Piano triennale di prevenzione della corruzione Triennio

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1 Piano triennale di prevenzione della corruzione Triennio

2 Sommario 1. PREMESSA IL CONCETTO DI CORRUZIONE IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE L ANALISI E LA GESTIONE DEL RISCHIO IL PERIMETRO IL PROCESSO DI CONSULTAZIONE L INDIVIDUAZIONE DEI PROCESSI A RISCHIO LA COSTRUZIONE DI UNA MAPPA DEL RISCHIO PER IL MEF LA DEFINIZIONE DI RISCHIO LE MISURE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO IL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE. LE MISURE ADDIZIONALI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO L ACQUISIZIONE DI BENI, SERVIZI, LAVORI E CONSULENZE LA SPESA INFORMATICA LA SPESA PER LA GESTIONE DELLE SEDI DEL MEF LA SPESA PER L ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI RAZIONALIZZAZIONE ACQUISTI L ACQUISTO DI SERVIZI/CONSULENZE PER LE SPECIFICHE ESIGENZE DEI DIPARTIMENTI I RISCHI DI CORRUZIONE LE MISURE DI MITIGAZIONE PROPOSTE LA SICUREZZA DEI PROCESSI INFORMATICI LE PROCEDURE SELETTIVE LE PROCEDURE DI SELEZIONE TRAMITE CONCORSO PUBBLICO LA MOBILITÀ DEL PERSONALE NON DIRIGENZIALE I PROVVEDIMENTI AMPLIATIVI E RIDUTTIVI DELLA SFERA GIURIDICA DI TERZI I CONTRIBUTI FINANZIARI: LE SANZIONI: GLI INCARICHI, LE COMMISSIONI I CONSIGLI, COMITATI E COMMISSIONI LA SELEZIONE E LA NOMINA DEI COMPONENTI L ATTRIBUZIONE DI INCARICHI GLI INCARICHI DI STUDIO/RICERCA/DOCENZA GLI UFFICI ISPETTIVI E DI AUDIT I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI/PROCEDIMENTI DI 2

3 RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVO CONTABILE LA GESTIONE DEL DEBITO PUBBLICO LA REVISIONE DEL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE I CONTENUTI COMPLEMENTARI DEL PTPC LA VERIFICA DELL ADOZIONE DELLE MISURE DI TRASPARENZA LA FORMAZIONE DEL PERSONALE SUI TEMI DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE IL COLLEGAMENTO CON IL PIANO TRIENNALE DELLA FORMAZIONE I SOGGETTI DESTINATARI DELLA FORMAZIONE. LA FORMAZIONE AVANZATA I SOGGETTI DESTINATARI DELLA FORMAZIONE. LA FORMAZIONE INIZIALE I SOGGETTI EROGATORI DELLA FORMAZIONE I CONTENUTI DELLA FORMAZIONE I DOCENTI INTERNI ALL AMMINISTRAZIONE IL MONITORAGGIO E LA VERIFICA DEI LIVELLI DI ATTUAZIONE DELLA FORMAZIONE E LA LORO EFFICACIA LE MISURE PER IL RISPETTO DEL CODICE DI COMPORTAMENTO L INDICAZIONE DEI CRITERI DI ROTAZIONE DEL PERSONALE L INDICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI RELATIVE AL RICORSO ALL ARBITRATO LA FORMAZIONE/INFORMAZIONE IN MATERIA DI OBBLIGO DI ASTENSIONE IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSE LO SVOLGIMENTO DI INCARICHI D UFFICIO L ATTIVITÀ E GLI INCARICHI EXTRA-ISTITUZONALI L ELABORAZIONE DI DIRETTIVE PER L ATTRIBUZIONE DI INCARICHI DIRIGENZIALI LA DEFINIZIONE DELLE MODALITÀ PER VERIFICARE IL RISPETTO DEL DIVIETO DI SVOLGERE ATTIVITÀ INCOMPATIBILI A SEGUITO DELLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO LA ELABORAZIONE DI DIRETTIVE PER EFFETTUARE I CONTROLLI SUI PRECEDENTI PENALI AI FINI DELL ATTRIBUZIONE DEGLI INCARICHI E DELL ASSEGNAZIONE A UFFICI LA VERIFICA DELL ADOZIONE DELLE MISURE PER LA PROTEZIONE DEL WHISTLEBLOWER LA PREDISPOSIZIONE DI PROTOCOLLI DI LEGALITÀ PER GLI AFFIDAMENTI LA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI MONITORAGGIO DEI TERMINI

