FASI DI VITA DELL AZIENDA

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1 AZIENDA ORGANIZZAZIONE DI PERSONE E BENI CHE SVOLGE ATTIVITA ECONOMICA IN VISTA DEL SODDISFACIMENTO DEI BISOGNI UMANI. Dalla definizione si estraggono le 3 componenti principali dell azienda. Abbiamo ciò che è organizzato, quindi coordinato, ossia persone e beni e lo svolgimento di un attività economica, ossia l oggetto dell azienda. Abbiamo quindi un elemento umano, le persone, un elemento materiale, i beni e l oggetto. Un azienda diventa tale solo se l elemento umano e quello materiale sono organizzati, quindi legati da un rapporto di interdipendenza. Questo perché entrambi sono utili all altro. Il capitale infatti ha bisogno di una persona che lo impieghi e la persona ha bisogno del capitale perché deve lavorare qualcosa. Le persone svolgono un lavoro, che può essere DIPENDENTE o INDIPENDENTE. Nel primo caso possiamo avere un lavoro di tipo decisionale (impiegati), o di tipo operativo (operai). Nel secondo caso abbiamo invece il soggetto economico che è colui che piega alla sua volontà tutto quello che deriva dall azienda. L azienda deve avvalersi delle risorse umane e delle risorse di capitale per svolgere un attività economica; questo significa sacrificare le risorse, che sono limitate, perché il guadagno che si ha dall azienda sia maggiore o al massimo uguale a quello che si è speso per crearlo. L economia aziendale è la scienza economica che si occupa delle aziende. Ci sono molte definizioni, ma se ne ricordano in particolare 2: 1- DOTTRINA UNITARIA CHE SI OCCUPA DELL ATTIVITA ECONOMICA SVOLTA DALLE IMPRESE Dottrina unitaria sta a significare che è formata da diverse discipline, che in particolare sono 3: - ORGANIZZAZIONE (come devono essere organizzate persone e cose) - GESTIONE (guarda a ciò che l azienda fa ogni giorno; i fatti amministrativi dell azienda) - RILEVAZIONE (rilevare tutto ciò che compie l azienda in termini amministrativi) 2- SCIENZA CHE STUDIA LE CONDIZIONI DI ESISTENZA E LE MANIFESTAZIONI DI VITA DELLE AZIENDE. L economia aziendale qui è intesa come quello che deve far nascere l azienda e cosa fare per tenerla in vita.

2 FASI DI VITA DELL AZIENDA COSTITUZIONE: fatti con cui si pone in essere l azienda GESTIONE: in senso stretto, o dell azienda in funzionamento CESSAZIONE: fatti in cui l elemento umano e quello materiale vengono separati, cioè non si riesce più a produrre attività. I fatti di cessazione sono fatti con cui si pone fine alla vita dell azienda e c è quindi la LIQUIDAZIONE. Questa è l operazione con cui si cerca di trasformare in moneta tutto ciò che si ha ancora in magazzino, gli immobili, i macchinari, ecc. In termini aziendali liquidazione si usa per indicare la trasformazione dei beni in denaro. La GESTIONE IN SENSO STRETTO si ha dopo che un azienda viene creata e si sviluppa quando inizia l attività di produzione. E un attività ciclica e si sviluppa in 3 fasi distinte: 1- INPUT: in questa fase si acquisisce tutto ciò che serve per produrre. C è quindi un acquisizione dei fattori di produzione. Durante questa fase l azienda acquisisce anche dei condizionamenti (dall ambiente esterno, dalla legge, ecc). 2- TRASFORMAZIONE: in questa fase si utilizzano tutti i fattori acquistati per la produzione e si ottiene il prodotto. Anche in questa fase si hanno dei condizionamenti, quelli dei consumatori. 3- OUTPUT: questa fase consiste nella cessazione del prodotto. Se si parla di un impresa invece si effettua lo scambio del prodotto sul mercato. In questa fase è l azienda stessa a creare condizionamenti in funzione del ruolo che ha. CONSIDERAZIONI I fatti di gestione possono essere esterni, quindi riconducibili alla fase di input, o interni, quindi riconducibili alla fase di trasformazione. L attività deve sempre rispondere a dei requisiti di economicità, che è la condizione di esistenza dell azienda. L attività aziendale è un attività economica perché realizzata in una logica di risorse scarse, cioè di economicità. L utilità delle risorse utilizzate per produrre deve essere minore o al limite uguale all utilità dei prodotti ottenuti. L attività aziendale deve produrre utilità e la creazione di questa può essere quantificata in valore, ossia può essere espressa in termini monetari. ECONOMICITA : è fondamentale perché l azienda sopravviva. L economicità si realizza solo se l azienda opera con EFFICACIA (pone in essere azioni x creare valore) e EFFICIENZA (ottimizza le risorse consumate per produrre e non spreca le produzioni realizzate).

