AGENZIA REGIONALE SANITARIA DELLA CAMPANIA - ARSan Direttore Generale Prof. Tonino Pedicini

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1 AGENZIA REGIONALE SANITARIA DELLA CAMPANIA - ARSan Direttore Generale Prof. Tonino Pedicini Assessorato Sanità Regione Campania Stato vegetativo e Stato di minima coscienza Fase post ospedaliera Percorsi Assistenziali Esperienze della Campania Dirigente

2 CONTESTO REGIONALE La studio del Ministero della salute, sulla problematica, stima un rapporto di 0,7-1,1/ abitanti il numero di casi annui con una prevalenza di circa 2,5-3,5/ abitanti. Da un ultima ricognizione in Campania sono seguiti in vario regime assistenziale 85 pazienti.

3 IL REGIME ASSISTENZIALE RESIDENZIALE In Campania attualmente l offerta assistenziale è erogata in regime assistenziale ospedaliero specifico da 15 pl presso l istituto Maugeri (BN) e 18 pl presso la casa di cura Santa Maria del Pozzo (NA) Entro la fine del 2009 saranno attivati altri 20 pl in strutture pubbliche La maggioranza dei pazienti è però assistita in regime domiciliare.

4 DISTRIBUZIONE PER PROVINCIA Avellino 3 Benevento 4 Caserta 23 Napoli 18 ( 7 Na nord, 3 Na centro, 8 Na sud) Salerno 6 Maugeri 13 Santa M.P. 18

5 Il Regime di assistenza domiciliare Non esiste al modello un codificato programma regionale. Tutte la ASL però da diversi anni hanno messo a programmi assistenziali che a seguito anche di numerosi confronti realizzano di fatto percorsi con tratti omogenei

6 OBIETTIVO L obiettivo comune è la presa in carico globale del paziente sia da un punto di vista clinico che sociale. Si intende favorire un percorso che vada nella direzione della home care nel rispetto dei bisogni espressi e modulando la risposta in accordo con tutte le componenti, territoriale ed ospedaliera, in modo da favorire la permanenza presso il proprio nucleo familiare e la riduzione di ricoveri ospedalieri inappropriati

7 MODELLO ORGANIZZATIVO Prevede: Un coordinamento delle attività, afferente in genere alla Direzione Sanitaria Aziendale, con il compito di convogliare le richieste di assistenza, valutarne la congruità, smistarle al Nucleo di Valutazione

8 MODELLO ORGANIZZATIVO Un Nucleo di Valutazione composto da il Responsabile dell assistenza medica, da Psicologi, da un Ingegnere Biomedico o un esperto in apparecchiature biomedicali, da un Referente della Direzione Sanitaria Aziendale. Ognuno dei professionisti predispone una relazione inerente alla condizione clinica, alla capacità assistenziale intesa anche come forza psicologica del care giver, alla idoneità dei locali che ospiteranno il paziente, dove richiesto. Al termine delle relazioni si emetterà un giudizio globale di arruolabilità al percorso assistenziale. Presa in carico definitiva dall equipe curante con formulazione di un piano assistenziale individuale e conseguenti accessi medico-infermieristici al domicilio in supporto al care giver che sarà debitamente formato.

9 MODELLO ORGANIZZATIVO L equipe assistenziale è formata da personale medico e paramedico afferente in genere alla U.O.C. Anestesia e Rianimazione del P.O. Presso lo stesso centro viene effettuata la formazione dei parenti che assisteranno i pazienti al domicilio (care givers), secondo un programma prefissato Nel caso dovesse sorgere la necessità di un intervento in emergenza presso il domicilio del paziente, è stato stilato un protocollo operativo con la centrale operativa 118.

10 PRESTAZIONI Dai dati dell esperienza dell ASL di Napoli che ha seguito tre pazienti nel 2008: Ogni paziente riceve mediamente n. 14 accessi infermieristici e 4-6 accessi medici mensili.

