Università degli studi di Genova Facoltà di Architettura

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1 Università degli studi di Genova Facoltà di Architettura Corso di Laboratorio di Progettazione V A.A 0-04 Prof. Arch. Marco Casamonti assistenti : Arch. Laura Arrighi_ Arch. Marco Giuliotti collaborano al corso, Gloria Castellini, Boris Hamzeian, Olmo Martellacci Lina Bo Bardi Studente: Alice Netti Matricola: 48888

2 RIFERIMENTO IMMAGINI AUTORI Biografia dell architetto Achillina Bo naque a Roma nel 94, dopo aver conseguito nel 99 la laurea in architettura a Roma si trasferì a Milano, dove iniziò la sua collaborazione con Carlo Pagani e lo studio di Giò Ponti. Dopo il 94, anno in cui il suo studio venne distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, divenne attivista del partito comunista italiano. Intensa fu la sua attività editoriale, collaborò infatti con diversi periodici fra i quali Grazia, Tempo, L Illustrazione italiana e nel 944 in collaborazione con Carlo Pagani diventa vicedirettore della rivista Domus. Dopo la guerra si sposò con Pietro Maria Bardi, e nel 946 si trasferì con lui in Brasile, luogo che scelse come propria terra, diventando infatti nel 95 cittadina brasiliana; questo trasferimento fu una tappa fondamentale, spartiacque della vicenda biografica e guado nella sua impetuosa ricerca architettonica. L approdo al nuovo mondo, e dunque rinascita a rinnovati valori; incontro di grandi auspici, il Brasile per Lina Bo Bardi fu meraviglioso, incontro con i colori selvaggi e violenti di una natura pervasiva dalla quale non si separò mai. Lina Bo Bardi fu un progettista costantemente animata da un impeto di sperimentazione nel quale l impegno politico e sociale furono inscindibili. Si occupò non solo di architettura ma anche di design, scenografia, museografia, cinema, editoria e didattica; nel 950 con il marito fondò e diresse la rivista Habitat e l anno successivo compì la sua prima opera a San Paolo, la Casa di Vetro, sua residenza. Fondò e progettò diversi musei, fra i quali il Museo d Arte di San Paolo e il museo d Arte popolare di Bahia. La sua carriera da architetto si concentrò maggiormante sulla creazione di edifici pubblici, tra cui il progetto di recupero della fabbrica della pompéia a San Paolo, trasformata nella SESC-fabbrica da Pompéia, centro sociale ancora oggi apprezzato e utilizzato per manifestazioni culturali, sportive e sociali.l attenzione di Lina Bo Bardi era rivolta ad un architettura che fosse umanizzata; basti osservare disegni dei suoi progetti, i quali presentavano sempre schizzi di persone che corrono, ballano, camminano per mano, come a voler umanizzare il progetto; Lina non si limitava alla definizione del volume architettonico, ma si perpetrava nel tempo preoccupandosi della cura della manutenzione, addirittura feste che si sarebbero potute svolgere nell edificio. Tra il si trasferì a Bahia, e nel 986 si occupò di redigere il piano di recupero del centro storico di Salvador. Lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 99. Per numerosi anni il lavoro di questa architetto venne ignorato, assente dai libri di storia ufficiale dell architettura; il lavoro di Lina rimase sconoscito fuori dal brasile fino al 99, quando al concorso indetto per la progettazione dei padiglioni nazionali per l Esposizione Universale di Siviglia vede la partecipazione di Lina alla selezione per il Brasile con il progetto la grande Cassa la quale ha suscitato enorme interesse. 0_Casa de Vidrio San Paolo 0_Casa Chame-Chame Salvador 0_Casa Valeria Cirell San Paolo 04_Museo d Arte San Paolo 05_Centro Sociale SESC San Paolo SALVADOR UBERLANDIA SAN PAOLO 06_Museo d Arte Moderna Bahia Salvador 07_Espirito santo de Cerrado Uberlandia 08_Teatro Oficina San Paolo 09_Ladeira de la misericordia Salvador 0_Santa Maria do Anjos san Paolo

