Osservatorio delle Politiche Sociali. Lavoro e inclusione sociale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Osservatorio delle Politiche Sociali. Lavoro e inclusione sociale"

Transcript

1 Osservatorio delle Politiche Sociali Lavoro e inclusione sociale

2 Lavoro e inclusione sociale a cura di Anna Zenarolla 2010 In collaborazione con l Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia 2

3 Indice pag Prefazione 5 Introduzione 7 1. L inserimento lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio sociale: tra norme e strumenti, di Lino Frascella, Paolo Molinari, Anna Zenarolla 1.1 L inserimento lavorativo come strumento di inclusione sociale: le tappe normative di un percorso 1.2 Dalla borsa lavoro al tirocinio 1.3 Alcuni nodi da sciogliere Le imprese finalizzate all inserimento lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio sociale, di Lino Frascella, Paolo Molinari, Anna Zenarolla, Paolo Zilli 2.1 Dalle origini agli anni 80: imprese sociali in Italia e in Europa 2.2 Anni 90: evoluzione del quadro italiano ed internazionale 2.3 Punti di forza e di debolezza nel dibattito degli anni Duemila 2.4 Gli sviluppi più recenti del dibattito 2.5 Il contesto locale delle imprese finalizzate all inserimento lavorativo 2.6 Promuovere lo sviluppo delle cooperative sociali finalizzate all inserimento lavorativo

4 3. Buone prassi d inclusione lavorativa, di Gianluca Masotti, Anna Zenarolla 3.1 Note metodologiche 3.2 Riconoscere e includere la più difficile occupabilità 3.3 Definire gli obiettivi del percorso 3.4 Utilizzare lo strumento più appropriato agli obiettivi del percorso 3.5 Favorire lo scambio tra risorse personali e ambientali 3.6 Accompagnare l inserimento lavorativo: la figura del tutor 3.7 Monitorare e valutare i percorsi di inserimento lavorativo 3.8 Da percorsi di lavoro a percorsi di vita Bibliografia 173 4

5 Prefazione L Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Udine, attraverso la presente ricerca, realizzata in collaborazione con l Istituto di Ricerche Economiche e Sociali di Udine (IRES FVG), ha inteso promuovere un approfondimento sul tema dell inclusione sociale e lavorativa delle persone svantaggiate quale tappa importante di un percorso di riflessione avviato nell anno 2004 in sinergia con i servizi sociali, sanitari e del lavoro del territorio provinciale che operano rispetto all inserimento socio lavorativo di persone in condizione di svantaggio. Il percorso attuato ha consentito un proficuo scambio e confronto tra i diversi attori, facendo emergere la crescente complessità di bisogni a carico di persone che versano in una condizione di particolare fragilità, determinata spesso da fattori molteplici ed interagenti, quali, ad esempio, il disagio e l emarginazione sociale, le condizioni di dipendenza da alcool o da stupefacenti, la presenza di patologie specifiche, o la disabilità. Tali condizioni risultano aggravate durante un tempo di crisi come quello che stiamo attraversando in cui i problemi e le tensioni ricadono maggiormente sulle persone più fragili, più deboli e più emarginate. In tale scenario i risultati della ricerca, illustrati in questa pubblicazione, tentano di rappresentare in modo esaustivo il panorama delle risposte attivate sul territorio provinciale, che rivelano una notevole complessità e ricchezza organizzativa e di fornire elementi utili, a partire da 5

6 soluzioni e pratiche individuate come buone prassi di alcuni servizi, per il superamento delle criticità esistenti. Il mio auspicio è che dal lavoro svolto sia possibile trarre ulteriori spunti di riflessione ai fini di una più organica regolamentazione della materia e soprattutto di un arricchimento progettuale veramente orientato all efficacia degli interventi e al miglioramento della qualità della vita dei soggetti più svantaggiati. Adriano Piuzzi Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Cooperazione Sociale, Volontariato, Politiche per la famiglia, Rapporti con le Istituzioni ex L.R. 10/88 6

7 Introduzione Il rapporto che segue presenta i risultati di un percorso di ricerca sui temi dello svantaggio sociale e degli strumenti di inclusione socio lavorativa promosso dal Servizio Politiche Sociali della Provincia di Udine e realizzato dall Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia (IRES-FVG). L inclusione sociolavorativa delle persone che si trovano in una condizione di svantaggio sociale costituisce un tema alquanto complesso sul piano teorico concettuale, su quello normativo e su quello operativo. La nozione di svantaggio sociale, infatti, è alquanto difficile da definire poiché, già di per sé ampia, si sta ulteriormente estendendo in ragione della crescente vulnerabilità che caratterizza la vita di un numero sempre più consistente di persone in un contesto sociale con elevate potenzialità di rischio. La difficoltà di circoscrivere il concetto di svantaggio si riflette a livello normativo, portando all individuazione di categorie tutt altro che esaustive della pluralità delle biografie e dei profili in cui può manifestarsi. Da qui l ancor maggiore difficoltà di trovare le modalità e gli strumenti con cui concretamente intervenire per aiutare chi si trova in una condizione di svantaggio ad inserirsi o reinserirsi in un contesto sociale e lavorativo. Prassi e procedure, infatti, fanno fatica a trovare un efficace equilibrio tra l ampiezza sfuggente dello svantaggio sociale da un lato e la ristretta rigidità dei dispositivi normativi dall altro. E questo sia che si tratti di prassi e procedure dei servizi sociali e sanitari, sia che si tratti di prassi e procedure delle imprese sociali e no profit. 7

8 L inserimento sociolavorativo, infatti, chiama in causa una pluralità di soggetti: i servizi sociali e sanitari che hanno in carico le persone svantaggiate e le imprese dove queste ultime vengono inserite. E le norme coinvolgono tanto gli uni quanto le altre, chiedendo ad entrambi di assolvere obblighi che, spesso, più che favorire il già complesso inserimento sociolavorativo di chi è svantaggiato lo rendono ancor più difficoltoso. Al fine di meglio comprendere la complessità dei percorsi di inserimento sociolavorativo e venire incontro agli operatori dei servizi sociali e sanitari impegnati nella loro realizzazione, la Provincia di Udine ha promosso una ricerca volta a comprendere come concretamente essi li realizzano, a quali dispositivi normativi fanno riferimento, di quali strumenti si avvalgono, quali prassi adottano, con l obiettivo finale di cogliere gli elementi di difficoltà e quelli di forza che li caratterizzano per intervenire cercando di superare i primi e di consolidare i secondi. La ricerca si è proposta pertanto di ricomporre il quadro normativo che fa da cornice all inserimento sociolavorativo delle persone svantaggiate, di delineare il contesto organizzativo e del mercato del lavoro in cui esso si realizza e di rilevare le prassi con cui viene attuato. Sono stati quindi compiuti tre approfondimenti, presentati nei tre capitoli del presente rapporto. Il primo approfondimento di cui al capitolo L inserimento lavorativo delle persone in situazione di svantaggio sociale ha cercato di ripercorrere l evoluzione del concetto di inserimento sociolavorativo nella normativa nazionale e regionale e di evidenziare le caratteristiche degli strumenti introdotti a tale scopo. 8

9 Il secondo approfondimento illustrato nel capitolo Le imprese finalizzate all inserimento lavorativo delle persone in situazione di svantaggio sociale ha cercato di ricostruire la nascita e le trasformazioni delle organizzazioni rivolte, in via prioritaria, all inserimento lavorativo di persone svantaggiate, ossia le imprese sociali, evidenziandone le caratteristiche, i cambiamenti e i possibili sviluppi, sia a livello europeo sia nel contesto nazionale e regionale. Il terzo approfondimento, infine, - illustrato nel capitolo Buone prassi d inclusione socio lavorativa ha cercato di cogliere come, nel territorio della Provincia di Udine, servizi pubblici, cooperative sociali ed associazioni realizzano percorsi di inserimento sociolavorativo, rilevando le prassi seguite e gli strumenti utilizzati, e mettendone in luce i punti di forza e di debolezza. I primi due approfondimenti sono stati realizzati attraverso l analisi bibliografica e documentale arricchita dal confronto con gli operatori della cooperazione sociale e dei servizi sociali e sanitari della provincia di Udine. Il terzo approfondimento invece è avvenuto attraverso una ricerca sul campo con interviste semistrutturate ad operatori dei servizi e cooperatori sociali. 9