11 ASSISTENZA INTEGRATIVA Le forniture del materiale di consumo e di eventuali presidi per medicazioni avanzate sono gestite dal Servizio farmacia del P.O. in giornate dedicate a questo tipo di assistenza.

12 FORMAZIONE La tipologia dei pazienti trattati in regime di Assistenza Domiciliare Ospedaliera comporta una serie di interventi, sia in elezione che in regime di urgenza, che sono propri sia della patologia trattata sia dei presidi medici che vengono utilizzati per l assistenza. Per tale motivo il Personale impiegato è specificatamente addestrato alla gestione della ventilazione meccanica domiciliare ed alle sue eventuali problematiche in urgenza, alla gestione della tracheotomia in elezione ed in urgenza, alla gestione della alimentazione enterale e parenterale, alla gestione di cateteri venosi centrali e periferici, all utilizzo di pompe infusionali, alla medicazione di lesioni cutanee.

13 ACCORGIMENTI ORGANIZZATIVI Assessorato Sanità Regione Campania Nella pratica routinaria le presenze mediche ed infermieristiche sono regolamentate da una turnazione che è parte integrante del piano terapeutico individuale che viene stilato per ogni paziente. Per gli interventi in urgenza viene attivato dal paziente un numero dedicato della U.O.C. Rianimazione del P.O. al quale risponderà un medico che : risolverà il problema con una serie di suggerimenti adatti al quesito inoltrerà, se nelle ore diurne, la telefonata ad uno dei medici già attivi per quella giornata nelle visite domiciliari attiverà la C.O. 118 e concorderà l intervento fino al ricovero presso la struttura. Nelle ore notturne, se necessario un intervento in urgenzaemergenza, interviene il 118 con le stesse modalità su descritte.

14 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE Onde evitare interventi inappropriati ed inefficienze, è necessario che i servizi domiciliari rispettino alcune caratteristiche di fondo essenziali sulla base dei bisogni da soddisfare e delle necessità organizzative. La valutazione della qualità dell assistenza, in questi pazienti assistiti al proprio domicilio, è presupposto indispensabile per assicurare sicurezza anche ai familiari

15 FATTORI DI QUALITA INDICATORI Pertanto di seguito vengono riportati alcuni fattori di qualità con i relativi indicatori utilizzati per la valutazione del programma : Accessibilità N di pazienti assistiti nella rete integrata di cure domiciliari/n decessi per patologia neoplastica e non Accettabilità/adesione N di pazienti che abbandonano il programma terapeutico/n pazienti in carico Efficacia N di accessi al pronto soccorso durante l assistenza domiciliaretecnico-professionali N casi di insorgenza o peggioramento lesioni da decubito/n pazienti seguiti Qualità percepita Questionario di soddisfazione famiglia somministrato durante il percorso assistenziale; il primo verrà somministrato dopo 3 mesi ed i successivi ogni 6 mesi

16 PROPOSTE DI LEGGE REGIONALI DEPOSITATE IN CONSIGLIO REGIONALE N 4 CARATTERI COMUNI: INDIVIDUAZIONE DEL CASO E PREDISPOSIZIONE DELL ASSISTENZA SIN DALLA FASE OSPEDALIERA TEAM AD HOC PARTECIPAZIONE PLURIDISCIPLINARE

17 PRINCIPI INFORMAZIONE ALLE FAMIGLIE PARTECIPAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ONLUS CONTRIBUTO PER ASSISTENZA DOMICILIARE

18 PREVISIONE DI STRUTTURE ASSISTENZIALI PER ASSICURARE PERIODI DI REGIME ASSISTENZIALE DI RISTORO PER LE FAMIGLIE REGISTRO REGIONALE COSTITUZIONE DI UN ORGANISMO REGIONALE CON LA PARTECIPAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E DELLE FAMIGLIE CREAZIONE di UNA RETE ASSISTENZIALE QUANTO PIU POSSIBILE PERSONALIZZATA.

19

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