Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi

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1 Scheda 5.1 Iscrizione al Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi SOGGETTI RICHIEDENTI Le imprese che intendono avviare l attività di recupero di rifiuti non pericolosi, ai sensi degli artt. 31, 32 e 33 del D.Lgs. 22/97 e del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998, devono essere iscritte nel Registro provinciale delle imprese esercenti attività di recupero dei rifiuti non pericolosi. ADEMPIMENTI Ai fini dell iscrizione nel Registro le imprese dovranno inviare la comunicazione di inizio attività presso l Ufficio Ecologia della Provincia territorialmente competente. Tale comunicazione deve essere effettuata 90 giorni prima dell inizio dell attività stessa. La procedura è la medesima sia per l imprenditore che vuole intraprendere l attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuata nel luogo di produzione dei rifiuti stessi (auto smaltimento), sia per chi vuole svolgere semplicemente operazioni di recupero dei rifiuti. La Provincia iscrive in un apposito registro le imprese che effettuano la comunicazione di inizio attività ed entro il termine di 90 giorni verifica d ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti. La comunicazione sostituisce l autorizzazione preventiva richiesta ai sensi dell art. 15, lett. a) del D.P.R. 203/88 per la modifica sostanziale dell impianto che comporti variazioni qualitative e/o quantitative delle emissioni inquinanti o per il trasferimento in altra località. La comunicazione di inizio attività deve essere in bollo (10,33 euro) e deve contenere, in allegato, una scheda informativa, nonché la seguente documentazione che varia in funzione dei codici di attività individuati dall All. C del D.Lgs. 22/97 (Allegato 1). Documentazione richiesta A) DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA A1 (Per i codici da R2 a R9 e da R11 a R13) e A3 (Per il codice di attività R1): nulla osta del Comune in ordine all ubicazione dello stabilimento, con riferimento all attività di recupero svolta (o certificato di destinazione urbanistica, se lo stabilimento è ubicato in zona industriale, con relativa licenza o concessione edilizia); parere igienico sanitario dell ASL competente per territorio, relativo alla igienicità e salubrità dei locali e delle aree scoperte; autorizzazione allo scarico delle acque reflue (meteoriche, nere e del processo produttivo), ove ne ricorra l obbligo, ai sensi del D.Lgs. 152/99; autorizzazione alle emissioni in atmosfera, ove ne ricorra l obbligo, ai sensi del D.P.R. 203/88 e D.P.R. 25/07/91; relazione fonometrica, ai sensi del D.P.C.M. del 1 marzo 1991, L. 447/95 e D.M. Ambiente del 16 marzo 1998; dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà, resa ai sensi del D.P.R. 445/00, in ordine ai requisiti soggettivi di cui all art. 10 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; copia fotostatica di un documento di identità in corso di validità; certificato di iscrizione al Registro delle Imprese presso la CCIAA (non necessario in caso di ditta individuale); Marca da bollo da 10,33 euro per il provvedimento di iscrizione. A2 (Per il codice di attività R10): autorizzazione comunale al recupero ambientale, previa approvazione del relativo progetto; autorizzazione allo scarico delle acque reflue (meteoriche, nere e del processo produttivo), ove ne ricorra l obbligo, ai sensi del D.Lgs.152/99; autorizzazione alle emissioni in atmosfera, ove ne ricorra l obbligo, ai sensi del D.P.R. 203/88 e D.P.R. del 25 luglio 1991; relazione fonometrica, ai sensi del D.P.C.M. del 1 marzo 1991, L. 447/95 e D.M. Ambiente del 16 marzo 1998; dichiarazione sostitutiva dell atto di notorietà, resa ai sensi del D.P.R. 445/00, in ordine ai requisiti soggettivi di cui all art. 10 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; copia fotostatica di un documento di identità in corso di validità;

