P.F. ASSO S. NEROZZI, Storia dell ABI. L Associazione Bancaria Italiana , Bancaria Editrice, Roma, 2006.

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1 V. DALLA COPERTINA G. ALBERGONI, I mestieri delle lettere tra istituzioni e mercato. Vivere e scrivere a Milano nella prima metà dell Ottocento, Franco Angeli, Milano, Il volume ricostruisce, attraverso una molteplicità di percorsi individuali, le traiettorie professionali dei protagonisti del mondo letterario milanese della Repubblica italiana (1802) al Quarantotto. Si mette così in evidenza come i letterati, sospesi tra la fine del mecenatismo e l inadeguatezza del mercato editoriale, pur in espansione, siano costretti ad intraprendere strategie professionali ancora dipendenti, in larga misura, dalla mano pubblica, laica ed ecclesiastica. Con dovizia di esempi concreti e una fitta trama di vicende biografiche, l autore fornisce un quadro ricco e variegato della realtà pubblicistica dell epoca, analizzando in particolare il filo rosso che lega i percorsi individuali allo spazio pubblico, investendo le dimensioni più diverse, dalla scrittura alla politica. Servendosi di un metodo interdisciplinare che abbraccia storia, sociologia e statistica, lo studio varia il punto di osservazione allo scopo di integrare diversi piani di analisi: la prima parte del volume, che si avvale di una inedita rielaborazione quantitativa, si integra così con le due parti restanti nelle quali prevale una più accurata ricostruzione delle biografie dei protagonisti del sottobosco letterario milanese, popolato da impiegati e insegnanti alla ricerca del posto e da magri razzolatori di carte al servizio degli editori. Alberto Borioni e il suo tempo. Atti del Convegno del 2 dicembre 2005, GEI Gruppo Editoriale Informazione, Jesi, Alberto Borioni, uomo della cultura e della scuola, personaggio illuminato e di straordinario respiro sociale e politico, è stato una delle personalità più significative dell antifascismo e del socialismo marchigiano. Indice del volume: P. R. FANESI: Alberto Borioni: dalla cultura azionista alla militanza socialista; M. SEVERINI: Alberto Borioni: un sindaco del primo centro sinistra; F. CHIAPPARONO M. MORONI: La Cassa di Risparmio di Jesi negli anni della presidenza Borioni ( ). A. AMOROSO, Parlano i centenari. Vita e valori della gente molisana nel Novecento, Cosmo Iannone Editore, Isernia, Questo libro è il risultato di quanto la ricerca sul campo sui centenari ha fornito alla ricercatrice, che non si è risparmiata nel raccogliere ogni minima notizia di ogni singolo 1 Questa rubrica, curata da Felice Fiorentino, raccoglie la presentazione, pubblicata sul retro della copertina, dei libri di nuova edizione. 171

2 intervistato: il commento e l analisi sociologica sono il compimento di un percorso critico che solo una grande professionista amante della sua gente, come Angela Amoroso, poteva realizzare. Lo studio nasce dalla volontà di tratteggiare, partendo da un indagine di tipo qualitativo (socio psicologica), un secolo nella provincia di Campobasso. Ma, aldilà dei contenuti di segno strettamente storico e antropologico, l intenzione è stata quella di evidenziare, attraverso la ricostruzione dell itinerario della vita di un campione di persone che ha vissuto da protagonista tutto il Novecento come, in quale misura e con quali conseguenze un secolo, caratterizzato da una forte accelerazione nei mutamenti sociali, economici e dei costumi, abbia influenzato un popolo particolarmente forte e coeso sul piano della cultura e delle tradizioni, come quello molisano. L analisi dell intervista esistenziale e culturale sociologica è spesso accompagnata da citazioni di brani di interviste a supporto vivo di quanto asserito e ad ogni intervistato è dedicato, in chiusura del volume, un ritratto personale, che arricchisce la parte più strettamente saggistica col colore del racconto. Il lavoro della Amoroso rappresenta un modello di ricerca sociologica capace di descrivere le condizioni di vita, la cultura e i valori della gente del Molise vissuta a cavallo di due secoli, dalla fine dell Ottocento a tutto il Novecento. È la realtà dei nostri padri che si legge come un racconto. ARTIGIANCASSA, Rapporto sul credito e sulla ricchezza finanziaria delle imprese artigiane, Edizione 2005, Istituto Nazionale per la Comunicazione, Roma, Artigiancassa ha saputo dare al Rapporto una identità che va al di là del suo valore puramente scientifico, fornendo di volta in volta spunti di riflessione e creando spazi di discussione e di approfondimento. Questo perché il Rapporto, di anno in anno, ha continuamente affinato i propri contenuti, trasformandosi da semplice quaderno di appunti ad opera di consultazione e conoscenza, da conservare e utilizzare; numerosissime sono le citazioni da esso tratte che, in questi dieci anni, abbiamo trovato in dichiarazioni, articoli, studi, ecc. Per la decima edizione, abbiamo rivisto anche la veste grafica del volume, dando maggiore risalto alle parti di commento testuale, che ora accompagnano le tabelle e i grafici cui si riferiscono; abbiamo aumentato lo spazio dedicato ai dati regionali, che riscuotono un grande interesse, e, più in generale, ci siamo sforzati di adottare soluzioni tali da consentire una fruizione più immediata del Rapporto. F. ASSANTE M. DE LUCA G. MUTO S. DE MAJO R. PARISI (a cura di), Ferrovie e tranvie in Campania. Dalla Napoli Portici alla Metropolitana regionale, Giannini Editore, Napoli, Indice del volume: A. RIZZARDI: Presentazione; E. CASCETTA: Prefazione; F. ASSANTE M. DE LUCA G. MUTO: Introduzione; S. DE MAJO: Dalla Bayard alla Direttissima. Storia della rivoluzione ferroviaria in Campania ; D. CIRELLA: Per un analisi quantitativa del movimento ferroviario in Campania ; L. CIULLO: 172

3 I protagonisti delle prime ferrovie complementari campane: uomini e società anonime; F. ASSANTE: Per una storia dei trasporti urbani a Napoli: municipalizzazione e potere del capitale straniero; A. FERRANTE: Tra passato e futuro. Il ruolo dell Ente Autonomo Volturno nel settore dei trasporti; P. LACONTE A. MUSSO: Mobilità e trasporti nelle città europee; M. DE LUCA B. DISCEPOLO: L evoluzione dell assetto dell area napoletana e lo sviluppo dei trasporti nella seconda metà del Novecento; D. MAZZAMURRO A. NUZZO- LO: Scenari futuri della rete ferroviaria in Campania; R. MERCURIO L. MOSCHERA: L industria ferrotranviaria a Napoli e in Campania; C. FRANCO: La Campania verso il primato del trasporto collettivo. Schede e materiali: D. CIRELLA: Una famiglia di pionieri: i Melisurgo; R. PARISI: Paesaggi ferroviari Gallerie I ponti ferroviari Le locomotive Architettura ferroviaria: le stazioni; F. VIOLA: Le stazioni di Napoli Centrale Le Officine Ferroviarie di Napoli Prospettive e strategie per il riuso delle ferrovie dismesse in Campania; G. SALVIETTI: Il treno dell unità d Italia Il tetracielo De Santo Vaporiera addio!; Indice dei nomi; Indice delle linee e delle tratte; Indice delle società. P.F. ASSO S. NEROZZI, Storia dell ABI. L Associazione Bancaria Italiana , Bancaria Editrice, Roma, Nel settembre 1945, a pochi mesi dalla Liberazione e dopo una intensa opera di preparazione iniziata in clandestinità durante l occupazione e la guerra, viene fondata a Roma l Associazione Bancaria Italiana. Quali ragioni hanno motivato la nascita dell A- BI e quali finalità hanno ispirato la sua azione nel secondo dopoguerra? Quale ruolo ha svolto l ABI nel processo di sviluppo del Paese? In quali direzioni essa ha cercato di favorire il cambiamento e la modernizzazione del sistema bancario e quali assetti, prassi, interessi consolidati essa ha invece cercato di difendere? Quali servizi l ABI è stata in grado di fornire all universo delle associate? Quale contributo essa ha dato alla crescita e alla diffusione della cultura bancaria ed economica in Italia? Sono queste alcune delle domande sollevate dal volume Storia dell ABI di Pier Francesco Asso e Sebastiano Nerozzi. I due autori esaminano le vicende dell ABI dal secondo dopoguerra agli anni Settanta, periodo coincidente con la presidenza di Stefano Siglienti. Grazie al ricorso ad un ampia serie di fonti inedite, in gran parte conservate nell Archivio Storico dell ABI, il volume costituisce un contributo originale alla conoscenza delle vicende politiche ed economiche del nostro Paese negli anni della Ricostruzione e del miracolo economico. ASSOCIAZIONE STUDI E RICERCHE PER IL MEZZOGIORNO, L internazionalizzazione delle imprese e dei distretti meridionali del nuovo scenario di competizione globale: il caso della Campania, Alfredo Guida Editore, Napoli, Il Rapporto, realizzato congiuntamente dall Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno e dall Istituto Affari Internazionali, prende in esame le dinamiche di internazionalizzazione dei sistemi produttivi campani. Il Rapporto offre una disamina 173

