Precursori siderali L UOMO CHE AVEVA RAGIONE

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1 GALILEO_CR:Layout :11 Pagina 65 Precursori siderali ARCHIVI ALINARI/PER CONCESSIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATT. CULTURALI L UOMO CHE AVEVA RAGIONE Sfidò il potere e ne pagò le conseguenze. Galileo Galilei, simbolo della scienza moderna, dimostra che per amore della verità si può sacrificare tutto DI GIANLUCA TENTI LUGLIO 2009 M 65

2 GALILEO_CR:Layout :12 Pagina 66 GALILEO_CR:Layout :12 Pagina 67 Precursori siderali Monsieur uomo elegante uomo { PARLARE CHIARAMENTE LO SANNO FARE POCHISSIMI} EPPUR SI MUOVE. LA RIBELLIONE. La certezza della condanna, ma anche il retrogusto ribelle di chi sa di avere ragione. Eppur si muove. Come la coscienza umana. Anche se il caso non è chiuso. E non lo sarà mai. Perché è giusto che sia così. Sospeso, nell eternità del cosmo. Perché nei confronti di Galileo Galilei ha trionfato l ingiustizia. E questo non si può cancellare con un anniversario, con un simposio o con un articolo. Non si può. Per rispetto nei confronti dell uomo che, tre secoli dopo Dante, vide «L amor che move il sole e l altre stelle» con l occhio umano proiettato nell infinito da quel buffo arnese detto cannocchiale e ne rovesciò il contenuto. Quale eresia agli occhi di Santa Romana Chiesa. Ma Galileo fece questo. Lo vide e lo disse. In barba al precetto. Ne pagò le conseguenze. Come fanno coloro che credono, soprattutto in ciò che dicono. Ecco, è questa la vera lezione di Galileo: «La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l universo), ma non si può intendere se prima non s impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto». Ecco la chiave iniziatica. L oscuro. «Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi». Galileo è tutto qui. È nel batter d ali del colibrì, che definisce l infinito senza bisogno di calcoli. Si può a lungo dissertare sulla sua figura. Sulla natia Pisa (1564) e sull estrema dimora dalle parti di Arcetri (1642), sul colle fiorentino dove un enorme mezzaluna di cristallo scruta oggi l universo. Ma chi era davvero Galileo? Un fisico, certo. Un filosofo, a suo modo. Un astronomo, senza dubbio. Un matematico. Soprattutto un matematico. Perché per lui il grande libro della natura era scritto con numeri e formule. Per questo fu accusato di voler sovvertire la filosofia aristotelica (la natura descritta come forma e sostanza) in favore di quella pitagorica (nella natura tutto è numero). Potrebbe sembrare una dissertazione sui massimi sistemi. Fu l inizio di un calvario umano per l individuo che non voleva contrastare le Sacre scritture, ma finì condannato come eretico, umiliato all abiura (22 giugno 1633) dei propri convincimenti e all isolamento per il resto dei suoi giorni. Subì e ne soffrì. Ma aveva ragione lui. Accadde proprio così. Galilei, reo di coltivare una scienza che si trasformava in filosofia della natura. Era il suo destino. Stregato dai numeri che risolvevano la meccanica e l ingegneria. Roba pratica, insomma. Come l osservare l oscillazione del pendolo. Il moto di un proiettile. Il rotolamento di una sfera su un piano inclinato. Ebbene, prendete l immagine, proiettatela in movimento rallentato, inserite nella scia dei corpi i numeri e avrete le visioni di Galileo. L uomo che vedeva tutta la materia composta da particelle che si muovono nel vuoto. Aveva 22 anni quando s inventò «La bilancetta», uno strumento (apparentemente secondario) per calcolare l idrostatica del peso di un corpo. Fu il suo centro di gravità. Non se ne separò più. È accertato che studiò l Inferno di Dante, non per la metrica, ma per definirne la grandezza. Sembrava una missione impossibile, un gioco. Fu una sfida. La prima. Che gli aprì la mente. E gli spalancò le porte dello Studio di Pisa, dove fu iniziato dal cardinal Francesco Maria Borbone Del Monte al granduca Ferdinando I, suo primo mentore. Così come importanti per la sua crescita furono i contatti col nobile Sagredo, protagonista del Dialogo sopra i massimi sistemi. Studiò la caduta dei gravi. E per soddisfare la sua sete di conoscenza