ZED OMNIFUND RENDICONTO 2011 RELAZIONE SULLA GESTIONE

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1 ZED OMNIFUND RENDICONTO 2011 RELAZIONE SULLA GESTIONE Signori Aderenti, ZED OMNIFUND fondo pensione aperto (già DB OMNIFUND fondo pensione aperto ) è stato, come noto, istituito dal Consiglio di Amministrazione di DB Vita S.p.A. (oggi Zurich Life Insurance Italia S.p.A. ) in data 17 settembre 1998 ed è stato iscritto nell apposito Albo tenuto presso la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (COVIP) in data 9 dicembre 1998 al n. 39. Il primo deposito del Prospetto Informativo del fondo presso l Archivio-Prospetti della CONSOB è avvenuto in data 8 gennaio 1999 e l effettivo inizio dell esercizio dell attività è avvenuto il 20 gennaio In data 14 maggio 2002, nell ambito di un più ampio accordo tra il Gruppo Deutsche Bank ed il Gruppo Zurich, è stato perfezionato tra la Deutsche Bank S.p.A., all epoca unico azionista della Società, e la Zurich Beteiligungs Aktiengesellschaft (Deutschland) un contratto di compravendita della totalità delle azioni della Società. In data 25 settembre 2002 l Assemblea straordinaria dei soci ha deliberato la modifica della denominazione sociale della Società in Zurich Life Insurance Italia S.p.A. ed il trasferimento della Sede Sociale in P.za Carlo Erba, 6 Milano (attualmente la sede legale, la Direzione Generale e gli uffici amministrativi sono in Milano, Via Benigno Crespi n.23). In data 15 dicembre 2003 la Zurich Beteiligungs Aktiengesellschaft ha ceduto alla Zurich Investments Life S.p.A. (Italia), anch essa appartenente al Gruppo Zurich, la totalità delle azioni della Società. Valutazione dell andamento della gestione previdenziale L attività di raccolta delle adesioni è avvenuta per il tramite degli sportelli bancari di Deutsche Bank S.p.A. e Cassa di Risparmio di Asti S.p.A., per il tramite dei promotori finanziari di Finanza e Futuro Banca S.p.A., nonché direttamente dalla Società stessa. 1

2 I risultati conseguiti in termini di raccolta sono sintetizzati nella tabella che segue: Adesioni raccolte e contributi versati Nuove adesioni raccolte nel 2011 Contributi versati nel 2011 Commissioni a carico degli Aderenti incassate nel 2011 Contributi investiti nel , , ,04 Rete collocatrice Nuove adesioni raccolte nel 2011 Contributi versati nel 2011 Zurich Life Insurance Italia SpA Deutsche Bank ,37 Finanza & Futuro Banca SPA ,33 Cassa di Risparmio di Asti ,96 Cassa di Risparmio di Ferrara ,14 Banca di Cividale ,91 Totale ,56 La voce contributi versati non considera le entrate per switch. Le commissioni sopra riportate, prelevate dalla Società direttamente dalle posizioni individuali, non ricomprendono 1.275,00 euro trattenute a titolo di commissioni di trasferimento e 255,00 euro trattenute a titolo di commissione di conversione (switch). Le preferenze accordate dagli Aderenti ai diversi comparti di investimento sono risultate le seguenti: Adesioni raccolte e patrimonio netto per i comparti di investimento Comparti di investimento Nuove adesioni Nuove adesioni raccolte nel 2011 raccolte nel 2011(%) Adesioni in essere al 31/12/2011 Adesioni in essere al 31/12/2011 (%) Ammontare netto del patrimonio al 31/12/2011 Azionaria 23 32,40% ,44% ,33 Bilanciata 15 21,13% ,21% ,94 Bilanciata ,35% ,23% ,48 Obbligazionaria 4 5,63% 229 8,50% ,87 Garantita 11 15,49% 232 8,61% ,46 Totale ,00 % ,00 % ,08 Nei dati sopra riportati sono comprese le adesioni effettuate su base collettiva per un totale di ,32 di contribuzioni. Le 96 uscite osservate nel 2011 per riscatto dell Aderente, per un importo complessivo pari a euro, sono state liquidate agli aventi diritto. 2

