioni ex art. 10, d.lgs. n. 5 del 2003, secondo cui l inadeguatezza dell operazione sarebbe stata segnalata con una crocetta che risulta a pari distanza tra il quadro inerente l operazione non adeguata e gli obiettivi d investimento, atteso che la crocetta si trova comunque all interno del riquadro del documento che segnala l inadeguatezza dell operazione e che Tizia ha apposto la propria firma in calce a tale riquadro. Né appare al collegio revocabile in dubbio la consapevolezza dell investitore in ordine alla valenza di tale gesto. Tizia, in- I CONTRATTI N. 1/2008 7

4 fatti, è un abituale investitore come emerge dalla scheda informativa nonché dal portafoglio che la Banca ha prodotto in causa. Deve, pertanto, desumersi che essa fosse assolutamente in grado di realizzare la portata delle dichiarazioni che sottoscriveva. Risulta, quindi, per tabulas, che l investitrice, espressamente avvertita dell inadeguatezza dell operazione, ha dichiarato di essere comunque intenzionata a dare corso all operazione. Non risulta, invece, esauriente l informazione offerta dalla banca in ordine alla natura del titolo. Nell ordine di acquisto, infatti, la dicitura «DIVISA DEL TITOLO EUR» non identifica chiaramente la categoria dei titoli in questione (corporate bond emessi da società estera senza prospetto informativo e senza rating). Inoltre, la denominazione del titolo Cirio Holding 6.1/4% non chiarisce che il titolo non è Cirio ma Cirio Holding Luxembourg e, comunque, non è precisato il collegamento esistente tra la società lussemburghese e la Cirio né le garanzie eventualmente connesse all emissione. Né tale informazione è assolta dal documento sui rischi generali degli investimenti e strumenti finanziari, del tutto generico nei contenuti. Sotto il profilo della comunicazione verbale tra funzionario e cliente, inoltre, le dichiarazioni rese dal funzionario sig, escusso quale teste all udienza del 15 marzo 2007, non sono sufficienti a provare che siano state da lui fornite dette informazioni aggiuntive. Sul punto, infatti, il teste si è limitato a dichiarare: «A.D.R. Indicai alla signora le caratteristiche del titolo da lei scelto anche se non ricordo le parole usate; certamente le indicai, come faccio sempre, le caratteristiche, ossia la scadenza; A.D.R. Certamente le parlai del rischio dell operazione come faccio sempre, del resto più è alto il rendimento, maggiore è il rischio». Parte attrice deduce, inoltre, che la banca aveva violato le disposizioni in materia di conflitto d interessi (art. 21, comma 1, lett. c d.lgs. n. 58 del 1998) per il fatto che partecipava al collocamento ma al tempo stesso vendeva i bond allo sportello; inoltre, collocando i bond la banca rientrava in parte nell esposizione finanziaria nei confronti dell emittente. (Omissis) Quanto al conflitto di interessi da collocamento, invece, rileva il Tribunale che, sebbene Banca Intesa non facesse parte del consorzio di collocamento, comunque ne faceva parte una società appartenente al suo gruppo e precisamente Caboto, come ammesso dalla stessa convenuta in sede di comparsa conclusionale (p. 62). E di tale circostanza ne doveva essere resa edotta la investitrice, onere al quale la Banca non ha dato prova di aver adempiuto, violando così l art. 21 comma 1 lett. c d.lgs. n. 58 del 1998 e l art. 27 reg. n del E ciò a prescindere dal fatto, emerso in sede di istruttoria, che sia Caboto che Banca Intesa si limitavano a detenere in portafoglio il quantitativo dei titoli necessario a far fronte alle richieste della clientela e che a volte il saldo di portafoglio risultava negativo in quanto la banca vendeva più titoli di quanti ne deteneva in portafoglio (cfr. dichiarazioni rese all udienza del 