8 Il mercato dell innovazione 8.1 La domanda potenziale per un innovazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "8 Il mercato dell innovazione 8.1 La domanda potenziale per un innovazione"

Transcript

1 8 Il mercato dell innovazione 8.1 La domanda potenziale per un innovazione Un elemento fondamentale per la comprensione del possibile successo di un innovazione è dato dall identificazione della domanda potenzialmente interessata alla stessa. A questo scopo diviene essenziale il concetto di «potenziale di mercato». Con esso si intende la dimensione massima possibile della domanda per il nuovo prodotto o servizio in una certa area geografica e in un certo periodo di tempo con il supporto di una ragionevole attività di marketing (sul tema del potenziale di mercato si veda diffusamente Urban e Hauser, 1997). L idea sostanziale è quella secondo cui per ogni prodotto che può essere lanciato sul mercato esiste un limite superiore della domanda che è dato dall interesse e dalla possibilità di acquisto verso la nuova offerta. Questo limite verrà avvicinato quando, una volta lanciato il prodotto, esso avrà percorso tutto il suo ciclo vitale, arrivando al livello massimo possibile delle vendite. Come illustrato nella Fig. 8.1, le vendite del nuovo prodotto hanno uno sviluppo che raggiunge, dopo un certo periodo di tempo, un livello oltre il quale esse non possono crescere. Questo livello massimo è vicino al concetto di potenziale di mercato, che non viene mai completamente raggiunto perché esisteranno sempre porzioni di mercato quali per esempio, aree geografiche, segmenti di mercato, tipi di utilizzo comunque non raggiungibili dal nuovo prodotto. Un modo differente di esprimere concettualmente il potenziale di mercato è quello di immaginare un aumento degli investimenti di marketing fino al massimo della sostenibilità; a questo punto, nel momento in cui ogni investimento incrementale non è in grado di comportare un aumento della domanda economicamente sostenibile allora siamo arrivati alla domanda massima possibile. Se è semplice definire concettualmente il potenziale di mercato, molto più complesso è il processo necessario per la sua stima. Concretamente, per il calcolo del potenziale di mercato possono essere utilizzati i seguenti metodi principali: additivo; scompositivo; statistico. Il metodo additivo vuole identificare in un determinato ambito geografico e in un certo periodo di tempo qual è il numero di clienti potenzialmente interessati all acquisto del prodotto/servizio. Il passo successivo consiste nella stima della quantità acquistabile da ogni singolo cliente e nell eventuale tasso di riacquisto nel periodo considerato. Da ultimo, è necessario stimare il costo che ogni singolo cliente è disponibile a sostenere per entrare in possesso del nuovo prodotto. In sintesi: P=N Q r p dove: P = potenziale di mercato N = numero di clienti potenzialmente interessati Q = quantità acquistabile da ogni cliente r = riacquisto medio del periodo p = costo che ogni cliente è disponibile a sostenere (possibile prezzo di vendita) Il metodo scompositivo, invece, consiste nel partire dal numero della popolazione

2 totale e nella successiva scomposizione dello stesso moltiplicandolo per una serie di quozienti calcolati sulla base delle ipotesi d interesse/propensione all acquisto. Per esempio, per valutare la domanda potenziale di un telefono cellulare capace di svolgere anche funzioni di palmare orientato verso applicazioni di office automation, un modo di procedere è quello di stimare in primo luogo il numero di persone di età dai 18 ai 65 anni, pari a B, di calcolare in secondo luogo la percentuale α di esse impiegata in attività di ufficio, poi di stimare la quota β di quelli orientati all uso della tecnologia, e quindi di ipotizzare la percentuale γ di coloro interessati alle specifiche applicazioni proposte. Il mercato potenziale sarà dato da: P=B α β γ Da ultimo, il metodo statistico consiste nel cercare, attraverso un analisi di tipo statistico, i fattori capaci di influenzare la domanda complessiva per il nuovo prodotto e di assegnare a essi un peso relativo. Per esempio, utilizzando un analisi di regressione multipla è possibile esprimere le vendite potenziali (variabile dipendente) come funzione di una serie di fattori (variabili indipendenti) in grado di influenzare le stesse o che comunque mostrano con esse una correlazione significativa: P ax bx zx W n = K Per esempio, nella valutazione della domanda possibile di macchine lavatrici nel sud della Scozia, si è individuata la seguente equazione (Moutinho, 1991), con una stima dell errore pari al 5 per cento: Q= P+69H+20R dove: Q = domanda potenziale di lavatrici P = prezzo medio di vendita H = abitazioni servite dalla rete elettrica I = reddito pro capite Ovviamente, perché le ipotesi siano attendibili è necessario che esse siano state formulate attraverso analisi e ricerche di mercato approfondite, per non incorrere nel rischio di dare una forma di precisione analitica a idee vaghe, non supportate da presupposti sufficientemente provati. 8.2 Il processo di adozione di un nuovo prodotto Abbiamo visto nel paragrafo precedente le modalità secondo cui un prodotto si sviluppa nel mercato seguendo un ciclo di vita; questa evoluzione è stata però osservata dal punto di vista delle vendite del prodotto. Assumendo una diversa prospettiva, lo stesso fenomeno può essere esaminato dal punto di vista della domanda: in questo caso si vedrà il processo di adozione del nuovo prodotto da parte della clientela. Si tratta, in sostanza, di osservare la risposta del mercato all introduzione di un innovazione. Il processo di diffusione di un nuovo prodotto nel mercato può essere analizzato scomponendolo in tre elementi (Gatignon e Robertson, 1985): il tasso di diffusione; lo schema di diffusione; il livello di penetrazione. Il tasso di diffusione rappresenta la velocità di diffusione del prodotto nel mercato in un certo arco temporale. Vi sono prodotti che hanno necessità di molto tempo per trovare un ampia accettazione da parte della clientela mentre altri si sviluppano in brevissimo tempo.

3 Un innovazione può richiedere periodi di diffusione molto lunghi quando la complessità tecnica è tale per cui il mercato deve prima comprendere appieno e valutare poi le caratteristiche tecniche innovative del prodotto per deciderne l eventuale adozione. Tale complessità gioca un ruolo importante soprattutto laddove la domanda deve sviluppare nuove competenze tecniche per poter sfruttare appieno i caratteri di novità del prodotto. Un esempio è dato da TiVo, un set top box che offre tra le diverse funzionalità la possibilità di personal video recording, di programmare cioè autonomamente, basandosi sull esplicitazione delle preferenze dell utente per un telefilm, una trasmissione televisiva ecc., la registrazione del programma preferito e anche di programmi simili, per di più senza pause pubblicitarie; introdotto alla fine degli anni Novanta, è oggi presente nelle case di 3,6 milioni di utenti americani (Il Sole 24 Ore, 27 ottobre 2005). Un altro esempio è il sistema Bluetooth, che seppur introdotto nel 1999 in seguito alla realizzazione di un microchip abilitante la comunicazione senza fili tra più device telefono cellulare, auricolare, Personal Digital Assistant ecc. è stato oggetto di una maggior diffusione nell ultimo anno (dal 2005) a fronte anche di una più rapida crescita previsionale dal 2006 (Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2005). In altri casi, la complessità non è tecnica ma motivazionale, nel senso che il prodotto presenta caratteristiche di novità tali, rispetto alle esigenze manifeste del mercato, da richiedere tempi lunghi perché la domanda sviluppi le necessarie motivazioni all acquisto. Un caso specifico è quello che riguarda il lancio prematuro del prodotto, vale a dire prima che la domanda si sia evoluta sufficientemente per accettare il livello di innovatività del prodotto. Un esempio è rappresentato dalla lampada Tizio di Artemide, che fu lanciata negli anni Settanta con un livello di penetrazione molto basso, in quanto le novità stilistiche e funzionali erano troppo anticipatrici rispetto alle aspettative dei consumatori. Solo quando le condizioni culturali e sociali del mercato si sono sviluppate, la lampada ha avuto una forte diffusione nel mercato, con un forte sviluppo delle vendite, il cui livello si è mantenuto elevato per moltissimi anni Il successo della Tizio1 La Tizio è il tipico esempio del fatto che, per poter disegnare qualche cosa, poter fare una cosa, bisogna essere molto amici. Io conoscevo da molto tempo Richard Sapper; in quanto compagno di barca a vela, compagno di regate, abbiamo navigato tanto assieme, e durante queste navigate gli raccontavo che avevamo bisogno di una lampada da lavoro di grandissima diffusione. Sapper si è così messo all opera e, pensa, pensa, pensa... un bel giorno ci ha portato il prototipo: un modello fatto di legno, ferro, trasformatore e fili rappresentante una delle più belle lampade del mondo. La lampada presenta la caratteristica di essere perfettamente bilanciata, perché in qualunque posizione essa si trovi è sempre in equilibrio; può ruotare dovunque e questo la rende effettivamente una lampada da lavoro, che era in fondo quello che cercavamo. Il mercato non si è però subito accorto della Tizio, almeno non da quando è nata, nel 1972; per un po di anni, infatti, il livello delle vendite è stato basso, per poi improvvisamente decollare. Le vendite vere sono cominciate verso il 1976 e sono cresciute in maniera diciamo vertiginosa; al massimo dell apogeo della vendita, eravamo arrivati a pezzi all anno che, se rapportati a un apparecchio di illuminazione, certamente non economico ma raffinatissimo, sono numeri rilevanti. Per la verità il nome gliel ho suggerito io, perché avendo avuto l idea di questa lampada splendida, ho pensato che forse riuscivo a convincerlo a realizzare dopo Tizio, anche Caio e Sempronio, e quindi poter avere ancora degli altri pezzi di altrettanto

