La valutazione dell investimento in arte. il caso dell arte etnica. Paolo Figini

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1 Paolo Figini La valutazione dell investimento in arte: il caso dell arte etnica La valutazione dell investimento in arte Il mercato dell arte è in forte espansione. La Tabella 1 giustifica tale affermazione anche se spesso i mass-media riportano solo le notizie sulle aggiudicazioni più clamorose, quelle per diversi milioni di euro, che rappresentano però solo la punta dell iceberg di questo mercato. Tabella 1. Il mercato mondiale dell arte visiva nel 2006 Giro d affari complessivo del mercato delle aste $ 6,4 miliardi Numero di opere presentate all asta circa Percentuale di opere vendute 66 % Variazione % del giro d affari rispetto al % Variazione media % dei prezzi rispetto al ,4% Numero di opere vendute a più di $ 1 milione più di 800 Prezzo record Dora Maar au Chat (Picasso), $ 85 milioni Sotheby s New York Fonte: Art Market Trends 2006, ArtPrice.com Accanto a tipologie classiche di operatori (appassionati, collezionisti), il mercato ha iniziato ad attirare anche investitori privati e istituzionali in cerca di occasioni di profitto e di diversificazione del rischio associato all investimento; è diventato pertanto necessario sviluppare strumenti di analisi finanziaria per guidare le loro scelte. Una prima strada naturale che si è tentato di percorrere è stata quella di applicare all arte gli strumenti di valutazione del mercato utilizzati normalmente dagli analisti finanziari. La strada dell analogia tra artista e società e tra opera e titolo di credito si è rivelata però immediatamente impercorribile: i prodotti finanziari e 40 41

2 42 le opere d arte si differenziano dal punto di vista economico per più ragioni, che impediscono di applicare senza rielaborazione al mercato dell arte le metodologie di costruzione di indici come il Dow Jones per la Borsa di New York o il MIB per la Borsa di Milano. Al contrario, si sono dovute sviluppare metodologie ad hoc che permettessero di affrontare le peculiarità di questo mercato e che al contempo potessero essere utilizzate per valutarne i diversi livelli di aggregazione o di disaggregazione (ad esempio, il mercato dell arte contemporanea, i suoi segmenti, le singole scuole fino ai singoli artisti). Numerosi passi sono stati compiuti in questa direzione: informazioni sul rendimento di un investimento in arte e servizi di consulenza finanziaria, sono oggi offerti da una serie di attori diversi, dalle gallerie e case d asta a società di consulenza specializzate, fino a società di consulenza finanziaria. Ma quali sono gli indicatori finanziari che è possibile costruire con i dati disponibili per l arte e per le opere di arte etnica in particolare? Gli indici di valutazione del mercato Come già evidente dalla Tabella 1, anche per l arte etnica (Tabella 2) gli indicatori più semplici riguardano la dimensione del mercato (sia nel suo complesso sia per singoli segmenti) 1. A questo proposito, i tre indicatori principali sono: 1) il numero di opere presentate all asta. Quando il mercato è in espansione l offerta tende ad aumentare, pertanto la variazione di questo indice approssima la vivacità del mercato; 2) non tutte le opere che compaiono sul mercato sono poi realmente vendute: allora la percentuale delle opere vendute rispetto a quelle offerte è una misura della facilità di vendere e, quindi, può essere letta come un indice di liquidità dell investimento; 3) il valore complessivo degli scambi (cioè la somma dei prezzi delle opere scambiate) è un altro indicatore fondamentale che misura il giro d affari che muove il mercato nel suo complesso, in un suo segmento o per un singolo artista. Tabella 2. Il mercato mondiale dell arte etnica nel 2006 Giro d affari complessivo? 32,5 milioni del mercato delle aste Numero di opere presentate all asta 1500 Percentuale di opere vendute 75 % Variazione % del giro d affari rispetto al % Variazione media % dei prezzi rispetto al % Numero di opere vendute a più di? 1 milione 2 Prezzo record (fig. 14bc) Poggiatesta Luba? , Sotheby s Parigi Fonte: nostra elaborazione Progetto Tevau Accanto a questi indicatori, in analogia con i mercati finanziari, devono essere considerati anche degli indici di prezzo. L economia dell arte ne propone cinque che, con alterne fortune, sono stati utilizzati. Li descriviamo brevemente. 