Parere n. 18/ Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Parere n. 18/2010 - Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze"

Transcript

1 Parere n. 18/ Applicazione P.R.G.C. in tema di distanze Viene richiesto parere al Servizio scrivente in ordine all interpretazione ed all applicazione di situazioni talora presenti nei Piani Regolatori Generali dei Comuni piemontesi in tema di distanze. Si tratta di stabilire quale sia la distanza dal confine di proprietà da mantenere nel caso di ampliamenti e nuove costruzioni, nel silenzio della norma sul punto, ed in presenza di disposizioni che disciplinano solamente il cd. indice di visuale libera richiamando poi quanto stabilito dal Codice Civile. Il Comune elenca quindi una serie di casi e chiede al servizio di consulenza di valutare la correttezza delle soluzioni proposte. Prima di procedere all analisi dei casi concreti e degli esempi proposti è necessaria una breve disamina in termini generali sul tema delle distanze legali dal confine e tra le costruzioni. Va precisato, innanzitutto, che le norme che impongono il rispetto della distanza dal confine per la nuova edificazione, non sono contenute com è noto nell art.9 del D.M. n. 1444/1968, ma sono frequentemente presenti negli strumenti urbanistici comunali che applicano in tal modo, anche se con diverse modalità, il disposto di cui all art. 9 suddetto. Questo articolo impone infatti soltanto la distanza minima assoluta di mt. 10 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Si aggiunga poi che anche il Codice civile, all art. 873, non disciplina le distanze dal confine, ma semplicemente le distanze fra le costruzioni. Le prescrizioni del P.R.G.C. concernenti il rispetto di una determinata distanza dal confine per le nuove edificazioni non costituiscono quindi diretta applicazione dell art. 9 del D.M. 1444/1968, ma implicazione indiretta dell art. 9 predetto, poiché abbattendo il principio di prevenzione creano il presupposto per assicurare il distacco di 10 mt. tra fabbricati. Solo le distanze tra edifici sono assolutamente inderogabili. (Si noti che anche l art. 14 del T.U. Edilizia laddove prevede il rilascio del Permesso di costruire in deroga agli strumenti 1-9

2 urbanistici per edifici di interesse pubblico, al comma 3 dispone che La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, fermo restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n ). Pertanto, l adozione, da parte dell Ente locale, di una prescrizione, contenuta nello strumento urbanistico, contrastante con l art. 9 del d.m. n del 1968, anche in senso meramente limitativo, comporta l obbligo di applicare direttamente la disposizione del menzionato art. 9 divenuta, per inserzione automatica, parte integrante del piano regolatore, in sostituzione della norma illegittima che deve essere disapplicata (T.A.R. Piemonte n. 22/2007). Nel caso proposto come segnalato dal Comune scrivente l art B Tessuti edilizi saturi NTA del PRG nulla dispone con riferimento alla distanza dal confine, ed impone unicamente il rispetto dell indice di visuale libera pari ad almeno 10 mt., aggiungendo che in carenza di normativa si fa riferimento al Codice Civile. La nozione di visuale libera è disciplinata dall art. 16, comma 4, del Regolamento Edilizio Comunale che dispone: La visuale libera (Df) è definita dalla normale, da ciascuna finestra con veduta; la visuale libera minima è di norma fissata sui mt. 10,00 ovvero pari all altezza dell edificio più alto se maggiore; la norma si applica anche quando di due edifici prospettanti una sola parete è finestrata. Non si applica nel caso le pareti prospettanti non siano finestrate, nel caso di vista su di un basso fabbricato, nel caso di bassi fabbricati e quando i dislivelli del terreno annullino impedimenti alla vista delle specifiche finestre previste o indicate nel progetto architettonico in esame: in questi casi si applicano le norme del Codice civile. ( ) (Si è peraltro rilevato che, in altri articoli presenti nelle Norme Tecniche di Attuazione dello stesso P.R.G.C., si prevede segnatamente ed esplicitamente la distanza minima dai confini, dc ). Il Comune richiedente fa però specifico riferimento al sopra riportato art B Tessuti edilizi saturi e pone alcuni quesiti relativi alla corretta interpretazione e all applicazione della norma stessa, ai quali nell ordine si darà risposta: 2-9

3 1) costruzione in ampliamento planimetrico con parete non finestrata prospiciente il confine; 2) costruzione in ampliamento planimetrico con parete finestrata prospiciente il confine; 3) costruzione di bassi fabbricati, ex art. 16 del Regolamento Edilizio Comunale; 4) costruzione di una rampa scale aperta con pianerottoli, dotata di ringhiera, realizzata in prospicienza dal confine, se deve essere considerata parete finestrata oppure non finestrata; 5) realizzazione di muri di contenimento e recinzione, con sopraelevazione artificiale del terreno, fino ad un altezza di mt.3; 6) realizzazione di un passaggio pedonale pavimentato in pietra, senza innalzamento della quota del terreno, adiacente alla linea di confine. Per quanto concerne il quesito 1), trattandosi di parete non finestrata e nel silenzio dell art con riferimento alla distanza dal confine, occorre fare applicazione delle previsioni del Codice Civile. Queste però disciplinano la distanza tra fabbricati, e non attengono alla distanza dei fabbricati dal confine. Ne deriva che il c.d. preveniente (cioè colui che per primo costruisce nel suo fondo rispetto al fondo inedificato del vicino) può realizzare la parete non finestrata del suo edificio sia sul confine, sia a qualsivoglia distanza da esso; da questa scelta potranno però derivare conseguenze diverse: - se ha costruito la parete non finestrata sul confine, il vicino potrà chiederne la comunione forzosa (art. 874 C.C.), oppure innestarvi il suo muro (art. 876 C.C.) oppure costruire in aderenza (art. 877 C.C.); - se ha costruito a distanza minore della metà di quella stabilita dai regolamenti locali (art. 875 C.C.) cioè nella fattispecie a meno di 5 mt, il vicino potrà chiedere la comunione del muro pagando oltre il valore della metà del muro anche il valore del suolo che occupa con la sua costruzione (salvo che il preveniente preferisca estendere la sua costruzione sino al confine); - se infine ha costruito a non meno di 5 mt dal confine, il vicino non potrà chiedere la 3-9