27 settembre 2006 dai testi e nonché all udienza del 15 marzo 2007 dai testi e ). Ciò posto, rileva il Collegio che le inadempienze riconosciute in tale sede a carico della Banca convenuta non siano di tale gravità da poter accogliere la domanda di risoluzione del contratto di acquisto per cui è causa. Non si ritiene, cioè, provato il nesso di causalità tra omessa informazione da parte della banca sulla denominazione del titolo Cirio e sulla sua natura di bond emesso da una società estera senza rating e la conclusione del contratto stesso. Il comportamento d inadempimento contrattuale della banca, nei limiti sopra evidenziati, non appare aver costituito elemento determinante la decisione di Tizia ad acquistare il titolo oggetto di causa. Infatti, come già rilevato, nella scheda informativa sottoscritta dall attrice al momento della conclusione del contratto di negoziazione, ricezione e trasmissione ordini, la sig.ra Tizia aveva dichiarato di possedere una propensione al rischio alta, di avere un ottima esperienza in materia d investimenti in strumenti finanziari nonché un patrimonio di oltre 500 milioni di lire (cfr. doc. n. 17, ultima pagina). Risulta, altresì, che l attrice aveva aderito al servizio IntesaBciContact «che consente di avere informazioni e/o impartire disposizioni mediante internet, tv digitale o rete telefonica» (cfr. doc. 19 parte convenuta). I testi e (funzionari della banca convenuta) hanno riferito che l attrice era solita conferire ordini anche per telefono, su linea registrata, che chiedeva loro di compiere operazioni di acquisto o di vendita titoli che venivano dalla medesima individuati in modo specifico o di cui indicava il prezzo a cui intendeva acquistare oppure pretendeva che le venissero applicate le commissioni che dichiarava di pagare presso altri istituti presso cui faceva investimenti (dichiarazione resa dalla teste ), che ricercava investimenti a elevati rendimenti pur essendo a conoscenza dei relativi rischi e che preferiva scegliere da sé gli investimenti da effettuare, che sceglieva prevalentemente titoli azionari e investiva su diversi titoli contemporaneamente, che era interessata a quasi tutti i titoli di nuova emissione o di società anche del nuovo mercato di cui aveva appreso l imminente quotazione in borsa, che era solita discutere dell andamento dei mercati e dei titoli azionari, relativamente ai quali dichiarava di tenersi aggiornata attraverso la lettura della stampa, che dal 1993 in avanti era solita recarsi presso la filiale almeno una volta alla settimana (cfr. verbale udienza del 15 marzo 2007). Risulta dalla documentazione di parte convenuta che solo nell anno anteriore all operazione di cui è causa l attrice ha effettuato 56 operazioni in azioni, nell ambito del contratto di negoziazione, ha svolto attività di trading di titoli azionari del nuovo mercato nella misura complessiva superiore al 28% del suo patrimonio. Ha sottoscritto quote di fondi comuni d investimento a rischio prevalentemente alto. 8 I CONTRATTI N. 1/2008

5 Alla luce di tali risultanze non è credibile, a parere del Collegio, l assunto attoreo della preferenza di Tizia per una gestione conservativa piuttosto che speculativa del patrimonio. Deve, quindi, presumersi che l attrice, quand anche fosse stata informata che il titolo acquistato era il bond Cirio Holding Luxembourg 6,25% e che una società facente parte del gruppo Banca Intesa faceva parte del consorzio di collocamento, avrebbe ugualmente concluso il contratto in esame. Ciò posto accertato l inadempimento contrattuale della banca nei limiti sopra evidenziati, il Tribunale ritiene di rigettare la domanda di risoluzione del contratto e di accogliere quella di condanna