1) il metodo del testimone privilegiato. Esso è il primo a essere stato proposto e utilizzato. Un gruppo di esperti d arte estrae un campione arbitrariamente rappresentativo del mercato da analizzare, tra le opere che in quel periodo sono state vendute. Di questo campione si calcola il prezzo medio e, su questa base, si valuta l andamento del mercato. Il Sotheby s Art Index è l indice più importante costruito con questo metodo, semplice da comprendere ma con molti svantaggi. Innanzitutto, è fortemente soggettivo, poi rischia di distorcere in maniera sistematica l andamento del mercato se, ad esempio, le opere inserite nel campione hanno un andamento diverso da quelle escluse; 2) il metodo del dipinto medio. Questo metodo, proposto da Stein (1977), cerca di migliorare il metodo del testimone privilegiato limitando al massimo la parzialità e la soggettività del campione utilizzato. Stein costruisce il campione includendo quei dipinti che rispettano certe caratteristiche medie, in modo da individuare il backbone del mercato. Anche questo criterio presenta vantaggi e svantaggi: è parsimonioso se il meccanismo di selezione è efficace, ma, anche in questo caso, la selezione delle caratteristiche medie può essere sottoposta a distorsioni (se il mercato valuta diversamente altre caratteristiche) ; 3) il metodo delle vendite ripetute. La maniera naturale per stimare la rivalutazione di un opera d arte è quello di confrontare il suo prezzo di acquisto con il suo prezzo di vendita. Questo metodo (Anderson 1974; Goetzmann 1993) non è però facilmente applicabile. Infatti, se è vero che risolve il problema dell eterogeneità delle opere, è anche vero che solo un numero esiguo di oggetti transita sul mercato più di una volta. Di conseguenza, la debolezza principale di questo metodo riguarda il fatto che la valutazione del mercato viene eseguita attraverso un campione sottodimensionato e a priori non necessariamente rappresentativo, che può comportare una stima distorta dell andamento del mercato; 4) il metodo del rapporto prezzo-stima. Uno dei metodi più efficaci per risolvere il problema dell eterogeneità nella valutazione del mercato dell arte è quello proposto da Candela, Figini e Scorcu (2004). Essi utilizzano la stima dell opera, un informazione presente in tutti i cataloghi d asta. La stima è un informazione pubblica, nota prima della transazione, in cui la casa cerca di approssimare il valore dell oggetto, e quindi la sua qualità (fig. 2bc). Se accettiamo l ipotesi di correttezza della stima, allora un indice di mercato può essere costruito partendo dal rapporto tra il prez- 43

3 44 zo di aggiudicazione e la stima (interpretabile come la previsione di valore ex ante). In sintesi, l indice proposto da Candela, Figini e Scorcu non cresce se un dipinto di valore viene venduto, ma solo se un dipinto (di qualsiasi valore esso sia) viene venduto a un prezzo superiore alla sua stima. Il mercato registra quindi un andamento positivo quando le opere vengono vendute a prezzi sistematicamente superiori alle stime; 5) il metodo del prezzo edonico. Questa metodologia risale a Rosen (1974) e la sua applicazione al campo dell arte la si deve a Chanel (1995) e Chanel e Ginsburgh (1996). Seguendo la concezione edonica (Lancaster 1966), i beni non sono domandati in quanto tali, ma in quanto portatori di alcune caratteristiche che sono richieste dai consumatori. Nel nostro caso, allora, il prezzo di un dipinto può essere spiegato dagli attributi che ha: se é un olio o un acrilico, se è grande o piccolo, se raffigura una scena di caccia o una battaglia navale. Vedremo che questo metodo è particolarmente promettente per la valutazione dell arte etnica e ai nostri fini merita quindi un analisi più approfondita. Il metodo del prezzo edonico Ogni opera d arte è un insieme complesso di diverse caratteristiche che ne determinano il valore finale. Le caratteristiche possono essere classificate in: 1) caratteristiche fisiche. Candela e Scorcu (2007) dividono a loro volta queste caratteristiche