CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA

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1 CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA

2 INDICE CAPITOLO 5. ANALISI DELLA RESILIENZA ANALISI DELLA RESILIENZA INTRODUZIONE COMANDI/DISTACCAMENTI DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO SEDI DELL AZIENDA REGIONALE EMERGENZA URGENZA AREU FORZE DELL ORDINE (STAZIONI DEI CARABINIERI POLIZIA DI STATO) LIVELLO DI ORGANIZZAZIONE LOCALE DI PROTEZIONE CIVILE COSTRUZIONE GRID DELLA RESILIENZA La matrice origine destinazione Funzioni Cost Distance Integrazione matrice origine destinazione e cost distance Numero di ambulanze atteso in 10 minuti dall evento incidentale Integrazione sulla griglia delle informazioni derivanti dagli altri layer determinanti la resilienza del territorio Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 2

3 1. ANALISI DELLA RESILIENZA 1.1 INTRODUZIONE Per le analisi previste è stato effettuato un censimento e mappatura delle strutture operative di soccorso tecnico sanitario e di pubblica sicurezza dislocate nell area in esame e sul territorio limitrofo per un intorno significativo. In particolare nell analisi sono state considerate: Strutture di soccorso tecnico: distaccamenti dei Vigili del Fuoco. Strutture di soccorso sanitario: sedi della AREU 118 e principali strutture ospedaliere. Strutture per la pubblica sicurezza: stazioni di Polizia di Stato o Carabinieri. Sono stati inoltre raccolti i dati relativi al livello di organizzazione locale di Protezione Civile dei Comuni, ovvero: la dotazione di un Piano di Emergenza Comunale/intercomunale; la presenza di Gruppi/Associazioni volontari di Protezione Civile comunali o intercomunali; la presenza di reti di monitoraggio. 1.2 COMANDI/DISTACCAMENTI DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO Per la predisposizione di una mappatura geografica dei comandi e distaccamenti dei VV.F. sono state utilizzate le seguenti fonti: cartografia in formato shape file fornita dalla Sala Operativa della D.G. Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale della Regione Lombardia: contiene la mappatura di 31 strutture in tutta la Lombardia, in prevalenza Comandi Provinciali e i principali distaccamenti; l elenco dei comandi/distaccamenti considerati significativi per le analisi, estratto dal sito internet del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Sulla base di tale elenco sono state aggiunte alla cartografia acquisita da Regione Lombardia ulteriori strutture, quali i distaccamenti dei volontari. In particolare sono state cartografate le sedi operative del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Lecco e il distaccamento volontari di Bellano Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 3

4 1.3 SEDI DELL AZIENDA REGIONALE EMERGENZA URGENZA AREU-118 Presso la sede centrale di Milano dell Azienda Regionale Emergenza Urgenza AREU-118 è stata acquisita la banca dati georeferenziata di 26 postazioni periferiche del sistema 118, ricadenti sul territorio della Provincia di Lecco. In tali sedi sono disponibili mezzi di soccorso base (autoambulanze) o soccorso avanzato (auto mediche). Per quanto riguarda le strutture di soccorso presenti nell intorno dell area di studio, sono state cartografate le seguenti strutture ospedaliere o sedi del sistema 118: - Ospedali di Erba e Gravedona (Provincia di Como). - Ospedale di Morbegno (Provincia di Sondrio). - Associazione soccorso Cisanese di Cisano Bergamasco (Provincia di Bergamo) Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 4

5 1.4 FORZE DELL ORDINE (STAZIONI DEI CARABINIERI POLIZIA DI STATO) Per la predisposizione di una mappatura geografica dei distaccamenti delle forze dell ordine sono state utilizzate le seguenti fonti: cartografia in formato shape file fornita dalla Sala Operativa della D.G. Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale della Regione Lombardia: contiene la mappatura di n. 460 sedi delle stazioni dei Carabinieri e della Polizia di Stato; da una verifica su aree conosciute si è notato come la qualità di georeferenziazione di tale banca dati sia comunque medio basso, richiedendo pertanto una revisione per quelle postazioni che sono state considerate per l analisi; l elenco delle sedi estratto dai siti internet dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Con l ausilio dei punti di interesse teleatlas e delle fotoaeree e, per alcuni casi, di sopralluoghi specifici, è stata controllata e revisionata la mappatura di n. 17 stazioni dei Carabinieri e n. 4 distaccamenti della Polizia di Stato (Polizia stradale, e che verranno utilizzate per le analisi) Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 5