4 5.14. IL MONITORAGGIO DEI RAPPORTI CON I SOGGETTI CON CUI L AMMINISTRAZIONE STIPULA CONTRATTI Elenco raccomandazioni.45 Il Programma triennale per la trasparenza e l integrità Allegati: A. Acronimi B. Metodologia valutazione del rischio C. Definizioni di rischio D. Mappa del rischio E. Direttiva MEF 24 giugno 2013 F. Circolare RGS n G. Programmazione attività formative DAG 16/12/2013 H. DM 5/8/2009 incarichi dirigenziali I. Circolare DAG del 9 dicembre

5 1. PREMESSA 1.1. IL CONCETTO DI CORRUZIONE Il concetto di corruzione non è definito nella legge 190. Tuttavia esso deve essere inteso in senso lato, comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso dell attività amministrativa, si riscontri l abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati. Le situazioni rilevanti sono quindi più ampie della fattispecie penalistica, disciplinata negli articoli 318, 319, e 319-ter c.p. e ricomprendono non solo l intera gamma dei delitti contro la PA, disciplinati nel titolo II, Capo I, del codice penale, ma anche le situazioni in cui, a prescindere dalla rilevanza penale, si evidenzia un malfunzionamento dell amministrazione a causa dell uso a fini privati delle funzioni attribuite. Si parla di corruzione quando il pubblico ufficiale per compiere la transazione corrotta, che coinvolge uno o più rappresentanti dell amministrazione pubblica e uno o più soggetti privati, pone in essere atti contrari ai doveri d ufficio o un atto d ufficio ricevendo un guadagno o meglio un vantaggio di qualsiasi natura. Il Piano deve tenere conto anche degli altri reati previsti dal titolo II del codice penale, principalmente: abuso in atti d ufficio, peculato, concussione, malversazione a danno dello Stato, rifiuto di atti di ufficio, interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità. Fenomeni di corruzione potrebbero anche verificarsi nei rapporti pubblico/pubblico, date le complesse e varie fattispecie che possono instaurarsi fra soggetti pubblici. 1 Rientrano quindi nel perimetro del Piano tutte le circostanze e gli eventi che possono influire sul raggiungimento degli obiettivi strategici e operativi dell Amministrazione, la quale, gestendo risorse pubbliche, deve assicurarne l uso oculato per il miglioramento continuo della propria azione IL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) contiene una serie di raccomandazioni, rivolte a diversi uffici dell Amministrazione, mirante a: - ridurre le opportunità che si manifestino casi di corruzione; - aumentare la capacità di scoprire casi di corruzione, - creare un contesto sfavorevole alla corruzione. Il PTPC comprende: a. l analisi dei processi dell Amministrazione e delle sue regole di funzionamento; b. l individuazione delle modalità di gestione del rischio (risk assessment), partendo dalle aree a rischio indicate dalla legge 190/2012; c. il coinvolgimento diretto, nella fase di preparazione, di tutte le strutture del MEF al fine di utilizzare la conoscenza delle attività dei diversi uffici, in termini di risorse 1 La tabella dei reati è riportata all interno dell allegato B. 5

