DETRAZIONI PER CARICHI DI FAMIGLIA

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1 DETRAZIONI PER CARICHI DI FAMIGLIA A decorrere dal 1 gennaio 2007 le deduzioni per oneri di famiglia previste dall art. 12 del TUIR sono sostituite dalle detrazioni per carichi di famiglia (art. 1, co. 6, lett. c), L. 27 dicembre 2006, n Finanziaria 2007). Tali detrazioni vengono riconosciute a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo (comprensivo anche delle retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni e dalla Santa Sede), non superiore a 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili (art. 12,co. 2). Esse sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate sino a quello in cui sono cessate le condizioni richieste (art. 12, co. 3). Il sostituto, in tutte le ipotesi in cui il rapporto di lavoro duri per un periodo inferiore all anno, deve riconoscere le detrazioni per familiari a carico solo in relazione ai mesi di effettiva durata dello stesso, salvo che il dipendente non richieda espressamente di poterne fruire per un periodo maggiore (Risoluzione Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2009, n. 29/E). Esempio 1: Se un figlio a carico del padre si sposa il 19 settembre e passa carico del proprio coniuge per il restante periodo dell anno, la detrazione teorica spetterà per i 9/12 al padre e per i 4/12 al coniuge. Esempio 2 Se, ad esempio, un figlio a carico compia 3 anni il 12 maggio del 2007, la detrazione teorica dovrà essere assunta in misura pari a 5/12 di 900 per i primi cinque mesi e in misura pari ai 7/12 di 800 per i restanti sette mesi. Ai fini del calcolo dell ammontare della detrazione spettante, si deve prendere come riferimento il reddito complessivo del contribuente (Circolare Agenzia delle Entrate del 16 marzo 2007, n. 15/E punto 1.4.9), intendendo per tale la somma dei redditi percepiti dalla persona, al lordo degli oneri deducibili, compreso il reddito imputabile all unità immobiliare adibita ad abitazione principale alle relative pertinenze. Ai fini dell Irpef, invece, per evitare che il reddito della casa di abitazione possa comportare un incremento dell imposta dovuta, il reddito (ovvero la rendita catastale rivalutata) della casa adibita ad abitazione principale e delle sue pertinenze, va incluso tra i redditi dei fabbricati e sommato agli altri eventualmente posseduti dal contribuente per la determinazione del reddito complessivo, salvo, poi, sottrarlo dal medesimo, in quanto onere deducibile (art.10, co. 3-bis, TUIR; Agenzia delle Entrate, circolare del 09 gennaio 2008, n. 1/E). La previsione trova espressamente applicazione a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007 (art. 1, co. 16, L. n. 244/ Finanziaria 2008) Dall imposta lorda si detraggono per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato(art. 12, co. 1, lett. a) e b)) i seguenti importi: oltre oltre Reddito fino a fino a fino a Detrazione annua [110 X (reddito complessivo: )] se il risultato del rapporto è uguale a 1 la detrazione spettante è pari a 690,00 se il risultato del rapporto è uguale a zero la detrazione non spetta * oltre fino a * oltre fino a *