in iconografiche (inerenti il soggetto concreto o astratto rappresentato, materiali (il supporto, la tecnica, l artista che l ha creata) e di dimensione (la grandezza e la forma plastica); 2) caratteristiche storiche. Esse sono il grado di attribuzione dell opera all artista o alla sua scuola, la certezza dell attribuzione, le informazioni sulla provenienza, la bibliografia esistente, l esposizione o meno in qualche mostra; 3) caratteristiche di mercato: la data, la casa d asta, il luogo della vendita, il numero di lotto influiscono sul prezzo al quale l opera viene scambiata. Alcuni degli effetti di tali caratteristiche sono intuibili a tutti: un dipinto attribuito in maniera certa all artista ha sicuramente un prezzo maggiore di un dipinto simile la cui attribuzione è incerta. Un dipinto di un maestro vale più di quello di un artista che ha un mercato locale e, in media, un dipinto venduto a New York vale più di uno venduto a Milano. Altre differenze sono visibili solo all occhio esperto: ad esempio, nella scuola italiana del XVII secolo un soggetto religioso è valutato meno di una natura morta. Allora il problema è quello di trasformare queste considerazioni qualitative, vere in media, in valutazioni esprimibili in termini quantitativi. Utilizzando tecniche statistiche ed econometri- che, il metodo del prezzo edonico (detto anche della regressione edonica) fa esattamente questo: il prezzo dell opera viene ricostruito sommando i prezzi dei singoli attributi. È un metodo di valutazione indiretta dove dobbiamo inferire il valore che gli investitori danno a certe caratteristiche del bene partendo dal prezzo che il bene ha nelle transazioni di mercato. Una volta però che abbiamo stimato i prezzi di tutte le caratteristiche ritenute rilevanti, possiamo in teoria prevedere il prezzo di una qualunque opera per le caratteristiche che presenta. Questo metodo ha diversi vantaggi. Innanzitutto risolve il problema dell eterogeneità delle opere stimandola. In questo senso, è possibile spiegare il prezzo dell oggetto partendo dalle sue caratteristiche. Al contempo, è possibile valutare la dinamica del mercato neutralizzando l effetto giocato dalle diverse caratteristiche. Se togliamo ogni singola caratteristica all oggetto (o meglio, se sottraiamo il prezzo di ogni caratteristica al prezzo complessivo), alla fine rimaniamo con un ipotetico dipinto grigio o con un cubo di marmo, con caratteristiche standard e sempre uguale a se stesso ; allora, la variazione di prezzo di quest opera standard permette di costruire un indice edonico che valuta come il mercato si evolve nel tempo. Il prezzo edonico ha alcuni limiti. Molte peculiarità dell opera non sono riconducibili a singole caratteristiche e quindi il metodo permette di spiegare solo una percentuale modesta del prezzo finale: risulta quindi un metodo imperfetto di caratterizzazione delle opere pittoriche e plastiche. Un esempio di regressione edonica è tratto dal lavoro di Locatelli-Biey e Zanola (2002) ed è riportato nella Tabella 3. Viene stimata una regressione edonica per il mercato delle sculture, utilizzando oltre osservazioni provenienti dalle maggiori aste effettuate tra il 1987 e il Il modello edonico restituisce una serie di coefficienti che vengono stimati immettendo le migliaia di aggiudicazioni contenute nella banca dati. Ogni coefficiente è associato a una caratteristica. Innanzitutto, la regressione stima una costante che rappresenta il prezzo del cubo di marmo, l oggetto con una serie di caratteristiche standard. Gli altri coefficienti rappresentano invece le variazioni di prezzo che l opera ha in presenza di ulteriori caratteristiche, mantenendo tutti gli altri attributi costanti. Il valore della costante rappresenta il logaritmo del prezzo dell opera con le caratteristiche standard. In questo esempio il valore di 9,1545 della costante significa che il prezzo di un opera identificata dalle caratteristiche base (un bassorilievo unico di bronzo, di grandi dimensioni, di un artista italiano contemporaneo, venduto in una città diversa da New York, Londra e Parigi) ha un prezzo di? 9457 (il cui logaritmo è esattamente 9,1545). L interpretazione degli altri coefficienti dipende da alcuni aspetti tecnici, qua- 45