6 umane impiegate, di valore economico delle risorse economiche gestite, dei controlli interni alle stesse strutture; d. l individuazione di una strategia operativa per definire le misure di contrasto e prevenzione della corruzione e vigilare sulla loro attuazione; e. il suo aggiornamento annuale, sulla base degli indirizzi e delle linee guida emanate dagli organi competenti, dei risultati del monitoraggio, condotto attraverso specifici audit 2, delle modifiche normative e organizzative; f. il monitoraggio dell attività di pubblicazione dei dati e delle informazioni e di ogni altro indirizzo in tema di trasparenza e integrità 3 ; g. la tutela del whistleblower e l attuazione di un efficace monitoraggio sulle segnalazioni ricevute IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Al Responsabile per la prevenzione della corruzione (Responsabile) sono affidati i seguenti compiti: a. propone il PTPC per l adozione da parte dell'organo di indirizzo politico; b. definisce le procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati a operare in settori particolarmente esposti alla corruzione; c. verifica l'attuazione del PTPC e ne propone la modifica quando vi sia evidenza della sua inadeguatezza a prevenire, contenere e ridurre i rischi di corruzione ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell'attività dell'amministrazione; d. verifica, d'intesa con il dirigente competente, l'effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione; e. individua il personale da inserire nei programmi di formazione sui temi della corruzione. Il Responsabile è affiancato da un ufficio che comprende un esperto di valutazione del rischio, un esperto legale, un esperto di amministrazione, un esperto informatico, un responsabile di segreteria. Questi soggetti rimangono incardinati nei loro rispettivi uffici e assumono, addizionalmente, i compiti derivanti dall attività dell ufficio del Responsabile. 2. L ANALISI E LA GESTIONE DEL RISCHIO 2.1. IL PERIMETRO Il PTPC riguarda e si rivolge a tutti i soggetti, dipendenti pubblici o comunque aventi 2 Per internal auditing si intende un'attività indipendente e obiettiva di assurance e consulenza, finalizzata al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'organizzazione. Assiste l'organizzazione nel perseguimento dei propri obiettivi tramite un approccio professionale sistematico, che genera valore aggiunto in quanto finalizzato a valutare e migliorare i processi di controllo, di gestione dei rischi e di corporate governance. 3 Vedasi le delibere CIVIT 6/2010, 150/2010 e 2/

7 un rapporto di lavoro con il MEF, che lavorano per il MEF, inclusa la SSEF, comitati e commissioni incardinate nel MEF, gli uffici periferici, incluse le segreterie delle commissioni mediche. Non sono considerati nel PTPC le agenzie fiscali (Entrate-Territorio, Dogane- Monopoli, Demanio) né la Guardia di finanza IL PROCESSO DI CONSULTAZIONE Nella primavera del 2013, dalla sua nomina (29 marzo) al mese di luglio, il Responsabile ha incontrato: a. i capi dipartimento del MEF e il rettore della Scuola superiore dell economia e delle finanze (SSEF). Il Responsabile ha illustrato a ciascun Capo dipartimento e al Rettore le finalità della legge 190/2012 e gli obblighi che ne conseguono per l amministrazione, in particolare l obbligo di dotare il MEF di un PTPC. Ha chiesto la collaborazione della struttura amministrativa e la designazione di un punto di contatto per ogni dipartimento per facilitare il dialogo con le differenti unità organizzative; b. i dirigenti di prima fascia capi di struttura. Il Responsabile ha passato in disamina e discusso con ciascun dirigente di prima fascia l organizzazione della struttura amministrativa, individuando quegli uffici i cui processi sono più rilevanti dal punto di vista del rischio di corruzione; c. i dirigenti responsabili di uffici di particolare importanza. Il Responsabile ha discusso, processo per processo, l entità del rischio percepito e del possibile danno che potrebbe derivare da episodi di corruzione, le misure di mitigazione già in essere e se, e come, queste debbano essere rafforzate. Sulla base delle risultanze di questi colloqui, il Responsabile ha stilato un primo elenco provvisorio dei processi a rischio di corruzione. Tale elenco è stato compilato considerando tutti processi che ricadono nelle aree a rischio individuate nel PNA nonché alcuni processi tipici del MEF. Sono stati esclusi i processi per i quali le decisioni dell amministrazione non hanno elementi di discrezionalità o non hanno impatto con realtà esterne, possibili fonti di corruzione L INDIVIDUAZIONE DEI PROCESSI A RISCHIO. Dalle consultazioni con i responsabili delle diverse strutture amministrative del MEF sono scaturite le seguenti indicazioni: a. la valutazione del rischio del singolo processo non può prescindere dalle indicazioni di chi di tale processo ha la responsabilità (e la conoscenza); b. è necessario fornire a ciascun responsabile di processo una metodologia di valutazione del rischio che assicuri un accettabile grado di omogeneità in tutto il MEF. 7