2 oltre oltre oltre oltre fino a fino a fino a fino a * 700 * X [( reddito complessivo): )] Il coefficiente va assunto nelle prime quattro cifre decimali. Se il risultato è uguale a zero la detrazione non spetta. * L importo aggiuntivo si assume per intero e non deve essere rapportato ai mesi in cui il coniuge risulta a carico. Nell ipotesi in cui il rapporto (reddito complessivo/ ) risulti pari a 1 la detrazione compete nella misura di 690,00. Diversamente se il risultato del rapporto è pari a zero (reddito complessivo/ ) la detrazione non compete. Anche qualora il rapporto [( reddito complessivo)/40.000] risulti pari a zero la detrazione non compete (art. 12,comma 4). Per i redditi complessivi compresi tra e , la detrazione spettante è pari a 690,00 (detrazione fissa). La detrazione è aumentata di un importo aggiuntivo per i redditi complessivi superiori a ma non a , tali importi aggiuntivi devono essere assunti nell intero ammontare indicato senza essere rapportati al periodo in cui il coniuge è stato a carico. Ad esempio, in caso di matrimonio contratto il 9 luglio il coniuge risulta a carico per sei mesi e la detrazione spettante, a fronte di un reddito di , sarà di 355 ((690/12 x 6) + 10) (Circolare Agenzia delle Entrate del 16 marzo 2007, n. 15/E). Esempio 1: Contribuente, senza oneri deducibili, con un reddito complessivo di con il coniuge a carico [110 X ( : )] (110 x 0,9666) ,33 = 693,68 La detrazione spettante è pari a 694. Esempio 2: Contribuente, senza oneri deducibili, con un reddito complessivo di con il coniuge a carico. In tal caso, la detrazione spettante è pari a quella fissa di (reddito compreso nella fascia tra e ), per un totale di 710. Esempio 3: Contribuente, senza oneri deducibili, con un reddito complessivo di x [( )/40.000] = 690 x 0,50 = 345 Esempio 4: Contribuente, senza oneri deducibili, con un reddito complessivo di x [ ( )/40.000] = 690 x 0,000.Il risultato del rapporto è pari a zero, pertanto la detrazione non spetta Per i figli a carico (art. 12, co. 1, lett. c)): Figli a carico Detrazione annua FIGLIO UNICO portatore di handicap 800 X [( reddito complessivo) : )] 1020 X [( reddito complessivo) : )]

3 portatore di handicap portatore di handicap 900 X [( reddito complessivo) : )] 1120 X [( reddito complessivo) : )] 2 FIGLI 800 X [( reddito complessivo) : )] 1020 X [( reddito complessivo) : )] 900 X [( reddito complessivo) : )] 1120 X [( reddito complessivo) : )] 3 FIGLI 800 X [( reddito complessivo) : )] 1020 X [( reddito complessivo) : )] 900 X [( reddito complessivo) : )] 1120 X [( reddito complessivo) : )] OLTRE 3 FIGLI (la detrazione aumenta di 200 per ciascun figlio a partire dal primo) portatore di handicap portatore di handicap 4 FIGLI 1000 X [( reddito complessivo) : )] 1220 X [( reddito complessivo) : )] 1100 X [( reddito complessivo) : )] 1320 X [( reddito complessivo) : )] 5 FIGLI* 1000 X [( reddito complessivo) : )] 1220 X [( reddito complessivo) : )] 1100 X [( reddito complessivo) : )] 1320 X [( reddito complessivo) : )] * L importo di aumenta per tutti di per ogni figlio successivo al primo, conseguentemente, ad esempio, con tre figli a carico l importo passa a , con quattro figli a carico a , etc. A decorrere dal 1 gennaio 2013 (art. 12, comma 1, lett. c, del Tuir, come modif. dall art. 1, co. 483, della Legge n. 228/2012), l importo teorico della detrazione per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi o affidati, è incrementato a 950 e a per ogni figlio di età inferiore a tre anni. Le suddette detrazioni teoriche sono ulteriormente aumentate di un importo pari a: - 400, per ogni figlio portatore di handicap (art. 3, della L. 5 febbraio 1992, n. 104); per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico. Le detrazioni per i figli a carico non competono se i rapporti sopra indicati sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno. In base alle nuove disposizioni i genitori non possono ripartire liberamente tra loro la detrazione per figli a carico in base alla convenienza economica (Circolare Agenzia delle Entrate del 16 marzo 2007, n. 15/E). Genitori non legalmente ed effettivamente separati Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico è ripartita, in via normativa, nella misura del 50% ciascuno. Il criterio secondo cui la detrazione è attribuita ai genitori in percentuale uguale può essere derogato nel solo caso in cui i genitori stessi si accordino per attribuire l intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato, al fine di evitare che, a causa dell incapienza dell imposta dovuta da uno dei genitori, il nucleo familiare perda in tutto o in parte il beneficio fiscale previsto per i figli a carico.