al risarcimento del danno nell importo che determina, tenuto conto delle suesposte considerazioni nonché della cedola maturata dall attrice e del valore attuale delle obbligazioni, in euro già rivalutati all attualità. (Omissis) P.Q.M. Il Tribunale di Torre Annunziata - II Sezione Civile, in composizione collegiale, definitivamente pronunziando sulle domande proposte, a mezzo di citazione notificata in data 13 dicembre 2005, da Tizia nei confronti di Intesa Sanpaolo s.p.a. (già Banca Intesa s.p.a.) con sede in Torino in persona del legale rappresentante «pro tempore», disattesa ogni diversa istanza, eccezione e deduzione, così provvede: Accoglie la domanda principale per quanto di ragione e, accertato l inadempimento contrattuale della banca convenuta nei limiti indicati in motivazione, condanna quest ultima, in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento, in favore dell attrice, della somma di euro a titolo di risarcimento del danno. (Omissis) IL COMMENTO di Valerio Sangiovanni Un investitore, che ha acquistato obbligazioni, entra in crisi finanziaria e non è più in grado di pagare quanto dovuto. L investitore allora, invece di agire in giudizio nei confronti dell emittente, agisce nei confronti della banca che ha venduto le obbligazioni. Il Tribunale accerta che l intermediario ha violato i suoi doveri informativi, in spregio della normativa primaria e secondaria in materia, il che costituisce inadempimento contrattuale. Il Tribunale dichiara conseguentemente l obbligo della banca di risarcire il danno patito dal cliente. Introduzione L investitore che compra gli strumenti finanziari di un certo emittente si aspetta un determinato ritorno economico. Se i titoli sono obbligazioni, questo beneficio è dato dagli interessi che vengono corrisposti al risparmiatore per premiarlo del fatto di avere prestato del danaro. Al termine della durata del prestito obbligazionario, poi, l emittente restituisce la somma capitale (1). Sennonché il soggetto che ha emesso gli strumenti finanziari può entrare in crisi e divenire incapace a restituire quanto dovuto. Negli ultimi anni ciò è accaduto con una certa frequenza, con grave danno per numerosi investitori. I casi Argentina, Cirio e Parmalat hanno colpito alcune centinaia di migliaia di risparmiatori in Italia. Non deve quindi sorprendere che siano pendenti dinanzi ai tribunali italiani numerose cause contro le banche. L attenzione della dottrina per la materia della responsabilità degli intermediari finanziari è corrispondentemente alta (2). Note: (1) In questa sede si semplifica, nella consapevolezza che - in realtà - le emissioni obbligazionarie possono presentare caratteristiche molto diverse le une dalle altre e assumere, talvolta, strutture particolarmente complesse. Per un esame delle possibili clausole caratterizzanti i prestiti obbligazionari è utile leggere M. Palmieri, I bond covenants, in Banca impr. soc., 2006, 247 ss. (2) Fra i più recenti contributi in materia di responsabilità di banche e intermediari in relazione alla prestazione di servizi d investimento cfr., senza pretesa di completezza, S. Armellini-M.L. Frigo, Scelta della giurisdizione e della legge applicabile in materia di contratti conclusi con il consumatore, in Diritti, Unindustria Treviso, 2006, 25 ss.; A. Barenghi, Disciplina dell intermediazione finanziaria e nullità degli ordini di acquisto (in mancanza del contratto-quadro): una ratio decidendi e troppi obiter dicta, in Giur. mer., 2007, 59 ss.; E. Battelli, L inadempimento contrattuale dell intermediario finanziario, in questa Rivista, 2006, 460 ss.; M. Bombelli-M. Iato, Obbligazioni Argentina e Cirio: responsabilità dell istituto bancario intermediario, in