4 comunione forzosa del muro e dovrà realizzare il suo edificio se munito di parete finestrata confrontante - nel rispetto dei 10 mt dal preesistente fabbricato stabiliti dalla distanza di visuale libera. Le ipotesi ora configurate sono espressione del c.d. criterio di prevenzione, che ha anche trovato illustrazione nella giurisprudenza:..il criterio della prevenzione, previsto dall'art. 875 c.c. allo scopo di regolare armonicamente i rapporti tra le costruzioni di fondi contigui, impone a colui che costruisce dopo di adeguarsi alle scelte del vicino che ha costruito per primo ponendolo, nei casi in cui la fabbrica di quest'ultimo sia sul confine, di fronte alla alternativa di costruire in aderenza o di arretrare in modo da assicurare il distacco previsto dalla legge o dal regolamento o costringendolo, nei casi in cui la preesistente fabbrica del vicino sia ad una distanza dal confine della metà del totale prescritto, ad arretrare la propria costruzione per l'altra metà della distanza prescritta, o, infine, consentendogli, nei casi in cui la prima fabbrica sia posta a distanza inferiore della metà della distanza prescritta, di avanzare la propria costruzione fino alla preesistente, pagando il valore del suolo occupato, o di arretrare la sua fabbrica in modo da assicurare comunque il distacco minimo prescritto senza possibilità di chiedere, invece, il rispetto delle distanze legali attraverso l'arretramento della costruzione del vicino. (Cassazione civile, sez. II, 22 marzo 1996, n. 2473). Il caso sub 2) riguarda la costruzione di una parete finestrata prospiciente il confine. Anche in questo caso mancando una specifica previsione nell art NTA - si ritiene che debbano trovare applicazione le norme del Codice civile e quindi il cd. criterio di prevenzione sopra sommariamente descritto. Tale regola generale va poi integrata con l ulteriore norma relativa alla distanza per l apertura di vedute (art. 905 C.C.), che vieta l apertura di vedute a distanza minore di mt.1,5 dal confine. Ne consegue che nel silenzio delle N.T.A. del P.R.G.C. del Comune scrivente, la sola soluzione legittima è quella di applicare il criterio di prevenzione in combinato disposto con l art. 905 c.c.; in tal caso il confinante che vorrà successivamente costruire sul proprio fondo dovrà rispettare la distanza di visuale libera (df) mantenendo una distanza dalla parete finestrata dell edificio del preveniente pari ad almeno mt.10; tale distanza, infatti, si applica anche quando di due edifici 4-9

5 prospettanti una sola parete è finestrata. Il caso sub 3) riguarda la costruzione di bassi fabbricati con le caratteristiche previste dall art. 16 del Regolamento Edilizio Comunale: Per bassi fabbricati si intendono quelli destinati a recepire bisogni collaterali alle attività residenziali, si tratta di fabbricati principalmente destinati a: a) autorimesse; b) laboratori per lavori di casa e fai da te ; c) depositi di attrezzi agricoli per il giardinaggio; d) ricoveri per l allevamento familiare di animali da cortile. I fabbricati di cui ai punti a), b), c), d), dovranno avere le seguenti caratteristiche: - nel caso di copertura piana, altezza massima di mt.2,50 calcolata dalla linea di spiccato all intradosso della soletta di copertura; - nel caso di copertura inclinata, altezza massima perimetrale del filo di gronda di mt.2,5 e con altezza al colmo fino a mt.4,00; - la linea di colmo non potrà essere ubicata lungo il confine. Ai fabbricati con le suddette caratteristiche non si applica la distanza di visuale libera (df), ma si applicano le norme del Codice civile. Ne consegue che sempre in applicazione del principio di prevenzione indicato al punto 1) si possono formulare le seguenti ipotesi: - se il preveniente ha costruito il basso fabbricato sul confine, il vicino potrà chiederne la comunione forzosa (art. 874 C.C.), oppure innestarvi il suo muro (art. 876 C.C.) oppure costruire in aderenza (art. 877 C.C.); - se il preveniente ha costruito il basso fabbricato a una distanza dal confine minore di un metro e mezzo (art. 875 C.C.), il vicino potrà chiedere la comunione del muro pagando oltre il valore della metà del muro anche il valore del suolo che occupa con la sua costruzione (salvo che il preveniente preferisca estendere la sua costruzione sino al confine); - se infine il preveniente ha costruito il basso fabbricato a non meno di 1,5 mt dal confine, il vicino non potrà chiedere la comunione forzosa del muro e dovrà realizzare il suo edificio nel rispetto dei 3 mt dal preesistente basso fabbricato stabiliti dall art. 5-9

6 873 C.C. Il caso sub 4) presenta invece una duplice problematica. È infatti necessario comprendere se una rampa scale aperta con pianerottoli, dotata di ringhiera, per il collegamento di due piani dell edificio realizzata in prospicienza dal confine, determini oppure no il filo di fabbricazione della costruzione e, conseguentemente, se essa debba essere considerata o non considerata parete finestrata. La norma del Regolamento Edilizio Comunale che rileva nella specie così definisce il filo di fabbricazione: 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 mt.; sono inclusi nel perimetro anzidetto i bow window, le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori (art.16). È noto che per il calcolo della distanza legale tra gli edifici è necessario valutare la tipologia dei manufatti. In tal senso una recentissima ordinanza del Consiglio di Stato, la n. 424 del 27 gennaio 2010, ha fornito proprio importanti chiarimenti in merito a quali siano le parti degli edifici da computare ai fini del calcolo delle distanze legali dai confini: devono computarsi le parti dell edificio quali scale, terrazze e corpi avanzati che, seppur non corrispondano a volumi abitativi coperti, siano destinati ad estendere e ampliare la consistenza del fabbricato; mentre non sono computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano una funzione meramente ornamentale, di rifinitura o accessoria di limitata entità, come le mensole, i cornicioni, le grondaie e simili. Il Consiglio di Stato ha così confermato la sentenza del T.A.R. Lombardia relativa alla legittimità di un ordinanza di demolizione di una rampa di scala esterna ad un edificio che non rispettava le distanze legali. Il Consiglio di Stato ribadisce anche, richiamandosi alla sentenza della Cassazione Civile n /09, che il limite di tre metri previsto dall art. 873 c.c. come distanza minima dalle costruzioni, non può essere derogato da fonti normative secondarie quali i regolamenti comunali. Resta invece ammissibile per queste fonti secondarie stabilire distanze maggiori ai sensi dell 6-9

