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1 sistemapiemonte Mappa ragionata dei fabbisogni di banda nelle province piemontesi 2007 sistemapiemonte.it

2 WI-PIE LINEA STRATEGICA 1- CONOSCERE IL TERRITORIO OSSERVATORIO ICT DEL PIEMONTE MAPPA RAGIONATA DEI FABBISOGNI DI BANDA NELLE PROVINCE PIEMONTESI

3 Indice Indice...2 Introduzione...3 Capitolo 1. Calcolo del fabbisogno di banda Metodologia di calcolo Il risultati dell analisi Fabbisogno totale Fabbisogno medio Capitolo 2. La diffusione della banda larga in Piemonte La copertura di banda larga in Piemonte L accordo Telecom Adozione della banda larga Capitolo 3. GAP domanda - offerta ALLEGATO 1 FABBISOGNO TOTALE E MEDIO ALLEGATO 2 GAP DOMANDA-OFFERTA

4 Introduzione Il documento intende offrire una stima del fabbisogno di banda espresso dai comuni piemontesi, calcolata tramite la definizione operativa di specifici indicatori che tengono conto dei diversi soggetti di domanda, dei servizi e della densità di utilizzo, del tempo. Obiettivo del calcolo del fabbisogno di banda è la stima, per ciascun Comune, delle seguenti informazioni: il fabbisogno di banda attuale, ossia fabbisogno effettivo a oggi misurato in base al numero di PDL 1 connesse e alla tipologia di servizi utilizzati. L approssimazione del valore viene fatta applicando le medie di utilizzo della rete da parte dei diversi attori alla specifica realtà locale, supponendo che l utilizzo medio corrisponda al fabbisogno effettivo minimo; il fabbisogno di banda prossimo (proiezione a tre anni): ossia la domanda teorica in ragione dei trend evolutivi di reti e servizi. Il fabbisogno di banda, calcolato interpolando i dati statistici raccolti e gli indicatori sintetici individuati, permette di dare un peso numerico alla domanda e individuare in modo più preciso i punti del territorio che richiedono interventi di infrastrutturazione TLC, nonchè la tipologia di infrastruttura necessaria e sufficiente a soddisfarne le esigenze. All analisi del fabbisogno di banda segue, nel secondo capitolo del rapporto, una presentazione dell'offerta di banda, ossia della disponibilità di copertura a banda larga (xdsl) per ciascun Comune, nell intento di valutare, nell ultima sezione del rapporto, il gap tra domanda e offerta espresso dalle diverse porzioni di territorio regionale 2. 1 Singoli punti che richiedono connessione alla rete. 2 Per il calcolo del GAP il concetto di offerta di banda si riduce alla disponibilità di copertura ADSL, come condizione minima atta a soddisfare una richiesta di banda che possa essere considerata larga. 3

5 Capitolo 1. Calcolo del fabbisogno di banda 1.1. Metodologia di calcolo Prima di presentare i risultati dell analisi, si sintetizzano di seguito i principali elementi del calcolo finalizzato alla stima del fabbisogno di banda. Stima di banda per servizio Il calcolo si basa innanzitutto sull'articolazione del fabbisogno di banda in 4 servizi, ognuno con una domanda di banda specifica, attuale e nel prossimo futuro. La stima di banda per servizio (qui abbreviata con la lettera β ) è funzione del tempo e della tipologia di servizio. β=f(t, servizio) Questo significa che ciascun servizio richiede una capacità di banda diversa, che varia inoltre nel tempo: si presuppone infatti un evoluzione dei servizi stessi, che disponendo di maggiori capacità di banda raggiungono nel tempo qualità e prestazioni via via più elevate. Si tratta pertanto di un valore teorico che rappresenta, in base a osservazioni empiriche, un ipotesi di banda minima necessaria per la fruizione di un servizio di qualità buona. La stima utilizzata è fornita da CSI PIEMONTE sulla base di elaborazioni sull'uso dei servizi da parte della PA del Piemonte e su dati nazionali Assinform ed è riportata nella tabella seguente. 4