si piegò non solo a tener lezioni di matematica per principi e cardinali, ma nella casa di Padova volle realizzare una piccola officina all interno della quale produceva marchingegni che poi rivendeva per trarne danari da investire nella ricerca. Non cercò mai aiuti dall esterno. S ingegnò, invece. Come solo i geni sono capaci di fare. Forse non tutti sanno che proprio così agendo creò una macchina per «tirare su l acqua» che gli valse l introito ventennale, per lo sfruttamento del brevetto, dal Senato Veneto. Fabbricò un compasso militare. Finché venne il giorno del cannocchiale, costruito da artigiani olandesi. Che lui smontò per ricostruirlo «potenziato» e rivenderlo poi come propria invenzione al governo di Venezia. Fu con questo strumento che decise di varcare i confini dell orizzonte visivo. Lo fece meravigliandosi della meraviglia che si apriva davanti al suo scrutar le stelle. Cercò. E vide. Quattro satelliti che si muovevano, roteando, attorno a Giove, con velocità crescente notte dopo notte. Era una piccola rivoluzione copernicana. «QUELLO CHE NOI CI IMMAGINIAMO BISOGNA CHE SIA UNA DELLE COSE GIÀ VEDUTE». NEGLI ULTIMI ANNI DI VITA, IL NOME DI GALILEO COMINCIÒ A CIRCOLARE NEGLI AMBIENTI INTELLETTUALI: ALCUNI SUOI ESTIMATORI GLI SCRISSERO MENTRE SI TROVAVA CONFINATO NELLA VILLA DI ARCETRI. POTEVA RICEVERE VISITE SOLO DAI FAMILIARI, MA RIUSCÌ A INCONTRARE IL POETA INGLESE JOHN MILTON. ALL EVENTO, IL PITTORE TITO LESSI HA DEDICATO IL DIPINTO «JOHN MILTON IN VISITA A GALILEO GALILEI» (CIRCA 1890, SOPRA). ROGER-VIOLLET/ALINARI ROGER-VIOLLET/ALINARI LA SUA DISTANZA DA NOI È STATA STIMATA IN CIRCA 56 MILIONI DI ANNI LUCE: SI TRATTA DELLA GALASSIA SPIRALE BARRATA (VISIBILE NELLA COSTELLAZIONE DELLA FORNACE) DENOMINATA NGC CON UN DIAMETRO DI QUASI 200MILA ANNI LUCE, È UNA DELLE GALASSIE PIÙ BRILLANTI DELLA COSTELLAZIONE; IL NUCLEO HA FORMA OVALE, MENTRE I RAMI A SPIRALE FORMANO UN ALONE A FORMA DI «Z» SIMILE A UN ANELLO (FOTOGRAFIA TRATTA DAL LIBRO «ANCIENT LIGHT»). 66 M LUGLIO 2009 LUGLIO 2009 M 67

3 GALILEO_CR:Layout :12 Pagina 68 GALILEO_CR:Layout :12 Pagina 69 Precursori siderali { } 68 M LUGLIO 2009 FOTO SCALA FIRENZE - SU CONCESSIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATT. CULTURALI LA NEBULOSA NGC 3576: SI TROVA A 6MILA ANNI LUCE DALLA TERRA ED È COMPOSTA DA STELLE DI GRANDE POTENZA (DA «ANCIENT LIGHT»). A FIANCO: IL TELESCOPIO FECE CROLLARE IL SEICENTESCO CONCETTO DI «PERFEZIONE» DEGLI OGGETTI CELESTI. GALILEO OSSERVÒ I «MARI» DELLA LUNA (LE REGIONI SCURE) E NOTÒ CHE LA LORO LARGHEZZA CAMBIAVA CON LE FASI LUNARI (L INCIDENZA DELLA LUCE DEL SOLE). DISEGNANDOLE, NEL 1616, CONCLUSE CHE LA LUNA È RICCA DI CRATERI E, DUNQUE, IMPERFETTA. FOTO SCALA FIRENZE - SU CONCESSIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATT. CULTURALI LA REVISIONE DEL SUO PROCESSO FU AVVIATA NEL 1968 LUGLIO 2009 M 69

4 GALILEO_CR:Layout :13 Pagina 70 GALILEO_CR:Layout :13 Pagina 71 Precursori siderali { ERA STREGATO DALLA MATEMATICA E DALLA FILOSOFIA} Per la prima volta l occhio umano poteva carpire un segreto dell universo: quei corpi celesti non ruotavano attorno alla Terra. Messa così potrebbe sembrare banale. Altro fu all epoca. Donò la scoperta di Padova al granduca fiorentino Cosimo II (che era stato suo allievo) trasformandone il battesimo da Cosmica Sidera in Medicea Sidera: «Stelle medicee». Fu l obolo per ottenere in cambio il titolo di Filosofo e Matematico primario del granduca. Per presentare le sue scoperte, nel 1611, Galileo raggiunse il Collegio romano dove fu accolto da Papa Paolo V. Di lì a breve sarebbe iniziato il suo contrasto con la Chiesa, considerato che il cardinale Bellarmino decise di incaricare i matematici del Vaticano di studiare le scoperte effettuate da Galileo Galilei a mezzo di un «cannone overo ochiale», mentre la Congregazione del Santo Uffizio già si muoveva per difendere la teologia tradizionale. Galileo non si curava di questo. Studiava i corpi che galleggiano o affondano nell acqua. Parlava di macchie solari come materia fluida che apparteneva alla superficie del Sole e ruotava intorno a esso per il