7 art. 873 c.c. seconda parte e/o anche determinare punti di riferimento, per la misurazione delle distanze, diversi da quelli indicati dal codice civile, escludendo taluni elementi della costruzione dal calcolo delle più ampie distanze previste in sede regolamentare. Nel caso in esame, alla luce di tutto quanto esposto e della stessa normativa presente nel Regolamento Edilizio Comunale, si ritiene che la scala aperta in oggetto debba essere considerata compresa nel fabbricato e che pertanto da essa vadano calcolate le distanze. Occorre poi un ulteriore verifica circa la nozione di parete finestrata, per stabilire se una scala aperta possa generare tale tipo di parete. Una recente sentenza del T.A.R. Piemonte, sez. I, n. 2565/08 ha ritenuto che per "pareti finestrate", ai sensi dell`art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n e di tutti quei regolamenti edilizi locali che ad esso si richiamano, devono intendersi, non (soltanto) le pareti munite di "vedute", ma più in generale tutte le pareti munite di aperture di qualsiasi genere verso l`esterno, quali porte, balconi, finestre di ogni tipo (di veduta o di luce) (Corte d Appello Catania, 22 novembre 2003) e considerato altresì che basta che sia finestrata anche una sola delle due pareti (T.A.R. Toscana, Sez. III, 4 dicembre 2001, n. 1734). Non sembra pertanto che una scala aperta con ringhiera possa rientrare nella nozione di parete finestrata. Ne consegue che dovranno essere rispettate le distanze come già indicato nella risposta al quesito n. 1). Il caso sub 5) riguarda la realizzazione di muri di contenimento e recinzione con sopraelevazione artificiale del terreno con altezza fino a mt.3,00 oppure con altezza superiore a mt.6,00. La norma di riferimento in questo caso è data dall art. 43 del Regolamento Edilizio Comunale che prevede: 1. I muri di sostegno e di contenimento del terreno devono avere altezza non superiore a metri 3,00, salvo che una diversa altezza sia resa indispensabile dalle specifiche ed accertate differenze di quota esistenti in sito; muri di altezza più elevata potranno essere eseguiti con terrazzamenti intermedi di larghezza non inferiore ad 1/3 del muro più alto. 2. Quando i muri di sostegno sono di altezza superiore a mt.6,00 è richiesto il rispetto delle vigenti norme di legge in materia di distanze dalle pareti finestrate. È quindi necessario distinguere in primo luogo il caso relativo ai muri di altezza fino a mt.3 (con 7-9

8 relative deroghe), dal caso di un muro di sostegno di altezza superiore a mt.6, per poi ulteriormente analizzare se ci troviamo in un area di P.R.G. dove è disciplinata la distanza dal confine oppure in un area (es. quella satura) dove nulla si dice al riguardo. Nel primo caso - muri di altezza fino a mt.3 -, si ritiene che nel silenzio della norma sulle distanze dal confine occorra richiamarsi al Codice Civile e quindi all obbligo di rispettare la distanza minima tra costruzioni (mt. 3), con la possibilità di realizzare il muro di sostegno in aderenza al confine di proprietà. Se al contrario ci si trova in un area di P.R.G.C. ove è prevista la distanza dal confine, è inevitabile il rispetto della stessa. Al contrario, nel caso in cui si voglia realizzare un muro di sostegno di altezza superiore a 6 mt., occorre rispettare il dettato dell art. 43, comma 2, sopra citato, ossia il rispetto delle vigenti norme di legge in materia di distanze dalle pareti finestrate e quindi la distanza di 10 metri richiesta tra pareti finestrate, con un minimo di 5 mt. nel caso in cui sia prevista la distanza dal confine. Il quesito n. 6) riguarda la realizzazione di un passaggio pedonale pavimentato in pietra del quale si vuole sapere se costituisca veduta. Per aversi una veduta è necessario che essa si inserisca all interno di una costruzione. La nozione di costruzione, ai fini del rilascio della concessione edilizia, si configura in presenza di opere che attuino un trasformazione urbanistico-edilizia del territorio, con perdurante modifica dello stato dei luoghi, a prescindere che essa avvenga mediante realizzazione d'opere murarie. Infatti, è irrilevante che le opere siano realizzate in metallo, in laminati di plastica, in legno o altro materiale, laddove comportino la trasformazione del tessuto urbanistico ed edilizio. Tale principio è stato stabilito e confermato dal Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza 27 gennaio 2003 n. 419, precisando che anche una veranda, qualora sotto il profilo strutturale sia stabilmente infissa al suolo e sotto il profilo funzionale sia preordinata a soddisfare la non precaria esigenza del titolare di un pubblico esercizio, costituisce "costruzione" e di conseguenza deve rispettare le distanze di cui all'articolo 9 del d.m. n del 1968 o le maggiori distanze prescritte dalle norme locali. 8-9

9 Nel caso in cui però non vi sia quella che tecnicamente può essere definita una costruzione, non potrà essere richiesto il rispetto della distanza per l apertura di vedute e quindi l eventuale passaggio pedonale potrà essere realizzato anche a confine. 9-9

Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali

Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali Parere n. 2/2010 P.R.G. del Comune. Applicazione norme di attuazione in assenza di disposizioni normative nazionali e regionali Vengono chiesti quattro distinti pareri su specifiche questioni in materia

Dettagli

Le distanze in edilizia (4)

Le distanze in edilizia (4) edilizia Le distanze in edilizia (4) di Eleonora Boscariol 1. Il vicino può costruire sul confine senza chiedere la comunione del muro? Il vicino può costruire sul confine, senza chiedere la comunione

Dettagli

Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo.

Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo. Parere n. 50/2010 - Edificazione su territorio agricolo Vengono richiesti alcuni distinti pareri su questioni attinenti all edificazione nel territorio agricolo. Si precisa che le risposte ai quesiti posti

Dettagli

VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI

VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI VOLUMI E SUPERFICI IN EDILIZIA Tratto da D. Borri, Lessico Urbanistico, Ed. Dedalo, BARI RICHIAMI DI TECNICA URBANISTICA SUPERFICIE URBANA Insieme delle superfici occupate da costruzioni ed attrezzature,

Dettagli

contro nei confronti di per l'annullamento

contro nei confronti di per l'annullamento N. 01624/2012 REG.PROV.COLL. N. 00090/2012 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Terza ha pronunciato

Dettagli

Ai SINDACI dei COMUNI della LIGURIA. Ai PRESIDENTI delle PROVINCE di: - GENOVA - IMPERIA - LA SPEZIA - SAVONA. E, p.c.:

Ai SINDACI dei COMUNI della LIGURIA. Ai PRESIDENTI delle PROVINCE di: - GENOVA - IMPERIA - LA SPEZIA - SAVONA. E, p.c.: Genova, 16 novembre 2005 Prot. n. 160220/504 Oggetto: Integrazione ed aggiornamento delle indicazioni fornite con la circolare esplicativa della legge regionale 6.8.2001 n. 24 sul recupero ai fini abitativi

Dettagli

PROVINCIA DI PESARO E URBINO

PROVINCIA DI PESARO E URBINO PROVINCIA DI PESARO E URBINO ORIGINALE Prot. N. 43350/ 2005 Determinazione n. 2210 del 01/06/2005 OGGETTO: PARERE IN MERITO QUESITO RELATIVO ALL AMBITO DI APPLICAZIONE DEI LIMITI DI DENSITA FONDIARIA DI

Dettagli

IL CONSIGLIO COMUNALE

IL CONSIGLIO COMUNALE REGIONE PIEMONTE BU18 07/05/2015 Comune di Rivalta di Torino (Torino) Deliberazione di C.C. n. 4 del 28/01/2015: Regolamento Edilizio Comunale. Modifica e sostituzione articolo 18 e inserimento nuovi articoli

