SOCIAL HOUSING: IL QUADRO NORMATIVO IL NUOVO ANNO INIZIA MALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "SOCIAL HOUSING: IL QUADRO NORMATIVO IL NUOVO ANNO INIZIA MALE"

Transcript

1 SOCIAL HOUSING: IL QUADRO NORMATIVO IL NUOVO ANNO INIZIA MALE E il 3 gennaio 2012, quasi il primo giorno lavorativo del nuovo anno, quando arriva il comunicato della Corte dei Conti. Il Piano Casa non va, non funziona. Non è colpa di nessuno, ma non funziona. In realtà la delibera è di poco precedente il Natale. E la delibera n. 20/2011 del 23 dicembre E della Sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato. Relatore è il Consigliere Paolo Santomauro nell ambito dell indagine concernente il Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e Piano nazionale di edilizia abitativa, appunto il Piano Casa. MA CHE COSA È IL SOCIAL HOUSING E PERCHÉ SE NE PARLA TANTO Tutto inizia oltre un secolo fa e, un po, finisce nel In Italia, di edilizia sociale si inizia a parlare all inizio del novecento, con la Legge Luttazzi (1904). Nel secondo dopoguerra l edilizia sociale prende avvio in maniera più consistente, anche per la necessità di ricostruzione, sostenuta anche attraverso i programmi Ina-Casa e Gescal. Negli anni 60 e 70 vengono emanate varie leggi che articolano l intervento nei settori dell edilizia sovvenzionata e agevolata (la prima riguarda la fascia di popolazione a più basso reddito, la seconda è invece destinata ad una fascia intermedia, rappresentata dalle famiglie con reddito eccedente il limite per l accesso all edilizia sovvenzionata ma non tale da sostenere il costo delle abitazioni messe in vendita o in affitto nel libero mercato). L edilizia sociale rimane una faccenda quasi esclusivamente pubblica, un settore diverso da quello dell edilizia residenziale di mercato, finanziato attraverso trattenute sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Il 1998 è l anno della svolta: viene eliminato il Fondo Gescal, che aveva assicurato all edilizia sociale un flusso annuo di circa 1,5 miliardi di euro. E qui nasce il problema: venuto meno il prelievo dalle buste paga dei lavoratori dipendenti, non si individuano nuove fonti di finanziamento. E finisce un epoca. Non solo. Diverse sentenze della Corte Costituzionale impediscono l acquisto di terreni a valori simbolici, censurando gli indennizzi espropriativi inferiori al valore venale. Dunque non si possono più acquistare aree a prezzi bassi. Infine, l idea generale e diffusa di inefficienze e di sprechi ha indotto a pensare che il problema sociale dell abitare doveva trovare una soluzione nel mercato. Il D.Lgs n. 112 del 1998 dispone la chiusura della sezione autonoma edilizia residenziale presso la Cassa Depositi e Prestiti e abolisce i fondi Gescal. Per dieci anni si procede senza un chiaro quadro, nazionale, di riferimento, fino al 2008, quando un decreto legge, il n. 112 del 2008 (che curiosamente ha lo stesso numero del decreto legislativo che ha eliminato i Fondi Gescal) introduce il Piano Casa 1 1. IL PIANO CASA 1. L art. 11 del decreto legge n. 112 del 1998 vuole garantire su tutto il territorio nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo attraverso l incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo con l offerta di abitazioni di edilizia residenziale. 1 Il cd. Piano Casa 1. Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica previsto dall art. 21 del decreto-legge 1 ottobre 2007 n. 159 come convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007 n. 222.

2 A favore di chi? Le categorie sono più articolate rispetto al passato e comprendono pure, ad esempio, gli studenti. Si tratta di a. nuclei a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito; b. giovani coppie a basso reddito; c. anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate; d. studenti fuori sede; e. soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio; f. altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all art. 1 della L. n. 9 del ; g. immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella medesima Regione. Le modalità di intervento previste dal D.L. n. 112 del 2008 e dal DPCM 16 luglio 2009, che ne costituisce attuazione, sono sei: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per la realizzazione di immobili di edilizia residenziale; b) incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; c) promozione finanziaria anche ad iniziativa di privati (project financing); d) agevolazioni a cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi; e) programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale; f) interventi di competenza degli ex IACP. Certamente, la modalità più innovativa e potenzialmente in grado di coinvolgere maggiormente il ricorso al capitale privato è rappresentata dal Sistema Integrato di Fondi Immobiliari. Altra innovazione è quella rappresentata dal ricorso promozione di strumenti finanziari innovativi e con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, ma forse non è questo il periodo per strumenti finanziari innovativi. Così delineato il quadro, una prima difficoltà è data dalla necessità di verificare se vi sia un possibile coordinamento tra le normative nazionali e quelle regionali, che troppo lungo sarebbe elencare. Il D.L. n. 112 del 2008 e il DPCM 16 luglio 2009 stabiliscono che il Sistema Integrato di Fondi Immobiliari deve incrementare il numero di alloggi sociali. La definizione di alloggio sociale è contenuta, però, in un diverso testo normativo, nel D.M. 22 aprile 2008 relativo alla Definizione di alloggio sociale ai fini dell'esenzione dall'obbligo di notifica degli aiuti di Stato, ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità. In base all articolo 1 del DM 22 aprile 2008, è alloggio sociale l unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi a libero mercato. L alloggio sociale 2 Tali soggetti sono, ai sensi del primo comma, dell art. 1 della L. n. 9 del 2007: ( ) conduttori con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a , che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. La sospensione si applica, alle stesse condizioni, anche ai conduttori che abbiano, nel proprio nucleo familiare, figli fiscalmente a carico.