3 0 project:casa di Vetro typology:residenza abitativa architect: Lina Bo Bardi realization: address:marumby, San Paolo 0 project:casa Chame-Chame typology:residenza abitativa realization:958 address:salvador, Brasile. 0 project:casa Valeria Cirell typology:residenza abitativa realization:958 address:san Paolo, Brasile. 04 ** project:museo d Arte San Paolo typology:museo realization: address:san Paolo 05 *** project:centro sociale sesc typology:community center realization: address:san Paolo ******** project:casa do Benin typology:casa abitativa architect:lina bo Bardi realization:987 address:salvador, Brasile. project:municipio di San Paolo typology:municipio realization: address:san Paolo, Brasile. project: Gregorio de mattos typology:teatro realization:986 address:salvador, Brasile. 4 project:casa do Olodum typology:casa abitativa realization: address: Salvador, Brasile. 5 project:museo seashore typology:museo realization:95 address:non realizzato. 06 project:museo d arte Popolare typology: museo realization:959 address:bahia, Salvador, Brasile. 07 **** project:espirito Santo cerrado typology:chiesa realization:976 address:uberlandia, Brasile. 08 ***** project:teatro Oficina typology:teatro realization: ****** project:ladeira de la misericordia typology:residenza abitativa realization:987 address:salvador bahia, Brasile. 0 ******* project:santa Maria do Anjos typology:chiesa realization:978 address: Vargem, San Paolo. 6 project:teatro delle rovine typology:teatro realization:989 address: Campinas, San Paolo. 7 Project: centro convivenza LBA typology: centro convivenza realization:988 address: Cananeia, San Paol0 8 project:taba Guaianases typology: complesso realization:95 9 project:centro culturale di Belem typology: centro non realizzato realization:988 address: Cananeia, San Paolo 0 project:padiglione per il Brasile typology: padiglione espositivo realization:99 address: esposizione Siviglia 9 architect ** José Carlos Figueiredo Ferraz **** M. Carvalho Ferraz e A. Vainer *** M. Carvalho Ferraz e A. Vainer ***** E. Elito architect ****** M. Carvalho Ferraz e M Suzuki ******* M. Carvalho Ferraz e A. Vainer ******** M. Carvalho Ferraz e M Suzuki

4 0 0 project: Casa di Vetro typology: residenza abitativa realization: address: Av. Morumby, San Paolo, Brasile. _prospetti _sezioni 4_viste istitutobardi.com project: Casa Chame-Chame typology: abitativa realization:958 address: Salvador, Brasile. _modello _sezione 4_modello 5_modello istitutobardi.com Nel 950,lo stesso anno in cui ottiene la cittadinanza brasiliana, Lina Bo Bardi progetta e costruisce la sua residenza a Morumbi, San Paolo. La parte principale della casa è costituita da una striscia orizzontale tra due sottili lastre di cemento armato e sostenuto da esili pilastri circolari. La facciata é completamente costituita da vetro, non vi sono pilastri che scendono nel terreno a grande profondità ma pilotis, in modo tale che si possa fluire regolarmente sotto l edificio. Al centro dell edificio una scala in acciaio a due rampe permette l entrata. All interno, la zona salotto è quasi completamente trasparente, ad eccezione del cortile interno o pozzo di luce che permette agli alberi nel giardino di penetrare nel cuore della casa. Vi sono settori assegnati a funzioni diverse: una sala da pranzo, una libreria, una stanza da organizzare in tornio una casa libera, ma tutte loro sono unificate dalla vista dall esterno attraverso il vetro, che circonda lo spazio come un grande murales. Il soggiorno costituisce solo metà della casa. L altra metà, esposta a nord, è adagiata sulla parte superiore della collina. In questa zona vi si trovano alcune stanze e un ala dedicata al personale di servizio.solo la cucina, un locale condiviso dai servi e dalla famiglia Bardi e dotato di tutti i tipi di elettrodomestici, attraversa la linea di divisione trovandosi a metà strada tra le due aree. Questo progetto presenta grandi similitudini con la casa Domino di Le Corbusier. La Casa di Vetro è un lavoro di grande maturità; l intenzione dell architetto era quella di costruire una sorta di riparo, mettendo in pratica le esperienze aquisite. Casa di Vetro viene intenzionalmente pensata per scomparire, per imitare i dintorni, per mimetizzarsi in mezzo alla natura, secondo Lina infatti l architettura si adagia sulla natura cercando di mimetizzarsi con l ambiente, arrivando ad assumere nuove forme. Molti elementi adottati da Lina in questo progetto manifestamo questo volere come ad esempio le grondaie, di color verniciato rosso, da un altezza di nove metri trasportano l acqua direttamente su uno specchio d acqua presente all ingresso della casa, nel quale si coltivano piante acquatiche e pesci. Questi dispositivi accentuano il lavoro di Lina, un architettura progettata come un microcosmo: alberi che letteralmente attraversano l edificio, muschi e fiori che crescono sulle pareti. Uno dei rari progetti per privati di Lina Bo Bardi, la casa