10 10

11 1. L inserimento lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio sociale: tra norme e strumenti 1.1 L inserimento lavorativo come strumento di inclusione sociale: le tappe normative di un percorso Le politiche di sostegno alle persone in seria difficoltà d inserimento lavorativo, che per condizione psicofisica, sociale ed economica vivono una generica situazione di svantaggio, in Italia, si possono ricondurre a quattro aree normative: la prima area, riguarda la Legge 68 del 1999 e successive modificazioni ed integrazioni, e indica le persone con disabilità che possono beneficiare dei servizi di collocamento mirato e delle altre forme di supporto previste dalla legislazione in materia; la seconda area, riguarda la Legge 381 del 1991 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le leggi e normative regionali in materia di cooperazione sociale, e definisce i soggetti svantaggiati che possono essere inseriti nelle cooperative sociali di tipo B (o miste) godendo dei relativi benefici; è importante dire che le normative regionali possono ampliare la gamma dei potenziali beneficiari (ma non ridurla); la terza area, riguarda le normative europee, ed in particolare il Regolamento n. 800 del 2008, che indica le categorie di lavoratori per i quali le imprese possono 11

12 ottenere deroghe o vantaggi in relazione all'erogazione di aiuti economici pubblici (aiuti di Stato) senza incorrere nella concorrenza sleale ai danni di altre imprese comunitarie; la quarta area, deriva sempre dalle normative europee, riferite al periodo di programmazione del Fondo Sociale Europeo concluso dal 2000 al 2006; su tale normativa è stato però costruito il Programma Operativo Regionale per l Obiettivo 2 dei Fondi strutturali che nel contesto del Friuli Venezia Giulia ridefinisce i potenziali beneficiari degli interventi per l inclusione sociale. Ogni area normativa individua alcuni gruppi target di riferimento che sovente non coincidono in quanto ciascuna area individua specifiche categorie di soggetti di cui ritiene auspicabile promuovere l'inserimento lavorativo. Riassumendo tali difformità secondo la specifica norma generale si possono evidenziare le categorie di soggetti riportate nei quadri sinottici di seguito presentati. 12

13 AREA NORMATIVA 1. Area normativa: Legge 68/1999 Norme per il diritto al lavoro dei disabili SOGGETTI INTERESSATI Persone disabili: persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali; portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento; persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento; persone non vedenti o sordomute; persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio. AREA NORMATIVA 2. Area normativa Legge 381/91 Disciplina delle cooperative sociali Oltre alle categorie citate, la legge fa riferimento a "soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall'art. 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni" ma non risulta che tale percorso sia mai stata utilizzato. SOGGETTI INTERESSATI Persone svantaggiate: invalidi fisici, psichici e sensoriali; ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari; soggetti in trattamento psichiatrico; tossicodipendenti; alcolisti; minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare; persone detenute o internate negli istituti penitenziari; condannati e internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno. 13

14 AREA NORMATIVA 3. Area normativa europea: regolamento Commissione Europea n.800 del SOGGETTI INTERESSATI Lavoratori svantaggiati: chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale; lavoratori che hanno superato i 50 anni di età; adulti che vivono soli con una o più persone a carico; lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomodonna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato; membri di una minoranza nazionale all'interno di uno Stato membro che hanno necessità di consolidare le proprie esperienze in termini di conoscenze linguistiche, di formazione professionale o di lavoro, per migliorare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile. Lavoratori molto svantaggiati: lavoratori senza lavoro da almeno 24 mesi. Lavoratori disabili: riconosciuti disabili ai sensi dell'ordinamento nazionale; caratterizzati da impedimenti accertati che dipendono da un handicap fisico, mentale o psichico. 14

15 AREA NORMATIVA 4. Area normativa: POR della Regione Autonoma Friuli Venezia SOGGETTI INTERESSATI Persone svantaggiate: persone con età superiore ai 45 anni; giovani di età inferiore ai 25 anni che avendo completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni non abbiano ancora ottenuto il primo impiego; lavoratori migranti e persone appartenenti a minoranze etniche; persone che desiderano intraprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato né seguito corsi di formazione per almeno due anni, ed in particolare persone che abbiano lasciato il lavoro per la difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare; persone adulte che vivono da sole con uno o più figli a carico; persone prive di un titolo di studio secondario superiore o equivalente che siano prive di un posto di lavoro o in procinto di perderlo; persone disoccupate di lungo periodo; persone che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito da quando sono state sottoposte a una pena detentiva o ad altra sanzione penale; invalidi fisici, psichici e sensoriali; ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, e soggetti in trattamento psichiatrico; tossico dipendenti e alcolisti; minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare; persone detenute o internate negli istituti penitenziari; persone condannate e internate ammesse alle misure alternative. Senza disconoscere la complessità di un processo normativo che ha perseguito finalità d inclusione sociale, si può cogliere la diversità dei riferimenti culturali che lo hanno caratterizzato riflettendosi nella normativa in questione: da un lato, la protezione delle persone invalide 15

16 (se pure definite "disabili") e, dall altro, il sostegno a persone che si trovano in difficoltà d inserimento nel mercato del lavoro. Molto pragmatica risulta la normativa europea che, oltre a recepire le normative nazionali e ad individuare alcuni gruppi a rischio, considera in condizione di svantaggio occupazionale anche coloro che rimangono senza lavoro per un periodo più o meno breve. Non solo nella normativa di settore ma anche nella copiosa documentazione di programma o di intervento (europea, nazionale e regionale) lo svantaggio occupazionale include, talvolta in modo generico, persone differenziate per la certificazione dello svantaggio (ad esempio, l invalido di cui alla legge 118/71 e successive modifiche, il portatore di handicap ai sensi della legge 104/92 o il disabile secondo la legge 68/99, l utente dei servizi sociali e sanitari come quelli richiamati dalla legge regionale LR 7/92) ma anche persone in stato di disoccupazione, ovvero senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, nonché lavoratori con più di 50 anni di età, adulti con una o più persone a carico, ecc. così come richiamati dal regolamento CE 800/08 oppure donne in difficoltà a conciliare la vita lavorativa con la vita familiare o le persone immigrate. Dalla comparazione dei diversi riferimenti normativi si può altresì cogliere che alcune situazioni di svantaggio vengono richiamate in tutte le aree (è il caso delle persone disabili) mentre altri soggetti, in ragione della loro specificità, sono interessati soltanto parzialmente. Le relazioni fra le diverse aree normative possono essere rappresentate attraverso il grafico che segue. 16

17 Area normativa L. 68/1999 Area normativa Area normativa L. 381/1991 Unione Europea Area normativa POR FVG Alla luce di quanto si è detto, assume particolare importanza evidenziare la condizione specifica del soggetto, che può rientrare, ad esempio, in una o più categorie di rischio previste dalle diverse aree normative. Il prospetto che segue confronta le tipologie previste dalle diverse aree normative raggruppandole secondo le diverse tipologie di disagio sovente in carico ai servizi sociali e sanitari. La prima colonna, a sinistra, riporta la problematica definita in modo generico mentre nelle altre si riportano le definizioni utilizzate dalle rispettive normative. Le differenze nella classificazione dei soggetti svantaggiati di seguito evidenziate registrano il succedersi di un percorso che nel corso degli anni si è sviluppato in tappe successive e pertanto non ha potuto essere né compatto né organico. L avvicendarsi di norme nazionali ed europee si è intrecciato con la legislazione regionale, 17