movimento della stella. Studiò e definì il peso dell aria, in un mondo che credeva l aria senza peso. Scriveva a Giuliano de Medici: «Venere necessariisimamente si volge intorno al sole, come anco Mercurio e tutti li altri pianeti, cosa ben creduta da tutti i Pittagorici, Copernico, Keplero e me, ma non sensatamente provata, come ora in Venere e in Mercurio». C era un però. Se era corretta la cosmologia copernicana, diverse affermazioni della Bibbia e di Padri della Chiesa, che attestavano una concezione geocentrica dell Universo, erano in contrasto. Galileo si illuse di poter risolvere il problema rovesciando la soluzione: la teoria copernicana è vera, le Scritture erano state scritte senza corrispondenza con la realtà. Gesuiti e domenicani si divisero. I primi, inizialmente, si mostrarono aperti di fronte alle scoperte astronomiche, ma saranno quelli che (venti anni più tardi) ne denunceranno il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo. Un ventennio di rivoluzione sussurrata. Da quando cioè nel 1614 dal pulpito di Santa Maria Novella il frate domenicano Caccini lanciò le prime accuse a Galileo. Eretico! Per sostenere un moto della Terra attorno al Sole. Fu il Papa a ordinare di «convocare Galileo e di ammonirlo di abbandonare la suddetta opinione». Può un uomo sfidare le leggi dell eternità? Certo Galileo non fu infallibile. Il Saggiatore è un opera sbagliata, con una teoria delle comete senza fondamento. Solo nel 1624 enuncia per la prima volta quello che sarà chiamato il principio della relatività galileiana: ai sostenitori dell immobilità della Terra replica facendo notare che i gravi cadono perpendicolarmente sulla superficie terrestre, anziché obliquamente, Galileo risponde parlando della nave nella quale, sia essa in movimento o ferma, i fenomeni di caduta si verificano esattamente nello stesso modo. Le sue idee spaziarono in ogni direzione. Anticipò i tratti che porteranno alla scoperta del barometro (a opera di Evangelista Torricelli), propose di usare la rotazione dei satelliti di Giove come orologio universale per misurare la longitudine (uno dei problemi più seri della navigazione). E quando venne il tempo del Dialogo sopra i massimi sistemi ricevette molti elogi, ma anche la proibizione del libro: per ordine del Papa. Ci vollero 11 anni per piegarlo. Tanto passò dall Inquisizione romana che nel 1622 sollecitò la sua comparizione al Sant Uffizio e la sua presentazione davanti alla Congregazione. A Galileo non restò di evitare che i dispositivi più duri della condanna diventassero effettivi. Il carcere fu mutato nel confino all interno della villa dell ambasciatore del granduca di Toscana in Roma e poi nella casa dell arcivescovo Piccolomini. Finché venne confinato nella villa di proprietà sopra Arcetri. Riposa in Santa Croce a Firenze, dove dormono il sonno dell eternità Michelangelo e Machiavelli. Dorme il sonno dei giusti. Nel 1734 il Sant Uffizio concesse l erezione di un mausoleo. Benedetto XIV tolse dall Indice i suoi volumi. Pio VII ne liberò i contenuti. Paolo VI nel 1968 fece avviare la revisione del processo. Giovanni Paolo II chiese scusa ufficialmente a nome della Chiesa. Il caso è ancora aperto. Quattrocento anni fa un piccolo diaframma, legno, pelle, decorazioni d oro, bariletto con lenti furono l inizio dell anno galileiano. Oggi a Palazzo Strozzi una mostra ne celebra i fasti (fino ad agosto inoltrato). Resta la storia di una negazione. Più di una censura. La negazione di quella che oggi è evidenza e che allora era considerata preveggenza ed eresia. Galileo Galilei vive in ciascuno di noi. È la teoria dell atomo che tutto muove. È la brillantezza di una supernova. L iperbole di una stella. La convinzione che l umiltà di un idea è più forte di qualsiasi divieto. La forza dell universo è in un minuscolo punto di vita. Bisogna sempre dare tempo alla scienza. NON È UNA COMETA, MA UNA REGIONE DI STELLE, NUVOLE DI GAS E POLVERI DENOMINATA CG4. È SITUATA NELLA COSTELLAZIONE DELLA POPPA (PUPPIS) A CIRCA ANNI LUCE DALLA TERRA. LA SUA TESTA, A FORMA DI SFERA, HA UN AMPIEZZA DI CIRCA 1,5 ANNI LUCE; LA CODA, INVECE, È