3 si configura come elemento essenziale del sistema di edilizia residenziale sociale costituito dall insieme dei servizi abitativi finalizzati al soddisfacimento di esigenze primarie. Il successivo terzo comma precisa che rientrano nella definizione di alloggio sociale anche gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche - quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni. Le Regioni hanno, tuttavia, legiferato in materia di edilizia sociale e di alloggio sociale, includendo categorie di soggetti non previste dal Piano Casa 1. Sul punto, la Corte Costituzionale, con la decisione del 26 marzo 2010, n. 121, ha osservato che l art. 11, secondo comma, del D.L. n. 112 del 2008 elenca i destinatari degli interventi da realizzare con il piano nazionale di edilizia abitativa, individuando nelle fasce più svantaggiate della popolazione i soggetti beneficiari del piano stesso. ( ) La norma censurata indica alcune categorie sociali, cui è riconosciuta una posizione preferenziale rispetto a tutte le altre, in considerazione del particolare stato di disagio economico in cui versano le persone in esse comprese. Questa individuazione prioritaria rientra a pieno titolo nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, che deve avere carattere soggettivo, oltre che oggettivo, giacché occorre sempre tener presenti le differenti condizioni di reddito, che incidono in modo diretto sulla fissazione del singolo "livello minimo", da collegare alle concrete situazioni dei soggetti beneficiari. Nella prospettiva prima delineata, è immune dai vizi denunciati l'uso, da parte della disposizione censurata, dell'avverbio «prioritariamente», il quale non vale certo a legittimare interventi di edilizia residenziale pubblica rivolti a categorie sociali munite di redditi elevati. Tale avverbio, piuttosto, pone in rilievo che la legge statale, in coerenza con la sua funzione di individuare i «livelli minimi», stabilisce un ordine inderogabile di priorità, il quale non esclude la possibilità che le Regioni, una volta soddisfatte le esigenze delle categorie deboli specificamente elencate, possano, nell'ambito del proprio territorio, individuare altre categorie meritevoli di sostegno, cui ritengono utile e necessario fornire il supporto degli interventi pubblici in materia di edilizia residenziale 3. In sostanza: se le Regioni vogliono accedere al Sistema Integrato di Fondi, così come delineato, è necessario fare riferimento alle categorie oggettive e soggettive ivi previste. Se le Regioni vogliono, invece, ipotizzare interventi di tipo diverso, sono libere di farlo, ma con risorse proprie o diverse da quelle previste dal Piano Casa 1. E interessante, poi, fare un cenno alle caratteristiche dei fondi locali al fine dell intervento della Cassa Depositi e Prestiti. Affinché i fondi locali possano essere oggetto di investimenti, nella misura massima del 40%, da parte dei fondi nazionali è necessario che gli stessi prevedano: a) l accrescimento della disponibilità di alloggi sociali 4 ; b) la realizzazione di un numero di alloggi sociali superiore a quello che un investimento pubblico di pari valore, facendo riferimento alla quota percentuale di investimento attribuibile allo Stato, avrebbe generato qualora effettuato direttamente mediante corresponsione di un contributo pari al 30% del costo di realizzazione o recupero di alloggi ai sensi dell art. 6, comma 2 del Piano 3 Con riguardo alla possibilità che la nozione di alloggio sociale tenga conto anche delle normative regionali, occorre ricordare che l art. 11, quarto comma, lett. f.10), del DPCM del 16 luglio 2009, avente ad oggetto i requisiti che i regolamenti dei fondi di cui al comma 1 devono possedere, annovera l'integrazione con le politiche pubbliche locali, evidenziata dal coordinamento con programmi regionali e comunali per l'edilizia sociale (piani casa regionali e comunali), programmi di riqualificazione o trasformazione urbana, realizzazione di infrastrutture locali strategiche per il territorio. E inoltre prevista la possibilità, per il fondo nazionale, di investire fino ad un massimo del 10% del proprio ammontare sottoscritto in iniziative locali anche in deroga al limite massimo del 40% sopra indicato, nel rispetto degli altri criteri indicati ed in particolare del rendimento obiettivo del fondo (art. 11, quarto comma, lett. g), DPCM del 16 luglio 2009). 4 Interpretati nel senso ampio, comprensivo anche delle normative regionali, di cui si è detto.

4 nazionale di edilizia abitativa allegato al DPCM del 16 luglio 2009; c) il rendimento obiettivo del fondo nella misura minima del 2% oltre l indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati prodotto dall Istat; d) la previsione del monitoraggio e della partecipazione del fondo nazionale alle procedure di investimento del fondo locale Alla luce di quanto sopra, considerato che lo Stato, prevedendo l'approvazione di un piano nazionale di edilizia abitativa, ha inteso disciplinare in modo unitario la programmazione in materia di edilizia residenziale pubblica avente interesse a livello nazionale anche tenuto conto del fatto che la determinazione dei livelli minimi di offerta abitativa per specifiche categorie di soggetti deboli non può essere disgiunta dalla fissazione su scala nazionale degli interventi, allo scopo di evitare squilibri e disparità nel godimento del diritto alla casa da parte delle categorie sociali disagiate 5 la possibilità di investimento in alloggi con caratteristiche diverse da quelle previste è dubbia qualora le stesse costituiscano l investimento esclusivo del fondo, mentre rimane ipotizzabile negli altri casi, ovvero allorché tale investimento si coniughi con il soddisfacimento dell esigenza prioritaria di garantire l accesso alla prima casa per le categorie sociali svantaggiate, come individuate dall art. 11 del D.L. 25 giugno 2008, n IL RAPPORTO DELLA CORTE DEI CONTI Così delineato, seppure in maniera un po sintetica, il Piano Casa 1, torniamo a quello che non va, almeno secondo la Corte dei Conti. La Corte dei Conti ha evidenziato che al termine dell analisi effettuata in merito a ciascun gruppo di interventi, si è posto in rilievo che la gran parte del tempo trascorso a decorrere dalle previsioni di legge concernenti il Piano casa, è stato impiegato principalmente in attività preliminari e propedeutiche rispetto alla sua concreta realizzazione in termini di acquisizione e disponibilità di alloggi per le categorie più disagiate nelle situazioni di più alta tensione abitativa; rispetto, cioè, allo scopo finale perseguito. In particolare, solo due mesi fa, cioè nel novembre 2011, è stato sottoscritto il contratto per la gestione del Sistema Integrato di Fondi con la Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Società di gestione del risparmio S.p.A (CDP Investimenti Sgr Spa), aggiudicataria dell apposita gara. Con riguardo agli Accordi di Programma, quindici (relativi a quattordici Regioni e alla Provincia di Trento) sono stati infine approvati con DPCM, ancora nel novembre 2011, consentendo, dopo tre anni dall approvazione del Piano Casa 1, di procedere all erogazione della prima quota dei finanziamenti. La Corte dei Conti ha comunque evidenziato, giustificando in parte il ritardo, il notevole dispendio di energie a favore delle attività preliminari e propedeutiche rispetto alla sua concreta realizzazione in termini di acquisizione e disponibilità di alloggi, riferendosi in primo luogo al prolungarsi del dibattito tra Stato e Regioni, in riferimento alle competenze e disposizioni normative che hanno disciplinato il Piano casa venendo perciò a costituire dei passaggi obbligati per l Amministrazione e quindi anche per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, più direttamente competente. La Corte dei Conti ha concluso nel senso di non poter attribuire i ritardi di attuazione a significative negligenze gestionali dell Amministrazione, ma, viste le carenze o la lentezza dei risultati, si è inteso esprimere un giudizio comunque non positivo sull efficacia, efficienza ed economicità della spesa pubblica che è stata destinata al Programma straordinario ed al Piano casa. 5 Corte Costituzionale, 26 marzo 2010, n. 121.