6 Tabella 1-Banda richiesta per servizio SERVIZIO DOMANDA BANDA ATTUALE DOMANDA BANDA PROSSIMA Internet (WWW, download, posta) 100 Kbps 200 Kbps Telefonia VOIP 3 20 Kbps 20 Kbps Videoconferenza Kbps 512 Kbps Streaming audio-video Kbps 512 Kbps Fonte: Elaborazione CSI PIEMONTE su dati Assinform 2003 Uso del concetto di PDL La PDL (postazione di lavoro) è ciascun singolo punto (o host) che esprime una domanda di connessione alla rete. Il calcolo delle PDL collegate (N) varia in funzione del segmento di analisi dell utenza (PA, cittadini, scuole, imprese - j) e del tempo (t). N= f(t, j) In particolare, per il calcolo delle PDL totali connesse alla rete (qui abbreviato con la lettera N ) si stima il numero medio di PC che nelle famiglie, negli uffici della pubblica amministrazione, nelle aziende e nelle scuole dovrebbe essere connesso alla rete, in base a dati regionali medi di diffusione. Il totale delle PDL connesse viene calcolato quindi secondo la seguente formula: PDL connesse (N)= PDL totali X % PDL connesse mediamente sul totale Il primo dato in input è pertanto quello sulle PDL totali nei diversi segmenti di analisi. Le PDL totali vengono individuate quale universo di riferimento su cui è possibile disporre della percentuale media di connessioni alla rete. Seguendo questa logica, le PDL totali sono in ambito aziendale e pubblico tutti gli addetti e in ambito residenziale i cittadini, mentre per quanto riguarda l ambito scolastico si dispone direttamente di dati a livello comunale relativi al numero di PC connessi alla rete in laboratorio e in aula. 3 VoIP: Voice over IP, applicazione che permette il trasporto contemporaneo di voce e informazioni di segnalazione sulla rete. Tramite il VoIP è quindi possibile telefonare tramite Internet o altre reti basate sul protocollo IP. 4 Trasmissione sincrona di segnali audio e video tra punti fisicamente separati, che permette di interagire simultaneamente da qualsiasi parte del mondo. 5 Flusso di dati continuo che permette di ricevere in tempo reale e senza lunghi tempi di attesa filmati video e musica in formato digitale 5

7 Ponderazione della domanda di banda Per valutare l effettivo fabbisogno di banda, si è ritenuto opportuno introdurre un correttivo per ponderare la domanda di banda sulle condizioni effettive di utilizzo con una stima della densità di utilizzo contemporaneo e della diffusione dei diversi servizi. Si tiene quindi in considerazione anche la densità di utilizzo contemporaneo (qui abbreviata con la lettera ω ), variabile in funzione del servizio, dell ambito di analisi e del tempo. ω=f(t, servizio, j) La densità di utilizzo indica quanto un determinato servizio viene utilizzato da parte di un certo segmento di analisi: un servizio molto utilizzato vedrà la saturazione del canale, mentre uno poco utilizzato non determina sovraccarico del canale. Per precisare ulteriormente il concetto, si tratta del traffico contemporaneo generato da un certo segmento (cittadino, impresa, scuola, ufficio della PA), ipotizzato in base alla frequenza con cui vengono utilizzati i diversi servizi. Di seguito, la Tabella 2 riporta le percentuali di utilizzo contemporaneo ricavate da dati CSI del Tabella 2 Percentuali di utilizzo contemporaneo. SERVIZIO AMBITO Internet PA 60% 80% Scuole 40% 60% Aziende 30% 50% Telefonia VoIP PA 20% 35% Scuole 10% 35% Aziende 10% 35% Videoconferenza PA, scuole, aziende 5% 15% cittadini 10% 30% Streaming PA, scuole, aziende Un flusso Un flusso Fonte: dati CSI 2003 Per quanto riguarda i cittadini, si parla di diffusione del servizio : il fabbisogno residenziale è definito in funzione del grado di diffusione dei vari servizi (δ) al fine di definire il fabbisogno medio per ogni PDL. Anche la diffusione del servizio è funzione del tempo e della tipologia di servizio. δ = f(t, servizio) 6