4 delle tendenze di medio e lungo periodo delle esportazioni campane e della loro specializzazione settoriale, analizza i processi di internazionalizzazione produttiva e le nuove forme di presenza internazionale delle imprese campane, ed infine presenta i risultati di due indagini sul campo realizzate nei distretti regionali della concia e delle conserve. L. BALDISSARA (a cura di), Democrazia e conflitto. Il sindacato e il consolidamento della democrazia negli anni Cinquanta (Italia, Emilia Romagna), Franco Angeli, Milano, Tra gli anni Quaranta e i Cinquanta la giovane democrazia repubblicana muove i propri incerti passi nel contesto di una difficile situazione economica e di una sempre più aspra contrapposizione di schieramenti interni ed internazionali. Le relazioni tra lavoratori e imprenditori, tra sindacato e governo, costituiscono un terreno su cui ricostruire e misurare le caratteristiche e le modalità del processo di democratizzazione della società e dello Stato dell Italia postfascista. I lavoratori italiani, e in particolare la classe operaia di fabbrica, avevano garantito un contributo determinante alla crisi di regime del fascismo, e tra il 1943 e il 1945 avevano nutrito speranze di rinnovamento della società italiana. Negli anni della Costituente avevano riaffermato con forza la volontà di vedere riconosciuti i propri diritti di cittadinanza politica e sociale, avevano rivendicato con decisione la propria legittimazione a partecipare alle scelte di governo della società, alla costruzione di un democrazia non solo formale, ma pienamente realizzata in campo politico e sociale. Nel giro di pochi anni queste aspirazioni si scontrano con una diversa concezione di democrazia, dalle ascendenze politiche e culturali lontane. Riemergono alla fine degli anni Quaranta i tratti di una visione gerarchica dei rapporti di lavoro e venata di sfumature neocorporative sul piano politico istituzionale, che nega la piena legittimità del conflitto sociale e delle istanze di democratizzazione provenienti dal movimento operaio. Nella prima metà degli anni Cinquanta ciò condurrà ad un aspro conflitto, con costi sociali e umani gravosi: migliaia di licenziamenti, scontri nelle piazze con vittime, indurimento delle condizioni di vita e lavoro. D altro canto, ciò spingerà alla formulazione di ipotesi di democrazia protetta e a ventilare la possibilità di una limitazione dei diritti politici e sindacali sanciti nella Costituzione. Il volume, restituendo queste vicende alla loro complessità storica, garantisce materiali e riflessioni che riconducono gli anni Cinquanta alla storia del paese. G.P. BARBETTA F. MAGGIO, Non profit. Il nuovo volto della società civile, Il Mulino, Bologna, Un fatturato che sfiora ormai i 40 miliardi di Euro, quasi 700 mila occupati, oltre 220 mila organizzazioni attive negli ambiti più svariati (assistenza, istruzione, ambiente, sanità, cultura, ricerca scientifica, sviluppo economico), una tipologia giuridica che spa- 174

5 zia dalle organizzazioni di volontariato alle cooperative sociali, dalle fondazioni alle organizzazioni non governative, dalle associazioni di promozione sociale ai comitati: è il settore non profit, altrimenti definito terzo settore, privato sociale, economia civile, terzo sistema, ecc. Un settore che, come già da tempo a livello internazionale, anche in Italia va acquisendo un peso sempre più rilevante. Questo volume fornisce una panoramica del variegato continente non profit, della sua evoluzione e dei suoi rapporti con la società civile. A. BASSI, Principi generali della riforma delle società cooperative, Giuffré Editore, Milano, Indice del volume: Capitolo Primo: Il Governo è delegato ad adottare la riforma organica delle società cooperative : 1. Breve presentazione della riforma. I precedenti, 2. Il mutamento di prospettive della legge di delega 3 ottobre 2001, n. 366, 3. Le soluzioni del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, 4. La ragione per la quale la riforma delle cooperative è stata accolta con favore. Necessità di uno studio dei suoi principi generali; Capitolo Secondo: Novellando ove possibile le disposizioni del codice civile: 1. Il riscatto del valore scientifico degli studi sulla mutualità, 2. La rivalutazione della centralità del codice dopo sessanta anni di leggi speciali. La fuga dal codice, 3. A proposito di fughe dal codice: il caso delle banche di credito cooperativo, delle banche popolari e dei consorzi agrari; Capitolo Terzo: La riforma è ispirata ai seguenti principi generali : 1. Ampliare gli ambiti dell autonomia statutaria, 2. Favorendo il perseguimento dello scopo mutualistico e valorizzandone i relativi istituti. Le non facili scelte tra diritti dei soci, interessi della società e aspirazioni del movimento cooperativo; Capitolo Quarto: Assicurare il perseguimento dello scopo mutualistico: 1. La nuova definizione della società cooperativa, 2. Scopo mutualistico dei soci e funzione sociale della società, 3. Il controllo sul rispetto dello scopo mutualistico e della funzione sociale. La eliminazione del controllo giudiziario, 4. (Segue): i conflitti interni tra soci e società visti attraverso la più recente giurisprudenza contenziosa, 5. (Segue): la parità di trattamento e la mutualità diseguale della Cassazione, 6. Finalmente i ristorni!, 7. Il collegamento tra contratto di società e contratto di scambio mutualistico dopo la riforma. In particolare, la sorte dei rapporti mutualistici in caso di recesso ed esclusione del socio; Capitolo Quinto:... Prevedere norme che favoriscano l apertura della compagine sociale: 1. Scopo mutualistico e variabilità del capitale, 2. Alcune riflessioni sulla variabilità del capitale; Capitolo Sesto: Disciplinare la cooperazione costituzionalmente riconosciuta: 1. La unitarietà della disciplina e il significato di questa espressione, 2. La mutualità di sistema : una categoria scientificamente inesatta e praticamente pericolosa, 3. La unitarietà e le odierne diverse possibilità di gradazioni della mutualità: le cooperative a mutualità pura, 4. Le cooperative a mutualità prevalente, 5. Le cooperative diverse, 6. Lo scopo di lucro nelle cooperative dopo la riforma, 7. (Segue): i finanziatori, 8. (Segue): le riserve e la loro distribuzione, 9. Il problema delle agevolazioni, 10. Il non semplice diritto transitorio. 175