4 successo. In sintesi, abbiamo venduto più di 2 milioni di questi oggetti, sono presenti in tutto il mondo, in particolare, in tutti i musei del mondo. È praticamente diventato un archetipo delle lampade. Un altro caso è quello di complessità sistemica, in cui perché il prodotto possa svilupparsi velocemente è necessario che vengano formate le condizioni di sistema, quali infrastrutture, canali distributivi, strutture di supporto ecc. che sono essenziali ai fini dell acquisto e/o dell uso del prodotto. Un esempio, in questo senso, è quello di Fastweb, vale a dire del servizio di telecomunicazione ad alta velocità, che ha richiesto per la propria diffusione la posa dei cavi in fibra ottica nelle varie città italiane. La velocità di adozione era ed è pertanto fortemente condizionata dalla rapidità di posa dei cavi. Un altro esempio è quello relativo al digitale terrestre e alla necessità dell acquisto da parte degli utenti di un decoder o set-top-box per la diffusione dello stesso. Dal 2004, in Italia, il tasso di diffusione è stato spinto/accelerato dall offerta di un incentivo contributo statale all acquisto. Lo schema di diffusione riguarda invece la forma della curva di adozione da parte del nuovo mercato, che può essere rappresentata in molti modi, mettendo in relazione per esempio, le vendite e il tempo, il livello di penetrazione e il tempo, e ancora le vendite e il livello di penetrazione. Un certo prodotto può avere un livello di adozione iniziale molto elevato e poi subire un brusco rallentamento mentre, all opposto, un prodotto può avere un adozione iniziale molto bassa e poi conoscere una forte diffusione; altri prodotti, ancora, possono essere oggetto di una crescita del livello di diffusione piuttosto costante nel tempo. Il livello di penetrazione esprime la dimensione del mercato. Esso può pertanto essere rappresentato come il rapporto tra il totale delle vendite del nuovo prodotto rispetto alle vendite totali del mercato. Queste ultime sono date/risultano dalla somma del totale delle vendite del nuovo prodotto e dei prodotti simili già presenti sul mercato o comunque di prodotti altamente sostitutivi. Ovviamente, nel caso di un prodotto totalmente nuovo, che dà vita a una nuova categoria, il concetto di tasso di penetrazione perde significato essendo per definizione comunque pari a 1. Il livello di penetrazione può essere esaminato ex post oppure ex ante: nel primo caso si tratta di un rapporto tra il totale delle vendite effettive del nuovo prodotto e il mercato totale; nel secondo caso di un rapporto tra il totale delle vendite potenziali per il nuovo prodotto e il mercato totale. Ovviamente il livello di penetrazione dipende, oltre che dai benefici effettivi del nuovo prodotto rispetto ai prodotti esistenti, anche dalle azioni di marketing del produttore. Questi, infatti, con il livello degli investimenti per la commercializzazione dell innovazione può influenzare non solo il tasso e lo schema di diffusione, ma anche il livello di penetrazione che il nuovo prodotto può raggiungere nel mercato. Le modalità di adozione di un innovazione possono essere esaminate anche in relazione alle caratteristiche dei clienti e in particolare alla loro propensione a un adozione precoce o ritardata del prodotto. In particolare, con riferimento ai beni di consumo durevole per i quali il processo di acquisto è caratterizzato da un livello maggiore di complessità Rogers (Rogers, 1995) ha identificato cinque categorie di consumatori: 1. gli innovatori; 2. gli adottanti iniziali; 3. la maggioranza anticipatrice;

5 4. la maggioranza ritardataria; 5. i lenti. Gli innovatori sono consumatori particolarmente interessati al prodotto e in particolare alle caratteristiche innovative che esso presenta. Si tratta solitamente di persone altamente competenti e comunque con una forte propensione all acquisto delle novità, perlomeno con riferimento alla categoria di prodotto cui l innovazione appartiene. Solitamente si tratta di persone con un livello di reddito piuttosto elevato e con un alto grado di istruzione, anche se ciò che caratterizza maggiormente queste tipologie di clienti è, come si diceva, il livello di interesse. Gli adottanti iniziali sono, invece, consumatori che, pur non essendo così esperti del prodotto o così interessati alle caratteristiche innovative, tuttavia ci tengono a essere tra i primi a entrare in possesso di quel particolare tipo di prodotto. Talvolta si tratta di persone comunque interessate alle novità, perlomeno con riferimento alla categoria di prodotto in questione. Gli adottanti iniziali, insieme agli innovatori, svolgono spesso la funzione di opinion leader nei confronti degli altri potenziali consumatori del prodotto. Si tratta, infatti, dei clienti cosiddetti trendsetter Sono cioè clienti che, per la competenza specifica sul prodotto e per l esperienza maturata nell uso dello stesso, possono costituire un punto di riferimento per i futuri consumatori, che spesso si rivolgono a essi per avere un consiglio circa l acquisto o meno del prodotto, per la scelta della marca nel caso in cui per esempio, vi siano più offerenti, e ancora per le modalità di utilizzo. La maggioranza anticipatrice è formata da quella parte del mercato interessata al prodotto ma non in modo particolare alle sue caratteristiche innovative. Si tratta di clienti che devono avere un certo livello di sicurezza rispetto alle qualità del nuovo prodotto e dunque aspettano che esso sia abbastanza consolidato prima di procedere all acquisto. Sono inoltre consumatori che attendono una riduzione del prezzo prima di entrare in possesso del prodotto. La maggioranza ritardataria è costituita da quella porzione di domanda poco interessata alle caratteristiche di novità del prodotto e solitamente con una forte sensibilità al prezzo. Essa decide di manifestarsi solo quando il bene è diffuso e consolidato, i prezzi sono scesi al livello più basso possibile, il prodotto ha ormai perso ogni caratteristica di novità ed è diventato di uso comune tra la maggior parte dei consumatori. Si tratta spesso di persone interessate alle caratteristiche accessorie del prodotto, che differenziano le varie offerte presenti sul mercato. I lenti, infine, sono solitamente persone poco interessate al prodotto. Esse divengono acquirenti solo quando il prodotto è talmente diffuso da essere ormai divenuto «indispensabile». Questi consumatori sono generalmente poco interessati alle caratteristiche accessorie e acquistano il prodotto solo per la funzione di base che esso è in grado di assolvere. 8.3 La segmentazione del mercato Perché un innovazione abbia successo è necessario che essa soddisfi i bisogni della domanda e, talvolta, di un suo particolare segmento. Esiste quindi un rapporto peculiare tra il concetto di nuovo prodotto specialmente nel caso di innovazione incrementale, e quello di segmentazione del mercato. Al fine di comprendere le relazioni tra i due costrutti, è bene chiarire il rapporto che esiste in generale tra innovazione incrementale e articolazione del mercato, per poi analizzare gli effetti dell innovazione radicale sulla segmentazione (sul concetto di innovazione incrementale e radicale si veda infra, capitolo 3). Il caso delle innovazioni incrementali è quello in cui il nuovo prodotto si presenta

6 con caratteristiche di diversità più o meno marcata rispetto all offerta esistente, secondo quella che viene chiamata la strategia di «differenziazione del prodotto». Quest ultima si traduce nella capacità di progettare un prodotto diverso, anche se non radicalmente, rispetto a quelli esistenti. Apportare differenze rispetto ai prodotti esistenti significa fornire al cliente le motivazioni per operare una scelta a favore della propria offerta, rendendola il più possibile unica e insostituibile. Tali modifiche e/o caratteristiche di diversità, nel caso delle innovazioni incrementali, possono riguardare sia aspetti sostanziali, concernenti per esempio, le prestazioni, sia elementi marginali del prodotto, quali la confezione, il design e così via. Perché la differenziazione abbia successo, non è tuttavia sufficiente che il nuovo prodotto sia diverso rispetto a quelli esistenti, ma è necessario che le differenze siano apprezzabili e percepite come rilevanti dalla domanda. Ciò significa che per ogni caratteristica differenziale apportata all offerta esista perlomeno un gruppo di clienti che valuti come altamente gradita quella specifica proprietà del prodotto. Per questo motivo solitamente ogni elemento di differenziazione presuppone l esistenza di un gruppo di clienti fortemente sensibile alle caratteristiche di diversità: quello che viene definito appunto un segmento di mercato. Pertanto, quando un prodotto viene opportunamente differenziato si parla di segmentazione della domanda, intendendo con tale termine la capacità di soddisfare non la domanda nel suo insieme, bensì una sua frazione, caratterizzata da una valutazione simile nei confronti del prodotto offerto. Da ciò emerge un importante considerazione: differenziazione dell offerta e segmentazione della domanda non sono che due diversi modi di descrivere lo stesso fenomeno: il primo pone l accento sulle modalità con cui il prodotto viene concepito e offerto, il secondo vede l articolazione del mercato in funzione delle caratteristiche dei clienti. Questi due concetti presuppongono anche due diversi procedimenti con cui arrivare alla definizione del nuovo prodotto: in un caso, quello della differenziazione, il punto di partenza è il confronto con la concorrenza, nell altro caso invece, il punto di partenza è l analisi delle caratteristiche della clientela. Che si parta dall offerta o dalla domanda, in ogni caso è sempre necessario procedere comunque, in un certo momento, a un confronto con i prodotti concorrenti e a un esame delle esigenze della clientela. Perché il mercato possa essere segmentato, è necessario il rispetto di alcuni requisiti: devono esistere clienti con esigenze omogenee, almeno per quanto riguarda le caratteristiche differenziali del prodotto; questi gruppi di clienti con esigenze simili, cioè i segmenti di mercato, debbono essere sufficientemente ampi per consentire un adeguato ritorno degli investimenti in innovazione; deve essere possibile accedere ai segmenti identificati in modo relativamente agevole; questo significa che debbono esistere dei semplici criteri di identificazione dei clienti interessati agli elementi di novità. Tradizionalmente con il termine «segmentazione» si intende la divisione del mercato in base a proprietà oggettive della domanda, quali le caratteristiche sociali, demografiche, psicologiche/psicografiche. L obiettivo, in fase di progettazione dell offerta, è individuare i criteri adeguati di segmentazione da cui è possibile inferire il comportamento dei consumatori. Come si vede un concetto di segmentazione in cui prevale la necessità di prendere atto dell articolazione esistente è