8 Tabella 3 Diffusione dei servizi presso i cittadini SERVIZIO Internet 100% 100% Telefonia VoIP 10% 30% Videoconferenza 10% 30% Streaming 5% 10% Fonte: dati CSI 2003 Utilizzo contemporaneo e diffusione crescono nel tempo, nell ipotesi di una maggiore consapevolezza e diffusione delle ICT presso tutti i segmenti. Calcolo del fabbisogno totale Dall incrocio dei parametri sopra calcolati, è possibile ricavare, attraverso una semplice formula matematica, una quantificazione del fabbisogno di banda, che tiene pertanto conto della numerosità di punti che accedono alla rete (N) e dei servizi che vengono utilizzati sia in termini di banda richiesta (β) sia in termini di densità di utilizzo della banda (ω) o della diffusione dei servizi (δ) in base all ambito (j). Il fabbisogno totale (F) per ciascuno dei tre segmenti PA, scuole e imprese si calcola secondo la seguente formula: 3 F ω β j = i i N j + β 4 i= 1 j = ambito (imprese, scuola, PA) i = servizio (internet, VoIP, videoconferenza lo streaming, servizio 4, viene considerato a parte) Il fabbisogno è uguale alla sommatoria della banda ponderata sulla relativa densità di utilizzo dei primi tre servizi, moltiplicata per il numero di postazioni eventualmente connesse, con l aggiunta della banda di streaming (la banda streaming viene aggiunta separatamente poichè non si tratta di una percentuale di utilizzo di banda ma di un flusso). Il fabbisogno totale dell ambito cittadini ( F ) si calcola invece includendo lo streaming nella c sommatoria secondo la seguente formula: 7

9 F c 4 = δiβi N i= 1 i = servizio (internet, VoIP, videoconferenza, streaming) c Il fabbisogno è uguale alla sommatoria della banda ponderata sulla relativa diffusione di utilizzo dei quattro servizi, moltiplicata per il numero di postazioni connesse (la banda streaming in questo caso non è un flusso ma corrisponde ad una percentuale di utilizzo). Il fabbisogno totale del singolo comune risulta pertanto dalla somma del fabbisogno dei 4 segmenti di analisi: 4 F totale = F j j= 1 Tramite il fabbisogno totale, è possibile distinguere punti di forte aggregazione e forte dispersione di domanda. Si individuano le seguenti fasce di fabbisogno totale: Tabella 4. Fasce di fabbisogno totale intervallo Fabbisogno totale FASCE A da 0 Mb a 10 Mb B da 10 Mb a 34 Mb C da 34 Mb a 155 Mb D da 155 Mb a 622 Mb E da 622 Mb a 2,5 Gb F da 2,5 Gb a 10 Gb G > 10 Gb Fonte: elaborazione CSI 2003 bassa media alta Per una rappresentazione grafica di impatto immediato, su base cartografica, si attribuiscono codici colore diversi ai comuni in base alla fascia di fabbisogno rilevata. Questo consente l individuazione delle aree a maggiore concentrazione di domanda che, in caso di offerta insufficiente, richiedono interventi di backbone rispetto a aree a domanda 8

