Relazione illustrativa dell attività svolta

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1 1 MASTER CUBE : Relazione finale Montebelluna, 26/11/2010 Relazione illustrativa dell attività svolta PROGETTO ESECUTIVO in raccordo alla MISURA A (presentato da ATI MASTER CUBE, la cui copofila è ecube GROUP S.ca.r.l. con sede a Montebelluna -TV) LEGGE REGIONALE n 8 del 04/04/2003 e successive modifiche n 5 del 16/03/2006 DGR n 1965 del 15/07/2008 Titolo : Realizzazione di nuovi accessori di abbigliamento e per uso personale, di alta qualità, implementando nuovi processi produttivi con materiali compositi - in particolare carbonio - finalizzati ad un pubblico prevalentemente maschile e sportivo.

2 Scopo del progetto Il progetto presentato dalla ATI MASTER CUBE che è nei fatti una filiera con al proprio interno tutte le fasi operative, dal design alla progettazione - prototipazione, alla realizzazione delle attrezzature tecniche (stampi), alle lavorazioni di confezionamento, stampaggio plastiche e poliuretani / resine espansi, termoformature e lavorazioni di materiali compositi (carbonio), aveva come finalità una serie di attività di ricerca e messe a punto successive per la realizzazione una linea di accessori di alta qualità (calzature, orologi, valigeria ed altri accessori personali), destinata ad un uomo di successo - con buona capacità di spesa - che potrebbe acquistare questi prodotti in quanto sintesi di design e materiali pregiati / innovativi, nei quali inserire creatività, soluzioni tecniche grazie a nuovi sistemi produttivi. Scopo del progetto era quindi quello di ideare, progettare e mettere a punto tutta una serie di nuove attività di tipo sperimentale (ricerca) per produrre dei nuovi prodotti / accessori che potessero essere collaterali alle attività tipiche dei Partners della ATI (piccole imprese terziste) ma che avessero anche la potenzialità di uscire direttamente sul mercato finale - prodotti TOTALMENTE NUOVI per tutti i Partners -, visto che si era dimostrata la capacità di svolgere queste attività per conto dei Clienti storici. In questa operazione, tutti i partecipanti alla ATI hanno avuto un proprio ruolo e delle attività specifiche e come previsto, si è anche strutturata una profonda attività di ricerca con un trasferimento di conoscenze e capacità tecniche, creando così un nuovo Know How specifico, grazie anche ad un qualificato lavoro di coordinamento dalla società consortile capofila. Come vedremo di seguito, questi obiettivi e scopi sono stati complessivamente realizzati. Va da se, che i costi per gli strumenti (macchinari ed attrezzature) e per le attività operative sono stati per la maggioranza dei casi COSTI NUOVI e di sola pertinenza al progetto. La nostra domanda di finanziamento prevedeva un totale di spesa per ,00 (trecentomila), che poi è stata portata a ,00 (duecentocinquantamila) con Decreto approvativo della giunta regionale n 291 del 10/12 /2008. ( Allegato A al Decreto n. del ).

3 3 MASTER CUBE : Relazione finale Di conseguenza, la tabella per le tipologia di spese ammessa a contributo è la seguente : TIPOLOGIA di SPESA % max COSTI TOTALI Personale impiegato interno all aggregazione addetto al progetto (max 20%sul totale della spesa ammissibile) Consulenze di personale esterno all aggregazione beneficiaria del contributo 18% Euro % Euro Studi di fattibilità tecnica 2.5% Euro Utilizzo di laboratori ed attrezzature di misurazione 2% Euro Uso di speciali apparecchiature o nuovi elementi da assemblare nei macchinari di produzione 50% Euro Acquisto di hardware 5% Euro Materiali di test per la messa punto 10% Euro Acquisto di software 3% Euro Spese generali consentite nell ordine max del 10% del totale spese sopra 4.5% Euro TOTALE AMMESSO % APPROVATO 100% 37% ,00 Euro ,00 Euro

4 Realizzatori del progetto Tabella, suddivisa per Partner OPERATIVO, del contributo concesso LORDO e contributo al NETTO della ritenuta d acconto del 4% (se restano confermati i dati sopra) : SOCIO ATI CONTRIBUTI AMMESSI lordi CONTRIBUTI AMMESSI 4% Betac Srl Dualpress Srl Engineering Team Srl 7.772, ,49 Fra. Val Srl Furmor Protect Srl Giadasystem Sas Industrie Sportive Srl Max Snc di Pivesso Massimo e C Ric Srl S&M Srl TOTALE , ,68