6 C. BERMOND, Riccardo Gualino finanziere e imprenditore. Un protagonista dell economia italiana del Novecento, Centro Studi Piemontesi, Torino, Indice del volume: Introduzione; Fonti archivistiche; Abbreviazioni; 1. Il debutto negli affari in Italia e in Europa e le prime difficoltà finanziarie, ; 2. Il rientro in campo imprenditoriale con lo sfruttamento delle opportunità belliche, ; 3. Un quinquennio di successi negli anni di consolidamento del regime fascista, ; 4. L inizio del declino in seguito alla rivalutazione della lira, ; 5. Il tracollo della Banca agricola italiana al manifestarsi della grande crisi, ; 6. L arresto, il confino e lo smembramento del gruppo, ; 7. Un lascito di rilievo al mondo bancario e industriale; 8. Il nuovo rientro nel mondo degli affari tra fascismo e repubblica, ; 9. Il collezionismo, il mecenatismo e la promozione di attività artistiche e culturali; Conclusioni; Appendice documentaria; Bibliografia; Indici. M. BIANCO, L industria italiana. Numeri, peculiarità, politiche della nostra economia industriale, Il Mulino, Bologna, Quale è lo stato di salute dell industria in Italia? Quali quote di mercato detiene nell economia globale? Come risponde alle sfide della concorrenza internazionale? Dopo alcuni cenni storici e dati quantitativi, il volume disegna le caratteristiche del nostro peculiare modello di sviluppo e ne discute i vincoli e le opportunità: la prevalenza della piccola impresa e dei distretti, la specializzazione produttiva e geografica, i divari territoriali, la proprietà e il controllo delle imprese in un capitalismo a conduzione familiare. L ultima parte del libro è dedicata all impatto della new economy sulle imprese italiane e alle politiche industriali relative a infrastrutture, finanza, diritto dell impresa, concorrenza che sono perseguibili nel nuovo quadro europeo. P. BINI A.M. FUSCO (a cura di), Umberto Ricci ( ). Economista militante e uomo combattivo, Edizioni Polistampa, Firenze, Quella di Umberto Ricci è una figura di intellettuale che si staglia nel panorama novecentesco degli studi di economia per la sua vigoria scientifica e per la combattività dimostrata nel campo delle ideologie e delle decisioni politiche. In questo libro nove autori ricostruiscono i vari aspetti della sua ricca personalità di studioso e di uomo civilmente impegnato. Oltre a quelle dei curatori, gli scritti che qui compaiono portano le firme di Luigino Bruni (Università di Milano-Bicocca), Domenico da Empoli (Università La Sapienza di Roma), Domenicantonio Fausto (Università di Napoli Federico II ), Guglielmo Forges Davanzati (Università di Lecce), Aldo Montesano (Università L. Bocconi di Milano), Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), Gianfranco Tusset (Università di Padova). Essi hanno messo in luce ora l acutezza dello specialista, ora la forza dissacrante di chi non rinunciò mai a fare della libertà di pensiero e di espressione anche durante il regime fascista, ricevendone dure sanzioni una irrinunciabile 176

7 conquista. Delle molteplici problematiche tra cui Ricci si lasciò attrarre nella sua vita di economista, in questo volume vengono trattate le più rilevanti: il rapporto tra economia pura ed economia applicata; l analisi dell equilibrio economico e della domanda; la natura del capitale; la relazione risparmio moneta ciclo; la finanza pubblica; le statistiche internazionali; la politica economica e il ruolo da lui svolto come economic adviser al fine di fissare le regole e approssimare gli ideali dell economia di mercato. Liberale in politica, marginalista in economia, egli si è di continuo scontrato con orientamenti divergenti dai suoi, spesso rimanendo isolato. Ma la sua versatilità, da una parte, la forte tempra scientifica, dall altra, ne hanno fatto un personaggio dalla ricorrente attualità, che avvince e appassiona. Di qui, le ragioni di fondo di una ricerca di gruppo che consegna a questo libro i suoi esiti più significativi. A. BON, Abbiate fede il domani sarà meraviglioso, Edizioni Progetto Cultura, Questa autobiografia, scritta con stile semplice e delicato, narra della vita di un ragazzo che ha avuto il coraggio di ricorrere al prisma analitico per conoscere la propria complessità. Credo che siffatte esperienze costituiscano un importante esempio ed uno sprone per tutti noi. A. BONOLDI A. LEONARDI (a cura di), La rinascita economica dell Europa. Il piano Marshall e l area alpina, Franco Angeli, Milano, Oggi gli storici concordano ampiamente sul fatto che le scelte politiche ed economiche degli anni dell immediato secondo dopoguerra siano state decisive nel porre le basi per lo straordinario sviluppo delle società occidentali. Uno degli interventi più significativi in questo senso fu senz altro il piano Marshall, o European Recovery Program, grazie al quale gli Stati Uniti contribuirono alla ripresa delle economie europee stremate dal conflitto, offrendo un significativo impulso sia alla rivitalizzazione degli scambi internazionali sia alla formazione delle istituzioni comunitarie europee. Anche le diverse regioni alpine furono coinvolte in questo processo, con tempi, modalità e accenti peculiari. Di ciò si intende dare ragione nel presente volume, che si apre con una parte introduttiva sulla natura e sul funzionamento del piano e sulle traiettorie di sviluppo dell area alpina, cui fa seguito la presentazione di alcune fonti di particolare interesse per lo studio del periodo. Ampio spazio viene poi riservato a una serie di saggi, che analizzano diversi aspetti della ripresa economica nelle regioni alpine. Si tratta del risultato di un confronto tra studiosi francesi, svizzeri, austriaci e italiani, che si inserisce in un programma di collaborazione storiografica avviato presso la Facoltà di Economia dell Università degli Studi di Trento da oltre un decennio. L. CANNARI S. CHIRI M. OMICCIOLI (a cura di), Imprese o intermediari? Aspetti finanziari e commerciali del credito tra imprese in Italia, Il Mulino, Bologna, Il pagamento dilazionato è di gran lunga la modalità più frequente di regolazione delle transazioni commerciali in Italia. Termini di credito contrattuali e ritardi nei pagamenti sono tra i più lunghi in Europa. Nei bilanci delle imprese italiane l importo dei 177

8 debiti versi i fornitori supera quello del debito a breve termine verso le banche. D altra parte, i crediti nei confronti dei clienti costituiscono una delle più importanti forme di garanzia utilizzate dalle imprese per ottenere credito bancario a breve scadenza; sono la materia prima delle operazioni di factoring. L ampia diffusione del credito commerciale rappresenta una spia dell arretratezza e dell inefficienza del sistema finanziario? Oppure è influenzata dalle caratteristiche strutturali del nostro sistema produttivo? E in che misura influenza a sua volta i rapporti tra banche e imprese e le modalità di trasmissione della politica monetaria? L inefficienza della giustizia civile, infine, gioca a favore del credito bancario o di quello commerciale? I lavori presentati in questo volume si propongono di rispondere a tali domande, analizzando i motivi e le conseguenze dell ampio ricorso al credito commerciale nella realtà italiana. M.L. CAVALCANTI, Competitività territoriale: la Campania. Le radici e il domani. Economia, Alfredo Guida Editore, Napoli, Nel volume la storia dell economia campana dall unità d Italia ai giorni nostri si incentra su due grandi questioni: la costruzione, nel tempo di un identità regionale che in origine non esisteva e che può dirsi, seppur parzialmente, raggiunta, e il destino industriale di Napoli. Su questo secondo tema, dopo avere esposto le tappe fondamentali dello sviluppo industriale napoletano, l autrice conclude che il destino industriale fu un progetto esogeno, frutto di scelte esterne o dell intervento statale e che per tale motivo non si è radicato al territorio né ha mostrato capacità autopropulsive. Anche perché le maggiori iniziative della borghesia napoletana hanno sempre privilegiato l intermediazione commerciale e finanziaria. Ciò vale per la grande industria, non per la piccola che ha antiche tradizioni e che mostra ancora grande vitalità. In conclusione: la progettazione del futuro non può prescindere dalla conoscenza del passato che ci trasmette il monito di tutelare, promuovere e potenziare le risorse umane e la cultura incamerate nelle competenze presenti. CESIT (CENTRO STUDI E RICERCHE SISTEMI DI TRASPORTO COLLETTIVO), Le capacità e le competenze dell industria ferrotranviaria della provincia di Napoli, Editoriale Scientifica, Napoli, Il presente volume riporta i risultati di una ricerca condotta dal Cesit e finanziata dall Unione degli Industriali della Provincia di Napoli e dalla Camera di Commercio di Napoli sul comparto dell industria ferrotranviaria in Campania, una delle realtà produttive più rilevanti del sistema economico regionale. L analisi, che ha avuto un approccio empirico applicativo, è stata diretta alla rilevazione delle caratteristiche dell industria ferrotranviaria nella provincia di Napoli ed alla verifica della struttura, delle dinamiche e delle problematiche strategiche ed operative del settore, con particolare attenzione ai fenomeni connessi alla innovazione tecnologica e di mercato. La ricerca intende fornire un contributo conoscitivo utile alla più chiara definizione di nuove strategie 178