3 CREAZIONE DELL AZIENDA Per creare un azienda sono necessari diversi fattori. Serve in primo luogo un idea imprenditoriale, che può essere stimolata dai bisogni umani. Quando si ha l idea c è bisogno di un finanziamento e di un business plan, ossia quello con cui si decide il dimensionamento dell azienda, e quindi quanto deve essere grande il finanziamento. Per avere l impresa quindi bisogna individuare i bisogni da soddisfare, procurarsi il capitale monetario necessario a finanziare l impresa e impiegarlo poi per acquistare i fattori specifici della produzione. Bisogna poi utilizzare questi fattori per allestire i prodotti e vendere i prodotti che dovranno essere consumati. Nella creazione dell impresa si individuano 2 figure fondamentali: l imprenditore e il capitalista. L imprenditore è colui che apporta l idea e la capacità di governo dell impresa, il capitalista è colui che apporta il capitale monetario supportando il rischio di perdita (può anche essere lo stesso imprenditore). Se si crea valore il capitalista avrà una remunerazione, in caso contrario non l avrà. In caso di liquidazione una parte del denaro investito rientrerà. FINANZIAMENTO Con questo termine si intende un apporto di una somma di denaro, quindi un flusso monetario che entra nell impresa. Le entrate di denaro creano un CAPITALE D APPORTO, ossia una somma di denaro che è caratterizzata dal vincolo del PIENO RISCHIO, ossia la somma di denaro iniziale dell impresa a cui si fa riferimento per misurare i risultati della gestione. Se questi soldi non bastano si avranno dei DEBITI DI FINANZIAMENTO. La banca o qualcuno da a disposizione una somma all azienda. Qui si parla di capitale con vincolo del RISCHIO LIMITATO e per le somme inerenti al rischio limitato si ha un interesse passivo, quindi se l azienda non restituisce i soldi la banca o l ente che li ha versati si prende comunque qualcosa. La differenza sta nella remunerazione, in quanto in caso di capitale con vincolo del pieno rischio il capitale stesso diventa di proprietà dell impresa e di conseguenza viene remunerato in base ai risultati economici dei soci e rimborsato solo al termine della gestione. In caso di capitale con il vincolo del rischio limitato, invece, la remunerazione avviene attraverso il pagamento di interessi passivi. In questo caso si deve anche pagare il prezzo per l uso del denaro; più è alto il rischio, maggiori saranno gli interessi. Questo tipo di capitale viene rimborsato alla scadenza pattuita. In fase di costituzione il capitale monetario affluisce nell impresa innanzi tutto con il vincolo del pieno rischio e viene denominato capitale d apporto (senza questo capitale non si ha impresa). Se questo non è sufficiente a coprire i fabbisogni finanziari dell impresa si contraggono dei debiti di finanziamento ed il capitale monetario in questo caso affluisce nell impresa con il vincolo del rischio limitato.

4 GESTIONE Le operazioni di gestione possono essere considerate da diversi punti di vista: dal punto di vista organizzativo si vedono i processi della creazione del valore, invece dal punto di vista degli effetti economici e finanziari si possono vedere i risultati economici della gestione e i fabbisogni finanziari dell impresa. LE OPERAZIONI AZIENDALI Quando vengono prese in considerazione al fine dello studio degli effetti economici e finanziari vengono ricondotte alle seguenti: - FINANZIAMENTO - IMPIEGO O INVESTIMENTO - TRASFORMAZIONE - REALIZZO O DISINVESTIMENTO Queste operazioni definiscono il cosiddetto Ciclo della gestione. FINANZIAMENTO CAPITALE DI PIENO RISCHIO CAPITALE DI RISCHIO LIMITATO +DENARO (effetto finanziario) +CAPITALE DI PROPRIETA (effetto economico) +DENARO (effetto finanziario) In entrambi i casi vi è un entrata di denaro, ma questo ha effetti diversi sull impresa +DEBITO DI FINANZIAMENTO (effetto finanziario) IMPIEGO: consiste nell acquisto di fattori specifici della produzione in funzione della destinazione che andranno ad avere nell impresa. Si distinguono: - FATTORI A FECONDITA RIPETUTA: (ossia quelli che servono a compiere molti atti produttivi, ad es i macchinari) - FATTORI A FECONDITA SEMPLICE: (ossia quelli che si esauriscono in un unico atto produttivo) In entrambi i casi bisogna comprare questi fattori; questo può avvenire in 2 modi: - PAGAMENTO IN CONTANTI: che comporta un uscita di denaro - PAGAMENTO A DILAZIONE: che porta un debito di finanziamento. Bisogna sottolineare che questo processo è differente dal debito di finanziamento, in quanto ho disponibilità di denaro ed è nei confronti dei fornitori che pagherò in futuro.