Dettagli

DISCIPLINA DELLE DISTANZE FINALITA e CONTENUTI

DISCIPLINA DELLE DISTANZE FINALITA e CONTENUTI DSCPLN DELLE DSNZE FNL e CONENU gienico sanitaria evitare la formazione di intercapedini nocive e dannose rt. 83 Cod. civile: tra costruzioni su fondi finitivi rt. 9 D.M. 1444/1968 tra pareti \finestrate

Dettagli

- relazione istruttoria - Il Responsabile della III Area Arch. Nicla Paola Frezza. 04 febbraio 2011

- relazione istruttoria - Il Responsabile della III Area Arch. Nicla Paola Frezza. 04 febbraio 2011 LEGGE REGIONALE 21/12/2010 N.19 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 OTTOBRE 2009, N. 22 "INTERVENTI DELLA REGIONE PER IL RIAVVIO DELLE ATTIVITÀ EDILIZIE AL FINE DI FRONTEGGIARE LA CRISI ECONOMICA, DIFENDERE

Dettagli

Atti del Comune. Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI OPERATIVE

Atti del Comune. Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI OPERATIVE SETTORE SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA DIREZIONE Protocollo1056357/2006 Milano, 10/11/06 Oggetto: CIRCOLARE N. 2/06 (progr. 36) - Art. 65 Regolamento Edilizio Interventi di Risanamento Conservativo INDICAZIONI

Dettagli

22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti :

22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti : 22.06.2011 Risposte ad ulteriori quesiti posti : - le tavole della proposta progettuale dovranno essere possibilmente su supporto cartaceo normale; - la relazione di fattibilità economica ed il preventivo

Dettagli

Art. 101 Volume dell'edificio

Art. 101 Volume dell'edificio Comune di Padova Settore Edilizia Privata Settore Pianificazione Urbanistica Piano Regolatore Generale Nuovo Regolamento Edilizio Comunale Approvato con Deliberazione del C.C. n. 41 del 05/06/2006 In vigore

Dettagli

Variante al Reg. Edilizio Testo vigente

Variante al Reg. Edilizio Testo vigente CITTA DI ERACLEA PROVINCIA DI VENEZIA VARIANTE PARZIALE AL PRG N. 37 ai sensi dell art. 48, comma 1, della L.R. 11/04 Variante al Reg. Edilizio Testo vigente ART. 6 - OPERE NON SOGGETTE A PERMESSO DI COSTRUIRE

Dettagli

Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi.

Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi. Oggetto: Quesito sulla gratuità ovvero onerosità degli interventi edilizi. Al fine di poter compiutamente illustrare il quesito che si andrà a formulare, necessita introdurre una breve premessa. Per conoscere

Dettagli

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE - OGGETTO - ESTENSIONE DELL AMBITO DI

Dettagli

Orientamenti interpretativi in merito agli interventi di sopraelevazione di edifici esistenti

Orientamenti interpretativi in merito agli interventi di sopraelevazione di edifici esistenti COMITATO TECNICO SCIENTIFICO in materia di rischio sismico (istituito con Delibera Giunta Regionale n. 606 del 21/6/2010) Orientamenti interpretativi in merito agli interventi di sopraelevazione di edifici

Dettagli

Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze

Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze Le distanze legali tra pareti finestrate con particolare riguardo al computo di balconi e sporgenze La norma di base sulle distanze legali contenuta nel Codice civile ed il suo rapporto con i regolamenti

Dettagli

Parere n. 140/2009 - Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico

Parere n. 140/2009 - Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico Parere n. 140/2009 - Rilascio permesso a costruire impianto fotovoltaico sottoposto a vincolo urbanistico Si chiede parere in merito alla possibilità di rilascio di un permesso di costruire avente ad oggetto

Dettagli

COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno. COSTRUZIONI ACCESSORIE: tipologie e normativa

COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno. COSTRUZIONI ACCESSORIE: tipologie e normativa COMUNE DI AURONZO DI CADORE Provincia di Belluno versione gennaio 2006 1 VOLUMI ACCESSORI Sono considerati volumi accessori le strutture di modeste dimensioni, a carattere precario, non adibite a residenza,

Dettagli

AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE

AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE CHIARIMENTI SUL REGIME NORMATIVO APPLICABILE NELLA FASCIA DI INEDIFICABILITÀ ASSOLUTA DAI LIMITI DELL ALVEO AI SENSI DELL ART. 8, C.3 DELLA NORMATIVA-TIPO DEI PIANI

Dettagli

COMUNE DI MONSUMMANO TERME Provincia di Pistoia Settore Servizi Tecnici Pianificazione e Gestione del Territorio Servizio Urbanistica Allegato A

COMUNE DI MONSUMMANO TERME Provincia di Pistoia Settore Servizi Tecnici Pianificazione e Gestione del Territorio Servizio Urbanistica Allegato A COMUNE DI MONSUMMANO TERME Provincia di Pistoia Settore Servizi Tecnici Pianificazione e Gestione del Territorio Servizio Urbanistica Allegato A REGOLAMENTO ARREDI DELLE AREE PERTINENZIALI Atto collegato

Dettagli

Definizione degli indici e parametri.

Definizione degli indici e parametri. Estratto dal Regolamento Edilizio Tipo - articolo 13 - Regolamento Edilizio Tipo: Reg. 14 settembre 1989, n. 23 (1). Pubblicato nel B.U. Marche 14 settembre 1989, n. 100-bis. Regolamento Edilizio Tipo

Dettagli

Con la consulenza giuridica in oggetto, concernente l interpretazione dell art. 1 della legge n. 449 del 1997, è stato esposto il seguente QUESITO

Con la consulenza giuridica in oggetto, concernente l interpretazione dell art. 1 della legge n. 449 del 1997, è stato esposto il seguente QUESITO RISOLUZIONE N. 4/E Roma, 04 gennaio 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Consulenza Giuridica Art. 1 della legge n. 449 del 1997 Piano Casa Possibilità di fruire della detrazione del 36 per cento

Dettagli

RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI

RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI RELAZIONE SULLE DISTANZE TRA COSTRUZIONI Ringrazio il Consiglio dell Ordine degli ingeneri di Roma ed il suo Presidente per l invito che mi è stato rivolto, che mi dà l occasione di essere con voi ingegneri

Dettagli

Piano Regolatore Generale 2003

Piano Regolatore Generale 2003 Piano Regolatore Generale 2003 Regolamento Urbanistico COMUNEDI AREZZO Assessorato Urbanistica, Edilizia, CentroStorico Direzione Servizi per il Territorio Ufficio Pianificazione Urbanistica Illustrazionedel