LUNGA CIRCA 8 ANNI LUCE. LA TESTA DELLA NEBULOSA APPARE OPACA, MA IN REALTÀ È ILLUMINATA DALLA LUCE E DAL CALORE DELLE STELLE CHE SI SONO FORMATE AL SUO INTERNO (DA «ANCIENT LIGHT») WHITE IMAGES/SCALA FIRENZE 2008 WHITE IMAGES/SCALA FIRENZE IL PROCESSO INIZIÒ IL 12 APRILE 1633 E PROSEGUÌ FINO AL 21 GIUGNO: ALLA DOMANDA SE AVALLASSE ANCORA LA TEORIA DELLA CENTRALITÀ DEL SOLE, GALILEI RISPOSE CHE AVEVA RITENUTO LE OPINIONI DI TOLOMEO E DI COPERNICO «DISPUTABILI, PERCHÉ L UNA O L ALTRA POTEVANO ESSER VERA IN NATURA». GALILEI VENNE CONDANNATO AL CARCERE E ALLA RECITA DEI SALMI PENITENZIALI PER TRE ANNI. IN QUESTA PAGINA, «GALILEO DAVANTI AL TRIBUNALE DELL INQUISIZIONE» DI JOSEPH CLERIAN (XIX SECOLO). 70 M LUGLIO 2009 LUGLIO 2009 M 71

5 PATEK_calibro2000_PB:Layout :39 Pagina 72 PATEK_calibro2000_PB:Layout :44 Pagina 73 Ultima frontiera spazio-temporale IL CIELO IN UNA TASCA Lo Star Caliber 2000 di Patek Philippe ha saputo catturare il ritmo celeste, segnando il tempo dello stupore innanzi all infinito. Con un magistero tecnologico sancito da oltre 80 brevetti, una delle Manifatture ginevrine indipendenti sfolgora di luce propria nella galassia orologiera, offrendosi allo sguardo dell osservatore come una supernova in perenne esplosione creativa. «Monsieur» ha incontrato Philippe Stern, storico presidente della Maison DI PAOLO GOBBI PRESENTATO NEL 2000, DOPO OTTO ANNI DI RICERCA E SVILUPPO, DOTATO DI BEN 21 FUNZIONI SPECIALI, LO STAR CALIBER 2000 È STATO PRODOTTO IN COFANETTI CON QUATTRO ESEMPLARI CIASCUNO, REALIZZATI CON MATERIALI MISTI IN ORO BIANCO, ROSA, GIALLO E PLATINO, VENDUTI A 13,2 MILIONI DI FRANCHI SVIZZERI. 72 M LUGLIO 2009 LUGLIO 2009 M 73

6 PATEK_calibro2000_PB:Layout :50 Pagina 74 Ultima frontiera spazio-temporale { } PER LA NOSTRA ESPOSIZIONE ABBIAMO SCELTO MILANO, LA VERA CAPITALE D EUROPA PRESIDENTE, HA IDEA DI QUANTO GLI ITALIANI adorino Patek Philippe? «Sì, sì, ne ho un idea precisa, tuttavia, ogni volta che vengo nel vostro Paese rimango colpito. Abbiamo estimatori davvero appassionati in Italia». Inizia così il nostro incontro con Philippe Stern, presidente di Patek Philippe e anima dell alta orologeria contemporanea. Sorridente, sereno, pronto al dialogo, ha ricostruito a partire dagli anni 70 il concetto stesso di segnatempo meccanico, conferendogli valore e autorevolezza. Indipendente per scelta e per carattere, in un mondo dove la globalizzazione modifica forma e sostanza di qualsiasi oggetto, è riuscito a portare avanti il concetto di family company. «Credo che al giorno d oggi sia importante sottolineare come Patek Philippe, oltre a essere a conduzione familiare, sia anche indipendente; siamo cioè nella posizione di poter scegliere sempre le nostre direzioni e non siamo obbligati a dover rendere conto ogni tre mesi, sei mesi, un anno a degli azionisti. Questo rappresenta un grande vantaggio per noi in quanto ci permette di pianificare a lungo termine. Oggi il cliente vuole conoscere il valore dell oggetto che acquista, quindi la credibilità di un marchio è decisiva. Essendo una ditta di famiglia ci concentriamo solo sull orologeria senza perderci in diversificazioni». Quindi non farete penne oppure occhiali? Neanche un telefonino? «No, nient altro. Abbiamo già abbastanza lavoro con i nostri orologi. Noi siamo riconosciuti come un azienda orologiera, con la sua tradizione di famiglia, e tale rimarremo». Dal 1 al 4 luglio Palazzo della Ragione a Milano ospiterà la mostra «Patek Philippe-The values of a family watch company», come mai avete scelto questa città? «Ogni anno cerchiamo di organizzare una grande mostra dedicata a Patek Philippe e ai suoi valori e dobbiamo scegliere un Paese. Negli anni passati siamo stati negli Stati Uniti, in Oriente e l anno prossimo non so ancora dove andremo. Quest anno abbiamo deciso che era arrivato il momento di fare qualcosa di nuovo in Italia. Quindi era ovvio che la nostra scelta cadesse su Milano, in quanto capitale d Europa, e località facilmente raggiungibile da tutti gli italiani». Lei rappresenta la terza generazione Stern alla guida di Patek Philippe ed è riuscito a resistere