8 Di conseguenza, e per ottenere i migliori risultati: a. è stata predisposta una metodologia di analisi del rischio di corruzione basata su gli standard internazionali ISO ; b. sono stati quindi individuati come Referenti del Responsabile i capi delle direzioni generali i cui uffici trattano uno o più processi a rischio; i Referenti assicurano che le schede siano attentamente compilate, e danno al Responsabile ogni informazione, indicazione, suggerimento che ritengano utile ai fini di una corretta predisposizione del PTPC; c. all inizio di ottobre è stata indetta una riunione di presentazione della metodologia alla quale sono stati invitati tutti i Referenti (o i loro delegati). È stato chiesto ai Referenti di far compilare le schede di analisi dei processi e definizione dei rischi di corruzione, fissando come termine la fine del mese di ottobre; d. nel corso del mese di ottobre l ufficio del Responsabile ha mantenuto i contatti con tutti gli uffici per chiarimenti e spiegazioni sulla metodologia e sul processo di formazione della mappa del rischio. Inoltre sono state tenute numerose riunioni, una per ogni famiglia di processi a rischio, per discutere con gli uffici interessati, specifici problemi di compilazione delle schede e assicurare un accettabile grado di omogeneità tra i differenti uffici responsabili di processi simili LA COSTRUZIONE DI UNA MAPPA DEL RISCHIO PER IL MEF Per ciascuna area a rischio di corruzione i Referenti hanno compilato le schede predisposte dall ufficio del Responsabile fornendo informazioni analitiche sui singoli processi a rischio. La ricognizione effettuata ha fornito un quadro sufficientemente completo delle attività svolte dai diversi uffici del MEF, evidenziando per ciascuna i possibili reati e il rischio di corruzione, con la valutazione della probabilità dell evento e del possibile danno. Ha inoltre consentito di comparare processi omologhi, in realtà organizzative diverse all interno del MEF. Sulla base delle informazioni pervenute e di numerosi incontri di approfondimento, l ufficio del Responsabile ha costruito la Mappa del rischio base (allegato D) di corruzione nel MEF. Per arrivare alla sua compilazione l ufficio del Responsabile ha esaminato i processi descritti dai Referenti, li ha ordinati e ha definito i livelli di aggregazione necessari. In questo stadio, la valutazione del rischio è stata effettuata sulla base delle sole disposizioni normative, senza tener conto delle eventuali misure di mitigazione adottate dall amministrazione. Rispetto alla lista iniziale provvisoria di processi a rischio, stilata dal responsabile dopo la prima fase di consultazioni, la Mappa comprende molti più processi, suggeriti dai responsabili degli uffici. La matrice del rischio è stata quindi rivista sulla base delle misure di mitigazione già attuate. La fonte informativa è per gran parte costituita dalle comunicazioni che i Referenti hanno inviato al Responsabile. Il Responsabile ha valutato e confrontato i 4 Allegato C 8