7 quello di cui l impresa deve tenere conto nel definire la propria offerta. Per esempio, fino alla fine degli anni Settanta il mercato degli orologi era sostanzialmente segmentato sulla base delle caratteristiche sociodemografiche degli acquirenti, in particolare del reddito disponibile e della propensione a pagare un prezzo più o meno elevato per l orologio. Un impresa operante nel settore, pertanto, nel definire le caratteristiche differenziali di un nuovo orologio, avrebbe dovuto innanzitutto prendere atto della/ riconoscere la segmentazione esistente per poi indirizzare correttamente il nuovo prodotto a una particolare tipologia di clienti, sia in termini di reddito che di propensione a un certo prezzo, al fine di progettare e definire caratteristiche qualitative del prodotto offerto coerenti con il segmento prescelto. Mentre le innovazioni incrementali si inseriscono nel mercato senza modificare in modo sostanziale la segmentazione esistente, ogni qualvolta un prodotto radicalmente nuovo irrompe nel mercato, l assetto in essere viene solitamente sconvolto. Ogni innovazione radicale modifica completamente la struttura del mercato e la vecchia segmentazione perde totalmente di significato. Sotto il profilo della segmentazione possiamo anche sostenere che un innovazione radicale tende sempre a trasformare le modalità di aggregazione dei clienti, i quali di fronte al nuovo prodotto reagiscono in modo differente rispetto al passato, essendo la sensibilità della domanda alle caratteristiche di novità necessariamente diversa in funzione della varietà della clientela. Per esempio, un innovazione di processo che renda i costi di varie tipologie di prodotto sostanzialmente identici può invalidare una politica di differenziazione di prezzo, divenuta oramai non più significativa. Il mercato, da quel momento in poi, non può più essere segmentato sulla base della variabile «prezzo». Se un impresa, infatti, decidesse coerentemente di non azionare più la leva del prezzo, i segmenti preesistenti non avrebbero più ragione di esistere. Un innovazione radicale determina dunque nuovi segmenti di mercato aggregando clienti prima appartenenti a segmenti diversi in nuovi segmenti sulla base della sensibilità alle caratteristiche di novità del prodotto. Quindi l innovazione è in grado di aggregare i bisogni dei clienti in modo nuovo, sconvolgendo gli assetti prima esistenti. Il mercato degli orologi, di cui si faceva cenno poc anzi, dopo l introduzione di Swatch, non è stato più segmentabile sulla base della variabile prezzo, ma piuttosto in funzione della sensibilità alla funzione dell orologio non solo come strumento di misurazione del tempo, ma anche come elemento accessorio di moda, come è illustrato in Il lancio di Swatch. L unico limite alle possibilità di segmentazione sta/è insito nella capacità dell innovazione di aggregare in modo nuovo la domanda e non nella struttura esistente della stessa. Il lancio di Swatch2 Fino all inizio degli anni Settanta, la Svizzera è stata il leader incontrastato del mercato mondiale di orologi di marca. Nel 1970 circa persone, cioè quasi il 3 per cento della popolazione attiva, erano occupate nell industria orologiera. Dieci anni più tardi, il settore orologiero impiegava solamente persone. Negli anni Ottanta l industria orologiera svizzera ha risentito pesantemente del peggioramento delle condizioni economiche generali. Il crollo delle esportazioni, verificatosi nella seconda metà degli anni Settanta fu, tuttavia, determinato in larga misura da motivi di natura tecnologica, legati alle strategie di mercato. Sebbene l industria orologiera svizzera abbia messo a punto e introdotto importanti innovazioni sul piano della microelettronica (per esempio gli orologi da polso al quarzo), essa

8 non è riuscita a trasformare questa capacità in consolidate posizioni di mercato; non si è infatti allineata per tempo su posizioni che tenessero conto delle nuove tecniche di produzione, con il passaggio dal sistema meccanico a quello elettronico, e ha trascurato i cambiamenti intervenuti nel comportamento del consumatore. All inizio degli anni Ottanta il 70 per cento della produzione mondiale di orologi, prima concentrato esclusivamente nelle sue mani, era infatti suddiviso tra tre paesi: Svizzera, Hong Kong e Giappone; inoltre, il futuro del settore non appariva «roseo» neppure per questi stessi produttori: le stime della domanda per quell anno non erano state azzeccate e la sovrapproduzione veniva smaltita operando ampi tagli di prezzo. Nel 1980 il Giappone era il secondo produttore mondiale di orologi, con una produzione di circa 67,5 milioni di unità annue. I produttori giapponesi hanno, in particolare, lasciato che altri lottassero sulle fasce di prezzo più elevate o più ridotte, adottando sempre la medesima strategia: un orologio relativamente equivalente a un prezzo inferiore. Tradizionalmente il mercato degli orologi viene suddiviso in base al prezzo in 5 segmenti. Nei primi anni Ottanta la maggior parte degli orologi svizzeri era compresa nel segmento di prezzo medio/elevato; Il Giappone aveva creato la sua nicchia, competendo sui prezzi medi, mentre Hong Kong proponeva quasi esclusivamente orologi a basso prezzo. Il 16 marzo 1980, di prima mattina, Thomke (presidente della Swatch, N.d.R.) fece chiamare dalla sua segretaria i due ingegneri dell ETA, cui intendeva sottoporre la sua idea. Con Elmar Mock e con Jacques Mueller, Thomke formalizzò in due ore la sua idea su un unico foglio, sul quale erano annotate le caratteristiche salienti del progetto. L idea era quella di riconquistare il mercato perso in favore degli orologi digitali giapponesi, proponendo un orologio al quarzo di ottima qualità a un prezzo inferiore a 50 franchi svizzeri. Mueller e Mock erano specializzati nella produzione di articoli plastici a iniezione. A essi fu affidato il compito di progettare un prodotto realizzabile con tale tecnologia. Riuscire a contenere i costi entro quelli stabiliti (per raggiungere l obiettivo di prezzo i costi non dovevano superare i 28 franchi svizzeri) non fu cosa semplice, ma meno di un anno dopo, nel gennaio del 1981, Mueller e Mock mostrarono a Thomke il primo prototipo. «Grandioso il vostro orologio!!», fu il commento del presidente. Dal lavoro dei due ingegneri era risultato un orologio in materiale sintetico molto resistente, impermeabile fino a una profondità di 30 m, con una precisione di ± 1 secondo al giorno. Nel dicembre del 1982 la SWDC organizzò il test di mercato in 100 magazzini della Sanger Harris a Dallas, Salt Lake City e San Diego. Esso non fu accompagnato da alcuna iniziativa pubblicitaria né da alcuna operazione di PR. La risposta del pubblico fu negativa. Il management ETA, tuttavia, non si scoraggiò e nel marzo del 1983 l orologio fu lanciato ufficialmente in Svizzera. Nell aprile del 1983 la SWDC predispose un secondo test di mercato per il mese di dicembre dello stesso anno. Questa volta l orologio Swatch fu distribuito attraverso la catena di gioiellerie Zales e i magazzini Macy s di Dallas e New York. Thomke e Sprecher vollero che questa volta il lancio fosse accompagnato da uno spot pubblicitario trasmesso principalmente in TV. La realizzazione fu affidata alla McCann Erickson. L idea di non esaltare le caratteristiche tecniche dell orologio e di posizionarlo come accessorio di moda, cioè l idea di Sprecher, il consulente di Thomke, sembrava a Imgrueth la migliore, ma costui si era reso conto che dal test di mercato non risultava affatto che la domanda lo percepisse come tale. Si doveva pertanto ripensare alla configurazione estetica dell orologio e si sarebbe dovuto, a tal fine, predisporre anche un programma pubblicitario che esaltasse la funzione di accessorio dello Swatch, differenziandolo, per la sua semplicità, dai sofisticati orologi multiuso che i concorrenti giapponesi andavano proponendo. Thomke aveva deciso fin dal progetto iniziale che ETA avrebbe presentato ogni anno due diverse collezioni composte da 12 modelli, ma, per esprimere le diverse tendenze della moda,