di Chame-Chame non esiste più, vittima della speculazione immobiliare.una delle tre case costruita per privati, Casa di Vetro compresa,chame Chame si differenzia da altre opere di Lina: un architettura organica che non mostra molti angoli retti nel progetto. L intero edificio emerge intorno al jaqueira. Le pareti interne sono quasi tutto dritto, a differenza dell esterno, che accompagna la curvatura dell angolo. All estero, le pareti sono incrostate di materiali diversi, come pezzi di ceramica e vetro, parti di giocattolo, conchiglie di mare;tali oggetti galleggiano nella massa di cemento come oggetti persi sul fondale o dimenticati nella profondità della nostra memoria. Ci si incontrano vari elementi che fanno riferimento alla vita quotidiana delle persone, che si riferiscono alle loro debolezze e le loro fortune, che popolano i loro sogni e il loro inconscio. L accesso principale della casa è costituito da una rampa curva con una leggera pendenza, che conduce all entrata sociale e garage. Sul lato opposto, una scala a chiocciola conduce all ingresso di servizio. Se la casa di vetro poggia a terra, proiettando verso la natura, presentandosi come un palcoscenico per lo spettacolo di fenomeni naturali, la casa di Chame-Chame sale dalle profondità della terra insieme con l albero jaqueira, originaria del luogo. Nella casa do Chame Chame la natura germina nell architettura e quest ultima è erosa, costretta alla sparizione, temporalizzata. Nelle opere di questo periodo, quasi esclusivamente interventi di recupero, è attraverso l idea di architettura come incarnazione della transitorietà che si apre la possibilità di varcare i confini dell oggetto concluso per sottolineare l intreccio e le possibilità degli elementi che lo compongono

5 0 04 project: Casa Valeria Cirell typology: abitativa realization: 958 address: Av. Morumby, San Paolo, Brasile. _prospetti _sezioni 4_viste urbipedia.org project: Museo d Arte di San Paolo MASP typology: museo realization: addrexss:san Paolo, Brasile _modello _sezione 4_modello 5_modello linabobarditogether.com urbipedia.org Casa Cirell, progettata nel 958 e la depandance per gli ospiti chiamata La Torraccia di pochi anni successiva (964), costituiscono l esempio di un nuovo indirizzo di ricerca innovativa. La disposizione degli spazi avviene in due volumi distintu connessi da un patio interno. Il corpo principale, a doppia altezza è a pianta quadrata; il centro è occupato da un camino che insieme alla scala costituisce un perno intorno al quale ruota la successione degli ambienti. La superficie muraria è densa, ruvida priva di uniformità. Il tetto, che scompare all interno del profilo delle pareti esterne è composto da un giardino.lungo il profilo dell edificio corre senza soluzione di continuità una tettoia tradizionale in paglia e struttura di legno, successivamente modificata. Un unico elemento architettonico da forma all alloggio per gli ospiti: un alto muro semicircolare aperto sul giardino. S crea un ambiente interno continuo, dove le camere da letto e i servizi sono volumi distinti e ridotti nelle dimensioni, accostati a quello principale a doppia altezza. La struttura evoca il tempio greco: piattaforma, colonne e acqua ricordano la casa su palafitte, ed il volume solido circondato da colonne che formano un peristilio e si basa su un basamento. Le facce esterne della casa diventano parte dell ambiente, una decisione destinata ad un progetto che ritiene che la casa deve essere installata sul sito e modificarlo. Il rapporto tra le dimensioni delle aperture e la superficie di ciascuna delle facciate che compongono il volume rende il tutto di questa casa è percepito come un solido. L interno è diviso in due corpi, la sala principale che si trova nel volume a base quadrata ha due livelli, al piano terra dove si trovano la sala da pranzo e cucina. Al piano rialzato una libreriacamera da letto e un bagno. Il secondo volume presenta un bagno, una camera e una sala per la sede di servizio. Tutto è organizzato intorno a tre elementi: la scalinata, camino e al piano rialzato che attraversa lo spazio lungo la diagonale del quadrato della pianta. Lina Bo Bardi aveva ripetuto la stessa procedura nella propria casa, la casa di vetro (950), in cui inoltre è separata attraverso un cortile il volume che ospita le principali attività delle quali dipendenze servizio. Proprio come la casa di vetro, questa