UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA INFORMATICA TESI DI LAUREA RILEVAZIONE DI GUASTI IN APPLICAZIONI DI VIDEOSORVEGLIANZA: UN APPROCCIO BASATO SULLA QUALITÀ PERCEPITA RELATORE Ch.mo Prof. DOMENICO COTRONEO CORRELATORE CANDIDATO RUGGERO BARBATO Matr. 41 / 339 Ing. GENEROSO PAOLILLO ANNO ACCADEMICO

2 A mio padre Carlo

3 Ringraziamenti Questo lavoro di Tesi è terminato dopo un lungo studio e qualche interruzione che lo hanno reso sebbene faticoso a dir poco avvincente. Voglio ringraziare per la loro pazienza e fiducia in primis il mio relatore Domenico Cotroneo, che non ha mai smesso di spronarmi; il mio correlatore Generoso Paolillo che non ha mai smesso di aiutarmi; il prof. Stefano Russo per tutto quello che ci ha messo a disposizione per svolgere questo lavoro. Ringrazio gli amici del MobiLAB, in particolare Salvatore, Marcello, Cristiano e Carmine per non avermi mai fatto mancare il loro appoggio ed il loro aiuto. Il termine di questo lavoro coincide anche con il termine dei miei studi universitari, durati diversi anni, avvolte sereni, avvolte burrascosi. La persona che voglio ringraziare di più è mia madre Elisabetta. Inoltre voglio ringraziare tutta la mia famiglia per aver ben sopportato le mie assenze, per motivi di studio, alle varie cerimonie e festeggiamenti a cui sono stato invitato. Voglio ringraziare la mia famiglia spirituale: il gruppo del Santo Rosario di Pagani, e tutte le persone che in questi anni hanno pregato e pregano per me. Non dimentico di ringraziare i tanti colleghi universitari diventati amici in particolare Massimiliano e Marzia persone splendide, veri amici. Ringrazio i tanti amici vicini e lontani che vedo tuttora e che non ho più visto per diverse strade intraprese, vi voglio tutti bene. Un ultimo grazie lo voglio dire a mio padre, per tutto quello che hai fatto per me fin quando hai potuto. Sarebbe per me un incontenibile gioia se anche tu, in questo momento, mi potessi vedere. Ruggero

4 What Is Not Measurable Make It Measurable Galileo Galilei ( )

5 Indice Introduzione Studio della qualità percepita del video digitale La visione umana delle immagini Metriche per la qualità del video digitale Metriche Soggettive Metriche Oggettive DVQ VQM Related Work Meccanismi di failure detection di flussi multimediali La dependability di un servizio multimediale La qualità delle applicazioni multimediali Classificazione delle applicazioni multimediali Correttezza di un servizio multimediale distribuito Le cause di fallimento Analisi dei parametri prestazionali Meccanismo di discriminazione dei guasti I modi di fallimento Assunzioni sugli errori di valore Assunzioni sugli errori temporali Sistema di detection Error Detector Studio della correlazioni tra i Network parameter e la qualità video Il Testbed Scelte implementative del testbed NIST Net Correlazione semplice e correzione i

6 3.1.3 VQM e studio della sensibilità Dipendenza qualità del video ricevuto in funzione della dimensione del buffer di ricezione Dipendenza qualità del video ricevuto in funzione del delay di trasmissione Dipendenza qualità del video ricevuto in funzione del Packet loss Indici Sintetici Operatori OWA Metrica basata sui parametri di rete... 4 Risultati sperimentali relativi ad un caso di studio Caso di studio Parametri di rete Il Meter La dimensione del buffer Risultati sperimentali Raccolta dei risultati Incertezza sui dati sperimentali Punteggio di VQM al variare dei NP Indice sintetico Conclusioni... Appendice A Abilitazione del routing multicast sotto linux... A 1 Software utilizzato... A 2 Il Kernel... A 3 Il Mulitcast... Bibliografia ii

7 Introduzione Introduzione Il notevole sviluppo che ha interessato il settore delle reti di comunicazione sta favorendo la nascita di nuovi servizi quali quelli di video sorveglianza. Molti sistemi di video sorveglianza moderni permettono di inviare flussi video su rete IP a più utenti utilizzando il meccanismo del multicast. Questo permette a molti utenti dislocati in diversi posti di vedere lo stesso filmato in tempo reale. Alcuni sistemi commerciali come VuGuardian [9] sono formati da un unico componente che effettua la registrazione di filmati provenienti da più telecamere ed invia il flusso su indirizzi di rete unicast o multicast. Altri sistemi come VideoJet Multicast [10] prevedono un box trasmitter e reciever, il receiver ha il compito di mettersi in ascolto della trasmissione multicast e quindi riprodurla sullo schermo dell utente senza necessità di hardware aggiuntivo. In tali sistemi un aspetto fondamentale del servizio offerto, che tuttora non viene preso in considerazione, è quello del monitoraggio della qualità percepita del video ricevuto. Un eccessiva degradazione della qualità video porta l intero servizio di videosorveglianza ad essere inutilizzabile. Diviene di fondamentale importanza prevedere strategie di tolleranza che permettano di ripristinare la qualità video qualora questa scenda al di sotto di una soglia minima entro la quale il servizio seppur degradato offre una qualità accettabile. In tale contesto sarebbe desiderabile avere un monitor della qualità video percepita dall utente che sia quanto meno invasivo possibile. Questo lavoro di tesi è incentrato sullo studio delle relazione esistenti tra i parametri prestazionali della rete, cioè delay, delay variation ed information loss e la qualità percepita dall utente finale. Infatti, a tal riguardo si è espresso l ITUT working group SG12 secondo cui la qualità di un servizio multimediale come percepita dagli utenti finali è definito dai tre parametri delay, delay variation ed information loss. Una volta caratterizzata questa dipendenza sarà possibile rilevare situazioni in 1

8 Introduzione cui il servizio multimediale è prossimo al fallimento ed attivare per tempo delle misure correttive quali ad esempio video adaptation per migliorare la sopravvivenza del servizio. Molti parametri possono influenzare la qualità percepita dall utente: partendo dal tipo di apparecchiatura che riprende l immagine, passando per il tipo di codec, per il tipo di canale trasmissivo e per terminare all apparecchiatura di visualizzazione. In ognuno di questi passaggi e per ognuna delle apparecchiature di riproduzione, di ripresa, e invio ci può essere una perdita di qualità, e quindi un alterazione della qualità percepita dall utente. Per quel che riguarda i codec, ultimamente molti sono stati messi sotto test come il più comune DivX ed il suo antagonista open source XViD o come la serie Microsoft Windows Media Video e Sorenson. Anche in questo caso la scelta di un codec opportuno per i propri scopi può essere guidata da un valore di qualità percepita dall utente. Le apparecchiature di ripresa e visualizzazione diventano oggi sempre più sofisticate aumentando rispettivamente il numero di megapixel catturati per il singolo frame e la luminosità il contrasto e la crominanza dei pixel costituenti l immagine. Il mezzo trasmissivo ha una notevole influenza sulla qualità percepita. Recenti studi sono stati condotti proprio nel cercare di ricavare delle metriche di qualità video percepita dall utente. Noi sceglieremo una metrica di qualità del video percepita dall utente e progetteremo, ed implementeremo un sistema che ci permetta di capire come i parametri di rete sopra menzionati possano in qualche modo influenzare la qualità percepita dall utente. Quindi in qualche modo trarre conoscenza di qualità percepita dall utente dai parametri di rete. Una volta accertata la relazione tra i parametri di rete e la qualità percepita dall utente diventa semplice implementare un feedback che torni al trasmitter quest informazione. Se pensiamo che un motivo di degradazione della qualità 2