5 5 MASTER CUBE : Relazione finale Resoconto dei bisogni che si intendeva soddisfare col progetto e quelli soddisfatti I bisogni che il progetto intendeva soddisfare per i Partners della ATI erano : a) la capacità di dare risposte non solo sulle problematiche tecniche produttive che ogni nuovo prodotto richiede ma anche di mercato (grado di competitività del prodotto sviluppato, limite dei costi in rapporto al prezzo finale accettato dal mercato, identità del prodotto, forme di marketing) che aumenteranno automaticamente anche le capacità di fornire un miglior servizio di conto terzismo alla propria clientela, b) la capacità di ricercare nuovi materiali e/o nuove tecnologie produttive al fine di migliorare l offerta odierna, cambiando il declinare dell investimento che oggi ancora si percepisce come un costo e non come un opportunità, se non come unica possibilità di restare sul mercato, c) migliorare la capacità di pianificazione delle risorse e dei tempi. d) aumentare le interelazioni tecnico operative progettuali fra i Partners Questi nuovi asset imprenditoriali si riteneva fossero più facilmente acquisibili se si usciva dalla quotidiana prassi operativa del conto lavoro, creando viceversa un NUOVO progetto unitario e proprietario ai Partners. I prodotti / accessori di qualità che abbiamo pensato, ideato, disegnato e prototipato (destinati all UOMO nella fascia di età fra i anni, libero professionista e/o manager che ha raggiunto livelli elevati di successo grazie alle proprie capacità professionali), hanno in termini di design, un unico filo conduttore ed uno style classico, impreziositi da materiali innovativi come i materiali compositi o le fibre naturali che li rendono viceversa assai moderni e di alto valore. Come vedremo poi, tutti i prodotti prototipati alla fine delle fasi di ricerca attuate hanno o finiture in carbonio o parti strutturali con carbonio o materiale composito riciclato e/o nuovi tessuti co-ibridati da fibre naturali e resine naturali. Risultati dalla realizzazione del progetto, sia in termini qualitativi che quantitativi Il progetto ha come previsto ampliato le conoscenze e le capacità organizzative dei singoli Partners rispetto ai NUOVI processi produttivi con una alta partecipazione sia emotiva che fattiva. In progetto si prefigurava l obiettivo di prototipare tutta una serie di NUOVI accessori. prodotti finiti ed Per questo, tutti processi di ricerca sono stati studiati in termini organizzativi e hanno imposto la ricerca di nuovi macchinari che sono stati acquistati e/o modifiche agli esistenti e nuove / dedicate attrezzature tecniche come gli stampi per l iniezione delle materie plastiche e stampi per lo stampaggio dei materiali compositi. Rispetto al progetto iniziale, le quantità di investimenti / costi per attrezzature sono risultate quantitativamente più contenute mentre è stato speso quasi il doppio per gli acquisti di materiali di prova e test. Questo si è determinato perché da un lato per alcune prime sperimentazioni iniziali abbiamo impiegato attrezzature simili già in possesso ai Partners sia perché lo sviluppo del progetto ha fortemente assunto la caratteristica di ricerca / implementazione di nuovi

6 materiali, alcuni dei quali quasi creati ex novo dai fornitori su ns. indicazione e quindi con costi di campionatura più elevati. Come previsto i partecipanti/partners hanno dovuto interloquire anche con alcuni grandi fornitori multinazionali, dato che alcuni materiali impiegati sono di nuova generazione e quindi sono venuti in possesso di informazioni tecniche e rapporti commerciali che amplieranno le loro conoscenze per sviluppare nuove opportunità di servizi / semilavorati per i propri clienti attuali o aprire nuove aree di mercato. In termini quantitativi, il progetto si prefigurava l incrementa del fatturato dei partecipanti/partners per una quota prevista dal 10% al 15% nei 2 anni subito dopo la conclusione del progetto stesso. Purtroppo la sopraggiunta crisi mondiale ancora in essere ha ridotto queste previsioni ma, ed è questo il dato più significativo, grazie a questo progetto i Partners che ricordiamolo sono tutte aziende terziste - possono ora attivare tutta una nuova azione commerciale che permetterà loro di sopportare meglio il drastico calo di ordinativi nell anno 2009 e nel 1 semestre di questo 2010 che mediamente si attesta sulle attività tipiche dal -15% al -50% del fatturato. Descrizione tecnica dettagliata dell intervento attuato Il progetto Realizzazione di nuovi accessori di abbigliamento e per uso personale, di alta qualità, implementando nuovi processi produttivi con materiali compositi - in particolare carbonio - finalizzati ad un pubblico prevalentemente maschile e sportivo presentato ed approvato dalla Regione Veneto prevedeva una serie di sottoprogetti specifici e in questa relazione finale dell attività svolta, riteniamo sia corretto mantenere la stessa suddivisione esplicativa delle attività e dei risultati raggiunti.