18 introducendo strumenti e modalità operative spesso difformi anche tra istituzioni e organismi di un medesimo contesto territoriale. Tale eterogeneità può essere compresa contestualizzando le finalità degli strumenti che servizi sanitari e sociali hanno sperimentato, nel tempo, al fine di creare opportunità o veri e propri programmi d inserimento sociale. Per raggiungere tale obiettivo, infatti, è stato necessario far evolvere le politiche assistenziali o custodialistiche in azioni di recupero sociale, riabilitazione e reintegrazione in contesti di ordinaria autonomia. Il lavoro è quindi diventato l obiettivo dichiarato, da perseguire sia pur con strumenti nuovi. In tale prospettiva, anche occasioni semplici di contributo economico finalizzato ad un servizio, ad un percorso di acquisizione o recupero di competenze sono diventate occasioni per innovare le precedenti pratiche sociosanitarie o assistenziali. È infatti nel quadro delle trasformazioni istituzionali dei servizi psichiatrici che, a partire dagli anni Ottanta, viene sperimentato per la prima volta uno strumento che si rivelerà di grande importanza nel promuovere l accesso al lavoro di persone svantaggiate: la borsa lavoro. Si tratta di uno strumento che, dietro la genericità della denominazione, presenta un applicazione alquanto articolata per le diverse modalità con cui nel corso del tempo è stato messo in campo in ragione delle risorse rese disponibili dalla normativa di settore, sia nazionale che regionale, nonché delle azioni di promozione attivate dai servizi sociosanitari e sociali. 18

19 Categorie di soggetti svantaggiati nell'accesso al lavoro secondo quattro principali fonti normative attualmente vigenti a livello regionale, nazionale e comunitario Categoria ai fini del presente lavoro Regolamento CE 800/2008 Legge 68/1999 Legge 381/1991 POR FVG Persone con disabilità e/o invalidità riconosciute persone con disabilità riconosciuta ai sensi dell'ordinamento nazionale; persone con impedimenti accertati che dipendono da un handicap fisico, mentale o psichico; persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento; persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento; persone non vedenti o sordomute; persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio. invalidi fisici, psichici e sensoriali; invalidi fisici, psichici e sensoriali;

20 Categoria ai fini del presente lavoro Persone con problemi di salute mentale Regolamento CE 800/2008 Legge 68/1999 Legge 381/1991 POR FVG invalidi psichici; ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari; soggetti in trattamento psichiatrico; ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, e soggetti in trattamento psichiatrico; Persone con problemi di dipendenza tossicodipendenti; alcolisti; tossico dipendenti e alcolisti; Persone con problemi penali persone detenute o internate negli istituti penitenziari; condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno; ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari; Minoranze membri di minoranze nazionali con competenze inadeguate; lavoratori migranti; persone appartenenti a minoranze etniche;

21 Categoria ai fini del presente lavoro Persone con vulnerabilità sociale Regolamento CE 800/2008 soggetti soli con persone a carico; Legge 68/1999 Legge 381/1991 POR FVG minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare. minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare; persone adulte che vivono da sole con uno o più figli a carico; Persone con vulnerabilità lavorativa persone non occupate da almeno sei mesi; persone non occupate da almeno 24 mesi; persone prive di titolo di studio ISCED 3; over 50; lavoratori di genere scarsamente rappresentato nel settore. persone con età superiore ai 45 anni; giovani di età inferiore ai 25 anni che avendo completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni non abbiano ancora ottenuto il primo impiego; persone che desiderano intraprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato né seguito corsi di formazione per almeno due anni,

22 Categoria ai fini del presente lavoro Regolamento CE 800/2008 Legge 68/1999 Legge 381/1991 POR FVG ed in particolare persone che abbiano lasciato il lavoro per la difficoltà di conciliare vita lavorativa e familiare; persone prive di un titolo di studio secondario superiore o equivalente che siano prive di un posto di lavoro o in procinto di perderlo; persone disoccupate di lungo periodo; persone che non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito da quando sono state sottoposte a una pena detentiva o ad altra sanzione penale.

23 Le norme legislative non hanno mai definito in modo rigido questo strumento, limitandosi a fornire indirizzi generali e lasciando autonomia alle singole istituzioni (aziende sanitarie o servizio sociale) che hanno potuto sperimentare le modalità di applicazione ritenute più praticabili e più funzionali alle loro esigenze organizzative. La ricchezza delle prassi operative si può infatti cogliere analizzando gli strumenti amministrativi adottati da singoli settori d intervento nell intento di definire pratiche operative ancora incerte (ad esempio, nel contesto sanitario i regolamenti aziendali di alcuni dipartimenti di salute mentale o delle dipendenze; nel contesto sociale, i regolamenti dei servizi sociali o del servizio civico reso o anche specifici in regolamenti delle borse lavoro socioassistenziali e socioeducative attivate dal Servizio Sociale dei Comuni). Ciò che oggi si può registrare quindi non è solo la difformità di risorse e pratiche professionali - che costituisce però una grande ricchezza di esperienze praticate ormai da decenni - ma anche la complessità delle modalità operative con cui viene praticato l inserimento lavorativo per riuscire a rispondere alle richieste di un mercato del lavoro tanto diverso da quello in cui lo strumento borsa lavoro è stato originariamente pensato e promosso. L attuale mercato del lavoro, infatti, avanza richieste di competenze e di professionalità, anche di base, molto più elevate di un tempo; richiede una gestione delle risorse umane molto più attenta e orientata alla loro valorizzazione, che non può permettersi di investire senza la sicurezza di trarre un sicuro vantaggio da tale investimento; deve garantire condizioni di lavoro sicure che comportano costi un tempo non previsti; deve rispondere a non pochi adempimenti che attestino la tutela e la trasparenza nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. 23

24 Tutto ciò rende l inserimento lavorativo oneroso sia per chi lo cerca o cerca di promuoverlo, sia per chi deve consentirlo. Senza entrare nel merito dei servizi di intermediazione o di sostegno, anche in ragione degli obblighi derivanti dalla normativa (ad esempio, il collocamento obbligatorio per aziende private e pubbliche di persone disabili), si può osservare che oggi le modalità con cui domanda e offerta di lavoro s incontrano richiedono una flessibilità maggiore di un tempo, in quanto si collocano in un contesto economico in cui le conoscenze e competenze devono essere costantemente rivisitate. Sostenere con politiche adeguate l occupabilità, in particolare quella di persone in stato di svantaggio, diventa pertanto un obiettivo che non può non confrontarsi con le esigenze delle stesse aziende disponibili a favorirla e trovare una mediazione con esse. Nel mutato contesto del mercato del lavoro ci si deve domandare qual è il vantaggio che possono ottenere le imprese assumendo persone con svantaggio occupazionale. Si tratta di una domanda oggi più importante di un tempo in quanto la risorsa umana ha assunto un'importanza determinante per lo sviluppo strategico dell'impresa, costretta a riorganizzarsi secondo logiche di efficienza e di mercato. Alcune considerazioni possono aiutare a comprendere la difficoltà di giungere a una mediazione sostenibile. Si può osservare che, ai sensi della Legge 68/99, l'assunzione di persone con disabilità nelle aziende individuate dalla normativa è un obbligo, quindi non dà luogo ad alcun vantaggio al di fuori della tranquillità di adempiere alla normativa in vigore. L accertamento delle inadempienze resta comunque un aspetto vincolante, ma non sempre gli inadempienti vengono individuati e, anche in quel caso, non 24