casa è parzialmente supportata sul terreno e in parte sospeso su pilastri. Costruito con tecniche tradizionali in muratura, struttura in legno e rivestito esternamente con elementi vegetali e minerali, questa casa ha un senso di privacy e il mimetismo analogo alla casa di vetro. Questa è la prima volta che Lina Bo Bardi utilizzato un muro con vegetazione, ma questo non è affatto un opposizione per le facciate di vetro. Il ponte di legno che sovrasta la piscina ha suoi pilastri a terra in acqua, a titolo di palafitte. Se le avanguardie hanno scomposto la scatola prospettica, Lina Bo Bardi ne mette in questione la consistenza oggettuale, corrodendola attraverso l elemento naturale. Il donatore della terra per l ufficio del sindaco, l ingegnere Joaquín Eugenio de Lima, precursore della moderna urbanistica in Brasile, aveva espresso la richiesta di un lavoro che non diminuisse l ampiezza del panorama urbano. In questo modo il progetto richiesto sarebbe dovuto essere o un edificio sotterraneo o una sospensione. L architetto Lina Bo Bardi e ingegnere José Carlos Figueiredo Ferraz scelgono entrambe le alternative e concepiscono un blocco sotterraneo ed uno in alto, quest ultimo, sospeso a otto metri dal terreno attraverso quattro pilastri connessi a due massicce travi di calcestruzzo. Su questa struttura prende vita un enorme blocco, con una lunghezza totale di 74 metri di luce senza ostacoli intermedi, una cassa a sviluppo longitudinale di cemento e vetro mirabilmente sospesa costruito con la tecnica del calcestruzzo armato precompresso, dove l unico elemento di disturbo è scala d accesso in posizione asimmetrica. Un edificio di circa 0 mila metri quadrati, due travi longitudinali in cemento armato legate in copertura e sostenute su quattro pilastri che emergono da vasche d acqua laterali, una terrazza-belvedere che apre uno squarcio prospettico: gli elementi che compongono il MASP sono immediatamente percepibili. Cemento e vetro temprato anche nei cavalletti che sostengono le opere esposte: i quadri non devono stare sulle pareti ad ammuffire, i quadri sono presentati a tutto tondo come sculture. In contrapposizione alla brutalità e alla pesantezza del rettangolo in cemento armato è presente la terrazza belvedere, battezzata da Lina Bo Bardi vào livre (vano libero): una pausa urbana, spazio per appuntamenti casuali, punto panoramico della città, che all occasione si trasforma in luogo per incontri d arte en plein air. Il blocco sopraelevato è occupato dalla sala della collezione permanente, mentre nel secondo blocco, corrispondente al basamento della terrazzabelvedere, sono collocati teatro, auditorium e spazi per esposizioni temporanee. Questo blocco si compone come una doppia sequenza di affacci a terrazza. A partire dal 00, l edificio era protetto dal Istituto nazionale patrimonio artistico e storico.

6 05 06 project: Centro Sociale SESC Pompéia typology: community centre realization: address: Pompéia, San Paolo, Brasile. _prospetti _sezioni 4_viste urbipedia.org project: Museo d Arte popolare di Bahia typology: museo realization:96 address:salvador, Bahia, Brasile. _modello _sezione 4_modello 5_modello Il centro culturale SESC Pompéia è stato progettato da Lina Bo Bardi sulla vecchia fabbrica Mauser,degli anni trenta, situata nel quartiere di Pompéia, São Paulo, esibendosi tra il 977 e il 98. Necessaria per proiettare uno svago di comunità, sport e centro culturale per i lavoratori nella vecchia zona industriale, la richiesta era quella di mantenere l edificio esistente, così come tutti i materiali e gli elementi che aiutano a preservare la memoria e l esistenza di una fabbrica, adibita a funzioni di spazio espositivo, biblioteca, videoteca, luoghi di svago, ristorante-bar, teatro e atelier. e di costruire uno spazio ex novo da utilizzare come centro sportivo. Lina Bo Bardi rimuove al complesso quel carattere repressivo, violento e doloroso, per correlarlo alla sensibilità, libertà e fantasia e il logo disegnato da Lina Bo per il nuovo set, con un camino che espelle fiori invece di fumo, è la traduzione perfetta di questa idea. L immagine del nuovo edificio afferma l idea della fabbrica, con un riferimento diretto agli edifici industriali;le due torri costruite ex novo sono adibite per il blocco sportivo: spogliatoi, piccole palestre, campi sportivi e piscina. Il collegamento fra questi due corpi avviene mediante ponti