7 7 MASTER CUBE : Relazione finale Sottoprogetto : Nuovo sistema di aerazione per calzature Obbiettivi Verificare i sistemi di ricircolo dell aria interna alla calzatura esistenti sul mercato : 1 caratteristiche tecniche / componenti / copertura brevettuale Creare ex novo un sistema di ricircolo : NUOVO e non in contrasto con i sistemi brevettati 2 caratteristiche tecniche / componenti / differenze con esistenti brevetti Verificare funzionalità nuovo sistema di ricircolo dell aria interna delle calzature 3 campioni per applicabilità produttiva / test comparativi Descrizione delle ricerche Ricerca 1. Verificare i sistemi di ricircolo dell aria interna alla calzatura esistenti sul mercato. Obbiettivo : Garantire novità sostanziali al nuovo sistema di ricircolo dell aria. Ricerca 2. Creare ex novo un sistema di ricircolo, non in contrasto con i sistemi esistenti e brevettati. Obbiettivo : Valutare gli aspetti fisiologici della sudorazione dei piedi; valutare le aree della calzatura dove intervenire; valutare i possibili componenti del nuovo sistema e per ultimo che questi elementi siano veramente diversi da quelli brevettati. Ricerca 3. Verificare funzionalità nuovo sistema di ricircolo dell aria interna delle calzature. Obbiettivo : Valutare se il nuovo sistema, nei suoi componenti definitivi, avrebbe attivato quel ricircolo dell aria ipotizzato e testare in termini quantitativi la minor sudorazione sul piede comparando 2 calzature identiche nella costruzione e nei materiali, una con il sistema e l altra senza. Set-up dei lavori Ricerca : 1 Ricerca delle calzature (o dei marchi) di maggior successo commerciale europeo che dichiarano l impiego di sistemi di ricircolo dell aria interna alle calzature e quindi un maggior confort dato dalla riduzione della sudorazione al piede. Ricerca delle informazioni tecniche sui vari componenti i sistemi esistenti e sul loro funzionamento.

8 Ricerca su banche dati web e anche con il supporto di uno studio brevettuale specialistico Barzanò & Zanardo - delle rivendicazioni presentate e di quelle accettate dagli Enti esaminatori. Ricerca : 2 Ricerca di tipo tecnico comparativo fra la comunicazione commerciale / pubblicitaria sui benefici dei sistemi esistenti e i reali comportamenti dei sistemi stessi. Ricerca di tipo medico-ortopedico sulle aree della pianta del piede su cui intervenire. Ricerca sulla quantità di aria da movimentare all interno della calzatura per avere dei benefici realmente superiori ai sistemi esistenti. Ricerca sulla tipologia dei componenti da creare in netta differenza rispetto ai componenti finora utilizzati anche dal punto di vista brevettale. Ricerca : 3 Esecuzione dell industrializzazione dei componenti il sistema. Esecuzione di campioni di calzature nelle varie tipologie costruttive comprensive dei componenti del nuovo sistema. Esecuzione del test comparativo con e senza sistema presso laboratorio accreditato. Ricerca : 1 A partire dalla fine del 2008, la società Engineering Team Srl - con il supporto del Sig. Girardi Sisto -, ha eseguito una ricerca preliminare dei brand di calzature traspiranti di maggior successo commerciale (a livello europeo, anche se sono sopratutto aziende italiane le leader). E seguita una fase di approfondimento sulle modalità costruttive tipologia dei componenti - e sul funzionamento dei più affermati sistemi; ed in ultima analisi, dalle loro rivendicazioni brevettuali. I sistemi di ricircolo dell aria nelle calzature in commercio hanno TUTTI lo scopo di ridurre la sudorazione del piede e quindi di garantire un miglior confort. La ricerca ha evidenziato che i principali sistemi intervenivano sulla suola : VALLEVERDE (aria condizionata)