25 sempre le sanzioni vengono applicate, nella strategia più complessiva di adottare prassi persuasive più che punitive. Il vantaggio o incentivo resta comunque debole. I datori di lavoro privati che abbiano assunto, con contratto di lavoro a tempo indeterminato un lavoratore disabile attraverso la stipula di una convenzione ex art. 11 legge 68/99 possono infatti ottenere sovvenzioni a fondo perduto dal Fondo Nazionale per il diritto al lavoro dei disabili, ma il dato oggettivo relativo allo scarto tra disabili in cerca di lavoro e posti di lavoro disponibili dovrebbe far riflettere sulla debolezza di misure che sono vincolanti ma non vengono perseguite come tali (sono circa i potenziali disabili in attesa). In altri contesti, come quello relativo all'assunzione di persone svantaggiate ai sensi della Legge 381/1991 nelle cooperative sociali di tipo B (dove devono occupare almeno il 30% dei posti di lavoro), l inserimento lavorativo comporta un impegno a carico dello Stato nel sostenere gli oneri previdenziali. Vi possono essere inoltre facilitazioni nella partecipazione agli appalti pubblici (che per molte di queste imprese rappresentano un mercato determinante) e aiuti economici previsti dalle leggi regionali. L'assunzione di lavoratori svantaggiati, molto svantaggiati o disabili ai sensi del Regolamento CE 800/08 ha incentivato legali aiuti di Stato, vale a dire trattamenti preferenziali e finalizzati ai fini di un sostegno diretto dell occupabilità. Come è noto, l'unione Europea vieta l'erogazione di finanziamenti pubblici alle imprese per evitare distorsioni della concorrenza, ma prevede un'ampia gamma di deroghe, fra cui, ad esempio, i finanziamenti per la formazione professionale che richiedono però una quota di partecipazione economica da parte delle imprese (la formazione rivolta a soggetti 25

26 svantaggiati nell accezione ampia che abbiamo già evidenziato non sempre si incanala nella direzione di un sostegno alle condizioni più problematiche di svantaggio). Sicuramente la normativa mantiene attive le opportunità e le agevolazioni, anche nella modalità di aiuti di stato, che favoriscano l'occupazione di persone svantaggiate. Non vi sono ancora evidenze chiare dei risultati ottenuti in ragione di questa recentissima normativa. L assunzione di lavoratori svantaggiati ai sensi del POR FVG può comportare l accesso a ulteriori misure premiali previste da specifici bandi. Va tuttavia considerato che comunque tali misure devono rimanere nell ambito della normativa europea sulla concorrenza sopra evidenziata. La tabella seguente sintetizza in termini di vantaggio economico il possibile sostegno delle imprese alle politiche di incentivazione dell occupabilità di persone svantaggiate. 26

27 AREA NORMATIVA VANTAGGI PER LE IMPRESE 1. Area normativa Legge 68/1999 Nessun vantaggio. L'assunzione di persone con disabilità rappresenta un obbligo di legge e vi sono sanzioni per le imprese inadempienti. 2. Area normativa Legge 381/91 Vantaggi: assunzione degli oneri previdenziali dei soggetti svantaggiati da parte dello Stato; possibili facilitazioni nella partecipazione a gare d'appalto; possibili contributi pubblici previsti da leggi regionali. 3. Area normativa europea Vantaggi: possibilità di accedere a percentuali più elevate di finanziamento pubblico sulle spese per formazione, consulenza e investimenti. 4. Area normativa POR FVG Vantaggi: possibilità di accedere a misure premiali previste da bandi specifici, aggiuntive ma sempre in un contesto di rispetto delle regole europee. 27

28 1.2 Dalla borsa lavoro al tirocinio L'utilizzo di esperienze formative e di socializzazione al lavoro in aziende o enti, compensati da borse (assegni periodici in denaro), si afferma negli anni Ottanta nei Servizi di Salute Mentale come principale modalità di avvio dei percorsi di inserimento lavorativo per i loro utenti. La difficoltà di utilizzare il principale strumento normativo allora esistente per l'avviamento al lavoro delle persone con problemi di salute mentale - la legge 482 del 1968 sul collocamento obbligatorio - aveva indotto i servizi a promuovere lo sviluppo di cooperative "integrate", cioè finalizzate all'integrazione lavorativa dell'utenza. Per promuovere l'accesso ai pochi posti disponibili nel mercato del lavoro i servizi pubblici trasformano una parte del budget sanitario destinato a sussidi socio-assistenziali in strumenti ritenuti più innovativi ed è così che alcune risorse economiche vengono convertite in quelle che furono chiamate borse di formazione al lavoro o semplicemente borse lavoro. Il mondo della cooperazione, in ragione della natura giuridico-economica delle proprie imprese, comprende l importanza di questo nuovo strumento, lo sperimenta e lo promuove. Le prime esperienze di cooperazione integrata (CLU a Trieste, Nuova Cooperativa a Torino, Libertà a Venezia ) nascono e si sviluppano anche a partire da queste opportunità. La cultura e le esperienze di deistituzionalizzazione avviate in quegli anni affermano con forza che non è il lavoro in sé che rende liberi ma che sono la professionalità, il reddito, la responsabilità, le relazioni cui il lavoro consente di accedere a valorizzare le persone e ad offrire loro opportunità di autonomia. 28

C O M U N E di F O R M I A Provincia di Latina

C O M U N E di F O R M I A Provincia di Latina C O M U N E di F O R M I A Provincia di Latina Progetto DISTRETTI INSIEME per favorire l INCLUSIONE Socio-Lavorativa allegato 1 Premesso che: Il recupero o l avviamento al lavoro di soggetti che si trovano

Dettagli

L anno 2010 il giorno del mese di.., presso in Via n., Premesso che

L anno 2010 il giorno del mese di.., presso in Via n., Premesso che Protocollo d intesa metodologico-operativo tra la Provincia di Fermo Settore Formazione Professionale, Scuola e Politiche del Lavoro e Settore Politiche Sociali, gli Ambiti Territoriali Sociali XIX e XX

Dettagli

Città di Castel Maggiore Provincia di Bologna Area affari generali e servizi istituzionali

Città di Castel Maggiore Provincia di Bologna Area affari generali e servizi istituzionali Città di Castel Maggiore Provincia di Bologna Area affari generali e servizi istituzionali REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO ================

Dettagli

STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO

STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO IN PROVINCIA DI TRIESTE ANNO 2013 Persone in borsa lavoro, soggetti attuatori, tipologie degli strumenti Provincia di Trieste Area Servizi al Cittadino

Dettagli

Il Centro di Mediazione al Lavoro raccoglie, elabora e diffonde informazioni per i cittadini e le imprese su:

Il Centro di Mediazione al Lavoro raccoglie, elabora e diffonde informazioni per i cittadini e le imprese su: Approfondimenti Servizi alla persona: informazioni sul mondo del lavoro Il Centro di Mediazione al Lavoro raccoglie, elabora e diffonde informazioni per i cittadini e le imprese su: - percorsi formativi

Dettagli

REGOLAMENTO -TIPO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO

REGOLAMENTO -TIPO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO REGOLAMENTO -TIPO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Approvato con Delibera consiliare n. 19 del 27/03/2014 Titolo I - Disposizioni generali

Dettagli

Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante (Cuneo)

Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante (Cuneo) Costituita dai Comuni di: Beinette, Boves, Chiusa di Pesio, Entracque, Limone Piemonte, Peveragno, Pianfei, Roaschia, Robilante, Roccavione, Valdieri, Vernante Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante

Dettagli

PASSO DOPO PASSO. Progetti per il Reinserimento sociale e lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili

PASSO DOPO PASSO. Progetti per il Reinserimento sociale e lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili PASSO DOPO PASSO 2. Progetto già avviato Sì No 3. Tipologia di servizio Istituzionale Servizi Essenziali Altro 4. Area tematica Esclusione Sociale 5. Macrotipologia Progetti per il Reinserimento sociale

Dettagli

I tirocini in Regione Campania Le novità normative

I tirocini in Regione Campania Le novità normative I tirocini in Regione Campania Le novità normative Ai Giovani, destinatari del nostro testimone Nel bel mezzo dell inverno ho infine imparato che in me albergava un invincibile estate Albert Camus Ai Giovani,

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE BORSE DI FORMAZIONE-LAVORO E DELLE BORSE DI STUDIO A VALENZA TERAPEUTICO RIABILITATIVA DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE

REGOLAMENTO DELLE BORSE DI FORMAZIONE-LAVORO E DELLE BORSE DI STUDIO A VALENZA TERAPEUTICO RIABILITATIVA DEL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 1 TRIESTINA DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE REGOLAMENTO DELLE BORSE DI FORMAZIONE-LAVORO E DELLE BORSE