aerei, passerelle che si slanciano obliquamente offrendo uno sguardo vertiginoso sulla città. Il senso percepito è quello della caverna sportiva le pareti sono scabre, forate da buchi, il riverbero della luce riflessa nell acqua. Finestre-buco ope- rate nel corpo delle palestre e finestre di forma geometrica ma disposizioni casuali nella torre degli spogliatoi suggeriscono una narrazione cinematografica della dimensione urbana. Sono loro che uniscono i due volumi dissonanti. Il più grande volume ospita la piscina e le quattro palestre sovrapposte. Il volume della più piccola pianta concentra il resto del programma, servizi e tutti i collegamenti verticali, quindi per accedere a qualsiasi altra zona situata su un altro volume risultano obbligatorie le passerelle. Due volumi assolutamente dipendenti, un edificio non ha vita senza l altro. Il Museo d Arte Popolare di Bahia rispecchia chiaramente la volontà di Lina Bo Bardi di documentare l artigianato, di rilevare la situazione cogliendo reperti di sopravvivenza disperata con un intento metodologico rigorosamente scientifico, cercando di liberare la strada da tentativi di creare false tradizioni. Il progetto prevede la creazione di un museo-scuola, luogo vivo all interno del quale promuovere l elaborazione di una nuova produzione industriale e di design, e dove parallelamente portare avanti un rilievo statistico del pre-artigianato popolare di tutto il paese. Come sede viene individuata un antica manifattura dello zucchero, il Solar do Unhao, un complesso architettonico modificato con l aggiunta di una serie di magazzini affacciati sul mare, poi dimenticato a causa della decaduta del commercio della canna da zucchero. Il museo parte da questo luogo pregno, con l intento di conservare tutti gli aspetti drammatici dell ambiente, inclusi gli interventi significativi che gli edifici hanno subito nel tempo, rendendo visibili le tracce della sua storia e le sue contraddizioni. Il progetto prevede, oltre alla conservazione della struttura originaria, la creazione di nuovi elementi, come l enorme scala elicoidale in legno della sala delle esposizioni. La scelta delle essenze brasiliane e di un nuovo metodo costruttivo a incastro fanno di questo elemento verticale un oggetto simbolo, capace di dialogare con le radici bahiane, che affondano nella sapienza dei manufatti per l agricoltura, e con moderno senso dell architettura, sospendendo il visitatore nello spazio della sala, senza parapetti, in una vertigine centrifuga. L andamento delle due sale del museo, ritmate dalla semplice presenza dei manufatti, trova punti di vista inaspettati nel percorso aereo suggerito dalla scala, utilizzando la dimensione verticale come elemento dinamizzante e disobbedendo alla scnsione seriale che caratterizza la disposizione degli oggetti. L architetto ha immaginato una Museo-scuola, per bambini e giovani, articolando l erudito e popolari al fine di abbattere le barriere che normalmente stabilito dai musei d arte. I piani che Lina ha redatto per il Museo-scuola non si limitavano a scuola di disegno industriale. La cura per l ambiente circostante, per natura e per il lavoro dell uomo, impartita significato alla costruzione del Museo. Lina si sforza di costruire il museo con lo stesso spirito degli artisti primitivi o popolari, per i quali la costruzione del termine implica utilizzando mezzi disponibili e recuperando il materiale scartato. Come un artista primitivo, Lina ha lavorato da re-inventare i resti che ha trovato. Proprio come ha costruito la galleria di foto con tende, con l aiuto di lavoratori collaborativi, la costruzione dell auditorium o Aula Magna, situato su una rampa di,5 x 9 m, con accesso al pubblico, è stata effettuata utilizzando lo spazio esistente e individuare il design con esso. La configurazione della rampa inclinata è stata propizia per un arrangiamento di un auditorium, a cui Lina aggiunto posti adattati per l angolo del pavimento, con frontale superiore posteriore riposa. Auditorium presenta sedili in pellame ed è rivestito con stuoie. La relazione tra una casa e un museo come suggerito da Lina ha convogliato il carattere nazionale di quest ultimo, accessibile a tutti, gratuito, aperto, così che chiunque si senta a casa; conferma l esistenza della nozione di libertà di espressione, azione e sentimento nel Museo, che era anche la libertà con cui Lina concepisce la sua opera.