9 9 MASTER CUBE : Relazione finale Calzature mantengono il piede ventilato. Il loro segreto sta nella suola che è composta da tante microvalvole in gomma che con la pressione del piede riescono ad espellere l aria presente nella calzatura. L aria nuova, poi, entra dall alto spinta dalla pressione atmosferica. Ad ogni passo, quindi, c è un continuo ricambio di aria... GEOX LA SUOLA Geox ha posizionato una serie di piccoli fori nella suola di gomma, in corrispondenza della più alta concentrazione di ghiandole sudoripare della pianta del piede (area metatarsiale). LA MEMBRANA Geox ha poi interposto fra la suola microforata e il sottopiede microforato una speciale membrana, costituita da un materiale microporoso capace di assorbire il sudore sotto forma di vapore acqueo e di espellerlo attraverso la suola forata. Grazie a questa tecnologia, l acqua non riesce ad entrare nella scarpa e il piede rimane asciutto

10 LIGMAR GOMMA SRL Micro valvole ricavate da stampo per iniezione della suola in modo da avere delle micro riserve di aria che si immettono all interno della tomaia durante la deambulazione STONEFLY

11 11 MASTER CUBE : Relazione finale Come si potrà notare, questi sistemi agiscono o attraverso sistemi a microvalvole ricavate direttamente sulla suola (Valleverde e Ligmar) o con una pompa a se stante (Stonefly) oppure come nel caso di Geox inserendo una membrana idrorepellente e traspirante fra la suola in questo caso forata e il sottopiede traforato (presente anche in tutti gli altri sistemi). I sistemi analizzati lavoravano poi, su una SOLA area / parte del piede e cioè nella parte metatarsiale (Geox Valleverde) o nel tallone (Stonefly), mentre quello della Ligmar pur essendo esteso su tutta la pianta del piede risultava meno efficiente degli altri perchè a lungo andare la struttura delle microvalvole si deformava e nel tallone venivano già occluse per la necessità di interporre un cambrione rigido antitorsione (in metallo o nylon stampato) in fase di costruzione della calzatura. Questa attività di studio e analisi è stata portata avanti in collaborazione con medici ortopedici che altresì evidenziavano come l area migliore su cui posizionare eventuali sistemi di pompaggio dell aria interna fosse il tallone e non l area metatarsiale. Ricerca : 2 In prima analisi quindi, il nostro sistema per essere innovativo e non interferire con i sistemi coperti da tutela brevettuale doveva NON avere la suola forata, NON utilizzare delle pompe con valvole d uscita laterale sulla suola e agire su ENTRAMBI i punti di contatto della scarpa sul terreno (tallone + metatarso) al fine di poter incrementare la funzionalità del sistema stesso e collegato a questo obiettivo, poter inserire un nuovo elemento elastico che aiutasse la camminata dell utilizzatore e parimenti la stabilità del piede, creando quindi un nuovo sistema EVOLUTO dove l azione di riduzione della sudorazione fosse la somma del ricircolo dell aria interna alla scarpa con un potenziamento della circolazione sanguigna nel piede. Con questi parametri abbiamo cominciato ad ipotizzare delle soluzioni che abbiamo confrontato con i vari medici ortopedici ed in particolare con alcuni ricercatori delll Università di Pavia che ci hanno supportato verso la soluzione finale individuata, che è composta da : a) 2 anelli di campanule rovesciate (di diverso diametro e profondità) da posizionare nelle 2 aree interessate alla funzione di pompaggio / ricircolo dell aria interna, e b) un elemento sottile ma elastico in fibra di vetro (spessore 0.7 mm) da posizionarsi sotto il sottopiede di montaggio al posto del tradizionale cambrione rigido su cui incollare sotto i 2 anelli di campanule rovesciate Sulla suola sarebbero stati ricavati SOLAMENTE degli abbassamenti/piccole cave per accogliere gli anelli con le campanule incollate sotto il cambrione in fibra di vetro... in pratica non sarebbe stato necessario sviluppare una suola dedicata ma anzi molte delle suole esistenti sarebbero potute essere riutilizzate con il nuovo sistema di ricircolo dell aria interna. L aria calda esce verso il collo del piede e/o lateralmente sulla tomaia se opportunamente predisposta con tessuti traspiranti e/o inserti in plastica con mircrofori e contemporaneamente viene sostituita da aria più fredda. Questo nuovo sistema è completamente diverso dai vari sistemi brevettati. Vedasi sotto il sistema realizzato e una suola prototipo (qui già con i particolari stampati):

