LINEE GUIDA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI/STRUMENTI FINANZIARI. Divisione Banca dei Territori

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1 LINEE GUIDA PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI/STRUMENTI FINANZIARI Divisione Banca dei Territori Ottobre 2010

2 INDICE 1 PREMESSA LINEE GUIDA E CRITERI PER LA SELEZIONE DI EMITTENTI DI PRODOTTI/STRUMENTI FINANZIARI COLLOCATI O DISTRIBUITI DA BANCHE O SOCIETÀ DEL GRUPPO COLLOCAMENTO IN ESCLUSIVA DI STRUMENTI OBBLIGAZIONARI E ASSIMILATI Requisiti minimi degli emittenti Ulteriori requisiti degli emittenti Financial Institutions terze Gestione della singola operazione di collocamento di emittenti Financial Institutions terze Aggiornamento periodico della lista di Financial Institutions terze collocabili Gestione degli eventi successivi al collocamento COLLOCAMENTO DI STRUMENTI OBBLIGAZIONARI OGGETTO DI OFFERTA AL PUBBLICO Requisiti minimi degli emittenti Cautele per l adesione all Offerta al Pubblico Criteri distintivi delle Offerte al Pubblico LINEE GUIDA E CRITERI PER IL COLLOCAMENTO E LA DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI/STRUMENTI FINANZIARI LINEE GUIDA E CRITERI PER L ESECUZIONE, LA RICEZIONE E TRASMISSIONE DI ORDINI IN ACQUISTO PER CONTO DEI CLIENTI. 8 2

3 1 Premessa La normativa MiFID stabilisce un principio generale che permea l'intera architettura della disciplina comunitaria, secondo cui, nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, gli intermediari hanno il dovere di agire in modo onesto, equo e professionale per servire al meglio gli interessi dei loro clienti (art direttiva MiFID). In coerenza con tale principio, la normativa primaria nazionale esplicita l obbligo degli operatori di agire in modo trasparente, corretto e diligente e indica quale criterio guida delle loro condotte il soddisfacimento, nel miglior modo possibile, degli interessi dei propri clienti (art. 21 TUF). In tale prospettiva la Banca ritiene necessario definire linee guida e criteri volti ad accertare, a monte delle attività connesse alla prestazione dei servizi di investimento, la qualità dei prodotti/strumenti finanziari, selezionando, per l inserimento nel proprio portafoglio prodotti, quelli che, già in fase di ingegnerizzazione, risultino coerenti con le esigenze finanziarie che sono chiamati a soddisfare. Il presente documento definisce pertanto in primo luogo le linee guida e i criteri da adottare per i cosiddetti Prodotti di collocamento, rispetto ai quali vengono fornite agli investitori raccomandazioni personalizzate su iniziativa della Banca, intendendosi per tali gli strumenti/prodotti finanziari collocati/distribuiti da Banche o Società del Gruppo per il periodo di durata del collocamento. Le linee guida ed i criteri sono finalizzati: per i prodotti/strumenti finanziari esposti al rischio di credito, a garantire un adeguata qualità di rischio dell emittente; in termini generali, ad assicurare un adeguato livello di trasparenza ed intelligibilità delle principali caratteristiche ed elementi di rischio dei prodotti/strumenti finanziari collocati/distribuiti. Il rispetto delle linee guida e criteri definiti è verificato - prima dell avvio della commercializzazione - nell ambito dei processi aziendali di clearing. Il documento definisce inoltre, per gli strumenti finanziari negoziati sul mercato secondario, specifici criteri a presidio del rischio di credito e della trasparenza informativa. 3