Dettagli

PIANO PROVINCIALE PER L INSERIMENTO MIRATO AL LAVORO DEI DISABILI

PIANO PROVINCIALE PER L INSERIMENTO MIRATO AL LAVORO DEI DISABILI PROVINCIA DI SONDRIO Settore Formazione, Lavoro e Politiche sociali Servizio Mercato del Lavoro U.O. Ufficio Provinciale per il diritto al lavoro dei disabili PIANO PROVINCIALE PER L INSERIMENTO MIRATO

Dettagli

Allegato A DESCRIZIONE DELLE AZIONI AMMISSIBILI

Allegato A DESCRIZIONE DELLE AZIONI AMMISSIBILI Allegato A DESCRIZIONE DELLE AZIONI AMMISSIBILI Gli Assi, le Misure, le Linee di Intervento, le Azioni e i Destinatari fanno esplicito riferimento al Complemento di Programmazione del Programma Operativo

Dettagli

ALLEGATO. SERVIZIO POLITICHE PER IL LAVORO c.so Inghilterra 7, 10138 Torino

ALLEGATO. SERVIZIO POLITICHE PER IL LAVORO c.so Inghilterra 7, 10138 Torino ALLEGATO SERVIZIO POLITICHE PER IL LAVORO c.so Inghilterra 7, 10138 Torino MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE DEL FONDO REGIONALE DISABILI ULTERIORMENTE ASSEGNATE AL PIANO PROVINCIALE FRD 2008-10 CON LA

Dettagli

Il collocamento mirato. Dott.ssa Maria Cristina Cimaglia

Il collocamento mirato. Dott.ssa Maria Cristina Cimaglia Il collocamento mirato Dott.ssa Maria Cristina Cimaglia Il collocamento mirato Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare

Dettagli

a cura di Roberto Camera Funzionario della DTL di Modena e curatore del sito internet www.dplmodena.it

a cura di Roberto Camera Funzionario della DTL di Modena e curatore del sito internet www.dplmodena.it Aggiornamenti Professionali Tirocini formativi: approvate le linee guida a cura di Roberto Camera Funzionario della DTL di Modena e curatore del sito internet www.dplmodena.it Cambiano le regole dei tirocini

Dettagli

1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO

1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO Allegato 1 AVVISO RIVOLTO AGLI OPERATORI ACCREDITATI PER LA PROMOZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA RELATIVA ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO 2011/2012 1. Obiettivi dell intervento Obiettivo

Dettagli

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI

RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI RUOLO, FUNZIONI, SERVIZI Il tema della disabilità mette a prova tutti i passaggi dei cicli di vita delle persone. Attraverso le vicende biografiche di chi attraversa questa particolare condizione è possibile

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE ATTI 4290 PROGETTO DI LEGGE N. 0136. di iniziativa dei Consiglieri regionali:

CONSIGLIO REGIONALE ATTI 4290 PROGETTO DI LEGGE N. 0136. di iniziativa dei Consiglieri regionali: REGIONE LOMBARDIA X LEGISLATURA CONSIGLIO REGIONALE ATTI 4290 PROGETTO DI LEGGE N. 0136 di iniziativa dei Consiglieri regionali: Carra, Alloni, Tomasi, Villani, Alfieri, Barboni, Barzaghi, Borghetti, Brambilla,

Dettagli

OPPORTUNITA DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER I DISABILI PSICHICI

OPPORTUNITA DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER I DISABILI PSICHICI OPPORTUNITA DI INSERIMENTO LAVORATIVO PER I DISABILI PSICHICI di Valentina Amoruso L inserimento lavorativo dei disabili psichici rappresenta, nel quadro della più generale problematica occupazionale del

Dettagli

Cidiesse Cooperativa Sociale r.l. BILANCIO SOCIALE ESERCIZIO 2002

Cidiesse Cooperativa Sociale r.l. BILANCIO SOCIALE ESERCIZIO 2002 Cidiesse Cooperativa Sociale r.l. Sede in Milano Capitale Sociale 17.609 BILANCIO SOCIALE ESERCIZIO 2002 ASPETTI GENERALI In relazione all art. 3 dello statuto si conferma che i criteri che hanno guidato

Dettagli

SERVIZIO COLLOCAMENTO DISABILI DI LECCO PIANO PROVINCIALE DISABILI ANNO 2014-2016. Oltre la crisi

SERVIZIO COLLOCAMENTO DISABILI DI LECCO PIANO PROVINCIALE DISABILI ANNO 2014-2016. Oltre la crisi ALLEGATO A) SERVIZIO COLLOCAMENTO DISABILI DI LECCO PIANO PROVINCIALE DISABILI ANNO 2014-2016 Oltre la crisi (Approvato con deliberazione di Giunta Provinciale n. 43 del 25.02.2014) 1) RIFERIMENTI NORMATIVI

Dettagli

A relazione dell'assessore Cerutti:

A relazione dell'assessore Cerutti: REGIONE PIEMONTE BU14 09/04/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 16 marzo 2015, n. 14-1180 Approvazione del Protocollo d'intesa tra la Regione Piemonte, la Citta' di Torino, l'universita' degli Studi

Dettagli

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA

REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA AMBITO TERRITORIALE ALTO SEBINO Comuni di: Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina, Sovere. REGOLAMENTO NUCLEO INTEGRAZIONE LAVORATIVA INDICE ART.

Dettagli

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ Per progetto si intende qualsiasi azione volta al perseguimento

Dettagli

Con questo protocollo d intenti i soggetti firmatari si impegnano a:

Con questo protocollo d intenti i soggetti firmatari si impegnano a: Protocollo di intesa tra la Regione Piemonte, la Città di Torino, l Università degli Studi di Torino, la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, l Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, l Ufficio Pio della

Dettagli

Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale 13 marzo 2009 n. 3

Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale 13 marzo 2009 n. 3 ALLEGATOA alla Dgr n. 1324 del 23 luglio 2013 Disposizioni in materia di tirocini ai sensi dell art. 41 della legge regionale 13 marzo 2009 n. 3 Art. 1 Definizioni...2 Art. 2 Ambito di applicazione...4

Dettagli

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO 1. PIANO GIOVANI SICILIA

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO 1. PIANO GIOVANI SICILIA NUOVE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI E IL LAVORO 1. PIANO GIOVANI SICILIA La Regione Siciliana in collaborazione con Italia Lavoro ha destinato 19.250.000 euro per l avviamento di percorsi di tirocinio per

Dettagli

TIROCINI FORMATIVI. - università e istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;

TIROCINI FORMATIVI. - università e istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici; TIROCINI FORMATIVI 1. Nozione I tirocini formativi, anche detti stages, costituiscono una forma d'inserimento temporaneo dei giovani all'interno dell'azienda, al fine di realizzare momenti di alternanza

Dettagli

Tirocini. Cambiano le regole: tutte le novità

Tirocini. Cambiano le regole: tutte le novità Tirocini. Cambiano le regole: tutte le novità Tappe delle novità introdotte in materia di tirocini Sul tema dei tirocini sono intervenuti recentemente, sia a livello nazionale che regionale, alcuni provvedimenti

Dettagli

Creare le condizioni per l inserimento lavorativo dei soggetti più deboli sul mercato del lavoro. IL NETWORK PER IL LAVORO

Creare le condizioni per l inserimento lavorativo dei soggetti più deboli sul mercato del lavoro. IL NETWORK PER IL LAVORO ASSE Occupabilità Tema A: Misura 1.1: Facilitare l accesso e il rientro nel mercato del lavoro per coloro che hanno difficoltà ad integrarsi o ad essere reintegrati nel mercato che deve essere aperto a

Dettagli

REPORT SUGLI STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO IN FRIULI VENEZIA GIULIA

REPORT SUGLI STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO IN FRIULI VENEZIA GIULIA REPORT SUGLI STRUMENTI DI SOSTEGNO ALL INSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO IN FRIULI VENEZIA GIULIA Dati Anno 2012 Provincia di Pordenone A cura dei CRDA-SISS Provinciali DICEMBRE 2013 Il Presente rapporto è

Dettagli

2013 - PON Azioni di Sistema - Obiettivo Competitività regionale e occupazione Asse A, Obiettivo specifico 1.1

2013 - PON Azioni di Sistema - Obiettivo Competitività regionale e occupazione Asse A, Obiettivo specifico 1.1 Progetto Servizi innovativi nel settore dei servizi per il lavoro Programmazione FSE 2007-2013 2013 - PON Azioni di Sistema - Obiettivo Competitività regionale e occupazione Asse A, Obiettivo specifico

Dettagli

Deli bera zio ne del Direttore Generale n.