Dettagli

Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Permesso di costruire

Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Permesso di costruire Allegato A Interventi liberi Interventi ammissibili con D.I.A. Interventi ammissibili con Interventi Titolo abilitativo Ampliamento di locali - senza aumento della Slp (spostamento di tavolati interni

Dettagli

COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI

COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI COMUNE DI ASCIANO PROVINCIA DI SIENA U.O. AREA URBANISTICA REGOLAMENTO COMUNALE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI EDILIZI MINORI (approvato con deliberazione consiliare n. 36 del 29.05.2008) 1 Indice

Dettagli

TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA. Denuncia Inizio Attività. Se di modesta entità nessuna autorizzazione. Permesso a Costruire. Nessuna autorizzazione

TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA. Denuncia Inizio Attività. Se di modesta entità nessuna autorizzazione. Permesso a Costruire. Nessuna autorizzazione TIPO DI INTERVENTO MODALITÀ TIPO DI AUTORIZZAZIONE NECESSARIA PRESCRIZIONI Abbaini Costruzione di nuovi abbaini Denuncia Inizio Attività Accorpamenti di locali o di altre unità immobiliari Accorpamenti

Dettagli

TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI. D.P.R. 380/01 art. 6 modificato dall'art. 5 L.

TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI. D.P.R. 380/01 art. 6 modificato dall'art. 5 L. TIPOLOGIA INTERVENTO TITOLO ABILITATIVO RIFERIMENTO NORMATIVO DESCRIZIONE INTERVENTO COSTI ordinaria manutenzione D.P.R. 380/01 art. 6 e L.R. 12/05 art. 27 gli interventi edilizi che riguardano le opere

Dettagli

COMUNE DI RIO NELL'ELBA (Prov. di Livorno) Via G.Garibaldi, 38 57039

COMUNE DI RIO NELL'ELBA (Prov. di Livorno) Via G.Garibaldi, 38 57039 tel. 0565-943411 fax.0565-943021 COMUNE DI RIO NELL'ELBA (Prov. di Livorno) Via G.Garibaldi, 38 57039 C.F.:82001450491 SETTORE-EDILIZIA E URBANISTICA U.O. - EDILIZIA PRIVATA DOCUMENTAZIONE NECESSARIA DA

Dettagli

Pertanto, colui che desidera iniziare un'attività agrituristica dovrà verificare, regione per regione, con riferimento a quella ove intende operare,

Pertanto, colui che desidera iniziare un'attività agrituristica dovrà verificare, regione per regione, con riferimento a quella ove intende operare, Viene posto quesito inerente all attività agrituristica, con particolare riferimento alle tipologie di locali che possono essere utilizzati per lo svolgimento di tale attività, per meglio comprendere se

Dettagli

Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire

Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire Interventi edilizi e titoli abilitativi, differenze tra CIL, CILA, SCIA, Super-DIA e Permesso di costruire Interventi edilizi e titoli abilitativi, in questo articolo analizziamo le definizioni di CIL,

Dettagli

Pagina 1 di 6. Allegato A

Pagina 1 di 6. Allegato A Allegato A LIMITI E MODALITÀ APPLICATIVE DEGLI INTERVENTI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 2, 3 e 4 DELLA LEGGE REGIONALE N. 14 DEL 08.07.2009 e smi Pagina 1 di 6 Limiti e modalità applicative per gli interventi

Dettagli

L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli

L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli L.R. 10.11.2014 n. 65 Norme per il governo del territorio - - - - - le principali novità in materia edilizia Arch. Lorenzo Paoli Dirigente del Settore Edilizia e Urbanistica / Comune di Scandicci (FI)

Dettagli

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga REGIONE LIGURIA ----------- LEGGE REGIONALE 12 NOVEMBRE 2014 N. 30 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 AGOSTO 2001, N. 24 (RECUPERO AI FINI ABITATIVI DEI SOTTOTETTI ESISTENTI) E ALLA LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO

Dettagli

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione).

(Omissis) Art. 1. (Campo di applicazione). DECRETO MINISTERIALE 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato nella g. u. 16 aprile 1968, n. 97). Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi

Dettagli

COMUNE DI OLBIA ELABORATO: TAVOLA All. B. Norm e di Attu a zion e APPROVAZIONI. PROGETTIS TA In g. Da n ilo Ma n zottu S CALA

COMUNE DI OLBIA ELABORATO: TAVOLA All. B. Norm e di Attu a zion e APPROVAZIONI. PROGETTIS TA In g. Da n ilo Ma n zottu S CALA COMUNE DI OLBIA Provin cia di Olbia - Te m pio OGGETTO: PROGETTO DI VARIANTE NON S OS TANZIALE AL COMPARTO DI ZONA AH OS PEDALIERA S ITA IN COMUNE DI OLBIA, LOCALITA' TANNAULE. ELABORATO: Norm e di Attu

Dettagli

R E G O L A M E N T O

R E G O L A M E N T O CITTA DI GIUGLIANO IN CAMPANIA PROVINCIA DI NAPOLI R E G O L A M E N T O PER L INSTALLAZIONE DI CHIOSCHI SU SUOLO PUBBLICO Delibera di C.C. n.44 del 22/12/2010 1 NORME PER L INSTALLAZIONE DI CHIOSCHI SU

Dettagli

- all art. 12 - Zone "A" (Zona territoriale 4 del Put) - 1. Per le zone "A" valgono le disposizioni di cui all'articolo 10.

- all art. 12 - Zone A (Zona territoriale 4 del Put) - 1. Per le zone A valgono le disposizioni di cui all'articolo 10. Premesso: Che l attività urbanistico-edilizia sul territorio comunale è disciplinata, oltre che dalla normativa sovraordinata vigente, dal Piano Regolatore Generale, con relative N.T.A., e dal Regolamento

Dettagli

INSTALLAZIONE CONDIZIONATORE

INSTALLAZIONE CONDIZIONATORE ON-LINE - 1 - ON-LINE - 2 - QUESITO DELLA COMMITTENZA Buongiorno, La presente a chiedere cortesemente un 'informazione. Risiedo in una casa costituita da tre appartamenti disposti verticalmente e appartenenti

Dettagli

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Ufficio Legislativo Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Alla Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l architettura e l arte contemporanee e per conoscenza al Segretariato Generale Oggetto:

Dettagli

PARERE SU QUESITO IN MERITO ALLE VARIAZIONI A PERMESSO DI COSTRUIRE

PARERE SU QUESITO IN MERITO ALLE VARIAZIONI A PERMESSO DI COSTRUIRE PARERE SU QUESITO IN MERITO ALLE VARIAZIONI A PERMESSO DI COSTRUIRE * * * Si riscontra il quesito in oggetto, articolato in due questioni: 1) in primo luogo chiarire se sia corretto il convincimento secondo

Dettagli

Roma, 30 ottobre 2008

Roma, 30 ottobre 2008 RISOLUZIONE N. 405/E Roma, 30 ottobre 2008 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000. Immobili di tipo residenziale - Cessione

Dettagli

Quesito: modifica destinazione uso in zona agricola

Quesito: modifica destinazione uso in zona agricola Quesito: modifica destinazione uso in zona agricola Un vecchio fabbricato edificato nella prima metà del secolo scorso nel territorio rurale, ad uso abitativo, non legato ad alcuna azienda agricola o coltivatore

Dettagli

ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI

ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI ABACO TIPOLOGIA INTERVENTI EDILIZI L'eventuale presenza di vincoli normativi può comportare modifiche al titolo edilizio di base specificato nel seguente Abaco. Nel caso si rimanda alla specifica normativa

Dettagli

Agevolazione prima casa: la nozione di abitazione di lusso e criteri diversi se la compravendita è soggetta a Registro o Iva.