9 stabilì insieme ai designer, che il target sarebbe stato individuato in 4 gruppi: classico, elegantesofisticato, sportivo e, infine, moderno-trendy. 8.4 Le strategie di lancio di un nuovo prodotto Sotto il profilo di marketing, il lancio di un nuovo prodotto richiede che vi sia un processo di affinamento progressivo, che per certi versi ricalca quello che esamineremo più avanti nel capitolo 9, riguardante lo sviluppo di un prodotto. Prima di dare via al lancio del prodotto, una volta che sono state selezionate le idee, in base alle quali si ha una ragionevole probabilità che il prodotto abbia successo, è necessario sviluppare un idea più precisa del prodotto finito. Si tratta dello sviluppo del «concetto di prodotto» o come viene solitamente chiamato nella pratica manageriale product concept (a questo proposito, sui test di mercato si veda diffusamente Crawford e Di Benedetto, 2006). È una versione sviluppata di un idea, relativa sia alle caratteristiche del prodotto sia alle funzioni d uso dello stesso, espressa in termini che siano chiaramente percepibili dal cliente. Talvolta da una stessa idea possono essere sviluppati diversi concept, tra loro alternativi oppure complementari. Prima di intraprendere lo sviluppo vero e proprio del prodotto, e quindi pianificarne la campagna di lancio, le imprese solitamente effettuano una sperimentazione del concetto, chiamata concept test; la finalità di questo test è quella di verificare nel mercato il grado di comprensione dell idea, la chiarezza sulle caratteristiche del prodotto, il livello di valutazione positiva anche da un punto di vista economico e infine la dimensione della domanda che possieda una reale intenzione di acquisto. Per esempio, nel caso di una vettura elettrica, la scheda che descrive il product concept da sottoporre ai clienti potenziali ai fini del test potrebbe essere espressa nei termini contenuti in Concept test. Concept test3 Una quattro posti elettrica compatta, efficiente dal lato dei consumi, facile da guidare. Questa meraviglia della tecnologia è un mezzo di trasporto sicuro, pratico e non inquinante. Raggiunge i 110 km l ora e non ha bisogno di ricarica. Il suo prezzo, completamente equipaggiata, è di euro. Test relativo al concetto di nuovo vettura elettrica. 1. È facilmente comprensibile il concetto di auto vettura elettrica? 2. Crede che siano realistiche le prestazioni prospettate per un auto elettrica? 3. Quali sono i vantaggi principali di un auto elettrica rispetto a un auto tradizionale? 4. Quali miglioramenti suggerirebbe rispetto alle caratteristiche dell auto? 5. Per quale utilizzo preferirebbe un auto elettrica a un auto tradizionale? 6. Qual è secondo lei un prezzo ragionevole per un auto elettrica? 7. Chi sarebbe coinvolto nella decisione di acquisto dell auto elettrica? Chi la guiderebbe? 8. Acquisterebbe un auto elettrica (decisamente, probabilmente, probabilmente no, decisamente no)? In questo caso alla descrizione verbale della vettura potrebbe accompagnarsi un disegno o una fotografia se anche l aspetto esteriore della stessa facesse parte del concetto di nuovo prodotto. Talvolta viene utilizzata anche la realtà virtuale per descrivere e rappresentare in modo più convincente concetti di nuovi prodotti e per simulare in modo realistico il loro utilizzo. In funzione delle risposte al concept test, è possibile anche ipotizzare i volumi

10 di vendita, a partire soprattutto dalle intenzioni di acquisto manifestate dalla domanda. Ovviamente un intenzione positiva non significa che effettivamente il cliente procederà a un atto d acquisto, ma è comunque un indicatore dell accettazione positiva che il prodotto può avere nel mercato. Uno dei risultati più importanti del test di mercato è dato dall informazione di ritorno su possibili variazioni da apportare al prodotto stesso, in funzione delle risposte dei potenziali clienti. In qualche caso il concetto di prodotto va completamente modificato perché diventi attraente per il mercato. Una volta che il concetto è stato messo a punto si comincia con lo sviluppo del prodotto vero e proprio, e il cui esito è il passaggio dalla ricerca e sviluppo alla produzione vera e propria. L ultimo step, prima del lancio del nuovo prodotto, è l effettuazione di un test di mercato con il prodotto reale, per verificare le concrete condizioni di accettazione del prodotto e per testare anche la strategia relativa al lancio dello stesso. La decisione circa l effettuazione di un test di mercato deve considerare sempre alcuni elementi critici: in primo luogo il costo, in quanto per poter svolgere le ricerche in modo appropriato sarebbe utile disporre già del prodotto, che tuttavia può non essere conveniente produrre prima di effettuare l analisi. In qualche caso è possibile approntare delle preserie, finalizzate non solo alle prove di produzione ma anche ai test di mercato. In secondo luogo è necessario considerare che una prova di mercato può consentire di limitare enormemente i rischi connessi al lancio e dunque i costi dell analisi debbono essere sempre confrontati con l entità degli investimenti da sostenere nel momento del lancio. Da ultimo bisogna considerare se l effettuazione di un test non dia un vantaggio eccessivo alla concorrenza, la quale venendo a conoscenza del futuro ingresso nel mercato del nuovo prodotto potrebbe approntare delle contromisure, quali per esempio, anticipare l uscita di un nuovo prodotto programmata invece in un momento successivo, oppure semplicemente annunciare nuove versioni migliorative rispetto a quelle del concorrente o, ancora, ridurre drasticamente i prezzi per rendere il mercato meno disponibile all accettazione dell innovazione, qualora i prezzi del nuovo prodotto fossero particolarmente alti. Con riferimento al lancio di nuovi prodotti, soprattutto nel caso dei beni di largo consumo, possono essere utilizzati sostanzialmente tre tipi di test (Kotler et al., 2001, pp ): standard; controllato; virtuale. L analisi di tipo standard è quella in cui la sperimentazione avviene in condizioni simili a quelle che si verificheranno al momento dell introduzione vera e propria. Nel caso di beni di consumo si tratta di individuare alcune città che siano rappresentative della struttura sociodemografica del mercato complessivo utilizzando, per esempio, per le campagne pubblicitarie i media cittadini, quali le reti televisive e i quotidiani locali, e ancora distribuendo il prodotto presso intermediari delle zone specifiche, così da effettuare il lancio solo in quelle zone. Nelle città dove viene eseguito il test si sottopongono ai consumatori, agli intermediari, agli opinion leader questionari diretti non solo ad analizzare i dati di vendita ma anche a comprendere le principali relazioni tra le vendite e altre variabili. I risultati di fatturato sono infatti analizzati e scomposti nelle diverse componenti al fine di massimizzare il contenuto conoscitivo del test, ridefinire ulteriormente il prodotto e riorientare la strategia di lancio. Questo approccio è ovviamente quello che simula in modo più preciso le condizioni effettive del mercato complessivo ed è quindi quello in grado di fornire le

11 informazioni più complete circa il probabile successo del prodotto. Tuttavia esso presenta alcuni problemi in termini di costi, poiché gli investimenti per effettuare il test sono molto elevati; per tale motivo è un tipo di analisi che può essere condotta solo quando si ha una ragionevole convinzione delle caratteristiche fisicotecniche del prodotto e quando l incertezza riguardi soprattutto le strategie di lancio. Inoltre è il metodo che dà il maggiore vantaggio alla concorrenza, la quale può vedere con largo anticipo non solo il nuovo prodotto, ma anche la strategia di lancio che a esso si accompagna inoltre, i concorrenti possono alterare i risultati del test in modo deliberato, semplicemente variando le proprie condizioni di vendita nelle aree in cui si sta effettuando la prova. Un modo per ovviare almeno parzialmente ad alcuni dei problemi sopra citati è quello di ricorrere a un test di mercato controllato. In questo caso si individuano alcuni intermediari che sono disponibili, solitamente dietro un compenso, a inserire il prodotto in prova negli scaffali e a consentire agli istituti di ricerca di effettuare le rilevazioni nei punti di vendita per verificare la risposta dei consumatori. Utilizzando le informazioni che i supermercati rilevano tramite scanner è talvolta possibile tracciare il profilo non solo dei primi acquisti ma anche dei successivi riacquisti, e quindi valutare sia il primo impatto che l innovazione ha nei confronti della clientela sia il livello di soddisfazione e la propensione al riacquisto. Un ultima modalità, meno realistica delle precedenti, è quella di predisporre un ambiente di acquisto virtuale. In questo caso si simulano le condizioni in cui può avvenire l acquisto, quali per esempio, gli ambienti in cui il prodotto può essere trovato (o particolari concept di negozio) oppure la sottoposizione alle campagne pubblicitarie o ancora l invito alla prova del prodotto e così via. Questa modalità di test consente di sottoporre a specifiche verifiche le variabili di volta in volta ritenute più critiche per il successo del lancio del prodotto. È altresì evidente che si tratta di test parziali, ma che hanno il grande vantaggio di avere un costo di gran lunga inferiore rispetto a quelli più impegnativi precedentemente descritti, e comunque di poter essere condotti in tempi brevi e senza fornire vantaggi alla concorrenza. Come si è detto, questi approcci sono utilizzati soprattutto per i beni di largo consumo; talvolta, comunque, i test di mercato vengono utilizzati anche nel caso dei beni industriali, soprattutto servendosi della tecnica di sperimentare il prodotto fornendo lo stesso ad alcuni clienti lead user, che diano così indicazioni sulla capacità del mercato di accettare l innovazione nonché consigli per l ulteriore sviluppo del prodotto. Una volta acquisite le informazioni circa la risposta del mercato ed effettuate le eventuali modifiche sulla base delle indicazioni fornite dal test, è possibile procedere alla fase del lancio vero e proprio. Una prima decisione importante riguarda la scelta del mercato iniziale: si può infatti optare per un ingresso graduale che, a partire da un singolo mercato, consenta di procedere da un mercato a quello successivo secondo un programma stabilito. Il vantaggio di questo approccio è quello di consentire un affinamento delle politiche di commercializzazione sulla base delle prime risposte del mercato. Esso, inoltre, consente anche di graduare gli investimenti spalmandoli su un arco di tempo maggiore. L approccio opposto, al contrario, è quello di effettuare un lancio su tutto il mercato attraverso una forte campagna di comunicazione e una distribuzione immediatamente estensiva. Si tratta di una modalità che vuole sfruttare l effetto «onda d urto» consentito da una campagna di comunicazione sui mezzi di massa e giustificato dalla necessità di penetrare rapidamente nel mercato con la nuova