9 diversi contributi, assicurando una ragionevole omogeneità nel metro di giudizio adottato. Valutazioni sostanzialmente differenti rispetto ai contributi ricevuti sono state oggetto di confronto con i Referenti interessati. È stata così costruita una Mappa del rischio attuale. La Mappa base e quella attuale sono state restituite ai Referenti e, per loro tramite, ai responsabili degli uffici per la loro valutazione. Questo lavoro iterativo ha preso il mese di dicembre e ha visto diverse forme di contatto, comprese delle riunioni, per affrontare i problemi e le divergenze che si sono presentate. Agli inizi di gennaio 2014 si è giunti a un documento condiviso che rappresentava la Mappa del rischio attuale da adottare come base del PTPC LA DEFINIZIONE DI RISCHIO L articolo 1 della legge 190/2012 definisce il rischio di corruzione come la possibilità che in precisi ambiti organizzativo/gestionali possano verificarsi comportamenti corruttivi. La stessa legge individua le attività più esposte ai rischi: - le autorizzazioni e le concessioni; - la scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture 5 ; - la concessione e l erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché l attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati; - i concorsi e le prove selettive per l'assunzione del personale e per le progressioni di carriera 6. Ai fini della presente analisi valgono le definizioni di rischio tratte dalla normativa ISO LE MISURE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO Partendo dalla Mappa del rischio attuale, l ufficio del Responsabile ha valutato l adeguatezza delle misure di mitigazione già adottate e in vigore, anche mettendo a confronto le misure adottate da uffici diversi per processi simili. Sulla base di questa analisi, il Responsabile ha segnalato la necessità/opportunità di adottare ulteriori misure di mitigazione, proponendo, in alcuni casi, delle misure specifiche. Le misure proposte sono state classificate sulla base dell urgenza, maggiore per quei processi per i quali il rischio attuale è stato giudicato troppo elevato. La valutazione e l eventuale proposta del Responsabile è stata discussa con il Referente con l obiettivo di arrivare, se possibile, a una valutazione concorde delle misure di mitigazione necessarie. Questo processo ha occupato la prima metà del mese di gennaio; alla sua conclusione il Responsabile disponeva delle informazioni necessarie per: definire le misure da adottare per mitigare i rischi in quei processi che lo richiedevano; predisporre il monitoraggio sui processi a 5 Decreto legislativo 12 aprile 2006, n Articolo 24 del decreto legislativo n. 150 del Allegato C 9

10 rischio. 3. IL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE. LE MISURE ADDIZIONALI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO. Il PTPC è stato completato e proposto per l adozione da parte dell autorità politica entro il mese di gennaio. Il PTPC si compone di: una Mappa del rischio di corruzione, compilata per processi; una lista di misure di mitigazione del rischio proposte per quei processi giudicati carenti; un programma di monitoraggio dei processi a rischio. La Mappa del rischio di corruzione fotografa la situazione rilevata a fine Sarà aggiornata formalmente nel PTPC per il 2015, sulla base del Monitoraggio effettuato nel corso del Tuttavia la normativa in vigore (legge 190/2012, PNA) e lo spirito stesso dell esercizio richiedono che i risultati del Monitoraggio che evidenziano elementi di rischio nuovi o inattesi, mettano in moto una risposta immediata per contenere tali rischi. Dunque, la Mappa del rischio potrà essere modificata nel corso dell anno. I cambiamenti saranno discussi con i Referenti interessati. Le modifiche concordate saranno comunicate a tutti i Referenti. La Lista di misure addizionali di mitigazione del rischio riguarda tutti i processi compresi nella Mappa del rischio per i quali c è la possibilità di ridurre il livello di rischio di corruzione. Le misure previste hanno differenti livelli di urgenza, a partire dai processi che presentano valori di rischio eccessivi. L orizzonte temporale è adattato alla specificità del processo e del rischio connesso e dipende anche dal tipo di misura che è necessario adottare. Nel caso, ad esempio, sia necessario l adozione o la modifica di un provvedimento normativo, occorrerà che l orizzonte temporale ne tenga adeguatamente conto. Come per la Mappa del rischio, il Programma potrà subire delle modifiche in corso d anno laddove sia necessario fronteggiare situazioni di rischio nuove o sottovalutate. Il programma di Monitoraggio prevede un flusso informativo periodico dal Referente al Responsabile al fine di: controllare l adeguatezza delle misure di mitigazione; seguire l adozione delle misure addizionali richieste dal PTPC; individuare eventuali nuovi o maggiori rischi, sia in processi già presenti nella Mappa, sia in processi che ne erano stati erroneamente esclusi. Il programma di Monitoraggio sarà centrato sulla compilazione di una scheda informativa con alcuni campi obbligatori e una parte a contenuto libero. Sia il contenuto informativo richiesto, sia la periodicità dell informativa saranno definiti sulle caratteristiche del singolo processo e del connesso rischio e concordati con il Referente del processo. Nel corso del 2014 sarà costruito e messo in funzione un programma informatico che gestirà tutte le informazioni, riducendo al minimo gli oneri a carico degli uffici e azzererà l utilizzo della carta. Il programma di Monitoraggio ha una componente annuale, che sarà rivista nel PTPC per il 2015, e una possibile componente triennale, qualora alcune delle misure addizionali di contenimento del rischio richiedano tempi lunghi per la loro piena entrata a regime L ACQUISIZIONE DI BENI, SERVIZI, LAVORI E CONSULENZE. La realtà analizzata è complessa e riguarda quattro grandi aree: - la spesa informatica; - la spesa per la gestione delle sedi del MEF; 10