2 certificato di iscrizione al Registro delle Imprese c/o la CCIAA (non necessario in caso di ditta individuale); marca da bollo da 10,33 euro per il provvedimento di iscrizione. B) DOCUMENTAZIONE TECNICA B1 (Per i codici da R2 a R9 e da R11 a R13): relazione, a firma di un tecnico abilitato, contenente i seguenti dati: - dichiarazione di conformità alle norme tecniche di cui al D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; - descrizione dello stabilimento; - dichiarazione attestante il rispetto delle aree di salvaguardia di cui all art. 21 del D.Lgs.152/99; - dichiarazione attestante che le attività, i procedimenti e i metodi di recupero di ogni tipologia di rifiuto - rispettino le norme vigenti in materia di tutela della salute dell uomo e dell ambiente, nonché di sicurezza sul lavoro, ai sensi dell art. 1, cc. 1 e 3, del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; indicazione delle tipologie di rifiuti recuperate, con codici CER, con riferimento all All.1, Sub.1 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998: - specificare, per ciascuna tipologia, provenienza, attività di recupero, caratteristiche delle materie e/o prodotti ottenuti, come individuate dall Allegato 1 Suballegato 1 del D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; - per le tipologie per le quali si effettua solo la messa in riserva, ove prevista tra le attività di recupero consentite, indicare l attività successiva, invece delle caratteristiche delle materie e/o prodotti ottenuti; - quantità annua di rifiuti avviata al recupero, per singola tipologia, espressa in tonn.(ove non indicate nella comunicazione di inizio attività); - quantità annua di rifiuti massima impiegabile, per singola tipologia, espressa in tonn.; - descrizione delle modalità di messa in riserva dei rifiuti, se prevista tra le attività di recupero richieste, con riferimento agli artt. 6 e 7 del D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; - descrizione del ciclo di lavorazione dei rifiuti, per singola tipologia; descrizione dei sistemi di smaltimento delle acque reflue meteoriche, nere e del processo produttivo; descrizione dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera, eventualmente impiegati per attuare le prescrizioni ed assicurare il rispetto dei limiti di cui all All.1, Sub.2 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998 (ove le attività di recupero eseguite si debbano svolgere con l ausilio di processi termici compresi nell elenco di cui al punto 2 del citato All.1, Sub. 2). Allegati alla relazione: analisi chimico-fisiche dei rifiuti, per singola tipologia, con giudizio finale attestante la conformità o meno alle caratteristiche dei rifiuti indicate nell All.1, Sub. 1 del D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; test di cessione sui rifiuti, per singola tipologia (ove previsto per le attività di recupero eseguite), secondo il metodo di cui all All.3 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; test di cessione sulle materie e/o prodotti ottenuti, per singola tipologia (ove previsto per le attività di recupero eseguite), secondo il metodo di cui all All. 3 del D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; analisi emissioni in atmosfera, riferite ai valori limite ed alle prescrizioni di cui all All.1 Sub.2 del D.M. ambiente del 5 febbraio 1998 (ove le attività di recupero eseguite si debbano svolgere con l ausilio di processi termici compresi nell elenco di cui al punto 2 del citato All.1, Sub.2); planimetria descrittiva dello stabilimento con legenda e con le seguenti indicazioni: - aree destinate alla messa in riserva, se prevista tra le attività di recupero richieste, per singola tipologia; - linee di percorso delle acque reflue meteoriche, nere e del processo produttivo (ove presenti). B2 (Per il codice di attività R10): relazione, a firma di un tecnico abilitato, contenente i seguenti dati: - dichiarazione di conformità alle norme tecniche di cui al D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; - descrizione dell area interessata e, se presenti, dello stabilimento e delle aree scoperte; - dichiarazione attestante il rispetto delle aree di salvaguardia di cui al D.P.R. 236/88 e all art. 21 del D.Lgs. 152/99; - dichiarazione attestante la compatibilità dell intervento ambientale con le caratteristiche chimicofisiche, idrogeologiche e geomorfologiche dell area da recuperare, ai sensi dell art. 5 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; - dichiarazione attestante che le attività, i procedimenti e i metodi di recupero di ogni tipologia di rifiuto rispettino le norme vigenti in materia di tutela della salute dell uomo e dell ambiente, nonchè di sicurezza sul lavoro, ai sensi dell art. 1, comma 1 e 3, del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998;