10 minore e più dispersa per cui risultano più utili interventi di estensione dell accesso, tramite tecnologia ADSL o wireless. E possibile inoltre rappresentare i fabbisogni totali dei singoli segmenti (aggregando ad esempio il fabbisogno totale del mondo privato, del residenziale, del settore pubblico 6 ), in modo da evidenziare i soggetti che esprimono maggiore domanda e indirizzare di conseguenza gli interventi. Calcolo del fabbisogno medio Insieme ai dati in input raccolti per i 4 segmenti per il calcolo delle PDL, si raccoglie il numero di sedi, ossia di edifici all interno dei quali si trovano più PDL (numero di edifici residenziali7; unità locali per le imprese; numero di edifici scolastici; numero di sedi della P.A.). Individuare il fabbisogno medio dell edificio piuttosto che della singola PDL risulta utile per comprendere la tipologia di tecnologia minima e indispensabile a soddisfare il fabbisogno aggregato in uno stesso luogo delle diverse PDL. In sostanza, Nel caso di una grande concentrazione di PDL in pochi edifici, ad esempio, la tecnologia più conveniente a sostenere tale concentrazione di domanda è la fibra ottica, mentre in situazioni in cui le PDL sono distribuite in numerosi edifici, la connessione ADSL potrebbe risultare sufficiente. Il fabbisogno medio viene calcolato, per ciascuno dei quattro ambiti d intervento, tramite la seguente formula: F = j F s j j (dove s j è il numero di sedi dello specifico segmento di analisi). Il fabbisogno medio del comune risulta dalla media dei fabbisogni medi dei singoli settori: 6 Si possono in questo caso aggregare i due settori PA e scuole. 7 Se non si hanno dati specifici sulla distribuzione dei nuclei famigliari negli edifici, si ipotizza un rapporto 1:1. 9

11 F 4 1 = j = 4 F j In base al fabbisogno medio della sede, ed in caso di offerta insufficiente, è possibile individuare le tecnologie più adatte all intervento sul comune piuttosto che sul singolo segmento di analisi o ambito (privato, residenziale, pubblico) secondo il seguente schema: Tabella 5. Fabbisogno medio di banda per tecnologia. commutazione RTN - ISDN adsl hdsl fibra Fonte CSI Piemonte FABBISOGNO MEDIO Fino a 128 Kbs Fino a 512 Kbs Fino a 2048 Kbs Fino a 10Mbs 10

12 1.2. Il risultati dell analisi Fabbisogno totale Sulla base delle informazioni disponibili nella base dati dell Osservatorio ICT del Piemonte il calcolo di fabbisogno totale è stato effettuato a livello di singolo comune. Le stime di fabbisogno attuale e futuro a livello di singolo comune sono dettagliate nell Allegato 1 ed espresse sinteticamente nelle figure seguenti, secondo l articolazione in fasce riportata nella Tabella 4. Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Figura 1 Fabbisogno di banda aggregato attuale 11

13 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Figura 2 Fabbisogno di banda aggregato futuro La classificazione delle stime della domanda di banda consente di individuare una tipologia di domanda di banda larga che distingue: a) situazioni ad elevata concentrazione di utenza e di domanda di banda (colori dal viola al nero), dove, pertanto, appare necessaria un interconnessione ad alta velocità tramite dorsali multiservizio, con nodi di accesso collegati in fibra ottica; b) situazioni caratterizzate da un livello intermedio di utenza e di domanda di banda larga (colori rosa - rosso), con riferimento alle quali può essere sufficiente la disponibilità diffusa di una rete di accesso HDSL; 12