11 - la spesa per l attuazione del programma di razionalizzazione degli acquisiti; - l acquisto di servizi/consulenze per le specifiche esigenze dei dipartimenti LA SPESA INFORMATICA. La spesa informatica del MEF è gestita in larga autonomia dai quattro dipartimenti. La spesa informatica per il DT (UCID), la RGS (IGICS) e il DAG (DSII) è gestita in parte attraverso la convenzione con la Sogei (all interno della quale è confluito il ramo IT di Consip 8 ) e in parte attraverso acquisizioni dirette. Il DF si avvale di Sogei che opera come full-outsourcer, sulla base di un accordo quadro stipulato dal DF, dove sono fissate regole e tariffe, cui seguono contratti esecutivi stipulati dalle singole strutture (soggetti della fiscalità, fra cui rientrano le agenzie fiscali). Il DAG ha la responsabilità amministrativo-contabile nei rapporti contrattuali con la società in house deputata al governo dei servizi informatici del MEF (dal 1 luglio 2013 Sogei S.p.a) e provvede al pagamento dei corrispettivi spettanti alla medesima società in relazione alle attività che essa svolge a beneficio di DT, RGS e DAG. I servizi comuni e trasversali (sicurezza informatica, reti, posta elettronica, connettività, ecc.) sono assicurati dal DAG, con il supporto della Sogei. 9 Il DT e la RGS, analogamente al DAG, si avvalgono della Sogei quale società strumentale allo sviluppo e alla gestione dei sistemi informativi a supporto delle attività di competenza. I rapporti amministrativi fra il MEF e la Sogei, sono regolati da una convenzione che disciplina, per l arco temporale , le responsabilità fra le parti coinvolte 10, la tipologia di servizi offerti e le relative modalità di remunerazione, nonché le tariffe applicate. Il modello convenzionale mantiene una distinzione fra costi fornitori (cd. oneri a rimborso) e corrispettivi (remunerazione della Sogei): il DT, la RGS e il DAG sono infatti direttamente responsabili delle attività informatiche di competenza e del pagamento degli oneri a rimborso, mentre il DAG è responsabile del pagamento delle attività di supporto che la Sogei fornisce per il governo delle attività di cui sopra. La Sogei, avvalendosi della Consip in qualità di stazione appaltante, stipula i contratti con i fornitori esterni; attraverso tali contratti l Amministrazione acquisisce servizi informatici e rimborsa la Sogei per tale spesa, pertanto, il servizio end-to-end si realizza, in generale, attraverso due 8 Il DL 95/2012 ha previsto che la Sogei si avvalga della Consip per l acquisto di beni e servizi attraverso il ricorso al mercato, sia per il lato Economia del MEF sia per l area Finanze). Sogei e Consip hanno stipulato una specifica Convenzione che regola i rapporti fra le parti per lo svolgimento di tali attività. 9 La Sogei eroga servizi di governance dei progetti applicativi ed infrastrutturali e fornisce supporto consulenziale (modelli di previsione, supporto di competenze) e per la gestione dei centri di elaborazione dati per ogni singolo dipartimento. 10 La Convenzione per la realizzazione e gestione delle attività informatiche dello Stato, stipulata in data 3 settembre 2013, regola i rapporti fra MEF, Corte dei conti e società in house preposta all erogazione dei servizi informatici. 11

