IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA

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1 IL MERCATO DEL LAVORO IN LOMBARDIA Nota congiunturale trimestrale Giugno 213 In breve Nel I trimestre 213 permangono le criticità del mercato del lavoro lombardo. Il quadro ancora negativo dell economia e l incapacità del sistema di riassorbire l eccesso di forza lavoro si tradurrà in un ulteriore aumento della disoccupazione nei prossimi mesi, fino al 214. Nel I trimestre 213, il tasso di occupazione (15-64) è stabile sui livelli di inizio 212 al 64,5%. I maggiori segnali di debolezza provengono ancora dall occupazione maschile con un tasso di occupazione che presenta una nuova flessione al 72,3% (-1pp su base annua). Al contrario, cresce la componente femminile, favorita dalla tenuta dei servizi e dal ricorso a forme di lavoro più flessibili, quali il lavoro a tempo parziale. Si confermano inoltre le dinamiche già osservate nei trimestri precedenti, ovvero l ulteriore peggioramento dei dati sull occupazione giovanile a favore di quella più anziana. A fronte della sostanziale stabilità del tasso di occupazione, anche nel I trimestre 213 continua la crescita della disoccupazione con il tasso di disoccupazione che si attesta infatti all 8,7% (+1,1pp su base annua) e un numero di disoccupati più che raddoppiato rispetto ai livelli pre-crisi di inizio 28. L aumento della disoccupazione è principalmente ascrivibile all aumento dei disoccupati uomini prima occupati e dalla componente, sia maschile che femminile, senza esperienze di lavoro. La disoccupazione assume inoltre un carattere sempre più strutturale per la difficoltà del sistema produttivo ad assorbire l aumentata offerta di lavoro. Cresce infatti l incidenza della disoccupazione di lunga durata (12 mesi o più), che rappresenta il 52,9% del totale della disoccupazione. Il dato più recente mostra un aumento nel numero di disoccupati da più di 12 mesi pari al 31,7% rispetto allo scorso anno mentre i disoccupati di breve durata aumentano in misura più contenuta. Il quadro negativo del mercato del lavoro lombardo è confermato anche dai dati dell Indagine Congiunturale Unioncamere che mostrano saldi occupazionali ancora negativi e in peggioramento in tutti i comparti, ad eccezione dell industria dove il saldo è sostanzialmente nullo. In peggioramento anche il saldo COB tra avviamenti e cessazioni, che mostra un valore positivo per 33 mila unità rispetto alle 62 mila registrate nel I trimestre 212. Il permanere di un quadro economico ancora negativo ha comportato un aumento del ricorso alla Cassa Integrazione, che continua a rappresentare il principale ammortizzatore sociale consentendo il contenimento dei licenziamenti in attesa degli sviluppi del quadro economico. L aumento su base annua dei provvedimenti autorizzati è pari al 2,8% e il ricorso alla CIG ha raggiunto quota 64,1 milioni di ore: 28,4 milioni di CIGO (+25,4%), 29,3 milioni di CIGS (+47%) e 6,5 milioni di CIGD (-58,8%). I dati del I trimestre 213 registrano un leggero miglioramento delle situazioni di crisi (CIG totale + Mobilità), che in Lombardia pesano per il 2% sull occupazione dipendente, in leggera riduzione rispetto all anno precedente (-,2pp). La situazione del mercato del lavoro non migliorerà nel prossimo futuro e le attese sull occupazione da parte delle imprese continuano a rimanere molto negative. Ci si attende una crescita della disoccupazione anche nel 214, sospinta dalla crescita dell offerta di lavoro, seppur a ritmi meno marcati del 212, e dalle perdite di posti di lavoro qualora i lavoratori in Cassa Integrazione non verranno reintegrati. I dati dell Indagine condotta da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Confindustria, mostrano infatti aspettative occupazionali negative in tutti i settori produttivi.