14 c) situazioni caratterizzate da un livello relativamente modesto di utenza e di domanda di banda larga (colore giallo), con riferimento alle quali può essere sufficiente la disponibilità diffusa di una rete di accesso ADSL. Nel caso in cui tale situazione si riscontri in località montane, dove l accesso ADSL può non essere disponibile, esso può essere garantito attraverso tecnologia wireless. Viene peraltro considerata anche la possibilità di valori estremamente bassi e elevata dispersione di banda, che possono essere letti come effettiva mancanza di bisogno di banda larga (colore bianco). Le stime ottenute indicano una forte concentrazione del fabbisogno in particolare nel comune di Torino, seguito dai principali comuni della prima cintura (Collegno, Moncalieri, Nichelino, Rivoli, Settimo Torinese) e dagli altri capoluoghi di Provincia, esclusa Verbania (che presenta un fabbisogno di livello più basso). Altri comuni che mostrano livelli elevati di fabbisogno sono quelli appartenenti ai distretti industriali piemontesi (in particolare ai distretti di valvole e rubinetteria del Basso Cusio - Valsesia, al laniero del Biellese, ai casalinghi di Omegna Varallo Sesia, alla gioielleria di Valenza Po, ai costumi da bagno/tessile Oleggio-Varallo Pombia, alla meccanica di Pianezza-Pinerolo) o nei quali sono insediate imprese di dimensioni rilevanti (ad esempio, Alba con la Ferrero) o imprese che si sono affermate grazie all indotto di grandi aziende (ad esempio i comuni del sud-est torinese come Piossasco, caratterizzati dall indotto Fiat). I fabbisogni più bassi si riscontrano, come prevedibile, nei comuni di piccole dimensioni: si sottolinea tuttavia che su un totale di 602 comuni al di sotto dei 1000 abitanti, solo 72 esprimono il fabbisogno della fascia più bassa (A). Tutti gli altri comuni, seppur piccoli, sono caratterizzati dalla presenza di soggetti che esprimono una domanda di connettività apprezzabile: si tratta di comuni in cui, nonostante si rilevi un numero di abitanti esiguo, sono presenti scuole o aziende che aumentano il fabbisogno totale. Si può genericamente osservare come i principali centri di aggregazione di domanda siano i capoluoghi di provincia e i comuni ad essi adiacenti, che anche per effetto dei fenomeni di estensione delle attività dalle aree centrali verso l esterno e di nuovo residenzialismo, presentano livelli non disprezzabili di domanda di comunicazione e dei relativi servizi. Si notano inoltre alcune concentrazioni di fabbisogno in aree montane, come la Val di Susa, turisticamente più vivace, così come in qualche comune isolato delle Langhe e, in misura minore, del Monferrato, realtà che stanno attraversando un fenomeno di valorizzazione dal punto di vista turistico/enogastronomico. Si rileva una direttrice di aggregazione di domanda che corre lungo l asse che da Torino raggiunge Mondovì attraversando Moncalieri, Carmagnola, Savigliano, Fossano, seguendo la rete autostradale e confermando l importanza delle reti di comunicazione (prima fisiche, oggi telematiche) per lo sviluppo dei territori. 13

15 Nel prossimo futuro, i comuni che rientrano nelle fasce di fabbisogno maggiore (E F G) passano da 64 a 211. Solo i comuni di Ingria e Moncenisio mantengono la posizione in fascia A, mentre gli altri 70 passano in fascia B. A livello provinciale (Tabella 6), la domanda di banda più elevata si riscontra, non inaspettatamente, per la provincia di Torino, seguita da quella di Cuneo, Alessandria, Asti, Novara, Vercelli, Biella e Verbania. Tabella 6 Fabbisogno totale aggregato per provincia Provincia Totale comuni Fabbisogno totale attuale (MB) Fabbisogno totale futuro (MB) Alessandria Asti Biella Cuneo Novara Torino Verbania Vercelli PIEMONTE Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Aggregando i valori per categorie di soggetti, si rileva che la domanda più elevata è espressa dai cittadini, seguita dalle imprese, dalle scuole e in ultimo dalla PA. Ovviamente, tale risultato dipende dalla numerosità di PDL considerate per ciascuna categoria di soggetti. Se si calcola un valore medio di fabbisogno, per PDL, si rileva che i soggetti che esprimono un fabbisogno più elevato sono la PA, seguita dalla scuola, dai cittadini e per ultimo dalle imprese. Ne consegue, pertanto, che gli interventi di infrastrutturazione di aree in situazione di digital divide devono rispondere principalmente alla richiesta che proviene dalla popolazione, che, in linea teorica, può essere soddisfatta con tecnologie a banda non larghissima (ADSL) mentre soggetti come la PA e le scuole richiedono tecnologie in grado di portare banda larghissima (fibra, HDSL). 14

16 Tabella 7 Fabbisogno totale e medio aggregati per ambito ATTUALE FABBISOGNO DI BANDA AGGREGATO FUTURO FABBISOGNO DI BANDA AGGREGATO Variazione % ATTUALE FABBISOGNO DI BANDA MEDIO (kb) FUTURO FABBISOGNO DI BANDA MEDIO (Kb) (Mb) (Mb) scuola cittadini imprese PA TOTALE Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Fabbisogno medio Le stime effettuate, relative al fabbisogno medio di ciascun comune, sono dettagliate nell Allegato 1 ed espresse nelle figure seguenti, secondo l articolazione in fasce individuata nella Tabella 5, espressione della tecnologia necessaria e sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle singole sedi. 15