6 1.5 LIVELLO DI ORGANIZZAZIONE LOCALE DI PROTEZIONE CIVILE Un altro fattore importante che può influenzare il livello di capacità di risposta di un territorio colpito da un evento è il livello di organizzazione locale di Protezione Civile, inteso come l insieme di tutte quelle figure e strumenti che, se coordinati opportunamente, possono dare un grosso contributo soprattutto nel caso di eventi di tipo prevedibile. In particolare tale livello può essere misurato secondo i seguenti indicatori, ovvero valutando se: il Comune è dotato di un Piano di Emergenza Comunale o intercomunale: si evidenzia comunque come la sola presenza dello strumento di pianificazione di emergenza non sia sufficiente per definire il livello di capacità di risposta della singola Amministrazione comunale. Occorre anche che il Piano di Emergenza sia periodicamente costantemente aggiornato e che sugli scenari di rischio vengano effettuate delle esercitazioni con applicazione delle procedure di intervento coinvolgendo anche la popolazione locale. Risulta altresì importante che il Comune aggiorni costantemente l Unità di Crisi Locale UCL con la definizione di chi e fa che cosa in caso di evento. Nel nostro censimento viene considerata la sola presenza del documento di pianificazione, a prescindere dal suo livello di aggiornamento. A tale scopo dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco è stato acquisito l elenco (agg.to Luglio 2009) dei comuni dotati di Piano di Emergenza di Protezione Civile. Dai dati acquisiti si evince come vi sia un ottima copertura territoriale di questo indicatore, con la quasi totalità delle amministrazioni comunali in esame (37 su 43) che risultano dotate di tale strumento di pianificazione di emergenza Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 6

7 il Comune dispone di Gruppo Comunale di Protezione Civile o di una convenzione con Associazioni di Volontariato (Gruppi A.N.A., ecc.): la presenza di Gruppi/Associazioni anche convenzionati può essere importante, soprattutto per quanto riguarda l utilizzo del personale per il monitoraggio dei fenomeni in fase di preallarme. Si sottolinea come nel nostro censimento sia stata valutata la sola presenza del Gruppo/Associazione, a prescindere dalla sua specializzazione, ovvero dal tipo di formazione dei propri volontari (antincendio boschivo, ecc.). Nell analisi non sono state considerate le squadre Aib che verranno caratterizzate separatamente nell analisi del rischio incendi boschivi; A tale scopo dal Settore Viabilità e Protezione Civile della Provincia di Lecco è stato acquisito l elenco (agg.to luglio 2009) dei comuni dotati di Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile o comunque convenzionati con Gruppi/Associazioni esterne. Elenco che interessa circa il 40% delle amministrazioni comunali in esame Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 7

8 1.6 COSTRUZIONE GRID DELLA RESILIENZA La scelta, nel corso del progetto, di utilizzare un output raster con una risoluzione spaziale di 20 m è stata presa per poter disporre di un dettaglio accurato sul territorio di tutti gli elementi territoriali coinvolti nell analisi. L esigenza di creare un livello informativo che descriva il grado di resilienza del territorio per ognuna delle celle da 20 metri sovrapposte all area di studio, ci ha portato ad effettuare varie prove e verifiche dell idoneità di tale grigliato per questa fase di lavoro. Come si potrà capire nei paragrafi che seguono, la complessità delle elaborazioni che si sono rese necessarie per implementare la metodologia scelta, anche dal punto di vista informatico, ci ha costretto a produrre un output ad una risoluzione inferiore. La scelta di utilizzare una griglia di 200 metri di lato è stata presa per rendere comunque possibile una corretta ed immediata integrazione con i risultati delle altre fasi del progetto, infatti la base dati in formato grid è stata costruita perfettamente allineata e sovrapponibile con la griglia a 20 m, con il risultato che ogni cella da 200 metri contiene 100 celle da 20 metri. Per altro per la finalità di questa elaborazione una risoluzione pari a 200 metri ci permette di ottenere un accuratezza più che sufficiente per mantenere un dettaglio elevato. (Basti pensare per esempio che un mezzo del servizio 118 che deve raggiungere un punto a 4 km di distanza dalla base, non subisce sostanziali variazioni per quanto riguarda il tempo di intervento nel caso in cui la destinazione si trovi 100 metri più vicina o 100 metri più distante sull area di una cella). I fattori che influenzano la resilienza del territorio costituiscono gli elementi di partenza sui quali si basa la nostra metodologia. L approccio utilizzato per tradurre le informazioni contenute nelle basi dati iniziali in uno strato informativo confrontabile e integrabile con l intero dataset di elementi che incrementano la resilienza del territorio è diverso a seconda del tipo di elemento di resilienza considerato Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 8