7 07 08 project: Chiesa Espirito Santo do Cerrado typology: chiesa realization: 976 address:uberlandia, Brasile. _prospetti _sezioni 4_viste project:teatro Oficina typology: teatro realization:98 address:san Paolo, Brasile. _modello _sezione 4_modello 5_modello Il progetto di Lina Bo Bardi è costituito da tre cellule circolari in muratura che confluiscono l una nell altra, concezione inspirata dalle capanne degli indios caboclos. Il primo ambiente è quello della chiesa, illuminata da piccole fessure che ne mettono in risalto la forma; da qui si passa agli alloggi delle monache, disposti intorno a un chiostro centrale. L ultimo di questa stirpe di cerchi è una capanna all aperto con pavimento di terra battuta, luogo per riunioni collettive a ridosso del campo da calcio: una sequenza funzionale che viaggia dallo spazio sacro a quello ludico senza soluzione di continuità.a una quota più alta, la torre campanaria, un volume allungato e snello, annuncia la presenza del complesso religioso nel quartiere povero di Jaragua, situato nella periferia di Uberlândia. Interno ed esterno sono a rotazione, sempre in movimento; tutto si trasforma, nulla è statico. La chiesa Espirito Santo do Cerrado si presenta come un ingranaggio, un meccanismo in cui ogni parte è interdipendente con l altra, opera di reciproca assistenza, dove ogni pezzo è in grado di trasmettere il movimento e la forza agli altri. L accesso a questa chiesa è singolare, l asse formato dalla porta d ingresso e altare coincide con l orientamento nord-sud dell asse del lotto. La forma cilindrica, associata a una preoccupazione spaziale, era una caratteristica della tradizione architettonica romana occidentale.esiste una forte corrispondenza tra questa chiesa e San Vitale a Ravenna. Entrambi gli edifici, a pianta centrale, sono caratterizzati da una sequenza di volumi articolati e presentano una particolare tensione spaziale, accentuato dall illuminazione. La copertura della Chiesa è stato progettato dall architetto come una struttura eccentrica. Il lucernario sopra l altare, l idea del bagno di luce assorbita attraverso la cupola. Lina Bo Bardi aveva già usato questo stesso elemento in un altro spazio nobile a doppia altezza, che non si trova in una chiesa, ma in una casa, che avrebbe costruito nel 958 per Valéria Cirell. Questo trattamento diverso della luce naturale suggerisce un concetto di tempo diverso, molto più tumultuoso, giocoso e indeterminato.tutto l intervento si avvale di mezzi poverissimi messi a disposizione della comunità locale, che si è fatta carico anche della sua costtruzione. Entrando nella chiesa Espirito Santo do Cerrado Chiesa, attraverso le piccole e multiple aperture lungo le pareti che illuminano il vano attraverso vetro multicolore si ha un esperienza simile a guardare attraverso un caleidoscopio. Il sito di Oficina Teatro nasce nel 958 con studenti gruppo decidendo di affittare il teatro Comediantes Novos da un gruppo Spiritista. Da qui un restauro è stato effettuato per rendere lo spazio conforme, il palco era situata tra la tribuna come posti a sedere. Nel 966 un incendio distrusse completamente il teatro, un anno dopo la ricostruzione iniziò a configurare uno nuovo al suo posto. Il gruppo di teatro Oficina nel 98 ha deciso di acquistare la proprietà e si ripristina, con Lina Bo Bardi che porta il design con le sue idee moderniste di semplicità formale, la purezza degli elementi, è meno ascetismo e razionalismo più, costruttivo. Il progetto riguarda una struttura preesistente a forte sviluppo longitudinale: superato un piccolo foyer, il pubblico entra direttamente in una scena costituita da un lungo corridoio con illuminazione naturale. Qui sono collocati un giardino, alberi e una fonte d acqua. Una platea allungata è disposta su tre ballatoi sostenuti da un impalcatura di tubi Innocenti, accompagnando l andamento della scena-strada. Gli spettatori perdono lo statuto di pubblico pagante, per diventare occupanti abusivi della scena, ai quali è dato di assistere solo in maniera del tutto precaria allo spettacolo sottostante. Non esistendo profondità è negata ogni visione prospettica dello spettacolo, che si svolge tutto con inquadrature in primopiano o in soggettiva irreale, come al cinema. Viene così ricreata artisticamente una strada, un frammento urbano condiviso allo stesso tempo da pubblico e attori. Lo sviluppo del concetto coinvolge un passaggio che attraversa l edificio come una strada, da Jaceguay Street all area aperta all estremità opposta. Il progetto proposto da Lina è costituito da un ambiente totalmente trasparente come un tutto lo spazio è scenico, uno spazio naturale con l introduzione delle risorse tecnologiche per creare un cantiere elettronico. In tutta la progettazione sono stati utilizzati riferimenti culturali come per esempio sono state create dalle pareti in muratura delle aperture che ricorda uno dei fori di canon che Lina Bo Bardi ha chiamato i buchi della guerra spagnola. Scenario spoglio, elementi mutevoli il teatro si sviluppa in in senso longitudinale, quasi come uno stretto corridoio a ridosso delle tribune per il pubblico.