9 di sviluppo industriale, allo scopo di evidenziare le opportunità di creazione di collegamenti tra le realtà produttive esistenti, soprattutto per la realizzazione di sinergie tra operatori di diversa dimensione. Lo studio è stato coordinato da Riccardo Mercurio e da Stefano Consiglio ed ha visto la partecipazione di Paolo De Vita, Luigi Moschera e Mario Pezzillo. C. CIANCIO, Fiere, mercati e vie di comunicazione. La legislazione napoleonica nel Regno di Napoli ( ), Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, Questo studio ricostruisce i provvedimenti adottati dai governi di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat in materia di raduni commerciali, nel convincimento che una realistica politica di promozione del commercio interno, oltre alla istituzione di nuove fiere e mercati, si dovesse associare al potenziamento delle vie di comunicazione e delle infrastrutture necessarie ad inserire i nuovi raduni in un circuito efficace di scambi ed occasioni di nuovi traffici. L indagine trova un suo spazio di originalità nell uso delle fonti documentarie reperite presso gli Archivi di Napoli e Parigi. Nell ampio contesto degli studi sul Mezzogiorno, il saggio si colloca trasversalmente agli ambiti del diritto e dell economia, mettendo in relazione gli obiettivi economici dei Napoleonidi con gli strumenti giuridici da loro impiegati. M.L. CICALESE A. MUSI (a cura di), L Italia delle cento città. Dalla dominazione spagnola all unità nazionale, Franco Angeli, Milano, Il rapporto Nord Sud nell Italia moderna e contemporanea è stato affrontato dalla storiografia seguendo vari metodi di indagine e collegando secondo prospettive diverse i dati. Nei saggi che qui si pubblicano, nati come relazioni per due seminari, e quindi snelli nell apparato critico, agili nella rapidità del discorso, pur nel rispetto di una metodologia storicamente rigorosa, il problema è stato trattato in due modi diversi. Da un lato ci si è riferiti all Italia delle cento città, partendo dal momento e dalle figure della prima costruzione dell identità nazionale dopo l Unità per arrivare agli inizi del periodo repubblicano. Dall altro è stato realizzato un confronto tra il Ducato di Milano e il Regno di Napoli nell Italia spagnola, focalizzando l attenzione sulle due categorie di sistema imperiale e sottosistema Italia. Il dibattito storiografico che emerge pertanto dall insieme di questi studi rivela un incontro tra Milano e il Mezzogiorno, ma anche tra Milano e il resto del mondo, sui versanti della storiografia politica, istituzionale, economica e sociale. M. CIOTTI, Economie del mare. Costruzioni navali, commercio, navigazione e pesca nella Marca meridionale in età moderna, Quaderni di Proposte e Ricerche, Ancona, Sulla scorta di un ampia documentazione archivistica, l autrice ripercorre le tappe di sviluppo economico e sociale delle comunità della costa meridionale della Marca, 179

10 attraverso l analisi delle trasformazioni delle tecniche di navigazione e di pesca tra XVII e XVIII secolo. In tale direzione, l osservatorio delle costruzioni navali e dei traffici, nonché le evoluzioni e le modifiche intervenute nel corso dell età moderna nelle tipologie di naviglio, grazie ai proficui interscambi tecnici, culturali e commerciali con altre realtà adriatiche, rappresentano una prospettiva privilegiata per delineare il composito quadro delle economie di costa e, in esse, il ruolo avuto dal mare quale principale fattore di sviluppo nel processo di specializzazione e crescita dei centri marittimi della Marca meridionale. Sarà, infatti, nel corso del Settecento con la ripresa dei traffici commerciali e dietro la spinta di molteplici sollecitazioni, prime fra tutte quelle derivanti dall incremento demografico, che i centri della fascia costiera si trasformeranno in poli aggreganti della popolazione in esubero che muove dalle campagne e dai centri collinari e montani. Con l aumento demografico cresce proporzionalmente anche la domanda di beni alimentari che spinge a forzare la produzione agricola nelle campagne e sollecita lo sviluppo di altre produzioni primarie come la pesca. Lo studio analizza i fattori tecnici, demografici e socioeconomici che furono alla base della crescita economica delle comunità rivierasche e dello sviluppo delle attività marittime legate al commercio dei prodotti agricoli e alla produzione alieutica. Ma sarà soprattutto nel settore tradizionalmente marginale dell economia marittima, interessato nella seconda metà del XVIII secolo da profonde trasformazioni tecniche, economiche e sociali, destinate a caratterizzarne a lungo la struttura produttiva, che larga parte della popolazione costiera troverà redditi ed occupazione non disponibili altrove. G. CUCINOTTA L. NIERI, Le assicurazioni. La gestione del rischio in un economia moderna, Il Mulino, Bologna, La nostra casa può essere danneggiata, la nostra auto può essere rubata, noi stessi possiamo involontariamente causare danni ad altri o rimanere vittime di incidenti o di malattie: l incertezza e il rischio costituiscono una componente imprescindibile della nostra vita. Ma quale comportamento possono adottare i singoli individui e le imprese di fronte al rischio? Questo volume ci aiuta a capire la funzione delle assicurazioni in una società moderna: RC auto, assicurazioni sulla vita e contro i danni fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e ci consentono di ridurre le incertezze e di attenuare l entità dei rischi a cui siamo di continuo esposti. Ma quali sono le coperture assicurative disponibili nel mercato, come operano le imprese di assicurazione, come stabiliscono il prezzo di una polizza e l entità dell indennizzo, quali sono le loro strategie di investimento? E da chi e come sono regolamentate? Un quadro d insieme, con luci e ombre, utile per tutti coloro che desiderano comprendere il funzionamento del settore assicurativo. B. CURLI (a cura di), Donne imprenditrici nella storia dell Umbria. Ipotesi e percorsi di ricerca, Franco Angeli, Milano, Il volume ha l obiettivo di valorizzare la dimensione regionale dello sviluppo dell imprenditorialità femminile in prospettiva storica, proponendo ipotesi e materiali che riguar- 180