12 offerta. A questo proposito vale la pena di ricordare che solo in pochi casi, comunque, il lancio avviene contemporaneamente in tutti i paesi del mondo: nel caso di prodotti con un mercato globale spesso vengono privilegiate prima alcune nazioni e poi vi è l estensione a livello sopranazionale. Un altra decisione importante riguarda il segmento di mercato cui indirizzare l offerta innovativa: anche in questo caso può essere scelta la strada di rivolgersi in primo luogo ai «pionieri», di cui si è detto nel capitolo 7 oppure di indirizzarsi a tutto il mercato. Questa seconda scelta è preferibile quando le innovazioni siano di tipo incrementale e non richiedano uno sforzo cognitivo e/o non vi sia la percezione da parte della domanda di un alto rischio legato alle incognite del nuovo prodotto. Laddove invece si tratti di un innovazione radicale, è inevitabile che ci si indirizzi verso la parte del mercato più propensa a provare l innovazione. Una volta individuato il mercato in cui effettuare il lancio, è possibile mettere a punto le strategie di ingresso, coerenti sotto il profilo del marketing con le decisioni riguardanti i segmenti-obiettivo. Il periodo di lancio di un nuovo prodotto può riguardare solo il momento di ingresso nel mercato oppure prolungarsi per tutta la fase dell introduzione del ciclo di vita. In qualche caso, infatti, l avvio del prodotto è rapido mentre in altri è molto lento, in quanto il grado di novità percepito dal consumatore può produrre un accettazione limitata all inizio e poi gradualmente in crescita: per esempio, il caffè istantaneo, i videotelefoni cellulari e i navigatori GPS hanno attraversato la fase di grande incertezza prima dello sviluppo significativo. Anche dal punto di vista tecnologico, il nuovo prodotto può conoscere la situazione di incertezza in quanto possono esistere più soluzioni tecnologiche possibili, fino al momento in cui non emerge un disegno dominante; oggi, per esempio, la «lotta» di affermazione tra due standard è quella relativa ai due formati DVD: HD e Blu-Ray. La velocità di sviluppo di un nuovo prodotto in un certo arco di tempo è funzione sostanzialmente di due variabili, il numero di acquirenti e il tasso di riacquisto: vt=f(nt; rt) dove: vt = velocità di sviluppo nel periodo t nt = numero di nuovi acquirenti nel periodo t rt = tasso di riacquisto nel periodo t Se, per esempio, l impresa si trova di fronte a un tempo di introduzione del mercato troppo lungo, deve esaminare le due variabili per effettuare una diagnosi corretta sulle ragioni della lentezza. Può accadere che nel momento del lancio molti consumatori siano stati convinti a provare l innovazione ma, se il tasso di riacquisto fosse basso, ciò significherebbe che il prodotto non riesce a rispondere in modo adeguato alle esigenze che esso promette di soddisfare. In questo caso sarebbe necessario apportare le modifiche che rendano il prodotto più appetibile. Se, al contrario, il numero di nuovi acquirenti fosse basso ma il tasso di riacquisto elevato, ciò significherebbe che il prodotto è molto soddisfacente e che per una sua rapida diffusione è necessario che esso venga provato almeno una volta. Probabilmente sarebbe necessaria un azione di comunicazione e di distribuzione più ampia di quella iniziale. Per quanto riguarda la scelta delle strategie di lancio in relazione al tempo di introduzione, possono essere individuate quattro strategie (Kotler, Armstrong et al., 2001, pp ): scrematura lenta; scrematura rapida;

13 penetrazione rapida; penetrazione lenta. La strategia di scrematura lenta consiste nell indirizzarsi esclusivamente verso il segmento degli innovatori, fornendo il nuovo prodotto a un prezzo elevato, con una comunicazione limitata al target prescelto e con una distribuzione altamente specializzata. Una strategia di questo tipo ha senso solo in quanto il prodotto abbia caratteristiche tecniche che richiedono la formazione di un opinione da parte delle persone più competenti oppure quando si voglia sfruttare una forte diversità nell elasticità al prezzo da parte di un certo segmento del mercato. In ogni caso essa si giustifica solo se non esiste una forte concorrenza potenziale in grado di imitare e lanciare in tempi brevi il nuovo prodotto. La strategia di scrematura rapida consiste invece nel rivolgersi sia al gruppo degli innovatori sia a quello degli adottanti iniziali per sfruttare la minore elasticità al prezzo e quindi la maggiore disponibilità a pagare l elevato prezzo iniziale. In questo caso, per raggiungere un target significativamente più elevato, la distribuzione e la comunicazione sono estensive. Questo approccio, infatti, richiede che il nuovo prodotto possa essere acquistato dai clienti interessati una volta comunicato e distribuito in modo adeguato. La strategia di penetrazione rapida richiede un prezzo a un livello più basso possibile e forti investimenti in comunicazione di massa e distribuzione estensiva. Essa ha senso quando l obiettivo è quello di raggiungere nel più breve tempo possibile un alto tasso di vendite in modo da mantenere una quota di mercato elevata nel momento in cui entreranno i concorrenti. Attraverso questo tipo di strategia è possibile ritardare l ingresso della concorrenza potenziale, in quanto il basso livello dei prezzi scoraggia quei concorrenti che non riescono a possedere le medesime economie di scala e le curve di esperienza del primo entrante. Perché questa strategia abbia successo, è necessario che il nuovo prodotto non sia tecnicamente complesso e che esso disponga di una domanda potenziale molto elevata. La strategia di penetrazione lenta consiste invece nel lanciare il nuovo prodotto a un livello basso di prezzo, con una distribuzione estensiva ma contenendo gli investimenti in comunicazione. Perché sia possibile distribuire in modo esteso il prodotto con una pubblicità limitata è ovviamente necessario che l impresa abbia già un buon rapporto con le strutture distributive per gli altri prodotti presenti in assortimento. Tale strategia vuole raggiungere una penetrazione significativa ma senza investimenti eccessivi, al fine di contenere il più possibile i costi di introduzione del mercato. Tale approccio può funzionare quando la domanda sia fortemente elastica al prezzo e l innovazione abbia un carattere solo di tipo incrementale. La scelta della strategia migliore al momento del lancio del prodotto e nella fase di introduzione è molto importante in quanto l evoluzione e il successo futuro dell innovazione dipendono spesso dal comportamento dell impresa nel momento critico dell ingresso nel mercato.

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

"L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia"

L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia "L impatto dell Information Technology sulle aziende del terziario in Italia" Sintesi per la stampa Ricerca promossa da Microsoft e Confcommercio realizzata da NetConsulting Roma, 18 Marzo 2003 Aziende

Dettagli

1. Considerate le leve del marketing mix. Quale strategia viene adottata per ognuna di esse?

1. Considerate le leve del marketing mix. Quale strategia viene adottata per ognuna di esse? CORSO DI MARKETING INDUSTRIALE a.a. 2009/2010 13/07/2010 Nome: Cognome: Matricola: La Aplep è riuscita da qualche anno ad imporsi nel settore della telefonia mobile grazie al suo cellulare itel, prodotto

Dettagli

Marketing Internazionale

Marketing Internazionale Marketing Internazionale Facoltà di Economia CdL in Economia e Gestione Aziendale II semestre A.A. 2008-2009 Il posizionamento nei mercati internazionali Posizionamento Dopo aver scelto il segmento l impresa

Dettagli

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi

Il Marketing Definizione di marketing cinque fasi 1 2 3 Definizione di marketing: il marketing è l arte e la scienza di conquistare, fidelizzare e far crescere clienti che diano profitto. Il processo di marketing può essere sintetizzato in cinque fasi:

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

La tv digitale: innovazione ed economia

La tv digitale: innovazione ed economia La tv digitale: innovazione ed economia Giuseppe Richeri Università della Svizzera Italiana, Lugano Il processo d innovazione in atto L applicazione delle tecniche digitali ai mezzi di comunicazione oggi

Dettagli

Le strategie di marketing

Le strategie di marketing Stampa Le strategie di marketing admin in Professione Consulente Con l analisi di mercato è possibile mettere a punto i prodotti o servizi corrispondenti alle esigenze di ogni segmento di mercato. Essa