Giur. mer., 2006, 277 ss.; I.A. Caggiano, I doveri d informazione dell intermediario finanziario nella formazione ed esecuzione del contratto. Violazioni e rimedi, in Dir. giur., 2006, 453 ss.; A.M. Carozzi, Regole di condotta degli intermediari e rimedi civilistici esperibili dal risparmiatore, in Dir. fall., 2006, I, 697 ss.; G. Cottino, La responsabilità degli intermediari finanziari. Ancora qualche divagazione sul tema, in Giur. it., 2006, 1633 ss.; Id., Una giurisprudenza in bilico: i casi Cirio, Parmalat, bonds argentini, ibidem, 537 ss.; M. Dellacasa, Negoziazione di titoli obbligazionari e insolvenza dell emittente: quale tutela per il risparmiatore non adeguatamente informato?, in Nuova giur. civ. comm., 2006, I, 593 ss.; E.A. Emiliozzi, Vendita alla clientela retail di titoli prima dell emissione ed omessa acquisizione da parte dell intermediario dell offering circular, in Giur. it., 2007, 1673 ss.; G. Facci, Il rating e la circolazione del prodotto finanziario: profili di responsabilità, in Resp. civ. prev., 2007, 912 ss.; L. Frumento, La valutazione di adeguatezza e di appropriatezza delle operazioni di investimento nella Direttiva Mifid, in questa Rivista, 2007, 583 ss.; M.M. Gaeta, L applicazione del principio del know your customer ai contratti di deposito ed amministrazione titoli, ivi, 2006, 113 ss.; F. Galgano, I contratti di investimento e gli ordini dell investitore all intermediario, in Contratto e impresa, 2005, 889 ss.; G. Genovesi, Limiti della «nullità virtuale» e contratti su strumenti finanziari, in Corr. giur., 2006, 672 ss; E. Guerinoni, Negligenza e giudizio di responsabilità degli intermediari finanziari, in questa Rivista, 2005, 113 ss.; M. Houben, La circolazione dei prodotti fi- (segue) I CONTRATTI N. 1/2008 9

6 La sentenza del Tribunale di Torre Annunziata in commento, come del resto la stragrande maggioranza dei provvedimenti pubblicati sui casi Argentina, Cirio e Parmalat, tratta dei rimedi a disposizione dell investitore per l ipotesi in cui l intermediario violi gli obblighi che gli fanno capo (3). La pronuncia ha a oggetto i servizi d investimento prestati dai soggetti abilitati, che devono essere resi secondo certe norme di comportamento sancite - in primo luogo - nell art. 21, d.lgs. n. 58 del 1998 (4). Si tratta di una materia che si pone sulla linea di confine fra il diritto dell intermediazione finanziaria e il diritto civile (5). È una tematica certamente tecnica, per la cui conoscenza approfondita è necessaria dimestichezza anche con la normativa - talvolta molto dettagliata (e per di più in continua evoluzione) - di carattere secondario (6). E tuttavia si tratta di una materia che coinvolge, allo stesso tempo, i fondamenti del diritto civile. Basti pensare che il problema che si pone con maggiore frequenza la giurisprudenza concerne l identificazione del rimedio appropriato a fronte della violazione delle norme di comportamento da parte dell intermediario. Questo quesito altro non è che una questione di diritto civile. Si tratta, in essenza, di stabilire se l investitore abbia diritto di chiedere la nullità piuttosto che l annullamento piuttosto che la risoluzione del contratto. In aggiunta a questi rimedi c.d. restitutori va valutato se sia possibile chiedere il risarcimento del danno. La scelta fra risoluzione del contratto e risarcimento del danno in caso di violazione degli obblighi informativi delle banche costituisce l oggetto della sentenza Note: (segue nota 2) nanziari ex art. 100-bis T.U.F. (Tesi di Laurea, Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Giurisprudenza), Milano, 2007; D. Maffeis, Contro l interpretazione abrogante della disciplina preventiva del conflitto di interessi (e di altri pericoli) nella prestazione dei servizi di investimento, in Riv. dir. civ., 2007, II, 71 ss.; Id., Servizi di investimento: l onere della prova del conferimento dei singoli ordini di negoziazione, in questa Rivista, 2007, 231 ss.; Id., Forme informative, cura dell interesse ed organizzazione dell attività nella prestazione dei servizi di investimento, in Riv. dir. priv., 2005, 575 ss.; Id., Il dovere di consulenza al cliente nei servizi di investimento e l estensione del modello al credito ai consumatori, in questa Rivista, 2005, 1 ss.; A.M. Mancini, La tutela del risparmiatore nel mercato finanziario tra culpa in contraendo e vizi del consenso, in Rass. dir. civ., 2007, 51 ss.; V. Mariconda, Regole di comportamento nella trattativa e nullità dei contratti: la criticabile ordinanza di rimessione della questione alle Sezioni Unite, in Corr. giur., 2007, 635 ss.; G. Meruzzi, La responsabilità precontrattuale tra regola di validità e regola di condotta, in Contratto e impresa, 2006, 944 ss.; M. Pellegrini, Brevi note sulla vexata quaestio dei bonds argentini, in Banca borsa tit. cred., 2005, II 682 ss.; A. Perrone, Gli obblighi di informazione nella prestazione dei servizi di investimento, ivi, 2006, I, 372 ss.; L. Picardi, La negoziazione di strumenti finanziari derivati fra codice civile e legislazione speciale, ibidem, II, 361 ss.; F. Poliani, La responsabilità precontrattuale della banca per violazione del dovere di informazione, in questa Rivista, 2006, 446 ss.; Id., Obblighi di informazione e acquisto di obbligazioni argentine, ibidem, 12 ss.; M. Quargnolo, Investimento obbligazionario e diligenza degli intermediari finanziari tra validità del contratto e responsabilità della banca, in Nuova giur. civ. comm., 2007, II, 547 ss.; S. Rizzini Bisinelli, Violazione di norme regolamentari e nullità asimmetrica, in Le Società, 2006, 203 ss.; V. Roppo, La tutela del risparmiatore fra nullità e risoluzione (a proposito di Cirio bond & tango bond), in Danno e resp., 2005, 604 ss.; Id., La tutela del risparmiatore fra nullità, risoluzione e risarcimento (ovvero, l ambaradan dei rimedi contrattuali), in Contratto e impresa, 2005, 896 ss.; V. Roppo-G. Afferni, Dai contratti finanziari al contratto in genere: punti fermi della Cassazione su nullità virtuale e responsabilità precontrattuale, in Danno e resp., 2006, 25 ss.; C.-E. Salodini, Obblighi informativi degli intermediari finanziari e risarcimento del danno. La Cassazione e l interpretazione evolutiva della responsabilità precontrattuale, in Giur. comm., 2006, II, 632 ss.; V. Sangiovanni, Gli obblighi informativi delle imprese di investimento nella più recente normativa comunitaria, in Diritto comunitario e degli scambi internazionali, 2007, 363 ss.; Id., Contratto di negoziazione, forma convenzionale e nullità per inosservanza di forma, in questa Rivista, 2007, 778 ss.; Id., Emissione di obbligazioni e scandali finanziari fra diritto internazionale privato e diritto comunitario, in Le Società, 2007, 547 ss.; Id., Operazione inadeguata dell intermediario finanziario fra nullità del contratto e risarcimento del danno alla luce della direttiva MIFID, in questa Rivista, 2007, 243 ss.; Id., Finanzskandale (Argentinien, Cirio und Parmalat) und die Haftung der Anlagevermittler in der neuesten italienischen Rechtsprechung, in Zeitschrift für Bank- und Kapitalmarktrecht (BKR), 2006, 476 ss.; Id., La responsabilità dell intermediario finanziario nel diritto austriaco sullo sfondo del diritto comunitario e un suggerimento al legislatore italiano, in Danno e resp., 2006, 1182 ss.; Id., La violazione delle regole di condotta dell intermediario finanziario fra responsabilità precontrattuale e