4 2 Linee guida e criteri per la selezione di emittenti di prodotti/strumenti finanziari collocati o distribuiti da Banche o Società del Gruppo 2.1 Collocamento in esclusiva di strumenti obbligazionari e assimilati Requisiti minimi degli emittenti Gli emittenti di prodotti/strumenti finanziari, quali obbligazioni, certificates ed altri prodotti/strumenti di risparmio gestito senza diversificazione del rischio emittente, il cui collocamento/distribuzione sia organizzato su espressa richiesta della Capogruppo, delle Banche della Divisione Banca dei Territori, di Intesa Sanpaolo Private Banking, di Banca Prossima e di Banca Fideuram (Collocamenti in Esclusiva) devono rispondere ai seguenti requisiti minimi: essere Financial Institutions o emittenti statali/parastatali di Paesi appartenenti al G20, sovranazionali o garantiti da Stati appartenenti al G20; avere un rating pari o superiore: A- secondo la scala di Standard & Poor's (o equivalente di Moody s o Fitch) per titoli con durata pari od inferiore ai 5 anni; A+ secondo la scala di Standard & Poor's (o equivalente di Moody s o Fitch) per titoli con durata superiore ai 5 anni. Nel caso di rating pari ai livelli minimi sopra previsti, gli emittenti non devono presentare un outlook negativo. Se sussistono differenze fra i rating assegnati dalle diverse agenzie occorre fare riferimento al più prudenziale. Qualora l emissione sia assistita da garanzia, i limiti sopra riportati possono essere verificati in capo al soggetto garante. I limiti di rating non si applicano agli emittenti bancari italiani il cui capitale sia interamente posseduto da Intesa Sanpaolo per i quali si tiene in considerazione il rating della Capogruppo (attualmente pari ad AA- secondo la scala di Standard & Poor's). L eventuale estensione dei collocamenti ad altre categorie di emittenti forma oggetto di formale inserimento nel presente documento, con individuazione delle specifiche cautele eventualmente necessarie Ulteriori requisiti degli emittenti Financial Institutions terze Nel caso di Collocamenti in Esclusiva di Financial Institutions terze rispetto al Gruppo Intesa Sanpaolo è necessario che siano verificate anche le seguenti ulteriori condizioni: il rating interno attribuito all emittente, successivamente all approvazione da parte degli Organi Sociali del modello di valutazione del rating interno per le Financial Institutions, deve essere pari o superiore a A+. Qualora sia inferiore ad A+, il rating interno deve avere al massimo un notch di differenza rispetto al rating esterno; gli emittenti devono essere coperti dalla ricerca del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo; ogni singolo emittente deve essere compreso nell ambito di un apposita lista di emittenti proponibili alla clientela. Al fine di predisporre tale lista: 4