12 Lo schema di fuzionamento del sistema è il seguente :

13 13 MASTER CUBE : Relazione finale Ricerca : 3 Per poter verificare la piena funzionalità del sistema di ricircolo dell aria, siamo quindi passati alla fase ingegneristica (modelli in resina per le suole e design cad dei particolari del sistema) e di realizzazione delle attrezzature (stampi per i vari particolari del sistema). In termini di ricerca si sono individuati i polimeri plastici da utitlizzare per le campanule e la ricerca del laminato in fibra di vetro che avesse un modulo elastico giusto ed altresì facilmente lavorabile (taglio e foratura) e fosse incollabile sul sottopiede e nella suola. Inoltre l attrezzura per i componenti il sistema dovevano essere sviluppati per essere semplici (attenzione ai costi) e modulari per l ampiezza delle taglie (dal 36 al 47) delle calzature da produrre. In questo caso è stato fondamentale il supporto dei partners GIADASYSTEM Sas, FRA.VAL Srl, BETAC Srl, MAX Snc, Industrie Sportive Srl. Completata questa fase abbiamo quindi realizzato delle calzature di test. Per la realizzazione di queste calzature siamo dovuti uscire dal nostro distretto dello Sportsystem e avere il supporto di un modellista ed un calzaturificio delle Marche, che ci hanno campionato le calzature sotto riportate (i modelli sono stati disegnati da un designer esterno, a cui abbiamo commissionato il design delle calzature e di tutti i prodotti relativi al progetto Master Cube ) : Esempio calzatura classica Esempio calzatura sneakers Nota : tutte le fodere interne sono state personalizzate con stampa digitale da Industrie Sportive Srl.

14 Per poter validare infine l efficienza del nuovo sistema di ricircolo dell aria interna alla calzatura ci siamo avvalsi delle attività di laboratorio e test di un Ente Svizzero - EMPA - azienda speciale del Parlamento Svizzero che collabora con la SWISS ARM per trovare nuove soluzioni di confort per l equipaggiamento delle reclute e con il quale collaboriamo da tempo. I test hanno visto l impiego di un macchinario dedicato (camera climatica) col quale si sono confrontate 2 calzature identiche nella costruzione / materiali di cui 1a con e 1a senza sistema di ricircolo d aria. I test hanno confermato con dati scientifici l efficienza del sistema ora denominato Air Confortable System.

15 15 MASTER CUBE : Relazione finale Diagrammi test

16 Risultati finali : ideato il sistema individuati i materiali per i componenti il sistema identificate le fasi costruttive con i diversi sistemi di costruzione delle calzature : a fondo chiuso e con sottopiede a strobel testato l efficienza del sistema Futuro : poter inserire il sistema in diverse linee di calzature : sportive e da città / tecniche e classiche fondamentale creare delle suole che possano mostrare il sistema come esempio sotto : Obbiettivo iniziale raggiunto? Si, con buone prospettive per il futuro sia di generare una linea indipendente di calzature che dare in licenza il sistema ad altri competitors nel settore delle calzature ed anche ad importanti aziende di produzione suole, infatti è in corso la pratica di brevettazione a livello europeo del sistema.