9 Introduzione possa essere ad esempio la presenza di rete congestionata, è così possibile prendere eventuali provvedimenti, come ad esempio la riduzione di banda attraverso la variazione del bitrate o del frame rate in modo da cercare di evitare il fallimento dell intera applicazione. A tal riguardo useremo un sistema già sperimentato di modelling e detecting di fallimenti per applicazioni multimediali. Cercheremo di calarci in uno scenario ben preciso perché come abbiamo detto molti sono i fattori che influenzano la qualità, ad esempio un codec che usi una codifica VBR e quindi generi un flusso VBR ha un impatto notevole sulla rete rispetto ad un codec che generi un flusso CBR. E stato studiato nel lavoro [7] come una sorgente di traffico VBR (Variable Bit Rate) aumenti la probabilità di pacchetti persi rispetto ad una sorgente CBR (Constant Bit Rate) e quindi influenzi il parametro information loss. D'altronde, una codifica CBR per un filmato video fornisce una qualità percepita certamente inferiore rispetto ad una codifica VBR specialmente per contenuti multimediali con alto tasso di cambiamenti di scena. Le nostre scelte ricadono quindi su: codec VBR quale H263, il quale è VBR e presenta un ridotto utilizzo di banda. Utilizzato comunemente per trasmissioni di video conferenza e telecontrollo Il protocollo di trasmissione RTP/RTCP che permette la trasmissione di stream multimediali real-time sulla rete. E utile per garantire l interoperabilità fra applicazioni di produttori diversi, poiché trasporta assieme ai dati le informazioni necessarie ad identificare il tipo di dato e la sua codifica. 3

10 Introduzione Il framework di lavoro JMF ( Java Media Framework ) [52] che permette di gestire audio video e altri media per applicazioni e applet Java. Questo package può catturare, riprodurre, trasmettere e decodificare diversi formati multimediali. 4

11 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Capitolo 1 Studio della qualità percepita del video digitale 1.1 La visione umana delle immagini La percezione visiva nasce grazie allo stimolo luminoso che, attraversando la cornea ed il cristallino, giunge alla retina dove sono localizzati i fotorecettori Figura 1.1 I bastoncelli provvedono alla visione scotopica acromatica, fornendo informazioni sulla sola intensità luminosa (non sul colore) ed in presenza di poca luce (visione notturna). In presenza di forte intensità luminosa l uso dei bastoncelli è inibito. 5

12 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Figura 1.2 I coni sono in numero inferiore rispetto ai bastoncelli. Essi sono responsabili della visione fotopica cromatica fornendo informazioni in presenza di maggiore intensità luminosa. Ci sono 3 tipi di coni sensibili a diverse lunghezze d onda (R,G,B). Nelle trasmissioni televisive, quando è stato introdotto il colore, si è dovuto cercare di trasmettere questi 3 flussi di informazioni in maniera separata. Per far si che le trasmissioni a colori possano essere riprodotte su ricevitori in bianco e nero, tutti i sistemi combinano linearmente i segnali RGB in un segnale di luminanza e due segnali di crominanza (colore). I vari sistemi di trasmissione ( NTSC, PAL e SECAM ) usano diversi coefficienti per costruire tali segnali dai segnali RGB. E giusto notare che l occhio è molto più sensibile al segnale di luminanza che a quelli di crominanza, quindi questi ultimi possono non essere trasmessi con precisione. Di conseguenza, il segnale di luminanza si può trasmettere alla stessa frequenza del vecchio segnale in bianco e nero. I due segnali di crominanza vengono trasmessi in bande strette a frequenze più alte. Per quel che riguarda la compressione video, è da notare che ad ogni pixel costituente un immagine RGB in genere associamo 24 bit (8 bit per ogni colore). Se si usano luminanza e crominanza, in luogo dei tre segnali RGB, si ottiene una compressione migliore. Ad esempio nella compressione JPEG, le matrici, 6

13 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 costituenti le due crominanze, vengono ridotte a matrici di grandezza un quarto di quella originale, aumentando notevolmente la compressione. La visione umana delle immagini è un meccanismo molto complesso che è stato studiato per anni e tuttora è oggetto di studio. Il modo in cui noi percepiamo i colori ed i movimenti gioca un ruolo chiave nella definizione della qualità video. Per tal motivo calcolare la differenza tra due immagini viste come semplici flussi di dati è piuttosto inefficiente ma quel che più importante non dà informazioni veritiere. La distorsione calcolata da una metrica di qualità come RMSE (e suoi derivati) potrebbe non corrispondere con la percezione soggettiva dell essere umano. In altre parole, attraverso l RMSE potremmo stimare una distorsione tra la frame originale e quella impaired alta, anche se questa potrebbe non influenzare la qualità del video compresso in quanto il deterioramento interessa una zona in cui l occhio umano è meno sensibile. I nostri occhi si adattano all immagine rapidamente ma non sono capaci di notare cambiamenti del livello luminoso che durano solo pochi millisecondi. Per questa ragione, noi potremmo non scoprire nessuna perdita di qualità nel filmato anche in corrispondenza di distorsioni. Come è noto il segnale analogico televisivo quando è stato definito, seppure attraverso diversi standard, esso fu fatto in modo che l immagine che appariva sullo schermo televisivo venisse aggiornata al meno 24 volte al secondo quindi che ci fossero al meno 24 frame per secondo. Questa è considerata la più bassa soglia di riproduzione video affinché l occhio umano non percepisca come innaturale la sequenza video. Se noi proviamo ad abbassare il frame rate al di sotto di tale soglia, avvertiremo un leggero movimento innaturale e quindi una conseguente riduzione della qualità percepita. Come abbiamo già detto, la percezione del colore dell occhio umano è qualcosa di veramente complesso. Per le caratteristiche dell occhio, noi siamo più sensibili al colore rosso e meno al giallo e al blu. Quindi una perdita di dettagli nella dimensione del giallo o del blu sono meno evidenti e dovrebbero 7

14 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 influenzare meno la distorsione del video. La stessa considerazione si può fare alla nostra sensibilità alle alterazioni del contrasto. Secondo gli studi di Feng Xiao [11] la funzione di sensibilità al contrasto dell occhio umano secondo lo spazio ed il tempo è mostrata in Fig. 1.3 Figura 1.3 Questa caratteristica, mostra quanto su detto cioè la sensibilità dell occhio umano decresce nella scala temporale e spaziale con il crescere della frequenza temporale e spaziale. Detta caratteristica, secondo quanto visto in [11], è la base per tutte le attuali metriche del video. Inoltre, questa proprietà di sensibilità è usata direttamente nella DCT quantization (Discrete Cousin Transform), su cui sono basati molti dei codec oggi utilizzati. 8

15 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Come appreso, l RMSE e tutti gli altri metodi descritti sopra non tengono in conto alcuno delle seguenti peculiarità di un filmato che incidono sulla qualità percepita dall occhio umano: Natural Motion frame rate Variante sensitività dell occhio umano per mettere in contrasto i dettagli spaziali e temporali. Blockiness (distorsione a blocchi) Il Blockiness è qualcosa che non ha una diretta associazione con le proprietà dell occhio umano ma è un indubbio fattore di distorsione, il quale appare molto frequentemente nei codec basati su DCT. 1.2 Metriche per la qualità del video digitale Le metriche per la valutazione della qualità del video sono divisi in due categorie: oggettiva e soggettiva. Le metriche oggettive mirano a stimare matematicamente l impairment introdotto nel video, mentre quelle soggettive aiutano nella raccolta e nell analisi statistica dei campioni generati da individui Metriche soggettive Le metriche soggettive sono state usate per molti anni per valutare la qualità del video. Essi continuano a fornire la valutazione più affidabile rispetto alle metriche oggettive. Molti studi sono stati effettuati per stabilire delle metriche soggettive. Raccomandazioni internazionali come l ITU-R BT [3] includono specificazioni per come eseguire alcuni differenti tipi di test soggettivi. Alcuni di questi metodi di test sono : SSCQE (Single Stimulus Continuos Quality Scale) DSIS (Double Stimulus Impairment Scale) DSCQS (Double Stimulus Continuos Quality Scale) 9

16 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Nel SSCQE una serie di videoclip è presentata per una volta allo spettatore. Questi videoclip potrebbero contenere o meno impairment. Le persone valutano la qualità istantanea del videoclip tramite uno slider messo a loro a disposizione che ha scala continua che va da 0 (qualità pessima) a 1 (qualità ottima). La SSCQE produce quindi la valutazione della qualità ad intervalli regolari di tempo e può così catturare la variazione di qualità percepita nel tempo. Le valutazioni sono assolute nel senso che allo spettatore non sono mostrate esplicitamente i video clip di riferimento. Questo corrisponde all effettiva situazione di una visione di video a casa, dove il video di riferimento non è disponibile all utente. Nel Double Stimulus, lo spettatore valuta la qualità o cambiamento di qualità tra due flussi video, quello impaired e quello di riferimento. Nel DSIS, in particolare, sono mostrate coppie di videoclip in sequenza che rappresentano il video di riferimento e quello impaired, entrambi sono molto brevi. Lo spettatore valuta l ammontare dell impairment che fa riferimento alla singola coppia mostrata, in un breve intervallo di tempo. La scala di valutazione è discreta ed è su 5 livelli che vanno da 5 Imperceptible 4 Perceptible, but not annoying 3 Slightly annoying 2 Annoying 1 Very annoying 10