11 dano il contesto dell Umbria. Si tratta di prime, originali, indicazioni di ricerca su un tema la storia dell imprenditoria delle donne ancora largamente inesplorato. Facendo ricorso a metodologie, competenze e fonti diverse (archivi pubblici, di famiglie e di persone, archivi di impresa e delle camere di commercio, carte sui fallimenti del Tribunale, dati dell Anagrafe, interviste biografiche, censimenti demografici e industriali oltre a stampa, opuscoli, materiale fotografico e pubblicitario) il volume ricostruisce storicamente l imprenditoria delle donne nella regione a seconda dei settori, della dimensione e della tipologia di impresa, di temi storiografici dibattuti: il rapporto tra famiglia e impresa, il passaggio dalla proprietà della terra alla imprenditorialità nell industria e nei servizi, il rapporto tra culture di impresa, tradizioni e identità produttive locali e trasformazioni del territorio umbro in epoca contemporanea, l associazionismo imprenditoriale femminile. Sono stati così valorizzati, tra l altro, figure di imprenditrici significative e percorsi di formazione di un sapere fare femminile, in diversi settori e aree del territorio regionale che offrono una prima misura della potenzialità in termini di temi, suggestioni e spunti di ricerca che uno studio storico sulle donne imprenditrici comporta. M. DE LUCIA, Industrie, agricoltura e credito nello sviluppo economico della Svizzera ( ), Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, Il testo ripercorre l andamento dell economia svizzera per oltre un secolo, cioè dagli inizi della rivoluzione industriale dei primi decenni dell Ottocento, fino alla vigilia della seconda guerra mondiale. Durante tale periodo la produzione industriale svizzera aumentò notevolmente ed attivò importanti flussi di scambio con l Europa ed il resto del mondo. Le tradizionali manifatture del settore tessile, di quello metallurgico e meccanico, di quello dell orologeria si andarono sviluppando grazie alla buon disponibilità di capitale, alla qualificazione della manodopera ed all innovazione tecnologica. A tale tipo di sviluppo si unì quello del settore lattiero caseario, con l esportazione del latte, del burro, dei formaggi e del prodotti cioccolatieri. Durante il periodo considerato, inoltre, la diffusione e poi la più organica distribuzione delle nuove fonti di energia come il gas, i derivati del petrolio e naturalmente l energia elettrica si estese a quasi tutti i settori produttivi e riuscì a garantire un più alto grado di sviluppo, sia nelle lavorazioni tradizionali che in quelle maggiormente innovative. La forte dinamica delle vie di comunicazione terrestri, ferroviarie, lacustri ed aeronautiche permise poi ai cantoni svizzeri di mantenere in vita e sviluppare le vie del traffico e del commercio interno ed estero. L ammodernamento poi dei mezzi di trasporto diede forte impulso al movimento dei viaggiatori e alla promozione delle attività turistiche, contribuendo così al generale miglioramento delle condizioni di vita e del benessere della popolazione. L. DE ROSA, Il Banco di Napoli tra fascismo e guerra ( ), Tipolitografia I. Farella S.N.C., Napoli, Indice del volume: Capitolo Primo: La transizione da istituto di emissione a istituto di credito ordinario. Da Nicola Miraglia a Luigi Pace: 1. I progressi della gestione Miraglia; 2. La crisi economica degli anni ; 3. Istituto di credito di diritto pub- 181

12 blico; 4. Il Comm. Pace Commissario straordinario al Banco; 5. Il Comm. Pace e Miraglia; 6. Il Collegio commissariale; 7. La diminuzione dei depositi; 8. Il Fondo per la propulsione economica; 9. La persistenza della crisi; 10. La crisi industriale e il Banco; 11. L espansione territoriale come strumento per aumentare i depositi; 12. Nuovi tipi di depositi e aumento del tasso d interesse; 13. Nuovi tipi di impieghi; 14. Trasferimenti di dirigenti e aumento di redditività delle filiali; 15. Nuovo Statuto del Banco e nuovo organico; 16. I limiti all operato del Collegio commissariale; 17. Un bilancio della gestione commissariale. Capitolo II: Nomina di Frignani a direttore generale e riorganizzazione del Banco ( ): 1. Il controllo del Sottosegretario Frignani ( ); 2. Per la nomina del Direttore generale; 3. Frignani Direttore generale; 4. La redistribuzione del personale direttivo; 5. La trasformazione degli uffici; 6. La preparazione del Regolamento; 7. Verso una nuova pianta organica; 8. La crisi della quota novanta ; 9. Il ruolo del Banco secondo Mussolini e secondo Frignani; 10. Alla ricerca di maggiori disponibilità; 11. L espansione in Puglia; 12. L espansione in Campania e ancora nella Puglia; 13. L espansione in Basilicata, Calabria, Abruzzi e Molise; 14. L espansione al di fuori del Mezzogiorno continentale; 15. Rinvio del completamento della rete delle agenzie; 16. La concentrazione di casse di risparmio ordinario nel Mezzogiorno; 17. La situazione creditizia provinciale; 18. Le casse assorbite dalla Cassa del Banco. Capitolo III: Frignani e la crisi della quota novanta : 1. L aumento della gamma delle operazioni; 2. Volpi e Frignani; 3. La riunione con i direttori delle filiali; 4. Il lavoro nelle filiali; 5. La riorganizzazione delle filiali; 6. Il conto stralcio ; 7. Le Manifatture Cotoniere Meridionali (M.C.M.); 8. Le Officine Ferroviarie Meridionali; 9. Altre perdite nello Stralcio ; 10. Concordati e sistemazioni di società; 11. Il Fondo di propulsione; 12. Il Credito ai comuni; 13. L acquisizione della Gazzetta del Mezzogiorno; 14. L acquisizione de Il Mattino. Capitolo IV: Alla vigilia della grande crisi: 1. La costituzione dell amministrazione ordinaria; 2. La ripresa del ; 3. L eredità della quota novanta ; 4. L espansione territoriale del Banco e della sua Cassa di Risparmio; 5. Sostegno alle attività economiche meridionali; 6. La crisi delle banche toscane; 7. La Banca Popolare di Campobasso; 8. La riorganizzazione del Credito agrario; 9. Il Banco e il credito agrario; 10. Il finanziamento dell edilizia abitativa; 11. La costituzione della Banca Agricola Commerciale del Mezzogiorno; 12. Le filiali negli Stati Uniti; 13. L istituzione della filiale di Buenos Aires; 14. Il governo e le partecipazioni del Banco. Capitolo V: La grande crisi ( ): 1. Frignani e la crisi dell economia mondiale; 2. La Banca Agricola Italiana (BAI); 3. La crisi si aggrava; 4. Provvedimenti a favore dell agricoltura; 5. Provvedimenti a favore delle attività industriali; 6. Il mercato dei capitali; 7. Il tasso di sconto e la scarsità di impieghi; 8. Il Banco e il cartello bancario; 9. La Cassa di risparmio; 10. Il credito agrario e la crisi; 11. Il finanziamento della proprietà rustica e urbana; 12. L assorbimento della Cassa di Risparmio Salernitana e del Monte di Pietà di Cagliari; 13. Il Fondo di propulsione economica e la crisi; 14. La crisi e le filiali americane del Banco; 15. La filiale di Buenos Aires; 16. Le rimesse degli emigrati; 17. L espansione territoriale del Banco; 18. La crisi nel Banco. Capitolo VI: Tra una guerra e l altra ( ): 1. La nascita della Corporazione della previdenza e del credito; 2. La rappresentanza del Banco a Roma e la Cassa di Risparmio; 3. La Sezione di credito agrario; 4. Il credito agrario di miglioramento; 5. La liquidazione dell Agricom; 182

13 6. Dopo l Agricom, altri incorporamenti nel Banco; 7. I fondi di svalutazione delle perdite derivanti dagli assorbimenti di enti e dalle partecipazioni; 8. Le perdite delle filiali americane; 9. L assorbimento della Banca di Sicilia Trust Co.; 10. Le Trusties nel Banco, la congiuntura e la guerra; 11. La filiale di Buenos Aires; 12. La fine del F.P.E. e la nascita dell Isveimer; 13. Il Banco tra la guerra di Abissinia e la vigilia della 2a guerra mondiale; 14. Il Banco e la guerra civile spagnola. Capitolo VII: L epilogo ( ): 1. La non belligeranza e la partecipazione al conflitto mondiale; 2. La Società dei Magazzini Generali; 3. Il Banco e l industria; 4. Le limitazioni alle concessioni di mutui fondiari; 5. L inflazione; 6. L insediamento nell Africa orientale; 7. Il Banco e l Albania; 8. Il Banco e la Dalmazia; 9. Le Trust Co. di New Yorh e Chicago; 10. Il banco e i giornali napoletani; 11. L espansione territoriale interna; 12. Filiali del Banco al posto delle piccole banche; 13. L aumento del personale; 14. L uscita di scena di Frignani; 15. Epilogo. A. FANFANI, Cattolicesimo e protestantesimo nella formazione storica del capitalismo, Marsilio, Venezia, Questo magistrale scritto del 1934 è una indagine approfondita sul formarsi della società capitalistica. Fanfani contesta la tesi weberiana: il capitalismo è il frutto di rivolgimenti economici intervenuti tra la fine del Medioevo e l inizio del Rinascimento che alterano il generale atteggiamento verso la ricchezza, piuttosto che il risultato del più tardo affermarsi del calvinismo. L autore dimostra, in sostanza, che la sola fede religiosa non fu decisiva per il decollo economico dei singoli paesi. E sostiene che le forma assunte dal capitalismo nella sua attuazione storica non sono compatibili con una corretta concezione cristiana delle attività economiche. Fanfani riconosce la superiorità dello spirito capitalistico nel campo della produzione, ma ritenendolo inadatto a determinare una equa distribuzione della ricchezza ne propone una profonda riforma secondo i principi della dottrina sociale della chiesa. Non più edito in Italia dopo la seconda edizione del 1944, Cattolicesimo e protestantesimo viene periodicamente ripubblicato negli Stati Uniti dove continua a suscitare un intenso e talvolta aspro dibattito, di cui si dà conto nell Appendice al volume che raccoglie i saggi introduttivi alle due più recenti ristampe americane. G. FELLONI, Genova e la storia della finanza: una serie di primati?, Banco di San Giorgio, Genova, Indice del volume: Prefazione; Presentazione; Introduzione; Scheda n. 1: Il debito pubblico; Scheda n. 2: I titoli di stato; Scheda n. 3: Le riforme del debito pubblico; Scheda n. 4: La Casa di San Giorgio: uno stato nello stato; Scheda n. 5: Lo sconto delle cedole dei titoli pubblici; Scheda n. 6: Il rimborso del debito pubblico mediante i fondi di ammortamento; Scheda n. 7: La partita doppia e la contabilità dello Stato; Scheda n. 8: La lotteria e il sorteggio delle cariche pubbliche; Scheda n. 9: La stanza di compensazione; Scheda n. 10: 183