5 In entrambi i casi le operazioni permettono di quantificare i costi d acquisto tramite la somma di denaro che sacrifico per i fattori specifici o per il debito di funzionamento nei confronti dei fornitori. COSTO D ACQUISTO E la somma di denaro che viene ceduta per ottenere il fattore specifico della produzione ed è espressione dell utilità attribuita al fattore dall impresa. Questa somma di denaro misura infatti il sacrificio di risorse (COSTO) che l impresa sostiene per acquistare il fattore. Il costo d acquisto è misurato da un uscita di denaro o da un debito, quindi è una variazione finanziaria passiva. I FATTORI A FECONDITA RIPETUTA partecipano a più atti produttivi e quindi cedono in modo graduale la loro vita utile, ossia in tempi lunghi (MEDIO-LUNGO TERMINE PIIU DI UN ANNO). I FATTORI A FECONDITA SEMPLICE, al contrario, cedono la loro utilità in una VOLTA SOLA e quindi partecipano ad un solo atto produttivo. FATTORI SPECIFICI DELLA PRODUZIONE A FECONDITA SEMPLICE A FECONDITA RIPETUTA Si caratterizza per essere SOLO a spesa anticipata Può essere: a spesa anticipata (materie prime) a spesa posticipata Cedono la loro utilità al fattore in tempi lunghi Cedono la loro utilità al fattore in modo completo e immediato Rientrano in forma monetaria in tempi lunghi Rientrano in forma monetaria in tempi brevi Questi fattori creano la struttura dell impresa e vengono chiamati anche IMMOBILIZZAZIONI, perché i soldi rimangono immobilizzati nel tempo - Immobili - Impianti - Macchinari - Brevetti, marchi - Fabbricati civili, industriali - ecc - Materie prime - Materiali di consumo - Lavoro subordinato o dirigenziale - Telefono - Consulenza - Energia elettrica

6 TIPOLOGIE D IMPRESA Esistono diverse tipologie d impresa. Si distinguono in primo luogo: 1. IMPRESE INDIVIDUALI: C è un solo proprietario- imprenditore che apporta tutto il capitale con il vincolo del pieno rischio. Lui è anche l unico che decide le operazioni iniziali, il progetto ed è anche l amministratore dell impresa. Spesso le grandi società nascono così, poi si allargano. 2. SOCIETA : se abbiamo 20 o più soci che apportano il capitale con il vincolo del pieno rischio, legati da contratti di diritto. Le società possono essere di persone o di capitali. SOCIETA DI PERSONE Si chiamano così perché è importante il singolo con il suo patrimonio. Ne esistono due diversi tipi: - SOCIETA IN NOME COLLETTIVO (SNC): ci sono più imprenditori (soci) che apportano il capitale con il vincolo del pieno rischio (capitale sociale) - SOCIETA IN ACCOMANDATA SEMPLICE (SAS) Per le obbligazioni sociali rispondono illimitatamente con il loro patrimonio tutti i soci della SNC e i soci accomandatari della SAS. Non c è separazione tra ciò che è dei soci e ciò che è della società. Sono inoltre responsabili in modo solidale, ossia può pagare un solo socio per tutti. I soci accomandanti hanno responsabilità limitata all apporto di capitale sociale ammontato e non possono amministrare. SOCIETA DI CAPITALI Possono essere di 3 tipi e si distinguono solo per questioni burocratiche. Si chiamano così perché qui è importante solo il capitale. 1. SOCIETA PER AZIONI (SPA): forma tipica delle società più importanti 2. SOCIETA IN ACCOMANDATA PER AZIONI (SAPA): poco diffusa 3. SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA (SRL): tipica delle attività più piccole. Tutte e tre sono società con PERSONALITA GIURIDICA, ossia sono entità giuridicamente distinte rispetto ai soci. Questo significa che rispondono esse stesse per le obbligazioni sociali con il loro patrimonio. Vi è quindi una netta separazione tra il patrimonio della società e il patrimonio dei soci. Per quanto riguarda la SPA il capitale d apporto è uguale al capitale sociale. Questo viene suddiviso in quite di uguale valore (valore nominale), chiamate AZIONI o SHARE. AZIONI Sono quote rappresentative del capitale sociale e attribuiscono al proprietario dell azione il titolo di socio o azionista. Sono trasferibili mediante la vendita, difatti chiunque può vendere le sue azioni. questo fa si che la proprietà della SPA sia NEGOZIABILE e questa possibilità è massima se la società è quotata in borsa. Questo è quello che distingue la SPA dalle società di persone, difatti in quest ultima i soci

7 non possono vendere a chiunque le loro quote, poiché per farlo devono avere il consenso di tutti gli altri soci. Le azioni non vengono vendute al loro prezzo iniziale, ma in base al prezzo di mercato, che è influenzato dall andamento della società. DIRITTI ATTRIBUITI DALLE AZIONI 1. DIRITTO DI PROPRIETA su una porzione dell impresa, rappresentata dal rapporto tra il numero delle azioni possedute e il totale delle azioni. 2. DIRITTO DI VOTO nell assemblea degli azionisti, che decide per ciò che fa l impresa. 3. DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI commisurato dal rapporto tra l utile distribuibile e il numero delle azioni. La quota unitaria di utile distribuibile prende il nome di DIVIDENDO.