Deli bera zio ne del Direttore Generale n. A Z I E N D A S A N I T A R I A L O C A L E AL Sede legale: Viale Giolitti 2 15033 Casale Monferrato (AL) Partita IVA/Codice Fiscale n. 02190140067 Deli bera zio ne del Direttore Generale n. d el OGGETTO:

Dettagli

2. La Regione, altresì, riconosce e valorizza il ruolo di rilevanza sociale delle associazioni regionali di tutela delle categorie dei disabili.

2. La Regione, altresì, riconosce e valorizza il ruolo di rilevanza sociale delle associazioni regionali di tutela delle categorie dei disabili. L.R. 21 luglio 2003, n. 19 (1). Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Modifiche all'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali

Dettagli

NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO

NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO La nuova legge n. 68 del 12/03/1999 Norme per il diritto al lavoro dei disabili risponde alla necessità di creare maggiori ed innovative opportunità per un collocamento

Dettagli

NOTIZIE DAL MONDO DELL HANDICAP. Ma, soprattutto di mettere tutti a conoscenza delle leggi che tutelano i portatori di handicap.

NOTIZIE DAL MONDO DELL HANDICAP. Ma, soprattutto di mettere tutti a conoscenza delle leggi che tutelano i portatori di handicap. NOTIZIE DAL MONDO DELL HANDICAP Come sapete, da settembre è attivo lo SPORTELLO HANDICAP (aperto tutte le mattine dal lun. al ven. dalle 9.30 alle 12.30, tel 0415491226) il quale ha come scopo principale

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E DI SOLLIEVO ALLE PERSONE DISABILI E ALLE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO

REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E DI SOLLIEVO ALLE PERSONE DISABILI E ALLE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE E DI SOLLIEVO ALLE PERSONE DISABILI E ALLE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO MENTALE Approvato con Deliberazione di C.C. n. 52 del

Dettagli

Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca

Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca Regolamento per l attivazione di tirocini ai sensi dell articolo 63 della legge regionale 9 agosto 2005,

Dettagli

Promozione della cittadinanza solidale.

Promozione della cittadinanza solidale. LEGGE REGIONALE N. 3 DEL 19-01-2005 REGIONE BASILICATA Promozione della cittadinanza solidale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 5 del 20 gennaio 2005 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

I nuovi tirocini formativi

I nuovi tirocini formativi N. 356 del 23.09.2011 La La Memory A cura di Roberto Camera Funzionario della DPL Modena (1) I nuovi tirocini formativi E diventato legge il decreto ( DL 138/2011) sulle misure urgenti per la stabilizzazione

Dettagli

Patto politiche attive del 16 giugno 2009

Patto politiche attive del 16 giugno 2009 Patto politiche attive del 16 giugno 2009 1 Premessa: per il lavoro oltre la crisi L'Accordo sottoscritto in Lombardia il 4 maggio 2009 prevede uno stretto rapporto tra le politiche passive, attraverso

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2010-2012

PIANO PROVINCIALE DISABILI 2010-2012 PIANO PROVINCIALE DISABILI 2010-2012 Linee di Indirizzo Programmazione biennio 2011-2012 1 INDICE Premessa... 3 1. Dati di contesto provinciale... 4 2. Priorità e obiettivi provinciali:... 6 3. Le risorse

Dettagli

REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO "LAVORO, POLITICHE DELLA FAMIGLIA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E VOLONTARIATO"

REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO LAVORO, POLITICHE DELLA FAMIGLIA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E VOLONTARIATO Regione Calabria REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO "LAVORO, POLITICHE DELLA FAMIGLIA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E VOLONTARIATO" REGIONE CALABRIA GIUNTA REGIONALE DIPARTIMENTO POLITICHE DEL LAVORO,

Dettagli

Formazione Professionale 10

Formazione Professionale 10 Formazione Professionale 10 Come per gli scorsi anni si riporta di seguito la tabella delle attività formative programmate nel corso del 2006. Il volume di attività e soprattutto la quantità di risorse

Dettagli

Allegato A PROGETTO OPERATIVO C.S.E. VALUTARE PER VALORIZZARE: PER UNA MIGLIORE QUALITÀ DI VITA

Allegato A PROGETTO OPERATIVO C.S.E. VALUTARE PER VALORIZZARE: PER UNA MIGLIORE QUALITÀ DI VITA Allegato A PROGETTO OPERATIVO C.S.E. VALUTARE PER VALORIZZARE: PER UNA MIGLIORE QUALITÀ DI VITA PREMESSA 1. Normativa di riferimento La legge n. 328/00 enuncia all art. 14 le disposizioni per la realizzazione

Dettagli

SEMPRE DI PIÙ AL SERVIZIO DELLE IMPRESE

SEMPRE DI PIÙ AL SERVIZIO DELLE IMPRESE GUIDA PER L AZIENDA Direzione Servizio Lavoro via S. Anastasio n. 3 Trieste Tel. 040 3798536-547 Fax 040 3798232 Scala dei Cappuccini n. 1 Stanza n.5 Tel. 040 369104 (int. 249); Fax 040 369577 SEMPRE DI

Dettagli

provincialavoroeformazione

provincialavoroeformazione provincialavoroeformazione A cura di Giorgio Santarello, Dirigente del Settore Lavoro e Formazione della Provincia di Padova, con la consulenza di Simone Chigliaro della Direzione Lavoro della Regione

Dettagli

Un progetto per l autonomia dei giovani: perchè

Un progetto per l autonomia dei giovani: perchè Un progetto per l autonomia dei giovani: perchè I giovani sono coinvolti da alcuni cambiamenti dovuti sia a fattori socio economici che culturali: il prolungamento della gioventù, il ritardo nell accesso

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RIASSETTO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO DEI CENTRI PER L ISTRUZIONE DEGLI ADULTI MATERIALI

REGOLAMENTO PER IL RIASSETTO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO DEI CENTRI PER L ISTRUZIONE DEGLI ADULTI MATERIALI REGOLAMENTO PER IL RIASSETTO ORGANIZZATIVO E DIDATTICO DEI CENTRI PER L ISTRUZIONE DEGLI ADULTI MATERIALI A fronte del grande obiettivo che nel comma 632 della L.296/06 è posto a fondamento di tutta l

Dettagli

Servizi. per le aziende. Riferimenti Normativi: Legge 68/1999; D.lgs. 297/2002; D.lgs. 181/2000; Circolare Min. Lavoro n. 37/2003

Servizi. per le aziende. Riferimenti Normativi: Legge 68/1999; D.lgs. 297/2002; D.lgs. 181/2000; Circolare Min. Lavoro n. 37/2003 Servizi per le aziende Riferimenti Normativi: Legge 68/1999; D.lgs. 297/2002; D.lgs. 181/2000; Circolare Min. Lavoro n. 37/2003 L applicativo studiato per la trasmissione delle comunicazioni obbligatorie

Dettagli

Renato Frisanco. (Settore Studi e Ricerche della Fondazione Italiana per il Volontariato di Roma)

Renato Frisanco. (Settore Studi e Ricerche della Fondazione Italiana per il Volontariato di Roma) Renato Frisanco (Settore Studi e Ricerche della Fondazione Italiana per il Volontariato di Roma) Vorrei portare un contributo come ricercatore. Avendo coordinato alcune indagini sul volontariato di settore

Dettagli

Il contributo dell azione e-welfare alle strategie della pianificazione

Il contributo dell azione e-welfare alle strategie della pianificazione Udine 11 dicembre 2004 A R S Agenzia Regionale della Sanità Regione Friuli Venezia Giulia Fondo Europeo Sviluppo Regionale Ministero dell Economia e Finanze Regione Autonoma Friuli- Venezia Giulia Il contributo

Dettagli

DIRETTIVA DI ATTUAZIONE DEI TIROCINI EXTRACURRICULARI

DIRETTIVA DI ATTUAZIONE DEI TIROCINI EXTRACURRICULARI ALLEGATO A DIRETTIVA DI ATTUAZIONE DEI TIROCINI EXTRACURRICULARI (ART. 1, L.R. 17/09/2013 N. 17) 1 Art. 1 Finalità, definizioni e campo di applicazione 1. La Regione favorisce l uso integrato dei tirocini

Dettagli

COMUNE DI PULA Provincia di Cagliari

COMUNE DI PULA Provincia di Cagliari COMUNE DI PULA Provincia di Cagliari BANDO DI SELEZIONE CRITERI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI AMMISSIONE AL PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI CONTRASTO DELLE POVERTA ANNUALITA 2013.