5 il Comitato Crediti trasmette mensilmente a Direzione Financial Institutions e alla segreteria del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo (CRFG) sessione Analisi dei Rischi l elenco delle Financial Institutions affidate a medio/lungo termine, valido per scadenze superiori ai 18 mesi. Direzione Financial Institutions, in collaborazione con Banca IMI, può proporre al Comitato Crediti l analisi di nuovi affidamenti; la Direzione Financial Institutions, in collaborazione con Banca IMI, individua, all interno dell elenco trasmesso dal Comitato Crediti, gli emittenti ritenuti idonei anche in considerazione delle esigenze delle funzioni marketing delle reti commerciali preposte alla vendita e predispone un apposita istruttoria che trasmette al CRFG; il CRFG valuta la proposta della Direzione Financial Institutions, e approva l inserimento nella lista delle Financial Institution collocabili, definendo, con il supporto della Direzione Risk Management, gli ammontari massimi complessivamente collocabili sul primario (c.d. plafond) tenuto conto sia dell importo di affidamento a medio/lungo termine sui libri proprietari sia dell esposizione corrente della clientela sull emittente in oggetto, avvalendosi del reporting periodico sulla situazione degli emittenti terzi prodotto dalla Direzione Risk Management. Il CRFG, al fine dell assunzione delle sue determinazioni, acquisisce, per il tramite del Servizio Studi e Ricerche, eventuale documentazione pubblica sull emittente in oggetto Considerando che al momento i sistemi delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo sono in grado di controllare il rischio di concentrazione nel portafoglio del Cliente a livello di singolo emittente e non di Gruppo, non è possibile procedere al Collocamento in Esclusiva di un emittente terzo qualora sia già stato oggetto di Collocamento in Esclusiva, successivamente al 1 novembre 2007, un altro emittente appartenente allo stesso Gruppo. La presente condizione: viene meno dal momento in cui i sistemi saranno in grado di gestire i limiti di concentrazione a livello di Gruppo; non tiene conto di eventuali collocamenti non in esclusiva Gestione della singola operazione di collocamento di emittenti Financial Institutions terze L importo complessivo dei collocamenti effettuati sul singolo emittente terzo non può superare il plafond definito dal CRFG. Lo specifico collocamento deve essere finalizzato a garantire l interesse della clientela, in un ottica di diversificazione che consenta di migliorare il profilo di rischio-rendimento dei portafogli. Tale finalità deve essere chiaramente indicata nelle Guide Commerciali. In considerazione del fatto che i titoli oggetto di Collocamenti in Esclusiva vengono proposti proattivamente dalla Banca nell ambito del servizio di consulenza in materia di investimenti, i limiti di concentrazione applicati allo specifico emittente vengono ridotti al 20%, rispetto ai livelli definiti dalla Policy per la prestazione del servizio di consulenza tempo per tempo vigente. Tale limite ridotto, applicato sia nelle operazioni sul primario sia nelle operazioni sul secondario sullo stesso emittente, permane fino alla scadenza di tutti i titoli collocati in esclusiva. Resta fermo che nulla muta per gli emittenti per cui non è 5

6 previsto alcun limite di concentrazione e che la soglia minima oltre la quale si applica il controllo di concentrazione è fissata in euro Aggiornamento periodico della lista di Financial Institutions terze collocabili La lista di Financial Institution collocabili forma oggetto di formale valutazione, con periodicità almeno trimestrale, da parte del Comitato Rischi Finanziari di Gruppo, tenendo in considerazione la situazione aggiornata del portafoglio complessivo della clientela. Nel caso un emittente sia cancellato dall elenco trasmesso dal Comitato Crediti al CRFG, il CRFG cancella l emittente dalla lista di emittenti collocabili. Il CRFG deve inoltre ricevere dal Comitato Crediti le motivazioni sottostanti l eliminazione, al fine di definire l eventuale informativa da fornire ai Clienti che hanno sottoscritto i titoli dell emittente in oggetto. Tale emittente non può quindi essere utilizzato per successivi collocamenti anche qualora non sia stato ancora completamente utilizzato il plafond originariamente individuato. Rimane responsabilità della Direzione Financial Institutions segnalare tempestivamente al CRFG eventuali eventi, informazioni o ricerche che possano in qualsiasi modo indicare un peggioramento della qualità del credito di un emittente ricompreso nella lista predisposta dal CRFG. Eventuali proposte di inserimento di nuovi emittenti nella lista dovranno essere adeguatamente motivate e seguire l iter descritto al paragrafo Gestione degli eventi successivi al collocamento Alla clientela detentrice di titoli oggetto di Collocamento in Esclusiva è inviata specifica comunicazione in relazione a modifiche dei rating esterni pubblici assegnati all emittente. Nelle more del rilascio di un processo automatico di individuazione e segnalazione dei downgrading degli emittenti, la Direzione Risk Management si fa carico di: monitorare il rating degli emittenti; segnalare a ISGS Direzione Servizi Operativi l eventuale migrazione del rating dell emittente - utilizzando il peggiore tra i rating assegnati dalle diverse Agenzie di rating - ad una categoria inferiore (ad esempio da AAA a AA, da AA a A) richiedendo l inoltro a tutta la clientela detentrice dei titoli di specifica comunicazione secondo il tenore di cui al successivo paragrafo. La comunicazione alla clientela segue i seguenti criteri: nel caso di passaggio da AAA a AA e da AA a A, il Cliente è informato del downgrading intervenuto, senza inserimento di alcun warning specifico. La lettera si chiude quindi con la frase La sua filiale è, come sempre, a disposizione per fornirle la valorizzazione aggiornata dei Suoi investimenti e per valutare insieme a Lei le caratteristiche complessive del suo portafoglio ; nel caso di passaggio da A a BBB o inferiori, il Cliente è informato del downgrading intervenuto con invito a presentarsi in filiale. Nella parte variabile della lettera è inserita un informativa definita dal CRFG secondo modalità analoghe a quelle di cui al precedente punto In tali casi alla comunicazione deve essere allegato uno specifico studio pubblicato dal Servizio Studi e Ricerche che commenti la situazione dell emittente. 6