Agevolazione prima casa: la nozione di abitazione di lusso e criteri diversi se la compravendita è soggetta a Registro o Iva. Agevolazione prima casa: la nozione di abitazione di lusso e criteri diversi se la compravendita è soggetta a Registro o Iva. Con l Ordinanza n. 23507 del 4 novembre 2014, la Corte di Cassazione è tornata

Dettagli

REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI CONDIZIONATORI E APPARECCHI TECNOLOGICI

REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI CONDIZIONATORI E APPARECCHI TECNOLOGICI TESTO-TIPO DI NORMA COMUNALE - Pag. 01di Proposta al Comune di Monza REGOLAMENTO PER L INSTALLAZIONE DI Capo I - Impianti tecnologici in generale 1. Tutti gli interventi per l inserimento di apparecchiature

Dettagli

Copyright by Allestimenti Palladio snc

Copyright by Allestimenti Palladio snc RISOLUZIONE N. 475 /E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma 09 dicembre 2008, OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Interpretazione del DM del 19/02/2007

Dettagli

DATI, VERIFICHE ED ACCERTAMENTI NECESSARI PER LA REDAZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITA STATICA/SISMICA Edifici in cemento armato

DATI, VERIFICHE ED ACCERTAMENTI NECESSARI PER LA REDAZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITA STATICA/SISMICA Edifici in cemento armato DATI, VERIFICHE ED ACCERTAMENTI NECESSARI PER LA REDAZIONE DEL CERTIFICATO DI IDONEITA STATICA/SISMICA Edifici in cemento armato Sezione n 1- Informazioni amministrative: In tale sezione devono essere

Dettagli

Roma, 28 gennaio 2009

Roma, 28 gennaio 2009 RISOLUZIONE N. 23/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 28 gennaio 2009 OGGETTO: Interpello ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 plusvalenza da cessione di immobile allo stato

Dettagli

( testo attuale e modificato)

( testo attuale e modificato) C O M U N E d i C R E S P I N A Servizi al Territorio Variante al Regolamento Urbanistico - Modifica alle Norme Tecniche di Attuazione relative agli impianti e aree cimiteriali ( articoli 61 e 66 ) ( testo

Dettagli

Direzione Operativa Riqualificazione e Sviluppo del Territorio. Servizio Attività Produttive e supporto amministrativo - U.O.SUEAP

Direzione Operativa Riqualificazione e Sviluppo del Territorio. Servizio Attività Produttive e supporto amministrativo - U.O.SUEAP Piacenza, 10.06.2015 AL DIRIGENTE SERVIZIO ATTIVITA PRODUTTIVE e SUPPORTO AMMINISTRATIVO AL RESPONSABILE SUEAP AGLI ISTRUTTORI TECNICI SUEAP OGGETTO: Deliberazione Assemblea Legislativa Regione Emilia

Dettagli

DIREZIONE URBANISTICA

DIREZIONE URBANISTICA DIREZIONE URBANISTICA LE VERIFICHE DI CONFORMITA URBANISTICO - EDILIZIA IN REGIME DI SALVAGUARDIA DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO (Deliberazione Consiglio comunale nr. 13/2014) SCHEDA INFORMATIVA

Dettagli

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI 7 IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI In questo capitolo, dopo aver ripercorso l evoluzione legislativa e giurisprudenziale della fattispecie oggetto di trattazione, si dirà del diverso

Dettagli

Piano esecutivo Concessione onerosa Concessione convenzionata Concessione gratuita in base all articolo Altro

Piano esecutivo Concessione onerosa Concessione convenzionata Concessione gratuita in base all articolo Altro Domanda di Permesso di costruire BOLLO Prot. n. Spett. Comune di RANCO Piazza PARROCCHIALE n. 4 21020 - RANCO Li gg mese anno Il/la sottoscritto/a quale rappresentante legale dell impresa (ove necessario)

Dettagli

RISOLUZIONE N. 458/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 458/E QUESITO RISOLUZIONE N. 458/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,01 dicembre 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - Articolo 11 della legge n. 212 del 2000 Interventi risparmio energetico Pompe di calore

Dettagli

Deliberazione n. 70/pareri/2008

Deliberazione n. 70/pareri/2008 Deliberazione n. 70/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua dott. Antonio Caruso dott. Giorgio

Dettagli

STUDIO TECNICO ASSOCIATO BELVEDERESI

STUDIO TECNICO ASSOCIATO BELVEDERESI COMUNE DI ANCONA Provincia di Ancona Regione Marche Piano di Recupero tav. scala: C 5 data: Luglio 2011 agg.: NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE APPROVAZIONE PROPRIETA' : Sig.ra Maria Lodovica Cesaroni, Ancona

Dettagli

Parere n. 55/2010 Vincolo convenzionale del prezzo di cessione di alloggi di edilizia economica popolare. Caducazione

Parere n. 55/2010 Vincolo convenzionale del prezzo di cessione di alloggi di edilizia economica popolare. Caducazione Parere n. 55/2010 Vincolo convenzionale del prezzo di cessione di alloggi di edilizia economica popolare. Caducazione Vengono posti al Servizio scrivente diversi quesiti in ordine alla caducazione del

Dettagli

5.1- LE NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO NORMATIVO 4/3. ART.1 Limite di massima edificazione

5.1- LE NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO NORMATIVO 4/3. ART.1 Limite di massima edificazione 5.1- LE NORME DI ATTUAZIONE DEL PIANO NORMATIVO 4/3 ART.1 Limite di massima edificazione Per questa parte di zona appositamente delimitata, vale esattamente questo piano con le relative norme di attuazione.

Dettagli

159 - Zenit S.r.l. Treviso Piano di Lottizzazione C2/32 _ VARIANTE Località Marocco Mogliano Veneto (TV) NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

159 - Zenit S.r.l. Treviso Piano di Lottizzazione C2/32 _ VARIANTE Località Marocco Mogliano Veneto (TV) NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ART. 1 - Oltre ai contenuti prescrittivi delle Tavv. 3 e 4 tutti gli interventi compresi nel perimetro del Piano di Lottizzazione sono soggetti alle norme di cui ai successivi articoli. ART. 2 - Ai fini

Dettagli

Modifiche alla L.r. n. 15/1996 Recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti modificata dalla L.r. 22/1999 e dalla L.r. n.