alla grande crisi che travolse l orologeria svizzera all inizio degli anni 70. Con quale spirito sta affrontando questo momento di difficoltà globale? «In realtà ogni sette/otto anni abbiamo una crisi e Patek Philippe ne è sempre uscita benissimo. È sempre stata la prima a essere pronta a ricominciare. Oggi c è ben poco che si possa fare. Non vogliamo rifornire troppo i nostri concessionari e allo stesso tempo vogliamo essere sicuri che ciò che stiamo offrendo al mercato corrisponda alla richiesta, quindi ci concentriamo prima su quest ultima». Negli anni 70, quando tutti gli altri chiudevano, voi avete puntato sulla legittimità del marchio. E avete vinto. «All epoca la crisi era strutturale. Io dissi a tutti che solo uno sarebbe sopravvissuto nel campo dell orologeria meccanica e saremmo stati noi. Quindi concentrammo tutti i nostri sforzi esclusivamente sui modelli meccanici: una scelta che non fece nessun altro. Quindi quando finalmente la richiesta si ripropose negli anni 80, Patek Philippe era pronta con tutta la sua produzione e diventammo i primi in questo settore». Una sua vittoria personale: «Ero più che convinto che i meccanici avrebbero retto, ero convinto che molti collezionisti si sarebbero interessati a questo tipo di segnatempo e la storia mi ha dato ragione». C è anche da dire che per quasi due decenni Patek Philippe è rimasta la regina del collezionismo di altissimo livello. Lo considera un valore aggiunto? «Patek Philippe è sempre ai vertici nelle aste orologiere internazionali ed è un dato di fatto, questo perché i nostri orologi hanno un valore reale, destinato a durare nel tempo». Il collezionista di Patek Philippe vintage è anche un cliente dei vostri modelli nuovi? «Conosco alcuni collezionisti interessati ai vecchi cronografi Patek che comprerebbero anche quelli nuovi, quindi non esiste una competizione quanto una sorta di aiuto reciproco». Torniamo alla mostra di Milano: 250 pezzi esposti basteranno a far capire l importanza della Maison? «Non è poi così male riuscire a mettere insieme 250 pezzi... in fondo non possiamo portare l intero museo a Milano, sarebbe un po problematico (ride). È in ogni caso una bella rappresentazione di ciò che sta facendo oggi Patek Philippe». Un ultima domanda: quando avverrà il passaggio di consegne tra lei e suo figlio Thierry? «Credo sia arrivato il momento giusto e già entro la fine di quest anno Thierry sarà il nuovo Presidente di Patek Philippe. Rimarrò comunque nei pressi e non sparirò del tutto». IN ALTO, NELLA FOTO A SINISTRA, LA STORICA BOUTIQUE PATEK PHILIPPE IN RUE DU RHÔNE 41, A GINEVRA, L UNICO PUNTO VENDITA PRESSO CUI ERA POSSIBILE ACQUISTARE LO STAR CALIBER AL CENTRO, PHILIPPE STERN, PRESIDENTE DELLA MAISON. A DESTRA, IL QUARTIER GENERALE DI GINEVRA A PLAN-LES-OUATES. 74 M LUGLIO 2009

7 PATEK_calibro2000 fionda_pb:layout :59 Pagina 2 CON LE SUE 21 COMPLICAZIONI MECCANICHE, LO STAR CALIBER 2000 PER COMPLESSITÀ È IL TERZO OROLOGIO DA PERSONA PATEK PHILIPPE, DOPO IL CALIBRO 89 (33 COMPLICAZIONI) E IL GRAVES (24). È STATO REALIZZATO IN ORO ROSA, GIALLO, BIANCO E IN PLATINO. NELLA FOTO, SI PUÒ NOTARE LA GRANDE MAPPA CELESTE. LUGLIO 2009 M 75 LO SKY MOON TOURBILLON È IL PRIMO MODELLO DA POLSO A MOSTRARE SU DI UN SECONDO QUADRANTE LA VISIONE COMPLETA DI UN CIELO NOTTURNO, QUELLO CHE SOVRASTA LA CITTÀ SCELTA DALL ACQUIRENTE, INDICANDO IL MOVIMENTO APPARENTE DELLE STELLE E QUELLO DELLE FASI LUNARI ( EURO). 78 M LUGLIO 2009

8 PATEK_calibro2000 fionda_pb:layout :20 Pagina 1 IL RAFFINATO DESIGN SVILUPPATO DA PATEK PHILIPPE PER IL SUO STAR CALIBER 2000 PERMETTE DI RICONOSCERE PERFETTAMENTE LE FASI LUNARI E L ORBITA DELLA LUNA IN MODO DA INFLUIRE SOLO MARGINALMENTE SULLA DIMENSIONE DELLA MAPPA STELLARE. PER INFORMAZIONI:

9 PATEK_calibro2000 fionda_pb:layout :59 Pagina 2 CON LE SUE 21 COMPLICAZIONI MECCANICHE, LO STAR CALIBER 2000 PER COMPLESSITÀ È IL TERZO OROLOGIO DA PERSONA PATEK PHILIPPE, DOPO IL CALIBRO 89 (33 COMPLICAZIONI) E IL GRAVES (24). È STATO REALIZZATO IN ORO ROSA, GIALLO, BIANCO E IN PLATINO. NELLA FOTO, SI PUÒ NOTARE LA GRANDE MAPPA CELESTE. LUGLIO 2009 M 75 LO SKY MOON TOURBILLON È IL PRIMO MODELLO DA POLSO A MOSTRARE SU DI UN SECONDO QUADRANTE LA VISIONE COMPLETA DI UN CIELO NOTTURNO, QUELLO CHE SOVRASTA LA CITTÀ SCELTA DALL ACQUIRENTE, INDICANDO IL MOVIMENTO APPARENTE DELLE STELLE E QUELLO DELLE FASI LUNARI ( EURO). 78 M LUGLIO 2009