17 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Nella figura 1.3 è descritto questo metodo di test DSIS: Figura 1.3 In particolare in Fig. 1.3 vediamo che viene proiettato prima il video di riferimento e poi quello impaired. Quindi il metodo DSIS effettua una valutazione per videoclip, e lo spettatore fa una valutazione relativa della degradazione del video rispetto al video di riferimento. Il compito di valutare un video impaired avendo a disposizione quello di riferimento risulta un compito più facile rispetto a quello di valutare il video in modo assoluto come accadeva nell SSCQE. Il metodo DSCQS è invece preferito quando non c è molta differenza di qualità tra due videoclip, esso è stato ampiamente applicato per valutare sequenze della TV di alta qualità. Il modo in cui le sequenze sono presentate è simile a quello usato precedentemente. Come si può vedere dalla figura 1.4 il campione è mandato in esecuzione in due identiche coppie; l ordine della prima coppia è pseudo-random ed è preservato nella seconda coppia. Alla fine delle due coppie di video, alle persone viene dato del tempo per votare in una differente scala. Figura

18 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Allo spettatore è chiesto di valutare la qualità di entrambi i videoclip usando una scala graduata come quella in Fig Essi sono invitati a votare alla fine della seconda coppia di videoclip. Essi sono chiamati a completare la votazione prima della fine del periodo di grigio (10 sec). Il DSCQS per la votazione presenta due identiche scale graduate le quali sono divise in 5 intervalli che presentano i seguenti 5 giudizi dall alto al basso: Excellent, Good, Fair, Poor and Bad. (Si noti che i giudizi sono scritti nella lingua di origine dello spettatore che esegue il test). Le scale, relative alla sequenza sorgente ed elaborata, sono posizionate in coppia per facilitare la valutazione. Lo spettatore registra la valutazione della totale qualità del videoclip di riferimento e di quello impaired con l uso di penna e carta o con un dispositivo elettronico come uno slider. Il punteggio è rimarcato su una scala verticale che fornisce un sistema di valutazione continuo per evitare errori di quantizzazione, un esempio è riportato in fig Tipicamente dopo il test il punteggio è convertito da una misura di lunghezza ad uno score normalizzato nel range da 0 a 100. Successivamente, viene calcolata la differenza tra il videoclip di riferimento e quello impaired. Infine c è la raccolta di tutti i dati prodotti da tutti gli spettatori e per tutte le sequenze, per trarre poi valutazioni di tipo statistico. 12

19 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Figura 1.5 L ambiente in cui si svolgono i test in genere è costituito da camere isolate acusticamente, in modo da evitare ogni distrazione esterna. Ogni postazione è realizzata separandola dalle altre mediante pareti divisorie. L illuminazione è ottenuta mediante coppie di lampade fluorescenti sistemate sulla parete di fronte alla postazione, in genere sul pavimento e sul soffitto ed orientate in modo da evitare proiezione diretta di luce sulla postazione di lavoro. La luce emessa dalle lampade è regolabile attraverso regolatori [24]. Qui di seguito in figura 1.6 mostriamo una postazione di misurazione allestita dal VQEG (Video Quality Expert Group) durante un test di valutazione [6]. Inoltre, per rendere più esaustivi questi test vengono prese persone anche da differenti paesi, perché, in qualche modo, la qualità percepita può essere diversa da individui che nel corso della loro vita siano stati esposti a poca o a molta luce solare e quindi abbiano sviluppato una maggiore o minore sensibilità alla luminanza. Inoltre le scale di valutazione vanno, in questo caso, scritte nelle lingue di origine delle persone che si sottopongono al test. 13

20 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Figura

21 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Le raccomandazioni internazionali ITU-R BT includono specificazioni per come eseguire molti differenti tipi di test soggettivi. In aggiunta al fatto che ci sono modi differenti di visualizzazione delle sequenze video, i test di tipo soggettivo hanno anche differenti scale di valutazione, differenti parole associate con queste scale, e molti altri variabili test che cambiano da un laboratorio ad un altro (ad esempio spettatori competenti, differenti culture, differenti ambienti di test). Così è molto difficile comparare direttamente o combinare risultati tra due o più esperimenti soggettivi. La capacità nel confrontare e combinare risultati tra esperimenti multipli soggettivi sarebbe un beneficio per gli sviluppatori e per gli utenti delle tecnologie video, poiché dei data base soggettivi standardizzati possono essere espansi per includere nuovo materiale ed i risultati di misure passate potrebbero essere collegati ai risultati di misure più recenti. In [12] vengono presentati due metodi per combinare più insiemi di dati soggettivi; uno cosiddetto soggettivo ed un altro oggettivo. Nel metodo soggettivo si utilizza un ampio meta-test con video clip selezionati da ogni data set soggettivo. Il metodo oggettivo utilizza le relazioni di funzionalità tra le metriche di qualità video oggettive (estratte dalle video sequenze) ed i corrispondenti soggettivi Mean Opinion Scorse (MOSs). Gli algoritmi oggettivi, chiamati iterated nested least-squares algorithm (INLSA), collegano due o più insiemi di dati indipendenti. Questi ultimi sono correlati attraverso variabili intermedie, ovvero le metriche oggettive di qualità del video. In [12] inoltre viene dimostrato che il metodo oggettivo può essere usato come un effettivo sostituto per il meta-test soggettivo più dispendioso dal punto di vista del tempo e del costo. 15

22 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo Metriche oggettive Alcuni problemi che si sollevano nella valutazione soggettiva includono il costo di conduzione degli esperimenti, ed il fatto che questi metodi non possono essere usati per monitorare la qualità video in tempo reale. Lo scopo basilare di una metrica di qualità oggettiva del video è fissare un modello tale che può essere mappato sulla percezione e quindi sulla soggettività umana. Questo è di sicuro un compito molto arduo. Le tecniche di codifica per la compressione del video digitale possono generare immagini con differenti livelli di qualità. È fondamentale, quindi, avere a disposizione degli strumenti affidabili per l'analisi di qualità. Questi strumenti sono importanti nell'ottimizzazione delle tecniche di codifica, nella prova dei codec (codificatori-decodificatori) digitali e, dal punto di vista della distribuzione, anche per qualificare e selezionare i codificatori disponibili sul mercato e per controllare la qualità di vari servi multimediali offerti all utenza. Un metodo classico per la valutazione della qualità del video in maniera oggettiva è descritta nella figura 1.7 Figura 1.7 Come si vede dalla figura 1.7, il video originale e quello elaborato (codificato e decodificato) sono dati in ingresso ad un algoritmo che calcola la distorsione tra 16

23 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 i due. Questo modello era inizialmente applicato alle immagini e dopo è stato esteso alle sequenze video, semplicemente applicando la metrica ad ogni frame della sequenza. Uno degli strumenti utilizzabili per l Objective Video Quality Metric è l RMSE ( Root Mean Square Error ). Per immagini di dimensioni N M abbiamo che: E RMS = 1 M N M [ 1N 1 ' f ( m, n) f ( m, n) ] m= 0 n= 0 2 (1.1) Esso calcola la differenza tra due immagini. Può essere applicato ad un video digitale facendo una media dei risultati per ogni frame. Qui f è la frame originale ed f e quella elaborata. Un semplice miglioramento di questa formula ci viene dal SNR ( Signal to Noise Ratio) che è il semplice rapporto segnale rumore SNR = 1 ' [ f ( m, n) ] M N 1 ' [ f ( m, n) f ( m, n) ] m= 0 n= 0 M 1N 1 m= 0 n= (1.2) Un altra estensione basata sul RMSE è il PSNR ( Peak Signal to Noise Ratio ) e può essere calcolato come segue: PSNR = log RMSE (1.3) Queste formule sono comunque troppo semplicistiche per essere affidabili; vedremo il perché nel paragrafo successivo. 17