Modifiche alla L.r. n. 15/1996 Recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti modificata dalla L.r. 22/1999 e dalla L.r. n. Presentato dal Consigliere Monguzzi 1/5 RELAZIONE La legge regionale 15/1996, con le modifiche apportate dalle leggi regionali 22/1999 e 18/2001, ha causato diverse problematiche di ordine urbanistico,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Quarta) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Quarta) SENTENZA T.A.R. Lombardia, Milano, sez. IV, 10 maggio 2013, n. 1221 Edilizia e urbanistica - Distanze legali - Costruzione distanza legale e principio di prevenzione ex artt. 873 e 875 c.c. REPUBBLICA ITALIANA

Dettagli

Elementi di casistica per l applicazione degli oneri urbanizzazione e del costo di costruzione. Anno 2013

Elementi di casistica per l applicazione degli oneri urbanizzazione e del costo di costruzione. Anno 2013 Elementi di casistica per l applicazione degli oneri urbanizzazione e del costo di costruzione Anno 2013 Nessuna modifica rispetto all anno 2012 Applicazione degli oneri di urbanizzazione e della quota

Dettagli

RISOLUZIONE N. 118/E

RISOLUZIONE N. 118/E RISOLUZIONE N. 118/E Direzione Centrale Normativa Roma, 30 dicembre 2014 OGGETTO: Imposte sui redditi - Spese sostenute per la redazione di un atto di vincolo unilaterale - Art. 16-bis del TUIR - Istanza

Dettagli

LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO MINIMO

LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO MINIMO 107 ARGOMENTO LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO MINIMO 1. Traccia Tizio e Caio sono comproprietari di un edificio in località Mentana. Il primo, dopo avere di propria iniziativa provveduto ad alcune spese per

Dettagli

ART. 18 RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO

ART. 18 RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO ART. 18 RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO * Definiscono gli interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che nel rispetto

Dettagli

ALLEGATO B. Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, pannelli solari termici e fotovoltaici, generatori eolici

ALLEGATO B. Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, pannelli solari termici e fotovoltaici, generatori eolici ALLEGATO B Norme regolamentari relative all installazione di impianti tecnologici e di altri manufatti comportanti modifiche dell aspetto esteriore degli edifici Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili,

Dettagli

DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 NOVEMBRE 2012. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del

DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 NOVEMBRE 2012. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 22 NOVEMBRE 2012 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 13 dicembre 2012 n.290, avente ad oggetto la "Modifica del Decreto Ministeriale

Dettagli

Allegati alle NTA. C - Allegati sulla qualità igienico sanitaria e ambientale

Allegati alle NTA. C - Allegati sulla qualità igienico sanitaria e ambientale Allegati alle NTA C - Allegati sulla qualità igienico sanitaria e ambientale AGGIORNAMENTI: Decreto del Direttore del Settore Pianificazione Territoriale n. 23 del 31.03.2011 Variante n. 232 approvata

Dettagli

COMUNE DI CAGLIARI. Servizio Edilizia Privata

COMUNE DI CAGLIARI. Servizio Edilizia Privata COMUNE DI CAGLIARI Servizio Edilizia Privata Indirizzi Interpretativi 19 Dicembre 2013 1 La presente nota scaturisce dalla necessità di dare risposta ai quesiti più frequenti posti all ufficio da parte

Dettagli

La deroga delle distanze nel Piano Casa Lombardia 2012. (avv. Mauro Fiorona - www.studiolegalefgs.com)

La deroga delle distanze nel Piano Casa Lombardia 2012. (avv. Mauro Fiorona - www.studiolegalefgs.com) La deroga delle distanze nel Piano Casa Lombardia 2012 (avv. Mauro Fiorona - www.studiolegalefgs.com) SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. Recupero dei sottotetti e deroga delle distanze. - 3. La deroga delle distanze

Dettagli

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PIANO ALLEGATO D

NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PIANO ALLEGATO D Ai sensi art. 65 L.R. 1/2005 s.m.i. Corte Malgiacca COMUNE DI CAPANNORI Provincia di Lucca FRAZIONE DI GRAGNANO LOC. DETTA CORTE MALGIACCA NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE DEL PIANO ALLEGATO D INTERVENTO DI

Dettagli

RISOLUZIONE N. 8/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 8/E QUESITO RISOLUZIONE N. 8/E Direzione Centrale Normativa Roma, 14 gennaio 2014 OGGETTO: Consulenza giuridica Residenze turistico-alberghiere Prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto stipulati per

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 25 febbraio 2008, n. 7-114/Leg

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 25 febbraio 2008, n. 7-114/Leg DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 25 febbraio 2008, n. 7-114/Leg Regolamento tecnico per la prevenzione dei rischi di infortunio a seguito di cadute dall'alto nei lavori di manutenzione ordinaria

Dettagli

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo

Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Il fumo del camino invade la terrazza del vicino, ma quanto nuoce alla salute? Cassazione sentenza n. 309/2013 commento e testo Avvocati.it E sempre necessario l accertamento della denunciata intollerabilità

Dettagli

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO INAIL ISTITUTO NAZIONALE PER L ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO DIREZIONE REGIONALE PER IL LAZIO Consulenza Tecnica per l Edilizia Regionale ROMA Via Giorgio Ghisi, 22 - interno 7 sc. L p.2

Dettagli

REGOLAMENTO APPLICATIVO

REGOLAMENTO APPLICATIVO REGOLAMENTO APPLICATIVO DEL PIANO CASA ai sensi dell art. 9 comma 5 della L.R. 14/2009 Autore(i) nome dott.urb. Alessandro Calzavara arch. Paola Barbato data SETTEMBRE 2011 Verificato dott.urb. Alessandro

Dettagli

Prova Pratico/Grafica (6 + 2 ore)

Prova Pratico/Grafica (6 + 2 ore) Università di Camerino Esame di Stato di Abilitazione ad Esercizio della Professione di Architetto Sessione Novembre 2009 Laurea Specialistica Prova Pratico/Grafica (6 + 2 ore) Tema N.1. Complesso residenziale

Dettagli

VARIANTE AL REGOLAMENTO EDILIZIO. (ai sensi della D.G.R. n. 55/108 del 29.12.2000)

VARIANTE AL REGOLAMENTO EDILIZIO. (ai sensi della D.G.R. n. 55/108 del 29.12.2000) 1 VARIANTE AL REGOLAMENTO EDILIZIO (ai sensi della D.G.R. n. 55/108 del 29.12.2000) La presente variante modifica, integra e/o sostituisce i seguenti articoli del Regolamento Edilizio approvato con decreto