4 46 li la natura della caratteristica inserita (se è una variabile discreta oppure binaria) e la forma funzionale della regressione. Ad esempio, il coefficiente di -0,1740 relativo alla variabile moderna significa che, ceteris paribus, se la scultura è di arte moderna e non di arte contemporanea, il prezzo diminuisce del 16%. Allo stesso modo, il coefficiente di 0,3790 relativo alla variabile Francia significa che, ceteris paribus, la nazionalità francese dell artista fa diminuire il prezzo del 33% circa rispetto a quella standard di un artista italiano. Il lettore esperto potrà verificare alcuni suoi priors leggendo il segno degli altri coefficienti della Tabella 3. Tabella 3. Il mercato delle sculture Variabile Coefficiente Variabile Coefficiente Costante 9,1545 Altra città base Contemporanea base Unica base Moderna -0,1740 Multipla -0,0901 Antica 0,5412 Piccola -0,5412 Italia base Media -0,0347 Francia -0,3970 Grande base Stati Uniti -0,2867 Piatta (bassorilievo) base Germania -0,4319 Tridimensionale 0,3206 Regno Unito -0, base Altro Paese -0, ,1252 Bronzo base ,1788 Marmo 0, ,2575 Resina 0, ,1425 Avorio -0, ,1864 Terracotta -0, ,3603 Altro materiale -0, ,5470 Sotheby s NY 1, ,4471 Sotheby s Londra 0,7741 Christie s NY 0,9899 Numero osservazioni Christie s Londra 0,7252 R 2 aggiustato 0,23 Parigi 0,0318 Statistica F 293,36 Fonte: Locatelli, Biey, Zanola Nota: i coefficienti sono tutti significativi al 5%. Siccome l accuratezza della stima dipende anche dal rapporto tra il numero di osservazioni e il numero di caratteristiche, spesso è impossibile inserire un numero molto elevato di attributi nella regressione. Allora, l esperto d arte deve lavorare assieme all economista in modo da evitare che, da un lato, vengano incluse caratteristiche che rendono inutilizzabili le stime; dall altro, che le stime abbiano sempre un rilevante significato artistico ed economico. Questo vale soprattutto per l inserimento dell identità dell artista nella regressione. È chiaro che il valore dell opera, nel mercato occidentale, dipende pesantemente dall identità dell artista; ma quest ultima è una variabile totalmente qualitativa, che non ha un ordine naturale. L unico modo per stimare la variazione di prezzo dovuta al fatto che un dipinto sia opera di un certo artista è di inserire nella regressione una variabile dummy, cioè una variabile che assume valore 1 se l opera è dell artista, 0 altrimenti. Ma se la banca dati include centinaia di artisti, dobbiamo introdurre centinaia di dummy, una per ogni artista. E se ci sono pochi dipinti aggiudicati per ognuno di essi, le stime diventano inaffidabili. È meglio allora inserire le dummy solo per quegli artisti che a priori vengono ritenuti dagli esperti in grado di fare il mercato, cioè di aggiungere qualcosa al valore dell opera. Ma così, è facile capire che il modello edonico spesso dà risultati insoddisfacenti rispetto alle ottime ipotesi teoriche da cui parte. La regressione edonica permette anche l identificazione di un indice di valutazione del mercato. L indice viene costruito inserendo nella regressione la variabile tempo (ad esempio, come nella Tabella 3, inserendo tutta una serie di variabili dummy per ognuno degli anni coperti dal database, dal 1987 al 1995). Il coefficiente stimato per ogni anno è trasformabile facilmente nell indice annuale del mercato che stiamo studiando (o meglio dell opera grigia con tutte le caratteristiche base). Ad esempio, utilizzando la formula della nota 15, il valore di 0,2575 relativo al 1990 significa che, rispetto al 1987, il cubo di marmo nel 1990 ha un valore superiore del 29,4%. Il prezzo edonico e l arte etnica Il modello edonico non è mai stato utilizzato per valutare l arte etnica. Questa mancanza deriva principalmente dal fatto che banche dati affidabili e ricche di informazioni per questo segmento d arte ancora non esistono. Ma si sconta anche una mancata riflessione teorica sui motivi per cui la metodologia edonica è particolarmente adatta a valutare l arte etnica. In questo paragrafo vorremmo iniziare a colmare questa lacuna. Il motivo principale è che nell arte etnica l identità dell artista non è importante, anzi l artista è