4 Esempio: Due figli a carico dei genitori per 12 mesi, di cui il primo maggiore di tre anni e l altro minore di tre anni. Reddito del padre, (800 x 50%) per il figlio maggiore di tre anni (900 x 50%) per il figlio minore di tre anni 850 x ( ) : x 0,6818 = 579,53 Allo stesso risultato si giunge se il calcolo viene effettuato sulla formula prevista dalla norma: x ( ) : x 0,6818 = 1.159, ,06 x 50% = 579,53 Reddito della madre (800 x 50%) per il figlio maggiore di tre anni, (900 x 50%) per il figlio minore di tre anni 850 x ( ) : x 0,74,54 = 633,59 Medesimo è il risultato se si applica la formula prevista dalla norma: x ( ) : = 1.267, ,18 x 50% = 633,59 È tuttavia possibile attribuire l intera detrazione al genitore con il maggior reddito anche in assenza della condizione di incapienza. Detrazione attribuita interamente al padre: ( ) x ( ) : ( ) x 0,6818 = 1.159,06 Genitori legalmente ed effettivamente separati Per i genitori legalmente ed effettivamente separati ovvero in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la ripartizione della detrazione tra i genitori viene disciplinata in modo differente a seconda che sia stabilito o meno l affidamento congiunto dei figli. Salvo diversi accordi, la detrazione spetta al genitore affidatario ovvero, nel caso di affidamento congiunto o condiviso, è ripartita nella misura del 50% tra i genitori. Pertanto, la detrazione per figli a carico non può più essere ripartita liberamente tra i genitori separati, ma: - in caso di affidamento del figlio ad uno solo dei genitori, la detrazione spetta interamente al genitore affidatario salvo la possibilità di un diverso accordo finalizzato a ripartire la detrazione nella misura del 50% o ad attribuire l intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato; - nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita tra i genitori nella misura del 50% salvo la possibilità di un diverso accordo finalizzato ad attribuire l intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato. Nell ipotesi in cui il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa fruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione viene attribuita interamente al secondo genitore, che è tenuto a riversare all altro genitore affidatario un importo pari all intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, pari al 50% della detrazione stessa. Se si verifica la condizione di infruibilità, la rinuncia da parte del genitore con imposta incapiente a fruire della detrazione spettante in favore dell altro, non è automatica ma deve avvenire mediante un intesa tra i genitori. In sostanza, l impossibilità di usufruire della detrazione per limite di reddito si ricollega all ipotesi in cui il genitore, originariamente destinatario del beneficio riconosciuto per i figli a carico (art. 12, TUIR), non possa di fatto fruire in tutto o in parte della detrazione d imposta, a causa di una imposta insufficiente.

5 La possibilità di attribuire la detrazione al genitore con reddito più basso, pertanto, è riconosciuta esclusivamente ai genitori separati (Agenzia delle entrate, circolare 04 aprile 2008, n. 34/E punto 1.2). L importo da devolvere all altro genitore è pari al 50% o al 100% della detrazione effettivamente spettante. Genitori non coniugati In merito ai genitori non coniugati (art. 4, co. 2, Legge n. 54/2006) trova applicazione la stessa disciplina delle detrazioni prevista per i figli a carico con riferimento ai genitori separati, qualora siano presenti provvedimenti di affidamento relativi ai figli. In assenza di tali provvedimenti, la detrazione va ripartita al 50% tra i genitori, salvo accordo per attribuire la detrazione a quello dei due con il reddito più elevato. La detrazione per figli a carico viene riconosciuta a prescindere dall età del figlio e dalla convivenza con i genitori e dall eventuale circostanza che il figlio sia portatore di handicap. Quando la norma richiede la condizione dell affidamento disgiunto o congiunto per l assegnazione della detrazione, rispettivamente, nella misura intera o nella misura del 50%, si ritiene che i genitori possano continuare, salvo diverso accordo, a fruire per il figlio maggiorenne e non portatore di handicap, della detrazione ripartita nella medesima misura in cui era ripartita nel periodo della minore età del figlio. Nel caso in cui la sentenza non si pronunci sull affido, si ritiene che la detrazione debba essere ripartita in egual misura tra i due genitori, salva anche in questo caso la possibilità di giungere ad un diverso accordo (Circolare 04 aprile 2008, n. 34/E punto 1.3). In presenza di un accordo tra i genitori (separati, non coniugati, non separati) può essere attribuita una detrazione per figli a carico diversa da quella legale, presupponendo, quindi, che se la detrazione è richiesta da un genitore, l altro genitore vi abbia rinunciato. Coniuge fiscalmente a carico dell altro o mancante In caso di coniuge fiscalmente a carico dell altro, la detrazione per i figli compete a quest ultimo per l intero importo. Inoltre, se l altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, o se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste per il coniuge a carico. Per primo figlio si intende quello di età anagrafica maggiore tra quelli a carico. In presenza di più figli, qualora risulti più conveniente la detrazione per coniuge a carico rispetto a quella spettante per il figlio, le detrazioni per i figli successivi al primo andranno calcolate tenendo conto del numero di tutti i figli a carico, compreso il primo. Esempio 1: Genitore con tre figli maggiori di tre anni, a carico per l intero anno, in assenza di coniuge e con un reddito presunto di Detrazione per il primo figlio: 800 x (( ) ) : ( ) = 608 Calcolo della detrazione effettiva per il coniuge: = 710 Il genitore potrà fruire della detrazione di 710 per il primo figlio e della detrazione di 1216 per gli altri due figli. Tale ultimo importo si ricava mediante il seguente calcolo: (2 x 800) x (( ) ) : ( ) 1600 x 0,7600 = 1216,00. Esempio 2: Genitore con tre figli maggiori di tre anni a carico per l intero anno, di cui il maggiore portatore di handicap, in assenza di coniuge e un reddito presunto di Calcolo della detrazione per il primo figlio:

6 1020 x (( ) ) : ( ) 1020 x 0,7600 = 775,20 Calcolo della detrazione effettiva per il coniuge: = 710 Il genitore potrà fruire della detrazione di 775,20 per il primo figlio e della detrazione di 1216 per gli altri figli. Soggetto diverso dal genitore La condizione di figlio a carico, ammessa a prescindere dall età del figlio e dalla convivenza con i genitori, entro il limite di reddito non superiore a 2.840,51 previsto, presuppone un rapporto di parentela o di affiliazione con il soggetto che usufruisce della detrazione. Pertanto, nel caso di figlio a carico della madre, successivamente sposata con un soggetto diverso dal padre naturale del figlio, in assenza di un provvedimento per il riconoscimento, la detrazione spetta esclusivamente alla madre, anche se questa non può fruirne per in capienza dell imposta (Circolare 04 aprile 2008, n. 34/E punto 1.1) Detrazioni per altri familiari a carico conviventi (art. 12,comma 1 lettera d)): La detrazione è pari a 750, per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di , diminuito del reddito complessivo, e , da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni altra persona che conviva con il contribuente (art. 433 c.c.: generi, nuore, suoceri, fratelli) o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Cioè si moltiplica la detrazione base per il coefficiente che si ottiene utilizzando la seguente formula(considerando le prime quattro cifre decimali): ( reddito complessivo): Se il risultato è inferiore o pari a zero, oppure uguale a 1, la detrazione non spetta, pertanto se il reddito è (Circolare Agenzia delle Entrate del 16 marzo 2007, n. 15/E punto 1.4.7): - uguale a , il rapporto è uguale a 0 e quindi non spetta alcuna detrazione; - maggiore di , il rapporto è inferiore a 0 e quindi non spetta alcuna detrazione; - uguale a 0, il rapporto è uguale a 1 e quindi non spetta alcuna detrazione; - maggiore di 0 e minore di , l importo della detrazione teorica (750 ) deve essere moltiplicato per il risultato del rapporto, utilizzando le prime quattro cifre decimali. Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali (art. 12,comma 4). In presenza di più soggetti che hanno diritto alla detrazione, la stessa deve essere ripartita pro-quota, cioè in misura eguale tra gli aventi diritto, intendendo gli aventi diritto i soggetti che abbiano effettivamente sostenuto il carico risultante dalla convivenza o dall erogazione di un assegno alimentare non risultante da provvedimenti dell autorità giudiziaria. Tale detrazione è altresì riconosciuta anche per la nuora e per il nipote, che non possiedono individualmente un reddito complessivo superiore a 2.840,51, a condizione che gli stessi convivano con i suoceri o con il nonno oppure, se non conviventi, a condizione che questi ultimi corrispondano loro assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria (Ministero delle finanze - circolare n. 95 del 12 maggio 2000, Agenzia delle entrate - risoluzione 02 dicembre 2008, n. 461/E).

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