8 RATEI E RISCONTI AL 31\12 L impresa può aver usato o reso a terzi dei servizi che si caratterizzano per il fatto: 1. di essere SERVIZI A PRESTAZIONE CONTINUATIVA. Questo significa che il servizio viene reso senza soluzione di continuità. Ad esempio può succedere che l impresa affitti o dia in affitto un immobile e che questo venga usato solo quando ce n è bisogno, quindi senza soluzione di continuità riguardo a un dato periodo di tempo. T 0 T 1 2. Che l intervallo di tempo sia A CAVALLO TRA I DUE ESERCIZI (avviene nel 99% dei casi). T 0 31/12 T 1 Il 31\12 è in mezzo, ossia la prestazione inizia in un esercizio e si conclude in quello successivo. Si riscontrano due distinti casi: 1. IL PAGAMENTO AVVIENE IN VIA POSTICIPATA RISPETTO ALL USO DEL SERVIZIO T 0 31\12 T 1 pagamento Ad esempio in data 1\8\n si pone in locazione un magazzino concordando un canone semestrale di con pagamento posticipato. 1\8\n 31\12\n 01\02\n+1 Il sevizio è già stato in parte utilizzato ma l impresa non ha ancora sostenuto il costo d acquisto perché il canone di locazione verrà pagato l anno successivo Al 31\12 occorre calcolare: 1. COSTO DI UTILIZZAZIONE DEL SERVIZIO FITTO PASSIVO (CE) 2. DEBITO PRESUNTO RATEO PASSIVO (SP)

9 In sostanza accade che noi abbiamo affittato un magazzino per sei mesi, ma non lo pagheremo fina all anno prossimo. Al 31/12 quindi abbiamo utilizzato il magazzino per 5 mesi, ma non lo abbiamo ancora pagato, in quanto abbiamo concordato un pagamento posticipato, che quindi avverrà l anno prossimo. Non si può mettere la cifra da pagare tutta nell esercizio dopo, poiché noi non utilizziamo il magazzino solo l anno dopo ma lo utilizziamo per 5 mesi quest anno e per un mese l anno prossimo. Di conseguenza il nostro costo andrà diviso in 2 parti: i 5 mesi di adesso e il mese dell anno prossimo e bisognerà scrivere in questo esercizio il costo relativo alla parte usata ora e nell esercizio successivo andrà invece scritta la parte utilizzata dopo. Dal momento che il costo totale dell operazione è di 1200 euro per un affitto di 6 mesi, ciò significa che il nostro magazzino costa 200 al mese (1200/6). Al 31/12 noi abbiamo usato il magazzino per 5 mesi (dall 1/8 al 31/12) ma non abbiamo pagato nulla. Di conseguenza al è come se fossimo in passivo di 5 mesi (ossia di 1000) verso il soggetto che ci ha affittato il magazzino, dal momento che lo stiamo usando senza pagare nulla. Quindi: Il FITTO PASSIVO lo si calcola facendo: (12000/6) x 5 dove 6 sono i mesi totali di locazione e 5 sono i mesi utilizzati in data 31\12. Questo valore va inserito nel conto economico nei costi della produzione ottenuta. Il RATEO PASSIVO ha lo stesso valore del fitto, poiché è teoricamente la stessa cosa, ma va inserito nello stato patrimoniale passivo. STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIVO. PASSIVO.. RATEO PASSIVO VALORE DELLA PRODUZIONE. COSTO DELLA PRODUZIONE FITTO PASSIVO