5 In sostanza, fare housing sociale è possibile. Occorre, lo dice anche la Corte dei Conti, eliminare la burocrazia che soffoca, sempre di più e nonostante i tentativi di semplificazione, ogni iniziativa. E possibile, forse meglio doveroso, anche coniugare housing sociale e politiche volte al risparmio energetico. A livello europeo è nato il progetto Power House Europe cofinanziato dalla Commissione Europea, che si pone l obiettivo raccogliere le buone pratiche europee destinate al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Il punto di partenza sono i risultati del programma Intelligent Energy Europe (IEE). Lo scopo è arrivare ad interventi concreti anche nel settore dell housing sociale. Ma di questo parleremo un altra volta.

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANNI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato GIANNI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 4536 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato GIANNI Disposizioni per ridurre il disagio abitativo mediante la partecipazione delle regioni

Dettagli

Piano nazionale di edilizia abitativa

Piano nazionale di edilizia abitativa ALLEGATO Piano nazionale di edilizia abitativa Art. 1 (Linee d intervento) 1. Il piano è articolato in sei linee di intervento, di seguito indicate: a) costituzione di un sistema integrato nazionale e

Dettagli

Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP. Documento preliminare

Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP. Documento preliminare ALLEGATO A Proposta di legge Alienazione degli immobili di ERP Documento preliminare 1. Inquadramento normativo La materia dell edilizia residenziale pubblica comprende il complesso delle attività delle

Dettagli

Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Decreto Casa.

Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Decreto Casa. Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Ministero delle Infrastrutture Decreto Casa. SOSTEGNO ALL AFFITTO 200 MILIONI DI EURO AL FONDO AFFITTO Ai 100 milioni

Dettagli

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Piano Nazionale di edilizia abitativa Visto il decreto legge 25 giugno 2008, n 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n 133, recante

Dettagli

DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla. L. 133 del 6 agosto 2008

DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla. L. 133 del 6 agosto 2008 DL 112 del 25 giugno 2008 Convertito con modificazione dalla L. 133 del 6 agosto 2008 (G.U. n. 195 del 21/8/08) Capo IV Casa e infrastrutture Art. 11. Piano Casa 1. Al fine di garantire su tutto il territorio

Dettagli

PROT. 362 ROMA, 17 giugno 2011

PROT. 362 ROMA, 17 giugno 2011 (H:\docs\2011\6\17\16743.doc/ 03/01/12) PROT. 362 ROMA, 17 giugno 2011 e-mail Caro Presidente, Ai Presidenti degli Enti Associati LORO SEDI il Consiglio Direttivo di Federcasa, come a tua conoscenza, ha

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente

LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA. Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Legge 1986022 Pagina 1 di 5 LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 4-07-1986 REGIONE LOMBARDIA Promozione dei programmi integrati di recupero del patrimonio edilizio esistente Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE

Dettagli

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE DELIBERAZIONE DELLA 25/09/2002 1712 2 OGGETTO: Legge n. 338/2000 L.R. n. 38/1996. Indirizzi agli sulle modalità di finanziamento dei progetti per la realizzazione di nuovi alloggi per studenti universitari

Dettagli

Fondo Investimenti per l Abitare

Fondo Investimenti per l Abitare Fondo Investimenti per l Abitare Stato di avanzamento Incontro DSC Roma, 18 gennaio 2014 Fondo Investimenti per l Abitare (FIA) Il FIA è stato istituto per realizzare interventi di Edilizia Privata Sociale

Dettagli

COMUNE DI OBČINA MONRUPINO - REPENTABOR

COMUNE DI OBČINA MONRUPINO - REPENTABOR BANDO PER LA CORRESPONSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE DI IMMOBILI ADIBITI AD USO ABITATIVO, AI SENSI DELL ART. 11 DELLA L. 431/1998 E DELL ART. 6 DELLA L.R. 6/2003. Art.

Dettagli

Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Decreto Casa.

Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Decreto Casa. Decreto casa. Un miliardo e 800 milioni per l emergenza abitativa. Che cosa prevede? Ministero delle Infrastrutture Decreto Casa. 200 MILIONI DI EURO AL FONDO AFFITTO Ai 100 milioni di euro già stanziati

Dettagli

VISTI i piani di erogazione e degli interventi predisposti dalle singole regioni allegati al presente decreto;

VISTI i piani di erogazione e degli interventi predisposti dalle singole regioni allegati al presente decreto; VISTO il decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca (di seguito,

Dettagli

Il Sistema Integrato di Fondi immobiliari per l edilizia privata sociale

Il Sistema Integrato di Fondi immobiliari per l edilizia privata sociale Il Sistema Integrato di Fondi immobiliari per l edilizia privata sociale IL FONDO INVESTIMENTI PER L ABITARE NEL SISTEMA INTEGRATO DI FONDI Stefano Brancaccio febbraio 2011 Il contesto di riferimento Con

Dettagli

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA

NOTA TECNICA SUL PIANO CASA NOTA TECNICA SUL PIANO CASA L art. 11 della legge 133/08 ha inteso rilanciare un Piano Casa per realizzare un offerta di alloggi in proprietà e in locazione prima casa nelle aree di bisogno abitativo,

Dettagli

Attività di CDP Investimenti Sgr nell edilizia sociale. Torino, 4 Febbraio 2010

Attività di CDP Investimenti Sgr nell edilizia sociale. Torino, 4 Febbraio 2010 Attività di CDP Investimenti Sgr nell edilizia sociale Torino, 4 Febbraio 2010 Premessa Nel febbraio 2009 Cassa Depositi e Presiti Spa (CDP), ACRI ed ABI hanno costituito CDP Investimenti Sgr S.p.A. (CDPI

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE DELIBERA

LA GIUNTA REGIONALE DELIBERA Supplemento ordinario n. 1 al «Bollettino Ufficiale» - Serie Generale - n. 42 del 3 settembre 2014 11 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 4 agosto 2014, n. 1038. L.R. 28 novembre 2003, n. 23 e succ. mod.

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale

Dettagli

I Comuni Associati di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci

I Comuni Associati di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci OGGETTO: AVVISO PUBBLICO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A LOCARE A CANONE SOSTENIBILE, PER ALMENO 15 ANNI, FABBRICATI RESIDENZIALI ESISTENTI, FABBRICATI DA REALIZZARE SU AREE EDIFICABILI O FABBRICATI

Dettagli

DECRETO-LEGGE 13 maggio 1991, n. 152

DECRETO-LEGGE 13 maggio 1991, n. 152 DECRETO-LEGGE 13 maggio 1991, n. 152 Art. 18. 1. Per favorire la mobilita' del personale e' avviato un programma straordinario di edilizia residenziale da concedere in locazione o in godimento a dipendenti

Dettagli

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Reg.delib.n. 400 Prot. n. VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE O G G E T T O: Promozione del progetto per la costituzione del Fondo di Housing Sociale Trentino

Dettagli

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori 23/01/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 7

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori 23/01/2014 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 7 Regione Lazio Atti della Giunta Regionale e degli Assessori Deliberazione 15 gennaio 2014, n. 18 Piano straordinario per l'emergenza abitativa nel Lazio e attuazione del Programma per l'emergenza abitativa

Dettagli

DGR 5 febbraio 2010, n. 74

DGR 5 febbraio 2010, n. 74 DGR 5 febbraio 2010, n. 74 OGGETTO: Attuazione art. 14 Lr 11 agosto 2009, n. 21 - Misure a sostegno dei soggetti che hanno contratto o contrarranno mutui per l acquisto, costruzione e recupero o autorecupero

Dettagli

COMUNE di. L anno 2012, il giorno. del mese di.. in, presso.. alle ore. tra

COMUNE di. L anno 2012, il giorno. del mese di.. in, presso.. alle ore. tra Allegato A alla delibera avente per oggetto: Piano nazionale di edilizia abitativa. D.P.C.M. 16 luglio 2009. Accordo di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti e la Regione Piemonte

Dettagli

Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di soggetti deboli

Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di soggetti deboli Piano d azione: Favorire l accesso ad abitazioni dignitose (housing sociale) SERVIZI ALLA PERSONA Bando senza scadenza: Diffondere e potenziare gli interventi di housing sociale temporaneo a favore di

Dettagli

COMUNE DI DIGNANO. Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009

COMUNE DI DIGNANO. Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009 COMUNE DI DIGNANO Provincia di Udine n 3151 Protocollo Lì, 28/04/2009 BANDO 2009 PER L ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER LE SPESE SOSTENUTE PER IL PAGAMENTO DI CANONI DI LOCAZIONE (L. 09.12.1998, N.431, ART.

Dettagli

Regolamento per l assegnazione di finanziamenti finalizzati all acquisto della abitazione da parte di giovani cittadini residenti nei comuni della

Regolamento per l assegnazione di finanziamenti finalizzati all acquisto della abitazione da parte di giovani cittadini residenti nei comuni della Regolamento per l assegnazione di finanziamenti finalizzati all acquisto della abitazione da parte di giovani cittadini residenti nei comuni della provincia di Cremona Approvato con D.C.P. n. 165 del 17.12.2008

Dettagli

Servizio Edilizia Pubblica

Servizio Edilizia Pubblica Servizio Edilizia Pubblica SCHEMA ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CUI ALL ARTICOLO 1, COMMA 1, LETT. B) ED E) DEL PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA ABITATIVA ALLEGATO AL D.P.C.M.

Dettagli

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Consiglio regionale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia IX LEGISLATURA - ATTI CONSILIARI - PROGETTI DI LEGGE E RELAZIONI PROPOSTA DI LEGGE N. 265 Presentata dai consiglieri Blasoni, Pedicini

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante Misure urgenti per la crescita del Paese, e,

Dettagli

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011

AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011 ALLEGATO N. 2 ALLA DELIBERAZIONE N. DEL AZIONI DI CONTRASTO ALLA POVERTA ANNO 2011 PREMESSA Con il presente programma, parte essenziale del più complessivo programma di interventi a favore delle politiche

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI DELLA POLITICA DI COESIONE PER IL PERIODO 2014-2020 POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le

Dettagli

REGOLAMENTO GENERALE PER L EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI ASSISTENZA

REGOLAMENTO GENERALE PER L EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI ASSISTENZA REGOLAMENTO GENERALE PER L EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI ASSISTENZA Articolo 1 Finalità. 1. Il presente Regolamento disciplina l erogazione delle prestazioni assistenziali di cui all art. 3, comma 2