2 Sezione 1 Tendenze del mercato del lavoro regionale 1.1 Le dinamiche di medio periodo 1 Continua a protrarsi la crisi del mercato del lavoro I dati della rilevazione ISTAT delle Forze di Lavoro riferiti al I trimestre 213, confermano un quadro critico del mercato del lavoro lombardo. Nonostante la possibilità per le imprese di ricorrere agli strumenti di labour hoarding salvaguardando i posti di lavoro, attraverso il ricorso alla Cassa Integrazione e al part-time, il quadro ancora negativo dell economia e l incapacità del sistema di riassorbire l eccesso di offerta di lavoro, si tradurrà nei prossimi mesi e fino al 214, in un ulteriore aumento della disoccupazione. Il I trimestre 213 evidenzia un leggero aumento dell occupazione (+15mila unità su base annua) con un tasso di occupazione (15-64 anni) stabile al 64,5% rispetto al 64,6% del I trimestre 212 (Figura 1) ma ben 2,3 punti percentuali in meno rispetto al livello pre-crisi di inizio 28. In generale, anche il I trimestre 213 conferma le dinamiche già osservate nei trimestri precedenti. Si evidenzia ulteriormente la contrapposizione tra il costante aumento dell occupazione femminile e il protrarsi della contrazione di quella maschile; il trend negativo dell occupazione più giovane e il parallelo aumento di quella più anziana; il crescente ricorso alle forme flessibili del lavoro (contratti a termine e part-time, soprattutto involontario) a fronte della riduzione dei contratti a tempo indeterminato full-time. Il tasso di occupazione maschile presenta una nuova flessione scendendo al 72,3% con una riduzione annua di un punto percentuale (Figura 2). Figura 1 Evoluzione del tasso di occupazione in Lombardia (15-64 anni) serie ricostruite 68, 67, 66, 65, 64, 63, 62, 61, 6, 59, 58, 66,8 64,6 I I I I I I I I I I I I I I Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat Figura 2 Evoluzione del tasso di occupazione per genere in Lombardia (15-64 anni) serie ricostruite Donne (Scala sx) Uomini (scala dx) I I I I I I I Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat La gravità della crisi per l occupazione maschile è particolarmente evidente considerando i livelli pre-crisi di inizio 28 rispetto ai quali il tasso di occupazione perde ben 3,7 punti percentuali, con l occupazione che si è ridotta di 54mila lavoratori di cui 19mila nell ultimo anno (-,8% tra il I 212 e il I 213). Al contrario si evidenzia un ulteriore aumento dell occupazione femminile (+1,9%), nelle forme di lavoro più flessibili (soprattutto il parttime) e nei servizi; il tasso di occupazione femminile su base annua recupera,9 punti percentuali raggiungendo il 56,6%, un valore che rimane comunque ancora di,7pp al di sotto dei livelli di inizio 28 (57,3%). 64, Al momento della redazione del documento non sono disponibili i microdati ISTAT sulla Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro per il I trimestre 213; non è stato quindi possibile aggiornare le analisi di dettaglio che si riferiscono solo al trimestre 212. Sezione 1 Tendenze del mercato del lavoro regionale 2

3 Figura 3 - Numero di occupati - Variazioni % tendenziali a/a e contributi alla variazione per sesso Femmine Maschi Totale I I I I I I I I I Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat Le dinamiche settoriali risultano in linea con le differenze di genere evidenziate in precedenza (Figura 4). Nel I trimestre 213 l occupazione risulta in crescita soltanto nel settore dei servizi (68mila unità) con un variazione positiva pari al 2,5%. Al contrario, si evidenzia un ulteriore contrazione occupazionale dell industria in senso stretto (-1,2%) che conta oltre 16mila addetti in meno rispetto ai livelli di inizio 28; tuttavia le contrazioni occupazionali maggiori su base annua si verificano nei settori delle costruzioni (-1,9%) e dell agricoltura (-6.8%). Figura 4 - Numero di occupati - Variazioni % tendenziali a/a e contributi alla variazione per settore 2, 1,5 1,,5, -,5-1, -1,5-2, -2,5-3, I 9 Agricoltura Industria in s.s. Costruzioni Servizi Totale I 1 I I 12 Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat I 13 pre-crisi, quando si attestava al 31,7%. L occupazione giovanile, più flessibile e meno tutelata, conta circa 72mila occupati in meno rispetto ai valori pre-crisi (-26,2%). L azione degli ammortizzatori sociali e gli effetti delle riforme previdenziali hanno permesso invece all occupazione delle fasce più adulte di rimanere su valori costanti, ritardando l uscita dal mercato del lavoro dei lavoratori più anziani. L analisi per fascia di età evidenzia infatti un aumento dell occupazione degli over 55, con una espansione del numero di occupati del 9,6% su base annua mentre rimane sostanzialmente stabile l occupazione nella fascia adulta (25-54 anni) della popolazione. Figura 5 - Numero di occupati - Variazioni % tendenziali a/a e contributi alla variazione per età 3, 2, 1,, -1, -2, -3, Over 55 Totale I I I I I I I I Fonte: Elaborazioni IRS su microdati Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat I dati per cittadinanza mostrano andamenti contrastanti (Figura 6). Se da una parte si osserva una dinamica positiva per quanto riguarda l occupazione straniera (5,9% su base annua), soprattutto nella componente femminile largamente impiegata nei servizi domestici e di cura, dall altra, si evidenza una nuova riduzione nell occupazione italiana (-1,3% su base annua) che, ad eccezione della crescita tendenziale dello scorso trimestre, si è ripetutamente contratta dall inizio della crisi. La domanda di lavoro nel I trimestre 213 penalizza ulteriormente la componente più giovane del mercato lavoro (Figura 5). La forte contrazione dell occupazione giovanile (15-24 anni), decresciuta del 14,6% su base annua, ha portato il relativo tasso a scendere al 22,4%, 4pp in meno su base annua e ben 9,3pp rispetto ai livelli Sezione 1 Tendenze del mercato del lavoro regionale 3

4 Figura 6 - Numero di occupati - Variazioni % tendenziali a/a e contributi alla variazione per cittadinanza 4, 3, 2, 1,, -1, -2, -3, Italiani Stranieri Totale I I I I I I I Fonte: Elaborazioni IRS su microdati Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat La forte incertezza del quadro economico durante la crisi continua a comportare un frequente ricorso da parte delle imprese di forme flessibili di lavoro (Figura 7). Il crescente impiego del lavoro a tempo parziale (1,2%) suggerisce una maggiore esigenza di flessibilità da parte delle imprese. Cresce ancora infatti la quota del part-time involontario, accettato dai lavoratori solo in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno, che arriva a rappresentare oltre il 5% del lavoro part-time, in aumento del 2,3% su base annua, soprattutto tra gli uomini (+26,2%), ma anche tra le donne (18,2%). Figura 7 Numero di occupati Variazioni % a/a e contributi alla variazione per tipologie contrattuale A fronte dell aumento del lavoro a tempo parziale si contrae l occupazione a tempo pieno, sia a termine che a tempo indeterminato. I dati più recenti però mostrano per le donne un aumento anche dell occupazione stabile (+2,4% su base annua), a fronte di una contrazione dello,8% del lavoro a tempo indeterminato degli uomini. Nel I trimestre 213 continua il trend in aumento dei tassi di disoccupazione (Figura 9), legato in parte alla perdita dei posti di lavoro ma anche all aumento dell offerta da parte di donne e giovani (lavoro secondario). Diversamente da quanto osservato durante la prima fase della crisi in cui l innalzamento del tasso di disoccupazione era stato calmierato dall effetto scoraggiamento, ovvero dalla contrazione dell offerta, in questa seconda fase recessiva, invece, sembra essere in atto il fenomeno opposto: l aumento della fragilità economica e finanziaria delle famiglie, provate dal quarto anno consecutivo di riduzione del loro reddito disponibile, unitamente al nuovo peggioramento delle prospettive economiche, ha riportato giovani e fasce di popolazione normalmente assenti (donne soprattutto) sul mercato del lavoro per poter contribuire al reddito familiare indebolito dalla riduzione delle retribuzioni reali, dalle politiche fiscali e dalle incerte prospettive economiche. 