24 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Sebbene abbiamo necessità di metriche oggettive, le metriche oggettive tradizionali appena illustrate non sono sufficienti a misurare la qualità del video digitale compresso. Per tal motivo c è stata la necessità di sviluppare nuovi metodi oggettivi utilizzando le caratteristiche del sistema visivo umano. Nonostante siano stati sviluppate diverse metriche oggettive, non c è oggi un metodo internazionale standardizzato. Il Video Quality Expert Group (VQEG) è stato formato nell ottobre del 1997 per studiare la qualità del video. Il gruppo è composto da vari esperti provenienti da diverse aree e aventi un diverso background. La maggioranza dei partecipanti sono membri dell ITU. Il primo compito assunto dal VQEG è stato quello di fornire una validazione dei metodi di misurazione della qualità in maniera oggettiva facendosi condurre dalle raccomandazioni dei settori Telecomunicazioni e (ITU-T) e Radiocomunicazione (ITU-R) dell ITU. Per questo scopo, il VQEG ha progettato ed eseguito un test program per confrontare valutazioni di qualità video soggettivo alle valutazioni fornite da varie metriche oggettive proposte da diversi gruppi partecipanti al test program [6]. Gli esperti dell ITU-T Study Group 9 e 12 e quelli dell ITU-R Study Group 11 hanno preso parte alla riunione e contribuirono al work plan per le attività. A questo test program hanno partecipato 9 gruppi ( P1 CPqD (Brazil), P2 Tektronix/Sarnoff (USA), P3 NHK (Japan Broadcasting Corporation)/ Mitsubishi Elecric Corp(Japan), P4 KDD (Japan) P5 (Swiss Federal Institute of Technology (EPFL) (Switzerland), P6 TAPESTRIES (Europian Union), P7 NASA (USA), P8 KPN Research (The Netherlands)/ Swisscom CIT (Switzerland), P9 NTIA/ITS. I risultati dati dalle varie tecniche sono poi stati messi a confronto con il classico PSNR che quindi è stata chiamata metrica P0. Delle metriche oggettive qui proposte, vogliamo porre l attenzione su due in particolare: quella proposta dalla NASA e quella proposta dalla NTIA/ITS. Quest ultima è stata scelta come nostra metrica di riferimento. 18

25 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Durante lo svolgimento di questa tesi altri gruppi di ricerca sono nati allo scopo di trovare una metrica oggettiva di qualità video mentre i gruppi precedentemente citati hanno migliorato le proprie. A tal proposito vogliamo citare la metrica proposta nel documento JVT (Joint Video Coding Expert Group) [27]. Tale metrica oltre a presentare dei buoni valori per i coefficienti di correlazione tra metrica oggettiva e soggettiva ( Pearson pari a 0,987 e di Spearman pari a 0,902 ) è molto semplice da implementare. Infine in [29] sono riportati i risultati di una nuova riunione sulle metriche oggettive condotta dal VQEG DVQ DVQ (Digital Video Qualità) è una metrica per la valutazione della qualità visiva di video digitale che è stata sviluppata per incorporare modelli matematici del processo di visualizzazione umano senza oneri computazionali eccessivi. DVQ incorpora aspetti primari del processo di visualizzazione delle immagini, incluso l adattamento al cambiamento di brightness nei canali di luminanza e crominanza, filtraggio spaziale e temporale. Molti proponenti usano complesse e dispendiose (in termini computazionali) operazioni di filtraggio spaziale che implementano filtri multipli passabanda spaziali, tipici della visione umana. Figura

26 Studio della qualità percepita del video digitale Capitolo 1 Nel DVQ, il filtraggio spaziale è accelerato dall uso della trasformata discreta del coseno (DCT). Questo ultimo rappresenta è un vantaggio notevole, sia perché sono disponibili efficienti metodi hardware e software per la computazione della DCT e sia perché essa potrebbe essere già disponibile per l esecuzione di algoritmi di compressione video. DVQ viene eseguito nel modo visto in fig.1.9. L input a DVQ è come sempre la coppia video di riferimento e video impaired; in questo caso denotato come Test Image Sequenze. Il primo passo del processo consiste in vari campionamenti, riduzioni di immagini e trasformazione dei colori in modo da restringere l elaborazione alla regione di interesse (questo procedimento è applicato similmente per VQM come vedremo successivamente). Inoltre tale procedimento serve anche a rappresentare i colori nello spazio dei colori percepibili. Le sequenze sono poi sottoposte alla decomposizione a blocchi e alla Discrete Cosine Transform. L uscita poi è trasformata facendo il rapporto tra l ampiezza del DCT e la media dell ampiezza nel blocco. Il prossimo passo consiste nell operazione di filtraggio temporale, nella quale la parte temporale della CSF (Contrast Sensitive Function) introdotta nel 1.2 è implementato secondo un filtro ricorsivo di secondo ordine discreto. Le uscite dal filtraggio temporale sono convertite per evidenziare le differenze dividendo ogni coefficiente della DCT per sua corrispettiva soglia visiva; questo implementa la parte spaziale della CSF. Nel passo successivo, le due sequenze sono sottratte. La differenza risultante è soggetta ad una operazione di contrast masking. Tale operazione è dipendente dal video di riferimento in esame. Infine la differenza mascherata può essere raggruppata in vari modi per illustrare l errore percettibile su varie dimensioni. Come è usato qui in fig.1.9, pooling significa addizionare su uno o più di 6 dimensioni che rappresentano specificamente: frames, canali di colori, righe di blocchi, colonne di blocchi, frequenza spaziale orizzontale e frequenza spaziale verticale. L errore raggruppato viene convertito ad una misura di qualità del video. 20

Valutazione della qualità percepita di un flusso multimediale in reti eterogenee

Valutazione della qualità percepita di un flusso multimediale in reti eterogenee Facoltà di Ingegneria Corso di Studi in Ingegneria Informatica tesi di laurea specialistica Valutazione della qualità percepita di un flusso multimediale in reti eterogenee Anno Accademico 2006-07 relatore

Dettagli

Contenuti. Corso di Laboratorio di Multimedialità. Programma del corso. Programma del corso

Contenuti. Corso di Laboratorio di Multimedialità. Programma del corso. Programma del corso Corso di Laboratorio di Multimedialità Anno Accademico 2002-2003 Docente: Claudio Sacchi PARTE 1: INTRODUZIONE AL CORSO E RIEPILOGO DEI CONCETTI DI BASE Contenuti Programma del corso ed articolazione delle

Dettagli

RETI INTERNET MULTIMEDIALI. Compressive Video

RETI INTERNET MULTIMEDIALI. Compressive Video RETI INTERNET MULTIMEDIALI Compressive Video Introduzione I formati di compressione per contenuti audio e video intruducono nuovi elementi per aumentare il rapporto di codifica Codifica nello spazio e

Dettagli

RETI INTERNET MULTIMEDIALI

RETI INTERNET MULTIMEDIALI RETI INTERNET MULTIMEDIALI Compressive Video Motion JPEG, Digital Video, H.261, H.263 Il documento è adattato da materiale cortesemente messo a disposizione dal Prof. Stefano Paris e dal Prof. Vittorio

Dettagli

JMF per applicazioni multimediali in Java

JMF per applicazioni multimediali in Java JMF per applicazioni multimediali in Java Corso di Applicazioni Telematiche A.A. 2006-07 Lezione n. 9 Prof. Roberto Canonico Lezione a cura di Ing. Generoso Paolillo Università degli Studi di Napoli Federico

Dettagli

Classificazione delle applicazioni multimediali su rete

Classificazione delle applicazioni multimediali su rete Universita' di Verona Dipartimento di Informatica Classificazione delle applicazioni multimediali su rete Davide Quaglia a.a. 2006/2007 1 Sommario Architettura di riferimento Classificazione per funzionalità

Dettagli

Codifica video. Il video digitale. Sistemi Multimediali. Il video digitale. Il video digitale. Il video digitale.

Codifica video. Il video digitale. Sistemi Multimediali. Il video digitale. Il video digitale. Il video digitale. Sistemi Multimediali Codifica video La definizione di video digitale corrisponde alla codifica numerica di un segnale video. Esso eredita numerosissimi concetti dal video analogico, e li trasporta in digitale.

Dettagli

Documento tecnico. Standard di compressione video H.264. Nuove opportunità per il settore della videosorveglianza.