14 La tutela del capitale finanziario e le sapientissime leggi di Genova; Scheda n. 11: L Archivio del Banco di San Giorgio: una miniera di fonti per la storia finanziaria (e non solo). A. FIORI, Poveri, opere pie e assistenza. Dall Unità al fascismo, Edizioni Studium, Roma, Questo volume intende dare un contributo per la storia dei poveri e dell assistenza nell Italia postunitaria. Due capitoli sono dedicati alla mentalità con la quale la classe dirigente affrontò il problema, impressionante per le sue dimensioni, dei mendicanti e dei vagabondi. Gli altri focalizzano alcuni momenti significativi del passaggio dell antico sistema della beneficenza all assistenza pubblica e, quindi, della trasformazione delle Opere Pie in moderne istituzioni. Questo importante tema storiografico (la nascita dello Stato sociale è una novità fondamentale dello Stato contemporaneo) finora non è stato adeguatamente approfondito ed è stato trattato, in alcuni casi, con preconcetti ideologici. L autore ha cercato di analizzare, più che i dibattiti, l applicazione concreta delle leggi, mostrando, sulla base della documentazione conservata nell Archivio Centrale dello Stato, come le innovazioni, in particolare quelle di Crispi, anche se animate da uno spirito di razionalizzazione della beneficenza, finissero per fornire sia ai partiti costituzionali sia a quelli della Sinistra democratica e socialista un campo da occupare con i propri uomini. Tanto da rendere lecita la domanda se i cambiamenti nelle amministrazioni delle Opere Pie abbiano portato a un reale miglioramento della drammatica condizione dei poveri. FONDAZIONE VERA NOCENTINI, Lavoro e sindacato nella storia contemporanea, Edizioni Lavoro, Roma, Quale rilevanza hanno il lavoro e il sindacato nell insegnamento della storia del Novecento? L ipotesi al centro di un seminario svoltosi a Torino, riportato in questo volume è che si tratti di temi alquanto trascurati. Nella scuola italiana si accenna al sindacato studiando la rivoluzione industriale, la nascita del movimento socialista e del cattolicesimo sociale, l avvento del fascismo. Qualche ulteriore cenno viene fatto negli istituti in cui si studia diritto ed economia. Anche i rappresentanti sindacali non sempre conoscono a sufficienza la storia contemporanea e quella del movimento sindacale. Le differenti modalità con cui si affrontano questi temi mettono spesso in risalto la difficoltà di una ricostruzione storica che non sia vissuta come un racconto lontano, avulso dalle scelte e dai problemi del presente. Il seminario su L insegnamento della stoia del lavoro e del movimento sindacale nel Novecento che ha riunito docenti universitari, storici, insegnanti e formatori sindacali ha proposto, a partire dalle pratiche didattiche in uso, una riflessione utile ad avviare la progettazione di percorsi e di strumenti efficaci per dare adeguato rilievo, nell insegnamento della storia del Novecento, alla storia del lavoro e del sindacato. La conoscenza di questi temi, come dimostra anche il dibattito politico attuale, è infatti fondamentale per orientarsi nella contemporaneità, comprendente i cambiamenti, esercitare il diritto di cittadinanza. 184

15 A.M. FUSCO, I libri di Economia italiana. Cose, uomini, idee, Editoriale Scientifica, Napoli, Questo volume raccoglie quaranta scritti pubblicati, negli ultimi vent anni e più, su Economia italiana, rivista edita da Capitalia: frammenti di pensiero, su molteplici tematiche, stimolati dalla lettura di altrettanti libri. Raggruppati per argomento e distribuiti in tre sezioni, a loro volta divise ciascuna in due parti, detti scritti, aventi a vario titolo attinenza, diretta o indiretta, con la nostra economia, vengono offerti al lettore perché, scorrendoli, sia indotto a meditare su ciò di cui in essi si discorre: cose riguardanti l ieri e l oggi, uomini protagonisti nel campo degli studi e dell azione, idee offerte a mo di stimolo a meglio riflettere per più proficuamente operare. Tutto un mondo sul quale è sembrato che non guastasse tornare: vuoi perché non c è vicenda, antica o recente, che non si presti a venire ripensata; vuoi perché exemplis discimus, ed esempi di nobili figure in queste pagine non mancano; vuoi perché il pensiero, mai contento di sé, progredisce grazie al confronto delle idee, idee qui avanzate da studiosi portatori di curiosità e bisogni degni di ogni attenzione. R. GARRUCCIO (a cura di), Le grida. Memoria, epica, narrazione della Borsa di Milano ( ), Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, Questo libro è uno strumento di indagine. Non è una storia della Borsa di Milano né tanto meno della borsa italiana tout court, è una raccolta di nuove fonti ed è l edizione critica e strutturata per temi di una serie di testimonianze che sono altrettanti materiali di ricerca originali sulle forme storiche assunte nel tempo dal mercato. Ciascuna voce appartiene ad un testimone diretto. Individualmente, ognuno racconta come ha vissuto e pensato, in un segmento più o meno lungo della propria vita lavorativa, il proprio operare sul parterre di Piazza degli Affari per realizzare ogni giorno, faccia a faccia, le contrattazioni di borsa, cioè lo scambio di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Collettivamente, le testimonianze ricoprono un arco temporale di quasi cinquant anni e rappresentano un interessante stimolo a discutere della costruzione dei quadri sociali della memoria : nel loro insieme infatti contribuiscono a rendere che cosa ha significato, per un intera comunità degli affari, assistere al rapido dissolvimento di un mercato fisico e all eclisse delle sue regole tra il 1991 quando i primi cinque titoli italiani sono stati inseriti nel circuito telematico e il 1994 quando il processo si è completato. Nel suo insieme si è trattato del dissolvimento del quadro di regole organizzative e disciplinari che vigevano sostanzialmente immutate da quando erano state fissate dalla prima organica legge regolante la borsa (la legge 272 del 23 marzo 1913). Ma in quel quinquennio matura ben più di questo, un epocale trasformazione della divisione internazionale del lavoro, il fenomeno che chiamiamo globalizzazione : un estensione dell economia di mercato che ha eroso molti precedenti sistemi di relazioni e i loro apparati di sicurezza, ridisegnando i confini tra insiders e outsiders. Del resto la stessa sparizione delle grida milanesi fa parte di un più ampio processo di scala planetaria che ha finito per confinare quelle pratiche arcane di gesti e voci solo in 185