anonimo e l oggetto si riconosce in base all etnia cui appartiene. Il grado di eterogeneità è dunque inferiore a quella dell arte occidentale: siccome il numero delle etnie è minore (e la loro stabilità maggiore) del numero degli artisti che formano ogni stile dell arte occidentale, questo significa poter inserire nella regressione le dummy per etnia laddove le numerose dummy per artista non erano gestibili. In secondo luogo, come ricordano Candela e Scorcu (2007), per l arte dell Africa Nera l iconografia è definita e limitata poiché, contrariamente all arte occidentale, nata per essere in-utile, l arte etnica in generale ma particolarmente quella dell Africa Nera deve essere utile (come oggetto di culto, animistico, o d uso), ciò ne limita drasticamente il contenuto espressivo e iconografico, senza però si badi limitarne invenzione e creatività. Allora, poche caratteristiche estetiche possono riassumerne l Arte Nera in oggetto e soggetto. Anche questa peculiarità si applica bene alle ipotesi del modello edonico. 47

5 Inoltre, anche le tecniche, i materiali e i soggetti sono più limitati: l arte è essenzialmente in legno, pietra, terracotta, bronzo o ferro; gli oggetti sono quasi tutti tridimensionali (a parte quella forma particolare di dipinto che sono i tessuti) e possono essere divisi in maschere, statue, gioielli, utensili, sgabelli e poco altro. Infine, si conviene che poche altre caratteristiche determinano la qualità artistica ed economica dell oggetto: la dimensione, lo stato di conservazione, lo stato d uso, l autenticità, la presenza di riferimenti bibliografici, l esposizione in mostre. Quello che proponiamo per concludere è allora prendere spunto da una banca dati di recente formazione, il progetto TEVAU, per fornire alcuni dati introduttivi che possano sia identificare le variabili principali che determinano il valore sia confermare la bontà potenziale del metodo edonico nel fornire stime relativamente precise di come il mercato valuta le singole caratteristiche dell arte etnica. La banca dati, attualmente ancora in fase di costituzione, include al momento 7558 osservazioni di oggetti d arte etnica battuti nelle aste di Christie s e Sotheby s di New York e Parigi dal 2003 al Per ogni oggetto sono registrati gli attributi riassunti nella fig. 1f. Il passo preliminare alla stima edonica è quello di fare una ricognizione statistica per catturare quelle regolarità che possono poi essere utilizzate per impostare il modello econometrico migliore per ogni sottogruppo relativamente omogeneo (ad esempio, per regione geografica, per aree stilistico culturali, per tipologia e per simbologia). La banca dati TEVAU, pur al momento non sufficientemente vasta per il metodo edonico, permette però di fare alcune considerazioni sul valore delle caratteristiche dell arte etnica. Iniziamo dalla tipologia dell oggetto. La Tabella 4 considera le frequenze assolute, la percentuale di opere vendute, i prezzi medi, le stime medie e il valore complessivo del venduto per ogni categoria. Le statue, gli utensili e le maschere sono le tipologie più numerose, ma il mercato assegna loro valutazioni molto diverse: ad esempio, le sculture hanno un prezzo medio che è circa il doppio degli utensili e degli ornamenti. Inoltre gli oggetti sacri hanno un prezzo medio nettamente superiore ma, scavando nelle statistiche, possiamo anche osservare che la variabilità di prezzo all interno di questa categoria è molto più elevata. Per evidenziare maggiormente l effetto che la tipologia ha sul valore, abbiamo aggiunto in Tabella 4 una categoria poco diffusa e dal valore commerciale molto basso: il libro, il cui prezzo medio è inferiore ai 1000 euro. È anche interessante confrontare i prezzi medi di aggiudicazione con le stime: vediamo che il mercato sembra aver premiato maggiormente le sculture, gli oggetti sacri e gli utensili (il rapporto prezzo/stima è superiore a 1,6) rispetto alle altre tipologie. Tipologia Numero Valore Percentuale Prezzo Stima media complessivo di opere medio vendute Sculture Utensili Maschere Ornamenti Oggetti sacri Libri Altro(*) (*) Abbigliamento, armi, arredi, bastoni, strumenti musicali, gioielli, tessuti. Nella Tabella 5, le stesse statistiche