Dettagli

L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica)

L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica) L.R. n.27 del 28. 12.2006 Legge finanziaria regionale per l esercizio 2007 (estratto degli articoli riguardanti l Edilizia Residenziale Pubblica) CAPO III Edilizia residenziale pubblica Art. 48 (Alienazione

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Prot. n.3662 del 15.04.2016 AVVISO PUBBLICO U.N.R.R.A 2016 Avviso pubblico per la presentazione di progetti da finanziare a valere sul Fondo Lire U.N.R.R.A. per l anno 2016. Direttiva del Ministro del

Dettagli

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3

PUC3 COMUNE DI PARRANO. Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 PUC3 COMUNE DI PARRANO Programmi Integrati di Sviluppo Urbano PUC3 Interventi per la rivitalizzazione e rifunzionalizzazione delle aree urbane e dei centri storici Riqualificazione dell insediato storico

Dettagli

La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale

La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale La legislazione regionale in tema di fondi immobiliari per l edilizia privata sociale Le iniziative della Regione Emilia- Romagna per l housing sociale Bologna 15 novembre 2012 Caterina Brancaleoni Nucleo

Dettagli

Scheda 4 RIDUZIONE DEI COSTI PER INTERVENTI EDILIZI

Scheda 4 RIDUZIONE DEI COSTI PER INTERVENTI EDILIZI Scheda 4 RIDUZIONE DEI COSTI PER INTERVENTI EDILIZI - descrizione oggetto della proposta e contesto di riferimento Ottimizzazione economica degli interventi edilizi necessari alla realizzazione dei piani

Dettagli

Fondo Housing Toscano

Fondo Housing Toscano Fondo Housing Toscano HOUSING SOCIALE_ Definizione Nuova offerta di alloggi e servizi con forte connotazione sociale per coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato per

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 1832 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori GARRAFFA, BARATELLA, BATTAGLIA Giovanni, BATTISTI, COLETTI, DATO, FASSONE, FILIPPELLI, FLAMMIA, FORMISANO, LIGUORI,

Dettagli

Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015

Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015 Allegato A Criteri di accesso e modalità di valutazione anno 2015 1. Premessa Con la D.g.r. 2513 del 17/10/2014 si è data una prima attuazione alla legge regionale n. 18 del 24 giugno 2014 Norme a tutela

Dettagli

LE AGEVOLAZIONI DEL RENT TO BUY DI ALLOGGI SOCIALI

LE AGEVOLAZIONI DEL RENT TO BUY DI ALLOGGI SOCIALI Fiscalità Edilizia LE AGEVOLAZIONI DEL RENT TO BUY DI ALLOGGI SOCIALI -DL 28 marzo 2014, n. 47, convertito con modifiche nella Legge 23 maggio 2014, n.80- Maggio 2015 1 Per sviluppare programmi di edilizia

Dettagli

Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente

Capo I disposizioni comuni. art. 1 contenuti e finalità. art. 2 struttura competente Regolamento per la concessione e l erogazione dei contributi per la realizzazione di alloggi o residenze per studenti universitari, ai sensi della legge regionale 23 gennaio 2007, n. 1, art. 7, comma 18

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato JANNONE. Disposizioni per l erogazione di incentivi per l acquisto

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato JANNONE. Disposizioni per l erogazione di incentivi per l acquisto Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2825 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato JANNONE Disposizioni per l erogazione di incentivi per l acquisto o la costruzione della

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Visto l articolo 1, comma 845 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che prevede che il Ministro dello Sviluppo economico con proprio decreto istituisca appositi regimi

Dettagli

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Progr.Num. 915/2012 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 02 del mese di luglio dell' anno 2012 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via

Dettagli

L'emergenza abitativa per i padri separati: il social housing e la mediazione familiare

L'emergenza abitativa per i padri separati: il social housing e la mediazione familiare 13 Convegno Nazionale Radici e futuro della mediazione familiare: professionisti al lavoro Venti anni della S.I.Me.F. 1995-2015 6-7 Novembre 2015 Milano L'emergenza abitativa per i padri separati: il social

Dettagli

COMUNE DI CAMPOFIORITO

COMUNE DI CAMPOFIORITO COMUNE DI CAMPOFIORITO PROVINCIA DI PALERMO ****************** BANDO GENERALE DI CONCORSO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI POPOLARI COSTRUITI NEL COMUNE DI CAMPOFIORITO In esecuzione della deliberazione di

Dettagli

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE ABITATIVE Divisione V Direzione Programmazione

Dettagli

Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA

Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA Allegato A alla delibera C.C. n. 3 del 12.02.2016 LINEE DI INDIRIZZO PER IL PIANO COMUNALE DI EDILIZIA ABITATIVA SOMMARIO Premesse:... 2 I fattori di contesto... 2 Gli immobili facenti parte del patrimonio

Dettagli

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007.

Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. ALLEGATO 1 Schema di CONTRATTO DI SERVIZIO tra REGIONE ed A.T.E.R. in attuazione dell art. 50 della Lr n. 27/2006 come modificato dalla Lr n. 11/2007. L anno il giorno del mese di in Roma, con la presente

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI STRAORDINARI A NUCLEI FAMILIARI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE CONSEGUENTI A PROBLEMATICHE LAVORATIVE

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI STRAORDINARI A NUCLEI FAMILIARI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE CONSEGUENTI A PROBLEMATICHE LAVORATIVE REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI STRAORDINARI A NUCLEI FAMILIARI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE CONSEGUENTI A PROBLEMATICHE LAVORATIVE Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 39

Dettagli

RISOLUZIONE N.100/E QUESITO

RISOLUZIONE N.100/E QUESITO RISOLUZIONE N.100/E Roma, 19 ottobre 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 Articolo 1, commi 280-283, della legge 27 dicembre 2006,

Dettagli

CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI

CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI Supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 17 del 26.4.2006 CONTRIBUTI E FINANZIAMENTI Vista la deliberazione n. 51 del 26.5.2004 con la quale il Consiglio regionale ha approvato il programma

Dettagli

COMUNE DI OGGIONO PROVINCIA DI LECCO

COMUNE DI OGGIONO PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI OGGIONO PROVINCIA DI LECCO REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DEI MINI ALLOGGI RISERVATI A PERSONE ANZIANE Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale In data 08.02.2007 N 7 1 I N D I C E Art.