17 17 MASTER CUBE : Relazione finale Sottoprogetto : Accessori per trolley Obbiettivi Verificare 3 nuove tecniche di produzione per stampare il guscio del trolley : 1 Guscio in materiale composito termoindurente combinato con film di superficie 2 Materiale composito termoplastico della Bond Laminates (D) 3 Guscio in materiale composito termoindurente con base vinylestere Verificare la fattibilità tecnica di componenti per trolley in materiale carbon compound 4 sfere-ruote 5 frame-zona carello Verificare fattibilità costruzioni nuove per l imbottitura interna 6 imbottiture termoformate e non solo tessuti tagliati e cuciti Descrizione delle ricerche Ricerca 1. Applicazione di film di superficie trasparente e personalizzabile con stampa in digitale. Obbiettivo : Garantire una superficie di prodotto tale da non dover verniciare il guscio e di avere la personalizzazione / marcatura. Migliorare le proprietà ad impatto del guscio (il film in superficie rende più elastica la scocca in materiale composito) Ricerca 2. Materiale composito termoplastico della Bond Laminates (D) Obbiettivo : Valutare un materiale nuovo ideato per gusci sottoposti ad impatto e sfregamento. Essendo termoplastico e avendo tempi di formatura basse questo materiale si presta molto a produzioni di massa. Il nostro obbiettivo era di valutarne il livello di sviluppo e le tecniche produttive adatte. Inoltre essendo di viscosità alta, capire se si potesse stampare gusci con angoli ad raggio piccolo e profondi. Ricerca 3. Guscio in materiale composito termoindurente con base vinylestere o epossidica Obbiettivo : 1 Valutare la stampabilità dei gusci con pre impregnati epossidici tradizionali 2 Valutare un nuovo tessuto composito con resina vinylestere la cui messa a punto era anche uno dei sottoprogetti di Master Cube - che si stampa con metodo tradizionale sotto pressa e che ne riduce notevolmente i tempi di cura. Questo permetterebbe di abbassare i tempi di stampaggio, diminuendo la necessità di tanti stampi e presse. Questo permetterebbe di creare prodotti di fascia media. Ricerca 4. Verifica della fattibilità di produzione di componenti con materiale carbon compound" per componenti strutturali con sotto squadra. Obbiettivo : Verificare se è possibile stampare un componente in carbon compound con sottosquadra. Valutarne le difficoltà tecniche e di costo. Il principale obbiettivo è di

18 verificare se questo materiale può essere utilizzato per componenti strutturali ed accessori. Ricerca 5. Valutare la fattibilità produttiva di sfere cave ( leggere ) con materiali pregiati Obbiettivo : Verificare alternative per le ruote sferiche dei trolley per valutare opportunità nuove di design. Ricerca 6. Obbiettivo: Imbottiture tecniche / estetiche termoformate Verificare alternative produttive alla classica rivestitura interna di tutti i trolley in commercio, realizzata in tessuto tagliato e cucito. Set-up dei lavori Ricerca : 1 2 Ricerca di film superficiali disponibili Ricerca di tecniche di applicazione grafica su film ante stampaggio Creazione in CAD di un design di base in cui creare tipiche difficoltà geometriche Creazione in CAD di oggetti piccoli per testare tecniche produttive e dettagli diversi Costruzione stampi Modifiche attrezzature e macchinari ove necessario Esecuzione delle campionature e test Valutazione risultati Eventuale modifiche e nuove prototipazioni Ricerca : 3 Esecuzione di modifica attrezzature e prototipazione con le attrezzature di progetto / ricerca 1 e 2 Ricerca : 4-5 Ricerca carbon compound in commercio con le caratteristiche richieste Creazione in CAD di un design di base in cui creare tipiche difficoltà geometriche Creazione in CAD di oggetti piccoli per testare tecniche produttive diverse Costruzione stampi Esecuzione delle campionature e test Valutazione risultati Eventuale modifiche e nuove prototipazioni Ricerca : 6 Ricerca dei tessuti accoppiati Creazione in CAD di un design di base in cui creare tipiche difficoltà geometriche Costruzione stampi Modifiche attrezzature e macchinari ove necessario Esecuzione delle campionature e test Valutazione risultati

19 19 MASTER CUBE : Relazione finale Eventuale modifiche e nuove prototipazioni Ricerca : Per lo svilupo del progetto relativo al trolley evoluto, rispetto ai materiali e alle funzionalità abbiamo fatto un analisi preliminare dell esistente sul mercato... alla fine, il più innovativo è risultato il new Xlite della Samsonite (top product anche per il prezzo...) : Le scocche di Xlite sono realizzate in CURV che è un laminato con tessuto in polipropilene (fornito in esclusiva dal produttore ad Samsonite) le cui caratteristiche positive sono la leggerezza e la flessibilità che consentono di realizzare un trolley meno pesante rispetto a quelli che impiegano il policarbonato e molto efficiente nell assorbimento dei colpi (non si rompe facilmente come quelli realizzati in materiale plastico).