Dettagli

28/02/2011. Renato Agati IL MARKETING. Cos'è il marketing? MARKETING =

28/02/2011. Renato Agati IL MARKETING. Cos'è il marketing? MARKETING = Renato Agati IL MARKETING Cos'è il marketing? MARKETING = tutto ciò che fa mercato 1 IL MARKETING Il Marketing è l'attività che costruisce e regola il rapporto tra l'impresa e il mercato La funzione del

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Il consulente aziendale di Richard Newton, FrancoAngeli 2012

Il consulente aziendale di Richard Newton, FrancoAngeli 2012 Introduzione Chiedete a qualunque professionista di darvi una definizione dell espressione consulente aziendale, e vedrete che otterrete molte risposte diverse, non tutte lusinghiere! Con tale espressione,

Dettagli

Pricing & Costing: I fattori che impattano sul prezzo

Pricing & Costing: I fattori che impattano sul prezzo Pricing & Costing: I fattori che impattano sul prezzo G. TOSCANO e A. VINCI Corso: Pricing & Costing LIUC Università Cattaneo 19 Settembre 2012 Anno accademico 2012/13 1 Processo di Pricing 1. Definizione

Dettagli

L AUDIT INTERNO: L ANALISI DI COMPETITIVITÀ

L AUDIT INTERNO: L ANALISI DI COMPETITIVITÀ L AUDIT INTERNO: L ANALISI DI COMPETITIVITÀ Il caso in esame di un impresa che opera nella maglieria maschile, mette in evidenza una debolezza della prestazione in due fattori competitivi chiave (qualità

Dettagli

[moduli operativi di formazione] Strategia del prezzo. Il prezzo come leva di marketing: strategie e definizioni.

[moduli operativi di formazione] Strategia del prezzo. Il prezzo come leva di marketing: strategie e definizioni. [moduli operativi di formazione] Strategia del prezzo Il prezzo come leva di marketing: strategie e definizioni. LA STRATEGIA DEL PREZZO Stupisce il fatto che, molti manager ritengano che non si possa

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

La misurazione e la previsione della domanda

La misurazione e la previsione della domanda La misurazione e la previsione della domanda Le domande fondamentali Quali sono i principi che sottendono alla misurazione e alla previsione della domanda? Come si può stimare la domanda attuale? Come

Dettagli

TradeLab per NON FOOD E GDO DESPECIALIZZATA: I PROCESSI DI INTERFACCIA TRA INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE

TradeLab per NON FOOD E GDO DESPECIALIZZATA: I PROCESSI DI INTERFACCIA TRA INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE NON FOOD E GDO DESPECIALIZZATA: I PROCESSI DI INTERFACCIA TRA INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE Introduzione Il perché della ricerca La presenza di prodotti non alimentari nelle diverse formule della distribuzione

Dettagli

Indagine sul Commercio Elettronico

Indagine sul Commercio Elettronico Definizione dei target e delle abitudini di acquisto degli individui acquirenti http://research.onetone.it/ FEBBRAIO 2003 OBIETTIVI DEL LAVORO L obiettivo della seguente indagine è stato di delineare le

Dettagli

I BILANCI CERVED: FONTE DI INFORMAZIONI SUL MERCATO E STRUMENTO DI GESTIONE

I BILANCI CERVED: FONTE DI INFORMAZIONI SUL MERCATO E STRUMENTO DI GESTIONE I BILANCI CERVED: FONTE DI INFORMAZIONI SUL MERCATO E STRUMENTO DI GESTIONE Il Benchmarking sui bilanci è un fondamentale supporto alla gestione dell azienda Cerved ha appena pubblicato i dati di bilancio

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Le funzioni di gestione dell impresa: il marketing (1) Gli argomenti del corso. Gli obiettivi del corso. Economia e gestione delle imprese

Le funzioni di gestione dell impresa: il marketing (1) Gli argomenti del corso. Gli obiettivi del corso. Economia e gestione delle imprese Economia e gestione delle imprese Le funzioni di gestione dell impresa: il marketing (1) dott. Matteo Rossi Benevento, 7 gennaio 2008 Gli argomenti del corso ANALISI DELLE FUNZIONI PRIMARIE DELL IMPRESA

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Corso di Prof Ferruccio Piazzoni ferruccio.piazzoni@unibg.it LE LEVE OPERATIVE di MARKETING: il MARKETING MIX, DOMANDA e QUOTA di MERCATO I Mktg-L08

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Le imprese comunicano e lo fanno utilizzando alcuni strumenti specifici. La comunicazione si distribuisce in maniera diversa tra imprese

Dettagli

Principali risultati della ricerca

Principali risultati della ricerca Principali risultati della ricerca INTRODUZIONE Principali risultati della ricerca 1. Descrizione Lo scopo della ricerca è stato quello di valutare i comportamenti di consumo degli utenti internet italiani

Dettagli

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma

PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Errore. L'argomento parametro è sconosciuto. Direzione Commercio Artigianato PICCOLO, GRANDE, NUOVO Il commercio in Piemonte prima della riforma Sintesi dei risultati Maggio 2002 Piccolo, grande, nuovo.

Dettagli

Come costruire il piano commerciale

Come costruire il piano commerciale Come costruire il piano commerciale Definire un piano commerciale per la propria impresa è importante: quando mancano idee chiare e obiettivi, infatti, spesso l azione di vendita viene sviluppata in modo

Dettagli

Management Game 2011

Management Game 2011 Management Game 2011 La Mobilé Inc 1 Introduzione 1.1 La Mobilé Inc in breve Mobilé Inc è un azienda produttrice di telefonini che ha sede negli Stati Uniti che si è concentrata sulla produzione di telefonini

Dettagli

UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO

UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO UNITED COLORS OF BENETTON. DOTT. FRANCESCO BARBARO 1 INDICE 1/2 1. IL GRUPPO BENETTON: COMPANY OVERVIEW 2. LA STRATEGIA D AREA 2.1 IL POSIZIONAMENTO COMPETITIVO 2.2 LA CONFIGURAZIONE DELLE ATTIVITA 3.

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

IL MARKETING STRATEGICO

IL MARKETING STRATEGICO IL MARKETING STRATEGICO Definizione di Marketing Marketing: un processo attuo a definire, prevedere, soddisfare, creare, distribuire, promuovere beni e/o servizi, bisogni e esigenze dei clienti consumatori

Dettagli

Belowthebiz idee in rete

Belowthebiz idee in rete Le 5 forze di Porter Nella formulazione di una strategia un passo fondamentale è la definizione e lo studio delle principali caratteristiche del settore in cui si opera. Lo schema di riferimento più utilizzato

Dettagli

Strategie di web-marketing

Strategie di web-marketing Strategie di web-marketing Prima di iniziare il web-marketing Prima di iniziare una strategia di web-marketing, è necessario comprendere se questo possa essere veramente utile alla propria azienda: Cosa

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

Viaggio di classe I risultati dell Osservatorio sul Turismo Scolastico del Centro Studi TCI A.S. 2009/2010

Viaggio di classe I risultati dell Osservatorio sul Turismo Scolastico del Centro Studi TCI A.S. 2009/2010 Viaggio di classe I risultati dell Osservatorio sul Turismo Scolastico del Centro Studi TCI A.S. 2009/2010 L Osservatorio TCI sul Turismo Scolastico Perché? L idea di costituire un Osservatorio sul Turismo

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento CUSTOMER SATISFACTION COME RILEVARE IL LIVELLO DI SODDISFAZIONE DEI CLIENTI (CUSTOMER SATISFACTION) Rilevare la soddisfazione dei clienti non è difficile se si dispone di

Dettagli

www.internetbusinessvincente.com

www.internetbusinessvincente.com Come trovare nuovi clienti anche per prodotti poco ricercati (o che necessitano di essere spiegati per essere venduti). Raddoppiando il numero di contatti e dimezzando i costi per contatto. Caso studio

Dettagli

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione

I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione I voucher come metodo di finanziamento e accesso ai servizi: elementi per una discussione Premessa Obiettivo di questo breve documento è fornire una contributo in vista dell incontro dell 8 luglio; a tale

Dettagli

OSSERVATORIO CULTURALE DEL PIEMONTE

OSSERVATORIO CULTURALE DEL PIEMONTE LIBRERIE INDIPENDENTI E PICCOLA EDITORIA IN PIEMONTE SINTESI DEI DATI 15 Maggio 2010 La piccola editoria in Piemonte Il Piemonte si presenta oggi come il secondo polo produttivo d Italia sia per numero

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012

INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 INTERVENTO DEL DR. FABIO CERCHIAI, PRESIDENTE FeBAF XLIV GIORNATA DEL CREDITO ROMA, 3 OTTOBRE 2012 Si può essere quotati in Borsa e avere un ottica di lungo periodo? E come recuperare un merito creditizio

Dettagli

I fattori di successo nell industria dei fondi

I fattori di successo nell industria dei fondi Financial Services Banking I fattori di successo nell industria dei fondi Un marketing ed una commercializzazione strategici sono la chiave per l acquisizione ed il mantenimento dei clienti Jens Baumgarten,

Dettagli

Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda

Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda Conoscendo l evoluzione storica della moda, è possibile affermarne la caratteristica di variabilità nel tempo, che dà vita ad un processo di cambiamento continuo,

Dettagli

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo

Capitolo XVII. La gestione del processo innovativo Capitolo XVII La gestione del processo innovativo Il ruolo dell innovazione nell economia dell immateriale L innovazione ha assunto un ruolo particolarmente significativo come variabile esplicativa della

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004.

RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. RELAZIONE ANNUALE SULLO STATO DEI SERVIZI E SULL ATTIVITÀ SVOLTA 2004. Presentazione del Presidente dell Autorità. Roma, 6 luglio 2004. Orientamenti per l azione futura. Considerate la dinamica e la complessità

Dettagli

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE

ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE http://www.sinedi.com ARTICOLO 9 FEBBRAIO 2007 ALLINEARE LA GESTIONE OPERATIVA ALLA STRATEGIA AZIENDALE La formulazione della strategia aziendale rappresenta un momento estremamente importante per tutte

Dettagli

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA

BUSINESS PLAN BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA BUSINESS PLAN DI PER APERTURA PIZZERIA 1 SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE: Tale sintesi dovrebbe dare al lettore una chiara idea del progetto imprenditoriale e dell opportunità di business che questo

Dettagli

I sondaggi consentono la realizzazione di strategie di marketing, promozione e PR, consapevoli e mirate. LORENZA MIGLIORATO - CONSULENTE

I sondaggi consentono la realizzazione di strategie di marketing, promozione e PR, consapevoli e mirate. LORENZA MIGLIORATO - CONSULENTE La comunicazione efficace - cioè quella qualità nella comunicazione che produce il risultato desiderato nell interlocutore prescelto - è il prodotto di un perfetto ed equilibrato mix di scientificità,

Dettagli

Vodafone Case Study UnoPiù. Utilizziamo Vodafone da quando in azienda ci sono i cellulari. E da allora abbiamo sempre avuto un unico operatore.

Vodafone Case Study UnoPiù. Utilizziamo Vodafone da quando in azienda ci sono i cellulari. E da allora abbiamo sempre avuto un unico operatore. Utilizziamo Vodafone da quando in azienda ci sono i cellulari. E da allora abbiamo sempre avuto un unico operatore. L esperienza di Vodafone ci è utile anche per comprendere meglio quali tra le tante tecnologie

Dettagli

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Quando si parla di previdenza del lavoro autonomo il riferimento normativo ancor oggi

Dettagli

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo 12 La strategia di espansione globale Caso di apertura 12-3 La Wal-Mart si è rivolta verso altri paesi per tre ragioni - Le opportunità di crescita interna stavano

Dettagli

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale)

Oligopolio. G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio G. Degli Antoni 26/2/2014 (Economia Applicata/Industriale) Oligopolio In Oligopolio le imprese possono produrre beni sostanzialmente omogenei, oppure differenziati (automobili, bibite, giornali)

Dettagli

Introduzione al Marketing Mix

Introduzione al Marketing Mix Introduzione al Marketing Mix Relatore: Andrea Baioni (abaioni@andreabaioni.it) Il Marketing Mix Le 4 P Product Price Promotion Place È la combinazione delle variabili controllabili di marketing che l

Dettagli

Il massimo dei risultati, con il minimo sforzo e nel minor tempo possibile! Creative Consulting

Il massimo dei risultati, con il minimo sforzo e nel minor tempo possibile! Creative Consulting Il massimo dei risultati, con il minimo sforzo e nel minor tempo possibile! Creative Consulting La maggior parte della nostra attività di consulenza ruota intorno a un Framework che abbiamo ideato e perfezionato

Dettagli

OLTRE LA BIRRA C E DI PIU : DAL MARKETING AL PACKAGING DI UN BIRRIFICIO ARTIGIANALE

OLTRE LA BIRRA C E DI PIU : DAL MARKETING AL PACKAGING DI UN BIRRIFICIO ARTIGIANALE OLTRE LA BIRRA C E DI PIU : DAL MARKETING AL PACKAGING DI UN BIRRIFICIO ARTIGIANALE Fermo, 31 Gennaio 2015 CHE COS E IL MARKETING? Il marketing può intendersi come il complesso di attività che un azienda

Dettagli

1 Introduzione. 1.1 La Mobilé Inc in breve. 1.2 Storia. 1.3 Ai giorni nostri. 1.4 Prospettive future

1 Introduzione. 1.1 La Mobilé Inc in breve. 1.2 Storia. 1.3 Ai giorni nostri. 1.4 Prospettive future 1 Introduzione 1.1 La Mobilé Inc in breve Mobilé Inc è un azienda produttrice di telefonini, con sede negli Stati Uniti, che si è concentrata sulla produzione di telefonini di nuova generazione a partire

Dettagli

In collaborazione con We Sport S.s.d.r.l. e Ferretti Consulenze S.r.l. WE SPORT CONSULTING

In collaborazione con We Sport S.s.d.r.l. e Ferretti Consulenze S.r.l. WE SPORT CONSULTING In collaborazione con We Sport S.s.d.r.l. e Ferretti Consulenze S.r.l. WE SPORT CONSULTING IL NETWORK DI CONSULENZE PER SOCIETA SPORTIVE E CENTRI FITNESS IMPRESA MODERNA OPPURE PALESTRA TRADIZIONALE? CHI

Dettagli

[Napoli in bicicletta] Piano di marketing Giusy Marciello

[Napoli in bicicletta] Piano di marketing Giusy Marciello [Napoli in bicicletta] Piano di marketing Giusy Marciello RIEPILOGO DEL MERCATO Differentemente dal passato, oggi il bike sharing è un servizio di mobilità alternativa e sostenibile diffuso in tutta Europa,

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME

UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME QuickTime e un decompressore TIFF (Non compresso) sono necessari per visualizzare quest'immagine. UNIONE TERRE DI CASTELLI OPPORTUNITÀ DELLO STARE INSIEME ANALISI DI ECONOMICITÀ, EFFICACIA ED EFFICIENZA

Dettagli

IL BUSINESS PLAN. Realizzato da: Andrea Lodi (www.andrealodi.it) Modena, febbraio 2014. http://www.intraprendereamodena.it/

IL BUSINESS PLAN. Realizzato da: Andrea Lodi (www.andrealodi.it) Modena, febbraio 2014. http://www.intraprendereamodena.it/ http://www.intraprendereamodena.it/ Modena, febbraio 2014 Realizzato da: Andrea Lodi (www.andrealodi.it) INDICE DEGLI ARGOMENTI 1. Premessa introduttiva: la Pianificazione Strategica (4) 2. Il Business

Dettagli

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI

CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI Progetto in rete I CARE CRESCERE LAVORANDO IN GRUPPI AUTENTICI ISTITUTO COMPRENSIVO DI CURNO SCUOLA PRIMARIA DI CURNO GIOCHI LOGICI MATEMATICI REFERENTE: Ins. EPIFANI VINCENZA Tempi : II QUADRIMESTRE Classe

Dettagli

Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue

Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue Rassegna Stampa del 3 aprile 2015 Trasporto pubblico, servono 40 mld per colmare il gap con gli altri paesi Ue E' QUANTO EMERGE DALL ANALISI CONDOTTA A LIVELLO MONDIALE DALLA SOCIETÀ GLOBALE DI CONSULENZA

Dettagli

Crescita della produttività e delle economie

Crescita della produttività e delle economie Lezione 21 1 Crescita della produttività e delle economie Il più spettacolare effetto della sviluppo economico è stata la crescita della produttività, ossia la quantità di prodotto per unità di lavoro.

Dettagli

Studiare I consumi: Imparare dalla crisi

Studiare I consumi: Imparare dalla crisi MATCHING 24 / 11 /2009 Seminario Studiare I consumi: Imparare dalla crisi Quanto più la ripresa sarà lenta, tanto più la selezione delle aziende sul mercato sarà rapida. È fondamentale uscire dalle sabbie

Dettagli

Le strategie di prodotto

Le strategie di prodotto Le strategie di prodotto Strategia Gamma Michela Floris micfloris@unica.it Le strategie di prodotto Strategia Prodotto Valutazione del mercato Alfa Stesso prodotto del mercato di origine Il mercato di

Dettagli

La funzione Marketing e Vendite

La funzione Marketing e Vendite Lezione 14 La funzione Marketing e Vendite prof. ssa Clara Bassano Corso di Economia e Gestione delle Imprese A.A. 2005-2006 .. una traiettoria evolutiva fase dell orientamento alla produzione D > O (artigianalità

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA N. 1990 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori GRASSI, ALLOCCA e TECCE COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 30 GENNAIO 2008 Norme in materia di pluralismo informatico

Dettagli

PROGETTO D IMPRESA. Guida alla Compilazione del Business Plan 1

PROGETTO D IMPRESA. Guida alla Compilazione del Business Plan 1 PROGETTO D IMPRESA Guida alla Compilazione del Business Plan 1 1 Il seguente format si ispira al modello di Business Plan proposto dal progetto Mambo del Comune di Bologna. INDICE DEL BUSINESS PLAN 1.

Dettagli

SO Office Solutions SOLUZIONI E MACCHINE PER UFFICIO

SO Office Solutions SOLUZIONI E MACCHINE PER UFFICIO SO Office Solutions Con la Office Solutions da oggi. La realizzazione di qualsiasi progetto parte da un attenta analisi svolta con il Cliente per studiare insieme le esigenze al fine di individuare le

Dettagli

COME AVERE SUCCESSO SUL WEB?