Dettagli

- Lo stato di disoccupazione

- Lo stato di disoccupazione Indice La disoccupazione - Lo stato di disoccupazione - Che cos è - Disoccupati: una categoria trasversale - La dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro - Immediatamente disponibili - La perdita

Dettagli

PROGETTO CANTIERE LAVORO (un laboratorio per l inclusione sociale attivo per un anno intero)

PROGETTO CANTIERE LAVORO (un laboratorio per l inclusione sociale attivo per un anno intero) PROGETTO CANTIERE LAVORO (un laboratorio per l inclusione sociale attivo per un anno intero) Un laboratorio aperto tutto l anno per favorire gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate, è la

Dettagli

Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della regione Lazio

Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della regione Lazio Proposta di Legge regionale n. 11 del 28 giugno 2005 di iniziativa dei consiglieri Nieri, Tibaldi, Pizzo, Luciani e Peduzzi Oggetto: Interventi a sostegno dei diritti della popolazione detenuta della regione

Dettagli

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 18 - Martedì 28 aprile 2015

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 18 - Martedì 28 aprile 2015 Bollettino Ufficiale 5 D.g.r. 24 aprile 2015 - n. X/3453 Determinazione in ordine alle iniziative in favore dell inserimento socio-lavorativo delle persone con disabilità e integrazione delle linee di

Dettagli

Guida allo stage. Il Progetto. Cos è lo stage La normativa Numero dei tirocinanti ospitati Interruzione

Guida allo stage. Il Progetto. Cos è lo stage La normativa Numero dei tirocinanti ospitati Interruzione Guida allo stage Il Progetto Cos è lo stage La normativa Numero dei tirocinanti ospitati Interruzione I soggetti attori del progetto Il tutor dell Ente Promotore Le aziende ospitanti Il tutor aziendale

Dettagli

Le Cooperative Sociali di tipo B

Le Cooperative Sociali di tipo B Le Cooperative Sociali di tipo B Modalità di collaborazione tra Cooperative B e aziende attraverso la L. 68/99 e la normativa vigente Marta Spadafora - Valentina Tacconi 12 Aprile 2012 1 PIANO LIFT E PROGETTO

Dettagli

L affidamento alle cooperative sociali e la problematica degli appalti riservati: l impostazione della questione

L affidamento alle cooperative sociali e la problematica degli appalti riservati: l impostazione della questione L affidamento alle cooperative sociali e la problematica degli appalti riservati: l impostazione della questione di Lino Bellagamba www.linobellagamba.it 1. Gli appalti riservati nella direttiva Cfr. l

Dettagli

CONTRIBUTO ECONOMICO A SOSTEGNO DELLA DOMICILIARITÀ IN LUNGOASSISTENZA

CONTRIBUTO ECONOMICO A SOSTEGNO DELLA DOMICILIARITÀ IN LUNGOASSISTENZA ALLEGATO A) ISTITUZIONE DEL CONTRIBUTO ECONOMICO A SOSTEGNO DELLA DOMICILIARITÀ IN LUNGOASSISTENZA A FAVORE DI PERSONE CON DISABILITÀ NON AUTOSUFFICIENTI DI ETA INFERIORE A 65 ANNI. La Regione Piemonte

Dettagli

Allegato A) 1) OBIETTIVI E TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI

Allegato A) 1) OBIETTIVI E TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI Allegato A) Fondo lotta alla Droga Definizione dei requisiti, delle modalità e dei criteri per il finanziamento dei Piani territoriali di intervento per la lotta alla droga. Il presente atto fissa i requisiti,

Dettagli

COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE

COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE COMUNE DI PARMA DISTRETTO DI PARMA REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSEGNO SOCIALE approvato con Deliberazione di Consiglio comunale n. 83/15 del 08.07.2008 e modificato con atto del Commissario Straordinario

Dettagli

COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE NELLE MODALITA DEL BUONO DI SERVIZIO

COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE NELLE MODALITA DEL BUONO DI SERVIZIO COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE NELLE MODALITA DEL BUONO DI SERVIZIO Adottato con deliberazione consiliare N.48 dd. 29.11.2004 Premessa

Dettagli

INSERIMENTO LAVORATIVO PROFESSIONALIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL UNITA DI OFFERTA E MODALITA DI RAPPORTO CON GLI OPERATORI DI RETE

INSERIMENTO LAVORATIVO PROFESSIONALIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL UNITA DI OFFERTA E MODALITA DI RAPPORTO CON GLI OPERATORI DI RETE CIDIESSE COOPERATIVA SOCIALE R.L. INSERIMENTO LAVORATIVO PROFESSIONALIZZAZIONE DESCRIZIONE DELL UNITA DI OFFERTA E MODALITA DI RAPPORTO CON GLI OPERATORI DI RETE CARATTERISTICHE DELL AZIENDA La CIDIESSE

Dettagli

COMUNE DI SARROCH Provincia di Cagliari

COMUNE DI SARROCH Provincia di Cagliari COMUNE DI SARROCH Provincia di Cagliari IL RESPONSABILE DEL SETTORE SERVIZI SOCIALI In attuazione delle disposizioni della deliberazione della Giunta Comunale n. 49 del 06 agosto 2014, con la quale sono

Dettagli

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Il workfare (o welfare to work), termine derivante dalla fusione di work e welfare, é un modello alternativo al classico

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

PUNTO LAVORO CIELI APERTI. Gennaio dicembre 2012

PUNTO LAVORO CIELI APERTI. Gennaio dicembre 2012 Associazione Cieli Aperti ONLUS - Via Lazzerini n 1-59100 Prato Sede operativa: Via Marengo n 51 Cod. Fiscale: 92062880486 - P. Iva: 01939060974 Telefono: 0574 607226 3280809395 - Fax: 0574 607226 E-mail:

Dettagli

IL PROGETTO NEONATI DELLA CITTA DI TORINO

IL PROGETTO NEONATI DELLA CITTA DI TORINO Corso finanziato dalla Provincia di Torino SEMINARIO IL PROGETTO NEONATI DELLA CITTA DI TORINO Storia e prospettive dell affidamento di bambini piccolissimi Considerazioni e questioni aperte, a partire

Dettagli

Legge 8 novembre 2000, n. 328. "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"

Legge 8 novembre 2000, n. 328. Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario

Dettagli

la restante parte, pari a euro 1.275.670,86, graverà sulle risorse del Por Fse 2014/2020.

la restante parte, pari a euro 1.275.670,86, graverà sulle risorse del Por Fse 2014/2020. Oggetto: Programmazione e finanziamento percorsi formativi per il rilascio della qualifica di Operatori Socio Sanitari (OSS). Revoca parziale delle Delib.G.R. n. 47/43 del 14.11.2013 e n. 5/37 dell'11.2.2014.