8 09 0 project:ladeira de la misericordia typology: residena abitativa realization: 987 address: Salvador de Bahia, Brasile. _prospetti _sezioni 4_viste project: Santa Maria do Anjos typology: chiesa realization:978 address:vargem, San Paolo, Brasile. _modello _sezione 4_modello 5_modello Questo progetto è parte delpiano di recupero del centro di Bahia; l architetto è chiamata a realizzare questo intervento di rigenerazione urbana di una città dove si vive un forte degrado sociale. L obiettivo guida del progetto è conservare l anima popolare attraverso un restauro tecnico-storico La ristrutturazione delle rovine è stato risolta con pannelli prefabbricati in cemento a profilo curvilineo; calcestruzzo contrafforti del linguaggio contemporaneo che vengono utilizzati come elementi della facciata. Adottando i principi della carta di Venezia Lina propone di trasformare lo stato di abbandono, il recupero e l esposizione, al fine di portare l integrità sociale, lo storico passo di soddisfazioni della Comunità. Si ha la necessità di riabilitare i tre edifici esistenti in stato di degrado con criteri scientifici, arricchendo lo schema originale dell alloggiamento con un programma costituito di area soggiorno e di lavoro. Il progetto mira ad intervenire sui ruderi di tre archi di una struttura ottocentesca e sui resti di antichi bastioni in pietra della città, realizzando un bar, un ristorante e un sistema terrazze-giardino a completamento del sistema residenziale. Tutti giocati sulla geometria del cerchio, i volumi del ristorante si sviluppano intorno a una rigogliosa manueira e confluiscono sinuosamente l uno nell altro. L albero che attraversa l edificio, che troviamo anche in casa di vetro e casa Chame-Chame, arriva in questo progetto ad essere l elemento al quale è affidata la regia dello spazio. L ortogonalità è negata ovunque: lo spazio è vibrante, tropicale, selvaggio. Nel punto marginale del lotto, il rigore geometrico delle preesistenze si dissolve in una sequenza di ambienti circolari in metamorfosi. Progetto di estremo interesse, in quando rappresenta l unico caso di edilizia pubblica realizzato da Lina Bo Bardi, nonostante i numerosi studi su questo tema.in uno scenario di estremo abbandono la vegetazione si arrampica, irrompe negli spazi e avvol- ge. La proposta dell architetto è stato il primo giardino, un mango lussureggiante ed edificio-restaurante-che circondato il giardino lasciando che esso continuare a crescere di sopra, sotto, nella facciata, ecc per coprirlo completamente. Stessa cosa è successo con il suo progetto di bar all aperto. Architettura e paesaggio sono collegate in un processo organico, una nuova topografia vegetale. Il progetto è un volume che è costruito con blocchi di cemento. Nella cappella la pianta quadrata è amputata in corrispondenza della diagonale, generando una frattura della geometria. In questo modo all ordine del quadrato si sovrappone, proiettato all interno della scatola spaziale, l orientamento dei percorsi esterni. Al sinuoso sentiero che dalla foresta circostante si insinua verso la chiesa, corrisponde all interno un andamento diagonale, suggerito anche dalla luce. un cubo avente smussature in due angoli dei suoi estremi, il corrispondenza dell ingresso e, in questa stessa diagonale, corrispondente all altare, al fondo della prospettiva. Per tutto il perimetro di Santa Maria de Anjos è circondata da un viale coperto di paglia, successivamente sostituito da piastrelle in ceramica, delimitato da colonne in legno aventi forma di grossi tronchi, che ricordano le antiche costruzioni tradizionali. La chiesa Santa Maria do Anjos si trova al centro di una zona naturale, immersa nel verde ed è accessibile tramite una strada che attraversa la zona boscosa. Tetto-giardino con croce piantata nella terra, la regola della diagonale organizza gli spazi sia esterni che interni; dal giardino, attraverso il percorso che conduce alla cappella, fino alla disposizione delle aperture e degli arredi. La luce, insinuandosi in questo blocco massiccio, trapassa lo spazio illuminando l altare in pietra.