descrittive sono riportate per la regione d origine dell oggetto. Una suddivisione di questo tipo è rozza e imprecisa: il valore dell oggetto è sicuramente più legato all etnia di provenienza, per cui anche all interno di ogni regione ci può essere forte eterogeneità. Si possono comunque osservare alcune regolarità interessanti: innanzitutto c è un chiaro ordinamento del mercato, le opere africane sono le più numerose, quelle che hanno un prezzo medio maggiore e anche quelle con il rapporto maggiore tra prezzo e stima. Seguono l America, l Oceania e l Eurasia. Tabella 5. L arte etnica per regione di provenienza dell oggetto, Regione Numero Valore Percentuale Prezzo Stima media complessivo di opere medio vendute Africa America Oceania Eurasia La Tabella 6 disaggrega invece per il materiale principale di cui è costituito l oggetto. Gli oggetti in legno dominano gli scambi per numero e valore complessivo, ma analizzando le stime e i prezzi medi notiamo due cose interessanti. Innanzitutto ci sono grosse differenze di prezzo tra i materiali: il prezzo medio va dai 5000 euro degli oggetti in avorio ai quasi di quelli in pietra preziosa. Il confronto tra le stime e i prezzi rivela invece che si sta verificando una segmentazione del mercato: le tipologie con stime più alte (basse) sono quelle che hanno visto i prezzi crescere di più (meno). Tabella 6. L arte etnica secondo il materiale primario dell oggetto, Tabella 4. L arte etnica per tipologia di oggetto,

6 Materiale Numero Valore Percentuale Prezzo Stima complessivo di opere medio media vendute Legno Terracotta / Ceramica Pietra Oro / Argento Metallo Pietra preziosa Avorio Bronzo Altro(*) (*) Tessuto, fibra vegetale, osso/corno. Tabella 7. L arte etnica secondo le principali etnie, Etnia Numero Valore Percentuale di Prezzo medio Stima media complessivo opere vendute Cultura Maya Yoruba Baoulè Dan Senufo Dogon Cultura Colima Akan Luba Altre etnie La Tabella 7 riporta le otto maggiori etnie in termini di frequenza, fra le 180 presenti in banca dati. In primo luogo va osservato che la numerosità dei lotti battuti non è correlata al valore degli oggetti: infatti la correlazione d ordine tra il numero e il prezzo medio è solamente pari a 0,12. In secondo luogo, le performance delle etnie sono tra loro molto diverse: i prezzi medi di aggiudicazione variano da poche a molte migliaia di euro e i rapporti tra prezzo e stima spaziano dall 1,13 degli Akan, all 1,27 dei Senufo e 1,29 dei Colima, 1,39 dei Baoulè, 1,54 dei Dan e degli Yoruba, fino all 1,73 dei Maya e 1,77 dei Dogon. In media le altre etnie della Tabella 7 hanno un rapporto di 1,58. In terzo luogo, nella tabella è riportato il caso interessante dell etnia Luba: nonostante come numerosità sia solo dodicesima, questa etnia risulta seconda solo ai Maya come valore complessivo degli scambi (quasi cinque milioni di euro). Ciò è il risultato di prezzi battuti estremamente più elevati delle già alte stime di partenza: il prezzo medio di aggiudicazione è di quasi Euro per un rapporto record tra prezzo e stima di 3,53 2. Due caratteristiche che a priori dovrebbero influenzare il prezzo dell oggetto sono lo stato di conservazione e la presenza o meno di patine. Le statistiche descrittive di questi due attributi sono riportate nelle tabelle 8 e 9. Dai dati emerge che lo stato di conservazione è una variabile difficilmente valutabile e nel 98% dei casi le opere sono state giudicate genericamente buone. Questa mancanza di variabilità impedisce un analisi approfondita, ma permette di giudicare il sovrappiù di valore legato a un ottimo stato di conservazione: non solo la stima è sensibilmente più alta ma anche il rapporto tra prezzo e stima è notevolmente maggiore: 2,55 per ottimo e solo 1,55 per buono. Il mercato è disposto a pagare molto di più per quelle (poche) opere che sono conservate in maniera superiore alla media. La patina può avere un significato diverso a seconda dell oggetto considerato. Può essere un segno di consunzione o di sacrificio, talvolta fino a renderne irriconoscibili le sembianze; è quindi un segno di autenticità che conferisce valore. È presumibile che l impatto sul prezzo non derivi unicamente dalla presenza o meno della