Documento tecnico. Standard di compressione video H.264. Nuove opportunità per il settore della videosorveglianza. Documento tecnico Standard di compressione video H.264. Nuove opportunità per il settore della videosorveglianza. Sommario 1. Introduzione 3 2. Sviluppo dello standard H.264 3 3. In cosa consiste la compressione

Dettagli

Lezione 9: Video(II) Informatica e Produzione Multimediale. Docente: Umberto Castellani

Lezione 9: Video(II) Informatica e Produzione Multimediale. Docente: Umberto Castellani Lezione 9: Video(II) Informatica e Produzione Multimediale Docente: Umberto Castellani Sommario Introduzione al video Formati video Analogici digitali Il Moving picture Expert group (MPEG) Editing video

Dettagli

Introduzione alle reti di telecomunicazioni

Introduzione alle reti di telecomunicazioni Introduzione alle reti di telecomunicazioni La comunicazione Nello studio dei sistemi di telecomunicazione si è soliti fare riferimento a tre entità fondamentali: il messaggio, che rappresenta l oggetto

Dettagli

Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. Rappresentazione delle informazioni

Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. Rappresentazione delle informazioni Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Informatica Elaborazione di Immagini e Suoni / Riconoscimento e Visioni Artificiali 12 c.f.u. Anno Accademico 2008/2009 Docente: ing. Salvatore

Dettagli

SISTEMA DI VIDEOCONFERENZA REALIZZATA PRESSO LA SEZIONE DI CATANIA DELL INGV

SISTEMA DI VIDEOCONFERENZA REALIZZATA PRESSO LA SEZIONE DI CATANIA DELL INGV SISTEMA DI VIDEOCONFERENZA REALIZZATA PRESSO LA SEZIONE DI CATANIA DELL INGV Emilio Biale, Massimiliano Cascone, Salvatore Mangiagli, Emilio Pecora INGV Sezione di Catania Piazza Roma, 2, 95123 Catania,

Dettagli

Il Trasporto di Dati Real-time

Il Trasporto di Dati Real-time Il Trasporto di Dati Real-time Ormai molte applicazioni scambiano informazioni in cui le relazioni temporali sono molto importanti. La Telefonia via Internet, Videoconferenza, Lezioni a distanza, Meeting

Dettagli

wave a 44,1 khz, 16 bit, PCM, stereo (standard cd audio) L utilizzo di una risoluzione dipende anche dal supporto che la dovrà ospitare.

wave a 44,1 khz, 16 bit, PCM, stereo (standard cd audio) L utilizzo di una risoluzione dipende anche dal supporto che la dovrà ospitare. Il Suono Digitale Capitolo 3 - Formati e standard digitali dei file audio Il formato Wave, Wave 64, AIFF pag 1 Il Transfert Rate pag 4 Il formato mp3 pag 5 Il trasferimento di file tramite Internet pag

Dettagli

Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni

Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni 2009-200 Ingegneria Aerospaziale Prof. A. Palomba - Elementi di Informatica (E-Z) 3 Rappresentazione caratteri Rappresentazioni immagini Rappresentazione suoni Lez. 3 Calcolatore e Informazione Tutti i

Dettagli

Multimedia. Tecnologie di distribuzione. Problemi. Parte VI. Sistemi Multimedia

Multimedia. Tecnologie di distribuzione. Problemi. Parte VI. Sistemi Multimedia Multimedia Parte VI Sistemi Multimedia Materiali multimediali: Letteralmente più di un medium (es. testo e immagini) Tipicamente filmati con audio (digital video) Modalità di distribuzione e fruizione:

Dettagli

TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI

TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI TECNICHE DI COMPRESSIONE DATI COMPRESSIONE DATI La compressione produce una rappresentazione più compatta delle informazioni è come se si usassero meno parole per dire la stessa cosa in modo diverso. Esistono

Dettagli

Applicazioni Real-Time in Internet

Applicazioni Real-Time in Internet 1 Applicazioni Real-Time in Internet Multimedia Networking: Overview Classi di Applicazioni streaming audio/video streaming unidirezionale (multicast) di a/v realtime real-time interattivo audio/video

Dettagli

Sistema di diffusione Audio/Video su streaming.

Sistema di diffusione Audio/Video su streaming. 1 Sistema di diffusione Audio/Video su streaming. IL Progetto. Il progetto illustrato nel seguito prevede mediante la tecnologia di streaming la diffusione di audio/video su misura del cliente al 100%,

Dettagli

Elementi di grafica raster

Elementi di grafica raster Elementi di grafica raster Le immagini Una immagine è una rappresentazione spaziale di un oggetto o di una scena Una immagine digitale è una rappresentazione di una scena anche 3D dopo il processo di acquisizione

Dettagli

La rappresentazione dell informazione

La rappresentazione dell informazione La rappresentazione dell informazione Sui testi di approfondimento: leggere dal Cap. 2 del testo C (Console, Ribaudo): 2.3, 2.4 Parte II La codifica dei dati multimediali I caratteri alfanumerici non costituiscono

Dettagli

Super Hi-Vision a IBC 2008 Riceve lo Special Award

Super Hi-Vision a IBC 2008 Riceve lo Special Award Super Hi-Vision a IBC 2008 Riceve lo Special Award 1. Oltre l Alta Definizione La Rai ha seguito sempre con particolare attenzione l evoluzione tecnologica al fine di garantire la migliore qualità dell

Dettagli

VoIP. Corso di Laboratorio di Telematica A.A. 2004-2005. Francesco Chiti Andrea De Cristofaro

VoIP. Corso di Laboratorio di Telematica A.A. 2004-2005. Francesco Chiti Andrea De Cristofaro Corso di Laboratorio di Telematica A.A. 2004-2005 Francesco Chiti Andrea De Cristofaro VoIP Copyright Università degli Studi di Firenze - Disponibile per usi didattici Vedere i termini di uso in appendice

Dettagli

Università degli Studi di Palermo. Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica. Informatica per la Storia dell Arte

Università degli Studi di Palermo. Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica. Informatica per la Storia dell Arte Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria Chimica, Gestionale, Informatica, Meccanica Informatica per la Storia dell Arte Anno Accademico 2014/2015 Docente: ing. Salvatore Sorce La compressione

Dettagli

tesi di laurea Anno Accademico relatore Ch.mo prof. Stefano Russo correlatore Ing. Generoso Paolillo candidato Marco Leoni Matr.

tesi di laurea Anno Accademico relatore Ch.mo prof. Stefano Russo correlatore Ing. Generoso Paolillo candidato Marco Leoni Matr. tesi di laurea Progetto di un servizio distribuito di video streaming per Anno Accademico relatore Ch.mo prof. Stefano Russo correlatore Ing. Generoso Paolillo candidato Marco Leoni Matr. 534/431 Contesto:

Dettagli

Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica SISTEMI OPERATIVI

Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica SISTEMI OPERATIVI Università degli Studi di Cagliari Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica SISTEMI OPERATIVI SISTEMI A ORIENTAMENTO SPECIFICO I SISTEMI MULTIMEDIALI Obiettivi! Identificare le caratteristiche

Dettagli

Capitolo 7 Reti multimediali

Capitolo 7 Reti multimediali Capitolo 7 Reti multimediali Reti di calcolatori e Internet: Un approccio top-down 3 a edizione Jim Kurose, Keith Ross Pearson Education Italia 2005 7-1 Multimedia - Qualità del servizio: di cosa si tratta?

Dettagli

Formati multimediali e metadati: Immagini

Formati multimediali e metadati: Immagini Formati multimediali e metadati: Immagini Marco Tagliasacchi Formati multimediali e metadati Sommario 2 Immagini Rappresentazione digitale Compressione di immagini Formati Metadati Video Rappresentazione

Dettagli

Voice Over IP 1. TELEFONARE SU INTERNET

Voice Over IP 1. TELEFONARE SU INTERNET Voice Over IP In pochi anni la telefonia fissa è stata superata dal traffico di quella mobile. È lecito aspettarsi che nei prossimi anni la trasmissione dati supererà quella della voce raccogliendo una

Dettagli

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE

RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE RETI DI CALCOLATORI E APPLICAZIONI TELEMATICHE Prof. PIER LUCA MONTESSORO Facoltà di Ingegneria Università degli Studi di Udine 1999 Pier Luca Montessoro (si veda la nota a pagina 2) 1 Nota di Copyright

Dettagli

Grafica Online Luca Panella Innovatek scrl - Bari

Grafica Online Luca Panella Innovatek scrl - Bari Grafica Online Luca Panella Innovatek scrl - Bari Sommario Scenario Web Nozioni di grafica on-line Principali programmi di grafica web Realizzazione di banner e layout per il web 2 Risorse online Sito