9 SAN PAOLO project: Casa di Vetro typology: casa abitativa realization: address: Morumbi, San Paolo Il volume prismatico della casa poggia su un declivio orientato verso la rigogliosa vegetazione del Jardim Morumbi casa di vetro è costituita da due zone: la zona notte, in muratura e cemento intonacati di bianco, è la parte a contatto con il terreno; la zona giorno è completamente trasparente, con un piccolo patio che permette ad un albero di attraversarla. Queste due zone sono divise dal vano della cucina. L entrata è costituita da una scala di acciaio e granito grigio brasiliano disposta in posizione asimmetrica, che si sviluppa dal giardino al centro della casa. Casa di vetro, primo progetto di Lina Bo Bardi in Brasile, rimarca la visione dell architetto nei confronti di questa terra: una casa osservatorio 0_casa di vetro, San Paolo 0_Museo d Arte San Paolo, San Paolo 0_SESC Pompéia, San Paolo

10 project: Casa di Vetro typology: casa abitativa realization: address: Morumbi, San Paolo project: Museo d Arte San Paolo typology: museo realization: Il museo era un niente una ricerca di libertà, l eliminazione di ogni ostacolo, la capacità di essere da soli davanti alle cose. Lina Bo Bardi

11 project: Museo d Arte San Paolo typology:museo realization: Una cassa a sviluppo longitudinale di cemento e vetro mirabilmente sospesa, due travi longitudinali in cemento armato legate in copertura e sostenute su quattro pilastri che emergono da vasche d acqua laterali, una terrazza-belvedere che apre uno squarcio prospettico: gli elementi che compongono il MASP sono immediatamente percepibili. Cemento e vetro temprato anche nei cavalletti che sostengono le opere esposte: i quadri non devono stare sulle pareti ad ammuffire, i quadri sono presentati a tutto tondo come sculture. In contrapposizione alla brutalità e alla pesantezza del rettangolo in cemento armato è presente la terrazza belvedere, battezzata da Lina Bo Bardi vào livre (vano libero): una pausa urbana, spazio per appuntamenti casuali, punto panoramico della città, che all occasione si trasforma in luogo per incontri d arte en plein air. project: Museo d Arte San Paolo typology: museo realization: Un volume di 70m di luce senza ostacoli intermedi con scala d accesso in posizione asimmetrica. Il blocco sopraelevato è occupato dalla sala della collezione permanente, mentre nel secondo blocco, corrispondente al basamento della terrazza-belvedere, sono collocati teatro, auditorium e spazi per esposizioni temporanee. Questo blocco si compone come una doppia sequenza di affacci a terrazza.

12 project: Centro sociale SESC Pompéia typology:comunity realization: Invece che finestre, un buco:non abbiamo bisogno di serramenti, basta che si rompa la parete per avere un apertura. Lina Bo Bardi project: Centro sociale SESC Pompéia typology: comunity realization: Ex fabbrica Mauser, viene trasformata in fabbrica di cultura per la città. Enormi open space recuperati, struttura in cemento armato, capriate lignee, illuminazione zenitale ospitano la brulicante vita del centro sociale. La vecchia fabbrica anni trenta viene lasciata e adibita a funzioni di spazio espositivo, biblioteca, videoteca, luoghi di svago, ristorante-bar, teatro e atelier. La due torri costruite ex novo servono per il blocco sportivo: spogliatoi, piccole palestre, campi sportivi e piscina. Il collegamento fra questi due corpi avviene mediante ponti aerei, passerelle che si slanciano obliquamente offrendo uno sguardo vertiginoso sulla città. Il senso percepito è quello della caverna sportiva le pareti sono scabre, forate da buchi, il riverbero della luce riflessa nell acqua. Finestre-buco operate nel corpo delle palestre e finestre di forma geometrica ma disposizioni casuali nella torre degli spogliatoi suggeriscono una narrazione cinematografica della dimensione urbana.

13 project: Centro sociale SESC Pompéia typology: community realization:

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