3 Le 85 uscite osservate nel 2011 per trasferimento della posizione dell Aderente, per un importo complessivo pari a euro, sono state liquidate. I dati sopra riportati non considerano le uscite per operazioni di switch. I contributi previsti e non versati, al lordo degli oneri di adesione pari a ,12 euro ammontano complessivamente a 6.806,87 euro. La Società ha operato azioni di sollecito per il tramite degli sportelli bancari interessati con l obiettivo di limitare, per quanto possibile, i casi di mancati versamenti. Descrizione della politica di gestione seguita Nell esercizio 2011 la politica degli investimenti può essere schematizzata nel modo seguente. Per il comparto Garantita e prevalso l acquisto di titoli obbligazionari emessi dallo Stato italiano denominati in Euro, sia a tasso variabile (CCT) sia a tasso fisso (BTP), ed ETF armonizzati sia obbligazionari governativi area Euro sia obbligazionari governativi inflationlinked area Euro; con finalità di diversificazione, nella seconda parte dell anno è stata introdotta una piccola posizione in un ETF azionario area Euro. Per il comparto Obbligazionaria gli investimenti sono stati impostati verso strumenti di natura monetaria (ETF liquidità), ETF e/o altri OICR armonizzati obbligazionari (ad esempio, obbligazionari governativi area Euro, obbligazionari area Dollaro, obbligazionari area Sterlina, obbligazionari area Yen) e titoli obbligazionari emessi dallo Stato italiano denominati in Euro (CCT e BTP). Per il comparto Bilanciata 30 gli investimenti sono stati impostati verso strumenti di natura monetaria (ETF liquidità), ETF e/o altri OICR armonizzati obbligazionari (ad esempio, obbligazionari governativi area Euro, obbligazionari area Dollaro, obbligazionari area Sterlina, obbligazionari area Yen), titoli obbligazionari emessi dallo Stato italiano denominati in Euro, ETF armonizzati azionari (azionari area Euro, azionari Europa, azionari USA e/o Nord America, azionari Giappone, azionari Asia escluso il Giappone). Per il comparto Bilanciata gli investimenti sono stati impostati verso ETF e/o altri OICR armonizzati obbligazionari (ad esempio, obbligazionari governativi area Euro, obbligazionari area Dollaro, obbligazionari area Sterlina, obbligazionari area Yen), titoli obbligazionari emessi dallo Stato italiano denominati in Euro, ETF armonizzati azionari (azionari area Euro, azionari Europa, azionari USA e/o Nord America, azionari Giappone, azionari Asia escluso il Giappone). Per il comparto Azionaria gli investimenti sono stati impostati verso strumenti di natura monetaria (ETF liquidità), titoli obbligazionari emessi dallo Stato italiano denominati in Euro a tasso variabile (CCT), ETF armonizzati azionari (azionari area Euro, azionari Europa, azionari USA e/o Nord America, azionari Giappone, azionari Asia escluso il Giappone, azionari mercati emergenti). 3

4 Nel valutare le performances ottenute nel corso del 2011, vanno tenute presenti le seguenti considerazioni, alcune di carattere generale, altre specifiche delle singole linee. Il Fondo Pensione ha una massa patrimoniale gestita che permette alla gestione finanziaria di costruire portafogli pienamente efficienti se si utilizzano non solo singoli titoli, ma anche ETF ed altri OICR, che consentono di raggiungere un livello di diversificazione compatibile con una prudente gestione del rischio rispetto al benchmark. La durata media finanziaria del comparto obbligazionario Euro è stata mantenuta in linea con la durata media finanziaria del benchmark. Gli eventuali scostamenti di duration rispetto al benchmark e rispetto alla posizione espressa sopra sono stati decisi tatticamente al fine di trarre opportunità derivanti dal movimento della curva dei tassi di interesse. I mercati obbligazionari dell area dell Euro sono stati caratterizzati da una volatilità abbastanza elevata, scaturita dalle note crisi che hanno riguardato i debiti sovrani dei Paesi