4, 3, 2, 1, PT Flessibili FT* Indeterminato FT Altro Totale A differenza delle crisi passate e della prima parte della recessione, il tasso di partecipazione al lavoro aumenta tra le donne (aumento tendenziale di 1,3pp) mentre risulta pressoché costante tra gli uomini, pari al 78,4% (Fig. 8). Figura 8 - Andamento del tasso di attività per genere in Lombardia serie ricostruite Maschi Femmina, -1, -2, -3, I 6 I I I I I I * Sono considerati Flessibili i lavoratori con contratto a tempo determinato e i collaboratori (a progetto o i prestatori di opera occasionali). Non è più possibile conteggiare i professionisti non regolamentati perché dal I trimestre 21, Istat non diffonde più il dato sull iscrizione all albo. Fonte: Elaborazioni IRS su microdati Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat 82, 66, 8, 78,7 78,6 64, 78, 78,4 62,8 62, 76, 61,5 74, 6, 59,9 72, 58, 7, 56, 68, 54, 66, 64, 52, 62, 5, I I I I I I I I I I I I I I Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat Sezione 1 Tendenze del mercato del lavoro regionale 4

5 Infatti, se da una parte il 47,4% della crescita della disoccupazione è dovuto all entrata in disoccupazione di uomini precedentemente occupati, dall altra il 27,4% e il 19,6% sono rispettivamente spiegati dalla componente maschile e femminile senza alcuna esperienza precedente. Il volume di persone in cerca di occupazione nel I trimestre 213 sale a quasi 47mila, in aumento di ben Il contemporaneo aumento del tasso di disoccupazione (+4,2pp su base annua) e di inattività (+4,6pp) tra la forza lavoro under 25 conferma il quadro fortemente negativo dell occupazione giovanile (Figura 1). Figura 1 Evoluzione del tasso di disoccupazione e di inattività giovanile (15-24 anni) in Lombardia 3, Tasso di disoccupazione (scala sx) Tasso di inattività (scala dx) 75, 4mila unità (+15,3%) rispetto al I trimestre , 7, Rispetto al periodo pre-crisi di inizio 28 il numero di 2, 65, disoccupati è più che raddoppiato, facendo salire il tasso 15, di disoccupazione all 8,7% (con un incremento annuale 1, 6, del 1,1pp rispetto al I trimestre 212). 5, 55, Ad aumentare sono sia il tasso di disoccupazione, I I I I I I I I I 5, maschile, pari al 7,8% (+1,1pp rispetto allo stesso periodo del 212), sia la componente femminile, che raggiunge il Fonte: Elaborazioni IRS su microdati Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat 9,8% (+,3 pp). Il maggiore incremento tra gli uomini conferma la progressiva riduzione del gap di genere e i più gravi effetti che la crisi sta avendo tra gli uomini. Figura 9 - Andamento del tasso di disoccupazione per genere in Lombardia serie ricostruite 12, Maschi Femmine Totale 1, 8, 9,8 8,7 7,8 6, 4, 2,, I I I I I I I I I I I I I I Fonte: Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro, Istat La disoccupazione assume inoltre un carattere sempre più strutturale, per la difficoltà del sistema produttivo ad assorbire l aumentata offerta di lavoro: cresce infatti l incidenza della disoccupazione di lunga durata (12 mesi o più), che rappresenta il 52,9% del totale della disoccupazione. Il dato più recente mostra un aumento nel numero di disoccupati da più di 12 mesi del 31,7% rispetto allo scorso anno mentre i disoccupati di breve durata aumentano in misura più contenuta (1,9%). Sezione 1 Tendenze del mercato del lavoro regionale 5

6 1.2 I flussi e le dinamiche congiunturali Peggioramento su base annua degli avviamenti e dei saldi I dati di flusso sulle Comunicazioni Obbligatorie confermano le criticità che attualmente caratterizzano l occupazione lombarda, evidenziate in precedenza dalle dinamiche strutturali. Se da un lato, nel I trimestre 213, si evidenzia un saldo trimestrale positivo (+33 mila unità) tra gli avviamenti (pari a quasi 335mila unità) e le cessazioni (pari ad oltre 32mila unità), dall altro, su base annua, si evidenzia un netto peggioramento rispetto al I trimestre 212 quando il saldo era pari a quasi 62mila unità. Tale peggioramento è dovuto ad una