Dettagli

SCHEMA TRA. parti della presente convenzione

SCHEMA TRA. parti della presente convenzione ALLEGATO 3 Ministero delle infrastrutture Cassa depositi e prestiti S.p.A. SCHEMA Convenzione per la gestione delle risorse destinate al finanziamento del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale

Dettagli

OGGETTO: Istanza d interpello - Imposta di registro Decadenza dell agevolazione c.d. prima casa per trasferimento nel quinquennio.

OGGETTO: Istanza d interpello - Imposta di registro Decadenza dell agevolazione c.d. prima casa per trasferimento nel quinquennio. RISOLUZIONE N. 192/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 6 ottobre 2003 OGGETTO: Istanza d interpello - Imposta di registro Decadenza dell agevolazione c.d. prima casa per trasferimento nel

Dettagli

Servizio Edilizia Pubblica

Servizio Edilizia Pubblica Servizio Edilizia Pubblica SCHEMA ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI CUI ALL ARTICOLO 1, COMMA 1 LETT. B) ED E) DEL PIANO NAZIONALE DI EDILIZIA ABITATIVA ALLEGATO AL D.P.C.M.

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ; DELIBERAZIONE N.1177 DEL 23/12/2005 Oggetto: L.r. 7 dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia. Individuazione degli interventi prioritari, nonché delle modalità e dei criteri di riparto

Dettagli

Aggiornamento dei limiti di reddito per l'anno 2014 degli assegnatari e degli acquirenti di alloggi di edilizia residenziale pubblica sociale.

Aggiornamento dei limiti di reddito per l'anno 2014 degli assegnatari e degli acquirenti di alloggi di edilizia residenziale pubblica sociale. REGIONE PIEMONTE BU4 23/01/2014 Codice DB0803 D.D. 20 dicembre 2013, n. 676 Aggiornamento dei limiti di reddito per l'anno 2014 degli assegnatari e degli acquirenti di alloggi di edilizia residenziale

Dettagli

Programma casa Housing sociale

Programma casa Housing sociale Segnalazioni Direzione Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizia giugno 2014 Programma casa Housing sociale LEGGE 23 maggio 2014, n. 80 Conversione in legge, con modificazioni, del

Dettagli

LA GIUNTA COMUNALE DELIBERA

LA GIUNTA COMUNALE DELIBERA OGGETTO: Criteri per la ripartizione del Fondo per il sostegno all accesso alle abitazioni in locazione di cui all art. 11, L. 431/98. Anno 2006. Approvazione Bando. LA GIUNTA COMUNALE Su proposta dell

Dettagli

Risoluzione n. 150/E. Roma, 9 luglio 2003

Risoluzione n. 150/E. Roma, 9 luglio 2003 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Risoluzione n. 150/E Roma, 9 luglio 2003 Oggetto: Depositi a garanzia di finanziamenti concessi ad imprese residenti aventi ad oggetto quote di fondi comuni di

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 25 DEL 17-07-1997 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 25 DEL 17-07-1997 REGIONE LAZIO LEGGE REGIONALE N. 25 DEL 17-07-1997 REGIONE LAZIO Modifica delle leggi regionali 26 giugno 1987, n. 33 e 15 marzo 1990, n. 30 concernenti la disciplina per l' assegnazione e la determinazione dei canoni

Dettagli

COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO

COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO ********** Allegato sub A alla deliberazione C.C. n. 70 del 26 maggio 2003 REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DEGLI INTERVENTI ECONOMICI NEL CAMPO DEI SERVIZI SOCIALI Premessa

Dettagli

COMUNE DI COLONNA Provincia di Roma REGOLAMENTO PER LA CESSIONE DI IMMOBILI AD USO RESIDENZIALE DEL COMUNE DI COLONNA

COMUNE DI COLONNA Provincia di Roma REGOLAMENTO PER LA CESSIONE DI IMMOBILI AD USO RESIDENZIALE DEL COMUNE DI COLONNA COMUNE DI COLONNA Provincia di Roma REGOLAMENTO PER LA CESSIONE DI IMMOBILI AD USO RESIDENZIALE DEL COMUNE DI COLONNA Approvato con deliberazione di C.C. n. 13 del 15.03.2011 1 ARTICOLO 1 - OGGETTO DEL

Dettagli

HELVETIA PENSIONE COMPLETA PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO FONDO PENSIONE

HELVETIA PENSIONE COMPLETA PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO FONDO PENSIONE HELVETIA PENSIONE COMPLETA PIANO INDIVIDUALE PENSIONISTICO DI TIPO ASSICURATIVO FONDO PENSIONE DOCUMENTO SULLE ANTICIPAZIONI (articolo 11, comma 7, decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252) Helvetia

Dettagli

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati

A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati A. TITOLO REGIONE LIGURIA L.R. 5 agosto 1987, n. 25 Contributi regionali per il recupero edilizio abitativo e altri interventi programmati Modificata con L.R. 15 dicembre 1995, n. 57 Modifiche alle leggi

Dettagli

REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO 9 INTERVENTO DI RECUPERO FINALIZZATO ALL ABITAZIONE DEL RICHIEDENTE

REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO 9 INTERVENTO DI RECUPERO FINALIZZATO ALL ABITAZIONE DEL RICHIEDENTE REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO 9 Mod. C Lavori pubblici, edilizia residenziale, politica della casa, autorità di bacino U.O.A. Politica della Casa, Edilizia Residenziale Pubblica, Riqualificazione e Recupero