16 qualche mercato di derivati e di commodities. Con il nostro lavoro abbiamo voluto raccogliere e documentare i mondi simbolici degli operatori della vecchia borsa, la loro cultura come capacità condivisa di rappresentare se stessi, l elaborazione soggettiva di una divisione sociale del lavoro passata, la narrazione delle pratiche di scambio come traccia dell operare della persona e della sua capacità di produrre significato, di trovare giustificazione morale al proprio operato. Non abbiamo in mente una operazione di museificazione della memoria, ma l analisi dell agire del mercato come convivenza di forme diverse di scambio, compresenti nello stesso tempo. M.C. GIANNINI, L oro e la tiara. La costruzione dello spazio fiscale italiano della Santa Sede ( ), Il Mulino, Bologna, Il volume analizza l esercizio della fiscalità papale tra XVI e XVII secolo nei confronti del clero delle diverse realtà territoriali italiane attraverso lo studio delle decime, tasse imposte da Roma sulle entrate ecclesiastiche. Grazie a un ampia documentazione archivistica, viene messa in luce la progressiva affermazione del ruolo del Pontefice quale unica autorità legittima a tassare il clero della Penisola, all interno di un processo che rappresentò la risposta a sollecitazioni di ordine politico e finanziario originate, nella seconda metà del Cinquecento, dal nuovo scenario internazionale delle guerre di religione e dei conflitti con l impero ottomano. Per sostenere le iniziative belliche dei sovrani cattolici, la Santa Sede fece infatti ampio ricorso al circuito della fiscalità ecclesiastica. Seguendo da vicino le vicende che in tale prospettiva coinvolsero il Granducato di Toscana, la Repubblica di Venezia, il Ducato di Savoia, lo Stato di Milano e il Regno di Napoli, l autore illustra con chiarezza la progressiva definizione dello spazio fiscale italiano della Santa Sede, nel quale beni e rendite del clero erano sottratti in buona misura al controllo dei sovrani. A. GIGLIOBIANCO, Via Nazionale. Banca d Italia e classe dirigente. Cento anni di storia, Donzelli Editore, Roma, Mentre nella maggior parte dei paesi industriali le banche centrali sono rimaste confinate in un ruolo esecutivo rispetto alle grandi scelte della politica economica, la Banca d Italia ha conquistato un posto di rilievo nel dibattito e non di rado nelle scelte di indirizzo, anche al di fuori dell ambito monetario. Analizzando i percorsi di carriera, le coordinate intellettuali, le reti di relazione, le decisioni cruciali dei banchieri centrali del passato, da Stringher a Menichella, da Einaudi a Carli, da Baffi a Ciampi, l autore svela le origini della supremazia di questa istituzione nel sistema economico italiano, e al tempo stesso mostra la peculiare funzione di collegamento che i governatori hanno svolto fra i vari segmenti delle nostre frammentate élites: politici, industriali, banchieri, amministratori, scienziati. Attraverso le storie di vita dei protagonisti si pensi solo a Einaudi e a Ciampi, e al loro approdo da Via Nazionale al Quirinale si ripercorrono, da un punto di vista originale, temi di storia intellettuale, di storia economica, di storia 186

17 delle istituzioni, dalla fine dell Ottocento fino al dibattito sulla moneta unica europea. Discorrendo delle origini sociali e ideali dei governatori, di come alcuni abbiano assunto ruoli di primo piano nella politica e nell amministrazione, l autore ci induce a riflettere sul problema più generale della formazione e del ricambio della classe dirigente italiana. V. GUADAGNO, Cento anni di storia ferroviaria: i dirigenti, l azienda, il paese ( ), Assidifer Federmanager, Roma, Indice del volume: Presentazione; Introduzione; Prefazione; 1. Verso l azienda Ferrovie dello Stato: 1.1. La problematica definizione della dirigenza, 1.2. Le ferrovie nell Ottocento preunitario ed i suoi dirigenti, 1.3. Le Grandi Reti e lo sviluppo organizzativo, 1.4. Le convenzioni, 1.5. I compiti della dirigenza all epoca delle Convenzioni; 2. L amministrazione statale: 2.1. La statizzazione, 2.2. La legge 22 aprile 1905, n. 137 e l amministrazione autonoma delle FS, 2.3. La nuova dirigenza delle FS, 2.4. Organici e piramide delle qualifiche, 2.5. Le FS dall amministrazione di Bianchi a De Corné, 2.6. La spinta di Bianchi e della nuova dirigenza, 2.7. La dirigenza e l organizzazione ferroviaria; 3. La gerarchia ferroviaria: 3.1. La dirigenza e il pubblico impiego, 3.2. La rete FS degli anni Venti, 3.3. L organizzazione ferroviaria nel dopoguerra, 3.4. La rete dal 1930 al 1939: diffusione della trazione elettrica e delle littorine, 3.5. L ordinamento statsle secondo il progetto De Stefani, 3.6. L organizzazione ferroviaria del commissario Torre, 3.7. La dirigenza dell ing. Oddone, 3.8. La dirigenza dell ing. Velani, 3.9. Il ruolo della dirigenza fra le due guerre; 4. Tra ricostruzione e ripresa economica: 4.1. Il dopoguerra: il nuovo clima politico e la ricostruzione, 4.2. Gli anni Cinquanta, 4.3. Traffici e bilanci, 4.4. Il fattore lavoro, 4.5. La concorrenza, 4.6. La dirigenza, 4.7. La dirigenza organizzata, 5. La pianificazione ferroviaria: 5.1. I favolosi anni Sessanta e i cruenti anni Settanta, 5.2. Il piano decennale e il riordinamento dei Servizi, 5.3. Dal piano ponte al P.I.S., 5.4. Il management ferroviario nelle riforme degli anni Settanta, 5.5. I rilevanti risultati della dirigenza nel potenziamento delle infrastrutture, 5.6. L ammodernamento nei mezzi di trazione ( ), 5.7. I traffici viaggiatori e merci, 5.8. Dirigenza e organizzazione aziendale nei primi anni Ottanta; 6. Verso il privato: 6.1. La dirigenza pubblica, 6.2. Nasce l Ente, 6.3. Il commissariamento dell Ente, 6.4. Nascita della FS s.p.a., 6.5. La Dirigenza di fine secolo, 6.6. Le ferrovie di fine secolo: l era Cimoli, 6.7. I primi anni del nuovo millennio, 6.8. Verso il futuro; Cronistoria; Indice delle abbreviazioni, sigle ed acronimi; Indice dei nomi di persona; Bibliografia nel testo: 1. Fonti, 2. Studi. R.L. HEILBRONER, Il capitalismo del XXI secolo, Bruno Mondadori, Milano, Quali prospettive offre il capitalismo nell immediato futuro? Continuerà a essere il sistema economico che domina incontrastato il mondo? Manterrà le caratteristiche con cui l abbiamo fino a oggi conosciuto? E soprattutto, sono attendibili previsioni di questo genere? Per comprendere le strutture profonde dei sistemi economici in generale e 187