10 SE L IMPRESA RENDE SERVIZI A TERZI Ad es in data 1\10\n l impresa ha acquistato le obbligazioni della società Generali per un valore nominale di , il cui godimento va dall 1\4 all 1\10, con un tasso di interesse annuo del 4%. T 0 31\12 T 1 L impresa incassa L impresa ha già reso parte del servizio ma non ha ancora riscosso il relativo compenso 1\10\n 31\12\n 1\4\n+1 L impresa ha prestato del denaro alla società Generali ma al 31\12 non ha ancora incassato il relativo compenso poiché gli interessi attivi verranno incassati solo l anno successivo in data 1\4\n+1 I 3 mesi di interessi attivi andrebbero inseriti nel valore della produzione, ma dato che il denaro non è ancora stato incassato, si mette un credito nello stato patrimoniale in modo da far aumentare l utile. Al 31\ BISOGNA CALCOLARE: RICAVO DI COMPETENZA ECONOMICA INTERESSE ATTIVO (CE) CREDITO PRESUNTO VS LA SOC GENERALI RATEO Parentesi sulle OBBLIGAZIONI: esse attribuiscono la qualifica di creditori. In sostanza avviene che la società emette delle obbligazioni e chi vuole può acquistarle. L obbligazionista ha diritto a una remunerazione periodica fissa (interessi) il diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. Quindi è come se il soggetto avesse prestato dei soldi alla società, che quindi dovrà restituirglieli pagando in più degli interessi. Tornando al nostro caso: In sostanza accade che noi abbiamo comprato delle obbligazioni e quindi prestato una somma di denaro alla società Generali. Questo ci porta ad avere un credito verso tale società che ci sarà rimborsato solamente sei mesi dopo. Al 31/12 quindi non abbiamo ancora ricevuto il nostro compenso, ma come nel caso di prima non si può scrivere tale cifra tutta nell esercizio dopo, poiché il nostro credito non è tutto di competenza dell esercizio successivo. Di conseguenza il credito andrà diviso in 2 parti: i 3 mesi di adesso e i 3 mesi dell anno prossimo. Quindi: L interesse attivo si calcola facendo: ( x 3 x 4) /1200 dove 3 sono i mesi, 4 è l interesse che era appunto del 4% e 1200 sono i 12 mesi dell anno (con l aggiunta dei due zeri data dalla

11 moltiplicazione del 100 derivante dalla percentuale). Il rateo attivo ha lo stesso valore, solo va messo nello SP. STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIVO RATEO ATTIVO PASSIVO.. VALORE DELLA PRODUZIONE INTERESSI ATTIVI COSTO DELLA PRODUZIONE RATEI: sono debiti o crediti presunti che sorgono in seguito a prestazioni di servizi a carattere continuativo che iniziano in un esercizio e si concludono in esercizi successivi, il pagamento dei quali è stato stabilito avvenga in via posticipata. 2. IL PAGAMENTO AVVIENE IN VIA ANTICIPATA RISPETTO ALL USO DEL SERVIZIO Pagamento T 0 31\12 T 1 ES: In data 01\11\n si stipula un contratto di assicurazione contro gli incendi della durata di 3 mesi concordando un premio assicurativo di e si concorda che il pagamento avvenga subito. Pagamento 01\11\n 31\12\n 01\02\n+1 L impresa ha già pagato il premio di assicurazione interamente, cioè ha già avuto l uscita monetaria che misura il costo d acquisto ma ha utilizzato solo parzialmente il servizio in quanto ha diritto alla copertura assicurativa ancora per un periodo di tempo nell esercizio successivo Occorre dividere in due il costo d acquisto Al 31\12 bisogna calcolare: 01\11\n 31\12\n COSTO DI UTILIZZAZIONE (CE) 31\12\n 01\02\n+1 RISCONTO ATTIVO (SP) (Diritto ad ottenere un servizio di cui si è già pagato il costo)

12 In questo caso abbiamo fatto un assicurazione per 3 mesi, pagando tutto anticipatamente.+ Il discorso è molto simile a quello precedente, in quanto anche in questo caso non possiamo scrivere tutto il costo in questo esercizio dal momento che il servizio verrà utilizzato anche l anno prossimo. Si procede quindi dividendo il costo in 2 e poi andando a vedere quale parte è di nostra competenza adesso. Dal momento che il servizio dura in tutto 3 mesi e che il prezzo totale da pagare è di questo significa che l assicurazione costa 6000 al mese (18000/3). Al 31/12 noi abbiamo già pagato tutto, ma non abbiamo ancora utilizzato un mese di servizio, infatti ne abbiamo utilizzati solo 2 (dall 1/11 al 31/12). Dato che abbiamo già pagato l intera somma è come se avessimo un credito nel confronti della società di assicurazione, poiché ci deve ancora un mese di servizio. Quindi: Nel conto economico inserisco il costo di utilizzazione che si calcola facendo: = dove 6000 è il costo sospeso calcolato facendo (18000/3) x 1 ossia la cifra totale, diviso i mesi totali in cui dura il premio e poi moltiplicati per i mesi ancora da utilizzare. Il risultato (12000) va inserito nel costo della produzione ottenuta. Nello stato patrimoniale devo invece inserire, nell attivo, i 6000 sotto la voce di risconto attivo. STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIVO RISCONTO ATTIVO PASSIVO.. VALORE DELLA PRODUZIONE. COSTO DELLA PRODUZIONE PREMIO ASSICURATIVO