Dettagli

REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo

REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo REGIONE LOMBARDIA Comune di Cinisello Balsamo BANDO DI ASSEGNAZIONE ALLOGGI per la formazione della graduatoria valevole ai fini dell assegnazione in locazione a canone concordato di n. 7 alloggi. 1. Indizione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE TINAGLI, CAPUA, ANTIMO CESARO, GALGANO, MAZZIOTTI DI CELSO, QUINTARELLI, SOTTANELLI, VECCHIO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE TINAGLI, CAPUA, ANTIMO CESARO, GALGANO, MAZZIOTTI DI CELSO, QUINTARELLI, SOTTANELLI, VECCHIO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2330 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI TINAGLI, CAPUA, ANTIMO CESARO, GALGANO, MAZZIOTTI DI CELSO, QUINTARELLI, SOTTANELLI, VECCHIO

Dettagli

Decreto n. 83473 del 01/08/2014 Pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e P.S. in data 04/08/2014

Decreto n. 83473 del 01/08/2014 Pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e P.S. in data 04/08/2014 Decreto n. 83473 del 01/08/2014 Pubblicato sul sito del Ministero del lavoro e P.S. in data 04/08/2014 Errata Corrige : All articolo 6, punto 3 è stato aggiunto il riferimento al trattamento di mobilità

Dettagli

Comune di Mentana Provincia di Roma

Comune di Mentana Provincia di Roma BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI INTEGRATIVI A SOSTEGNO DEL PAGAMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE ANNUALITA FINANZIARIA 2013 IL RESPONSABILE DEL SETTORE SERVIZI ALLA PERSONA - VISTO l articolo 11 della

Dettagli

Ordinanza n. 63 del 29 maggio 2013

Ordinanza n. 63 del 29 maggio 2013 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 63 del 29 maggio 2013 Assegnazione di

Dettagli

Interventi urgenti a sostegno della crescita

Interventi urgenti a sostegno della crescita Interventi urgenti a sostegno della crescita Misure di accelerazione dell utilizzo delle risorse della politica di coesione (Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Azione Coesione e Programmi dei Fondi Strutturali

Dettagli

COMUNE DI ROBASSOMERO PROVINCIA DI TORINO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI A TITOLO DI PRESTITO D ONORE

COMUNE DI ROBASSOMERO PROVINCIA DI TORINO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI A TITOLO DI PRESTITO D ONORE COMUNE DI ROBASSOMERO PROVINCIA DI TORINO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI A TITOLO DI PRESTITO D ONORE Adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 40 del /29.11.2013 INDICE GENERALE

Dettagli

RISOLUZIONE N. 215/E. OGGETTO: Istanza d interpello imposta di registro, ipotecaria e catastale art. 32 d.p.r. 29 settembre 1973, n. 601.

RISOLUZIONE N. 215/E. OGGETTO: Istanza d interpello imposta di registro, ipotecaria e catastale art. 32 d.p.r. 29 settembre 1973, n. 601. RISOLUZIONE N. 215/E Roma, 09 agosto 2007 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Istanza d interpello imposta di registro, ipotecaria e catastale art. 32 d.p.r. 29 settembre 1973, n. 601.

Dettagli

Il Comune di Rosignano Marittimo

Il Comune di Rosignano Marittimo OGGETTO: AVVISO PUBBLICO PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE A LOCARE A CANONE SOSTENIBILE, PER ALMENO 15 ANNI, FABBRICATI RESIDENZIALI ESISTENTI, FABBRICATI DA REALIZZARE SU AREE EDIFICABILI O FABBRICATI

Dettagli

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip DOCUMENTO SUL REGIIME FIISCALE Il sistema previdenziale italiano, da oltre un decennio, è stato oggetto di numerose riforme volte, da un lato, a riorganizzare ed armonizzare i trattamenti previdenziali

Dettagli

COMUNE DI BORGARELLO

COMUNE DI BORGARELLO COMUNE DI BORGARELLO REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PRESTITI SULL ONORE REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PRESTITI SULL ONORE Art. 1 Oggetto In ossequio a quanto previsto dall art.12

Dettagli

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA

NOTA ANCAb SUL PIANO CASA NOTA ANCAb SUL PIANO CASA Il Piano Casa del Governo, istituito dall art. 11 della legge n 133 del 2008, rivolto all incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l offerta di abitazioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALL ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE DA PARTE DEI GIOVANI SOMMARIO

REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALL ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE DA PARTE DEI GIOVANI SOMMARIO REGOLAMENTO PER L ASSEGNAZIONE DI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALL ACQUISTO DELL ABITAZIONE PRINCIPALE DA PARTE DEI GIOVANI SOMMARIO ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART. 6 ART. 7 ART. 8 ART. 9 ART. 10

Dettagli

LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA NEL COMUNE DI CASINA IN FAVORE DI PERSONE E FAMIGLIE ADULTE E ANZIANE ART.

LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA NEL COMUNE DI CASINA IN FAVORE DI PERSONE E FAMIGLIE ADULTE E ANZIANE ART. LINEE GUIDA PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA NEL COMUNE DI CASINA IN FAVORE DI PERSONE E FAMIGLIE ADULTE E ANZIANE ART. 1 (OGGETTO) L Amministrazione Comunale di Casina condividendo le finalità

Dettagli

COMUNE DI GUSSAGO. - Provincia di Brescia -

COMUNE DI GUSSAGO. - Provincia di Brescia - COMUNE DI GUSSAGO - Provincia di Brescia - REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI TRIENNALI PER L ABBATTIMENTO DELL ONERE DI CONTRAZIONE DI MUTUI FONDIARI PER L ACQUISTO DELLA 1^ CASA. Adottato con

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA COMPARTECIPAZIONE ALLA SPESA DELLE PERSONE SEGUITE DAL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE DELL ULSS 6 VICENZA INSERITE

REGOLAMENTO PER LA COMPARTECIPAZIONE ALLA SPESA DELLE PERSONE SEGUITE DAL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE DELL ULSS 6 VICENZA INSERITE REGOLAMENTO PER LA COMPARTECIPAZIONE ALLA SPESA DELLE PERSONE SEGUITE DAL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE DELL ULSS 6 VICENZA INSERITE IN COMUNITA ALLOGGIO E GRUPPI APPARTAMENTO Approvato dalla Conferenza