Dettagli

PROVINCIA DI PIACENZA

PROVINCIA DI PIACENZA PROVINCIA DI PIACENZA DI SVILUPPO E QUALIFICAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI PER BAMBINI N ETA 0-3 ANNI INDIRIZZI GENERALI PER IL TRIENNIO 2001-2003 Approvato con atto C.P. 29.10.2001 n.133 Ufficio Politiche

Dettagli

Allegato 2 AVVISO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI

Allegato 2 AVVISO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI Allegato 2 AVVISO PER LA PARTECIPAZIONE ALLA DOTE FORMAZIONE E LAVORO SOGGETTI DEBOLI PER L ANNO 2011/2012 1. Obiettivi e principi dell intervento Il presente Avviso è finalizzato a migliorare le possibilità

Dettagli

Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto

Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto R. Orlich - Gli interventi economici dei Comuni La legge regionale n. 6/06, relativa

Dettagli

GIOVANI: TRA FORMAZIONE E LAVORO

GIOVANI: TRA FORMAZIONE E LAVORO ASSESSORATO AI CENTRI PER L IMPIEGO, FORMAZIONE PROFESSIONALE, ATTIVITA PRODUTTIVE, ENERGIA E SICUREZZA Servizio Lavoro, Collocamento e Formazione GIOVANI: TRA FORMAZIONE E LAVORO GLI STRUMENTI MESSI IN

Dettagli

Programma FIxO Scuola & Università NORMATIVA TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO REGIONE PUGLIA

Programma FIxO Scuola & Università NORMATIVA TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO REGIONE PUGLIA Programma FIxO Scuola & Università NORMATIVA TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO SCHEDA SINTETICA LEGGE REGIONALE 5 agosto 2013, n. 23 Norme in materia di percorsi formativi diretti all orientamento e

Dettagli

LE CLAUSOLE SOCIALI DELLA LEGGE 381/1991

LE CLAUSOLE SOCIALI DELLA LEGGE 381/1991 LE CLAUSOLE SOCIALI DELLA LEGGE 381/1991 Il panorama che fa riferimento agli appalti pubblici che interessano le cooperative sociali ha origine dalla forte innovazione legislativa che istituisce le stesse

Dettagli

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO. dott.ssa S. Lombardi

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO. dott.ssa S. Lombardi COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO dott.ssa S. Lombardi COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO NORMATIVA: L. n 68 del 12 marzo 1999 recante il titolo Norme per il diritto al lavoro dei disabili ; entrata in vigore il 18 gennaio

Dettagli

LEGGI REGIONALI. Inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati

LEGGI REGIONALI. Inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati 10 FEBBRAIO 2005 BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE ANNO XXXVI N. 14 LEGGI REGIONALI Legge regionale 25 gennaio 2005, n. 2. Norme regionali per l occupazione, la tutela e la qualità del lavoro.

Dettagli

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO Questo documento descrive le principali fasi del progetto congiuntamente promosso dalla Provincia di Torino e da Forma.Temp nei termini

Dettagli

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ

SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ SCHEDA PROGETTO/ SERVIZIO/INTERVENTO per la realizzazione di azioni nelle aree di intervento previste dall obiettivo 3 delle linee guida dei PdZ Per progetto si intende qualsiasi azione volta al perseguimento

Dettagli

PROGRAMMA DI INTERVENTI FINALIZZATI ALL'OCCUPAZIONE STABILE E AL SUPERAMENTO DELLA PRECARIETÀ DEL LAVORO

PROGRAMMA DI INTERVENTI FINALIZZATI ALL'OCCUPAZIONE STABILE E AL SUPERAMENTO DELLA PRECARIETÀ DEL LAVORO Allegato alla deliberazione n. 43/1 del 25.10.2007 PROGRAMMA DI INTERVENTI FINALIZZATI ALL'OCCUPAZIONE STABILE E AL SUPERAMENTO DELLA PRECARIETÀ DEL LAVORO LEGGE REGIONALE 29 MAGGIO 2007, N. 2 - (LEGGE

Dettagli

n art.18 in forza max 1%

n art.18 in forza max 1% . il rispetto della dignità umana, come pre-condizione di inclusione sociale delle persone nell ambito dei diritti, rappresenta un principio fondante che deve tradursi tanto nella promozione della piena

Dettagli

Interventi Integrati di Politiche Attive nella Regione Marche

Interventi Integrati di Politiche Attive nella Regione Marche Regione Marche Giunta Regionale Assessorato alla Conoscenza, Istruzione, Formazione e Lavoro PARI Programma d Azione per il Re-Impiego di lavoratori svantaggiati Interventi Integrati di Politiche Attive

Dettagli

(SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO DISABILI)

(SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO DISABILI) C P F TICINO - MALPENSA SIL (SERVIZIO DI INSERIMENTO LAVORATIVO DISABILI) Carta dei Servizi Luglio 2009 1 AVORO UTONOMIA OLONTA RGANIZZAZIONE ESPONSABILITA PERATIVITA Distretto di Sesto Calende 2 CARTA

Dettagli

PROGETTO LAVORO E FORMAZIONE

PROGETTO LAVORO E FORMAZIONE PROGETTO LAVORO E FORMAZIONE OBIETTIVO GENERALE Il Progetto Lavoro e Formazione interviene specificamente sulla formazione e l inserimento lavorativo di persone in situazione di disagio economico e/o esistenziale.

Dettagli

ENTE NAZIONALE DON ORIONE - FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PRESENTAZIONE DELL E.N.D.O. F.A.P.

ENTE NAZIONALE DON ORIONE - FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PRESENTAZIONE DELL E.N.D.O. F.A.P. E. N. D. O. F.A. P. ENTE NAZIONALE DON ORIONE - FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PRESENTAZIONE DELL E.N.D.O. F.A.P. L ENDO-FAP (Ente Nazionale Don Orione Formazione Aggiornamento Professionale)

Dettagli

- LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SOCIALE

- LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SOCIALE Allegato B - LINEE GUIDA PER L INCLUSIONE SOCIALE - LINEE GUIDA SULLA FORMAZIONE RIVOLTA A PERSONE DISABILI- PRELAVORATIVO e FORMAZIONE AL LAVORO (con indirizzo) NOTA BENE: per l accesso ai corsi lo stato

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE 43 REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ADOTTATO DAL CONSIGLIO COMUNALE CON DELIBERAZIONE N. 75/14031 P.G. NELLA SEDUTA DEL 26/05/1994 - MODIFICATO CON DELIBERAZIONE N. 75/I23765 P.G. NELLA

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO

POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO 1 Di cosa parliamo! 1. Il FSE nella Politica di Coesione 2. Cos è il Fondo Sociale Europeo? 3. Il FSE in Sardegna 4. Le priorità del FSE 2 1. Il

Dettagli

Regione Toscana Via G. Pico della Mirandola, 24 - Firenze Giovedì 24 maggio 2012, dalle 10.30 alle 13.30

Regione Toscana Via G. Pico della Mirandola, 24 - Firenze Giovedì 24 maggio 2012, dalle 10.30 alle 13.30 Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

REGIONE MOLISE Assessorato alle Politiche Sociali. Programma Operativo Regionale 2007-2013 Ob. 2 Competitività Regionale e Occupazione

REGIONE MOLISE Assessorato alle Politiche Sociali. Programma Operativo Regionale 2007-2013 Ob. 2 Competitività Regionale e Occupazione UNIONE EUROPEA Fondo Sociale Europeo REGIONE MOLISE Assessorato alle Politiche Sociali Programma Operativo Regionale 2007-2013 Ob. 2 Competitività Regionale e Occupazione Asse III Inclusione Sociale. Obiettivo

Dettagli

Legge Regionale Liguria 11 maggio 2009, n. 18

Legge Regionale Liguria 11 maggio 2009, n. 18 Legge Regionale Liguria 11 maggio 2009, n. 18 Sistema educativo regionale di istruzione, formazione e orientamento Bollettino Ufficiale della Regione Liguria del 20 maggio 2009 n. 8 Il Consiglio Regionale

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE

REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n.

Dettagli

COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n.

COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n. COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n. 333/2000 Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 68 del 27 febbraio

Dettagli

Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS

Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS Il Centro CASA: un servizio socio-sanitario per le persone affette da HIV/AIDS Maria Bona Venturi CENTRO C.A.S.A. AIDS Dipartimento delle Cure Primarie Azienda USL di Bologna 1 Il Centro C.A.S.A. (Centro

Dettagli