13 SE L IMPRESA RENDE SERVIZI A TERZI ES: in data 01\09\n si concede in locazione un magazzino concordando un canone semestrale di con pagamento anticipato. Incasso 01\09\n 31/12/n 01/03/n+1 L impresa ha già incassato tutto il compenso, ossia si è già verificata l entrata di denaro che misura il ricavo, ma ha erogato solo una parte del servizio. Nell anno n+1 dovrà ancora lasciare il locale a disposizione per un certo periodo di tempo Al 31\12 occorre determinare: RICAVO DI COMPETENZA ECONOMICA FITTO ATTIVO (CE) RICAVO SOSPESO RISCONTO PASSIVO (SP) In questo caso abbiamo dato in affitto un magazzino per 6 mesi e ci hanno già pagato. Al mese il magazzino costerà 6000 (36000/6) e ci hanno già pagato. Al 31/12 hanno utilizzato il magazzino per soli 4 mesi e quindi siamo in debito con loro, ossia gli dobbiamo ancora 2 mesi. Quindi: Il risconto passivo si calcola facendo (36000/6) x 2 = dove 6 sono i mesi totali e 2 sono i mesi ancora da utilizzare. Il fitto attivo si calcola sottraendo i ottenuti dai = STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIV O. PASSIVO RISCONTO PASSIVO VALORE DELLA PRODUZIONE FITTO ATTIVO COSTO DELLA PRODUZIONE RISCONTI: sono costi sospesi (valore residuo di fattori acquistati ma non ancora utilizzati per intero) o ricavi sospesi che sorgono in seguito a prestazioni di servizi a carattere continuativo che iniziano in un esercizio e si concludono in esercizi successivi il prezzo dei quali è stato pagato o riscosso anticipatamente.

14 PRODOTTI NON DESTINATI ALLA VENDITA (per uso interno destinati ad essere usati come fattori della produzione) In un esercizio, con il consumo di fattori della produzione si possono ottenere prodotti destinati alla vendita, ma anche prodotti per uso interno che per l impresa costituiscono FATTORI A FECONDITA RIPETUTA (es brevetti, macchinari, software ecc.) Questi prodotti vengono allestiti ed utilizzati all interno dell impresa anziché venduti nei mercati dei prodotti. Nella determinazione del risultato economico d esercizio questo avrà delle conseguenze, infatti la produzione di questi prodotti comporterà dei consumi di fattori alle imprese (come ore di lavoro, spesa di energia ecc.), e questi consumi genereranno un aumento del costo della produzione ottenuta. Lo stesso importo però deve essere rappresentato nel valore della produzione ottenuta in quanto è espressione di ciò che si è ottenuto nell esercizio con il consumo di fattori. In altri termini il prodotto per uso interno vale per l impresa tanto quanto i fattori utilizzati per produrlo. STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIVO CASSA FFR PASSIVO.... VALORE DELLA PRODUZIONE Incrementi FFR per uso interno COSTO DELLA PRODUZIONE X UTILE D ESERCIZIO

15 L IMPRESA E IL RISCHIO Si fa riferimento al rischio generale dell impresa, ovvero quando l impresa non crea valore dopo aver fatto ITO. L impresa nasce quando viene dotata di un capitale di rischio, e il rischio sta nel fatto di poter creare un impresa che non crea valore, ovvero conseguire delle perdite che vanno ad intaccare il capitale. Per far fronte a questi eventuali effetti economici negativi l impresa può trattenere una parte di utile, creando così delle riserve da utilizzare in caso di bisogno. RISCHI PARTICOLARI Si fa riferimento ad eventi particolari che se si verificano possono produrre effetti economici negativi, cioè possono generare degli ONERI PER L IMPRESA. L onere del rischio è collegato al fatto che al 31/12 operazioni già iniziate possono non aver concluso il loro iter, ossia il loro ciclo gestionale con il realizzo che avverrà in esercizi successivi. Per il principio di competenza economica i relativi effetti economici negativi devono ricadere sul risultato economico dell esercizio in corso. Durante le fasi possono succedere cose diverse: 1. FASE DI IMPIEGO: i fattori acquistati possono non aver ancora visto il loro ritorno in forma monetaria tramite e ricavi di vendita 2. FASE DI TRASFORMAZIONE: i prodotti allestiti possono non essere ancora stati venduti 3. FASE DI REALIZZO: le vendite dei prodotti possono non essere ancora state concluse (vendite con pagamento a dilazione oppure con garanzie) L onere del rischio può essere collegato al fatto che al 31/12: - Per vendite con pagamento a dilazione non si sono ancora riscossi i relativi crediti verso i clienti (RISCHIO DI INESIGIBILITA ) - Per vendite di prodotti in garanzia non è ancora scaduto l obbligo di intervento, quindi c è un riscio di sostituzione, riparazione, cambio ecc. L impresa può fronteggiare questi effetti economici negativi in 2 modi: 1. TRASFERIMENTO DELL ONERE DEL RISCHIO NELLO SPAZIO: in questo caso viene stipulano un contratto con una società di assicurazioni. Si sosterrà un costo d acquisto per il servizio di copertura, ossia si pagherà anticipatamente il premio di assicurazione. Al 31\12 si determinerà il relativo costo di utilizzazione che parteciperà alla formazione del risultato economico d esercizio. CONTO ECONOMICO VALORE DELLA PRODUZIONE STATO PATRIMONIALE ATTIVO PASSIVO. COSTO DELLA PRODUZIONE Premio di assicurazione CASSA -1000