3 -indicazione delle tipologie di rifiuti recuperati, con codici CER. Specificare, per ciascuna di esse provenienza ed attività di recupero, con riferimento all All.1, Sub.1 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; - descrizione delle modalità di messa in riserva dei rifiuti, se prevista tra le attività di recupero richieste, ai sensi degli artt. 6 e 7 del D.M. del 5 febbraio 1998 (rappresentare inoltre le aree dedicate in planimetria); - Quantità annua di rifiuti avviata al recupero, per singola tipologia, espressa in tonnellate; - descrizione del ciclo di lavorazione dei rifiuti, per singola tipologia; - descrizione dell intervento di sistemazione finale; - descrizione dei sistemi di regimentazione e di smaltimento delle acque meteoriche e di ruscellamento (in presenza di impianti, anche delle acque nere e del processo produttivo); - definizione delle ipotesi di riutilizzo dell area recuperata. Allegati alla relazione: test di cessione sui rifiuti, per singola tipologia, secondo il metodo di cui all All.3 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; relazione geologica ed idrogeologica; stato di fatto: - stralcio catastale e del PRG (Aerofotogrammetria); - corografia; - planimetria generale con piano quotato; - pianta e sezioni; - verifica di stabilità dei pendii; Progetto: - pianta e sezioni della sistemazione finale; - particolari costruttivi (canali, regimentazione idrica superficiale, viabilità, recinzioni, ecc.); - titolo di proprietà; - fotografie in originale dell area interessata; Nel caso in cui si tratti di area di cava ed esista già un progetto per il recupero del fronte di cava, approvato o in corso di approvazione da parte del competente ufficio regionale (L.R. 54/85 e s.m.i.), questo va modificato con l introduzione della previsione di recupero dei rifiuti (art. 5 D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998). Il progetto così modificato andrà inviato all Ufficio Cave per l approvazione della variante ed all Ufficio Ecologia della Provincia per la parte di competenza. L iscrizione al Registro provinciale è subordinata all approvazione preventiva da parte dell ufficio regionale del progetto di recupero ambientale, con l introduzione dell attività di recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. B3 (Per il codice di attività R1) relazione, a firma di un tecnico abilitato, contenente i seguenti dati: - dichiarazione di conformità alle norme tecniche di cui al D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; - descrizione dello stabilimento; - dichiarazione attestante il rispetto delle aree di salvaguardia di cui all art. 21 del D.Lgs. 152/99; - dichiarazione attestante il rispetto delle quote minime di trasformazione del potere calorifico dei rifiuti in energia di cui all art. 4 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; - dichiarazione attestante che le attività, i procedimenti e i metodi di recupero di ogni tipologia di rifiuto rispettino le norme vigenti in materia di tutela della salute dell uomo e dell ambiente, nonchè di sicurezza sul lavoro, ai sensi dell art. 1, cc. 1 e 3, del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; - indicazione delle tipologie dei rifiuti recuperati, con codici CER. Specificare, per ciascuna, provenienza, attività e metodi di recupero, con riferimento all All.2, Sub.1 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998; - quantità annua di rifiuti avviata al recupero, e quantità massima impiegabile, per singola tipologia, espresse in tonnellate; - descrizione del ciclo di lavorazione dei rifiuti, per singola tipologia; - descrizione dei sistemi di smaltimento delle acque reflue meteoriche, nere e del processo produttivo; - descrizione dei sistemi di abbattimento delle emissioni in atmosfera, eventualmente impiegati per attuare le prescrizioni ed assicurare il rispetto dei limiti di cui all All.2, Sub.1 e 2 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998 (Sub. 3 se l attività prevede la combustione mista di rifiuti e combustione tradizionale).