Dettagli

proposta di legge n. 460

proposta di legge n. 460 REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 460 a iniziativa dei Consiglieri Zinni, Natali, Romagnoli, Zaffini presentata in data 18 novembre 2014 ISTITUZIONE IN VIA SPERIMENTALE DEL SOSTEGNO

Dettagli

VALORE PENSIONE Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo Fondo Pensione Documento sulle anticipazioni (ed. 01/14)

VALORE PENSIONE Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo Fondo Pensione Documento sulle anticipazioni (ed. 01/14) VALORE PENSIONE Piano individuale pensionistico di tipo assicurativo Fondo Pensione Documento sulle anticipazioni (ed. 01/14) Pagina 2 di 6 - Documento sulle anticipazioni Edizione 01.2014 Valore Pensione

Dettagli

Certificazione Energetica degli edifici 1991-2011 ING. Vincenzo Triunfo

Certificazione Energetica degli edifici 1991-2011 ING. Vincenzo Triunfo Certificazione Energetica degli edifici 1991-2011 ING. Vincenzo Triunfo 1991 - La certificazione energetica degli edifici in Italia è un idea che parte da lontano, tanto che il percorso compie proprio

Dettagli

Housing Sociale in Friuli Venezia Giulia

Housing Sociale in Friuli Venezia Giulia Fare clic per Housing Sociale in Friuli Venezia Giulia Relatore: Prof. Ing. Edino Valcovich Correlatore: Laureando: Introduzione Premessa Social Housing Housing Sociale Edilizia Residenziale Pubblica (ERP)

Dettagli

REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE. 1. Il presente Regolamento integra le norme di legge che disciplinano l'imposta

REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE. 1. Il presente Regolamento integra le norme di legge che disciplinano l'imposta REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELL IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI CAPO I NORME GENERALI ART. 1 - OGGETTO E SCOPO DEL REGOLAMENTO 1. Il presente Regolamento integra le norme di legge che disciplinano

Dettagli

COMUNE DI VAIANO Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI BUONI SPESA DI CARATTERE SOCIO-ASSISTENZIALE

COMUNE DI VAIANO Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI BUONI SPESA DI CARATTERE SOCIO-ASSISTENZIALE COMUNE DI VAIANO Provincia di Prato REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI BUONI SPESA DI CARATTERE SOCIO-ASSISTENZIALE Approvato con Deliberazione della Giunta Comunale n. 23 del 04/03/2009 LINEE GUIDA PER

Dettagli

Ordinanza n. 28 del 13 marzo 2013

Ordinanza n. 28 del 13 marzo 2013 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 28 del 13 marzo 2013 Attuazione del decreto-legge

Dettagli

Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444. Emendamenti

Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444. Emendamenti Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444 Emendamenti 26 novembre 2015 BILANCIO AUTORIZZATORIO SOLO ANNUALE 2016 UTILIZZO AVANZO LIBERO E DESTINATO ARTICOLO 1, COMMA 389 Dopo il comma 389 è inserito

Dettagli

nella misura del 4,8 (quattrovirgolaotto) per mille per le abitazioni adibite a prima abitazione;

nella misura del 4,8 (quattrovirgolaotto) per mille per le abitazioni adibite a prima abitazione; Seduta del 19.01.2006 deliberazione N. 09 ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI (I.C.I.)

Dettagli

VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI

VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI VIVERE VICINI IN VIA VOLTRI AVVISO PER L ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI IN LOCAZIONE A CANONE SOCIALE NEL COMUNE DI MILANO VIA VOLTRI Ai sensi della Convenzione tra Comune di Milano e Pessina Costruzioni S.P.A.

Dettagli

COMUNE DI TAGLIACOZZO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA EX E.C.A.

COMUNE DI TAGLIACOZZO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA EX E.C.A. COMUNE DI TAGLIACOZZO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA EX E.C.A. COMUNE DI TAGLIACOZZO Provincia dell Aquila REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DELL ASSISTENZA ECONOMICA EX E.C.A. (Approvato

Dettagli

Proposta di emendamenti

Proposta di emendamenti DDL A.C.2561 Conversione in legge del Decreto Legge 01/07/2009 n. 78, Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali Proposta di emendamenti

Dettagli

COMUNE DI NOVARA. OGGETTO: I.U.C. ANNO 2014; Aliquote e Detrazioni Imposta Municipale Propria. IL CONSIGLIO COMUNALE Su proposta della Giunta Comunale

COMUNE DI NOVARA. OGGETTO: I.U.C. ANNO 2014; Aliquote e Detrazioni Imposta Municipale Propria. IL CONSIGLIO COMUNALE Su proposta della Giunta Comunale COMUNE DI NOVARA OGGETTO: I.U.C. ANNO 2014; Aliquote e Detrazioni Imposta Municipale Propria. IL CONSIGLIO COMUNALE Su proposta della Giunta Comunale Premesso che: l art. 1 della Legge del 27 dicembre

Dettagli

ALLEGATO A) alla d.g.r. n. 4154 del 8 ottobre 2015

ALLEGATO A) alla d.g.r. n. 4154 del 8 ottobre 2015 ALLEGATO A) alla d.g.r. n. 4154 del 8 ottobre 2015 Reddito di autonomia. Sostegno alle famiglie residenti nei Comuni ad elevata tensione abitativa (Delibera CIPE 87/2003 e PRERP 2014-2016) per il mantenimento

Dettagli

COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D'ARNO (Provincia di Pisa) UFFICIO TRIBUTI

COMUNE DI MONTOPOLI IN VAL D'ARNO (Provincia di Pisa) UFFICIO TRIBUTI NOVITA IMU 2013 La normativa IMU stabilita per l anno 2012 dal DL 201/2011 convertito in L. 214/2011 e successive modifiche ed integrazioni, è stata parzialmente modificata per l anno 2013: a) dall art.

Dettagli