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione La Codifica dell informazione (parte 4) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente:

Dettagli

Ing. Daniela Saladino, PhD

Ing. Daniela Saladino, PhD Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia NS-3 3 e QoE Monitor Ing., PhD 3 Giugno 2013 1 Sommario 1. Introduzione alla simulazione numerica 2. Simulazione di reti di telecomunicazioni 3. Simulatore

Dettagli

Video su IP. Executive Summary

Video su IP. Executive Summary Video su IP Executive Summary Le aziende di oggi, in un mercato cosi ricco di nuove sfide, si focalizzano spesso sulla riduzione dei costi. Nel caso di un azienda con 10 filiali che abbia necessita di

Dettagli

HDTV LA TELEVISIONE AD ALTA DEFINIZIONE

HDTV LA TELEVISIONE AD ALTA DEFINIZIONE HDTV LA TELEVISIONE AD ALTA DEFINIZIONE S HDTV: LA TELEVISIONE AD ALTA DEFINIZIONE In questo articolo cercheremo di spiegare il concetto di HDTV. Prima di tutto, daremo un occhiata alla tecnologia della

Dettagli

Elementi di Informatica e Programmazione

Elementi di Informatica e Programmazione Elementi di Informatica e Programmazione La Codifica dell informazione (parte 4) Corsi di Laurea in: Ingegneria Civile Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Università degli Studi di Brescia Docente:

Dettagli

Un architettura per lo streaming multimediale in ambiente distribuito

Un architettura per lo streaming multimediale in ambiente distribuito tesi di laurea Anno Accademico 2012/2013 relatore Ch.mo prof. Simon Pietro Romano correlatori Ing. Tobia Castaldi candidato Alessandro Arrichiello Matr. M63/43 Contesto: o Content Distribution Networks

Dettagli

Progetto per un Sistema di Video/Audio Sorveglianza Remota RemoteGuard

Progetto per un Sistema di Video/Audio Sorveglianza Remota RemoteGuard La Sapienza Università di Roma Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Informatica Anno Accedemico 2008-2009 Corso di Progetto di Reti di Calcolatori e Sistemi Informatici Prof. Stefano Millozzi

Dettagli

I formati dei file immagine

I formati dei file immagine I formati dei file immagine Le immagini vettoriali Le immagini vettoriali sono caratterizzate da linee e curve definite da entità matematiche chiamate vettori I vettori sono segmenti definti da un punto

Dettagli

Dipartimento di Matematica e Informatica. Metriche di qualità. RELATORE: Gabriele Consoli. anno accademico 2013/14

Dipartimento di Matematica e Informatica. Metriche di qualità. RELATORE: Gabriele Consoli. anno accademico 2013/14 Dipartimento di Matematica e Informatica Metriche di qualità RELATORE: Gabriele Consoli anno accademico 2013/14 METODI PER VALUTARE LA QUALITA' E' possibile effettuare una prima classificazione, di questi

Dettagli

1. Hard Real Time Linux (Laurea VO o specialistica)

1. Hard Real Time Linux (Laurea VO o specialistica) 20/9/06 Elenco Tesi Disponibili Applied Research & Technology Dept. La Società MBDA La MBDA Italia è un azienda leader nella realizzazione di sistemi di difesa che con i suoi prodotti è in grado di soddisfare

Dettagli

SISTEMI OPERATIVI MULTIMEDIALI

SISTEMI OPERATIVI MULTIMEDIALI INTRODUZIONE AI MULTIMEDIA SISTEMI OPERATIVI MULTIMEDIALI Sessa Sara, Vincenti Anna Teresa I film digitali, i video clip e la musica stanno diventando un modo sempre più comune di presentare l informazione.

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE Corso di Elaborazione Elettronica di Immagini IL COLORE PARTE 2 Gabriele Guarnieri Sommario Spazi colore percettivamente uniformi 1 Spazi colore percettivamente uniformi:

Dettagli

SUITE PROTOCOLLI TCP/IP ( I protocolli di Internet )

SUITE PROTOCOLLI TCP/IP ( I protocolli di Internet ) PARTE 2 SUITE PROTOCOLLI TCP/IP ( I protocolli di Internet ) Parte 2 Modulo 1: Stack TCP/IP TCP/IP Protocol Stack (standard de facto) Basato su 5 livelli invece che sui 7 dello stack ISO/OSI Application

Dettagli

Reti: unità di misura

Reti: unità di misura Reti: unità di misura bandwidth: range di frequenze usate per la trasmissione del segnale elettromagnetico che codifica l informazione misurata in Hertz (Hz) bit rate: #bit trasmissibili su canale per

Dettagli

Music Everywhere with BT

Music Everywhere with BT Music Everywhere with BT Acquaviva Luca 231767 luca.acquaviva@studio.unibo.it Colombini Gabriele 231491 gabriele.colombini@studio.unibo.it Manservisi Alberto 258370 alberto.manservisi@studio.unibo.it Abstract

Dettagli

RETI INTERNET MULTIMEDIALI

RETI INTERNET MULTIMEDIALI RETI INTERNET MULTIMEDIALI Codifica e Compressione del Video: Introduzione, H.261 e H.263 Il documento è adattato da materiale cortesemente messo a disposizione dal Prof. Stefano Paris Introduzione I formati

Dettagli

Codifica dei caratteri (ASCII)

Codifica dei caratteri (ASCII) Codifica dei caratteri (ASCII) I caratteri di un testo vengono codificati tramite sequenze di bit, utilizzando un codice di traduzione. Quello più usato è il codice ASCII (American Standard Code for Information

Dettagli

Valutazione soggettiva e oggettiva della qualità della voce E-model

Valutazione soggettiva e oggettiva della qualità della voce E-model INDICE Motivazioni Integrazione dei servizi Vantaggi e problemi aperti Architettura di riferimento La codifica vocale Il trasporto RTP e RTCP QoS in reti IP e requirements La segnalazione H.323 SIP Cenni

Dettagli

Concetti fondamentali. Indirizzamento. Multicast su LAN. Multicast su Internet. RTP/RTCP su multicast IP. Ostacoli all'utilizzo del multicast

Concetti fondamentali. Indirizzamento. Multicast su LAN. Multicast su Internet. RTP/RTCP su multicast IP. Ostacoli all'utilizzo del multicast Migliore uso della banda alla sorgente Unicast Multicast 4 Concetti fondamentali Indirizzamento Unicast Multicast su LAN Multicast su Internet Host Migliore uso della banda alla sorgente Router Protocolli

Dettagli

Università di Genova Facoltà di Ingegneria. VoIP (Voice over IP), Videoconferenza. Servizi multimediali e VoIP. Prof.

Università di Genova Facoltà di Ingegneria. VoIP (Voice over IP), Videoconferenza. Servizi multimediali e VoIP. Prof. Università di Genova Facoltà di Ingegneria 1. Servizi Multimediali e Qualità del Servizio (QdS) su IP 1.5 Voce e Video su IP Prof. Raffaele Bolla Telematica 2 Servizi multimediali e VoIP! I servizi multimediali

Dettagli

L architettura di TCP/IP

L architettura di TCP/IP L architettura di TCP/IP Mentre non esiste un accordo unanime su come descrivere il modello a strati di TCP/IP, è generalmente accettato il fatto che sia descritto da un numero di livelli inferiore ai

Dettagli

È l ora della videosorveglianza basata su FPGA

È l ora della videosorveglianza basata su FPGA È l ora della videosorveglianza basata su FPGA Kambiz Khalilian, Strategic marketing manager Lattice Semiconductor Le preoccupazioni crescenti per la sicurezza hanno costretto i governi e le istituzioni

Dettagli

Streaming Applicazioni di rete

Streaming Applicazioni di rete Applicazioni di rete V Incontro GARR Roma, 25 Novembre 2003 Stefano Zani INFN CNAF Le fasi dello streaming In generale l attività di streaming si svolge in tre fasi (che nel caso della trasmissione in

Dettagli

Dispense del corso di Elaborazione di Immagini e Audio Digitali

Dispense del corso di Elaborazione di Immagini e Audio Digitali http://imagelab.ing.unimo.iting it Dispense del corso di Elaborazione di Immagini e Audio Digitali Video Processing Prof. Roberto Vezzani Dall immagine al video Un video può essere visto innanzitutto come