10 PATEK_calibro2000_PB:Layout :51 Pagina 79 Ultima frontiera spazio-temporale E USCIMMO A RIVEDER LE STELLE Il 2009 è l anno dell astronomia. Puntiamo allora il telescopio sullo Star Caliber 2000, orologio «astronomico» per eccellenza, attraversato da costellazioni micromeccaniche ultracomplicate NEL 1609, ESATTAMENTE 400 ANNI FA, Galileo Galilei alzava per la prima volta al cielo il suo cannocchiale. Non è quindi un caso che l Unesco abbia dichiarato il 2009 l Anno internazionale dell astronomia: attraverso l osservazione del cielo, si inviteranno i cittadini di tutto il mondo, e soprattutto i giovani, a riscoprire il proprio posto nell universo, il senso profondo dello stupore e della scoperta, le ricadute e l importanza della scienza sulla vita quotidiana e sugli equilibri globali della società. Patek Philippe dal canto suo è già da tempo «appassionata» del cielo e degli astri: non a caso ha scelto di celebrare il passaggio al terzo millennio con un orologio assolutamente straordinario, che possiamo osservare in queste pagine: lo Star Caliber Nato quasi in segreto, dopo otto anni di ricerca e sviluppo, questo straordinario orologio da tasca è sostanzialmente l ultimo erede di una tradizione manifatturiera ricca di segnatempo importanti. Con le sue 21 funzioni speciali, che si sommano a quelle delle ore, minuti e secondi, continua idealmente una dinastia di modelli eccezionali, come il Packard del 1927, il Graves del 1933 e il Calibro 89, l orologio portatile più complicato al mondo, realizzato nel 1989 per il 150 anniversario della Maison ginevrina. Prima di addentrarci nella tecnica, approfittiamo ancora di Philippe Stern, per domandargli che cosa ricorda di questo modello. «All inizio degli anni 90 ci ponemmo il problema di cosa fare per celebrare l anno Non potevamo fare una nuova edizione del Calibro 89, perché era comunque un modello con una precisa collocazione storica. In più basava le sue complicazioni orologiere su caratteristiche già conosciute. Ci chiedemmo allora se era giusto realizzare un nuovo complicato da tasca: dopo molte esitazioni e infinite discussioni, abbiamo deciso di affrontare la sfida». Un orologio tutto nuovo quindi? «Sì, che non si sarebbe basato sul Calibro 89. Inoltre, anche a costo di sacrificare qualche funzione, scegliemmo un obiettivo primario: quello di una nuova complicazione che si ispirasse alle stelle, alla luna, al cielo che gira. Abbiamo deciso di focalizzarci sui calcoli celesti ed è stato allora che abbiamo sviluppato lo Star Caliber. All epoca inoltre non decidemmo il numero di complicazioni che avremmo realizzato, ma ci concentrammo nel creare qualcosa di nuovo: non ci interessava se alla fine l orologio avrebbe presentato 10, 15 o 20 complicazioni, non era il nostro obiettivo». Alla fine però le complicazioni arrivarono lo stesso. «Sì, in effetti l orologio finale aveva 21 complicazioni, ma non era questo il dato più importante. C era infatti qualcosa di nuovo nella sua costruzione, nei suoi componenti, nel design. È stata una sfida affascinante, che ha dimostrato come ancora oggi Patek Philippe conservi le potenzialità, gli uomini e la volontà di realizzare pezzi di livello supremo. Tutto questo inoltre senza un reale motivo di interesse per quanto riguarda il profitto strettamente commerciale, praticamente inesistente per un pezzo così complesso». Osservando da vicino lo Star Caliber 2000 possiamo subito notare come la sua faccia anteriore, dedicata alla misura del tempo e all astro diurno, mostri le ore, i minuti e i secondi; l equazione del tempo marciante; gli indicatori di riserva di carica del movimento (30 ore) e del carillon (24 ore); la data, il giorno della settimana, il mese, la stagione e l anno bisestile; la levata e il tramonto del sole e anche la sua rivoluzione nelle 24 ore. La seconda faccia, sul lato