17 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Figura 3 Fabbisogno di banda medio attuale 16

18 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Figura 4 Fabbisogno di banda medio futuro I risultati indicano che ad oggi ben 624 comuni non manifesterebbero necessità di banda larga. Ciò tuttavia non è più vero nel prossimo futuro. Occorre quindi sottolineare come la domanda attuale di banda larga non possa essere considerata la base di riferimento per la pianificazione di interventi, che risulterebbero in breve tempo insufficienti: la copertura a banda larga sarà a breve indispensabile su tutto il territorio. 17

19 Infine merita far osservare come i valori più elevati delle stime del fabbisogno medio, che tiene conto dell affollamento di PDL nelle singole sedi, non si manifestino necessariamente nei grandi centri (capoluoghi di provincia). La variazione nei valori comunali, infatti, dipende soprattutto dalla PA e dalle scuole, le cui sedi, in termini statistici, sono molto più numerose nei grandi centri di grande dimensione che non nei centri di media dimensione (Borgosesia, Fossano, Grugliasco, Luserna, Nichelino, Santhià, Settimo, Trofarello, Trecate). 18

20 Capitolo 2. La diffusione della banda larga in Piemonte In questa seconda parte del documento si intende fornire una descrizione dello stato attuale della diffusione della banda larga in Piemonte, attraverso un confronto nel tempo e tramite l analisi delle caratteristiche dei comuni piemontesi in termini di popolazione residente, di distribuzione della popolazione sul territorio, della presenza di realtà industriali e della conformazione dei territorio regionale. Nell analisi sarà utile tenere presente l accordo stipulato tra Regione Piemonte e Telecom Italia attraverso il quale il principale operatore telefonico nazionale si è impegnato a coprire entro la fine del 2008 l 85% dei comuni piemontesi. Per il calcolo del GAP tra domanda e offerta (Capitolo 3), verranno utilizzati i dati relativi alla copertura ADSL in ciascun comune. Nella consapevolezza che l offerta di banda larga non si esaurisce nella copertura ADSL, il capitolo approfondisce ulteriori aspetti dell offerta, tuttavia, per poter confrontare agevolmente la stima di domanda con l offerta a livello comunale, si utilizza come dato di riferimento l offerta minima che può essere considerata di banda larga. In questo modo è possibile mettere in evidenza le situazioni di digital divide: i comuni, cioè, in cui pur esistendo una domanda di banda larga, non esistono neppure le condizioni minime atte a soddisfarla. A supporto dei valori stimati di fabbisogno attuale e di densità di utilizzo dei diversi servizi, il capitolo approfondisce infine l adozione di banda larga da parte di cittadini e imprese La copertura di banda larga in Piemonte L analisi della copertura tramite infrastruttura a banda larga nella Regione Piemonte è stata effettuata a partire dal 2004 dall Osservatorio Regionale sulle ICT. Attraverso un web survey sul sito di alice (www.alice.it) è stata monitorata periodicamente la presenza della linea ADSL su ognuno dei 1206 comuni piemontesi 8. Attualmente nel 63,3% dei comuni piemontesi è disponibile la linea ADSL: si nota una maggiore diffusione nelle province di Torino e di Novara, mentre le province di Biella e di Cuneo sono quelle in cui la disponibilità di banda larga è minore: se si osserva la conformazione del territorio piemontese è facile intuire il motivo per cui in queste due 8 Sono stati scelti a campione per ogni comune tre numeri telefonici e quindi si è verificato sul sito la copertura tramite DSL per ciascuna utenza. 19

21 ultime province la diffusione di ADSL è inferiore (maggiore presenza di zone montane, isolate). 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% CN BI VC AT AL VB TO NO Piemonte % comuni coperti 51,6% 54,9% 58,1% 64,4% 64,7% 64,9% 71,7% 73,9% 63,3% Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, Luglio 2007 Figura 5 Comuni coperti da linea ADSL, luglio 2007 VB VC BI NO TO AL AT CN Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, Luglio 2007 Figura 6 Comuni coperti da linea ADSL e conformazione del territorio piemontese, luglio