notevole riduzione delle dinamiche del mercato del lavoro rispetto al I trimestre 212, con una forte diminuzione tendenziale degli avviamenti (-15,1%) compensata solo in parte dalla riduzione delle cessazioni (-9,1%). La diminuzione tendenziale degli avviamenti riguarda tutte le tipologie contrattuali, in particolare i contratti a progetto (-37,8%), a tempo indeterminato (-16,1%), di apprendistato (-14,7%), le somministrazioni (-,7%) e i contratti a tempo determinato (-9,9%) (Figura ). Figura Composizione percentuale degli avviamenti per tipologia contrattuale e variazioni tendenziali (I trimestre 213) Regione Lombardia Quota % Variazione % a/a 5, 41,7 4, 29,9 3, 2, 9,2 13, 1,4 1, 3,1 3,, -1, -9,9-2, -16,1-3, -,7-14,7-4, -37,8-5, Determinato Indeterminato Progetto Somministrazione Apprendistato Altre Comunicaz. Fonte: ARIFL Regione Lombardia Nel I trimestre 213 rimane invece complessivamente stabile l incidenza delle diverse tipologie contrattuali sugli avviamenti, rispetto allo stesso trimestre dell anno precedente. I nuovi avviamenti avvengono per lo più attraverso le forme contrattuali flessibili (tempo determinato, lavoro a progetto e somministrazione), che rappresentano il 64% degli avviamenti, una incidenza sostanzialmente costante su base tendenziale. In particolare, l incidenza dei contratti a tempo determinato è leggermente aumentata al 43,7% (+2,4pp rispetto al I trimestre 212), mentre si è ridotta quella dei contratti a progetto al 9,2% (-3,4pp). Rimangono sostanzialmente stabili le quote delle altre forme contrattuali: contratti a tempo indeterminato (29,9%); somministrazione (13%) e di apprendistato (3,1%). La diminuzione del numero di avviamenti nel I trimestre 213 ha riguardato tutti i settori produttivi (Figura 12). I più colpiti sono quello delle costruzioni (variazione annua del -19,1%) e quello industriale, che si contrae del 17,6%, confermando le difficoltà per la manifattura già rilevate dalle dinamiche strutturali. Elevata è anche la contrazione nel commercio e nei servizi (-14,3%) e nel settore agricolo (-9,5%). La composizione degli avviamenti per settore rimane pressoché costante rispetto al I trimestre 212, confermando la maggiore incidenza di commercio e servizi (72,3%) e pesi più ridotti per l industria (17,7%), le costruzioni (6,6%) e l agricoltura (3,4%). Figura 12 Composizione percentuale degli Avviamenti per settore e variazioni tendenziali (I trimestre 213) Regione Lombardia ,4-9,5 Agricoltura Quota % 72,3-14,3 Commercio e Servizi Fonte: ARIFL Regione Lombardia Variazione % a/a 6,6 17,7-19,1-17,6 Costruzioni Industria I tassi di avviamento (Tabella 1), pari al rapporto tra il numero di avviamenti e lo stock occupazionale, mostrano una riduzione tendenziale in tutti i settori. In particolare, Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali 6

7 gen-2 apr-2 lug-2 ott-2 gen-3 apr-3 lug-3 ott-3 gen-4 apr-4 lug-4 ott-4 gen-5 apr-5 lug-5 ott-5 gen-6 apr-6 lug-6 ott-6 gen-7 apr-7 lug-7 ott-7 gen-8 apr-8 lug-8 ott-8 gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- le riduzioni maggiori si evidenziano nei settori del commercio e servizi, in cui il tasso è pari all 8,7% (-1,7pp rispetto al I trimestre 212), nell industria (5,3%; -1pp) e nelle costruzioni (7,1%; -,8pp). Tabella 1 Tassi di Avviamento per settore confronto (I trimestre) Regione Lombardia I trim. 212 I trim. 213 Agricoltura 19,7 19,1 Commercio e Servizi 1,4 8,7 Costruzioni 7,9 7,1 Industria 6,3 5,3 Totale 9,2 7,8 Fonte: ARIFL Regione Lombardia e Istat, Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro La contrazione degli avviamenti risulta solo in parte compensata dalla riduzione del numero di cessazioni (Figura 13). Questo comporta un peggioramento del saldo rispetto allo stesso trimestre dell anno precedente, in particolare nel settore del commercio e servizi con un saldo pari a circa 25mila unità (rispetto ai 46mila del I trimestre 212) e dell industria (più di mille rispetto ai 7mila del I trimestre 212). Figura 13 Saldi tra avviamenti e cessazioni per settore confronto (I