7 2.2 Collocamento di strumenti obbligazionari oggetto di Offerta al Pubblico Requisiti minimi degli emittenti L adesione a consorzi per offerta al pubblico di sottoscrizione e/o vendita di strumenti obbligazionari ( Offerta al Pubblico ) nell ambito delle quali il Gruppo non rivesta il ruolo di collocatore in via esclusiva, è subordinata alla circostanza che il rating dell emittente, o del soggetto garante, sia almeno pari a BBB Cautele per l adesione all Offerta al Pubblico Qualora l emittente che promuove l Offerta al Pubblico abbia un rating inferiore a quanto indicato nel paragrafo o nel caso di emittenti che presentano situazioni di conflitti di interesse rilevanti 1, sono introdotte le seguenti ulteriori cautele: le commissioni riconosciute alle filiali sono allineate a quelle percepite per operazioni sul mercato secondario; solo nel caso di rating pari a BBB+ e BBB oppure, indipendentemente dal rating, in presenza di conflitti di interesse rilevanti, è esclusa la possibilità di impegni di acquisto a fermo o di garanzia nei confronti dell emittente Criteri distintivi delle Offerte al Pubblico Al fine di qualificare un operazione come Offerta al Pubblico, è necessario che nel consorzio di collocamento, per la parte retail, siano presenti banche esterne al Gruppo Intesa Sanpaolo che, in base ai dati pubblicati da Banca d Italia 2, dispongano complessivamente di almeno succursali sul territorio italiano. Qualora tale condizione non sia soddisfatta, la Direzione Compliance potrà valutare altri elementi, quali: la presenza comunque di collocatori esterni al Gruppo (ragionevolmente in numero superiore a 3); l avvenuto invito di un numero elevato di intermediari esterni al Gruppo (ragionevolmente in numero superiore a 10); l assenza di iniziative pubblicitarie sui diversi media con il logo di Intesa Sanpaolo o altre Società del Gruppo Intesa Sanpaolo. Le Società del Gruppo Intesa Sanpaolo possono essere indicate solo in relazione ai ruoli assunti nel collocamento e riportati nella relativa documentazione ufficiale; la quotazione dei titoli, anche se non esclusivamente, sul MOT. 1 2 Il concetto di conflitto di interesse rilevante è valutato sulla base di elementi quali la presenza di esponenti nei board, mandati significativi in corso di finanza aziendale, partecipazioni rilevanti in conto capitale, finanziamenti con quota di inserimento significativa. Sezione Vigilanza, Albi ed Elenchi di Vigilanza, Area Download : ultimo elenco disponibile delle Succursali di Banche. 7