16 2. TRASFERIMENTO DELL ONERE DEL RISCHI NEL TEMPO: l impresa si AUTOASSICURA ponendo a carico dell esercizio un costo di competenza economica misurato da una presunta variazione finanziaria passiva denominata FONDO RISCHIO. Se serve a correggere in diminuzione i crediti verso i clienti viene chiamato FONDO SVALUTAZIONE CREDITI, se invece costituisce un debito presunto verso i clienti per un possibile intervento di garanzia viene chiamato FONDO GARANZIA PRODOTTI. Nel conto economico risulterà un ACCANTONAMENTO A FONDO RISCHI. CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE VALORE DELLA PRODUZIONE. COSTO DELLA PRODUZIONE Accantonamento a fondo rischi ATTIV O PASSIVO Fondo garanzia prodotti 1000 Con la costituzione dei fondi di rischio si imputa a carico dell esercizio un costo (accantonamento a fondo rischi) che non ha originato nell esercizio alcuna variazione finanziaria. In questo modo si trattiene una parte del valore della produzione (ricchezza prodotto) che si utilizzerà nel caso in cui si verifichi un evento negativo (utilizzo fondo rischi). Si perviene così ad una forma di assicurazione. UTILIZZO DEI FONDI RISCHIO In data 31\12\2008 l impresa ha costituito un fondo garanzia prodotti pari a Nell anno 2009 si verifica l evento negativo che provoca un rimborso del prezzo di vendita e l impresa utilizza il fondo garanzia. Può accadere che: 1. INTERVENTI DI GARANZIA = FONDO GARANZIA PRODOTTI CASSA 1000 ATTIVO 1000 FONDO GARANZIA 1000 PASSIVO 1000 In questo caso non viene influenzato il risultato economico dell esercizio 2009 (l effetto negativo lo lascio all anno 2008).

17 2. INTERVENTI DI GARANZIA > FONDO GARANZIA PRODOTTI Ad esempio il rimborso di vendita è di 1500 (nel 2008 ho sbagliato l accantonamento al fondo garanzia prodotti). -CASSA ATTIVO FONDO GARANZIA PASSIVO 1000 In questo caso diminuisce il capitale netto e c è una diminuzione dell utile d esercizio (- 500) CONTO ECONOMICO VALORE DELLA PRODUZIONE. COSTO DELLA PRODUZIONE Oneri straordinari (costi per interventi non coperti dal fondo garanzia prodotti) INTERVENTI A GARANZIA < FONDO GARANZIA PRODOTTI ES: il rimborso di vendita è di 700 -CASSA 700 -ATTIVO 700 -FONDO GARANZIA 700 -PASSIVO 700 Si verifica solo un utilizzo parziale del fondo; rimane un valore residuo di 300. In questo caso si possono verificare 2 cose: a. Si può tenere a disposizione per il futuro e se si ritiene necessario si può integrare con un ulteriore accantonamento al 31\12\2009 Al 31\12\2009 esiste un fondo garanzia prodotti di 300. Si ritiene necessario disporre di un fondo garanzia prodotti di 1000 e quindi occorre integrare il fondo garanzia prodotti con un ulteriore accantonamento di 700 STATO PATRIMONIALE ATTIV O PASSIVO Fondo garanzia prodotti 1000 ( ) CONTO ECONOMICO COSTO PROD Acc.to fondo gar. Prod. 7 00

18 b. Si può eliminare il valore residuo; la ricchezza trattenuta nel 2008 incide sul risultato economico del Es: al 31\12\2009 non si ritiene più necessario dis8520porre di un fondo garanzia prodotti, quindi avanzano 300. STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO ATTIV O PASSIVO Fondo garanzia prodotti RISULTATO EC D ESERCIZIO 300 X VAL DELLA PROD Proventi straordinari COSTO PROD 300