12 soggetti: Sogei e fornitore esterno LA SPESA PER LA GESTIONE DELLE SEDI DEL MEF La DRIALAG del DAG è responsabile dell amministrazione, della manutenzione, dei servizi di igiene ambientale degli immobili del Ministero con i relativi impianti tecnologici non informatici. Svolge, altresì, le procedure di gara anche per altri dipartimenti, laddove non sussista obbligo di ricorso al sistema delle convenzioni 11 e al mercato elettronico della pubblica amministrazione 12. La Direzione ha, altresì, rapporti con l Agenzia del demanio LA SPESA PER L ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI RAZIONALIZZAZIONE ACQUISTI Il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. utilizza le tecnologie dell informazione e della comunicazione a supporto dei processi di approvvigionamento delle pubbliche amministrazioni. Il sistema di e-procurement, nell ambito degli acquisti in rete, offre le convenzioni relative per le categorie merceologiche di largo utilizzo e che possono quindi essere acquistate dalle diverse amministrazioni a condizioni e ai prezzi stabiliti. Il DAG-DSII stipula con la Consip 13 una specifica convenzione e svolge, fra l altro, attività di promozione, coordinamento e monitoraggio dell attività relativa all attuazione del Programma di razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi; definisce, inoltre, gli indirizzi strategici generali e approva il Piano annuale delle attività e il Piano strategico triennale predisposti dalla Consip; verifica il raggiungimento degli obiettivi prefissati L ACQUISTO DI SERVIZI/CONSULENZE PER LE SPECIFICHE ESIGENZE DEI DIPARTIMENTI. La Direzione I del DT conferisce incarichi di consulenza e di collaborazione coordinata a soggetti esterni al MEF per commissionare studi e ricerche ad Università pubbliche o private, in partnership con la Direzione, sottoscrivere accordi di collaborazione o convenzioni per specifici progetti/attività, sottoscrivere un disciplinare con la Consip, prevedendo il pagamento di corrispettivi e rimborsi a Consip per le attività svolte in tema di nuova governance economica europea e di vendita all asta delle quote di emissioni di gas a effetto serra 14 ; partecipare a conferenze che promuovono lo scambio di idee tra i economisti sulle tematiche istituzionali, sottoscrivendo le quote di 11 Ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, dell'articolo 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, 12 Ai sensi dell'articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n Società in house di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 414, 14 Art. 63, comma 6, ai sensi della legge 23 dicembre 2000, n