posteriore, è riservata agli astri notturni: vi osserviamo una originale mappa astronomica in movimento raffigurante la luna e le stelle, delimitando, per mezzo di una ellisse dorata, la zona del cielo che brilla sopra il luogo di osservazione. Se poi la nostra passione sono i numeri, lo Star Caliber 2000 è costituito da componenti, così suddivisi: 336 viti, 292 caviglie, 172 elementi meccanici, 135 ruote, 73 molle, 54 rubini, 33 ponti, 11 lancette, otto dischi, tre cuscinetti a sfere, un quadrante... Il termine «complicazione», nel linguaggio di tutti i giorni, fa tornare alla mente spesso un immagine negativa. Al contrario in orologeria il significato di questa parola è capovolto. IN ALTO, IL MODULO DEL CALENDARIO PERPETUO CON L EQUAZIONE DEL TEMPO «MARCIANTE», LA LEVATA E IL TRAMONTO DEL SOLE, LA SUA POSIZIONE NELLE 24 ORE E LE STAGIONI. IL PULSANTE, VISIBILE IN ALTO A SINISTRA, SI UTILIZZA PER LA SUA RIMESSA RAPIDA ED È UNA DELLE INVENZIONI ESSENZIALI DI QUESTO MODELLO. LUGLIO 2009 M 79

11 PATEK_calibro2000_PB:Layout :51 Pagina 80 PATEK_calibro2000_PB:Layout :51 Pagina 81 Ultima frontiera spazio-temporale { GRAZIE A TRE MECCANISMI INCORPORATI L UNO DENTRO L ALTRO... APRITI CIELO} Si definisce infatti «complicato» quell orologio dotato di una meccanica estremamente complessa, realizzata grazie all abilità del maestro orologiaio che riesce a inserire in un unico modello un certo numero di funzioni supplementari. Un pezzo ad alta complicazione può per esempio ospitare un movimento a carica automatica che aziona un cronografo e un calendario perpetuo. Un orologio ad altissima complicazione (très haute complication) ha come elemento di base una ripetizione a minuti integrata da un cronografo, un calendario perpetuo o magari una suoneria. Infine gli orologi ultracomplicati (très très haute complication) presentano una grande soneria al passaggio, la funzione silenzio e la ripetizione minuti, cui vengono ad aggiungersi almeno altre due complicazioni quali il calendario perpetuo, il cronografo a rattrapante ed eventualmente un dispositivo tourbillon. Lo Star Caliber 2000 può essere considerato come l ultracomplicato per eccellenza, in quanto non si è solamente accontentato di riunire al suo interno alcune importanti complicazioni, ma in molti casi ha visto ridisegnare forma e funzioni delle stesse. Per esempio, Cédric Fague, il responsabile del sistema di correzione rapida del calendario, ha confessato di essersi ispirato, per progettare il grande anello dentato del calendario perpetuo, all immagine delle antiche fabbriche di orologeria, dove un unica fonte di energia faceva muovere le diverse macchine grazie a una cinghia di trasmissione che demoltiplicava la forza motrice. Innovativo e inedito anche il meccanismo di suoneria a cinque timbri che riproduce il carillon di Westminster, ed è la prima volta che un orologio da tasca riesce a ricreare fedelmente la melodia originale. Grazie a esso l orologio suona al passaggio di ogni nuovo quarto d ora per mezzo di percussioni successive di quattro martelli su quattro timbri differenti, mentre un quinto martello suona le ore piene su di un ulteriore timbro. Altra peculiarità è quella dell equazione del tempo marciante, che Patek Philippe aveva già realizzato nel 1928 per un pezzo unico venduto per il costruttore d automobili James Ward Packard. Su questo pezzo l equazione non era però sincronizzata con il calendario perpetuo e di conseguenza veniva sistematicamente sregolata quando l utilizzatore doveva ricorrere ai correttori del calendario per la rimessa dell ora. Nello Star Caliber 2000 questo inconveniente è stato superato realizzando addirittura un nuovo brevetto meccanico. Ma per prima cosa vediamo di capire che cos è l equazione del tempo: il «tempo solare medio» che convenzionalmente usiamo presenta sempre una deviazione rispetto al «tempo solare effettivo». Questa differenza, detta «equazione del tempo», varia da un giorno all altro e negli orologi meccanici viene generalmente mostrata per mezzo di un meccanismo a camma. Se la camma dell equazione del tempo non è sincronizzata con il calendario, la