18 del capitalismo in particolare è necessario considerare come costruzioni sociali, politiche e morali storicamente determinate. Alla base della riflessione che Heilbroner un grande outsider del pensiero economico offre nel suo Capitalismo del XXI secolo c è lo stesso convincimento. Il titolo, però, non deve ingannare: quello che Heilbroner ci offre non è un azzardata profezia sul futuro, né un analisi meccanicistica sul destino economico del nostro pianeta, ma una riflessione lucida e acuta che, spaziando dagli scenari passati proposti da alcuni grandi pensatori della storia all indagine delle dinamiche del sistema di mercato, ci permette di acquistare quella capacità di visione prospettica che sola può aiutarci nella comprensione e nella lettura delle trasformazioni economiche e sociali del mondo contemporaneo. A. LEONARDI, Collaborare per competere. Il percorso imprenditoriale delle Cantine Mezzacorona, Il Mulino, Bologna, Il volume analizza il tragitto storico delle Cantine Mezzacorona, impresa cooperativa attiva ormai da un secolo nella Piana Rotaliana. Qui la cooperazione ha assunto con crescente consapevolezza il compito di aggregare la stragrande maggioranza dei viticoltori locali. Se inizialmente l obiettivo che si prefiggeva era semplicemente quello di razionalizzare le scelte produttive e commerciali dei singoli soci viticoltori, in seguito la sua area di intervento si è allargata, fino ad assurgere al ruolo di promotrice della qualità totale e di garante di un controllo diffuso di ogni fase della produzione e del marketing del prodotto enologico. Attraverso un analisi condotta con i criteri della business history, l autore ha esaminato proprio la progressiva affermazione del concetto di qualità totale. Al centro del suo interesse non c è solo la produzione viticolo enologica rotaliana e trentina, ma anche e soprattutto il significato dell azione cooperativa, nel lungo tragitto di razionalizzazione, affinamento e maturazione degli operatori agricoli locali. La cooperazione ha saputo farsi interprete delle esigenze espresse dai viticoltori rotaliani, animati dalla volontà di perseguire condizioni di vita sempre più dignitose e consone al mutare degli equilibri sociali dell ultimo secolo. La costante attenzione nei confronti dei processi innovativi emerge nel volume come una sorta di filo conduttore, capace di attraversare l operato secolare della cooperazione viticolo enologica locale. Tale sensibilità ha recentemente consentito alla cooperativa rotaliana di imboccare strade di assoluta novità. Proprio a Mezzacorona, infatti, per rispondere alle nuove sfide di una società globalizzata, negli ultimi anni, si sono elaborati progetti organizzativi capaci di proporre una nuova stagione di sviluppo cooperativo. G. LOMBARDO, L Istituto Mobiliare Italiano. Modello istituzionale e indirizzi operativi: , Il Mulino, Bologna, L Istituto Mobiliare Italiano fu creato nel dicembre 1931, nel cuore della grande crisi, con una ricca gamma di strumenti che lo configuravano come un intermediario di tipo nuovo nell ordinamento creditizio italiano. La sua nascita creò nell establishment 188

19 finanziario industriale che gravitava attorno alla maggiore banca del tempo, la Commerciale, l attesa di un salvataggio che perpetuasse, a spese del pubblico risparmio, gli equilibri allora esistenti. Il salvataggio non venne. Al contrario, l IMI introdusse nella tradizione bancaria italiana un metodo di selezione del credito che postulava chiarezza nei programmi e trasparenza nella struttura finanziaria di impresa. Si rivelò un metodo maieutico di un nuovo assetto nel controllo di grandi banche e imprese, trasferito allora e rimasto per oltre un sessantennio affidato ad una tecnocrazia di Stato. Allora l IMI fu per scelta dei suoi dirigenti il promotore di un mercato dei titoli mobiliari fondato rulla reputazione degli emittenti. L Istituto affronta oggi, dopo avere portato a piena maturità le potenzialità e le scelte delle origini, una nuova mutazione. E naturale che esso abbia contestualmente deciso di trasformare in memoria cognitiva il lungo e spesso drammatico itinerario che lo ha condotto a partecipare a pieno titolo alla mondializzazione dei mercati finanziari. G. LOMBARDO, L Istituto Mobiliare Italiano. II. Centralità per la ricostruzione: , Il Mulino, Bologna, L IMI riemerse dalla seconda guerra mondiale piuttosto malconcio. Ridotto a 9 uomini, concluse il decennio della ricostruzione con un organico di 250 persone e un volume di finanziamenti triplo di quello realizzato nel primo decennio di vita pre bellico. Affidato a Stefano Siglienti, uomo di sicura fedeltà ai valori democratici, che seppe adattare regole statutarie e azione agli obiettivi della politica economica dei governi repubblicani, l IMI si reinventò un ruolo centrale nella finanza per la ricostruzione. Il passaggio chiave e nient affato scontato di quella mutazione fu la gestione del prestito della Export Import Bank di Washington. Il primo concesso da una istituzione pubblica statunitense al governo italiano come risultato del viaggio negli USA di De Gasperi nel gennaio del L ottimo risultato raggiunto con la gestione di quel prestito meritò all Istituto l affidamento delle operazioni del Piano Marshall volte all ammodernamento dell apparato industriale. Da quell esperienza l IMI trasse le energie professionali, le relazioni privilegiate con le imprese, i contatti con le gradi banche straniere, il grande spessore patrimoniale che nel prosieguo ne avrebbero assicurato lo sviluppo. Si venne così formando quello specifico del sistema creditizio italiano che significò fare banca per l industria, caratterizzato da relazioni banca impresa fondate su indagini istruttorie che costituivano un momento di verifica per tutto il mercato del credito dell affidabilità dei piani di sviluppo delle imprese. F. LUCARELLI, La città e le periferie, Cangiano Grafica srl, Napoli, 2006 Faraway, so close; so close, faraway; così vicini; così vicini così lontani, si intrecciano e simboleggiano ad un tempo la comune aggregazione urbana (periferia, cioè intorno al centro) e l incolmabile distanza socio economica che separa le periferie dalla città. L immagine della copertina è per me emblematica di un ricordo letterario, vissuto anni addie- 189

20 tro, rivisitando quello che Manuel Scorza (Rullo di tamburi per Rancas) volle rappresentare attraverso il Recinto: quel muro che la multinazionale nord-americana, Cerro Pasco Corporation, tracciò sugli altopiani andini brutalmente dividendo pascoli, separando paesi e case, addirittura attraversando cimiteri. Sullo sfondo la sequenza gotica del Settimo sigillo (celebre film di Ingmar Bergman), con la morte che trascina l ignara umanità. R. MOLESTI (a cura di), Economia e ecologia, IPEM Edizioni, Pisa, In questo volume a cura di Romano Molesti sono pubblicati alcuni tra i saggi più significativi apparsi nei primi quindici anni di vita della rivista Economia e Ambiente. Sono così riportati scritti di illustri scienziati, economisti e ambientalisti di vari paesi, tra cui Ilya Prigogine, Barry Commoner, Kenneth Boulding, N. Georgescu- Roegen. Nei saggi del volume si afferma, tra l altro, che non possiamo continuare ad impiegare le risorse ai ritmi attuali. Occorre un nuovo modello di sviluppo con cui dare un diverso fondamento all economia, nel senso di quella che N. Georgescu Roegen definisce bioeconomia. Di fronte alla crisi dell ambiente e all esaurimento delle risorse, è necessario gettare le basi per un approccio ispirato alle scienze della vita, cercando di adottare tecnologie che eliminano l inquinamento alla radice. Per il raggiungimento di tali obiettivi, il volume mette in evidenza il ruolo fondamentale che dovrà rivestire l educazione ambientale. R. MOLESTI (a cura di), Giuseppe Toniolo il pensiero e l opera, Franco Angeli, Milano, Se la cultura laica non ha mai dimostrato particolare interesse per l opera di Giuseppe Toniolo, anche la cultura cattolica non ha sempre messo adeguatamente in luce i contributi di tale autore. In realtà, come crediamo dimostri la raccolta di saggi contenuta nel presente volume, possiamo affermare che, accanto a parti del pensiero tonioliano, che oggi risultano indubbiamente datate, ve ne sono altre di notevole rilievo, che giustificano un indagine a tutto campo sull opera dell autore. Da segnalare al riguardo i contributi del Toniolo sul concetto di società organica, sulla democrazia, sul partecipazionismo. Pure rilevanti sono gli apporti da lui offerti nel campo della storiografia economica, specie per quanto riguarda il periodo medioevale. Un autore, dunque, che merita di essere riscoperto, nella consapevolezza che alcune delle questioni da lui trattate possono offrire ancora oggi spunti e suggerimenti di notevole interesse. Il volume raccoglie saggi dei maggiori studiosi dell opera del Toniolo, pubblicati, nel corso degli ultimi quarant anni, sulla Rivista Studi economici e sociali del Centro Studi G. Toniolo di Pisa. R. MUSETTI, I Fabbricotti. Il volto di una dinastia del marmo tra 700 e 900 a Carrara, Franco Angeli, Milano, Nella trama narrativa e sistematica di questo saggio protagonista è la famiglia dei Fabbricotti, casato simbolo della borghesia ottocentesca del marmo di Carrara che, nel- 190

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