22 Per effettuare un analisi nel tempo della diffusione della banda larga è bene tenere presente quanto già citato precedentemente: grazie all accordo stipulato tra Regione Piemonte e Telecom Italia la scorsa estate, infatti, nell arco di un anno il numero di comuni coperti è raddoppiato. Si è passati dal 31% di comuni coperti ad aprile 2006, al suddetto 63% di comuni coperti oggi, mentre in termini di popolazione residente la variazione è minore, in quanto gli ultimi comuni coperti sono quelli più piccoli: in tal caso si è passati dall 80% al 90%. 70% 60% % comuni coperti 50% 40% 30% 20% 10% 0% gen-99 lug-99 gen-00 lug-00 gen-01 lug-01 gen-02 lug-02 gen-03 lug-03 gen-04 lug-04 gen-05 lug-05 gen-06 lug-06 gen-07 lug-07 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, 2007 Figura 7 Comuni coperti da gennaio 1999 a luglio % 90% % popolazione coperta 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% gen-99 lug-99 gen-00 lug-00 gen-01 lug-01 gen-02 lug-02 gen-03 lug-03 gen-04 lug-04 gen-05 lug-05 gen-06 lug-06 gen-07 lug-07 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, 2007 Figura 8 Popolazione residente in un comune coperto da gennaio 1999 a luglio

23 La mappa successiva confronta la situazione della copertura attuale e quanto registrato ad aprile Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, 2007 Figura 9 Comuni coperti da banda larga, confronto aprile 06 luglio 07 22

24 La copertura non deve essere analizzata solamente in termini di comuni coperti, ma bisogna fare riferimento alla popolazione che effettivamente vive in tali comuni ed anche alle unità locali che si trovano in ogni comune. Se si ragiona sulla popolazione piemontese si osserva come attualmente circa il 90% della popolazione può usufruire a casa di una connessione a banda larga ed, effettuando un confronto con la rilevazione condotta ad aprile 2006, emerge un aumento di dieci punti percentuali nella quota di utenti potenziali. È interessante notare come proprio le province che risultavano essere il fanalino di coda in termini di comuni coperti (es. Cuneo), siano quelle in cui è stato più significativo l incremento di popolazione coperta. 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% CN VC AT BI AL VB NO TO Piemonte % popolazione coperta aprile 06 60,1% 64,3% 66,9% 69,2% 72,1% 76,5% 80,3% 90,5% 80,1% % popolazione coperta luglio 07 78,9% 85,6% 84,5% 78,5% 88,6% 86,9% 90,1% 95,6% 90,2% Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, 2007 Figura 10 Popolazione che vive in un comune coperto da banda larga, confronto aprile 06 luglio 07 È possibile a questo punto fornire una misura più veritiera della popolazione che effettivamente può disporre della tipologia di connessione oggetto di indagine. Se si escludono dal nostro computo gli abitanti nelle zone più isolate del comune (denominate case sparse ) allora la quota di popolazione reale che può usufruire di connessioni a banda larga scende leggermente e si passa all 85%. Le maggiori differenze tra popolazione e popolazione reale si vedono di nuovo in quelle province caratterizzate da una maggiore dispersione abitativa (Asti, Cuneo). 23

25 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% AL AT BI CN NO TO VB VC Piemonte POPOLAZIONE 88,6% 84,5% 78,5% 78,9% 90,1% 95,6% 86,9% 85,6% 90,2% POP. REALE 79,4% 70,9% 74,9% 66,9% 87,3% 93,0% 84,7% 82,2% 85,0% Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, Luglio 2007 Figura 11 Popolazione e popolazione reale che vive in un comune coperto da banda larga, 2007 Considerazioni analoghe si possono fare se si prendono in esame gli insediamenti industriali: anche in questo caso si osserva come quasi il 90% delle unità locali piemontesi si trovi in un comune raggiunto dal broad band e tale percentuale raggiunge quasi il 100% nella provincia di Torino. Di nuovo le province di Cuneo e Biella risultano essere quelle in cui la percentuale è più bassa. 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% CN BI AT VC AL VB NO TO Piemonte % UL coperte 76,6% 81,0% 81,7% 83,3% 87,1% 88,3% 90,2% 95,8% 89,1% Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, Luglio 2007 Figura 12 Unità locali che si trovano in un comune coperto da banda larga,