trimestre) Regione Lombardia Avviamenti (scala sx) Saldo (scala dx) Cessazioni (scala sx) Saldo (I trimestre 212) (scala dx) campione di imprese dell industria e dei servizi mostra un ulteriore contrazione dell occupazione, soprattutto per l artigianato. Nell industria si evidenzia invece una stabilità occupazionale con un saldo sostanzialmente nullo, con tassi di ingresso ed uscita stabili intorno all 1,1%, sebbene il dato destagionalizzato si riduca ulteriormente (Figura 14). Figura 14 Variazione % addetti nel trimestre, indice destagionalizzato e medie mobili Saldo tra ingressi e uscite nell occupazione Industria 1,,5, -,5-1, -1,5-2, variazione (scala sx) media mobile di 4 termini (scala sx) Indice Destag. (scala dx) Figura 15 La dinamica occupazionale dell industria 3, 2,5 2, 1,5 1,,5, -,5-1, -1,5-2, Saldo Tasso di ingresso Tasso di uscita Agricoltura Commercio e servizi Costruzioni Industria -1 Fonte: ARIFL Regione Lombardia Ulteriore peggioramento dei saldi occupazionali in ogni settore L indagine condotta da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Confindustria nel I trimestre 213 presso un Più critica appare la situazione nell artigianato (Figura 16) con un saldo occupazionale nuovamente negativo (-,5%), per via della contrazione del tasso di ingresso (pari all 1,4%) a fronte di una sostanziale stabilità del tasso di uscita (2%), e in continuo peggioramento (Figura 17). Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali 7

8 213 gen-7 apr-7 lug-7 ott-7 gen-8 apr-8 lug-8 ott-8 gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- gen-3 apr-3 lug-3 ott-3 gen-4 apr-4 lug-4 ott-4 gen-5 apr-5 lug-5 ott-5 gen-6 apr-6 lug-6 ott-6 gen-7 apr-7 lug-7 ott-7 gen-8 apr-8 lug-8 ott-8 gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- gen-7 mag-7 set-7 gen-8 mag-8 set-8 gen-9 mag-9 set-9 gen-1 mag-1 set-1 gen- mag- set- mag-12 set-12 Continua inoltre l andamento negativo dei saldi occupazionali dei settori dei servizi (Figura 18) e commercio (Figura 19) con valori grezzi pari rispettivamente a -1,2 e -,9%. Figura 16 Variazione % addetti nel trimestre, indice destagionalizzato e medie mobili Saldo tra ingressi e uscite nell occupazione Artigianato Figura 18 Variazione % addetti nel trimestre e medie mobili Saldo tra ingressi e uscite nell occupazione Servizi 2, 1,5 1,,5, -,5-1, -1,5-2, -2,5 variazione media mobile di 4 termini 1,,5, -,5-1, -1,5-2, variazione (scala sx) media mobile di 4 termini (scala sx) Indice Destag. (scala dx) Figura 19 Variazione % addetti nel trimestre e medie mobili Saldo tra ingressi e uscite nell occupazione Commercio 1,5 1,,5, -,5-1, variazione media mobile di 4 termini -1,5 Figura 17 La dinamica occupazionale dell artigianato Saldo Tasso di ingresso Tasso di uscita Nuovo aumento di CIGO e CIGS Il protrarsi della crisi ha comportato un crescente ricorso alla Cassa Integrazione. Tale andamento è confermato anche nel I trimestre 213, periodo durante il quale il ricorso alla CIG ha raggiunto i 64,1 milioni di ore: 28,4 milioni di CIGO (4,4% del totale delle ore di CIG autorizzate), concessa per difficoltà congiunturali; 29,3 milioni di CIGS (48,9%), concessa per crisi più strutturali, e 6,5 milioni di CIGD (1,8%) (Figura 2). Nel I trimestre 213, l aumento su base annua dei provvedimenti autorizzati è pari al 2,8%. L espansione delle ore di Cassa Integrazione ha riguardato sia la CIGS (+47% su base annua), che rappresenta le situazioni a maggior rischio di licenziamento, sia la CIGO (+25,4%); mentre, si evidenzia una riduzione sostanziale delle ore in deroga (-58,8%), dovuto alla chiusura della gestione relativa al quadriennio entro il 31 marzo 213. (Figura 21). Tale calo non indica quindi una frenata delle richieste, ma solo delle finanziamento di questo tipo di Cassa. risorse utilizzabili per il Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali 8