europei cosiddetti periferici (Italia compresa). I CCT e i BTP presenti in portafoglio hanno subito perdite in conto prezzo, dovute all incremento del premio per il rischio di credito richiesto dal mercato per le emissioni governative. Nel corso delle prime settimane del 2012 si è osservato un parziale recupero dei prezzi dei titoli di Stato italiani e, conseguentemente, il portafoglio ne ha tratto beneficio. Relativamente agli investimenti obbligazionari denominati in valute diverse dall Euro, si segnala che il deprezzamento dell Euro nei confronti delle principali valute internazionali ha contribuito positivamente alla performance assoluta della linea nel corso del Non sono state attuate coperture del rischio di cambio. Il comparto azionario area Euro ha contribuito in modo negativo alla performance, risentendo delle già citate turbolenze dei mercati dei titoli di Stato. Si precisa che l utilizzo prevalente di ETF azionari ha permesso di assumere un esposizione ai singoli settori merceologici ed ai singoli Paesi in linea con il benchmark, limitando rischi attivi eccessivi su singoli settori o Paesi. In maniera analoga a quanto già osservato per i comparti obbligazionari internazionali, anche gli investimenti azionari denominati in valute diverse dall Euro hanno registrato una performance (espressa in Euro) migliore rispetto ai mercati azionari area Euro. 4

5 A completare quanto sopra esposto si riportano di seguito i risultati raggiunti, al netto ed al lordo delle commissioni di gestione, nel corso dell anno 2011, nel corso del biennio , nonché nell intero periodo di effettiva attività (febbraio dicembre 2011 per i comparti Bilanciata e Bilanciata 30, giugno dicembre 2011 per il comparto Obbligazionaria, maggio dicembre 2011 per il comparto Garantita e marzo dicembre 2011 per il comparto Azionaria ): ANNO 2011 AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del comparto al netto degli oneri a carico -10,95% -6,95% -1,24% 1,26% -3,80% Rendimento del comparto al lordo degli oneri a carico -9,48% -4,62% -0,12% 1,52% -1,72% BIENNIO AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del comparto al netto degli oneri a carico -6,05% -4,08% 2,86% 4,10% -6,91% Rendimento del comparto al lordo degli oneri a carico -4,12% -0,75% 4,69% 4,73% -4,93% INTERO PERIODO DI EFFETTIVA ATTIVITA AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del comparto al netto degli oneri a carico -18,72% -1,34% 20,27% 32,62% 6,02% Rendimento del comparto al lordo degli oneri a carico -9,98% 13,25% 31,89% 39,41% 16,99% L effetto degli oneri di negoziazione sulle performances è stato praticamente nullo. Qui di seguito si riportano i risultati raggiunti dai benchmarks nel corso dell anno 2011, nel corso del biennio e negli interi diversi periodi di effettiva attività dei cinque comparti di investimento del fondo, questi ultimi scarsamente significativi per il confronto con i rendimenti conseguiti per gli eccessi nel rapporto tra liquidità e patrimonio investito, verificatisi nei primi mesi di attività su tutti i comparti di investimento: ANNO 2011 AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del benchmark -9,21% -5,22% 1,41% 5,55% 1,89% BIENNIO AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del benchmark -0,73% 1,14% 9,09% 11,28% 2,84% INTERO PERIODO DI EFFETTIVA ATTIVITA AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA OBBLIGAZI GARANTITA Rendimento del benchmark 5,03% 37,64% 59,19% 69,92% 63,78% 5