8 3 Linee guida e criteri per il collocamento e la distribuzione di prodotti/strumenti finanziari I prodotti/strumenti finanziari per cui è previsto il collocamento e la distribuzione devono altresì rispettare le linee guida e i criteri di seguito declinati: Trasparenza informativa: al fine di assicurare un adeguata intelligibilità delle principali caratteristiche ed elementi di rischio dei prodotti/strumenti finanziari collocati/distribuiti: i titoli obbligazionari oggetto di collocamento/distribuzione devono essere corredati da Prospetto Informativo redatto in conformità alla normativa italiana tempo per tempo vigente ed approvato dalla CONSOB (con l eccezione dei prestiti obbligazionari con tagli pari o superiori a e dei private placement). Eventuali eccezioni a tale regola possono essere autorizzate dalla Direzione Compliance in presenza di adeguate motivazioni e con soluzioni atte a salvaguardare la trasparenza informativa alla clientela; i prodotti/strumenti finanziari oggetto di collocamento/distribuzione sono corredati di specifiche schede prodotto illustrative delle principali caratteristiche, degli oneri e dei rischi dei titoli. Tali schede sono consegnate alla clientela in sede di sottoscrizione e si vanno ad affiancare alla documentazione ufficiale del prodotto predisposta secondo la normativa di riferimento al fine di predefinire le informazioni da fornire agli investitori, con la finalità di favorire consapevoli scelte di investimento. Fanno eccezione le azioni 3, i Fondi di diritto Italiano 4 e gli altri prodotti/strumenti finanziari per cui sia disponibile documentazione analoga al prospetto semplificato 5. Obbligo di quotazione: al fine di garantire adeguata liquidità agli strumenti finanziari collocati/distribuiti dalla Banca, questi devono essere quotati, almeno in denaro, su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione italiani. 4 Linee guida e criteri per l esecuzione, la ricezione e trasmissione di ordini in acquisto per conto dei clienti 6 Gli strumenti finanziari acquistati da parte della Banca per conto dei propri clienti sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali di negoziazione devono rispettare i seguenti parametri qualitativi e quantitativi: La valutazione di un collocamento azionario presuppone una pluralità di informazioni, contenute nell ambito del prospetto informativo, non sintetizzabili in maniera esaustiva in una scheda prodotto. In luogo della scheda prodotto viene fornito il prospetto semplificato di cui all allegato 1B del Regolamento Consob n /1999. Quale la Scheda Sintetica per i prodotti finanziario-assicurativi. Sono esclusi dalle presenti linee guida gli strumenti finanziari derivati OTC, per le cui regole di commercializzazione si rimanda alle specifiche Politiche per la commercializzazione dei prodotti finanziari derivati OTC su tassi di interesse, cambi e commodity. 8

9 Rating: gli emittenti degli strumenti finanziari obbligazionari acquistati dalla Banca per conto dei clienti (o gli strumenti finanziari stessi) devono avere un rating assegnato dalle primarie agenzie di valutazione (fanno eccezione gli emittenti italiani soggetti a vigilanza regolamentare); Trasparenza informativa: gli strumenti finanziari acquistati dalla Banca per conto dei clienti sono corredati di schede prodotto, se disponibili, illustrative delle principali caratteristiche e dei rischi dei titoli. Tali schede sono consegnate alla clientela in sede di acquisto al fine di predefinire le informazioni da fornire agli investitori, con la finalità di favorire consapevoli scelte di investimento. Le negoziazioni di strumenti finanziari acquistati OTC da parte della Banca per conto dei propri clienti - oltre a dover rispettare i parametri qualitativi e quantitativi di rating e di trasparenza informativa di cui ai punti precedenti - sono effettuate unicamente per importi minimi nominali pari o superiori a Ciò al fine di limitarne la diffusione presso la clientela, anche in considerazione dei rischi connessi a tale tipologia di titoli, caratterizzati da minor trasparenza informativa e, nella maggior parte casi, da scarsa liquidità. Il Comitato Compliance e Operational Risk di Gruppo può inoltre valutare l introduzione di eventuali ulteriori limitazioni alla negoziazione dei titoli della specie in relazione alla complessità o alla rischiosità di alcune particolari tipologie di strumenti. Inoltre, per gli strumenti della specie, le strutture preposte alla negoziazione devono analizzare la documentazione ufficiale del titolo (Prospetto informativo, Offering Circular, etc.) verificando l assenza di restrizioni che ne inibiscano la vendita alla clientela 7. 7 Secondo specifiche linee guida formulate dalla Direzione Legale e Contenzioso. 9

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