26 2.2. L accordo Telecom Le considerazioni fatte finora devono essere lette tenendo presente l accordo stipulato tra Telecom Italia e Regione Piemonte a giugno dello scorso anno. Va detto che l accordo inizialmente stipulato ha subito una serie di piccole modifiche dovute al fatto che in alcuni casi ci si è resi conto che certe zone sono irraggiungibili oppure viceversa che alcune zone inizialmente non considerate potrebbero essere coperte con facilità. Per questo si farà riferimento nella parte seguente del documento all ultima versione dell accordo presentata il 15/07/07. L accordo in particolare adotta le seguenti convenzioni: 2 un comune è considerato non coperto nel caso in cui la copertura del comune è inferiore al 20% 3 un comune è considerato minimamente coperto nel caso in cui la copertura del comune vari tra il 20% ed il 40% 4 un comune è considerato parzialmente coperto nel caso in cui la copertura del comune vari tra il 40% ed il 70% 5 un comune è considerato totalmente coperto nel caso in cui la copertura sia superiore al 70% 9. La mappa successiva mostra la copertura prevista entro fine 2008 per il Piemonte, mettendo in risalto la copertura attuale 9 La rilevazione condotta dall Osservatorio ICT del Piemonte come già detto è stata effettuata solo su un campione di tre utenze telefoniche per ogni comune: eventuali differenze tra la rilevazione e l accordo possono essere sono da additarsi a questa differente metodologia. 25

27 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte, Luglio 2007 Figura 13 Confronto copertura attuale e quanto previsto dall accordo Telecom Si osserva dalla tabella successiva come i comuni non interessati dall accordo siano comuni molto piccoli (la popolazione media è inferiore ai 500 abitanti). Allo stesso modo, anche i comuni che non sono ancora coperti sono di dimensioni ridotte (di poco inferiori ai abitanti). 26

28 Tabella 8 Comuni non interessati dall accordo Telecom aggregazione provinciale POPOLAZIONE MEDIA tutti i comuni comuni non interessati dall'accordo comuni non ancora coperti Alessandria 2.201,2 503,4 708,8 Asti 1.765,6 431,3 771,0 Biella 2.283,5 318, ,5 Cuneo 2.225,3 334,9 970,1 Novara 3.898,2 858, ,5 Torino 6.875,0 656, ,1 Verbania 2.065,5 369,6 790,6 Vercelli 2.056,2 530,1 731,4 Piemonte 3.494,8 458,1 937,7 Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte Inoltre è interessante notare come i comuni non interessati dall accordo siano localizzati soprattutto in montagna. Tabella 9 - Comuni non interessati dall accordo Telecom aggregazione territoriale % comuni non interessati dall accordo Collina 9,3% Montagna 27,1% Pianura 8,6% Fonte: Osservatorio ICT del Piemonte 2.3. Adozione della banda larga Dopo aver presentato i dati relativi alla copertura territoriale attraverso rete a banda larga si passa a fornire qualche indicazione circa l adozione della stessa da parte di cittadini ed imprese. La figura successiva mostra la crescita per cittadini ed imprese della quota di utenti di Internet che usano connessioni a banda larga. Si osservi come mentre per le imprese la quota di coloro che adottano banda larga 10 (80,1%) equivale quasi alla quota globale di UL localizzate in comuni in cui è disponibile la banda larga (89%), per i cittadini vale un discorso diverso: benché il 90% della popolazione viva in un comune coperto da banda larga, solo il 26% dei cittadini dispone a casa di una connessione a banda larga. 10 Una qualsiasi connessione >= alla ADSL 27

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