Dettagli

Protocollo RTP/RTCP. di Sebastiano Vascon 788442. A.A 2008/2009 Corso di Reti di Calcolatori Docente S. Balsamo

Protocollo RTP/RTCP. di Sebastiano Vascon 788442. A.A 2008/2009 Corso di Reti di Calcolatori Docente S. Balsamo Protocollo RTP/RTCP di Sebastiano Vascon 788442 A.A 2008/2009 Corso di Reti di Calcolatori Docente S. Balsamo Comunicazione Real-Time Definiremo Real-Time una comunicazione tra due o più host nella quale

Dettagli

Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali

Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali Telecamere analogiche e/o digitali, dai sensori ai pixel, le nozioni fondamentali Mini-guida ai principi fondamentali di funzionamento delle telecamere, utili per chi deve valutare i prodotti e fare la

Dettagli

Componenti multimediali per il Web. Modulo 14

Componenti multimediali per il Web. Modulo 14 Componenti multimediali per il Web Modulo 14 Obiettivi Valutare e usare strumenti di utilità e produzione grafica anche animata per inserire e modificare componenti multimediali (immagini, immagini animate,

Dettagli

Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2013-14. Pietro Frasca. Parte II Lezione 1

Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2013-14. Pietro Frasca. Parte II Lezione 1 Università di Roma Tor Vergata Corso di Laurea triennale in Informatica Sistemi operativi e reti A.A. 2013-14 Pietro Frasca Parte II Lezione 1 Martedì 4-03-2014 1 TESTO DI RIFERIMENTO RETI DI CALCOLATORI

Dettagli

Politecnico di Bari. Facoltà di Ingegneria Elettronica. Corso di Reti di Telecomunicazioni

Politecnico di Bari. Facoltà di Ingegneria Elettronica. Corso di Reti di Telecomunicazioni Politecnico di Bari Facoltà di Ingegneria Elettronica Corso di Reti di Telecomunicazioni Internet Protocol versione 4 Generalità sulle reti IP... 2 Lo header IP versione 4... 3 Concetti generali sugli

Dettagli

LA CODIFICA DELLE IMMAGINI

LA CODIFICA DELLE IMMAGINI asdf LA CODIFICA DELLE IMMAGINI 3 March 2012 Premessa L'articolo che segue vuole essere, senza alcuna pretesa di rigore scientifico e di precisione assoluta, in quanto non ne possiedo le competenze, una

Dettagli

Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI

Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI Capitolo 6 ELABORAZIONE DI IMMAGINI A COLORI Il colore viene utilizzato nelle immagini digitali per due motivi principali: è un descrittore che semplifica l identificazione di un oggetto e la sua estrazione

Dettagli

Manuale riferito alla versione 1.2.0

Manuale riferito alla versione 1.2.0 Manuale riferito alla versione 1.2.0 1 INDICE Pag. 1 INSTALLAZIONE DI XSTREAMING 3 1.1 AZIONI PRELIMINARI 3 1.1.1 OTTENERE UN FILE DI LICENZA 3 1.2 INSTALLAZIONE 3 1.3 VERSIONI 3 1.4 CONFIGURAZIONE HARDWARE

Dettagli

I modelli di riferimento ISO OSI e TCP-IP

I modelli di riferimento ISO OSI e TCP-IP Gli Standards I modelli di riferimento ISO OSI e TCP-IP Dipartimento ICT Istituto e Liceo tecnico statale di Chiavari 2004 prof. Roberto Bisceglia ISO: International Standards Organization. ANSI: American

Dettagli

Avid Reality. Realizzare una produzione multimediale

Avid Reality. Realizzare una produzione multimediale Realizzare una produzione multimediale Realizzare produzioni multimediali La ripresa ed il montaggio del contenuto video di un progetto multimediale avvengono normalmente ad alta qualità, lasciando la

Dettagli

Definizione e sintesi di modelli del traffico di rete per la rilevazione in tempo reale delle intrusioni in reti di calcolatori

Definizione e sintesi di modelli del traffico di rete per la rilevazione in tempo reale delle intrusioni in reti di calcolatori Definizione e sintesi di modelli del traffico di rete per la rilevazione in tempo reale delle intrusioni in reti di calcolatori Francesco Oliviero folivier@unina.it Napoli, 22 Febbraio 2005 ipartimento

Dettagli

ARCHITETTURA DI RETE FOLEGNANI ANDREA

ARCHITETTURA DI RETE FOLEGNANI ANDREA ARCHITETTURA DI RETE FOLEGNANI ANDREA INTRODUZIONE È denominata Architettura di rete un insieme di livelli e protocolli. Le reti sono organizzate gerarchicamente in livelli, ciascuno dei quali interagisce

Dettagli

Reti di Calcolatori. Lezione 2

Reti di Calcolatori. Lezione 2 Reti di Calcolatori Lezione 2 Una definizione di Rete Una moderna rete di calcolatori può essere definita come: UN INSIEME INTERCONNESSO DI CALCOLATORI AUTONOMI Tipi di Rete Le reti vengono classificate

Dettagli

RISOLUZIONE VIDEO tratto dal sito internet: Boliboop (my web identity) - 2007

RISOLUZIONE VIDEO tratto dal sito internet: Boliboop (my web identity) - 2007 RISOLUZIONE VIDEO tratto dal sito internet: Boliboop (my web identity) - 2007 La risoluzione, specie in fotografia digitale, è una misura della qualità di un immagine. Questo concetto può essere applicato

Dettagli

Codifica video scalabile a bassa complessità

Codifica video scalabile a bassa complessità Codifica video scalabile a bassa complessità M. Cagnazzo, A. Caputo, G. Poggi, L. Verdoliva Università Federico II di Napoli Dipartimento di Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni Via Claudio,

Dettagli

TCP/IP. Principali caratteristiche

TCP/IP. Principali caratteristiche TCP/IP Principali caratteristiche 1 TCP/IP Caratteristiche del modello TCP/IP Struttura generale della rete Internet IL MONDO INTERNET Reti nazionali e internazionali ROUTER Rete Azienade ROUTER ROUTER

Dettagli

Capitolo 7 Reti multimediali

Capitolo 7 Reti multimediali Capitolo 7 Reti multimediali Reti di calcolatori e Internet: Un approccio topdown 4 a edizione Jim Kurose, Keith Ross All material copyright 1996 2007 J.F Kurose and K.W. Ross, All Rights Reserved Pearson

Dettagli

Reti di Telecomunicazione

Reti di Telecomunicazione Università di ergamo Dipartimento di Ingegneria dell Informazione e Metodi Matematici Reti di Telecomunicazione Prof. Fabio Martignon Università di ergamo Dipartimento di Ingegneria dell Informazione e

Dettagli

Manuale di riferimento

Manuale di riferimento Version 1.1.5 Manuale di riferimento DiscretePhoton H.264 encoder DiscretePhoton www.discretephoton.com Manuale di riferimento Chi DiscretePhoton H.264 Encoder DiscretePhoton H.264 encoder versione di

Dettagli

Impiego e funzioni principali del LAN- Analyzer e del Wireless-LAN Analyzer. Pietro Nicoletti www.studioreti.it

Impiego e funzioni principali del LAN- Analyzer e del Wireless-LAN Analyzer. Pietro Nicoletti www.studioreti.it Impiego e funzioni principali del LAN- Analyzer e del Wireless-LAN Analyzer Pietro Nicoletti www.studioreti.it Lan-Analyzer - 1 Copyright: si veda nota a pag. 2 Nota di Copyright Questo insieme di trasparenze

Dettagli

Cenni alla compressione delle immagini

Cenni alla compressione delle immagini Cenni alla compressione delle immagini Introduzione Buona parte delle informazione viene veicolata sotto forma di immagini Le immagini vengono gestite dai calcolatori come una matrice di digital picture

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE Corso di Elaborazione Elettronica di Immagini IL COLORE PARTE 1 Gabriele Guarnieri Sommario Percezione e acquisizione del colore 1 Percezione e acquisizione del colore

Dettagli

Reti di Telecomunicazione Lezione 8

Reti di Telecomunicazione Lezione 8 Reti di Telecomunicazione Lezione 8 Marco Benini Corso di Laurea in Informatica marco.benini@uninsubria.it Livello di trasporto Programma della lezione relazione tra lo strato di trasporto e lo strato

Dettagli

TELECOMUNICAZIONI (TLC) Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Trasduttore. Attuatore CENNI DI TEORIA (MATEMATICA) DELL INFORMAZIONE