6 Allo scopo di permettere una sintetica valutazione della rischiosità degli investimenti, si riportano le deviazioni standard dei risultati raggiunti dai comparti di investimento e dai benchmarks, nell intero periodo di attività dei comparti di investimento, nel corso del biennio e nel corso del solo anno 2011: Deviazione standard della performance dei Benchmarks da inizio attività a dicembre 2011 Deviazione standard della performance netta dei comparti di investimento da inizio attività a dicembre 2011 Deviazione standard della performance dei Benchmarks da gennaio 2010 a dicembre 2011 Deviazione standard della performance netta dei comparti di investimento da gennaio 2010 a dicembre 2011 Deviazione standard della performance dei Benchmarks da gennaio a dicembre 2011 Deviazione standard della performance netta dei comparti di investimento da gennaio a dicembre 2011 AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA 30 OBBLIGAZI ONARIA GARANTITA 16,07% 11,32% 5,15% 3,89% 2,78% 13,24% 9,95% 5,02% 3,05% 2,68% 13,13% 9,15% 3,75% 5,73% 2,95% 11,69% 8,64% 3,89% 4,75% 4,85% 14,10% 9,70% 4,25% 5,93% 3,40% 12,49% 9,49% 4,83% 4,56% 6,28% La deviazione standard di una serie di valori, come noto, misura il loro scostamento dal valor medio rilevato nel periodo di osservazione e nel caso in questione consente quindi di avere un indicazione sulla variabilità dei rendimenti: più alta è la deviazione standard, maggiore risulta essere la variabilità dei valori, e dunque la rischiosità. Il confronto della deviazione standard tra i diversi comparti di investimento permette quindi di valutarne, anche in termini quantitativi, il diverso profilo di rischio. Il comparto Garantita offre comunque una garanzia di rendimento minimo che annulla la rischiosità legata ad eventuali andamenti negativi delle performances che fossero concomitanti con il verificarsi del diritto alla garanzia, e cioè in caso di prestazione pensionistica, di morte o di invalidità. Il confronto, per lo stesso comparto, tra la deviazione standard della performance del comparto e la deviazione standard della performance del relativo benchmark permette di comparare il livello di rischiosità assunto dalla Società con quello medio di quella tipologia di investimenti. 6

7 Valutazione dell andamento della gestione amministrativa Le procedure di raccolta delle adesioni e di gestione amministrativa delle stesse hanno confermato, anche nel corso dell anno 2011, un buon grado di affidabilità. I costi complessivamente sostenuti dagli Aderenti nel corso del 2011, direttamente od indirettamente, sono riassunti nelle tabelle che seguono: Oneri direttamente a carico dell Aderente Tipologia Importo pro capite Importo complessivo Incidenza sui contributi complessivi Commissione una tantum 51, euro 4.878,00 0,0904% Commissione di gestione per la 30 euro ,52 0,9592% posizione individuale Commissione di trasferimento 15,00 Euro 1.275,00 0,0236% Commissione di conversione 15 euro 255,00 0,0047% Totale ,52 Oneri a carico del fondo (indirettamente a carico dell Aderente) Tipologia Commissione di gestione (al lordo dello storno commissioni rebates) Commissioni di negoziazione Totale Importo percentuale annuo Importo complessivo Incidenza sul patrimonio medio 2,22% per il comparto Azionaria 1,80% per il comparto Bilanciata 1,38% per il comparto Bilanciata 30 0,90% il comparto Obbligazionaria 1,80% per il comparto Garantita ,74 euro per il comparto Azionaria ,20 euro per il comparto Bilanciata ,75 euro per il comparto Bilanciata ,26 euro per il comparto Obbligazionaria ,84 euro per il comparto Garantita 2,21 % per il comparto Azionaria 1,80 % per il comparto Bilanciata 1,38 % per il comparto Bilanciata 30 0,90 % per il comparto Obbligazionaria 1,80 % per il comparto Garantita Non predeterminabile 0 euro per tutti i comparti 0 % per tutti i comparti ,74 euro per il comparto Azionaria ,20 euro per il comparto Bilanciata ,75 euro per il comparto Bilanciata ,26 euro per il comparto Obbligazionaria ,84 euro per il comparto Garantita 2,21 % per il comparto Azionaria 1,80 % per il comparto Bilanciata 1,38 % per il comparto Bilanciata 30 0,90 % per il comparto Obbligazionaria 1,80 % per il comparto Garantita 7