deviazione tra il tempo reale e quello indicato aumenta progressivamente. Ciò si verifica anche quando l orologio viene rimesso alla data esatta dopo essere rimasto fermo per un periodo di tempo abbastanza lungo. Questo inconveniente non si presenta con il meccanismo brevettato da Patek Philippe, in cui la camma è comanda- ta direttamente dal meccanismo del calendario perpetuo. In tal modo l equazione del tempo corrisponde sempre alla data del momento. Lo stesso sistema di sincronizzazione viene utilizzato per la visualizzazione della levata e del tramonto del sole in una determinata località, ed è stato realizzato e brevettato in esclusiva per questo orologio.terminiamo il nostro viaggio nello Star Caliber 2000 scoprendone la parte più spettacolare, il suo quadrante posteriore con la presentazione animata e fedele della volta celeste, comprendente la visione notturna del nostro satellite. Nelle rappresentazioni astronomiche tradizionali, le fasi lunari sono indicate su un piccolo quadrante ausiliario e la lunazione viene indicata da una lancetta separata. Il design sviluppato per lo Star Caliber 2000 rende invece possibile indicare le fasi lunari e l orbita della luna in modo da influire solo marginalmente sulla dimensione della mappa stellare. In particolare, la posizione della luna è regolata in relazione al meridiano, alla data indicata dal calendario perpetuo e dall ora esatta. Un ellisse dal contorno dorato delimita la porzione della mappa celeste visibile dalla località geograficamente determinata, in relazione alla data e all ora esatta, sia di giorno sia di notte. Inoltre, il sistema determina l ora del passaggio sul meridiano di Sirio oppure, per l emisfero australe, di un altro astro da determinare. Abbiamo così, come apparissero da dietro le quinte, tre sistemi meccanici incorporati l uno nell altro: il primo per la rotazione del cielo, il secondo per quella della luna e il terzo per le fasi lunari. Galileo ne sarebbe rimasto estasiato. (P. G.) La saga Patek Philippe in mostra a Milano Il «Regno dell eccezionale» apre le sue porte al pubblico italiano e a tutti i cultori della suprema orologeria. Da mercoledì 1 a sabato 4 luglio infatti, la mostra itinerante «The values of a family watch company» di Patek Philippe approda in Italia per la sua unica tappa europea, nella prestigiosa sede del Palazzo della Ragione a Milano, con il patrocinio dell assessorato alla Cultura del comune di Milano: 250 segnatempo straordinari, 250 tappe della leggenda Patek Philippe, e un occasione per riflettere sui valori e sul patrimonio culturale di un azienda che appartiene da quattro generazioni alla famiglia Stern, e che brilla d indipendenza in un epoca tiranneggiata dalla globalizzazione. Una testimonianza tangibile delle più affascinanti realizzazioni della Maison svizzera e della devozione all eccellenza del presidente Philippe Stern e del vicepresidente e designato successore Thierry Stern. Ma l esposizione non sarà soltanto uno sguardo all interno dello scrigno di una delle Manifatture più ricche di tesori micromeccanici al mondo, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell orologeria: Patek Philippe dedica infatti un ampio spazio a numerosi, rari e preziosi segnatempo conservati proprio nel Museo di Ginevra, che vanta ben 2mila orologi, molti dei quali hanno segnato svolte epocali nell ingegneria del tempo, tra cui, naturalmente, un posto d onore sarà riservato allo Star Caliber QUI SOPRA, LA MAPPA DELL EMISFERO BOREALE. IN ALTO, QUATTRO DIVERSE TAVOLE DEDICATE ALLO STAR CALIBER 2000: IL QUADRANTE ANTERIORE; IL GIÀ CITATO MODULO DEL CALENDARIO PERPETUO; LA PLATINA DI BASE DEL CALENDARIO PERPETUO; IL MOVIMENTO DI BASE CON I DUE IRM (INDICATORI DI RISERVA DI CARICA). 80 M LUGLIO 2009 LE ALTRE COMPONENTI DELL OROLOGIO (IN ALTO): LA PLATINA POSTERIORE CON LA SUONERIA E LA RIPETIZIONE A MINUTI; LA CASSA DEMI-SAVONETTE TIPO BASSINE A DUE FACCE IN ORO; IL MODULO RAFFIGURANTE IL CIELO E LA LUNA; LA BASE DEL MECCANISMO ADDIZIONALE CIELO-LUNA. SOPRA, IL CIELO ASTRONOMICO. LUGLIO 2009 M 81

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