TELECOMUNICAZIONI (TLC) Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Trasduttore. Attuatore CENNI DI TEORIA (MATEMATICA) DELL INFORMAZIONE TELECOMUNICAZIONI (TLC) Tele (lontano) Comunicare (inviare informazioni) Comunicare a distanza Generico sistema di telecomunicazione (TLC) Segnale non elettrico Segnale elettrico TRASMESSO s x (t) Sorgente

Dettagli

Premessa. Presentazione

Premessa. Presentazione Premessa Nexera nasce come società del settore ICT, con una forte focalizzazione sulla ricerca tecnologica, e, sin dall inizio della sua attività, ha concentrato la propria attenzione al settore della

Dettagli

La compressione del segnale video. Digital Video Broadcasting

La compressione del segnale video. Digital Video Broadcasting La compressione del segnale video Digital Video Broadcasting 1 Compressione del segnale video Letecnichedicompressionepossonoesserelossless (senza perdita) o lossy (con perdita). Lo scopo delle tecniche

Dettagli

2) individui il numero "n" di bit necessari per ottenere un rapporto S/N di almeno 20 db per i livelli più bassi della dinamica;

2) individui il numero n di bit necessari per ottenere un rapporto S/N di almeno 20 db per i livelli più bassi della dinamica; ESAME DI STATO Istituto Tecnico Industriale Anno 2004 Indirizzo ELETTRONICI Tema di TELECOMUNICAZIONI TRACCIA N. 1 Si vuole realizzare un sistema che permetta di strutturare 20 canali informativi analogici

Dettagli

Le immagini digitali. Le immagini digitali. Caterina Balletti. Caterina Balletti. Immagini grafiche. Trattamento di immagini digitali.

Le immagini digitali. Le immagini digitali. Caterina Balletti. Caterina Balletti. Immagini grafiche. Trattamento di immagini digitali. 1 Le immagini digitali Le immagini digitali Università IUAV di venezia Trattamento di immagini digitali immagini grafiche immagini raster immagini vettoriali acquisizione trattamento geometrico trattamento

Dettagli

Test percettivi per la valutazione del contrasto di immagini digitali

Test percettivi per la valutazione del contrasto di immagini digitali Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile RICERCA DI SISTEMA ELETTRICO Test percettivi per la valutazione del contrasto di immagini digitali Alessandro Rizzi,

Dettagli

Video Over IP (Internet)

Video Over IP (Internet) Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Dipartimento di Ingegneria dell Informazione Video Over IP (Internet) Maria Luisa Merani 1 UN EXCURSUS MINIMALE sulla CODIFICA VIDEO Senza presunzione di

Dettagli

CAP VII Esportazione

CAP VII Esportazione VII.1 MARCATORI DVD. CAP VII Esportazione Dopo aver ottenuto, in seguito alle diverse forme di rielaborazione sia delle tracce video che delle tracce audio, un video che risponda alle proprie aspettative,

Dettagli

Informatica Generale Andrea Corradini. 10 - Le reti di calcolatori e Internet

Informatica Generale Andrea Corradini. 10 - Le reti di calcolatori e Internet Informatica Generale Andrea Corradini 10 - Le reti di calcolatori e Internet Cos è una rete di calcolatori? Rete : È un insieme di calcolatori e dispositivi collegati fra loro in modo tale da permettere

Dettagli

3 Caratteristiche del servizio

3 Caratteristiche del servizio 3 Caratteristiche del servizio Il GPRS offre all utente la possibilità di inviare e ricevere dati in modalità a commutazione di pacchetto, con diverse modalità e qualità. Il servizio di trasporto è particolarmente

Dettagli

TECN.PROG.SIST.INF. TCP/IP Livello TRASPORTO. 2015 - Roberta Gerboni

TECN.PROG.SIST.INF. TCP/IP Livello TRASPORTO. 2015 - Roberta Gerboni 2015 - Roberta Gerboni Caratteristiche del livello Trasporto Il livello Trasporto si occupa del trasferimento delle informazioni, chiamate segmenti, tra due processi in esecuzione su due computer collegati

Dettagli

LAUREA MAGISTRALE INGEGNERIA ELETTRONICA. Acquisizione e Sincronizzazione Iniziale di Codice in Sistemi 3G (UMTS)

LAUREA MAGISTRALE INGEGNERIA ELETTRONICA. Acquisizione e Sincronizzazione Iniziale di Codice in Sistemi 3G (UMTS) LAUREA MAGISTRALE INGEGNERIA ELETTRONICA Anno Accademico 2006/2007 Acquisizione e Sincronizzazione Iniziale di Codice in Sistemi 3G (UMTS) ing. Francesco Benedetto (fbenedet@uniroma3.it) Digital Signal

Dettagli

Numerazione binaria e rappresentazione delle informazioni

Numerazione binaria e rappresentazione delle informazioni Numerazione binaria e rappresentazione delle informazioni Info Sito del corso: http://home.dei.polimi.it/amigoni/informaticab.html Nicola Basilico, nicola.basilico@gmail.com Problema Abbiamo informazioni

Dettagli

Programmazione per il Web

Programmazione per il Web Programmazione per il Web a.a. 2006/2007 http://www.di.uniba.it/~lisi/courses/prog-web/prog-web0607.htm dott.ssa Francesca A. Lisi lisi@di.uniba.it Orario di ricevimento: mercoledì ore 10-12 Questa dispensa

Dettagli

Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64

Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64 Le telecamere Installate verranno connesse ad Unità di elaborazione multiplexer per la gestione e la verifica di gruppi omogenei di 4-8-16-32-48-64 telecamere. I sistemi di acquisizione ed archiviazione

Dettagli

Fondamenti di Informatica

Fondamenti di Informatica Fondamenti di Informatica Corso di Laurea in Scienze dell'educazione, 2014-15 Lorenzo Bettini http://www.di.unito.it/~bettini Informazioni generali Ricevimento studenti su appuntamento Dipartimento di

Dettagli

Formati e file grafici. Il formato raw. Problemi con il formato raw. File grafici: esigenza di un formato

Formati e file grafici. Il formato raw. Problemi con il formato raw. File grafici: esigenza di un formato Formati e file grafici Il formato raw Memorizzare un immagine su disco per archiviazione per invio ad un altro utente Come si registrano i dati? Quale formato utilizzare? GIF, JPEG, ecc. Ciascun formato

Dettagli

elecomando opzionale a funzioni multiple (per la serie MT) Telecomando a scheda (per la serie LT)

elecomando opzionale a funzioni multiple (per la serie MT) Telecomando a scheda (per la serie LT) elecomando opzionale a funzioni multiple (per la serie MT) Telecomando a scheda (per la serie LT) Questo telecomando interattivo illustra proprietà, funzioni, impostazioni e menù regolabili dei telecomandi

Dettagli

IL QUAD: VISIONE D INSIEME DELLE TELECAMERE PANNELLO DI CONTROLLO

IL QUAD: VISIONE D INSIEME DELLE TELECAMERE PANNELLO DI CONTROLLO N@Video è un software progettato per l utilizzo in rete e ottimizza il rapporto tra risorse hardware e prestazioni. è un sistema aperto, modulare, ampliabile, aggiornabile e rende semplice la creazione

Dettagli

Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE

Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE Reti di Calcolatori IL LIVELLO RETE D. Talia RETI DI CALCOLATORI - UNICAL 3-1 Il Livello RETE Servizi del livello Rete Organizzazione interna Livello Rete basato su Circuito Virtuale Livello Rete basato

Dettagli

CMS MUSEO&WEB Tutorial sulle immagini digitali, la loro elaborazione per il web, il caricamento nell archivio media del CMS

CMS MUSEO&WEB Tutorial sulle immagini digitali, la loro elaborazione per il web, il caricamento nell archivio media del CMS CMS MUSEO&WEB Tutorial sulle immagini digitali, la loro elaborazione per il web, il caricamento nell archivio media del CMS Maria Teresa Natale (OTEBAC) 12 aprile 2010 Introduzione Argomenti: terminologia

Dettagli

Un sito per RAI 3D: offerta dei prodotti RAI 3D sul WEB

Un sito per RAI 3D: offerta dei prodotti RAI 3D sul WEB : offerta dei prodotti RAI 3D sul WEB Federico Debandi Rai - Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica 1. L idea 1.1 le trasmissioni RAI 3D Negli ultimi anni presso il Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica

Dettagli