COME AVERE SUCCESSO SUL WEB? Registro 1 COME AVERE SUCCESSO SUL WEB? Guida pratica per muovere con successo i primi passi nel web INTRODUZIONE INDEX 3 6 9 L importanza di avere un dominio e gli obiettivi di quest opera Come è cambiato

Dettagli

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan

Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it. Il Business Plan Dott. Giorgia Rosso Casanova g.rossoc@ec.unipi.it Il Business Plan Che cos è il business plan Documento di pianificazione e comunicazione che analizza e descrive l idea imprenditoriale e ne consente una

Dettagli

LA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO. Prof.ssa Silvia Gravili silvia.gravili@unisalento.it

LA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO. Prof.ssa Silvia Gravili silvia.gravili@unisalento.it LA SEGMENTAZIONE DEL MERCATO Prof.ssa Silvia Gravili silvia.gravili@unisalento.it 1 OBIETTIVI DELL AZIENDA Massimizzare l utilità risorse Aumentare redditività e profitto Soddisfare il cliente / costruire

Dettagli

cosa vedono nel loro futuro i produttori di serramenti copyright

cosa vedono nel loro futuro i produttori di serramenti copyright 2014 ricerca cosa vedono nel loro futuro i produttori di serramenti 1 Cosa vedono nel loro futuro i produttori di serramenti, 2014 La pubblicazione riporta i risultati di una ricerca condotta via internet

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

REPORT SULL IMPATTO SOCIALE FUORI STRADA. Le pretese dell industria automobilistica.

REPORT SULL IMPATTO SOCIALE FUORI STRADA. Le pretese dell industria automobilistica. In assenza di una regolamentazione legislativa, i progressi tecnici sono stati usati per produrre automobili più potenti e più inquinanti, piuttosto che per ottenere riduzioni nelle emissioni di CO2. REPORT

Dettagli

e-service Andrea De Marco

e-service Andrea De Marco e-service Andrea De Marco il CRM è solo per un élite? La Pizzeria ed il CRM il crm è per tutti anche se si parla spesso di sistemi da milioni di euro anche pmi ne hanno bisogno Se si concepisce il crm

Dettagli

LESS IS MORE MODELLO PER LA COMPILAZIONE DEL BUSINESS PLAN PROGETTO D IMPRESA LESS IS MORE

LESS IS MORE MODELLO PER LA COMPILAZIONE DEL BUSINESS PLAN PROGETTO D IMPRESA LESS IS MORE LESS IS MORE MODELLO PER LA COMPILAZIONE DEL BUSINESS PLAN PROGETTO D IMPRESA LESS IS MORE INDICE DEL BUSINESS PLAN 1. SINTESI DEL PROGETTO IMPRENDITORIALE 2. LA COMPAGINE IMPRENDITORIALE 3. LA BUSINESS

Dettagli

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing SPIEGARE I FATTORI CHE INFLUENZANO LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing SPIEGARE I FATTORI CHE INFLUENZANO LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO LEZIONI N. e Le Politiche di Alessandro De Nisco Università del Sannio Corso OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO DELLA LEZIONE SPIEGARE I FATTORI CHE INFLUENZANO LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO COMPRENDERE GLI OBIETTIVI

Dettagli

Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel

Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel Six Sigma Handbook Gli strumenti sei sigma per raggiungere obiettivi, organizzativi e di qualità, ad alto impatto economico con l ausilio di Excel di Rinaldo Tartari Consulente Qualità e Affidabilità Excel

Dettagli

Massimo A. De Francesco Dipartimento di Economia politica e statistica, Università di 1 Siena Introduzione

Massimo A. De Francesco Dipartimento di Economia politica e statistica, Università di 1 Siena Introduzione Valore dell impresa e decisioni di investimento. Irrilevanza della struttura patrimoniale in condizioni di certezza (prima versione, aprile 2013; versione aggiornata, aprile 2014) Massimo A. De Francesco

Dettagli

1. Introduzione. 2. I metodi di valutazione

1. Introduzione. 2. I metodi di valutazione 1. Introduzione La Riserva Sinistri è l accantonamento che l impresa autorizzata all esercizio dei rami danni deve effettuare a fine esercizio in previsione dei costi che essa dovrà sostenere in futuro

Dettagli

Come ottenere un nuovo prodotto

Come ottenere un nuovo prodotto Capitolo 9 Lo sviluppo dei nuovi prodotti e le strategie del ciclo di vita del prodotto Capitolo 9- slide 1 Come ottenere un nuovo prodotto Acquisizione ossia acquisto di imprese, brevetti o licenze per

Dettagli

Domanda e offerta di lavoro

Domanda e offerta di lavoro Domanda e offerta di lavoro 1. Assumere (e licenziare) lavoratori Anche la decisione di assumere o licenziare lavoratori dipende dai costi che si devono sostenere e dai ricavi che si possono ottenere.

Dettagli

INCREMENTARE LE QUOTE DI MERCATO E LA REDDITIVITÀ

INCREMENTARE LE QUOTE DI MERCATO E LA REDDITIVITÀ INCREMENTARE LE QUOTE DI MERCATO E LA REDDITIVITÀ L ANALISI DELLA CONCORRENZA E IL CUSTOMER VALUE MANAGEMENT 1. [ GLI OBIETTIVI ] PERCHÉ ADOTTARE UN PROCESSO DI CUSTOMER VALUE MANAGEMENT? La prestazione

Dettagli

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Prof. Fabio Musso Università degli Studi di Urbino Facoltà di Economia fabio.musso@uniurb.it pagina 1 Fasi del processo di sviluppo della strategia di internazionalizzazione

Dettagli

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO Intervento Roberto Albonetti direttore Attività Produttive Regione Lombardia Il mondo delle imprese ha subito negli ultimi anni un accelerazione impressionante:

Dettagli

Intervento del Prof. Massimo Angrisani in merito alla Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti.

Intervento del Prof. Massimo Angrisani in merito alla Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti. Intervento del Prof. Massimo Angrisani in merito alla Cassa di Previdenza dei Dottori Commercialisti. 1 ANGRISANI: Grazie, Presidente. Innanzi tutto vorrei rivolgere un saluto all Assemblea dei Delegati,

Dettagli

Introduzione 10 INTRODUZIONE

Introduzione 10 INTRODUZIONE Introduzione Il Rapporto 2002 sull Economia romana consente di trarre qualche considerazione positiva sull andamento del sistema produttivo e del tessuto sociale dell area romana. Come si vedrà, da questa

Dettagli

03/13 GLI EFFETTI DELLA ROTAZIONE. Come diventare più competitivi e migliorare la disponibilità finanziaria

03/13 GLI EFFETTI DELLA ROTAZIONE. Come diventare più competitivi e migliorare la disponibilità finanziaria Informazioni, riflessioni e spunti sui temi del management e della gestione d impresa 03/13 GLI EFFETTI DELLA ROTAZIONE Come diventare più competitivi e migliorare la disponibilità finanziaria Sommario:

Dettagli

La scelta dei canali di entrata. Michela Floris micfloris@unica.it

La scelta dei canali di entrata. Michela Floris micfloris@unica.it La scelta dei canali di entrata Michela Floris micfloris@unica.it Una premessa Individuare il canale che, meglio degli altri può essere efficace per la propria attività nei mercati esteri non è semplice

Dettagli

Audizione Centri Media

Audizione Centri Media Audizione Centri Media LEVI introduce la riunione dichiarando che si è giunti a questa audizione sull esperienza delle precedenti: tutti gli interventi relativi alla pubblicità hanno citato i centri media

Dettagli

WEB MARKETING MIX BROCHURE TECNICA

WEB MARKETING MIX BROCHURE TECNICA WEB MARKETING MIX BROCHURE TECNICA ZIMMERMANNUNDKOLL.IT PAG. 1 DI 8 INDICE INTRODUZIONE AL WEB MARKETING MIX PAG. 03 LE FASI CHIAVE PAG. 04 RISCHIO DI INVESTIMENTO PAG. 05 DETTAGLIO SERVIZI PAG. 07 BUDGET

Dettagli

Corso di laurea in Economia e Metodi quantitativi per le aziende. Prof Marco Galdenzi

Corso di laurea in Economia e Metodi quantitativi per le aziende. Prof Marco Galdenzi Corso di laurea in Economia e Metodi quantitativi per le aziende Prof Marco Galdenzi Dispensa n 3 Difficilmente un azienda può servire tutti gli acquirenti di un mercato attraverso un offerta indifferenziata

Dettagli

CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA

CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA CAPITOLO SECONDO RICHIAMI DI MICROECONOMIA SOMMARIO: 2.1 La domanda. - 2.2 Costi, economie di scala ed economie di varietà. - 2.2.1 I costi. - 2.2.2 Le economie di scala. - 2.2.3 Le economie di varietà.

Dettagli

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI

LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE NEGLI ENTI LOCALI Premesse e riferimenti normativi La valutazione del personale, che costituisce un processo centrale nell ambito del management pubblico, ha registrato negli

Dettagli

Le trasformazioni dell impresa televisiva verso l era digitale

Le trasformazioni dell impresa televisiva verso l era digitale Europäische Hochschulschriften - Reihe XL 91 Le trasformazioni dell impresa televisiva verso l era digitale von Benedetta Prario 1. Auflage Le trasformazioni dell impresa televisiva verso l era digitale

Dettagli

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Anno Accademico 2008/09 MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Appunti dalle lezioni del Prof. Diego Begalli 7. LA POLITICA DI PREZZO Può essere che un impresa progetti la propria strategia di marketing mix

Dettagli