Dettagli

Parere n. 116/2009 - Contributo di costruzione per realizzazione impianto fotovoltaico

Parere n. 116/2009 - Contributo di costruzione per realizzazione impianto fotovoltaico Parere n. 116/2009 - Contributo di costruzione per realizzazione impianto fotovoltaico Viene richiesto a questo Servizio un parere in ordine all esonero dal contributo di costruzione previsto per gli impianti

Dettagli

D.Lgs. 33/2013. Art.23 Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi - Anno 2015 - S.C.I.A. presentate -

D.Lgs. 33/2013. Art.23 Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi - Anno 2015 - S.C.I.A. presentate - D.Lgs. 33/2013. Art.23 Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi - Anno 2015 - presentate - N. d'ordine Servizio Oggetto Contenuto Soggetto Presentatore Estremi di presentzione

Dettagli

COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3

COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3 COMUNE Dl LEGNAGO (Provincia di Verona) UFFICIO TECNICO SETTORE 3 SERVIZIO I URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA CRITERI E MODALITÀ DI CALCOLO DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE E DELLE SOMME DA CORRISPONDERE

Dettagli

SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività

SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività SCHEDE DI TIPO A Interventi soggetti a Denuncia di Inizio Attività CAMBIO DI DESTINAZIONE D USO - Art. 9.5 del R.E.C. - Art. 79 comma 1, lett c) L.R. 1/05 SCHEDA A6 CLASSIFICAZIONE DELL INTERVENTO R.E.C.

Dettagli

RISOLUZIONE N. 26/E. Roma, 6 marzo 2015

RISOLUZIONE N. 26/E. Roma, 6 marzo 2015 RISOLUZIONE N. 26/E Direzione Centrale Normativa Roma, 6 marzo 2015 OGGETTO: Consulenza giuridica applicabilità delle agevolazioni in materia di piccola proprietà contadina alle pertinenze dei terreni

Dettagli

Le agevolazioni fiscali per la tua casa. Quarto video

Le agevolazioni fiscali per la tua casa. Quarto video Quarto video 1 Nel primo video abbiamo parlato di: Le agevolazioni fiscali per la tua casa 1. introduzione alle agevolazioni fiscali; 2. in cosa consiste 3. chi può usufruirne, 4. cumulabilità con altre

Dettagli

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio di Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro La progettazione degli edifici e della sicurezza integrazione del regolamento locale di igiene OBIETTIVO: introdurre

Dettagli

La Legge Regionale 20 aprile 2015 n. 17 RIORDINO E SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA EDILIZIA

La Legge Regionale 20 aprile 2015 n. 17 RIORDINO E SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA EDILIZIA Comune di Jesi Sportello Unico Edilizia Incontro con i professionisti 26 maggio 2015 La Legge Regionale 20 aprile 2015 n. 17 RIORDINO E SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA EDILIZIA LEGGE REGIONALE 20 APRILE 2015

Dettagli

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE

MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE REGIONE TOSCANA Legge regionale 8 maggio 2009, n. 24 1 MISURE URGENTI E STRAORDINARIE VOLTE AL RILANCIO DELL ECONOMIA E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (B.U.R.T. 13 maggio 2009,

Dettagli

Servizio di documentazione tributaria

Servizio di documentazione tributaria Ministero dei Lavori Pubblici Decreto del 02/08/1969 Titolo del provvedimento: (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27/08/1969) Preambolo. Preambolo IL MINISTRO PER I LAVORI PUBBLICI Visto l'art.

Dettagli

Attività edilizia libera. Attività soggette a comunicazione

Attività edilizia libera. Attività soggette a comunicazione REGIMI PROCEDURALI A CUI È SOGGETTA L ATTIVITÀ EDILIZIA IN SICILIA APPENDICE NORMATIVA Attività edilizia libera (Art. 6 L.R. 37/85) Per la realizzazione degli interventi edilizi rientranti nel "regime

Dettagli

Ufficio Tecnico Comunale

Ufficio Tecnico Comunale COMUNE di LEIVI Provincia di Genova Via IV Novembre, n.1 16040 LEIVI Tel.0185.319033 + Fax.0185.319569 ufficio tecnico@comune.leivi.ge.it Ufficio Tecnico Comunale REGOLAMENTO PER LA MONETIZZAZIONE DEI

Dettagli

In relazione al Piano delle Regole si formulano le istanze di cui in appresso SI CHIEDE L INTEGRAZIONE DEI COMMI 6 E 7 DELL ART. 1 NEI TERMINI DI SEGUITO INDICATI IN ROSSO: 6. Il Piano delle Regole non

Dettagli

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo p.c. Al dott. Daniele Belotti Assessore Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Via Sassetti 32 20124 Milano Ministero dell economia e delle

Dettagli

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti

tabella A 640 per le destinazioni residenziali e in 275 per quelle non residenziali. mediamente tabella B fabbricati collabenti AGGIORNAMENTO DEI CRITERI DI STIMA DEL VALORE COMMERCIALE DELLE AREE FABBRICABILI DEL TERRITORIO COMUNALE AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DELL IMU PER L ANNO 2013 E PRINCIPI PER L ACCERTAMENTO ANNI PRECEDENTI

Dettagli

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 ALLEGATO A Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 Approvato con deliberazione di CC n.47 in data 29/10/2009

Dettagli

1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO...

1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO... SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 2 2 GLI EDIFICI... 2 3 LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI... 2 4 GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO... 3 5 I CRITERI DEL PROGETTO STRUTTURALE... 4 6 LE FASI REALIZZATIVE...

Dettagli

PROGRAMMA AZIENDALE PLURIENNALE DI MIGLIORAMENTO AGRICOLO AMBIENTALE

PROGRAMMA AZIENDALE PLURIENNALE DI MIGLIORAMENTO AGRICOLO AMBIENTALE ALLEGATO A PROGRAMMA AZIENDALE PLURIENNALE DI MIGLIORAMENTO AGRICOLO AMBIENTALE Fattoria Le Mura Società Agricola Srl - legale rappresentante Rindi Corrado responsabile del procedimento geom. Adriano Zingoni

Dettagli

Data 21.7. 11. il Dirigente del settore Patrimonio, Ambiente Valorizzazione Risorse Culturali Arch. Marco Terenghi

Data 21.7. 11. il Dirigente del settore Patrimonio, Ambiente Valorizzazione Risorse Culturali Arch. Marco Terenghi Relazione di stima del valore del complesso immobiliare sito in fregio alle vie G. Matteotti, N. Sauro, Como, in Lissone distinto al catasto al Fg. 15 Mapp. 23 Data 21.7. 11 il Dirigente del settore Patrimonio,

Dettagli