9 L aumento di CIGO e CIGS è confermato, sebbene con minore intensità, anche dai dati più recenti riferiti ad Aprile e Maggio 213 che mostrano un incremento tendenziale rispettivamente dell % e dell 8%. Nel compresso i provvedimenti autorizzati diminuiscono su base annua del 2% per via del minor ricorso ai provvedimenti in deroga (-23%). Figura 2 Cassa Integrazione Guadagni Ore Autorizzate Ordinaria Straordinaria Deroga I I I I I I Fonte: elaborazioni IRS su dati INPS Figura 21 Cassa Integrazione Guadagni Ore Autorizzate Regione Lombardia Ordinaria Straordinaria Deroga Media mobile centrata di 3 termini incidenza è del 9,8%) e nel tessile (del 6,9%; la cui incidenza è dell %). L indagine congiunturale Unioncamere Lombardia conferma l aumento della quota di imprese che ricorrono alla CIG pari al 28,5% (+3,9pp rispetto allo stesso trimestre 212) per una quota di CIG sul monte ore totale del 3,7% (+,3pp rispetto allo stesso trimestre 212). In modo simile, nell artigianato la quota di aziende che ricorre alla CIG è pari al 18,2% (+1,9pp rispetto allo stesso trimestre 212) e la quota di CIG sul monte ore complessivo raggiunge il 3,5% (+,4pp rispetto allo stesso trimestre 212). In aumento i licenziamenti nelle grandi imprese 2 Il numero dei lavoratori approvati nelle liste di mobilità raggiunge le unità nel I trimestre 213, con un aumento dell 8,4% degli approvati nelle liste di mobilità relativi ad imprese di maggiori dimensioni (L. 223/91), che pesano il 6,8% del totale (Figura 23). Ne complesso i lavoratori approvati alle liste di mobilità nel I trimestre 213 risultano in riduzione su base annua del 39% (Figura 22). Tuttavia, la riduzione della mobilità è ascrivibile solo a questioni di tipo amministrativo. Infatti a seguito dell'introduzione della legge di stabilità 213 (legge n 228 del 24 dicembre 212), la normativa (L.236/93) che sanciva la possibilità di richiedere l iscrizione nella lista di mobilità da parte dei lavoratori cessati presso imprese con meno di 15 impiegati non è stata confermata per l anno Fonte: elaborazioni IRS su dati INPS Guardando alla variazione nel ricorso alla CIG su base annuale nei diversi settori di attività, si registra un aumento sostenuto nel settore della meccanica (del 28%; la cui incidenza sul totale di ore è pari al 4,4%), e dell industria/artigianato edile (del 36,3%; la cui incidenza è del 7,6%). Il numero di ore di CIG aumenta in misura minore anche nel settore chimico (del,3%; la cui 2 In riferimento ai dati sui lavoratori approvati alle liste di mobilità da parte della Sottocommissione, va specificato che essi non si basano né sulla data dell effettivo licenziamento né sulla data della comunicazione alle Province da parte delle imprese. Fra tali eventi può infatti intercorrere un arco temporale variabile che rende necessario ai nostri fini leggere con cautela i dati riferiti ad un arco temporale ristretto. Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali 9

10 Lombardia 2% I trimestre trimestre trimestre trimestre I trimestre trimestre trimestre trimestre I trimestre trimestre trimestre trimestre I trimestre trimestre trimestre trimestre I trimestre Figura 22 I lavoratori approvati nelle liste di mobilità Regione Lombardia Valori assoluti (I trimestre 213) /91 236/93 Totale Fonte: ARIFL Regione Lombardia Figura 23 Dinamica e composizione dei lavoratori approvati in lista di mobilità anni 29, 21, 2, 212, 213 Regione Lombardia di incidenza, Lecco, Varese, Brescia, Como e Bergamo (Figura 25). Figura 24 I lavoratori coinvolti in situazioni di crisi Incidenza sull occupazione dipendente Regione Lombardia 3,5 3, 2,5 2, 1,5 1,, , 1,1,7,8,8,6,6,4,5,5,5,6,6,4,3,6,4,5,2,2 Mobilità CIGO CIGS CIGD Totale 1,6 3,2 2,2 2,2 2, Fonte: elaborazioni IRS su dati ARIFL Regione Lombardia (Mobilità), INPS (CIG) e Istat (n. occupati) L. 223/91 L. 236/93 Figura 25 Lavoratori coinvolti in situazioni di crisi Incidenza sull occupazione dipendente (Gennaio- Marzo 213) a) Stima lavoratori Mobilità CIG Fonte: Fonte: ARIFL Regione Lombardia Nel I trimestre 213, i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi (CIG totale 3 + Mobilità) in Lombardia pesano per il 2% sull occupazione dipendente, in leggera riduzione rispetto all anno precedente (-,2pp). La Figura 24 mostra come tale riduzione sia il risultato del minor numero di situazioni più gravi di crisi, ovvero quelle legate alla mobilità, e della contrazione delle ore autorizzate di CIG in deroga, a fronte di un aumento del ricorso alle ore di CIGO e CIGS. Ma come già sottolineato le riduzioni sia in riferimento alla CIGD che alla mobilità vanno interpretate con cautela per via della loro natura contabile/amministrativa. Le province dove è maggiore il coinvolgimento dei lavoratori in situazioni di crisi si riconfermano, in ordine Milano Brescia Varese Bergamo Como Lecco Pavia Mantova Cremona Lodi Sondrio Lecco Varese Brescia Como Bergamo Pavia Milano Mantova Cremona Lodi Sondrio b) Incidenza % sull occupazione provinciale,8 1, 1,1 1,1 1,4 1,6 -,5 1, 1,5 2, 2,5 3, 3,5 4, 4,5 Fonte: elaborazioni IRS su dati ARIFL Regione Lombardia (Mobilità), INPS (CIG) e Istat (n. occupati). 2,5 2,9 2,9 3,3 4,2 3 La stima dei lavoratori in CIG equivalenti a ore tiene conto dell effettivo tiraggio delle ore di cassa integrazione. Si veda la Nota metodologica. Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali 1

11 gen-2 apr-2 lug-2 ott-2 gen-3 apr-3 lug-3 ott-3 gen-4 apr-4 lug-4 ott-4 gen-5 apr-5 lug-5 ott-5 gen-6 apr-6 lug-6 ott-6 gen-7 apr-7 lug-7 ott-7 gen-8 apr-8 lug-8 ott-8 gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- gen-2 apr-2 lug-2 ott-2 gen-3 apr-3 lug-3 ott-3 gen-4 apr-4 lug-4 ott-4 gen-5 apr-5 lug-5 ott-5 gen-6 apr-6 lug-6 ott-6 gen-7 apr-7 lug-7 ott-7 gen-8 apr-8 lug-8 ott-8 gen-9 apr-9 lug-9 ott-9 gen-1 apr-1 lug-1 ott-1 gen- apr- lug- ott- 1.3 L incertezza e sfiducia sulla ripresa I dati più recedenti mostrano una debolezza del ciclo economico ancora evidente, nonostante i segnali di miglioramento, legati alla tenuta della domanda estera, che non riesce però a compensare la debolezza di quella interna. Si prevede che l attività economica inizierà stabilizzarsi nella seconda metà dell anno, ma la crescita sarà modesta e insufficiente a frenare la perdita di posti di lavoro. In questo quadro, la situazione del mercato del lavoro, italiano e lombardo, non migliorerà nel prossimo futuro e le attese sull occupazione da parte delle imprese continuano a rimanere molto negative. Ci si attende una crescita della disoccupazione anche nel 214, sospinta dalla crescita dell offerta di lavoro secondario, seppur a ritmi meno marcati del 212, e dalla perdita di posti di lavoro se i lavoratori in Cassa Integrazione non verranno reintegrati. Le prospettive occupazionali per i prossimi trimestri sono negative anche per le imprese lombarde. Secondo quanto emerge dall Indagine condotta da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Confindustria, le aspettative per i prossimi mesi sono di un ulteriore incremento della disoccupazione e di una contestuale riduzione dell occupazione. Questo è evidenziato dalle Figure 26 e seguenti, che suggeriscono un ulteriore riduzione dell occupazione per il trimestre 213 in ogni settore. Il ricorso alla CIG e alla riduzione di orario (labour hoarding) contribuiscono al perdurare di tali aspettative negative per tutto il 213, frenando la domanda di lavoro delle imprese. Figura 26 Prospettive dell occupazione per il trimestre successivo Saldo tra aumento e diminuzione Industria saldo media mobile 4 termini a Figura 27 Prospettive dell occupazione per il trimestre successivo Saldo tra aumento e diminuzione Artigianato saldo media mobile 4 termini Figura 28 Prospettive dell occupazione per il trimestre successivo Saldo tra aumento e diminuzione Commercio saldo media mobile 4 termini Figura 29 Prospettive dell occupazione per il trimestre successivo Saldo tra aumento e diminuzione Servizi saldo media mobile 4 termini Sezione 1 L andamento degli indicatori congiunturali

12 La presente Nota Congiunturale è realizzata, sulla base dei dati disponibili al 17/6/213, dal gruppo di lavoro IRS diretto da Manuela Samek Lodovici e composto da Marco Fregoni, Gabriele Mazzolini e Monica Patrizio.

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