9 1.6.1 La matrice origine destinazione Per tutti gli elementi di resilienza che prevedono un intervento diretto sul territorio da postazioni fisse di controllo (postazioni 118, VVF, Forze dell Ordine) o che costituiscono un punto fisso di ricezione a seguito di un emergenza (ospedali), si è voluto valutare il tempo di intervento/raggiungibilità su ogni punto del territorio (centroide della cella da 200 m) o da ogni cella. I punti georeferenziati delle postazioni 118, VVF e Forze dell Ordine sono stati caricati in una OD Cost Matrix (Matrice di costo origine destinazione) come punti di origine, e i centroidi di tutte le celle da 200 m che ricoprono l area sono stati caricati nel sistema come destinazione. Gli ospedali, che di per sé costituiscono una destinazione e non un punto di partenza, sono comunque stati caricati nel sistema insieme alle postazioni 118, VVF e Forze dell Ordine. Ciò non costituisce un problema dal momento che qualunque sia la direzione di movimento dei mezzi, la distanza da coprire e quindi il tempo di raggiungibilità della struttura è comunque lo stesso. Il grafo stradale sfruttato dalla matrice è un network connesso che permetta un analisi network. La struttura del layer georeferenziato della rete stradale permette di calcolare i tempi di percorrenza di ogni percorso caricato, tenendo conto dell effettiva percorribilità di ogni tratto stradale. Le combinazioni Origine Destinazione caricate ed elaborate dallo strumento sono pari al numero di punti di partenza moltiplicato per tutte le 27 mila destinazioni raggiungibili. Della matrice ottenuta è mostrato di seguito un estratto: Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 9

10 Il dettaglio della tabella mostra un esempio delle elaborazioni effettuate estratto dalla matrice OD relativa ai punti di intervento 118. Si può vedere che ogni record rappresenta una combinazione tra punto di partenza e destinazione con una cumulata dei minuti (Total_Minutes) necessari a percorrere tutti gli archi di strada (sul percorso più breve percorribile). Di fatto da questa analisi si è potuto produrre un layer in formato di griglia vettoriale che riportasse per ogni cella la distanza, in termini di tempo di percorrenza, dalle postazioni elencate. Va precisato però che l estensione dell area di studio va al di là delle aree servite dal grafo stradale. Per quanto il servizio di intervento degli operatori sia comunque strettamente legato alla raggiungibilità dei luoghi tramite strade percorribili dai mezzi, si è ritenuto corretto valutare un ipotetico tempo di intervento anche in zone meno raggiungibili dai mezzi o all estremo raggiungibili solo a piedi Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 10

11 1.6.2 Funzioni Cost Distance Le funzioni di Cost Distance permettono di valutare, attraverso una sommatoria cumulata di una grandezza associata ad elementi territoriali contigui (nel nostro caso le celle da 200 m), il costo di transito da un punto A ad un punto B. Volendo applicare tali funzioni solo alle aree esterne a quelle di pertinenza del grafo stradale (da qui denominate aree esterne ), si è reso necessario dividere il grigliato in due parti, la prima comprendente tutte quelle celle che sono in un intorno di 200 metri dal grafo stradale (elaborate con le matrici origine destinazione), la seconda comprendente tutte le restanti celle dell area. Su tale grigliato parziale si concentra la seconda fase dell analisi di resilienza Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 11