8 Le commissioni di gestione sono considerate al lordo delle commissioni di gestione gravanti sugli OICR sottostanti ai comparti e retrocesse ai comparti come da seguente dettaglio: Comparto Azionaria ,77 Comparto Bilanciata ,58 Comparto Bilanciata ,71 Comparto Obbligazionaria 8.105,00 Comparto Garantita 2.870,33 Oneri fiscali sostenuti dal Fondo nell anno 2011 Oneri fiscali AZIONARIA BILANCIATA BILANCIATA 30 OBBLIGAZIONARIA GARANTITA ,89 - Conflitti di interesse Si conferma inoltre che mai sono sussistite condizioni tali da determinare distorsioni nella gestione efficiente delle risorse o modalità di gestione delle risorse stesse non conformi all esclusivo interesse degli Aderenti. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell esercizio. Non si registra alcun fatto di rilievo avvenuto dopo la chiusura dell esercizio. Evoluzione prevedibile della gestione Il Bollettino Economico della Banca d Italia (numero 67, gennaio 2012) afferma nell incipit che l'economia globale sta rallentando. Le tensioni sul debito sovrano nell'area dell'euro e la persistente incertezza circa il processo di consolidamento delle finanze pubbliche negli Stati Uniti si ripercuotono sulle prospettive di crescita delle economie avanzate. In Giappone alla ripresa del terzo trimestre è seguito un indebolimento nello scorcio dell'anno. Secondo prime indicazioni, il commercio globale avrebbe rallentato nel quarto trimestre. Le tensioni sul debito sovrano nell'area dell'euro si sono accentuate ed estese, assumendo rilevanza sistemica. I corsi dei titoli di Stato in molti paesi dell'area hanno risentito dell'incertezza sui modi di gestione della crisi a livello comunitario e in sede di coordinamento intergovernativo, nonostante le importanti correzioni degli squilibri di finanza pubblica operate dai governi nazionali; il peggioramento delle prospettive di crescita ha concorso ad alimentare l'incertezza. È aumentata l'avversione al rischio degli investitori, così come la preferenza per strumenti ritenuti sicuri, quali i titoli di Stato statunitensi e tedeschi. Il 13 gennaio 2012 l'agenzia di rating Standard & Poor's ha declassato il debito sovrano di nove paesi dell'area dell'euro, tra cui la Francia, l'italia e la Spagna. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi, che aveva superato a novembre 2011 i 550 punti base, valore massimo dall'introduzione dell'euro, si era 8

9 significativamente ridotto all'inizio di dicembre, dopo l'annuncio di nuove, incisive misure correttive del bilancio pubblico; esso, tuttavia, è tornato ad aumentare man mano che si acuivano i timori circa la natura sistemica della crisi. Sulle scadenze più brevi i premi per il rischio sui titoli di Stato sono invece fortemente diminuiti nelle ultime settimane dell anno, dopo l'avvio delle operazioni di rifinanziamento a tre anni da parte della BCE. Nell'ultima parte del 2011 il quadro congiunturale dell'area dell'euro si è indebolito. Gli indicatori che stimano la componente di fondo della variazione trimestrale del PIL dell'area, si colloca da ottobre su valori negativi. Sono state riviste al ribasso anche le prospettive di crescita per il Beneficiando di un allentamento delle tensioni sui costi degli input, le pressioni inflazionistiche si sono attenuate. Il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto in due occasioni i tassi ufficiali, portandoli all'1,0 per cento; ha introdotto nuove importanti misure di sostegno all'attività di prestito delle banche a famiglie e imprese, ostacolata dalle crescenti difficoltà di raccolta e dalla segmentazione dei mercati interbancari. Una prima operazione di rifinanziamento a 36 mesi con piena aggiudicazione degli importi richiesti è stata