20 Il primo limite per la lavorazione di questo laminato CURV è la difficoltà a termoformarlo dato che la banda di riscaldamento è assai limitata e poi che nelle superfici particolarmente curvate si creano delle pieghe esteticamente inaccettabili. Il secondo limite dal punto di vista estetico è che il CURV non può essere protetto da film in superficie e non può essere verniciato / tampografato. Abbiamo quindi deciso di verificare 3 tecniche produttive nuove che dovrebbero aprire nuove opportunità in questo settore e in particolare nella fascia dei prodotti di alta gamma. Le ricerche eseguite sono : 1. Applicazione di film di superficie trasparente e personalizzabile con stampa in digitale. Obbiettivo : Garantire una superficie di prodotto tale da non dover verniciare il guscio e di avere la personalizzazione / marcatura. Si è interagito con un fornitore austriaco di film trasparenti in PU e /o PA e poi tramite il plotter digitale acquistato dal partner MAX Snc con specifica attività di sperimentare la possibilità di stampare in digitale un film termoplastico (il problema essenzialmente era quello di individuare il tipo di vernice che sarebbe dovuta restata stabile a contatto con le resine epossidiche = CFRP) ed eseguito co-stampaggio del composito sotto pressa (partner RIC Srl) su prodotti vari per valutare la tenuta del film sul CFRP e la formabilità dei film con l attività del partner DUALPRESS Srl. L uso del film decorato in superficie permette di eliminare la fase di verniciatura finale estetica delle scocche in materiale composito e di rendere più elastico l oggetto. Si sono eseguite le prime prove di stampaggio su stampi esistenti per valutare la tenuta dei colori durante lo stampaggio e dopo lo stampaggio; alla fine si sono scelti 2 tipi di film e vernici. E stato necessario quindi realizzare uno stampo per un prodotto ad U con leggere curvature, dettagli locali e leggeri sotto squadra, per valutare la formabilità e la tenuta del semilavorato ed infine la verifica del risultato su prodotti che altrimenti genererebbero porosità. La difficoltà del progetto è di trovare gl inchiostri giusti che non sublimano nel film e nel substrato (resina epossidica) durante il processo di stampaggio e dopo lo stampaggio. Nella foto si vede un tipico esempio di una sublimazione post stampaggio. In questo caso la formatura si è dimostrata fattibile, ma si è generato un problema nel tempo. Nelle seguenti due foto si vede un esempio di una stampata ottimale. La formatura è perfetta ed il colore non fa vedere nessun movimento nel tempo e le trasparenze sono omogenee..

21 21 MASTER CUBE : Relazione finale Poi proseguendo lo stampaggio su prodotti più grandi abbiamo riscontrato delle problematiche di grinze nel film. Nelle prossime foto si vede il risultato delle prime prove su gusci di grandi dimensioni che fanno vedere come si riesce a co-stampare bene il film. Si vede anche bene che il film si lascia stampare bene su zone con singola curvatura e meno bene in quelle zone dove la curvatura è doppia. Questo tipico problema può essere risolto cambiando forma all oggetto o modificando la prima fase dello stampaggio.

22 Risultati : Trovato il film adatto Trovate le vernici adatte Tecnica subito applicabile su vari prodotti con mono curvature Trovato il principio per l'utilizzo di colori nei film senza problemi di sublimazione dei colori Trovati buoni risultati a riguardo tenuta della stampa digitale Tecnica non direttamente applicabile su guscio per trolley con angoli piccoli e profondi Tecnica applicabile su gusci leggermente più bassi e con preformatura del film Il guscio per trolley non è attualmente stampabile con film di superficie per causa di grinze. Un ulteriore ricerca di ottimalizzazione del processo è necessario. Futuro : Creare una preformatura del film che consenta di stampare prodotti con doppia curvatura. Verificare la possibilità di sovrainiettare i prodotti in CFRP con film di superficie Obbiettivo raggiunto? Si all 80%, con buone prospettive per il futuro. 2. Stampaggio di gusci da trolley in composito termoplastico. Obiettivo: Verificare se un materiale nuovo per i gusci/scocche esterne resiste agli impatti e allo sfregamento. In contemporanea verificare se si riesce a stampare gusci/ scocche con angoli ad raggio piccolo e profondi. In contemporanea con questa fase di ricerca con il film su carbonio prepreg, si è sperimentata la strada di nuovi laminati misti con film termoplastici e tessuti in polipropilene (come alternativa al CURV); utilizzando delle attrezzature ad hoc realizzate (Engineering Team Srl) stampi in alluminio -

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