contrattuale, in questa Rivista, 2006, 1133 ss.; Id., Inadeguatezza della operazione finanziaria, risoluzione del contratto per inadempimento e risarcimento del danno, in Corr. giur., 2006, 1569 ss.; Id., Circolazione dei prodotti finanziari e responsabilità degli investitori professionali: il nuovo art. 100 bis TUF, in Le Società, 2006, 1355 ss.; Id., La nullità del contratto di gestione di portafogli di investimento per difetto di forma, in questa Rivista, 2006, 966 ss.; Id., Sollecitazione all investimento, nullità del contratto e frode alla legge, in Giur. mer., 2006, 1389 ss.; Id., La responsabilità precontrattuale dell intermediario finanziario nel diritto inglese, in Le Società, 2006, 1173 ss.; Id., Scandali finanziari: profili di responsabilità dell intermediario, in Danno e resp., 2006, 874 ss.; Id., La responsabilità dell intermediario nel caso Cirio e la recente legge per la tutela del risparmio, in questa Rivista, 2006, 686 ss.; Id., La nullità del contratto per inosservanza di forma nel caso delle obbligazioni argentine, in Corr. mer., 2006, 737 ss.; Id., La responsabilità dell intermediario nel caso Parmalat e la recentissima legge per la tutela del risparmio, in Le Società, 2006, 605 ss.; F. Sartori, Il mercato delle regole. La questione dei bonds argentini, in Giur. it., 2005, 58 ss.; E. Scoditti, Regole di comportamento e regole di validità: i nuovi sviluppi della responsabilità precontrattuale, in Foro it., 2006, I, 1107 ss.; G. Sicchiero, Un buon ripensamento del S.C. sulla asserita nullità del contratto per inadempimento, in Giur. it., 2006, 1602 ss.; A. Tencati, Acquisto di corporate bond e tutela del risparmiatore: alcuni orientamenti, in Giur. it., 2006, 1154 ss.; M. Ticozzi, Violazione di obblighi informativi e sanzioni: un problema non solo degli intermediari finanziari, in questa Rivista, 2007, 363 ss., S.A. Vignolo, Le regole di condotta degli intermediari finanziari al vaglio della giurisprudenza ligure e nazionale, in Nuova giurisprudenza ligure, 2007, 42 ss.; Id., Prime riflessioni in tema di responsabilità bancaria nella vendita di titoli obbligazionari caduti in default, ivi, 2005, 270 ss. (3) Sulla tutela dell investitore cfr., fra i tanti contributi pubblicati in dottrina, G. Alpa, La legge sul risparmio e la tutela contrattuale degli investitori, in questa Rivista, 2006, 927 ss.; Id., La direttiva sui mercati finanziari e la tutela del risparmiatore, ivi, 2004, 742 ss.; Id., Qualche rilievo civilistico sulla disciplina dei mercati finanziari e sulla tutela del risparmiatore, in Banca borsa tit. cred., 1998, I, 372 ss.; Id., Nuovi aspetti della tutela del risparmiatore, in Vita not., 1998, 655 ss.; U. Carnevali, In tema di c.d. responsabilità da prospetto della banche, in Corr. giur., 1989, 1003 ss. (4) Sulle norme di comportamento cfr. in particolare la monografia di F. Sartori, Le regole di condotta degli intermediari finanziari, Milano, Questa opera è stata da me recensita in Rass. dir. civ., 2007, 299 ss., oltre che in (5) In questo senso V. Roppo, La tutela del risparmiatore fra nullità e risoluzione (a proposito di Cirio bond & tango bond), in Danno e resp., 2005, 625. (6) Il riferimento è al regolamento Consob c.d. «intermediari». Delibera Consob 1 luglio 1998, n Regolamento di attuazione del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli intermediari. Una raccolta particolarmente utile della normativa primaria e secondaria in materia di intermediazione finanziaria è quella curata da A. Sironi-C. Tabacchi-D. Tortoriello, Codice del sistema finanziario, 4a ed., Milano, 2006, ove è riprodotto anche il testo del reg. n del I CONTRATTI N. 1/2008

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