19 APPROFONDIMENTO IN TEMA DI COSTI Esistono i COSTI D ACQUISTO, che sono valori totalmente oggettivi e i COSTI DI UTILIZZAZIONE, che al contrario sono costi soggettivi. La somma dei costi di utilizzazione ci da il COSTO DELLA PRODUZIONE, che di conseguenza non risulta essere un valore oggettivo. I COSTI DI UTILIZZAZIONE relativi ad un determinato esercizio possono essere classificati, rielaborati e integrati per ottenere informazioni; in particolare informazioni per conoscere: - Il costo unitario di prodotto - Quanto conviene produrre di una determinata tipologia di prodotto - Se conviene abbandonare o continuare la produzione di un certo prodotto - Ecc. COSTO UNITARIO DI PRODOTTO Non è un concetto univoco, infatti in relazione alle finalità che si vogliono perseguire occorre procedere alla determinazione del costo unitario di prodotto in modi diversi. In ogni caso è necessario: 1. Attuare una classificazione dei costi di utilizzazione per aree di attività 2. Introdurre il concetto di configurazione di costo. 1. I costi di utilizzazione dei fattori vengono classificati per area di attività in: a. COSTI INDUSTRIALI O DI FABBRICAZIONE: sono i costi legati all allestimento del prodotto, ovvero tutti quei costi che si sostengono fino a quando il prodotto finito entra in magazzino. Questi costi possono essere a loro volta divisi in COSTI VARIABILI, che sono quelli che variano in funzione della quantità prodotta, quindi nello specifico le materie prime, la manodopera e i servizi industriali, ossia i servizi necessari per la trasformazione dei prodotti, come l energia elettrica, le lavorazioni esterne ecc. Ci sono poi i COSTI FISSI, ossia quelli che non variano in funzione della quantità prodotta, che in particolare sono i costi di trasformazione industriale, ossia gli ammortamenti industriali, i canoni di affitto per i reparti produttivi ecc. b. SERVIZI INDUSTRIALI E COSTI DI TRASFORMAZIONI INDUSTRIALI: i servizi industriali sono servizi che vengono sempre acquisiti da terzi e vanno va variare in base alla quantità prodotta, in particolare abbiamo i consumi di energia, la manutenzione degli impianti, le lavorazioni esterne se eseguite da terzi ecc. I costi di trasformazione industriale sono invece costi fissi, ad esempio gli ammortamenti, i canoni di locazione ecc. c. COSTI COMMERCIALI: sono costi che si sostengono una volta che il prodotto è stato allestito. Sono costi che servono per collocare il prodotto sul mercato. In particolare abbiamo i costi pubblicitari, le provvigioni di vendita, i servizi di trasporto, l ammortamento dei mezzi di trasporto ecc. d. COSTI AMMINISTRATIVI: sono i costi relativi alla gestione amministrativa dell azienda, come gli stipendi del personale amministrativo, il compenso del direttore generale ecc. e. ONERI FIGURATIVI: esprimono il consumo dei fattori produttivi impiegati nella produzione per i quali l impresa non ha sostenuto specifici costi monetari, ad esempio l uso di locali di proprietà dell imprenditore, incrementi FFR per uso interno ecc.

20 Le CONFIGURAZIONI DI COSTO sono delle aggregazioni delle precedenti classi di costo. in funzione del fatto che vengano prese in considerazione tutte o solo alcune delle precedenti avremo delle configurazioni di costo PARZIALI o COMPLESSIVE. CONFIGURAZIONI DI COSTO NELLE IMPRESE INDUSTRIALI MONOPRODOTTO + MATERIE PRIME MANODOPERA + SERVIZI INDUSTRIALI = COSTO PRIMO + COSTI DI TRASFORMAZIONE = COSTO DI FABBRICAZIONE + COSTI COMMERCIALI + COSTI AMMINISTRATIVI = COSTO DI PRODUZIONE + ONERI FINANZIARI + ONERI TRIBUTARI = COSTO DI GESTIONE + ONERI FIGURATIVI = COSTO ECONOMICO TECNICO IMPRESA MULTIPRODOTTO La produzione di più tipologie di prodotto implica - COSTI COMUNI a più prodotti - IMPUTAZIONE di questi costi alle singole tipologie di prodotti In questa tipologia di impresa occorre classificare i costi dei fattori utilizzati in COSTI DIRETTI e COSTI INDIRETTI. I costi diretti sono consumi di fattori sostenuti esclusivamente per ottenere il prodotto e attribuiti in base ai criteri oggettivi di calcolo. I costi indiretti invece sono consumi di fattori per ottenere più prodotti e attribuiti al singolo prodotto in base a criteri convenzionali. RIPARTO (= ricavo totale) può essere A BASE UNICA (si ricorre ad un unico parametro per attribuire i consumi di fattore al prodotto) o A BASE MULTIPLA (si suddividono i costi indiretti in classi omogenee a ciascuno dei quali viene applicato un parametro appropriato per attribuire i consumi ai fattori al prodotto). K = COSTI FISSI / RICAVI TOTALI QUOTA = K x V

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