13 partecipazione/iscrizione a tali conferenze. La Direzione VII (finanza e privatizzazioni) del DT conferisce incarichi di consulenza e di collaborazione coordinata a soggetti estranei al Ministero e stipula, nei limiti delle risorse assegnate, i contratti e i relativi decreti di approvazione in raccordo con il DAG, ai fini della successiva gestione amministrativo-contabile. Il DRI del DF partecipa al programma Fiscalis, istituito con l obiettivo di migliorare il funzionamento dei sistemi di imposizione nel mercato interno dell Unione europea. Alla DRIALAG compete la gestione amministrativa e contabile dei contratti di collaborazione e degli incarichi di studio e ricerca a soggetti esterni all Amministrazione, ivi compresi quelli di traduzione. I processi facenti parte delle quattro grandi aree sopra delineate sono stati esaminati per evidenziare: - i rischi di corruzione; - le misure di mitigazione che devono essere adottate I RISCHI DI CORRUZIONE La corruzione può riguardare le acquisizioni di servizi e consulenze sia nella fase di costruzione degli atti di gara, sia nella fase di scelta del contraente sia durante l esecuzione del contratto, fino al momento dei pagamenti da parte delle PA per le prestazioni rese dai fornitori. I rischi possono essere i seguenti: a. il mancato rispetto dei principi di imparzialità, di merito e di concorrenzialità nella scelta del contraente (ad esempio bandi con requisiti molto stringenti che sono diretti solo a taluni soggetti del mercato; il meccanismo di valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose, ma anche quello in base al prezzo più basso, in quanto ribassi troppo elevati potrebbero indurre a recuperare da parte dell impresa parte del ribasso stesso); b. la preferenza assegnata a procedure di gara negoziate e contratti in economia; c. il controllo non corretto delle prestazioni, con conseguente ingiusta liquidazione dei compensi, ad esempio senza l applicazione di penali; d. carenze nella definizione da parte dell Amministrazione dell oggetto del contratto (scarsa progettualità); e. la liquidazione delle fatture secondo criteri che possono dar luogo a decisioni autonome e, pertanto, anche arbitrali da parte dei soggetti pubblici preposti; f. la numerosità degli uffici che operano in qualità di stazioni appaltanti, con l effetto di aumentare la probabilità di corruzione; g. l assenza di criteri di verifica della congruità dei prezzi h. la frammentazione delle richieste di acquisto, con l effetto di aumentare la probabilità di corruzione Spesso tali rischi sono ampliati da debolezze della PA dovute: - a un carente processo di pianificazione; - a una inadeguata capacità progettuale della PA; 13

14 - alla mancanza di competenze specifiche dei dipendenti delle PA sia amministrative sia tecniche; - a una inadeguata e discontinua azione di vigilanza sui principi di trasparenza, concorrenza ed economicità; - all assenza/inadeguatezza di un sistema di controlli interni; - alle procedure di liquidazione delle fatture. I processi della macro area richiedono un adeguato livello di attenzione per cui sono stati attribuiti livelli di rischio medio alti, con valori compresi fra 4 e 8. Infatti, da una parte la spesa più consistente è fatta attraverso le società in house del MEF (Consip, Sogei), cioè quei soggetti ai quali la legge ha affidato specifiche attività proprie dell Amministrazione, aventi specifiche competenze e professionalità; dall altra, nel caso delle acquisizioni dirette, sono stipulati contratti attraverso il ricorso alla piattaforma di e-procurement e, comunque, gli importi sono generalmente più bassi rispetto agli acquisiti effettuati tramite le società in house. È tuttavia da sottolineare che l Amministrazione, pur avvalendosi della Consip e della Sogei, deve esercitare in modo efficace il ruolo di governance, sia potenziando specifiche professionalità tecniche sia garantendo competenze adeguate al controllo dei processi. RC1. RC LE MISURE DI MITIGAZIONE PROPOSTE La formazione specifica in materia di acquisizione beni e servizi. Si raccomanda alle direzioni competenti di individuare con precisione i dipendenti ai quali erogare la formazione riguardante tutte le fasi dell attività di approvvigionamento, dalle procedure a evidenza pubblica all esecuzione del contratto, inclusi: - gli atti contrattuali con le società in house; - la capacità di governo dell Amministrazione, quando le attività di propria competenza sono delegate a soggetti esterni (fornitori esterni, società in house); - il ruolo del project manager, responsabile unico della valutazione, pianificazione, realizzazione e controllo di un progetto. 31 marzo 2014 I controlli interni e collaudi: Si raccomanda alle direzioni competenti di verificare l adeguatezza dell organizzazione amministrativa alla luce dei rischi di corruzione evidenziati individuando le misure gestionali da adottare. Una particolare attenzione dovrà essere posta ai: - controlli interni sui processi relativi all esecuzione del contratto; - collaudi (sia le acquisizioni dirette, sia le acquisizioni in house). 14

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