effettuata il 21dicembre. Dopo l'operazione l'aumento della liquidità presente nel sistema bancario e la riduzione dei timori sulla capacità di raccolta delle banche si sono riflessi in una riduzione dei premi per il rischio implicito nei tassi interbancari e in un miglioramento dei premi sui CDS delle banche. Nel terzo trimestre del 2011 il PIL dell'italia è diminuito dello 0,2 per cento sul periodo precedente; secondo le stime della Banca d Italia, il PIL italiano sarebbe sceso anche nel quarto trimestre La debolezza della domanda interna è confermata dagli indicatori più recenti e dalle opinioni delle imprese. La dinamica del prodotto risente del rialzo dei costi di finanziamento, per l'aggravarsi della crisi del debito sovrano, e del rallentamento del commercio mondiale, che comunque continua a fornire sostegno all'attività economica. In riduzione della domanda interna operano anche le manovre correttive di finanza pubblica, peraltro indispensabili per evitare più gravi conseguenze sull'attività economica e sulla stabilità finanziaria. La competitività delle imprese è lievemente migliorata grazie al deprezzamento dell'euro. Il recupero dell'occupazione iniziato nell'ultimo trimestre del 2010 si è arrestato negli ultimi mesi del 2011: in ottobre e in novembre vi sarebbero stati un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione, che tra i più giovani ha raggiunto il 30,1 per cento. Anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione, peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali. Le pressioni inflazionistiche sono in attenuazione anche in Italia, in un quadro di moderazione dei costi e di debolezza della domanda. Negli ultimi mesi del 2011 gli aumenti delle imposte indirette hanno causato un rialzo del livello dei prezzi al consumo; un altro rialzo potrà derivare dagli aumenti delle accise sui carburanti deliberati all'inizio di quest'anno in talune regioni e dai rincari di alcuni prezzi regolamentati. Nei mesi scorsi le tensioni sul mercato dei titoli di Stato e la conseguente incertezza che si è diffusa sui mercati finanziari hanno inciso negativamente sulla raccolta delle banche, soprattutto all'ingrosso; vi sono indicazioni che tali difficoltà si siano trasmesse all'offerta di credito all'economia. Il fenomeno dovrebbe attenuarsi grazie alla possibilità per le banche di fare ampio ricorso alle nuove operazioni di rifinanziamento dell'eurosistema. Il patrimonio delle banche italiane si è nel frattempo ulteriormente rafforzato. I principali gruppi bancari sono chiamati a presentare piani per accrescere ancora la dotazione patrimoniale in accordo con le indicazioni 9

10 delle autorità europee, in base alle quali l'aumento dei requisiti patrimoniali non dovrà tradursi in una riduzione del credito all'economia. Nel 2011 il fabbisogno del settore statale è sceso al 3,9% del PIL, dal 4,3% del La Banca d Italia stima che l'indebitamento netto dovrebbe essersi collocato in prossimità del livello (3,8 per cento del PIL) stimato dal Governo italiano all'inizio di dicembre, con una significativa flessione rispetto al livello del 2010 (4,6 per cento del PIL). L'incidenza del debito sul prodotto, pari al 118,4% nel 2010, si sarebbe collocata in prossimità del 120%; l'incremento sarebbe inferiore a quello stimato per la media degli altri paesi dell'area dell'euro. Il drastico peggioramento della crisi dei debiti sovrani in Europa ha reso necessaria in dicembre un'ulteriore correzione dei conti pubblici per il triennio , la terza da luglio. La manovra, approvata dal Parlamento lo scorso 22 dicembre, mira a rispettare l'impegno, assunto in ambito europeo, di conseguire il pareggio di bilancio nel Secondo le valutazioni ufficiali, la manovra riduce l'indebitamento per oltre 20 miliardi di euro (1,3 punti