patina ma se quest ultima ne conferisce un aspetto elogiativo o meno. Nella Tabella 9 abbiamo la possibilità di approfondire questo discorso. L osservazione più evidente è anche in questo caso legata alla timidezza delle stime. Chiaramente la presenza di patina conferisce un extra-valore all oggetto, ma la stima mediamente sottovaluta quanto il mercato è disposto a pagare (il rapporto tra prezzo e stima è di 1,86 per gli oggetti con patina elogiativa e solo di 1,44 se questa non è specificata). La Tabella 10 fornisce altre informazioni sulle caratteristiche storiche dell oggetto. È intuitivo pensare che se un opera è in qualche modo evidenziata nel catalogo, se è descritta attentamente, se è recensita a livello bibliografico, se è stata presentata in qualche mostra e se ha una rilevante storia museale, abbia ceteris paribus un prezzo più alto. È evidente dall analisi della tabella che tutte queste caratteristiche hanno un effetto positivo sul prezzo di vendita. Anche in questo caso è interessante osservare che il sovrapprezzo rispetto alle stime che il mercato ha pagato dipende dalla presenza o meno di queste caratteristiche. Ad esempio, il rapporto tra prezzo e stima per le opere con citazione bibliografica è 1,93 mentre per le opere senza citazione bibliografica è 1,29. Tabella 8. L arte etnica secondo lo stato di conservazione,

7 52 Stato Numero Valore Percentuale di Prezzo medio Stima media complessivo opere vendute Ottimo Buono Discreto Mediocre Non indicato Tabella 9. L arte etnica secondo la patina, Patina Numero Valore Percentuale di Prezzo medio Stima media complessivo opere vendute Non specificata (fig. 2f: a) Aggettivo elogiativo (fig. 3f: b) Presente Aggettivo dispregiativo Tabella 10. L arte etnica secondo la presentazione e la bibliografia, Presentaz. Numero Valore Percentuale di Prezzo medio Stima media complessivo opere vendute Illustrazione grande Illustrazione piccola Illustrazione assente Breve descrizione visiva Descrizione visiva Descrizione critica Ampia descrizione visiva Ampia descrizione critica Presenza di citazione bibliografica (fig. 3f: a) Assenza di citazione bibliografica (fig. 3f: b) Esposizione (fig. 4f: a) Assenza di esposizione (fig. 4f: b) Rilevante valore museale Valore museale Citazione semplice Assenza Infine, a questi dati si dovrebbero aggiungere altre informazioni relativamente alle caratteristiche che abbiamo chiamato di mercato. Conclusioni In questo saggio non abbiamo discusso del valore antropologico e artistico delle opere di arte etnica, lasciando tale analisi agli altri lavori contenuti in questa raccolta, abbiamo invece affrontato il problema del suo valore commerciale attraverso un ragionamento che ci ha portato a compiere tre passi successivi. In primo luogo abbiamo introdotto il lettore ai problemi della valutazione economica dell arte in generale, molto meno intellegibile di quella di un prodotto industriale a causa della unicità dell opera, che contrasta con la serialità dei beni manufatti e dei titoli finanziari. Il secondo passo che abbiamo compiuto è andato allora nella direzione di descrivere brevemente le diverse metodologie che la letteratura economica ha proposto sia per spiegare il valore commerciale degli oggetti d arte sia per costruire degli indici di prezzo che possano valutare il rendimento finanziario dell investimento in arte. In particolare, riteniamo che il metodo del prezzo edonico, su cui ci siamo soffermati a lungo, sia particolarmente indicato per l arte etnica. Infatti, la lettura estetica dell Occidente nei confronti dell arte tribale è stata quella della ricerca di regolarità e di elementi codificati con cui la si potesse addomesticare. Il pedigree delle opere, lo stato di conservazione, la presenza di patine sono tutti segnali con cui i canoni occidentali danno valore nella ricerca dell antichità o nella validazione della copia attraverso l uso. Il terzo passo è stato quello di presentare una banca dati di recentissima formazione, il progetto TEVAU, interamente dedicato all arte etnica. La descrizione della banca dati ci ha permesso di dare alcune indicazioni empiriche su quali caratteristiche influiscano 53

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