4 Allegati alla relazione: analisi chimico-fisiche dei rifiuti, per singola tipologia, con giudizio finale attestante la conformità o meno alle caratteristiche dei rifiuti indicate nell All. 2, Sub. 1 del D.M.Ambiente del 5 febbraio 1998; analisi emissioni in atmosfera, riferite ai valori limite ed alle prescrizioni di cui all All.2, Sub. 1 e 2 del D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998 (Sub. 3 se l attività prevede la combustione mista di rifiuti e combustione tradizionale); planimetria descrittiva dello stabilimento con legenda e con le seguenti indicazioni: - settore dell impianto destinato al processo di combustione dei rifiuti; - linee di percorso delle acque reflue meteoriche, nere e del processo produttivo. ONERI Diritto di iscrizione annuale nel registro il cui importo su base annua è determinato con riferimento all attività e alla qualità e quantità dei rifiuti trattati e deve essere corrisposto, a pena di sospensione, con le modalità ed i termini fissati dal D.M. Ambiente 350/98 (versamento su c/c postale intestato alla Amministrazione provinciale e con indicazione nella causale della denominazione della sede legale dell insediamento, l attività e la classe dei rifiuti trattati, la partita IVA e il codice fiscale). Per gli anni successivi al primo il versamento dovrà essere effettuato entro e non oltre il 30 aprile di ciascun anno. SCADENZE/RINNOVI Validità 5 anni. Rinnovi Le operazioni di rinnovo e adeguamento devono sottostare ai seguenti adempimenti (Art. 33, cc. 4 e 5, D.Lgs. 22/97): adeguamento alle prescrizioni dettate con provvedimento motivato dalla Provincia o ottemperanza al divieto di inizio dell attività ovvero di prosecuzione della stessa Provincia; rinnovo della comunicazione di inizio attività ogni cinque anni e, comunque, in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero. SANZIONI Art. 51 D.Lgs. 22/97: 1. Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli artt. 27, 28, 29, 30, 31, 32 e 33 è punito: a) con la pena dell'arresto da tre mesi ad un anno o con l'ammenda da euro 2.582,00 a euro ,00 se si tratta di rifiuti non pericolosi; b) con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da euro 2.582,00 a euro ,00 se si tratta di rifiuti pericolosi. 2. Le pene di cui sopra si applicano ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato i propri rifiuti ovvero li immettono nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto di cui all'art. 14, cc.1 e 2, ovvero effettuano attività di gestione dei rifiuti senza le prescritte autorizzazioni, iscrizioni o comunicazioni di cui agli artt. 27, 28, 29, 30, 31, 32 e Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da euro 2.582,00 a euro ,00. Si applica la pena dell'arresto da uno a tre anni e dell'ammenda da euro 5.164,00 a euro ,00 se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Alla sentenza di condanna o alla decisione emessa ai sensi dell'art. 444 del C. P. consegue la confisca dell'area sulla quale è realizzata la discarica abusiva se di proprietà dell'autore o del compartecipe al reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica o di ripristino dello stato dei luoghi. 4. Le pene di cui sopra sono ridotte della metà nelle ipotesi di inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni nonché nelle ipotesi di inosservanza dei requisiti e delle condizioni richiesti dalle iscrizioni o comunicazioni. 5. Chiunque, in violazione del divieto di cui all'art. 9, effettua attività non consentite di miscelazione di rifiuti è punito con la pena dell'arresto da sei mesi a due anni e con l'ammenda da euro 2.582,00 a euro ,00 se si tratta di rifiuti pericolosi.

5 6. Chiunque effettua il deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi, con violazione delle prescrizioni di cui all'art. 45, è punito con la pena dell'arresto da tre mesi ad un anno o con la pena dell'ammenda da euro 2.582,00 a euro ,00. Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.582,00 a euro ,00 per i quantitativi non superiori a 200 litri. 6-bis. Chiunque viola gli obblighi di cui agli artt. 46, cc. 6-bis, 6-ter e 6-quater, e 47, c.12, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 258,00 a euro 1.549,00. NORMATIVA DI RIFERIMENTO Normativa nazionale D.M. Ambiente del 21 luglio 1998, n. 350, Regolamento recante norme per la determinazione dei diritti di iscrizione in appositi registri dovuti da imprese che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti, ai sensi degli articoli 31, 32, 33, D.Lgs. 22/97. D.M. Ambiente del 5 febbraio 1998, Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del D.Lgs. 22/97. D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, (Decreto Ronchi) Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. ENTI TITOLARI Provincia.

6 ALLEGATO 1 D.Lgs. 22/97 - Allegato C Tipologia Codici Attività Recupero di energia R1 Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia. Recupero di materia R2 Rigenerazione/recupero di solventi. R3 Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solvente R4 Riciclo/recupero dei metalli o di composti metallici R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche R6 Rigenerazione degli acidi o delle basi. R7 Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti. R8 Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori. R9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli. R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell agricoltura o dell ecologia. R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni da R1 a R10. Operazioni preliminari al R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni da R1 a recupero R13 R11. Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni da R1 a R12.

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