percentuali del PIL) in ciascun anno del triennio Inoltre, essa reperisce le risorse (circa 15 miliardi nel 2013) necessarie a finanziare un insieme di interventi in favore della crescita e a ridimensionare quella parte della riduzione del disavanzo che era stata rinviata all'attuazione della riforma fiscale e assistenziale. La correzione deriva in larga misura da aumenti di entrate; i risparmi di spesa sono però crescenti nel triennio; le misure in materia previdenziale esplicheranno pienamente i loro effetti su un arco temporale ampio. Nel complesso, le tre manovre correttive disposte tra luglio e dicembre hanno effetti strutturali valutati in circa 80 miliardi e dovrebbero assicurare nel 2013 un avanzo primario nell'ordine del 5% del PIL negli scenari macroeconomici delineati dalla Banca d Italia. L'aggravarsi della crisi del debito sovrano e i segnali di rallentamento internazionale determinano un peggioramento delle prospettive di crescita, sia in Italia sia nell'area dell'euro. Per il nostro paese gli scenari possibili variano molto e dipendono dagli sviluppi della crisi del debito sovrano e dai suoi riflessi sulla capacità di prestito delle banche. Nell'ipotesi di rendimenti dei titoli di Stato fermi per un biennio alla configurazione dell'inizio di gennaio 2012, la Banca d Italia stima che il PIL nel 2012 si ridurrebbe dell'1,5% nella media di quest'anno; l'attività economica tornerebbe a crescere solo nel corso del Vi è il rischio che un peggioramento delle aspettative, che determini un ulteriore inasprimento delle condizioni dei mercati del debito sovrano e del credito, possa portare a una flessione più accentuata. In ipotesi più favorevoli, in cui le politiche di risanamento dei conti pubblici adottate dal Governo e le risposte alla crisi concordate in sede europea ripristinassero almeno in parte la fiducia degli investitori, riducendo i costi di finanziamento per tutti gli attori economici (settore pubblico, banche, imprese e famiglie), l'economia italiana potrebbe riprendersi più rapidamente: un ritorno del differenziale tra il BTP e il Bund attorno ai livelli registrati in media la scorsa estate implicherebbe una flessione dell'attività produttiva nella media del 2012 poco discosta da quella sopra menzionata, ma con una stabilizzazione nella seconda metà dell'anno e un più rapido ritorno alla crescita nel Una volta completato il quadro degli interventi volti ad assicurare l'equilibrio dei conti pubblici, la banca d Italia afferma che la priorità per il nostro Paese è ora la creazione di condizioni favorevoli al rilancio dell'economia italiana. Le misure strutturali in corso di definizione, che rafforzano quelle adottate dall'estate scorsa, non sono incluse negli scenari previstivi della Banca d Italia stessa. Se ben disegnate e prontamente attuate, stimolando la capacità potenziale di crescita del prodotto, esse possono influenzare positivamente le aspettative dei mercati e le decisioni di spesa di 10

11 famiglie e imprese, riverberandosi favorevolmente non solo sul lungo periodo, ma anche sui risultati di quest'anno e del prossimo. Politiche ambiziose per ripristinare la fiducia e garantire la normalizzazione delle condizioni di mercato sono indispensabili anche a livello europeo. È essenziale mettere in atto tutti gli elementi delle nuove regole di governo economico dell'unione europea approvate di recente. Nel contempo, è importante che sia reso rapidamente operativo il rafforzamento degli strumenti europei per la stabilità finanziaria, quali l'efsf e l'esm, aumentandone l'efficacia e sfruttandone tempestivamente le potenzialità. Milano, 26 marzo 2012 p.p. il Consiglio di Amministrazione L Amministratore Delegato Paolo Penco Il Responsabile Marino Marrazza 11

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