12 Supponendo che un mezzo di soccorso debba intervenire in un area distante dal grafo stradale (area esterna) e quindi non raggiungibile attraverso la rete stradale (es. un campo, un prato o un bosco), dobbiamo ipotizzare che i soccorritori giungano con il mezzo nel punto sulla rete stradale più vicino al luogo dell incidente e proseguano poi a piedi. Ognuna delle celle di pertinenza dell area del grafo stradale (buffer di 200 m per lato dal grafo stradale) confinanti con le aree esterne, è quindi considerata come un punto di partenza (start point) dal quale inizierà la cumulata di tempo per raggiungere tutte le altre celle che ricoprono le aree esterne. Inoltre ad ogni cella delle aree esterne sarà associato l identificativo dello start point più vicino in termini di tempo. La percorribilità (o la facilità di percorribilità) delle celle appartenenti alle aree esterne è funzione sostanzialmente di due variabili: l uso del suolo e la variazione altimetrica (pendenza) media della cella. Per esempio sono state considerate non percorribili le celle che ricoprono specchi d acqua o corsi d acqua e quelle con pendenza superiore ai 50 gradi. Servendosi della carta degli usi del suolo è stato associato ad ogni cella (in funzione del tipo di terreno che ricopre) un valore di velocità media di attraversamento in funzione proprio dei diversi usi del suolo. Considerando invece il dato di pendenza di ogni cella delle aree esterne è stato associato un coefficiente correttivo della velocità. Per ogni cella delle aree esterne la funzione calcola il percorso meno dispendioso in termini di tempo (minimizzazione del costo) ed associa il tempo impiegato per raggiungerla e per ritornare allo start point di origine Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 12

13 1.6.3 Integrazione matrice origine destinazione e cost distance L operazione di integrazione delle griglie di output prevede di sommare a tutte le celle che ricoprono le aree esterne il tempo, calcolato dalla matrice origine destinazione, della cella che costituisce lo start point di riferimento. Solo successivamente a tale operazione sarà possibile unire le due griglie in un unico layer convertito in raster grid che ricopre l intera area di studio Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 13

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18 1.6.4 Numero di ambulanze atteso in 10 minuti dall evento incidentale L output della matrice origine destinazione permette facilmente di valutare, per ogni cella di pertinenza del grafo stradale, il numero di postazioni 118 che hanno la possibilità di intervenire in un ridotto intervallo di tempo dalla chiamata. Si è valutato di scegliere un tempo piuttosto breve e che fosse significativo per fornire un supporto adeguato in situazioni di estrema gravità (10 minuti). Tale valutazione serve per fornire un parametro di resilienza molto importante in caso di scenari incidentali di una certa gravità e che necessitano dell intervento coordinato e congiunto di un numero di ambulanze superiore ad 1. Per le celle che si trovano nelle aree esterne il numero di equipaggi 118 che possono raggiungere il luogo dell incidente in 10 minuti è lo stesso che per lo start point di riferimento Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 18

19 1.6.5 Integrazione sulla griglia delle informazioni derivanti dagli altri layer determinanti la resilienza del territorio La presenza/assenza di piani di protezione civile e gruppi di protezione civile sul territorio dei vari comuni che costituiscono l area del Piano d Area di Lecco, è stata integrata nella griglia derivante dalle elaborazioni precedenti associando ad ogni cella valore 1 in caso di presenza di tali servizi e valore 0 in caso in cui non risultassero presenti. Tutte le informazioni raccolte per cella sono poi state normalizzate per rendere le grandezze confrontabili. Tutti gli indicatori di resilienza considerati sono stati successivamente combinati per creare livelli informativi specifici per ogni tipologia di rischio. I vari mezzi di intervento o le organizzazioni preposte al controllo ed all azione in caso di incidente o calamità hanno compiti specifici e ben definiti anche a seconda del tipo di scenario incidentale Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 19

20 Le mappe seguenti mostrano un esempio del risultato finale dell analisi del grado di resilienza del territorio. Valori della griglia superiori indicano un basso grado di resilienza, al contrario valori inferiori di tale indice significano una maggiore capacità del territorio di reagire ad un evento incidentale Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 20

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22 Di seguito due esempi di grado di resilienza del territorio calcolato in previsione del verificarsi di scenari incidentali con conseguenza di danni materiali Cap5_Analisi resilienza Finale-01 - Pag. 22

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